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di Rovigo

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Prevenzione e salute dentale Centri odontoiatrici Dentalcoop per la prevenzione dentale: Dentalcoop promuove la prevenzione in odontoiatria dif-

fondendo la cultura di una corretta igiene orale. Poiché individuare precocemente le patologie orali permette al medico di risolvere il vostro problema con interventi poco invasivi. Al contrario, trascurare una semplice carie, un’infiammazione gengivale o un dente mancante può, nel corso degli anni, portare alla perdita dell’elemento dentale cariato, ad una parodontite cronica o al collasso dell’intera arcata. Importanti ricerche dimostrano che i pazienti regolarmente sottoposti a visite di controllo annuali giungono alla 6°-7° decade di vita con le funzionalità masticatorie in piena efficienza.

PREVENZIONE “PRIMARIA”

La prevenzione primaria è rappresentata da tutto quello che possiamo fare “prima” che una patologia si instauri. Un esempio di prevenzione primaria è sapere che il fumo di sigaretta è dannoso e quindi decidere di non iniziare a fumare. In odontoiatria prevenzione primaria significa sapere che l’accumulo di placca batterica è dannoso per denti e gengive, che una corretta igiene orale rimuove la placca batterica, quindi denti e gengive rimarranno in salute.

PREVENZIONE “SECONDARIA”

La prevenzione “secondaria” si attua per prevenire l’aggravarsi di una patologia. In odontoiatria un esempio di prevenzione secondaria è il trattamento di una carie dentale nella sua fase precoce in modo da non farla progredire.

Chi fa prevenzione?

Possiamo pensare che la prevenzione debba essere fatta da personale specializzato, questo è sicuramente vero, ma siamo noi il vero fulcro della “nostra” prevenzione. Decidere di prendersi cura della nostra salute, anche della salute dei nostri denti e delle nostre gengive è il primo passo, fondamentale, per un vero successo in prevenzione. Decidere di dedicare tempo alla pulizia dei nostri denti, farlo tutti i giorni, è forse più importante che fare regolari sedute di igiene orale se poi non seguiamo i consigli dati dall’igienista dentale o dall’odontoiatra. L’igienista dentale o l’odontoiatra ci insegnano, in prima battuta, come poter rimuovere la placca batterica dei denti nel modo più efficace e con gli strumenti adeguati. Il successo sarà però dato da come sapremo mettere in pratica, con continuità, quei suggerimenti. Noi siamo i veri artefici del successo della prevenzione su noi stessi. Possiamo andare dal dentista anche alcune volte l’anno, ma la placca si deposita sui denti di continuo. Dobbiamo regolarmente rimuoverla con una corretta igiene orale per non farla depositare e prevenire così efficacemente carie dentale e infiammazione delle gengive.


di Rovigo AGENZIA DI ROVIGO Tel. 0425 090894

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Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 151 - Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n° 46) – Art. 1 comma 1 – PD

Commercio A Natale acquisti nel segno della sobrietà pag.

Sanità Ospedale a rischio declassamento?

4-5

pag.

Enti locali Vi-Ve-Ro il dialogo è già partito

8

pag.

20

LO NAZ/19/2010/CT

01 04 2010

parco maddalena, sÌ all’esproprio

Esproprio del Parco Maddalena, l’annosa vicenda sembra aver trovato un epilogo. Ed è positivo: lo scorso 15 novembre, infatti, la Giunta Piva ha deliberato l’inizio della procedura di esproprio per le aree ancora in mano ai privati. pag. 9

un piano per ridurre le polveri sottili

Aperture domenicali, un coro di “no”

Raccolta firme affinché sull’argomento tornino a decidere le Regioni

A

E’ scattato il piano per la riduzione delle polveri sottili: fino al 16 dicembre e dal 7 gennaio al 19 aprile 2013 sarà interdetta la circolazione dei mezzi alimentati a benzina non catalizzati, a gasolio Euro 0, Euro 1 e Euro 2 pag. 10

l di là delle polemiche relative agli addobbi natalizi, intanto i commercianti si muovono anche in merito alle aperture domenicali; argomento che pare unire tutti. Dalla Confesercenti alla Cgil, dalla Cei alla Federazione della sinistra. E’ partita infatti, la campagna “Libera la domenica” per chiedere al governo centrale che, in ambito di aperture straordinarie, ritornino a decidere le regioni. La raccolta firme è stata promossa dall’associazione di categoria dei commercianti, ed appoggiata anche da

tutte le sigle sindacali. “La battaglia delle domeniche non è solo una battaglia di fede ma antropologica, come giustamente sostiene Monsignor Bregantini - dicono in un comunicato unitario Filcams Fisascat e Uiltucs - il senso del riposo domenicale ha un valore di fede, che noi rispettiamo, ma anche una funzione di alimentare relazioni sociali, rispetto per le lavoratrici ed i lavoratori, consumo responsabile, curare lo spirito”. Tutto questo, inoltre, si scontra anche con un dato economico, che

non è di secondaria importanza: sembra che le aperture domenicali non aiutino ad uscire dalla crisi. “Tutti i dati in nostro possesso - sostengono infatti i sindacati - ci dicono che le aperture domenicali non hanno aumentato e non aumentano i consumi, non creano buona occupazione, svuotano i centri storici, alimentano un mercato senza regole dove vince il più forte”. pagg.

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L’Intervento

Per il futuro della scuola indignarsi non basta

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S

iamo indignati. Ma l’indignazione non basta, non più. Vogliamo impegnarci. Vogliamo incanalare la nostra rabbia in qualcosa di costruttivo, che porti dei risultati, senza limitarci ad urlarla per strada e nelle piazze. Vogliamo combattere la rassegnazione generale. *Gli studenti dell’I.I.S. “Concetto Marchesi” occupato (sede Fusinato)

continua a pag.

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Rovigo Centro. Disponiamo di appartamenti e negozi di nuova costruzione,di varie metrature e vari prezzi.Rifiniture medio-alte.Garage e ascensore. Consegna fine 2013.Cl. Energetica A. Info in agenzia.Rif. R0010

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Pontecchio. Casa accostata ad un lato solo di ampie dimensioni,immersa nel verde, con due camini in zona giorno,camino in zona notte,tre bagni.Giardino piantumato con vialetto in ghiaia e sul retro terreno con orto e alberi da frutto.Garage e fienile.Cl.En. in def. Info in agenzia.Rif.0099

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Rovigo. Commenda. Signorile villa singola su due livelli di circa 400 mq. con taverna con camino,doppi servizi e lavanderia.Lotto complessivo di 590 mq con giardino piantumato.Classe energetica in definizione. Trattativa riservata.Rif.R0147

Rovigo. Zona residenziale. Prestigiosa villa singola di ampie dimensioni,con ingresso,salone con camino,cucina abitabile,tre letto,due bagni,taverna,cantina,garage.Porticati esterni.Giardino piantumato di 800 mq.Cl.Energetica in definizione. Trattativa riservata.R0092

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Sant’Apollinare. Casa singola di notevoli dimensioni, su due livelli con ampio terrazzo verandato,doppio ingresso e giardino esclusivo. Ideale anche per due nuclei familiari.Cl. Energetica G. Euro 110.000.Rif. R0051

Boara Pisani. Splendida villa singola di ampia metratura su due livelli con cucina abitabile,soggiorno doppio,due camere da letto e bagno.Al piano terra,studio,garage,cantina e disimpegno.Parco piantumato di 3000 mq che circonda la proprietà.Classe energetica in definizione. Euro 230.000.Rif.R0152

Lendinara. Villa dei primi del ‘900 su un’area a verde di circa 1800 mq. L’immobile è di 900 mq, disposto su quattro piani. Può essere diviso in due singoli appartamenti o in un condominio di pregio o trasformata in un piccolo Hotel “Relais”.Cl.energ. in def. Trattativa riservata. Rif.R0167

Villamarzana. Casa singola di 120 mq con cucina,sala da pranzo, soggiorno,due camere letto matrimoniali,uno studio,due bagni, ripostiglio,cantina con camino, garage e giardino.Cl.Energetica in definizione. Euro 79.000.Rif. R0075

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Roverdicrè. Appartamento al piano terra di una casa singola,composto da ingresso, soggiorno,cucina,bagno,due camere letto,giardino,posti auto scoperti,garage.No spese condominiali.Cl. Energ. in def. Euro 320,00.Rif. R0158

Sant’Apollinare. Villetta a schiera,recente,con soggiorno,cucina abitabile,tre camere ampie,due bagni,garage,giardino davanti e nel retro con predisposizione caminetto.Cl. Energ.in def. Euro 550,00.Rif. R0143

Polesella. Zona centrale. Porzione di casa composta da soggiorno con camino,cucina abitabile,tre camere ampie, due bagni,garage con lavanderia,giardino,posti auto.Classe energ. in def. Euro 550,00.Rif.0175

Rovigo. Centro storico. Nella piazza centrale è situato l’immobile composto da due ampie stanze,entrata,bagno.Possibilità di essere adibito ad uso ufficio oppure ad uso abitazione.Cl. Energetica in via di definizione. Euro 430,00.Rif.R0169

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Rovigo. Zona Commenda Stabile 330 mq,con vari uffici disposti su due piani,a mpie vetrate, giardino privato,garage,terrazza pensile, locali cablati per rete computer. Condizionamento e riscaldamento. Cl.Energetica in def. Euro 1.200,00.Rif.R0074

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AFFITTI


Sociale

Appuntamenti con la Musica

La speranza è racchiusa nel sorriso di un bambino e tutti i bambini devono sorridere. E’ l’obiettivo della Fondazione “Città della speranza”, che dal 1994 opera per sostenere i reparti di degenza e di day hospital e i laboratori di oncoematologia pediatrica di Padova. Un progetto bellissimo che, grazie alla volontà e alla dedizione dei volontari che vi operano, oggi vanta, oltre ai reparti dedicati ai più piccoli realizzati all’ospedale di Padova, una struttura di ben 9 piani per la ricerca. Il Comune di Rovigo ha voluto aderire a questa nobile iniziativa, siglando, in una sorta di gemellaggio, la Charta della Fondazione “Città della speranza”. Il sindaco Bruno Piva ha ricevuto a palazzo Nodari, una delegazione di Minori (Salerno), in Polesine per sottoscrivere un gemellaggio con Gusta Minori Corporation e con la Confraternita del Bavarolo. “Questi scambi – ha detto il sindaco Piva -, servono ad arricchire le conoscenze, a creare nuove amicizie e nuovi rapporti con realtà diverse. In questo caso poi, si coniuga la tradizione culinaria con quella culturale e turistica di due territori, quello del Delta e quello della Costiera amalfitana, che proprio, per le loro diversità, possono trarne ancora più arricchimento e giovamento in termini di crescita economica e commerciale”. Protezione civile

C’è stata una variazione di programma, nel calendario di eventi previsto per le prossime festività natalizie, che riguarda il concerto gospel “Nate Brown & One Voice” con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, previsto il 14 dicembre al Teatro Sociale. La data è stata anticipata a giovedì 13 dicembre

roviGo Gemellato con la “cittÀ della speranza”

due accordi per Gestire l’emerGenza

Siglati a Palazzo Celio due accordi finalizzati all’organizzazione degli interventi a tutela della sicurezza delle persone e del territorio in situazioni di emergenza idraulica. La prima, sottoscritta da Aipo e Provincia, è una convenzione che riguarda la gestione e il coordinamento del servizio di piena con le organizzazioni di volontariato, per assicurare la disponibilità di personale anche nei giorni festivi, prefestivi e le ore notturne. Il secondo accordo concerne la gestione e la valorizzazione di alcuni magazzini idraulici dell’Agenzia interregionale per il Po presenti, nel circondario idraulico di Rovigo.

Gospel anticipato al 13 dicemBre

Delta gospel choir

560 KM

concerti aspettando il natale

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Rovigo reFerendum

Provincia spazi aperti

Sul corso aperto al traffico, il parere dei commercianti pag. 6

inQuinamento

Pubblicato il rapporto di Legambiente

sociale

info 340/7084598

pag.

territorio

Sindaci a sostegno della green economy pag.

mondo scuola

21

30 milioni in meno per gli enti di formazione

12

Mensa Oznam, porte aperte anche la notte di Natale pag. 18

pag.

22

Natale accompagnato dal bel canto pag.

25

eventi

Regione L’acqua è ancora un rischio per la nostra Regione pagg. 36-37-38

Nei giorni immediatamente precedenti il Natale il Delta gospel choir ha un doppio appuntamento, il 18 dicembre alle 21.30 presso il Ridotto del Teatro sociale di Rovigo e il 20 dicembre alle 21 presso la chiesa di San Bortolo del capoluogo polesano per il terzo concerto di beneficenza “La voce dell’anima” a favore del Caritas baby hospital di Betlemme. Vigilia di Natale

venezze consort a GriGnano

capodanno

Una notte con Diapason e Gruppo 7.2

pag.

39

Vigilia di Natale e Santo Stefano ancora in musica: il 24 dicembre con il coro Venezze consort presso la chiesa di San Domenico e con il Monte Pasubio presso l’auditorium San Rocco di Grignano, il 26 dicembre presso la chiesa di Sant’Apollinare con i Piccoli cantori e con il Delta gospel choir in una serata veramente “corale”.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della PROMOMEDIACOMMUNICATIONS Srl Edito da GIVE EMETIONS Srl

Questa edizione raggiunge le zone di Rovigo per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

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Direttore responsabile

MAURO GAMBIN direttore@lapiazzaweb.it ORNELLA JOVANE o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 28 novembre 2012 CENTRO STAMPA: ROTOPRESS INTERNATIONAL LORETO, VIA BRECCIA (AN)

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4 Argomento del mese COMMERCIO Per i regali c’è chi va a caccia della promozione online, chi li ha già comprati a novembre e chi sta sperimentando i gruppi d’acquisto. Ma i dati parlano chiaro: la spesa subirà un calo record dell’8,6%, solo gli alimentari tengono con un +2,1%

Un Natale che si preannunc

di Vesna Maria Brocca

Secondo i dati Istat il 5,3% delle persone sono sotto la soglia di povertà in Veneto

Per le associazioni di volontariato, invece, la percentuale oscilla tra il 12,6% e il 17,2%

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e festività natalizie si avvicinano e il portafoglio si alleggerisce ma con un occhio di riguardo agli articoli per la casa e per la tavola, per se stessi e per i familiari. Meglio la caccia alla promozione online e nei punti di vendita della grande distribuzione giocando d’anticipo. Meno lusso, meno esotico. Insomma, un Natale che si preannuncia all’insegna della sobrietà. Se nel frattempo qualcuno aveva diffuso la voce sull’avvio anticipato dei saldi, arriva la smentita da parte di Renato Borghi, presidente Federazione Moda Italia: “I saldi sono vendite di fine stagione e non possono iniziare a dicembre. Cominceranno in tutta Italia il 5 gennaio 2013”. La grave crisi economica pesa dunque sullo shopping natalizio per regali che è stimato in calo del 3,7 per cento. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2012” di Deloitte. La situazione di crisi ed il contenimento delle tredicesime favorisce un clima di sfiducia che porta a una riduzione della spesa complessiva penalizzando soprattutto i regali che subiranno un taglio record dell’8,6 per cento ed i divertimenti (-0,3 per cento) mentre tiene

imu e tredicesime Basse

Penalizzati i consumi

G

ià nel primo semestre il leader della Uil, Luigi Angeletti, sosteneva che: “Quest’anno, a causa delle tasse, dell’ultimo carico fiscale, si perderà la tredicesima”. Brutte notizie che trovano conferma nei calcoli realizzati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Per i lavoratori dipendenti italiani, rispetto al 2011, la tredicesima sarà più leggera. I calcoli ci dicono che un operaio specializzato, con un reddito lordo annuo di poco superiore ai 20.600 euro, si troverà con una tredicesima decurtata di 21 euro. Un impiegato, con un imponibile Irpef annuo leggermente superiore ai 25.100 euro, perderà 24 euro. Un capo ufficio, invece, con un reddito lordo annuo di quasi 49.500 euro, percepirà una tredicesima più leggera di 46 euro. “Visto l’avvicinarsi del Natale –afferma il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi (in foto) – mai come in questo momento abbiamo la necessità di lasciare qualche soldo in più nei portafogli delle famiglie. A dicembre bisognerà pagare il saldo dell’Imu e una serie di bollette molto pesanti. Pertanto, se non ci sarà qualche provvedimento a sostegno delle famiglie, i consumi natalizi saranno molto modesti”. V.M.B.

l’acquisto di cibo (+2,1 per cento). La Confcommercio fa inoltre sapere che, per quanto riguarda le vendite al dettaglio, siamo in piena recessione. La crisi della domanda, che interessa in misura molto accentuata i mobili e l’abbigliamento (-3,4% e -2,6% nei primi sette mesi dell’anno), non risparmia le imprese di maggiori dimensioni anche se è ancora la piccola distribuzione (-3,5% a settembre rispetto all’analogo mese del 2011) ad essere la più penalizzata. Poco meno di un terzo di coloro che effettueranno i regali di Natale, faranno i propri acquisti nel mese di novembre, ovvero o li hanno già fatti o li stanno facendo in questo momento. Dati che non stupiscono in Veneto, dove il numero dei poveri è almeno doppio o triplo rispetto a quanto rilevato dall’Istat. All’Istituto nazionale di Statistica, infatti, risultano essere 250 mila le persone sotto la soglia di povertà (pari al 5,3 per cento della popolazione veneta), mentre per gli operatori dei servizi di Ulss, Comuni e per le associazioni di volontariato la percentuale dei “poveri” oscilla tra il 12,6 per cento e il 17,2 della popolazione. Tradotto: un veneto

su sei è a rischio povertà. Il dato, che evidenzierebbe un sensibile impoverimento di una regione sino a pochi anni fa considerata emblema del benessere, arriva dal Distretto 108 TA3 del Lions club, associazione benefica che conta oltre 1800 soci nelle province di Padova, Rovigo, Venezia e nella città di Treviso, e che sta impegnando i propri club in service rivolti al contrasto delle nuove povertà. Anche i dati elaborati dall’Ufficio Studi della Cisl di Treviso parlano chiaro: se il 2011 si è chiuso con un saldo assunzioni-licenziamenti negativo di 3600 unità (3600 posti di lavoro persi), il 2012 si è aperto con 3598 licenziamenti, di cui 2422 nelle piccole imprese e 1176 nelle grandi imprese. “Ci preoccupa - afferma Alfio Calvagna, segretario della Cisl di Treviso - il crescente disagio sociale indotto dalla crisi. I dati sulla disoccupazione sono la punta della piramide, alla sua base c’è un’ampia fascia di marginalità che non riguarda più solo gli immigrati”. Un Natale che, forse, dovrebbe ripartire da “Le Piccole Idee” come dal film di esordio di Giacomo Faenza.

