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LA PIAZZA

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Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 25

È DISTRIBUITA DA

San Michele Piscopo cambia idea. A rischio 200 mila euro

pag.

Guida alla mostra

Sicurezza Vigili armati. Per l’opposizione spesa inutile

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pag.

Il Divisionismo a Palazzo Roverella

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alle pagg.

16-17 EDITORIALE

Conti pubblici ora è battaglia

LO NAZ/19/2010/CT 01 04 2010

di Nicola Stievano

ECONOMIA. L’ANALISI DI LORENZO BELLONI

Innovarsi per non rischiare il fallimento: questo lo slogan del presidente della Camera di Commercio di Rovigo, Lorenzo Belloni, in rapporto ad una crisi finanziaria senza precedenti. Nel Polesine è sempre più difficile fare impresa, il 2011 è stato salutato come un anno nero per le aziende polesane pag. 9

BASEBALL. E’ NATA LA BSC ROVIGO

A

Ribaltone del Carroccio in Giunta

La Lega Nord rimane senza assessori. Giordani e Berti fuori dai giochi

N

E’ nata un’altra squadra di baseball che parteciperà al campionato di serie C. Si chiamerà Bsc Rovigo, ma sarà una cosa indipendente, completamente autonoma dalla prima squadra. Nata da poco, conta già la bellezza di 27 iscritti pag. 11

ella Giunta comunale non ci sarà nessun leghista. Questa la scelta del sindaco Piva che ha deciso di occupare lo spazio lasciato vuoto da Franco Berti e Monica Giordano con Germano Rizzi, con l’incarico anche di vicesindaco, e Ezio Conchi. “Ora – ha spiegato il primo cittadino – abbiamo acquisito un po’ più di stabilità”. Questo, dunque, l’inatteso epilogo del lungo braccio di ferro che per settimane ha tenuto impegnati gli esponenti della Lega Nord contro i fuori usciti di Lega per Rovigo

e con il fiato sospeso il Pdl. L’ultimo atto erano state le dimissioni di Franco Berti e Monica Giordano, richieste da Contiero, che di fatto avevano minato la tenuta della maggioranza. Una scelta che qualcuno aveva già interpretato come una sorta di “harakiri” politico. E così è stato. Tanto è vero che ad una prima intenzione del Sindaco di riequilibrare le parti reinserendo in giunta un assessore della Lega Nord, che nella fattispecie sarebbe dovuta essere Monica Giordani, e uno della corrente Lega

per Rovigo, che i tre avevano indicato nella figura di Germano Rizzi, è seguita la doccia fredda per il segretario della Lega polesana. Contiero, infatti, dopo essersi detto disponibile per una soluzione “metà e metà”, avanzando comunque la pretesa che nel ruolo di assessore ci sarebbe dovuto essere uno dei tre dissidenti, si è visto completamente estromesso dalla giunta dopo che il Sindaco, con una certa rilassatezza, ha annunciato i due nuovi assessori. pagg. 4-5

gli inizi di marzo la maggioranza dei Comuni non aveva ancora approvato il bilancio 2012. Idem le Province, oltretutto alle prese con prospettive di “sopravvivenza” non ancora definite. Insomma la situazione è incerta e quantomai controversa. Quasi tutti i sindaci, alle prese con la necessità di far quadrare i conti tenendo presente il patto di stabilità, l’Imu, i minori trasferimenti dello Stato, i servizi pubblici da garantire, il personale da pagare, i cantieri da mandare avanti, i nuovi progetti, hanno scelto di prendere tempo e sperare in un “ravvedimento” del Governo. L’Anci Veneto ha lanciato una proposta - provocazione: lasciateci tutta l’Imu (e non solamente la metà, come previsto dall’esecutivo nazionale) e tenetevi i trasferimenti. Difficile che l’idea venga raccolta, anche perché la nuova tassa che va a sostituire l’Ici è stata concepita proprio con l’obiettivo di ridare ossigeno alle casse centrali, soprattutto. Comunque se ne discute, perché in gioco, ora più che mai, c’è proprio l’autonomia degli enti locali. continua a pag. 3

L’Intervento

Le sorprese delle “liberalizzazioni” di Erminio Alajmo*

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on il Decreto “Salva Italia” esiste ancora la programmazione dei pubblici esercizi? E quali orari? Ce lo siamo chiesti come Appe, associazione che rappresenta i pubblici esercizi, in occasione di Tecno& Food a Padova Fiere. Per quanto riguarda l’orario non ci sono dubbi che l’apertura potrà effettuarsi 24 ore su 24. *Presidente Appe Padova

continua aa pag. pag. 78 continua

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EDITORIALE

segue da pag.

Conti pubblici ora è battaglia Agevolazioni per gli automezzi

UN CONTRIBUTO PER PASSARE AL GPL O AL METANO

Il comune di Rovigo ha aderito alla convenzione “Iniziativa carburanti a basso impatto” (Icbi) che prevede l’erogazione di contributi finalizzati ad incentivare la trasformazione a GPL o metano di: automezzi privati e veicoli commerciali inferiori a 3,5 tonnellate, Euro 2 o Euro 3, alimentati a benzina. Il contributo per l’installazione ammonta a 500 euro, nel caso di un impianto a Gpl, mentre per l’installazione di un impianto a metano sale a 650,00 euro. I finazimenti sono partiti il 16 gennaio e la disponibilità rimmarrà valida fino ad esaurimento fondi e comunque fino a metà maggio.

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Dopo vent’anni in cui si sente parlare di federalismo, applicato in maniera più o meno maldestra, il cammino verso una reale autonomia (e non solo dichiarata sulla carta, scritta in qualche documento che nessuno legge e nessuno mette in pratica, relegata ad ordinanze che hanno più il sapore della trovata pubblicitaria) non sembra ancora cosa semplice ma piuttosto pieno di ostacoli. I sindaci, di fronte alle drastiche decisioni di Monti e i suoi ministri, affermano di avere le mani legate, di essere degradati al ruolo antipatico di “esattori”. Molti amministratori locali svolgono con passione e competenza il proprio lavoro, si spendono senza sosta per fare in modo che lo scuolabus passi tutte le mattine, che i lampioni si accendano ogni sera, che gli anziani abbiano un posto accogliente per ritrovarsi. Altri però, in questi anni, si sono limitati ad amministrare senza avere il coraggio di imporre una nuova visione, non hanno fatto altro che preservare l’esistente pur sapendo che prima o dopo non sarebbe stato più possibile mantenere certe situazioni. Nei prossimi mesi tra nuove tasse e maggiori costi le famiglie dovranno affrontare notevoli sacrifici. Anche l’amministrazione pubblica dovrà fare altrettanto, cercando di ridurre gli sprechi (e ce ne sono), di tagliare i doppioni (che non mancano), di guardare oltre il proprio particolare. Alcuni piccoli Comuni si stanno già guardando attorno, perché entro giugno dovranno condividere con altre amministrazioni almeno un servizio, come prevede la legge. E si stanno accorgendo che si può fare anche qualcosa di più per tagliare alcune spese senza per questo privare i cittadini di servizi essenziali. Anche le Province saranno costrette, controvoglia, a cambiare pelle, ad alleggerirsi di infrastrutture che, per quanto relativo, hanno un peso sui bilanci. Le prese di posizione degli amministratori provinciali, invece, pur dimostrando la volontà di essere propositivi per razionalizzare i costi, all’opinione pubblica rischiano di apparire come l’estrema, disperata difesa del proprio “particulare”. Sentir palare di passaggio di comuni per “salvare” le province più piccole non è un bel segnale. La gente si aspetta altro dalla politica. di Nicola Stievano Stanghella (PD) Via Pisana, 2 Tel. 0429 709053 www.lacappadoro.it - info@lacappadoro.it La cappa d’oro Lun - Mar: 20.30 - 0.00 • Mer - Dom: 12.30-14.30 e 20.30-0.00

Turismo

ALLA BIT UNA VETRINA SUL POLESINE La rassegna era di quelle prestigiose, la Bit, borsa internazionale del turismo di Milano che nello stand della Regione Veneto ha creato un momento di celebrità anche per il Polsine. Così l’assessore Laura Negri, assieme agli altri ospiti polesani, ha presentato le guide del Touring Club, la gastronomia e “Il Polesine che accoglie”, spazio anche al 15° festival musicale nazionale dal vivo “Voci per la libertà - una canzone per Amnesty”, a Rosolina Mare dal 19 luglio al 22 luglio e alla tredicesima edizione di “Tra Ville e Giardini”, itinerario di danza e musica nelle ville e corti del Polesine. Concerti

90 ANNI PER L’ASSOCIAZIONE VENEZZE

Marina De Liso, Paola Gardina, Sonia Visentin, un’orchestra di oltre 50 musicisti diretti da Stefano Romani e i sei cori cittadini sul palco del teatro sociale, lo scorso 5 marzo, hanno dato luogo ad una festa, quella dei novant’anni dell’associazione musicale Venezze di Rovigo. Il sodalizio è nato nel 1922 come scuola corale ma nel corso dei decenni ha conosciuto un’ evoluzione diventando conservatorio nel 1970ma mantenendo la veste di associazione per quel che riguardava l’attività concertistica.

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POLITICA

LAVORO

pag.

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Mainardi confermato alla guida del Pdl

SANITÀ

Provincia

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LEGALITÀ

Due progetti a sostegno degli under 35 pag.

LIBERALIZZAZIONI

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Niente Imu per le paritarie senza fini di lucro

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Presto la specialità di chirurgia pediatrica pag. 10

Regione

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CULTURA

Mafia in Veneto, attraverso le imprese in crisi pagg. 22-23

TECNOLOGIA

Un piano per superamento del “digital divide”

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Sei appuntamenti nel segno della grande musica pag. 20

INTERVISTE

pag.

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Jacques Villeglé, maestro del Nouveaux Realisme pag. 29

Tariffa rifiuti

TIA INVARIATA PER IL 2012

Per il 2012 resta invariata la tariffa sui rifiuti. Lo hanno annunciato gli assessori al Bilancio Luigi Paulon e alle Partecipate Matteo Zangirolami, insieme a Giuseppe Romanello direttore di Asm Ambiente. Un obiettivo importante con un risultato positivo, dovuto alla raccolta differenziata e al recupero crediti. Nonostante i costi di gestione siano aumentati, come ha spiegato Romanello, grazie ad una ottimizzazione delle risorse, è stato possibile mantenere inalterata la tariffa. Anzi, guardando i dati, dal 2004 ad oggi, ogni famiglia risparmia una media del 14%. La famiglia tipo di 4 persone con una abitazione di 80 metri quadri, spende 37,39 euro in meno. La differenziata nel nostro Comune è arrivata al 62%, nel 2010 era del 60,7% e nel 2005 del 49,1 %. Volontariato

UN CORSO PER OPERATORI SULLA POVERTÀ

Proseguirà fino al 14 maggio il corso promosso dal Centro di servizio per il volontariato di Rovigo e la Caritas diocesana di Adria-Rovigo per l’aggiornamento ai volontari che si occupano delle persone che si trovano in difficoltà a causa della crisi economica. “Di fronte alle nuove forme di povertà – spiegano le associazioni - il volontariato è chiamato a passare da un ruolo di pura assistenza a un compito di sostegno e orientamento per individuare vie di uscita da situazioni di difficoltà. Gli incontri, nei quali verranno affrontati di volta in volta approfondimenti sul mercato del lavoro, sulle modalità di ascolto e orientamento, sulle dipendenze da droga e alcol hanno luogo alle 17.30 nella Casa Sant’Andrea in via Sichirollo, 60 a Rovigo. Nelll’incontro di apertura dello scorso 12 marzo è stato presentato anche l’undicesimo rapporto “Povertà ed esclusione sociale in Italia”, curato dalla Caritas e dalla Fondazione Zancan e intitolato “Poveri di diritti”. “Il fenomeno della povertà è cambiato - spiega Luca Dall’Ara, direttore del Csv - Oggi colpisce sempre più la classe media ed è sempre più facile ritrovarsi in difficoltà economiche”.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della PROMOMEDIACOMMUNICATIONS Srl Edito da GIVE EMETIONS Srl

DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE E

CONCESSIONARIA

DI

Questa edizione raggiunge le zone di Rovigo per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Venezia Padova Rovigo Treviso

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 promomedia@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana È distribuito in esclusiva da

REDAZIONE:

Direttore responsabile

MAURO GAMBIN direttore@lapiazzaweb.it ORNELLA JOVANE o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 28 febbraio CENTRO STAMPA: ROTOPRESS INTERNATIONAL LORETO, VIA BRECCIA (AN)

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4 Argomento del mese PALAZZO NODARI Nella Giunta comunale non ci sarà nessun leghista. Questa la scelta del sindaco Piva che ha occupato lo spazio lasciato vuoto da Franco Berti e Monica Giordano con Germano Rizzi ed Ezio Conchi. “Ora – ha spiegato il primo cittadino – abbiamo acquisito un po’ più di stabilità”

Doccia molto fredda pe

di Fortunato Marinata

L’errore: abbandonare il Consiglio mentre era in votazione la delega per il Pat

Il riallineamento dei tre ex leghisti ha cambiato il rapporto tra le forze in campo

A

ntonello Contiero non avrebbe voluto nemmeno vederli seduti in Consiglio i tre “rinnegati” dal Carroccio ma alla fine hanno guadagnato un posto in Giunta e lui è stato completamente estromesso dal Sindaco Bruno Piva. Questi sono stati gli esiti delle tensioni nate in seno alla maggioranza di Palazzo Nodari, in seguito alle dimissioni che il segretario polesano della Lega Nord, il 20 febbraio scorso, aveva imposto ad entrambi i suoi assessori, Franco Berti e Monica Giordani. Ma per capire meglio che cosa sia successo tra i banchi della maggioranza nelle ultime settimane è necessario tornare indietro di qualche mese, cioè a quando parte degli eletti nelle fila della Lega hanno deciso di dissociarsi dalla linea politica del loro segretario provinciale, Contiero per l’appunto. I tre: Simone Bedendo, Michele Martinello e Alessandro Zanforlini D’Isanto a lungo hanno meditato se abbandonare anche la maggioranza per accomodarsi tra gli scranni dell’opposizione. Il presidente Paolo Avezzù, aveva intimato loro una rapida scelta, accordando 24 ore di tempo. L’occasione per decidere da quale parte schierarsi però si è presentata in occasione di un consiglio comunale

concitato e abbandonato fin dalle prime battute da Antonello Contiero, andatosene indignato insieme al consigliere Renzo Bellinello per non aver ottenuto risposte in merito alla decisione dei tre fuoriusciti malgrado all’ordine del giorno vi fosse un’importante votazione con la quale accordare al sindaco Piva il compito di rappresentare il comune di Rovigo in conferenza dei servizi a Venezia per il Pat. Proprio in occasione di quella votazione il riallineamento dei tre ex leghisti alla maggioranza ha di fatto cambiato il rapporto tra le forze in campo. “I tre lega per Rovigo – aveva dichiarato a quel tempo il primo cittadino - hanno garantito il raggiungimento della maggioranza in un momento delicatissimo, quando gli altri due della Lega Nord sono usciti. Così la delega per il Pat è stata votata”. Da qui anche la decisione di un rimpasto di giunta, da tempo annunciato per sedare le tensioni all’interno dell’esecutivo cittadino. A questo punto deve essere parso ovvio a Contiero che chi avrebbe fatto le spese del rimpasto sarebbe stata proprio la sua corrente. Ma ancora una volta la reazione del segretario è stata una prova di forza concretizzatasi con la decisione di far dimettere entrambi

i sui assessori: Franco Berti e Monica Giordani. Una scelta che qualcuno aveva già interpretato come una sorta di “harakiri” politico. E così è stato. Tanto è vero che ad una prima intenzione del Sindaco di riequilibrare le parti reinserendo in giunta un assessore della Lega Nord, che nella fattispecie sarebbe dovuta essere Monica Giordani, e uno della corrente Lega per Rovigo, che i tre avevano indicato nella figura di Germano Rizzi, è seguita la doccia fredda per il segretario della Lega polesana. Contiero, infatti, dopo essersi detto disponibile per una soluzione “metà e metà”, avanzando comunque la pretesa che nel ruolo di assessore in quaota a Lega per Rovigo venisse indicato uno dei tre dissidenti, si è visto completamente estromesso dalla giunta dopo che il Sindaco, con una certa rilassatezza, ha annunciato che i due nuovi assessori sarebbero stati Germano Rizzi, con l’incarico anche di vicesindaco, e a Ezio Conchi, attualmente consigliere comunale ed ex An vicinissimo al deputato Luca Bellotti che, dopo il passaggio all’Udc di Renzo Marangon, resta il principale esponente della minoranza interna al Pdl, in competizione con la linea di Mainardi e Coppola.

IL CASO LEGA

Una presenza che comporta divisioni

B

adia Polesine, Lendinara, Porto Tolle, Rovigo. Esiste un caso Antonello Contiero? Gli esempi citati sono quelli delle amministrazioni andate in fibrillazione per lotte intestine a coalizioni nelle quali c’era la Lega. A Porto Tolle è bastato il semplice sentore di un’imminente passaggio Ivano Gibin dell’assessore ai lavori pubblici, Ivano Gibin, dalle fila del Carroccio a quelle dell’Udc per scatenare A Porto Tolle un pandemonio. Infatti, alla richiesta di Contiero, il duello con Gibin rivolta al sindaco Silvano Finotti, di estromettere è costato Gibin dal Consiglio, la situazione è precipitata con l’autosospensione la sospensione in massa dalle fila del Carroccio dal Carroccio di dell’assessore stesso, di Paola Sacchetto e dei 148 148 iscritti iscritti al partito. Su questo fronte, è vero, il segretario provinciale ha avuto la sua rivincita, ottenendo comunque l’estromissione del Consiglio del Parco di Paola Sacchetto, rimpiazzata da Gennari con il vicesindaco di Adria, Giorgio D’Angelo, ma a Rovigo, fatta salva la gestione delle partecipate Interporto, Asm Set e As2, si tratta di una vera e propria disfatta. Me.Ru.

SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL P

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Argomento del mese 5 Il peso delle rivalità

per la Lega di Contiero Tra le tensioni Anche una Spy story

Un patto Pd e Lega in chiave anti sindaco Piva di Melania Ruggini

A

d ingarbugliare la situazione politica, ci sono state persino le illazioni di un accordo tra Lega e Pd per far cadere la giunta Piva in concomitanza con le dimissioni dei due assessori leghisti. Se gli interessati l’hanNadia Romeo no negato chiaramente, alcune voci politiche avrebbero parlato di una delegazione del Pd capeggiata dal segretario Diego Crivellari e dal presidente Gabriele Frigato, la quale si sarebbe recata nella sede della Lega in piazza Vittorio Emanuele dopo le dimissioni dei due assessori, in una stanza riservata, per incontrare Contiero e altri vertici del partito. Tuttavia sia il segretario Crivellari che la capogruppo del Pd Romeo sono intervenuti categoricamente per smentire le ombre di possibili accordi ed inciuci, così come per l’ipotetica richiesta di firme. La capogruppo nel consiglio, Nadia Romeo, nega qualsiasi accusa. “Non sono una persona che trama complotti. Il nostro compito è quello di fare opposizione responsabile e mi pare che l’abbiamo dimostrato spesso”. Ed ancora: “Con Vanni Destro (M5s) non ho mai parlato, semmai mi sono confrontata, com’è giusto che sia, con il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle”. Mentre Crivellari ha commentato “Se l’imputazione è aver lavorato per far cadere Piva, sì, allora sono colpevole, ma l’accusa di accordi sotto banco su di me è fuori bersaglio. Una spy story in odore di sciacallaggio ai danni del Pd. Ogni operazione che dovessimo intraprendere, così come quelle che già facciamo, avvengono alla luce del sole, senza fantomatici accordi segreti tra segretari. Lega e Pd viaggiano su binari diversi, le alleanze possono essere fatte solo su cose differenti da un Comune e tantomeno sono ipotizzabili per un capoluogo. Tutta questa storia è una bufala”. “Macché accordo con il Pd- ha infine dichiarato Contiero “sono voci messe in giro da chi cerca di screditare la Lega, sarà stato qualcuno del Pdl”.

