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Cronache del 4 febbraio 2026

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Rifiuti e parcheggi: le novità del Comune

IL BLUFF DI LETTIERI

Sanchirico ricorda Rino Ponzio

D I AN NA TAM M AR IE L L O

Oggi ricorre il ventennale della scomparsa di Rocco Antonio Ponzio, meglio conosciuto come “Rino”. Giovanissimo, ma con una considerevole carriera politica in continua ascesa, l’amministratore era stato già due volte sindaco di Tramutola (in carica nel momento della sua scomparsa), vice segretario provinciale del partito (...)

■ continua a pag 17 Lettieri

Dellapenna a pag 5

PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE

Non vogliamo certo fare le pulci a chi è positivamente impegnato nella battaglia antivitalizia contro questi patrioti di centrodestra, furbastri e generosi però con le tasche proprie, ma quando ci s’indigna troppo facilmente allora bisogna essere almeno specchiati come santi, altrimenti tra fare la morale agli altri e beccarsela il passo è fatalmente breve. Ora lasciamo stare che nella Patria del diritto non sarebbe ammissibile approvare un emendamento anonimo ed invece quei dormiglioni di M5s e BCC hanno avuto la genialata addirittura di votare contro anziché contestarne la legittimità regolamentare come lasciamo stare il Mancamento terribile e sospetto del PD al famigerato vitalizio day, ma siamo davvero al ridicolo paradossale se non accade un fico secco nonostante il potentissimo Donzelli tuoni contro la porcata ed il segretario di FdI faccia volutamente lo gnorri o il beato Angelico Chiorazzo discetti ogni santo giorno sull’abrogazione e poi non veda che nelle file dei richiedenti beneficiari ci sia pure il suo iscritto di partito Massimo Zullino. Pare svolazzare il vecchio, ma azzeccatissimo proverbio: “Predicare bene e razzolare male”.

OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv è scontro tra due ex consiglieri regionali, Romaniello tuona: «Trasparenza tradita»

Forestali, nel 2025 perseguiti 966 reati ambientali in regione

REFERENDUM VITALIZI

Il Comitato promotore: «Dopo i vitalizi, referendum anche contro l'aumento delle indennità, basta privilegi riformiamo la politica»

■ Servizio a pag 2

SMART PAPER

La Uilm Basilicata denuncia ritardi e silenzi dopo cessioni e cambi d’appalto: «Servono risposte su occupazione, sedi e retribuzioni»

■ Servizio a pag 6

CRONACA

Ladri in azione nella notte in due tabaccherie a Montalbano Jonico e Pisticci: portati via anche i “gratta e vinci”

■ Maida a pag 20 APT

Basilicata protagonista a Londra al Travel Hashtag dedicato a l’Incoming Italia: a febbraio tappa a Matera

■ Servizio a pag 21

T RACCIAT
Menonna a pag 10
A 20 ANNI DALLA MORTE
Zullino e Romaniello Servizio a pag 3
Menonna a pag 15

IL WGS 2026 SI CONFERMA L’APPUNTAMENTO CHIAVE PER IL DIBATTITO

Caiata e Osnato al Summit di Dubai per nuove sinergie economiche

Siè aperta ieri, a Dubai l’edizione 2026 del World Governments Summit (WGS), destinata a chiudersi domani e già considerata la più partecipata e internazionale dalla nascita del Vertice mondiale dei governi. Un appuntamento di primo piano nel dibattito globale su governance, sviluppo economico e cooperazione internazionale.

Tra i protagonisti della delegazione italiana figurano l’on. Salvatore Caiata, presidente del Gruppo Interparlamentare di Amicizia Italia-Golfo, e l’on. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, presenti ai lavori del Summit per rafforzare il dialogo istituzionale e le relazioni economiche

tra l’Italia, i Paesi del Golfo e i principali attori internazionali.

Il WGS 2026 ha visto la partecipazione di oltre 35 capi di Stato, delegazioni governative di più di 150 Paesi e delle principali istituzioni finanziarie globali, tra cui il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la International Finance Corporation (IFC), membro del Gruppo Banca Mondiale, a conferma del crescente prestigio dell’evento.

Nel corso del Summit si sono svolti anche forum di rilevanza mondiale, tra cui il New Silk Road Forum, l’Investment Forum – Latin America & the Caribbean di alto livello guidato dalla IFC, la 10ª Conferenza sulla cooperazione internaziona-

le in collaborazione con l’Associazione degli Stati dei Caraibi e il Future of Economy Forum, che hanno animato il confronto sui nuovi equilibri economici e geopolitici globali.

I promotori del referendum tuonano: «Basta privilegi, è tempo di riformare la politica regionale»

«Dopo i vitalizi, referendum anche contro l'aumento delle indennità»

Un nuovo aumento delle indennità per i consiglieri regionali della Basilicata sta suscitando polemiche e indignazione. La decisione, che prevede un incremento del 10% degli stipendi, è stata finanziata tagliando il fondo di solidarietà, istituito nel 2017 per finalità sociali grazie alla rinuncia del 10% delle indennità da parte dei consiglieri regionali. «È una vicenda incredibile», denunciano i promotori di una nuova proposta referendaria contro questa misura. «Nel 2017 i consiglieri regionali avevano deciso di destinare il 10% delle proprie indennità a un fondo di utilità sociale.

Ora, con questa norma, i nuovi consiglieri smettono di versare quei soldi, mentre gli ex consiglieri se li riappropriano attraverso i vitalizi».

Secondo i promotori, si tratta di una decisione che segna una svolta negativa nella politica regionale: «Sono trascorsi quindici anni dal contenimento dei costi della politica deciso nel 2011 dal governo Monti. Per la prima volta, la politica regionale decide che è tempo di aumentarsi lo stipendio, e lo fa proprio a spese del fondo di utilità sociale, che fino a pochi giorni fa sosteneva di voler difendere».

La questione ha sollevato un acceso dibattito, so-

prattutto per il modo in cui i fondi saranno utilizzati. «Eliminare queste norme ingiuste è un dovere», proseguono i promotori. «Non basta dire che l’aumento delle indennità sarà devoluto ai collaboratori. Questa concezione medievale delle Istituzioni e del mondo del lavoro va superata: non è possibile che i soldi pubblici vadano ai consiglieri, i quali, bontà loro, li trasformano in mancette per i loro collaboratori. Piuttosto si proponga un riordino della disciplina dei collaboratori consiliari, assumendoli come personale di diretta collaborazione, tutelati come tutti i lavoratori». I firmatari dell’appello –

tra cui Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa e altri esponenti della società civile lucana – annunciano battaglia: «Anche contro questo atto gravissimo ci attiveremo con una nuova proposta di referendum. È tempo che l’Ufficio di presidenza e la Consulta statutaria si esprimano sul nostro primo quesito referendario, ora che è chiaro che il Consiglio regionale non ha approvato né l’abrogazione parziale dei vitalizi, né la legge sui referendum. L’abrogazione totale è possibile: la legge 40 impone precisi adempimenti amministrativi e va applicata». La vicenda segna un nuovo capitolo nella pole-

mica sui costi della politica in Basilicata, una regione che, quindici anni dopo le misure di austerità introdotte a livello nazionale, sembra aver invertito la rotta. I promotori del referendum promettono di non fermarsi qui, chiedendo maggiore trasparenza e una riforma strutturale che tuteli i lavoratori e garantisca l’utilizzo equo delle risorse pubbliche. I promotori della proposta referendaria sono Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento, Donato Lettieri.

OLTRE IL GIARDINO In studio i due ex consiglieri regionali e poi Pierro (FI Giovani), Laguardia (PdI), Pellettieri e Melillo

Vitalizi, Zullino: «Norma legittima»

Romaniello: «Tradita la trasparenza»

Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, si torna a parlare di vitalizi e lo si fa con due ex consilieri regionali, Giannino Romaniello e Massimo Zullino.

La questione, che ha scatenato polemiche nell’opinione pubblica, riguarda le recenti modifiche legislative introdotte dalla giunta Bardi, accusate di poca trasparenza e di favorire privilegi per i consiglieri regionali.

Il dibattito si è concentrato sull’introduzione di un’indennità differita per i consiglieri regionali, una misura che, secondo Zullino, rappresenta un atto dovuto per compensare i vuoti contributivi maturati dai dipendenti pubblici durante il loro mandato politico. «Io ho un vuoto contributivo di cinque anni legato alla mia attività politica – ha dichiarato Zullino – e questa norma serve a sanare situazioni come la mia, dove i contributi non sono stati versati». Tuttavia, Romaniello ha contestato questa posizione, definendo il provvedimento un privilegio ingiustificato: «I contributi figurativi sono già previsti per legge per chi esercita incarichi istituzionali. Parlare di vuoti contributivi è una colossale inesattezza». Un punto critico emerso nel dibattito è stato il modo in cui la norma è stata approvata. Secondo Zullino, il provvedimento è stato introdotto senza il necessario confronto istituzionale e senza coinvolgere i sindacati, le categorie professionali e i gruppi consiliari. «Una norma così importante andava presentata come proposta di legge autonoma, discussa in commissione e accompagnata da una comunicazione trasparente», ha dichiarato Zullino. Romaniello, dal canto suo, ha sottolineato come l’attuale maggioranza abbia tradito lo spirito di trasparenza e di riduzione dei privilegi che aveva caratterizzato la stagione politica 2010-2019, quando furono aboliti i vitalizi e tagliati molti benefit. La questione dei vitalizi ha acceso un dibattito non solo tra i protagonisti politici, ma anche nell’opinione pubblica, già critica verso i costi della politica. «La politica deve dare l’esempio – ha affermato Romaniello – e non può permettersi di ripristinare privilegi che alimentano la sfiducia dei cittadini». Zullino, invece, ha difeso il diritto dei consiglieri a vedersi riconosciuti i contributi versati durante il mandato, pur ammettendo che il provvedimento avrebbe dovuto essere gestito in modo più trasparente. Romaniello ha lanciato un appello affinché la politica regionale torni a essere trasparente e partecipativa, proponendo di reintro-

durre strumenti come il bollettino della trasparenza per rendere pubblici i rendiconti dei consiglieri. «I cittadini devono sapere come vengono utilizzati i fondi pubblici. La trasparenza è l’unico modo per ricostruire la fiducia nella politica», ha concluso.

Il dibattito sui vitalizi e sui privilegi della politica lucana è destinato a proseguire, con richieste di revisione della norma e possibili impugnative. Intanto, la questione continua a dividere i partiti e a sollevare interrogativi sul rapporto tra politica e cittadini. Come sottolineato da Zullino, «questo è un esempio plastico di come il distacco tra politica e territorio si rifletta nella sfiducia generale».

A Oltre il giardino, due giovani esponenti della politica lucana, Simone Pierro, segretario regionale dei giovani di Forza Italia, e Piergiorgio Laguardia, responsabile provinciale di Fratelli d’Italia per le crisi aziendali, hanno discusso delle principali sfide politiche e sociali che la Basilicata si trova ad affrontare. Tra i temi trattati, il referendum sulla giustizia, le crisi industriali e il futuro dell’occupazione nella regione.

Simone Pierro ha sottolineato l'importanza del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, definendolo «una bandiera storica di Forza Italia e un passo fondamentale per garantire l’indipendenza della giustizia. In uno Stato di diritto, è impensabile che pubblici ministeri e giudici condividano la stessa carriera», ha dichiarato.