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Augura Buone Feste


otnemogrAdel mese 5 5 esem ledArgomento Piazza Garibaldi

all’insegna della sobrietà àteirbos alled ang eciatariffe Tradito Le vie del il responso risparmio:referendario Più made inLaItaly, denuncia meno dichampagne Adico e addio all’ananas

L’acqua dedel Veneto L’e-commerce il vero fenomeno del momento di Vesna Francesca Maria De Brocca Luca

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x tando ai primi risultati di un’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche, il 13,7% degli italiani non farà acquisti per Natale e, tra i destinatari dei regali, dopo i familiari, si pensa a se stessi. I principali destinatari dei regali del Natale 2012 sono dunque i familiari: il coniuge, i figli, il genitori, i propri fratelli (50,2%) e i parenti più in generale (41,3%). Un’altra novità incentivata dalla crisi economica è: “il boom dell’ecommerce - commenta il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona - non solo per quanto riguarda i siti tradizionali, ma soprattutto sui gruppi d’acquisto, il vero fenomeno del momento. In questo periodo di regali, nonostante il budget ristretto, si prevede che gli acquisti sul web si moltiplicheranno per evitare lo stress delle file in centro, ma anche e soprattutto nella speranza di risparmiare”. Per le feste di fine anno le famiglie - sottolinea poi la Coldiretti - spenderanno per regali in media 263,6 euro, con un calo del 9 per cento rispetto allo scorso anno. Il 39 per cento della spesa è destinato ai più piccoli tra i quali prevalgono i giocattoli e le nuove tecnologie, mentre tra i più grandi abbigliamento ed accessori la fanno da padroni, anche se in calo rispetto allo scorso Natale. Non si rinuncia, infine, a preparare pranzi e cenoni, ma sulle tavole degli italiani crollano le mode esterofile del passato pagate a caro prezzo a favore dell’aumento dei prodotti Made in Italy. Saranno stappate il 24 per cento di bottiglie di champagne in meno; calano caviale e succedanei del 12 per cento; tende a scomparire la frutta esotica con ananas, manghi, avocado e datteri in calo del 12 per cento, sulla base delle tendenze emerse dalle elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Orari del nuoto libero durante le festività 8 DIC 23 DIC 24 DIC 25 DIC 26 DIC 27 DIC 28 DIC 29 DIC

8.30 - 13.30 8.30 -13.30 15.00 - 18.00 8.30 - 13.30 CHIUSO CHIUSO 8.30 - 22.00 7.00 - 22.00 8.30 - 19.00

30 DIC 31 DIC 1 GEN 2 GEN 3 GEN 4 GEN 5 GEN 6 GEN

8.30 - 13.30 8.30 - 13.30 CHIUSO 8.30 - 22.00 8.30 - 22.00 7.00 - 22.00 8.30 - 19.00 8.30 - 13.30

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I lavori festività sanaproprio na’lla oiin ddconcomitanza a e engapmahcdelle onem ,ylatI ni edam

Natale di rabbia per i commercianti

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6 Rovigo Commercio Protesta e raccolta firme delle associazioni di categoria

Aperture domenicali, un coro di “no” La campagna “Libera la domenica” chiede al governo che, in ambito di aperture straordinarie, ritornino a decidere le regioni di Francesca De Luca

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foto: roberto beani

l di là delle polemiche relative agli addobbi natalizi, intanto i commercianti si muovono anche in merito alle aperture domenicali; argomento che pare unire tutti. Dalla Confesercenti alla Cgil, dalla Cei alla Federazione della sinistra. E’ partita infatti, la campagna “Libera la domenica” per chiedere al governo centrale che, in ambito di aperture I sindacati sostengono che i negozi sempre aperti non aiutano a superare la crisi straordinarie, ritornino a decidere le regioni. La raccolta firme è stata promossa dall’associa- tare relazioni sociali, rispetto per le lavoratrici occupazione, svuotano i centri storici, alimenzione di categoria dei commercianti, ed appog- ed i lavoratori, consumo responsabile, curare tano un mercato senza regole dove vince il lo spirito”. Tutto questo, più forte”. Anche secondo Lorenzo Feltrin di giata anche da tutte le inoltre, si scontra anche Rifondazione comunista, queste iniziative sigle sindacali. “La bat- Il riposo con un dato economico, creano il risultato di peggiorare notevolmente taglia delle domeniche domenicale ha che non è di secondaria la qualità della vita per i lavoratori e per le non è solo una battaglia un valore di fede importanza: sembra loro famiglie (senza creare occupazione), di di fede ma antropologi- ma anche una che le aperture dome- favorire la grande distribuzione organizzata ca, - come giustamente funzione sociale nicali non aiutino ad nelle grandi catene commerciali a discapito dei sostiene Monsignor Bregantini -, dicono in un comunicato unitario uscire dalla crisi. “Tutti i dati in nostro possesso piccoli commercianti e di peggiorare la qualità Filcams Fisascat e Uiltucs - il senso del riposo - sostengono infatti i sindacati - ci dicono che le dell’ambiente in cui viviamo ingorgando le domenicale ha un valore di fede, che noi ri- aperture domenicali non hanno aumentato e strade di auto che intasano i parcheggi dei spettiamo, ma anche una funzione di alimen- non aumentano i consumi, non creano buona grandi centri commerciali.

sul futuro, non si gioca. 200 milioni di bambini oggi nel mondo soffrono la fame. Anche in Italia stiamo vivendo un periodo di difficoltà, ma per un bambino che non mangia neanche una volta al giorno, la vita non è difficile, è impossibile. Per questo è importante che tutti facciano qualcosa, basta veramente poco. Con soli 5 euro puoi contribuire subito a sconfiggere povertà e fame e a difendere i diritti dei bambini e dei più deboli.

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in Breve Amministrazione e commercianti

ai Ferri corti, riscHiano le luminarie

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e polemiche tra commercianti e amministrazione comunale, sembrano mettere a rischio anche il Natale. A farne le spese saranno le luminarie e le manifestazioni, da sempre organizzate in occasione delle festività. Come si stanno organizzando? Come intendono accordarsi le associazioni e l’Amministrazione? Insomma, come sarà il Natale rodigino? Stando a ciò che si diceva qualche tempo fa, le tensioni tra l’Assessore e i commercianti sembravano porre seriamente a rischio l’atmosfera natalizia. Secondo l’assessore, infatti, le associazioni hanno idee diverse su ogni argomento e risulta impossibile accontentare tutti; a parere delle seconde, invece, l’amministrazione si sta disinteressando della causa dei commercianti costringendo gli interessati ad organizzarsi in maniera autonoma. Da qui, la minaccia dell’amministrazione: “senza accordi, nessun impegno per addobbare la città in occasione del Natale”. Qualora le associazioni decidessero di non collaborare, pare che il Comune si limiterà a fare l’albero e ad addobbare palazzo Nodari. Ascom e Confesercenti dovrebbero invece occuparsi dell’illuminazione di Piazza Garibaldi, piazza Vittorio e Corso del popolo. Difficile, però, fornire notizie aggiornate dal momento che, interpellato, l’assessore non ha rilasciato alcuna dichiarazione nel merito. F.D.L.

REFERENDUM SUL CORSO I “SI” E I “NO” DEI COMMERCIANTI

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commercianti dicono la loro sull’idea di un referendum in merito all’area del Corso del Popolo, prima pedonale ed ora aperto al traffico, in determinate fasce orarie. “Sono d’accordo con l’idea di lasciare ai cittadini la scelta, la città è di tutti”, sostiene il responsabile di Eliocopy, la cartolibreria sita proprio nella zona centrale del Corso. “Io sono sempre stato contrario all’apertura del Corso, ma credo che in fondo il punto non sia questo”, continua. “La zona del centro andrebbe tutta rivalorizzata, al di là del passaggio delle automobili. Mancano i parcheggi in zone adiacenti, non ci sono neppure dei porta biciclette, però poi ci si lamenta se i ciclisti le lasciano ovunque”. La crisi c’è ed è innegabile, ma il rilancio dell’economia, soprattutto in esercizi commerciali situati nel centro città, sembra debba passare attraverso la sua riqualificazione e il suo renderlo più “a misura d’uomo”. Anche la giovane responsabile di un nuovo punto vendita di calze e abbigliamento per donne sembra pensare che il passaggio delle macchine non porti vantaggio. “Siamo qui da troppo poco tempo per poter avere una chiara percezione di ciò che sia meglio” tuttavia “in alcuni momenti della giornata, in cui la gente passeggia guardando le vetrine, il passaggio delle macchine effettivamente un po’ disturba”. Di tutt’altro avviso è la dipendente del negozio di occhiali sito nella galleria

che collega il Corso con piazza Vittorio Emanuele. “Molte persone hanno votato Piva solo perché si era espresso in modo favorevole alla riapertura del Corso. Averlo aperto a fasce orarie è già qualcosa, ma non è assolutamente sufficiente. Non ci sono parcheggi nei pressi del Corso, se ci si può recare solamente a piedi molte persone rinunciano all’impresa”. E in merito alle multe, dovute al divieto di sosta, sostiene: “ci sono molte zone della città in cui le macchine parcheggiano in maniera selvaggia, senza alcun rispetto per le regole, ma i vigili urbani concentrano le loro forze su chi parcheggia qui”


8 Rovigo Sanità Il vicepresidente della Provincia avanza le sue preoccupazioni

Ospedale di Rovigo, a rischio declassamento? di Francesca De Luca

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Il nosocomio dell’attuale capoluogo potrebbe passare dall’essere considerato “principale” a semplice “nodo”

l piano socio sanitario regionale, approvato in prima battuta a luglio, prevedeva una dorsale di ospedali principali situati nei sette capoluoghi di provincia (Venezia, Padova, Verona, Rovigo, Treviso, Vicenza, Belluno) e una rete di altri ospedali che Luca Coletto (assessore regionale alla sanità) ha definito “nodi della rete”, tarati per un bacino di circa 200.000 abitanti. Il piano inoltre individuava le Aziende Ospedaliere di Padova e Verona come strutture di riferimento nazionale. Quanto avvenuto in seguito, con l’accorpamento delle provincie che lascia presagire un futuro prossimo in cui Rovigo e Verona diverranno un’unica realtà provinciale (salvo dichiarazione di incostituzionalità del decreto con il quale sono state istituite), pone molti interrogativi sul futuro degli ospedali di Rovigo, Trecenta ed Adria. L’ospedale dell’attuale capoluogo potrebbe infatti passare dall’essere considerato “principale” a mero “nodo” (dal momento che gli abitanti della provincia di Rovigo sono circa 250.000); una sorta di declassamento che forse, però, è solo una speculazione intellettuale che non troverà riscontro nella realtà. Ma il rischio c’è. A sostenerlo, tra gli altri, è il vicepresidente della provincia Guglielmo Brusco: “Non sono il solo a pensare che questo pericolo ci sia. La Provincia già dallo scorso anno ha cercato di rendere praticabile l’accordo Stato-Regione sulla Sanità, con lo scopo di valoprivati. Questi, inoltre, non rizzare le strutture presenti sul Mantenimento devono essere dei duplicati di territorio, con una proposta che e sviluppo degli quelli pubblici, devono avere consentirebbe di arginare il pe- ospedali pubblici, funzioni diverse”. Un esemricolo dell’impoverimento delle diverso utilizzo pio è la clinica di Santa Maria degli ospedali privati Maddalena, che potrebbe esstesse”. “La proposta avanzata sere organizzata in modo da dalla provincia di Rovigo era la seguente: mante- accogliere l’utenza fuori regione (proveniente dalla nimento e sviluppo degli ospedali pubblici, diverso limitrofa Ferrara)”. Per quanto riguarda l’ospedale utilizzo degli ospedali privati”. I tagli ai posti letto, San Luca di Trecenta “al momento è sottoutilizzato per esempio “devono esser fatti anche agli ospedali ma ha una struttura che potrebbe e dovrebbe essere

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neWs Ulss 18 e case di riposo

BattiBecco per la riduzione del numero di impeGnative

L’Ospedale di Rovigo, sotto Guglielmo Brusco

Q valorizzata”. E se è vero che il piano regionale prevede un grande rafforzamento della medicina territoriale (per avvicinare la sanità al cittadino ed al territorio di residenza), con strutture di ricovero come ospedali di comunità, unità riabilitative territoriali e poliambulatori territoriali, gli ospedali principali conservano comunque una loro importanza strategica. Quanto pensato e deciso fino ad ora, tuttavia, qualora si attuasse l’accorpamento delle provincie come voluto dal governo centrale, dovrà essere ristrutturato.

uando si parla di bambini ed anziani, non ci si possono permettere errori. Lo sa bene l’Ulss 18, ora nel mirino dei direttori delle case di riposo a causa (a detta loro) della scarsa collaborazione dell’ente sanitario. L’argomento di discussione riguarda la riduzione del numero di impegnative, stabilite dalla Regione, per persone non autosufficienti ospiti in strutture pubbliche o convenzionate. La retta di chi risiede in un istituto sostanzialmente composta di due elementi: quota sanitaria-ospedaliera e quota residenziale-abitativa. La prima viene corrisposta dall’ulss di competenza, su mandato regionale; la seconda invece viene versata dall’interessato (o dal Comune, qualora l’interessato non avesse le disponibilità economiche). Il numero di persone che hanno accesso al pagamento della quota sanitaria dipende dal numero di impegnative che la Regione stabilisce per ogni Ulss. Per quanto riguarda Rovigo, fino ad oggi erano poco più di mille; già insufficienti a rispondere al bisogno territoriale. Per coloro che necessitavano del servizio, ma non rientravano nella graduatoria (pur avendone diritto), si aprivano le porte del libero mercato. Con la crisi che incombe, però, il numero di persone che riescono a permettersi di pagare l’intero costo della permanenza in un istituto di qualità, si riducono costantemente. F.D.L.

La replica di Marcolongo

“io mi limito ad amministrare i soldi cHe la reGione mi da”

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l direttore generale dell’Ulss 18, Adriano Marcolongo, difende il suo operato. “Non sono io a dettare le regole – ha spiegato - io mi limito semplicemente ad amministrare la borsa di soldi che la Regione mi da, ma se il denaro non c’è, non c’è”. In merito alle proteste infuocate di alcuni presidenti degli istituti di ricovero, che hanno stigmatizzato la gestione dei fondi come “anomala” e “non consona al rispetto delle regole e a quanto è previsto nei confronti dei soggetti aventi tito-

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lo”, Marcolongo replica: “L’anomalia si riferisce al ritardo dei pagamenti, avvenuti a 150 giorni anziché a 90. Ricordo però che tutti gli altri fornitori vengono saldati a 22 mesi - e continua - se per gestione anomala, invece, intendono altro, allora mi denuncino alle autorità competenti, sarei ben felice che venissero a controllare e verificare”. Secondo Cristiano Pavarin (PRC-FdS), che da lungo tempo si occupa del tema dei non autosufficienti, il problema delle riduzione del numero di

impegnative è sicuramente reale, ma per comprenderlo bisogna partire da più lontano. “Non si è esercitato un diritto che va al di là delle 40-50 impegnative che sono state tagliate. Il problema è strutturale al fianco del presidenti delle case di riposo e degli istituti bisogna battersi non solo per il recupero di quelle impegnative ma anche e soprattutto per garantire il diritto al pagamento della quota ospedaliera a tutti coloro i quali fino ad ora non hanno potuto usufruirne”. F.D.L.

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Rovigo 9 Amministrazione La Giunta Piva ha deliberato. 290.000 mila euro per acquisire l’area

Parco Maddalena, si procede con l’esproprio Tempestivo il biasimo del consigliere Menon: “Rovigo si ama” aveva presentato una mozione ma allora venne bocciata

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sproprio del Parco Maddalena, l’annosa vicenda sembra aver trovato un epilogo. Ed è positivo: lo scorso 15 novembre, infatti, la Giunta Piva ha deliberato l’inizio della procedura di esproprio per le aree ancora in mano ai privati. Parte della proprietà del parco, ricorderà il lettore, il comune la condivide con le società Reale e Cefil che in un primo momento si erano mostrate refrattarie alle offerte del comune, anzi per tutelarsi avevano deciso di intraprendere la via del Tar e a recintare la proprietà con un’appariscente rete arancione. In un secondo tempo si era compresa l’impossibilità delle due aziende a cedere, visto che la loro quota era oggetto di un’ipoteca con la quale erano riuscite ad avere dei crediti per le loro attività. Da qui la controproposta delle due società al Comune, ossia la donazione da parte delle ditte con annessa ipoteca di 7,3 milioni di euro e debito di 3,4 milioni ma l’Amministrazione a sua volta ha declinato

Per togliere la rete, si dovrà attendere la sostituzione del vecchio Piruea l’offerta ritenendo più opportuno sborsare 290.000 mila euro per riunire le due parti di Parco Maddalena. L’iniziativa ha avuto il commento del consigliere del movimento “Rovigo si ama”, Silvia Menon, che pur plaudendo all’iniziativa ha sottolineato anche il ritardo con il quale la maggioranza guidata dal sindaco Piva ha risolto la questione. “Finalmente dopo un anno e mezzo la Giunta Piva ha preso una decisione sulla questione Parco Maddalena - ha commentato sul suo blog - decisione chiesta anche in una mozione presentata a settembre da Rovigo si Ama, e suffragata da 1300 firme ma allora fu bocciata. Ora, per togliere la rete, si dovrà atten-

“MANIFESTO DELLE CITTÀ AMICHE DEI PEDONI” ROVIGO ADERISCE

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al 2001 al 2010 sulle strade sono stati uccisi circa 8.000 pedoni e oltre 200.000 sono stati feriti. Numeri esorbitanti, che lasciano esterrefatti ma non basta, questi numeri devono fare riflettere soprattutto sulla necessità di far tornare le nostre città a misura d’uomo. Su questo fronte anche l’amministrazione di Rovigo si è dimostrata sensibile decidendo di aderire al “Manifesto delle città amiche dei pedoni”, l’iniziativa promossa da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e insieme al Centro Antartide e all’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna. “La campagna ha l’obiettivo - ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Stefano Bellinazzi - di richiamare l’attenzione al problema, sensibilizzando l’opinione pubblica per far crescere l’attenzione verso chi si muove a piedi e vuole sottolineare il valore del camminare come mezzo di mobilità dolce e sostenibile, come salutare esercizio quotidiano, oltre a richiamare l’attenzione al diritto alla mobilità da parte di tutti, bambini, anziani e disabili compresi. Prestiamo molta attenzione alla promozione di questo tipo di mobilità sottolinea l’assessore, a tal proposito ci tengo a ricordare il progetto Piedibus, lo scuolabus che va a piedi e non inquina. E’ importante educare i bambini e far imparare loro l’importanza di muoversi a piedi, quando ä possibile. Nel merito il Comune ha anche bandito un concorso, “A scuola ci vanno i bambini non le auto!”, per proporre la realizzazione di interventi di miglioramento

Ma giusto un anno fa è stato aperto il corso al transito delle auto nella viabilità casa-scuola. Sulla linea del progetto vincitore, verranno poi realizzate opere per il valore di diecimila euro. Promozione della mobilità a piedi da un lato, dall’altro l’apertura alle automobili della zona pedonale del Corso del Popolo (seppure limitatamente ad alcune fasce orarie), una delle poche zone di passeggio della città, dall’altro. Incongruenza? Secondo Bellinazzi le due cose non hanno relazione. “Quello di Rovigo è un territorio ampio, composto anche dalle frazioni, e il Manifesto delle città amiche dei pedoni è da applicarsi ovunque. Non sono i trecento metri del Corso a fare la differenza. In ogni caso, secondo l’assessore dalle cinque e mezza in poi non ä più possibile passare con l’automobile, dunque l’attenzione ai pedoni c’è. Durante il giorno è aperto per gli Me.Ru. esercizi commerciali”.

dere un nuovo progetto che andrà a sostituire il vecchio Piruea. Speriamo non si perda più tempo invano. Resta l’amarezza per un provvedimento che doveva essere fatto appena insediata la Giunta, evitando il dimezzamento del Parco avvenuto a maggio, evitando di togliere tale risorsa a tante famiglie. Resta l’orgoglio di aver contribuito ad un’azione popolare, alla discesa in campo dei cittadini che sono riusciti con una petizione a far tornare la giunta sui propri passi. Ai cittadini va il merito di questo, a quelli che ci hanno creduto. Speriamo a questo seguano altri dietro front clamorosi, magari proprio su un altro parco, Parco Langer”.

