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Cronache del 14 marzo 2026

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Fantastico Castello di Lagopesole

Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi rivivono grazie anche a Fondazione Matera e direzioni musei

SOPRALLUOGO DEL VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA ALLA STRUTTURA DI MATERA

STUDENTATO, «LAVORI NEI TEMPI»

Il cantiere rispetta il cronoprogramma. Pepe: «Un altro mosaico si va completando per rafforzare il ruolo della Città dei Sassi sia in ambito europeo che Mediterraneo»

Il viceconsole Federici che sfidò il colera

D I VI NC EN Z O MAI DA

Ci sono uomini che attraversano velocemente la vita e poi scompaiono nel mistero del post- mortem. Ricordare e far conoscere quelli che si sono distinti per le azioni straordinarie che hanno compiuto, è un dovere morale per chi occupa di comunicazione. Tra quelli che meritano di essere conosciuti, c’è sicuramente Giovanni (...)

VERONICA PASQUARIELLO

Mettete assieme il prestigio nazionale d’un premio dedicato a Giorgio Squinzi, uno dei migliori presidenti che Confindustria abbia mai avuto nella sua storia ed il talento di una giovane della Val d’Agri con una tesi sorprendente ed utilissima fatta all’Unibas sulla degradazione della venlafaxina e scoprirete così, come peraltro sostiene benissimo il consigliere forzista Gianuario Aliandro, che non c’è solo l’orgoglio giusto della Basilicata, ma anche la sua vera forza con cui fa conoscere la sua bella sfida di futuro e d’innovazione.

MICHELE NAPOLI

Le sue intemperanze dialettiche che propina magistralmente nelle sedute consiliari sono quasi sempre infelici e del tutto inutili, eppure da qualche tempo c’era sembrato finalmente cambiato, vedendolo agitare l’Aventino col cambio di passo invocato nelle cose che non funzionano e soprattutto nelle questioni di responsabilità comunitaria ed invece come fuoco di paglia s’è subito spento al primo sussulto rivoluzionario, ritornando a sperticare magnifiche lodi su sanità, PSR e, udite udite, sulla nuova governance di Acquedotto Lucano.

■ continua a pag 23 La vignetta di M. Bochicchio Servizio a pag 3 “FA’ LA COSA GIUSTA” L’Apt porta la regione nella vetrina nazionale degli stili di vita sostenibili

La Basilicata a Milano con i suoi Cammini

Referendum e

le

ragioni del Sì: oggi ne parlano Lapenna, Stolfi e Pepe

CRONACA

Scanzano, maltratta la moglie e scatta il divieto di avvicinamento per un 52enne. Controllo tramite braccialetto elettronico

■ Servizio a pag 21

CHIRURGIA SENOLOGICA Latronico rassicura: «Nessuna chiusura a Matera e nessuno sarà lasciato solo. Attuiamo un modello che mette al centro il paziente»

■ Servizio a pag 14

VERTENZA PMC

Gli operai in presidio da oltre 150 giorni denunciano lo stallo: «Tavoli al Ministero inconcludenti», nuovo Tavolo ad aprile

■ Servizio a pag 4

SPORT

Al Viviani arriva la Cavese ma il Potenza ha la testa alla Coppa, al Curcio, il Picerno se la vede con il Trapani

■ Servizi a pag 25

A G ENZA NO CONVEGNO MODE RATO DA LLA DIRETTRICE DI CRONACHE
Lapenna, Stolfi e Pepe
Servizio a pag 6
EROI LUCANI DIMENTICATI
Servizio a pag 12
Dellapenna a pag 2
#SALISCENDI

La Regione Basilicata investe sul maniero federiciano. Soddisfatto il presidente Bardi

Fantastico Castello di Lagopesole

Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi rivivono in Basilicata grazie anche alla Fondazione Matera e alle direzioni musei

Era la residenza estiva di Federico II, ricorda il tempo in cui la Basilicata era il centro del mondo dove si celebravano concili e si incontravano papi ed imperatori.

La sua forma ispirò Dante Benedetto Maggio nella progettazione della sede di quella che fu la Banca di Pescopagano nel tempo in cui Faustino Somma costruiva dalla Basilicata una grande centrale finanziaria per il mezzogiorno.

Racconta nelle sue forme la migliore storia della no-

stra terra ma, per troppo tempo, è stata tralasciato, al massimo destinato a qualche gita scolastica. Ora grazie ad una intesa tra la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, la Regione Basilicata e la Fondazione Matera-Basilicata 2019.

IL CASTELLO DI LAGOPESOLE

Stiamo parlando del Castello federiciano di Castelagopesole che è messa al centro della deliberazione n.37 del 10 Marzo 2026 con il quale, partendo da “Fantastico Medioe-

vo” realizzerà un allestimento polimediale permanente per descrivere le dominazioni che hanno lasciato il segno nella nostra terra. Normanni, Svevi, Angioini ed Aragonesi, le grandi famiglie del medioevo europeo, le più importanti dinastie regnanti, i guelfi ed i ghibellini torneranno a vivere tra le mura del Castello. Un cambiamento di paradigma rispetto alla solita narrazione che oggi e grazie a “fantastico medioevo” riscopre la grande storia della Basilicata dal punto di vista più nobile. LA SODDISFAZIONE

DI BARDI

L’accordo tra i quattro protagonisti dell’intesa ha una durata triennale rinnovabile lavorando con le risorse già disponibili, ma con una sinergia che trasforma la somma dei singoli in un valore moltiplicato. Lo stratega e ideatore di questa operazione storica è stato il Generale Bardi che non ha nascosto la sua soddisfazione per un progetto nel quale «Lagopesole non è più solo una sentinella di pietra della Basilicata».

«Grazie a questa intesa –precisa Bardi – si prepara a diventare il palcoscenico

di un Medioevo che, lungi dall’essere “buio”, si illumina di nuove tecnologie e speranza turistica. Un’occasione che la nostra terra non può permettersi di perdere».

VERSO IL TURISMO IDENTITARIO

Si rafforza, dunque, il turismo identitario in Basilicata unendo storia, tradizioni e radici. Un settore turistico sempre più in ascesa e che, proprio per la tipicità della storia e della sua monumentalità, può essere un grande attrattore naturale e un potente motore sul quale finalmente si inizia a lavorare.

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Bardi e un momento di uno dei tanti appuntamenti di Fantastico Medioevo

Investimento di 10 milioni di euro per completare la struttura che renderà la città più attrattiva per gli studenti

Pepe visita il cantiere dello studentato di Matera: lavori in linea con i tempi

L’assessore regionale alle Infrastrutture e vicepresidente della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, ha effettuato un nuovo sopralluogo nel cantiere dello Studentato universitario di Matera per verificare lo stato di avanzamento dei lavori.Nel corso della visita, Pepe ha potuto constatare direttamente l’andamento del cronoprogramma, che, secondo quanto riferito, procede nel rispetto delle tempistiche previste. «Ho voluto verificare perso-

nalmente la situazione e i tempi di consegna del cantiere. Dai riscontri effettuati, è realistico ipotizzare la conclusione dei lavori entro l’estate», ha spiegato Pepe.L’assessore ha evidenziato come diverse fasi dell’opera siano ormai prossime al completamento: nelle prossime ore, si procederà con la pavimentazione, le controsoffittature sono già state realizzate e gran parte degli impianti è pronta per essere messa in esercizio. La Regione Basilicata segue con particolare

attenzione l’intervento, ritenuto strategico per lo sviluppo del polo universitario materano. «La realizzazione dello Studentato rappresenta una struttura fondamentale per Matera e per l’intero territorio regionale. Offrire alloggi agli studenti significa rendere la città più attrattiva dal punto di vista universitario e rafforzare il sistema dei servizi dedicati a chi sceglie Matera per il proprio percorso di formazione», ha proseguito l’assessore.Per la realizzazione dell’opera,

la Regione ha confermato un investimento di circa 10 milioni di euro, destinato alla creazione di un presidio ritenuto importante per il futuro della città. L’obiettivo è contribuire a consolidare il ruolo di Matera nel contesto europeo e mediterraneo, sia sul piano della formazione che su quello culturale.Infine, Pepe ha voluto rivolgere un ringraziamento alle imprese e ai lavoratori impegnati nel cantiere per la professionalità e la dedizione con cui stanno portando avanti i lavori.

Gli operai denunciano lo stallo della vertenza: «Tavoli al Ministero inconcludenti». Nuovo incontro previsto il primo aprile

Pmc Automotive, i dipendenti in presidio da oltre 150 giorni

MELFI. Da oltre centocinquanta giorni i lavoratori della Pmc Automotive mantengono il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, avviato il 13 ottobre 2025 per difendere il posto di lavoro. Una mobilitazione che prosegue senza interruzioni mentre, denunciano gli operai, le promesse di una soluzione industriale e occupazionale restano ancora senza risultati concreti.

Nel corso di questi mesi i lavoratori hanno assistito a numerosi annunci istituzionali che facevano sperare in una rapida risoluzione della vertenza. «Si è parlato di soluzioni imminenti e di continuità produttiva e occupazionale –spiegano gli operai – ma a distanza di mesi l’unica cosa che ci è stata garantita è la cassa integrazione, che in queste condizioni rappresenta soltanto l’anticamera del licenziamento». Tra gli episodi ricordati dai lavoratori c’è anche la visita, lo scorso novembre, di un consigliere regionale che aveva parlato di una soluzione quasi definita.

«Ci era stato detto che il novanta per cento della vertenza era risolto – affermano – ma da allora non abbiamo visto nulla di concreto».Gli operai criticano inoltre l’esito degli

incontri istituzionali svolti al Ministero delle imprese e del Made in Italy. L’ultima riunione, tenutasi il 12 marzo, non ha prodotto risultati. Si tratta, spiegano i lavoratori, del terzo tavolo ministeriale che non ha portato a sviluppi concreti per il futuro occupazionale dello stabilimento.

«I rappresentanti sindacali continuano a spostarsi tra incontri e tavoli di confronto – affermano – ma al presidio arrivano solo promesse e buone intenzioni».Nel frattempo il presidio prosegue da mesi davanti ai cancelli della fabbrica, attraversando l’inverno e contando sulla solidarietà di cittadini e lavoratori del territorio. La

delusione tra gli operai, però, cresce con il passare del tempo.Durante l’ultimo incontro al ministero è stata fissata una nuova riunione per il primo aprile. Una data che i lavoratori guardano con prudenza. «Ci auguriamo che non sia un pesce d’aprile – spiegano – perché finora i tavoli istituzionali non hanno prodotto risultati».Per questo gli operai della Pmc Automotive annunciano l’intenzione di proseguire la mobilitazione e di rafforzare le iniziative di protesta. «Continueremo con il presidio – concludono –e metteremo in campo azioni più incisive finché non arriveranno risposte concrete sul nostro futuro lavorativo».

CASSA INTEGRAZIONE PROROGATA 12 MESI

Su

vertenza IT&S Melfi licenziamenti congelati

MELFI. Congelamento dei licenziamenti collettivi e proroga della cassa integrazione stra- ordinaria fino al 31 dicembre 2026. È quanto emerso dall’incontro che si è svolto il 12 marzo presso il Dipartimento Sviluppo economico e produttivo della Regione Basilicata tra la direzione della International Trading & Service, Confindustria e le organizzazioni sindacali Fast Fismic Confsal e Uiltrasporti. Al confronto hanno preso parte anche la dottoressa Maria Leone e la dottoressa Daniela Dolce. L’obiettivo del tavolo era individuare soluzioni utili alla salvaguardia dei livelli occupazionali in una fase di crisi che continua a interessare l’area industriale di Melfi.Le parti sociali hanno ottenuto il blocco delle procedure di licenziamento e l’estensione della cassa integrazione per crisi aziendale, misura ritenuta necessaria per garantire un sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti.Nel verbale è stato inoltre previsto che, in presenza di nuove commesse o opportunità produttive, l’azienda proceda al reintegro progressivo dei lavoratori attualmente sospesi. Le organizzazioni sindacali hanno anche chiesto di rafforzare le politiche attive del lavoro e di ripubblicare il bando regionale finanziato con il Fondo sociale europeo plus per favorire percorsi di formazione e riqualificazione professionale.

Nuovo avviso della Regione Basilicata per infrastrutture nelle zone industriali e mercatali. Cupparo: «Più attrattività per imprese»

Aree produttive lucane, 37 milioni per i Comuni

POTENZA. La Regione Basilicata investe nello sviluppo economico dei territori e nella modernizzazione delle infrastrutture a servizio delle imprese. Con un nuovo avviso pubblico rivolto ai Comuni, l’assessorato alle Attività produttive mette a disposizione 37,7 milioni di euro per interventi nelle aree produttive e nelle aree mercatali del territorio regionale. La misura è finanziata con le risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 e rientra nella strategia regionale per rafforzare la competitività del sistema produttivo lucano.