Piergiorgio Laguardia, dal canto suo, ha ribadito l’importanza di investire in risorse per la magistratura e la polizia giudiziaria, piuttosto che temere un’ingerenza del potere politico: «L’indipendenza della magistratura è garantita dalla Costituzione, non ci sono rischi di sottomissione al potere politico». Il dibattito si è poi spostato sulle difficoltà economiche e occupazionali della Basilicata, con particolare attenzione alla crisi di Stellantis e del suo indotto a Melfi. Laguardia ha evidenziato la necessità di un piano industriale chiaro e di investimenti nell’innovazione per salvaguardare i posti di lavoro: «Non basta puntare su nuovi modelli di veicoli, bisogna sostenere anche l’indotto per garantire una reale ripresa occupazionale». Ha inoltre criticato la gestione delle grandi aziende, come Stellantis, accusate di promesse non mantenute e di delocalizzazione degli investimenti. Pierro ha ribadito l’urgenza di una sinergia tra la Regione, lo Stato e l’Europa per affrontare le sfide del mercato globale e contrastare la delocalizzazione. «Dobbiamo garantire risposte concrete ai lavoratori».

Il confronto si è concluso con uno sguardo alle prospettive future della politica lucana, in un momento di transizione e di rinnovamento generazionale. Entrambi i giovani dirigenti hanno sottolineato l’importanza di valorizzare le competenze e il dialogo tra le istituzioni per affrontare le sfide di un mondo in continua evoluzione. Si cambia argomento a Oltre il giardino. Arrivano in studio Antonella Pellettieri, ricercatrice del Cnr e l’antropologo Giuseppe Melillo.

Oggi presso la Biblioteca Nazionale di Potenza, alle ore 16:30, verrà presentato il libro Dal Casentus al Basento: la città di Potenza e il suo fiume, un’opera collettanea che indaga il rapporto tra la città e il Basento, il fiume simbolo della Basilicata. Curato da Antonella Pelletieri, il volume raccoglie contributi di archeologi, antropologi e storici, tra cui Melillo, Capano e Zappacosta, offrendo una prospettiva inedita sulla storia e l’evoluzione culturale del territorio.

Il libro parte da un’osservazione curiosa: sulle antiche carte aragonesi, il fiume Basento veniva identificato con due nomi, Casuentus e Basento. Questa scoperta ha aperto la strada a una ricerca approfondita sul passato remoto del fiume e dei villaggi che si svilupparono lungo le sue rive. «Casuento potrebbe essere il primo insediamento che ha dato il nome al fiume», spiega Pelletieri, sottolineando l’importanza di questa scoperta per la storia locale. Melillo, antropologo e autore di uno dei saggi del volume, descrive il Basento come un «fiume negato», osservando come il rapporto tra le comunità lucane e il fiume sia stato segnato da diffidenza e rimozione. «Il fiume è stato spesso visto come un elemento di pericolo, legato a frane, malaria e leggende oscure», afferma Melillo. Tuttavia, il libro evidenzia anche come il Basento stia vivendo una rinascita: oggi è luogo di passeggiate, incontri e attività sportive, grazie alla riqualificazione del suo parco fluviale.

Romaniello e Zullino a Oltre il giardino
Pierro e Laguardia a Oltre il giardino
Pellettieri e Melillo a Oltre il giardino

La decisione di mettere il radar a Monte LI Foj è del Consiglio di Stato

Il bluff di Lettieri

L’ex segretario del PD e il M5S chiedono di non rispettare la sentenza. Scavone, Mongiello e Pepe in assemblea per spiegare la Legge

La sinistra e i cinque stelle hanno uno strano concetto dello Stato di Diritto, della legalità e delle procedure amministrative.

Quando devono applicarle contro gli altri sono rigorosissimi, quando devono prenderne atto sono portati a cercare scappatoie. Se ne volete una dimostrazione ve la fornisce la storia del Radar di Monte Li Foj, le surreali posizioni di Lettieri, del Pd e dei Cinque Stelle. LETTIERI VUOLE CANCELLARE IL CONSIGLIO DI STATO

Se aprite una qualsiasi pagina fb o qualsiasi giornale cartaceo o on-line che sia, troverete la posizione del PD e dei Cinque Stelle sul referendum sulla giustizia.

La posizione si può semplificare con un «votate no per garantire l'indipendenza della magistratura». Questo assioma non vale per l'ex segretario regionale del PD Giovanni Lettieri, per il Movimento Cinque Stelle e per i consiglieri di minoranza di Picerno quando si parla del Radar di Monte Li Foj. Il radar è stato voluto per completare la rete della Protezione Civile quando era al governo nazionale e regionale il centrosinistra. Quando fu comunicata l'intenzione il Comune di Picerno fece ricorso alla Giustizia Amministrativa

sollevando tutta una serie di presunte incongruenze amministrative e violazioni di Legge.

Alla fine dell'iter giudiziario il Consiglio di Stato nel 2018, mentre Lettieri era Sindaco, dava torto al Comune melandrino e diceva che il radar si doveva fare.

Lo diceva specificando che non c'erano rischi per la salute, che le analisi erano fatte bene, che gli studi erano completi.

Lettieri, da Sindaco, si guardava bene di comunicare tutto ciò alla popolazione lasciando la patata bollente nelle mani del

suo successore.

Alle ultime elezioni vinceva il centrodestra. La lista guidata dall'ex Presidente della Comunità Montana Lucia Caivano veniva sonoramente sconfitta, Sindaco di Picerno diventava Margherita Scavone che era, quindi, chiamata a gestire gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato.

A quel punto l'ex Sindaco ed ex segretario del PD Lettieri, l'ex vicesindaco e Presidente della Comunità Montana del Melandro Lucia Caivano e tutti gli altri esponenti dell'opposizione decidevano di cavalcare lancia in resta la protesta che montava nella contrada di Porco Morto chiedendo al Sindaco e alla Regione di non rispettare una sentenza del Consiglio di Stato.

IL SENSO DELLE ISTITUZIONI DI SCAVONE, PEPE E MONGIELLO

A nessuna persona dotata di buon senso può sfuggire che la posizione delle opposizioni del PD e del M5S sia non solo strumentale ma assolutamente in mala fede.

Da uno che è stato amministratore ed esponente politico di primo piano ci si attende serietà e senso di responsabilità.

Cosa che, chiaramente, non è compatibile con la richiesta di disattendere una sentenza del Consiglio di Stato. Il senso dello Stato di Di-

ritto e della Democrazia partecipativa lo hanno avuto, al contrario, il Sindaco Scavone e gli assessori Pepe e Mongiello. I tre hanno accettato il confronto in una pubblica assemblea e si sono prestati a spiegare che né il Comune, né la Regione, né il Governo nazionale possono più modificare quello che, nel pieno rispetto del principio di separazione dei poteri, ha deciso il Consiglio di Stato Davanti ad una decisione

chiara della magistratura la politica non può fare altro che accettare il responso. Noi non è che non comprendiamo le preoccupazioni di chi vive là, non è che non capiamo la logica NINBY, quello che non possiamo condividere è che persone con grande esperienza e con importante passato amministrativo possano soffiare sul fuoco per creare disordine credendo sia possibile disattendere una sentenza del Consiglio di Stato.

DI M ASSIMO D ELLAPENNA
Lettieri, Scavone, Pepe e Mongiello

Il sindacato denuncia ritardi e silenzi dopo cessioni e cambi d’appalto e chiede garanzie su lavoro, sedi e retribuzioni

Smartpaper, la Uilm Basilicata: «Su vertenza servono risposte»

POTENZA. Un quadro ancora segnato da troppe incognite e da un silenzio istituzionale che alimenta preoccupazioni crescenti. È quanto emerge dal direttivo Uilm della Smartpaper, riunitosi ieri mattina nella sede della Uil–Uilm Basilicata per fare il punto sulla vertenza, alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti a partire dal luglio dello scorso anno.Il sindacato ricostruisce una fase complessa, segnata prima dalla perdita delle attività Enel Energia, confluite nella nuova Ati Accenture–Datacontact, e poi dalla vendita, nel mese di dicembre, del restante asset da parte di Indra, che ha ceduto a livello mondiale quasi tutte le attività del Bpo alla società spagnola Teknei. Un passaggio che ha ulteriormente aggravato un contesto già fragile.Il cambio d’appalto continua infatti a non decollare. Nei pochi incontri svolti, sia a livello regionale sia nazionale, è emersa con forza la questione della territorialità della commessa, con una nuova organizzazione del lavoro che ipotizza la collocazione della sede non più nell’area industriale di Potenza ma in quella di Matera. Una prospettiva che si somma alle incertezze su salario, numero dei lavoratori coinvolti e garanzie occupazionali complessive, temi che restano ancora senza risposta.La Uilm ricorda che la vertenza ha una dimensione nazionale e riguarda tutti i dodici lotti assegnati da Enel, nei quali si ripropongono criticità analoghe. Eppure, per quanto riguarda la Smartpaper, al Ministero si è tenuto un solo incontro, il 18 novembre, senza che agli impegni assunti sia seguita una riconvocazione. Da allora, sottolinea il sindacato, si registra un preoccupante immobilismo.In questo contesto viene ritenuto indispensabile aprire un confronto diretto anche con Smartpaper, per evitare che, in una fase di incertezza, alcune

attività storicamente presenti possano essere trasferite verso altri incubatori o realtà produttive senza trasparenza e senza confronto sindacale. Da qui la richiesta di chiarimenti sullo stato reale delle commesse, sul futuro delle attività in essere e sui piani industriali in fase di elaborazione, anche alla luce di scadenze e proroghe di breve durata.Con la proroga in scadenza il 28 febbraio, la Uilm chiede all’assessore regionale Cupparo di onorare l’impegno a riconvocare il tavolo regionale in assenza di sviluppi ministeriali. Il sindacato sollecita inoltre un ruolo attivo di Enel come committente e un intervento della Regione per garantire certezze su territorialità, numerica e salario.«Siamo ormai a febbraio 2026 senza alcuna certezza per lavoratrici e lavoratori», ribadisce la Uilm, che richiama la necessità di una riflessione più ampia sulla governance del comparto e di un piano regionale sulle attività appaltate, capace di tutelare occupazione, qualità del lavoro e futuro di un settore sempre più esposto all’innovazione tecnologica.

L’UGL: «COSÌ NON CI SONO PROSPETTIVE»

«È allarme Snop Melfi, mancano commesse»

MELFI. Si è svolto presso Confindustria Basilicata l’incontro tra le organizzazioni sindacali e l’amministratore delegato di Snop Automotive sul futuro dello stabilimento di Melfi. Per l’Ugl Metalmeccanici Potenza dal confronto «è emerso un quadro che desta forte allarme».Il sindacato sottolinea che, al netto delle attività legate all’avvio produttivo della nuova Jeep Compass e delle future produzioni previste nello stabilimento Stellantis di Melfi, «non risultano oggi nuove commesse assegnate a Snop tali da garantire continuità industriale e piena occupazione». Le lavorazioni residue destinate ai mercati esteri, in particolare Brasile e Messico, «non sono sufficienti ad assicurare la saturazione dell’attuale organico».Per l’Ugl Metalmeccanici «è inaccettabile che uno stabilimento strategico continui a vivere in una condizione di incertezza, senza una prospettiva industriale definita e senza un piano chiaro di assegnazione delle commesse future». Sul fronte degli ammortizzatori sociali, pur non emergendo criticità immediate, «la Cassa integrazione in scadenza a marzo resta una soluzione temporanea che non può sostituire una vera strategia industriale».Il sindacato ribadisce «la necessità urgente di un confronto a livello di gruppo sugli stabilimenti Snop in Italia» e annuncia la richiesta di un tavolo nazionale e ministeriale, chiarendo che «qualsiasi ipotesi di uscite incentivate potrà essere valutata solo dopo garanzie certe su occupazione e futuro produttivo».