L’Intervento Per il futuro della scuola indignarsi non basta Gli studenti del Fusinato - Marchesi di Padova* segue da pag.

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Non vogliamo, giunti alla maggiore età, andare a rimpolpare le fila del partito degli astensionisti. Ed è proprio questo che abbiamo fatto durante l’occupazione, tramite assemblee riguardo argomenti di attualità e di cultura generale, con esterni e dibattiti che hanno coinvolto studenti e, talvolta, docenti. Ci siamo responsabilizzati riguardo la gestione di uno spazio, con motivi e scopi precisi, e siamo certi di non aver perso tempo. Osservando come le violenze che spesso si verificano durante cortei e manifestazioni vengano strumentalizzate e facciano passare in secondo piano i motivi profondi delle proteste, abbiamo sentito la necessità di dimostrare che noi quei motivi non li abbiamo dimenticati. La scuola dovrebbe fornire ai giovani gli strumenti e gli stimoli affinché essi si possano formare come cittadini responsabili dotati di pensiero critico. Tuttavia, nella gran parte delle nostre classi ci sono trenta studenti o più: non c’è tempo di fermarsi, approfondire, discutere o confrontarsi; bisogna andare avanti, interrogare e verificare se si vuole portare a termine il vastissimo programma ministeriale. Ci rimettiamo noi studenti tanto quanto i professori, a cui ci sentiamo davvero molto vicini in questo momento estremamente critico anche per loro. Il problema è che la scuola pubblica, tagliata e riformata all’inverosimile, non solo non ci fornisce gli strumenti per sviluppare la cosiddetta “coscienza critica”, ma mortifica quella di chi riesce a crearsene una da solo. Ci sentiamo sottovalutati e non valorizzati. Stiamo assistendo infatti al lento smantellamento delle borse di studio per gli allievi meritevoli, costretti quindi a fuggire all’estero. Ma se tutte le giovani menti brillanti fuggono altrove, chi resterà qui a cambiare questo Paese? Stiamo assistendo inoltre all’enorme dispendio di denaro dello Stato in spese superflue, come quelle per l’informatizzazione dell’istruzione, quando moltissimi edifici scolastici non sono in sicurezza e vi sarebbero quindi investimenti molto più urgenti da effettuare da parte delle Province. L’innovazione tecnologica e digitale è di per sé un valore positivo cui non ci opponiamo, ma ora come ora non si può considerare una priorità. Vogliamo un cambiamento reale, non una regressione. Noi, giovani studenti terribilmente preoccupati per il nostro futuro e disposti ad impegnarci per prenderlo in mano e renderlo degno d’esser vissuto. *Gli studenti dell’I.I.S. “Concetto Marchesi” occupato (sede Fusinato)


10 Rovigo Passante Sud o nord del parco Langer? Per la Provincia non s’ha proprio da fare

“P

arere negativo”. E’ questo il giudizio della Provincia sul Passante Nord comunicato dalla presidente Tiziana Virgili a Veneto Strade spa e all’ingegnere responsabile del procedimento Alessandro Romanini. “Il progetto per collegamento tra via Porta Adige zona Censer e la statale 16 a sud del Ceresolo

– spiega – non risulta essere lo stesso presentato agli uffici della Provincia, che oltre a destare sorpresa per la non correttezza della procedura, aumenta la consistenza dei dubbi espressi. La scelta sulla collocazione – scrive il capo di Palazzo Celio – ha subito nel tempo vari cambiamenti evidenziando ogni volta problemi legati ad aspetti

ambientali e di traffico”. “La variante, eseguita d’ufficio dalla Commissione regionale sul Pat – prosegue la nota – ha stravolto la decisione espressa nello strumento urbanistico, riproponendo tutte le problematiche che sembravano superate e ora risollevate da buona parte della cittadinanza … sulle quali non

sono pervenute controdeduzioni”. “Sono trascorsi quasi 10 anni dal Via e la zona interessata dal progetto ha subito interventi di edilizia residenziale oltre a mutamenti nella infrastrutturazione viaria urbana ed extraurbana del Comune, si pensi al casello di Villamarzana, che pongono non pochi dubbi sulla reale necessità dell’opera”.

Tiziana Virgili

Riveciamo a pubblichiamo la lettera inviataci da Vincenzo Pellegrino del Comitato Diritto alla Città

Battaglia per il Parco. “Noi cittadini abbandonati dalla politica” “L

a Rete dei Comitati cittadini in queste ultime settimane è stata duramente impegnata nella battaglia per fermare la realizzazione del Passante Nord a Sud del Ceresolo. In seguito alla grande mobilitazione della città, che ha visto una serie di importanti iniziative pubbliche e di incontri con i rappresentanti delle amministrazioni locali, anche le “politica” cittadina sembra, seppur tardivamente e solo perché fortemente sollecitata da questa azione, essersi svegliata dalla totale mancanza di attenzione su questo progetto. Questa è una palese e concreta dimostrazione del fatto che i partiti non hanno più alcun legame con la società reale e che i cittadini devono autorganizzarsi per far valere i propri diritti, in primis quello alla salute, e per difendersi dalle malefatte della “politica”. A questo punto ci chiediamo quale sia l’utilità de-

gli organi di rappresentanza politica istituzionale dal momento in cui i partiti che li dominano non solo non attendo al compito di rappresentare ed amministrare l’interesse pubblico ma, paradossalmente, imbastiscono nascostamente malefatte ai danni della comunità (leggi conversione a carbone della centrale di Polesine Camerini, rigassificatore al largo di Porto Levante, Autostrada Nogara - Mare, centrali a biomassa un po’ ovunque i Polesine, ma gli esempi sono innumerevoli) al fine di perpetuare i complessi intrecci tra affari e “politica” che li ha resi una casta inamovibile e che fatto fare lauti guadagni a privati a danno e a spese della collettività! Se non fosse stato per i cittadini organizzati in comitati, oggi alla conferenza di servizi a Veneto Strade, i due enti che dovrebbero rappresentarci e tutelarci, avrebbero portato il loro consenso ad un progetto di-

struttivo, in grado di compromettere definitivamente non solo la salubrità del quartiere ma anche la sistemazione urbanistica dell’intera città nonché l’attesa realizzazione di Parco Langer! Questa e solo questa è la realtà, al di là della presa di posizione di alcuni politici strumentale solo salvare la faccia e giunta comunque fuori tempo massimo! È evidente che serve un cambiamento radicale anche perché la situazione attuale è insostenibile. Non è giusto che i cittadini debbano lottare a “mani nude” contro questo mostro che è diventata la politica istituzionale, sempre più infiltrata dalle lobby e dagli interessi particolari; non è pensabile che il bene pubblico sia stato estromesso dai fini delle istituzioni e che gli unici a difenderlo siano rimasti i cittadini, obbligati ad agire senza finanziamenti, nei ritagli di tempo disponi-

bile, senza competenze specifiche quando, pagati con le nostre tasse, gli uffici e le istituzioni che dovrebbero lavorare per noi, sono i tutt’altre faccende affaccendati! I cittadini devono riappropriarsi delle istituzioni che li rappresentano e garantirne, attraverso la costante ed informata partecipazione, il loro buon operato. È finita definitivamente, ed in modo catastrofico, l’epoca della delega in bianco: il dovere di partecipazione politica del cittadino non si esaurisce nella cabina elettorale con un segno su di una scheda ma va espletato giorno per giorno tenendosi informati su tutto ciò che attiene la collettività ed i beni comuni ed esprimendo la propria opinione in ogni occasione si debbano operare scelte e decisioni che li riguardino.

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12 Rovigo Qualità ambientale Andrea Bimbatti ha commentato il rapporto di Legambiente

Rovigo è inquinata perché la pianura è avvelenata Secondo l’assessore, le scelte dell’Amministrazione incidono minimante sulla qualità dell’aria di Melania Ruggini

neWs Illuminazione pubblica

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immi come respiri e ti dirò dove abiti: parola di Ecosistema Urbano”, l’ultimo rapporto di Legambiente sulla qualità di vita urbana legata all’ambiente. Ma come si respira a Rovigo? Secondo le analisi dell’associazione ambientalista il capoluogo polesano non se la passerebbe tanto bene, essendo carente di mezzi pubblici (novantatreesimo posto) di isole pedonali (novantaduesimo posto) e trovandosi all’ottantaduesimo posto per qualità ambientale. AlIl centro cittadino e nella foto piccola l’assessore Andre Bimbatti lora, chi meglio se non l’assessore Andrea Bimbatti poteva commentare questi dati? Il quale precisa: possono avere un’influenza, ma non sono certa- ne termica trattiene le polveri come un coperchio su “Le posizioni riportate nella classifica “Ecosistema mente determinanti per risolverlo”. A tal proposito, una pentola, sia nella deposizione, ed infatti l’unico Bimbatti porta l’esem- efficace meccanismo di deposizione sono le piogge”. Urbano” fanno riferimento a tutti pio di Milano, che nel In merito alle politiche ambientali di competenza di i comuni capoluogo, ma in realtà L’estensione rapporto di Legambien- un’amministrazione comunale, Bimbatti crede che il rapporto distingue tre tipologie di delle piste ciclabili te è l’unica città ad aver se non possono risolver un problema in maniera ascittà ossia grandi, medie e piccole in attesta Rovigo raggiunto il massimo soluta, come per la qualità dell’aria, debbano in ogni quanto le problematiche e le capacità all’11° posto punteggio possibile caso contribuire soprattutto a far prendere coscienza di risposta sono necessariamente di- su 35 posizioni (100) nell’attuazione dell’esistenza di un problema e delle possibilità che verse all’interno di queste tre classi e di politiche di mobilità sostenibile, nonostante la esistono a livello cittadino per poterlo risolvere. “Rinon possono essere paragonate”. Quanto e come influiscono le politiche di qualità dell’aria in rapporto alle città presenti nella manendo nell’ambito del rapporto, se è pur vero che un’amministrazione comunale sull’aria che i cit- sua categoria non sia sicuramente la migliore. “Que- l’offerta del trasporto pubblico locale, percorrenza sto perché Milano, come Rovigo, si trova in pianura annua del TPL per abitante, ci porta alla 27^ posiziotadini respirano. “Mettere in diretta connessione la scarsa qualità Padana, ove la concentrazione di inquinanti dipende ne su 43 tra le città piccole, l’estensione delle piste dell’aria in città con le politiche attuate a livello di fortemente dalle immissioni degli stessi in tutto il ciclabili attesta Rovigo all’11° posto su 35 posizioni. amministrazione è piuttosto semplicistico – spiega bacino, tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Ro- Quindi, la promozione della ciclabilità in una città picBimbatti - in quanto è influenzata da numerosi fattori magna; le condizioni meteo climatiche sono determi- cola in cui è difficile realizzare un servizio di trasporto tra i quali anche le politiche attuate a livello urbano nanti sia nei fenomeni di accumulo, per cui l’inversio- pubblico capillare ed efficiente è molto importante”.

20 mila euro per il picil

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er una politica rivolta alla sensibilizzazione dei consumi energetici, in tempi di grossa crisi e inquinamento, su richiesta dell’amministrazione comunale la regione Veneto ha assegnato al comune di Rovigo un finanziamento di 20.000 per la predisposizione del Picil ossia il Piano dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso. Si tratta di un cofinanziamento al 50% tra comune e Regione. L’assessore Andrea Bimbatti tiene a precisare come questo intervento sia trasversale alle competenze del settore lavori pubblici, che cura la pubblica illuminazione, in sinergia con il settore urbanistica, che detta le norme per l’illuminazione esterna privata, adeguando il regolamento edilizio comunale sulla base delle disposizioni di legge vigenti. In merito a questa tematica, Bimbatti ha ribadito quello che lui ritiene uno essere uno degli sbagli più frequenti, mossi dall’opinione pubblica, nell’attribuire le politiche ambientali ad un singolo assessorato. “Le politiche ambientali, come in questo caso la sensibilizzazione volta al risparmio energetico e all’inquinamento luminoso, devono essere trasversali all’operato dell’amministrazione, in quanto coinvolgono l’attività di tutti i referati, dalla pianificazione urbanistica, alla promozione dell’edilizia sostenibile, dalle politiche di mobilità sostenibile, all’efficentamento del patrimonio edilizio di proprietà comunale, all’acquisizione di forniture verdi di materiali e servizi per l’Ente alla promozione di attività di educazione ambientale nelle scuole alla realizzazione di veri e propri eventi green, destinati a portare l’attenzione dei cittadini sull’ambiente in cui vivono e sulla loro possibilità di influenzarne la qualità”. Me.Ru.

neWs Ambiente

Patto dei sindaci

un piano per ridurre le polveri sottili

16 comuni un unico piano per l’enerGia sosteniBile

A

P

Rovigo è scattato il piano per la riduzione delle polveri sottili: dal 12 novembre al 16 dicembre e dal 7 gennaio al 19 aprile 2013 sarà interdetta la circolazione dei mezzi alimentati a benzina non catalizzati, a gasolio Euro 0, Euro 1 e Euro 2 e i motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi non omologati. Come spiega l’assessore all’Ambiente: “La delibera di giunta recentemente approvata intende essere un aggiornamento del piano comunale sulla qualità dell’aria in attesa che la regione Veneto completi l’iter per l’aggiornamento del piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera. Tra le azioni individuate, oltre alla limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, in particolare gli Euro 0 a benzina e gli Euro 0, Euro 1 e Euro 2 diesel, che hanno le maggiori emissioni di polveri sottili, sono previste limitazioni anche nel riscaldamento e nelle combustioni non confinate con particolare riferimento alla combustione di biomasse legnose che, contrariamente a quanto si pensa, non rappresentano un alternativa ecologica in quanto sono in grado di produrre notevoli quantità di polveri sottili e di sviluppare idrocarburi policiclici aromatici, molto nocivi per la salute delle persone”. Me.Ru.

rovincia, comuni, associazioni di categoria, imprese pubbliche e università Iuav di Venezia uniti per firmare la convenzione per l’attuazione congiunta degli obiettivi del 2020. Una firma cruciale in quanto a mobilità pulita, riqualificazione energetica degli edifici, sia pubblici che privati, riduzione delle emissioni, politiche di incentivazione della green-economy. Tra le associazioni di categoria aderenti vi sono Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Rovigo, Consorzio per lo sviluppo del Polesine, Polesine acque, Asm Set, Unindustria Rovigo, Cna Rovigo. Il patto dei sindaci è nato nel 2008, in seguito al pacchetto clima-energia, per soddisfare gli obiettivi europei del 20/20/20 consistenti nella riduzione del 20% delle emissioni di gas serra nocivi entro il 2020. Mediante tale patto, infatti, si punta sulla partecipazione dei vari enti locali e regionali per raggiungere questi parametri. E così, i comuni polesani si impegnano a preparare un inventario di base delle emissioni di anidride carbonica nel territorio di competenza, e hanno un anno per presentare un piano volto all’energia sostenibile. Si punterà perciò sulla riduzione dei consumi energetici, sulla produzione locale di energia, per creare posti di lavoro qualificati, garantendo un ambiente e una qualità della vita più puliti. Per raggiungere questi obiettivi è necessario pianificare un adeguato processo, anche all’interno delle amministrazioni, oltre ad aumentare il dialogo tra amministrazioni, cittadini ed economia. Sono 16 i comuni che vi hanno aderito: Badia Polesine, Bergantino, Canaro, Castelguglielmo, Castelnovo Bariano, Costa di Rovigo, Frassinelle, Fratta Polesine, Gaiba, Lendinara, Melara, Occhiobello, Polesella, Stienta, Taglio di Po, Villamarzana. Me.Ru.

Passeggiata ecologica

Francescato per parco lanGer

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na passeggiata ecologica con Grazia Francescato per salvare parco Langer. La deputata di Sel, ex parlamentare 2006- 2008, giunta in città per la campagna delle primarie, non ha perso occasione per sostenere la questione ambientale, a difesa di uno dei luoghi più affascinanti della città, oltre alla difesa della memoria di Langer, che lei ha definito “il più Verde tra gli europei”. “Come Sel ci stiamo opponendo a questa cementificazione, basti ricordare che ogni giorno scompaiono in Italia 77 ettari di verde - ha denunciato l’ex militante dei Verdi- Dobbiamo spendere risorse nella messa in sicurezza del territorio non in infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto o queste tangenziali”. Sel denuncia inoltre in città un altro taglio di alberi, relativo al filare che costeggiava il marciapiede di fronte a piazzale Repubblica. Walter Sigolo commenta: “Non riesco a pensare che non ci sia la capacità di organizzare il lavoro senza dover per forza abbattere i tronchi degli alberi che andranno poi ricollocati nella medesima posizione. Non riesco a capire perché questa giunta abbia messo nel suo programma di governo cittadino il proposito di riforestare la città e poi ci troviamo a distanza di un anno con interi viali tagliati o depauperati, vedasi via Volta, Fuà Fusinato, parchi pubblici dimezzati come il Maddalena e altri ancora minacciati di peggior morte come l’attraversamento di strade dall’improbabile utilità, vedasi Parco Langer. Sembra di rivivere i racconti dei nostri nonni quando ci raccontavano che per passare i freddi inverni polesani non restava altro da bruciare se non gli alberi dei viali pubblici opportunamente tagliati e spezzettati nottetempo senza che le guardie se ne accorgessero, pena la detenzione”. Me.Ru.