«Con questo avviso – ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive Francesco Cupparo – la Regione compie una scelta poli-

tica chiara: rafforzare la capacità dei territori di attrarre imprese, sostenere l’economia locale e creare nuove opportunità di lavoro». Il bando consente ai Comuni di presentare progetti per la realizzazione di nuove aree per insediamenti produttivi oppure per l’ampliamento e la riqualificazione di quelle già esistenti, comprese le aree mercatali previste dagli strumenti urbanistici comunali.Gli interventi potranno riguardare la viabilità e l’accessibilità delle aree produttive, il potenziamento delle reti tecnologiche, idriche ed energetiche, lo sviluppo di infrastrutture digitali e azioni di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico.Il contributo regionale potrà coprire fino al cento per cen-

to dei costi ammissibili, con finanziamenti fino a un milione di euro per ciascun progetto e un importo minimo di centomila euro.«Abbiamo previsto contributi significativi – ha aggiunto Cupparo – per consentire ai Comuni di realizzare opere utili allo sviluppo dei territori e rendere le aree produttive lucane più moderne e competitive».

L’avviso è stato predisposto dalla Direzione generale per lo sviluppo economico, il lavoro e i servizi alla comunità nell’ambito della programmazione del Fondo sviluppo e coesione 20212027. «Le aree produttive e mercatali – ha concluso l’assessore – devono diventare luoghi sempre più efficienti e attrattivi per imprese e investimenti».

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REFERENDUM Nella sala dell’Unitre l’incontro informativo. A moderare la direttrice di Cronache Lucane Mollica

Giustizia, a Genzano, Lapenna, Stolfi e Pepe illustreranno le ragioni del Sì

GENZANO DI L. L’appuntamento alle urne con il Referendum sulla Giustizia è ormai alle porte. Si voterà il prossimo 22 e 23 marzo e in questi ultimi giorni di campagna referendaria si susseguono gli incontri di approfondimento.

Questo pomeriggio alle 17 a Genzano di Lucania presso la sala dell’Unitre gli esperti proveranno ad approfondire e discutere le ragioni del Sì al Referen-

dum sulla Giustizia, un tema che riguarda la qualità della democrazia, il funzionamento delle istituzioni e il rapporto tra cittadini e sistema giudiziario.

Interventi di assoluto spessore spiegheranno le modifiche che la Riforma Nordio vuole apportare e le criticità che intende risolvere.

Ad illustrare quindi le ragioni del Sì saranno l’Avvocato Sergio Lapenna,

Presidente del Comitato per il Sì; l’Avvocato Daniele Stolfi, che approfondirà nel dettaglio le ragioni del Sì; l’Avvocato Pasquale Pepe, Vice Presidente della Giunta Regionale della Basilicata. A moderare il confronto la direttrice di Cronache Lucane Rosamaria Mollica. Ampio spazio anche al dibattito e alle eventuali domande del pubblico alle quali risponderanno gli ospiti.

L’esponente dell’Udc: «Votiamo Si per un sistema più giusto e democratico»

Iannella: «La giustizia italiana ha bisogno di una svolta»

«La mia esperienza professionale nel sistema giuridico tedesco mi ha permesso di sviluppare una visione critica e comparativa sul tema della separazione delle carriere. Analizzando le differenze tra il modello tedesco e quello italiano, appare evidente come la mancanza di una netta distinzione tra le funzioni inquirente e giudicante comprometta l’efficienza e l’equità del processo», afferma Carmela Iannella, esponente dell’UDC Basilicata, intervenendo nel dibattito sulla riforma della giustizia.

«A differenza dell’Italia, il sistema tedesco prevede una scelta di campo netta fin dall’inizio della carriera: chi decide di fare il giudice non sarà mai un pubblico ministero, e viceversa. Non è una semplice classificazione formale, ma una vera e propria separazione dei percorsi formativi che garantisce, per tutta la carriera, la terzietà del giudice e la sua indipendenza da condizionamenti psicologici o legami di categoria con la procura». Secondo Iannella, questa distinzione è fondamentale per assicurare che il giudizio sia sempre un atto equo e imparziale. «Il sistema italiano, che consente ai magistrati di passare dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa,

crea un’omogeneità culturale che ostacola una reale distinzione tra chi accusa e chi giudica. È un’anomalia nel panorama europeo, dove la separazione delle carriere è la norma».

A supporto della sua posizione, Iannella cita i dati del WJP Rule of Law Index 2024, che evidenziano il divario tra Germania e Italia in termini di stato di diritto. «La Germania si classifica al 5° posto mondiale, mentre l’Italia è solo al 32°. Inoltre, per quanto riguarda l’efficacia dei controlli sul potere esecutivo, la Germania è al 4° posto, mentre l’Italia occupa il 26°». Per l’esponente dell’UDC Basilicata, la riforma della giustizia rappresenta un passo fondamentale per garantire la piena attuazione dei principi democratici. «Sostengo con convinzione le ragioni del SÌ al referendum. La separazione delle carriere è un requisito imprescindibile per assicurare la terzietà del giudice e creare le basi per future riforme che rendano il nostro sistema giuridico più giusto ed efficiente». Un messaggio chiaro e deciso, quello di Carmela Iannella: «Questa riforma non è solo necessaria, ma rappresenta un’opportunità per migliorare il nostro sistema e rafforzare i principi cardine della nostra democrazia».

LA RIFLESSIONE DEL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Chiorazzo: «Ecco perchè invito a votare No al Referendum»

«Avevo da poco compiuto 19 anni quando il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, e poi, il 19 luglio dello stesso anno, il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Aloi e Claudio Traina furono trucidati dalla mafia. Non erano eroi, come mi ha insegnato con lucidità e verità Maria Falcone. Erano persone. Persone che eroicamente hanno servito lo Stato fino all’estremo sacrificio».

Con queste parole, Angelo Chiorazzo, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, ha voluto ricordare due dei momenti più drammatici della storia recente d’Italia, che hanno segnato profondamente la sua generazione e l’intero Paese.

«Quelle immagini– prosegue Chiorazzo – hanno segnato una generazione intera. E hanno lasciato in molti di noi un’idea semplice ma profondissima di giustizia e legalità: l’idea che in una democrazia ogni cittadino sia davvero uguale davanti alla legge».

Da allora, Chiorazzo ha promosso la cultura della legalità con iniziative come la Festa di Avvenire, ospitando personalità come i procuratori Nicola Gratteri e Maurizio De Lucia. «Non dimenticherò mai l’applauso a Matera, nel 2023, quando Don Francesco Di Marzio annunciò la presenza dei magistrati che avevano appena assicurato alla giustizia Matteo Messi- na Denaro. È stato un momento di grande emozione e speranza».

Proprio da questi valori nasce la sua posizione sul referendum: «Le riforme della giustizia devono essere frutto di dialogo e condivisione, non di scontri politici tra poteri dello Stato. La giustizia italiana ha bisogno di riforme, ma devono servire a garantire processi più rapidi, maggiore efficienza e fiducia nelle istituzioni. Per questo sostengo il No al referendum. Non possiamo permettere che sui temi costituzionali si imponga la logica del potere di una sola parte politica».

Chiorazzo invita i cittadini lucani a partecipare al voto: «La nostra Costituzione è nata da un grande patto tra culture diverse. Difendiamo questo equilibrio per continuare a costruire un’Italia più giusta, dove ogni cittadino sia davvero uguale davanti alla legge».

L’accusa: «Silenzio della Consulta e ostruzionismo politico, ma la mobilitazione

Vitalizi, il Comitato promotore: «Referendum bloccato, basta»

Continua la “battaglia” del Comitato promotore per l referendum abrogativo sui vitalizi.

«La politica blocca il referendum contro i vitalizi. - tuonano i promotori - Dopo due mesi dal nostro quesito, continua il silenzio assordante della Consulta per le garanzie statutarie. Il Consiglio regionale della Basilicata completa il lavoro insabbiando la leg- ge sulla partecipazione. È il momento di rispondere alla democrazia sospesa coinvolgendo il mondo associativo nella mobilitazione per una reale democrazia regionale».

«Non è accettabile, a quasi dieci anni dall'entrata in vigore dello Statuto, che qualcuno continui a dichiarare inesigibile il diritto dei lucani a partecipare alla vita politica della Basilicata. - continuano - Questo atteggiamento ostruzionistico della maggioranza di centrodestra, che sequestra il dibattito con la spada di Damocle di una legge sulla partecipazione che deve sempre approvare

tra poco e non approva mai, è un aperto sabotaggio della dialettica democratica. Ed è incomprensibile il silenzio della Consulta, un organo amministrativo di garanzia che continua a negare ai lucani l'accesso al referendum tramite la legge 40/1980 con il comodo rimedio del mutismo».

«In attesa di conoscere le valuta-

zioni della magistratura contabile sulla cosiddetta invarianza finanziaria della legge sui vitalizi, il Comitato promotore allargherà la mobilitazione per la democrazia al mondo associativo, per affermare la necessità di una politica diversa, che assuma come priorità i bisogni delle persone e non i privilegi degli amministratori. Da-

vanti a questa gravissima sospensione della democrazia, che si consuma nell'assurdo silenzio di tutto il Consiglio regionale, la risposta non può che essere l'impegno collettivo per una politica di- versa. È solo l'inizio di una nuova stagione di rivendicazioni civili» concludei l Comitato promotore.

14 M MARZ

La Regione prolunga il percorso partecipativo per aggiornare il Piano di Trasformazione Digitale 2026-2028 e raccogliere proposte da enti, imprese e cittadini

Basilicata digitale, prorogata al 31 marzo la consultazione sul futuro della regione

La Regione Basilicata ha prorogato al 31 marzo 2026 la consultazione pubblica «Basilicata Digitale in Ascolto», il percorso partecipativo promosso dalla Direzione generale Amministrazione Digitale per aggiornare il Piano regionale per la Trasformazione Digitale 2026-2028.L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione no profit Quadrato della Radio, utilizza la metodologia Smart Digital Navigator, uno strumento pensato per valutare il livello di digitalizzazione del territorio, individuare i bisogni emergenti, analizzare il divario digitale ancora presente e definire le priorità su cui indirizzare investimenti e strategie regionali.La consultazione è rivolta alle Pubbliche amministrazioni locali, alle imprese, alle organizzazioni del terzo settore e ai cittadini residenti in Basilicata, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni, esperienze e proposte utili alla costruzione di un ecosistema digitale più moderno, inclusivo e competitivo.«La parteci-

pazione di un numero ampio e diversificato di soggetti – afferma il dirigente generale dell’Amministrazione Digitale Michele Busciolano – è un fattore determinante: un campione più rappresentativo permette infatti di mappare con maggiore accuratezza i bisogni reali, definire politiche digitali realmente aderenti alle esigenze del territorio e programmare interventi capaci di incidere sulla qualità dei servizi pubblici, sull’innovazione dei processi produttivi e sullo sviluppo delle competenze digitali».Una maggiore partecipazione, sottolinea la Regione, consentirà inoltre di orientare in modo più efficace gli investimenti regionali, gli incentivi e i futuri bandi dedicati alla trasformazione digitale, rafforzando la competitività delle imprese e migliorando l’interazione digitale tra cittadini e Pubblica amministrazione.«L’iniziativa – conclude Busciolano – rappresenta quindi un’opportunità strategica per contribuire alla crescita della Basilicata e per rendere più

efficiente, accessibile e innovativo l’insieme dei servizi digitali offerti sul territorio».L’accesso ai questionari avviene tramite SPID o Carta d’identità elettronica per le pubbliche amministrazioni e le imprese, mentre per i cittadini non è richiesta alcuna autenticazione. Il percorso è affiancato anche da incontri in presenza, interviste e attività nei punti Digitale Facile, con l’obiettivo di garantire la partecipazione più ampia e inclusiva pos-

sibile.La Regione invita quindi amministrazioni, imprese e cittadini a contribuire entro la nuova scadenza del 31 marzo 2026, partecipando alla definizione delle priorità e delle strategie che guideranno il futuro digitale della Basilicata. Una partecipazione diffusa, sottolineano da Potenza, potrà aiutare a costruire una visione condivisa e a rafforzare l’efficacia delle politiche digitali a beneficio dell’intera comunità regionale.