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Fratture insanabili

In alto a sinistra: Isi Coppola e Simone Bedendo. Sotto: Antonello Contiero e Renzo Marangon

Quando la politica compromette l’amministrazione I

l divorzio tra Carroccio e Pdl si è abbattuto come un fulmine a ciel sereno sulla politica rodigina. Apparentemente infatti nessuno si aspettava il ribaltone così eclatante ma le dimissioni dei due assessori Franco Berti e Monica Giordani hanno di fatto minato gli equilibri della stessa maggioranza. Dopo la dichiarazione delle dimissioni si è innescata una reazione a catena, tanto da far pensare ad una tangibile crisi e addirittura alle elezioni anticipate. Va detto tuttavia che la crisi, o le crisi visto che ce ne sono state più d’una, nelle sale di Palazzo Nodari non sono nate da questioni amministrative, con opinioni divergenti sul come realizzare o non realizzare una determinata opera per i cittadini. Gli ostacoli, invece, sono stati di natura politica, ossia pertinenti ai partiti e alle aspirazioni dei loro componenti. Tuttavia, ci si chiede se in questo frangente Contiero abbia fatto bene i conti. Se in molti nelle fila del Pdl non sono riusciti a spiegarsi il motivo delle dimissioni dei Alla base di questi due assessori, altri hanno giudicato le giochi politici sue mosse quasi dei passi falsi, che gli c’è chi vi scorge avrebbero provocato il vuoto intorno an- una certa ansia ziché un rafforzamento della posizione da “poltronificio” leghista nella maggioranza. Dietro a questi giochi politici non manca chi vi scorge una certa ansia da “poltronificio” che tutto muove e smuove. Intanto, mentre le segreterie di partito rimandavano ai rispettivi epigoni, il Pdl ha creduto fin dapprincipio nella forza del suo sindaco, spostando la partita dalla tattica delle segreterie alla conduzione “a uomo” trainata appunto dal primo cittadino. Dopo la frase “adesso decido io” Bruno Piva ha deciso di giocarsela frontalmente. Frattanto anche il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi aveva più volte auspicato che l’alleanza con la Lega fosse mantenuta, per evitare che una eventuale rottura potesse ricadere sull’operato regionale. “L’abbiamo accontentato in tutto - aveva commentato Mainardi - ci siamo comportati con lui con una cortesia oxfordiana”. In questo si riferiva all’incarico di Contiero come presidente dell’Interporto e quello di presidente di Asm Set per Massimo Bergamin. Difficile credere, tuttavia, che avrebbe rinunciato ad entrambi gli assessorati senza colpo ferire. Proprio in occasione del congresso Pdl, Contiero aveva assicurato che l’accordo del 4 aprile non si sarebbe toccato. D’altronde questi scossoni non sono nuovi; le turbolenze sono iniziate già in campagna elettorale, con le divisioni nel Pdl, quando Paulon, Avezzù, Bellinazzi e Settini erano confluiti in Forza Rovigo dell’area marangoniana, poi tornato al Pdl. Sempre prima delle elezioni, anche la scelta del candidato sindaco non era passata inosservata. Poi in autunno arrivarono i dissidi nella Lega, con la divisione tra Contiero e i dissidenti Simone Bedendo, Alessandro Zanforlini D’Isanto e Michele Martinello. Me.Ru.


6 Rovigo - In municipio Servizi Da Centro di accoglienza a casa per lo studente

Sul San Michele Piscopo cambia idea

L’Amministrazione rischia di perdere i 200 mila euro già stanziati per il progetto Migrantes. L’assessore: “Il centro di accoglienza era nelle priorità Ciclabile Sarzano-Rovigo della giunta Merchiori” VERRÀ RECUPERATO ANCHE IL SOTTOPASSO

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di Roberta Giacomella

I

l restauro al San Michele continua e nuto dal Ministero per il recupero del San continuano anche le scoperte. Dagli scavi Michele. I soldi erano stati stanziati per il emergono tracce del passato e dall’Am- progetto Migrantes, cambiando destinazioministrazione, invece, nuove destinazioni ne all’intervento di conseguenza decade per il futuro dello stabile. Sulla questione pure il finanziamento ottenuto anche con la mediazione del Prefetci sono le dichiarazioni to presso il Ministero. dell’assessore Aniello Anche il prefetto “Il centro di accoglienPiscopo convinto che ha chiesto za – ha precisato Piil San Michele non chiarimenti in debba essere destinato merito, convocando scopo lasciando presagire che la perdita del agli extracomunitari Piva e Saccardin finanziamento verrebma diventare invece la casa dello studente, “Con camere da letto be considerata come un male minore – non – ha spiegato - sale studio, biblioteca, sale è tra le priorità di questa amministrazione, internet e tutto quello che serve per gli stu- lo è stato semmai per l’amministrazione di denti universitari di Rovigo”. Una variazione precedente”. La struttura di accoglienza, in corso d’opera che però non ha convinto va detto, non avrebbe ospitato solo gli imil prefetto Romilda Tafuri tanto che nelle migrati ma anche le donne rodigine vittime scorse settimane ha chiamato a rapporto degli abusi dei loro compagni, fidanzati o l’assessore al sociale Antonio Saccardin e il mariti. Sull’argomento è intervenuto anche sindaco Piva affinchè rendessero conto del il consigliere comunale del Pd Vanni Borfinanziamento di quasi 200mila euro otte- setto esprimendo tutto il suo disappunto.

La chiesetta di San Michele qualche anno fa, prima che iniziasse il restauro “Secondo la giunta Piva – ha spiegato - 200mila euro di fatto già assegnati al progetto Migrantes, ottenuti con l’impegno della Prefettura, del mondo del volontariato e quello sindacale non sono fondamentali e possono essere rispediti pure al mittente. Assurdo”. Il consigliere Pd si rivolge anche ad Antonio Saccardin che, dopo le parole di Piscopo, si è calato nel silenzio preferendo non rilasciare dichiarazioni: “È un problema che lo investe e di cui dovrà rispondere”.

a pista ciclabile che collegherà Rovigo alla frazione di Sarzano verrà realizzata lungo lo scolo Rezinella su un tracciato parallelo a via Capitello. La sua realizzazione dipende dai tempi della giustizia amministrativa poiché il progetto per il collegamento tra il capoluogo e la frazione è legato al ricorso per l’esproprio di alcuni terreni su cui realizzare la pista in questione. Attualmente la pista ciclabile è funzionante solamente dal lato sud, quello dell’ospedale, mentre nel lato nord si interrompe Aniello Piscopo in corrispondenza della rotatoria per l’ingresso al nosocomio civile dal guardrail. L’assessore ai lavori pubblici Aniello Piscopo promette che, in due stralci, sarà completata l’opera e che sarà aperto anche il sottopasso nord della rotatoria della tangenziale, attualmente ancora chiuso. Stando alle parole dell’assessore il tratto ciclabile partirà dalla frazione, ovvero da via Arzerini e, lungo un tracciato parallelo a via Capitello, si collegherà al sottopasso ciclopedonale di via Maffei, realizzato insieme alla rotatoria di viale Tre martiri e mai aperto al transito delle biciclette e dei pedoni. Quindi, oltre a fare la pista ciclabile, bisognerà riqualificare il sottopasso e metterlo in funzione. In questo modo i ciclisti e i pedoni hanno un collegamento sicuro alla città, dato che attraverserebbero la campagna senza doversi immettere nel traffico di viale Tre martiri come accade adesso. I lavori avranno un costo complessivo di circa 12 mila euro e dovrebbero essere realizzati in tempi veloci, intanto si attende la sentenza del Tar Veneto per dare il via agli espropri. Ro.Gi.

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iazzale Di Vittorio è scampato al piano delle alienazioni 2012. La giunta comunale nel redigere l’atto da allegare al bilancio previsionale, ha tolto l’ex stazione delle corriere su cui attualmente insiste il parcheggio, ma l’amministrazione prevede di riqualificare l’area e recuperare lo stabile della ex biglietteria degli autobus. E fin qui nessuna sorpresa, c’era da aspettarselo considerati i trascorsi sul punto. Infatti a fine mandato dell’amministrazione Merchiori l’attuale maggioranza, all’epoca all’opposizione, fece battaglia sulla questione in consiglio comunale e, complice anche qualche dissidio all’interno del centrosinistra, riuscì a spuntarla bloccando l’alienazione proprio grazie all’emendamento proposto dall’allora consigliere di minoranza Matteo Zangirolami, oggi assessore, che riuscì a far bocciare il piano di alienazioni presentato dall’ex assessore al Bilancio Angelo Milan. A ragion veduta sarebbe quindi un azzardo per la giunta Piva reinserire il piazzale nel pacchetto alienazioni. Tuttavia l’area versa in uno stato di abbandono e di degrado tali per cui una sua riqualificazione risulta necessaria, anche se a tutt’oggi non sussistono dichiarazioni precise in merito all’eventuale recupero della struttura dell’ex biglietteria Sita, tranne una fugace rivelazione dell’assessore Luigi Paulon che svela l’idea di ridare dignità all’intera zona riferendosi a “un progetto molto più complesso per l’area, che interessa i referati Urbanistica e patrimonio”. Il Piano delle alienazioni 2012 deciso dalla giunta di Rovigo riproporrà quindi

L’area è in uno stato di abbandono e di degrado, servirebbe una riqualificazione gli stessi edifici dell’anno scorso escluso piazzale Di Vittorio: un fabbricato in via Caracchio a Rovigo da 80mila euro; l’ex sede degli uffici comunali della Cultura in Piazza Garibaldi per 1 milione di euro; casa Barotto in viale Porta Adige a 450mila euro; la casa del custode della Rotonda a 135mila euro; infine due aree , una a Borsea da 2.350 euro e una in via Bandiera da 4.500 euro. Ricapitolando, numeri alla mano, 1,670 milioni di euro è l’ammontare del ricavato che il Comune potrebbe fare dalla vendita di tutti gli immobili. Ro.Gi.


Rovigo - In municipio 7 L’Intervento

Viabilità I progetti dell’Amministrazione per limitare gli incidenti

Via Mascagni e Forlanini in sicurezza di Roberta Giacomella

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Per la strada di San Pio X previsto l’abbassamento del limite di velocità, il divieto di sosta e introduzione dei sensi unici

uone notizie per la messa in sicurezza di via Mascagni a Rovigo, la strada del quartiere San Pio X che negli ultimi due anni è stata teatro di tragici incidenti. La giunta ha dato l’ok al piano preparato dai tecnici e gli assessori Luigi Paulon e Aniello Piscopo hanno illustrato il progetto dell’intervento che dovrebbe trovare realizzazione, secondo le loro stesse affermazioni, il prima possibile. Del resto l’urgenza esiste, solo nell’ultimo anno e mezzo la velocità elevata dei mezzi in transito e la scarsa visibilità per chi si immette sul nastro d’asfalto sono costate la vita di tre persone, da qui la scelta dell’amministrazione di intervenire tempestivamente e prendere delle misure per tutelare la sicurezza dei cittadini. L’intervento comporterà notevoli cambiamenti. Anzitutto il limite di velocità sarà abbassato a 30 chilometri orari e su tutta la lunghezza ci sarà divieto di sosta, perché l’esigenza primaria sarà preservare la visibilità e con tutte le intersezioni stradali e i passi carrai che insistono su via Mascagni sarà quasi impossibile pensare di ritagliare spazio per i parcheggi. Un’altra importante variazione sarà realizzata all’incrocio tra le vie Mascagni e Mozart, una delle aree più pericolose di tutta la viabilità del quartiere: via Franchetti verrà trasformata in senso unico in Se via Mascagni ha subito una rivoluzione, per direzione via Toscanini. “Chi proviene dalla strada via Forlanini ancora si valuta la giusta soluzione. Cirprincipale, illustra Paulon, non potrà svoltare diret- ca la messa in sicurezza della strada che collega la tamente a sinistra su via Franfrazione di Grignano a Rovigo, chetti, ma dovrà proseguire, Almeno due teatro a sua volta di svariati doppiare l’aiuola, invertire il le soluzioni incidenti, l’amministrazione senso di marcia e solo a quel possibili per rodigina ha al vaglio diversi punto, svoltare all’interno della la strada tra progetti. Anche in questo caso il strada. In questo modo non ci Grignano e Rovigo problema è limitare la velocità saranno punti ciechi”. A metà dei mezzi che transitano lungo delle strada, anziché i tre grandi dossi, ci sarà un il tratto in questione, tant’è che l’Amministrazione passaggio pedonale particolare. “Non potevamo comunale ha dato disposizione di installare un sefare i dossi previsti, chiarisce Paulon, a causa dei maforo su ponte Merlo, all’altezza dell’incrocio che numerosi incroci”. collega via Forlanini al centro di Grignano. A settem-

NEWS

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L’imbocco di via Mascagni

bre scorso è stato stretto un accordo tra il Comune e la Provincia di Rovigo per l’allargamento della sede stradale. Da allora tutto tace ma l’assessore comunale alla viabilità Luigi Paulon assicura che il progetto non si è fermato, e che l’accordo stretto con la Provincia è legato alla realizzazione della Nogara mare, il cui “regista” è Veneto strade, che in questo momento versa in condizioni di difficoltà. La seconda ipotesi vagliata è che via Forlanini prima dell’incrocio con Grignano si sdoppi in modo che un tratto passi lungo il centro abitato all’altezza di via Rodolfo Rossi. Ora si attende che i tecnici incaricati si esprimano su quale soluzione risulti più praticabile.

Le sorprese delle “liberalizzazioni” di Erminio Alajmo* segue segue da da pag. pag. 11

Non può più sussistere il limite minimo di 5 ore, né quello massimo di 20 ore di apertura. Rimane l’efficacia della norma che prevede la limitazione degli orari per esigenze pubbliche. Rimane anche la preventiva comunicazione al Comune così come va fatta comunicazione sulla scelta del giorno di chiusura settimanale e delle ferie. Persiste la necessità dell’esposizione del cartello orario e chiusura, in quanto è una necessità di informazione al pubblico. Attualmente, in materia di orari, il Comune è tenuto ad emanare una disciplina degli orari degli esercizi pubblici. In attesa dei provvedimenti attuativi sulle liberalizzazioni, o altri pronunciamenti dell’Autorità preposta, riteniamo che i Comuni possano continuare ad avvalersi delle ordinanze già emesse, mantenendo la validità degli orari già comunicati a suo tempo dagli esercenti. Nel caso il titolare dell’attività di somministrazione intendesse modificare, o ampliare, l’orario di apertura, dovrà comunicarlo al Comune, che ne prenderà atto nel caso nulla-osti all’apertura prolungata o modificata, oppure, nel caso sussistano ragioni di ordine e di sicurezza pubblica, o comunque di interesse pubblico, il Sindaco potrà imporre limitazioni all’orario, in via permanente o per situazioni contingenti, com’è avvenuto finora. Intanto le linee guida regionali di programmazione restano tuttora valide e i Comuni devono continuare a predisporre la programmazione con possibilità di imporre vincoli alle nuove aperture per la tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, incluso l’ambiente urbano e dei beni culturali. Attendiamo però chiarimenti da parte dei Ministeri e le indicazioni delle Regioni. Sulle attività di somministrazione delle bevande, in una battuta “l’unica certezza è che non ci sono certezze” e restiamo in attesa dei pronunciamenti della Magistratura. Fino a quando non verrà rivista e modificata la disciplina regionale rimane uno strumento valido ed indispensabile per dare regole certe ad un settore che svolge un importante servizio al pubblico. In attesa di pronunciamenti ufficiali consigliamo di evitare fughe in avanti o prese di posizione personalistiche. *Presidente Appe Padova

Armi ai vigili

PAULON: “SICUREZZA NECESSARIA”, OPPOSIZIONE: “COSTO INUTILE”

alazzo Nodari fa il primo passo per dotare i vigili di pistola. L’assessore alla sicurezza Luigi Paulon ha consegnato alle Rsu della polizia municipale e alla rappresentanze sindacali il nuovo regolamento comunale che prevede l’uso dell’arma di ordinanza. I passi successivi saranno la delibera di giunta e poi il voto in consiglio comunale. La questione dell’armamento degli agenti risale ancora all’amministrazione Merchiori, e sembra essere condizione necessaria per

dare vita al tanto atteso “terzo turno” ossia quello notturno.“Già da questo bilancio terremo conto delle spese che dovremmo sostenere per formare il personale, afferma Paulon. Facendo questa operazione potremmo meglio rispondere alle richieste dei cittadini di maggiori controllo ma soprattutto di maggiore sicurezza”. Immediata e netta la contrarietà dei “grillini” e del movimento Rovigo si ama, che definiscono il provvedimento una “scelta inutile e costosa”. “Non

è distribuendo pistole o fucili che si ottiene più sicurezza”. Secondo Michela Furin mancherebbero dei dati oggettivi sugli episodi di criminalità che avvengono in città. Per il movimento Rovigo si ama ci sarebbero soluzioni alternative quali: ”L’installazione di colonnine di emergenza collegate con le forze dell’ordine, una diffusa installazione di telecamere e l’attivazione di una linea telefonica diretta d’emergenza gratuita per segnalazioni del cittadino”. Ro.Gi

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8 L’ approfondimento Politica Congresso del Partito delle Libertà

Il coordinatore del Pdl è Mainardi

Alleati e antagonisti

AL CONGRESSO DEL PDL SONO INTERVENUTI ANCHE I SEGRETARI DI LEGA E PD

Unico candidato ha raccolto poco più di mille voti sui tre mila disponibili

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on si può certo dire che il responso Consvipo la pensiamo in maniera diameuscito dalle urne del congresso provin- tralmente diversa”. Per Mainardi infatti il ciale del Pdl abbia riservato sorprese, consorzio andrebbe chiuso mentre per Pauvisto che in lizza per il ruolo di coordinatore lon rifondato. Tra le assenze non è passata c’era solo Mauro Mainardi. Sorprendente inosservata nemmeno quella di Luca Bellotè stata invece, secondo gli organizzatori, ti, parlamentare rientrato tra le fila del Pdl la partecipazione alla giornata di votazioni, dopo una breve sortita tra gli ex compagni dello scorso 18 febbraio, con più di mille di An in “Futuro e Libertà”. “Una opportunità persone alle urne, un terzo degli aventi persa – per il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone, diritto ad esprimersi presente anche lui al in merito. Non hanno Forza Rovigo congresso – in quanto preso parte al voto si è astenuta il futuro del partito è gli esponenti di Forza dal voto. Paulon: all’insegna dell’integraRovigo come aveva an- “Non conosco zione superando anche nunciato in precedenza il programma” quelle che erano state l’assessore al Bilancio di Palazzo Nodari Luigi Paulon. “Non siamo divergenze del passato”. Divergenze che lo stati chiamati a prender parte alla stesura del stesso Mainardi non ha omesso di ricordare programma – ha giustificato così la propria in occasione del suo discorso, anche perché latitanza alle urne l’assessore – e nulla di hanno fatto parte della storia recente del programmatico è stato detto durante il discor- Pdl rodigino. “All’inizio del nostro percorso so di presentazione di Mainardi. Non vorrei nel 2009 – ha spiegato - abbiamo dovuto che alcuni suoi progetti fossero in contrasto risolvere diversi problemi interni ma nell’arcon le mie idee, come è noto sul futuro di co di questo tempo siamo riusciti a portare

Da sinistra: Antonello Contiero e Diego Crivellari

S Il consigliere regionale e neo-coordinatore del Pdl Mauro Mainardi il numero delle amministrazioni partecipate dal Pdl da 8 a 24”. Insieme a Mainardi nel coordinamemento provinciale sono stati eletti anche Pierluigi Panizzo, in qualità di vice coordinatore, Virginia Taschini (119), Giovanni Zennaro (119), Federico Simoni (115), Giacomo Sguotti (80), Claudio Paron (77), Matteo Bronzolo (71), Daniele Beltrami (66), Renzo Aguzzoni (57), Tiziano Camisotti (50), Massimo Garzon (49), Maurizio Finessi (47), Irene Bonomi (44), Claudio Bolognesi (33), Natale Pigaiani (24), Elisa De Paoli (24).

e al congresso dello scorso 18 febbraio le assenze e il mancato voto di figure di spicco dell’area Pdl locale hanno confermato che all’interno del partito permangono fratture significative, con il suo intervento alla giornata di voto il segretario provinciale della Lega, Antonello Contiero, ha ribadito che anche nell’ambito della coalizione le cose non sono proprio idilliache. A chiamare sul palco il segretario del Carroccio polesano, era stato lo stesso Daniele Capezzone, portavoce del partito a livello nazionale e presente a Rovigo in veste di coordinatore dei lavori congressuali, per allargare il confronto alle altre forze politiche del territorio. Appello al quale ha risposto anche il segretario del Partito Democratico Diego Crivellari ma è stato Contiero a far “impallidire gli astanti”, come egli stesso ha commentato, annunciando che alle prossime amministrative la Lega correrà da sola. A creare tensione però sono stati alcuni riferimenti citati dal segretario a commento della situazione di Palazzo Nodari, anticipando seppur in maniera traslata quello che sarebbe accaduto di li a qualche giorno, con il ritiro degli assessori dalla giunta di Piva. I passaggi sui quali ha insistito il discorso di Contiero, infatti, hanno riguardato gli accordi elettorali che nel caso specifico di Rovigo sarebbero stati disattesi da parte del Pdl. Il monito rivolto dalla Lega al neosegretario del Partito delle libertà, dunque, è stato chiaro: “Per continuare a governare insieme occorre maggiore trasparenza nei modi e nei programmi”. Il segretario del Pd, invece, nel suo passaggio al microfono ha ricordato la stagione politica che l’Italia sta vivendo con con un governo tecnico sostenuto trasversalmente agli schieramenti politici, auspicando che anche nella realtà locale tale condivisione possa tradursi in effetti positivi nel governo del territorio. “Dobbiamo provare a dare un segnale di cambiamento – ha spiegato – altrimenti la popolazione si disaffezionerà totalmente alla politica”.

