Internos Nr.2_maggio-Mai 2019_La Strada - Der Weg ONLUS

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internos

Mai Maggio 2019

2018

notiziario interno interne Nachrichtensammlung


SOMMARIO

Assemblea dei soci: relazione del presidente .......................................... pag. 03 Bilancio associativo 2018 ....................................................................... pag. 09 Sterzing - Progetto Wikds ...................................................................... pag. 11 Studenti in alternanza scuola-lavoro ...................................................... pag. 13

Virna ................................................................................................... pag. 15 Area volontariato .................................................................................. pag. 19 A proposito di silenzio ........................................................................... pag. 22

Le immagini che corredano il testo fissano alcuni momenti del meeting Animare 2019 - Educare cambia svoltosi il 25 e 26 marzo presso la Sala civica di Merano.

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Assemblea dei soci: relazione del presidente Paolo Spolaore Un cordiale saluto e un ringraziamento a coloro che sono venuti

nonostante

la

collocazione

temporale

piuttosto

sfavorevole. Per altro i termini tecnici per l’approvazione del bilancio, nei diversi passaggi (consiglio d’amministrazione ecc..), non ci hanno lasciato molta scelta. Speriamo per l’anno prossimo in una congiuntura temporale più favorevole. Innanzitutto

va

detto

che

ci

troviamo

ad

un

anno

dall’elezione del nuovo Consiglio d’amministrazione e quindi siamo tenuti, in un certo senso, al rendiconto. Va premesso che

il

2018

era

l’anno

quarantesimo

dall’istituzione

dell’Associazione e quindi è stato doverosamente costellato di celebrazioni ad hoc, che si sono sovrapposte ai normali passi che l’Associazione ogni anno compie per la propria attività di programmazione. A tal proposito do la parola a Dario Volani, responsabile del Centro studi che illustrerà varie attività, ultimate e programmate per l’anno scorso e per l’anno in corso. Ringrazio Dario per la sua competente e appassionata attività, oltre che per il contributo odierno. Da parte mia mi preme sottolineare come la nostra

Associazione si muova nel segno della continuità: per usare un’immagine presentata dal presidente l’anno scorso, teniamo la barra dritta sulla persona. Mi piace richiamare, altresì, i segni distintivi del nostro essere: azione e contemplazione. Azione significa le opere, significa cioè che una volta individuati i bisogni e le modalità per farvi fronte - i bisogni degli ultimi intendo - si tratta di mettere insieme

le

varie

risorse

(immobili,

mobili

e

finanziarie,

personale

e

regolamentazioni) per porre in essere attività e servizi che possano soddisfare quei bisogni. Ma ciò costituirà nel dettaglio oggetto della trattazione della maggior parte di quest’assemblea. Mi piace piuttosto soffermarmi sull’attività di contemplazione, cioè riflessione, sui pensieri e le parole espresse che sottendono il nostro agire. Mi piace ricollegarmi Internos maggio 2019

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al pensiero del nostro fondatore don Giancarlo, così come riportato nelle pagine 88-91 della sua biografia, scritta da Paolo Valente. La figura di don Giancarlo era per don Ciotti “un arcobaleno tra cielo e terra” e a don Giancarlo piaceva ricordare come l’agire deve muoversi tra utopia e profezia. Sarei tentato di tradurre utopia con “sogno” e profezia con “progetto” che già contiene nel seme di quel sogno la realizzazione. Ma fondamentale per il nostro agire è il costante richiamo ai valori costitutivi, così come contenuti in quei “libretti”, che allora, “sotto dettatura” del fondatore, Fabrizio Mattevi ebbe a scrivere e riguardanti la visione ispiratrice, la visione e la missione, la Carta dei valori dell’Associazione, che accanto allo Statuto sono le nostre pietre miliari. Come dicevo l’anno scorso, mi piace paragonare l’ Associazione a una barca che si muove in mari più o meno tranquilli, dove, accanto alle vele della passione, al fasciame della solidarietà, al timone della direzione,

non

meno

importante,

anzi

fondamentale, è la chiglia, appunto i valori che tutto tiene insieme, consolida e non solo, ma assieme al timone è fondamentale per mantenere la direzione anche nel caso di corrente e venti contrari. Il paragone con la barca

mi

piace

particolarmente,

perché

questo umile mezzo di trasporto e di lavoro è stato teatro di momenti particolari nella missione di Gesù: la pesca miracolosa, la tempesta, il discorso. Contemplazione, dunque, nella nostra Associazione talmente importante da essere

incardinata,

organizzata

e

strutturata

nel

nostro

organigramma

recentemente aggiornato. Allora, accanto alla cura di una spiritualità in senso lato, del motto animare, rimane fondamentale e importante il percorso di fede e l’osservanza della liturgia.

