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PERIODICO TRIMESTRALE | 6,00 EURO

N.52 OTTOBRE 2013

TRAX IL NUOVO SUV COMPATTO E VERSATILE DI CHEVROLET

VERSO UNA MOBILITÀ INTEGRATA Come cambia la funzione del fleet manager IL FORNITORE SECONDO LEASEPLAN Supplier Relationship Management

L’AUTO NELLA LETTERATURA ITALIANA I nostri poeti e l’auto

NUOVA OPEL INSIGNIA Sempre più flotte-oriented

LA FILOSOFIA HARLEY A ROMA 110 anni festeggiati nella Capitale

PER L’AUTO TECNOLOGIA E FLESSIBILITÀ Intervista all’ad di Mazda

NUOVA GOLF VARIANT La settima variante

LA MACCHINA DEI NUMERI Mercato e prezzi dell’automotive


PEOPLE

QUESTA VOLTA… Q

uesta volta parliamo un po’ di noi. Non lo facciamo spesso, perché non è nel nostro stile, ma ci sono alcuni momenti della nostra vita professionale che non possono essere nascosti. E così, in questo numero, vogliamo condividere con voi le tappe più significative del nostro viaggio, 50 anni di storia e di cammino che ci hanno guidato dove siamo ora. Ma anche questa volta, come sempre, rivivere la storia è anche il miglior modo per allargare lo sguardo verso il futuro, e quindi prepararlo. Invariate le stime della contrazione della economia in Italia sia per l’anno in corso, con una forchetta compresa tra il -1,7% ed un -2%, sia per il 2014 con una leggera crescita tra il + 0,3% ed il + 0,7%. E noi vogliamo credere fermamente in questa sia pur leggera ripresa, ed anzi esserne protagonisti. Siamo fieri della nostra identità, ma siamo altrettanto consapevoli dell’importanza della collaborazione con tutti i protagonisti della nostra filiera per la costruzione del futuro che vogliamo, ma soprattutto del futuro che voi, i nostri clienti ed i nostri driver, desiderate. Non basta continuare a svolgere il nostro lavoro in modo più efficiente. Occorre proporre servizi nuovi, oppure rischiamo di essere molto efficienti ma non efficaci. La struttura dei costi potrà ben essere sostenibile, ma voi ci direte che i nostri prodotto ed i nostri servizi non corrispondono più a ciò che serve. Da queste riflessioni, e ve ne diamo conto nelle prossime pagine, parte ad esempio la definizione di una supply chain ancora più efficace, con lo sviluppo di un nuovo tool di Supply Relationship Management che ottimizza le performance dei nostri partner esterni, a cominciare dal network di assistenza. Il nostro sguardo poi si concentra sull’esplorazione dei cambiamenti che stanno interessando la funzione del fleet manager, che diventa sempre più un mobility manager che si prende cura delle esigenza di mobilità delle persone, e non solo della gestione dei mezzi. Una esigenza di mobilità che dobbiamo tutti preservare e migliorare, anche di fronte ai cambiamenti, come ci spiega Pier Luigi Bonora, presidente di Amoer, l’Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile. Aprendoci sempre più all’ascolto ed al dialogo con voi, e continuando a costruire la nostra storia con le nostre mani, il nostro viaggio prosegue. Alfonso Martínez Cordero Managing Director LeasePlan Italia Spa

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SOMMARIO

EDITORE LEASEPLAN ITALIA Spa Viale Alessandro Marchetti, 105 00148 Roma telefono: +39 06 96707428 email: carfleet@leaseplan.it www.leaseplan.it

NUMERO 52 | OTTOBRE 2013 05

LA CAPITALE DELLE FLOTTE Il convegno romano sulle flotte aziendali

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INTESA DI VALORE L’accordo tra Volkswagen Italia e LeasePlan

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AMOER SI MOBILITA E NOBILITA Un megafono per tutelare gli intessi dell’automotive

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IL FORNITORE SECONDO LEASEPLAN Supplier Relationship Management

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VERSO UNA MOBILITÀ INTEGRATA Come cambia la funzione del fleet manager

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NUOVA OPEL INSIGNIA Sempre più flotte-oriented

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LA 500L SI ALLARGA ANCORA Le nuove versioni della 500L: Living e Trekking

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BMW 318D GRAN TURISMO Ovvero gran comfort

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VOLVO XC60 D4 BUSINESS Sguardo sicuro

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INFINITI FOR FLEET Intervista a Fausto Scivoletto, Fleet Manager di Infiniti Italia

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LA FILOSOFIA HARLEY A ROMA 110 anni festeggiati nella Capitale

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L’AUTO NELLA LETTERATURA ITALIANA I nostri poeti e l’auto

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LA MACCHINA DEI NUMERI Il mercato società e noleggio e i prezzi dell’automotive

DIRETTORE EDITORIALE Alfonso Martínez Cordero DIRETTORE RESPONSABILE Mauro Manzoni DIRETTORE SCIENTIFICO Pier Luigi del Viscovo CAPO REDATTORE Alessandro Palumbo ART DIRECTOR Indro Uttinacci HANNO COLLABORATO Andrea Barbieri Carones Giampiero Bottino Francesca Carli Pier Luigi del Viscovo Nicola Desiderio Marco Di Pietro Alberto Motti Alessandro Palumbo Maurilio Rigo PROVE SU STRADA a cura di Nicola Desiderio PUBBLICITÀ GDN Marketing & Comunicazione Srl gianpiero.denigro@libero.it STAMPA Modulgraf Srl Via di Santa Procula, 23/23A 00040 Pomezia (Roma)

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PER L’AUTO TECNOLOGIA E FLESSIBILITÀ Intervista ad Andrea Fiaschetti, ad di Mazda Motor Italia NUOVA GOLF VARIANT La settima variante

Registrazione Tribunale di Milano n.98/1997 TIRATURA: 15.000 COPIE

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NEWS ON THE ROAD

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di Pier Luigi del Viscovo

PROFIT

LA CAPITALE DELLE FLOTTE S

tiamo assistendo ad un fenomeno nuovo per l’Italia: la demotorizzazione. Per la prima volta nella storia, il parco circolante delle auto nel 2012 è calato. Questa diminuzione è dovuta al risultato combinato del calo delle immatricolazioni (-350.000 unità nel 2012) e dell’aumento delle pratiche di radiazione che nel 2012 sono aumentate di 20.000 unità. Nei primi quattro mesi 2013 il saldo continua a essere negativo (-40.000). È stato questo il tema di apertura della Capitale Automobile Fleet, appuntamento di riferimento del settore del noleggio e dell’auto aziendale, giunto alla sua seconda edizione il 7 giugno a Roma. La tavola rotonda istituzionale, con Gianluca De Candia, Direttore Generale di Assilea, Pietro Teofilatto, Direttore Noleggio a Lungo Termine di Aniasa, Vincenzo Malagò, Past President di Federauto e Romano Valente, Direttore Generale di Unrae ha approfondito le cause di questo fenomeno. La crisi economica ha frenato bruscamente

i consumi, soprattutto quelli dei beni durevoli come le auto. Parallelamente sono aumentati i costi di mantenimento delle stesse: dalle tasse, alle assicurazioni, ai carburanti, ai pedaggi autostradali. Questo ha sicuramente contribuito a frenare il processo di sostituzione dell’auto (meno immatricolazioni). Inoltre nel 2012 c’è stato il boom delle esportazioni che, di fatto, sottraggono parco circolante all’Italia. Nel 2012 sono state esportate quasi 570.000 vetture (+16% vs il 2011). Anche per questo, il segmento delle flotte gestite dai noleggiatori ha assunto una rilevanza crescente in pochissimi anni. Mentre le immatricolazioni da parte di privati e società si dimezzavano passando dai 39 miliardi di euro del 2007 ai 20 del 2012, quelle dei noleggiatori flettevano sì, ma “solo” del 20%, passando da 5,8 a 4,6 miliardi, al netto degli sconti e degli incentivi. Il rapporto tra i due segmenti, che era di 1 a 6,6 nel 2007 (per ogni euro speso dai noleggiatori per immatricolare

nuove auto i privati ne spendevano 6,6) ora è di 1 a 4,3. La ragione sta nel fatto che il noleggio a lungo termine risente molto meno delle congiunture. Infatti tale servizio non prevede, come per altre forme di acquisizione dell’auto, l’impiego di disponibilità finanziarie, ma esclusivamente il pagamento di un canone mensile costante nel tempo, per cui per chi paga il canone è indifferente che sia per un auto non nuova oppure una fresca di immatricolazione: basta che il canone non aumenti. È questo il ragionamento semplice su cui da anni l’Aniasa basa la sua azione in favore del noleggio a lungo termine, con un’elaborazione del Centro Studi Fleet&Mobility: se più auto passassero dalla proprietà al noleggio, la loro rotazione scenderebbe da 7 a 4 anni, in media, aumentando dunque il volume delle immatricolazioni. Inoltre, quelle immatricolazioni sarebbero anche meno esposte alle congiunture economiche, come abbiamo visto. ➔

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PROFIT

Sarà per questo che adesso anche le Case auto sembrano dare un’attenzione al canale noleggio come mai prima? Con questa domanda si sono confrontati gli esponenti delle Case e del noleggio, Andrea Alessi, Direttore Divisione di Volkswagen, Andrea Badolati, Amministratore Delegato Ald Automotive, Domenico Chianese, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia, Nicola Pumilia, Fleet Europe Manager di Fiat Group Automotive e Fabrizio Ruggiero, General Manager di Europcar. Per due decenni le Case hanno servito le imprese attraverso il canale dei noleggiatori a lungo termine. Ora le Case hanno una forza vendite dedicata, il cui scopo non è certo di far concorrenza al NLT, quanto piuttosto di recuperare una relazione essenziale per sostenere i brand. In una fornitura di servizi che include anche il “ferro”, è importante stabilire quali siano le carte che le Case possono e devono giocare per consolidare o incrementare la penetrazione nelle flotte. Ma l’attenzione non si ferma al noleggio a lungo termine. Anche il rent-a-car, prima ritenuto un mercato tattico per i volumi, oggi viene visto come uno strumento di marketing per la diffusione di nuovi modelli. La novità, emersa nella tavola rotonda con Massimiliano Archiapatti, Direttore Generale di Hertz, Vincenzo Malagò, Past President di Federauto e Daniele Maver, Presidente Jaguar Land Rover, è l’importanza che anche i brand del lusso stanno dedicando alle flotte: addirittura le Ferrari e altre supercar offerte in rent-a-car da Hertz e da altri noleggiatori. La Capitale Automobile Fleet ha affrontato anche temi più specifici delle auto aziendali, nella tavola rotonda con Alessandro Cerutti, Business Director di Continental,

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Claudio Manetti, Amministratore Delegato di Leasys e Gianpiero Mosca, Amministratore Delegato di AON Re Trust Broker. Da un analisi della società AON emerge un profilo assicurativo diverso tra il cliente flotte e quello privato. Il cliente flotte percorre mediamente in un anno circa 31.000 km, contro gli 11.000 km del cliente privato. La tavola rotonda con gli operatori del settore ha puntato l’attenzione al futuro. Andrea Cardinali, Presidente e Amministratore Delegato di Alphabet, Gregoire Chovè, Direttore Generale di Arval, Fabio Leggeri, Direttore Flotte e Remarketing di Volkswagen, Alfonso Martinez Cordero, Amministratore Delegato di LeasePlan e Angelo Simone, Direttore Flotte e Usato di Peugeot-Citroen, hanno analizzato come il noleggio a lungo termine abbia

innovato la gestione della company car e come si accinga a farlo ancora. Ora le imprese hanno esigenze nuove, che derivano dalle mutate e variegate necessità dei driver. Inoltre, la tecnologia informatica e telematica sta cambiando profondamente il modo di lavorare e di muoversi. I noleggiatori, per mantenere il ruolo di promotore del cambiamento, definiscono le linee di evoluzione del servizio con le Case, anticipando le richieste delle imprese. Oggi il prodotto standard non ha più senso: le nuove frontiere del rapporto con l’azienda partono dalla consulenza proattiva e mirano ad arrivare a soluzioni innovative e personalizzate. È necessario inoltre dialogare con il driver intercettandone aspettative e bisogni anche grazie all’utilizzo dei social media.


di Alessandro Palumbo

PLANET

AMOER SI MOBILITA E NOBILITA O

rmai è un fenomeno consolidato: c’è voglia di una mobilità più a misura d’uomo, quasi personalizzata e rispettosa dell’ambiente in cui viviamo. Questa richiesta, però, ha bisogno di tanti potenti megafoni affinché possa arrivare alle orecchie, ai cervelli e ai portafogli di coloro (istituzioni, imprese e cittadini) che la mobilità la “progettano” e la “producono” con atteggiamenti, comportamenti, progetti, azioni, leggi. Questo articolo vuole raccontare uno di questi megafoni: AMOER attraverso la voce del suo Presidente Pier Luigi Bonora, noto giornalista del settore automobilistico. Che cosa è AMOER? Amoer è il Movimento di opinione nato nel 2012 che ha come obiettivi la promozione di una mobilità equa e responsabile e la definizione di argomentate proposte alla politica sul tema della mobilità, finalizzate a scelte strategiche necessarie in termini di innovazione, tecnologia e, soprattutto, non penalizzanti per gli utenti delle quattro e delle due ruote. Il Movimento analizza i segnali di cambiamento in atto (soprattutto tra le generazioni più giovani), promuove soluzioni di mobilità in armonia con le esigenze dei cittadini e del loro ambiente di vita e lavoro e sostiene, soprattutto attraverso provocazioni e con il canale Internet (sito, pagina Facebook e presenza su Linkedin), un dibattito e un confronto aperto fra il mondo dell’automotive e motoristico, le Istituzioni e i media allo scopo di favorire un processo decisionale consapevole.

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Per raggiungere tali finalità, Amoer monitora le esigenze dei settori coinvolti; realizza analisi mirate e mette a punto sondaggi quali-quantitativi; organizza workshop, congressi, seminari, tavole rotonde, raccogliendo e divulgando dati e risultati; mette a punto strumenti audiovisivi e multimediali o quant’altro risultasse necessario per approfondire gli aspetti tecnico-scientifici e diffonderli a un pubblico sempre più vasto. Presidente Pierluigi Bonora, chi sono i vostri referenti istituzionali e del mondo delle imprese? Dal 2011 l’Associazione promuove l’evento Missione Mobilità, la rassegna di stimolo, provocazione e pressione a favore di un

equilibrio tra le città e il mondo dei motori a due e quattro ruote, troppo spesso considerate solo come “bancomat” di tutte le tasse possibili e mai attentamente valutate come elementi strategici della nostra industria e all’interno di un piano generale di mobilità equa e responsabile. Uno dei principali obiettivi della manifestazione è di consentire ai rappresentanti delle filiere della mobilità di confrontarsi con le Istituzioni nazionali e locali alla ricerca di soluzioni che propongano una politica integrata della mobilità che tenga conto di tutti i sistemi di trasporto, dalle auto alle bici passando per moto e scooter, tutelando sempre la libertà di spostamento dei cittadini, senza preclusioni ideologiche e demagogiche.


