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WINE&SIENA
«Privilegio
Vitalizi, il ritorno silenzioso: l’emendamento anonimo sul ripristino dei vitalizi riapre una ferita in Basilicata I consiglieri regionali della Basilicata non sono dipendenti/lavoratori subordinatii della Regione.Sono eletti dai cittadini per realizzare un programma politico-amministrativo e, nella stragrande maggioranza dei casi, (...)

■ continua a pag 3 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 2
Senza peli sulla lingua bisogna dire che quando la politica s’occupa degli affari di casa propria riesce anche a battere la velocità della luce e così nemmeno il tempo per sviolinare lodi al blitz del famigerato vitalizio day che il pessimo fratellino d’Italia Piergiorgio Quarto s’è fiondato a viale Verrastro per non lasciarsi scappare l’affare della sua vita e naturalmente l’agognata pensioncina con cui godersi meglio le cose. Ora lasciamo stare le 30mila firme di lucani mobilitati contro la porcata vitalizia, che pure dovrebbero significare qualcosa come anche la dura reprimenda di Donzelli alla furbata patriottica, ma questa storia di prendere, peraltro in maniera retroattiva, soldi destinati ai più deboli e poveri per infilarli direttamente nelle tasche dei più ricchi sa tanto di Robin Hood al contrario e ci fa capire quanto cinismo abbia fin dentro il cuore questo centrodestra lucano sulle garanzie comunitarie alla solidarietà. Già perché in questi giorni, nonostante le chiacchiere d’un ripensamento operoso annunciate dal governatore Bardi, non s’è visto davvero nulla di concreto che lasci ben sperare. Canta Renato Zero: “Robin Hood al contrariooo…”
INAUGURAZIONE Aperto l’Anno giudiziario della Corte d’Appello. Tra le criticità l’atavica carenza d’organico

Il centrodestra ci riprova: ce la fanno i nostri eroi?

Polese (Ol-Iv): «Rilanciare il vino aglianico del Vulture sui mercati globali. È un asset economico strategico per la regione»
■ Servizio a pag 5
CAPOLUOGO
L’Istituto “De Gasperi” verso la chiusura, il timore serpeggia tra cittadini e genitori: «Al posto del punto religioso cosa sorgerà?»
■ Calabrese a pag 13
BARAGIANO
Il Comune smentisce Giordano sul primato dell’altalena gigante più alta d’Europa: «Il nostro progetto va avanti»
■ Calabrese a pag 15
SPORT
Il Picerno vince il derby lucano: dopo 5 mesi torna a trionfare al “Curcio” e contro il
Potenza finisce 2 a 0
■ Menonna a pag 19

Esiste un partito lucano che non si coordina con Roma. Ecco le cause delle continue sconfitte
Dopo le dichiarazioni di Donzelli a Cronache, è immaginabile che ci siano cambiamenti in vis ta




Qualsiasi persona ami la politica, al netto delle appartenenze, non può non avere una parola di apprezzamento nei confronti di Giorgia Meloni. Un leader di partito che inventa un partito dal nulla e lo porta ad essere il primo partito italiano diventando la prima donna Presidente del Consiglio e il primo Capo del Governo espressione della destra in Italia. Questo prescinde da ogni valutazione di merito. La politica ha delle categorie di analisi che sono indipendenti dal contenuto della politica. Chi riesce a fare un miracolo come quello compiuto da Giorgia Meloni e da Fratelli d'Italia non può che essere ammirato e preso da esempio.
IL CORTO CIRCUITO
CON LA BASILICATA
Con la stessa forza ci siamo sempre meravigliati di come sia possibile che il metodo Meloni, che poi è il metodo Donzelli, Lollobrigida, Cirielli etc… non riesca a mettere radici in Basilicata.
Il Partito del Presidente del Consiglio dei Ministri ha un metodo vincente, vince tutte le elezioni, è al centro del dibattito politico, riesce a smentire ogni pronostico e a posizionarsi sulla linea del successo elettorale e politico ovunque, dalla politica interna a quella estera, dalle battaglie elettorali a quelle internazionali.
Questo metodo funziona ovunque tranne che in Basilicata. Nella nostra regione FDI non incide nelle dinamiche politiche, non posiziona i suoi uo-
mini, non ha una strategia egemonica e, sostanzialmente, risulta periferica nelle scelte politiche anche quando ha tanti eletti. Molto spesso ci siamo chiesti perché.
LE PAROLE DI GIOVANNI DONZELLI
La risposta alle nostre domande viene da Giovanni Donzelli. Il parlamentare toscano è molto più di un normale esponente politico, è la manifestazione plastica, l’epifania del dirigente di Partito. Donzelli e il Partito sono una cosa sola, vive per Fratelli d'Italia e Fratelli d'Italia vive grazie a lui.
Chi lo conosce sa che la sua testa e il suo corpo sono perennemente a Via della Scrofa nella stanza che fu per anni il regno di Donato Lamorte. Chi conosce il suo modo di operare è consapevole che ri-


ceve chiunque, parla con tutti, filtra le istanze della Meloni, si dedica anima a corpo alle attività organizzative, è stato il regista della conferenza programmatica di Milano, delle varie edizioni di Atreju. Insomma, chi volesse studiare il modello di dirigente di Partito dovrebbe vedere l'azione di Giovanni Donzelli.
Questa premessa è necessaria per comprendere il peso della dichiarazione che ha reso ai nostri taccuini l’altro giorno. Intervistato sulla questione vitalizi, Giovanni Donzelli ha detto chiaramente che una decisione simile è molto lontana dalla visione di Fratelli d'Italia aggiungendo che la posizione non è mai stata condivisa con Roma e che, se fosse stata condivisa con Roma, non avrebbe avuto la benedizione di Via della Scrofa.
QUARTO E GALELLA GLI SPONSOR Tutto questo accade esattamente un giorno dopo la piena assunzione di responsabilità della scelta politica da parte di Alessandro Galella e di Piergiorgio Quarto. Abbiamo lodato il coraggio dei due e la forza di assumersi la paternità di una scelta che era rimasta per troppo tempo orfana. Credevamo che questa forza fosse determinata anche da una condivisione sostanziale con i vertici romani. Donzelli ci spiega chiaramente che non solo non è stata condivisa ma, che se fosse stata partecipata, sarebbe stata bocciata da Roma.
Ci chiediamo, dunque, se esista un rapporto diretto tra i vertici centrali di FDI e i suoi esponenti locali. È un problema che travalica i confini della singola iniziativa legislativa. Sarebbe interessante sapere che le iniziative degli assessori e dei consiglieri regionali, le posizioni assunte dal segretario regionale siano in linea con quelle del partito nazionale o se esista un partito locale che si muove come un soggetto autonomo e distante da ogni struttura centrale. Questa ultima ipotesi spiegherebbe senza dubbio lo sconfittismo di FDI in Basilicata e la differenza di metodo e di risultati tra il vincente e determinante partito romano e lo scadente e tremabondo partito locale.
Un problema che non riguarda soltanto FDI ma anche tutto il contesto politico regionale. Quando il primo partito, partito di maggioranza relativa è allo sbando questo condiziona tutta la politica. In questo senso diventa un problema di tutti e spiega molto bene alcune difficoltà politiche del centrodestra.
Se chi deve guidare si occupa soltanto della propria pensione il mezzo si ferma. Forse è il caso che Donzelli inizi a pensare ad una soluzione. Conoscendolo siamo certi che abbia già un piano. Anche perché vedere il segretario regionale del partito presentare la domanda per il vitalizio senza sapere che quella legge sarà abrogata, fa davvero ridere, per non dire piangere.