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Per rendicontare mi sembra fondamentale fare un passo indietro rispetto all’oggi, tornando all’assemblea dell’anno scorso, in modo che il confronto fra questi due punti renda chiara la retta della nostra direzione. All’assemblea dello scorso anno il presidente uscente Saurer, facendo memoria di don Picchi, aveva richiamato la nostra linea di fondo: tenere la barra dritta e porre al centro del nostro agire la persona umana. Egli aveva altresì elencato quali erano per noi erano gli “ultimi”: gli invisibili, i migranti (ai quali ci stiamo dedicando, come abbiamo visto dalle nostre attività), gli homeless, che nel frattempo sono presi in carico soprattutto da Volontarius. Ma il presidente aveva anche accennato

ai

nostri

progetti

immobiliari,

all’importanza della bozza del bilancio sociale e all’importanza altresì delle reti che si andavano a costituire, con la cosìddetta “galassia” e con il Centro

di

servizi

per

il

volontariato

della

Provincia. Il sottoscritto, allora presidente entrante per così dire, aveva elencato una serie di compiti, incombenze e progetti, che idealmente il Consiglio di amministrazione uscente affidava a quello entrante; ad esempio continuare “In memoriam” e tutte le iniziative previste, cosa che è avvenuta; portare avanti i progetti immobiliari e cito l’edificazione della nuova palazzina Kolbe, che come vedete è a buon punto;

Sant’Isidor dove invece possiamo rammentare ai politici che la progettata ristrutturazione langue da vari anni ed eventualmente altri progetti immobiliari, come potrebbero essere la ristrutturazione di un immobile delle suore a Quarazze, la collocazione di una comunità psichiatrica ai Bagni di Zolfo e, perché no, un’eventuale ristrutturazione del Lahuèn, tutto Provincia permettendo. Allora avevo anche citato alcune misure commemorative a favore del nostro fondatore, ad esempio l’intitolazione a lui del triangolo di giardino prospiciente la nostra sede attuale e anche l’approntamento di una scultura “in memoriam” a cura di un gruppo di soci ed amici. Internos maggio 2019

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L’ultimo progetto ha portato alla raccolta di una somma di molto inferiore rispetto al necessario, per cui ci dovremo quanto prima trovare con lo scultore, per vedere cosa è possibile fare con la somma raccolta. L’anno scorso avevo anche ricordato che questo nuovo Consiglio di amministrazione avrebbe

dovuto

rimaneggiare

il

Piano

strategico e gli incontri successivi hanno portato già a raccogliere alcuni punti in questo senso. Abbiamo altresì elaborato il

Piano operativo, che verrà sottoposto ai soci in una delle prossime mezze giornate associative. Allora avevo anche accennato alla necessità di un rimaneggiamento dello Statuto, in vista dell’attuazione della normativa del così detto terzo settore, elencando taluni punti. Una bozza dello Statuto ristrutturato è già pronta e siamo in attesa da parte governativa di decreti attuativi che precisino meglio la materia, prima di riportarlo ai soci a tempo debito (sperando che non sia in mezzo al periodo estivo) in un’assemblea straordinaria, così come richiesto dagli adempimenti, per passare a diventare ETS. L’anno scorso avevo anche ricordato – e siamo a farlo anche quest’anno – che il prossimo 24 aprile ricorre l’anniversario della morte di don Silvio Bortolamedi, cui quest’Associazione deve molto, non ultimo la costruzione della sede in cui attualmente operiamo. Per ricordare don Silvio, tramite la nostra struttura

CoolTour, abbiamo incaricato una persona di raccogliere materiale, fotografie, interviste e scritti di don Silvio e dare poi a questi documenti una forma compiuta. Vorrei informare di altre iniziative in corso. Parlavo poc’anzi della costruzione della nuova sede dell’Associazione, qui a fianco, che è a buon punto e per la quale ringrazio la Fondazione, in particolare nella persona della socia Rosanna Tamanini per l’impegno profuso. Volevo informare che come Associazione ci siamo assunti l’incarico dell’arredamento della nuova sede e intenderemo procedere con qualità e modestia, cercando prima di tutto di reperire da enti, associazioni, ditte, mobilio dismesso in buono stato, per provvedere poi ad acquistare il resto, vedendo se sarà possibile usufruire di un contributo pubblico. Sempre in tema di immobili, venerdì il sottoscritto si recherà dal notaio, per formalizzare l’avvenuta donazione 6

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dell’appartamento di don Giancarlo a Fondo, a favore della nostra Associazione. Gli impianti statutari avrebbero privilegiato la Fondazione, ma ci siamo così accordati in quanto l’Associazione si è impegnata a trovare per l’immobile un’utilizzazione che tenga conto di bisogni di quel territorio, così come saranno evidenziati da prossimi incontri con autorità civili e religiose e volontariato locale. Però, con questa donazione, un piccolo miracolo don Giancarlo l’ha già fatto, in quanto la semplice attestazione della donazione in corso ci ha potuto essere utile come fideiussione per la partecipazione a un bando che sennò non avremo potuto adire. Una parte importante della nostra attività va nella creazione e nel consolidamento di “reti”. Accanto alla così detta “galassia”, accanto all’osservatorio dei bisogni, accanto al così detto gruppo migrazioni e alle reti più tradizionali, quella ad esempio anti violenza, siamo stati recentemente a Bruxelles, dove curiamo dei rapporti per stabilire canali di finanziamento e collaborazione che vadano oltre i nostri confini. Un’altra collaborazione interessante è quella con l’Associazione Arca