PLANET

Al convegno di Milano hanno partecipato relatori di spicco del settore automobilistico, giornalistico e politico

Quale è il vostro interesse per il mondo delle flotte a cui questo giornale è rivolto? Il noleggio costituisce uno dei principali attori della mobilità aziendale e cittadina. Questo settore ha sperimentato sulla propria pelle, soprattutto negli ultimi mesi, gli effetti di politiche miopi e penalizzanti sul fronte della fiscalità rispetto agli altri Paesi europei che ne stanno limitando le potenzialità di sviluppo. Una politica integrata mobilità vuol dire anche colmare il gap che ci separa dai competitor europei, permettendo a questo importante segmento della filiera di svilupparsi a pieno. Come sta cambiando lo scenario della mobilità familiare e quali nuove sfide attendono i costruttori di vetture? Il cambiamento nei confronti dell’auto sta cambiando. Oggi, data la crisi, la propensione a tenere l’auto e a non sostituirla è molto forte. I costruttori sono chiamati a rimodulare le strategie di approccio alla clientela alla luce dei cambiamenti in atto. Il processo di decremento del mercato delle auto nuove è alla luce del sole. E non bisogna far finta di non accorgersene. Il sorpasso delle vendite di biciclette sulle auto è un segnale che le case automobilistiche devono interpretare e tenere in considerazione, fatto salvo che nei centri urbani si debba continuare a investire in modo bilanciato e responsabile senza penalizzare l’uno o l’altro comparto e utente. Vero è, comunque, che nelle città l’uso della macchina deve essere fatto sempre in modo responsabile e non come un capriccio. Da privilegiare sono sempre i mezzi pubblici che, proprio per questo, de-

vono essere resi sempre più efficienti, confortevoli e sorvegliati. Quale iniziative avete messo in campo? A settembre Missione Mobilità ha fatto tappa a Milano dopo aver esordito nell’autunno 2012 a Torino ed esposto le proprie ragioni lo scorso giugno a Roma. Amoer, con Missione Mobilità, è stata la prima organizzazione a denunciare apertamente tutte le vessazioni che utenti e settore della mobilità a motore subiscono da anni; abbia denunciato tutte le ingiustizie, a partire dall’esosità del fisco, che il settore è costretto a subire, ma anche la debolezza delle associazioni di categoria a proporsi come una lobby unita e forte davanti alle Istituzioni, nonché l’importanza della mobilità a motore a livello occupazionale ed economico per il Paese. Il nostro evento, inoltre, propone sempre una ricerca che viene successivamente sviscerata e commentata dai varia media. Nel 2012, con il fattivo contributo di AlixPartners e il commento del sociologo Francesco Alberoni, abbiamo lanciato il tema della disaffezione dei giovani verso l’auto, non più considerata una priorità per questi soggetti, rispetto, invece, alle tecnologie per la connessione. Quali iniziative state portando avanti e cosa sarà Amoer tra 10 anni? Quest’anno, come già detto in precedenza, abbiamo deciso di raddoppiare l’appuntamento con l’evento Missione Mobilità, facendo tappa a Roma (giugno) e a Milano (settembre). La dura crisi del settore, in tutti suoi risvolti, ha reso necessario identificare

due momenti di riflessione sulle tematiche di maggiore attualità per il comparto. L’evento di Milano ha visto un’ampia partecipazione di rappresentanti delle associazioni di categoria della filiera, dei vertici della case auto e moto e di media e di pubblico. Ma soprattutto il 16 settembre Missione Mobilità ha messo faccia a faccia la filiera con il Governo, rappresentato dal Presidente della Commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone e dal vice Ministro dell’Economia Luigi Casero. Non è stato facile, ma l’operazione è andata a buon fine. Essere riusciti a fungere da trait d’union tra le due parti che da tempo non si confrontavano apertamente fuori dalle stanze dai bottoni e soprattutto di fronte agli addetti ai lavori e all’opinione pubblica, ci riempie di orgoglio. Dal dibattito, infatti, sono uscite considerazioni e proposte concrete allo scopo di arrivare, quanto prima, a una reale svolta verso la ripresa, a partire, magari, dall’abrogazione del superbollo sulle automobili al top di gamma e da una revisione della fiscalità sulle vetture aziendali e affinché vengano agevolati gli acquisti da parte delle famiglie. La tappa di Milano, con la sua giornata ricca di interventi e il pubblico numeroso intervenuto, ci dà ancora più forza per continuare. Missione Mobilità va avanti, con le sue provocazioni e la volontá che si realizzi l’obiettivo di una mobilità equa e responsabile a 360 gradi”. La missione futura di Missione Mobilità dipende dagli addetti ai lavori. Se, cioè, associazioni e filiera daranno un segnale forte e dimostreranno di credere, come stiamo facendo noi, in questa durissima battaglia. Ci vuole più coraggio, insomma.

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di Marco Di Pietro

FUTURE

Da Fleet Manager a Mobility manager: come cambia il ruolo del responsabile della flotta, alla luce dei cambiamenti di prodotto e delle mutate necessità aziendali.

VERSO UNA MOBILITÀ INTEGRATA L

a figura professionale del fleet manager come l'abbiamo intesa finora in senso tradizionale risulta ormai decisamente obsoleta. Il “gestore interno”, che si occupa della quotidianità della flotta, degli aspetti burocratici, della risoluzione dei problemi nei rapporti con i fornitori, ma che non svolge alcun ruolo consulenziale e decisionale, deve mutare pelle. Oggi le esigenze di mobilità a 360 gradi delle imprese sono tutt'altra cosa rispetto a un pur recente passato. Le aziende hanno tentato di rispondere al cambiamento affiancando al fleet manager altre figure professionali: il Travel Manager, che si occupa delle trasferte di lavoro del personale, e il Mobility Manager, che è una sorta di coordinatore delle strategie sulle modalità di spostamento dei dipendenti. Da tre a uno Quest'ultima figura nasce soprattutto nell'ambito delle imprese pubbliche con lo scopo di governare la domanda di trasporto, specialmente negli spostamenti sistematici (per esempio il percorso casalavoro e viceversa), intervenendo anche sul comportamento delle persone. Il Mobility Manager è stato istituito ufficialmente col Decreto Ronchi (il Ministro del-

l'Ambiente in carica a fine anni Novanta). Il provvedimento (Decreto 27/1998) obbliga gli enti locali a dotarsi di questa nuova figura professionale e sensibilizza anche le imprese private a fare altrettanto, in particolare quelle che hanno un numero di dipendenti superiore a 300 in un unica sede, oppure 800 allocati in differenti strutture. Vengono anche istituiti fondi per lo sviluppo di questa professione, che si uniscono ai vantaggi economici con l'ottimizzazione dei costi di flotta e di organizzazione aziendale. A mio avviso, però, il Mobility Manager dovrebbe trasformarsi in un gestore globale di mobilità: quindi riassumendo in sé i ruoli del Fleet Manager e del Travel Manager, oltre alle competenze specifiche del suo mestiere. Occorre precisare, comunque, che per molte aziende italiane il cambiamento professionale del Fleet Manager è pura fantascienza. Ancora in tantissime realtà, questo ruolo è confuso con quello di un semplice Fleet Administrator, che svolge dunque un compito prettamente burocratico e contabile. In altri casi, come abbiamo accennato, il ruolo è appaltato all'esterno al consulente/fornitore di noleggio a lungo termine. Ma la domanda conseguente è: chi controlla il controllore? Può al tempo

stesso essere il fornitore che controlla se stesso? Nossignori. Il Mobility Manager moderno, che riassume in sé tutte le competenze del Fleet e del Travel Manager, deve mantenere tutte le leve di controllo della flotta e delle esigenze di mobilità dell'impresa. Deve conoscere e allinearsi al mercato, deve implementare le best practice disponibili, deve contrattare con i fornitori la qualità del servizio migliore possibile (o, meglio, la più consona alle necessità dell'azienda), deve mirare al controllo del Total Cost of Ownership (oppure al più evoluto concetto di Total Cost of Mobility) non soltanto in ottica del contenimento dei costi, deve curare la soddisfazione del suo cliente interno (i dipendenti assegnatari del benefit auto) e, soprattutto, deve occuparsi di tutta la mobilità aziendale, anche quella alternativa all'auto (dal car pooling ai sistemi di videoconference in sostituzione delle trasferte non indispensabili). Ovvero: “dal bike sharing ai viaggi aerei transcontinentali”, le scelte strategiche dell'impresa dovrebbero essere coordinate da questa figura professionale. La quale deve necessariamente abbandonare la gestione del “day-by-day”, questa sì un'attività che può tranquillamente essere terziarizzata. ➔

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Parcheggio car sharing a Padova

Bike sharing in piazza del Duomo a Milano

La Green Car Policy Tra i ruoli strategici che il Mobility Manager dovrebbe avere, vi è senz'altro la supervisione della policy sulla riduzione dell'impatto ambientale. Le aziende percorrono ogni anno milioni di chilometri per lavoro: preferire un mezzo di trasporto piuttosto che un altro, ridurre significativamente le emissioni medie della flotta, monitorare puntualmente i consumi (e quindi le emissioni) reali del parco auto rientrano tra i suoi compiti primari, perché hanno un impatto diretto sull'abbattimento dell'inquinamento prodotto, ma anche sul contenimento delle spese di flotta. Ma anche altri aspetti legati alla mobilità devono vedere il Mobility Manager come titolare (o principale ispiratore) delle scelte aziendali: in particolare l'organizzazione degli spostamenti non direttamente collegati con l'attività commerciale d'impresa (per esempio i percorsi dei dipendenti non assegnatari di auto di flotta). Ciò si traduce nell'implementazione di progetti di car pooling intra o interaziendali, nella costruzione di accordi con le aziende di trasporto pubblico, nell'ideazione di sistemi di incentivazione dei dipendenti.

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Anche l'auto a impatto zero (le vetture elettriche), oppure a modeste emissioni (ibride e a gas metano) deve essere sotto la lente d'ingrandimento del Fleet Manager che si è evoluto in Mobility Manager a 360°: i numeri delle immatricolazioni sono ancora microscopici, ma a livello di prodotto la gamma dei listini si sta allargando a macchia d'olio. Ford Focus Elec-

tric, Volkswagen E-Golf, BMW i3 e almeno una dozzina di ibride più altrettanti modelli a metano stanno per debuttare nelle car grid aziendali. La valutazione del reale costo complessivo di utilizzo e gestione, il benchmarking sui canoni di noleggio tra i fornitori, il confronto con i colleghi di pari ruolo al servizio di altre aziende sono modelli di aggiornamento fondamentali.

I 10 FATTORI CRITICI DI SUCCESSO DEL MOBILITY MANAGER 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Capacità di ascolto del cliente interno Autorevolezza professionale Conoscenza dei prodotti e dei servizi di NLT Competenza tecnica e amministrativa Capacità di dialogo con il Management Conoscenza dei tools gestionali di controllo Capacità di mettersi in discussione Libertà di azione nella sperimentazione Conoscenza delle dinamiche del Travel Management Apertura mentale verso la mobilità alternativa


LA

500L SI ALLARGA ANCORA CON LA LIVING E LA TREKKING

I

nimitabile 500. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. E non solo perché è l'unico modello del Lingotto in grado di attenuarne la sempre più accentuata dipendenza economico-finanziaria dai brillanti risultati della Chrysler, ramo americano del Gruppo. Certamente la Panda continua da 30 anni a fare il suo dovere, ma è la piccola «rinata» il 4 luglio 2007 nel corso di un'indimenticabile notte sul Po il perno della strategia di Sergio Marchionne, che facendone un marchio autonomo sotto l'ombrello Fiat l'ha inserita nel poker dei brand globali - assieme ad Alfa Romeo, Jeep e Maserati - destinati a tenere alta in tutto il mondo la bandiera del gruppo italo-americano. Per diventare un marchio vero, però, non basta un unico prodotto seppur declinato

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in diverse variazioni e versioni (berlina e cabrio, Abarth e Turbo, Gucci e GQ). Per questo la piccola 3 porte ha deciso di mettere su famiglia, crescendo in dimensioni, numero di porte e di posti, abitabilità. Il primo step di questa evoluzione è rappresentato dalla 500L, accolta nel 2012 con grande favore dal pubblico europeo e appena sbarcata negli USA, dove la capofamiglia sta riscuotendo un successo - testimoniato da oltre 140.000 unità vendute, sugli oltre 1,2 milioni nel mondo - largamente superiore alle più rosee aspettative: la L è una monovolume dalle dimensioni compatte (è lunga 4,14 metri), spaziosa e versatile, ricca di soluzioni innovative e originali. Un modello che, nato da appena un anno, ha già dato vista a una sorta di «sottofamiglia» grazie a due new entry che hanno

aperto nuove prospettive anche per quanto riguarda il settore delle flotte aziendali. Peraltro già ampiamente frequentato - a differenza di quanto si sarebbe portati a credere - dalla 500 berlina, che deve al fleet quasi un terzo delle sue vendite europee grazie soprattutto al favore con cui l'hanno accolta le società di noleggio e gli operatori del car sharing. La 500L ha consolidato la tendenza con una quota flotte vicina al 40%, e un ulteriore impulso può arrivare, secondo gli strateghi del Lingotto, dalle sue recentissime declinazioni. La prima è la versione Trekking, che interpreta l'anima avventurosa della famiglia grazie all'aspetto e ad alcuni accorgimenti che l'avvicinano al mondo dei Suv, ma senza l'aggravio di costi e consumi connesso con la presenza della trazione integrale.


di Giampiero Bottino

DRIVE

La 500L si è trasformata in Living aumentando i posti da 5 a 7

Con i sedili abbattuti la 500L Living offre un bagagliaio di 1.700 litri

Una vettura che sembra fatta su misura per le esigenze lavorative di chi ha bisogno di spazio e capacità di trasporto, trovandosi magari ad affrontare fondi stradali non sempre ideali e percorsi abbastanza impervi. Queste sue capacità aggiuntive sono il frutto di diverse soluzioni dedicate, come l'altezza da terra superiore del 10% alla versione normale e le protezioni specifiche volte a limitare la possibilità di danni quando si affrontano degli sterrati. Il sistema Traction+, poi, ben assecondato dagli pneumatici Mud & Snow (fango e neve) di serie, consente di affrontare con successo le più problematiche condizioni di aderenza grazie alla gestione intelligente della coppia tra le ruote anteriori, garantendo una motricità che nella maggior parte dei casi non fa rimpiangere la mancanza della trazione

4x4. E il City Brake Control, disponibile sull'intera gamma 500, è il sistema di frenata automatica alle basse velocità che identifica gli eventuali ostacoli, scongiurando il rischio dei piccoli urti che, così frequenti nel traffico urbano, concorrono all'impennata dei costi di riparazione. L'altra novità particolarmente interessante nell'ottica delle flotte aziendali è la 500L Living, versione allungata di 21 cm che hanno consentito di portare a 7 i posti disponibili. Un eccellente esempio di versatilità, visto che in alternativa alla possibilità di trasportare tante persone si può contare su un vano di carico di 1.700 litri «annegando» nel pavimento i sedili della terza fila e abbattendo gli schienali della seconda: un volume davvero importante per una vettura che conserva dimensioni compatibili con le nostre trafficate città. Per quanto riguarda le motorizzazioni, la Trekking condivide l'intera gamma delle versioni più convenzionali: i benzina 1.4 da 95 cv, 0.9 TwinAir bicilindrico da 105 cv anche nella variante bi-fuel a metano

da 80 cv, i turbodiesel Multijet 1.3 da 85 e 1.6 da 105 cv, con un listino che parte da 19.650 euro. Nel listino della più pesante Living - che parte da 19.200 euro non figura invece il meno potente dei due benzina, ma c'è il bicilindrico 0.9 nella versione Natural Gas da 80 cv funzionante anche a metano. E da fine anno entrambi i modelli possono contare su due nuove unità da 120 cv presentate all'ultimo Salone di Francoforte: il turbodiesel 1.6 Multijet e il turbo a benzina 1.4 T-Jet. Nel proporre le nuove monovolume ai gestori delle flotte, la Fiat evidenzia la spaziosità, l'efficienza, i contenuti costi di esercizio e l'elevato valore residuo, certificato dalle rilevazioni Eurotax che parlano di un 69,5% dopo il primo anno, rispetto a una previsione iniziale del 70%. Tra l'altro, nel caso della 500L Living è stata predisposta una versione Business tagliata su misura per le esigenze aziendali e corredata di navigatore integrato, regolazione lombare e appoggiabraccio anteriore, sensori di parcheggio posteriori e cerchi in lega da 16 pollici.