PD TRA ACCORDI VERI E FASULLI

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l Pd e le sfide del futuro”, a Lusia, sebbene ancora manchi questo è stato il tema di un candidato la lista dovrebbe un recente convegno che coinvolgere candidati del Centro, si è tenuto nel ridotto del Teatro freschi della recente acquisizione Sociale, per affrontare i temi legati di Renzo Marangon, esule dal Pdl. allo sviluppo dell’Italia nei prossimi Rimane molto incerta la situazione Diego mesi. Azzeccato è risultato essere a Fratta Polesine a Giacciano con Crivellari soprattutto il titolo che profeticaBaruchella ma soprattutto Taglio di mente ha anticipato gli scontri che si sarebbero Po, dove il Centrosinistra deve recuperare una verificati da lì a qualche settimana. Infatti la credibilità persa negli ultimi anni con un eletbagarre tra le forze politiche impegnate nella torato che guarda con sempre più insistenza a tornata elettorale, che il prossimo 6 maggio Centrodestra. “ A taglio di Po verranno fatte le porterà a sedere in consiglio i nuovi sindaci o primarie – ha spiegato Crivellari – è ovvio che a riconfermare gli attuali per il secondo man- non dobbiamo fare gli errori fatti in passato dato, è stata anticipata da uno scontro nato a con accordi trasversali che non ci hanno preseguito della diffusione attraverso le pagine di miato”. Tuttavia è nella società civile, nelle quotidiani locali della chimerica notizia di un associazioni e nei gruppi indipendenti che il Pd accordo stipulato tra Diego Crivellari e Anto- cercherà di intercettare le energie più positive nello Contiero per far cadere la maggioranza per dare vita a delle liste civiche. “Tutti i comudi Palazzo Nodari guidata da Bruno Piva. “La ni che andranno al voto sono sotto i 15 mila Voce e Il Gazzettino – hanno spiegato alla abitanti - ha concluso il segretario provinciale segreteria di via Mure san Giuseppe - hanno – e dunque è ovvio che daremo vita a liste sostenuto la fondatezza della notizia con l’esi- civiche cercando la convergenza con le forze stenza di un documento che tuttavia non ripor- politiche del Centrosinistra, da Federazione tava alcuna firma né tanto meno altri elementi della Sinistra all’Idv, e dove sarà possibile di autenticità”. Ma è sulle prossime ammini- anche con il Terzo Polo. Ma come partito dobstrative che il Pd si è concentrato, arrivando a biamo anche tener conto della sfiducia che a chiudere già qualche alleanza I giochi sembra- livello nazionale viene riscontrata nei confronti no già essere fatti a Trecenta, con l’appoggio della politica, un sospetto che sicuramente della candidatura dell’esponete della Federa- nelle amministrative verrà mitigato dalla zione della sinistra Guglielmo Brusco già vice- mancanza dei simboli e dall’orientamento del presidente della Provincia, e a Badia Polesine voto che spesso viene captato più dalla figura dove il Pd molto probabilmente tornerà a dare del sindaco che dall’orientamento politico ma fiducia al candidato dell’Udc Gastone Fantato tuttavia è necessario un rinnovamento che sainsieme al terzo polo con la defezioni di Fli an- rebbe importante mettere in campo già nelle cora indeciso se fare una corsa solitaria. Anche prossime settimane”. M.D.P.


Rovigo - Economia 9 Economia I dati della Ccia mostrano un andamento a luci e ombre

Belloni: “Sopravvive chi saprà innovarsi” Ricetta salvaimprese: Fusione delle microimprese, snellimento della burocrazia e sostegno economico alle nuove idee imprenditoriali di Melania Ruggini

Lorenzo Belloni

Imu

no. Gli elaborati dell’ufficio statistica della Ccia provinciale registrano comunque alcuni dati positivi nel 2011, tra cui una lieve diminuzione (0,1%) delle imprese attive in provincia (passate dalle 26.338 alle 26.304 del 2010), dato inferiore rispetto al versante regionale (pari allo 0,3%). Altro fattore rincuorante del 2011 è stato l’aumento delle imprese a carattere societario, in particolare le società di capitale, che hanno raggiunto il 2,5% (pari a 3.234), rispetto al +4,5% del 2010, cui si aggiunge un +0,4% delle società di persone (pari a 4.494). Lieve aumento anche del dato demografico, come positivo si è rivelato il tasso di sviluppo per le imprese polesane, pari allo 0,37%. Arrivando invece alle note dolenti, sono nettamente aumentati i fallimenti dichiarati nel 2011, ben 73 (24 in più rispetto all’anno

CHIESTO LO SGRAVIO PER GLI IMMOBILI AGRICOLI. PIVA HA DETTO DI NO

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l Polesine è sempre stato una zona prevalentemente agricola, dove piccole e medie aziende lavorano e creano ricchezza. Ma la situazione, ora, potrebbe cambiare anche a causa della nuova imposta patrimoniale Imu, introdotta dal governo Monti nel decreto “Salva-Italia”. Perché questo balzello potrebbe essere così deva-

precedente); tra questi, 51 fallimenti comprendono i settori industria, artigianato, edilizia, contro i 30 del 2010. Anche il settore commerciale ha risentito della crisi, con 15 fallimenti contro i 10 dell’anno prima. Colpito anche il settore dell’agricoltura, con una diminuzione aziendale dello 0,3%. Secondo il presidente Lorenzo Belloni, la bancarotta è la conseguenza drammatica di una serie di inefficienze o mancate previsioni, in cui il passaggio nazionale è uno dei fattori determinanti. Per reagire a questa moria aziendale sono necessarie nuove modalità di conduzione, contro l’accanimento di alcuni imprenditori locali verso una gestione obsoleta, arretrata di 10 o anche 20 anni. Essendo gli scenari economici e sociali fortemente mutati, la parola d’ordine è dunque innovazione, per non fallire. A fronte

stante per il settore primario? Innanzitutto perché la casa rurale, che fino al 2011 era esente dalle imposte patrimoniali, ora diventa prima casa e quindi è soggetta all’Imu come anche tutti i capannoni, le stalle, i fienili e le rimesse che sono fabbricati rurali e soggetti a un’aliquota massima dello 0,2%; i terreni, inoltre, vengono tassati maggiormente perché si innalza il livello del moltiplicatore che da 70 può arrivare fino a 120, mentre l’aliquota verrà decisa dai vari comuni. Per questo la Coldiretti, tutte le associazioni agricole

di un importante passaggio nazionale congiunto ad una altrettanto forte internazionalizzazione dei mercati, servono allora nuove modalità di conduzione delle aziende polesane per essere davvero competitive e al passo con i tempi. Belloni accentua pertanto l’esigenza di “corsie preferenziali per gli investimenti e l’apertura verso nuove attività imprenditoriali”, accentuando l’estrema burocrazia di sistemi troppo vecchi e lenti, oltre al dispendio di troppe energie nel litigare piuttosto che operare nel nome della semplificazione. “Per le microimprese polesane non c’è la possibilità di affrontare i mercati globali senza una rete d’impresa- conclude Belloni- per cui occorre la fusione delle eccellenze e delle competenze per essere pronti a rispondere alle esigenze internazionali del mercato”.

polesane, la Regione Veneto e l’Anci (associazione nazionale comuni italiani) hanno chiesto ai 50 comuni del Polesine di ridurre del 50% le aliquote applicate per i terreni e i fabbricati agricoli. Una prima risposta è già arrivata dal sindaco di Rovigo, Bruno Piva, come spiega il segretario Coldiretti di Rovigo Fortunato Sandri: “Il sindaco ci ha detto che per esigenze di cassa comunale, non riuscirà a ridurre l’aliquota sui terreni, ma cercherà di ridurre quella sui fabbricati agricoli”. De.Fo.

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nnovarsi per non rischiare il fallimento: questo lo slogan del presidente della Camera di Commercio di Rovigo, Lorenzo Belloni, in rapporto ad una crisi finanziaria senza precedenti. Nel Polesine è sempre più difficile fare impresa: se il 2011 è stato salutato come un anno nero per le aziende polesane, che hanno risentito in maniera abbastanza pesante dei colpi della crisi globale, le previsioni per il 2012 non sembrano essere migliori. Secondo le previsioni della Camera di Commercio di Rovigo, infatti, per le aziende polesane si prevedono maggiori criticità economiche rispetto agli ultimi tre anni. Nonostante alcune dinamiche positive registrate nel 2011, le previsioni economiche del nuovo anno sono ancora più funeste, specialmente per quelle aziende che lavorano prevalentemente all’interno del mercato inter-


10 Rovigo - Vita in città Diritti del lavoro Una manifestazione in piazza Vittorio Emanuele II

188 donne per la legge 188

Un sit-in e la raccolta firme per il reintegro della legge 188 del 2007 che regola le dimissioni volontarie di lavoratori e lavoratrici di Melania Ruggini

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88 donne per la legge 188: anche a Rovigo è sceso in piazza un gruppo compatto di cittadine, insieme a Federazione della Sinistra, Sel e Pd, per promuovere la recente e attualissima campagna nazionale atta al reintegro della legge 188 del 2007, introdotta durante il governo Prodi ma abrogata dal governo Berlusconi, per regolare le dimissioni volontarie di lavoratori e lavoratrici nel momento cruciale dell’assunzione. E così anche piazza Vittorio Emanuele II è stata teatro del sit-in delle rappresentanti dei tre partiti, affiancate da un agguerrito gruppo di cittadine, per la Un momento dell’iniziativa a sostegno del reinserimento della legge raccolta di firme a favore della legge. basso (10,4%), le operaie (11,8%), le impiegate è datato. La data verrebbe messa strategicamente in Il fenomeno delle dimissioni in bianco interessa nell’industria (11,4%). Fra le lavoratrici costrette a caso di maternità o di infortunio sul lavoro. Al contrainfatti circa 2 milioni di lavoratrici e lavoratori in tutta lasciare il lavoro per gravidanza, solo 4 su 10 hanno rio le dimissioni volontarie, per qualunque tipologia di Italia, anche se le più colpite sono proprio le donne poi ripreso l’attività, solo 23 su 100 al Sud. La legge rapporto di lavoro, con la legge 188 dovevano essere in età fertile (circa il 60%). Per le donne i motivi 188 sulle dimissioni in bianco del 2007 fu presenta- autodichiarate esclusivamente su moduli con numepiù frequenti dell’ingiustificato licenziamento sono ta in Parlamento con il consenso delle donne di tutto razione progressiva che, avendo una scadenza di i soliti, tra cui la gravidanza, il centrosinistra e del centrode- quindici giorni, non potevano essere compilati prima la malattia, l’età. Secondo Gravidanza, stra che insieme presentarono del loro utilizzo. La raccolta firme sarà presentata al quanto si legge nel Rapporto malattia, età: un ordine del giorno, con cui il Ministro Fornero per chiedere il ripristino della legge, annuale 2011 dell’Istat, sono le cause disegno di legge fu approvato contro una pratica discriminante, specialmente per il circa 800.000 (circa il 9% delle dimissioni alla Camera. Successivamente sesso debole, già pesantemente colpito nei luoghi delle lavoratrici) le donne che, in bianco alla sua abrogazione, avvenuta di lavoro. “Il fenomeno delle dimissioni in bianco è nel corso della loro vita, sono nel giugno 2008, sono state una forma di ricatto che interessa circa 2 milioni di state licenziate a causa delle dimissioni in bianco depositate in Parlamento alcune proposte di legge di lavoratrici e lavoratori italiani - ha dichiarato Bruna o perché in gravidanza. A subire più spesso questo per definire norme contro le dimissioni in bianco. Con Giovanna Pineda di Fds - ma soprattutto in età fertrattamento sono le più giovani (il 13,1 % delle “dimissioni in bianco” ci si riferisce all’usanza di far tile in una percentuale del 60% ed è diffuso su tutto madri nate dopo il 1973), le residenti nel Mezzo- firmare un modulo di dimissioni volontarie al momen- il territorio nazionale. Le dimissioni in bianco riguargiorno (10,5 %) e le donne con un titolo di studio to dell’assunzione, “in bianco” poiché il modulo non dano anche gli uomini, ovvero il 40% dei lavoratori”.

NEWS

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Salute

PRESTO LA SPECIALITÀ DI CHIRURGIA PEDIATRICA

curare circa 120 bimbi all’anno, n fase di avvio presso l’ospecoprendo così la richiesta”. L’idale di Santa Maria della Midea si basa sul modello avviato sericordia la nuova specialità presso l’ospedale di Mestre e di chirurgia pediatrica dell’Ulss nasce un anno fa, su proposta 18. Il servizio ha come scopo della direzione generale dell’aprincipale quello di far confluire zienda sanitaria e sfocia nella i piccoli pazienti della provincia, sigla di una convenzione con la supportandolo con l’attività di clinica pediatrica universitaria di uno specialista proveniente dalla Padova. clinica pediatrica universitaria di L’intervento dello specialista Padova, che interverrà attraverso Le prestazioni di Padova si baserà sul day surdue sedute al mese, tramite in- chirurgiche gery e su operazioni che comterventi mirati di day surgery ed potrebbero interessare circa prendono, per esempio, le patoattività ambulatoriale. logie del canale inguinale e delle La specialità di chirurgia pe- 120 bimbi l’anno malformazioni minori, agli arti o diatrica si inserisce nell’ottica di riorganizzazione dei servizi ospedalieri veneti, che pre- al collo. Oltre agli interventi e al loro monitoraggio vede un piano sociosanitario regionale in fase di studio. clinico, sarà effettuata anche l’attività di ambulatorio. La limitazione dell’efflusso dei piccoli pazienti Le operazioni si svolgeranno nelle sale del reparto di dall’azienda sanitaria comporta infatti un evidente ri- chirurgia in base ad una lista di interventi. A Rovigo si sparmio economico, di gran lunga maggiore alla spesa terranno due sedute operatorie al mese e l’obiettivo per l’attivazione di tale specialità. “Per fare un esem- è quello di svolgere cinque o sei interventi a seduta. pio, nel 2010 – commenta Giorgio Svaluto, primario In caso di urgenza medica, i piccoli pazienti sadel reparto di pediatria dell’Ulss 18 - abbiamo avuto ranno trasferiti nella clinica pediatrica universitaria di circa 60 pazienti con patologie del canale inguinale Padova convenzionata con l’Ulss 18. operati fuori dall’Ulss 18. La nuova specialità potrebbe Me.Ru.

NEWS Borsea

INAUGURATA LA SCUOLA SAN GIOVANNI

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ono giunti a termine i lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia San Giovanni Bosco di Borsea, cominciati nel 2009 e che avrebbero dovuto ultimarsi a settembre 2010, ma per problemi strutturali, sono occorsi degli ulteriori importanti lavori alle fondamenta dell’edificio finalmente inaugurato. Le rinnovate aule della scuola per l’infanzia hanno accolto così tutti i bambini che ora hanno a disposizione ampi spazi, tutti a norma, con stanze colorate, una sala mensa con cucina, e altre grandi sale per le varie attività che faranno con i maestri Creola, Nicola e Claudia. La struttura centrale ha subito una profonda ristrutturazione alla quale si è aggiunta, sul lato destro, un nuovo corpo: i fondi per i lavori sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Cariparo e dalla Regione Veneto. “E’ stato tagliato un importante traguardo per tutta la comunità di Borsea - dice Enrico Costa - presidente del comitato Cuore Nuovo; abbiamo aspettato tanto questo appuntamento e ora che l’asilo ha un volto nuovo, è una soddisfazione per tanti e soprattutto per quelli che si sono maggiormente adoperati”. Alla presenza del vicario del Vescovo Don Claudio Gatti, prima del taglio del nastro, si è tenuta una celebrazione religiosa assieme al parroco Don Silvio Baccaro. Al termine della cerimonia, la sala del Cuore Nuovo di Borsea, ha ospitato, grazie al lavoro dei volontari della Pro Loco locale, il pranzo a cui hanno partecipato circa 140 persone. Proprio quelle aule che, in attesa della ristrutturazione dell’asilo, hanno ospitato in questi tre anni i piccoli della comunità. “E’ veramente una bella struttura, dice Laura, una mamma di Borsea, finalmente ora i bimbi hanno tanto spazio per muoversi e Cr.Ag. giocare”.

Associazione volontari ospedalieri

DA MARZO PRESENTI IN TRE NUOVI REPARTI

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’Associazione volontari ospedalieri di Rovigo dal mese di marzo opera in tre nuovi reparti dell’ospedale civile Santa Maria della Misericordia, offrendo assistenza e conforto anche ai ricoverati di lungodegenza, cardiologia e oncologia. Il presidente dell’Avo, Renato Spadavecchia, ha spiegato che l’allargamento dell’attività è il frutto dell’esperienza maturata finora nelle corsie del reparto di geriatria: “I nostri volontari sono stati avvicinati dai familiari e dai parenti delle persone ricoverate in altri settori della struttura ospedaliera e abbiamo ritenuto opportuno ampliare il nostro raggio d’azione”. La novità del servizio offerto ha richiesto l’organizzazione di appositi corsi di formazione, rivolti anche ai volontari esperti, che hanno visto la partecipazione di alcuni medici qualificati dell’Ulss 18 di Rovigo. Accanto alle relazioni della consulente del Triveneto Fiorenza Diotto e della consulente del Veneto Vittoria Manani sul l’importanza del volontario Avo e sul tema del dialogo e della relazione d’aiuto, è stato dato spazio alle testimonianze di alcuni volontari che hanno raccontato

la loro esperienza concreta di solidarietà. Al termine del corso di base per la formazione di nuovi volontari, è previsto un breve colloquio con l’associazione prima di iniziare l’attività in corsia. I volontari dell’Avo sono riconoscibili perché indossano un camice bianco con i bordi azzurri e con il distintivo dell’associazione. Il servizio di volontariato viene svolto gratuitamente: ai pazienti ricoverati in ospedali viene offerta la disponibilità all’ascolto e l’accompagnamento e l’aiuto per piccole incombenze, come mangiare, camminare e fare piccoli acquisti. L’associazione si sostiene grazie alle quote sociali, che consistono in libere donazioni dei soci, e attraverso i finanziamenti del 5 per mille: tutti possono contribuire indicando nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale 93032110293. La sede dell’Avo di Rovigo è ospitata all’interno dell’ospedale civile di Rovigo, in viale Tre Martiri 140: l’associazione può essere contattata telefonicamente ai numeri 3472842943 o 3206708446 oppure per email: avorovigo@yahoo.it. M.D.P.


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SPORT in PRIMO PIANO

OLD RUGBY ROVIGO

Baseball Una nuova squadra parteciperà al campionato di serie C

RITORNO CON VITTORIA

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opo un periodo di inattività causa maltempo, sono tornati a giocare gli old della rugby Rovigo che sul campo numero due dello stadio Battaglini di Rovigo hanno ospitato i pari categoria del Ravenna. Il risultato finale è stato a favore dei rossoblù per 40-15 anche se l’inizio è stato tutto a vantaggio degli ospiti che si sono portati sul 10-0 grazie a due mete del flanker ravennate Fabrizio Rossi, ex Modena Rugby ed uno dei migliori in campo. “Abbiamo iniziato in modo incerto dice Fabrizio Frezzato degli old rodigini - eravamo fermi da troppo tempo e all’inizio abbiamo fatto troppi errori e troppi falli. Poi, dopo le due sberle iniziali, abbiamo messo un pò d’ordine alle nostre idee e abbiamo iniziato a macinare un gioco migliore, molto ordinato ed efficace”. Con il passar dei minuti, i rossoblu hanno iniziato a prendere le misure, esprimendo un gioco più organizzato e la rimonta è andata in scena con un’azione del pack rodigino, finalizzata dalla seconda linea Sandro Brigo e di seguito sono arrivate le mete di Bombonato, Rizzo,Tommasi, Maurino (2), Gambardella, Bovo per il finale di 40 a 15. Ora inizia un calendario impegnativo per i “veci” rodigini, impegnati nelle trasferte di Genova, Vicenza, per poi organizzare il torneo internazionale al Battagliani; infine parteciperanno al campionato europeo European golden oldies rugby, che si svolgerà a Trieste. Ottimo l’arbitraggio di Pasquin di Arquà Polesine che ha messo ordine alla partita facendosi rispettare in ogni situazione sempre nello stile corretto che caratterizza lo spirito old. Cr.Ag.

Il calcio sul web

E’ nata la Bsc Rovigo di Cristiano Aggio

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Rovigo è nata un’altra squadra di baseball, che parteciperà al campionato di serie C. Si chiamerà Bsc Rovigo, ma sarà una cosa indipendente, completamente autonoma dalla prima squadra. Nata da poco, conta già la bellezza di 27 persone che al venerdì si ritrovano nella palestra delle scuole medie Bonifacio per fare due ore abbondanti di allenamento agli ordini di Federico Perosa e Giovanni Previato. Assieme a loro, Lorenzo “Lole” Zago, 47 enne trascinatore e collante di numerose esperienze del baseball a Rovigo, ma anche un pezzo di storia del batti e corri rodigino, che porta il nome di Sauro Melega, forse di Franco Oselin, Giovanni Previato, appunto, Enrico Schiesaro (miglior battitore del baseball Rovigo nel 1995) Andrea Pasqualini, Luca Bovolenta, e ancora Cristiano “pippo” Bisan, il web master Filippo Lerario, Matteo Cazzadore, e i padovani Remo Schiavon e Gianni Boldrin, indimenticato allenatore e pitching coach delle giovanili del BSC dal 2004 al 2007. Oltre alle vecchie glorie del Bsc, ci sa-

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UN NUOVO SITO PER LA POLISPORTIVA BORSEA

STUDI MENEGHELLO dal 1973

Borsea. Alla voce “squadre”, compare un menù a tendina dove troviamo tutte le squadre dai Piccoli amici fino agli allievi, con le informazione per allenamenti e amichevoli. L’organigramma della polisportiva è formato dal presidente Maurizio Libanore, dal vice Pietro Rossi, Alessandro Belloni segretario, Gianni Rossin direttore sportivo. Gli allenatori della società gial-

ranno una decina di ragazzi dei Drunk Balls di Badia Polesine che volevano un’esperienza in serie C. “C’è molto entusiasmo - dice Lorenzo Zago - attorno a questa nuova squadra nata come spesso accade, davanti ad un bicchiere di birra all’Osteria dei “Bonfi”, dei fratelli Bonvento. Ora l’idea, è diventata realtà e non vediamo l’ora di partire. Non viviamo sulle spalle della prima squadra, e tutti i tesserati si autotassano. Ora siamo in 27 persone che si allenano e la cosa bella è vedere gente di tutte le età, ridere e scherzare fino alle ore 20, poi, quando si comincia ad allenarsi, c’è la massima concentrazione e attenzione, così come dev’essere quando un gruppo decide di affron-

tare un impegno come una serie C federale. Poi, tutti a fare il decimo inning, all’Osteria dei Bonfi, con un piatto di pasta, una buona birra e delle sane risate”. Quando comincerete? “Il primo impegno ufficiale sarà il 24 marzo in Coppa Italia, mentre l’inizio del campionato è in programma in 22 aprile (le partite saranno alla domenica pomeriggio); non c’è ancora il girone, ma con ogni probabilità giocheremo, oltre che contro altre squadre venete, anche contro Bolzano o Trento. E allora, via con le trasferte come una volta, fatte di scherzi e divertimento, fino a che non si lancia la prima palla: allora, si comincia a fare sul serio”.