L’avvocato per conto di alcune associazioni denuncia la mancanza di trasparenza e l’uso improprio del Fondo per le iniziative sociali
Continua ad essere infuocato il dibattito sui vitalizi in Basilicata. Dall’avvocato Antonio Romano arriva una presa di posizione netta e articolata che chiama in causa metodo, merito e responsabilità istituzionale. Un intervento che replica alle dichiarazioni del presidente della Regione Vito Bardi, di Marcello Pittella, di Piergiorgio Quarto e di quanti, nelle ultime settimane, si sono affrettati a rivendicare il ritorno di un trattamento economico abolito oltre dieci anni fa.
Vitalizi, il ritorno silenzioso: l’emendamento anonimo sul ripristino dei vitalizi riapre una ferita in Basilicata I consiglieri regionali della Basilicata non sono dipendenti/lavoratori subordinati della Regione. Sono eletti dai cittadini per realizzare un programma politicoamministrativo e, nella stragrande maggioranza dei casi, continuano a svolgere la propria attività professionale come lavoratori autonomi o dipendenti di enti pubblici e privati. Non sono, dunque, nè “disoccupati” e né privi di tutele previdenziali.
Con un colpo di mano silenzioso il Consiglio regionale ha approvato il ritorno dei vitalizi , aboliti dal 2014, attraverso un emen-
damento anonimo, mai discusso nella competente Commissione consiliare e senza coinvolgere la Commissione Bilancio, nonostante i rilevanti oneri finanziari che tale scelta comporterà per le casse pubbliche.
Un emendamento senza firma e senza dibattito approvato come se l'abolizione del 2012 non fosse mai stata legiferata stante la retroattività.
L’elemento che più colpisce non è soltanto il contenuto dell’emendamento, ma il metodo. Nessuna firma. Nessuna paternità politica dichiarata. Nessuna discussione in Commissione. Nessuna relazione tecnica sui costi. Nessun passaggio preventivo con la Commissione Bilancio.
Un’anomalia grave in un’istituzione democratica, dove la trasparenza dovrebbe essere il presupposto minimo dell’azione legislativa.
L’emendamento, tuttavia, appare tutt’altro che improvvisato: al contrario, risulta redatto con estrema cura e dovizia. Particolare attenzione è dedicata all’articolo 16, che disciplina retroattività e reversibilità dei vitalizi, e all’articolo 17, che concede al consigliere ( anche ex ) di attingere al Fondo per le iniziative sociali ( L.R. n. 37/2017 ).
Un lavoro tecnico accurato, quindi di cui non si conosce l’autore.
RETROATTIVITÀ
FINO AL 2014: UNA SCELTA

Laquestione dei vitalizi in Basilicata continua a infiammare il dibattito politico e istituzionale. La maggioranza regionale è finita nuovamente nel mirino delle critiche per il rinvio del Consiglio regionale, che avrebbe dovuto affrontare il tema. Un rinvio che, secondo i promotori delle referendum abrogativo, nasconderebbe «ambiguità e tatticismi volti a coprire le spalle agli ex consiglieri, che potrebbero presentare oggi stesso le domande per trasformare il vitalizio in diritto acquisito».
In una nota congiunta, Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento e Donato Lettieri hanno espresso

POLITICAMENTE ESPLOSIVA
La norma approvata non si limita a introdurre un regime previdenziale, essa ripristina i vitalizi con effetto retroattivo al 2014, anno in cui furono formalmente soppressi in nome dell’equità, della sostenibilità finanziaria e della riconciliazione tra istituzioni e cittadini.
Una platea di beneficiari ampia, che comporterà un impatto economico significativo, del quale però non esiste alcuna quantificazione ufficiale resa pubblica. La retroattività, in particolare, rappresenta un unicum ingiustificabile sul piano giuridico, etico e politico.
Ci si chiede : “ come mai il Fondo istituito con L.R. n. 37/2017 non è mai stato impegnato? è legittimo che il consigliere possa
forte preoccupazione per quanto sta accadendo in Consiglio regionale. «I fatti ormai sono inconfutabili – dichiarano i promotori –. A distanza di un mese dal varo della legge 57 del 30 dicembre 2025, non è stata data alcuna dimostrazione di coerenza alle affermazioni pubbliche fatte da esponenti della maggioranza, a partire dal presidente della Regione Vito Bardi, dal presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella e dall'assessore Pasquale Pepe, che hanno dichiarato la loro contrarietà alla norma». Ma le critiche non si fermano qui. «Resta un mistero – proseguono – come sia stato possibile presentare un emendamento anonimo, nonostante ciò sia espressamente vietato dalla norma regionale e dall’iter legi- slativo. È evidente che c’è una responsabilità del funzionario e del dirigente preposto del Consiglio regionale, oltre che dell’opposizione, che avrebbe dovuto opporsi al fatto che venisse messo ai voti un emendamento anonimo».
attingere per la quota previdenziale a proprio carico quel 10% delle indennità destinato a iniziative benefiche? È accettabile farlo senza un confronto pubblico, senza una relazione finanziaria, senza un dibattito consiliare? Un voto senza parole. Un vulnus alla credibilità delle istituzioni regionali che persiste stante anche la mancanza del numero legale nella seduta consiliare che doveva approvare l'abrogazione della retroattività e dell'utilizzo a fini previdenziali del Fondo per le iniziative sociali. Oltre il referendum ci rimane la strada della Magistratura contabile e non solo.
* P ERCONTODELLE A SSOCIAZIONI L A
Un altro punto centrale della denuncia riguarda la mancata risposta da parte della Consulta e dell’Ufficio di Presidenza sulla possibilità di ricorrere all’istituto referendario per abrogare la legge sui vitalizi. «La cosa che vogliamo gridare a gran voce – sottolineano i promotori – è che ancora non è arrivata nessuna risposta dalla Consulta e dall’Ufficio di Presidenza sul rendere praticabile il referendum, non solo per questa legge ma anche per le altre. È un diritto di tutti i lucani poter ricorrere al referendum ogni qualvolta si ritengano sbagliate o dannose norme e leggi approvate dal Consiglio. Si chiama democrazia». Infine, i promotori annunciano di essere pronti a ricorrere alla Magistratura contabile se la situazione non subirà cambiamenti.
«Se le cose dovessero rimanere invariate – concludono – invieremo un esposto alla Corte dei Conti per denunciare l’illegittimità della norma e il possibile danno erariale che questa comporta».














POTENZA. «La stagione dei te- sori nascosti è finita. È ora che le nostre eccellenze diventino uno straordinario asset economico centrale e visibile su scala internazionale». Così il consigliere regionale e capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, Mario Polese, intervenendo a Wine&Siena 2026 nel talk dedicato al tour nazionale del Merano WineFestival, che farà tappa in Basilicata nel maggio del prossimo anno.Polese ha rivendicato il posizionamento della regione nel panorama vi-
tivinicolo globale, richiamando il recente riconoscimento del Vulture come Città del Vino: «Un traguardo che certifica la maturità di una filiera guidata con intelligenza dal Consorzio e dal suo presidente. Essere Città del Vino significa aver accettato una sfida di qualità e sostenibilità che ci mette alla pari con i grandi distretti internazionali».Nel suo intervento il consigliere ha evidenziato anche il sostegno del Consiglio regionale all’iniziativa, «grazie a un investimento che ci consen-
te di entrare in un circuito d’élite», sottolineando il contributo della consigliera Maddalena Fazzari. Il progetto “Gusti nobili del vulcano” si svolgerà a Venosa dall’8 al 10 maggio 2026, con la collaborazione del Comune, del Merano WineFestival, di Coldiretti e del Consorzio di tutela.Al centro dell’evento la figura del poeta Orazio e il suo Carpe diem, inteso come equilibrio tra natura e ragione, valore che Polese lega all’identità dell’Aglianico del Vulture: «Nasce da un vulcano

spento e racconta la resistenza dei nostri agricoltori. Il vino non può essere delocalizzato e genera ricchezza nel fango e nella polvere del vulcano».
L’Acquedotto lucano comunica la fine delle misure avviate a novembre dopo il miglioramento della disponibilità di acqua
POTENZA. A partire da domani, domenica 1° febbraio 2026, saranno completamente rimosse le restrizioni all’erogazione idrica in tutti i comuni del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano che nei mesi scorsi erano stati interessati dal programma di sospensioni notturne. Lo comunica Acquedotto Lucano, annunciando il ritorno alla piena continuità del servizio dopo una fase di gestione emergenziale resa necessaria dal quadro idrico regionale.Le misure cautelative erano state introdotte il 5 novembre 2025 e, dopo la tregua natalizia, riprese dal 12 gennaio 2026, in risposta a una riduzione
significativa delle disponibilità. Il superamento della fase critica è il risultato di una strategia di resilienza idrica messa in campo dall’Azienda negli ultimi mesi, fondata su una pianificazione degli interventi basata sul monitoraggio costante degli acquiferi e sulla revisione dei dati statistici delle esperienze precedenti.Parallelamente, il gestore ha lavorato per ottimizzare la distribuzione della risorsa, razionalizzare i prelievi dagli invasi e implementare soluzioni operative in grado di compensare la riduzione delle portate prevista da Acquedotto Pugliese, pari a 60 litri al secondo e tut-
t’ora in corso, oltre ai minimi storici registrati dall’invaso di Conza e dalle sorgenti del Sele, in Campania. Il miglioramento della disponibilità idrica negli invasi, insieme all’efficacia delle azioni intraprese, ha consentito di adottare la decisione di ripristinare il servizio senza limitazioni. Acquedotto Lucano ha espresso apprezzamento alle comunità del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano per la comprensione e la collaborazione dimostrate durante i mesi delle restrizioni, sottolineando che il monitoraggio dello scenario idrico regionale resterà costante. Pur rassicurando la po-