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di Nicola Desiderio

DRIVE

BMW 318D GRAN TURISMO OVVERO

GRAN COMFORT L

a terza variante della BMW Serie 3 è, a sorpresa, la Gran Turismo, la sorellina minore della Serie 5 GT che si propone come un’interessante alternativa per chi vuole una BMW, ma desidera più spazio e più comfort in una formula originale. Lunga 4,82 metri e con un passo di ben 2,92 metri, la 3 GT parte da 37.990 euro con motorizzazioni a 4 e 6 cilindri, anche con trazione integrale xDrive, con potenze che vanno da 306 CV fino ad arrivare ai 143 CV della 318d dotata di cambio automatico a 8 rapporti oggetto della nostra prova. Sei gli allestimenti tra cui anche il Business aut. oppure, se si preferisce il cambio manuale, si può optare per il Business Innovation Package che garantisce lo stesso equipaggiamento con un favorevole “value for money”. PER 20 CM IN PIÙ Se la berlina e la Touring hanno misure identiche, la Serie 3 GT è più lunga di 200 mm, più alta di 81 mm e presenta alcuni particolari stilistici inediti per una BMW come gli Air Breather, piccoli estrattori a forma di boomerang posizionati dietro i passaruota anteriori. Sembrano vezzi e

Dopo la Serie 5 GT, la casa di Monaco propone anche sulla “Tre” la formula di una variante più spaziosa della Touring ma con stile da coupé, accenno di ruote alte e posizione di guida rialzata. Lunga 4,82 metri, ha un abitacolo elegante che offre quantità e qualità nello spazio, ma soprattutto garantisce un comfort di viaggio degno di un’ammiraglia con costi di esercizio contenuti, accompagnati da buone prestazioni e da un’immagine di pregio. invece hanno una funzione ben precisa perché incanalano i flussi d’aria provenienti da una feritoia posizionata all’interno del parafango creando di fatto una specie di carenatura virtuale della ruota. Il cx varia da 0,28 a 0,30, a seconda delle versioni, grazie anche al contributo dello spoiler posteriore a scomparsa che fuoriesce oltre i 110 km/h riducendo la portanza del 60%. Inconfondibili il frontale con i due reni lambiti dai fari con proiettori doppi, i fari posteriori a L e la finestratura con il gomito di Hoffmeister. A tal proposito i cristalli delle portiere sono senza cornice, proprio come su una coupé. In generale, lo stile della 3 GT appare più filante e riuscito della 5 GT. ➔

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DRIVE

DAVANTI PIÙ ALTI, DIETRO PIÙ DISTESI Dentro la Serie 3 GT davanti si sta 59 mm più in alto e chi siede dietro ha 70 mm in più per le gambe dunque chi guida domina meglio la strada e i passeggeri hanno molta più libertà. Identica la plancia, con la parte centrale leggermente orientata verso il pilota e lo schermo a mo’ di televisore flat screen, con schermo da 6,5 o 8,8 pollici e sistema infotelematico iDrive comandabile attraverso la manopola sul tunnel e dotato delle avanzate funzioni telematiche ConnectedDrive. La strumentazione sfrutta la tecnologia black panel, con illuminazione color ambra, e quella dell’head-up display. Più ampio e funzionale invece è il divano posteriore che, oltre a essere abbattibile 40/20/40 con la parte centrale adibita a vano passante, ha lo schienale regolabile per 19 gradi su 15 posizioni. La capacità di carico va 520 a 1.600 litri e la cappelliera è in due pezzi che possono essere smontati e riposti sotto il vano, quest’ultimo perfettamente regolare, rifinito con grande cura e accessibile attraverso un portellone elettrico azionabile con il pulsante, la chiave o un comando in plancia. Identica alle altre Serie 3 i livelli e la dotazione di sicurezza dunque 5 stelle Euro NCAP e una lunga serie di dispositivi che danno maggiore tranquillità. Per chi sta spesso in città consigliamo i sensori e il park assist, ancora meglio se con la telecamera posteriore o il più sofisticato sistema Surround View mentre per esprimere al meglio la propria personalità c’è una lunga lista di accessori, materiali e colori. MOTORIZZATA AL MEGLIO La Serie 3 GT sfrutta la stessa piattaforma di berlina e Touring e, grazie all’ampio uso di acciai ad alta resistenza e alluminio, ha una massa relativamente ridotta e perfettamente ripartita tra ruote anteriori e

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posteriori. I motori sono alimentati ad iniezione diretta con turbo, hanno lo stop&start e il recupero d’energia. Al vertice delle unità a benzina c’è il 6 cilindri in linea di 3 litri da 306 CV della 335i (250 km/h, 0-100 km/h in 5,8 secondi), poi ci sono i 2 litri da 245 CV della 328i e 184 CV della 320i mentre i Diesel sono tutti 4 cilindri 2 litri: da 184 CV per la 320d e da 143 CV per la 318d che abbiamo provato, l’unica a non poter avere la trazione integrale xDrive insieme alla 325d biturbo da 218 CV. Con il cambio automatico a 8 rapporti, offerto in optional su tutti i motori, raggiunge 210 km/h e ha uno 0-100 km/h in 9,6 secondi, persino migliore di un decimo rispetto alla versione con trasmissione manuale, ma con consumi di 4,8 litri/100 km ed emissioni di 127 g/km di CO2, il 6-7% in più.

La GT offre una seduta più alta di 59 mm delle altre Serie 3


GRAN TURISMO NON SOLO A PAROLE La Serie 3 GT ha un’ottima tenuta di strada, ma è soprattutto stabile e sicura. Chi ha guidato già berlina e Touring la troverà meno agile e pronta, in compenso sarà conquistato dal grande comfort di questa BMW, sia per la sua silenziosità sia per la capacità delle sospensioni di copiare le sconnessioni, anche con pneumatici maggiorati e senza l’apporto degli ammortizzatori a controllo elettronico. Sensibili le differenze selezionando le diverse modalità di guida (Eco Pro, Normal o Sport) che agiscono su sterzo, acceleratore, controllo di stabilità e trazione anche sul cambio, quest’ultimo semplicemente perfetto, sia quando viene utilizzato in modo sequenziale agendo con la leva o le levette sia quando deve pensare da sé. Con la Serie 3 GT i chilometri scorrono senza fatica, anche per chi siede dietro, il motore ha sempre la giusta riserva e anche i consumi risultano contenuti e poco

influenzati dallo stile di guida. UN FRINGE BENEFIT DI MARCA Le station wagon sono sempre le solite e i monovolume sono pratici ma non hanno il prestigio del marchio premium. Per questo la BMW 318d GT è un’eccellente soluzione per l’azienda che vuole offrire un

fringe benefit al proprio dipendente perché ha la schiatta di una BMW, bassi costi di esercizio e promette valori residui elevati, inoltre garantisce sicurezza e comfort superiori durante la settimana e, quando scatta il week end, si trasforma in un’auto da famiglia, ricca di spazio e dallo stile originale e dinamico.

BMW 318d Gran Turismo Modern 143 CV DATI TECNICI E PER L’IMPIEGO AZIENDALE cilindrata 1.995 cc potenza 143 CV lungh./largh./alt. 4,82 x 1,83 x 1,51 m peso 1.560 kg accelerazione 9,6” (da 0 a 100 km/h) velocità massima 210 km/h cambio automatico a 8 rapporti trasmissione trazione posteriore costo di esercizio al km (*) 0,47

consumo medio 20,8 km/litro capacità di carico da 520 a 1.600 litri comfort ★★★★★ silenziosità ★★★★★ ABS SI ESP SI antislitt. SI (*) percorrenza annua 30.000 km

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di Pier Luigi del Viscovo

PEOPLE

PER L’AUTO TECNOLOGIA E FLESSIBILITÀ

C

ome sta andando Mazda in Italia e in Europa? Stiamo migliorando la quota di mercato e anche i volumi, che sono più importanti. Negli ultimi anni abbiamo ristrutturato il nostro business model per fronteggiare il calo atteso, che sapevamo sarebbe arrivato e non sarebbe stato nemmeno breve. Il marchio si sta rafforzando e i risultati lo dimostrano. Soprattutto stiamo aumentando il fatturato unitario, unica strada per rendere sostenibile il business in un mercato così depresso. È una strategia avviata due anni fa e fondata sui nuovi modelli che stiamo introducendo. Vede differenze tra la domanda di auto nuove degli italiani rispetto agli altri cittadini europei? Prima di tutto va detto che le norme che regolano il mercato non sono allineate a livello

Italia vs Europa, propulsioni alternative , economie di scala, flessibilità e connotazione sportiva. Questi alcuni dei temi di conversazione con l’amministratore delegato di Mazda Italia, Andrea Fiaschetti. europeo. Nei mercati leader la tassazione dell’auto è basata sull’inquinamento e la domanda va in una certa direzione. Inoltre hanno una deducibilità molto maggiore. Noi abbiamo una normativa fiscale fondata sui cavalli fiscali, ossia sulla potenza, mentre la gente ritiene che se si superano certe cilindrate si paga di più. Che impatto ha su Mazda questa specificità italiana? Noi stiamo andando in una direzione tecnologica opposta a tutti gli altri che – mentre in altri paesi non ha un impatto negativo a livello fiscale – in Italia ci limita. Le faccio un esempio. La nuova Mazda 3 che stiamo per lanciare nel segmento C monta un motore diesel da 2.200 cc

con tecnologia skyactive, che ha dei costi di gestione uguali a un 1.600 cc. Stiamo andando contro il downsizing delle cilindrate, che alcuni concorrenti hanno adottato per incontrare due esigenze della domanda mondiale: diminuire i consumi e l’impatto ambientale. Quanto pesa l’Europa sul business globale di Mazda? Circa il 30%. Tutti i grandi costruttori europei continuano a investire sull’elettrico, a fronte di una domanda che stenta a manifestarsi. Mazda come guarda a questa fuga iniziata nel 2007? L’elettrico è una bandiera tecnologica per molte case. Molti

programmi ma per ora ritorni economici negativi. Bisogna fare i conti con le abitudini delle persone. La ricarica richiede ancora troppo tempo, ponendo limiti all’utilizzo dell’auto. Oggi siamo abituati a uscire la mattina, girare la chiave e partire. Se poi hai bisogno di fare rifornimento ti fermi al primo benzinaio. Con l’elettrico, se ti dimentichi la sera di metterla in carica, la mattina hai un problema. Inoltre, ci chiediamo dove verranno smaltite le batterie esauste. Quindi, mi chiedo se l’elettrico sia la direzione per risolvere i nostri principali problemi. Forse questo sarà il futuro. Noi di Mazda immaginiamo un uso di propulsione elettrica, ma non così vicino nel tempo. Oggi non riesco a vederla. ➔

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PEOPLE

Secondo lei oggi gli automobilisti hanno bisogno di un propulsore nuovo, elettrico? Secondo me no. C’è invece bisogno di migliorare il motore termico. Grazie all’impiego di materiali speciali e a un disegno innovativo del pistone, Mazda è riuscita ad ottenere – col motore Skyactive – un rapporto di compressione di 14:1 sia sul diesel che sul benzina. Inoltre, abbiamo lavorato sui pesi dell’auto, alleggerendo tutti i componenti dell’auto del 10%, in modo equilibrato. Infine, stiamo usando acciai ad altissima resistenza, che vengono usati in Formula Uno, e i nostri motori diesel sono tutti in alluminio. Abbiamo migliorato le performance delle auto Mazda del 35%. Pensiamo di poter raddoppiare questo miglioramento dei motori termici, che sono ancora i più friendly per le abitudini delle persone.

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Con i limiti di velocità e il traffico congestionato di oggi è ancora possibile provare piacere nella guida? Penso di sì. Non è importante solo la velocità che posso raggiungere, ma la facilità con cui riesco a disporre dell’accelerazione, che è anche un fattore di sicurezza. Non crede che l’auto dovrebbe recuperare quella connotazione sportiva che tanto faceva presa sul pubblico maschile? Magari declinando anche delle connotazioni più femminili? Penso di sì. Ogni Casa dovrà avere una proposta commerciale e tecnologica che risponda alle esigenze di un gruppo di persone che hanno gli stessi attributi, uniti non in base a indici demografici, ma dal medesimo modo di pensare. Oggi Mazda è una Casa che vale tra il 2 e il 3% del mercato

mondiale, ma investe tanto in R&S per restare competitiva. Potrà continuare così restando indipendente o dovrà confluire in un grande gruppo industriale, seppure come brand fortemente connotato? Nel 2008 abbiamo scelto di stare da soli, dopo l’uscita di Ford. Da allora stiamo perseguendo una ristrutturazione industriale, organizzativa e commerciale. I capisaldi sono: realizzare economie di scala che ci permettano di produrre auto con soluzioni tecnologiche innovative a minor costo; avere organizzazioni flessibili che rispondano facilmente alle richieste del mercato mondiale, senza sovrastrutture che impediscono di comprendere la realtà e fanno da filtro senza essere produttive; a livello commerciale, Mazda non avrebbe ragione di esistere come piccolo costruttore generalista, in guerra con tutti gli altri, poiché non avremmo le

caratteristiche economiche e la mentalità giuste. Queste strategie ci hanno permesso l’anno scorso di tornare in utile, dopo quattro anni di perdite. Cosa propone Mazda al cliente fleet? Soprattutto Mazda 6 e Mazda CX5. Il problema è la dimensione del motore: molte car policy prevedono un limite a 2.000 cc, mentre noi proponiamo un 2.200 cc da 150 CV e costi di gestione inferiori. Oggi per lavorare nelle flotte serve una struttura commerciale dedicata e una gamma piuttosto ampia. Mazda potrebbe valutare un’alleanza con altri brand che si trovano in condizioni simili per offrire più modelli e condividere i costi commerciali? Non credo che nel nostro settore ci sia la cultura per fare un’operazione del genere.


DRIVE

di Alberto Motti

NUOVA GOLF VARIANT

LA SETTIMA VARIANTE

A

nche le auto crescono: ma se la nuova versione station wagon dell’immortale media Volkswagen si allunga e si allarga (e si abbassa), non ingrassa, anzi dimagrisce di oltre 100 kg rispetto alla versione precedente. La riduzione della massa, di conseguenza, ha un ruolo importante nel calo dei consumi, nell’ordine del 15% sulla media della gamma. Design curato Per questa edizione della Variant, la casa di Wolfsburg ha particolarmente curato il design, rendendo la station wagon immediatamente riconoscibile come una Volkswagen, ma anche come una Golf. Questo si nota in particolar modo nel montante di coda che ricalca la linea di quello della versione berlina. Le due carrozzerie infatti, a differenza dei modelli precedenti, pur strette parenti sono state progettate in parallelo, tanto che la Variant ha un design indipendente a partire dalle portiere posteriori incluse.

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Per la nuova station wagon della famiglia Golf, giunta alla VII generazione, Volkswagen cura particolarmente il design. Crescono le dimensioni e la capacità di carico, ma calano peso e consumi. Tanta elettronica, di serie od opzionale, per aumentare sicurezza e piacere di guida. Sette motori tra 90 e 150 cv per prezzi compresi tra 19.500 e 29.900 euro.