Il sindacato di Potenza condivide la linea di Cupparo ma chiede più risorse, progetti no oil concreti e tutele occupazionali in Val d’Agri

Transizione energetica, la Cgil incalza Eni e Total

POTENZA. Accelerare sulla transizione energetica, pretendendo impegni chiari e risultati concreti sul piano occupazionale. È la posizione espressa dalla Cgil di Potenza, che concorda con l’assessore regionale alle Attività produttive Francesco Cupparo sulla necessità di richiamare le compagnie petrolifere al rispetto degli accordi sottoscritti con la Regione Basilicata.«I progetti no oil devono avere un concreto impatto occupazionale – afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito – visto che quelli attualmente previsti, anche in forte ritardo, hanno prodotto uno scarso ritorno in termini di lavoro». Per il sindacato è indispensabile «pretendere da Eni e To-

tal non solo risorse economiche, ma anche know how industriale da destinare a produzioni sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale».Secondo Esposito, la transizione deve partire dalla Val d’Agri, evitando che «al naturale decalage delle estrazioni petrolifere segua una desertificazione industriale». In questa direzione, la Cgil chiede di utilizzare in modo mirato i fondi delle compensazioni ambientali «per la transizione ecologica e la reindustrializzazione del sito attraverso progetti green capaci di garantire un futuro all’area anche nel dopo petrolio».Il sindacato sottolinea inoltre che «i fondi oggi destinati ai progetti no oil, peraltro non ancora investiti, sono insufficienti rispetto alla com-

plessità del processo di riconversione». Da qui la richiesta alla Regione Basilicata di prevedere risorse aggiuntive, da concordare con le multinazionali, «per assicurare nei prossimi anni una ri-

conversione green che tuteli insieme territorio e occupazione».Il rischio, avverte Esposito, «è di trovarsi di fronte all’ennesimo sito da bonificare, con danni irreparabili per un’economia regionale che oggi si regge in larga parte sulle royalties del petrolio». Per questo la Cgil sollecita «l’aggiornamento urgente del patto di sito del 2021», firmato da sindacati, Confindustria, Regione ed Eni, «per avviare concretamente la transizione energetica e ambientale».«Le scelte devono essere fatte ora – conclude il segretario – senza attendere il rinnovo delle concessioni estrattive nel 2029. Serve una transizione giusta, che protegga lavoro, diritti e territori dalla speculazione e salvaguardi l’economia locale».

MERCOLEDÌ

L’INTERVENTO

Bolognetti sfida Gratteri: «Mi sono autodenunciato»

Detto, fatto. Soltanto lunedì abbiamo pubblicato la lettera-provocazione di Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani al procuratore Nicola Gratteri. Oggi Bolognetti torna a scrivere al procuratore per comunicare il fatto che si è autodenunciato per rivendicare il diritto di parola. Di seguito la lettera integrale.

DI M AURIZIO B OLOGNETTI *

Egregio dr. Gratteri, in allegato troverà copia delle ricevute di consegna dell'autodenuncia che ho inteso inviare alle Procure della Repubblica di Potenza e Lagonegro, al Procuratore generale c/o la Corte d'appello di Potenza, dr. Francesco Basentini, alla Stazione Carabinieri di Latronico e per opportuna conoscenza al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al Prefetto di Potenza, al Questore di Potenza e all'Ufficio Digos. Il sottoscritto, egregio dott. Gratteri, non ha nulla da nascondere e per cultura agisce sempre alla luce del sole. Ho inteso autodenunciarmi perché lei, solo pochi giorni fa, ha minacciato - incredibile ma vero - di denunciare chiunque osi far ascoltare alcune sue dichiarazioni, accostandole alla riforma dell'ordinamento giudiziario, che, come è noto, sarà oggetto di referendum costituzionale il 22 e 23 marzo.

Chi le parla, dr. Gratteri, è da 40 anni favorevole alla separazione delle carriere e a provvedimenti che eliminino l'indecente e correntizia occupazione di un organo costituzionale qual è il CSM. Nel 2019, tanto per esser chiaro, non fui certo tra coloro che caddero dal peroed ebbero la faccia tosta di stupirsi per le rivelazioni da parte di Palamara del più classico

dei segreti di pulcinella: il Csm lottizzato dalle correnti dell’Anm. Men che meno, e a futura memoria, ho mai ritenuto il dr. Palamara una vittima o un novello caso Tortora; al massimo Palamara, a mio modo di vedere, è il carnefice che in certe logiche, a un certo punto, finisce sotto la ghigliottina del boia. Se lei mi chiedesse se sono favorevole al Sì non potrei che risponderle che lo sono. Non potrebbe essere altrimenti, considerando la mia storia politica e il fatto che ritengo di poter affermare, senza timore di smentita, di aver avuto quale mio mentore Marco Pannella. Sì, tutta la vita, dr. Gratteri, perché è un passo avanti nella giusta direzione. Sì, perché ero a Napoli ai tempi, per alcuni davvero non belli, del cosiddetto caso Tortora. A proposito, Palamara non è Tortora e questo deve esser chiaro. Sì, perché la separazione delle carriere è un provvedimento di civiltà giuridica che allinea il nostro Paese alle più consolidate liberaldemocrazie del mondo. Sì, perché ero tra coloro che coordinarono e raccolsero firme in calce al referendum sulla separazione delle carriere, stravinto, ma che finì al macero a causa del mancato raggiungimento del quorum. Questa volta, è bene sottolinearlo con la penna rossa, il quorum non ci sarà.

Ecco mi son presentato, spero. Sono uomo di ideali e non di potere ridotto a mero fine (il potere per il potere). Sono, e così ci chiariamo subito, un uomo che al pari di Leonardo Sciascia detesta essere definito garantista e, parafrasando le parole del grande scrittore siciliano o integrandole, dico che non sono garantista, sono solo un uomo che crede nel diritto, nei diritti, nello stato di diritto democratico; un uomo che crede nella giustizia.

Bolognetti lancia la campagna “Gratteri, denunciaci tutti”

La libertà di espressione rappresenta uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia e garantisce a ciascun cittadino il diritto di manifestare il proprio pensiero, anche quando questo si pone in contrasto con le opinioni di figure autorevoli. È in questo contesto che si inserisce l’intervento del segretario dei Radicali Lucani Maurizio Bolognetti, pungente e provocatorio come sempre, rivolto al dott. Nicola Gratteri, magistrato di spicco e protagonista del dibattito pubblico italiano, nel quale vengono mosse critiche dirette alle sue prese di posizione riguardo alla riforma dell’ordinamento giudiziario e ad alcune dichiarazioni rese in passato. ******

DI MAURIZ O BOLOGNETTI*

er quanto mi riguar-

Pda, se il dr. Gratteri non mi denuncerà per questo post in cui mi assumo la piena responsabilità di rilanciare alcune

Bolognetti e Gratteri

ni, preannuncio che andrò ad autodenunciarmi. Dottore, non mi deluda. Egregio dr. Gratteri, la sua intolleranza nei confronti di chi vuole una volta tanto onorare un dato di memoria è insopportabile e, se me lo consente, arrogante e tracotante. In questo paese, se ne faccia una ragione, vige o dovrebbe vigere la libertà di pensiero, espressione e parola. Ahimè, lei è uno dei tanti, troppi, che non ha pronunciato una parola, dico una, a sostegno delle innumerevoli iniziative in difesa del diritto umano alla conoscenza a cui ho dato corpo. Le dirò, la cosa non mi ha stupito affatto. Non so lei, dr. Gratteri, ma io ho fame e sete di verità e di giustizia e da 40 anni attendo la separazione delle carriere dei magistrati e la riforma dell'ordinamento giudiziario che è stata varata dal Governo. Lei può godere quotidianamente di libertà che ad altri vengono sistematicalare dall'alto della sua cattedra quasi a reti unificate. Ora, io non so se esista un manuale di "gratterologia", ma so che non intendo subire da cittadino, politico e iscritto all'Odg le sue imposizioni. Quel che lei ha detto sulla riforma dell'Ordinamento giudiziario in passato non può e non deve essere cancellato. A limite potrebbe spiegarci idea, dato che, dal mio punto di vista, le parole che lei ebbe a pronunciare e che oggi contesta erano chiarissime. Non voglio arrivare a pensare che esista un Gratteri dr. Jekyll e mister Hyde. Quel che è certo, al di là delle mie supposizioni, è che lei non può essere colui il quale decide se possano essere utilizzate o meno le parole da lei pronunciate nel

Lei in cosa crede, dr. Gratteri? Spero non negli arresti per omonimia, nelle Tv convocate per mostrare un uomo che sta per esser portato al mattatoio dei Pandico, dei Melluso, dei Barra.

In cosa crede, dr. Gratteri? Se lo ricorda che cosa dovrebbe essere uno Stato di diritto democratico? Nel caso in cui intenda rispondere sì, tocca, ahimè, ricordarle che siamo a tutt'oggi inadempienti rispetto all'art. 111 della Costituzione e anche rispetto al Codice Vassalli del 1989. In cosa crede, dottore?Mi faccia capire. Lo sa che in questo nostro Paese dovrebbe vigere il rispetto dell'art. 21 della Costituzione? Quella sua denuncia contro chi ha osato far ascoltare sue parole pubbliche, pronunciate in un pubblico dibattito, io non riesco a non percepirla come un gesto di tracotanza e un insulto all'art. 21. Non avevo certo bisogno di questo teatrino per convincermi a votare Sì, ma se possibile la convinzione è stata ulteriormente accresciuta dal suo compor-

tamento.

Non le chiederò, egregio dr. Gratteri, se lei ha mai visto quel film intitolato "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" e nemmeno starò a chiederle se ha mai ascoltato quel bel brano di De André intitolato "Un giudice". Non lo faccio anche per evitare equivoci. Quel che invece faccio e debbo fare è chiarire che non sono un nemico dei magistrati e della magistratura; non mi piacciono stereotipi e schematismi, non partecipo a giochi delle parti e ritengo altresì obbligato e doveroso denunciare qualcosa quando c'è da denunciare. Dal mio punto di vista, garantismo, quella parola che mi ripugna, è anche questo, oltre ad essere "equo processo".

Dr. Gratteri, io la mia parola l'ho mantenuta e sono corso ad autodenunciarmi, anche, se vuole, per rispettare le sue parole. Lei adesso cosa farà, sapendo che da due giorni ho diffuso con tutti i mezzi disponibili il video sul quale lei pretende di imporre la censura? Eppure non si

battito. Pensi piuttosto, egregio Dottore, a quanto male ha fatto lei attraverso la pubblica lettura di una inesistente lettera di Giovanni Falcone. Mi auguro che il cittadino Gratteri quando veste la toga non assomigli al Gratteri che legge sms giunti in diretta negli studi de La7. Sia coerente, dr. Gratteri, mi denunci! *SEGRETARIODEI

tratta di un video pornografico, che, come sa, tra l'altro sono stati abbondantemente sdoganati. Mi faccia sapere.Non essendo Matteo Messina Denaro, il mio indirizzo è noto a tutti.

Un'ultima cosa, una citazione deve consentirmela: "Io ho dovuto fare i conti da trent’anni a questa parte, prima con coloro che non credevano o non volevano credere all’esistenza della mafia e ora con coloro che non vedono altro che mafia. Di volta in volta sono stato accusato di diffamare la Sicilia o di difenderla troppo; i fisici mi hanno accusato di vilipendere la scienza, i comunisti di aver scherzato con Stalin, i clericali di essere senza Dio; e così via. Non sono infallibile; ma credo di aver detto qualche inoppugnabile verità […] Non ho, lo riconosco, il dono dell’opportunità e della prudenza. Ma si è come si è”.Così Leonardo Sciascia in un’intervista aLaStampa del 6 agosto 1988.

*S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI

L’edizione di Cronache del 2 febbraio
La provocazione de segretario dei Radicali Lucani. «La libertà di espressione non può essere piegata alle imposizioni di chi parla dall’alto di una cattedra»

LA RIFLESSIONE Il risveglio dei giovani tra Sassi e Appennino: tra bellezza, sfide quotidiane e voglia di innovare, cresce la creatività che la trasforma

Basilicata: terra di futuro o culla di eterni rimandati?

