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La Piazza di Rovigo - 2012ag n109

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di Rovigo AGENZIA DI ROVIGO Tel. 0425 090894

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Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 109

Stazione dei treni Amici della bici criticano i lavori al piazzale pag.

Istruzione Il Cur rinnova l’offerta universitaria

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pag.

Provincia Azzalin: “Il riordino porti a 4 aree omogenee”

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pagg.

16, 26 EDITORIALE

Stop al cemento, il Veneto cambia rotta

LO NAZ/19/2010/CT 01 04 2010

ESTATE ARIDA. RACCOLTI COMPROMESSI AL 100% In alcune campagne del Polesine il mais è seccato ancora prima che spuntasse la pannocchia. Rimasto nano, inutile da utilizzare sia come alimentazione per il bestiame che come biomassa, è stato tranciato anzitempo per liberare i campi. Per soia, frutta e orticole la stagione non è andata meglio pag. 5

E’ DELLA PROVINCIALE 5 IL RECORD DEL TRAFFICO

La strada Provinciale 5 è la strada più trafficata del Polesine, con 68.685 veicoli circolanti. Il nastro d’asfalto rodigino è seguito dalla Sp 8, che da Loreo conduce a Porto Viro, con 68.490 transiti, record anche per la Sp65, che dal Volto di Rosolina conduce alle spiagge nel periodo estivo. pag. 9 pubbliredazionale

Terme e sordità rinogena in età pediatrica pag. 30

di Nicola Stievano

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Salva la biblioteca dell’Accademia dei Concordi Trovata una soluzione ma durerà solo fino a fine anno

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a biblioteca dell’Accademia dei Concordi è salva, così come i contratti dei propri dipendenti precari. La biblioteca ha riaperto ufficialmente i battenti il 28 gosto, con un giorno di ritardo rispetto alla regolare attività. Tuttavia quanta ansia, il giorno precedente: ad accogliere l’utente, la scritta “chiuso” del giorno prima non faceva certo presagire nulla di buono. Quella mattina, la tensione era alta non solo tra le parti, ma anche nei volti dei dipendenti e degli stessi cittadini, in numerosi accorsi per capirne

il destino. Viva si è dimostrata, anche la sensibilità dei rodigini, che in questi mesi estivi hanno dato vita ad una vera e propria mobilitazione per salvare il destino di questo importante fulcro culturale sfociata in una cospicua raccolta firme, inviata al sindaco e l’amministrazione comunale per preservare un così nevralgico servizio sociale e culturale dal pericolo di inattività. Con la sua raccolta di oltre 280.000 volumi, l’Accademia svolge infatti la funzione di biblioteca comunale della città in virtù

del contratto Gnochi del 1836, accogliendo oltre 5000 persone al mese. Il rischio di chiusura rappresentava un colpo al cuore per la città, se si considera come, in tempo di crisi, in centro siano venuti a a mancare altri necessari servizi culturali, tra cui la libreria, senza considerare che la Fiera delle parole è emigrata a Padova. Fortunatamente, la querelle è sfociata nell’accordo tra il sindaco Bruno Piva con il Cda dell’ente culturale. pag. 6

opo decenni di crescita “irresistibile”, dopo il boom delle aree industriali commerciali - residenziali, spuntate accanto ad ogni campanile, dopo l’ubriacatura del mattone e del cemento armato, dell’asfalto e dei prefabbricati, in Veneto ci si chiede se sia il caso di invertire la rotta, di mettere un freno ad uno “sviluppo” che, oltre a modificare per sempre il territorio ed il paesaggio, lascia una pesante eredità ai nostri figli. Ad aprire la discussione è stato, a sorpresa, il Governatore Luca Zaia, senza tanti giri di parole. “Nel Veneto si è costruito troppo, non possiamo continuare così. È necessario fermarsi. Questo vale per i capannoni industriali, ma a maggior ragione per le abitazioni. Il tema è quello dell’archeologia residenziale, ancora più strisciante dei fabbricati industriali. È assurdo continuare ad approvare nuove lottizzazioni urbanistiche, quando esistono già abbastanza case per tutti. Piuttosto, diamo valore al recupero dei volumi esistenti”. La dichiarazione di Zaia non poteva (e non voleva) certo passare inosservata e ha sollevato immediate reazioni, quasi tutte favorevoli, con gli inevitabili distinguo, alle parole del governatore. continua a pag. 3

L’Intervento

Riforma mancata di Luca Scalabrin*

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’ entrata in vigore la Legge n. 92/2012, contenente le disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita. La legge arriva dopo lunghe discussioni spesso solo ideologiche, ponendo un’ attenzione eccessiva sull’art. 18, concentrandosi più sull’effetto che sulla causa da risolvere. *Consulente del Lavoro e segretario provinciale Udc di Venezia

continua a pag.

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EDITORIALE

segue da pag.

Stop al cemento, il Veneto cambia rotta

Grimeca

CASSA INTEGRAZIONE PER 431 OPERAI Possono tirare un sospiro di sollievo i 431 operai della ex Grimeca di Ceregnano che hanno ottenuto la cassa integrazione sino a fine anno. Infatti con decreto del Ministero del lavoro e della politiche sociali del 13 agosto è stata autorizzata la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale dal 29 gennaio al 31 dicembre dell’anno in corso, per la somma complessiva di 6.981.385,41 euro definita dall’accordo intervenuto presso lo stesso Ministero lo scorso 23 gennaio per una parte dei dipendenti della società Grimeca Spa in liquidazione. A darne notizia il vice presidente della Provincia Guglielmo Brusco che, assieme ai suoi collaboratori, ha costantemente monitorato l’iter della promulgazione del decreto, firmato dal Ministro del lavoro Elsa Fornero e dal titolare dell’economia e finanze Vittorio Umberto Grilli. I salari, che sono stati garantiti sino al mese di settembre attraverso l’accordo coordinato dalla Provincia di Rovigo con l’apporto della Cassa di Risparmio del Veneto, dal mese di ottobre saranno erogati direttamente dall’Inps.