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14 Rovigo Trasporti pubblici Il paradosso di cui è vittima una ditta di Rovigo

La Garbellini rischia di chiudere malgrado lavori bene Bottacin: “Siccome offre un buon servizio a un basso costo viene penalizzata dal sistema di riparto regionale delle risorse”

I

l caso della Garbellini srl di Rovigo è arrivato al consiglio Regionale. Il titolare dell’azienda di trasporto pubblico extraurbano Garbellini srl di Rovigo ha inviato al presidente della giunta regionale Luca Zaia una nota informativa sullo stato di difficoltà che sta attraversando la sua ditta di trasporti, che gestisce un appalto di 1.000.000 chilometri su corse che muovono su Rovigo - Ferrara, Rovigo-Castelmassa, Rovigo-Occhiobello, Rovigo-Adria via Villanova e Rovigo-Adria via Gavello, mettendo però bene in evidenza pure la distorsione del sistema di sovvenzionamento regionale al Trasporto pubblico locale. Per capirci qualcosa in più abbiamo chiesto un parere di due consiglieri regioneli di Verso Nord, Diego Bottacin. “La ditta Garbellini, - spiega – è una delle pochissime realtà private che assicurano il servizio di trasporto pubblico in Veneto, rischia di chiudere perché da tempo offre un servizio di qualità uguale o superiore a quello offerto dalle grosse municipalizzate di proprietà pubblica ad un costo sensibilmente

“Il trasporto pubblico regionale non è finanziato in maniera equa” inferiore. Avete letto bene: siccome offre un buon servizio a un basso costo (rispetto ai “concorrenti”) viene penalizzata dal sistema di riparto regionale delle risorse e rischia di chiudere, lasciando senza servizio extraurbano una porzione importante del territorio polesano e senza lavoro più di trenta dipendenti. Il servizio sarà con ogni probabilità coperto dall’altra azienda operante nella provincia che lo eserciterà ad un costo più elevato. Perché l’altra azienda lo potrà fare, contro ogni logica di mercato, di risparmio e di buon senso? Questo avviene per almeno tre motivi: Perché la “concorrente” è azienda pubblica (è Busitalia– Sita Nord srl controllata al 100% dal Gruppo Ferrovie dello Stato) e non può fallire, il deficit è coperto a fine anno dai soci con

i soldi delle tasse dei cittadini residenti. Perché il trasporto pubblico regionale non è finanziato in maniera equa sulla base dei chilometri di servizio effettuati e dei parametri standard di efficienza, ma sulla base del costo storico che le aziende hanno prodotto per l’esecuzione del servizio. Le aziende che storicamente si sono riempite di personale eccedente il necessario hanno un costo “storico” ovviamente più elevato rispetto a quelle che con efficienza e buona amministrazione hanno operato negli anni con costi ridotti all’osso. Ora le prime si mangiano le seconde. Perché la legislazione nazionale in materia di servizi pubblici locali sembra puntare più sull’incentivo all’aggregazione delle aziende su grandi bacini d’utenza che sulla concorrenza per selezionare il gestore più efficiente ed economico. Diversamente da quanto avviene in molti altri settori, nel trasporto pubblico locale la grande dimensione non produce costi unitari più bassi. Anzi! Sia in Veneto che in Italia i dati dimostrano esattamente il contrario. La Garbellini – ha spiegato

Uno dei mezzi della ditta rodigina invece Corazzari – è una società privata che con proprie risorse da anni sta finanziando il TPL. La differenza è che il 98% delle aziende nel Veneto che parimenti svolgono il servizio di TPL sono di prorpietà pubblica e pertanto, a fine esercizio, la proprietà pubblica capitalizza le loro eventuali perdite con aumenti di capitale e/o erogando corrispettivi in conto esercizio. Stante il fatto, infine, – conclude l’esponente leghista – che la provincia di Ro-

IMMIGRAZIONE E’ IL TEMPO DEI NUOVI ITALIANI

Nella foto in alto Guglielmo loy, segretario confederale Uil, il tavolo dei relatori: da sinistra Gregnanin, Sera, Loy, Colamarco. E nella foto piccola il sindaco Piva a fianco del Prefetto Provolo e dell’assessore Raito umeri, numeri e ancora numeri. Tanti giore approfondimento. “L’immigrazione nelne sono stati dati, al convegno organiz- la nostra città presenta alcune caratteristiche zato dalla Uil di Rovigo, con il patrona- peculiari di cui credo sia fondamentale tenere to Ital, dal titolo “Cittadinanza prossima”. E conto in tutti i livelli di analisi e di riflessione: allora diamoli questi numeri: nel 2004 gli im- personalmente, mi emoziono quando vedo migrati nella provincia di Rovigo erano 8 mila, giurare i cittadini stranieri davanti a me”. oggi sono oltre diciotto mila. Nella città di Per l’assessore provinciale all’immigrazione Rovigo i cittadini stranieri residenti iscritti all’a- Leonardo Raito, il tema dell’immigrazione si nagrafe sono circa 5500 e la comunità più deve vedere come fenomeno e non come progrande è costituita da cinesi, seguiti da rume- blema. “Da noi grazie anche alle numerose ni, moldavi e marocchini. Ancora: le domande associazioni siamo riusciti in questi ultimi due di regolarizzazione dei lavoratori stranieri anni a fare una bella squadra per far partire arrivate alla scadenza dell’emersione, il 15 un processo di integrazione vero”. Gerardo ottobre scorso, in Italia sono state 134.576, Colamarco, segretario della Uil del Veneto, in provincia di Rovigo poco più di cento. “Si ha puntato il dito sul fatto che “nel nostro tratta di un problema che si pone sempre più Paese, c’è chi ha paura di dare il voto agli imall’attenzione generale - ha detto il Prefetto migrati: chi nasce in Italia, e ha tutti i crismi, di Rovigo Francesco Provolo - perché è in deve essere cittadino italiano, o può diventare aumento il numero degli stranieri: il 9,5 per subito italiano solo se gioca bene a calcio o cento dello scorso anno è significativamente eccelle in qualche altro sport?” A chiudere il aumentato”. Un convegno sui cittadini immi- convegno, Guglielmo Loy (figlio del regista grati, voluto dal segretario della Uil di Rovigo Nanni ndr), segretario confederale della Uil. Giampietro Gregnanin è stato realizzato di “Ovviamente questa crisi economica non ha recente proprio per andare incontro alle esi- aiutato un processo di integrazione, già diffigenze degli oltre 1500 immigrati che si sono cile di suo, ma dobbiamo renderci conto che rivolti al sindacato. “Servono normative chia- la società è cambiata, ma molti hanno fatto re e precise – ha spiegato il segretario – visto finta di niente, quasi come fosse stata una che in questi anni si sono succedute proposte cosa straordinaria. E invece basta andare in di legge per modificare l’attuale legge sulla una qualsiasi scuola, o salire su un autobus cittadinanza”. Anche per il sindaco Bruno Piva per vedere che c’è bisogno di vere azioni e di Cr.Ag. il tema dei nuovi cittadini deve trovare mag- politiche sociali”.

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vigo è tra le province venete con meno ricavi a causa delle sue condizioni morfologiche, demografiche, socio-economiche e pertanto non raggiunge il coefficiente d’esercizio minimo previsto dalla normativa vigente, confido nel fatto che saranno adottate opportune azioni a tutela dei posti di lavoro dell’azienda Garbellini e, nel contempo, saranno individuate soluzioni idonee a garantire il servizio di trasporto pubblico nel territorio polesano”.


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18 Rovigo Il caso Un impegno a 360 gradi, nonostante la ristrettezze economiche

Alla mensa Ozanam, porte aperte anche la notte di Natale di Mattia De Poli

U

n impegno a 360 gradi, nonostante la ristrettezze economiche e il calo dei volontari: la crisi fa sentire i suoi effetti anche sulle associazioni di volontariato ma la “San Vincenzo”, attiva nella Diocesi di Adria e Rovigo da oltre 150 anni, continua a perseguire i suoi obiettivi a sostegno delle persone in difficoltà, cercando di gestire con oculatezza le risorse. L’attività principale è rappresentata dall’assistenza domiciliare: si può trattare di una semplice visita di cortesia a persone sole o malate oppure è l’occasione per rilevare direttamente esigenze specifiche delle persone. Le riunioni periodiche dei dieci gruppi parrocchiali sono occasioni di confronto e di formazione. Il presidente del consiglio centrale, Giuseppe Amato, osserva che il numero delle persone disponibili a questo servizio è in calo, in parte per l’invecchiamento dei volontari e in parte per il senso di imbarazzo che provano i giovani: “Bisognerà studiare – conclude – nuove strategie per avere l’opportunità di conoscere i bisogni delle famiglie”. Al fianco di altre associazioni, però, la “San Vincenzo” è già attiva con alcuni volontari in diversi ambienti: gli ospedali di Rovigo e di Adria, sei case di riposo della provincia e il carcere. Per la distribuzione di abiti e alimenti, è attivo il servizio di “Porta amica”: gli indumenti vengono donati dalla popolazione locale, mentre il cibo viene fornito dalla Fondazione del banco alimentare di Verona. Amato racconta che ogni mese vengono portati a Rovigo circa 30 quintali di prodotti

Ogni mese vengono portati a Rovigo circa 30 quintali di prodotti alimentari alimentari e nel 2011 ne hanno beneficiato 1100 famiglie. Le richieste sono tante e le risorse iniziano a diminuire. Da qualche tempo vengono richiesti la certificazione Isee e lo stato di famiglia: “L’Isee – spiega Amato – viene calcolato da qualsiasi Caaf e in questo modo cerchiamo di dare un sostegno a chi si trova veramente in situazioni di difficoltà”. Analoghe limitazioni sono state introdotte per l’accesso alla mensa serale “Ozanam”, nata sette anni fa. Inizialmente venivano distribuiti pasti a tutti coloro che si presentavano, in media 40 o 50 pasti a sera. Oggi, invece, di norma vengono distribuiti 25 pasti a sera: per aiutare chi si trova in situazioni di estremo bisogno, viene data la precedenza agli ospiti di particolari strutture di accoglienza, come il dormitorio per i senza fissa dimora “Casa solidale” e gli alloggi gestiti da Arci solidarietà. Nel tempo i beneficiari non solo sono

Cibo, vestiti ed un tetto per i bisognosi. Le richieste sono tante e le risorse iniziano a diminuire Distribuiti 25 pasti a sera: per aiutare chi si trova in situazioni di estremo bisogno diminuiti ma hanno cambiato le proprie caratteristiche: il flusso migratorio è meno significativo rispetto a sette anni fa e oggi le persone che si rivolgono alla mensa hanno tra 40 e 50 anni, sono esclusi dal circuito lavorativo per diversi motivi e spesso hanno patologie legate all’abuso di alcol o all’uso di droghe. La vigilia di Natale probabilmente la mensa resterà aperta oltre l’orario abituale per offrire l’opportunità di trascorrere la serata in allegria e in compagnia.

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a cultura permette di emergere dallo stato di bisogno: partendo da questa convinzione, la “San Vincenzo” di Rovigo promuove da tre anni un’iniziativa di sostegno ai ragazzi in età scolare. Alle famiglie viene rilasciato un buono per l’acquisto di materiale didattico, utilizzabile presso due cartolerie di Rovigo: l’ex cartolibreria Padoan e il Centro didattico. Nel 2010 e nel 2011 questa iniziativa è stata promossa attraverso due progetti, denominati “Fatemi studiare” e “Scuola opportunità per tutti”, finanziati dal Csv di Rovigo. A causa delle minori disponibilità economiche, nel 2012 le associazioni hanno avuto la possibilità di chiedere un contributo per un unico progetto e la “San Vincenzo” ha riservato parte del finanziamento per il progetto “Aiuto a 360 gradi” anche a questa iniziativa. Il presidente Giuseppe Amato ha sottolineato l’utilità di una simile opportunità, di cui hanno già beneficiato oltre 150 famiglie. M.D.P.


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LO atletica

SPORT in PRIMO PIANO GamBato con i campioni di assindustria

I

l presidente di Unindustria Rovigo, Gian Michele Gambato, ha incontrato nella sede di via Casalini, gli atleti del gruppo atletico Assindustria Rovigo Il presidente di Unindustria Rovigo, Gian che si sono distinti Michele Gambato tra gli atleti dodigini a livello nazionale e regionale. Presenti anche Andrea Pascucci, presidente dei Giovani Imprenditori, i direttori Unindustria Rovigo Massimo Barbin e Renzo Moro, Maria Adelaide Avanzo e Paolo Fantinato rispettivamente presidente del G. A. Assindustria e vicepresidente. Un incontro con lo scopo di far conoscere ai vertici di Unindustria gli atleti che gareggiano a livello regionale e nazionale, dando, con le loro prestazioni sportive, lustro e notorietà all’Associazione e alla Provincia. A loro è stato dato un ringraziamento per l’impegno profuso e i risultati ottenuti. Era presente anche Vito Quaranta, responsabile tecnico della società, che assieme a Eugenio De Marchi, ha seguito gli allenamenti degli atleti in preparazione dei campionati. “Lo sport a livello agonistico, ma non solo - ha detto Michele Gambato - richiede grinta, dedizione, metodo, sacrificio, capacità di vincere ma anche di perdere”. In chiusura, Andrea Pascucci, ha donato agli atleti una maglietta con i simboli dell’aquilotto di Unindustria, il logo del gruppo giovani imprenditori, e il tricolore italiano, con l’augurio “di perseverare, e di non rinnegare mai i principi dello sport che li porteranno lontani come futuri atleti, manager o imprenditori”. Questi gli atleti presenti: Enrico Piga, Giada Gastaldello, Carlo Gasparetto, Davide Cattozzo, Alessandro Cecchetti, Gianluca Sitzia, Maicol Lazzarini, Luca Trambaiolli. CR.AG.

Pallavolo Cambio al vertice della federazione del volley

Vianello è la nuova presidente di Cristiano Aggio

N

atascia Vianello è il nuovo presidente provinciale della federazione pallavolo. L’assemblea elettiva, presieduta da Fabio Volpe, dirigente della Beng volley, ha decretato all’unanimità (863 voti) l’elezione dell’unica candidata che succede alla lunga gestione di Rino Bedendo (presidente per tre mandati), che comunque rimane nel comitato come consigliere provinciale. Oltre a Bedendo (1100/1230) compongono il nuovo direttivo Mirco Mancin, vice presidente dello Scardovari Volley (1030/1230), Franco Carraro, presidente della polisportiva Città di Lendinara (1020/1230), e Giampaolo Guariento, presidente del Tor Avis Castelmassa (990/1230), “scelti per territorialità, impegno e competenza”, dice la Vianello. Due i revisori dei Conti, Chiara Turolla (753/863) e Federico Salvalaggio (63/863). Entrata nel comitato provinciale Fipav Rovigo nel 2002 come coordinatore del settore promozione scuola e minivolley, dopo due anni, supportata dalla fiducia del presidente Bedendo, si

Il nuovo consiglio della federazione pallavolo è candidata alla carica di consigliere per due mandati consecutivi. Ora da presidente, come imposterà il suo mandato? “Sono convinta che l’esperienza del passato possa sempre essere arricchimento e patrimonio per un nuovo inizio; pertanto è proprio utilizzando come base la vecchia gestione che voglio partire, migliorandola e valorizzandola con nuovi progetti ed iniziative in ogni settore. Un progetto che considero comune ed importante a tutti i settori è la comunicazione che intendo non solo nel miglioramento dell’utilizzo dei principali canali d’informazione locale (mail, sito internet e piattaforma), ma anche all’ampliamen-

LIBRI DA LEGGERE

RUGBY

Gli old trionFano a roma

DOMENICO MAISTO

D

oppia vittoria degli Old della Rugby Rovigo nel triangolare organizzato in occasione della partita tra la nazionale italiana contro la Nuova Zelanda e giocate allo stadio Nori di Roma, contro i pari categoria del Rugby Lazio e Villa Pamphili. Le due partite hanno visto la supremazia dei giocatori rodigini, vincenti in entrambi gli incontri, con gli avversari che non sono riusciti a portare il risultato oltre lo zero iniziale. Ben 7 le mete segnate contro il Villa Pamphili, realizzate da Bombonato, Panin, Zuin, Braga (2), Ramirez e Farinati. Più difficile la seconda partita contro la Lazio, squadra di maggiore esperienza e ricca di ex agonisti. 10 a 0 il risultato finale, grazie alla doppietta dell’ala Alessandro Gambardella, finalizzatore di veloci azioni al largo ben impostate dai trequarti rossolblù. Netta la supremazia in mischia e nelle rimesse laterali ma è stato il gioco aperto a fare la differenza, come spesso avviene nel rugby old. Gli avversari ben poco hanno potuto fare

contro la maggiore tecnica ed esperienza dei “veci rodigini” e, alla fine del torneo, è stato premiato come miglior giocatore il terzacentro del Rovigo Carlos Ramirez. “I nostri avversari hanno giocato esclusivamente per divertirsi, senza affossare il gioco in ripetuti e inutili raggruppamenti - dice Ramirez - poi è ovvio che il gioco aperto premia sempre chi ha maggiori doti velocistiche e padronanza nei passaggi. E’ bastato qualche raddoppio o qualche incrocio ben fatto per creare varchi nei quali i nostri giocatori si sono infilati con facilità. Nel rugby old difficilmente si riesce a recuperare l’attaccante dopo che la linea di difesa è stata aggirata. E’ stata una bella giornata di sport, con le due squadre romane che ci hanno ospitato, permettendoci oltretutto di andare insieme all’Olimpico a vedere la partita della nazionale italiana”. Gli old rossoblù chiuderanno l’anno sportivo con le partite del 24 novembre a Ravenna e del 9 dicembre a Ferrara. CR.AG.

to relazionale tra comitato e società sportive attraverso. Poi, c’è bisogno dello sviluppo di settori come il maschile, attualmente in crisi a causa della diminuzione della materia prima, cioè i praticanti; poi la formazione degli allenatori considerato che il livello della pallavolo giocata di serie e di categoria, si sta sempre più abbassando, poi scuola e minivolley, il vero motore di questa grande macchina che è la nostra pallavolo, settore arbitrale e ultimo ma non meno importante, l’attivazione di un nuovo settore sportivo, quello del beach volley, utilizzando quanto di più naturale la nostra provincia possiede: la spiaggia”.

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PROVINCIA ROVIGO

Enti locali Dopo il decreto per l’accorpamento di Rovigo con Verona

Vi-Ve-Ro il dialogo è già partito

La presidente Tiziana Virgili in occasione del suo intervento al convegno dell’Upi tenutosi a Roma

Solo le Province e la Regione contrarie all’accorpamento, il mondo economico e favorevole alle due macro aree di Mauro Gambin

L

’impressione è che le Province siano rimaste da sole nella loro Polesine per garantire la mobilità all’interno del nuovo ambito territoriabattaglia contro la spending review, sindaci e mondo economico si le, sia quelle che già sono in essere e che costituiscono un potenziale sono già adattati alla nuova situazione, intravedendone opportunità per avviare i progetti di comune sviluppo. Nella fattispecie la citazione e vantaggi. Così ad inizio dello scorso mese, mentre da una parte la riguarda la Nogara-mare, ora Transpolesana, che unisce i due capoluoghi presidente Tiziana Virgili dal palco dell’Upi (Unione province italiane) a veneti ma che in futuro dovrebbe raggiungere Adria e magari la Romea Roma invitava i parlamentari a non convertire il decreto legge sul riordi- Commerciale per creare uno sbocco anche in direzione del veneziano. Altra importante arteria è la Valdastico sud che una volta completano delle Province “perché anticostituzionale”, dall’altra parte il mondo degli industriali spronava la politica nostrana (Province e Regioni) a farsi ta metterà in collegamento il Polesine con il vicentino e con il prolungada parte preoccupati del fatto che la difesa ad oltranza delle singole pro- mento a nord con il Trentino e non va dimenticata l’asta fluviale Tartarovince possa mettere il dibattito su un binario morto, arrestando di fatto Fissero-Canalbianco-Po di Levante che costituisce il fiore all’occhiello di il processo di creazione delle due macroaree: la Pa-Tre.Ve e la Vi-Ve-Ro. quell’intermodalità nel trasporto delle merci che pare così strategico per le imprese di domani. Un punto debole invece “E’ importante che il decreto venga approvato nei è costituito dalla linea ferroviaria Rovigo-Verona prossimi 40 giorni” aveva spiegato il presidente Virgili: per la quale deve essere predisposto un suo degli industriali padovani Massimo Pavin, applau- “I parlamentari potenziamento. dito da quello di Treviso Alessandro Vardenega e a non convertano “Al di là di quello che sarà l’assetto ammida quello di Venezia Luigi Brugnaro apostrofando il decreto legge, nistrativo – ha spiegato il sindaco Piva - stiamo il presidente della Regione, Luca Zaia, dopo che è anticostituzionale” scoprendo che ci sono molte sinergie tra le nosi era espresso a favore di un arresto dell’intero riordino per aspettare un responso da parte della Consulta. “Grande Ve- stre realtà e progetti che devono andare avanti per arrivare ad avere una nezia” avanti a tutta forza dunque, ma anche l’area Occidentale, quella macroaerea con benefici sociali ed economici per i territori coinvolti. Ci formata da Verona, Vicenza e Rovigo, ha i suoi sostenitori. In primis il fa inoltre, piacere sapere che questi obiettivi sono stati accolti con favore sindaco di Rovigo, Bruno Piva, che ai primi di novembre ha ospitato a da diverse categorie imprenditoriali”. Tosi ha parlato di pari dignità per Palazzo Nodari il collega di Verona, Flavio Tosi per discutere del comune le città capoluogo coinvolte in questo progetto. “Abbiamo molte cose in futuro. Alla riunione era prevista anche la presenza del sindaco di Vicen- comune, ambiente interporti, energia, tanti temi sui quali si può lavorare za, Achille Variati, poi assentatosi per altri motivi, in quanto l’obbiettivo insieme. L’idea è di unire progettualità condivisa con possibili vantaggi comune è quello di gettare i primi accordi per la macro area Vi-Ve-Ro. I per tutti i cittadini e pari dignità per tutti i territori, al di là delle appartedue sindaci, infatti, hanno parlato di infrastrutture: quelle necessarie al nenze politiche”.