DI D INO Q UARATINO

Se la Basilicata fosse un adolescente, probabilmente si gratterebbe la testa tra i Sassi di Matera e le cime dell’Appennino lucano, chiedendosi: “Ma dove sono tutti i miei figli?” Perché, diciamocelo, i giovani qui ci sono, ma spesso sembrano vivere in una sospensione sospetta tra il desiderio di restare e la voglia di scappare. Da Potenza a Matera, da piccoli borghi dimenticati ai centri semi-vivibili, la Basilicata offre panorami mozzafiato e patrimoni che fanno girare la testa… peccato che i suoi stessi cittadini li guardino spesso con un misto di nostalgia e rassegnazione. C’è un paradosso lucano che vale la pena osservare: una regione ricca di storia, bellezza e cultura che, però, fatica a convincere i suoi giovani a non fare le valigie. L’aria pura del Vulture, i tramonti sul Basento, le pietre millenarie dei Sassi di Matera: tutto sembra urlare “resta qui!”, eppure basta guardare le statistiche sull’emigrazione giovanile per capire che la Basilicata rischia di diventare la terra dei rimandati cronici. Non perché i ragazzi non abbiano voglia, ma perché spesso non trovano stimoli, risorse o opportunità concrete per costruirsi un futuro degno di essere raccontato. Ironia della sorte: i giovani lucani sognano spesso altrove, ma quando provano a partire scoprono che il mondo esterno non è molto più indulgente. E qui nasce una verità inattaccabile: il futuro della Basilicata non è nascosto nei poli industriali del Nord o nelle metropoli italiane, ma dentro le idee, la creatività e il coraggio di chi decide di restare e trasformare ostacoli in opportunità.Scuola, università e il mito del WiFi. Parliamo di istruzione. E qui, miei cari, la satira non basta mai. La scuola in Basilicata spesso sembra una gara di sopravvivenza più che un laboratorio di crescita. Edifici che gridano “anni ’60!”, aule dove il Wi-Fi è un’illusio-

ne ottica e docenti che devono moltiplicare le forze per compensare carenze materiali che nessuno ha mai avuto il coraggio di risolvere. E l’università? L’Università della Basilicata ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, certo, ma a volte sembra che per attirare studenti servano più brochure colorate che programmi innovativi realmente connessi al mondo del lavoro. Gli studenti arrivano pieni di entusiasmo, speranze e sogni, e spesso si scontrano con la dura realtà: stage che non ci sono, tirocini che non pagano, laboratori che sembrano musei del passato. Eppure, in mezzo a questa apparente inefficienza, c’è qualcosa di straordinario. Ci sono ragazzi che trasformano la frustrazione in carburante creativo: club studenteschi che organizzano eventi culturali, laboratori digitali improvvisati, corsi di coding nel seminterrato della biblioteca comunale. Ironia della scuola lucana: dove il WiFi è lento, l’ingegno corre veloce.L’arte di reinventarsi o il rischio dell’eterna attesa. Ecco la verità: molti giovani lucani non aspettano che le opportunità cadano dal cielo. Le costruiscono. Con fatica, creatività e un pizzico di follia. Startup culturali che nascono tra un borgo e l’altro, laboratori di innovazione sociale che trasformano spazi abbandonati in centri vivi, progetti artistici che mettono in connessione tradizione e contemporaneo. Eppure, mentre i giovani inventano, le istituzioni spesso sembrano in vacanza permanente. Le promesse rimangono sospese tra un bando scaduto e un finanziamento mai eroga- to. È qui che entra in gioco l’ironia: i ragazzi lucani, di fronte all’inerzia ufficiale, hanno sviluppato un’arte tutta loro, quella di arrangiarsi senza perdere dignità, con l’audacia di chi sa che l’attesa è nemica della crescita. Il rischio? Che questa eterna attesa diventi uno stereotipo: “la Basilicata, terra

dei sogni rimandati”. Ma la bellezza della nostra regione è che, anche tra ritardi e ostacoli, chi osa creare trova sempre un varco. È il miracolo lucano: ostacoli grandi come montagne e idee ancora più grandi per superarli.La Basilicata invisibile ma potente. Molti vedono la Basilicata come un piccolo puntino sulla cartina, una regione da attraversare in autostrada o da fotografare in due ore tra un panorama e l’altro. Peccato che sia una visione miope e superficiale. La Basilicata ha una forza nascosta, fatta di resilienza, memoria culturale e umanità pura. È invisibile solo per chi non vuole guardare, potente per chi osa riconoscerla. Le comunità lucane, nonostante tutto, continuano a nutrire il senso di appartenenza, la solidarietà tra vicini, la capacità di rialzarsi di fronte a calamità, crisi economiche o fallimenti perso- nali. È una lezione di vita che nessuna statistica può misurare: la forza di chi, senza clamore, trasforma la propria terra in un laboratorio di futuro, anche quando il mondo esterno la ignora. Ironico pensare che questa invisibilità sia anche un vantaggio: senza il peso della visibilità mediatica, la Basilicata può sperimentare, inventare, crescere sotto traccia, trasformando la marginalità in opportunità.Tra ironia e provocazione: cosa ci serve davvero. Ora veniamo al sodo, senza peli sulla lingua: cosa serve davvero alla Basilicata per trattenere i suoi giovani e farli crescere? Non serve la retorica del “resta qui e costruisci il futuro”: serve infrastruttura, serve Wi-Fi che funzioni, serve scuole moderne, serve collegamento reale tra formazione e lavoro.

Serve soprattutto fiducia, fiducia che il talento dei giovani non sia un optional, ma la vera ricchezza della regione. E qui entra la provocazione: basta ponti che non portano da nessuna parte, basta finanziamenti fantasma, basta annunci altisonanti che finiscono nel nulla. Serve azione concreta, coraggio politico, investimento umano. Serve smettere di

parlare e iniziare a fare, perché la pazienza dei giovani lucani non è infinita.Il paradosso ironico? La Basilicata può offrire più libertà e qualità della vita di molte altre regioni italiane. Può farlo senza sacrificare la propria identità, senza piegarsi ai modelli esterni. Ma solo se smettiamo di accontentarci di scuse, ritardi e rimandi.Prospettive e futuro lucano. E allora, quale futuro per la Basilicata? Uno in cui i giovani continuano a scappare, perché le opportunità sono pochi e lontane, o uno in cui diventano protagonisti del loro destino, trasformando borghi abbandonati in laboratori culturali, scuole in incubatori di talenti e università in ponti verso il mondo reale? Le soluzioni ci sono, e spesso sono più semplici di quanto sembri: valorizzare le competenze digitali, incentivare start-up locali, connettere territori e città, facilitare il ritorno dei cervelli in fuga, creare reti tra scuole, università e comunità. Piccoli passi concreti, che accumulati, possono trasformare la Basilicata da terra dei rimandati in

culla dei coraggiosi. C’è poi un aspetto umano, forse più potente di qualsiasi piano economico: il coraggio di credere che il cambiamento sia possibile. Ogni giovane che decide di restare, ogni iniziativa che osa sfidare l’inerzia, ogni comunità che apre le porte all’innovazione, contribuisce a costruire una Basilicata più forte, più viva, più vera. La Basilicata può restare il paradiso dei rimandati… oppure diventare la culla dei coraggiosi. Non serve attendere miracoli: serve coraggio, intelligenza, ironia e voglia di fare. La scelta, come sempre, è dei giovani… e di chi ha il coraggio di smettere di raccontarsi scuse. Perché, alla fine, non sono i Sassi a plasmare il futuro della Basilicata, né i tramonti sul Vulture. Sono le idee, la determinazione e il cuore di chi decide di prenderne cura. E se qualcuno pensa che sia troppo presto, troppo difficile o troppo complicato, beh… che provi a guardare un ragazzo lucano che sogna e crea. Lì troverà la risposta: il futuro non aspetta, e chi lo ignora resta indietro.

La conferenza stampa del Comando Regionale traccia il

bilancio delle attività

e

Carabinieri Forestali, 54mila controlli e oltre 500 denunce in Basilicata

D I F RA N C ES C O M EN O N N A

Ben 54.000 controlli sul territorio, 12.000 persone coinvolte, 996 reati ambientali, 532 persone deferite all’Autorità Giudiziaria, complessivamente 71 sequestri totali e 1.900 illeciti amministrativi per un importo pari a 790.000 euro. Sono questi i numeri illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa dal Comando Regionale Carabinieri Forestali di Basilicata, che ha tracciato le linee degli interventi, corposi e mirati al contrasto delle azioni criminose, alla prevenzione sul territorio e alla tutela del paesaggio ambientale e forestale.La conferenza si è svolta nei locali del Comando di Potenza, in contrada Riofreddo, e ha previsto, grazie a immagini, videoregistrazioni e materiali vari, una ricognizione delle forme di illegalità che condizionano il patrimonio boschivo e forestale lucano. Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento delle pattuglie sul territorio per il contrasto e la prevenzione degli incendi boschivi, vera e propria piaga endemica ancora oggi diffusa.Le attività hanno incluso anche campagne di controllo sull’abbandono e la gestione illecita dei rifiuti, con particolare riguardo all’inquinamento idrico. I Carabinieri Forestali hanno monitorato fiumi, corsi d’acqua e risorse idriche, colpite da diverse azioni criminose che hanno interessato aziende distribuite sul territorio regionale. Tra gli interventi, si segnala la sorveglianza sul Fiume Basento, finalizzata a far emergere fatti illegali tenuti sotto osservazione dagli inquirenti.In particolare, nella provincia di Matera sono state controllate diverse aziende situate in aree vulnerabili ai nitrati. È stata inoltre svolta un’attività di vigilanza venatoria nel 2025, con particolare attenzione al bracconaggio dell’avifauna migratoria, che ha portato all’emersione di detenzioni illegali di fauna selvatica e specie protette, anche grazie al nucleo spe-

cializzato Cites.Il nucleo lucano ha condotto anche azioni di educazione ambientale per diffondere la cultura della legalità e la tutela del bene pubblico. La conservazione degli habitat e della biodiversità ha caratterizzato le operazioni sul territorio, con l’impiego, in aree come il Pollino, del nucleo cinofilo antiveleno per la ricerca di bocconi e carcasse avvelenate. Tali attività rientrano nel servizio Metromont, operativo sia nel periodo estivo che invernale.Durante la conferenza, è stato presentato anche il nuovo calendario del Comando Regionale Carabinieri Forestali di Basilicata, pensato per gli appassionati di biodiversità e ambiente.Maria Gabriella Martino, Comandante del Comando Re-

gionale Carabinieri Forestali di Basilicata, ha illustrato le iniziative avviate nel contrasto all’illegalità ambientale: «Un 2025 impegnativo per il contrasto, la prevenzione e il contenimento di tutti i reati ambientali in una terra che, forse, è la più bella e ricca del territorio nazionale. Per il 2026 speriamo che, attraverso la prevenzione e una maggiore cultura della legalità ambientale sul territorio, si riesca a contenere anche reati importanti come gli incendi boschivi».Riguardo alle criticità incontrate, il Comandante ha spiegato: «Gli incendi boschivi ci preoccupano, soprattutto per l’estensione delle superfici boscate e il danno conseguente che si crea sul territorio. Chi delinque sa come agire, e rilevare

questi reati non è semplice».Sulle unità cinofile: «L’unità cinofila per il Carabiniere Forestale è impiegata nella ricerca di esche avvelenate. Facciamo prevenzione, ma purtroppo il fenomeno è diffuso in Basilicata. Rinveniamo polpette avvelenate destinate a diversi animali, spesso causando la morte di specie non solo

target».Infine, sul futuro delle operazioni: «Prevediamo un incremento delle attrezzature, come droni altamente sofisticati, per il monitoraggio dall’alto degli illeciti e per perimetrare con precisione le superfici boscate. Le attrezzature saranno implementate per rafforzare l’efficacia dei controlli».