Una riflessione che dai toni e dai contenuti potrebbe andare ben al di là della battuta estiva e trasformarsi in atti e decisioni concrete già dai prossimi mesi. Questo almeno si augurano un po’ tutti, a partire dagli stessi costruttori edili, ormai consapevoli che la corsa sfrenata al mattone si è trasformata in un salto nel vuoto. D’accordo anche i commercianti, che chiedono di iniziare dallo stop alla costruzione di nuove, grandi aree commerciali che insieme con i capannoni hanno cambiato il volto del Veneto nell’ultimo ventennio. Le associazioni di tutela del paesaggio, le organizzazioni agricole, gli ambientalisti e tutti coloro che sono sensibili a questo tema ora chiedono che dalle parole Zaia passi ai fatti e che la sua denuncia non rimanga una bella promessa estiva. Più di qualcuno mette in luce le contraddizioni l’enunciato e la realtà che vede proprio in Veneto i cantieri di nuove aree commerciali (Veneto City), aree produttive più o meno vaste e infrastrutture. Il no al cemento, dunque, da cosa dovrebbe partire? Anzitutto da una diversa concezione del territorio, che non deve essere più visto come uno spazio vuoto da riempire con villette e prefabbricati ma come una risorsa che non possiamo perdere. Lo sottolineato da tempo gli agricoltori che proprio in Veneto fanno i conti con una disponibilità di terreno sempre più risicata. Amministratori e urbanisti dovranno concentrarsi, anziché sulla progettazione di nuove aree, sul recupero di quelle già esistenti. Perché tornare indietro è quasi impossibile una volta che il cemento c’è. Lo stop al cemento non è che il primo passo di un approccio più consapevole e responsabile con il territorio. Almeno è quello che tanti si augurano. Nicola Stievano

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Rovigo

Dopo la partenza del Prefetto Romilda Tafuri anche il vice Questore Carla Canonico ha preso commiato dal capoluogo polesano per andare a ricoprire lo stesso ruolo a Pavia. La Canonico, arrivata a Rovigo nel giugno 2010, ha dichiarato: ”Rovigo mi resterà nel cuore, professionalmente mi ha dato molto e umanamente ho vissuto un’esperienza straordinaria. Mi sono sentita in famiglia. Ringrazio la città e la provincia per quello che mi hanno dato”. La dottoressa Canonico è stata sostituita dal Oscar Ghetti, primo dirigente proveniente dalla Questura di Ravenna, che ricoprirà lo stesso ruolo di vice questore vicario.

SERVIZI

SPAZI APERTI

Il servizio informagiovani torna ad ottobre pag.

RIFIUTI

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Da una guerra politica è nata Ecoambiente

ECONOMIA

Provincia

pag.

10

La Centrale in concorrenza con la miniera del Sulcis pag. 12

CULTURA

A Ca’ Cornera Gabbris Ferrari con la sua mostra pag. 21

SPORT

Regione

Zancanaro è tornato ai vertici del mezzofondo pag.

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Libri di testo, quest’anno i genitori ripiegano sull’usato pagg. 24-25

INTORNO A NOI

Un team di psicologi a sostegno delle “vittime” della crisi

ARCHEOLOGIA

pag.

ASFALTATURE RIMANDATE A CAUSA DEL BRUTTO TEMPO Il Settore Lavori pubblici del Comune di Rovigo informa che non appena le condizioni torneranno idonee saranno avviati i lavori di manutenzione straordinaria delle strade sia del centro cittadino che delle frazioni programmati dal 2010 e che avrebbero dovuto prendere il via lo scorso tre settembre. Nello specifico, gli interventi riguardano la manutenzione straordinaria dei sottoservizi e delle pavimentazioni in asfalto di strada e marciapiede di via Riccoboni e via Santorre di Santarosa. I lavori saranno effettuati dalla ditta CO.GE. FRI. di Badia Polesine.

PARTE IL MERCATO AGRICOLO DI CAMPAGNA AMICA

SCUOLA

Polesine e acqua, binomio da ripensare pag. 17

Lavori pubblici

Commercio

IL DIRITTO DI CAMBIARE

Questura

GHETTI HA PRESO IL POSTO DELLA CANONICO

1

28

Rinvenuti tre insetti di oltre 230 milioni di anni fa pag. 29

Partirà nei prossimi giorni in via sperimentale il mercato agricolo di Campagna Amica di Rovigo. Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta da Coldiretti, trovando il pieno appoggio dell’Amministrazione comunale, per creare una vendita diretta dei prodotti locali. “Un’occasione per promuovere le eccellenze del nostro territorio – ha spiegato l’assessore comunale Matteo Zangirolami - che sappiamo quante ricchezze possiede. Più Polesine e più prodotti della nostra terra, è lo slogan che auspico sia condiviso da tutti. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità per i cittadini consumatori, che possono acquistare prodotti freschi, certificati e di alta qualità e anche per i produttori che possono vendere direttamente i propri prodotti”. Il mercato si terrà nel parcheggio antistante il parco Maddalena, il lunedì pomeriggio dalle 15 alle 19 nel periodo invernale e dalle 16 alle 20 in estate. L’avvio è in fase sperimentale per la durata di 6 mesi.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della PROMOMEDIACOMMUNICATIONS Srl Edito da GIVE EMETIONS Srl

Questa edizione raggiunge le zone di Rovigo per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Venezia Padova Rovigo Treviso

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 promomedia@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE:

Direttore responsabile

MAURO GAMBIN direttore@lapiazzaweb.it ORNELLA JOVANE o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 agosto 2012 CENTRO STAMPA: ROTOPRESS INTERNATIONAL LORETO, VIA BRECCIA (AN)

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4 Argomento del mese AGRICOLTURA Settembre è per tradizione il mese della raccolta e della vendemmia, quest’anno invece sarà protagonista la conta dei danni, dal vigneto al granoturco, dalle barbabietole all’ortofrutta. Allarme per il reddito delle imprese agricole e preoccupazione per l’approvvigionamento delle materie prime. Intanto le quotazioni aumentano. Appello di Zaia al Governo: “Trovate le risorse ma senza aumentare le accise sulla benzina” di Nicola Stievano

Nella mappa della siccità i danni maggiori e le perdite più gravi registrate tra Venezia, Padova e Rovigo

L’assessore Manzato: “Dobbiamo trovare tutti gli strumenti per salvare le nostre imprese agricole”

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ranai vuoti, filari deserti, frutteti riarsi, orti assetati: è drammatico il bilancio dell’agricoltura veneta alle prese con l’annata più calda del decennio, addirittura peggiore del terribile 2003. Settembre è il mese del raccolto per eccellenza ma questa volta le delusioni saranno cocenti, soprattutto per i prodotti che più degli altri hanno risentito della siccità e del caldo torrido che ha caratterizzato l’estate. La trebbiatura del mais ha confermato i timori delle previsioni: chi non ha potuto irrigare ha fatto i conti con perdite di prodotto tra il 40 e l’80 per cento, con punte del 100 per cento nelle zone più aride tra la parte meridionale delle province di Venezia e Padova e l’intero Polesine. La resa media per ettaro, fa sapere Paolo Martin, direttore del Consorzio Agrario di Padova e Venezia, che si occupa anche del territorio di Rovigo, per il granoturco stando alle prime stime si è ridotta anche dell’80 per cento. Con le successive raccolte di inizio settembre la situazione è migliorata ma il bilancio resta pur sempre negativo. Una perdita solo in parte compensata dal sensibile aumento del prezzo del mais, pagato anche il doppio rispetto all’anno scorso. “Sarà difficile soddisfare il fabbisogno di materia prima per la nostra Regione – commenta Martin – a causa del crollo della produzione di granoturco particolarmente pesante pro-