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È

on line il nuovo sito della polisportiva Borsea (www.polisportivaborsea.it), ideato e realizzato da Mirco Bregolato. La pagina iniziale si apre con i colori che caratterizzano la polisportiva presieduta da Maurizio Libanore: giallo e blu con la foto di gruppo realizzata ad inizio stagione con tutti i 140 tesserati. In primo piano le principali voci sono: chi siamo, squadre, impianti, manifestazioni, stampa, foto album, sponsor, contatti, link utili e un’area riservata. Cliccando sulla voce “Chi siamo”, si fotografa la società rodigina che si occupa esclusivamente di calcio giovanile: otto squadre, dai Piccoli Amici (età 5-7 anni) , quattro squadre di Pulcini (età 8-10 anni), Esordienti, Giovanissimi, e Allievi; un pulmino come mezzo di trasporto, due campi di allenamento e gioco (in via della cooperazione a Borsea e il campo comunale di Bosaro), e palestra per i Piccoli amici nel periodo invernale, attualmente utilizzata a Sant’Apollinare in attesa dello sblocco dei lavori per quella nuova in fase di costruzione in centro a

Gli associati alla nuova realtà sportiva in un momento di festa in birreria

La pagina iniziale si apre con la foto di gruppo realizzata ad inizio stagione con tutti i 140 tesserati loblù sono Massimiliano Baroni (Piccoli amici), Matteo Cavallaro (Piccoli Amici), Marco Filippi (Pulcini 2003), Alessandro Belloni (Pulcini 2002), Mario Dalla Villa (Pulcini 2001), Cristiano Aggio (Esordienti), Pasquino Bertacin (Giovanissimi), Allievi (Michele Mazzetto) con Terry Previatello preparatore dei portieri. Cr.Ag.

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VIAGGIO IN

PROVINCIA ROVIGO

Occupazione Due progetti a sostegno della formazione degli under 35

Tirocini per sconfiggere la precarietà

Le aziende hanno ricevuto 5.500 euro per ogni giovane soggetto assunto con contratto di apprendistato per la qualifica professionale a tempo pieno

Ministero e Regione sostengono i contratti di apprendistato. Finanziamenti alle aziende che assumono tirocinanti di Melania Ruggini

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Fiere Rovigo Expò

i questi tempi la precarietà occupazio- aiuti economici pari a 5.500 euro per ogni nale giovanile è uno degli argomenti giovane soggetto assunto con contratto di più dibattuti in Italia. Per favorire l’in- apprendistato per la qualifica professionale serimento lavorativo dei giovani nelle azien- a tempo pieno, a cui si aggiunge il contribude “Italia Lavoro”, l’ente strumentale del to di 4.700 euro per ogni soggetto assunto Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con contratto di apprendistato professionaper la promozione e la gestione di azioni lizzante o contratto di mestiere a tempo nel campo delle politiche del lavoro, dell’oc- pieno. Le aziende regionali interessate a cupazione e dell’inclusione sociale, dispone “Welfare to Work” hanno tempo fino a fine anno per richiedere di 78milioni di euro il contributo per l’asper favorire contratti In Polesine sunzione dei giovani di apprendistato nelle sono stati 290 disoccupati. aziende iscritte alle i giovani A tal proposito, camere di commercio impiegati presso le aziende l’assessore provinciale italiane. alla formazione profesE’ dello scorso novembre, infatti, il pubblico avviso del Go- sionale Guglielmo Brusco ha evidenziato la verno, spinto dalla profonda crisi occupazio- coincidenza tra l’intervento di Italia Lavoro e nale, indirizzato alle imprese del panorama il programma regionale “Welfare to Work”, nazionale, chiedendo loro dei contributi fina- finalizzato all’attuazione di interventi di lizzati all’inserimento occupazionale tramite accompagnamento al lavoro corredati da il contratto di apprendistato, per incentivare un sostegno al reddito, destinati a giovani l’inserimento dei giovani under 35 nel pano- disoccupati al di sotto dei 30 anni d’età. Finora questo programma ha riscosso diversi rama lavorativo. A questo organismo si aggiunge l’attivi- consensi anche in Polesine, dato che attualtà parallela delle Regioni, tramite il progetto mente sono stati attivati circa 290 nuovi regionale “Welfare to Work“, che prevede tirocini nella sola provincia di Rovigo.

Quest’ultima ha attivamente risposto all’iniziativa tanto da collocarsi al secondo posto tra le province venete fruitrici dell’azione, grazie all’attivazione del 22,6% di tutti i tirocini disponibili per l’intero territorio regionale. Guglielmo Brusco ha quindi evidenziato un punto cruciale e altrettanto positivo per le aziende, in quanto “le aziende ospitanti i tirocinanti non devono sostenere alcun onere per i giovani che ospitano, poiché le borse lavoro sono erogate dall’Inps e le assicurazioni sono pagate dalla Provincia che, in questo momento pesante per l’economia, ha ritenuto di intervenire a tutto tondo”. Ora la speranza dell’assessore Brusco per i giovani è la conseguente trasformazione dei tirocini in stabilizzazione occupazionale, tramite un’assunzione con contratto di apprendistato al termine del periodo formativo, in grado di consentire alle aziende di usufruire del contributo. Qualora il tirocinio fosse interrotto prima della sua naturale durata per trasformarlo in assunzione, l’azienda potrebbe per l’appunto usufruire, oltre che del contributo, anche del corrispettivo residuo della borsa lavoro assegnata al giovane.

SEI FIERE E DUE CONCERTI PER RILANCIARE IL TERRITORIO

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idare nuovo smalto a Rovigo Expò è la prossima ambiziosa sfida del presidente della Camera di Commercio Lorenzo Belloni che punta al pubblico nazionale per lanciare un progetto composto da una serie di fiere di settore che partiranno nel 2012. La genesi di questo complesso lavoro di restyling ha inizio lo scorso giugno, con la realizzazione di uno staff competente di professionisti del settore, scelto dal presidente della Camera di Commercio, per effettuare l’analisi di fattibilità e dei costi, mentre i soci davano carta bianca all’avvio del progetto. Lo staff di Rovigo Expò è infatti composto da una consulente marketing (Cristina Regazzo), un ex senatore con lunga esperienza in Confesercenti (Fabio Baratella), uno studio di progettazione (Studio 4) e da un commercialista esperto di centri fiera (Luigi Fini). E’ già pronta la calendarizzazione del 2012, che in alcun modo si sovrapporrà alle altre manifestazioni del Censer. Parola d’ordine di Rovigo Expo 2012 è parlare a visitatori italiani ed esteri, mediante fiere di genere dirette ad uno specifico target e mercato, coadiuvando l’offerta con un fitto lavoro dedicato alla comunicazione strategica. La carta vincente del progetto sarà proprio il territorio locale e i propri prodotti di eccellenza, coniugando i vari settori del turismo, sport e benessere, l’agroalimentare e l’artigianato, la cultura e la natura. Sede di Rovigo Expo 2012 sarà il Censer, ove saranno realizzate le seguenti fiere aperte al pubblico: Alimentazione e salute, Ro-App, Mens sana in corpore sano e Rovigo Espone, a cui si aggiungerà Bicam, una fiera per soli operatori del settore. A coronare Rovigo Expo, infine, due eventi di importanza culturale: un concerto pop con artisti italiani di fama mondiale e il Festival Internazionale dei Giardini. “La presentazione di queste manifestazioni è frutto del lavoro quotidiano della squadra di lavoro che ha analizzato la fattibilità delle fiere e soprattutto l’analisi dei costi” - ha spiegato Belloni - le nostre analisi sono state assai pessimistiche ed alla fine ciò che andremo a realizzare, nel peggiore dell’ipotesi, creerà ugualmente profitto seppur minino”. Me.Ru.

APPUNTAMENTI AL CENSER AD APRILE LA FIERA “ALIMENTAZIONE E SALUTE”

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revisioni d’oro per Rovigo Expo 2012, che esordirà ad aprile 2012 con la fiera “Alimentazione e salute”, rivolta ai prodotti alimentari e ai prodotti specifici per i celiaci ed intolleranze affini, per tramite dei produttori locali e di settore, con convegni di esperti, medici e nutrizionisti. Giugno sarà poi dedicato allo sviluppo dei software nel design e nell’industria della comunicazione con “Ro-App”: protagonisti i produttori di software per televisione e cinema, architettura e arredamento, turismo e industria del divertimento. Per l’occa-

sione sarà allestita un’area speciale con la proiezione di video in 3D e 4D.“Bicam” si collocherà nel mese di settembre è sarà indirizzata ad attrezzature, strutture tecniche e commerciali per il commercio ambulante. Ad ottobre sarà la volta di “Rovigo Espone”, la fiera campionaria del Polesine, che coinvolgerà anche l’industria del termoarredo, il mobile e l’agromeccanica congiuntamente ad eventi serali. A novembre “Mens sana in corpore sano” si rivolgerà

alle ultime tendenze del benessere psicofisico. “Abbiamo realizzato il cartellone del prossimo anno con un costo di 10.000 euro per la consulenza – ha spiegato Lorenzo Belloni – e operato gratuito del sottoscritto. Nei prossimi cinque anni vorrei poter ripristinare il capitale ma soprattutto creare ricchezza da questo business. Le fiere che andremo a proporre sono tutte inedite e finalizzate a nicchie di mercato che negli ultimi anni stanno emergendo”. Me.Ru.

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Spazi aperti 17 13 Alla scoperta del territorio Badia uno dei centri del potere medioevale

Un percorso in bici in riva all’Adige Sulle sponde del grande fiume si è combattuta l’ultima battaglia tra carraresi e scaligeri di Fortunato Marinata

ABBAZIA DELLA VANGADIZZA CHI È L’UOMO DELLA TOMBA?

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uasi mille anni sull’abitato, infatti sono da protagonista conservate due arche. denotano l’imIn una di queste riposa, portanza dell’abbazia per sue espressa volondella Vangadizza nella tà, Azzo II, insieme alla storia. Del sedimentarsi sua consorte Cunegonda dei secoli rimane il chiod’Altdorf, signora di Rastro e il portico coperto a vensburg e di altre terre vele, risalente al 1200, sveve. Citato da Dante un arco gotico in cotto L’abbazia della Vangadizza nella “Divina Comme(foto tratta da magicoveneto.it) del 1400, il refettorio, dia”, Azzo è considerail giardino dell’Abate. Della chiesa, invece, ri- to il capostipite della dinastia degli Este, è il mangono i soli muri perimetrali poiché il corpo primo ad essere definito marchese di Milano, centrale è stato demolito nel 1836 durante Genova, signore di Piacenza e Reggio, vicario il periodo di proprietà francese. Dallo sman- imperiale. Ebbe anche il titolo di marchese tellamento, per fortuna, è stato risparmiato il d’Italia. Fu mediatore per la riconciliazione fra campanile, la cui parte inferiore è costruita con l’imperatore e papa Gregorio VII nel 1077. materiale di recupero romano e ben visibile è Visse ad Este, cittadina alla quale legò il nome l’ara posta a fondamenta del campanile stesso della sua casata celebratissima poi a Ferrara con il raffinato bassorilievo della “baccante” con un regno durato fino al 1500 e fino al del I secolo d.C. Integra anche la cappella late- 1859 su Modena e Reggio Emilia, ma volle rale dell’ex chiesa dedicata alla Beata Vergine essere sepolto alla Vangadizza forse perché della Vangadizza costruita nel XV secolo, de- tanto bella ed importante da poter essere a corata con i “miracoli della Vergine” dal pitto- buon diritto il mausoleo di un uomo di rango re bresciano Filippo Zaniberti (1585 - 1636). come il marchese. Del resto ad Azzo si devono Malgrado i restauri, però, è comunque difficile le prime bonifiche del territorio rodigino e la capire che dimensioni e forme avesse l’aba- fortificazione del territorio con la costruziozia nel momento del suo massimo splendore ne delle tre torri sull’Adige. Il figlio di Azzo, e soprattutto quale peso politico detenesse Invece, Guelfo IV d’Este dopo aver preso la nelle varie epoche. Certo la sua rilevanza è via della Germania diede origine ad una delle stata desunta dall’imponete archivio, ancora famiglie più importanti della storia europea, i oggetto di studi ma al visitatore ben informato guelfi, da cui un ramo collaterale discenderà potrebbe bastare un dettaglio per recuperare il casato degli Hannover, gli attuali regnanti tali informazioni. Nelle piazzetta che affaccia d’Inghilterra. Fo.Ma.

Al segnale convenuto impartito dai più celebri capitani dei ventura dell’epoca come Giovanni Ordelaffi, Ostasio da Polenta o John Hawkwood (Giovanni Acuto di cui rimane un ritratto per mano di Paolo Uccello conservato a Santa Maria del fiore a Firenze) più di 20 mila soldati incrociarono le armi e si strapparono la vita a vicenda in un bagno di sangue come pochi altri la storia ne aveva conosciuti. Da questa battaglia gli Scaligeri non rientrarono mai più a Verona, le ultime vite dei loro soldati vennero passate a filo di lama ancor prima dell’imbrunire. Padova aveva definitivamente vinto sull’acerrimo avversario diventando signora incontrastata di un territorio che già da più di un secolo aveva cercato di fare suo. Ad averla attratta sulle rive dell’Adige era stato l’importante snodo fluviale, costituito dai già citati Castagnaro, Malopera ma soprattutto dall’Adige e dall’Adigetto, che permetteva il commercio dal mare fino al Brennero, ma soprattutto ad interessare i Carraresi era il sistema di controllo dei traffici sul fiume, costituito dalle tre torri che ancora

oggi campeggiano sugli stemmi comunali di Masi e Badia Polesine, e la centrale operativa del tempo, ossia la Vangadizza. L’abazia badiese è anche l’unico manufatto rimasto in piedi. Dal paesaggio di allora, infatti, sono spariti sia il mastio di Castelbaldo, atterrato dai veneziani nel 1694 per fortificare Legnago, che le torri sull’Adige, smontate forse per lo stesso motivo tranne che per uno spuntone sulla riva padovana visibile ancora oggi ma solo quando il fiume va in secca. Il percorso nel medioevo dunque necessariamente non può che proseguire in direzione dell’abazia badiese e della sua plurisecolare storia. La sua fondazione avvenne nel X secolo quando in piena età feudale i vassalli di Ottone I di

Germania, Almerigo da Mantova (feudatario di Rovigo) e la moglie Franca Lanfranchi, fecero edificare sulle rovine di un tempio pagano, una chiesa dedicata alla B.V. e un castello in località Wangadicia. Da quella data il centro monastico divenne sempre più importante tanto da godere del privilegio di “nullius diocesis”, ossia rispondente direttamene al Papa. Un potere tanto importante che in molti cercarono di avere. Per questo nei secoli il suo controllo fu motivo di scontro tra veronesi, gli estensi, i padovani e da ultimi e veneziani. Un’importanza finita agli inizi dell’800, quando Napoleone soppresse tutti i monasteri, e recuperata solo recentemente ma con finalità esclusivamente culturali.

Sarà il prossimo

Einstein? Foto: Jenny Matthews/ActionAid - Grafica: Marco Binelli

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on l’arrivo della bella stagione torna Castagnaro e Badia Polesine come uno “Strauna certa predisposizione al viaggio e ordinario viaggio nel Medioevo del territorio, alla scoperta dell’altrove. All’avventura, attraverso campi di battaglia, rocche, castelli anche, seppur più spesso con piglio domestico e abazie”. Potrebbe suonare un po’ forzato e a cavallo di una bicicletta. Raramente, però, ma solo all’analisi visiva, nella realtà storico, al giro su due ruote coincide il nostro concetto invece, corrisponde a verità. I pochi chilomedi viaggio, in bici più che altro si compie una tri citati, conservano ancora intatto il passato di questo territorio. A ricognizione. Qualcucominciare dal campo no, è vero, su questa Da questa forma di turismo ci sta guerra gli scaligeri di battaglia. Attendibili cronache risalenti alla scommettendo come se non rientrarono fine del XIV secolo, fosse una opportunità mai più infatti, collocano tra il economica e con buona a Verona Malopera e il Castagnaragione perché la discriminate tra viaggio culturale e ricognizione è ro, due corsi che prendevano acqua dall’Adige separata la una filo molto breve. Cos’è, infatti, oggi secchi ma un tempo importanti vie fluun viaggio? O il tempo che impieghi per co- viali del territorio, il teatro della battaglia del prire la distanza tra due luoghi oppure un’e- Castagnaro. Qui all’alba dell’11 marzo 1387, sperienza condotta verso ciò che non conosci. mentre Francesco Novello da Carrara passava Quindi se non conosci la storia del luogo in cui in rassegna il proprio esercito, dall’altra parte vivi, un giro attorno a casa rischia di essere dello schieramento si alzavano grida e strepiti entrambe le cose. Dunque potremmo rimanere accompagnati dai sordi colpi delle spade sul stupiti se un depliant turistico indicasse i 10-12 legno degli scudi: “Scala-Scala, carne, carne”. chilometri della sommità arginale dell’Adige tra Era l’inizio dell’ultima guerra del Medioevo.

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14 Mondo scuola NEWS

Mondo scuola 19

Restyling

LA SCUOLA PARROCCHIALE SAN GIOVANNI BOSCO HA RIAPERTO I BATTENTI

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sessant’anni di distanza dalla fondazione, dopo i lavori di ristrutturazione e ampliamento, il 12 febbraio scorso ha aperto i battenti la rinnovata scuola parrocchiale per l’infanzia di Borsea, intitolata a San Giovanni Bosco. Erano i giorni dell’alluvione: il 10 novembre 1951 a Borsea veniva realizzato l’asilo, fortemente

voluto dal parroco don Giuseppe Astori. Inizialmente fu gestito dalle suore Ancelle dell’amore misericordioso, poi dagli anni settanta subentrarono le suore Serve di Maria riparatrici, oggi le maestre e il personale sono persone laiche. Maria Stella Miante da bambina ha frequentato questo asilo e ricorda con affetto suor Matilde, insieme

alle consorelle Veronica, Luisa e Trinità. “Dopo l’alluvione – spiega – anche le madri dovevano lavorare nei campi per il sostentamento della famiglia: l’asilo era un luogo accogliente e sicuro per i bambini più piccoli. Inoltre c’era un refettorio e un servizio di doposcuola per i ragazzi della scuola elementare”. Era un luogo di aggregazione:

c’era un salone per i giochi, un giardino e un piccolo teatro per le recite, che erano particolarmente sentite dai bambini e costituivano appuntamenti importanti per la M.D.P. comunità paesana.

Liberalizzazioni Applicazione dell’emendamento governativo del 27 febbraio

Niente Imu per le paritarie, se non hanno finalità di lucro Per non pagare l’imposta dovranno garantire un servizio equivalente a quello delle scuole pubbliche di Mattia De Poli

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l decreto legge sulle liberalizzazioni colpisce anche le scuole paritarie? Forse. Un emendamento governativo del 27 febbraio prevede che dal 2013 l’esenzione dall’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, sarà riservata solo alle realtà che non svolgono attività commerciale. Di sicuro le scuole paritarie saranno valutate sotto tre diversi profili. In primo luogo dovranno garantire un servizio equivalente a quello delle scuole pubbliche in termini di programmi di studio, rilevanza sociale, accoglienza di studenti disabili e applicazione dei contratti

Nel rodigino 72 istituti, fra nidi integrati e scuole dell’infanzia collettivi del personale docente e non docente. Non devono essere previste forme di discriminazione che limitino l’accesso, neppure sulla base del rendimento scolastico: presentando l’emendamento, il capo del governo Mario Monti ha sottolineato che “il servizio scolastico deve essere aperto a tutti

i cittadini alle stesse condizioni”. Ogni scuola paritaria, infine, dovrà essere organizzata in modo da non avere finalità di lucro e da destinare eventuali avanzi a sostegno dell’attività didattica. Queste novità interesseranno anche le realtà polesane: nella provincia di Rovigo le scuole paritarie sono 72, fra nidi integrati e scuole dell’infanzia, e accolgono quasi 4 mila bambini: circa il 45 per cento di quelli con età compresa fra 3 e 6 anni sono iscritti a scuole dell’infanzia non pubbliche. Il personale impiegato si aggira intorno alle 650 unità e le rette a

Una delle scuole paritarie del Polesine carico delle famiglie coprono il 60 per cento dei costi di gestione. Le scuole paritarie si trovano soprattutto in aree decentrate, nei paesi, nelle frazioni e nei quartieri periferici, e, oltre a svolgere la funzione di centri di formazione, costituiscono autentici punti di aggregazione per le realtà locali. Nonostante la situazione attuale sia preoccupante per la scarsità di risorse economiche e per le lungaggini nell’erogazione dei finanziamenti statali e regionali, c’è una piccola comu-

nità, quella di Borsea, alle porte di Rovigo, che ha festeggiato l’inaugurazione della rinnovata scuola parrocchiale dell’infanzia San Giovanni Bosco. L’opera, che ha richiesto due anni di lavoro, è parte del progetto tecnico e infrastrutturale “Cuore Nuovo”, avviato dieci anni fa: le spese sono state sostenute grazie all’8 per mille della Cei e ai contributi della Fondazione Cariparo, della Regione, del Comune, dei parrocchiani e di alcuni sostenitori.