La Golf Variant è lunga 45 cm, 28 centimetri più della versione precedente, ma la capacità di carico è aumentata a 605 (a filo finestrini) e 1.620 litri (fino al tetto, sedili posteriori abbattuti). I valori della precedente erano rispettivamente 505 e 1.495 litri. Motori da 90 a 150 cv Le motorizzazioni disponibili per l’Italia vanno da 90 a 150 cv, tre benzina e quattro diesel. Già disponibili le versioni con cambio a doppia frizione DSG a 6 o 7 rapporti. In arrivo ci sono le versioni 4motion a trazione integrale e anche quella a metano: 1.4 TGI da 110 cv. I TSI sono da 105, 122 e 140 cv, con il primo 1.2 e due più potenti 1.4. Non è importato il 1.2 da 85 cv, ritenuto sottomotorizzato per il nostro mercato. Per quanto riguarda i TDI, la gamma a gasolio si articola su tre 1.6 da 90, 105 e 110 cv (quest’ultimo è un Euro6, mentre gli altri due sono Euro5) e su un 2.0 da 150 cv. Le percorrenze medie dichiarate

si attestano sui 19-20 km/l per i benzina e tra i 22 e gli oltre 25 km/l per i motori a gasolio. Grande versatilità Tra i punti forti della Variant c’è sicuramente la versatilità del vano bagagli. Ai progettisti erano stati imposti tre paletti per quanto riguarda la lunghezza degli oggetti da caricare. In configurazione cinque posti, il vano doveva essere lungo almeno 1 metro (è 1.055 mm), abbattendo i sedili posteriori si dovevano raggiungere i 180 cm (1.831 mm) e reclinando in avanti il sedile del passeggero doveva essere possibile imbarcare oggetti di 2,5 metri (2.671 mm). L’apertura del portellone in larghezza oltrepassa il metro. Il bagagliaio dispone di un piano di carico a filo della soglia d’ingresso che può essere regolato in altezza – creando due distinti livelli di carico, o rimosso per massimizzare la capacità di carico. La copertura avvolgibile del vano, se non utilizzata, può essere riposta al di sotto del piano di carico.

Anche il meccanismo di abbattimento dei sedili posteriori è stato affinato per venire incontro alle esigenze della clientela: è ora possibile abbattere i sedili (frazionati nelle proporzioni 60:40) attraverso due leve manuali poste nel bagagliaio. Ma la capacità di carico della Variant è curata anche nella parte anteriore dell’abitacolo. Ci sono infatti cassetti portaoggetti sotto i sedili anteriori, all’interno del bracciolo centrale regolabile – di serie a partire dall’allestimento intermedio – e, al centro della console, sotto i comandi della climatizzazione. Questo vano che contiene le connessioni multimediali è protetto da una serratura, per potervi lasciare uno smartphone senza patemi. Sicurezza 10 e lode Sulla station wagon media di Volkswagen, la sicurezza è estremamente curata. Innanzitutto sono di serie su tutti e tre gli allestimenti 7 air bag, incluso quello per le ginocchia del guidatore, così come il controllo di stabilità. ➔

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DRIVE

celerando fino alla velocità di crociera impostata. Se accoppiata al cambio DSG, questo sistema è in grado di rallentare fino a fermarsi e ripartire (dopo aver chiesto il consenso al guidatore), rendendo poco faticosa persino una situazione di traffico stop&go.

C’è poi il nuovo sistema di frenata anti collisione multipla, che decelera automaticamente dopo il primo impatto per evitare urti secondari. Tra gli accessori a richiesta, spesso disponibili in pacchetti per renderli più convenienti, troviamo il sistema proattivo di protezione – già visto su auto di ben altra categoria, è un sistema che nell’imminenza di un impatto attiva i pretensionatori delle cinture di sicurezza e chiude finestrini e tetto elettrico per massimizzare l’efficacia degli air bag. Il sistema ACC di regolazione automatica della distanza di sicurezza aggancia attraverso un radar l’auto che precede e mantiene la distanza rallentando e riac-

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Frena da sola Il Front Assist con frenata di emergenza City è un sistema che monitora attraverso un radar lo spazio antistante l’auto e in caso di repentino rallentamento dell’auto davanti, prepara i freni avvicinando le pastiglie ai dischi e avvisa acusticamente il guidatore, per poi rallentare autonomamente per ridurre i danni. La funzione City frena autonomamente al di sotto dei 30 km/h. Infine, si può richiedere il Lane Assist, che, a differenza delle versioni precedenti, non si limita ad avvisare in caso si oltrepassi una linea tratteggiata senza inserire la freccia, ma addirittura corregge la traiettoria mantenendo l’auto all’interno della corsia. Siamo sempre più vicini alla guida automatica. Tutti questi dispositivi utilizzati insieme rendono la guida molto meno faticosa ed estremamente meno stressante. Altri dispositivi disponibili sulla Golf Variant VII sono il sistema di riconoscimento di stanchezza del guidatore, che

avvisa acusticamente in caso di riduzione della concentrazione e due sistemi di abbaglianti automatici: in combinazione con i fari opzionali adattativi allo xeno, una telecamera registra i fari delle auto che precedono e che vengono incontro, gestendo automaticamente il movimento di una palpebra che oscura la parte di abbagliante che infastidirebbe l’altra auto. Il secondo sistema, più semplice, sempre attraverso una telecamera, legge la presenza di altri fari e abbassa gli abbaglianti. Piacere di guida Dal punto di vista del puro piacere di guida, si può scegliere il DCC, la regolazione adattativa dell’assetto, con tre modalità di guida selezionabili attraverso il display touch screen: Confort, Normal e Sport. Con anche la selezione del profilo di guida si aggiungono Eco, per il massimo risparmio, e Individual, che consente di tarare numerosi parametri in modo personalizzato. Inoltre ci sono il sistema di riconoscimento dei segnali stradali, riconosciuti attraverso una telecamera e riproposti sul display e il sistema di parcheggio semi automatico Park assist. I prezzi della Variant partono dai 19.500 euro della 1.2 TSI in allestimento Trendline per arrivare ai 29.900 euro della 2.0 TDI DSG Highline.


NEWS ON THE ROAD

di Nicola Desiderio

ALFA ROMEO MiTo MY2014: UN PO’ PIÚ GIULIETTA Anche per la piccola del Biscione arriva il momento di rinnovarsi, a cominciare dalla calandra cromata in stile Giulietta, fari bruniti e dalla nuova tinta Antracite. All’interno si possono scegliere 3 nuove sellerie e altrettante plance, ci sono nuovi pack mentre ancora più avanzato è il sistema Uconnect con schermo a sfioramento da 5 pollici. Novità anche per i motori con il 900 TwinAir da 105 CV campione di efficienza (4,2 litri/100 km e 99 g/km di CO2) e altri motori a benzina tutti 1.4: turbo MultiAir da 135 CV (anche con cambio TCT a doppia frizione) o 170 CV per la Quadrifoglio Verde e aspirato da 70 CV e 78 CV dedicato ai neopatentati come il Diesel 1.3 da 85 CV accanto all’1.6 da 120 CV. Cinque gli allestimenti (Impression, Progression, Distinctive, Superbike e Quadrifoglio Verde) a partire da 14.920 euro. Da rent cittadino. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

AUDI A3 SEDAN: LE È SPUNTATA LA CODA Audi A3 aggiunge alla propria gamma carrozzerie anche la Sedan 4 porte. Lunga 4.46 metri, 15 cm più della Sportback, si pone come un ritorno alla berlina compatta sportiva, con la cura costruttiva, la tecnologia e la dotazione di un’Audi, come i fari full led, i sistemi MMI e l’audio Bang&Olufsen, oltre che con un vano bagagli che va da 425 a 880 litri. Tutti turbo ad iniezione diretta i motori. I benzina 1.4 da 140 CV e 1.8 da 180 CV sono tutti Euro 6 e hanno il cambio S tronic a 7 rapporti di serie, il Diesel è il noto 2 litri da 150 CV. Al vertice c’è la S3 con il 2 litri da 300 CV a trazione integrale (250 km/h e 0-100 km/h in 4,9 secondi con l’S Tronic). I prezzi partono da 29.400 euro con 3 allestimenti (Attraction, Ambition, Ambiente) e un pacchetto Business dedicato ai clienti flotta con un vantaggio del 42%. Aziendale da user chooser. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

BMW SERIE 1 BUSINESS: IL SENSO DEGLI AFFARI Anche la BMW Serie 1 guarda al mondo delle flotte con la variante Business, offerta solo con carrozzeria 5 porte e con un pacchetto di dotazioni il cui valore rappresenta un vantaggio cliente di oltre il 50%. L’equipaggiamento può essere completato con i servizi ConnectedDrive, ulteriormente evoluti per tutta la gamma che ora comprende anche le versioni 118d XDrive a trazione integrale, disponibile solo con il cambio manuale. L’automatico a 8 rapporti guadagna le modalità di veleggiamento e di Launch Control e il pacchetto MSport è disponibile anche per le motorizzazioni 114, 116 e 118. Inoltre la modalità di guida Eco Pro è arricchita di nuove funzioni per contenere i consumi. La gamma prevede motori con potenze da 90 CV a 306 CV e 5 allestimenti (Joy, Unique, Sport, Urban e Msport) a partire da 22.900 euro. Da rent a 360 gradi. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

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FUTURE

CHEVROLET TRAX: ARRIVA AL MOMENTO GIUSTO Chevrolet entra nel segmento dei piccoli Suv con la Trax. Lunga 4,25 metri, ha un vano bagagli che va da 356 a 785 litri (a filo finestra) e abbattendo il sedile anteriore ospita oggetti lunghi fino a 2,3 metri. Completa la dotazione di sicurezza che comprende 6 airbag, attacchi Isofix e l’assistenza per le partenze in salita e per affrontare le discese ripide in fuoristrada. Tre i motori: 1.6 da 115 CV solo con la trazione anteriore mentre l’integrale a controllo elettronico è disponibile con l’1.4 turbo da 140 CV e il Diesel 1.7 da 130 CV (anche con cambio automatico a 6 rapporti). Particolarmente avanzato il sistema telematico MyLink che comprende anche la web radio e, se collegato con dispositivi Apple, sfrutta il sistema di istruzione vocali Siri. Tre gli allestimenti (LS, LT e LTZ) con prezzi a partire da 19.150 euro. Il breve è la morte sua. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

CITROËN GRAND C4 PICASSO: NON C’È 5 SENZA 7 Dopo la C4 Picasso 5 posti ecco l’attesa versione a 7 posti lunga 4,59 metri (+16 cm) e con un design ben differenziato da quello della sorella. La superficie vetrata massima è di 5,7 mq e il bagagliaio in configurazione 5 posti va da 574 a 704 litri inoltre, abbattendo il sedile anteriore destro, il piano di carico è lungo 2,75 metri. Più leggera di 100 kg, la Grand C4 Picasso ha la plancia con due schermi da 7 e 12 pollici, connettività avanzata, il sedile passeggero con massaggio, il sistema 360 Vision e una dotazione per la sicurezza al vertice. In gamma il nuovo BlueHDi 2 litri Euro 6 da 150 CV e l’inedito cambio automatico a 6 rapporti. L’altro Diesel è l’1.6 e-HDi da 114 CV o 92 CV (3,8 litri/100 km, 98 g/km di CO2). I benzina sono l’1.6 da 120 CV e il turbo da 156 CV. Prezzi da 24.300 euro con 5 allestimenti tra cui il Business. NLT o rent da aeroporto. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

HYUNDAI i30 ECONEXT: NUOVO NOME PER IL GPL Hyundai allarga la gamma delle versioni GPL che d’ora in poi si chiameranno Econext e, dopo la i10 e la i20, l’alimentazione bifuel arriva su ix20 e la i30, sia nella variante berlina sia in quella wagon. Per quest’ultime due il motore è l’1,4 da 100 CV che offre emissioni di CO2 di 133 g/km, ovvero il 10% in meno, con un’autonomia combinata che supera i 1.200 km. La i30 Econext 5 porte parte da 18.625 euro e la Wagon da 19.300 euro. Gli allestimenti disponibili sono il Classic e il Confort mentre il resto della gamma ha anche lo Style. Le altre motorizzazioni sono: 1.4 da 100 CV, 1.6 da 120 CV e 1.6 ad iniezione diretta da 135 CV anche con cambio automatico, disponibile anche con il Diesel 1.6 da 110 CV e 128 CV accanto all’1.4 da 90 CV. Prezzi a partire da 16.700 euro con la garanzia Tripla 5 compresa, anche per la versione Econext. Flotte gasate, fa per voi. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

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NEWS ON THE ROAD

di Nicola Desiderio

MAZDA 3: PER RINASCERE CI VUOLE STILE Mazda3 rilancia la sfida della casa di Hiroshima nel segmento delle compatte. Basata sulla piattaforma della CX-5 e della Mazda6, è più leggera, più rigida del 31%, ha un cx di 0,27 ed è più sicura grazie anche al pacchetto i-Activesense che comprende, tra le molte cose, la frenata automatica. Lunga 4,46, offre più ampio sia ai passeggeri sia ai bagagli (346-1.263 litri), maggiore la tecnologia di bordo con l’head-up display e il sistema infotelematico a connettività avanzata con schermo da 7 pollici. I motori sono due a benzina (1.5 da 100 CV, 2 litri da 165 CV) e il sofisticato Diesel 2.2 biturbo già omologato Euro 6 (anche con cambio automatico) da 150 CV che offre le migliori prestazioni della gamma “(210 km/h, 0-100 km/h in 8,1 s.) con consumi di 4,1 litri/100 km pari a 107 g/km di CO2. Prezzi da 17.400 euro. L’alternativa per l’NLT. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

MERCEDES CLASSE A: DAI NEOPATENTATI AGLI SMANETTONI La Mercedes Classe A guarda ai giovani proponendo la versione 160 CDI da 90 CV guidabile anche dai neopatentati. Il motore è l’ottimo Diesel 1.5 di derivazione Renault dotato di una coppia di 220 Nm tra 1.750 e 2.750 giri/min con un consumo di 3,8 litri/100 km pari a 98 g/km di CO2. Dall’altra parte arriva la A 45 AMG, la versione sportiva dotata del 2 litri da 360 CV, con trazione integrale e cambio doppia frizione a 7 rapporti, che raggiunge 250 km/h (autolimitati) e accelera da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi. Il resto della gamma comprende la A180 CDI da 109 CV, la 200 CDI da 136 CV e la 220 CDI con il 2.1 da 170 CV omologato Euro6 come le unità a benzina 1.6 da 122 CV e 156 CV e 2 litri da 211 CV. Il listino parte da 23.797 euro per 3 allestimenti (Executive, Sport e Premium) e arriva ai 44.356 della A 45 AMG. Da vivere in società. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

OPEL ZAFIRA TOURER: NOVITÀ TUTTE A GASOLIO Il monovolume tedesco rafforza la propria gamma motori con due unità a gasolio. La prima è 2 litri BiTurbo da 195 CV che posiziona la Zafira Tourer al vertice per le prestazioni (218 km/h, 0100 km/h in 8,9 secondi) con un consumo di 5,6 litri/100 km pari a 149 g/km di CO2. La seconda è in arrivo in autunno ed è l’inedito 1,6 litri tutto in alluminio da 136 CV, omologato Euro 6 grazie alla tecnologia SCR, e con consumi di 4,1 litri/100 km ed emissioni di 109 g/km di CO2, valori da record per un monovolume 7 posti che può contare su un bagagliaio fino a 1.860 litri, su una dotazione di sicurezza ai vertici e sull’offerta motori più ampia del segmento con unità a benzina, gasolio, GPL e metano e potenze da 110 CV a 195 CV. Tre gli allestimenti (Elective, Cosmo e Business) con prezzi a partire da 24.200 euro. Per il rent o il quadro di famiglia. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

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FUTURE

PEUGEOT 308: ARIA TEDESCA E LEGGEREZZA FRANCESE La nuova Peugeot 308 è basata sulla nuova piattaforma EMP2, è lunga 4,25 metri e più leggera di ben 140 kg, eppure è più abitabile e con un bagagliaio che va da 470 a 1.309 litri. Ha uno stile da tedesca, efficiente (cx di 0,28), i fari full Led e la plancia improntata al concetto i-Cockpit con strumentazione sopra la corona del volante e lo schermo a sfioramento da 9,7 pollici. Altrettanto lo è il pacchetto sicurezza denominato Driver Assistant Pack. Al lancio i motori saranno il 3 cilindri 1.2 da 82 CV, l’1.6 turbo da 125 CV e 156 CV e il Diesel 1.6 da 92 CV o 114 CV. In arrivo unità Euro6 tra cui il 3 cilindri 1.2 turbo a iniezione diretta da 110 CV e 130 CV e i Diesel BluHDi 1.6 da 120 CV (3,1 litri/100 km pari a 82 g/km di CO2) e 2 litri da 150 CV. Si parte da 17.100 euro con 4 allestimenti (Access, Active, Business, Allure). Jolly per azienda o rent. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