Veneto a secco, crollo de prio nelle zone di maggior produzione”. Preoccupazioni anche per la vendemmia, iniziata la seconda metà di agosto sia nelle colline trevigiane che in pianura. Chi non ha risentito della siccità non avrà particolari problemi, anzi potrà contare su un prodotto di qualità, sia per i vini bianchi che per i rossi. Chi invece ha dovuto fare i conti con la penuria d’acqua rischia di perdere anche il 3040 per cento del prodotto, soprattutto nei vigneti più giovani e non serviti dall’irrigazione. Stando alle prime stime i danni per il Veneto ammontano ad un miliardo di euro e la superficie interessata dalla “grande sete” è di quasi 400 mila ettari, concentrati fra Venezia, Padova e Rovigo.”Al più presto – spiega Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura - dobbiamo dare il massimo delle risposte agli agricoltori, soprattutto quelli più colpiti: una strada non facile, che richiede un intervento a livello nazionale, che potrà essere accompagnato da azioni regionali. I sistema ordinario di difesa dalle avversità atmosferiche in agricoltura si basa sull’assicurazione contro i danni, il cui premio è coperto per circa tre quarti da contributo pubblico. Ma conosciamo anche i vincoli che le assicurazioni pongono, vincoli che in questa situazione sono diventati in molti casi un cappio. Sappiamo anche bene che molte aziende si sono “normalmente” indebitate acquistando a

credito sementi e mezzi tecnici, che a fine stagione faranno fatica a pagare per il pesante taglio del reddito a causa della perdita parziale o totale del raccolto. Il nostro obiettivo è salvare il nostro sistema agricolo e impedire che aziende valide collassino a causa di questa situazione del tutto straordinaria, che richiede risposte straordinarie”. Una delle misure da adottare potrebbe essere l’anticipo dei contributi della Pac, stabiliti dalle misure della politica agricola comunitaria, insieme alla richiesta di una deroga al piano assicurativo nazionale 2012. A queste si aggiungeranno altre iniziative accessorie di carattere fiscale e contributivo, l’integrazione salariale in favore dei lavoratori agricoli nelle aree colpite da avversità eccezionali e l’esenzione delle imposte sui redditi dominicali e agrari per le imprese agricole con un danno superiore al 30% della produzione ordinaria. Il presidente del Veneto Luca Zaia lancia un appello al Governo: “Ci vuole più attenzione, vanno trovate le risorse nazionali per sostenere le imprese agricole. Sappiamo che la coperta è corta, che ci sono al momento solo 18 milioni a disposizione del Fondo di solidarietà. Noi però non aumentiamo le accise, non vogliamo farlo: già lo fa Roma in maniera ignobile. I soldi dei veneti sono già lì Roma ce li restituisca. Noi versiamo di tasse più di quello che ci viene restituito”.

L’ACCESSO AL CREDITO AVEPA HA RIAPERTO LA PROCEDURA INFORMATICA

Alle aziende anticipi per 13 milioni

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enaro contante per dare fiato alle aziende agricole alle prese con l’emergenza siccità e le difficoltà del mercato. Meno burocrazia e risposte più veloci da parte degli organismi regionali da sempre al centro delle proteste degli agricoltori. E’ il caso dell’Avepa, l’agenzia per i pagamenti in agricoltura, che il mese scorso ha riaperto la procedura informatizzata per l’anticipo dei premi comunitari del 2012. Nei mesi scorsi il progetto “Insieme per l’agricoltura” che ha coinvolto tremila sportelli bancari in tutto il Veneto, ha permesso di erogare 13 milioni di euro. “L’anticipazione ha visto anche una effettiva concorrenza le banche interessate che, a fronte di un tasso massimo applicabile del 4,5 per cento, hanno applicato un tasso medio ponderato del 3,9 per cento. – spiega l’assessore regionale Manzato - Anche la platea dei beneficiari è stata molto ampia quanto a dimensione aziendale: gli importi erogati sono andati da un minimo di 3 mila ad un massimo di 500 mila euro per azienda”. Avepa è dunque pronta al pagamento anticipato della metà della Domanda unica 2012, autorizzato dall’Unione Europea, che in ogni caso prenderà avvio dal 16 ottobre. L’Agenzia ha inoltre erogato 14 milioni di euro come anticipo del 75 per cento, dei premi richiesti in maggio tramite le domande di conferma presentate nell’ambito di misure agroambientali del Programma di Sviluppo Rurale. Entro il 15 ottobre, infine, annunciati 15 milioni di euro ai viticoltori veneti che hanno richiesto il sostegno specifico sui premi per le polizze di assicurazione per la difesa dell’uva.

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Argomento del mese 5 In Polesine

della produzione agricola

Raccolti compromessi al 100%

Censimento dell’agricoltura Chiudono le piccole aziende ma le altre crescono

Meno aziende ma più giovani e specializzate, il rebus del reddito di Nicola Stievano

I

l bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Anche i dati veneti dell’ultimo censimento dell’agricoltura si prestano ad essere letti secondo le due opposte chiavi di lettura. Da una parte è confermato il calo costante delle imprese agricole dall’altra, però, le realtà che restano sul mercato sono sempre più specializzate e competitive, grazie anche alla presenza dei giovani, preparati e aperti alle nuove forme di business. Se la superficie coltivata diminuisce, di contro cresce l’estensione media delle singole aziende agricole, soprattutto nei settori più produttivi. Il rebus che il censimento non scioglie è quello della redditività, da sempre il tasto dolente dell’agricoltura alle perse con calamità naturali, speculazioni, emergenze alimentari. Ma sono le stesse organizzazioni agricole a considerare il bicchiere mezzo pieno. “Il calo di superficie è collegato soprattutto all’abbandono nelle zone di montagna del prato/ pascolo (dei 45 mila ettari andati perduti ben 33 mila sono riferiti a questa tipologia) – afferma Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto - mentre nelle altre aree rurali la superficie agricola è stata mantenuta dalle stesse aziende, nonostante le notevoli pressioni determinate dallo sviluppo infrastrutturale, commerciale e residenziale. I comparti trainanti dell’agricoltura veneta non hanno subito variazioni sostanziali: la vite è costante (73.000 ettari), i seminativi risentono di una lieve flessione (2%). Le fattorie in questo decennio, pur riducendosi da 178 mila a 120 mila si sono specializzate nelle coltivazioni tipiche, incrementando la dimensione aziendale. Le 37 mila aziende vitivinicole hanno raddoppiato la loro superficie media (da meno di un ettaro a quasi due ettari), le 13 mila aziende con bovini hanno aumentato del 40% la loro mandria. L’allevamento di suini ha registrato un aumento del numero di capi allevati (+ 230.000 capi), così come quello avicolo (+ 10 milioni di capi), anche grazie all’elevato livello di specializzazione raggiunto nelle 1.765 aziende suinicole e 2.976 aziende avicole”.