della Solidarietà, che dispone in zona industriale di un consistente immobile, dove attualmente viene svolta un’attività di raccolta di mobili e altri beni da ridistribuire a

bisognosi,

anche

in

altri

territori; ma con lo scopo di prevedere

col

tempo

un’utilizzazione del medesimo edificio anche per ospitare altre attività e progetti di valenza sociale. Sempre a proposito di reti

e

incontri,

intendiamo

presentare l’Associazione e i nostri progetti ai neo eletti assessori provinciali. Abbiamo già avuto dei colloqui con l’assessore Bessone e l’assessora Deeg, abbiamo un appuntamento con l’assessore Vettorato; attendiamo gli appuntamenti con presidente Kompatscher e gli assessori Widmann e Achammer. Come dicevo più sopra, nel campo della spiritualità e in particolare nei percorsi di fede ringrazio Hartwig Saifert per averci aiutato a coltivare questa dimensione negli anni in cui l’assistente spirituale era venuto a mancare. Dallo scorso autunno Internos maggio 2019

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è fra noi fattivamente don Michele Tomasi, con il quale abbiamo iniziato un percorso che via via va strutturandosi; con lui abbiamo esaminato la possibilità di provvedere prossimamente a incontrare le varie comunità dell’Associazione, eventualmente le parrocchie territorialmente competenti e di continuare a curare in maniera privilegiata il rapporto con i conventi di clausura … Concludendo, vorrei ringraziarvi nuovamente per la vostra presenza, la vostra attenzione e il vostro contributo. Un grazie va sentitamente anche ai benefattori, ai collaboratori, in particolare ai responsabili delle varie aree e ai coordinatori/ coordinatrici delle varie strutture, come pure ai volontari per l’attività gratuita e appassionata. Grazie naturalmente al direttore e ai colleghi/colleghe del Consiglio di amministrazione e dei revisori dei conti. Un grazie particolare alla direttrice dell’ufficio finanze e contabilità, non solo per il materiale predisposto e per la interessante e coinvolgente presentazione del medesimo, ma anche per la nuova strutturazione della nostra rendicontazione quale base per un’elaborazione del bilancio sociale. Ancora a tutti un grazie, un saluto, un augurio di buona Pasqua ed un invito ad accomodarsi al buffet, predisposto con passione e maestria dal gruppo delle volontarie “cuciniere”

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Bilancio associativo 2018 Alessandra Belvisi Mercoledì 17 aprile l'Assemblea dei soci si è riunita per l'incontro annuale. Tanti i punti all'ordine del giorno. Tra questi, l'approvazione del bilancio consuntivo 2018. Questo documento, che spesso sembra solo un adempimento di legge, racconta invece molto della vita dell’Associazione in un intero anno. E così in assemblea, oltre ad analizzare il bilancio nel formato previsto dalla legge, abbiamo analizzato costi e ricavi in funzione di comprendere per chi e per cosa si è speso e da dove derivano le risorse per il sostentamento dell' Associazione. Ne è emerso che la spesa più rilevante è quella per il personale (oltre il 69% sul totale dei costi) e che le aree nella quali investiamo di più sono Area Bambini e

Giovani con i suoi servizi residenziali e semiresidenziali e Area Cultura Famiglia e Territorio (insieme il 62,50% sul totale dei costi). Per contro, i ricavi maggiori ci derivano dalle rette (il 60% circa sul totale dei ricavi). Il soggetto da cui riceviamo i maggiori introiti è l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, a cui fanno seguito la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e le Comunità comprensoriali. Complessivamente durante l’anno 2018 abbiamo speso un po' di più di quanto abbiamo incassato. La maggiorazione è maturata soprattutto nell’ambito dei costi di personale, a seguito del maggior numero di persone assunte per far fronte ai nuovi progetti, con tutte le spese che la relativa gestione comporta (soprattutto assicurazioni e buste paga). Maggiori costi si sono maturati anche per il necessario ammodernamento della dotazione software dell’Associazione e quindi per l’assistenza informatica. In subordine, si sono maturati aumenti per costi di acquisto di servizi (soprattutto utenze, manutenzioni e pulizie) connesse alle locazioni di nuovi immobili per svolgervi nuovi servizi. Ciò si rileva anche nell’aumento dei costi per godimento di Internos maggio 2019