RENAULT KOLEOS: CI METTE LA FACCIA NUOVA Anche la Koleos si adegua ai nuovi canoni stilistici Renault e prende lo spunto per rinnovarsi con nuove tinte, interni dai materiali più raffinati e nuove dotazioni. I retrovisori hanno gli indicatori a Led, ci sono nuovi cerchi bitono e in plancia arriva il sistema R-Link completabile con numerose app e schermo da 7 pollici che serve anche per la retrovisione. Per la sicurezza la novità è l’avvertimento per l’angolo cieco mentre rimane l’utilissimo portellone che si apre due parti e la trazione è anteriore o integrale a controllo elettronico regolabile su 3 posizioni (2WD, Auto e Lock) coadiuvata dall’assistenza per le partenze in salita e per affrontare le discese. L’unico motore disponibile è il 2 litri Diesel con due livelli di potenza di 150 CV e 175 CV e altrettanti allestimenti (Dynamique e Luxe) a partire da 30.100 euro. Il rent va in montagna. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

SEAT LEON SC: VOGLIA DI COUPÉ La spagnola aggiunge una variante coupé 3 porte alla gamma. Differenziata nel design dalla 5 porte, la Seat Leon SC ha il passo accorciato di 35 mm e bagagliaio invariato (380 litri) con sedili sportivi rivestiti in tessuto, pelle o Alcantara. Avanzata la tecnologia, sia per le dotazioni di sicurezza (5 stelle Euro NCAP), sia per l’infotainment con il nuovo sistema Easy Connect, sia per i fari anteriori interamente a Led. Con il Drive Profile si può variare inoltre la risposta della vettura. Amplissima la gamma motori con moderne unità a benzina e gasolio da 1.2 a 2 litri con potenze da 86 a 184 CV (in attesa della Cupra da 265 CV per gennaio 2014) e cambi manuali o DSG a doppia frizione. Gli allestimenti sono Reference (il più indicato per i clienti flotte), Style e FR con il listino a partire da 17.620 euro. Da rent, per le giovani coppie. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

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FUTURE

SKODA OCTAVIA: AL CONFINE CON LA GERMANIA La Skoda Octavia di terza generazione cresce nelle dimensioni, nello stile e soprattutto nella qualità. Lunga 4,66 metri sia per la versione 5 porte sia per la Wagon, è più leggera di 102 kg e più efficiente fino al 23% inoltre ha un abitacolo più spazioso e un bagagliaio che va dai 5901.580 litri della berlina ai 610-1.740 litri con tante pratiche soluzioni. Le dotazioni per la sicurezza a 5 stelle Euro NCAP, i sistemi infotelematici e quelli audio sono degni di un’Audi e i motori (anche con cambio DSG a doppia frizione e trazione integrale), vanno dall’1.6 TDI da 90 CV alla versione RS con motori 2 litri a benzina di 220 CV e a gasolio da 184 CV, mentre la versione Ecomotive dichiara 3,4 litri/100 km e 89 g/km di CO2. Quattro gli allestimenti (Active, Ambition, Executive ed Elegance) a partire da 18.610, 1.000 in più per la Wagon. Un animale da flotta. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

TOYOTA AURIS TOURING SPORTS: IBRIDO CON BAGAGLI Toyota torna nel segmento delle station wagon compatte con l’Auris Touring Sports. Dinamica nello stile come la berlina, è lunga 4,56 metri (+28 cm) e ha un bagagliaio che va da 530 a 1.658 litri ed è lungo fino a 2,05 metri. La sicurezza è a 5 stelle Euro NCAP e il sistema Touch&Go Plus con schermo da 6,1 pollici assicura elevati livelli di connettività e servizi innovativi grazie alla connessione Internet. La gamma motori prevede un’unità a benzina 1.6 da 132 CV, due Diesel (1.4 da 90 CV e 2 litri da 124 CV) e soprattutto la Hybrid da 136 CV che dichiara consumi di 3,7 litri/100 km pari a 85 g/km di CO2. Tre gli allestimenti (Auris, Active e Lounge) con prezzi a partire da 21.650 euro (+900 rispetto alla berlina) e altrettanti per l’ibrida (Hybrid Active ECO, Hybrid Active+ e Hybrid Lounge) offerta da 24.350 euro. Aziende verdi, dateci un occhio. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

VOLVO POLAR E SUPER POLAR: COME PRIMA E PIÚ DI PRIMA Torna la Volvo Polar e lo fa con la V70, la station wagon che nello spirito si avvicina di più alla Polar “storica” e alla Super Polar nate tra 1989 e 1990. Questo duetto viene replicato con l’obiettivo di offrire un’auto robusta, sicura, confortevole e ben dotata, con tutti gli aggiornamenti estetici della gamma V70, ma con un vantaggio cliente tra 8.400 e 9.100 euro. La Polar offre già la frenata automatica City Safety mentre la Super Polar aggiunge l’impianto audio Performance e l’avanzatissimo sistema Sensus Connected Touch. Tutti a gasolio i motori con cambio automatico a richiesta. Si parte dal D2 1.6 da 115 CV (4,5 litri/100 pari a 119 g/km) anche con cambio Powershift, D3 2 litri da 136 CV e D4 da 163 CV e D5 2.4 da 215, quest’ultimi due anche con trazione integrale. A partire da 29.950 euro. Per flotte tradizionaliste o vacanze famiglia. ECOLOGIA ★★★★★ / SICUREZZA ★★★★★ / COMFORT ★★★★★ / CAPACITÀ DI CARICO ★★★★★ / COSTO D’ESERCIZIO ★★★★★

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TOGETHER

di Andrea Barbieri Carones

INTESA DI VALORE TRA VOLKSWAGEN ITALIA E LEASEPLAN I

primi a trarne vantaggio saranno i quasi 10mila utenti le cui aziende hanno scelto Volkswagen come auto aziendale attraverso LeasePlan Italia. A loro, infatti, si rivolge l’accordo siglato a giugno tra la filiale italiana della Casa tedesca e il gruppo guidato da Alfonso Martinez con l’obiettivo di velocizzare la risoluzione dei problemi puntando su una corsia preferenziale per i clienti. Abbiamo intervistato Swen Wucherpfennig, Direttore Service di Volkswagen Italia. L'accordo tra Volkswagen Italia e LeasePlan Italia rappresenta sicuramente un valore aggiunto per le aziende che hanno le vetture Volkswagen in dotazione. Certamente. Questo accordo rappresenta per la marca Volkswagen una partnership strategica e di valore, finalizzata a migliorare la qualità dei servizi erogati ai comuni clienti. A tale scopo 300 aziende, tra Concessionarie e Service Partner, hanno da noi ottenuto il riconoscimento di Specializzazione Service Flotte. Cosa intende per rete specializzata? Le aziende specializzate Service Flotte, facilmente identificabili grazie a una specifica bandiera esterna e ad un’insegna interna nella zona di ricezione clienti, sono in grado di offrire servizi dedicati al cliente business, per garantire

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L’accordo prevede il miglioramento dei servizi di assistenza postvendita erogati ai clienti aziendali. Ne parla Swen Wucherpfennig, Direttore Service della Casa tedesca. a chi guida una Volkswagen un trattamento esclusivo. Quali sono i principali servizi che la rete Service Flotte metterà a disposizione delle aziende clienti di LeasePlan Italia con vetture Volkswagen in flotta? I servizi offerti rispondono alle specifiche esigenze del cliente business, ovvero mobilità, rapidità d’intervento e trattamento esclusivo. Ecco alcuni esempi: disponibilità della vettura sostitutiva, una corsia preferenziale sia in fase di appuntamento che di esecuzione dell’intervento e un servizio di

messaggistica per comunicare al cliente l’avvenuto ripristino della vettura. Per coloro che preferiscono attendere l'esecuzione di un intervento rapido, abbiamo pensato di mettere a disposizione una connessione wi-fi gratuita affinché possano, nel frattempo, svolgere comodamente il loro lavoro. Per una panoramica completa dei servizi e della rete specializzata Service Flotte, abbiamo creato all’interno del sito www.volkswagen.it una pagina dedicata ai clienti business. Quante sono approssimativamente le auto Volkswagen

noleggiate tramite LeasPlan Italia? Quelle storicamente gestite sono decine di migliaia e attualmente le vetture a parco sono poco meno di 10.000. Tra quanto tempo ritiene che questo accordo sia a regime e che il personale LeasePlan e quello della rete specializzata

La 7a serie della Volkswagen Golf. La prima versione uscì dalla catena di montaggio nel 1974.


La sede di Volkwagen Italia a Verona

siano formati per darne attuazione "sul campo"? La rete specializzata è già una realtà ed è operativa da inizio 2013. Sul piano formativo stiamo erogando ai nostri Responsabili Clienti corsi focalizzati sulla gestione ottimale del cliente business; non che ne siano a digiuno, anzi al personale della

nostra rete mettiamo a disposizione un’ampia varietà di corsi, ma vogliamo garantire una qualità adeguata ai nuovi servizi. L’accordo prevede anche della formazione dedicata agli operatori LeasePlan sulle caratteristiche tecniche di prodotto che stiamo realizzando assieme ai nostri formatori tecnici. Come ogni nuovo processo, anche questo richiede del tempo ma questo elemento non ci preoccupa molto. Sia LeasePlan che Volkswagen hanno da sempre posto attenzione sulla qualità del servizio e dei processi interni che non faticano ad adeguarsi alle novità. Ritiene che l'allungamento della vita media delle auto delle flotte richieda una maggiore manutenzione da parte degli utenti/clienti? Dipende da cosa si intende per "allungamento": da oltre un decennio Volkswagen ha introdotto la tecnologia "Long life" che consente ai nostri clienti di percorrere fino a 30mila km

tra un intervallo di manutenzione e l'altro. Proprio per questo motivo, ma anche per mantenere nel tempo le caratteristiche di sicurezza ed affidabilità delle vetture Volkswagen, diventa ancora più importante una manutenzione precisa e puntuale, eseguita con l’utilizzo di ricambi originali unitamente alla competenza di personale tecnico adeguatamente formato da chi l'auto l'ha pensata, progettata e costruita. Quali sono le strategie di Volkswagen per il settore flotte aziendali? Rimanendo nell’ambito del post vendita posso confermare che questo è stato un primo importante passo. L’aver introdotto e affiancato alla vendita dell’auto anche una serie di servizi offre a tutta la filiera dei concreti vantaggi. Stiamo offrendo altri importanti servizi tra cui l’estensione di garanzia “Extra Time” e i contratti di manutenzione “Service Plan”.

La rete Volkswagen è in grado di offrire tutti i servizi tecnici necessari oltre a quelli di base, compresi pneumatici, carrozzeria e cristalli. La strategia è offrire all’utilizzatore tutti i servizi presso un unico punto di assistenza Volkswagen. Anche per gli accessori in post montaggio stiamo studiando delle iniziative, sempre nella duplice direzione, azienda e utilizzatore finale. Ritiene che quanto sottoscritto tra Volkswagen e LeasePlan possa rafforzare la presenza delle auto della Casa tedesca nelle flotte delle aziende italiane? In Volkswagen abbiamo un vecchio detto che recita: “La prima vettura la vende il venditore, le successive il service”. L’accordo rafforzerà la nostra partnership anche nella vendita proprio perché il cliente apprezzerà il servizio di cui avrà usufruito e, al momento di cambiare vettura, sceglierà un’altra Volkswagen.

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di Alessandro Palumbo

PROFIT

IL FORNITORE SECONDO LEASEPLAN C

he cos’è questo applicativo e a che cosa serve? L’SRM è l’acronimo di Supplier Relationship Management che letteralmente vuol dire gestione della relazione con i fornitori. Si tratta di un tool on line in grado di coprire i processi che ci vedono impegnati con i nostri fornitori per facilitare poi la nostra interazione verso i clienti. Quello che accomuna noi ai nostri fornitori sono i servizi che eroghiamo ai nostri clienti finali attraverso loro. L’SRM copre i processi relativi ai fornitori di servizi di gestione della flotta (per esempio le officine), ma anche di prodotti e servizi “no-core”, cioè tutti quelli che sono al di fuori del mondo automotive e quindi anche facilities, informatica, marketing e così via. Si tratta, in sostanza, di un portale unico per gestire le relazioni, le offerte, le quotazioni, le eventuali gare, i documenti e le scadenze contrattuali e le performance dei fornitori. Quali sono le funzioni di questo tool? Le principali funzioni gestite dal portale SRM sono: Gestione Albo Fornitori, Negoziazione, Contract management, Comunicazioni & Reportistica. Attraverso la prima funzione LeasePlan avrà a disposizione un albo fornitori sempre aggiornato e in linea con le proprie esigenze. In ogni momento LeasePlan avrà la possibilità di effettuare una semplice ve-

LeasePlan ha realizzato un portale con lo scopo di gestire la relazione con i propri fornitori chiamato SRM. Ne abbiamo parlato con Franco Oltolini, Operations Director e con Fabio Saiu, Business Information Management Director che ne hanno gestito la progettazione e la realizzazione. rifica on-line delle peculiarità dei singoli fornitori e valutare la possibilità di stipulare un accordo di fornitura. Per esempio relativamente alle officine, nel nostro portale, saranno inserite e caricate le caratteristiche e i servizi prestati dalle stesse. Avremo quindi delle schede sempre aggiornate e on line con diversi livelli di dettaglio come il numero dei ponti a disposizione, i metri quadri,

i servizi in grado di erogare (meccanica, carrozzeria, elettrauto), presenza di carro per il soccorso e così via. La funzione negoziazione è riferita solo ai fornitori di attività non core e dà la possibilità di effettuare acquisti tramite aste on line. Contract Management riguarda la gestione e archiviazione di tutti i documenti di acquisto (offerte, ordini e accordi ) e la

gestione e monitoraggio delle scadenze contrattuali, con funzione di alert verso i buyers. Comunicazioni e reportistica. Il portale garantirà la gestione delle comunicazioni da e verso i fornitori e soprattutto consentirà un più efficace monitoraggio delle loro performance in termini qualitativi ed economici (Vendor Rating). Quali sono gli obiettivi principali dell’SRM? Il fine ultimo di questo strumento è di assicurarci di avere sempre una qualità del servizio erogato dai nostri partner (fornitori) in linea con la promessa che LeasePlan fa ai suoi clienti. Il primo obiettivo è quindi il monitoraggio e la misurazione ➔

Franco Oltolini, Operations Director di LeasePlan Italia

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CATEGORIA

ganizzate, devono aver fatto un pre- screening e quindi “le operations” stanno lavorando sul fronte network per scremare il numero dei fornitori che possono entrare a far parte dell’SRM.

Fabio Saiu, Business Information Management Director di LeasePlan Italia

delle performances dei nostri fornitori (supplier’s KPI). Se pensiamo alle officine, questo ci permetterà di lavorare con chi è più performante (per esempio con le officine che presentano tempi di fermi tecnici bassi) e ci garantirà di avere una rete perfettamente allineata con gli stessi obiettivi di soddisfazione del cliente di LeasePlan. Gli altri obiettivi sono l’ottimizzazione del portafoglio dei fornitori, la razionalizzazione della gestione dei costi di prodotti e servizi, una migliore efficienza nella negoziazione e nella gestione della documentazione e dei contratti e l’automatizzazione dei processi d’acquisto. I vantaggi operativi sono molteplici: la possibilità di gestire più fornitori e più prodotti, l’ottimizzazione dei costi amministrativi di gestione degli acquisti, la riduzione dei contenziosi e dei costi legali correlati, una maggiore trasparenza nelle procedure di acquisto e di assegnazione delle forniture, il monitoraggio della spesa grazie alla tracciabilità degli acquisti, l’archiviazione elettronica di tutti i documenti di acquisto.