polazione sul ritorno alla normalità, l’Azienda evidenzia che non è possibile escludere, in futuro, l’adozione di ulteriori misure qualora mutassero le condizioni ambientali o si verificassero eventi imprevedibili.Resta infine
l’invito alla cittadinanza a proseguire nell’adozione di comportamenti virtuosi e in un uso responsabile dell’acqua, risorsa preziosa per l’intera comunità e centrale per la tenuta del sistema idrico regionale.
A Evolio Expo 2026 di Bari la Confederazione presenta il progetto che unisce filiera, territori e politiche pubbliche
POTENZA. Non un singolo terri- torio ma una visione condivisa. È quanto ha sostenuto Cia Basilicata a Evolio Expo 2026 di Bari, portando al centro del confronto Olivìe – Le Vie dell’Olio, progetto che interpreta l’olio extravergine come infrastruttura culturale ed economica per lo sviluppo rurale. Secondo la Confederazione, l’obiettivo è superare l’oleoturismo inteso come semplice proposta turistica, per trasformarlo in una strategia integrata capace di connettere comunità, imprese e politiche pubbliche.Nel talk «Al passo con le radici» sono intervenuti Pasquale Dimatteo, coordinatore Cit-
tà dell’Olio Basilicata, e Marcantonio Vitina, responsabile del progetto per L’Informatore Agrario, che hanno evidenziato il ruolo dell’oleoturismo come chiave evolutiva del turismo rurale, in grado di coniugare identità, innovazione e partecipazione delle comunità locali. Paolo Colonna, presidente Oprol, ha posto l’accento sulla valorizzazione e tutela del prodotto, sottolineando come gli oli di qualità rappresentino uno strumento di promozione territoriale e di posizionamento sui mercati.Il quadro delle politiche di sviluppo è stato completato dall’intervento di Vittorio Restaino, Autorità di Gestio-

ne Csr Basilicata, che ha illustrato il rapporto tra oleoturismo, responsabilità sociale e nuova agenda per lo sviluppo rurale lucano. Le conclusioni sono state affidate a Carmine Cicala, assessore alle Politiche agricole, sovranità alimentare e foreste della Regione
Basilicata, che ha ribadito il valore strategico di Olivìe come progetto capace di integrare programmazione e sostenibilità. A moderare l’incontro è stato Vanni Sansonetti, segretario regionale delle Città dell’Olio Puglia.Per Cia Basilicata, Olivìe nasce con l’obiettivo di mettere in rete l’intera filiera olivicola lucana attraverso cinque areali, collegati a territori e fiumi della regione, e di valorizzarli anche attraverso strumenti innovativi come una web map dedicata. Un modello che, secondo la Confederazione, punta a generare ricadute economiche e sociali positive.

Inaugurato l’Anno Giudiziario 2026. Nell'aula Grippo snocciolati i problemi della magistratura tra partenze dei giudici e carenze d’organico
DI F RANCESCO MENONNA
Tanto lavoro da fare, numeri importanti nonostante la carenza di dipendenti e problemi di varia natura. Presso il Tribunale di Potenza, nell'Aula Grippo si è svolta la cerimonia d'apertura dell'Anno Giudiziario 2026 alla presenza di autorità civili, militari, religiose e politiche. A fare gli onori di casa il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Potenza, Francesco Basentini e la Presidente della Corte Gabriella Reillo. Numeri negativi vista le carenze d'organico che hanno fatto registrare una scopertura pari al 23% con l'assenza di ben 30 magistrati su 131, 11 dei quali inquirenti e 19 giudicanti. Numeri che preoccupano la magistratura potentina alle prese con la prossima tornata elettorale e il referendum voluto dal Ministro Nordio in merito alla separazione delle carriere. La cerimonia si è svolta alla presenza delle rappresentanze distrettuali di Potenza, Lagonegro, Melfi e Matera che hanno confermato la propria coesione nonostante il gap territoriale, la mancanza di collaboratori in organico e alcuni problemi logistici come quelli relativi alla mancanza di riscaldamenti nel Palazzo di Giustizia di Potenza dove inquirenti, av-

vocati, cancellieri e giudici sono costretti a lavorare al freddo e al gelo. La speranza in tutto questo è che venga attuato con immediatezza il PNRR per dare consistenza e fluidità all'azione dei giudici che devono contrastare tante problematiche. La questione principale resta la mancanza di investimenti che complica l'azione giudiziaria e blocca la giustizia condizionata e logorata da tempi biblici nello svolgimento dei processi. Tutto questo nonostante l'ottimo rapporto con l'avvocatura, rappresentata in tutte le sue branche nel corso della cerimonia di ieri che ha manifestato piena solidarietà e sostegno verso l'azione dei giudici, dei magistrati che lavorano in Basilicata spesso in condizioni di estremo disagio. Un disagio che i rappresentanti distrettuali di Potenza, Ma-
tera, Melfi, Lagonegro puntano a superare con la programmazione e tanta professionalità per garantire alla Basilicata quelle basi essenziali di convivenza capaci di sostenere e garantirne l'azione della magistratura. A questo si aggiunge il movimento migratorio dei giudici lucani, costretti a dover fare le valigie e lasciare la Basilicata verso altri lidi. I problemi dei detenuti nelle carceri, l'applicazione di pene severe, le istanze del centro per l'immigrazione di Palazzo San Gervasio sono stati altri punti all'ordine del giorno che hanno inteso far conoscere le difficoltà reali e le problematiche ancora sul tappeto.
Se il 2025 è stato un anno di transizione, il 2026 salutato sabato mattina in pompa magna deve essere quello del rilancio dell'azione giudiziaria in Ba-


silicata. Francesco Basentini Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Potenza ha parlato dei problemi sul tappeto e della questione referendaria: «Sicuramente gli indirizzi principali sono quelli di recuperare la fiducia di tutti i cittadini e di servire al meglio il ruolo che siamo chiamati a svolgere. Il referendum? Ovviamente la mia è una posizione equidistante nel rispetto di quello che è il ruolo. Dobbiamo essere soltanto rispettosi della volontà popolare e dei risultati che seguiranno nei referendum. L'assenza di personale? Per quanto riguarda il personale amministrativo e giudiziario purtroppo siamo penalizzati dall'alto tournover ma questo è un aspetto fisiologico. Speriamo che la sensibilità del Ministero ci possa aiutare a risolvere i problemi organizzativi. I rapporti tra i distretti fra tutti i circondari è assolutamente buono. È un rapporto di massima collaborazione.
Ognuno dà il suo contributo pro attivo e sicuramente si risolvono insieme tutti i problemi che abbiamo».
Gabriella Reillo, Presidente della Corte d'Appello ha parlato del momento vissuto dalla giustizia in Italia e in Basilicata sottolineando; «Il 2026 è altrettanto impegnativo perché dobbiamo raggiunge-
re gli obiettivi del PNRR sempre con scarsità di mezzi, trasferimenti in corso e insomma la difficoltà oggettiva a raggiungere gli obiettivi. Il referendum? Incide poco sul nostro lavoro che è sempre molto sostenuto e c'è molto impegno da parte della Magistratura anche se non è stata consultata mai nè per gli obiettivi del PNRR nè per questo referendum. Non siamo stati coinvolti nelle modifiche che riguardano il nostro ordinamento. A prescindere da questo la Magistratura continua a lavorare garantendo l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge così come previsto dalla nostra Costituzione. Le difficoltà sono sempre le solite. Non ci sono mai gli organici sufficienti nè per quanto riguarda la magistratura, nè per quanto riguarda il personale. Non dipende da noi poterli superare. Ci affidiamo al Ministero. I rapporti con l'avvocatura sono sempre ottimi. L'avvocatura è molto collaborativa, la ringraziamo, anzi colgo l'occasione per ringraziarla, perché ci ha dato sempre una mano nel raggiungimento degli obiettivi, rinunciando i termini, collaborando in tutti i modi possibile, nonostante questa corsa ad ostacoli abbia creato a volte dei problemi sulla qualità dei provvedimenti».