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beni di terzi, ossia costi per canoni di locazione. La differenza tra costi sostenuti nell’esercizio 2018 e ricavi di competenza dell’esercizio medesimo ha determinato, al termine dell’esercizio, un disavanzo di amministrazione negativo pari a € -67.282, che copriremo con le capienti riserve degli anni precedenti. Uno spazio importate della seduta dell’assemblea è stato dedicato

alla

parte

sociale

del

bilancio,

ossia

a

comprendere chi siano stati i nostri utenti, che tipo di prestazioni abbiamo loro reso, per quanto tempo. Analisi statistiche queste

che, insieme ai dati economici,

permettono all’Associazione di fare scelte ben ponderate per il proprio futuro. Il bilancio è l’atto conclusivo di un anno di attività a cui hanno partecipato tutte le risorse dell’ Associazione. Un ringraziamento particolare a tutti i collaboratori, ai coordinatori, ai responsabili di Area e al direttore per l’attenzione che prestano verso la gestione delle risorse, ai revisori dei conti per il controllo costante e costruttivo,

e

un

grande

riconoscimento

alla

professionalità di tutti i collaboratori dell’ufficio finanze e contabilità per l’impegno costante e meticoloso nella gestione della contabilità.

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Sterzing - Das Projekt WiKids Georg Leitner Im Jänner 2018 sind wir in Sterzing gestartet,

um

eine

sozialpädagogische Tagestätte auf den

Weg

zu

bringen.

Dieses

Claudio Ansaloni, verantwortlich im Verein La Strada-DerWeg für das Projekt Kinder und Jugendliche, geplant und in enger Zusammenarbeit zwischen Claudio und dem Projekt

hat

Sozialsprengel Sterzing wurde das Projekt „WiKids“ ins Leben gerufen. Wir waren zum Beginn zwei Mitarbeiter, Roberto De Lorenzo und Georg Leitner, und drei Kinder. Dreimal in der Woche trafen wir uns im Lokal Contakt, welches uns von der Bezirksgemeinschaft zur Verfügung gestellt wurde. Dort speisten wir gemeinsam, erledigten die Hausaufgaben und gestalteten gemeinsam den Nachmittag. Einige Kinder begleiteten wir zudem in der Schule. Recht bald begannen wir auch mit Individualprojekten und nahmen zwei zusätzliche Kinder in die Tagesgruppe auf. Das Mitarbeiterteam wurde durch

Alessia Fasson verstärkt. Im Herbst zogen wir in eigene Räumlichkeiten in der Geizkoflerstraße 12a um, was es uns ermöglichte fünf Tage die Woche zugänglich zu sein. Durch kleinere und größere Umbaumaßnahmen verwandelten wir das ehemalige Schuhgeschäft in einen kindergerechten und angenehmen Ort. Über den Jahreswechsel wurde unser Projekt bestätigt und als viertes Teammitglied ist Jasmin Wieser zu uns gestoßen. Mittlerweile betreuen wir zehn Kinder aus dem gesamten Wipptal, die in unterschiedlicher Frequenz und Zusammensetzung zu uns kommen. Die Kinder sind zwischen 7 und 12 Jahren alt und haben in ihrem Alltag mit unterschiedlichsten Schwierigkeiten und Problemen zu kämpfen. Ob schulische Schwierigkeiten, soziale Auffälligkeiten oder überlastete Eltern, individuell versuchen wir zusammen mit den Familien den Kindern einen Raum zu geben, wo Internos maggio 2019

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sie sich geborgen fühlen und in einer Gemeinschaft wachsen und lernen können. Sie sollen Struktur kennenlernen, Kreativität entwickeln und Spaß haben. Um bestmöglich auf die Kinder eingehen zu können und systemisch in ihrem Sinne handeln zu können, versuchen wir ständig unseren Kontakt zum Sozialsprengel, zu den Schulen im Wipptal, zum Psychologischen Dienst und der Fachambulanz für psychosoziale Gesundheit im Kindes- und Jugendalter, zur Sozialgenossenschaft EOS und zu den Vereinen vor Ort zu verbessern und zu erweitern. Darin zu wachsen ist eines unserer Ziele für das Jahr 2019. Daneben versuchen wir unsere internen Abläufe und unser psychologisch-pädagogisches Vorgehen weiter zu verbessern und zu professionalisieren, indem wir den reichen Erfahrungsschatz von La Strada-Der Weg nutzen, von den Einrichtungen in den anderen Bezirken lernen und uns immer wieder an wissenschaftlichen Standards messen und orientieren.

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Studenti in alternanza scuola-lavoro presso l’Associazione Fabrizio Mattevi Numerosi studenti delle superiori hanno svolto in

Associazione l’alternanza scuola-lavoro. Abbiamo raccolto le impressioni di alcuni di loro.

Miriam Nei pomeriggi sono stata al Centro Charlie Brown. Ho conosciuto una realtà diversa, poiché da piccola, quando era brutto tempo, io stavo a casa, da sola, a fare i compiti. Al Centro ho visto bambini fare i compiti insieme, anche aiutandosi tra loro. E dopo i compiti la possibilità di liberare la creatività e giocare tutti insieme, conoscendo nuovi amici, anche diversi dai compagni di classe. Questa realtà mi ha colpita e affascinata.