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Chiesto l’anticipo dei fondi Pac I

n alcune campagne del Polesine il mais è seccato ancora prima che spuntasse la pannocchia. Rimasto nano, inutile da utilizzare sia come alimentazione per il bestiame che come biomassa, è stato tranciato anzitempo per liberare i campi. I danni maggiori sono stati riscontrati nei territori di Guarda, Crespino, Gavello, Ceregnano ma non migliore è stata la situazione nella zona di Adria e nei comuni di Loreo, Corbola, Papozze e Pettorazza dove oltre al mais gravi perdite sono state riscontrate per la soia e la barbabietola. Stessa situazione a Taglio di Po e Porto Tolle, e Ariano. Idem a Boccasette e Ca’ Venier, dove non è stato nemmeno possibile irrigare a causa dalla risalita del cuneo salino nei fiumi. La situazione descritta da Coldiretti Rovigo ad ogni rilevamento si è fatta via via più grave man mano che il periodo di siccità si è allungato. I primi allarmi addirittura gli inizi di luglio e alla fine di agosto, dopo nemmeno una goccia di pioggia caduta per terra, la situazione si è fatta decisamente grave: con raccolti compromessi al cento per cento, aziende agricole senza prospettive di reddito e diversi milioni di euro di danni che hanno letteralmente messo in ginocchio il comparto. Grande infatti il disagio lamentato dagli agricoltori e raccolto dall’assessore provinciale competente, Claudio Bellan, in occasione degli incontri con le A Boccasette associazioni di categoria. “Intendiamo e Ca’ Venier chiedere una sospensione dei ratei dei irrigazione mutui e forme di accesso agevolato al bloccata dalla risalita credito – spiega il direttore di Coldiretti del cuneo salino Rovigo Adriano Toffoli – diventa anche indispensabile attivare quanto prima un anticipo dei fondi Pac (Politica agricola comunitaria) delle domande uniche per le aziende colpite dalla siccità, poiché questa sarà l’unica liquidità che entrerà nelle casse di alcune aziende”. Su questo punto la presidente della Provincia, Tiziana Virgili, è stata tempestiva inviando la richiesta a Fabrizio Stella, direttore generale dell’Avepa, e per conoscenza all’assessore regionale alle Politiche Agricole Franco Manzato, affinché venissero garantite agli agricoltori la liquidità necessaria ad effettuare i pagamenti in sospeso, senza incorrere in eventuali sanzioni. Immediata la risposta del direttore dell’agenzia Regionale che comunque ha fatto sapere che la scadenza richiesta dalla Virgili, ossia prima della fine di agosto, con difficoltà sarebbe stata rispettata. “L’Unione europea ha autorizzato il pagamento degli acconti Pac per tutti, indipendentemente dalla siccità, a partire dal 16 ottobre prossimo – ha spiegato il direttore Stella – Avepa si impegna ad esser pronta a pagare il 16 ottobre stesso: essendo il fenomeno siccità esteso a tutta la regione, saranno liquidate certamente anche le aziende colpite. Da qui al 16 ottobre, sarà necessario creare delle sinergie con gli istituti di credito affinché possano fare affidamento sul fatto che la liquidità arriverà sui conti delle aziende agricole a quella data. In questi giorni Avepa sta già pagando gli anticipi, che sono stati autorizzati dalla Ue, per le circa 1600 aziende agricole dei 18 comuni polesani colpiti dal terremoto”. Fo.Ma.


6 Rovigo Il caso L’istituzione culturale cittadina ha rischiato la chiusura

Salva la biblioteca dell’Accademia dei Concordi Costato aveva messo in forse la riapertura dopo la pausa estiva

di Melania Ruggini

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a biblioteca dell’Accademia dei Con- un così nevralgico servizio sociale e culturale cordi è salva, così come i contratti dei dal pericolo di inattività. Con la sua raccolta di oltre 280.000 propri dipendenti precari. La biblioteca ha riaperto ufficialmente i battenti il 28 volumi, l’Accademia svolge infatti la funziogosto, con un giorno di ritardo rispetto alla ne di biblioteca comunale della città in virtù del contratto Gnochi del 1836, accogliendo regolare attività. Tuttavia quanta ansia, il giorno pre- oltre 5000 persone al mese. Il rischio di cedente: ad accogliere l’utente, la scritta chiusura rappresentava un colpo al cuore “chiuso” del giorno prima non faceva certo per la città, se si considera come, in tempo presagire nulla di buono. Quella mattina, la di crisi, in centro siano venuti a a mancare tensione era alta non solo tra le parti, ma altri necessari servizi culturali, tra cui la lianche nei volti dei dipendenti e degli stessi breria, senza considerare che la Fiera delle cittadini, in numerosi accorsi per capirne il parole è emigrata a Padova. Fortunatamente, la querelle è sfociata destino. Viva si è dimostrata, anche la sensi- nell’accordo tra il sindaco Bruno Piva con bilità dei rodigini, che in questi mesi estivi il Cda dell’ente culturale. “E’ stato un inhanno dato vita ad una vera e propria mo- contro molto positivo di confronto – ha bilitazione per salvare il destino di questo commentato il primo cittadino - in cui l’amimportante fulcro culturale sfociata in una ministrazione ha chiaramente confermato cospicua raccolta firme, inviata al sindaco e l’importanza riconosciuta a questa illustre difesa_rc_vita_priv_multi_colour.ai 1 19/07/2012 9.39.50 l’amministrazione comunale per preservare istituzione culturale. Da parte nostra c’è la

La sede dell’Accademia dei Concordi con la sua raccolta di oltre 280.000 volumi, l’Accademia svolge infatti la funzione di biblioteca comunale piena consapevolezza del ruolo che l’Accademia riveste per l’intera comunità e tutta la volontà di rispettare gli impegni presi, anche se gravosi per il nostro bilancio”. Entro la fine dell’anno il contratto che regola i rapporti fra Comune di Rovigo e Accademia dei concordi, il legato Gnocchi risalente al 1836 e rivisto nel 1979, andrà perfezionato.