La provocazione del segretario dei Radicali Lucani. «La libertà di espressione non può essere piegata alle imposizioni di chi parla dall’alto di una cattedra»
La libertà di espressione rappresenta uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia e garantisce a ciascun cittadino il diritto di manifestare il proprio pensiero, anche quando questo si pone in contrasto con le opinioni di figure au- torevoli. È in questo contesto che si inserisce l’intervento del segretario dei Radicali Lucani Maurizio Bolognetti, pungente e provocatorio come sempre, rivolto al dott. Nicola Gratteri, magistrato di spicco e protagonista del dibattito pubblico italiano, nel quale vengono mosse critiche dirette alle sue prese di posizione riguardo alla riforma dell’ordinamento giudiziario e ad alcune dichiarazioni rese in passato.
DI MAURIZIO BOLOGNETTI*
Per quanto mi riguarda, se il dr. Gratteri non mi denuncerà per questo post in cui mi assumo la piena responsabilità di rilanciare alcune sue passate considerazio-
ni, preannuncio che andrò ad autodenunciarmi. Dottore, non mi deluda. Egregio dr. Gratteri, la sua intolleranza nei confronti di chi vuole una volta tanto onorare un dato di memoria è insopportabile e, se me lo consente, arrogante e tracotante. In questo paese, se ne faccia una ragione, vige o dovrebbe vigere la libertà di pensiero, espressione e parola. Ahimè, lei è uno dei tanti, troppi, che non ha pronunciato una parola, dico una, a sostegno delle innumerevoli iniziative in difesa del diritto umano alla conoscenza a cui ho dato corpo. Le dirò, la cosa non mi ha stupito affatto. Non so lei, dr. Gratteri, ma io ho fame e sete di verità e di giustizia e da 40 anni attendo la separazione delle carriere dei magistrati e la riforma dell'ordinamento giudiziario che è stata varata dal Governo.
Lei può godere quotidianamente di libertà che ad altri vengono sistematicamente negate, potendo par-

lare dall'alto della sua cattedra quasi a reti unificate. Ora, io non so se esista un manuale di "gratterologia", ma so che non intendo subire da cittadino, politico e iscritto all'Odg le sue imposizioni. Quel che lei ha detto sulla riforma dell'Ordinamento giudiziario in passato non può e non deve essere cancellato. A limite potrebbe spiegarci come mai ha cambiato

idea, dato che, dal mio punto di vista, le parole che lei ebbe a pronunciare e che oggi contesta erano chiarissime. Non voglio arrivare a pensare che esista un Gratteri dr. Jekyll e mister Hyde. Quel che è certo, al di là delle mie supposizioni, è che lei non può essere colui il quale decide se possano essere utilizzate o meno le parole da lei pronunciate nel corso di un pubblico di-
battito. Pensi piuttosto, egregio Dottore, a quanto male ha fatto lei attraverso la pubblica lettura di una inesistente lettera di Giovanni Falcone. Mi auguro che il cittadino Gratteri quando veste la toga non assomigli al Gratteri che legge sms giunti in diretta negli studi de La7. Sia coerente, dr. Gratteri, mi denunci!
*S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI


Dopo sei anni di incarico come Direttore ff, l'avviso Pubblico assegna il ruolo definitivo. «Al lavoro per garantire la salute dei cittadini»
Delineata la gestione della struttura complessa di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica dell'Azienda Sanitaria Locale di Potenza. Si sono conclusi gli esiti dell'Avviso Pubblico per il conferimento dell'incarico quinquennale di Direttore che, partiti nel 2023, hanno decretato la nomina di Michele De Lisa, già Direttore ff della stessa Unità Operativa Complessa che ha gestito per sei anni. Sei le domande che erano pervenute, ma solo in due sono stati i candidati che hanno partecipato alle prove con valutazione di titoli e curriculum a cui ha fatto seguito il colloquio svoltosi nelle scorse settimane.
L'unità di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubbli-
ca si occupa di prevenzione, promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, prevenzione primaria attraverso la somministrazione dei vaccini per soggetti adulti e pediatrici, attività medico legale e medicina necroscopica, attività di vigilanza, sorveglianza e rilascio pareri.
L’attività di facente funzione di De Lisa è stata svolta in periodi di emergenze particolari per la regione Basilicata come la pandemia da Covid19 e l'emergenza idrica, ma anche la carenza di medici di medicina generale. Soddisfatto per il conferimento dell'incarico, De Lisa conferma «la sinergia con la Direzione Strategica Aziendale con cui si continuerà a lavorare fian-
co a fianco per garantire la salute di tutti i cittadini ricadenti nei comprensori dell'azienda sanitaria potentina».
Il suo lavoro «proseguirà nel pieno rispetto delle linee guida che verranno non solo dalla direzione aziendale, ma anche delle indicazioni di Regione Basilicata per il conseguimento degli obiettivi fissati».
Il Direttore Generale della Asp Basilicata, Giuseppe De Filippis, ha espresso soddisfazione «per una nomina di grande portata e valore, vista la competenza e professionalità del dottor De Lisa. Si è portata a compimento una procedura che si trascinava da molto tempo, delineando così gli assetti aziendali a cui è stato aggiunto un tas-

sello in più ad un settore di fondamentale importanza per il territorio e per gli utenti». De Filippis ha inoltre sottolineato che «con la nomina a Diretto-
re dell'U.O.C. di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, De Lisa contribuirà attivamente alla fase di riorganizzazione dell'azienda».
L’assessore alla Salute: «Siamo impegnati a costruire politiche sociali che non siano l'ultima voce del bilancio, ma la prima della dignità umana»
L’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, ha aperto oggi a Matera i lavori per il trentennale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Basilicata. Di fronte a una platea di professionisti che da tre decenni presidiano le fragilità del territorio, Latronico ha tracciato la rotta del governo regionale, puntando su un cambio di paradigma che trasforma l’assistenza in investimento. “Siamo impegnati a costruire politiche sociali che non siano l’ultima voce del bilancio, ma la prima della dignità umana», ha esordito l’assessore. «Il nostro obiettivo è il potenziamento radicale delle reti sociali. Lo facciamo attraverso un rafforzamento degli Ambiti territoriali, ma soprattutto attraverso una nuova alleanza strategica con il Terzo Settore. Non è più tempo di interventi a compartimenti stagni: serve un concorso corale che veda gli Ordini professionali, a partire da quello degli Assistenti sociali, protagonisti attivi della programmazione». Latronico ha spiegato che la sfida della Basilicata si gioca sulla capacità di innovare i servizi. «Il benessere dei cittadini non è solo un dovere etico, ma un formidabile asset di sviluppo. Un welfare che funziona genera nuovo

lavoro qualificato e, soprattutto, diventa lievito per la rigenerazione dei nostri paesi. Contrastare lo spopolamento significa garantire servizi di prossimità che facciano sentire nessuno escluso». Un passaggio accorato è stato dedicato ai professionisti presenti: «Voi siete le sentinelle del
territorio. Il vostro sguardo è fondamentale per intercettare i bisogni prima che diventino emergenze. Il governo lucano riconosce in tutto il mondo delle professioni del benessere sociale il partner privilegiato per costruire una regione più equa e inclusiva». L’evento, che prosegue nel po-
meriggio con tavole rotonde dedicate alla metamorfosi del lavoro sociale, all’intelligenza artificiale e al welfare culturale, segna una tappa fondamentale nel dialogo tra istituzioni e operatori del settore, nel segno di una Basilicata che guarda ai prossimi trent’anni con l’ambizione di non lasciare indietro nessuno