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12 Guida alla mostra di Palazzo Roverella 16 SPECIALE MOSTRA

Il 25 febbraio è stata inaugurata la nuova esposizione

Divisionismo un ponte verso la modernità Attraverso la luce riuscirono ad andare oltre il realismo e a cogliere il respiro di un ‘epoca di Mauro Gambin

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ontenere le rivoluzioni dentro a delle date esatte è impossibile, poiché spesso se ne può indicare con precisione l’acme nel suo manifestarsi ma ben più difficile è capire da quanto lo spirito “sovversivo” cova sotto la cenere. Tanto più in arte. Il Rinascimento, ad esempio, per tutti è un fenomeno del ‘400 ma difficilmente si spiegherebbe se nel corso del secolo precedente non vi fossero stati una serie di sconvolgimenti economici, politici, religiosi e sociali che ne hanno posto le basi. Anche in questo caso, tuttavia, il dibattito continua da più di un secolo, tra chi sostiene che tra Medioevo e Rinascimento ci sia stata una frattura e chi invece ne ravviserebbe la continuità. Il Divisionismo non fa eccezione, anch’esso è stato un movimento a suo modo rivoluzionario ma che a prescindere dal desiderio di rinnovamento e modernità, in parte ha affermato anche valori dell’epoca precedente. Quindi comunemente si dice che il Divisionismo è stato un ponte verso la modernità, dove il passato dal quale emanciparsi era il Realismo e il futuro che di li a poco si sarebbe affermato portava il nome scontato di Futurismo. Ma a suo tempo anche il Realismo era stato un movimento rivoluzionario, attorno al 1840 con fermezza aveva affermato la superiorità della verità sul sentimentalismo del Romanticismo, tanto che Gustave Courbet era arrivato a destinare a degli “spacca pietre” lo stesso posto sulla tela che in passato era stato concesso solo a santi o a membri dell’aristocrazia. Rivoluzionarissimi e modernissimi, poi, gli scapigliati che in Italia vent’anni dopo Courbet concepirono come forme di contestazione la disobbedienza, lo sberleffo, il vizio e una certa trasandataggine radical chic. Moderni in quegli anni erano anche i simbolisti la cui ricerca cercava di oltrepassare l’oggettività fotografica degli impressionisti cogliendo tutto ciò che esiste ma che non si vede ad occhio nudo, rispolverando un gusto antiquario classico ma sostituendo alla ieratica compostezza dell’antico le linee ondulate del sentimento contemporaneo. Insomma in quegli anni la Cultura europea era un ingorgo di artisti rivoluzionari che a colpi di gomito cercavano di farsi spazio con lo stesso zelo con il quale le ideologie rivendicavano asilo politico nella società del tempo, con la scusa di affrancarla dal modo in cui aveva pensato a se stessa nella storia. Del resto il “Positivismo”, ossia l’esaltazione della tecnologia e del primato del progresso, e le nascenti rivendicazione di diritti che sarebbero sfociate nella lotta di classe e nel Socialismo di Carlo Marx, costituivano un sistema bipolare dentro al quale si muovevano anche gli artisti di fine Ottocento. Il Divisionismo fu albergo di queste due tendenze apparentemente contraddittorie, fu una “grosse koalition” nella quale confluirono tanto gli artisti di area “simbolista”, come Gaetano Previati o Giovanni Segantini, quanto quelli di area “realista” come Angelo Morbelli, Plinio Nomellini o Giuseppe Pelizza da Volpedo. A riunirli attorno l’insegna della “Modernità” fu Vittore Grubicy de Dragon che con alle spalle un passato di gallerista d’arte, insieme al fratello Alberto, era entrato in contatto con la Scuola di Barbizon e con quella

dell’Aia e aveva una versione aggiornata e moderna sulle ultime scoperte sul colore che i neoimpressionisti francesi, Georges Seurat e Paul Signac stavano mettendo a punto in quegli anni. La “pittura divisa” era il risultato di questa ricerca, ottenuta con la stesura di colori puri e complementari affiancati e sovrapposti in brevi virgole e non più in larghe campiture e sovrapposizioni di velature come nella pittura tonale. Insomma il colore non veniva mischiato sulla tavolozza, veniva steso puro sulla tela lasciando all’occhio il compito di fondere le diverse gradazioni delle tinte sulla retina. Le prove empiriche dimostrarono che con

Il percorso L’alfabeto di Vittore Grubucy De Dragon: la polifonia della natura L’esposizione di Palazzo Roverella prende le mosse da colui che ebbe un ruolo di apripista per il movimento Divisionista. Per il suo lavoro di mercante d’arte aveva vissuto al lungo all’estero, a Londra e nei Paesi bassi, e aveva avuto modo di conoscere la pittura moderna, i paesaggisti della Scuola dell’Aia e quella più famosa di Barbizon ma soprattutto, seppur non avesse mai visto gli esiti raggiunti in materia di colore dai maestri francesi del puntinismo George Seurat e Paul Signac, era entrato in possesso degli scritti di Felix Fénéon su “Les Impressionnistes 1886” nei quali veniva teorizzata la tecnica della “pittura divisa”. Iniziò a dipingere nel 1885 e si dedicò interamente alla pittura e all’attività di pubblicista dopo il 1890 scrivendo articoli e recensioni per “La Riforma”, “La Cronaca d’Arte”, “L’Idea Liberale” nei quali non mancò mai di esprimere i propri legami con la cultura tardo romantica lombarda. Nello stesso anno presentò per la prima volta la sua produzione pittorica a un’esposizione pubblica, prendendo parte alle rassegne della Società Permanente, della Famiglia Artistica fino al 1899 e alle Triennali di Brera; successivamente, non mancò mai alle Biennali veneziane. Tra il 1891 e il 1898 trascorse i mesi invernali a Miazzina, in un isolamento operoso finalizzato alla realizzazione di un ciclo di opere di respiro panteista e definitivo intitolato “L’inverno in montagna”, culminato nel polittico in otto tele ora alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Dopo il 1898, colpito da una grave nevrosi, non realizzò nuovi dipinti, ad eccezione di alcuni ritratti post mortem sollecitati da amici quali Arturo Toscanini, dedicandosi invece alla reintrepretazione in chiave divisionista delle opere eseguite in precedenza, in un processo di rivisitazione emozionale di luoghi e momenti già vissuti.

questa tecnica la luminosità raggiungeva esiti inediti, sia per i realisti che riuscirono ad andare oltre il realismo sostituendo la luce artificiale con quella fenomenica, sia per i simbolisti capaci con lo stesso metodo di creare immagini vibranti quanto una foto alla pancia del cosmo venuta mossa tanto da dare l’idea del respiro. “Che moderno! – urlarono tutti con somma soddisfazione acquistando immediatamente la posizione di neo-naturalisti e postsimbolisti”. La prima occasione per mostrare i risultati raggiunti fu la triennale di Brera del 1891 ma i risultati non furono incoraggianti in termini di vendite, permaneva

L’innovazione tecnica e gli archetipi del paesaggio

La seconda sala è dedicata alla tecnica divisionista e alla sua applicazione ideale nella pittura di paesaggio. Una luce inedita per la pittura, questo era il risultato ottenuto dalla pittura divisa attraverso l’accostamento di brevi pennellate di colori complementari, con riverberi e bagliori che permettevano di affrontare la pittura di paesaggio con nuovi obiettivi. Per certi artisti, è il caso di Giovanni Segantini, la ripresa di momenti agresti o di paesaggi alpini va interpretata in chiave simbolista ossia con significati religiosi o allegorie legate all’esistenza (“Le due madri”, “Ave Maria a trasbordo” “La Natura”, sono i titoli di alcune opere emblematiche del pittore trentino) per certi altri, invece, il paesaggio offre la possibilità di trattare temi più sociali se non addirittura politici, legati al lavoro, alla fatica, allo sfruttamento con accenti di denuncia quando non raramente di rivolta.

il sospetto che il movimento non fosse abbastanza innovativo. Mancava un’ideologia forte e soprattutto sufficientemente condivisa nel gruppo, da fondere le correnti di provenienza. La rivoluzione anche se non percepita era comunque latente e fu la generazione successiva a far deflagrare in tutta la sua modernità il concetto di “luce e movimento”. “Ritmi di archetto”, “Bambina che corre sul balcone”, “Rissa in galleria” o “Lampada ad arco” sono i quadri nati nel segno del Divisionismo e già protesi verso il Futurismo pittorico di Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Luigi Russolo. Il nuovo movimento pose una

La via antinaturalistica: l’ora del giorno, la melodia delle stagioni Nella terza sezione viene proposto uno dei campi di indagine sui quali la mostra intende fare luce, ossia i rapporti tra gli artisti e le diramazioni che il movimento conobbe al di fuori dei due contesti che tradizionalmente gli vengono riconosciuti, ossia quello lombardo e quello piemontese. In questa sala, infatti, ai maestri storici, in primis Gaetano Previati e Giuseppe Pellizza, si affiancano alcuni protagonisti di ambiti geografici forse finora eccessivamente subordinati all’asse del Nord Italia: ed ecco Plinio Nomellini, icona di un divisionismo trait-d’union tra Toscana e Liguria, che ora, con alcuni capolavori rende necessari ulteriori chiarimenti e riflessioni in margine alla necessità di reimpostare flussi e diffusione di un linguaggio policentrico. Ma il “caso” Lloyd resta davvero esemplare di una rinnovata visione scientifica che rivaluta finalmente il Toscano non più come uno dei tanti “casi disparati”, bensì in quella luce di intellettuale-filtro tra la stagione fattoriana e gli aneliti divisionisti pellizziani e grubicyani. Accanto a quest’ultimo diventa una vera e propria scoperta nell’ambito delle promesse del circuito commerciale di Alberto Grubicy l’inedita personalità di Adriano Baracchini-Caputi, anch’esso coinvolto nel cenacolo grubicyano in Toscana. Nella serie di quadri, inoltre, va ravvisata la componente “suggestiva” legata alla luce. L’ora del giorno si accompagna agli stati d’animo dell’uomo ai suoi sentimenti e alle sue emozioni.

Divisionismo sulla costa: lo studio del mare Il paesaggio divisionista non fu solo di montagna ma anche di mare a testimonianza che il movimento non riguardò solo il Nord Italia ma anche il Centro grazie a pittori toscani come i livornesi Plinio Nomellini o Llewelyn Lloyd, anche se con con origini gallesi, o emiliani come il bolognese Antonio Discovolo o il romagnolo Mario Puccini.


Guida alla mostra di Palazzo Roverella 17 13 SPECIALE MOSTRA

Le scelte dei curatori

Un’indagine dentro e attorno al movimento di Melania Ruggini

L

data per la genesi del nuovo linguaggio, quella del “Manifesto della pittura futurista” del 1910 nel quale viene affermata con una certa veemenza la ribellione a tutto ciò che apparteneva al passato esaltando invece il giovane, il nuovo e il palpitante di vita. In questo dimostrarono di aver imparato la lezione: tagliarono i fili della riconoscenza con chi li aveva preceduti, teorizzarono e annunciarono i contenuti dell’opera ancora prima di realizzarla, demarcarono il profilo netto dell’artista futurista rispetto a tutto ciò che gli stava intorno. Inventarono il “brand”, fu questa la vera rivoluzione.

Il Divisionismo ideologico

Purtroppo questa è la sala che delude di più. Se si pensa che in questo raggruppamento apparterebbero opere come ”Il Quarto stato” e “Famiglia di emigranti” di Pelizza da Volpedo o “L’oratore dello sciopero” di Emilio Longoni, che a tutt’oggi rimangono icone contemporanee per la protesta e la rivendicazione dei diritti sociali e del lavoro, appare opaca la selezione al Roverella in quanto trasmette solo in parte l’attenzione che alcuni divisionisti dedicarono a questi temi. La crisi, le tensioni politiche dell’Italia post unitaria ma anche una certa contestazione al Positivismo e alla Scienza, che invece di sanare la triste condizione delle masse diventò mezzo per accrescerne lo sfruttamento, infatti, furono tra i temi fondanti del movimento. In mostra, al più, viene mostrato la condizione di subordine dei poveri nei confronti dei ricchi, come in “Riflessioni di un affamato” diEmilio Longoni, o “I grassi e i magri” di Enrico Lionne, ma l’urlo di protesta che proprio in quegli anni si stava diffondendo anche nella forma della lotta di classe rimane per lo più soffocato.

o scorso 25 febbraio ha preso il via la nuova mostra a Palazzo Roverella di Rovigo dedicata al Divisionismo. Il periodo preso in analisi si sviluppa tra il 1890 e l’indomani della Grande Guerra; negli anni in cui in Francia Signac e Serautdavano vita al Neo Impressionismo, anche in Italia molti artisti si confrontano con l’uso “diviso” dei colori complementari, approdando ad esiti di notevole efficacia. Mediante la sperimentazione gli artisti affrontano i grandi temi del ‘900, dal mutato rapporto con la realtà naturale allo sviluppo della moderna città, dalle scoperte scientifiche ai prossimi conflitti sociali. Si tratta a ben vedere di una notevole rottura con il passato, ad un passo dal fondamentale avvento delle avanguardie storiche. Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che si sovrappongono, filtrati da uno spirito nuovo, intimo, spirituale, simbolico, politico. La selezio-

ne delle opere, curata da Francesca Cagianelli e Dario Matteoni, intende rileggere la storia di questo momento dell’arte italiana con un’impronta stratificata, sviluppandolo nelle sue molteplici connessioni con gli altri movimenti di fine Ottocento, le elaborazioni contemporanee e gli sviluppi futuri, tra cui proprio il Futurismo. Lo sguardo rivolto agli anni fondativi del divisionismo e ai cosiddetti maestri storici è ampliato per mezzo dei grandiosi protagonisti degli anni Venti del 900 e per mezzo della mappatura geografica, che si allarga ben oltre il classico asse Torino- Milano o il trionfo di una sola regione, diventando invece il dibattito di un’intera nazione. La mostra si propone inoltre di allargare la prospettiva critica, puntando su artisti prima marginalmente annessi al Divisionismo, come Vittore Grubicy de Dragon e in particolare nei contributi apportati nel vibrante e suggestivo percorso, proteso verso la riflessione scien-

tifica, con una predilezione per il contesto europeo. Lo stesso ruolo di Plinio Nomellini, icona di un divisionismo trait-d’union tra Toscana e Liguria, offre l’occasione per mettere in luce le complesse geografie di un movimento che attraversa le diverse tradizioni regionali e impone istanze di mutazioni stilistiche. La riflessione giunge all’esordio delle avanguardie e, anche in questo particolare settore di confine, spazia dalla Toscana alla Liguria, dall’Emilia Romagna al Veneto. A concludere tali serrate tappe di un’inevitabile estensione della questione divisionista resta da apporre il sigillo della Secessione Romana, nella trascrizione di nuovi miti mondani e di inedite mode esotiche. Ultimi, emozionanti bagliori di una vicenda artistica che va a concludersi, per sfociare nel rivoluzionario Futurismo, con l’esordio di un’altra grande storia, tutta italiana

La Psicologia della vita moderna

Il cosmo secondo i divisionisti: la pittura idealista verso la svolta eroica

Prima del Futurismo: l’esperienza della luce all’ultima vibrazione

La sesta sala è una galleria di ritratti. Come è stato detto in proposito della pittura di paesaggio, la tecnica divisionista si prestava perfettamente per le immagini all’aria aperta, forte della capacità di cogliere i riverberi dell’atmosfera e il mutare della luce, ma risultò essere efficace anche per catturare la psicologia dei volti nella ritrattistica. Appaiono già sintonizzati sulla stagione futurista il “portrait” dello scultore Valerio Brocchi a firma di Umberto Boccioni, dove il guizzare del pennello nel primo già anticipa il “movimento”, e quello di Giacomo Balla, “Ritratto all’aperto”, (assunto come icona della mostra rodigina) dove il bianco del vestito indossato dalla signora sul balcone non è più il candore della purezza simbolista ma un semplice contrappunto cromatico che dirige l’occhio dello spettatore verso la città sullo sfondo, protagonista indiscussa della stagione successiva.

Al cosmo vengono dedicate due sale. In rapida successione, negli spazi che anticipano e affiancano la galleria dei ritratti, trovano collocazione in modo prevalente le opere di Pelizza da Volpedo, nella prima, e di Gaetano Previati nella seconda nelle quali è manifesta l’appartenenza al Simbolismo dei due maestri. In queste opere, infatti, viene proposta una visione della natura in forma di specchio della realtà interiore, ossia come metafora di qualcosa di profondo e suggestivo, tanto da dover essere evocata, più che descritta. Il Simbolismo, infatti, ha nelle sue fondamenta le tendenze dell’arte romantica dei primi decenni dell’Ottocento e benché il suo avvento ufficiale abbia una data ben precisa, 1886, anno nel quale Jean Moréas lancia in una pagina di “Le Figaro” il manifesto della poesia simbolista (ma indirizzato anche alla pittura), già molto tempo prima, diversi pittori ostentavano il bisogno di esprimere il mondo reale con un linguaggio che andava oltre la percezione visiva, concentrandosi soprattutto sulla spiritualità del contenuto, sulle analogie e sull’enigmaticità in esso presente. “L’idealismo platonico” presuppone che la realtà sia formata dalla pura idea, e questo comporta che il pittore, in qualità di veggente, traduca i significati profondi e li riporti sulla tela in forme sensibili e comprensibili da tutti: l’artista dunque, deve riuscire ad esprimersi oggettivando il soggettivo. L’Idealista è infatti Pelizza da Volpedo nel ciclo dedicato alla vita, il cui esordio parte con le tappe dall’amore, enunciate sotto la metafora paesaggistica delle stagioni dove l’innamoramento coincide con la primavera di “Prato fiorito” e arriva all’amore carnale nell’intonazione autunnale nel panello centrale del trittico de ”Amore nella vita”, e continua arrivando alla morte invernale de “La vecchia nella stalla”. Ancora più marcatamente Simbolista il ferrarese Previati. Affermatosi precocemente sulla scena dal tardo Romanticismo, la sua opera anche nella fase divisionista fu caratterizzata da una straordinaria forza visionaria, cosmica, mistica, musicale. Il suo Simbolismo, infatti, ricorda le atmosfere della poesia di Pascoli o le musiche di Mascagni, tanto che D’Annunzio ricorse a lui per decorare la Sala della Musica al Vittoriale.

Nella penultima sezione della mostra di Palazzo Roverella si respira già l’aria del futuro movimento. La selezione di quadri infatti inizia dalle fresche brezze che Umberto Boccioni ha fissato sulla tela di “Sera d’aprile” ma due quadri più in la, l’evoluzione della seconda generazione di divisionisti entra già nel vivo della frenesia turbinante e delle luci notturne con Carlo Carrà in “Uscita dal teatro”. I cavalli bianchi che in alto a sinistra della tela si allontanano trainando la scura sagoma di una carrozza, sono già quelli scossi e schiumanti de “La città che sale” mentre le lampade lanciano già spruzzi di luce gialla limone come se il Futurismo fosse già nella sua stagione più matura.

Miti e simbologie Nelle due sale che seguono viene data ancora una testimonianza del forte grado di parentela che lega il Divisionismo al Simbolismo. In opere come “I corsari” (in foto) o “Plenilunio” di Nomellini o Lussuria di Giuseppe Cominetti la maggiore densità espressiva tocca accenti visionaria ed eroici.

In tema di secessioni La mostra si conclude con gli epigoni del movimento, individuati all’interno della Secessione romana del 191317 dove a dire il vero si perdono i riferimenti che avevano caratterizzato il movimento iniziale azionato da Vittore Grubicy se non nella pennellata franta, il cui valore tecnologico era anch’esso superato dalle avanguardie storiche che a partire dall’Astrattismo, Cubismo, Dadaismo, Fauvismo, Futurismo e Surrealismo avevano di fatto distrutto il figurativismo dell’arte per sciogliere il colore dal disegno per affermarlo come valore a se stante, liberare la linea nella ricerca della quarta dimensione e rincorrere il pensiero anche nei suoi aspetti automatici ed istintivi. La pittura come descrizione unitaria era esplosa anche nella sua accezione evocativa, rimasero solo i pezzi che cominciarono ad andare ognuno per conto proprio.