Ricerca condotta anche dall’ospedale San Carlo dimostra l’utilità dell’utilizzo di amminoacidi durante gli interventi cardiaci

Pazienti diabetici, studio lucano: «Ora si riducno i rischi per i reni»

POTENZA. Un passo avanti significativo nella tutela dei pazienti diabetici sottoposti a interventi al cuore emerge dai risultati di uno studio multicentrico pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Endocrinological Investigation. A darne notizia è il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera, che esprime «soddisfazione per una ricerca di rilevanza internazionale alla quale ha fornito un contributo importante la Rianimazione Cardiologica dell’ospedale San Carlo, diretta dal dottor Giuseppe Pittella». Lo studio, condotto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi della Basilicata e coordinato dall’Ospedale San Raffaele, dimostra come l’infusione endovenosa di amminoacidi durante il periodo perioperatorio sia in grado di ridurre il rischio di danno renale acuto nei pazienti affetti da diabete mellito dopo un intervento di cardiochirurgia.I risultati indicano una riduzione dell’incidenza del danno renale acuto, scesa al 43,3 per cento nel gruppo trat-

tato rispetto al 47,8 per cento del gruppo placebo, con un dimezzamento del rischio delle forme più gravi. L’analisi statistica evidenzia inoltre una probabilità del 97,5 per cento che l’infusione di amminoacidi riduca il rischio complessivo di danno renale, rafforzando la solidità dei dati raccolti.Tra gli autori, Gianluca Paternoster, professore di anestesiologia all’Università degli Studi della Basilicata e dirigente medico della Rianimazione Cardiologica dell’Aor, sottolinea che «il diabete mellito rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo

di danno renale acuto dopo interventi cardiochirurgici, una complicanza frequente associata a un aumento significativo di morbilità, mortalità e costi sanitari». Finora non era chiaro se le strategie di prevenzione renale fossero ugualmente efficaci nei pazienti diabetici. «Questo studio lo dimostra – conclude – individua una strategia di sicura efficacia clinica e suggerisce che il beneficio degli amminoacidi sia legato alla capacità di preservare la riserva funzionale renale, proteggendo il rene dallo stress emodinamico e metabolico dell’intervento chirurgico».

Giornata contro il cancro

«Visite gratuite al Crob»

RIONERO IN VULTURE. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, promossa dalla Union for International Cancer Control, l’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata conferma il proprio impegno nella lotta ai tumori con un’iniziativa rivolta direttamente ai cittadini. Domani, alle ore 11, l’Istituto organizza una diretta Facebook sulla pagina ufficiale @irccscrob, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce.L’incontro online sarà dedicato a due ambiti centrali della prevenzione oncologica: lo screening del colon retto e lo screening mammografico.

Durante la diretta il direttore scientifico Carlo Calabrese e la responsabile regionale dello screening mammografico Giusy Dinardo illustreranno le modalità di accesso ai percorsi di screening gratuiti della Regione Basilicata, rispondendo alle domande degli utenti e spiegando come questi esami possano incidere concretamente sulla riduzione della mortalità.L’iniziativa si inserisce nel tema globale del triennio 2025-2027, «United by Unique», che richiama l’attenzione sull’unicità di ogni paziente e sulla necessità di un approccio personalizzato che parta dalla prevenzione.

Neurochirurgia, in Basilicata c’è solo il San Carlo

POTENZA. La neurochirurgia è la branca medica specializzata nel trattamento chirurgico e invasivo di patologie del sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale), periferico e della colonna vertebrale. Interviene su tumori, aneurismi, traumi, ernie discali, malformazioni vascolari e malattie funzionali, utilizzando tecniche all'avanguardia come microchirurgia, neuro-navigazione ed endo- scopia. Ѐ sufficiente questa breve definizione per comprendere quanto sia delicato e importante il ruolo del neurochirurgo. Con il mutare degli stili di vita sono aumentate molte patologie ad essi legate. Come ad esempio la Cervicalgia che ha una connessione con la vita sedentaria e con l’uso intensivo dei computer, dei cellulari. I moderni stili di vita incidono non poco anche sulle altre patologie legate alla colonna verte-

brale e tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che in futuro, se non avviene una vera e propria rivoluzione, sono destinate a crescere. In Basilicata l’unico centro, che tra l’altro gode di ottima fama grazie a valenti professionisti, è nell’Ospedale San Carlo di Potenza. E solo lì si effettuano anche le visite neurochirurgiche su prenotazione dal Cup regionale. I tempi di attesa sono oltre i tre mesi, mentre non vi sono date per le priorità. Siccome molte patologie non necessitano di un ricovero, ma solo di una visita e di una eventuale terapia da poter fare tranquillamente nel proprio domicilio, se il servizio sanitario pubblico assicurasse le visite specialistiche nei Distretti, i cittadini non sarebbero costretti a ricorrere a professionisti per le visite private con i relativi costi che non tutti possono sostenere. Ѐ quello che sta avvenendo proprio per la Neurochirurgia. La provincia di Matera, soprattut-

to il Metapontino, è ormai invasa da professionisti che vengono anche dalle regioni limitrofe. Costo di una visita tra parcella del professionista e struttura privata che lo ospita è di oltre 160 auro. Per un pensionato al minimo è un onere insostenibile. Dovendo scegliere tra mangiare o curarsi una patologia spesso cronica, come ci dicono le statistiche, in tanti preferiscono non curarsi, con immaginabili conseguenze sulla loro qualità della vita. Nulla da ridire sui professionisti che fanno il loro lavoro e riempiono un “buco” della sanità pubbli-

ca, che invece dovrebbe organizzarsi meglio ed essere più efficiente e più efficace. Ad onor del vero va detto che con Rosy Bindi ministro dellà sanità, la regola era ferrea: o fai il medico in una struttura pubblica oppure ti licenzi e fai l’attività privata. Sovrapporre i due ruoli è spesso stato all’origine anche di scandali, perché si utilizzava il pubblico per drenare utenza verso il privato. Poi arrivò Berlusconi e cambiarono le regole che persistono ancora oggi. Ci aspettiamo che l’assessore Latronico, che si sta spendendo molto e quotidianamente per la sanità lucana, da quando ha assunto l’incarico di massimo responsabile regionale, intervenga su questa materia. Non deve essere poi cosi complicato organizzare un servizio, come per le altre prestazioni specialistiche, nei Distretti Sanitari, in modo tale da consentire anche a chi non può permettersela una visita Neurochirugica.

DI VINCENZO MAIDA

Vizziello (Bcc) critica la lettura dei dati Agenas e invita a usare il Programma nazionale esiti per affrontare criticità e liste d’attesa

«Performance San Carlo, inopportuni toni trionfalistici»

POTENZA. «Appaiono francamente inopportuni i toni trionfalistici con cui l’assessore Latronico e altri hanno presentato le valutazioni di Agenas relative alle performance dell’Ospedale San Carlo di Potenza, che senza dubbio ha qualche reparto che raggiunge o supera di poco la sufficienza, ma che non fa registrare alcuna eccellenza». Lo afferma, in una nota, il capogruppo di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello, ricordando come «in ambiti rilevanti dell’assistenza ospedaliera ricevano l’attestato di vere e proprie eccellenze altri nosocomi del Mezzogiorno, come l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e il Ospedale Perrino di Brindisi per la chirurgia oncologica, o il Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti e la Casa di Cura Montevergine per l’ambito cardiocirco-

latorio».«L’unica eccellenza della rete ospedaliera regionale è l’ospedale di Melfi in ambito osteomuscolare – spiega Vizziello –: questo è il vero responso dell’edizione 2025 del Programma Nazionale Esiti pubblicato da Agenas a dicembre dello scorso anno. Il resto, andato in scena ieri mattina presso il più grande ospedale lucano, è frutto più di propaganda che di corretta comu- nicazione istituzionale».«È doveroso sottolineare gli aspetti positivi dell’assistenza ospedaliera, come le ottime performance sui tempi di permanenza nel Pronto Soccorso o la bassa mortalità per bypass aortocoronarico – aggiunge – ma è altrettanto opportuno evidenziare le criticità relative ad alcuni indicatori fondamentali, come la percentuale di interventi entro quarantotto ore per frattura del femore nei pazienti ultra ses-

santacinquenni, la percentuale di infartuati trattati con angioplastica entro novanta minuti, l’elevata emigrazione ospedaliera per patologie oncologiche e il problema delle liste d’attesa che non si accorciano».«Di qui la necessità –

conclude Vizziello – di utilizzare l’istantanea di Agenas sulle prestazioni ospedaliere per migliorarsi, piuttosto che per autocelebrarsi, nella consapevolezza che riconoscere le criticità è il primo passo per superarle».

Verrastro (Uil Fpl): «Servono risposte immediate su personale, strutture e servizi, gli annunci non bastano»

«Contratto fermo e carenze gravi ospedale in affanno a Lagonegro»

LAGONEGRO. La Uil

Fpl ha tenuto un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori dell’Ospedale di Lagonegro, un momento di confronto nel quale sono state illustrate le motivazioni che hanno portato alla mancata firma del Ccnl Sanità 2022–2024. Una scelta, è stato spiegato, legata sia a una parte economica ritenuta insufficiente rispetto all’aumento del costo della vita e alle crescenti responsabilità del personale, sia a una componente normativa giudicata inadeguata sul piano dei diritti, delle tutele e dell’organizzazione del lavoro.Durante l’incontro sono state presentate e commentate le slide relative al contratto, consentendo ai lavoratori di comprendere nel dettaglio le ragioni della posizione sindacale. Ampio spazio è stato dedicato anche alle criticità strutturali e organizzative del presidio ospedaliero. Nonostante gli annunci, i lavori di adeguamento non sono ancora partiti e forte preoccupazione è stata espressa per le condizioni del laboratorio analisi, ritenuto inadeguato e bisognoso di interventi urgenti.La Uil Fpl ha avanzato una proposta di riorganizzazione

degli spazi, prevedendo l’inversione della destinazione di alcuni locali per garantire ambienti di lavoro più funzionali e dignitosi. Nel corso dell’assemblea è emersa inoltre la carenza e la mancata valorizzazione del personale Oss e infermieristico. In particolare, è stato sottolineato come, soprattutto nella unità operativa di Medicina, sia necessario garantire le turnazioni notturne degli Oss e la continuità assistenziale.Ulteriore nodo riguarda la carenza di cardiologi: a fronte di tre professionisti che hanno lasciato il presidio, ne sono arrivati soltanto

due, un numero ritenuto insufficiente. Alla luce di questo quadro, la Uil Fpl rivolge un appello alla politica regionale affinché si intervenga con risposte concrete e immediate. Gli annunci, sottolinea il sindacato, non bastano. L’invito all’assessore regionale alla Sanità è quello di «toccare con mano» le criticità segnalate e valutare le soluzioni proposte.La Uil Fpl, conclude il segretario generale regionale Giuseppe Verrastro, continuerà a vigilare per tutelare lavoratrici, lavoratori e cittadini che fanno riferimento al presidio ospedaliero di Lagonegro.

«Aias, stipendi arretrati: vertenza ancora irrisolta»

POTENZA. La vertenza sugli arretrati retributivi all’Aias Potenza resta irrisolta. Dopo l’incontro in Prefettura, durante il quale erano stati assunti impegni istituzionali, manca ancora una data certa per il pagamento delle spettanze dovute ai lavoratori, con ricadute pesanti sul piano economico e organizzativo.Gli arretrati riguardano la tredicesima mensilità e le retribuzioni di dicembre 2025 e gennaio 2026, somme essenziali per far fronte alle spese quotidiane. «Gli impegni devono tradursi in scadenze verificabili – afferma Giuseppe Costanzo, segretario provinciale della Fials Potenza – mentre continuiamo a registrare rinvii».Secondo il sindacato, le risorse regionali risultano già trasferite all’Asp Basilicata, che ora deve completare il passaggio verso Aias Potenza per rendere esigibili gli accrediti. La Fials richiama anche l’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico a garantire una regia più incisiva.A rendere la situazione ancora più critica è il fatto che molti operatori continuano a garantire i servizi antici- pando spese personali, come il carburante. «È un paradosso – conclude Costanzo –: stipendi fermi e assistenza garantita. Servono date certe e risposte immediate».