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Questo sistema è già operativo? Gran parte delle funzionalità sono tutte in essere e le stiamo aprendo progressivamente a tutti i fornitori. Progressiva-

mente perché ovviamente non vogliamo creare problemi di processo all’interno. Per esempio le reti del nostro portafoglio di officine devono essere or-

Quali sono gli sviluppi futuri di questo applicativo? E’ aperto solo al mondo dei fornitori o anche al mondo dei clienti e cioè fleet manager e driver? In questo momento stiamo lavorando perché contemporaneamente noi pensiamo che sia l’SRM che il CRM, che è l’altro strumento che stiamo mettendo in produzione proprio in questi giorni, e che noi utilizziamo insieme, contribuiscono fortemente ad avere una visione cliente centrica. L’intersezione di questi due mondi (CRM e SRM) dà tutto il supporto necessario affinché poi il cliente riesca ad avere il massimo delle informazioni. Quindi il futuro sarà un’integrazione tra CRM e SRM spostandoci molto più sul social e sul mobile.

TECNOLOGIA E SVILUPPATORI La tecnologia utilizzata è ORACLE con delle features assolutamente nuove che consentono interazioni con piattaforme mobile e con strumenti di dashboard e di business intelligence. Il portale è stato realizzato dalla società iTHAN specializzata nella progettazione, realizzazione e manutenzione correttiva ed evolutiva di complessi sistemi informatici aziendali.

Nello specifico, la società iTHAN si occupa di: • Ingegnerizzazione del software. • Analisi, progettazione e sviluppo di applicativi gestionali. • Migrazioni e integrazioni tra diverse applicazioni software anche su piattaforme diverse. • Progettazione e realizzazione di soluzioni di Business Intelligence e sistemi di reportistica aziendale avanzata. • Sviluppo soluzioni ad hoc disegnate sulle esigenze dei Clienti, garantendo l'integrazione con i sistemi aziendali esistenti. • Consulenza di ampio livello specifica nel settore Automotive. • Sviluppo Soluzioni per il Mobile.


NUOVA OPEL INSIGNIA

SEMPRE PIÚ FLOTTE ORIENTED


di Giampiero Bottino

DRIVE

L'abitacolo della Opel Insignia ha compiuto un autentico salto di qualità ponendosi al livello dei costruttori premium

H

anno lavorato davvero di fino alla Opel. L'obiettivo era quello di arricchire l'Insignia di contenuti premium, per mettere l'ammiraglia di Rüsselsheim in condizione di competere alla pari nelle settore delle berline di gamma medio-alta il cui successo dipende in larga parte dal comparto flotte. I risultati di questo impegno si sono visti (e apprezzati) all'ultimo Salone di Francoforte, dove l'ammiraglia Opel ha svelato al grande pubblico un volto profondamente rinnovato. Il look, pur rimanendo inconfondibilmente Insignia (non dimentichiamo che si tratta della vettura che ha avviato la nuova filosofia stilistica della marca incentrata sul claim "L'arte scultorea incontra la precisione tedesca"), ha subito dei ritocchi significativi, che trovano uno degli elementi distintivi nella griglia cromata che, diventata più larga e più bassa, contribuisce a determinare una presenza su strada più importante. La barra, anch'essa cromata, al cui centro campeggia il logo del brand, ora più snella e sottile, si caratterizza per i due inediti baffetti laterali all'insù che sembrano raccordarla ai gruppi ottici, quasi a sottolinearne il nuovo disegno e i contenuti tecnologici tra cui spiccano - a seconda degli allestimenti - le lampade bi-xenon, gli evoluti fari adattativi AFL+ e la striscia a forma di L delle luci diurne a

Led. Tecnologia che caratterizza anche i gruppi ottici posteriori, come di consueto divisi in due parti con le slanciate luci di retromarcia posizionate sul portellone. Le ambizioni premium si ritrovano anche, e con ancora maggiore enfasi, all'interno, dove spicca la grande attenzione dedicata alle lavorazioni e ai materiali che sembrano enfatizzare il nuovo disegno del volante e della consolle. Ma i veri assi nella manica della nuova ammiraglia Opel non sono quelli che si possono individuare a vista: la meccanica, la funzionalità e le tecnologie disponibili rappresentano un indiscutibile passo avanti rispetto al modello di cui la new entry ha preso il posto. Sono stati per esempio migliorati in misura consistente numerosi componenti importanti ai fini sia della dinamica di guida - e quindi della sicurezza - sia della qualità della vita a bordo: il telaio è diventato più rigido ed è stato modificato il comportamento degli ammortizzatori, delle barre antirollio e dello sterzo, mentre dei progressi importanti sono stati effettuati sul piano della riduzione del rumore e delle vibrazioni. Per quanto riguarda la gamma motori, l'Insignia può contare su unità che rappresentano lo stato dell'arte della tecno-

logia Opel, beneficiando di tutti gli accorgimenti più sofisticati per combinare l'incremento delle prestazioni con il contenimento delle emissioni e dei consumi, riducendo i costi di gestione che nell'ottica fleet rappresentano un elemento di fondamentale importanza. Sotto questo aspetto, merita un'attenzione particolare il nuovo 2.0 turbodiesel Cdti, declinato nelle potenze di 120 e 140 cv, accomunate da un livello di emissioni davvero contenuto: 99 g/km di CO2 che diventano 104 nel caso della Sports Tourer. Sono valori che collocano questa versione nella classe di efficienza A+ secondo i criteri di valutazione tedeschi che da noi si sono già imposti nel mondo degli elettrodomestici, ma non ancora in quello delle quattro ruote. Con entrambi questi propulsori, se abbinati alla trasmissione manuale a 6 marce e allo Start/Stop, le nuove Insignia a 4 e 5 porte si pongono ai vertici della categoria in termini di consumi: 3,7 litri di gasolio ogni cento chilometri nel ciclo di prova combinato UE. Al vertice dell'offerta diesel, di gran lunga la più apprezzata soprattutto dalla clientela aziendale, il Cdti 2.0 Biturbo da 195 cv che promette la piacevolezza di guida che è lecito aspettarsi da una coppia davvero generosa: 400 Nm il valore massimo. ➔

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Sul fronte dei benzina l'alternativa più valida - anche a livello di costi d'esercizio - è il turbo 1.6 appartenente alla famiglia Sidi (Spark ignition direct injection), il prodotto più evoluto della tecnologia Opel nel campo dei motori a benzina: eccellente applicazione della filosofia del downsizing, combina in modo esemplare prestazioni ed efficienza grazie a una potenza di 170 cv (con 260 Nm di coppia massima) e alla possibilità di disporre - in abbinamento con il cambio manuale a 6 marce - del dispositivo Start/Stop. A livello flotte, soprattutto nel caso del noleggio, ha le carte in regola anche l'ecologico motore d'ingresso 1.4 turbo da 140 cv con cambio manuale e Start/Stop che mette 123 g/km di CO2 e rispetta le future normative Euro 6. Questa unità è disponibile anche nella versione bi-fuel a benzina e GPL, senz'altro la più economica del lotto al momento di mettere mano al portafogli per pagare il pieno di carburante. Dal punto di vista tecnologico, l'innovazione più significativa ed evidente è costituita da un inedito sistema di infotainment particolarmente evoluto, ricco di funzionalità, intuitivo e semplice da usare. Tra le tante caratteristiche evolute, c'è per esempio lo zoom automatico che si attiva quando il sistema di navigazione registra una situazione di particolare criticità che potrebbe facilmente indurre a degli errori. L'ispirazione al mondo dei computer appare evidente non solo per le possibilità di connessione a internet, ma anche perché il display da 8 pollici del tipo touch screen

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può essere gestito anche attraverso il touch pad, il tappetino sul quale scrivere con le dita le impostazioni da trasferire al sistema, nel quale è possibile esportare la propria rubrica piuttosto che organizzare le funzioni più utilizzate nell'ormai familiare barra dei preferiti. Un altro display della stessa dimensione è l'elemento dominante del nuovo cruscotto, che può essere configurato dall'utente per fornire un'ampia gamma di informazioni utili alla guida in aggiunta alle consuete indicazioni della velocità, del contagiri e del livello del carburante. A mettere la nuova Insignia al livello delle concorrenti più qualificate concorre anche la decisione di trasformare il modello in una vera e propria famiglia di vetture, magari non tutte in grado di stuzzicare gli

appetiti delle flotte, ma importanti per ampliare il ventaglio dei potenziali clienti. Alla gamma convenzionale composta dalla berlina a 4 o 5 porte e dalla station wagon Sports Tourer (con listini a partire da 27.450 euro) si sono infatti aggiunte la muscolosa OPC, spinta fino a 250 km all'ora dai 325 cv - e 435 Nm di coppia massima - erogati dal 2.8 benzina a 6 cilindri, e l'avventurosa Country Tourer, versione della station wagon che non nasconde le ambizioni da SUV, testimoniate dalla trazione integrale, dalla maggiore altezza da terra e dalle protezioni aggiuntive. Delle tre motorizzazione prevista una, il Turbo benzina 2.0 Sidi da 250 cv, non viene distribuita in Italia, dove la scelta è concentrata sui diesel Cdti 2.0, il Biturbo da 195 cv e il turbo da 163 cv.

Nella plancia dell'Insignia spicca ora il grande display centrale da 8 pollici


Il Suv compatto si dà una faccia più da dura e interni più raffinati, con l’aggiunta della strumentazione digitale in stile V40 e una telematica ancora più avanzata rappresentata dal Sensus Connected Touch. Passi avanti per l’efficienza dei motori e ovviamente anche per la sicurezza, con i fari a commutazione e il sistema di frenata automatica che ora è capace di riconoscere anche la presenza dei ciclisti di fronte alla vettura.


di Nicola Desiderio

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VOLVO XC60 D4 BUSINESS

SGUARDO SICURO L

a Volvo XC60 è l’arma con cui la casa svedese combatte nel segmento dei Suv compatti di fascia premium fin dal 2008 e che nel corso dell’ultimo anno ha visto numerosi aggiornamenti che ne hanno rafforzato la personalità e il ruolo di leader per tecnologia e sicurezza. Spinta da motori a 4, 5 e 6 cilindri alimentati a benzina e a gasolio da 136 a 304 CV, con trazione anteriore o integrale, la XC60 è offerta in ben 6 allestimenti (base, Kinetic, R-Design Kinetic, Momentum, R-Design Momentum e Summum), più il Business, specifico per le flotte. L’abbiamo provata proprio in questa versione con la motorizzazione D4 5 cilindri 2.4 da 163 CV, trazione AWD e cambio automatico Geartronic. DI LARGHE VEDUTE La XC60 è lunga 4,64 metri e larga ben 1,89 metri, una caratteristica ulteriormente enfatizzata dal nuovo frontale con calandra più verticale ed ampia, marchio più grande e fari diurni spostati sui lati del paraurti – anch’essi modificati e dal profilo più scolpito – come lame di luce. Bandite le cromature, utilizzate invece per i terminali di scarico integrati, e modificato il profilo del cofano motore. I fari posteriori sono infine dotati di Led e c’è maggiore attenzione al dettaglio testimoniata dalla griglia che ora nasconde il sensore

radar anteriore e dagli ugelli per il parabrezza a scomparsa. Il tutto aggiunge più forza e pulizia al design tipico Volvo contraddistinto dai fianchi alti che seguono l’andamento a cuneo della finestratura. LA COMANDI CON I GUANTI La XC60 ha più qualità e più attenzione al dettaglio anche al suo interno con comandi rifiniti in modo più fine, tessuto anche sul montante centrale, nuovi materiali per gli inserti, sedili dal profilo più contenitivo e volante riscaldabile a richiesta. Invariata l’impostazione della plancia, con consolle centrale sospesa e rivolta verso il guidatore. Arriva direttamente dalla V40 la strumentazione a tecnologia TFT con tre diverse configurazioni (Eco, Performance ed Elegance) mentre novità assoluta è il sistema intotelematico Sensus Connected Touch con lo schermo a sfioramento che – per la prima volta su un’automobile – può ricevere comandi anche se si indossano i guanti. Ci sono la navigazione web, il wi-fi, il Volvo On Call, il navigatore satellitare e altre funzionalità legate a Internet come la possibilità di ascoltare musica in streaming e controllare lo stato e la posizione della vettura parcheggiata attraverso un’app sullo smartphone. Ampia la scelta di impianti audio, si possono avere anche il DVD e la tv digitale terrestre. ➔

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Naturalmente al vertice la dotazione di sicurezza che ora comprende anche il Cross Traffic Alert per guardare su entrambi i lati quando si esce in retromarcia dal parcheggio mentre radar e telecamera anteriore regolano tutte le funzioni del sistema di allerta e frenata automatica tra cui il City Safety, ora esteso a 50 km/h, e il rilevamento dei pedoni che ora riconosce anche la presenza di un ciclista che invade all’improvviso la carreggiata. Un’altra prima mondiale che ribadisce la superiorità di Volvo in tema di sicurezza. A questo proposito, utili i seggiolini per bambini incorporati nel divano posteriore frazionabile 40/20/40 per portare il vano di carico da 495 a 1.455 litri cui si sommano altri 39 litri divisi in due vani sotto il piano che possono essere chiusi a chiave. Il portellone è elettrico. IL DIESEL IN AUTOMATICO Novità anche sotto il cofano. I benzina hanno tutti il turbo e il cambio automatico a 6 rapporti: la T5 con il 4 cilindri 2 litri da 240 CV ha il Powershift a doppia frizione mentre il 6 cilindri in linea 3 litri da 304 CV (210 km/h autolimitati, 0-100 km/h in 6,9 secondi) con trazione integrale AWD a controllo elettronico ha il Geartronic a convertitore di coppia, disponibile anche sui Diesel. Quest’ultimi sono solo a 5 cilindri: 2 litri da 136 CV e 163 CV e 2.4 biturbo a 215 CV o da 163 CV AWD. Il controllo elettronico di stabilità ha anche una funzione antiribaltamento e il Corner Traction Control che frena selettivamente le ruote interne per agevolare direzionalità e prontezza in curva mentre l’Hill Descent

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Control dà una mano nelle discese in fuoristrada. Tre gli assetti disponibili: Comfort, Sport e Four-C a controllo elettronico. Optional anche le sospensioni posteriori autolivellanti e le ruote da 20 pollici. QUALITÀ DA SCANDINAVA Il pregio principale della XC60 è la qualità di vita a bordo. Perfetto il posto guida corredato della solita tasca alla fine della seduta, di qualità le finiture e di grande efficacia sia la climatizzazione sia l’impianto audio. Tutte cose che concorrono a rendere questa Volvo un’auto confortevole, assecondata da un cambio che ha un effetto riposante su chi lo sceglie, a fronte di consumi dichiarati più elevati di quelli con il cambio manuale lasciando però praticamente inalterate le prestazioni (0-100 km/h in 10,9 secondi, 190 km/h). Il 5 cilindri è un po’ ruvido, ma spinge con piglio sportivo, frutto della coppia di 420 Nm tra 1.500 e 2.500 giri/min, e ha una sono-

rità caratteristica che piace agli estimatori di Volvo. Poco da dire anche sul resto: tenuta di strada, sterzo e freni sono di livello e concorrono alla gradevolezza di un mezzo che riesce a essere comodo e dinamico. LA FLOTTA SICURA La filosofia dei prodotti Volvo degli ultimi anni è aggiungere emozione e attenzioni al cliente – anche e soprattutto quello flotte – accanto a quegli elementi razionali che hanno costruito la reputazione di Volvo, primo fra tutti la sicurezza. La XC60 va sicuramente in questa direzione introducendo novità assolute, aumentando la qualità e la tecnologia e mettendo a disposizione delle aziende soluzioni concrete come la versione Business completabile con il pacchetto Business Pro, che offre un vantaggio cliente dal 20 al 28%, e le versioni omologate N1 autocarro.