NEWS Piva e Costato

TROVATA UNA SOLUZIONE MA SARÀ FINO A FINE ANNO

“L

a nostra amministrazione – ha detto il sindaco Bruno Piva - è in prima fila per tutelare i lavoratori dell’Accademia che non possono venire penalizzati in un inevitabile processo di revisione delle spese a cui andrà sottoposto il bilancio dell’istituto culturale”. La soluzione che dà la possibilità della Il sindaco Piva e il presidente riapertura dell’Accademia fino a fine anno sta dell’Accademia Costato nell’impegno da parte del Comune di arrivare alla quota di contributo richiesta per la gestione Anche i contratti dell’ente, ossia di 250 mila euro; il presidente dei dipendenti Luigi Costato si è reso invece disponibile a co- a tempo prire eventuali somme mancanti. “Il presidente determinato ed io abbiamo pensato di rivedere, attraverso sono salvi una nuova lettura, l’accordo in essere, trovando soluzioni alternative che permettano al Comune di diminuire i contributi, compensandoli attraverso forme diverse”. Rispetto alla querelle degli ultimi mesi, Piva ammette: “Arrivare ai ferri corti non è mai una bella cosa, ma l’emergenza economica ci mette in serie difficoltà e non è mai finita, visti i momenti grigi che tutte le amministrazioni locali stanno vivendo. Per questo abbiamo dovuto trovare soluzioni alternative ai tradizionali canali dei bilanci comunali. Nei confronti della raccolta firme, conclude: “La reputo molto positiva. Si dice sempre che in Italia si legge poco, ma vista la reazione partecipata della nostra città, sembra proprio che i rodigini amino i libri, leggere e la cultura. E’ un riscontro che ci fa molto piacere”. Spunterebbero infine possibili accordi per il futuro, mediante un ipotetico restyling della convenzione “che potrebbero portare ad un accordo pluriennale, il cui compito e attuazione si rimanda ai rispettivi uffici”. “La seconda fase è in fieri - spiega Costato - anche se è nostra intenzione chiuderla per il 31 dicembre e trovare una soluzione intermedia per almeno 10 anni”. Intanto, anche i contratti dei dipendenti a tempo determinato sono salvi. Me.Ru.

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Responsabilità Civile Vita Privata

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opo un anno di lavoro, la riapertura di piazzale Riconoscenza, di rimpetto alla stazione dei treni, fa riflettere gli Amici della Bici di Rovigo, che non celano la loro sorpresa e delusione. Il bilancio della Fiab di Rovigo è piuttosto negativo, definendolo “un pessimo lavoro, che non promuove né facilita la mobilità ciclopedonale e la qualità della vita in città”. Le conclusioni degli associati sono perentorie: “Ancora una volta si è persa un’occasione per abbellire e migliorare la città”. Tralasciando il giudizio estetico finale sul piazzale, il disappunto dell’associazione riguarderebbe l’effettiva realizzazione del progetto, che non corrisponderebbe a quello approvato, ridimensionato, al contrario, in maniera radicale. L’analisi passa al vaglio della realtà: “L’occasione era proprio risolvere, con il progetto di ristrutturazione, il problema del degrado conseguente all’abbandono selvaggio delle biciclette su un piazzale che tutti ritengono un porta della città. Al tempo stesso, poiché la stazione è utilizzata soprattutto da studenti e da pendolari, si trattava di promuovere un maggiore utilizzo della bicicletta al posto dell’auto per ragioni ambientali, di congestionamento del traffico, di salute pubblica e qualità della vita”. E in fatto di sensibilizzazione all’uso della bici, l’associazione sa il fatto suo. Al momento della presentazione del progetto, l’associazione aveva richiesto e proposto un collegamento sicuro tra le tre

ciclabili dell’area, tramite una migliore mobilità ciclopedonale sul piazzale e una migliore collocazione del deposito delle bici al fine di una maggiore sicurezza per tutti, ma la soluzione sarebbe stata disattesa. “Il problema principale è la mancanza del collegamento tra le tre piste che arrivano in prossimità della stazione ferroviaria: Baden Powell, Chiara Lubich e Viale Marconi”. Essendo Piazzale Riconoscenza un nodo strategico e critico della viabilità cittadina, allo stato attuale l’ulteriore problematicità riguarda l’affluenza disordinata di un gran numero di auto, autobus, taxi, ciclisti e pedoni. Limitandosi al tema della ciclabilità, gli Amici della Bici elencano uno ad uno i disagi più rilevanti: non solo il parcheggio delle bici è incustodito e i portabici sono poco funzionali, ma anche la particolare conformazione del recinto per il ricovero favorirà i furti, oltre a non contenere le bici abbandonate né il loro possibile aumento di numero. Infine, il percorso al deposito risulterebbe essere tortuoso e pericoloso per chi arriva da via Petrarca. Insomma, tempi ancora difficili per chi decidesse di usare la bici per vivere più ecologicamente la città. Me.Ru.


8 Rovigo Istruzione Parte il nuovo anno accademico

Il Cur rinnova l’offerta universitaria

Al via diversi corsi: dalla laurea in giurisprudenza al dottorato in Diritto dell’Unione Europea, dalla laurea magistrale in Ingegneria Meccanica ai corsi di Infermieristica di Roberta Giacomella

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l Cur si rinnova e la sede di Viale Marconi è già pronta per ospitare lezioni e segreteria. Il Presidente del Cur, Roberto Tovo, ha presentato i corsi di laurea attivati a Rovigo per l’anno accademico 2012/2013 e sono diversi i punti di forza che caratterizzano il nuovo anno accademico. Innanzitutto va segnalata la novità inerente il Corso Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, che attiva un percorso di studi a doppio titolo con l’Università di Granada (Spagna). Al termine lo studente conseguirà la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara e il “Grado en derecho” presso l’Università di Granada. Il percorso è attivato sulla base di una convenzione tra i due atenei. Altro punto di forza è il dottorato in Diritto dell’U- manifatturieri di prodotti in materiale polimerico, assai nione Europea. Coloro che sono già in possesso di una numerose nel territorio nazionale e, soprattutto, nei laurea possono scegliere di proseguire la loro formazio- distretti industriali del Nord. ne in un settore sicuramente promettente, quello del Sempre attuale e in linea con le dinamiche sociali diritto emanato nell’ambito delle varie politiche comu- e occupazionali è il corso triennale in Diritto dell’econitarie per aspirare, ad esempio, nomia. Fornisce ampi sbocchi e a carriere dirigenziali in ammini- Riconfermati competenze richieste a diverse strazioni pubbliche e private e in tutti i corsi che in figure professionali con possibilità questi anni hanno di collocazione in molteplici settori organizzazioni internazionali. Riconfermati, inoltre, tutti contraddistinto pubblici e privati. i corsi che in questi anni hanno la sede Proseguono i corsi che rapcontraddistinto la sede universitapresentano una risposta a livello ria rodigina e che l’hanno resa una scelta qualificata per regionale per la preparazione delle figure professionali tanti giovani. degli educatori. Tra questi il corso di laurea magistrale Prosegue il corso di laurea magistrale in Ingegneria in Programmazione e gestione dei servizi educativi e Meccanica già attivo con l’università di Padova. Con formativi, e il corso di laurea triennale in Scienze dell’El’indirizzo in Progetto e Fabbricazione con i Materiali ducazione e della Formazione Polimerici si vuole formare una figura professionale del Sempre ricca anche la proposta in ambito sanitatutto nuova, molto richiesta dalle imprese dei comparti rio grazie alla collaborazione con l’ULSS 18 di Rovigo.