D I EM AN UE L A C AL AB R E SE
POTENZA. Per chi è di Potenza, il “De Gasperi” è una vera e propria istituzione. Per chi è dei paesi limitrofi, l’Istituto paritario delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico è conosciuto come una delle eccellenze per l’istruzione dei bambini, dal nido alla materna. Intere generazioni sono state formate da queste suore, presso lo storico edificio. Eppure, dopo tante albe e tramonti, tra voci gioiose di bambini, canti, lavoretti, giochi e risa nel giardino assolato, pare che sulla comunità di consorelle, e sul futuro dello stesso edificio, stia per tramontare definitivamente il sole.
«Mi è stato riferito che l'asilo De Gasperi chiude per sempre. Il mio asilo e quello di alcune generazioni chiude -scrive a Cronache un cittadino- Uno staff di suore e di insegnanti religiosi che ha educato egregiamente con costi forse un po' alti, ma che ha indirizzato tanti bambini all'educazione sociale e religiosa. Sembra che da Roma sia arrivato l'ordine di chiudere definitivamente questo punto religioso. Cosa ci aspetta? -si chiede il nostro lettore- La sostituzione sarà una sinagoga o un rifugio per chi sa chi? Così alla chiesa di Sant'Anna e Gioacchino, una cappella con un quadro di Don Colucci che testimoniava la Visione della Madonna, chiusa per una sinagoga. Le sinagoghe
possono nascere anche al posto dei centri sociali o in locali pagani abbandonati. Perché questo affronto?».
LA SCOSSA DEL MARZO SCORSO HA CAMBIATO LE SORTI DELL’ISTITUTO
I genitori dei bambini iscritti non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale per iscritto, fatto salvo quanto detto in un’ultima riunione convocata dall’Istituto con i genitori, durante la quale sarebbe emersa che la volontà della chiusura arrivi da Roma e non da Potenza.
Il timore e l’incertezza dunque serpeggiano tra i genitori. Come fu nell’80, una scossa che cambiò le sorti di tanta lucania, oggi lo è stata la scossa di magnitudo 4,2 del 18 marzo 2025, che portò alla chiusura della scuola materna paritaria "Alcide De Gasperi". I sopralluoghi evidenziarono infatti la necessità di interventi strutturali, portando a una chiusura prolungata e al trasferimento delle attività presso la scuola Luigi Lavista. Da allora diverse interlocuzioni si tennero col Comune, coi tecnici, coi genitori, ed anche con la Curia. Ma intanto, proseguiva il forte il disagio per circa 120 famiglie e i loro bambini costretti a restare a casa, interrompendo bruscamente le loro attività didattiche, ma anche con le complicanze derivate per i genitori che lavorano.
LA DIFFICILE SITUAZIO-

NE TRA CHI RESTA E CHI VA VIA
La “migrazione” verso l’Istituto Lavista nel rione Francioso che ospita i piccoli alunni della materna e del nido, ha causato però una progressiva diminuzione degli iscritti. Molti genitori hanno preferito portare il bambino in una scuola più vicina, altri li hanno iscritti dove vanno già i fratelli, altri ancora hanno fatto una scelta di rottura, sentendosi “delusi” da questo “abbandono”. E poi c’è chi è restato, chi deve frequentare l’ultimo anno e preferisce dare continuità al percorso, chi resta perché crede che non bisogna abbandonare l’idea della “unione che fa la forza”, chi non vuole che il figlio, dopo aver cambiato insegnanti e scuola, si ritrovi a cambiare ancora, in un'età delicata e di costruzione identitaria.
Eppure l’offerta formativa è la stessa, valida di sempre: le suore sono impeccabili nel loro lavoro di insegnanti ed educatrici. L’ultimo evento, con la recita di Natale, ha mostrato ancora una volta le grandi competenze, riuscendo a mettere in piedi un lungo spettacolo interpretato da piccoli attori, cantanti e ballerini. Oggi, andando a prendere i nipotini all’uscita, si incontrano nonni che sono stati alunni. Genitori che sono stati a loro volta formati al De Gasperi. Perché l’Istituto non è solo scuola, ma unitamente formazione culturale e sociale. È integrazione per i piccolissimi del nido, ed è accompagnamento alla primaria per gli alunni della materna. Ora che si teme il peggio, si guarda al futuro con angoscia. Possibile che non vi sia una soluzione alcuna per questa scuola?
POTENZA Le esequie presiedute dal Vescovo Carbonaro e la vita intensa raccontata da Don Giuseppe De Carlo
POTENZA. Una folla commossa ha accolto il feretro di Don Peppino Nolè, presso la chiesa di San Giuseppe Lavoratore, nel rione Lucania. Occhi lucidi, i canti del coro, fiori bianchi sulla bara. Così Potenza ha dato l’addio ad uno dei suoi pastori più devoti agli ultimi. I funerali sono stati celebrati sabato 31 gennaio a mezzogiorno, dall’arcivescovo Davide Carbonaro, a San Giuseppe. Nei suoi 40 anni di missione pastorale, ha avviato percorsi sociali, culturali e sportivi, cercando di creare una comunità unita intorno ai valori della fratellanza. Numerose infatti sono state le attestazioni di stima e di affetto giunte in occasione delle esequie. Tra tutte la Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo, attraverso le parole del Direttore Marina Buoncristiano- lo ricorda così: «Pastore umile e uomo instancabile, Don Peppino ha incarnato il Vangelo non solo con le parole, ma soprattutto con i gesti concreti dell’accoglienza e della carità. Da direttore della Caritas Diocesana di Potenza ha svolto il suo servizio con discrezione, passione e profondo amore per gli ultimi. La sua eredità morale è una traccia viva e feconda». Durante l’omelia, Don Giovanni De Carlo ha tratteggiato la storia di Don Peppino Nolè, dalla nascita all’ultima pagina della sua vita ter-
rena. Nato ad Avigliano nel 1942, dove trascorse l’infanzia fino all’età di 10 anni, «portò sempre con sé il ricordo della trattoria di famiglia, luogo di ristoro e di passaggio. Una esperienza che avrebbe segnato profondamente il suo modo di intendere il Vangelo. Dio che passa dalla tavola, dal pane condiviso. La vocazione maturò nel 1955 durante un campo scuola in Sila, una chiamata improvvisa e irrevocabile. Ordinato sacerdote in questa parrocchia, rimase nel quartiere dove già abitava». Quando arrivò nella parrocchia di San Giuseppe, «comprese subito che non bastava una pastorale ordinaria, ma capace di promozione sociale, istruzione e accoglienza – prosegue a ricordare il parrocoNacquero così il doposcuola, l’impegno educativo per ragazzi e adulti, l’ospitalità per studenti provenienti dalla periferia lucana. Nel 1988 prese vita la mensa dei poveri. Diceva spesso che “la vera politica è quella che si occupa delle cause della povertà, non solo delle conseguenze. Ha così legato in modo indissolubile il suo no-

me alla storia, alle fatiche e alle speranze di questo rione. Alla domanda: come giustifica la sua esistenza? Rispondeva con parole essenziali che sono diventate il filo conduttore della sua vita: “Servendo il Signore attraverso il mio prossimo. A fine giornata la mia gioia è se sono riuscito ad aiutare il maggior numero di persone possibile” così spiegava. Negli ultimi anni guardava con lucidità e dolore alla situazione della città, tra disoccupazione e spopolamento, senza smettere di credere nella forza del bene seminato ogni giorno». Infine, nella stagione della malattia, «segnata da fragilità, Don Peppino ha vissuto il suo sacerdozio in modo nuovo, attraverso l’offerta: non più con la forza dell’iniziativa, ma con la pazienza della consegna. Ha imparato ed insegnato che il Vangelo si annuncia restando, soffrendo e affidandosi- e conclude Don Giovanni De Carlo- Quando gli si chiedeva cosa avrebbe voluto fosse scritto sulla sua lapide, rispondeva semplicemente: “Tentò di essere un buon samaritano per la sua gente”.
E MACAL
DI RO S AM AR IA M OL LIC A
POTENZA. Questa potrebbe essere la volta buona. Dopo due rinvii nel giro di poche ore dall’annuncio, i consiglieri comunali di centrodestra del Comune di Potenza ci riprovano e tornano ad annunciare la conferenza stampa. Un appuntamento che, tra stop improvvisi e riprogrammazioni, ha già fatto parlare di sé ancor prima di svolgersi.
Il doppio rinvio ha inevitabilmente alimentato interrogativi: semplice imprevisto logistico, superficialità e improvvisazione o segnale di qualche frizione interna all’opposizione di centrodestra? Non è dato saperlo, ciò che invece si sa o che quanto meno dovrebbe essere chiaro a tutti è che l’opposizione deve mostrarsi compatta, incisiva e riconoscibile nelle sue azioni. Cosa che ad oggi non sembrerebbe essere ta-
le.
Fatto sta che, dopo vari tentennamenti, la conferenza stampa ha una data e un luogo ufficiali.
L’incontro è fissato per mercoledì alle ore 10:30, presso il Palazzo della Cultura, in via Cesare Battisti. In quell’occasione i consiglieri comunali di centrodestra incontreranno la stampa per illustrare «le priorità politiche e amministrative per la città e le iniziative previste per i prossimi mesi».
Secondo quanto annunciato, l’obiettivo è fare il punto sull’azione amministrativa della maggioranza, avanzare proposte alternative e rilanciare il ruolo dell’opposizione in Consiglio comunale. Una sorta di bilancio programmatico, che arriva però dopo un avvio tutt’altro che lineare.
Dalle nostre colonne, solo qualche giorno fa abbiamo fatto no-