Sara Penso che quel che più mi rimarrà impresso di questa esperienza saranno le persone che ho conosciuto a Cooltour, che è un posto molto bello, felice, solare, dove si va con piacere. Cooltour è un luogo che permette di liberare l’espressività, creare qualche cosa di nuovo, senza regole prestabilite.

Ilaria Mi ha colpito la quantità di progetti e di idee che l’ Associazione mette in atto. Pensavo che un ente no-profit avesse attività limitate e circoscritte ad ambiti specifici. Invece c’è molta varietà, inventiva, vivacità. Si tiene conto di aspettative e proposte delle persone e si dà loro spazio per mettere in atto le proprie aspirazioni. Conoscevo l’Associazione di nome ma non immaginavo che avesse così tanti centri e servizi, che si occupano di ambiti molto diversi. Finché le cose vanno bene, tutto appare semplice e piacevole; poi, di fronte a un problema percepisci la tua inesperienza: due bambini stavano per mettersi le mani addosso e non sapevo come comportarmi per superare la tensione, poi è intervenuto un educatore, ha fatto far loro la pace in modo sano, rimettendo tutto a posto. Mi è piaciuto osservare il suo intervento, come è riuscito a metterli d’accordo.

Chiara In Associazione e a Villa delle rose ho visto persone che fanno del loro meglio per Internos maggio 2019

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aiutare qualcun altro. Quel che mi ha colpito e mi resta in mente è questa voglia di aiutare, al di là degli aspetti organizzativi ed economici, al di là dello stipendio.

Luca Mi è rimasto impresso l’ambiente. Mi immaginavo un ambiente formale, con tanti uffici separati; invece ho trovato un luogo in cui tutte le persone si danno del tu, fanno cose varie, in un clima molto familiare. Credevo fosse un’Associazione più piccola, mentre invece organizza molte attività.

Carla Questa esperienza mi è piaciuta e mi ha colpito molto. Il primo giorno siamo arrivati qui e subito Dario ha dato la sua disponibilità a presentarci l’ Associazione e raccontarci quel che fa. Mi sono resa conto da subito che quello che voi fate in Associazione, lo fate perché vi piace farlo, che c’è una specie di amore per il vostro lavoro, che va al di là della paga; mi sono resa conto che aiutate molto le persone, come nel caso del progetto per i sinti che mi sono fatta raccontare. Voi cercate di trovare sempre un punto d’incontro, al di là delle differenze di cultura. A differenza di altri contesti lavorativi, si è sempre cercato di farci apprendere qualche cosa, di coinvolgerci e fare in modo che possiamo portarci a casa qualche cosa. Al Polo ovest mi hanno fatto sentire a casa, senza pregiudizi. Il rapporto che ho stretto con i bambini è adorabile, in poche settimane si può creare un rapporto così forte che può continuare anche dopo. Per me è stata anche una conferma rispetto all’indirizzo di studi che sto seguendo.

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Virna Virna Garosi La prima nascita, che segna per tutti l’arrivo alla vita, per me è avvenuta nella calura di un’estate padana, perché così sono le estati sulle rive del Po: afose, opache, piene di zanzare e feste di paese, durante le quali gli abiti si appiccicano

addosso

e

il

lambrusco

inasprisce

il

pettegolezzo. Il paese dove sono cresciuta si chiama Carbonara di Po, nella profonda bassa provincia della meravigliosa città di Mantova. La seconda nascita si può inscrivere nel periodo padovano, degli studi universitari svolti alla facoltà di Psicologia. Padova mi ha insegnato l’importanza del nome delle vie, che fino ad allora mai avevo imparato: anche questo significa essere cresciuta in un piccolo paese. Oltre alla topografia, Padova ha gettato le basi per una successiva nascita, quella della passione per la psicologia clinica, oltre ad avermi fatto incontrare Diego e una

delle

mie

“famiglie”.

La

mia

“famiglia”

padovana è composta da cinque persone, a cui mi lega da molto tempo un grande affetto. Con loro ho convissuto a Padova, in un polveroso appartamento dietro la stazione, fatto di mobili recuperati ovunque, di moquette a scacchi verde blu e giallo, di

cene

senza

fine,

sigarette

e

feste

sul

terrazzo/tetto, parole, condivisioni, arrabbiature … insomma tanta vita. Il legame tra queste cinque persone è stato definito dal dottor Schoellberger

famiglia sociale, non abbiamo trovato un nome meno descrittivo e più poetico, come avrei voluto io, per adesso va bene questo. Durante gli anni universitari questa “famiglia sociale” aveva però un altro nome, Internos maggio 2019