Dal rinnovo dei contratti alla sicurezza degli sportelli, rilancia occupazione e innovazione digitale per lo sviluppo regionale

Uilca al Congresso: lavoro, contratti e desertificazione bancaria

Si è svolto in Basilicata il Congresso regionale della Uilca, occasione di confronto sulle sfide del settore bancario e finanziario e sul ruolo strategico che esso riveste per lo sviluppo del territorio.Nella relazione introduttiva, il segretario regionale Vito Daniele Cuccaro ha sottolineato come gli ultimi anni abbiano visto importanti conquiste sindacali, a partire dallo storico rinnovo del contratto nazionale del credito Abi e del credito cooperativo. «Un risultato – ha spiegato – che ha portato a un aumento medio di 435 euro mensili, pari a circa il 15% di incremento tabellare, e a significativi avanzamenti normativi, tra cui la riduzione dell’orario di lavoro con mezz’ora settimanale in meno, primo passo verso le 35 ore».Cuccaro ha evidenziato come il nuovo contratto rappresenti un riconoscimento concreto della professionalità e dell’impegno dei lavoratori bancari, soprattutto nei momenti di crisi, come la fase della pandemia, quando il settore ha garantito servizi essen-

ziali alla collettività.Al centro del congresso la lotta contro la desertificazione bancaria, fenomeno particolarmente grave in Basilicata: oltre la metà dei comuni, con circa 90 mila residenti, è ormai priva di sportelli. Negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata, incidendo sull’accesso ai servizi finanziari, sul tessuto economico e sulla coesione sociale delle aree interne. Uilca ha portato questa emergenza all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica, contribuendo all’approvazione della legge regionale per l’istituzione dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria, strumento fondamentale per monitorare il fenomeno e individuare soluzioni condivise con istituzioni, imprese e parti sociali.Il segretario ha anche richiamato l’attenzione sull’aumento degli assalti ai bancomat, che oltre ai problemi di sicurezza possono accelerare la chiusura degli sportelli nei territori più fragili. Per questo Uilca e Uil Basilicata chiedono misure più efficaci e politiche in grado di garantire la pre-

senza dei servizi bancari nelle comunità locali.Altro tema centrale è l’occupazione. In poco più di dieci anni i bancari in Basilicata sono scesi da circa 1.200 a poco più di 900 unità. Cuccaro ha sottolineato la necessità di favorire nuovi investimenti, anche attraverso digitalizzazione e dematerializzazione del lavoro, creando occupazione stabile e di qualità. Al centro dei dibattiti anche il benessere psicofisico dei lavoratori, sottoposti a forti pressioni commerciali, lo Smart working, ormai diffuso nel settore, e i nuovi mestieri, come i gestori “ibridi” e digitali, che offrono opportunità ma anche criticità da affrontare.Non sono mancati temi di rilievo come il ricambio generazionale e il gender pay gap, con l’attenzione alla corretta applicazione della normativa europea sulla trasparenza salariale.Il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, ha ribadito l’impegno della Confederazione al fianco della Uilca nella lotta contro la desertificazione dei servizi: «In molti comuni lucani i

servizi bancari e postali sono ormai assenti o insufficienti, con ricadute negative su famiglie, imprese e occupazione e un abbassamento del livello di legalità. La Regione deve attivare un Osservatorio e favorire il confronto tra Abi, banche e sindacati. I problemi di credito e gli alti tassi rappresentano ostacoli allo sviluppo».Il congresso si è concluso con l’intervento del segretario generale Uilca nazionale, Fulvio Furlan, che ha evidenziato le tensioni geopolitiche e i possibili effetti inflattivi sul settore: «L’inflazione già intacca i salari dei lavoratori. Per questo siamo impegnati nel rinnovo dei contratti per adeguare le retri-

buzioni, difendere l’occupazione e il benessere dei dipendenti, partendo dai risultati positivi raggiunti nel 2023. Al centro di tutto, sempre, il bene delle persone dal punto di vista umano e professionale».Il congresso ha rilanciato la prospettiva di un sindacato più vicino ai territori e ai lavoratori, coinvolgendo maggiormente giovani e donne e rafforzando il ruolo della Uilca come punto di riferimento per famiglie e comunità. Al termine dei lavori Vito Daniele Cuccaro è stato riconfermato segretario regionale, con Raffaele Tantone e Pietro Metastasio in segreteria e Giuseppe Mancino confermato tesoriere.

Costi di energia, fertilizzanti e carburanti in forte aumento. L’organizzazione agricola sollecita misure regionali e nazionali

Agricoltura lucana in difficoltà, la Cia chiede interventi urgenti

POTENZA. L’aumento dei costi di produzione sta mettendo in seria difficoltà le aziende agricole lucane. A denunciarlo è la Cia Agricoltori italiani, secondo cui fertilizzanti, energia elettrica e carburanti hanno registrato un incremento medio del trentacinque per cento, portando molte imprese del settore in una situazione di forte sofferenza proprio nel periodo più intenso delle attività nei campi. L’escalation dei prezzi è legata alle tensioni internazionali e al conflitto in Medio Oriente, che stanno provocando un aumento significativo dei costi fissi per le aziende agricole, senza che al momento si intravedano segnali di rallentamento nelle prossime settimane. La situazione preoccupa fortemente l’organizzazione agricola, il cui presidente nazionale Cristiano Fini ha lanciato un appello alle Regioni affinché vengano adottati provvedimenti immediati. «Chiediamo ai Consigli regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del giorno. Serve un impegno immediato per fermare le speculazioni e sostenere i comparti agricoli più colpiti».Tra le richieste avanzate da Cia c’è l’attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio per contra-

stare eventuali rincari ingiustificati lungo la filiera, in particolare sul fronte dei carburanti, a tutela sia dei produttori sia dei consumatori. L’organizzazione sollecita inoltre un’azione coordinata a livello nazionale, chiedendo al Governo, attraverso la Conferenza Stato Regioni, risorse immediate e misure compensative per i settori più colpiti.

Parallelamente viene chiesto un rafforzamento del confronto con le istituzioni europee affinché siano adottate misure anticrisi straordinarie, scorporando gli interventi legati all’emergenza energetica dai vincoli del Patto di stabilità e crescita.L’impatto dei rincari energetici pesa in modo particolare su diversi comparti del settore primario, tra cui serricoltura,

cerealicolo e zootecnia da latte, già messi a dura prova dall’aumento dei costi degli input tecnici, con fertilizzanti sempre più difficili da reperire e a prezzi molto elevati.«Siamo nel pieno della primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, ma rischia di compromettere l’agricoltura e la sicurezza alimentare», ha aggiunto Fini.Sul tema interviene anche il presidente di Cia Potenza, Giambattista Lorusso, secondo cui è necessario contrastare con decisione i fenomeni speculativi, in particolare sul prezzo dei carburanti. Cia Potenza e Matera chiede l’attivazione di un monitoraggio permanente a livello regionale e l’adozione di misure di sostegno.

LA REGIONE: «TRASFORMARLI IN LEVA DI SVILUPPO»

«Prodotti tradizionali lucani patrimonio da valorizzare»

POTENZA. I prodotti agroalimentari tradizionali rappresentano un elemento centrale dell’identità della Basilicata e una possibile le- va di sviluppo per i territori. È quanto ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala, intervenendo nella Sala Inguscio della Regione all’incontro dedicato alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari tradizionali della Basilicata, promosso dall’assessorato e da Alsia. L’iniziativa ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, enti tecnici, amministratori locali e realtà impegnate nella promozione delle tradizioni enogastronomiche lucane.«I prodotti agroalimentari tradizionali rappresentano una parte profonda dell’identità della Basilicata – ha dichiarato Cicala – ma la sfida oggi è trasformarli sempre di più in una leva concreta di sviluppo per i territori e per le comunità che li custodiscono».Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come negli ultimi anni la regione abbia rafforzato il lavoro di riconoscimento e tutela delle produzioni tradizionali, sottolineando però la necessità di potenziare la fase di valorizzazione economica e territoriale.L’iniziativa è stata aperta e moderata dal direttore di Alsia Basilicata, Michele Blasi. Durante il confronto sono stati affrontati i temi legati alla sicurezza alimentare, allo sviluppo delle filiere agricole e al ruolo dei Comuni, dei Gal e delle Pro loco nella promozione delle eccellenze lucane.

Coldiretti: «Circa il 10% delle imprese agricole è guidato da under trentacinque. Crescono innovazione, occupazione e investimenti»

«Giovani agricoltori, Basilicata tra le più dinamiche»

POTENZA. La Basilicata si conferma tra le regioni italiane più avanzate nel ricambio generazionale in agricoltura. Secondo un’analisi diffusa da Coldiretti in occasione della finale a Roma dell’Oscar Green, il premio dedicato alle aziende e alle start up che generano sviluppo e lavoro, la regione lucana figura tra le realtà più dinamiche insieme a Liguria e Valle d’Aosta. Nel territorio regionale circa il dieci per cento delle imprese agricole è guidato da giovani. In Basilicata si contano infatti 1704 aziende agricole giovanili, realtà produttive che contribuiscono in maniera significativa alla qualità delle produzioni agroalimentari e ai primati del Made in Italy a tavola.Secondo Coldiretti il protagonismo delle nuove

generazioni sta favorendo anche una forte spinta all’innovazione nei campi. «Cresce l’innovazione nelle aziende agricole della Basilicata grazie alla spinta dei giovani agricoltori», evidenzia l’organizzazione agricola.I dati indicano che la produttività delle imprese guidate da under trentacinque raggiunge circa 4800 euro per ettaro, quasi il doppio rispetto alla media europea che si attesta intorno ai 2500 euro per ettaro, secondo le elaborazioni del centro studi Divulga. Le imprese agricole giovanili si distinguono anche per la capacità di affrontare le difficoltà legate agli shock energetici e alle tensioni internazionali che negli ultimi anni hanno inciso sui costi di produzione. Più di un’azienda su tre ha infatti investito in inno-

vazioni tecnologiche per ridurre i consumi di fertilizzanti, acqua ed energia, puntando su modelli produttivi più sostenibili e meno dipendenti dalle forniture esterne. Il dato emerge dal primo censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo innovazione Agricoltura digitale di Coldiretti Next, secondo il quale circa il trentacinque per cen-

to delle imprese ha introdotto soluzioni tecnologiche per migliorare l’efficienza produttiva e contenere i costi.Segnali incoraggianti arrivano anche dal fronte occupazionale. Nel 2025 l’agricoltura è stato l’unico settore a registrare una crescita dei lavoratori under trentacinque, con un aumento del sei per cento rispetto all’anno precedente. Se si considerano soltanto i contratti a tempo indeterminato, l’incremento raggiunge il diciannove per cento. Per Coldiretti Basilicata è quindi fondamentale continuare a sostenere il ricambio generazionale e l’innovazione tecnologica nelle aziende agricole, valorizzando il ruolo dei giovani nello sviluppo e nella modernizzazione del settore primario regionale.

Acquedotto Lucano implementa un piano operativo per gestire l’aumento della popolazione fluttuante durante le celebrazioni del 2026

Riorganizzazione e rafforzamento: Aql prepara Matera per l'Anno della Cultura

La Città dei Sassi si prepara ad affrontare un anno straordinario in vista del suo ruolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. L’evento, che avrà inizio il prossimo 20 marzo, promette di portare non solo un notevole prestigio alla città, ma anche un significativo aumento della popolazione fluttuante, con un impatto diretto sulle infrastrutture locali, in particolare sul sistema idrico. Acquedotto Lucano, consapevole di queste sfide, ha già predisposto un piano operativo per garantire che il servizio idrico sia adeguato a rispondere alle necessità della città e del territorio.In vista di un aumento delle presenze e della relativa pressione sulle infrastrutture, la Direzione Generale di Acquedotto Lucano, sotto la guida del Direttore Generale Luigi Cerciello Renna, ha deciso di attuare un rafforzamento delle risorse umane e organizzative. Con la determinazione n. 18/DG/2026, l'azienda ha avviato un piano che prevede un potenziamento del

personale, in particolare per il Centro Operativo di Matera. Questo intervento si inserisce in un rinnovato approccio manageriale, con l’intento di adattare la struttura dell’azienda alle diverse esigenze territoriali, in modo dinamico e flessibile.Il nuovo piano di gestione si concentra su

un “adattamento dinamico” alle variabili che caratterizzano l’andamento stagionale e gli eventi straordinari che potrebbero influire sulla pressione idrica, come quelli legati agli eventi speciali previsti per il 2026. L’azienda intende così superare i tradizionali schemi rigidi del

passato, mirando a una gestione più efficiente e reattiva alle esigenze locali.Per affrontare le sfide del 2026, Acquedotto Lucano avvierà anche l’assegnazione temporanea di personale altamente qualificato, già impiegato in altre sedi, al fine di potenziare il servizio nel materano durante il periodo delle celebrazioni. L’obiettivo non è solo rispondere a una necessità immediata, ma anche valorizzare le competenze interne e migliorare la qualità del servizio idrico per tutta la durata dell’anno delle celebrazioni.