20 Personaggio

Personaggio 19

Protagonisti del passato Sue tante iniziative come la Sagra degli Aquiloni o il Ferragosto badiese

Guido Mora, un nome indelebile a Badia Fu uomo di cultura. Nel 1976 il proprietario dell’Abbazia gli consegnò l’intero “Archivio Vangadiciense” di Denise Formigaro

I

l passato è una parte fondamentale della nostra vita, che ci fa conoscere come eravamo e ci fa capire come siamo ora. Per questo le persone che dedicano la loro vita a ricostruire la storia, hanno offerto a noi e alle generazioni future un pozzo di conoscenza di inestimabile valore. Per non parlare delle persone che si adoperano per costruire una società migliore nel presente, con manifestazione ludiche e culturali per tutte le età. Assieme, queste due capacità, creano una persona unica, difficile da trovare. Ma ancora una volta, il nostro territorio ci sorprende e ci regala Guido Mora, un uomo straordinario che ha fatto molto per la sua città Natale, Badia Polesine. Nato il 26 settembre 1926, ha sempre lavorato nella sua ditta di pompe funebri che gli

ha permesso di dedicarsi alla sua grande passione: la cultura. Presidente della Pro loco per più di trent’anni, ha realizzato e coniato molte manifestazioni che oggi per il paese sono una tradizione. Come la Sagra Nazionale degli Aquiloni che si svolge il 25 aprile fin dal 1960, il Ferragosto Badiese e la mostra mercato. Per non parlare del riconoscimento “benemeriti del lavoro”, creato nel 1969 proprio dallo stesso Mora, che premia un uomo e una donna distintisi per la loro dedizione al lavoro. In paese si è persino dedicata una via a questa cerimonia, testimonianza di come questo premio sia importante. Guido, perciò, ha sempre sviluppato con le sue idee, la culturale del paese: “Durante gli anni in cui sono stato assessore alla cultura a Badia Polesine – ricorda Paolo

Guido Mora in due momenti tratti dalla Sagra degli Aquiloni di qualche anno fa Aguzzoni - guido mi ha sempre sostenuto e aiutato nel creare tutte le manifestazione programmate. Lui era la voce di quasi tutti gli eventi e un alleato formidabile, perché con le sue conoscenze siamo riusciti a realizzare grandi cose”. Oltre alla cultura, si è dedicato anche al commercio, partecipando attivamente per trent’anni all’associazione commercianti Ascom, dapprima come responsabile e poi come vice presidente provinciale dell’Alto Polesine. Ma Guido, assieme agli amici Giovanni Beggio e Camillo Corrain, ha anche avuto il merito di avviare la ricerca storica a Badia, partita dalla creazione del Sodalizio

Vangadiciense. Nel 1970, infatti, iniziano i convegni chiamati “Studi Vangadiciensi”, che raccontano le varie ricerche effettuate dai membri del Sodalizio. Mora, presidente operativo dell’associazione, aveva il compito di organizzare gli incontri e di trovare fondi per l’opera che lui e i suoi soci svolgevano. Nel 1976, arriva una donazione da parte del proprietario dell’Abbazia della Vangadizza, che consegna a Guido l’intero “Archivio Vangadiciense”. “La sua passione per la storia, ma soprattutto per l’Abbazia – continua Aguzzoni- lo porta a conservare le pergamene donategli dal conte De Rostolan nelle bare che lui possedeva, visto che non

esisteva ancora la sede dell’associazione”. Il sogno di tutti i soci, però, era di poter riportare un giorno l’archivio all’interno della Vangadizza. Questo desiderio si realizza nel 1996, quando l’archivio viene inaugurato. Ma, nonostante tutte queste soddisfazioni, al Sodalizio arriva anche un grande dolore: Guido viene a mancare improvvisamente il 12 gennaio 1999, stroncato da un malore proprio davanti all’Abbazia che aveva tanto amato. Il Sodalizio Vangadiciense ha reso omaggio al suo grande fondatore intitolandogli la sede dell’Archivio Storico Vangadiciense.

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20 Cultura provinciale

Cultura provinciale 21

Concerti Fino a novembre la rassegna organizzata dall’associazione “Polifonico città di Rovigo”

Sei appuntamenti nel segno della grande musica Domenica primo aprile De Poli e Altieri al museo dei Grandi Fiumi suoneranno sulle note di Schubert

Mostra a Santa Maria Maddalena Billy Malaman, pittore della vita

di Melania Ruggini

S

ei concerti per sei edizioni: e’ ripartita domenica 19 febbraio la rassegna concertistica organizzata dall’associazione “Polifonico città di Rovigo”, che si protrarrà fino a novembre per un totale di 6 appuntamenti. La prima data, intitolata Bach’s Abend, ha debuttato al Conservatorio Venezze e ha visto come protagonisti Cristiano Contadin (viola da gamba) e Michele Barchi (clavicembalo). Le location, oltre al Conservato- I protagonisti della rassegna concertistica rio, saranno le sale del Museo dei Grandi fiumi e il salone della prefettura Palazzo Salvadego-Sgarzi, nel mese Altieri. Dieci anni di concerti fanno dell’associazione gio percorsi musicali molto diversi per epoche e stili, di ottobre, con un concerto di organo e flauto dolce. Il una realtà consolidata, caratterizzandosi per la volontà svolgendo un’apprezzata attività concertistica in Italia e calendario proseguirà domenica primo aprile con Fran- di presentare aspetti particolari del repertorio musicale all’estero, affermandosi anche in diversi concorsi naziocesco de Poli e Maddalena Altieri al museo dei Grandi internazionale. Vittorio Zanon, presidente dell’associa- nali ed internazionali. Dal 1999 al 2002 il Polifonico Fiumi che suoneranno sulle note di Schubert, “un liuto zione, si è detto particolarmente entusiasta del calen- Città di Rovigo ha coordinato l’attività didattica dell’Istied uno zufolo...”. Il 15 aprile Pietro Prosser farà scopri- dario di quest’anno abbinato al coinvolgimento degli tuto diocesano di Musica Sacra Santa Cecilia di Rovigo. Dal 2000 al 2002 ha promosso la rassegna allievi del conservatorio, veri re le differenze tra calichon e chitarra professionisti del settore. “La concertistica “Concerti a Palazzo Campo”, mentre dal romantica. Dopo la pausa estiva la Nezzo: “Uno rassegna riprenderà il 30 settembre dei nostri obiettivi rassegna– ha detto l’assesso- 2003 promuove al Museo dei Grandi Fiumi la rasre Paola Nezzo – rappresenta segna concertistica“I Concerti del Polifonico”. Motivo alla sala Flumina dei Grandi Fiumi è di valorizzare un momento atteso da tutti. di orgoglio dell’associazione è la “Nuova accademia con Marco Scavazza e la Nuova le risorse Il Polifonico città di Rovigo da degli addormentati”, ensemble vocale attivo per iniaccademia degli addormentati. Il 18 del territorio” anni opera nel nostro territorio ziativa del direttore artistico Marco Scavazza, che racottobre le sale della residenza del prefetto apriranno le porte per il concerto d’organo di con iniziative di qualità e ricerche in campo musicale, coglie le voci più giovani del Polifonico, riscuotendo Birgit Pircher e Vittorio Zanon. Infine il 18 novembre spaziando tra tradizione e innovazione. Uno dei nostri già consensi e proponendo numerose esibizioni in Itala rassegna si cocluderà ai Grandi Fiumi con “Folclore, obiettivi è di valorizzare le risorse del territorio”. Il diret- lia, mediante programmi musicali di rara esecuzione. esoterismo e contrappunto, il linguaggio di Vaughan tore Zanon ha tracciato la storia dell’associazione: nata I concerti sono ad ingresso libero fino ad esaurimento Williams e Holst” con Marco Scavazza e Maddalena nel 1979, ha sempre affrontato con impegno e corag- dei posti disponibili.

La tersa età e oltre Man man che i giorni i passa e la salute la resta, a basta on fià d’fantasia e na spiera d’sole e per la tersa età l’è sa na festa. L’ansianità l’è la strada d’la vechiaia; andando pian pian e sensa magagne s-va luntan Ormai superare i novant’ani la-n’è più na novità e el so valore umano e cristiano l’è presioso ad ogni età. A ss-è sentì da la television che na dona l’è riva a sent’e do ani; l’à guidà la machina senza far malani, l-à rispetà i segnali con precision, l’à mai ciapà na contravission, l’à risevù el premio da l’assicurassion. L’è on bel traguardo poderghe arivare magari a piè ma cumissiando a pregare tacà a la speransa e con santa pasiensa, e se Dio el vorà, a-ssè slungarà l’esistensa di Mario Naia

B

illy Malaman torna ad esporre le sue opere. L’occasione è rappresentata da una mostra dedicata alle arti pittoriche nell’arredamento che lo scorso 17 marzo ha preso il via a e Santa Maria Maddalena esponendo una trentina di quadri del celebre artista polesano dipinti su pelle di cavallo. Una tecnica che lo stesso ha brevettato e che in passato gli è costata la feroce critica delle associazioni ambientaliste. Un rimprovero che ha profondamente toccato la sensibilità dello stesso Malaman, tant’è che in un passaggio del documentario girato recentemente da Ferdinando de Laurentis sulla sua vita, ha esplicitato che il suo intento è opposto rispetto a quello che gli viene contestato. “Io amo profondamente gli animali, ad una cavalla addirittura devo due volte la mia stessa vita. La genesi della mia tecnica nasce proprio da questo episodio: dopo la sua morte ho recuperato la pelle per trasformarla in qualcosa che potesse accompagnarmi per il resto dei miei giorni. La natura mi commuove, davvero, non farei nulla per nuocerle. Riciclare le pelli per me significa salvarle dalla distruzione e permettere loro di rimanere testimonianza della vita”. Lo spazio espositivo si trova in via Bassa al civico 29, i quadri resteranno in esposiMa.Ga. zione fino al 17 maggio.

Cultura alimentare

E’ nata l’Accademia delle Verdure Dopo l’atto costitutivo una apprezzatissima cena con gli ortaggi di Lusia. Prossimo obiettivo: la creazione di una “strada del gusto” in Polesine

C

resce in Polesine la consapevolezza dell’originalità del territorio tra i due fiumi e si fa sempre più strada l’obiettivo di promuoverne le peculiarità. Ultima iniziativa in ordine di tempo, la costituzione dell’ “Accademia delle verdure dell’Adige”. Istituita allo scopo di diffondere la cultura della terra, nell’ottica di valorizzare in particolare i prodotti orticoli della zona rivierasca dell’Adige, l’Accademia intende diffondere una opportuna cultura alimentare nonché accreditare un’immagine turistica della zona, giungendo in un prossimo futuro ad identificare una strada del gusto in Polesine. La nascita dell’Accademia ha avuto luogo giovedì 16 febbraio presso la trattoria al Ponte di Lusia, con la registrazione dello statuto e la firma da parte dei soci fondatori. I quali hanno poi eletto presidente Renato Maggiolo, personaggio carismatico nell’ambito della produzione orticola veneta, che da anni si occupa della valorizzazione culinaria delle verdure, nell’ottica di sposare il gusto e la salute, promuovendo nel contempo lo sviluppo del settore orticolo, storicamente rilevante dal punto di vista economico per la zona che gravita su Lusia.

A festeggiare la nascita dell’Accademia delle Verdure sono convenuti presso la trattoria al Ponte oltre cento commensali, facenti parte del gruppo Amici dell’Arte di Rovigo con la presidente Gianna Mazzetto e dell’Accademia del Tartufo del Delta col proprio presidente Dimer Manzolli. Una cena gustosissima: manicaretti a base di verdure sapientemente preparati dalla famiglia Rizzato che da generazioni gestisce la storica trattoria. Locale ben noto, che nel tempo ha subito una costante evoluzione nel campo dell’accoglienza e delle proposte culinarie, dedicando sempre massima attenzione al territorio con particolare impegno a valorizzarne i prodotti locali. Il significato della nascita dell’Accademia delle verdure è stato esplicitato in particolare da Adriano Buoso, presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e animatore di varie iniziative di valorizzazione turistica del Polesine, mentre il neo presidente Renato Maggiolo, dopo aver parlato dell’opportunità di riappropriarsi della cultura della terra, sposando saperi e sapori, è passato ad illustrare il menù della serata, dando indicazioni non solo sul procedimento di preparazione delle varie portate, ma

anche delle calorie di ogni piatto, informazioni utili per la salute a tavola. Ottimo l’abbinamento con i vini della Lessinia forniti dall’azienda Marcato, rappresentata proprio da Lino Marcato, apprezzato produttore vinicolo, che con la sua presenza ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa.

Hanno portato i loro saluti e gli apprezzamenti per l’iniziativa il sindaco di Rovigo Bruno Piva, l’ex sindaco Paolo Avezzù, il presidente del Conservatorio rodigino Ilario Bellinazzi e il giornalista Sergio Garbato che ha parlato del rapporto Polesine e cinema. Lino Segantin


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

La Giornata della Legalità Una risposta corale alla criminalità organizzata

La mafia in Veneto attraverso le piccole imprese in crisi

di Ornella Jovane

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a presenza della criminalità organizzata in Veneto, le infiltrazioni della malavita nel tessuto imprenditoriale, le iniziative di istituzioni, mondo economico e società civile per arginare il fenomeno e contrastarlo. Lo scorso 9 marzo ha preso il via il processo ai 27 dell’organizzazione riconducibile al clan dei Casalesi che prestava a piccoli imprenditori veneti in crisi denaro a usura costringendoli alla lunga a cedere loro la propria attività o altri beni. Il tema è faticoso e impegnativo ma l’impellenza dell’attualità detta la necessità di dare segnali visibili di un impegno consapevole, vigile e attivo. E un segnale concreto è anche quello che la Camera di Commercio di Venezia, insieme con Provincia e Prefettura, ha voluto lanciare lo scorso 23 febbraio a Mestre: un’intera giornata - destinata a diventare un appuntamento annuale - dedicata al tema della legalità scandita in due passaggi salienti, il primo educativo riservato ai ragazzi del quinto anno delle scuole superiori, il secondo “operativo” con la firma del protocollo di legalità tra Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, l’associazione di Don Luigi Ciotti che dal 1995 è impegnata contro le mafie, e Unioncamere Veneto. In due momenti diversi sono stati chiamati a testimoniare il proprio impegno il mondo delle imprese e dell’econo-

mia, della scuola, le istituzioni e la politica, ciascuno a fare la propria parte nella lotta alla mafia. Un cancro che ha attaccato anche il tessuto economico veneto, diagnosi che non può più essere taciuta nè sottovalutata e che con delicatezza ma schiettezza è lo stesso don Luigi Ciotti a formulare nel corso del suo primo intervento davanti a circa 300 studenti presenti all’auditorium della Provincia di Venezia - ente che nella prima parte dell’evento ha fatto gli onori di casa - e un’altrettanto affollata platea di ragazzi in collegamento streaming dalle scuole superiori del territorio provinciale. Una diagnosi che il sacerdote originario di Pieve di Cadore ha ribadito nel corso dell’incontro pomeridiano con gli imprenditori, le associazioni di categoria e il mondo dei consumatori. Si rifà all’ultimo rapporto della Direzione nazionale antimafia don Ciotti e cita proprio i circa 50 piccoli imprenditori e commercianti di Venezia, Padova, Treviso, Belluno, Vicenza e Verona caduti vittime dell’organizzazione vicina ai Casalesi, quella dell’inchiesta Veneto Gomorra del processo appena iniziato. Altro caso eclatante quello di Treviso dove, attraverso un’impresa attiva nel settore degli appalti pubblici intestata alla moglie del figlio di un prestanome del boss Bernardo Provenzano, operava un’organizzazione mafiosa dedita alle attività

Un momento della Giornata della Legalità alla quale ha preso parte Don Luigi Ciotti il presidente dell’associazione Libera

Firmato un protocollo della Legalità tra Libera, l’associazione di Don Ciotti, e Unioncamere Veneto di riciclaggio e reimpiego del denaro sporco. Due casi noti ma non isolati, come potrebbe invece sembrare dal numero esiguo di inchieste, di una realtà - quella dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale veneto - molto più capillare, più estesa di ciò che appare. Del resto la fragilità delle imprese, in crisi di liquidità e in difficoltà di accedere al credito in questo periodo di recessione economica rappresenta un fattore di debolezza che facilita la penetrazione delle organizzazioni malavitose. E l’inquietante silenzio delle vittime non aiuta, anche se denuncia un’assordante situazione di disagio che spesso emerge soltanto nei casi più tragici dei numerosi suicidi di imprenditori disperati. Il quadro del resto è inequivocabile: il Veneto è al sesto posto per i beni confiscati alla mafia, al quinto per operazioni finanziarie sospette, al decimo per il traffico di droga. E poi c’è il fenomeno della contraffazione. E di fronte a questo panorama la risposta non può

che essere corale e trasversale. Questo il senso della Giornata della Legalità che da parte delle Camera di Commercio che insieme con la Provincia e la Prefettura ha organizzato l’evento, intende essere anche un segnale di incoraggiamento verso gli imprenditori a non sentirsi soli. “Ci sono le istituzioni, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria - scrive il segretario generale della Camera di Commercio di Venezia, Roberto Crosta agli imprenditori - che guardano, aiutano e sostengono in particolar modo le imprese che hanno maggiori difficoltà rispetto alle altre”. La firma del protocollo di legalità prevede, tra i vari impegni, la promozione del progetto “Sos giustizia” che è un servizio di ascolto e di assistenza alle vittime della criminalità organizzata. Sarà gestito da Libera - che oggi è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base distribuiti nel territorio nazionale-, operativo presso le sedi delle Camere di Commercio aderenti e che realizzerà anche attività di mappatura e monitoraggio dei beni confiscati alle mafie nel Veneto, avrà a disposizione dal sistema camerale dati e informazioni di carattere economico e statistico per studiare il fenomeno della presenza delle organizzazioni mafiose sul territorio.

I COMMENTI LA LEGALITÀ, UN’IMPEGNO ORDINARIO DI MOLTI

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’ tempo di andare avanti, non più confidando sull’impegno straordinario di pochi, ma con l’impegno ordinario di tutti”. Il presidente di Unioncamere Veneto, Alessandro Bianchi, sceglie le parole di Giovanni Falcone per esprimere lo spirito dell’iniziativa che ha portato alla firma del protocollo di legalità e suggellato l’impegno a collaborare con l’associazione Libera per unire le forze in un’azione congiunta per la legalità. “Coerenza, responsabilità, cultura - osserva - questi i principi cardine cui si richiama la nostra azione per la legalità, convinti che sia compito fondamentale delle Camere di Commercio tutelare la fiducia alla base

del mercato”. “Quella di oggi è stata una giornata fondamentale - è il commento del presidente Giuseppe Fedalto e del segretario generale della Camera di Commercio di Venezia Roberto Crosta - per il messaggio che è stato lanciato alle scuole e alle imprese in ordine alla necessità di rispettare sempre le regole e la legalità e di mettere al centro del proprio operato la persona, nella vita di ogni giorno come nella conduzione di un’attività economica”. Rivolgendosi agli studenti don Luigi Ciotti ha parlato dell’impegno per la legalità e della lotta alle mafie promossi attraverso l’associazione Libera. Ed ha espresso l’auspicio e

l’invito affinché “garantire il rispetto delle regole sia impegno di tutti perché si arrivi alla giustizia come obiettivo principale, e alla responsabilità come testimonianza, come esperienza”. “Il nostro impegno su questo tema - ha assicurato la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto - è costante e senza sosta. Fra le inizative cito i controlli per la sicurezza sulle spiagge effettuati dai nostri agenti di polizia provinciale, con il sequestro e la sanzione per il commercio di merce contraffatta, ed il progetto collegato di educazione all’acquisto consapevole, La firma del protocollo realizzato con la prefetura e le scuole, “Giovani originali”. della Legalità


Il Veneto in primo piano 23 7 Etica e legalità La lezione di Don Luigi Ciotti, una sveglia per le coscienze

“Siamo qui per costruire giustizia” di Ornella Jovane

Don Luigi Ciotti durante il suo intervento

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iate coraggiosi: vivete e non lasciatevi vivere”. In questa esortazione - esordio e chiusura del suo discorso - c’è tutto il senso dell’intervento che don Luigi Ciotti ha rivolto ai giovani delle scuole superiori nel corso della “Giornata della legalità”. Parole espresse con passione e calore, che hanno catturato una platea di ragazzi rimasti attoniti di fronte all’autorevolezza e alla credibilità di quel sacerdote esemplare, che ha fatto della lotta alle mafie la propria ragione di vita. In religioso silenzio, prima stupiti e poi conquistati, erano lì intenti a seguire il ragionamento e poi a riflettere sul messaggio del fondatore di Libera. “La legalità è un mezzo e non un fine - andava spiegando il sacerdote -, è tuttavia uno strumento indispensabile che serve a raggiungere l’obiettivo vero, la giustizia. Questo è il fine, il valore cui dobbiamo

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ambire. Questo è il motivo perchè siamo qui: per costruire giustizia”. Ma - sottolineava - non vi è legalità senza la responsabilità di ciascuno e di tutti, intesa come impegno collettivo e condiviso al rispetto delle regole. Le regole vanno rispettate per il bene comune, e per questo devono garantire il principio di uguaglianza e quindi i diritti di tutti. Ai giovani don Ciotti ha raccomandato di essere intellettualmente attrezzati per potersi con efficacia assumere questa responsabilità alla legalità. “Continuate ad approfondire, - ripeteva - siate curiosi, abbiate coscienza critica, indispensabile per poter distinguere e quindi reagire a ciò che non è giusto. E’ la cultura che dà la sveglia alle coscienze”. Una sveglia che è necessario far suonare in un contesto di generale “coma etico - lo ha definito il presidente di Libera - che esiste nel nostro Paese”.