tarre ai “nostri eroi” che Potenza ha bisogno di concretezza e risposte alle tante criticità. Il capoluogo ha bisogno di fatti e non di parole vuote.
Resta da capire se il centrodestra riuscirà, oltre che a confermare l’appuntamento, anche a presentarsi con una linea politica chiara per la città.
Per ora, l’unica certezza è che al terzo tentativo la conferenza stampa dovrebbe andare in scena. Vedremo.
GIORNATA DELLA MEMORIA Dirigente scolastico e insegnanti respingono le accuse su quanto è accaduto al termine del presidio degli studenti
POTENZA. Ha suscitato ampio dibattito nei giorni scorsi l’episodio segnalato da alcune associazioni in merito all’iniziativa svolta presso il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Potenza in occasione della Giornata della Memoria. Secondo quanto denunciato, durante l’evento il dirigente scolastico si sarebbe rivolto agli studenti con toni ritenuti denigratori, dando vita a una narrazione che ha rapidamente trovato spazio sui social e su alcuni organi di informazione.
Una ricostruzione dei fatti che, tuttavia, non trova riscontro nella versione fornita dal Collegio dei docenti e dallo stesso dirigente scolastico, Rocco Garramone.
In una presa di posizione ufficiale, maturata al termine di un Collegio straordinario, la comunità scolastica ha preso nettamente le distanze da quanto



diffuso nei giorni immediatamente successivi «al presidio studentesco, che si è effettivamente svolto nel cortile dell’istituto il 27 gennaio scorso». I docenti sottolineano come la rappresentazione emersa non rispecchi la realtà del Liceo Classico di Potenza, che storicamente ha sempre «privilegiato un confronto aperto, sereno e
costruttivo con gli studenti». Una tradizione educativa che, spiegano, mal si concilia con l’immagine di «una scuola antidemocratica che alcuni avrebbero contribuito a diffondere». «La democrazia – ribadisce il Collegio – non è uno slogan, ma un esercizio quotidiano, un metodo educativo e un orizzonte etico».

In questa prospettiva, l’operato dei docenti è costantemente orientato alla valorizzazione del dibattito plurale e alla formazione del pensiero autonomo e della coscienza critica degli studenti, considerati parte integrante di una vera e propria comunità di vita. Il Liceo “Quinto Orazio Flacco”, assicurano infine docenti e dirigente,
«continuerà a essere un luogo in cui la democrazia si apprende vivendola». «Rinnovando l’impegno affinché la scuola resti un presidio di libertà, dialogo e rispetto», l’istituto invita «studenti, famiglie e organi di informazione a un confronto sereno, fondato sui fatti e su una reale volontà di ascolto e comprensione reciproca».
Conclusi gli interventi nel tunnel in direzione Potenza sulla Basentana, con il ripristino della piena circolazione e
«Torna finalmente percorribile una galleria nevralgica per la viabilità regionale, chiusa nell’ottobre del 2022 a causa di un incendio, che da oggi rimettiamo a disposizione di tutti gli utenti. È stato realizzato un intervento complesso, avviato nel marzo del 2025, per un importo di circa un milione e mezzo di euro.
È giusto riconoscere i meriti di chi ha coordinato i lavori, a partire da Anas. La collaborazione tra le istituzioni, quando è concreta, porta sempre a risultati significativi». Così il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, commenta la riapertura della galleria "Carvotto”, lungo la statale 407 "Basentana", tornata pienamente operativa dopo un articolato percorso di ripristino.
Nel pomeriggio di sabato
si sono conclusi gli interventi di ripristino e manutenzione programmata nel tunnel compreso tra i territori comunali di Accettura e Calciano, in provincia di Matera.
I lavori hanno interessato la canna in direzione Potenza, consentendo il ritorno alla normale circolazione su entrambe le corsie e la contestuale rimozione dello scambio di carreggiata che era attivo verso Metaponto. Proprio in direzione della costa jonica, per esigenze tecniche residue, fino ai primi giorni della prossima settimana resterà attivo il restringimento della carreggiata.
I lavori si erano resi necessari in seguito a un incendio causato da un mezzo pesante, che aveva provocato danni rilevanti sia alle strutture sia agli impianti della galleria. Il cantiere è stato portato a termine nel rispetto dei tempi contrattuali.
Nel dettaglio, è stato ripristinato il rivestimento interno attraverso l’utilizzo di una speciale malta tecnica, mentre l’intero sistema impiantistico è stato rifatto ex novo.
Un’operazione che consente oggi di innalzare i livelli di illuminazione e di sicurezza, migliorando il comfort di guida in ogni fascia oraria.
Un risultato che, come sottolineato dalla Regione e da Anas, si inserisce in una più ampia strategia di manutenzione e ammodernamento della rete stradale lucana, con l’obiettivo di garantire collegamenti più sicuri ed efficienti per cittadini, pendolari e imprese. Un lavoro che non si ferma con questa riapertura, ma che guarda già alle prossime priorità sul territorio.
«Seguiamo con grande attenzione e con interlocuzioni quotidiane con Anas - spiega Pepe - l'avanza-

mento dei lavori sull'intera rete stradale lucana. Siamo soddisfatti per un simile traguardo, ma allo stesso tempo rilanciamo, concentrandoci sugli altri cantieri che devono essere portati a termine. Il primo di questi è la galleria 'Cardinale' sulla Potenza-Melfi».
Più in generale, «abbiamo
programmato, investito, negoziato e concertatoconclude Pepe - sull'intero sistema viario regionale, di competenza statale, provinciale e comunale. Abbiamo ascoltato le ragioni dei territori e delle parti sociali. Ciascuna istituzione è ora chiamata a fare la propria parte nell'esclusivo interesse pubblico».
Dal Comune: «Invitiamo Giordano a visitare il padiglione Basilicata alla BIT 2026 dove potrà toccare con mano l’avanzamento del progetto»
aragiano risponde con i fatti: in fase avanzata la realizzazione dell’altalena gigante più alta d’Europa». Con queste parole comincia la nota dell’Amministrazione comunale di Baragiano, guidata dal Sindaco Giuseppe Galizia, in merito al “primato” del nuovo attrattore turistico lucano, di cui ha parlato anche il Sindaco di Vietri di Potenza, Christian Giordano. Andiamo dunque per ordine. Dalla Casa comunale di Baragiano asseriscono con tono fermo: «Nel tempo della politica degli annunci, è importante riportare l’attenzione sui progetti concreti, frutto di impegno, ascolto del territorio e spirito di collaborazione. Dispiace, dunque, dover smentire le recenti dichiarazioni del Sindaco di Vietri di Potenza in merito ad un presunto primato relativamente ad un’idea già da tempo annunciata e in corso di realizzazione nel nostro Comune. Lo scorso anno, infatti, durante la BIT- Borsa Internazionale del Turismo di Milano, a margine della presentazione del progetto “ArcheoXcape”, fu annunciato ufficialmente "Il Volo di Icaro", l’altalena gigante più alta d’Europa, un’attrazione fortemente simbolica e innovativa, concepita per valorizzare l’identità e il paesaggio di Baragiano».
Oggi, proseguono dall’Amministrazione Galizia, «a distanza di 12 mesi, la progettazione è conclusa ed i lavori sono prossimi ad iniziare, a testimonianza di un’idea che si è trasformata in azione concreta. Invitiamo per-
tanto il Sindaco di Vietri a visitare il padiglione della Basilicata alla BIT 2026, in programma a Milano dal 10 al 12 febbraio, dove potrà toccare con mano l’avanzamento di un progetto che unisce visione, identità locale e attrattività turistica – e concludono- L’Amministrazione Comunale di Baragiano ribadisce il proprio impegno nel proporre iniziative autentiche e sostenibili, capaci di generare valore per l’intera comunità e di portare il nome del nostro territorio nei principali circuiti nazionali e internazionali del turismo». Queste dunque le parole che hanno fatto seguito all’annuncio del Primo cittadino di Vietri di Potenza che invece scriveva:« Come già annunciato in diverse occasioni, partiranno a breve i lavori per la realizzazione dell’altalena più alta d’Europa e, a valle, del Terminal “La Porta della Lucania”. Un’altalena che sfida il vuoto sul Monte Rotonda di Vietri di Potenza, con ai piedi il paesaggio lucano e il mare all’orizzonte, un vero paradiso per ogni viaggiatore. Sarà possibile utilizzare l’altalena gigante anche in compagnia di altre persone (fino a tre persone contemporaneamente)spiega il Sindaco- Intorno all’altalena saranno presenti anche percorsi trekking e altre attrazioni dedicate alla montagna (progetto approvato nel 2022)».
Contestualmente, «a valle, presso l’uscita Autostradale di Vietri di Potenza, procederemo alla realizzazione del nuovo Terminal Bus “La Porta della Lucania”, che diventerà una vera a
propria vetrina per tutti i comuni del Patto Territoriale Basilicata Nord Occidentale. Da Porta della Lucania sarà possibile raggiungere le diverse attrazioni turistiche che, nel corso di quest’anno, inizieremo ad attivare nella nuova rete turistica di Vietri di Potenza (Altalena Gigante, Museo virtuale, Parco delle Cascate del Vallone del Tuorno, Convento dei Cappuccini, Piscina Comunale, Percorso dei murales e delle fontane, ecc.); gli altri comuni del comprensorio; tutte le città più importanti d’Italia».
E.C ALABRESE