LA FIALS DI POTENZA: «LAVORATORI SENZA CERTEZZE»

Actae Amministrazione comunale presentano il piano per il futuro: cassonetti smart,

Nuovo modello di raccolta differenziata e parcheggi: il Comune incontra i cittadini

DI F RA N CE S C O ME N ON N A POTENZA. Un nuovo modello di raccolta differenziata in Città una nuova metodologia avviata con Acta e una rete di parcheggi omoegenei e capaci di dare un sostegno agli abitanti del Centro Storico. Ieri sera il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, l'Assessore all'Ambiente del Comune di Potenza, Michele Beneventi, l'Assessore alla Mobilità, Francesco Giuzio, tanti consiglieri comunali e i rappresentanti dell'Acta con in testa Ingazio Petrone e Vincenzo Albano hanno incontrato nella Sala dell'Arco di Palazzo di Città. diversi cittadini, residenti in aree diverse del capoluogo, dai rioni alle periferie per spiegare il nuovo modello di differenziata e la rete di parcheggi che verrà avviata nel centro storico, ivi compreso il possibile spostamento dell'Assessorato alla Cultura in centro per dare vivacità alla zona nevralgica del capoluogo. Il Porta a porta avviato nelle contrade sembra funzionare e ben presto, verrà attivata una nuova isola ecologica nei pressi del Nodo Complesso di Gallitello per rendere più fattiva la raccolta differenziata nella zona che porta i cittadini in direzione Tito. La raccolta differenziata seguirà un percorso diver-

so con bidoni più grandi, innovativi e capaci di accogliere l'accumulo di spazzatura che i cittadini verseranno quotidianamente. E in tutto questo non sono da escludere azioni di contrasto a fenomeni di utilizzo errato della differenziata come ad esempio quello della presenza di detective e un maggior controllo da parte delle Forze dell'Ordine e infine la possibilità di controllare i trasgressori mediante lo smaltimento degli scontrini fiscali presenti nelle buste di spazzatura.

I cittadini hanno posto diverse sollecitazioni agli intervenuti puntando l'indice sulla raccolta quotidiana dei rifiuti, ivi comprese le deiezioni canine e le urine dei cani che non verrebbero raccolte correttamente dei padroni degli amici a quattro zampe. Un nuovo modello integrato che insieme al sistema dei

parcheggi avviato a seguito dell'attivazione dei sensi unici potrebbe portare linfa vitale in città ivi compresa la nuova collocazione di una cinquantina di posti auto per il centro storico e una nuova regolamentazione del traffico vedi in via Raffaele Acerenza dove solo per meri motivi logistici non è stato possibile avviare i sensi unici. Un quadro a tutto tondo, una disamina importante dei due problemi, spazzatura e traffico che vede Palazzo di Città, ufficio mobilità e Acta costantemente impegnati per il benessere dei cittadini. In questo contesto l'Assessore all'Ambiente del Comune di Potenza, Michele Beneventi ha parlato del problema spazzatura sottolineando quanto segue: «Siamo partiti con la raccolta porta a porta dal 5 gennaio e ormai siamo a un mese dall'inizio del ser-

vizio. Il porta a porta partito in nove contrade con l’apposizione di 14 postazioni. In questi primi trenta giorni abbiamo avuto la possibilità di verificare l'assoluta fattibilità e soprattutto la soddisfazione dei cittadini periferici. Naturalmente entro e non oltre il 31 dicembre 2026 abbiamo l'intenzione di estendere la raccolta porta a porta a tutte le periferie quindi parliamo di circa 22000 abitanti. Per quanto riguarda la raccolta porta a porta attuale abbiamo fatto un affidamento ad una ditta esterna ma con mezzi nostri. Per quanto riguarda invece il futuro speriamo di riuscire a ricorrere a fondi europei e a fondi regionale per acquisire nuovi liquidi e soldi». Ignazio Petrone a nome di Acta ha parlato della riunione: «Noi stiamo redigendo un nuovo piano industriale per Acta, un nuo-

POTENZA Grazie alla collaborazione con Non Sei Sola Potenza, i ragazzi imparano a riconoscere i pericoli

Al Liceo Classico, educazione civica e autodifesa: un corso per gli studenti

POTENZA. A completamento delle attività didattiche di educazione civica, concordate nel Dipartimento di Lettere del Ginnasio e finalizzate a promuovere negli alunni la consapevolezza di sé, la gestione dell'ansia e la capacità di valutare correttamente il pericolo, gli studenti ginnasiali del Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Potenza, a partire da oggi, svolgeranno, presso la palestra della propria scuola, un corso di “Difesa Personale”. L’iniziativa, volta a sensibilizzare e formare gli studenti su temi fondamentali legati alla sicurezza personale, ha l’obiettivo di migliorare l’autostima, attraverso la valutazione delle possibili situazione di pericolo, della gestione del blocco emotivo nelle situazioni di stress, insegnando anche le tecniche di autodifesa, liberazione dalle prese e

leve difensive.

Il corso, articolato in due fasi, una teorica e una pratica, sarà realizzato in orario scolastico grazie al prezioso contributo dei professionisti qualificati della Accademia Nazionale Selfe Defence, messi a disposizione gratuitamente dalla Associazione Non Sei Sola Potenza, da anni impegnata nella sicurezza delle donne e nel contrasto alla violenza di genere. Parallelamente, Non Sei Sola Potenza attiverà presso la scuola anche uno sportello con una nutrizionista, pensato per accompagnare gli studenti in una fase delicata della crescita, promuovendo un corretto rapporto con il cibo, con il proprio corpo e con l’immagine di sé, elementi fondamentali per lo sviluppo dell’autostima.L’Associazione continuerà inoltre a organizzare corsi di

vo piano economico e finanziario, un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti che sarà pronto nel 2026 ma stiamo già anticipando alcune soluzioni nelle contrade siamo partiti con il porta a porta spinto. In nove contrade delle trentotto, ovvero cinquemila abitanti su ventiduemila residenti abbiamo tolto i bidoni stradali che erano delle discariche a cielo aperto e abbiamo avviato una raccolta puntuale, casa per casa, porta a porta dando i bidoncini i mastelli per famiglie con r finta, abbinati al codice utente e la raccolta viene quotidianamente tant'è che la differenziata che li era a livelli bassissimi, quasi prossimi allo zero è arrivata a oltre l'80% in un mese. Quindi se l'esperimento funziona durante il 31 dicembre 2026 lo estenderemo a tutte le contrade con un nuovo modello organizzativo che si estenderà a tutto il centro abitato e anche al centro storico, ovviamente facendo di necessità virtù rispetto al sistema attuale per ciò che funziona e andremo ad utilizzare dei cassonetti smart intelligenti nel centro urbano mantenendo il conferimento assistito nel centro storico e soprattutto cambiando la raccolta dei cestini per strada, con cestini più capienti anche per le deiezioni canine e tutto il resto».

autodifesa personale femminile e ad attivare ulteriori sportelli nelle scuole del territorio, con figure professionali dedicate al benessere psicofisico degli studenti.Crediamo fortemente nella prevenzione attraverso l’educazione. Entrare nelle scuole significa investire sui giovani, fornendo strumenti concreti per affrontare il disagio, riconoscere il pericolo e costruire una cultura del rispetto.Un impegno che conferma il ruolo centrale di Non Sei Sola Potenza nella promozione della sicurezza sul territorio e nella lotta alla violenza di genere, attraverso azioni concrete rivolte alle nuove generazioni.

L’assessore Latronico: «Arte e bellezza strumenti concreti di salute e inclusione sociale»

Cultura come medicina: la Basilicata scommette sul welfare culturale

La cultura non è solo espressione artistica opatrimonio da custodire, ma una vera e propria infrastruttura della salute. È il messaggio lanciato questa mattina a Potenza dall’assessore regionale alla Salute e al Pnrr, Cosimo Latronico, intervenuto nel Palazzo della Cultura all’incontro Il Welfare culturale – La cura della cultura, appuntamento che ha riunito istituzioni e operatori del settore per riflettere sul ruolo dell’arte nel benessere delle persone.Un tema già riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che da tempo sottolinea come la partecipazione culturale abbia effetti positivi sul corpo e sulla mente. «Siamo di fronte a un cambio di paradigma necessario – ha affermato Latronico –. Il welfare non può più essere inteso solo come erogazione di prestazioni sanitarie in senso stretto. Il “welfare culturale” è un modello integrato che mette al centro il benessere della persona attraverso la bellezza e la partecipazione. È una strategia scientifica per contrastare le disuguaglianze, l’isolamento sociale e persino il decadimento cognitivo».Dalla visione teorica all’azione concreta: l’assessore ha indicato l’obiettivo di trasformare la Basilicata in un laboratorio avanzato di

“prescrizione sociale”, dove medici e assistenti sociali possano affiancare alle cure tradizionali percorsi creativi, visite nei luoghi del patrimonio e attività artistiche. «In una regione che combatte contro lo spopolamento e l’invecchiamento – ha proseguito –la cultura diventa un argine contro la solitudine di anziani e disabili. È uno strumento di coping, una risorsa per affrontare le malattie degenerative come il Parkinson o le demenze, e un supporto vitale per chi vive ai margini».Un impegno che, secondo Latronico, è già stato avviato attraverso i progetti del Terzo Settore, gli

avvisi Fse destinati alle famiglie fragili e gli interventi regionali su autismo e invecchiamento attivo. «Il nostro impegno – ha concluso l’esponente della Giunta regionale – è quello di cucire insieme il sistema sanitario e quello culturale. Vogliamo che musei e teatri siano accessibili a tutti e che l’arte entri nei luoghi di cura per trasformarli. Investire in cultura significa, paradossalmente ma non troppo, abbattere i costi del welfare tradizionale, migliorando la qualità della vita percepita dai nostri cittadini. La bellezza, insomma, è una medicina che non ha controindicazioni».

Sicurezza e intrattenimento, vertice in Prefettura a Potenza

Siterrà oggi, mercoledì 4 febbraio, alle ore 11.00, presso la Prefettura di Potenza, una seduta specifica del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto Michele Campanaro.

L’incontro fa seguito alla circolare inviata nei giorni scorsi ai sindaci della provincia, con la quale sono state fornite le prime indicazioni operative per rafforzare i dispositivi di controllo sulle attività di intrattenimento.

Alla riunione parteciperanno, oltre ai vertici territoriali delle Forze di Polizia, il sindaco del capoluogo e il presidente della Provincia. Prevista anche la presenza del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Maurizio Cardea, del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Potenza, Luca Ponticelli, e del direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Potenza-Matera, Michele Lorusso.Saranno inoltre presenti il presidente di Anci Basilicata, Gerardo Larocca, il presidente della Camera di Commercio della Basilicata, Michele Somma, il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo, e il presidente di Confesercenti Potenza, Giorgio Lamorgese.

L’incontro rappresenta un momento di confronto istituzionale volto a rafforzare il coordinamento tra enti e categorie economiche sul tema della sicurezza, con particolare attenzione alle attività di intrattenimento sul territorio provinciale. Il comunicato vale come invito agli organi di stampa.