Il riferimento è a quelle zone grigie della società, dove il confine tra ciò che è legale e ciò che non lo è sfuma pericolosamente, diventando fertile terreno per la mafia. “La forza della mafia - ha denunciato don Ciotti - è fuori dalla mafia, si alimenta in quelle connessioni ambigue tra corpo sociale, tra segmenti del mondo della politica, e criminalità”. Di qui l’invito a diventare professionisti dell’etica, per assumere ciascuno la propria responsabilità a portare un contributo al cambiamento di un sistema sbagliato e diffuso che, attualmente, si fonda su un pericoloso concetto di “legalità sostenibile”. Una legalità malleabile, di convenienza che non di rado tracima nella non legalità, di fronte alla comune e passiva accettazione o quantomeno colpevole indifferenza sociale. La professione dell’etica richiede invece coerenza morale, una risposta in prima persona di cia-

scuno e di tutti. L’etica è una condizione da cui non può prescindere alcun tipo di sviluppo, compreso quello economico. “Ogni forma di sviluppo - ha concluso don Ciotti - è impossibile senza persone rette e se non è finalizzato al benessere sociale; qualsiasi forma di benessere è a tempo determinato senza il rispetto dei diritti di tutti”. Vivete e non lasciatevi vivere dunque è l’esortazione ad essere professionisti dell’etica, a unire le forze e le energie migliori della società per costruire percorsi concreti della speranza di un mondo più giusto. Un messaggio che è un balsamo per le coscienze ancora acerbe degli adolescenti in crescita, e uno scossone per le coscienze degli adulti spesso distratte dalla effimera lotta per la sopravvivenza di ogni giorno. Sopravvivenza, appunto, che non è vivere.

LIBERA CELEBRA LA “GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DELLE MAFIE”

’è una giornata in cui, una dopo l’altra, le vittime innocenti delle mafia vengono ricordate, una ad una. Gli oltre 900 nomi vengono pronunciati nel corso di un appuntamento che da 17 anni si rinnova. E’ la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia” promossa dall’associazione Libera che si celebra il 21 marzo. Una data emblematica, il primo giorno di primavera, a simboleggiare quella speranza che attraverso il sacrificio di quelle vittime innocenti trova il contenuto di un impegno concreto, vitale e rigoglioso. Vengono nomi-

nati, in un lungo elenco, i 900 semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché hanno compiuto il loro dovere. In questa occasione i famigliari si ritrovano e insieme rinnovano il loro impegno a trasformare il loro dolore in un comune e coraggioso percorso di ricerca di una giustizia vera e profonda, in uno strumento concreto di impegno e azione di pace. Quest’anno l’appuntamento è a Genova, per motivi organizzativi il 17 marzo.


Veneto in in primo primo piano piano 24 8 Il veneto Nuove forme di comunicazione Dal prossimo anno scolastico obbligo di testi digitali

Occupazione e istruzione, il futuro è on line Linkedin, Facebook, Twitter creano opportunità di lavoro, ma bisogna fare attenzione ai dati sensibili

Circa il 40 % delle famiglie è sprovvisto di Pc. Ancora meno quelle con e-book e IPad

di Alessandro Abbadir

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nternet, IPad, Twitter, Facebook, ma anche libri digitali e curriculum digitali. I nuovi sistemi di comunicazione, che regolano la vita di tutti e tutti i giorni, vedono un futuro solo on line. Fra le novità per il prossimo anno scolastico vi è l’introduzione del libro digitale nelle scuole, mentre nella ricerca del lavoro, un buon curriculum on line è già indispensabile. Veniamo alla scuola. Con una circolare inviata ai dirigenti scolastici regionali a febbraio sul sito del Miur, il ministero dell’Istruzione ricorda l’imminente scadenza: “Per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei”. È già dal 2008-2009 che “i libri di testo in adozione devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet”. Ma ora, ribadisce la circolare 18, tutti i libri (vecchi e nuovi) dovranno avere una versione digitale. Il problema maggiore è quello delle famiglie che non hanno ancora un collegamento internet e, quindi, delle scuole che dovrebbero farsi carico di procurare agli studenti i libri digitali. In Italia e in Veneto, le famiglie senza Pc e internet sono in media il 40 %. Molte meno poi quelle dotate di Ipad o lettori e-book. L’obiettivo della

legge di fatto è la scomparsa dei libri di carta, ma dovrebbero esserci delle deroghe alla scadenza 2012-2013. In Veneto per rispettare questa circolare, stanno lavorando alacremente all’Ufficio Scolastico Regionale, le varie direzioni didattiche ed istituti comprensivi di tutto il territorio. Un altro settore dove le forme veloci di comunicazione dovranno diventare la regola, è quello della ricerca del posto di lavoro, soprattutto in tempo di crisi. Una questione che è stata affrontata nelle scorse settimane anche dall’assessore regionale all’istruzione formazione e lavoro Elena Donazzan a Padova, all’Archivio Antico dell’Università Palazzo del Bo’. La Donazzan è intervenuta al convegno nazionale dal titolo: “Lavori di qualità per laureati: analisi e proposte per migliorare formazione e mercato”. “Dobbiamo immaginare i futuri scenari del lavoro quando facciamo politiche di istruzione formazione professionale e lavoro - ha detto la Donazzan. Se guardassi al solo dato statistico del Veneto, direi che non c’è da preoccuparsi. Siamo in un momento di crisi, certamente, tuttavia il 65% della popolazione veneta è occupata mentre la disoccupazione si attesta al 5,2%. Ma il dato preoccupante sta nei profili professionali. Oggi

I loghi dei più conosciuti social network

dobbiamo pensare più alla qualità che della quantità. Il problema c’è, e lo dimostra il fatto, che sul mio tavolo si presentano due situazioni contestuali: da un lato la mancanza di futuri lavoratori qualificati, dall’altro l’arrivo di tantissimi curriculum di neolaureati in cerca di impiego”. L’assessore regionale spiega come i tempi sono radicalmente cambiati rispetto a 5 anni fa. “Nel 2007- ha detto la Donazzan - la disoccupazione nel Veneto era al minimo storico e quei pochi che non trovavano lavoro erano aiutati dalle istituzioni. Oggi, bisogna partire dai posti di lavoro che sono richiesti dal mercato, puntando a dare a ciascuno, secondo i propri talenti e competenze, la miglior occupazione possibile”. Un fatto su cui hanno posto l’accento gli esperti nell’ultimo periodo, è anche la questione di come cambia il modo di selezionare i curri-

culum da parte delle aziende e datori di lavoro. E quindi per mostrare sempre di più i propri talenti, è necessario saperli descrivere on – line. Ormai le ricerche vengono effettuate via web. Dati che arrivano dal Politecnico di Milano spiegano come grazie a siti come LinkedIn, usato dal 30% dei direttori delle Risorse umane, con un altro 30% che pensa di usarlo entro il 2012, curare la propria identità in rete sia diventata la regola numero uno per trovare lavoro. E poi il social network Facebook: in Europa ha determinato la nascita di 230 mila posti di lavoro, 34 mila dei quali in Italia. Ma c’è il rovescio della medaglia. Bisogna stare attenti ai dati che si lasciano on line. Internet ha una memoria di elefante e qualcuno, i dati sensibili (foto compromettenti, opinioni politiche nette, ecc.) potrebbe usarli anche per scartare profili.

A MESTRE UN PROGETTO DI LEGGE DAL GRITTI

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’è una classe, e 25 studenti delle scuole superiori di Mestre (Venezia) che si stanno distinguendo per acume analitico e proposte, in tema di nuova comunicazione e regolamentazione delle problematiche che sorgono on-line. E’ la 3ª B dell’istituto tecnico per il turismo Gritti di Mestre. Sono andati anche a far visita al Senato della Repubblica a fine febbraio. La classe del Gritti ha superato una decina di istituti nel progetto nazionale promosso dalla Camera dei deputati, dal Senato della Repubblica e dal Ministero della Pubblica istruzione che punta a far fare un progetto di legge con tanto di emendamenti ad una scuola. Hanno scelto come tema vista l’attualità internet e le nuove forme di comunicazione. I ragazzi hanno presentato un loro disegno di legge dal titolo “Norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori”. I ragazzi hanno provato a mettere a punto dei paletti contro i rischi di internet, social network, soprattutto a tutela dei minori. A fare da guida nell’elaborazione di concetti giuridici ancora non compiutamente espressi, è stato il professor Ernesto Brun, docente di Diritto al Gritti. Un concetto chiave di quelli enunciati da questi giovani di 16 anni è questo: “I nativi digitali non hanno coscienza della diversità tra mondo reale e mondo virtuale, per costoro non c’è differenza tra web dentro e fuori”. Tradotto: i ragazzi nati con l’era dell’informatica, cioè dalla metà degli anni 90’ in poi sono persone più fragili da un certo punto di vista di chi internet nascendo non sapeva cos’era. Sono ragazzi, che in rete si svelano

Un bambino davanti al Pc senza segreti, non considerando che a volte in internet si celano dei veri e propri orchi. Ecco che l’obbiettivo principale del nuovo disegno di legge fatto proprio dai ragazzi è quello di imporre delle regole sull’uso sempre più massiccio che fanno i giovani di Internet. Si chiedono regole precise a famiglie, scuola, Stato. I rischi per insegnanti e alunni della classe del Gritti sono molti: dipendenza tecnologica e psicologica. Per questo si propongono tempi massimi da trascorrere davanti a schermo e tastiera. E poi: corsi di formazione per docenti e assistenti tecnici, un codice etico, la massima informazione possibile sull’argomento, ma c’è il terribile problema della pedopornografia. Per gli orchi l’oggetto del loro desiderio malato e criminale è a portata di mano con chat e social network. Non è la prima volta che la scuola di Mestre vince concorsi nazionali. Aveva già collezionato vittorie nel 2007 e nel 2009. A.A.


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14 Cultura veneta

Cultura veneta 27

Architettura La Villa veneta esempio di bellezza unita ad efficienza

I Giapponesi studiano Palladio

Palazzo Zabarella

CHIUSA LA MOSTRA SUL “SIMBOLISMO” SI ATTENDE DE NITTIS

La più importante rivista di architettura dell’Asia, A+U, ha realizzato una monografia sul grande architetto veneto di Vesna Maria Brocca

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’Italia annovera un patrimonio culturale invidiato dal resto del mondo, ma ha dato prova in alcuni casi di non saperlo conservare e valorizzare a dovere, come documentato da “Presadiretta” nella puntata “Cultura a fondo”, andata in onda lo scorso 26 febbraio su Rai Tre. Situazione che dovrebbe far senz’altro riflettere. Un segnale del costante e rinnovato interesse degli stranieri verso la bellezza artistica propria del nostro Paese, in questo caso specifica del Veneto, arriva dal Giappone, con un progetto fortemente voluto e finanziato da parte nipponica. Si tratta del numero monografico intitolato “Andrea Palladio in Vicenza” della più importante rivista di architettura dell’Asia, la giapponese A+U, e realizzato in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza, un istituto di ricerca dedicato alla storia dell’architettura, fondato nel 1958 con sede nel palazzo palladiano Barbaran da Porto. Sfogliando la rinomata rivista straniera si contano ben duecento pagine di fotografie inedite, frutto di una campagna

Da Palladio alcuni progetti realizzati, a sinistra Villa Cornaro, sopra Villa Badoer realizzata dal fotografo giapponese Noboru Inoue, inviato appositamente a Vicenza nell’estate scorsa. Stampata a Tokyo, A+U ha una tiratura di 30.000 copie nel mondo, con due edizioni, una giapponese-inglese e una parallela cinese-inglese. Il numero di A+U presenta i capolavori di Palladio a Vicenza: i palazzi Thiene, Chiericati, Valmarana, Barbarano, la Basilica e la Loggia, il teatro Olimpico. Insieme ad essi le ville Godi, Saraceno, Pojana e la Rotonda. Accanto ai capolavori vicentini, compaiono necessariamente anche le grandi ville della Terraferma veneta: le trevigiane villa Emo a Fanzolo, Barbaro a

Le Terme di Loipersdorf

Maser, Cornaro a Piombino Dese, la rodigina villa Badoer e la veneziana Malcontenta. Sulla scia di questo interesse internazionale per la riscoperta della bellezza delle ville venete, arrivano anche tre iniziative didattiche promosse di recente dall’Istituto Regionale Ville Venete (IRVV) e dalla nostra Regione, che mirano a sensibilizzare i ragazzi e i docenti alla valorizzazione del nostro patrimonio architettonico-culturale e del territorio, con lo scopo di formare giovani attenti e interessati al proprio passato attraverso la riscoperta del ruolo delle ville venete, per affrontare e interpretare al meglio le sfide del futuro.

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oddisfazione per Fondazione Bano al termine della mostra sul Simbolismo in Palazzo Zabarella a Padova. I numeri parlano chiaro:141.726 i visitatori, circa 15 mila i cataloghi e le guide vendute (ristampati a causa del veloce esaurimento delle prime stampe). Altro dato che Bano giudica molto positivamente è il ritorno in massa delle scuole. L’esperienza de “Il Simbolismo in Italia” dimostra come le nuove tecnologie abbiano interessato un pubblico eterogeneo, offrendo strumenti per un’auto preparazione che favorisca poi in loco una visione maggiormente critica del patrimonio artistico selezionato. La novità preannunciata per la prossima mostra autunnale mira a potenziare proprio l’utilizzo della tecnologia web relativamente all’esposizione, alla comunicazione e a tutti i servizi aggiuntivi. Fondazione Bano infatti è già all’opera per la grande monografica su Giuseppe De Nittis (1846 – 1884), artefice della sperimentazione antiaccademica che in tutta Europa ha sconvolto la tradizione aprendo nuovi fronti alla visione ed anche l’unico pittore del nostro Ottocento a godere, insieme a Boldini, di fama internazionale. “Sarà un De Nittis come in Italia non si è mai visto”, assicura Federico Bano. V.M.B.

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i luoghi del benessere In piena Stiria, le Terme di Loipersdorf attrezzate per bambini. Gli scivoli hanno dispensano benessere, relax e caratteristiche diverse, ma un comun divertimento in una cornice di pace denominatore: lasciarsi andare. e natura, profumi e colori annessi. Le Le recenti new entry hanno arricchito il Terme di Loipersdorf sono un resort con preesistente parco acquatico esterno e numeri da primato europeo: 35 piscine le piscine interne dell’area definita Terme e 23 saune, due ristoranti, cinque hotel, da vivere (Lebenstherme), la più grande un centro conferenze, un campo da del complesso con tanti e diversi golf e un centro fitness per un totale ambienti adatti a ogni età ed esigenza. di 35 mila mq di superficie e 600 mila Nessuno escluso. Decisamente più ospiti all’anno. Ma al di là di ogni cifra intimo e raccolto lo Schaffelbad, spazio la prerogativa più evidente è l’offerta che il resort riserva alla distensione trasversale con cui il resort termale può e alla cura di sé in una cornice di coprire ogni tipo di vacanza. Meta di raffinato design. In 8.500 mq distribuiti turismo congressuale, è una destinazione perfetta Le Terme di Loipersdorf per il divertimento formato sono un resort con numeri famiglia e allo stesso da primato europeo tempo oasi esclusiva di remise en forme. Ci sono spazi e angoli su quattro piani si trovano biblioteca, per tutti, a partire dal nuovo acquafun terrazze relax con affaccio sul lago, 14 aperto lo scorso novembre con nove piscine (tra cui la vasca-catino Schaffel, scivoli (tra cui in anteprima europea che dà il nome all’area) e altrettante uno doppio da competizione) e aree saune. Qui ci si può concedere anche

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12 Cultura veneta

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Arte Padova ha ospitato due mostre del Maestro dei manifesti lacerati

Lo strappo “padovano” di Villeglé Ha fatto parte del Nouveaux Réalisme, teorizzato da Pierre Restany insieme a Klein, Tinguely, Dufrene e Hains di Alain Chivilò

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’ ancora in essere il vasto eco creato dalle due mostre che la Città di Padova ha dedicato al Maestro dei manifesti lacerati Jacques Mahé de la Villeglé. L’edizione 2011 di Ram, diminutivo di Ricerche Artistiche Metropolitane ossia il contenitore culturale di eventi e manifestazioni che coinvolge diverse sedi cittadine, chiude con le mostre al Centro Culturale Altinate – San Gaetano, “Jacques Villeglé – Lettere e frammenti. Un percorso nella scrittura di Jacques Villeglé” e alla Galleria C.D. Studio d’Arte “Jacques Villeglé 1960 – 1998”. Inoltre una videoproiezione 3D sulle facciate di Palazzo del Capitano di Piazza dei Signori, “videomapping 3D omaggio a Villeglé”, ha creato un interessante contorno coinvolgente per la cittadinanza, composto dagli affiches lacerati e dai grafismi attraverso un’animazione del suo stile. Come segno di gratitudine l’artista, presente alle due inaugurazioni, ha donato un’opera grafica espressamente dedicata alla città di Padova. “Villeglé un’artista - come afferma l’Assessore alla cultura Andrea Colasio - di fama internazionale, che proprio nella ricerca dei linguaggi urbani a lui contemporanei ha posto il fulcro della sua attività artistica, elaborando in modo creativo e originale un alfabeto di lettere e segni di estrema modernità”. Di origine bretone, nato nel 1926 a Quimper, vive e lavora a Parigi. Villeglé è conosciuto anche per l’appartenenza al movimento del Nouveaux Réalisme, teorizzato da Pierre Restany, con gli artisti Hains, Arman, Dufrene, Klein, César, Spoerri, Tinguely e il nostro Rotella. Nel 2008 la Francia gli rende il giusto tributo con una retrospettiva al Centre

Pompidou di Parigi. Jacques Villeglé insieme a Raymond Hains elabora una nuova forma di linguaggio partendo dallo strappo di manifesti pubblici. La ricerca di Villeglé fin dagli inizi è partita da manifesti che avessero un grafismo caratterizzato da segni linguistici e accenti fonici che creassero un equilibrio di sillabe e lettere. Il manifesto per Villeglé è un frammento caleidoscopico che può rigenerare il mondo, attirare l’inconscio collettivo e individuale fino a illustrare il panorama sociologico moderno. Un manifesto strappato come opera d’arte, che porta il nome della strada di provenienza, o il titolo della pubblicità originaria, al fine di ricreare la città e la strada stessa in un tutt’uno all’interno di un lavoro di archeologia urbana. I messaggi dei manifesti perdono lo scopo iniziale per cui sono statti creati, in quanto la casualità dello strappo e del relativo accostamento di colori e slogan determinano una poetica vivace, estetica spesso fuori dalla realtà. L’armonia non è contemplata, ma Villeglé ricerca nell’insolito e nel stupore una società piena di messaggi anche contradditori. L’illeggibilità che ne deriva, a forza di lacerazioni, è importante perché crea un amalgama a sorta di cacofonia lessicale, fino a determinare un ultra linguaggio che va al di là della poesia e della pittura. Villeglé non firma le opere per la loro logica costruttiva, rispettoso “del collettivo, creatore e anonimo”. Dagli anni 2000 il Maestro abbandona gli strappi per passare a un personale alfabeto costituito dai “segni socio-politici”, che compongono una variazione di frasi lapidarie, di racconti criptati, a volte difficili da decifrare e

di slogan pseudo anarchici. Una declinazione infinita di segni in una revisione grafica del suo lavoro con gesti, che collegano il lacerato dei manifesti con l’esecuzione stessa di questo alfabeto. Jacques Villeglé è dunque un archeologo contemporaneo della città che ha analizzato il linguaggio delle strade, dando testimonianza della sua evoluzione in un archivio mai esaurito. Nell’ambito delle inaugurazioni delle mostre padovane, grazie al coordinamento dei curatori Carlo Silvestrin e Dominique Stella, è stato possibile anche incontrare l’ottantacinquenne Maestro Villeglé, che si è reso disponibile a delle domande in modo cordiale e disponibile. In una società sempre più globalizzata cosa possono dire oggi i segni “socio – politici”? “E’ un’estrapolazione della società, del mondo politico e della finanza usando questi segni per creare una scrittura tipica del periodo in cui viviamo. Parlano di temi contemporanei nati dalla scrittura e dall’utilizzo stesso del segno come può essere il simbolo del dollaro, dell’euro e di altri. E’ un mix tra simbologia e linguaggio”. Com’è nata l’idea di strappare i manifesti dalla strada? “Il periodo era il dopo guerra e tutto quello che si stava sviluppando proveniva dalla liberazione appena ottenuta. Nel 1947 nella spiaggia di Saint Malo ho pensato di utilizzare il fil di ferro per i miei primi lavori. Il mio scopo era di ricreare un’arte che partisse dal recupero

Jacques Villeglé al Centro Culturale Altinate, nella foto piccola uno dei manifesti lacerati e insieme all’assessore Colasio con l’opera ragalata alla città di oggetti del quotidiano. Nel periodo bellico in Francia non c’era stato nessun segnale per quanto riguarda l’arte e di conseguenza rimanevano maestri come Picasso e Matisse per esempio. Ecco che diventava fondamentale superare questi artisti con un gesto diverso. Mi sono ispirato partendo dai concetti del Futurismo e da sceneggiature che vidi rappresentare nei teatri, concentrandomi in sintesi sul quotidiano. Il tutto è stato spontaneo”. A distanza di una decade dagli ultimi strappi come li interpreterebbe oggi? “Ho abbandonato gli strappi per ragioni fisiche in quanto era troppo difficile strapparli dalla strada. L’azione stessa era diventata faticosa. Oggi come allora la rappresentazione non cambierebbe. C’è comunque un’evoluzione con il nuovo ciclo. Gli strappi sono anonimi perché l’autore dei manifesti è sconosciuto, ora invece con i segni socio – politici sono diventato autore. Molti segni che utilizzo non sono però inventati da me e continuano a mantenere una sorta di anonimato. Ad ogni modo recupero questa simbologia con un gesto pittorico che crea, diventando ora io stesso autore. Mantengo una distanza perché faccio

Saturno Buttò al Padiglione Veneto di Villa Contarini e una sua opera di quest’anno “Baccanti e Dioniso bambino”