NEWS

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La sede dell’Università rodigina

Anche quest’anno vengono riproposti i corsi di Infermieristica, Tecniche di Radiologia Medica, Ostetricia e Fisioterapia. Da segnalare anche il corso di Educazione Professionale, abilitante alla professione sanitaria di Educatore Professionale. “Oltre alla varietà e qualità dei percorsi formativi offerti strettamente collegati al mondo del lavoro e della ricerca, tanti scelgono il Cur - spiega Roberto Tovo - anche perché è una sede giovane e piccola capace di essere, rispetto agli Atenei tradizionali, a misura di studente, e dove si può trovare una maggiore attenzione alla dimensione umana, allo scambio tra ragazzi e docenti, al dialogo aperto e costante e in un contesto dinamico e flessibile. Aspetti da non trascurare quando si affronta la carriera universitaria, perché sentirsi accompagnati durante tutto il proprio percorso di studi è un fattore importantissimo per portarlo a termine con successo”.

NEWS Servizi

INFORMAGIOVANI TORNA AD OTTOBRE

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uone notizie dal versante Informagiovani: lo sportello dovrebbe tornare in funzione dal 1 ottobre, per la gioia degli utenti e di quanti si sono opposti in questi ultimi mesi, con manifestazioni, sit-in e dibattiti anche dalle pagine del web, alla chiusura di fine anno. Tra questi ultimi, si sono prodigati in maniera compatta sia la rete degli studenti di Rovigo che alcuni schieramenti politici, tra cui l’opposizione, con una critica capillare e molto decisa contro la chiusura del servizio, intesa quale penalizzazione per l’utenza della città, in special modo sul fronte della ricerca di occupazione, ma anche sulla formazione professionale, sull’orientamento scolastico e universitario. A breve sarà dunque pubblicato il bando per il nuovo affidamento del servizio, che ora giace in stand-by negli uffici della Ragioneria. Il servizio sarà poi attivato per 12 mesi, quindi fino ad ottobre 2013. Tra le novità, il cambiamento della sede, che passa da via Donatoni agli uffici comunali di viale Trieste. Inoltre, da quanto si evince dalle ottimistiche riflessioni dell’assessore alle Politiche giovanili Andrea Bimbatti, tra i fattori positivi del nuovo servizio si colloca il futuro risparmio rispetto alla precedente conduzione. Quest’ultima, infatti, costava 237mila euro ogni due anni, pari a 78mila euro all’anno, a cui si aggiungevano 52mila euro che il comune di Rovigo doveva anticipare per gli altri comuni della rete, essendo l’ufficio di Rovigo il capofila dei 20 uffici sparsi nel Polesine. Cambio L’assessore Bimbatti di sede, da via inoltre ha spiegato Donatoni agli uffici come il protrarsi comunali di viale della vicenda fino al Trieste prossimo ottobre sia giustificato dal fatto che alcuni comuni della rete provinciale hanno confermato solo da poco l’adesione al servizio. Insomma, a quanto pare i giovani del comune potranno continuare ad usufruire dell’attività proposta dall’Informagiovani, che assieme alla biblioteca dell’Accademia dei Concordi rappresenta un valido punto di riferimento per la vita culturale e ricreativa della città, oltre agli altri necessari servizi Me.Ru. garantiti alla collettività.

Piazza Garibaldi

L’AMMINISTRAZIONE INCONTRERÀ I COMMERCIANTI

’assessore al Commercio Matteo Zangirolami ha replicato alle dichiarazioni dall’esponete di “Rovigo si ama”, Federico Frigato, che nelle scorse settimane aveva sostenuto la propria preoccupazione in merito all’apertura dei cantieri per il rifacimento di Piazza Garibaldi proprio a settembre. Frigato, infatti, sosteneva l’inopportunità di tale periodo, in quanto troppo ravvicinato all’Ottobre rodigino e pertanto a rischio di inficiare le opportunità di vendita che la fiera cittadina rappresenta per i commercianti rodigini, già in difficoltà a causa della crisi. A questo

proposito aveva consigliato all’Amministrazione di incontrare i commercianti e di decidere insieme a loro il ruolino di marcia per l’intervento che si preannuncia lungo visti i due stralci in programma con l’inclusione anche del rifacimento dei paramenti esterni del teatro. “Un incontro con tutti gli operatori commerciali dei pubblici esercizi, delle attività coinvolte, dei residenti e della Camera di commercio, è già in programma da tempo – ha replicato l’assessore - mi sono impegnato personalmente circa due mesi fa e successivamente anche il sindaco aveva garantito ai tito-

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lari di alcune attività commerciali dell’area interessata, che avremmo concordato un incontro per illustrare la tipologia dell’intervento e per confrontarci sulle modalità di gestione del cantiere, cercando di raggiungere il miglior equilibrio possibile fra le necessità tecniche dettate dai responsabili del cantiere e le esigenze di chi lavora e vive in piazza Garibaldi”. L’assessore ha inoltre garantito che a tutti gli interessati nei prossimi giorni verrà recapitato l’invito con la data e il luogo dell’incontro. L’assoluta precarietà del porfido di quella zona – ha concluso Zangirolami -, è sotto gli

occhi di tutti, pertanto non è più possibile rinviare l’intervento, ma sono certo che sapremo adottare gli accorgimenti necessari a rendere il cantiere meno invasivo possibile, anche se alcuni disagi saranno inevitabili”. Durante l’incontro verranno anche analizzate le contromisure da adottare per la gestione dell’ottobre rodigino e del Natale 2012. Me.Ru.

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Rovigo 9 Viabilità Un’indagine della Provincia sulle strade di propria competenza

La strada più trafficata è la Provinciale 5 Lo stesso tratto di strada detiene il primato anche per il transito del maggior numero di mezzi pesanti e per le velocità raggiunte da auto e moto di Melania Ruggini

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entre l’assessore provinciale La velocità mediante una rilevazione alquanto Oscar Tosini ha recentemen- massima precisa sulle 53 strade gestite dalla te comunicato l’avvio del registrata è stata Provincia di Rovigo, per un totale di progetto di rifacimento di tutta la quella di una moto 518 chilometri, di cui 429 di propriesegnaletica stradale, sia verticale che a 225 kmh tà e 88 in concessione demaniale. orizzontale, in previsione della stagioOgni arteria è stata monitorata per ne invernale, dallo stesso ufficio viabilità di Palazzo Celio una settimana, 24 ore su 24, coinvolgendo tutti i mezzi arriva l’ultimo interessante rilevamento relativo al traffico possibili: motociclette, autovetture, veicoli pesanti, fino ai dei veicoli che investono sulle strade provinciali, con annesse tir. Ciò che risulta è che la strada Provinciale n. 5, che collega le relative criticità. L’indagine si è protratta per cinque mesi, il famoso e popolare centro commerciale La Fattoria alla