Riordino delle Province

ipotesi di tre assessori Fino a Fine mandato

I

l riordino delle province sta trovando una strada in salita. In Parlamento le forze politiche non paiono propense ad approvare il decreto così come è uscito dal Consiglio dei ministri. Il Pd ha chiesto di non far cadere, commissariando, le giunte delle province il prossimo 1° gennaio (come anticipato dal ministro Filippo Patroni Griffi) ma rendere l’operazione contestuale alla nascita delle città metropolitane nel 2014. Nello specifico è intervenuto il responsabile degli enti locali del Pd, Davide Zoggia. “Il riordino degli enti locali – ha spiegato – verrà sostenuto dal Pd ma servono modifiche. Noi proponiamo che vengano mantenute fino a scadenza naturale le giunte delle Province soppresse”. Un’ipotesi che, secondo riportato da Maurizio Saia, ha preso forza in commissione Affari costituzionali del Senato (di cui Saia fa parte) dove sarebbe stato quasi raggiunto un accordo per mantenere almeno tre assessorati alla guida degli enti soppressi, per garantirne il funzionamento dell’istituzione fino a novembre dell’anno prossimo, quando le Province passeranno dall’essere organi elettivi ad enti di secondo grado. “Non esiste – ha detto Saia - che il governo dia pochi mesi di preavviso agli assessori: è un trattamento da domestici”. Ma se al Senato le cose sembrano stare in questo modo alla Camera il confronto è su un disegno di legge del Governo per stabilire la designazione dei membri del Consiglio provinciale e del presidente. Infatti il presidente dell’Upi, Antonio Saitta, non è per niente rassegnato al fatto che i membri delle future province vengano nominati e non eletti. Sul punto raggiunto in Senato, invece, si è detto d’accordo accodandosi a chi chiede di attendere la naturale scadenza dei mandati degli assessori e dei consiglieri regionali prima di provvedere agli accorpamenti. “Dovrebbero essere i consiglieri attualmente eletti – ha concluso Saitta – a seguire le fasi del riordino. In tal senso al Parlamento, nei prossimi giorni, non faremo mancare emendamenti”.

BRUSCO SCRIVE A NAPOLITANO PALAZZO CELIO INSISTE SULL’INCOSTITUZIONALITÀ DEL DECRETO

I

l vicepresidente della Provincia di Rovigo, Guglielmo Brusco, ha scritto una lunga lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della quale proponiamo qualche passaggio, per sottolineare una volta in più il punto di incostituzionalità sul quale la Provincia fa leva per contrastare l’iniziativa governativa per le soppressioni di alcune Province italiane. “Mi scusi Presidente questa potrebbe essere l’ultima occasione che ho per poter interloquire con Lei in veste di Vice Presidente della Provincia di Rovigo e pertanto la voglio utilizzare per difendere la mia terra, la mia gente, la mia Provincia, le altre Province italiane e la Democrazia, che io considero sotto pesante attacco e gravemente in pericolo. Infatti, non credo si possa affermare che il

Decreto n.188/2012 con il quale si è provveduto all’accorpamento delle province di Verona e Rovigo sia un semplice riordino e non ci siano variazioni delle circoscrizioni provinciali italiane e venete, regolate dall’art. 133, comma 1 della Costituzione, che recita: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione”. I ministri che Le hanno proposto il sopraccitato decreto conoscono bene tale articolo, il quale è stato perfino richiamato nella premessa del decreto, laddove si dice: “si tiene conto delle iniziative comunali assunte ai sensi dell’art. 133 della Costituzione”. Cosa che non corrisponde al vero, a mio giudizio, se non in

piccola parte. I ministri proponenti sanno bene che l’iniziativa che porta al mutamento di tante circoscrizioni provinciali è stata del governo e non dei comuni (salvo qualche raro caso) e che l’art. 133 dice invece che l’iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali deve essere dei Comuni, in seguito alla quale deve essere sentita la Regione e solo alla fine lo Stato può legiferare”. A difesa delle Province, inoltre, l’assessore Brusco ha citato la La Carta Europea dell’autonomia locale, ratificata e vincolante per l’Italia con Legge 439/89, che all’articolo 5 recita: per ogni modifica dei limiti locali territoriali, le collettività locali interessate dovranno essere preliminarmente consultate, eventualmente mediante referendum, qualora ciò sia consentito dalla legge. Guglielmo Brusco


Spazi aperti 21 Ambiente Cambiamenti climatici come sfida per il rilancio dell’economia locale

Patto dei sindaci a sostegno della green economy Entro un anno un Piano d’azione per l’energia sostenibile. 18 le municipalità coinvolte

Turismo

proGetto comunitario motor

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l patto dei Sindaci prosegue l’impegno degli enti provinciale all’ambiente Giuliana Gulmanelli, il presidenlocali polesani attraverso la stipula di un protocollo te del Consvipo Angelo Zanellato, il direttore del Cna d’intesa per la programmazione sostenibile dei Co- Alessandro Monini, il presidente di Asm Set Massimo muni. Provincia di Rovigo, associazioni di categoria, Bergamin, il coordinatore scientifico e rappresentante imprese pubbliche, comuni e università hanno siglato dello Iuav di Venezia Francesco Musco e il rappresenuna convenzione per l’attuazione congiunta degli obiet- tante di Polesine Acque Gaetano Guratti. Il protocollo tivi del 2020: riduzione delle emissioni e sostegno alla è aperto in qualsiasi momento alla sottoscrizione da green economy, le politiche per la calmierazione dei parte di altri enti locali e imprese pubblico-private impegnate nell’erogazione di servizi cambiamenti climatici come sfida energetici ed ambientali. Il patto per il rilancio dell’economia loca- L’obbiettivo dei Sindaci è nato poco dopo il le, innovazione del know-how e del 20/20/20 ambiente, energia e pianificazione non sarebbe stato pacchetto clima-energia del 2008, nella consapevolezza che gli obietambientale sovra-provinciale per raggiunto senza tivi europei del 20/20/20 non uno sviluppo economico green di gli enti locali sarebbero stati raggiunti se non area vasta. Provincia di Rovigo, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura mobilitando gli attori locali e regionali. Con la firma del di Rovigo, Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, Polesi- Patto, i Comuni si impegnano a preparare un inventario ne Acque, Asm-Set Srl, Unindustria Rovigo, Cna Rovigo, di base delle emissioni di Co2 nel proprio territorio e Università Iuav di Venezia sono i soggetti che, dopo un consegnare entro un anno un Piano d’azione per l’epercorso di condivisione degli obiettivi del programma nergia sostenibile (Paes) che delinea le azioni concrete europeo del “Patto dei Sindaci” – Covenant of Mayors, in grado di ridurre, attraverso la minimizzazione degli hanno firmato nei giorni scorsi un protocollo d’ntesa per sprechi, il consumo energetico, di aumentare la produl’attuazione in Polesine del programma stesso. A pre- zione locale di energia, di creare posti di lavoro stabili e sentare l’evento, a Palazzo Celio sono stati l’assessore qualificati, un ambiente e una qualità della vita più sani,

Nella foto piccola l’assessore provinciale Giuliana Gulmanelli un’accresciuta competitività economica e una maggiore indipendenza energetica. Per raggiungere detti obiettivi è necessario pianificare un adeguato processo, anche internamente all’Amministrazione, oltre ad aumentare il dialogo tra amministrazioni, cittadini, mondo economico, attraverso un adeguato coinvolgimento dei vari stakeholder. Ad oggi in Polesine hanno aderito al Patto dei Sindaci i Comuni di: Badia Polesine, Bergantino, Canaro, Castelguglielmo, Castelnovo Bariano, Costa di Rovigo, Frassinelle, Fratta Polesine, Gaiba, Lendinara, Melara, Occhiobello, Polesella, Stienta, Taglio di Po, Villamarzana.

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metà dello scorso mese si è tenuto al Castello di Ferrara un incontro tra operatori turistici e le Province di Rovigo, Ferrara e Ravenna per parlare del progetto comunitario Motor e delle opportunità turistiche da Trieste a Ravenna in termini di intermodalità, cicloturismo ed enogastronomia. Obiettivo del progetto sulla cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, è “il miglioramento e l’arricchimento” del potenziale turistico delle aree interessate, con riferimento alle destinazioni turistiche sviluppate in aree protette, aree rurali meno sviluppate e località dotate di antichi centri urbani. “La Provincia di Rovigo – ha spiegato l’assessore Laura Negri – ha partecipato al progetto con uno studio sulle potenzialità dell’intermodalità turistica finalizzata alla creazione di un sistema integrato polesano”.

POLESINE TERRA DI NOCI

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l riso – è noto – si caratterizza come una delle più apprezzate eccellenze nel campo delle produzioni dell’agricoltura polesana. E da qualche tempo sono nate, tra Adige e Po, alcune iniziative di valorizzazione che, anche se non sempre collegate fra loro (l’opportunità di “fare squadra” è sempre proclamata, ma raramente realizzata), hanno sortito risultati quanto meno interessanti. E i risotti a base di Carnaroli del Delta, proposti dall’Accademia delle Verdure dell’ Adige di Lusia e da quella del Tartufo del Po di Papozze hanno ottenuto significativi riconoscimenti (primi premi) in competizioni culinarie interprovinciali. E’ stato proprio partecipando a questi incontri gastronomici che si sono abbozzate iniziative di collaborazione con comuni veronesi e mantovani, in cui da tempo sono in atto iniziative di promozione del riso, con strepitosi consensi di pubblico, pronto ad accorrere negli appositi stand di degustazione. Il Polesine da questo punto di vista registra un notevole ritardo, che ci si augura possa essere quanto prima colmato. Ma la novità è che un prodotto polesano di eccellenza, poco noto al grande pubblico - rappresentato dalle noci - costituisce già da tempo un ingrediente apprezzato nelle manifestazioni culinarie a base di riso di Nogara (ovvero il paese delle noci). A Nogara per una decina di giorni all’anno si preparano centinaia di piatti di riso e noci; e parte delle noci arrivano a Nogara dall’antica azienda Valier di Rovigo. Non solo: l’azienda Valier - attiva dal 1484 - è solita presentare confetture, conserve, liquori e dolci che nascono nel laboratorio aziendale, in cui vengono sapientemente lavorate le noci

Per il lancio di un nuovo prodotto, STIAMO CERCANDO GIOVANI TRA I 20 E I 25 ANNI da avviare alla professione commerciale. Gli assessori di Nogara, Antonio Polo e Marco Poltronieri, si accingono alle degustazione delle prelibate noci candite al cioccolato polesane. Per saperne di più sulla produzione polesana - auspice l’Accademia delle Verdure dell’Adige nelle persone del presidente Renato Maggiolo e del vice Adriano Buoso - sono giunti all’azienda Valier due assessori del comune di Nogara, Antonio Polo e Marco Poltronieri, che hanno potuto apprezzare le squisitezze a base di noci: dalle marmellate alle conserve per condimento, fino ai prodotti di pasticceria e alle noci candite presentate in più varianti: ricoperte di cioccolato o con glassa e zucchero o in sciroppo. E poi il “Nocino”, prelibato liquore alle noci, e perfino l’olio derivato dalla spremitura delle noci, una vera eccellenza, questa, che costituisce una delle più recenti proposte produttive e commerciali dell’azienda Valier. Piena soddisfazione per l’incontro è stata espressa da tutti i partecipanti all’iniziativa e, nel clima di comunanza creatosi tra Nogara ed il Polesine, qualcuno è arrivato ad ipotizzare, per la realizzanda autostrada Nogara-Mare, il battesimo (in anteprima) di “Autostrada delle Noci”. Li.Se.

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22 Mondo scuola

Mondo scuola 23

Tagli A rischio posti di lavoro e qualità dell’offerta formativa

30 milioni in meno per gli enti di formazione L’assessore Donazzan si difende: Dobbiamo sottostare a vincoli imposti dal Patto di stabilità di Mattia De Poli

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e scuole professionali del Veneto sono in agitazione: l’assessore regionale Elena Donazzan ha prospettato alla commissione consiliare per l’istruzione un taglio di circa 30 milioni di euro per gli enti di formazione nei prossimi tre anni: 5 milioni nel 2013, 10 milioni nel 2014 e 15 milioni nel 2015. Immediate le manifestazioni di protesta, di fronte alle quali l’assessore ha precisato che i soldi ci sarebbero ma possono essere sbloccati solo dal Governo: “Possiamo aumentare tranquillamente anche di 10 milioni di euro l’importo da destinare ai corsi

Focus

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Solo l’Enaip in Veneto gestisce 21 centri scolastici con 4 mila ragazzi – ha chiarito la Donazzan – ma la Regione non può cambiare le regole del Patto di stabilità, come vorrebbe”. La giustificazione non soddisfa e la preoccupazione nell’ambiente rimane alta. Solo l’Enaip in Veneto gestisce 21 centri scolastici con 4 mila ragazzi che assolvono all’obbligo scolastico e

con 400 dipendenti, a cui si devono aggiungere i collaboratori. In Polesine l’Enaip è presente a Rovigo e a Porto Viro e conta circa 430 iscritti. Il responsabile locale, Giovanni Amidei, spiega che da quest’anno, con il completamento della riforma Gelmini, le scuole professionali sono rimaste le uniche a poter rilasciare il diploma di qualifica dopo tre anni, garantendo in breve tempo una formazione nel campo delle professionalità pratiche: tutti gli istituti professionali, invece, prevedono un percorso quinquennale. I tagli comporterebbero perdite di posti di la-

voro, lo scadimento della qualità dell’offerta formativa e un aumento degli abbandoni scolastici. Con evidenti ricadute nel tessuto sociale ed economico: Amidei spiega, infatti, che i centri Enaip attraverso il progetto “Fuoriclasse” organizzano attività ricreative e ludiche in orario pomeridiano, aiutando tanti genitori impegnati al lavoro e offrendo ai ragazzi un’alternativa alla strada o al bar. Ne risentirebbero anche le aziende del terri-

torio, con le quali Enaip è in stretto contatto: per tutti gli studenti sono previste quattro settimane di stage durante il secondo anno di corso, sei settimane nel terzo anno e la possibilità di tirocini nei mesi estivi. Amidei sottolinea che il tasso di occupazione dopo un anno dal conseguimento della qualifica è pari al 70 per cento e l’aumento delle iscrizioni negli ultimi anni conferma l’interesse per questi percorsi scolastici.

Operatore del montaggio

proposta Formativa unica cHe riscHia di sparire

tagli prospettati alle scuole professionali rischiano di colpire anche proposte formative uniche a livello regionale. Il corso di Operatore del montaggio e della manutenzione di imbarcazioni da diporto, previsto dall’Enaip di Porto Viro, è unico in Veneto. Lo stesso centro scolastico, inoltre, con la sua offerta formativa copre un bacino di utenza che supera i confini provinciali, accogliendo studenti del-

le province di Venezia e di Ferrara. In modo analogo, il corso di Operatore della ristorazione erogato dall’Enaip di Rovigo offre ai ragazzi dell’Alto Polesine un’alternativa all’istituto alberghiero di Adria. L’attenzione alle esigenze del mercato del lavoro, infine, ha indotto ad attivare ad anni alterni presso il centro di Porto Viro i corsi di Operatore del benessere ad indirizzo acconciatura e a indirizzo

estetica: “In questo modo – ha spiegato il responsabile provinciale dell’Enaip, Giovanni Amidei – evitiamo di formare un numero eccessivo di operatori che incontrerebbero maggiori difficoltà a trovare impiego”. I prossimi 15 e 16 dicembre e 12 e 13 gennaio i ragazzi di terza media e le loro famiglie potranno conoscere l’offerta scolaM.D.P. stica di Enaip grazie all’iniziativa “Scuola aperta”.


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24 Economia Iniziative 28 gli insigniti che con il loro lavoro hanno onorato il Polesine nel mondo

Premiato l’impegno nel lavoro Riconosciuti anche i risultati ottenuti nel mondo dello sport da Vigor Bovolenta e Marta Menegatti Il presidente Belloni ha premiato la campionessa del beach-volley, quest’anno protagonista delle Olimpiadi di Londra

di Lino Segantin

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n un clima di festa, ma anche per certi aspetti di commozione, lo scorso 10 novembre si è svolta la cerimonia della Camera di Commercio di Rovigo di premiazione del lavoro: ai “Polesani che hanno onorato la Provincia di Rovigo in Italia e nel mondo” e alla “Fedeltà al lavoro ed incoraggiamento al progresso economico”. Complessivamente 28 gli insigniti dei premi, ai quali è stato consegnato, dal presidente e dai consiglieri della Camera di Commercio, un attestato nominativo e una medaglia d’oro con simbologie legate ai fiumi Po e Adige e riferimenti al mondo del lavoro. Si è quindi entrati nel vivo della premiazione, iniziando dalla “Fedeltà al lavoro”, ovvero dal riconoscimento verso l’impegno duraturo manifestato da imprenditori della provincia per lo sviluppo della propria attività, con positive ricadute sul tessuto economico del Polesine. Gli insigniti (chiamati in ordine alfabeti-

co), sollecitati da brevi ma significative interviste, si sono soffermati su alcuni momenti importanti della loro vita lavorativa, motivo di insegnamento – è stato sottolineato – per le giovani generazioni. Il premio “Fedeltà al lavoro” è stato attribuito a: Giuliano Albanese, parrucchiere per signora rodigino, affermatosi a livello nazionale, Lodovico Avanzi, amministratore ed animatore dello sviluppo della nota impresa di manufatti edili di Ariano, Giuseppe Berto di Gavello, produttore agricolo dell’apprezzato aglio polesano dop, Romeo Boaretto di Costa, viceditettore della Coldiretti di Rovigo, Antonio Braga di Adria, direttore di Filiale della Cassa di Risparmio del Veneto, Gaetano Carlini, adriese titolare di un’importante azienda meccanica, fornitrice fra l’altro di pezzi per piattaforme petrolifere, Enzo Chieregatti di Cenesalli, da più di 38 anni barbiere, apprezzato anche per l’impegno sociale che svolge nel suo comune, Angelo Franzoso, acconciatore di Adria che ha

sviluppato l’attività paterna, consegnandola da poco nelle mani della figlia, Vito Garbellini di Ceneselli, titolare della Tecnofer, azienda conosciuta a livello internazionale nel settore della rigenerazione delle materie plastiche, Virginio Mantovan, agente immobiliare di Porto Viro che ha contribuito a valorizzare il territorio provinciale, Renzo Padoan di Taglio di Po, esperto nel settore elettrico, apprezzato nell’ambito formativo e dell’ottimizzazione delle procedure, Romolo Poletto, parrucchiere rodigino, apprezzato non solo come acconciatore, ma anche nell’ambito associativo, Luigino Rigato, titolare di una nota azienda lendinarese leader nella produzione di dolciumi, Tiziano Rigoni di Adria, che ha sviluppato l’attività agricola dando vita anche ad una nota iniziativa agrituristica, Floriano Segantin, dipendente nel settore commercio, che ha efficacemente contribuito alla crescita di una consolidata azienda di abbigliamento rodigina, Fabio Tomiato attivo nel campo delle cal-

zature, contrassegnata da vari punti vendita. E’ seguita la premiazione dei “Polesani che hanno onorato la Provincia di Rovigo in Italia e nel mondo”. E si è iniziato proprio dal lontano Brasile, da dove è giunto Almerico Richieri Filho, ingegnere elettronico e ricercatore aerospaziale, il cui nonno partì da Bosaro per “catar fortuna”, nel nuovo continente. A seguire: Gianni Ballarin, originario di Porto Tolle e residente a Milano, Rino Bellini, nato a Taglio di Po, è emigrato diciottenne in Canada, Nello Beltrame, originario di Adria, emigrato a Nichelino Torino, Valberto Bovolenta, nato ad Ariano Polesine, trasferitosi a Vigevano nel 1956, Barbara Braghin, nata a Contarina; Michele Calzolari, originario di

Lendinara, approdato a Milano; Italo Cibin, originario di Taglio di Po, docente presso il liceo classico di Biella; Stefania Ferlin, giovane badiese, emigrata in Cile nel 2008; Rimes Ferracini, originario di Canaro, affascinato dal mondo della fantasia, è approdato in Lombardia (a Busto Arsizio), dedicandosi all’arte dei burattini, fondando il “Teatro dei Bambini”. Infine due premi speciali, dei quali sono stati insigniti due giovani polesani, vere eccellenze nello sport a livello nazionale: Vigor Bovolenta, premiato purtroppo alla memoria, tra la commozione di tutti i presenti, e Marta Menegatti, campionessa di beach volley che nella sua disciplina ha ben rappresentato l’Italia alle recenti Olimpiadi di Londra.