Comitato Agna-Agna Le Piane chiede l’avvio di un tavolo istituzionale per chiarire uso e gestione della struttura
MATERA. A distanza di tempo dalla richiesta formale, il Comitato di Quartiere Agna–Agna Le Piane torna a sollecitare l’amministrazione sulla mancata convocazione della Conferenza di Servizi chiesta per definire utilizzo e valorizzazione della struttura del Casino Padula e delle aree sportive annesse. L’associazione, iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), parla di «mancata convocazione» e ribadisce che il passaggio serve per «avviare un tavolo istituzionale strutturato», coinvolgendo assessorati, uffici competenti e soggetti attivi sul territorio.Nel documento inviato a sindaco e giunta, e per conoscenza a cittadini e organi di stampa, l’obiettivo è «costruire una visione condivisa sul futuro di uno spazio strategico» per l’area di Agna e Agna Le Piane. Il Comitato ricorda che già nel 2000, attraverso il Piano sociale di zona approvato dal Consiglio comunale, l’immobile era stato destinato a un centro polifunzionale di quartiere con funzioni socio assistenziali, educative e sportive rivolte a diverse fasce della popolazione. Nonostante quell’indirizzo programmatico, si sottolinea, la struttura risulta ancora og-

gi priva di una gestione organica e riconoscibile.Secondo il Comitato, la Conferenza di Servizi resta «lo strumento più idoneo» per fare chiarezza sulle progettualità in essere, coordinare competenze amministrative e valorizzare le potenzialità dell’area anche rispetto a programmi già presenti, come le Case di quartiere del Pn metro plus e le Stazioni di posta, progetto di ambito finanziato dal Pnrr. Per posizione e caratteristiche storiche e ambientali, l’immobile «può diventare un punto di riferimento per attività sportive, sociali e culturali», restituendo centralità a una zona che collega due quartieri che contano quasi cinquemila residenti.In attesa di un riscontro ufficiale, il Comi-

tato rinnova «la disponibilità a collaborare in un percorso partecipato e condiviso» e chiede «un concreto segno di discontinuità con il passato». Ma avverte anche che, «in assenza di atti conseguenti» e di una definizione amministrativa chiara sull’utilizzo del bene pubblico, «la strada di una valutazione diversa» appare tracciata, come naturale esito di tutela dell’interesse pubblico e della corretta gestione del patrimonio comunale.
«MOTALBANO, POLICORO E SCANZANO INSIEME»
«Unire tre Comuni jonici»
MONTALBANO JONICO. In una sala di Palazzo Rondinelli particolarmente partecipata si è svolto a Montalbano Jonico un convegno dibattito dedicato all’ipotesi di unire Montalbano Jonico, Scanzano Jonico e Policoro in un’unica entità territoriale e cittadina. L’iniziativa, promossa dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia, ha visto la presenza dei tre sindaci e di amministratori, consiglieri comunali, ex primi cittadini e rappresentanti istituzionali del territorio. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore cittadino Alessio Cipriano, che ha spiegato come l’obiettivo sia «iniziare una riflessione approfondita» su una prospettiva che tocca identità, servizi e sviluppo dell’area jonica. Il dibattito, moderato da Michele Giordano, ha richiamato le radici storiche comuni dei tre centri, dalla Magna Grecia fino alla Riforma agraria e agli anni Settanta, ricordando i percorsi che hanno portato alle attuali autonomie amministrative.Nel corso degli interventi, nessuno dei sinda- ci si è detto contrario all’ipotesi. È stato però chiarito che «servono tempi non brevi e un lavoro continuo» per affrontare criticità e nodi amministrativi. Accanto alle difficoltà, sono stati evidenziati anche i punti di forza di una possibile integrazione, fondata su territori diversi ma complementari, risorse ambientali e archeologiche e una rete viaria considerata adeguata.Il confronto si è chiuso con l’impegno a «partire dall’integrazione dei servizi» e a proseguire il percorso di sensibilizzazione.

La decisione dell’Amministrazione arriva a dieci anni dalla scomparsa del cantautore di Lagonegro che decise di vivere nella sua terra
DI VINCENZO
POLICORO. Era la sera del 7 dicembre del 2014 e sul palco del Pala Ercole a Policoro Pino Mango si stava esibendo per una manifestazione di beneficienza- Aveva appena iniziato a cantare uno dei suoi brani più noti, “Oro, ”quando all’improvviso si interrompe, alza una mano, chiede scusa al pubblico e poi si accascia.
Un infarto fulminante lo portò a 60 anni. Era nato il 6 novembre del 1954. Inutile fu la corsa in ospedale e la salma di Mango fini nell'obitorio dell’ospedale di Policoro, dove giunsero i suoi parenti, i suoi collaboratori, gli amici più intimi. Il pubblico in sala rimase sbigottito e la notizia si propagò subito a livello naziona-
le.
«Scusate non mi sento bene», aveva sussurrato al microfono prima di accasciarsi e nessuno aveva immaginato che si trattasse di un malore così grave.
"La nostra rondine è volata via nel cielo sbagliato... Pino resterai sempre nel nostro cuore perché come cantavi qualche anno fa 'Non moriremo mai, il senso è tutto qui'. Ci uniamo al dolore della famiglia". Così scrissero sulla loro pagina facebook i suoi collaboratori.
“Il successo per Pino Mango arriva negli anni Ottanta e viene consacrato con la partecipazione al Festival di Sanremo, dove nel 1985 vince il premio della critica con Il viaggio . Calcherà ancora molte volte il palco della città dei fiori, sette volte come cantante e

due come compositore. È proprio negli anni Ottanta che Mango si afferma anche fuori dai nostri confini: la sua capacità di usare la voce, carica di sfumature e capace di virtuosismi non fini se stessi, e la sua attenzione verso idee e sonorità internazionali gli permettono di creare una formula pop colta e di ampio respiro, lontana dagli stereotipi italiani e decisamente innovativa. Tra i suc-
cessi di quella felice fase artistica, che si è protratta fino alla metà degli anni 90, vanno ricordati proprio Oro (realizzato in collaborazione con Mogol), Australia, la splendida Lei verrà, Odissea, Bella d'estate, Nella mia città, Come Monna Lisa, Mediterraneo, Dove vai, Giulietta e la già citata La rondine”. Così lo ricordò il quotidiano la Repubblica Mogol commentò la sua scomparsa con questa parole dettate a Repubblica: «Per me è un giorno molto triste: ho perso un amico e noi tutti abbiamo perso un grande artista», A distanza di dieci anni dunque. Il comune di Policoro rende omaggio ad un grande artista lucano, che scelse di vivere nella sua e nostra terra e di vivere il successo con l’umiltà tipica dei veri lucani.
La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
DI D INO Q UARATINO
Ci sono promesse che non hanno nulla di eroico. Non parlano di felicità eterna, né di strade senza buche. Sono promesse più oneste: “non sarà semplice, ma non sarai solo”. Stare insieme, davvero, non è mai una garanzia di serenità. È piuttosto una scelta quotidiana di presenza. È accettare che il dolore non sparirà, che i problemi arriveranno comunque, ma che avranno un altro peso quando non dovremo portarli da soli. Viviamo in un tempo che esalta l’autosufficienza come virtù assoluta.
possibile.