Opportunità

UN POLESANO VICEPRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SERBIA

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Belgrado è nata Confindustria Serbia, che vanta oltre 200 operatori economici, tra cui 80 aziende italiane operanti in Serbia. Tra i nomi di spicco brilla, anche per i natali, il vicepresidente Antonio Schiro, polesano rappresentante di Unindustria Rovigo. Come ha espresso Schiro subito dopo la nomina, l’impegno attivo è la messa a disposizione al sistema Confindustria di una rete di supporto e rappresentanza

zona dell’Interporto, è la strada più trafficata del Polesine, con 68.685 veicoli circolanti. Essa è seguita dalla Sp8, che da Loreo conduce a Porto Viro in località Pilastro, con 68.490 transiti. Tra le strade deputate al turismo la Sp65, che dal Volto di Rosolina conduce alle spiagge, sopporta il maggior numero di veicoli: nel periodo estivo, da luglio ad agosto del 2011, essa ha registrato 86.792 automezzi, scesi poi ai 29.210 nel mese di settembre. Particolarmente “calda” anche la Sp45 che collega Adria con Rosolina, che ha contato 80.371 mezzi nel periodo estivo, contro i

in un paese strategico come la Serbia. L’idea della rappresentanza serba parte lo scorso marzo, diventando subito dopo concreta realtà; al momento l’associazione fa parte di Confindustria Balcani, federazione italiana nel sud est Europa che rappresenta un network con oltre mille aziende italiane operanti nel sud est europeo. Tra le 80 aziende italiane, il 13% provengono dal territorio rodigino. A coadiuvare Erich Cossutta nel ruolo di presidente c’è dunque un valido professionista rodigino, da anni attivo nell’internazionalizzazione del sistema associativo industriale italiano e associato a Unindustria Rovigo. L’assemblea generale

68.186 mezzi del periodo autunnale. Il maggior numero di veicoli pesanti transitati sono stati 23.158 sulla Sp5 in prossimità dell’Interporto, la velocità massima raggiunta è stata di una moto a 225 kmh; per le autovetture si è arrivati a 214 kmh, per i tir a 137. Per quanto riguarda invece la nota dolente, ossia gli incidenti stradali, si è notato che la provinciale con il maggior numero di sinistri è Sp38, quella che va da Piano di Rivà a Bonelli, con ben 17 sinistri, per un totale di 26 feriti, seguita quindi dalla Sp45 Adria-Rosolina con 15 incidenti e 17 feriti.

di sistema, associazione da cui nasce la nuova realtà confindustriale, ha accettato all’unanimità il cambio di logo e il nuovo statuto eleggendo il presidente e il consiglio direttivo che guideranno l’associazione in questa importante fase di start up. Gli altri consiglieri sono Valter Bianco (Dedinje), Franco Delneri (DAMM Management & Marketing), Slobodan Dimic (IMP Balkan), Ivan Gianesini (Unieco Società Cooperativa), Christian Legnaro (East Cap Group), Roberto Lorenzon (Unicredit Bank Srbija), Marco Moscardi (Duca), Scipione Luciano (Seci Energia), Vlatko Sekulovic (Advokatska Kancelarija Sekulovic). Ro.Gi.

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10 Sguardo ad Adria Servizi La gestione dei rifiuti è di competenza di una sola azienda

Dopo una guerra politica è nata Ecoambiente Durissimo lo scontro tra Centrodestra e Centrosinistra. Non sono mancate le querele

di Fortunato Marinata

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allo scorso 24 agosto la gestione dei rifiuti in Polesine è di competenza di una sola società: Ecoambiente, il cui Cda è composto da Massimo Nicoli, in qualità di presidente, Angelo Bragiotto e Ferruccio Lembo. Le due aziende che se ne occupavano in precedenza: Asm a Rovigo, ed Ecogest, in tutto il testo del territorio provinciale, sono state definitivamente fuse insieme anche se il processo è stato tutt’altro che semplice e ha dato luogo ad una vera e propria guerra politica conclusasi con la vittoria del Centrodestra e lo smacco per il Centrosinistra che considera tuttavia l’intera operazione “sub judice” visto che alcuni passaggi, a suo avviso, sono stati reputati illegittimi. Illecito ad esempio per il Pd Polesano è stato il modo di intervenire del presidente del Consorzio Rsu Pierluigi Tugnolo che con un colpo di mano lo scorso 9 luglio, ottenendo il mandato dal Consiglio di amministrazione solo qualche settimana

dopo, ha decapitato il Cda di Ecogest di Giovanni Giribuola, Sandro Gino Spinello e Luigi Viaro, rei di aver fatto ostruzionismo al procedere della fusione. Secondo la ricostruzione fornita dai tre, invece, la richiesta era di una proroga di ulteriori dieci giorni per ottenere una nuova perizia visto che a loro avviso la stima sul valore di Ecogest è stata al di sotto del vero valore della società. “Una società come Ecogest – hanno ribadito i tre in un comunicato – non può avere lo stesso valore di Asm visto che la prima serve circa duecento mila abitanti e la seconda solo la città di Rovigo”. Però le due aziende sono state equiparate e fuse per dare vita a Ecoambiente una Srl con 5 milioni di capitale sociale e una durata statutaria prevista fino al 2050 in mano quasi per due terzi dal comune di Rovigo e il resto al Consorzio Rsu che rappresenta il resto dei comuni polesani. Secondo i contestatori è evidente lo sbilanciamento di forze che la fusione ha

Nelle foto: Gino Sandro Spinello, Bruno Piva, Luigi Viaro, Giovanni Giribuola, Caterina Zanetti e Barbara Businaro creato tra gli enti locali. “Non capiamo – continua il comunicato a firma dei tre ex consiglieri di Ecogest – il silenzio con il quale alcuni sindaci hanno accettato questo trasferimento di capitali dai propri comuni a quello capoluogo”. Gli scontri tuttavia sono stati sull’intera linea dei due schieramenti con grovigli di reciproche accuse sconfinate anche all’interno delle stesse coalizioni, come nel caso del Pd, arrivato a mettere in forse l’alleanza con la Federazione della Sinistra dopo la revoca del Cda ad opera di Tugnolo, dal quale tuttavia FdS aveva già preso le distanze, e querele come nei confronti del primo cittadino rodigino Piva, denunciato da Viaro, Giribuola e Spinello per aver imputato loro la responsabilità di una lettera nella