Cultura provinciale 25 Musica I cori polesani impegnati in calendario che arriva al 6 gennaio

Natale, periodo di concerti Nelle prossime settimane non mancheranno gli appuntamenti con il bel canto di Mattia De Poli

Due formazioni corali rodigine

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atale è una festa per tutti: per i bambini ma anche per Piccoli cantori di San Bortolo. Nel periodo in cui l’atmosfera gli adulti e gli anziani. E’ un’occasione per trascorre- del Natale si accende di una luce particolare, tra il ponte re un po’ di tempo in compagnia di familiari, amici, dell’Immacolata e l’Epifania, questi gruppi canori vivono un persone care. E se la compagnia porta gioia, questa gioia periodo molto intenso e ricco di appuntamenti: dal Delta spesso si traduce in canto, una passione che coinvolge tutte all’Alto Polesine il calendario dei concerti è fitto. Ad aprire le generazioni e che nella provincia di Rovigo ha dato vita e le danze ci hanno pensato le Strenne di Natale al Censer anima molte realtà corali. Ci sono cori scolastici, come il coro di Rovigo, inaugurate e chiuse da una doppia esibizione del Delta gospel choir. Almeno tre gli giovanile del Liceo “Celio” di Rovigo appunti nel ponte dell’Immacolata: o il coro della Joska, legato al Liceo Il 26 dicembre il 7 dicembre alle 21 il Monte Pasuscientifico “Paleocapa”, a cui parteci- appuntamento pano ragazzi da tutta la provincia e con i Piccoli cantori bio inaugura il teatro di Pontecchio, mentre l’8 dicembre i Piccoli cantori dai paesi limitrofi. Questi spesso sono e con il Delta si esibiscono presso la chiesa Lusia. il trampolino di lancio verso cori che gospel choir Lo stesso giorno a Lendinara, presso sono composti da persone più grandi e che di solito specializzano il loro repertorio, dal canto popo- la chiesa dei Cappuccini, alle 21 il Delta gospel choir, insieme lare al gospel. Tra i tanti c’è il coro polifonico Città di Rovigo, al Piccolo coro dei Frati, anima una serata di beneficenza il coro Monte Pasubio-Rovigo Banca, il coro Vangadizza di a favore del centro di accoglienza per bambini di Mbanza Bagnolo di Po, il Delta Gospel Choir. Ma la passione per il Congo in Angola. Il 14 dicembre l’auditorium del Liceo “Pacanto a volte nasce già da bambini, come testimonia il coro leocapa” ospita il coro della Joska che si esibisce insieme

in Breve Appuntamenti

natale a Badia polesine

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on è necessario andare lontano, tra i monti del Trentino o dell’Alto Adige, della Svizzera o dell’Austria, per trovare gli ormai tradizionali mercatini di Natale. La moda delle casette di legno è scesa fino in pianura e il Polesine non fa eccezione. Così il 22 e 23 dicembre il centro storico di Badia Polesine si anima con la “Favola di Natale”, promettendo di riaccendere l’atmosfera della festa. Per due giorni, per iniziativa dell’associazione culturale “Panta rei” con la collaborazione della Pro loco di Badia Polesine e della Idc Comunicazione e con il patrocinio del Comune, le vie e le piazze della località altopolesana saranno animate dal Mercatino dell’artigianato artistico: tra gli stand e le bancarelle sarà possibile trovare idee e oggetti originali, simpatici e preziosi da regalare sotto l’albero. L’allestimento, aperto il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, sarà affiancato da una Rassegna di prodotti tipici di stagione e di golosità legate alle celebrazioni natalizie con degustazioni. Domenica 23 la festa entrerà ulteriormente nel vivo con l’animazione per i bambini, le esibizioni di artisti di strada e la distribuzione di cioccolata calda e di vin brulè. Non mancherà neppure l’arrivo di Babbo Natale che dalle 15.30 in piazza della Vangadizza incontrerà i più piccoli e raccoglierà le loro letterine. Per tutti, infine, l’appuntamento è presso il Teatro sociale di Badia Polesine, dove a partire dalle 18 l’Accademia della musica di Padova proporrà il grande concerto “Gospel”. M.D.P.

al coro San Sigismondo di Bologna. Nei giorni immediatamente precedenti il Natale il Delta gospel choir ha un doppio appuntamento, il 18 dicembre alle 21.30 presso il Ridotto del Teatro sociale di Rovigo e il 20 dicembre alle 21 presso la chiesa di San Bortolo del capoluogo polesano per il terzo concerto di beneficenza “La voce dell’anima” a favore del Caritas baby hospital di Betlemme. Presso la stessa chiesa il 22 dicembre è in programma una serata animata dal coro giovanile del Liceo “Celio”, mentre il 19 dicembre alle 21 la chiesa di Villadose ospita il coro polifonico “Città di Rovigo”. Vigilia di Natale e Santo Stefano ancora in musica: il 24 dicembre con il coro Venezze consort presso la chiesa di San Domenico e con il Monte Pasubio presso l’auditorium San Rocco di Grignano, il 26 dicembre presso la chiesa di Sant’Apollinare con i Piccoli cantori e con il Delta gospel choir in una serata veramente “corale”. C’è ancora tempo il pomeriggio del 6 gennaio per ascoltare il coro Vangadizza presso la chiesa di Ca’ Emo in attesa dei Re magi.

Nuovo libro di Don Donegà

impressioni di un viaGGio

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resca di stampa, la nuova plaquette di don Daniele Donegà conferma il legame tra poesia e viaggio. Dopo le liriche scritte lo scorso anno durante il pellegrinaggio in Terra Santa, “Cime e onde di Toscana e di Liguria” raccoglie le impressioni di una vacanza condotta, come spiega l’autore nell’introduzione, “sulle tracce di alcuni poeti, di uno scrittore, di un musicista e di una santa”: Giovanni Pascoli, Giosuè Carducci, Carlo Betocchi, Daniele Donegà Camillo Sbarbaro, Francesco Biamonti, Giacomo Puccini e santa Gemma Galgano. Non un diario. Piuttosto il taccuino di un pittore dei sentimenti, che usa le parole al posto dei colori, la penna e la carta al posto dei pennelli e della tela. E talvolta si ha l’impressione che le parole non bastino: così il poeta si scopre anche fotografo, come testimoniano alcune immagini, scattate dallo stesso Donegà, inserite fra i testi con didascalie evocative. La natura è protagonista: il mare con le barche, il cielo con le nuvole, la terra con i vigneti, gli alberi, gli animali. Ma domina su tutto il mistero dell’invisibile e dell’indicibile: dal “disteso cinguettio / di uccelli che non si vedono” alle “parole di silenzio in sazietà”. E la luce della fede si rivela come “un bacio pieno di respiro”, “un bacio forte sulla bocca […] per ricevere lo spirito buono / e trasmetterlo” in un sentimento d’amore cosmico: l’“amplesso dell’universo” in cui entrare per “sentire e godere i piaceri di tutti gli amori / e far brillare ognuno con una luce diversa / quanti sono i raggi delle stelle”. M.D.P.

teatro di occHioBello Stagione all’insegna della ricercatezza

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n teatro che riscopre le sue origini e le reinterpreta in modo originale, diventando occasione per riflettere sulla natura umana: questo è il filo conduttore della stagione 2012-2013 del Teatro comunale di Occhiobello, che non ha caso ha scelto la faccia di una scimmia come provocatoria immagine di manifesto. La rassegna si segnala per la ricercatezza delle proposte. Marco Sgarbi, direttore artistico del teatro, è stato protagonista dell’anteprima fuori abbonamento dal titolo “Giro solo esterni con aneddoti”, andata in scena il 26 ottobre scorso, che nel 2011 ha ricevuto il premio Tuttoteattro. com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”. Lo spettacolo “Sequestro all’italiana”, interpretato da Michele Sinisi e Vittorio Continelli e in calendario per il 14 dicembre, è stato invece finalista al premio Riccione per il teatro nel 2009, mentre il prossimo 25 gennaio andrà in scena “Macbeth all’improvviso”, una rappresentazione che gioca con la commedia dell’arte e l’arte dei burattini, interpretata da Gigio Brunello e già insignita con il premio della Critica teatrale 2002 dall’Associazione nazionale dei critici di teatro. Non mancano i nomi più popolari: da Alessandro Bergonzoni, autore e interprete lo scorso 30 novembre dello spettacolo “Urge”, a Natalino Balasso, a sua volta autore e interprete de “L’idiota di Galilea” che chiuderà la rassegna il 22 febbraio. Completano il cartellone “Olivetti. Camillo, alle radici di un sogno”, dedicato al fondatore della prima fabbrica italiana di macchine per scrivere, con Laura Curino per la regia di Gabriele Vacis (11 gennaio) e “Italianesi”, sui rapporti storici tra Italia e Albania nel Novecento, con Saverio La Ruina (8 febbraio). Dopo gli spettacoli, abbonati e spettatori possono cenare presso il ristorante “La colombara” al M.D.P. costo di 16 euro.

Teatro Ballarin di Lendinara

calendario di prosa

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a nuova stagione di prosa del Teatro comunale Ballarin di Lendinara si preannuncia adatto a un pubblico eterogeneo: un mix equilibrato fra tradizione e innovazione, fra serietà e irriverenza con un’apertura significativa alla musica. Distribuiti nell’arco dei cinque mesi, da novembre a marzo, si succederanno sei diversi spettacoli. L’apertura è stata affidata a metà novembre all’estro di Paolo Poli con “Aquiloni”, uno spettacolo liberamente ispirato all’opera di Giovanni Pascoli nel centenario della morte del poeta romagnolo. Il mese di dicembre riserva invece due appuntamenti all’altezza dell’esordio. Giovedì 6 il programma prevede la commedia di Neil Simon, “A piedi nudi nel parco”, mentre domenica 16 Gioele Dix dirige l’allestimento di un classico del teatro moderno, “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, interpretato da sette comici di Zelig con l’accompagnamento musicale del duo virtuosistico composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in un connubio di sicuro effetto. Nel 2013 la rassegna prosegue con una nuova proposta fra tradizione e innovazione, fra teatro e musica: venerdì 18 gennaio “L’avaro” di Molière viene riletto in chiave moderna da Ketti Grunchi nello spettacolo “L’avaro in blues”. La musica sale in cattedra sabato 23 febbraio con “Noche tanguera ovvero Tango, danza y musica dal vivo”, nell’interpretazione della compagnia Naturalis Labor. Il 22 marzo “Gin game” di Donald Lee Coburn chiuderà il sipario sulla quinta stagione di prosa del Ballarin. M.D.P.


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Dopo due anni via libera a finanziamenti importanti

E’ ancora allerta meteo. A rischio l’intera regione

Potremmo avere un Natale bagnato da piogge ed esondazioni anziché innevato. La speranza di tutti è che la colonnina di mercurio si decida a scendere di Germana Urbani

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nizio novembre, metà novembre, fine del PD in Consiglio regionale, Lucio Tiozzo, novembre... Cos’accadrà a dicembre non è tra i primi a chiedere “subito un Piano plupuò prevederlo nessuno ma sicuramente riennale di opere per la salvaguardia idrole temperature ancora alte non fanno spe- geologica, con relative previsioni sia delle rare nel meglio. risorse da esigere dallo Stato, sia degli inEppure tutti ricordano benissimo lo sce- vestimenti di parte regionale”. “Dalle città nario disastroso del 2010 e vien da chieder- come Venezia e Chioggia, - continua Tiozzo si come mai oggi siamo ancora al punto di – alle prese con l’acqua alta straordinaria, partenza o quasi. Il presidente dei consorzi fino a Vicenza e Padova, che devono fare i veneti, Giuseppe Romano, assicura che conti con la minaccia della tracimazione dei “Se le precipitazioni dell’11 novembre fiumi, passando per le campagne venete, il scorso, durate 8 ore, fossero continuate per Veneto è un territorio in emergenza. Occoraltre 24 ore ci saremmo trovati davanti la re che Zaia metta in campo una strategia stessa situazione di due anni fa con relativi a lungo termine con ingenti risorse econodanni ingenti”. miche: se pretendere il ‘tutto e subito’ è Non si tratta più pura demagogia, è di eventi straordina- Tiozzo: “Subito tuttavia doveroso e ri: ciò che accade è un Piano pluriennale ragionevole - conclude semplicemente frutto di opere per Tiozzo - mettere fin da della cementificazione la salvaguardia subito le basi per un selvaggia e mal gover- idrogeologica” percorso a tappe che nata che ha generato con certezza permetta un fragile equilibrio idraulico che oggi sta di realizzare quella difesa di cui il Veneto ha cedendo. assoluta necessità”. Dal 2010 ad oggi si è tamponato, E in merito al pericolo alluvioni anche messo delle pezze qua e là, e forse in soli l’Europa ha fatto sentire la sua voce richiadue anni non era possibile fare molto altro mando il Governo affinché sia migliorato specie con le risorse a disposizione. il recepimento della direttiva in materia di Dopo l’ennesimo pericolo esondazione prevenzione delle alluvioni. sono molte le voci che si alzano per chie“I nostri territori – ha ribadito il Godere interventi strutturali. Il vicecapogruppo vernatore Luca Zaia – sono sempre più a

rischio. Basti pensare che in Veneto l’ultimo bacino di laminazione risale a circa 80 anni fa. E in fatto di sicurezza idrogeologica abbiamo pronti progetti significativi, ma senza che il Governo e il Parlamento nazionali liberino risorse tutto quello che si può realizzare è limitato e parziale”. “Sarebbe auspicabile – conclude il presidente - un regime diverso, nel quale il Veneto fosse autonomo nelle scelte e indipendente nel reperimento delle risorse. Così purtroppo non è e dunque perlomeno il Governo e il Parlamento nazionale facciano quanto l’Europa sta chiedendo con sempre maggiore insistenza”. E proprio a inizio mese il Commissario delegato dal Presidente del Consiglio, Prefetto di Verona Perla Stancari, ha finanziato le prime grandi opere per la salvaguardia idrogeologica del territorio veneto e i bacini di laminazione di Trissino e Caldogno. Hanno oggi, infatti, superato il vaglio degli organi di controllo le Ordinanze commissariali di finanziamento del bacino di laminazione di Trissino che mette in sicurezza i comuni lungo l’asta idraulica Agno-Guà Fratta Gorzone, quali Megliadino San Fidenzio, Saletto, Ospedaletto Euganeo, Carceri e Vighizzolo d’Este, e del bacino di laminazione di Caldogno sul torrente Timonchio che mette in sicurezza i

Da sinistra Luca Zaia, Giuseppe Romano e Lucio Tiozzo comuni lungo l’asta del Bacchiglione, quali Vicenza, Veggiano, Ponte San Nicolò e Casalserugo. I costi di realizzazione ammontano a euro 26.151.346,00 per il bacino di Trissino, dei quali euro 10.500.000,00 finanziati con risorse commissariali, ed euro 46.000.000,00 per il bacino di Caldogno dei quali euro 19.500.000,00 finanziati con risorse commissariali. Tanti sforzi congiunti ma che difficilmente risolveranno la pericolosa questione, l’arretrato è pesantissimo, per troppi anni si è tombinato, eliminato fossi e scoline e cementificato senza tener conto di autorevoli

pareri idraulici. Oggi l’equilibrio ambientale è minato in profondità e vien da chiedersi per quali vie potrà tornare in sicurezza. Per i Consorzi di bonifica la ricetta per cominciare ha poche parole d’ordine e chiare: “Stop all’urbanizzazione selvaggia – afferma Il presidente Giuseppe Romano -, rispetto assoluto dei pareri di compatibilità sulle nuove urbanizzazioni; accordi con i Comuni e ripristino dell’invarianza idraulica delle zone già edificate; recupero degli scoli in aree residenziali private ed estensione a tutto il Veneto dei piani delle acque”. E su tutto questo: un buon governo del territorio.