VOLVO XC60 D4 AWD Geartronic Business 163 CV DATI TECNICI E PER L’IMPIEGO AZIENDALE cilindrata 2.400 cc potenza 163 CV lungh./largh./alt. 4,64 x 1,89 x 1,67 m peso 1.816 kg accelerazione 10,9” (da 0 a 100 km/h) velocità massima 190 km/h cambio automatico a 6 rapporti trasmissione trazione integrale costo di esercizio al km (*) n.d.

consumo medio 15,6 km/litro capacità di carico da 495 a 1.455 litri comfort ★★★★★ silenziosità ★★★★★ ABS SI ESP SI antislitt. SI (*) percorrenza annua 30.000 km


PEOPLE

di Alessandro Palumbo

INFINITI FOR FLEET I

nfiniti sembra che abbia una sensibilità spiccata nei confronti del mondo flotte. Secondo Lei quali sono le ragioni? Infiniti è un brand di lusso di livello mondiale che ha prodotto e distribuito principalmente berline premium, estremamente performanti e tecnologicamente avanzate, in tutto il mondo, oltre che iconici Crossover. Naturalmente queste tipologie di prodotto ben si indirizzano al mercato delle flotte. Per quanto concerne il mercato italiano, il 2013 si sta confermando essere un anno di consolidamento per Infiniti sia sul mercato flotte che su quello privato. La contrazione di mercato avutasi nei segmenti nei quali Infiniti competeva (vetture premium con motorizzazioni V6 e V8) prima del lancio imminente della nuova berlina Q50 ha impattato con maggiore significatività nel segmento Privati: è per questo che Infiniti ha deciso di porre un’attenzione strategica ai segmenti Flotte, che rappresentano stabilmente oltre il 55% delle proprie immatricolazioni. Performance ed eleganza che ruolo giocano nel settore delle flotte aziendali, in cui il must in questo periodo è razionalizzare? Infiniti si distingue nel panorama delle vetture premium proprio per la straordinaria performance unita ad una linea attraente ed elegante, grazie

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Fausto Scivoletto, Fleet Manager di Infiniti Italia

al continuo contributo di designer di punta. A questo si aggiunge un pacchetto tecnologicamente avanzato che inserisce, di volta in volta, contributi unici nel campo della sicurezza, dell’intrattenimento e della dinamica di guida, spesso prima di chiunque altro, che sicuramente giocano un ruolo fondamentale per attrarre nuovi clienti, in special modo di quelli che fanno del veicolo un uso legato al proprio lavoro oltre

Abbiamo incontrato Fausto Scivoletto, Fleet Manager di Infiniti Italia, con il quale abbiamo parlato dei valori che contraddistinguono la casa giapponese, dell’approccio alle flotte e dei nuovi modelli.

che al tempo libero. Quanto detto, grazie al lancio imminente di Infiniti Q50, sarà a maggior ragione appannaggio dei clienti flotte: una berlina di segmento D, innovativa e ricca di contenuti offerta ad un prezzo decisamente competitivo (a partire da 36.100 euro, chiavi in mano per la versione 2.2 diesel), al contempo estremamente parca in consumi ed emissioni (solo 114gr/km CO2 per la versione diesel).

Che vuol dire Reward of Individuality? Tutti i modelli Infiniti sono costruiti attorno all’individuo, con un’attenzione spasmodica ai dettagli che rendono piacevole ed emozionante l’esperienza di guida, senza tralasciare nulla in fatto di sicurezza. Tale attenzione si riversa anche nel ricco “pacchetto” di servizi offerto a tutti i clienti Infiniti, a partire dall’”Infiniti Touring Assistance” che, legandosi


alla persona e non alla vettura, garantisce assistenza e mobilità in caso di emergenza a qualsiasi cliente, perfino nel caso in cui si trovi a bordo di una vettura non a marchio Infiniti anche se condotta da terzi. Dal primo ingresso in un Infiniti Center fino a tutto il ciclo di vita della propria vettura, il cliente Infiniti sarà sempre considerato “centrale”, conferendo esclusività al concetto di “Total Ownership Experience”. Quali sono i piani per i prossimi anni? Il crescente investimento della Casa Madre in tecnologie, stabilimenti e prodotti adatti e volti ad affermarsi nel mercato Europeo ci proietta verso una crescita strategica del brand nel Vecchio continente. La Infiniti Q50 con la motorizzazione 2.2 diesel adatta al mercato europeo è il primo passo in tale direzione; a seguire la nuova compatta premium di

segmento C (segmento in continua crescita nel nostro mercato), la Infiniti Q30, il cui concept è stato presentato in anteprima mondiale al recente Salone di Francoforte ed in produzione dal 2015 in Europa, nello stabilimento di Sunderland, UK confermano l’intenzione del brand di crescere sensibilmente in Europa, Italia compresa. A Sunderland, accanto allo storico Stabilimento Nissan, stanno iniziando i lavori per la parte di stabilimento dedicata esclusivamente ad Infiniti (25.000 mq, oltre 250 milioni di sterline di investimento, oltre 1000 nuovi posti di lavoro) e la Q30 sarà la prima vettura della storia di Infiniti prodotta in Europa per l’Europa ed anche per i mercati di oltreoceano.

brand Infiniti, il SUV “FX”, da oggi denominata “QX70” in particolar modo da quando ne è stata lanciata la versione diesel con motore V6 da 238cv e 550nM di coppia. Già dal 2012 l’interesse si è esteso alla versione “Full Hybrid” della Infiniti M, berlina di segmento E che unisce prestazioni esaltanti ad emissioni e consumi estremamente ridotti: la M35h, basata sul propulsore “FullHybrid” rappresenta lo stato

dell’arte in termini di economia di gestione ed attenzione all’ambiente, potendo viaggiare in modalità 100% elettrica in accelerazione fino a 80 km/h e a velocità di crociera costante fino a 120 km/h. Ciò implica emissioni e consumi estremamente contenuti (159g CO2/km; 6,9 l/100 km) per una vettura che è in grado di erogare 364cv di potenza ed ha conseguito il guinnes world record per prestazioni tra ➔

Quale è la gamma a disposizione dei clienti aziendali? Fino ad oggi l’attenzione del mercato flotte si è rivolta soprattutto al modello icona del

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PEOPLE

le ibride (da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi). Tutti i nuovi prodotti che Infiniti lancerà a partire da quest’anno contemplano versioni ibride, inclusa la nuova berlina di segmento D, la Q50, con motorizzazioni 4 cilindri diesel e ibrida che vedremo sulle strade a partire da Novembre. Ci dà alcune indicazioni sul nuovo modello la Q 50 in lancio in questo periodo? In arrivo entro metà novembre sul nostro mercato la straordinaria berlina sportiva Q50 abbinata a motore diesel 2.2 da 170 Cv, trazione posteriore e cambio manuale o automatico o abbinata a propulsore ibrido 3.5 da 364 Cv, trazione posteriore o integrale e trasmissione automatica garantisce performance elevate abbinate a basse emissioni di CO2 (soli 114 gr/Km nella versione diesel). La Q50 si spinge verso nuovi confini grazie agli avanzatissimi contenuti tecnologici e al rigoroso rispetto di standard di

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eccellenza. Tra le innovazioni, quella in anteprima mondiale si chiama DIRECT ADAPTIVE STEERING (sterzo elettronico diretto)che traendo ispirazione dalle più recenti tecnologie aeronautiche, consente a chi impugna il volante di scegliere la sensazione che preferisce provare: selezionando sul touch screen il comportamento preferito dello sterzo (e memorizzandolo per ritrovarlo) si contribuisce al dinamismo e sportività cui punta la Q50. Apre la gamma Q50 la versione con motore diesel da 2.2 litri proposta a 35.800 euro, chiavi in mano. La dotazione standard è già di livello elevato e include le luci a LED presenti nei gruppi ottici posteriori, nei fendinebbia anteriori, negli indicatori di direzione e integrate negli specchietti esterni, che sono inoltre riscaldati e in tinta con la carrozzeria. La vernice autoriparante garantisce la scomparsa dei piccoli graffi sulla carrozzeria, mentre il doppio scarico con finiture cromate

sottolinea la natura sportiva della vettura. All’interno, i vani dei due sedili anteriori sono separati da una caratteristica linea asimmetrica che corre lungo tutta la console centrale. Il cruscotto include il nuovo sistema InTouch di Infiniti a doppio display touchscreen LCD VGA, oltre a un ambiente digitale completamente personalizzabile e costantemente connesso al proprio smartphone tramite specifiche applicazioni. Il sistema audio prevede sei diffusori e un lettore CD singolo, streaming Bluetooth, connettività tramite porta USB / IPod e attivazione vocale. Il confort a bordo è migliorato dal dispositivo di controllo del rumore attivo (Active Noise Control), un sistema che identifica e cancella i fastidiosi rumori a bassa frequenza. La temperatura dell’abitacolo è mantenuta a un livello ideale da un climatizzatore attivo bizona. Il volante multi-funzione e la leva del cambio rivestiti in pelle, insieme agli eleganti

copri-soglia in alluminio delle portiere anteriori, completano i numerosi dettagli interni. La tecnologia è naturalmente prioritaria e la dotazione standard prevede quindi: doppio display touch screen Infiniti InTouch, sistema Cruise Control, limitatore di velocità, sistema Start-Stop, assistenza alla partenza in salita, accesso senza chiave a distanza, vivavoce Bluetooth, telecamera posteriore per l’assistenza al parcheggio. La sicurezza è garantita dal dispositivo di controllo dinamico del veicolo, che include il controllo dinamico del veicolo e di trazione, sistema di controllo pressione degli pneumatici con avviso e assistenza alla frenata. Per le flotte sono state create versioni specifiche, denominate “Executive”, che integrano di serie dotazioni addizionali appositamente pensate per l’utente Business, quali il Navigatore, l’antifurto con allarme volumetrico e perimetrico e i cerchi in lega da 17”.


TOGETHER

di Maurilio Rigo

LA FILOSOFIA HARLEY A ROMA stato il più importante evento europeo per festeggiare il 110° anniversario della Harley-Davidson. Quattro giorni, (dal 13 al 16 giugno), durante i quali Roma è stata presa d’assalto da oltre centomila fan dello storico marchio motociclistico convenuti nella Città Eterna per festeggiare degnamente quella che non è solo una passione motociclistica ma anche una “filosofia” o “una scelta di vita”. Il lungo viaggio che ha portato al culmine dei festeggiamenti nella factory di Milwaukee (dal 29 agosto all’1 settembre), nasce da una speciale giacca di pelle nera, la “Freedom Jacket” come racconta Mark-Hans Richer, chief marketing officer durante un suo viaggio in Cina in sella alla H-D: “La Freedom Jacket rappresenta uno dei più elementari ma potenti simboli

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di ciò che significa essere un motociclista Harley-Davidson. Una giacca di pelle è come l'anima per un biker. Ogni pin, ogni segno, graffio e patch è un ricordo del viaggio, dell’esperienza e diventa parte della tua identità e delle avventure che racconti. L’idea nacque esattamente un anno fa, durante un viaggio in moto attraverso l'altopiano tibetano in Cina per i primi preparativi del 110° Anniversario, nel quale indossavo una comune giacca in pelle. Durante una sosta lungo il tragitto chiesi a un uomo cinese locale, che stava rifacendo la segnaletica stradale sulla carreggiata, di dipingere sulla giacca ciò che rappresentasse per lui il mondo Harley-Davidson. L'uomo dipinse l’ideogramma cinese che significa libertà”. Da allora, la Freedom Jacket è

stata indossata dagli appassionati durante i loro viaggi intorno al mondo tra cui Faaker See, la nota località ai piedi delle Alpi austriache che ha ospitato la European Bike Week, sulle strade del Messico, a Rio de Janeiro in Brasile e poi ancora in occasione degli eventi ufficiali Harley-Davidson del 110° anniversario in programma in India, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, fino Roma dove è stata donata anche a Papa Francesco, in una piazza San Pietro gremita di harleysti provenienti da tutto il mondo. La tappa romana del tour celebrativo mondiale è stata una grande festa, che ha visto una serie di appuntamenti prendere vita in diverse zone della città, per permettere ai presenti di vivere appieno il 110° Anniversario.


Tra i principali eventi della kermesse capitolina spiccano la lunga parata di migliaia di motociclisti (inizialmente dovevano essere “solo” 3.000 quelli autorizzati, ma erano talmente tanti a voler partecipare che alla fine sono stati più del doppio), scortati dalla polizia locale, che dal litorale di Ostia ha attraversato i più suggestivi siti monumentali di Roma, tra cui lo storico Colosseo, e uno strepitoso “Bike Contest Show”, che ha riempito il Foro Italico con decine di moto preparate e customizzate ovviamente su base Harley-Davidson. Nelle stesse ore al Porto Turistico di Roma, ad Ostia, l’Harley Village è stato teatro di musica

ed intrattenimento, grazie a iniziative come i Demo Ride, Tour guidati, Jumpstart, esposizioni, vendors e tanto altro. Due palchi affacciati sulla spiaggia hanno ospitato concerti live di decine di band, tra cui gli indimenticabili Adam Ant, Bonnie Tyler e Mike and The Mechanics. Mercoledì sera è stata presentata a Papa Francesco la Freedom Jacket e con essa la storia del lungo viaggio di questo capo simbolo, un percorso iniziato lo scorso anno dall’altopiano del Tibet. Durante la celebrazione dell’Angelus domenicale, Papa Francesco è passato attraverso centinaia di Harley-Davidson rombanti, benedicendo moto e proprietari. “La promessa che facciamo ai nostri clienti è di offrire un’esperienza unica nella vita, qualcosa che pochi altri marchi sono in grado di dare” ha dichiarato Mark-Hans Richer, Chief Marketing Officer della Harley-Davidson Motor Company. “Aver portato oggi i nostri clienti alla cerimonia di benedizione appaga quella promessa di epiche avventure”. Matthew Knott, PR e Communication Manager Harley-Davidson EMEA ha affermato “Lo scopo delle celebrazioni romane per il 110° Anniversario è stato quello di ringraziare e premiare tutti i nostri appassionati presenti in Europa e nel mondo, infine commemorare lo spirito indipendente ed avventuroso di Harley-Davidson. È stato davvero fantastico vedere migliaia di amici motociclisti Harley-Davidson unirsi a noi nella città di Roma per

celebrare questo storico traguardo”. Insomma a Roma per quattro giorni si è respirata l’aria del “the hearthbeat of America”, il battito del cuore d'America, evoluzione del sogno di libertà evocato nel filmcult di Dennis Hopper con Peter Fonda e Jack Nicholson, “Easy Rider”. Quattro giornate scandite dal “sound” del muscoloso bicilindrico a V e dal tipico borbottio che emette allo scarico, un rombo definito “musica, solo musica che portiamo in giro per il mondo”, come dichiarano orgogliosi i tanti harleysti arrivati a Roma da tutto il mondo (anche se le targhe più diffuse erano quelle spagnole, ungheresi, tedesche, olandesi e scandinave). E tra gli insospettabili partecipanti in divisa d’ordinanza (stivaloni, giubbotto o gilet in pelle pieno di patch, occhialoni specchiati), si celavano tanti stimati professionisti, rispettabili avvocati, medici, ingegneri, fleet manager, professori e ricercatori, tutti accomunati dalla stessa passione per le sfavillanti Harley Davidson. All’appuntamento capitolino non sono mancati nemmeno gli eredi del brand americano celebre in tutto il mondo: “Nel 1920, a 17 anni dalla nascita – ha dichiarato Bill Davidson, giovane rampollo della famiglia - il nostro marchio era già distribuito in 67 paesi del mondo”, mentre Willie G. Davidson, designer delle Harley più belle, ha sottolineato “Sono un designer, festeggiare i 110 anni nella città eterna e capolavoro dell'arte come Roma è il più bel matrimonio con il marchio Harley-Davidson”.