Eppure, sotto questa retorica elegante, si nasconde spesso una solitudine ben arredata ma fredda.
Funzionale, sì.
Felice, quasi mai.
Costruire una vita insieme non significa semplificare l’esistenza. Significa complicarla in modo più umano. Vuol dire accettare che l’altro sia uno specchio che non mente, che a volte riflette le nostre parti migliori e altre volte quelle che preferiremmo ignorare.
Ma è proprio lì, in quel confronto, che la vita smette di essere sopravvivenza e diventa crescita.
Ci raccontiamo che bastiamo a noi stessi, che l’indipendenza emotiva è l’unica forma di libertà
La vera forza non è evitare le difficoltà.
È attraversarle senza perdere dignità, senza induri-
re il cuore, senza smettere di credere che ogni sofferenza, se affrontata con senso e responsabilità, possa diventare materia di trasformazione.
Non perché “tutto va bene”, ma perché tutto può avere un significato. Stare con qualcuno è un atto di coraggio silenzio- so. È dire: “quando cadrò, non scapperò”. È scegliere di restare anche quando sarebbe più facile ritirarsi, di parlare invece di chiudersi, di costruire invece di proteggersi.
Non esistono vite perfette. Esistono vite condivise con consapevolezza.
E sono queste, paradossalmente, le più solide. Perché non promettono l’assenza di dolore, ma la possibilità di attraversarlo senza smarrirsi. Forse la felicità non è una condizione stabile. Forse è un movimento. Un

andare avanti insieme, anche con passi incerti, sapendo che la solitudine non è sinonimo di forza e che la felicità, quella vera, non nasce dall’assenza di
problemi ma dalla scelta di non affrontarli da soli. Chi lo comprende, prima o poi, smette di aspettare segnali. E inizia a fare scelte.

SERIE C Il Potenza esce dai play off, i melandrini tornano al successo in casa dopo cinque mesi
PICERNO (4-3-3): Marcone 6.5, Bellodi 6.5, Baldaassin 7, Guadagni 7, Bassoli 6.5, Bianchi 7 ( 15' st Pugliese 6 ), Franco 6.5 ( 15' st Maiorino 6 ), Gemignani 7 ( 40' Salvo s.v.), Rillo 6.5 ( 40 st' Pistolesi s.v. ), Abreu 7, Esposito 6.5 ( 28' st Cardoni 6).
A disp. Summa, Pecci, Santarcangelo, Dijbril, Bocic, All. Valerio Bertotto 7
POTENZA (3-5-2): Franchi 5.5., Felippe 5.5., Castorani 5 ( 1' St D'Auria 5.5. ), Riggio 5.5, Balzano 5, Ragone 5 ( 1' Schimmenti 5), Maisto 5.5 ( 35' st De Marco s.v. ), Bachini 4 ( 1' st Adjapong 5.5), Siatoounis 5, Raul Bura 5.5 ( 6' St Loiacono 6 ), Selleri 6.5.
A disp. Cucchietti, Rocco, Landi, Rocchetti, Loiacono, D'Auria, De Marco, Erradi, Gabriele, Adjapong.
All, Pietro De Giorgio 5
ARBITRO: Sig. Dario Acquafredda di Molfetta 6.5
ASSISTENTI: Sigg. Giovanni Celestino di Reggio Calabria.
IV Ufficiale: Sig. Leonardo Mastrodomenico di Matera
FVS: Steven La Regina di Battipaglia
MARCATORI: 7' Abreu, 13' Bianchi
RECUPERO: 0’ pt e 5’ st
NOTE: Spettatori 1284 conb 549 tifosi del Potenza al seguito, Incasso 18.781,50
Ammoniti Franco, Guadagni. Angoli 1-3
PICERNO. Apoteosi Picerno, disastro Potenza. Va alla squadra di Valerio Bertotto il derby di ritorno del quinto turno del campionato di Lega Pro di serie C. Con lo stesso risultato, 2 a 0 dell'andata ma a parti invertite i melandrini superano il team di De Giorgio che giunge alla nona sconfitta esterna stagionale. Un Nel Picerno dopo la rescissione con Vimercati, mister Valerio Bertotto punta sul solito undici, pur in assenza dello squalificato Kanoutè. Sin dall'inizio scende in campo Rillo, mentre Dijbril è tenu-

to in panchina. Sorprese a go gò nel Potenza con tanti titolari in panchina e le “cosiddette” riserve in campo dal primo minuto.. Fuori causa l'infortunato Murano, De Giorgio risparmia i titolari che hanno giocato la maratona del Viviani contro la Ternana. Prima partita per Franchi in porta al posto di Cucchietti. D'Auria, Schimmenti e Adjapong sono in panchina. Fuori causa anche Ghisolfi. Al 7' Felippe tenta la conclusione dai venti metri, pallone fuori di poco. Il Picerno trova il gol, liscio di Bachini, Abreu è lesto ad approfittarne e insacca alle spalle di Franchi a seguito di un cross di Franco. Prime battute di gioco con tanto nervosismo in campo. Il Picerno trova il raddoppio al 10'. Cross perfetto di Esposito, difesa potentina immobile e Bianchi tutto solo mette dentro alle spalle di Franchi dopo l'ennesimo errore di Bachini, Franchi interviene sui piedi di Guadagni al 15' rischiando il fallo da rigore, l'arbitro lascia proseguire. I tifosi del Potenza ricordano quelli del Paok Salonicco di basket che hanno perso la vita in un tragico incidente in Romania in occaasione della trasferta di Eurolega a Lione. Il Potenza nei primi 25 minuti non è riuscito a dare la scossa in fase offensiva.
Al 26' Guadagni prova una conclusione da fuori area ma non trova la porta. Nei primi 30 minuti la reazione del Potenza è stata sterile.

Selleri al 32' sfiora il gol su assist di Castorani al 34'. Al 38' Guadagni tenta una conclusione dai venticinque metri, pallone al lato. Maisto spreca un cross facile facile al 40'. Primo ammonito del match, Franco del Picerno per gioco falloso. Bura al 42' tenta il tiro dai venti metri palla alta sulla traversa. Il primo tempo si chiude con il Picerno meritatamente in vantaggio per due a zero e con il Potenza che esce a testa bassa dal sintetico del Curcio.
Ad inizio ripresa mister De Giorgio rimescola le carte, D'Auria prende il posto di Castorani, Schimmenti sostituisce Ragone e Adjapong sostituisce Bachini, Al 48 della ripresa Bura resta a terra e viene soccorso dai sanitari del Potenza. Esposito tira alto dai venticinque metri al 49. Bura è claudicante, resta in campo per qualche istante e viene sostituito da Loiacono. Al 51 Abreu mette in mezzo ma è bravo Loiacono a sventare la minaccia. Selleri spreca una favorevolissima occasione al 53' con Marcone pronto nell'intervento a terra. Siatounis mette i brividi alla difesa del Picerno con un cross radente controllato da Marcone al 54'. Al 57' viene ammonito Guadagni. Al 59' un cross di Guadagni mette i brividi alla difesa del Potenza. La squadra di De Giorgio aumenta i giri del motore .Bassoli resta a terra ma l'intervento dei sanitari gli consente di riprendere a giocare. Gioco piuttosto spezzettato nella parte centrale della ripresa. Poco prima del trentesimo Bertotto sostituisce Esposito con Cardoni. Felipe su punizione impegna Marcone che si rifugia in angolo, il primo del match al 75'. Baldassin al 76' scalda i guantoni di Franchi.
La partita non offre nel complesso emozioni, le due formazioni sono piuttosto contratte. All'81' un liscio di Adjapong mette nelle condizioni Cardoni di avvicinarsi in area e di battere a rete, la sua conclusione viene deviata in angolo. Maisto e Guadagni vengono a contatto ma Acquafredda di Molfetta lascia proseguire. Nel finale. Il Picerno torna al successo in casa dopo cinque mesi, dal 29 settembre 2025 quando il team lucano superò al Donato Curcio il Foggia per 2 a 1. Per il Potenza il mal di trasferta è ormai una certezza consolidata. Al termine giocatori di casa in festa con i propri tifosi, i giocatori di De Giorgio escono a testa bassa dopo una prestazione negativa.
F RANCESCO M ENONNA