Questa riorganizzazione non rappresenta solo una risposta a un evento imminente, ma un passo verso una gestione più moderna e centrata sul cittadino. Acquedotto Lucano, con questa rinnovata struttura, dimostra il proprio impegno nel garantire un servizio ottimale, affrontando le sfide legate all’aumento della popolazione e alle necessità straordinarie che caratterizzeranno l’anno delle celebrazioni di Matera 2026.

Riorganizzazione e potenziamento del servizio idrico per migliorare l'efficienza e rispondere più rapidamente alle esigenze del territorio

Acquedotto Lucano rinnova il servizio idrico nella Val d'Agri

Acquedotto Lucano interviene per affrontare i ritardi registrati negli allacciamenti idrici nei comuni della Val d’Agri. L’ente ha infatti deciso di superare i rapporti contrattuali finora in essere con gli operatori economici incaricati del servizio, affidando l’esecuzione degli interventi a una nuova società specializzata.La decisione arriva dopo le ripetute segnalazioni da parte degli utenti e le verifiche effettuate dagli stessi addetti della società, che hanno evidenziato criticità nei tempi di attivazione degli allacci. L’obiettivo è quello di garantire risposte più rapide alle esigenze di famiglie e imprese del territorio.

L’iniziativa rientra in un più ampio piano di riorganizzazione operativa avviato da Acquedotto Lucano per incrementare l’efficienza dei processi tecnici e ridurre i tempi di esecuzione degli interventi. Il traguardo è assicurare una gestione più puntuale delle richieste, semplificando al tempo stesso le procedure di attivazione per i cittadini e migliorando gli standard di assistenza sul territorio.Le nuove modalità operative riguarderanno le

utenze dei comuni di Aliano, Armento, Brienza, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant’Andrea, Corleto Perticara, Gallicchio, Grumento Nova, Guardia Perticara, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Missanel-

lo, Moliterno, Montemurro, Paterno, Roccanova, San Chirico Raparo, San Martino d’Agri, Sant’Arcangelo, Sarconi, Sasso di Castalda, Spinoso, Tramutola e Viggiano.Acquedotto Lucano confer-

ma infine il proprio impegno nel monitoraggio costante delle attività affidate, con l’obiettivo di garantire continuità ed elevati standard qualitativi nel servizio erogato ai cittadini.

Alla XXII edizione di "Fa’ la cosa giusta!" a Milano, l’APT Basilicata presenta i suoi itinerari di turismo lento, tra borghi, natura e tradizioni

La Basilicata cammina verso Milano: Coast to Coast e turismo sostenibile

La Basilicata cammina. E lo fa su più sentieri, tutti destinati a raccontare un territorio che ha scelto la lentezza come cifra identitaria del proprio modello turistico. L’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata sarà presente alla XXII edizione di "Fa’ la cosa giusta!", la fiera nazionale dedicata al consumo critico, agli stili di vita sostenibili e alle buone pratiche, in programma a Fiera Milano Rho dal 13 al 15 marzo, con uno spazio espositivo nella sezione "Viaggio e Grandi Cammini".Al Padiglione 16 – Stand F21, l’APT Basilicata allestirà un’area di 15 metri quadrati pensata come punto di incontro per operatori del settore, appassionati di cammini e visitatori. Qui sarà possibile conoscere l’intera rete degli itinerari lucani, consultare mappe e guide, e confrontarsi direttamente con esperti del territorio. La Basilicata si presenta non come una destinazione da consumare, ma come un’esperienza da attraversare, fatta di borghi, paesaggi naturali e comunità custodi di storia e tradizioni millenarie.Al centro dell’attenzione c’è il Cammino Basilicata Coast to Coast, che unisce la costa tirrenica a quella ionica attraversando borghi, paesaggi naturali e comunità locali. I dati della stagione 2025 confermano la forza dell’itinerario: la partecipazione alla scorsa edizione

della fiera ha generato circa 350 camminatori sul percorso, oltre 2.400 pernottamenti aggiuntivi e un impatto economico stimato di circa 600 euro per partecipante.Ma il Coast to Coast fa parte di un sistema più ampio di itinerari che rendono la Basilicata una delle destinazioni più interessanti per il turismo a piedi. Tra i percorsi principali spicca il Cammino Materano, che conduce verso Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, attraversando paesaggi rupestri e intrecciando spiritualità, storia e natura. Completano la rete la storica Via Appia, la Via Herculea, i sentieri del Parco Nazionale del Pollino, i percorsi tra i calanchi della Val d’Agri, i boschi della Val Sarmento e i borghi dell’entroterra, custodi di un patrimonio culturale e naturale unico.La presenza alla fiera è il frutto di una

collaborazione tra soggetti pubblici e privati che condividono la visione del turismo come leva di sviluppo sostenibile. La Sezione CAI "G. De Lorenzo" di Lagonegro garantirà competenza tecnica e supporto ai visitatori; allo stand saranno distribuite mappe, la guida Lonely Planet del Coast to Coast e una brochure dedicata a tutti i soggetti che hanno reso possibile la partecipazione. Il GAL La Cittadella del Sapere conferma il proprio sostegno, mentre Pollino Adventure arricchirà l’offerta con proposte di turismo attivo e outdoor.La partecipazione a "Fa’ la cosa giusta!" permette alla Basilicata di raccontare un modello di turismo responsabile, che unisce natura, cultura e tradizioni locali, invitando visitatori e camminatori a scoprire il territorio attraverso esperienze autentiche e sostenibili.

LA BASILICATA TRA TRADIZIONE E NATURA

Rotonda si promuove alla BMT di

Napoli

Alla

BMT di Napoli 2026, Rotonda, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, è presente con “Il Borgo Ospitale Albergo Diffuso” per promuovere l’anima autentica della Basilicata.Durante la manifestazione, che da ventinove anni riunisce operatori del settore, tour operator, istituzioni e buyer da Spagna, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia, si stanno svolgendo incontri per far conoscere un territorio ancora tutto da scoprire.Al centro dei dialoghi c’è Rotonda, porta del Parco, con tradizioni, paesaggi incontaminati ed eccellenze gastronomiche uniche. «L’obiettivo è creare pacchetti turistici su misura – spiegano i referenti del Borgo Ospitale Diffuso – per far vivere ai visitatori esperienze autentiche: natura, cultura, sapori locali e ospitalità diffusa tra i vicoli del borgo. È un’occasione importante per costruire connessioni internazionali e far conoscere sempre di più Rotonda e il Pollino come destinazione sorprendente in ogni stagione».Alla BMT non si parla solo di destinazioni, ma anche di come tecnologia e nuovi trend cambiano le abitudini dei consumatori. Con la presenza di principali opinion leader del settore, si svilupperà un dibattito sulle nuove rotte del turismo. «Un ambito sul quale stiamo lavorando e che ci troverà pronti ad affrontare le nuove sfide», concludono i referenti del Borgo.

La Perla del Tirreno promuove il suo patrimonio, puntando su mobilità e sull'accessibilità turistica

Maratea alla BMT: turismo esperienziale e nuove rotte per Salerno

Nella giornata di ieri, il Comune di Maratea ha preso parte alla Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli, partecipando a un incontro dedicato alla stampa e ai contatti con buyer nazionali e internazionali. Al centro dell’attenzione è stata la ricca offerta di esperienze che caratterizza la destinazione durante tutto l’anno, con un’ottica di destagionalizzazione e di valorizzazione dell’identità autentica di Maratea.La partecipazione alla BMT, all’interno dello stand dell’APT Basilicata, ha rappresentato anche un’opportunità per rafforzare relazioni strategiche volte allo sviluppo turistico del territorio. In particolare, presso lo stand Gesac e in occasione della presentazione delle nuove rotte di Aeroitalia sullo scalo salernitano, sono stati posti i primi passi per avviare una collaborazione strutturata con l’aeroporto di Salerno. L’infrastruttura rap-

presenta un elemento chiave per migliorare l’accessibilità della destinazione e intercettare nuovi flussi turistici, sia dall’Italia che dall’estero.«Maratea – sottolinea l’amministrazione comunale –punta a consolidare la propria presenza sui mercati turistici nazionali ed esteri, presentandosi come destinazione esperienziale capace di attrarre visitatori in più periodi dell’anno. La sinergia con l’aeroporto di Salerno rappresenta un passo strategico necessario per rendere il territorio sempre più connesso e competitivo».La presenza alla Borsa Mediterranea del Turismo conferma l’impegno del Comune di Maratea nel promuovere in maniera integrata il patrimonio paesaggistico, culturale e identitario della Perla del Tirreno, valorizzando un’offerta turistica che supera la tradizionale stagionalità estiva e punta a far conoscere il territorio durante tutto l’anno.

Donne materane unite per la salvaguardia della chirurgia senologica: «Vogliamo un percorso di cura sicuro e accessibile a tutti»

Latronico: «Non si chiude nulla a Matera, la rete oncologica garantisce cure sicure»

La questione della chirurgia senologica presso l'Ospedale di Matera continua a suscitare dibattito e preoccupazione tra la popolazione locale. La lettera inviata il 5 marzo scorso dalle donne che chiedono il ripristino del servizio chirurgico per il trattamento del carcinoma mammario ha ricevuto un ampio sostegno da parte della comunità materana. Tuttavia, le istituzioni sembrano aver fatto poco per rispondere alle richieste di chiarimento e di ripristino delle attività. In particolare, la mobilitazione delle donne non ha avuto alcun riscontro concreto da parte delle autorità locali, come il Sindaco di Matera, il Presidente della Provincia e diversi esponenti politici, se non in rare eccezioni.Anche l’ASL di Matera, tramite il suo Direttore Generale, Dott. Friolo, ha espresso delle risposte, ma non senza creare polemiche. Nella sua prima conferenza stampa, Friolo aveva assicurato che l'ASL avrebbe valutato la possibilità di continuare a garantire gli interventi chirurgici per carcinoma mammario presso l'ospedale materano. Tuttavia, in un secondo intervento, il direttore generale ha quasi suggerito che la mobilitazione potesse essere una strumentalizzazione. Questa affermazione ha suscitato indignazione tra le donne, che si sono sentite offese e denigrate.La risposta delle donne non si è fatta attendere, dichiarando che la loro iniziativa non è stata motivata da alcuna speculazione poli-

tica, ma dalla volontà di difendere un servizio che da decenni garantisce cure di qualità. Le donne hanno anche sottolineato che, senza il servizio chirurgico a Matera, molte di loro sarebbero costrette a spostarsi in altre regioni, aumentando i costi per il sistema sanitario.In risposta alle preoccupazioni, l’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha preso la parola per fare chiarezza sull’organizzazione della chirurgia senologica in Basilicata. Secondo Latronico, la Regione Basilicata sta mettendo in atto un nuovo modello organizzativo per garantire la sicurezza delle pazienti e migliorare la qualità delle cure.

Questo modello prevede che gli interventi chirurgici per carcinoma mammario vengano eseguiti all'interno delle Breast Unit, centri specializzati con competenze multidisciplinari e adeguati volumi di attività. Per garantire la sicurezza delle pazienti, infatti, le linee guida nazionali stabiliscono che una Breast Unit debba realizzare almeno 150 interventi all’anno.Latronico ha quindi chiarito che le uniche Breast Unit in Basilicata riconosciute sono quelle di Potenza (AOR San Carlo) e Rionero in Vulture (IRCCS CROB), dove sono concentrati i volumi di attività e le competenze necessarie per garantire gli standard di qualità e sicurezza. Tuttavia, l’assessore ha voluto precisare che non si tratta di una chiusura del servizio di chirurgia senologica a Matera. Anzi, l'ospe-

dale materano continuerà a svolgere un ruolo cruciale nella diagnosi, nel follow-up e nell'accompagnamento delle pazienti lungo tutto il percorso terapeutico.Inoltre, l’assessore ha confermato che il sistema sanitario regionale sta valutando la possibilità di realizzare interventi chirurgici selezionati anche presso l'ospedale di Matera, in collaborazione con le strutture di riferimento regionali, al fine di garantire un percorso terapeutico sicuro ed integrato.