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TOGETHER

di Francesca Carli

L’AUTO NELLA LETTERATURA ITALIANA

A

ttraversando le strade italiane, le auto - fin dalla loro prima comparsa - hanno lasciato traccia anche tra le pagine della nostra letteratura. Dal mito della velocità tipico della visione futurista, fino all’umanizzazione della Faustina di Buzzati, tra status symbol e critica al consumismo: il fascino dei motori ha più volte suggestionato poeti e letterati, che nei diversi decenni ne hanno colto aspetti complementari e contrastanti. La rivoluzione della velocità Verso la fine dell’Ottocento i nuovi mezzi

di trasporto hanno rivoluzionato la società, il modo di vivere, la scala dei valori e delle necessità. Le distanze si accorciavano, gli orizzonti si allargavano, la velocità era un brivido che percorreva la schiena di un’intera generazione. Per la prima volta. Quando si dice “mito della velocità” non si può che citare Filippo Tommaso Marinetti. E ancor prima del Marinetti futurista e della stesura del Manifesto, vi fu il Marinetti poeta per il quale l’automobile fu il mostro impazzito che permetteva al superuomo di attraversare al galoppo montagne e pianure, sfidando il pericolo e in-

nalzandosi addirittura “sull’inebriante fiume degli astri”. Marinetti nel maggio del 1916 scrive che la velocità è la nuova religione morale: l’automobile è il nuovo dio dell’uomo moderno. Ecco dunque che i Futuristi videro in questa rombante novità l’occasione per l’uomo di migliorare il proprio stile di vita, la percepirono come brivido e vertigine, la lessero come la fine dell’immobilismo e l’inizio di un’era nuova, dinamica, ambiziosa. Le città pulsano di vita, giorno e notte, è la nuova Italia pronta a rinascere illuminata dagli astri elettrici che sono i fari delle automobili. ➔

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Dino Buzzati

Nel Manifesto Futurista l’auto viene addirittura considerata un’opera d’arte in grado di superare in bellezza la Nike di Samotracia. Al comma 4 si legge: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...”! Al netto delle ideologie e delle correnti artistiche, non vi è dubbio che l’auto, per l’uomo dei primi del Novecento, rappresenti il concretizzarsi - a tutta velocità - di quel mito del viaggio e della conoscenza, che dai tempi di Ulisse affascina l’animo di ognuno di noi. Il tardo-futurismo e la macchina umanizzata È il 1932 quando l’auto si umanizza per la prima volta e diviene donna sensuale.

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Giacomo Balla, Automobile da corsa


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Massimo Bontempelli pubblica il romanzo breve “522. Racconto di una giornata”, la cui protagonista è un’auto appena uscita dalla catena di montaggio, che si presenta fascinosa, attraente ed elegante. Passeggia felice all’aria aperta, in un ambiente stranamente bucolico, immersa in una natura benevola, ben lontana dai tratti ostili del Futurismo. La vera novità apportata da Bontempelli è la contaminazione evidente tra letteratura e pubblicità: l’auto non serve per fuggire dalla realtà verso un mondo di immaginazione, ma diventa veicolo per condurre la quotidianità su un piano letterario e viceversa. L’auto non presenta più alcun aspetto minaccioso, ma prende ad avere un volto quasi umano. Bontempelli con la sua vettura vuole percorrere la strada dell’arte popolare, della comunicazione di massa. Sono gli albori di quella che può essere considerata la nuova arte del consumo che - come l’auto - non è più elitaria, non è più appannaggio di pochi, ma è pronta a diventare simbolo di un’intera società. Il boom economico di Stefano e Faustina L’auto è senza dubbio uno dei miti che hanno suggestionato gli anni del boom economico. Mezzo di trasporto, ma non solo: negli anni Sessanta la macchina si rivela lo status symbol per eccellenza di un’epoca d’oro. Dino Buzzati nelle sue

opere riflette spesso con ironia sull’epoca di fiorente progresso in cui sta vivendo. E in questi racconti l’automobile si fa portavoce delle nevrosi moderne tipiche dei rinnovati centri urbani. La critica più acuta dello scrittore relativa al consumismo imperante - di cui l’auto era emblema indiscusso - si trova in “Suicidio al parco”. Stefano e Faustina, coppia piccolo-borghese, vengono travolti dall’ossessione di lui verso le auto di lusso. Ferrari, Maserati, Jaguar... Stefano non pensa ad altro, intento com’è a raccogliere foto pubblicitarie dei suoi miti a quattro ruote. Faustina è esausta. Una notte, tra le braccia del marito, comincia a tremare, è colta da spasmi, si gonfia, si sta trasformando. Esce dalla camera da letto e si ritrova mutata in un’automobile, oggetto dei sogni del marito, parcheggiata davanti casa. Ecco che Stefano perde l’amore e trova la macchina, con cui intraprende un rapporto quasi sensuale, fisico, sentimentale. Ma come per gli esseri umani, il tempo passa anche per gli oggetti e la bella fiammante Faustina comincia a dare segni d’usura. Stefano allora decide di rottamare la vecchia vettura per una nuova. Ma Faustina si ribella e sgommando scappa per le strade della città, rombando inferocita. La storia non finisce bene: l’auto-persona si schianta contro un muro e, distrutta, si consuma in un incendio.

Luigi Russolo, Dinamismo di un’automobile


LA MACCHINA DEI NUMERI IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA DI SOCIETÀ (escluso uso noleggio) Elaborazioni Centro Studi UNRAE Marca 8 mesi 2013 8 mesi 2012 var % FIAT 49.204 50.048 -1,7% BMW 8.202 8.732 -6,1% PEUGEOT 7.664 8.068 -5,0% OPEL 7.096 5.081 39,7% VOLKSWAGEN 7.078 10.545 -32,9% AUDI 6.513 7.625 -14,6% RENAULT 5.868 5.021 16,9% LANCIA 5.837 6.790 -14,0% SMART 5.441 5.832 -6,7% MERCEDES 5.239 7.069 -25,9% NISSAN 5.032 5.380 -6,5% CITROEN 4.815 5.709 -15,7% TOYOTA 4.394 4.149 5,9% HYUNDAI 3.998 3.882 3,0% FORD 3.949 6.844 -42,3% VOLVO 3.194 3.101 3,0% ALFA ROMEO 3.091 3.378 -8,5% MINI 2.936 3.804 -22,8% LAND ROVER 2.782 3.263 -14,7% KIA 1.585 1.355 17,0% SEAT 1.320 1.782 -25,9% CHEVROLET 1.316 1.426 -7,7% SKODA 1.127 1.642 -31,4% JEEP 998 1.447 -31,0% DACIA 949 1.223 -22,4% MAZDA 780 1.094 -28,7% PORSCHE 769 1.171 -34,3% SUZUKI 598 580 3,1% MITSUBISHI 556 748 -25,7% ABARTH 538 475 13,3% HONDA 489 1.118 -56,3% SUBARU 463 535 -13,5% JAGUAR 413 400 3,3% LEXUS 262 281 -6,8% SSANGYONG 213 281 -24,2% ISUZU 201 222 -9,5% TATA 153 108 41,7% DAIHATSU 103 68 51,5% MASERATI 88 35 151,4% MAHINDRA 64 49 30,6% FERRARI 60 92 -34,8% LAMBORGHINI 41 34 20,6% GREAT WALL 33 134 -75,4% INFINITI 31 49 -36,7% ASTON MARTIN 19 20 -5,0% ALTRE 56 135 -58,5% TOTALE 155.558 170.825 -8,9% IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA DI SOCIETÀ (escluso uso noleggio) - TOP 20 Elaborazioni Centro Studi UNRAE n. marca modello 8 mesi 2013 peso % n. marca 1 FIAT PUNTO 17.958 11,5% 1 FIAT 2 FIAT PANDA 14.612 9,4% 2 FIAT 3 SMART FORTWO 5.440 3,5% 3 SMART 4 FIAT 500 5.123 3,3% 4 FIAT 5 LANCIA YPSILON 4.384 2,8% 5 MINI 6 MINI MINI 2.936 1,9% 6 LANCIA 7 BMW SERIE 3 2.546 1,6% 7 VOLKSWAGEN 8 PEUGEOT 208 2.507 1,6% 8 FIAT 9 FIAT BRAVO 2.501 1,6% 9 FIAT 10 FIAT 500L 2.496 1,6% 10 BMW 11 FIAT FREEMONT 2.271 1,5% 11 LANCIA 12 NISSAN QASHQAI 2.199 1,4% 12 FIAT 13 FIAT QUBO 2.121 1,4% 13 FORD 14 VOLKSWAGEN GOLF 2.069 1,3% 14 FORD 15 RENAULT CLIO 1.814 1,2% 15 NISSAN 16 OPEL CORSA 1.728 1,1% 16 FIAT 17 ALFA ROMEO MITO 1.687 1,1% 17 BMW 18 CITROEN C3 1.644 1,1% 18 MERCEDES 19 BMW SERIE 5 1.539 1,0% 19 VOLKSWAGEN 20 HYUNDAI IX35 1.482 1,0% 20 ALFA ROMEO TOTALE 155.558 100,0% TOTALE

62

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di Alessandro Palumbo

Peso % 2013 31,6% 5,3% 4,9% 4,6% 4,6% 4,2% 3,8% 3,8% 3,5% 3,4% 3,2% 3,1% 2,8% 2,6% 2,5% 2,1% 2,0% 1,9% 1,8% 1,0% 0,8% 0,8% 0,7% 0,6% 0,6% 0,5% 0,5% 0,4% 0,4% 0,3% 0,3% 0,3% 0,3% 0,2% 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 100,0%

modello PANDA PUNTO FORTWO 500 MINI YPSILON GOLF BRAVO IDEA SERIE 3 MUSA FREEMONT FIESTA FOCUS MICRA QUBO SERIE 5 CLASSE A TIGUAN GIULIETTA

Peso % 2012 29,3% 5,1% 4,7% 3,0% 6,2% 4,5% 2,9% 4,0% 3,4% 4,1% 3,1% 3,3% 2,4% 2,3% 4,0% 1,8% 2,0% 2,2% 1,9% 0,8% 1,0% 0,8% 1,0% 0,8% 0,7% 0,6% 0,7% 0,3% 0,4% 0,3% 0,7% 0,3% 0,2% 0,2% 0,2% 0,1% 0,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,1% 0,0% 0,0% 0,1% 100,0%

8 mesi 2012 20.985 13.364 5.831 4.279 3.804 3.234 2.955 2.925 2.485 2.196 2.083 2.044 1.948 1.769 1.764 1.689 1.655 1.627 1.585 1.544 170.825

peso % 12,3% 7,8% 3,4% 2,5% 2,2% 1,9% 1,7% 1,7% 1,5% 1,3% 1,2% 1,2% 1,1% 1,0% 1,0% 1,0% 1,0% 1,0% 0,9% 0,9% 100%


PROFIT

IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA DI SOCIETÀ USO NOLEGGIO Elaborazioni Centro Studi UNRAE 8 mesi 2013

8 mesi 2012

var %

Peso % 2013

Peso % 2012

FIAT

Marca

50.573

46.158

9,6%

29,3%

24,2%

VOLKSWAGEN

12.475

14.822

-15,8%

7,2%

7,8%

FORD

11.161

14.907

-25,1%

6,5%

7,8%

LANCIA

10.938

12.725

-14,0%

6,3%

6,7%

AUDI

10.088

10.547

-4,4%

5,8%

5,5%

PEUGEOT

9.080

13.625

-33,4%

5,3%

7,1%

MERCEDES

8.855

8.743

1,3%

5,1%

4,6%

RENAULT

8.575

11.207

-23,5%

5,0%

5,9%

BMW

8.262

9.745

-15,2%

4,8%

5,1%

OPEL

8.030

9.420

-14,8%

4,7%

4,9%

ALFA ROMEO

7.331

8.517

-13,9%

4,2%

4,5%

CITROEN

6.717

9.621

-30,2%

3,9%

5,0%

NISSAN

3.920

3.819

2,6%

2,3%

2,0%

HYUNDAI

2.959

2.578

14,8%

1,7%

1,4%

SMART

2.844

2.454

15,9%

1,6%

1,3%

VOLVO

2.413

2.377

1,5%

1,4%

1,2%

SKODA

1.900

1.418

34,0%

1,1%

0,7%

MINI

1.031

839

22,9%

0,6%

0,4%

SEAT

829

930

-10,9%

0,5%

0,5%

LAND ROVER

785

933

-15,9%

0,5%

0,5%

KIA

759

89

752,8%

0,4%

0,0%

TOYOTA

722

1.208

-40,2%

0,4%

0,6%

CHEVROLET

467

1.803

-74,1%

0,3%

0,9%

MAZDA

364

181

101,1%

0,2%

0,1%

JEEP

294

490

-40,0%

0,2%

0,3%

SUBARU

233

363

-35,8%

0,1%

0,2%

MITSUBISHI

205

143

43,4%

0,1%

0,1%

SUZUKI

181

120

50,8%

0,1%

0,1%

JAGUAR

149

147

1,4%

0,1%

0,1%

PORSCHE

121

189

-36,0%

0,1%

0,1%

DACIA

91

131

-30,5%

0,1%

0,1%

HONDA

72

143

-49,7%

0,0%

0,1%

LEXUS

61

104

-41,3%

0,0%

0,1%

ABARTH

17

21

-19,0%

0,0%

0,0%

INFINITI

13

42

-69,0%

0,0%

0,0%

ALTRE

54

144

-62,5%

0,0%

0,1%

172.569

190.703

-9,5%

100,0%

100,0%

TOTALE

IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA DI SOCIETÀ USO NOLEGGIO - TOP 20

Elaborazioni Centro Studi UNRAE n. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

marca FIAT FIAT FIAT LANCIA FIAT ALFA ROMEO VOLKSWAGEN FORD FORD PEUGEOT BMW AUDI RENAULT OPEL FIAT VOLKSWAGEN SMART NISSAN RENAULT MERCEDES TOTALE

modello PANDA 500 500L YPSILON PUNTO GIULIETTA GOLF FOCUS C-MAX 208 SERIE 3 A4 CLIO ASTRA FREEMONT PASSAT FORTWO QASHQAI MEGANE CLASSE B

8 mesi 2013 17.142 10.649 10.490 7.972 7.193 6.644 4.313 3.994 3.546 3.360 3.292 3.276 3.229 3.176 3.026 3.023 2.844 2.583 2.553 2.487 172.569

peso % 9,9% 6,2% 6,1% 4,6% 4,2% 3,9% 2,5% 2,3% 2,1% 1,9% 1,9% 1,9% 1,9% 1,8% 1,8% 1,8% 1,6% 1,5% 1,5% 1,4% 100%

n. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

marca FIAT FIAT FIAT ALFA ROMEO LANCIA FORD FORD OPEL VOLKSWAGEN VOLKSWAGEN FIAT RENAULT AUDI PEUGEOT PEUGEOT RENAULT FIAT LANCIA CITROEN BMW TOTALE

modello PANDA 500 PUNTO GIULIETTA YPSILON FOCUS C-MAX ASTRA GOLF PASSAT BRAVO MEGANE A4 308 508 CLIO FREEMONT DELTA C3 SERIE 3

8 mesi 2012 15.822 10.953 10.879 7.331 6.793 4.905 4.506 4.476 4.357 4.211 3.954 3.880 3.558 3.487 3.446 3.446 3.336 3.130 3.004 2.851 190.703

peso % 8,3% 5,7% 5,7% 3,8% 3,6% 2,6% 2,4% 2,3% 2,3% 2,2% 2,1% 2,0% 1,9% 1,8% 1,8% 1,8% 1,7% 1,6% 1,6% 1,5% 100%

CARFLEET 52 | OTTOBRE 2013

63


PROFIT

PREZZI MACRO VOCI SETTORE AUTOMOTIVE var. % vs mese anno precedente

fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT

PREZZI VOCE “SPESE DI ESERCIZIO” var. % vs mese anno precedente (non è evidenziata la voce “carburanti e lubrificanti”)

64

CARFLEET 52 | OTTOBRE 2013

fonte: elaborazioni Fleet&Mobility su dati ISTAT


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