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attribuitole da un ragazzo spagnolo, innamorato di uno di noi: “Casa Almodovar”. Questa nascita ha tracciato il canovaccio di come volevo essere e stare al mondo. Dopo l’anno di tirocinio, svolto a Verona presso una pronta accoglienza per tossicodipendenti, mi sono laureata con una tesi in psicologia sociale (la clinica ancora

latitava),

legata

alla

memoria collettiva di un evento drammatico,

la

strage

alla

stazione di Bologna. La terza nascita avviene in Piemonte: qui, infatti, i primi lavori e l’amore. Il lavoro presso “Vedogiovane”, sotto le eclettiche e interlocutorie direttive di Michele Marmo (lui vuol sempre essere chiamato Michi, ma io non ci sono mai riuscita), che più avanti agevolerà il mio arrivo a La strada Der Weg. Quelli piemontesi sono stati anni complessi, vissuti sullo sfondo di una pianura padana diversa e uguale al tempo stesso: più colta, più etica forse. A Novara lavoro e vivo. Nel frattempo inizio a Milano, da pendolare, la Scuola sistemicorelazionale di Boscolo-Cecchin. La passione per la clinica nasce con la scelta del relatore della tesi, al terzo anno e con il tirocinio a fianco di una psichiatra. Prima di questo mi sono trovata spesso a dubitare, a prendere le distanze da quello che nella clinica percepivo come un eccesso di tecnica, metodologia, epistemologia: troppa testa? Fortunatamente ho incontrato la dottoressa Arslanian e il dottor De Bustis. La prima, una psichiatra del Centro di salute mentale dove svolgevo le ore tirocinio, mi si è presentata dicendo: “Io sono la più brava nelle terapie con coppie e famiglie ... purtroppo però devo fare di più la psichiatra ... seguimi, ti faccio visitare l’orto e la cappella dell’ex-manicomio.” Ho lavorato al suo fianco per quattro anni: era di origini armene, aveva molti figli, amava Genova e spesso era attraversata da una profonda tristezza.

De Bustis m’incantò quando, durante un convegno della scuola milanese a Trieste, scambiammo quattro chiacchiere a proposito del fatto che se ne andava in giro da giorni con una borsa di plastica trasparente che conteneva una coppia 16

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de “L’Unità!” Questi due incontri hanno segnato la nascita della mia passione per la psicologia clinica, quella vissuta con curiosità, umiltà e un pizzico di irriverenza. Nel frattempo mi sposo. Diego, colui che avevo conosciuto ventenne a Padova, per il quale mi ero trasferita in Piemonte, con il quale ho condiviso molta vita, diventa mio marito. Confesso però di essermi sposata controvoglia … questa “controvoglia” mi avvicina prepotentemente alla psicoanalisi. Un’altra nascita? Sì. Come si sceglie una scuola di specializzazione in psicoterapia? Ecco, non lo so di preciso, ciò che so con certezza, ora, è che sento di avere un’anima psicoanalitica e uno sguardo sistemico-relazionale. Ora questo connubio mi piace e sembra funzionare. Dopo il matrimonio e la specializzazione arriva il periodo berlinese: croce e delizia. Io e Diego partiamo, un po’ stanchi di un’Italia addormentata e ostile dal punto di vista sociale, politico e lavorativo. Decidiamo di regalarci un anno a Berlino: quell’anno diventano tre anni. Tre anni molto diversi l’uno dall’altro. Il primo è un giro di giostra! Diego si porta con sé un lavoro dall’Italia; io dopo tre mesi lavoro come

Kindermädchen per tre famiglie. Nel frattempo si studia il tedesco e lo si impara ad amare, si frequentano vecchi cinema, Flohmaerkte, locali d’ogni tipo, laghi e foreste, si ascoltano concerti di

generi

diversissimi,

si

incontrano

molte

persone, ma solo i berlinesi si trasformano in amici. Qui vivo la nascita di chi emigra, di chi non parla la propria lingua e non comprende fino in fondo come funzionino le cose, dagli uffici alle piscine, dalle relazioni alle S/U-Bahn. Non posso non ricordare il poeta, padre delle due bambine che accudisco, e il giorno in cui mi presento a lui, mio nuovo datore di lavoro: mi ritrovo a suonare il campanello di un palazzo signorile che si affaccia sul Friedrishainpark, salgo al primo piano e mi apre la porta una donna di una bellezza mozzafiato! Rossa di capelli, longilinea, occhi azzurri, di un’eleganza semplice e raffinata, mi fa Internos maggio 2019

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accomodare nella sua cucina, attraversando stanze tappezzate di libri e quadri, macchine da scrivere ovunque, un pianoforte a coda e una viola sullo stesso grande tappeto. Mi offre un caffè che prepara usando una Bialetti; nel frattempo arrivano le bambine, curiose, la più grande cerca di parlarmi in italiano. Mentre giochiamo con le differenze di genere tra italiano e tedesco arriva lui, il grande poeta: cupo, torvo e vestito di nero. Alla fine di due anni e mezzo di lavoro con le sue bambine diventammo conversatori di letteratura italiana, che lui come me ama molto. Altra nascita, l’arrivo di Arturo, in una Berlino sferzata dal vento e piena di neve! Poi il difficile rientro in Italia, fortemente desiderato da me ed osteggiato da

Diego, che nella capitale tedesca ha trovato la sua nuova “casa”. Bolzano. Bolzano per me significa molte cose, tra cui l’incontro con La Strada-Der