Il prof. Cerciello Renna illustra la mission aziendale: smart meter e nuove infrastrutture al centro della programmazione

Servizio idrico e innovazione, il nuovo corso di Acquedotto Lucano parte da Melfi e provincia

Si è svolto ieri mattina, nella sala giunta del Palazzo di Città, l’incontro tra l’amministrazione comunale di Melfi e il direttore generale di Acquedotto Lucano, il professor Luigi Cerciello Renna, nominato lo scorso novembre. Il manager era accompagnato dal proprio staff e dal direttore dell’area commerciale, dottor Pasquale Ronga.Nel corso della riunione, il professor Cerciello Renna ha illustrato le linee guida della mission che intende perseguire, evidenziando un approccio orientato al medio e lungo periodo, senza trascurare le esigenze

contingenti del servizio. Il sindaco Maglione e il vicesindaco Castaldi hanno avuto modo di apprezzare la competenza, il piglio e la determinazione del nuovo direttore generale, riconoscendo l’importanza di una visione strategica capace di coniugare programmazione e concretezza operativa.Tra i temi affrontati, è stata confermata l’imminente installazione dei nuovi contatori smart su tutto il territorio comunale di Melfi, intervento finalizzato a migliorare il controllo dei consumi e l’efficienza del servizio idrico. È stata inoltre condivisa la necessi-

tà di avviare una programmazione delle nuove infrastrutture indispensabili a garantire un’adeguata distribuzione dell’acqua nelle aree del Comune maggiormente antropizzate e già parzialmente urbanizzate.Al termine dell’incontro, l’amministrazione comunale ha rivolto al professor Cerciello Renna gli auguri di buon lavoro, auspicando una proficua collaborazione in stretta sinergia con i Comuni, che rappresentano una parte significativa della compagine sociale di Acquedotto Lucano e costituiscono il principale front office per l’utenza.

IL PREFETTO CAMPANARO CONVOCA

Sanchirico: «Con Rino ancora tra noi la Val d’Agri avrebbe avuto oggi una maggiore partecipazione dei giovani e una classe politica differente»

A 20 anni dalla scomparsa di Rino Ponzio, il personale ricordo di Pietro Sanchirico

Oggi ricorre il ventennale della scomparsa di Rocco Antonio Ponzio, meglio conosciuto come “Rino”. Giovanissimo, ma con una considerevole carriera politica in continua ascesa, l’amministratore era stato già due volte sindaco di Tramutola (in carica nel momento della sua scomparsa), vice segretario provinciale del partito della Margherita, nonché suo dirigente, ma anche Presidente della Comunità Montana Alto Agri. All’alba del 4 febbraio 2006 venne ritrovato impiccato.

Il paese si ritrovò sgomento e l’intera Val d’Agri pianse il giovane sindaco di Tramutola, un politico lungimirante che aveva a cuore le sorti di quell’area della Basilicata, ricca di risorse che lui non voleva far depauperare dal gigante Eni. Quarantadue anni, una carriera politica già brillante e in continua ascesa, un carattere gioviale ed allegro. Per chi lo conosceva, Rino non avrebbe mai potuto togliersi la vita.

A noi di Cronache è Pietro Sanchirico, intimo amico e già assessore della Comunità Montana Alto Agri, a restituirci il suo personale ricordo. «Oggi più che mai è necessario ricordare Rino, una figura importante per questa regione ed un amministratore che ha lavorato e si è battuto per la nostra terra - racconta Sanchirico -. È necessario ricordarlo soprattutto per restituire ai giovani memoria del suo operato. Proprio i giovani, che lui amava tanto e che coinvolgeva sempre. Quell’unità che lui costruiva oggi non c’è più in politica». Giovane amministratore della Val d’Agri, capace e caparbio, ha rappresentato una guida per le tante persone che in quegli anni si affacciavano nel mondo della politica, come Pietro, che ci racconta di come Rino Ponzio sia stato «un punto di riferimento nella mia avanzata politica negli anni 2000. Mi ha voluto lui come assessore alla Comunità Mon-

tana ed ho ricoperto questo ruolo negli anni in cui lui ne era presidente. Con lui abbiamo intrapreso diverse guerre politiche e campagne di tesseramento per la Margherita. Grandi battaglie per il partito ma anche tante battaglie per la Val d’Agri». «Ma Rino per me era anche e soprattutto un amico – sottolinea Sanchirico -. Una persona sulla quale poter contare sempre. Anche nei momenti di difficoltà la sua giovialità era coinvolgente, riusciva a stigmatizzare anche le cose serie. La nostra amicizia è durata circa venticinque anni, fino alla sua tragica morte». Ed arriviamo al quattro febbraio di venti anni fa. Alle prime ore gelide dell’alba la notizia corre veloce e fissa, nella storia politica di Tramutola e dell’intera valle, un momento che ne segnerà la storia. La comunità si sveglierà apprendendo di ritrovarsi senza una guida, sen-

za un sindaco votato e scelto ben due volte. A prevalere è il dolore umano per una giovane vita spezzata. «C'era un vuoto attorno a me ed attorno a noi tutti – ammette con commozione Sanchirico -. Mi manca la sua figura e presenza quoti- diana, come manca ai nostri tanti amici. È venuto a mancare un pilastro, un punto di riferimento». Ma se Rino Ponzio non fosse mai andato via, come sarebbe oggi la Val d’Agri?. «Sarebbe indubbiamente un territorio diverso, dove il coinvolgimento, soprattutto dei giovani del posto, avrebbe fatto da collante. Rino teneva molto alla presenza dei ragazzi in politica, ci lasciava crescere. E poi era un amministratore che non si fermava davanti a nulla e in politica non scendeva mai a compromessi. Con lui ci sarebbe stata oggi una classe politica diversa».

Il Presidente del Pnal Tisci: «Un professionista capace di unire rigore scientifico e visione manageriale»

Luzzi

dirige anche il Parco dell’Aspromonte:

«Un incarico che accolgo con entusiasmo»

Il direttore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Giuseppe Luzzi svolgerà anche le funzioni di direttore del Parco Nazionale dell'Aspromonte nell'ambito di una convenzione tra i due enti. È questo un prestigiosissimo riconoscimento per il nostro direttore il cui lavoro, la cui efficienza e le cui capacità manageriali sono ormai riconosciute a tutti i livelli nel mondo dei Parchi Nazionali.

«Ho visto quotidianamente all'opera Giuseppe Luzzi nell'amministrazione del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese - ha dichiarato il Presidente Tisci - e ho potuto ammirare ed apprez-

zare le sue capacità di coordinamento, di valorizzazione del personale ma anche e soprattutto, di problem solving e di suggerimento. È per noi un onore sapere che anche un importante e storico parco nazionale come quello dell'Aspromonte abbia voluto rivolgersi alla sua professionalità per rimettere in moto la macchina amministrativa dell'Ente».

«La gestione delle aree protette - ha concluso Tisci - deve essere affidata nella sua quotidiana amministrazione, ad uomini di grande competenza come Luzzi capaci di unire rigore scientifico, visione manageriale e capacità di analisi sociale».

Rocco Ponzio e Pietro Sanchirico
«Donne

“Aree interne al femminile”, premiate da Svimar anche le sindache di Basilicata

Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata. «Circa 120 sindache, unite, visionarie, determinate. Donne che non mollano, che amano profondamente il proprio territorio e che ogni giorno lo difendono, lo guidano, lo immaginano migliore». Con queste parole l’Associazione Svimar- Associazione per lo sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno d'Italia, racconta l’evento “Aree Interne al Femminile”, con l’Alto Patrocinio del Ministero dell’Interno, che ha visto la partecipazione di circa 120 Prime cittadine delle aree interne, «donne coraggiose impegnate a guidare comunità isolate e prive di servizi essenziali, incarnando leadership, determinazione e innovazione sociale. Unite, visionarie, determinate -spiega l’Associazione presieduta da Giacomo Rosa- La Svimar ha semplicemente preso un filo di seta e ha cucito ciò che doveva essere unito. Sindache di regioni diverse che si sono raccontate, che hanno condiviso esperienze, difficoltà, sogni. Un vero Mezzogiorno rosa, con al loro fianco i sindaci delle stesse regioni che, con orgoglio, hanno premiato queste donne straordinarie». L'evento ha riunito oltre 500 persone per discutere del futuro del Sud Italia.

«Non è stato un evento -prosegue Svimar- È stata una storia che ci rende fieri. Abbiamo premiato le sindache, ma al centro di tutto c’era una grande donna, Angelina Di Sisto, titolare di Villa Orsini, con una storia che parla al Sud intero. A soli 18 anni ha iniziato a sognare questo luogo che oggi è realtà. Una storia di resilienza autentica, di quelle che non fanno rumore ma lasciano il segno. Una storia del Sud da imitare. E poi le donne “invisibili”, quelle che invisibili non sono mai davvero.

Donne che ogni giorno lavorano in silenzio: non per forza sindache, non per forza imprenditrici. Mamme, figlie, mogli. Donne semplici e straordinarie insieme, attive sui territori, pilastri delle comunità. Anche a loro, a sorpresa, è arrivato un riconoscimento da parte di diverse istituzioni».

LA FORZA DELLE PRIME

CITTADINE LUCANE

Per la Basilicata sono state invitate le 14 sindache in carica, ma hanno partecipato all’evento Anna Cantisani da Calvello, Filomena Graziadei da Anzi, Teresa Colucci da Pietrapertosa, Fiorella Pompa da Ginestra, Domenica Paglia da Cersosimo, Antonella Bilotta di Garaguso, Francesca Matarazzo di Bernalda e Rossella Baldassarre da San Chirico Nuovo. Sarà invece recapitato l'attestato alle sindache di Rapone, Fardella, Senise, Chiaromonte, Paterno. Il commento delle presenti comincia da Baldassarre: «Come Comune facciamo parte dell’Associazione e il riconoscimento conferitoci è al tempo stesso orgoglio e onore anche per le co- munità. È un riconoscimento che parla direttamente al cuore e al nostro amore per il territorio, seme di un futuro possibile, forza e

dedizione verso ogni singola difficoltà da trasformare in opportunità, soprattutto nelle nostre aree interne. Amministrare un piccolo comune del Sud – prosegue Baldassarre- significa affrontare sfide quotidiane con coraggio, con determinazione, competenza e visione, perché prendersi cura del nostro territorio diventa missione salvifica per sé stessi e per tutti i cittadini. Significa credere che le aree interne possano essere protagoniste del cambiamento e che se alle donne viene data una giusta opportunità, sanno guidare con concretezza, innovazione, passione e amore. Grazie a Svimar per il suo impegno quotidiano nel tenere accesi i riflettori sulle problematiche delle aree interne e per cercare di creare nuove opportunità – conclude la Sindaca- Lavoriamo insieme affinché il Mezzogiorno abbia un futuro. Un futuro che, necessariamente, deve anche passare dall’investire sulle persone, sulle competenze e sulla partecipazione femminile alla vita politica».

Anche la Sindaca di Ginestra a latere dell’evento ringrazia la Svimar «per aver acceso i riflettori su una disuguaglianza che esiste ancora e per l’impegno nel promuovere formazione, leadership e buona gestione delle risorse

pubbliche. Il futuro del Mezzogiorno passa anche da qui: dall’investire sulle persone, sulle competenze e sulla partecipazione femminile alla vita politica. Questo premio lo dedico a Ginestra, alla mia famiglia, alla mia giunta e ai consiglieri, ai dipendenti comunali e a chi ogni giorno lavora con me per il bene comune, a tutte le donne che non smettono di credere che cambiare le cose sia possibile». Racconta invece la Prima cittadina di Cersosimo che «il riconoscimento sottolinea la dedizione quotidiana nel guidare in Comune: una sfida fatta di resilienza, dove le criticità tipiche delle aree interne vengono affrontate con determinazione, visione e cuore. Essere premiati in un contesto che celebra il ruolo delle donne nello sviluppo dei territori marginali non è solo un traguardo personale, ma un riconoscimento per tutta Cersosimo. Questo premio appartiene a tutti i cittadini. Lavorare per la nostra terra è un dovere e un onore, ed è ancora più stimolante sapere di non essere soli in questa battaglia per la valorizzazione del Mezzogiorno». Per la Sindaca Colucci si è trattato di «un’importante occasione di confronto e valorizzazione della leadership femminile nelle istituzioni e nei territori. Un momento significativo di dialogo e impegno condiviso per lo sviluppo delle comunità locali».