A Bassano fino al 20 aprile

Dolore ed estasi nell’arte di Saturno Buttò

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’innata sensualità del corpo e della sua profonda spiritualità sono le chiavi di lettura delle opere si Saturno Buttò, unite a un conflitto tra erotismo e dolore, trasgressione e estasi. Nel corso della mostra di Bassano del Grappa presso La Piccola Galleria Arte Contemporanea, fino al 20 aprile, il Maestro ci ha accolto nel suo universo. Partendo dall’idea di un soggetto fino alla realizzazione, come nasce e si sviluppa una sua opera? “La figura è il soggetto a cui mi piace lavorare, senza una particolare idealizzazione ma con un riscontro autentico. Il ritratto mi permette proprio questo. I soggetti che compongono i dipinti nascono da incontri che avvengono nella mia vita. Trovo insieme a loro una tematica da sviluppare in base alla psicologia che nel contempo percepisco. Un’altra scelta avviene secondo la tematica che voglio sviluppare attraverso dei soggetti che archivio in un mio book, dalla mitologia, dalla religione fino ad arrivare all’oggi. Per fare un esempio, in questi giorni sto progettando a una rivisitazione del sacrificio di Isacco e su questa tematica sto cercando dei modelli che possono andare bene nei ruoli di padre, di figlio e angelo. Un altro aspetto è l’utilizzo della fotografia che diventa si-

curamente indispensabile sia per velocizzare il lavoro, ma anche per rendere maggiormente contemporanea l’opera. La utilizzo in sostituzione dei disegni preliminari e degli schizzi. Una volta stabilito quello che mi serve, sempre in base alle mie idee, scatto delle foto per evidenziare i tratti somatici e i dettagli anatomici, che riporto poi nell’immagine che creo su tavola. Le scene e i costumi così come si vedono non sempre sono presenti durante gli scatti fotografici. Con il disegno, partendo dai soggetti e avvalendomi di ulteriori dettagli sviluppo ciò che manca dalla fotografia iniziale. Come nella rappresentazione di gruppi di figure, nella maggior parte dei casi, prendo i soggetti singolarmente per poi assemblarli insieme con il disegno”. Un’interpretazione dell’arte sacra “europea” con una tecnica pittorica che rimanda, in chiave attuale, a periodi storici passati. “L’aspetto religioso, nello specifico il cristianesimo, è una costante nella mia pittura, perché è legato alla figura. Fisico e spirito sono due componenti di completezza dell’immagine umana. Quando contempli una figura, anche in chiave erotica, inevitabilmente c’è la possibilità di

delle interpretazioni enciclopediche”. Klein, Arman e Rotella, che ricordo ha di questi autori? “Il mio percorso artistico è diverso da questi autori. Io ho iniziato nel 1947 e loro sono venuti poco dopo. Arman ha esposto alla I Biennale di Parigi nel 1959 con lavori di dripping, quindi una pittura di fondo utilizzata. Klein aveva avuto delle influenze dal Giappone. Rotella ha avuto un’origine pittorica nel suo agire artistico e ricordo che staccava interamente il manifesto dal supporto della strada per strapparlo successivamente in studio, ponendo a differenza di me la sua firma nelle opere. Il mio pensiero invece è di recupero. Il Nouveaux Realisme è un movimento breve associato a Pierre Restany e non era molto legato ai lavori dei singoli artisti. Infatti i singoli autori si distinguono molto nelle loro filosofie creative”. Considerata la brevità, cosa ha rappresentato per lei il Nouveaux Realisme? “L’esposizione del 1960 fatta insieme a Klein, Tinguely, Dufrene, Hains. Il movimento è nato e morto li”.

una lettura anche spirituale. Nella grande arte della cultura occidentale c’è una rappresentazione energica della figura umana, io continuo questa tradizione con la speranza però di non essere visto come passatista”. Erotismo, dolore, trasgressione e estasi. Come intende e equilibra questo mix? “Le sensazioni e le pulsioni del corpo determinano l’azione. Anche in questo caso l’influenza della nostra religione gioca un ruolo importante. Di fatto sessualità e religione, estasi mistica ed estasi del corpo non sono poi così distanti tra loro. Vedi per esempio le vicende di alcuni santi e martiri che in preghiera estatica subiscono una trans fisica, data anche da passaggi dolorosi. Queste situazioni poi sono rapportate nel mio lavoro, a una sorta di contemporaneità che non è religiosa ma diame-

tralmente opposta. Esiste una pratica estrema come il sadomasochismo che parte da esperienze dolorose per arrivare al piacere o almeno ad una forma di piacere. Idealmente la affianco a pratiche religiose, più o meno in voga, mi riferisco al paradosso dell’astinenza sessuale, alla castità forzata, con costrizioni di vario genere (a seconda delle epoche) inflitte per mantenere puro il corpo, non trovate una similitudine con alcuni rituali SM dove si contempla una mortificazione della carne? Paradossalmente la religione con le sue regole è erotica! Lo è almeno a mio modo di vedere: dalla possibilità di mostrare i corpi nudi in estasi o in afflizione esibiti un po’ in tutte le chiese, all’imposizione di limiti e taboo che altro non fanno se non liberare l’immaginazione, non mi mancano certo spunti creativi. Ma in definitiva fondere insieme spiritualità e fisicità mi viene naturale”. Al.Ch.


30 I nostri esperti AFFARI DI FAMIGLIA

A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Stalking, molestie assillanti e persecutorie

Gent.li Lettrici e Lettori, in questa edizione affronterò, come preannunciato, il comportamento assillante e persecutorio che reiteratamente (almeno due episodi) viene posto in essere da un soggetto, di solito un ex patner denominato stalker, ed è tale da ingenerare stati di ansia e terrore perduranti in un’altra persona, suoi famigliari ed amici, costringendola di fatto a modificare in peggio le sue principali abitudini di vita e di relazione quotidiane. In sintesi, la vita per la vittima diventa pressoché impossibile. Il legislatore italiano a fronte dei continui fatti di cronaca, anche cruenta, che vedevano per lo più come vittime “non ascoltate” e non “tutelate” molte donne e ragazze, poi massacrate e/o uccise da ex compagni o corteggiatori rifiutati, decideva di introdurre con il D.L 11/2009, successivamente convertito in legge 38/2009, l’art. 612 bis del codice penale. Questa norma, inserita tra i “delitti contro la libertà morale”, prevede la punibilità della condotta (comportamento) che: “salvo che il fatto costituisca fatto più grave, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte

reiterate, minaccia o molesta taluni in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”. Ma in pratica cosa si intende per condotte reiterate? Quante devono essere in concreto le molestie e le minacce per essere ritenute sufficienti a far ritenere concretizzato il reato di stalking piuttosto che il singolo reato di minaccia o molestia? Dopo i primi dubbi applicativi la Giurisprudenza prevalente si è assestata nel senso di ritenere che possano bastare a far configurare il reato di stalking anche solo due comportamenti persecutori (molestia o minaccia) che siano tra di loro legati. Dunque, l’elemento caratterizzante non sarà tanto la gravità della molestia o della minaccia posta in essere dal soggetto, quanto la serialità dei suoi comportamenti illeciti. Ma come può avvenire la persecuzione della vittima? Di certo la maggior parte delle donne è stata,

prima o poi, oggetto di attenzione indesiderata da parte di un ex fidanzato o di un corteggiatore non voluto che, sentitosi rifiutare ha posto in essere in maniera ripetuta comportamenti insistenti, invadenti, persecutori(molestie e minacce) di vario genere tali da ingenerare nella persona uno stato permanente di ansia e paura per la propria incolumità o quella di un famigliare od amico, influendo negativamente sulle abitudini di vita della stessa. Basti pensare che è punibile per stalking la persecuzione attuata dallo stalker tramite ripetute telefonate, pedinamenti, appostamenti, messaggi anche via facebook o comunque in via telematica. Ma quali le conseguenze sulle vittime delle molestie assillanti e delle minacce perduranti? E’ facilmente comprensibile che il suo portato di danno abbia natura prevalentemente psicologica pur non potendosi escludere che nell’ipotesi peggiore si possa arrivare ad una vera e propria aggressione dell’integrità fisica della vittima. Infatti, paura, angoscia, ansia e cambiamento peggiorativo delle proprie abitudini di vita e di relazione sono le conseguenze immediate e dirette nelle persone che subiscono il comportamento assillante perdurante degli stalker.

Ad esempio non si fa più la stessa strada per andare al lavoro ma si preferisce allungare il percorso anche di chilometri sperando di non incontrare e/o essere eseguiti dallo stalker; non si fa più la spesa nello stesso supermercato, non si esce più la sera con gli amici…e così via. Tuttavia a volte, purtroppo sempre più spesso, fatti di cronaca ci segnalano casi in cui lo stalker ha concretizzato negativamente le proprie minacce, nonostante le segnalazioni effettuate dalla vittima o dai di lei famigliari alle Autorità competenti. Questo lascia chiaramente intendere che nonostante il dettato normativo preveda la punibilità del reato di stalking, la nostra società non è organizzata a tutelare come dovuto le vittime. Nel caso in cui sarà configurabile questo reato la vittima potrà agire sia in sede penale che civile per la tutela delle proprie ragioni e diritti. Ma di questo Vi parlerò la prossima volta. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.

Per info su questo articolo m.nuvoletti@gmail.com

L’OCULISTA

Prevenzione dei deficit visivi del bambino no partecipazione

L’INTERVENTO

Grandi opere, i veneti chiedo

*dottore oculista

Padova – le carte in tavola. L’idrovia però, hanno cambiato di sfogo delle dello scorso novembre, la sua funzione di valvola con vicentino e nel padovano fatti, infatti, appare chiara commerciale (su acqua e devastanti alluvioni nel Da degli studi idraulici nuovo un’opera utile. infrastruttura di comunicazione Il problema però, come nel poi la caratteristica di Venezia è diventata di cosidetta “camionabile”. del vicentino, senza perdere Queste inquinante minore della acque del padovano e che emergono dal territorio. che tra l’altro ha un impatto non seguono le priorità adattare difficili da cambiare e da chiatte fra Padova e Venezia), è che spesso le valutazioni su cosa realizzare, che una volta avviate sono stanziato che caso della Romea Commerciale, viste per lo più come grandi affari, operazioni denaro potenziale o già sono imprenditoriali, fiumi di forze politiche ed impegnato gruppi opere progettate da tempo, e con loro anche tante perché hanno già mosso cominciano a svegliarsi degli imprenditori nel alle nuove priorità. Questo cemento, su ferrovie o idrovie. I cittadini però dimostrano più moderni si e partiti accettare dei nuovo poi su che arrivano dai vertici punta più su strade, finge di contrastare per platealmente agli input che qualche ente locale la gente Sul futuro del territorio locali che “disubbidiscono” più decisioni calate dall’alto partecipazione, referendum. sostenibili. Non si accettano 1 campo degli interventi che vogliono assemblee VeV\# trasversali, fronti e comitati Xdci^cjVY supinamente. Nascono d’affari. le scelte dei potentati vuole decidere non subire

di Alessandro Abbadir

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Economia

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di Chioggia

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igiene

L P

Dott. Valerio Crepaldi

Il sistema visivo del bambino va incontro ad un processo di maturazione dal momento della nascita fino ai sei/sette anni. La funzione visiva riveste un ruolo di primaria importanza nello sviluppo psicomotorio del bambino. Nel caso siano presenti difetti rifrattivi (astigmatismo, ipermetropia, miopia le immagini che giungono al cervello risulteranno scarsamente nitide. Di conseguenza questo si abituerà ad elaborare immagini sfuocate e non svilupperà la piena potenzialità visiva. Nel caso in cui un solo occhio non veda bene utilizzerà solo le immagini più nitide dell’occhio che vede di più sopprimendo le immagini più sfuocate dell’occhio peggiore. Il bambino allenerà un solo occhio e si arriverà al cosiddetto occhio “pigro” o “ambliope”; se però tale situazione viene corretta entro i primi anni di vita il recupero è completo. Ciò presuppone l’individuazione precoce del difetto visivo, la sua correzione ed eventualmente l’uso del bendaggio oculare dell’occhio “migliore” per stimolare l’uso di quello “pigro”. Anche nello strabismo le immagini trasmesse

a CampoE’ in funzione da gennaio del Brenta) longo Maggiore (In Riviera ecomoun nuovo servizio chiamato rifiuti bile. Potranno essere conferiti ed elettrodoingombranti come mobili conferire i rifiuti mestici. Sarà possibile 2° sabato ingombranti: Boion ogni in Via Pasolini del mese dalle 8 alle 12 piazza della (parcheggio ad ovest della Maggiore ogni chiesa). Campolongo ore 8 alle 12 4° sabato del mese dalle del campo in Via Majorana (parcheggio sportivo).

Sanità

TORNA A COLPIRE L’INFLUENZA SUINA

dall’occhio deviato non vengono utilizzate dal cervello che privilegia quelle che gli vengono inviate dall’occhio “fissante”. Anche in questo caso il non utilizzo di un occhio contribuirà a rendere pigro, cioè “a non far lavorare“ l’occhio che strabizza con riduzione grave e permanente della vista. Al fine di diagnosticare precocemente gravi malattie oculari è pertanto fondamentale sottoporre i bambini a visita di controllo. Quando la prima visita? Di norma si possono sottoporre i bambini ad una prima visita oculistica entro il primo anno di vita. Ciò è obbligatorio per i nati prematuri a basso peso, o quando si osserva il persistere di lacrimazione e congiuntivite catarrale monolaterale resistente alle terapie antibiotiche. In quest’ultimo caso non va esclusa una stenosi del canalino lacrimale che dovrebbe aprirsi spontaneamente entro il primo anno di vita e se ciò non avviene si dovrà ricorrere ad un sondaggio delle vie lacrimatali da effettuarsi in narcosi. Una visita tra i 2-3 anni di vita all’ingresso nella scuola materna è fondamentale per

torna a colpire L’influenza A (H1N1) del mese anche in Veneto, all’inizio 9 ricoverati di gennaio si registravano per lo più di e un decesso. Si tratta da malattie o persone già debilitate quest’anno si convalescenti. Il virus meno presenta con caratteristiche delle compliaggressive ma può avere si è registrato cazioni. Nel Veneziano di San Donà. anche il caso di un uomo della ConNel Miranese il presidente 13, Fabio ferenza dei sindaci dell’Ulss controlli nelle Livieri, sollecita maggiori il picco scuole del territorio considerato mese. atteso per fine

Sanità Ulss 14 e osped quale destino ale, per Chioggia?

IlTerritorio caso AMBIENTE: MENO Intopp QUALITÀ i per CO2, PIÙ la riscoss scorso 14 gennaio a riuniti loione operativa deiSiCa’sono Corner per una riunione bonus Provincia di Venezia dellagas

eV\\#10-14

Regione

Provincia

Chioggia

“TOLÉLE” PIANO IN MOSTRA DI CHIOGGIAPRIMO POLITICA A CATTOL ICA ValZW#

CONRIBUTO AFFITTI

HigZ\Vi^Y Gli exa^ EVgZcided voto fanno parte FjVcYd^ciZgcZi di quel ! patrimonio kZcZo^VcV di Fede e di cultura ƒeVidad\^Xd eV\\#36-37 comunementeXdghd Xdcigdaa^^c si chiama 28 che eV\# devozione pietà popolare. La “pietà popolare o INTORNO A NOI

6XXdaid ^a,%eZgXZcid YZaaZYdbVcYZ eV\#14

non può essere ignorata, SCUOLA ne trattata

www.lapiazz

aweb.it

Il viaggio Da Chioggia alla Mongolia in moto

il presidente della eV\# e il collega 14 Francesca Zaccariotto insieme con Spezia, Marino Fiasella, Paolo Dalla gli assessori all’Ambiente Gandolfo Vecchia, al Trasporto Giacomo Prataviera, e alla Viabilità Emanuele di Tecla con il direttore generale 2001 supporta (l’associazione che dal Province e la collaborazione fra le Battello. Due l’Unione europea) Mario individuare gli obiettivi. In primo luogo Province le due un percorso comune tra sindaci, dei per l’attuazione del Patto dalla Direzione il protocollo promosso europea, generale energia dell’Unione delle emisper favorire la riduzione Provincia di sioni di Co2 siglato dalla Sono Venezia lo scorso 25 settembre. prospettive inoltre state valutate le su nuovi di finanziamento europeo finalizzati progetti imprenditoriali energetiche all’utilizzazione di fonti alternative.

eV\#26

EDITORIALE

Grandi opere, i veneti chiedono partecip azione

di Alessand

G

ro Abbadir

randi opere, il Veneto e i veneti, interrogano e si chiedono più partecipazione alle scelte infrastrutturali determineranno che il futuro del loro territorio. Sul tavolo di interventi e progetti sono molti. ce ne Alcuni già conclusi come la Pedemontan o da completare, a e il Passante VELA Mestre (con le 6EVaVood di opere ^iZhdg^ Parentopoli, dopo^d\\^V/ sistema Metropolitan complementari), il 8^cVZ8] YZaBdciZ^iZhdg^ Roma anche Veo Ferroviario di ^YjZ nezia, ^VVci^XV anche se le possibili >aW^aVcX^d fi cie ^cXdcigdY Super(appena avviato), YZaaV<gZX proporzioni eV\#43 di un eventuale altri da definire Y^:cg^XdOZccVgd alcuni addirittura XjaijgZ scandalo, noneV\# e sembrano34 solo abbozzati. certamente alla Romea Commerciale Si pensi eV\#22 A lanciare quelle emerse nella capitale. , alla camionabile accuse all’amministr le Padova – Venezia, al completamen azione comunale e alle dell’Idrovia Padova municipalizzate Venezia, all’elettrodotto veneziane era stato to Dolo-Camin, a campagna elettorale il sindacato Usb. al Polo logistico portuale di Mira, Veneto City, te e le consultazioni è ormai alle por- l’impegno l’alta Velocità nel e la compattezza tra i diversi partiti orientale. i gruppi politici Veneto del partito nella e passata esperienza eV\#28 sono iniziate da 2007, rendendosi amministrativa. tempo. Il partito più corteggiato Sono opere che disponibile come All’interno del Pdl le candidato possibi- come insistono e hanno al momento si attende l’esito sembra l’Udc, quasi terminale ultimo, delle centrodestra. sindaco per una coalizione conteso tra centrodestra consultazioni per capire di le province attraversando e centrosinistra nella passata amministrazise i consiglieri che . Ma i tempi non di Padova Si tratta, a detta sono maturi per una della Commerciale e Rovigo (nel caso one erano rimasti www.lapiazzawe di Tiozzo, decisione e l’Udc ancora fino alla fine fedeli “di ), il territorio della po politico un grup- vincia al mandato, siano b.it ha imparato cittadino ra prodi Venezia. Ma l’arte parte del partito. anco- si appresta coeso, con idee ben chiare, che le ricadute sono Il gruppo smentisce puntare su un’alleanzadella mediazione. A ora ad iniziare a testa tutti i veneti. Si su la creazione di per scheletri pensi alta e senza una lista civica negli armadi l’imminente sia il Pd, che prende con l’Udc sarebbero e attende pletamento dell’Idrovia ad esempio al com:cigV^cGZiZX separata alcune risposte campa- L’opera Padova – Venezia. veneziana di Orsoni, a modello l’esperienza dai vertici del Pdl. gna elettorale”. dccd^ cominciata negli Certa è invece in coalizione con anni 60 è stata la discesa in campo titi di centro, sia realizzata solo i par- Romano il Pdl, che ha nella parte iniziale di Tiozzo con apprezzato a ridosso della laguna di rata, esattamente una lista civica sepaVenezia, ed è sempre come aveva fatto considerata un’opera stata nel mastodontica inutile costosissima da eV\\#4-8 e finire. 8dci^cjVVeV \#3

prevenire i difetti di vista, l’occhio “pigro”poElelitiziocini,inpaferrtiti e gruppi mento e le alterazioni della motilità oculare. NonL vedrete mai un bambino alle elementari con l’occhio bendato!! L età dell’asilo è la G migliore per il recupero in quanto il sistema visivo appare “plastico” e sensibile alle cure. Ulteriore controllo verrà programmato all’età di sei anni. Nel caso in cui i genitori notino dei comportamenti particolari del bambino quali strizzare gli occhi quando guarda lontano, la chiusura di un occhio quando guarda la luce, l’inclinazione o rotazione della testa, il fastidio per la luce intensa, lo sfregamento frequente degli occhi, una deviazione oculare, è consigliabile anticipare il momento della visita. Le scadenze dei controlli vengono segnalate a visitare vostro figlio a qualsiasi età, ed dal pediatra anche se non c’è nessun segno è in grado di diagnosticare difetti visivi e o sintomo di difficoltà visiva. Se un oculista quantificarli. E’ normale ascoltare il parere di prescrive gli occhiali a vostro figlio fateli fare tutti: nonni, suoceri, vicini di casa, quelli che senza contattare altri oculisti nella speranza gli occhiali già ce l’hanno. Fate però quello di trovarne uno che vi dica che l’occhiale che vi dice l’oculista. Non è fondamentale per il momento non serve. Le cose non si che questi si occupi esclusivamente di sistemano da sole come purtroppo ancora bambini, mentre lo è che abbia un buon qualcuno pensa! L’ oculista è preparato rapporto con vostro figlio. SOLIDARIETÀ

GVXXdai^fjVh^&%%% ZjgdeZgaVJ^aYb Y^8]^d\\^V

eV\#16

con indifferenza o disprezzo” scriveva il Z# ;dgbVo^dc papa Giovanni Paolo II. AVhigVYV X]ZedgiVVaaVkdgd eV\#21 eV\#30

PARENTOPOLI NEL VENEZIA CULTURA NO

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MOSTRE A PADOVA

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