Weg, che mi ha scelta, ascoltata, vista, dandomi la possibilità di lavorare in ambito clinico; oltre che di tornare a studiare, a imparare come si lavora con i gruppi, cosa che fino a poco tempo fa mi spaventava. Quel che da subito mi ha colpita è stato il tentativo e lo sforzo d’incastrare e conciliare i bisogni dell’Associazione e i miei, bisogni professionali innanzitutto. L’accoglienza non è mai mancata e neppure quell’atmosfera e quel desiderio di fare comunità e non famiglia. Questo mi piace molto dell’Associazione, per come la vivo io, ora, in questo suo momento evolutivo. Al termine della nostra conversazione io e

Fabrizio ci interroghiamo su quale titolo dare al mio racconto. Fabrizio propone: Le diverse vite, io invece: Le diverse nascite e ancora Fabrizio: “A me Le diverse nascite fa venire in mente anche la morte, mi fa venire in mente che ci sono state fratture e separazioni …”. Io penso invece alla nascita come un evento che si manifesta dopo un tempo e una gestazione, quando tutte le condizioni necessarie si verificano … e sono condizioni di diverso genere e natura, a seconda della nascita che sta per realizzarsi. 18

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Area volontariato

Fabrizio Mattevi Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di riorganizzare l’Area Volontariato e

l’Area Spiritualità. A partire dal mese di febbraio l’Area Volontariato è stata ampliata a comprendere, accanto ai volontari, coloro che svolgono Servizio civile (SC), Servizio

internazionale Erasmus (SI), Servizio sociale volontario (SSV), Servizio volontario estivo (SE). In tal modo la dimensione del volontariato si allarga a particolari e specifiche esperienze di impegno, apertura, coinvolgimento personale: il servizio civile di giovani con meno di ventotto anni e il servizio sociale per persone con più di 28 anni. Queste modalità prevedono un rimborso spese ma, al contempo, comportano una scelta di partecipazione e servizio, mettendo a disposizione degli altri tempo e capacità.

L’Area spiritualità è sciolta in due distinti ambiti:  “Animare” è la parte riguardante l’orizzonte valoriale, è affidata al Centro studi e si identifica con le iniziative e proposte intitolate Animare (il meeting annuale Animare - Beseelen, il ciclo di incontri Animare le parole);  “Percorsi di fede” comprende le proposte più specificatamente liturgiche e di fede; fa riferimento all’assistente ecclesiastico, don Michele Tomasi, a Hartwig Seifert che da tempo predispone e organizza un calendario di appuntamenti,

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eventi, viaggi; in questa attività sarà supportato per la parte operativa da Marina

Bolego, che lavora al centralino. Marisa Dallago in questi anni ha svolto, con grande impegno e dedizione, il ruolo di Responsabile dell’Area volontariato. Lo scorso anno ha chiesto di essere sollevata da questo incarico, che le comporta un impegno notevole, difficile da conciliare con esigenze e preoccupazioni familiari. Il Consiglio di amministrazione ha deciso di assegnare il ruolo di Responsabile a

Fabrizio Mattevi, che continuerà a esser supportato da Marisa. Fabrizio lavora, part-time, al Centro studi; dal 1982 al 1984 ha svolto il servizio civile presso l’Associazione, di cui è diventato poi socio, facendo anche parte per un decennio del Consiglio di amministrazione.

Si sono definiti obiettivi e intendimenti dell’Area volontariato per il 2019:  aggregare e porre in rete le diverse tipologie di figure (volontari, SC, SI, SSV);  valorizzare differenze e specificità di queste forme di servizio;  fare in modo che ogni persona che avvicina il mondo di Strada possa vivere un’esperienza significativa;  rinforzare il senso di appartenenza, collaborazione, cooperazione tra le persone, cosi che ciascuno si senta parte e trovi in nell’Associazione un punto di riferimento;  costruire comunità, per contrastare solitudine e isolamento, che a volte impoveriscono le persone e sono fonte di sofferenza. Dati dell’Area volontariato relativi al 2018:  76 volontari senior impegnati per un totale di 6285 ore 20

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 104 volontari junior impegnati per un totale di 6385 ore  23 volontari del servizio sociale impegnati per un totale di 18.000 ore  12 volontari del servizio civile impegnati per un totale di 8.100 ore  5 volontari internazionali impegnati per un totale di 3.600 ore  8 volontari del servizio estivo impegnati per un totale di 1.440 ore Attualmente vi sono una sessantina di volontari attivi in Associazione, diciotto persone impegnate nel Servizio sociale volontario, sei giovani che svolgono il Servizio civile, due giovani che svolgono il Servizio civile internazionale. Per tutti i volontari dell'Associazione, nelle loro molteplici componenti, si è pensato di organizzare una festa. Sarà un'occasione per: - trovarci insieme in modo lieto e conviviale - conoscere i volti dei nuovi arrivati - salutare e ringraziare chi sta per concludere un'esperienza. Potremo così rendere visibile l'allargamento dell'Area Volontariato. L’Appuntamento è per: venerdì 31 maggio ore 18.00 presso il Centro giovani Villa delle Rose via Passaggio della Memoria 19 – Bolzano

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A proposito di silenzio Gabriella Guizzardi Il primo appuntamento di Animare le parole, il 29 novembre, è stato dedicato a Il silenzio. Di lì a poco ragazze e ragazzi del Centro diurno Polo ovest si sono impegnati in vista della partecipazione alla consueta manifestazione Un parco a Natale, che coinvolge alunni delle scuole medie e si svolge al Parco della stazione di Bolzano. Tema dell’edizione 2018 era, appunto, Il silenzio. Al Polo Ovest si sono raccolti pensieri sul silenzio, che riportiamo qui di seguito. 