Latronico ha anche annunciato l’imminente apertura della radioterapia presso l’Ospedale Madonna delle Grazie, un ulteriore passo per rafforzare l’offerta sanitaria oncologica nella città dei Sassi. “La logica della rete onco-

logica regionale – ha concluso Latronico – non è quella di sottrarre servizi ai territori, ma di mettere in rete competenze e strutture per garantire cure sempre più sicure, qualificate e integrate”. Le donne di Matera, dal canto loro, non abbassano la guardia e continueranno la loro battaglia per il ripristino del servizio chirurgico presso il loro ospedale, convinte che ogni paziente oncologico abbia diritto a cure tempestive, adeguate e, soprattutto, a una continuità terapeutica che tenga conto delle esigenze psicofisiche delle pazienti. La comunità locale resta unita nella speranza di trovare una soluzione che garantisca l’accesso alle migliori cure senza doversi spostare fuori regione.

Giornata del Fiocchetto Lilla: l’ASM di Matera promuove un Open Day sui disturbi alimentari

In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, l'Azienda Sanitaria Locale di Matera organizza un Open Day informativo presso l’Unità Operativa Semplicemente Dipartimentale di Nutrizione Clinica e Dietologia dell’Ospedale Madonna delle Grazie. L’incontro, aperto a tutti i cittadini senza prenotazione, si terrà lunedì 16 marzo, dalle 11 alle 13, al secondo piano, corpo C, dell'ospedale.Durante l’Open Day, un’équipe multidisciplinare composta da un medico dietologo, una psicologa, una dietista e una neuropsichiatra infantile sarà a disposizione per offrire informazioni sulla prevenzione e sul riconoscimento precoce dei disturbi alimentari, tra cui anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, e sui percorsi di supporto e cura disponibili sul territorio.Car-

mela Bagnato, responsabile dell’Unità di Nutrizione Clinica, ha sottolineato che i disturbi del comportamento alimentare sono condizioni complesse con radici psicologiche, sociali e culturali. La prevenzione e l’informazione sono fondamentali per promuovere un rapporto sano con il cibo e il corpo. Inoltre, ha ricordato che presso l’ospedale di Matera è attivo l’ambulatorio per i disturbi del comportamento alimentare (DNA), dove un team di specialisti offre supporto alle persone in difficoltà. Maurizio Friolo, Direttore Generale dell’ASM, ha evidenziato l’importanza di promuovere una cultura della salute che integri il benessere fisico e psicologico. Con questa iniziativa, ha spiegato, l’Azienda sanitaria intende contribuire a diffondere maggiore consapevolezza su queste problematiche e sottolineare il valore di un approccio multidisciplinare nella prevenzione e nel-

la cura dei disturbi alimentari. L’obiettivo è anche quello di rafforzare il rapporto tra servizi sanitari e comunità, favorendo una maggiore conoscenza delle opportunità di assistenza presenti sul territorio.

Una settimana di workshop e incontri formativi per giovani studenti provenienti da diversi Paesi europei

La Garante Padula in Commissione su patologie neurodegenerative: «Servono servizi territoriali più forti e sostegno ai caregiver»

Disabilità, audizione in Regione «Rafforzare presa in carico ora»

POTENZA. Rafforzare in modo strutturale la presa in carico delle persone con disabilità e delle famiglie che affrontano ogni giorno condizioni di elevata complessità assistenziale. È questo il messaggio emerso nel corso della seduta della IV Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale della Basilicata, dedicata alla proposta di potenziamento assistenziale per il sostegno delle persone affette da patologie neurodegenerative e dei loro familiari. La riunione si è svolta nella Sala del Parlamentino del Palazzo del Consiglio regionale e ha visto l’audizione della Garante regionale per le persone con disabilità, Padula. Presente anche il Garante per le persone con disabilità della Provincia di Potenza, Stefano Mele, la cui partecipazione ha contribuito a rafforzare il valore istituzionale del confronto su un tema di forte rilievo sociale. Nel corso dell’intervento è stato sottolineato come patologie quali distrofia muscolare, atrofia muscolare spinale e sclerosi laterale amiotrofica richiedano risposte non frammentarie, ma fondate su una visione integrata capace di coniugare assistenza sanitaria, supporto sociale, continuità

domiciliare e tutela della qualità della vita. La Garante ha evidenziato in particolare «il peso spesso gravoso che ricade sui caregiver familiari, chiamati a sostenere carichi assistenziali, emotivi ed economici rilevanti», in un contesto in cui appare necessario rafforzare i servizi territoriali e rendere più omogeneo l’accesso alle prestazioni su tutto il territorio regionale.Tra i temi posti all’attenzione della Commissione vi sono la centralità di una presa in carico globale, personalizzata e continuativa delle persone con disabilità, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e una maggiore integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali. È stato inoltre evidenziato il ruolo fondamentale dei caregiver familiari, per i quali si rende necessario un riconoscimento concreto e strumenti di sostegno adegua-

ti. Nel corso dell’audizione è stata inoltre richiamata l’esigenza di semplificare i percorsi di accesso ai servizi, agli ausili e alle misure di supporto, rendendoli più rapidi e più facilmente fruibili dalle famiglie. «La tutela dei diritti delle persone con disabilità – ha sottolineato la Garante – passa dalla capacità delle istituzioni di offrire risposte concrete, coordinate e uniformi, evitando che il peso dell’assistenza ricada quasi esclusivamente sulle famiglie». Padula ha infine espresso apprezzamento per l’attenzione riservata dalla Commissione a queste tematiche, confermando la disponibilità a collaborare con gli organismi istituzionali, con le associazioni e con il territorio affinché il confronto avviato possa tradursi in azioni concrete a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Stipendi fermi all’Aias la Fials: «Provvedere»

POTENZA. Resta aperta la vertenza dei lavoratori Aias di Potenza. A denunciarlo è la Fials provinciale, che segnala nuovi ritardi nel pagamento degli stipendi per gli operatori impegnati nei servizi riabilitativi rivolti alle persone con disabilità nel Potentino e nella provincia di Matera. Secondo il sindacato, la mensilità di gennaio è stata corrisposta solo nei primi giorni di marzo, mentre quella di febbraio risulta ancora ferma. Una situazione che coinvolge circa centosettanta lavoratrici e lavoratori e che pesa sulle famiglie alle prese con spese quotidiane e impegni economici non rinviabili. «Quando lo stipendio resta fermo – afferma il segretario provinciale della Fials di Potenza, Giuseppe Costanzo – nelle case entra un rumore sordo che copre tutto il resto. Si incrina la serenità e si appesantisce il lavoro di chi continua a garantire un servizio delicatissimo».Il sindacato ricorda inoltre che restano aperti anche gli arretrati contrattuali dal duemilaventidue e chiede il pagamento immediato della mensilità di febbraio e un percorso chiaro per le spettanze ancora dovute. «Chi si prende cura delle fragilità della Basilicata – conclude Costanzo – merita stipendi certi e tempi certi».

Vizziello commenta il report dell’Istituto superiore di sanità: «Servono assunzioni nei Dipartimenti e più investimenti»

«Salute mentale, Basilicata ultima per personale»

POTENZA. La Basilicata è ultima in Italia per dotazione di personale nei Dipartimenti di salute mentale. A lanciare l’allarme è il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, che richiama i dati del recente report dell’Istituto superiore di sanità e denuncia una carenza ormai strutturale che rischia di compromettere l’assistenza ai cittadini più fragili. Secondo i numeri riportati, in Basilicata si contano appena ventisette addetti ogni centomila abitanti nei Dipartimenti di salute mentale. Un dato che colloca la regione all’ultimo posto nel quadro nazionale e che, secondo Vizziello, conferma come la salute mentale continui a rappresentare «la vera Cenerentola del sistema sanitario regionale».

Per il consigliere regionale il nodo principale è la grave insufficienza di medici, infermieri e operatori impegnati nelle strutture psichiatriche. «Quando, come nel caso della Basilicata, si può contare su un numero di operatori che è inferiore di oltre la metà rispetto a quello delle altre regioni - sottolinea - è praticamente impossibile far fronte all’escalation del disagio psicologico e psichiatrico che si è verificato dopo la pandemia». Una crescita del disagio che non riguarda solo le situazioni più note, ma investe anche nuovi gruppi di popolazione. Vizziello richiama in particolare la condizione degli adolescenti, spesso esposti all’uso di nuove sostanze d’abuso, e quella dei migranti, categorie che necessitano di servizi capillari e di una rete territoriale in gra-

do di accompagnare i percorsi di cura. Secondo l’esponente di Basilicata Casa Comune, una possibile risposta può arrivare dal nuovo Piano di azione nazionale per la salute mentale, recentemente approvato dalla Conferenza unificata. Si tratta, osserva, di un docu-

mento atteso da oltre dieci anni, che riconosce la salute mentale come parte integrante della salute globale e attribuisce ai Dipartimenti di salute mentale un ruolo centrale nella riorganizzazione dei servizi, puntando su una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. Il piano mette a disposizione duecentosessanta milioni di euro nel triennio 2026-2028 per rafforzare le azioni di prevenzione, diagnosi e cura, cui si aggiungono trenta milioni di euro l’anno per nuove assunzioni. «Probabilmente le risorse sono ancora insufficienti - conclude Vizziello - ma l’assessore Latronico ha il dovere di utilizzarle al più presto e di incrementarle, per migliorare le prestazioni offerte ai lucani affetti da disagio psichico e psicologico».

Cinque nuove figure professionali garantiranno maggiore qualità per le fasce più fragili. Il plauso di Verrastro

Stabilizzazioni servizi sociali, Uil Fpl: «Potenza esempio di buone pratiche»

La Uil Fpl lo aveva chiesto nei giorni scorsi pubblicamente e ora esprime grande soddisfazione per l’iniziativa assunta dal Comune di Potenza, che ha pubblicato i bandi per la stabilizzazione del personale impegnato negli Ambiti territoriali sociali.

«Si tratta di un segnale concreto e atteso da tempo nei confronti di lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento dei servizi sociali con professionalità, competenza e grande senso di responsabilità» afferma il segretario regionale Giuseppe Verrastro.

«Il passo compiuto dal Comune di Potenza rappresenta - continua - un esempio importante per tutto il sistema dei servizi territoriali. I bandi prevedono infatti la stabilizzazione di uno psicologo, due istruttori direttivi e due educatori, figure fondamentali per il rafforzamento della rete sociale e per la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini, in particolare alle fasce più fragili». Per la Uil Fpl si tratta di «una scelta che va nella direzione giusta: il capoluogo lucano dimostra che è possibile dare risposte concrete ai lavoratori e, al-

lo stesso tempo, consolidare servizi essenziali per le comunità. Proprio per questo motivo l’auspicio è che l’esperienza del Comune di Potenza diventi un modello da seguire anche negli altri Ambiti territoriali». «Adesso è il momento che anche Viggianello e gli altri Ambiti della provincia di Matera facciano la propria parte, avviando percorsi analoghi di stabilizzazione per il personale che da anni opera nei servizi sociali territoriali e che rappresenta una risorsa imprescindibile per il sistema di welfare locale» prosegue Verrastro. «In questo quadro assume

particolare rilevanza anche la mozione presentata dal Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, che – se sostenuta da adeguate risorse economiche e approvata dall’assemblea consiliare – potrebbe rappresentare uno strumento importante per affrontare in maniera strutturale la questione delle stabilizzazioni negli Ambiti territoriali, riconoscendo il valore strategico delle professionalità coinvolte» sostiene il segretario regionale Verrastro. Nella stessa mozione veniva inoltre richiesta l’apertura di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, confron-

to che la Uil Fpl ribadisce debba essere attivato quanto prima per individuare soluzioni concrete e condivise: «Parliamo infatti di figure altamente qualificate e indispensabili, tra cui amministrativi, assistenti sociali, psicologi ed educatori, professionisti che ogni giorno operano con competenza e dedizione per garantire servizi essenziali ai cittadini, spesso lontano dai riflettori ma rappresentando un presidio fondamentale per le comunità e per le persone più fragili».

«Le stabilizzazioni negli Ambiti territoriali rappresentano quindi un passaggio decisivo per rafforza-

re il sistema dei servizi sociali. Per questo la UIL FPL chiede che, dopo il passo importante compiuto dal Comune di Potenza, si proceda rapidamente anche con gli ulteriori bandi relativi alle figure finanziate con il Fondo Povertà e che tutti gli altri Ambiti seguano la stessa strada, a partire da Viggianello e da quelli della provincia di Matera. - conclude Verrastro - L’obiettivo deve essere chiaro: arrivare finalmente a una soluzione stabile e definitiva per questi lavoratori, riconoscendo il valore di chi ogni giorno contribuisce a garantire servizi fondamentali per le comunità lucane».