Anche la Prima cittadina di Calvello commenta: «Grazie alla Svimar per l’attenzione e la sensibilità dimostrate verso le donne impegnate quotidianamente per le loro comunità. Rappresentare il proprio paese in contesti ufficiali è una bellissima emozione, un grande onore e motivo di profondo orgoglio».

Come non ricordare, infine, la prima Sindaca di Basilicata, Maria Ippolita Santomassimo, pioniera eletta nel 1973 alla guida del comune di Aliano, segnando una svolta storica per la partecipazione femminile nella politica lucana.

che non mollano, che amano il proprio territorio e che ogni giorno lo difendono, lo guidano, lo immaginano migliore»
Le sindache lucane

NEL

E NELLA TABACCHERIA DELLA FAMIGLIA DI TOMMASO, PORTATI VIA ANCHE DEI GRATTA E VINCI

Ladri in azione nella notte a Montalbano Jonico e Pisticci

MONTALBANO JONICO.

Nella notte i ladri hanno preso di mira, in pieno centro abitato, due tabaccherie: una a Pisticci che è anche bar, conosciuta come bar Laviola e l’altra a Montalbano Jonico che è solo tabaccheria di proprietà della famiglia Di Tommaso, che in un’altra zona del paese gestisce anche un bar pasticceria. Come è ormai consolidato dappertutto per tali esercizi, le stesse erano fornite an-

che di gratta e vinci ed altri giochi, che i ladri hanno asportato insieme ai tabacchi. Gli episodi hanno destato notevole stupore, perché le rivendite si trovano non una zona marginale del paese, ma in quartieri popolosi. Immediate sono partite le indagini da parte delle forze dell’ordine, nello specifico i Carabinieri, che passeranno al setaccio anche eventuali immagini riprese dalle telecamere di

sorveglianza. Vi è la quasi certezza che i malviventi si siano resi irriconoscibili. Ormai prima di programmare un furto hanno imparato a prendere le dovute “precauzioni”. Si suppone che l’azione sia stata rapida e quindi premeditata senza tra lasciare nulla all’improvvisazione. Non si tratterebbe dunque di balordi, ma di professionisti e questo preoccupa ancora di più di i cittadini che non possono fare al-

tro che affidarsi alle indubbie capacità investigative delle forze dell’ordine.

Ecco le consigliere Scocuzza e Mazzoccoli, annunciate nuove adesioni e l’impegno per il “Sì” alla riforma della giustizia

La Lega Basilicata ha presentato

il gruppo alla Provincia di Matera

POTENZA. Si è svolta questa mattina nell’hotel San Domenico di Matera la conferenza stampa della Lega Basilicata per Salvini Premier, nel corso della quale è stato presentato il nuovo gruppo consiliare in Provincia di Matera, composto dalle consigliere Vita Maria Scocuzza e Francesca Mazzoccoli.

L’incontro con la stampa ha rappresentato anche l’occasione per annunciare nuove adesioni al movimento, a testimonianza di un percorso politico in crescita e di un radicamento sempre più solido sul territorio lucano. Nel suo intervento, il commissario regionale della Lega Basilicata per Salvini Premier, Pasquale Pepe, dopo essersi complimentato con le consigliere provinciali Scocuzza e Maz-

zoccoli ed aver augurato loro buon lavoro, ha comunicato l’adesione al partito del consigliere comunale di Scanzano Jonico, Fabio Sgarrino, sottolineando come «l’ingresso di nuovi amministratori non rappresenti soltanto un ampliamento numerico, ma il consolidamento di un progetto politico che punta a rafforzare il ruolo della Lega nelle istituzioni lucane. Stiamo costruendo una classe dirigente radicata nei territori, capace di assumersi responsabilità di governo e di tradurre le istanze delle comunità locali in scelte politiche concrete, coerenti e riconoscibili».

Le consigliere provinciali Vita Maria Scocuzza e Francesca Mazzoccoli hanno espresso «onore per la fiducia ricevuta e piena

consapevolezza della responsabilità del ruolo», evidenziando l’impegno a «rafforzare il dialogo tra Provincia, Comuni, Regione e istituzioni nazionali, affinché la Provincia torni a essere un efficace luogo di raccordo tra i bisogni dei territori e l’azione amministrativa». È intervenuto anche il referente cittadino della Lega a Matera, Marco Bigherati, che ha posto l’accento sul metodo di lavoro, sottolineando come «il coordinamento tra amministratori e il confronto costante rappresentino elementi essenziali per garantire continuità ed efficacia all’azione politica e amministrativa sui territori».

Il consigliere regionale Domenico Tataranno ha espresso soddisfazione per

l’ampliamento del partito, osservando come «l’ingresso di nuove energie rafforzi la presenza della Lega nelle istituzioni lucane e consenta di rendere più incisiva l’azione politica, attraverso una collaborazione concreta tra i diversi livelli di rappresentanza».

A chiudere gli interventi, il segretario provinciale della Lega di Matera, Vincenzo Zito, che ha definito la

conferenza stampa «un momento di sintesi politica e organizzativa, volto a evidenziare la capacità del partito di dare un quadro strutturato delle responsabilità, definendo priorità e linee guida che orientano l’azione della Lega sul territorio lucano». La Legasarà impegnata in una campagna referendaria in favore del “Sì” alla riforma della giustizia.

Avviata una collaborazione scientifica per il monitoraggio della specie e la tutela dei siti di nidificazione nell’area protetta

Parco della Murgia al fianco della ricerca sulla Cicogna nera

MATERA. Tutela della biodiversità e ricerca scientifica si incontrano nel progetto sulla Cicogna nera, al quale l’Ente Parco della Murgia Materana intende contribuire attivamente attraverso una collaborazione con i partner impegnati nel monitoraggio della specie. Un’iniziativa che si inserisce in modo pienamente coerente nella missione del Parco, da sempre impegnato nella conservazione della fauna selvatica, nel monitoraggio delle specie di particolare interesse naturalistico e nella promozione della ricerca scientifica applicata alla gestione faunistica.«La Cicogna nera è una presen-

za preziosa e simbolica per il nostro territorio – dichiara il Presidente dell’Ente Parco, Giovanni Mianulli –. Sostenere un progetto scientifico di questo valore significa rafforzare concretamente le azioni di conservazione e contribuire a una conoscenza più approfondita delle specie che abitano la Murgia materana». La Cicogna nera rappresenta infatti una specie di elevato valore naturalistico per l’area protetta. Il progetto consentirà di acquisire nuove informazioni sui movimenti migratori e sulle abitudini riproduttive, contribuendo a rafforzare le azioni di tutela dei siti di nidificazione pre-

senti nel Parco e nelle zone limitrofe. Di particolare rilievo, inoltre, la possibilità di inserire i dati raccolti all’interno di un quadro nazionale coordinato grazie al database e all’esperienza trentennale

del GLICiNe, gruppo di riferimento per il monitoraggio della specie in Italia. L’Ente Parco valuterà con i partner scientifici coinvolti le modalità operative più idonee per una collaborazione strutturata, mettendo a disposizione competenze tecnico-scientifiche, supporto logistico e attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità e ai visitatori dell’area protetta. L’impegno del Parco della Murgia Materana si conferma così orientato a promuovere la cooperazione tra istituzioni e ricerca, nell’interesse della tutela del patrimonio naturalistico e della fauna selvatica del territorio.

VINCENZO MAIDA

L’Agenzia di Promozione Territoriale protagonista dell’evento dedicato all’Incoming Italia. A febbraio il format farà tappa a Matera

Basilicata, vetrina internazionale a Londra con Travel Hashtag

L’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata sarà protagonista domani, 4 febbraio, a Londra dell’evento Travel Hashtag, il format itinerante di business networking dedicato all’Incoming Italia, giunto alla sua quinta edizione consecutiva nella capitale britannica. L’appuntamento è in programma presso il Great Scotland Yard Hotel – The Unbound Collection by Hyatt ed è patrocinato dal Consolato Generale d’Italia a Londra, dall’Istituto Italiano di Cultura di Londra e dall’Agenzia ICE – Italian Trade & Investment Agency. All’evento prenderanno parte anche rappresentanti di ITA Airways, Italo, Starhotels e altri importanti operatori del settore turistico.La giornata prevede sessioni di networking e matching dalle 10:30 alle 12:00, seguite dalle presentazioni dei seller italiani fino alle 12:45. A chiudere il programma, un lunch reception con ulteriori momenti di confronto e networking fino alle 15:00.Nel corso dell’incontro, la Basilicata turistica avrà l’opportunità di confrontarsi con una sele-

zione dei migliori travel designer e tour operator inglesi, già specializzati sulla destinazione Italia, presentando le eccellenze e le esperienze autentiche che la regione offre a un pubblico di viaggiatori sempre più attento ed esigente.Dopo la tappa londinese, Travel Ha-

shtag approderà in Basilicata il prossimo 19 febbraio per la prima Italy Edition del 2026. A Matera si terrà infatti l’evento From Heritage to Hype: Il turismo culturale che parla al mondo, dedicato alle strategie di valorizzazione del patrimonio culturale nella città dei Sassi, Patrimonio UNESCO e Capitale Europea della Cultura 2019.«Siamo lieti che Travel Hashtag abbia scelto Matera come sede della prima Italy Edition del 2026 – ha dichiarato Margherita Sarli – e siamo certi che sarà un importante laboratorio di innovazione».

La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà del 4 febbraio La saggezza che cammina tra di noi

La Basilicata è una terra di radici profonde e silenzi antichi, dove ogni pietra sembra custodire storie di attesa, resistenza e trasformazione. Qui, la spiritualità non si manifesta solo nelle chiese rupestri o nei monasteri storici, ma prende forma anche in presenze più discrete: pratiche e incontri che attraversano il quotidiano delle persone e delle comunità. Tra queste presenze, il buddhismo ispirato agli insegnamenti di Nichiren Daishonin si manifesta attraverso gruppi organizzati e aperti al confronto sul territorio. Non ci sono grandi templi visibili, ma comunità che si ritrovano, condividono esperienze e coltivano consapevolezza, resilienza e attenzione nella vita di tutti i giorni. Non è un credo da accettare, ma un approccio che invita a guardare den-

tro se stessi con chiarezza, responsabilità e consapevolezza del valore delle relazioni. Questa pratica ricorda che la sofferenza non va negata o evitata: va osservata, affrontata, trasformata. La felicità non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dalla capacità di attraversarle con presenza e coraggio. E nel cammino di chi pratica, anche nei contesti più quotidiani, si intrecciano gesti di cura, dialogo e sostegno reciproco: semi di saggezza che rendono il quotidiano più luminoso e denso di significato. Qui la saggezza non è lontana né astratta. Cammina accanto, silenziosa e concreta, e può trasformare il modo in cui affrontiamo le difficoltà, costruiamo relazioni e viviamo il presente. Non richiede adesione a un credo: basta osservare, ascoltare e imparare a vivere ogni giorno con maggiore attenzione e responsabilità. In un

mondo che esalta spesso l’indipendenza come virtù assoluta, questa prospettiva ricorda che la crescita e la felicità si coltivano anche nel contatto con gli altri, nella scelta di affronta-

re la vita così com’è, con lucidità e cuore aperto. È una lezione di resilienza, presenza e coerenza che parla a chiunque, trasformando ciò che è ordinario in qualcosa di straordinario.

E allora forse il senso non sta solo nel cercare lontano, ma nel riconoscere la saggezza che già cammina accanto a noi, in ogni gesto, in ogni scelta, in ogni silenzio condiviso.

DI D INO Q UARATINO

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