Die Stille, Entspannung, Ruhe; ich fühle mich sehr

entspannt, wenn es leise/still ist. Für mich ist die Stille eine Art von Kunst; wenige können es schätzen und still bleiben; ich fühle mich wohl, wie wenn ich mich gut konzentrieren könnte und ich Zeit für mich habe; die Stille ist auch ein Weg um zu kommunizieren. (Silenzio, tranquillità, calma; io mi sento tranquilla quando c’è silenzio; il silenzio secondo me è una forma d’arte; in pochi sanno apprezzarlo e stare in silenzio; quando c’è il silenzio mi sento bene, come se riuscissi a concentrarmi e ad avere del tempo per me; il silenzio è anche un modo per comunicare.) 

Il silenzio è una forma di rispetto … Il silenzio serve per

schiarirsi le idee o per studiare o per leggere … Il silenzio serve anche per guardare un bel paesaggio … 

Si fa silenzio e non si urla forte, non si litiga, non si parla, non ci si

addormenta! 

Il silenzio è una cosa positiva, serve per concentrarsi, per rispettare gli adulti.

Secondo me quelli che non sanno stare in silenzio, non saranno in grado

neanche in futuro; per me quelli che non stanno in silenzio sono maleducati. 

Il silenzio per me è la musica della natura; il silenzio è la pace e la tranquillità,

il silenzio ci aiuta a pensare, come ho fatto io per scrivere questo messaggio. 22

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Per me il silenzio è quando, immersa nel bosco, sento il ruscello che scorre

via, portando con sé i miei pensieri e i miei timori. Tutto questo mi dona pace e tranquillità; sento solo il ruscello, i passeri e le foglie che cadono! Questo silenzio mi allontana dai rumori della città. È un ascoltare me stessa. 

Il silenzio è tranquillità, stare bene con gli amici.

Il silenzio è stare zitto, tranquillo, non fare

rumore, pensare, studiare, scrivere meglio, giocare bene, non parlare, ascoltare la musica. Il silenzio fa pensare agli amici. 

Il silenzio serve per ascoltarsi e per imparare ad

ascoltare gli altri. 

Senza silenzio non è possibile ascoltare, stare in

silenzio per ascoltare l’altro. 

Il silenzio è una cosa calma come la musica della natura. Il silenzio è la pace e

la tranquillità, il silenzio ci aiuta in molte cose. Il silenzio è un messaggio molto importante. Il silenzio mi fa a volte paura. Il silenzio è come dormire nella calma. Il silenzio è pensare a cose belle. La cosa bella del silenzio è che è come una musichetta che ti passa tra le orecchie. 

Il silenzio è pensare alle cose belle e brutte, agli errori che ho fatto in passato

e nel presente. 

Il silenzio è la pace, mi fa rilassare e riflettere, mi aiuta delle volte, soprattutto

quando sono arrabbiata. E mi aiuta a concentrarmi di più. 

Il silenzio è quando sei in un posto da solo e non c’è nessuno, senti solo il

vento. Il silenzio è una forma e un momento di tranquillità. 

Nel silenzio della notte ascolto la musica delle stelle.

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INTERNOS Edizione/Ausgabe: nr. 02/2019 - Maggio/Mai 2019 Pubblicazione registrata presso il tribunale di Bolzano il 06.08.2018 R.G. n. 3006/2018 Ermächtigung Landesgericht Bozen 06.06.2018 nr. 3006/2018

Associazione – Verein “La Strada - Der Weg ONLUS” Via Visitazione - Mariaheimweg, 42 39100 Bolzano Bozen Tel 0471 203111 Fax 0471 201585 e-mail: info@lastrada-derweg.org www.lastrada-derweg.org Direttore responsabile/presserechtlich Verantwortlicher: Massimo Antonino Redazione/Redaktion: Massimo Antonino, Francesco Campana, Manuela Gius, Fa-

brizio Mattevi, Dario Volani Grafica/Grafik: Massimo Antonino Se vuole devolvere il 5 per mille Falls Sie 5 Promille Ihres Einkommens schenken möchten a favore di Associazione/Verein “La strada – Der Weg Onlus” Codice fiscale 80020390219 Se vuole fare una donazione / Falls Sie eine Spende machen möchten IBAN – IT29 R060 4516 0800 0000 139000 Grazie/Danke

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