«Trasformato un luogo di illegalità in uno di solidarietà e crescita»

Ilconsigliere regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, ha partecipato all’inaugurazione della “Casa dei Cento Passi”, una struttura situata in contrada Marruccaro a Potenza e destinata ad accogliere giovani con disabilità tra i 20 e i 28 anni. «Questo progetto rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa, quando ero assessore alle Politiche Sociali del Comune di Potenza», ha dichiarato Picerno. La struttura, un bene confiscato alla mafia, sarà gestita dalla cooperativa sociale “Fili d’Erba” e offrirà percorsi di formazione e accompagnamento per favorire l’autonomia e l’inclusione sociale dei ragazzi. «Restituire un bene sottratto alla criminalità organizzata alla collettività significa trasformare un simbolo di illegalità in un luogo di crescita e solidarietà», ha aggiunto Picerno. La “Casa dei

Cento Passi” rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso avviato con la creazione di “Casa Antonia”, un’altra struttura dedicata a ragazzi con disabilità. «Questi progetti dimostrano che la collaborazione tra istituzioni e terzo settore può produrre risultati concreti per il territorio e per le persone più fragili», ha sottolineato il consigliere. Picerno ha concluso annunciando l’imminente apertura di una nuova struttura a Potenza, dedicata al progetto “Housing First”, con l’obiettivo di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone più vulnerabili.

«La politica deve ascoltare i cittadini e tradurre le loro esigenze in azioni concrete: continuerò a lavorare per rafforzare il sistema di welfare e creare nuove opportunità per chi ha più bisogno», ha concluso.

Dopo anni di lavori di ristrutturazione, il progetto di Giovanni Rebecchini torna a essere fruibile, arricchendo la Basilicata

Riapre l’Auditorium “Gesualdo da Venosa”: un simbolo di bellezza e cultura per Potenza

L'Auditorium annesso al Conservatorio 'Gesualdo da Venosa' di Potenza sta per riaprire le sue porte. Dopo un lungo periodo di lavori di ristrutturazione, che procedono a ritmo serrato, presto questo simbolo di inestimabile valore architettonico tornerà a essere fruibile, restituendo alla comunità un patrimonio culturale di rilevanza internazionale.L'intervento, promosso dalla Provincia di Potenza, riguarda uno degli edifici più emblematici della regione, progettato dal celebre architetto Giovanni Rebecchini. La sua straordinaria bellezza e il valore storico sono stati riconosciuti nel 2024 dal Ministero della Cultura, che ha dichiarato l’Auditorium “Bene Culturale”, attribuendogli un interesse

storico-architettonico di notevole importanza.Questo edificio, che si distingue per la sua fusione di elementi architettonici arcaici e contemporanei, è considerato una delle opere più rappresentative di Rebecchini. Non a caso, nel 1990 l’Auditorium fu inserito nella lista dei 14 auditorium più belli del mondo, diventando l’unica creazione italiana a ottenere tale prestigioso riconoscimento. Un vero e proprio gioiello lucano che ha fatto parlare di sé anche oltre i confini nazionali.L’intervento di restauro, dal valore complessivo di 1.630.000 euro, prevede due azioni fondamentali: l’adeguamento strutturale, volto a rafforzare la solidità statica dell’edificio, e l’adeguamento funzionale, finalizzato ad abbattere le

barriere architettoniche e a trasformare l’Auditorium in un modello di accessibilità e inclusività, aperto a tutti i cittadini.L’Amministrazione della Provincia di Potenza sottolinea l'importanza di questo progetto, considerandolo un investimento che si inserisce nel percorso di valorizzazione delle strutture culturali di pregio del territorio. "Questo manifesto di bellezza e storia, celebrato a livello internazionale, è un tesoro che abbiamo il dovere di custodire", affermano dall’Amministrazione. "L’intervento in corso si inserisce negli investimenti che l’Ente sta dedicando alla valorizzazione dell'arte e dei contenitori culturali, che rappresentano veri e propri laboratori di idee e motori di sviluppo per il nostro

territorio. Il nostro impegno è di riconsegnare l'Auditorium nel suo rinnovato splendore nel più breve tempo possibile, affinché torni presto a ospitare le migliori espressioni artistiche e a nutrire l’ispirazione dei suoi fruitori."Con la sua riapertu-

ra, l'Auditorium del Conservatorio 'Gesualdo da Venosa' tornerà a essere un punto di riferimento per la musica e la cultura in Basilicata, un luogo dove l’arte continuerà a incontrarsi con la storia e la bellezza del territorio lucano.

"Adotta un Canto e Scopri una Tradizione" Concorso per valorizzare la musica popolare Lucana nelle scuole

Èufficialmente partito il concorso “Adotta un Canto, Scopri una Tradizione”, un'iniziativa rivolta alle scuole della Basilicata con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al ricco patrimonio culturale regionale. Il progetto ha avuto il suo avvio presso l’Istituto Comprensivo L. Sinisgalli di Potenza,

dove gli studenti hanno partecipato a una lezione speciale tenuta da Alberico Larato, affiancato dal maestro Espedito Pozzuoli. Durante l'incontro, Larato ha mostrato la costruzione di un cupa cupa e l’esecuzione di un canto alla zampogna, offrendo agli studenti una testimonianza diretta della tradizione musicale lucana

e della sua forte connessione con la storia e l’identità della Basilicata.

Larato, giovane cultore delle tradizioni musicali lucane, è uno dei protagonisti della rinascita della musica popolare lucana, documentata dal noto etnomusicologo Nicola Scaldaferri nel volume “Nel paese dei cupa cupa”. Grazie anche all’attività artigianale che ha rimesso in circolazione strumenti come la zampogna e la surdulina, la musica tradizionale lucana è stata ripresa e rivitalizzata dalle nuove generazioni. Tra questi giovani custodi della tradizione spicca proprio Alberico Larato, che continua l'opera del padre Giuseppe, anch'egli musicista e appassionato della cultura popolare lucana.

Il concorso, che scade il 22 aprile, invita gli studenti a riflettere sui canti tradizionali lucani, a riproporli o rivisitarli in modo creativo, stimolando la loro partecipazione attiva nel processo di

conservazione e valorizzazione di questo patrimonio immateriale. Gli elaborati migliori saranno premiati con premi in denaro: 1500 euro per il primo classificato, 1000 euro per il secondo e 500 euro per il terzo.Questa iniziativa è parte integrante del progetto Il Borgo dei suoni, promosso dal comune di San Costantino Albanese in collaborazione con la Regione Basilicata, e ha l’ambizione di valorizzare le tradizioni musicali locali, stimolando anche un maggiore senso di appartenenza culturale tra i giovani lucani.

Il concorso rappresenta non solo un'opportunità di apprendimento, ma anche un’occasione per sensibilizzare le nuove generazioni alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale della Basilicata, affinché le tradizioni musicali della regione possano continuare a vivere e ad essere tramandate per le future generazioni.

L’iniziativa

Sostenuto

economicamente dal Comune con fondi del P.O. Val d’Agri, arricchisce l’offerta educativa del territorio

Aperto corso di recitazione teatrale per i bambini della scuola di Anzi

La È in corso di svolgimento presso la Scuola dell’Infanzia di Anzi il “corso di educazione teatrale” a cura della formatrice teatrale Natalia Cutro, sostenuto economicamente dal Comune con fondi del P.O. Val d’Agri.

«Il progetto propone un percorso educativo strutturato, volto a introdurre i bambini al linguaggio del teatro come strumento di crescita personale e collettiva -spiega l’Amministrazione Graziadei- Le attività previste includono giochi espressivi, esercizi di movimento, ascolto, narrazione e prime forme di rappresentazione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle competenze comunicative, della creatività, della consapevolezza corporea e della capacità di collaborare con gli altri. Il teatro diventa

così un ambiente protetto e stimolante in cui i bambini possono esplorare emozioni, sperimentare nuove modalità di relazione e acquisire maggiore fiducia nelle proprie possibilità. L’iniziativa si inserisce in una visione educativa che riconosce il valore delle arti performative nella formazione integrale della persona fin dalla prima infanzia». Destinatari del corso sono i bambini della Scuola dell’Infanzia di Anzi per l’anno scolastico 2025/2026. Avvicinare i bambini al teatro e alla recitazione è sicuramente un modo utile ed efficace per arricchire il loro personale bagaglio di vita. Sia da spettatori, sia da attori il teatro permette loro, in modo divertente, di sviluppare empatia, fantasia, creatività, concentrazione e molto di più. Partecipare a un corso di teatro permette loro di lavorare in gruppo, mi-

gliorare la capacità di osservazione, sviluppare la concentrazione, capire e gestire i movimenti del proprio corpo nello spazio, riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri. Permette inoltre un ottimo sviluppo dell’autostima, infondendo fiducia e sicu-

rezza anche nei bambini più timidi e riservati, e ciò li aiuterà significativamente in età adolescenziale e adulta quando, per circostanze diverse, si ripresenteranno. Con questa attività, dopo l’inaugurazione del micronido -primavera e l’avvio del progetto Link per

i ragazzi, l’internet e le famiglie, «l’Amministrazione comunale di Anzi rinnova il proprio impegno nel promuovere percorsi formativi qualificati, capaci di arricchire l’offerta educativa del territorio e di sostenere il benessere e lo sviluppo delle nuove generazioni»..

Un'iniziativa educativa per le scuole del Vulture, che unisce la lettura e la scoperta del territorio attraverso la storia della rara farfalla Bramea

Fiaba e Natura: Il Progetto della Garante per l’Infanzia tra Educazione e Ambiente

Si è tenuta ieri la presentazione ufficiale dell'iniziativa “La farfalla Bramea e la festa del Vulture”, un progetto educativo rivolto agli alunni delle scuole primarie del Vulture, volto a promuovere la lettura, stimolare l’immaginazione dei bambini e valorizzare le peculiarità naturali e culturali del territorio.

L’iniziativa è stata lanciata dalla Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Basilicata, Rossana Mignoli, che ha avviato un tour nel-

le scuole locali, focalizzandosi sulla fiaba della rara farfalla Bramea.Il cuore del progetto è il libro “La farfalla Bramea e la festa del Vulture”, scritto da Leonardo Pianoforte, che intreccia fantasia, natura e identità locale. La narrazione, che ha come protagonista la Bramea, una farfalla rara che vive nei boschi intorno ai Laghi di Monticchio, invita i bambini a scoprire le bellezze naturali del loro territorio, stimolando al contempo il piacere della lettura. Protagonista simbolica della fiaba

è la Bramea, la rarissima falena Brahmaea europaea, spesso chiamata farfalla di Monticchio. Si tratta di una delle specie più rare d’Europa che vive quasi esclusivamente nei boschi attorno ai Laghi di Monticchio, nel territorio del Vulture.Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione tra l'Ufficio della Garante Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’autore del libro e la redazione di InfoVulture, un mensile di informazione e cultura. Oltre a promuovere la lettura, l’iniziativa aiuta i bambini a conoscere la fauna e flora locali, sensibilizzandoli sull’importanza della tutela ambientale.

La lettura diventa uno strumento potente per avvicinare i più giovani alla bellezza e alla ricchezza del loro territorio, rendendo l’apprendimento un’esperienza viva e creativa.La presentazione ufficiale si è svolta al Museo di Storia Naturale del Vulture, all’interno dell’Abbazia di San Michele a Monticchio, un luogo simbolico per il territorio dove è custodita la farfalla Bramea.

L'incontro ha sottolineato come il progetto unisca educazione, natura e identità territoriale, contribuendo a sensibilizzare i bambini sul valore del patrimonio naturalistico e culturale lucano.Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con il tour nelle scuole, dove la fiaba diventerà strumento educativo per avvicinare i bambini alla lettura e alla scoperta delle meraviglie naturali del Vulture.

A Scanzano Jonico i Carabinieri eseguono la misura cautelare nei confronti di un 52enne, controllo tramite braccialetto

Maltratta la moglie, scatta il divieto di avvicinamento

SCANZANO JONICO. I Carabinieri della Compagnia di Policoro hanno eseguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un cinquantaduenne di Scanzano Jonico, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia in danno della moglie. L’indagato, durante la convivenza, avrebbe sottoposto la consorte ad un reiterato regime di mortificazione e di vessazione morale e psicologica, in ragione della sua gelosia e possessività ossessive, ingiuriandola, percuotendola, controllandone gli spostamenti, impedendole o comunque ostacolandola nell’occupazione lavorativa.