Il Veneto in primo piano 27 9 Il caso

Consumo del territorio: dati drammatici di Germana Urbani

B

asterebbe un solo dato per dire stop alla cementificazione: secondo le ultime stime di Legambiente sulla testa di ogni italiano gravano 415 metri quadri di costruzioni. Un numero esorbitante. Il consumo del suolo sta diventando sempre più pesante nel bilancio economico e sociale del nostro Paese e in testa alla graduatoria delle regioni maglia nera c’è la Lombardia con 14% di superfici artificiali sul totale, seguita da Veneto 11%, Campania 10,7%, Lazio ed Emilia Romagna 9%. Basta spostarsi in auto lungo le direttrici principali di queste regioni per vedere la desolazione prodotta: capannoni costruiti

neWs

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e vuoti, quartieri nuovi rimasti invenduti, il tutto frutto di una speculazione che non ha più ragion d’essere. Secondo studiosi e ambientalisti occorre un’inversione di tendenza radicale da costruirsi mettendo in pratica gli esempi virtuosi che ci vengono da altri paesi europei che hanno adottato precise normative di tutela fissando limiti e caratteristiche della crescita urbana. Prediligendo l’edilizia pubblica indirizzata a chi ne ha bisogno e interventi di riqualificazione. Il vero dramma del veneto e dell’Italia sta nel fatto che amministrazioni pubbliche di ogni colore, strozzate da bilanci sempre

più in rosso, cercano di recuperare adoperando il 75% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti. La legge italiana, paradossalmente, incentiva a rilasciare permessi a edificare anche laddove non sarebbero necessarie nuove costruzioni. Una stortura a cui la politica è chiamata a porre rimedio al più presto. Secondo quanto denunciato dalle associazioni agricole, continuando con i ritmi di costruzioni visti fino ad ora tra vent’anni toccheremo soglie pericolosissime: un consumo di suolo superiore ai 70 ettari al giorno. Solo negli ultimi dieci anni il settore agricolo ha dovuto rinunciare a quasi 2 mi-

lioni di ettari, una superficie pari all’intera regione del Veneto. Continuando così si mette a rischio un patrimonio paesaggistico da 10 miliardi l’anno che significa anche dirigersi velocemente verso la non autosufficienza alimentare.

leGamBiente: serve un patto per il territorio

opo l’ultimo allarme esondazione Legambiente lancia un appello alla Regione Veneto e alle amministrazioni comunali e provinciali per stringere insieme un’alleanza, che coinvolga tutti gli attori, istituzioni regionali, nazionali, e autorità di bacino, in grado di portare il proprio contributo per attuare una seria e concreta politica di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico. Dieci le proposte di intervento prioritarie secondo l’associazione per una concreta azione di mitigazione del rischio: delocalizzare i beni esposti a frane e alluvioni, se legali, rappresenta una delle soluzioni apparentemente più difficili da percorrere, ma risolutive ed economicamente convenienti. Dopo di che occorre adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio e restituire al territorio

corsi d’acqua e aree per permettere un’esondazione diffusa ma controllata. Controllare torrenti e fiumare e avere cura del territorio con una manutenzione ordinaria è d’importanza primaria come il lavoro per la riduzione degli incendi. In molti casi il disboscamento dei versanti causato dagli incendi può aggravare maggiormente il rischio di frana di un versante. Urge, inoltre, applicare una politica attiva di “convivenza con il rischio” con sistemi di allerta, previsione delle piene e piani di protezione civile aggiornati, testati e conosciuti dalla popolazione. Rafforzare le attività di controllo e monitoraggio del territorio per contrastare illegalità come le captazioni abusive di acqua, l’estrazione illegale di inerti e l’abusivismo edilizio. Serve subito una gestione accurata e sistematica da parte del Governo nazionale per l’impiego di adeguate risorse, soprattutto economiche.

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28 Voci da palazzo

Voci da palazzo 13

Emergenza fiumi Cosa è stato fatto in questi due anni dalla Regione?

Il rischio alluvione rimane alto Ruffato ha accusato Conte di lentezza. La Lega snocciola le cifre investite ma è evidente che il pericolo permane di Mauro Gambin

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due anni dalla grande alluvione, l’acqua è tornata a far paura in Veneto. Come all’ora, infatti, lo scorso 12 novembre i fiumi si sono ingrossati per l’effetto combinato delle precipitazioni insistenti, che hanno riempito gli alvei dei corsi d’acqua, e del vento di Scirocco che alle foci ha alzato il mare di oltre un metro, non permettendo ai fiumi di scaricare. Così il sistema idrologico della nostra regione è tornato in pressione, dimostrando di essere ancora un pericolo per le stesse comunità che nel 2010 finirono sotto il fango. Gli “osservati speciali” sono sempre gli stessi: il Bachiglione che a Vicenza come a Padova ha fatto rivivere con la sua piena le stesse ore La rotta del Frassine di due anni fa e nelle foto piccole Clodovaldo Ruffato, di angoscia di due anni prima, il Brenta, il Frassine che nella presidente del Consiglio regionale, e Maurizio Conte assessore regionale all’Ambiente Bassa Padovana ha mostrato infiltrazioni negli stessi punti in cui aveva rotto. Nell’Alta: il Muson dei Sassi, il Tergola, il della casse di colmata, come quella di Caldogno che nell’agen- di euro in tutto il territorio veneto e i lavori, per 270 mila Vardura, la Roggia Riale sono tornati a fare paura a Torre di da degli interventi programmati dalla Regione dovrebbe esse- euro, sono già stati completati”. Secondo il presidente Luca Burri e San Giorgio delle Pertiche mentre il Muson Vecchio è re al primo posto. “Le organizzazioni del mondo agricolo – Zaia invece i soldi spesi sarebbero 137 milioni serviti per la tracimato, allagando Loreggiola nel Camposanpierese. Peggio ha precisato Ruffato - hanno segnalato anche nei giorni scorsi realizzazione di 812 opere mentre secondo Nicola Finco, che sembra essere andata nel Bellunese, dove oltre duecento sono all’assessore all’ambiente Maurizio Conte il mancato rispetto è dello stesso partito di Conte e Zaia, le risorse investite dalla stati gli interventi per contenere smottadel protocollo d’intesa con la Regione sul Regione ammonterebbero a 150 milioni, mentre i cantieri avmenti e allagamenti dall’alto Cadore “Lo Stato calcolo degli indennizzi per il bacino di viati sarebbero 300. Una girandola di cifre che dimostra solo fino a Feltre. Insomma, una situazione conferisca Caldogno, l’invaso che deve garantire la quanta confusione esista attorno a questo tema ma resta il che a molti ha fatto sorgere diversi dubbi ai governatori sicurezza idraulica di Vicenza. Fintanto fatto, e la recente emergenza lo conferma, che gli interventi su quanto sia stato realmente fatto in dei poteri speciali che la sicurezza idrogeologica del nostro rimangono notevolmente al di sotto del necessario. Secondo Regione per contenere le emergenze per intervenire” suolo non diventerà la priorità numero il presidente Zaia per accelerare il completamento degli esproprovocate dalle piogge. Dubbi, tra l’aluno dell’azione della Regione e del suo pri servirebbe che ai governatori venissero conferiti dei poteri tro, in parte confermati dal presidente del Consiglio regionale, bilancio, cittadini, aziende, campagne e abitati sono purtroppo speciali. “La tutela idrogeologica – ha spiegato - deve essere Clodovaldo Ruffato, che come un fiume in “piena” ha sottoli- destinati a dover convivere con l’incubo ricorrente di esonda- una priorità nazionale e per dare le risposte che occorrono neato le mancanze della sua stessa maggioranza. “A due anni zioni e frane, i cui costi ricadono sull’intera comunità veneta”. bisogna che il Governo dia poteri speciali ai Governatori. Quedalla devastante alluvione – ha spiegato - le piogge di San La chiamata in causa dell’assessore leghista non è piaciuta sti interventi – ha aggiunto – contribuirebbero a rilanciare Martino hanno ricacciato i veneti nell’incubo alluvione. Le aree all’interessato, ai suoi colleghi del carroccio: presidente Zaia in l’economia, perché comunque si tratta di opere pubbliche, e colpite purtroppo sempre le stesse. Non basta proclamare lo testa. “In questi anni – ha replicato Conte – la Regione non metterebbero in sicurezza i nostri territori, i cittadini, i loro stato di calamità, il Veneto, duole dirlo, di fronte agli eventi di è rimasta certo a guardare, lo stato di interventi ha seguito il beni e le attività produttive. E’ indispensabile intervenire rapiun maltempo nemmeno troppo eccezionale, è ancora al punto suo iter, tanto che entro la fine del 2012 verranno completate damente su questo fronte, che significa meno cemento è più di partenza”. In questi anni, secondo l’esponente del PdL, si le casse di espansione di Trissino e Caldogno, il finanziamento bacini di espansione, l’ultimo in Veneto risale ad un’ottantina sarebbe proceduto con troppa lentezza, prova ne è che la Re- è appena stato accordato dal Comissario per l’alluvione. Per di anni fa. Ne abbiamo previsti 12, per una spesa totale di gione è ancora alle prese con gli espropri per la realizzazione la difesa idraulica – ha concluso - sono stati spesi 300 milioni 278 milioni 550 mila euro, dei quali 97 già finanziati”. Davide Bendinelli, Popolo delle Libertà

“importante ancHe la manutenzione

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’ giusto parlare delle grandi opere, delle lungaggini burocratiche e della programmazione su larga scala degli interventi – ha commentato il Dario presidente della quarta comBendinelli missione Agricoltura, Davide Bendinelli - ma è altrettanto doveroso concentrarsi sull’ordinaria manutenzione, quella che facevano i nostri genitori e i nostri nonni prima del boom economico, prima del miracolo Nordest. Mi riferisco - precisa Bendinelli - alla pulizia delle canalette, degli scoli, ma anche degli alvei dei fiumi. In questo caso non ci troviamo di fronte a un problema economico, ma culturale. Accanto ai grandi piani di programmazione dobbiamo affiancare delle campagne preventive, che riguardino tutte le fasce della popolazione. La salvaguardia del territorio - conclude Bendinelli - passa attraverso la pulizia del tombino sotto casa, della grondaia, delle canalette”.

Costantino Toniolo, Popolo delle Libertà

Gennaro Marotta, Italia dei Valori

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“l’interesse puBBlico vale piÙ deGli interessi particolari” bacini di laminazione vanno realizzati e l’interesse pubblico vale più degli interessi particolari dei singoli proprietari dei terreni. Per questo è necessario dare dei poteri straordinari al commissario per l’alluvione”. Lo ha affermato Costantino Toniolo, Presidente Costantino della Commissione bilancio in Consiglio regioToniolo nale del Veneto. “Ora che i soldi sono stati stanziati è obbligatorio, sottolineo obbligatorio, arrivare in tempi brevissimi alle gare d’appalto. A fine mese il commissario per l’alluvione torna ad essere il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ma è necessario che gli siano attribuiti quei poteri straordinari che hanno permesso la costruzione del Passante di Mestre in soli 4 anni: altrimenti non ne veniamo fuori. Come abbiamo visto sono passati due anni dall’alluvione di Ognissanti 2010 e sono state realizzate tante opere di ripristino e rinforzo degli argini (peraltro non del tutto concluse come in viale Trento a Vicenza), ma non le grandi opere strutturali necessarie a regolare e contenere le grandi masse d’acqua che ci troviamo a dover gestire nella stagione autunnale. A Vicenza, come dicono bene gli amministratori locali, è necessario almeno il bacino di laminazione di Caldogno, che conterrà 3 milioni e 800 mila metri cubi d’acqua”.

“Basta polemicHe, È il momento delle risposte”

o ai contrasti, ma intervenire per sanare il dissesto idrogeologico del nostro territorio”. Lo ha sollecitato in una nota Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, all’indomani della Gennaro nuova emergenza idrogeologica. “Le Marotta polemiche - scrive Marotta - non impediscono gli allagamenti, lo fa la programmazione. Abbandoniamo i contrasti politici, alla gente non interessa chi ha ragione, ma vedere i danni sanati e la paura sparire. Non è il tempo delle parole, ma il momento delle risposte. I progetti di intervento di messa in sicurezza idrogeologica - ricorda l’esponente dipietrista - non sono ancora partiti tutti. Ed alcuni interventi di primaria importanza, come i bacini di laminazione, sono spesso frenati dalle incertezze sui pagamenti delle servitù di allagamento ai proprietari dei terreni. Rimediamo alla mancanza di fondi e mettiamo il turbo alla programmazione - conclude Marotta - lo dico al presidente Zaia ed all’assessore Conte, ed avranno il nostro sostegno nell’azione di messa in sicurezza del territorio veneto”.

L’opinione Matteo Toscani, Lega Nord

“servono risorse, usciamo dal patto di staBilitÀ”

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vincolarsi dal patto di stabilità e realizzare gli interventi strutturali e le opere di manutenzione necesMatteo Toscani sari per la salvaguardia del territorio, in particolare in una provincia interamente montana come Belluno”. E’ quanto ritiene necessario il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani, a seguito dei danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta sul Veneto a metà novembre. Si è trattato di un episodio di maltempo sicuramente molto intenso, ma è solo l’ultimo di una serie e non possiamo perciò definirlo eccezionale. Ad essere eccezionale è invece la necessità di una serie di opere di mitigazione del rischio idraulico e geologico, che solo la deroga al patto di stabilità e maggiori risorse trattenute in loco possono permettere. Il Veneto - prosegue - è una Regione che manda fiumi di denaro alle casse senza fondo dello Stato ed ha quindi il diritto di vedere soddisfatte quanto meno le esigenze primarie dei suoi cittadini: tra queste ci sono oggettivamente le opere che servono a scongiurare vittime, feriti e danni ad abitazioni, infrastrutture e aziende. Dobbiamo quindi avere il coraggio e la forza di mettere la parola fine a un patto di stabilità che, di questo passo, metterà definitivamente in ginocchio anche le attività produttive delle poche regioni che mantengono gran parte dell’Italia”. Dario Bond, Popolo delle Libertà

“a Belluno servono 5 milioni di euro”

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l Bellunese servono immediatamente 5 milioni di euro per i pronti interventi. Dario Bond Altrettanti dovranno essere messi a disposizione per mettere in sicurezza le principali criticità emerse durante l’ultima alluvione”. A dirlo è il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Dario Bond, dopo aver incontrato Sandro D’Agostini e Silvano Vernizzi, rispettivamente responsabile bellunese e amministratore delegato di Veneto Strade, nonché Nicola Salvatore, dirigente del Genio civile di Belluno. “Abbiamo fatto una prima conta dei danni - informa Bond - Il Genio Civile sta già mettendo in piedi dieci pronti intervento, per un totale di due milioni e mezzo di euro. La stessa cifra dovrà essere messa a disposizione di Veneto Strade per le principali urgenze. Insomma, solo al bellunese servono cinque milioni di euro subito. Altri cinque milioni dovranno essere trovati in un secondo momento, - prosegue il consigliere del PdL - per mettere in sicurezza i luoghi più colpiti e stabilizzarli. Si tratta comunque di un conto aperto, che dovremo aggiornare con le segnalazioni degli amministratori locali e dei cittadini”


14 Cultura veneta

Cultura veneta 29

Arte contemporanea A Palazzo della Ragione di Padova fino al 24 febbraio

La fucina delle idee di Fabrizio Plessi In mostra gli schizzi, gli appunti, le idee che stanno alla base delle opere dell’artista veneziano di Alain Chivilò

N

ell’attuale passaggio tra autunno e inverno l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, nel contenitore denominato Ram, assieme al Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova propone un’interessante mostra dedicata a Fabrizio Plessi, all’interno del Palazzo della Ragione fino al 24 febbraio. In questa sede si forniscono gli strumenti per comprendere il lavoro più intimo dell’artista veneziano d’adozione. Il titolo della mostra “Plessi. Il flusso della Ragione” è azzeccato in quanto, se a prima vista potrebbe giustamente richiamare il palazzo ospitante, indica la vera chiave di lettura: un incessante e costante flusso produttivo di progetti, ideati dalla mente dell’artista, che coprono 40 anni di lavoro. Schizzi, appunti, illuminazioni, suggestioni, luoghi che sono o saranno in futuro effettivamente realizzati. Durante la vernice il Maestro ci ha rilasciato alcune considerazioni. Un costante flusso creativo ben rappresentato in questa mostra con il fluire degli elementi naturali quali l’acqua, la lava, i

Fabrizio Plessi in occasione della presentazione e alcuni dei suoi progetti in esposizione sorta di back stage di tutto quello che è il mio fulmini. “Gli archetipi del mio lavoro si muovono lavoro. Da navigatore solitario, navigo in quee fluiscono in questo grande tavolo centrale, sto mare di fogli che sono tutta la mia vita. termine improprio perché si tratta di una vera e In sintesi è mettersi allo scoperto e far capire propria installazione, legata al luogo e all’am- come nasce il mio lavoro con tutto quello che biente in quanto creata in simbiosi con il Palaz- c’è dietro a livello di pensiero e ideazione. Una mostra privata, intima zo della Ragione che ci che diventa pubblica”. ospita. Il corpo centrale “Disegno tutto Nel suo studio ha è composto di 2 lunghe a matita su moltissimi progetti teche contrapposte, dei fogli di carta, nelle quali ho inserito ne possiedo di cui alcuni sono poi tutti i ripensamenti, le più di 6000” eseguiti site specific. prime idee, gli schizzi “Parlo sempre di e i progetti, ossia tutto quello che c’è prima un piccolo iceberg composto di una mole imdell’opera. Le persone sono abituate a vedere mensa di lavoro che sviluppo con la mia testa. il lavoro che eseguo già finito e in questa sede Certi progetti si realizzano, altri no ma una ho voluto mostrare quello che c’è dietro: una volta fissati sulla carta diventano parte di me”.

Una notte con Diapason Band e gruppo 7.2

tiBet cosÌ lontano, cosÌ vicino

C

soggiorni, avvolgendo figuratamente i reperti e le persone lungo tutto il percorso. Dopo la I sala intesa come porta d’accesso a questo mondo, seguono altre X inerenti alla disamina del “pantheon” tibetano. A differenza di come si potrebbe pensare, sono rappresentati a livello di culto diversi Budda. Una sorpresa, per coloro i quali non hanno avuto modo d’approfondire questa religione, è nel vedere Sakyamuni il fondatore del buddismo Siddharta, Amitabha il Budda “Incommensurabile” della “luce senza fine”, Mandkesvara il Budda felice, Akhsobhya il Budda “Immutabile dell’Est”, Mahakala la versione buddista di Shiva e Yamantaka con le 34 braccia che reggono oggetti sinistri. Alla statuaria si entra a toccare altri aspetti meno conosciuti come la presenza della tradizione Tantrica che ricorre, inaspettatamente per noi occidentali, all’utilizzo di ossa umane come nella gabula, una

disegno sempre ogni giorno con nuove idee. Successivamente ho un’equipe, composta d’ingegneri, tecnici del video e del suono, che cerca di tradurre tutto tecnologicamente, scientificamente e architettonicamente. Una struttura che mette in funzione quelle che sono le mie idee, ovviamente sempre controllate, in ogni piccolo dettaglio, da me. Una sorta di bottega del 1400 attualizzata, che può produrre opere anche di mille, duemila metri quadrati. Tra l’altro sono un megalomane per cui vedo tutto in grande, penso in grande. Sono anche un maniaco della precisione e dell’ordine mentale. In sintesi un lavoro di gruppo, di cui tengo le redini dei risultati. Un modo interessante di operare con un gruppo di persone, che ha un progetto specifico.

Capodanno a Rovigo

Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 2 giugno

ittà come Lhasa, Shigatze, Gyantze e le sfaccettature della cultura tibetana non sono mai state così vicine a noi come nella mostra allestita a Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 2 giugno: “Tibet. Tesori dal tetto del mondo”. Un’esposizione che punta direttamente a evidenziare la civiltà tibetana allontanandosi dalla politica e dai fatti contemporanei. Un sapiente taglio che il curatore Adriano Màdaro è riuscito a dare a una cultura non così semplice da comprendere, rispetto a certe facili mode d’adozione della religione buddista, fatta da qualche vip in passato, spinto più dalla novità di marketing personale che da un’approfondita disamina. A livello storico, come premessa, sono da considerare i rapporti con la Cina, sempre d’interscambio, a partire dal XIII secolo momento in cui Gengis Khan incluse l’altopiano nell’impero mongolocinese, i numerosi doni fatti dai vari Dalai Lama agli imperatori succeduti e l’inserimento della lingua tibetana, fino al 1911, all’interno dei 4 linguaggi ufficiali parlati nell’impero oltre al cinese, manciù e mongolo. Completa questa disamina la presenza di un’interesante foto storica che ritrae l’attuale Dalai Lama, il quattordicesimo Tenzin Gyatso, insieme a Mao Tse-tung nel 1954 come testimonianza dei buoni rapporti iniziali esistenti successivamente interrotti. Dal punto di vista espositivo, il visitatore entra immediatamente in simbiosi con i luoghi originali grazie a gigantografie dei paesaggi e degli abitanti dell’altopiano tibetano con foto scattate da Màdaro nei suoi

Nei mesi scorsi ad Agrigento ha ideato Monumenta in un contesto storico prestigioso. “Monumenta ad Agrigento è un’installazione grande e importante, nella quale ho cercato d’innestare delle strutture contemporanee nel contesto archeologico ricco di storia. In sintesi ricalca il mio lavoro che consiste nell’inserire, all’interno di un contesto, elementi contemporanei in modo tale da farli convivere perfettamente con la parte storica”. In estrema sintesi elementi quali fuoco, acqua, lava, pietra sono legati dal mondo digitale ed elettronico. Come nasce la progettazione e il relativo utilizzo? “Disegno tutto a matita su dei fogli di carta, ne possiedo più di 6000. Progetto e

coppa sacra ricavata dalla calotta di un santo monaco, in alcuni strumenti musicali usati nei rituali, fino a un rosario con teschio ben raffigurato. Nel percorso s’incontrano gioielli, vestiti, strumenti musicali, maschere divinatorie, i Dharma Chakra elementi d’altare e i Mandala intesi come oggetti di contemplazione, ossia il “contenitore” (la) “di essenza” (Manda). Ben rappresentati sono i reliquari Gau (corpo di Budda nel reliquario) che permettono di professare il culto stando lontani dai templi. Indossati a tracolla cadono sul petto come gesto di continua preghiera. Dunque un percorso espositivo che tiene sempre vivo l’interesse di noi occidentali estranei a questa cultura. Si consiglia l’utilizzo dell’audio guida che permette una maggiore comprensione, grazie alla simpatica ma professionale spiegazione del curatore Màdaro. Al.Ch.