In seguito all’avvio delle indagini, l’uomo era già stato oggetto di ammonimento da parte del Questore di Matera. Nonostante ciò e la conseguente cessazione della

convivenza, ha perseverato nelle condotte persecutorie, minacciando la donna di morte qualora avesse intrattenuto relazioni con altri uomini, ossessionandola con telefonate e messaggi minatori e offensivi, culminati, alcuni giorni fa, nell’aggressione fisica ad un suo amico con lei presente. Nella circostanza ha anche danneggiato l’autovettura dell’uomo.

Grazie alle tempestive indagini, svolte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, sono stati raccolti gli indizi di colpevolezza, che hanno consentito al Giudice delle Indagini Preliminari di emettere la citata misura cautelare, vietando all’indagato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima, con il controllo mediante l’applicazione del cosiddetto braccialetto elettronico. Per questa attività è stata fonda-

mentale la collaborazione della vittima e delle persone informate

sui fatti che hanno riposto fiducia nelle Istituzioni.

Il Consiglio comunale approva il regolamento su uso delle telecamere, gestione delle immagini e accesso alla sala operativa

Bernalda rafforza la sicurezza ora via alla videosorveglianza

BERNALDA. Il Consiglio comunale di Bernalda ha approvato il regolamento per la disciplina della videosorveglianza sul territorio comunale, uno strumento destinato a rafforzare le attività di controllo e a migliorare i livelli di sicurezza urbana. Il provvedimento definisce in maniera puntuale le modalità di utilizzo del sistema di telecamere installato nel territorio, stabilendo regole precise sia per la gestione delle immagini registrate sia per l’accesso alla sala operativa. L’obiettivo è garantire un impiego trasparente e responsabile delle tecnologie di controllo, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti dei cittadini.Secondo quanto previsto dal regolamento, l’accesso alla sala operativa è riservato esclusivamente al sindaco, al comandante della Polizia locale, ai responsabili esterni eventualmente nominati dal comandante e agli operatori autorizzati. La scelta punta a limitare l’utilizzo delle immagini a figure specificamente individuate, assicurando la tracciabilità delle operazioni e prevenendo accessi non autorizzati. Il sistema di videosorve-

glianza è finalizzato innanzitutto alla prevenzione e al contrasto di fenomeni di criminalità e di atti vandalici. Le telecamere potranno contribuire anche alla tutela del patrimonio pubblico e al miglioramento del controllo del territorio, rappresentando al tempo stesso un supporto operativo per le attività delle forze dell’ordine.Tra gli obiettivi indicati nel regolamento rientra inoltre il rafforzamento della sicurezza urbana e stradale, attraverso il monitoraggio di alcune aree considerate più sensibili o particolarmente frequentate. Particolare attenzione viene riservata alla tutela della privacy e alla protezione dei dati personali. Il regolamento stabilisce in-

fatti che l’utilizzo delle immagini debba avvenire nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza, oltre che secondo criteri di necessità e proporzionalità.Le immagini raccolte potranno essere utilizzate esclusivamente per finalità determinate e legittime, con procedure che garantiscano la minimizzazione dei dati trattati e la piena tutela dei diritti dei cittadini. Con l’approvazione del regolamento, l’amministrazione comunale compie dunque un passo significativo nel rafforzamento degli strumenti di prevenzione e controllo sul territorio, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza della comunità locale nel rispetto delle libertà individuali.

«GRUMENTO NOVA, ORA TEMPI CERTI PER I LAVORI»

Ufficio postale chiuso mesi

Lo Spi Cgil chiede risposte

GRUMENTO NOVA. «Riaprire quanto prima l’ufficio postale di Grumento Nova, la cui chiusura a partire dal 23 marzo fino alla fine di settembre creerà molteplici disagi alla cittadinanza, per lo più costituita da anziani che non possono recarsi a Sarconi perché privi di mezzi o soli».Lo affermano il segretario generale dello Spi Cgil Potenza, Michele Sannazzaro, e il responsabile della Lega Spi Cgil di Villa d’Agri, Mario Fulco.«Chiediamo a Poste italiane tempi certi per la realizzazione dei nuovi locali idonei. Sono due anni –affermano – che il sindaco ha dato l’autorizzazione. Sappiamo che i lavori dovrebbero concludersi entro settembre, ma chiediamo che al contempo vengano presi ulteriori provvedimenti per consentire ai cittadini di poter usufruire di un servizio pubblico essenziale nel proprio comune di residenza».I rappresentanti sindacali esprimono inoltre preoccupazione per il futuro della presenza di Poste italiane nelle aree interne. «Ci auguriamo – aggiungono – che questo non sia il preludio a una riorganizzazione di Poste italiane sul territorio che miri a depauperare le aree interne per un contenimento dei costi. Non accetteremo soluzioni di questo tipo».«Come Spi Cgil – concludono – vigileremo su quanto promesso. In caso contrario non escludiamo forti azioni di protesta».

Periscopio

Dalla Basilicata al Nord-Africa: una storia di coraggio nel mondo, esempio di altruismo e senso del dovere

La storia del viceconsole Giovanni Federici, un figlio di Montalbano che sfidò il colera

Ci sono uomini che attraversano velocemente la vita e poi scompaiono nel mistero del post- mortem. Ricordare e far conoscere quelli che si sono distinti per le azioni straordinarie che hanno compiuto, è un dovere morale per chi occupa di comunicazione. Tra quelli che meritano di essere conosciuti, c’è sicuramente Giovanni dei Baroni Federici, una nobile famiglia proveniente da Abriola, un piccolo comune in provincia di Potenza, che nel 1800 fu presa di mira, come altre famiglie nobili, dai briganti. Giovanni dei Baroni Federici nacque a Montalbano Jonico il 21 febbraio del 1832 da Francesco e Giulia Formica. Si distinse subito negli studi, che allora si impartivano privatamente, e per la sua adesione alla fede cattolica, tant’è che in n primo momento tutti in famiglia supponevano che volesse intraprendere la carriera ecclesiale. Giovanissimo, invece, vinse un concorso per la carriera diplomatica e fu nominato vice-console di Algeri. Prese servizio nel 1854 a soli 22 anni.Dopo pochi mesi di residenza in Algeria, senza prendere le dovute precauzioni soccorreva i suoi connazionali colpiti dal colera, per cui contrasse l’infezione e morì nel mese di novembre dello stesso anno. Il padre Francesco Federici fu primo cittadino di Montalbano J. dal 1821 al

1860, vale a dire fino all’Unità d’Italia. Si trasferì poi a Napoli. La famiglia Federici viveva nell’omonimo palazzo a Montalbano Jonico, chiamato anche palazzo del Cavaliere per via di una leggenda che non ha mai avuto riscontri. Si narrava che nelle notti piovose e ventose un cavaliere senza testa con un cavallo bianco, girasse al trotto nell’atrio del maniero. Molto più realisticamente fu invece avanzata l’ipotesi che il rumore del trotto del cavallo, fosse nient’altro che quello dell’acqua piovana che entrava dalla griglia al centro dell’atrio, per finire della cisterna sottostante. L’epidemia di colera che ha colpì Algeri e l’Algeria nel 1854 fece parte della terza grande pandemia di colera (18461860) che devastò l’Europa e il bacino del Mediterraneo in quel periodo. Ecco alcuni punti chiave basati sul contesto storico generale del 1854. Il colera arrivò in Algeria, allora colonia francese, principalmente attraverso i movimenti di truppe e le rotte commerciali marittime collegate alla Francia e all’Europa. Le condizioni igienico-sanitarie dell’epoca, combinate con l’impreparazione delle autorità, causarono un elevato numero di decessi tra la popolazione. L’Algeria non fu risparmiata dal contagio, che colpì duramente le zone urbane come Algeri. Il 1854 fu un anno particolarmente tragico per il colera a livello globale, con focolai violenti registrati a Londra, in Italia e in Francia (dove si

contarono oltre 100.000 vittime). All’epoca, la causa del colera (il batterio Vibrio cholerae) era sconosciuta (isolato solo da Pacini nel 1854 ma riconosciuto universalmente più tardi con Koch nel 1883), e le terapie risultavano inefficaci, concentrandosi perlopiù su misure igieniche e di quarantena. L’epidemia del 1854 ad Algeri rappresenta un capitolo della più ampia storia delle malattie infettive che hanno colpito le aree costiere del Mediterraneo durante la colonizzazione francese dell’Algeria.

Giovedì, presso il Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, la presentazione dei risultati sulle ricerche archeologiche

Dal sottosuolo di Policoro riemerge il teatro dell’antica Herakleia

Una nuova e importante scoperta archeologica riporta l’attenzione sulla straordinaria ricchezza storica della costa jonica lucana. Nel cuore dell’antica città magnogreca di Herakleia, nell’area dell’odierna Policoro, gli archeologi hanno individuato con certezza i resti dell’antico teatro della polis, uno degli edifici più rappresentativi della vita culturale e civile delle città greche.I risultati delle ricerche saranno presentati giovedì 19 marzo 2026, al-

le ore 12:00, presso il Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, nel corso di un incontro istituzionale promosso dal Ministero della Cultura e dai Musei nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata.Alla presentazione parteciperanno il presidente della Regione Basilicata,Vito Bardi, il direttore generale dei Musei italiani, Massimo Osanna, il direttore ad interim dei Musei nazionali di Matera e della Direzione regiona-

le Musei nazionali Basilicata, Filippo Demma, oltre ai Sindaci di Potenza e Policoro, Vincenzo Telesca ed Enrico Bianco. L’illustrazione scientifica dei risultati sarà affidata a Carmelo Colelli, direttore del Museo Nazionale della Siritide e del Parco Archeologico di Herakleia, nonché direttore scientifico dello scavo. A moderare l’incontro sarà Sabrina Mutino, direttrice del Museo Dinu Adamesteanu di Potenza.La scoperta rappresenta un tassello fondamentale per la conoscenza della città di Herakleia, una delle più importanti colonie della Magna Grecia. Fondata nel 433 a.C. dai coloni di Taranto, la polis divenne rapidamente un centro prospero e strategico della costa jonica lucana, svolgendo un ruolo rilevante nei traffici commerciali e nella vita culturale del Mediterraneo antico.Nel corso di decenni di ricerche archeologiche, l’area ha restituito numerose testimonianze della grandezza della città: quartieri residenziali, stra-

de, edifici pubblici e luoghi di culto che hanno contribuito a delineare l’immagine di un centro urbano complesso e dinamico. Assente, tuttavia, uno degli elementi più emblematici dell’urbanistica e della cultura greca: il teatro. Esso, infatti, non era soltanto uno spazio dedicato alle rappresentazioni sceniche, ma costituiva anche un luogo di incontro e di partecipazione collettiva, dove la comunità si riuniva per assistere a spettacoli, tragedie, commedie e manifestazioni pubbliche. La sua presenza rappresenta, dunque, un elemento fondamentale per comprendere appieno la vita sociale e culturale della polis.La campagna di indagini archeologiche condotta nel 2025 ha finalmente colmato questa lacuna. Le ricerche hanno permesso di individuare con chiarezza la struttura del teatro, confermando l’importanza e il livello di sviluppo urbanistico raggiunto da Herakleia nel periodo di massimo splendore. Gli scavi sono stati re-

si possibili grazie al finanziamento della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura nell’ambito del programma nazionale destinato alla realizzazione di campagne di ricerca archeologica nei principali parchi e siti italiani, tra cui Pompei e numerosi altri complessi di grande valore storico.La scoperta del teatro di Herakleia non rappresenta soltanto un risultato scientifico di grande rilievo, ma costituisce anche un’opportunità importante per la valorizzazione del patrimonio culturale della Basilicata e per lo sviluppo turistico dell’intera area della Siritide. Ancora una volta, l’archeologia dimostra come il sottosuolo italiano continui a custodire testimonianze preziose della nostra storia. A oltre duemila anni dalla sua fondazione, l’antica Herakleia torna così a raccontare un nuovo capitolo del suo passato, offrendo agli studiosi e al pubblico una chiave ulteriore per comprendere la civiltà della Magna Grecia.

LA RUBRICA

CRONACHE

Appunti di realtà 14 marzo La stanchezza del mondo

C’è una strana stanchezza nell’aria. Non è la stanchezza del lavoro, né quella della sera dopo una gior- nata piena. È qualcosa di più sot- tile. È la stanchezza di chi ascolta troppe notizie e incontra sempre meno verità. Di chi scorre le informazioni con il pollice ma non riesce più a farle scendere nel cuore.Ogni giorno il mondo ci consegna il suo bollettino: guerre, crisi, violenze, disuguaglianze, rabbia sociale. All’inizio ci indigniamo. Poi ci preoccupiamo. Poi sospiriamo. Alla fine… ci abituiamo.Ed è proprio qui che accade qualcosa di pericoloso. Perché la vera sconfitta di una società non arriva quando succedono cose gravi. Arriva quando le persone smettono di sentirle. Quando l’ingiustizia diventa routine. Quando la violenza diventa statistica. Quando il dolore degli altri diventa una notizia di trenta secondi, compressa tra una pubblicità e un video divertente.Il mondo non diventa più duro tutto insieme. Diventa più duro un millimetro alla volta, mentre noi impariamo lentamente a sopportarlo. È una forma di anestesia collettiva. Non la decidono i governi. Non la impongono le leggi.

LA PRODUCIAMO NOI, OGNI VOLTA CHE PENSIAMO:

“È SEMPRE STATO COSÌ.”

“NON CAMBIERÀ MAI NIENTE.”

“COSA POSSO FARCi IO?

”Così, quasi senza accorgercene, il cinismo diventa la nuova educazione civica. Sui social si commenta tutto con la sicurezza di chi ha capito tutto e la responsabilità di chi non deve fare nulla. Una specie di miracolo contemporaneo: milioni di opinioni fortissime sostenute da zero conseguenze personali.Siamo diventati una società di spettatori luci-

dissimi e impotenti. Sapere tutto non significa capire. E capire non significa agire. Intanto il mondo va avanti, con la sua ostinata capacità di contraddirci.Perché mentre molti si convincono che l’essere umano sia irrimediabilmente egoista, ogni giorno qualcuno salva uno sconosciuto, difende una persona più debole, aiuta senza chiedere nulla in cambio. Queste storie non fanno molto rumore. Non diventano virali. Non aprono i talk show. Ma tengono in piedi il mondo.Esiste una forza silenziosa che raramente finisce nei titoli dei giornali: la forza delle persone che non si abituano. Quelle che continuano a indignarsi quando sarebbe più comodo scrollare le spalle. Quelle che continuano a credere quando sarebbe più facile ridere di tutto. Quelle che continuano a costruire anche quando intorno sembra più conveniente distruggere.Non sono ingenui. Sono, paradossalmente, i più realistici. Perché hanno capito una cosa semplice: la direzione della società non nasce nei palazzi del potere, ma nel cuore delle persone.La storia cambia sempre nello stesso modo: quando qualcuno decide di non accettare più la normalità sbagliata. A volte basta una persona. Una sola. Qualcuno che smette di dire “non serve a niente” e comincia a dire “da qualche parte bisogna pur cominciare”.La verità è che il mondo non ha bisogno di eroi perfetti. Ha bisogno di coscienze sveglie. Persone che non delegano l’umanità agli altri. Persone che non si nascondono dietro la scusa elegante della rassegnazione.Perché la rasse- gnazione è comoda. È una poltrona morbida dove sedersi mentre tutto peggiora. La speranza, invece, è scomoda. Costringe a muoversi. Costringe a parlare. Costringe a scegliere.E scegliere, in tempi come questi, è già una forma di coraggio.Forse il gesto più

rivoluzionario che possiamo fare oggi non è gridare più forte degli altri. È rimanere umani quando l’indifferenza diventa di moda. Continuare a credere nella dignità della vita. Continuare a difendere la verità. Continuare a coltivare bene anche quando il rumore del mondo suggerisce il contrario.Non è idealismo. È responsabilità.Perché ogni epoca ha la sua grande battaglia. La nostra non è soltanto politica o economica. È interiore. È la battaglia contro l’idea che l’essere umano sia destinato a diventare più cinico, più indifferente, più piccolo.E questa battaglia non si combatte nei palazzi. Si combatte dentro di noi. Ogni giorno. Ogni scelta. Ogni parola.Perché la qualità del mondo che verrà dipende dalla qualità del coraggio che avremo oggi.E la verità è semplice, anche se qualcuno preferisce non dirla.Il futuro non lo decidono quelli che si sono arresi. Il futuro lo costruiscono sempre le persone che non si sono abituate.

Alla Fondazione Sassi la presentazione del libro del portavoce Unicef Andrea Iacomini: un momento di riflessione sui diritti negati nei conflitti contemporanei

Ucraina, il racconto della guerra che colpisce donne e bambini

Nel mese simbolo dell’8 marzo, dedicato ai diritti e alle conquiste delle donne, la Fondazione Sassi accende i riflettori su chi, nei conflitti contemporanei, paga spesso il prezzo più alto: donne e bambini.Venerdì 14 marzo alle ore 17, nella sala «Mario Salerno» della Fondazione Sassi in via San Pietro Barisano 10, sarà presentato il libro «La forza sia con te. Cronaca di una missione in Ucraina» di Andrea Iacomini, portavoce nazionale Unicef Italia.L’incontro rappresenta un momento di riflessione civile sul dramma dei minori e delle madri nei teatri di guerra, contesti nei quali i diritti fondamentali vengono sospesi o cancel-

lati. Milioni di bambini nel mondo vivono oggi in aree di conflitto, privati della scuola, della sicurezza e spesso degli affetti. In questo scenario, la testimonianza diretta di Iacomini offrirà uno sguardo concreto su ciò che accade quando la guerra spezza vite e futuro.L’appuntamento assume un significato ancora più profondo per una città come Matera, designata Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, un riconoscimento che richiama la responsabilità delle comunità nel promuovere cultura della pace, tutela dei diritti e solidarietà internazionale.Dopo i saluti della presidente della Fondazione Sassi, Maria Giovanna Salerno, l’incon-

tro sarà introdotto e moderato dalla direttrice Patrizia Minardi. Interverranno Barbara Coviello, presidente regionale Unicef, don Giuseppe Molfese, presidente regionale Caritas, e Angelo Chiorazzo, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata.«Non possiamo celebrare l’8 marzo dimenticando che in molte parti del mondo essere donna significa vivere senza protezione e senza diritti. Nei conflitti armati – afferma la direttrice della Fondazione Sassi, Patrizia Minardi – donne e bambini diventano bersagli indiretti, vittime silenziose di guerre violente e ingiuste. Quando esplode una guerra non cadono solo le bombe, cadono i diritti. E una comunità che

si candida a essere luogo di dialogo non può restare indifferente».I diritti d’autore del volume saranno devoluti ai progetti Unicef in Ucraina. Un gesto concreto che accompagna una ri-

flessione pubblica sulla tutela dell’infanzia e sulla difesa dei diritti umani, nella consapevolezza che la pace non è soltanto assenza di guerra, ma presenza attiva di giustizia.

De Giorgio: «Accetto le critiche ma sono un capatosta e metto in campo la formazione che ritengo più idonea. Tutta la rosa è al completo»

Potenza-Cavese con la testa alla Coppa

DI R OC C O NI GRO

POTENZA . Incassata la terza vittoria stagionale esterna allo “Zaccheria” contro il fanalino di coda Foggia, al “Viviani” arriva la Cavese. In palio per il Potenza di De Giorgio ci sono i tre punti che porterebbero i rosso-blù a quota 43 e consolidare un posto in zona play off. Certo non deve essere facile affrontare i metelliani perché la compagine sembra già proiettata alla gara di andata della finale di Coppa Italia Regionale prevista per mercoledì prossimo nel catino cittadino contro il Latina. All’andata contro la squadra campana i rosso-blù furono sconfitti con un secco tre a zero e che di fatto costò l’esonero del ds Di Vito. Oggi in classifica le cose sono decisamente diverse, la Cavese ha 34 punti ed è tredicesima; il Potenza come dicevamo, a sei giornate dalla fine vuole mantenere la corsa per un posto nei play off. Ecco cosa ha detto De Giorgio nel corso della conferenza stampa pre-gara di oggi: «Accetto le critiche ma sono un capatosta e da calabrese non mi faccio condizionare da

nessuno. Con la Cavese metterò in campo la migliore formazione per vincere la partita, non ci interessa di quello che pensano gli altri perché noi dobbiamo pensare al potenza, sono tre punti importantissimi per il campionato perché potrebbero metterci in una situazione di avvicinarsi ancora di più nelle posizioni alte e rubare

qualche punto perché ci sono scontri diretti». Naturalmente il tecnico di Verbicara non nega che l’avvicinarsi di mercoledì prossimo della finale di andata di Coppa Italia qualche giocatore avrà la testa al Latina. « E’ ovvio sei in finale, c'è bisogno di tutti perché vincere la Coppa Italia ti permette di entrare al terzo turno dei

playoff che sarebbe altro risultato storico perché raggiungeremo quello che è fatto dal mister Raffaele se non erro, e quindi arrivare a quella possibilità con una Coppa Italia in mano, rientrare da testa di serie al terzo turno significa noi continuare a fare la storia. Occorre stare tutti vicini e lasciare la polemica il mister De Giorgio.

Poi. alla fine dell'anno vedremo un po' quello che si è fatto, quello che si è raggiunto, quello che si potrebbe raggiungere e tireremo le somme». E per ritornare alla gara contro la Cavese il mister rosso-blù ha concluso: «E’ una squadra giovane con qualche esperto dietro tipo Cionec ed ha giocatori di categoria superiore, di grande esperienza. Una squadra che corre tanto, che è tatticamente molto ordinata, allenata da un allenatore secondo me bravo che ti mette in difficoltà». Intanto per la gara di oggi pomeriggio contro i “metelliani” la rosa rosso-blù è tutta al completo. Qualche piccolo ma irrilevante acciacco per qualcuno, ma De Giorgio avrà solo l’imbarazzo della scelta nel schierare la formazione più in forma.Infine, diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad un fischietto toscano. Si tratta di Andrea Zoppi di Firenze coadiuvato da Fabio D'Ettorre di Lanciano e Laura Gasparini di Macerata. Quarto ufficiale sarà Andrea Palmieri di Brindisi ed al monitor Fvs ci sarà Luigi Ferraro di Frattamaggiore.

Dopo il ko con la Cavese e il cambio in panchina, i rossoblù cercano una reazione con il ritorno di De Luca alla guida tecnica

Picerno, voglia di riscatto: al Curcio arriva il Trapani

Reduce dalla brutta prestazione fornita domenica sera a Cava de’ Tirreni contro la Cavese, che ha portato prima alla sconfitta per due a zero al cospetto dei blufoncé campani e poi al terremoto in settimana con il cambio alla guida tecnica e l’esonero di Valerio Bertotto, sostituito dal rientrante Claudio De Luca, l’AZ Picerno ospita domani pomeriggio alle 14:30, allo stadio Donato Curcio, il Trapani in deciso affanno.Il cambio alla guida tecnica ha ovviamente mutato gli scenari in casa rossoblù, visto

che De Luca troverà una squadra tutta nuova e diversa rispetto a quella che ha allenato per dieci giornate prima dell’esonero autunnale.Le parole del DG Vincenzo Greco, che ha criticato apertamente la gestione delle due gare casalinghe contro Team Altamura e Atalanta Next Gen, terminate in parità durante la gestione Bertotto, hanno dato ulteriore pepe all’ambiente in vista di questa gara.Va detto che il Picerno troverà sulla sua strada una squadra in chiaro disarmo e condizionata dalle vicende societarie

e dai quindici punti di penalizzazione che ne stanno ridimensionando i piani tecnici e dirigenziali. Questo però non deve far scemare l’attenzione rispetto a una partita, quella valevole per il tredicesimo turno del campionato di Serie C Lega Pro Now, che in caso di successo farebbe risalire i picernesi in acque più tranquille di classifica e darebbe fiducia a tutto l’ambiente.Rispetto alla sconfitta patita domenica scorsa contro la Cavese potrebbero esserci cambi di modulo e forse di uomini, considerate le

non perfette condizioni di qualche titolare — vedi Franco e Salvo — e di un possibile turnover sul versante offensivo.Ovviamente il Trapani resta una squadra da rispettare e guai a mollare la presa in un momento particolarmente delicato della stagione, con le squadre invischiate nelle zone medio-basse della classifica quanto mai assetate di punti e con tante motivazioni per uscire dal tunnel dei risultati negativi.Gli allenamenti di Marcone e compagni sono stati intensi e, nonostante il cambio alla guida tecnica in seno alla Leonessa, c’è tutta l’intenzione di cambiare passo e rafforzare una posizione di classifica ancora deficitaria, che vede il team lucano, dopo il ko contro la Cavese, annaspare nei quartieri medio-bassi della graduatoria.La gara dello stadio Donato Curcio sarà diretta dal signor Maksym Frasynak di Gallarate, coadiuvato da Valerio Brozzi di Aprilia e Nicola Monaco di Sala Consilina. Quarto uomo Mattia Maresca di Napoli, operatore FVS Giuseppe Romaniello di Napoli. F RA . M EN.

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