S

i prospetta un grande evento per il capodanno 2013 di Rovigo. Una lunga maratona musicale accompagnerà la città per tutta la notte coinvolgendo sia la piazza che la zona fiera.“Un avvenimento senza precedenti, ha esordito il sindaco Bruno Piva, che impegna la città in una serie di iniziative sinergiche che renderanno la notte del 31 dicembre veramente indimenticabile”. La festa in piazza, che sarà per l’occasione animata dalla Diapason Band, troverà prosecuzione al Censer con il gruppo 7.2, realizzando così una perfetta convivenza tra i due eventi evitando sovrapposizioni tra l’iniziativa privata e quella del Comune. Anello di congiunzione tra le due realtà sarà anche la diretta radiofonica in simultanea di Delta Radio e Stereocittà. L’assessore Matteo Zangirolami, onorato che la scelta sia ricaduta su Rovigo valorizzandone la sua posizione strategica ed una struttura di qualità come il Censer, assicura che“il Comune farà quanto necessario per garantire la sicurezza e gestire

il grande impatto che un evento di tale portata avrà sulla città”. Notevole il coinvolgimento delle realtà locali, alcune delle quali saranno presenti all’interno del Censer mentre altre saranno di servizio come navette, taxi ed hotel per ospitare i numerosi partecipanti provenienti da altre provincie del Veneto. Il tutto all’insegna della prevenzione e sicurezza per un divertimento sano garantito dalla presenza di ambulanze, vigili del fuoco e polizia. “La festa al Censer - ricorda Giuseppe Bergantin - vuole essere un momento di sano divertimento. I costi sono molti perché lo spettacolo sarà di primo livello, tuttavia abbiamo mantenuto prezzi popolari che vanno da un minimo di 10 euro in prevendita ad un massimo di 25 euro”. Ad accompagnare la notte una ricchissima consolle con il dj Albertino e rinomati artisti tra cui Tommy Vee, Baby Marcelo e Oliver dal Privilege di Ibiza, oltre a Mauro Ferrucci con la coppia Keller e Thorn, storici resident del gruppo 7.2”. Ro.Gi.


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“Le terme, il vino e l’amore rendono bella la vita” - dicevano gli antichi romani. Nei nostri bagni romani troverete spazi per coccolare l’anima e ritrovare la sintonia con voi stessi. L’amore e il vino troveranno il loro spazio. “ Ars vivendi” cosi’ la chiamavano i romani, l’arte di vivere. E cosi’ anche noi vogliamo stimolarvi a godere della vita in tutti i sensi. Certi che gli antichi avevano una grande consapevolezza sull’arte di vivere, anche noi cercheremo di trasmettervi questo slancio vitale.

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A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Violazione del diritto di mantenimento e di visita, ecco cosa fare per ottenere la giusta tutela

Care lettrici e lettori, questo mese rispondo a un quesito che per l’intensità delle problematiche rappresentatemi mi ha particolarmente colpito, tant’è che, seppur per stralci, ho ritenuto, con l’autorizzazione esplicita di chi me l’ha inviato, di pubblicarlo. La lettrice Volo di Pegaso, lavoratrice a tempo parziale, madre di due figli, separata da due anni e mezzo, privata della casa coniugale pur di giungere ad una separazione consensuale alla fine mai raggiunta e dunque definita in via giudiziale con una sentenza, denuncia il fatto che il marito ritardi sistematicamente di 10-15 giorni, rispetto alla data stabilita nel provvedimento del Tribunale, l’invio dell’assegno di mantenimento e ometta il versamento del 50% delle spese straordinarie, nonché non rispetti quanto stabilito in punto diritto di visita ritenendo sul punto di non essere obbligato a farlo. Riferisce ancora la lettrice di non poter contare sull’aiuto di familiari nel periodo estivo, risultando costretta negli ultimi tre anni, pur di mantenere il proprio lavoro, a sostenere da sola i costi dei centri estivi dando fondo ai propri risparmi perché: “ ….il mio stipendio non è sufficiente a coprire le spese del mutuo, le spese sanitarie, per le attività sportive e tutti i costi relativi all’istruzione e crescita di due figli. L’assegno di mantenimento è una necessità per arrivare a fine mese senza angoscia.”

Alla data del 27 ottobre 2012, quando mi ha scritto la mail citata, mamma Pegaso non aveva ancora ricevuto l’assegno di mantenimento del mese di ottobre precisandomi che se non fosse arrivato entro la metà di novembre si sarebbe venuta a trovare nella condizione di vivere di stenti oltre a dover chiedere una sospensione del mutuo. Prosegue ancora la lettrice dicendo: “temo anche il fatto che mio marito, essendo imprenditore, dispone di risorse economiche e conoscenze che lo tutelano in campo giuridico e sono già stata “avvisata” due anni fa dal suo avvocato, in sede privata, che non avendo la capacità economica di contrastarlo in sede legale, potrebbero fare in modo di togliermi l’affidamento dei figli (che ora è congiunto). Mi sento ferita nella mia dignità di donna e di madre, da un uomo che non accetta di essere stato lasciato e non si fa scrupolo di servirsi dei figli per ferirmi.” In punto diritto di visita mamma Pegaso dice: “Inoltre lui non ha mai voluto passere con i figli il periodo di vacanze stabilito in sentenza e per svariati motivi, è capitato molte volte che non li ha tenuti nei giorni in cui era suo compito o li ha riportati a me per malattia, discussioni o altro. Gli ho fatto notare che i bambini risentono del fatto che a volte lui abbia altri impegni e non possono stare con lui. La risposta è stata che, secondo la sentenza, lui ha il diritto e non l’obbligo di passare i giorni stabiliti con i

figli. Alle mie proposte di “recuperare” i giorni in cui è impegnato e non può tenerli con se, si giustifica con i bimbi sempre allo stesso modo. Dicendo che non può tenerli in altri giorni perché deve rispettare la sentenza e di dire alla mamma di far cambiare le disposizioni del giudice. “Conclude, ritenendosi una sciocca per non aver saputo tutelare responsabilmente i propri figli, pretendendo ciò di cui hanno diritto e giustificando questa sua omissione con il timore che ha per il marito che non perde occasione, nei pochi contatti che ancora ci sono per organizzare gli spostamenti dei bambini di aggredirla verbalmente anche in presenza di questi ultimi oltre che tramite sms. A fronte di quanto espostomi, pur sapendo di non poter essere esaustiva, considerato lo spazio a disposizione, non posso che ritenere potenzialmente sussistenti (risulta necessari un’analisi attenta del carteggio anche processuale) i presupposti di molteplici azioni giudiziarie nei confronti di suo marito che ha il dovere, come peraltro già indicato nelle mie due precedenti rubriche, di provvedere al mantenimento stabilito in sentenza nei termini ivi indicati unitamente al pagamento del 50% delle spese straordinarie (di solito quelle scolastiche, mediche non coperte dal servizio sanitario nazionale, sportive…..) a fronte dell’esibizione del documento attestante l’avvenuto pagamento da parte sua. Sappia,

in ogni caso, che gli importi da Lei già esborsati potranno essere recuperati nella misura del 50% complessivo, anche ora, non essendosi prescritto il relativo diritto. Per quel che attiene alla violazione del diritto di visita, ribadisco di come sussista in capo a suo marito il dovere all’adempimento dello stesso trattandosi di diritto di cui non può disporre a proprio piacimento. Per ottenere la giusta e dovuta tutela dovrà necessariamente rivolgersi ad un legale, possibilmente esperto in diritto di famiglia, che Le saprà indicare la giusta linea difensiva e le conseguenti azioni da intraprendere, accedendo, qualora ne ricorrano i presupposti, anche al patrocinio a spese dello stato. A quest’ultimo proposito potrà rivolgersi anche alla segreteria del Consiglio dell’ordine degli avvocati che saprà fornirle tutte le informazioni e moduli necessari. Lieta di ricevere le Vs osservazioni e/o richieste su casi e/o questioni che Vi sono capitate e sulle quali, magari, necessitate di ottenere delucidazioni, autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. Messaggio pubblicitario Messaggio pubblicitario

L’ARCHITETTO

Condomini, la riforma è legge! Dott. Mario Bortolato* L’ortopedico MAL DI SCHIENA – LA CHIRURGIA LOMBARE MINIINVASIVA

Dott. Massimo Cavazzana Architetto Tel. 049-9585333

Una storica, attesa dain70 anni! laE’ lombosciatalgia, infatti dagli anni ovvero e se l’assemblea di condominio lo chiederà, l’amministratore poter prendere decisioni, ma anche per potersi aprire. Si è poi interspinosi, che sono con spaziatori Sonoriforma procedure innovative graQuaranta che, a parte alcuni aggiustamentiuna minimi, la norma non dolorosa dovrà stipulare polizza introdotto il divieto di delega all’amministratore e un limite a quante grado di assicurativa. “allargare”L’ assemblea il canale avrà potere sintomatologia che inuna do di risolvere molte problemativeniva modificata, con il risultato di lasciare decisione ai giudici. revocare ilvertebrale mandato dell’amministratore, se commette gravi persone un delegato può rappresentare : al massimo un quinto con tecnica percutanea dalla regione lombare sidi irradia che dolorose spesso invalidanti a la Le nuove regole della “riforma del condomio” interesseranno ben irregolarità fiscali, quali non aprire e utilizzare il conto corrente se ci sono più di venti condòmini. La possibilità di “modificare” la carico della colonna vertebrale, ad uno (talvolta entrambi) gli oppure in mini-open (piccola in30 milioni di Italiani e regoleranno le argomentazioni con il condominiale obbligatorio, non presentare e conservazione un destinazione d’uso delle parti comuni apre la strada ad esempio cisione).economico Ne esistono modelli Più doveri, arti oinferiori. Può accompagnarin particolare nel che distretto condomino rumoroso, ospita lomcani e gatti più seriamente trasparente rendiconto dellavari sua gestione. alla costruzione di box nel giardino, l’installazione di impianti diverse Nei “morosi”: formicolio alla gamba/piede bare. per il riscaldamento centralizzato. Così insidata 20 novembre ma anchee piùcon poteri, speciecaratteristiche. in caso di condòmini di cogenerazione comuni o sembra permettere di vendere parti piùprocedere gravi è con necessario pro-anche senza difficoltàil testo nel fldella ettere/estendere il casi chirurgia Giustizia mini-invasiva e perlaLa commissione del Senato ha approvato l’amministratore potrà l’ingiunzione non più ritenute utili (con la maggioranza dei quattro quinti). E’ riforma delconsente condominio, ed in sintesi stati interessato. modificati gli Effettuata autorizzazione dell’assemblea e potrà comunicare i dati di chi sancito il diritto di “distacco” dal riscaldamento centralizzato, con una decompressiopiede la cedere cutanea di trattare mol- sono articoli 1117 al 1138 Codice civile. Molteclinica, le novità non paga creditori, che agirannodel direttamente ma solo in caso di oggettivi problemi tecnici dell’impianto – stabilizzazione distretto sul moroso. diagnosi confermata dal- ai ne tissimedalpatologie della del colonna introdotte, cui:tecniche la figura dell’amministratore, il decreto durasse più di ad sei uno mesi,o più l’amministratore comune che non siano stati risolti dal condominio nell’arco di lombare interessato MagneticaQualora Nuclea-la mora vertebraletracon “soft”, a la Risonanza ingiuntivo per i condomini morosi, i quorum delle assemblee di dovrà sospendere il condomino debitore dalla fruizione dei un’intera stagione di riscaldamento. Il distacco non è comunque bassissima invasività, spesso con re, si esegue l’intervento di Mi- livelli. Un’altra patologia che afcondominio, i cambiamenti sulle parti comuni, la possibilità di servizi comuni. Il QUORUM delle assemblee di condominio, consentito se può causare problemi o maggiori spese agli altri fligge un grande numero di persopercutanea (cioè alla tecniche percutanee, quindi senza crodiscectomia “staccarsi” dal riscaldamento centralizzato, la detenzione degli è abbassato maggioranza degli intervenuti in assemblea, condomini. Per gli animali domestici è stato stabilito che i singoli ne è l’osteoporosi, cheper decisioni laanni pelle, dover incidere i tessuti, in anesteanimali, le sanzioni. L’amministratore resteràattraverso in carica due e senza che taglio rappresentano almeno la metàcondizione dei millesimi, regolamenti condominiali non possano più vietare il possesso o può provocare un vero e proprio di impianti chirurgico) in radiofrequenza sia locale ed una degenza dovrà dimostrare i propri requisitidi“diunformazione e onorabilità” come l’installazione di telecamere di sorveglianza, la presenza di cani e gatti. Sanzioni più severe infine per la tra cui giorno il diploma di day scuola superiore, la frequenza ad unincorso energia .rinnovabile superfici comuni l’istituzione di un sito “crollosuvertebrale”. Sio caratteo con laser anestesiaa locale solo (one surgery). violazione del regolamento condominiale, da 0,052 euro (100 diLeformazione ed il periodico e nessuna del condominio sia disponibile documentazione lire) a 200percutanea euro, che in caso di recidivainpossono 800. rizza persuil cui dolore violento la e perPer quanto riguarda lainternet stenosi patologieiniziale che possono bene-aggiornamento sistono nell’iniezione eseguono regimearrivare di dayahospicondanna delittiprocedure contro la Pubblica Amministrazione ed gestione.sistente, Il quorumquasi per lasempre validità lombare dell’assemblea in prima La nuova ENTRERÀ VIGORE FRAbreve SEI MESI o all’interno canale vertebrale ildella sintomo ficiare diper queste sono del del corponormativa vertebrale tal oIN con ricovero (1-2 dopo gioril patrimonio. Al momento di accettare la nomina o il rinnovo, convocazione sarà sufficiente con la maggioranza dei membri la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma di certo conviene spi- dorso lombare. I crolli possono di una piccola molte. I casi più frequenti ri- principale è la “claudicatio dose di cemento ni), spesso in anestesia locale. Le oltre ai suoi dati anagrafici e professionali, dovrà specificare (ma resta il quorum dei due terzi dei millesimi per quanto riguarda già prenderne visione ed informarsi dai Vostri amministratori, nalis”, cioè la necessità, durante interessare uno o più corpi verguardano le discopatie degenebiologico ottenendo una guariprobabilità di successo sono masl’importo esatto del suo compenso. Diventa obbligatoria anche il valore rappresentato); in seconda convocazione ci vorrà un perché andrà ad influenzare anche argomentazioni e delibere dopo pochi terzo metri, tebrali.e un Questa patologia è note-nongione rative, del disco dellain corso. frattura sime ed inoltre le tecniche percuuna targal’ernia in posizione visibilelombare, che indichi il chicammino, è l’amministratore deidi partecipanti terzo del valore in millesimi solo perimmediata attualmente

la stenosi del canale vertebrale

fermarsi per il forte aumento dei

volmente frequente ed invalidante

con scomparsa del dolore e ripre-

tanee permettono di evitare ferite

la microinstabilità, ma anche la frattura-crollo di uno o più corpi vertebrali causati da osteoporosi. L’ernia del disco si manifesta con

entrambi gli arti inferiori e della zona lombare. Le nuove procedure a nostra disposizione prevedono il posizionamento di uno o più

sesso femminile dopo la menopausa. Si esegue la procedura di “cifoplastica con palloncino” oppure “vertebroplastica”, che con-

I vantaggi di questo tipo di interventi sono evidenti vista la possibilità di una rapidissima ripresa post-operatoria. Le operazioni si

ratorio è praticamente indolore e la ripresa della deambulazione avviene già il giorno dopo l’intervento.

Sarò lieto diad rispondere domande inerenti gli articoli pubblicati argomenti inerenti l’architettura l’ urbanistica sintomi dolorosi a carico di uno ood altri soprattutto nella popolazione di esa lombare uno o aalle piùvostre livelli, funzionale.all’indirizzo mail: cavazzana@tin.it chirurgiche. Il decorso post-ope-

*DOTT. MARIO BORTOLATO. PRIMARIO ORTOPEDICO. RESPONSABILE CHIRURGIA LOMBARE MINI-INVASIVA CASA DI CURA VILLA ERBOSA BOLOGNA E CASA DI CURA S. M. MADDALENA OCCHIOBELLO (ROVIGO). CONSULENTE POLIAMBULATORIO VESPUCCI SOTTOMARINA DI CHIOGGIA - www.mariobortolato.com


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Carie dentale e malattie infiammatorie delle gengive. Queste sono le patologie che principalmente si riscontrano in odontoiatria. L’accumulo di batteri sui denti è il momento primo di queste patologie multifattoriali. Rimuovere regolarmente e con efficacia questi depositi batterici è la base di una corretta prevenzione. Anche la terapia per contrastare le malattie infiammatorie delle mucose orali si basa su questo concetto: rimuovere i depositi di placca e tartaro (placca batterica calcificata) dai denti e dalle superfici radicolari ed insegnare al paziente ad impedire un nuovo accumulo con corrette manovre di igiene orale. Anche antibiotici e antisettici possono essere utilizzati, ma il loro peso nella terapia di queste patologie è marginale. Il ruolo fondamentale è la corretta igiene orale.

Terapia fotodinamica antimicrobica. La terapia fotodinamica antimicrobica consente di eliminare microorganismi batterici singoli e organizzati in biofilms. Questo processo di disinfezione consente di integrare le comuni procedure in endodonzia, parodontologia e cariologia. Il contributo dato dalla terapia fotodinamica antimicrobica si somma alla disinfezione comunemente eseguita in endodonzia, dove una contaminazione residua del sistema dei canali radicolari è alla base di complicanze come il granuloma apicale. In parodontologia i comuni sistemi di levigatura delle radici dentali utilizzati nel trattamento delle parodontopatie hanno il significato di rimuovere i depositi batterici accumulati sulle radici dentali; la terapia fotodinamica antimicrobica aiuta la diminuzione della presenza batterica ponendo le basi per una remissione della patologia infiammatoria. La rimozione del tessuto dentinale intaccato dalla carie è basilare prima di procedere con terapie conservative alla ricostruzione dell’elemento dentale. Anche in questo caso il contributo della terapia fotodinamica antimicrobica dà il suo contributo rimuovendo una quota di batteri.

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