quale un imprenditore del Nord Est (anonimo) chiedeva spalleggiamenti ad esponenti del Centrodestra per vincere l’appalto sulla discarica. Insomma una lotta politica senza esclusione di colpi nella quale si è inserito anche il Movimento a cinque stelle, con dichiarazioni di biasimo ad indirizzo sia del Centrodestra che del Centrosinistra ipotizzando, ma nenache tanto velatamente, che ad animare le forze politiche sia stata più che altro l’alta posta in palio piuttosto che lo spirito di servizio.“La tensione palpabile durante le discussioni, il lavoro frenetico ed incessante delle segreterie, dei sindaci di Destra e Sinistra, l’agitazione da un lato e la fretta dall’altro non certo si addicono - a nostro avviso, spiega Barbara Busi-

naro in un comunicato stampa – ad un gruppo di amministratori che a loro dire lavorano solo per cercare il bene della comunità”. Più esplicita la collega rodigina Michela Furin con un altro comunicato ha parlato “di un affare ghiotto” per quanto riguarda la gestione dei rifiuti del Polesine e di una guerra tra fazioni politiche che di certo non ha tenuto conto dei reali interessi dell’utenza. Interventi bollati come qualunquisti dal consigliere del Pd Caterina Zanetti. “Il Movimento a cinque stelle non può pretendere di ergersi al di sopra delle altre forze politiche e rilasciare patenti di moralità. Il Pd ha condotto la propria battaglia politica con numeri alla mano, quando altri hanno preferito semplicemente restare a guardare”.

LA GESTIONE DEI RIFIUTI NON VENGA PRIVATIZZATA Lo scorso luglio la Corte Costituzionale ha dichiarato nullo l’articolo che rendeva obbligatoria la partecipazione di partner privati nella gestione dei servizi pubblici

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a nuova partita che riguarda la neonata azienda che gestisce i rifiuti in Polesine, Ecoambiente, si giocherà sul campo della sua eventuale privatizzazione. Una delle ultime iniziative del Governo, Berlusconi prima della sua capitolazione lo scorso novembre, riguardava infatti l’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali. In poche parole la gestione dei servizi poteva essere affidata a società pubblliche solo se in quota parte erano partecipate anche da partner privati. Al tempo la contestazione all’operazione fu veemente, anche perché seguiva a di qualche mese il referendum sui servizi pubblici. Lo scorso luglio, tuttavia, la Corte Costituzionale ha definitivamente dichiarato nullo l’art.4 della manovra del governo Berlusconi. La notizia è stata accolta con esultanza dalla Federerazione della Sinistra polesana che immediatamente ha chiesto che in Polesine venisse bloccato ogni tentativo di privatizzazione, anche parziale, dei servizi pubblici. “E necessario modifficare il previsto bando di gara sui rifiuti – ha commentato Lorenzo Feltrin, portavoce della Fds - stralciando la cessione del 40% delle quote della nuova società, per far sì che questa rimanga totalmente in mano pubblica. In secondo luogo, sia per Ecoambiente, sia per la Polesine Acque, occorre procedere alla loro trasformazione in aziende speciali, chiudendo così definitivamente, ogni tanta-

tivo di introdurre logiche di profitto sui beni comuni e garantendo maggiore trasparenza a controllo nella loro gestione. Del resto è arcinoto – ha precisato lo stesso Feltrin – che lo scopo delle aziende private è fare utili mentre per i cittadini sarebbe importante che tali utili rimanessero bassi così da non incidere sulle tariffe”. Poco propenso alla privatizzazione di Ecoambiente si è detto anche il segretario provinciale della Cgil Fulvio dal Zio che con una lettera inviata ai nuovi rappresentati della società ha fatto conoscere tutte le ragioni della propria contrarietà. “La nostra posizione è totalmente contraria a qualsiasi privatizzazione – spiega nella missiva - anche parziale, del settore. Non c’è più un obbligo privatizzare lo dicono i referendum popolari e la Corte Costituzionale. La trasparenza nei percorsi di privatizzazione, da tutti richiesta, la otteniamo molto facilmente: chi ora politicamente sta gestendo il processo dimostri questa trasparenza perseguendo una strada completamente pubblica. Ecoambiente e la gestione della discarica può e deve rimanere pubblica. Riteniamo tale scelta la soluzione più idonea per assicurare la qualità dei servizi ai cittadini, il controllo delle tariffe, il mantenimento dei livelli occupazionali e non ultima una maggiore garanzia ambientale. E forse, chissà, una maggior condivisione politica”. Fo.Ma.


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12 Sguardo al Delta Centrale di Polesine Camerini Un nuovo rischio per il futuro dell’impianto portotollese

Il Sulcis in concorrenza con il Delta Rassicuranti le risposte del ministro Clini e dell’Ad Conti sulla riconversione ma il progetto dello stoccaggio della Co2 potrebbe sfumare a beneficio della miniera Nuraxi Figus di Fortunato Marinata

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a recente sentenza del Consiglio di Stato ha rimes- Paolo Avezzù, ha rassicurato i polesani sul fatto che so in pista l’ipotesi che la via della riconversione dal Ministero le risposte attese arriveranno con una a carbone della centrale di polesine Camerini sia certa solerzia tuttavia non ha mancato di sottolineare praticabile. Il collegio, infatti, ha dato il proprio as- ancora una volta che il problema vero non è forse più quello ambientale, considerati i senso affinché il progetto torni severissimi limiti alle emissioni con in Commissione Via al ministero, Il problema vero cui l’eventuale centrale a carbone dopo che quello vecchio era stato non è forse più annullato perché basato su una quello ambientale dovrebbe misurarsi, ma l’economicità in senso più ampio, in un legge regionale “ad centralem” ma l’economicità contesto in cui la sovrapproduzione con la quale è stata modificata la dell’impianto di energia spinge un certo tipo di legge istitutiva del Parco nazionale del Delta del Po. Secondo il Consiglio di Stato, però, la centrali elettriche fuori dalle logiche economiche più procedura seguita dal Consiglio regionale è corretta e attuali e virtuose. Dunque secondo il Ministro è Enel dunque la Commissione Via può nuovamente tornare che dovrebbe informare il territorio se vi siano ancora ad esprimersi. Il problema è quando lo farà? La risposta le opportunità economiche per investire a Porto Tolle. in merito è arrivata il mese scorso dal meeting di Co- Anche in questo caso la risposta è arrivata sempre dal munione e liberazione di Rimini al quale ha partecipato meeting di Rimini al quale l’amministratore delegato anche il ministro competente, Corrado Clini, che incal- del colosso dell’energia, Fulvio Conti, ha presenziato zato dal presidente del consiglio comunale di Rovigo, qualche giorno dopo Clini. La fatidica domanda è stata

posta sempre da Avezzù, accompagnato da una delegazione portollese composta dal primo cittadino Silvano Finotti e dal portavoce del Comitato dei lavoratori, Maurizio Ferro, che ancora una volta ha ottenuto una risposta positiva. “L’impianto di Polesine Camerini – ha infatti risposto l’amministratore delegato – è e rimane un progetto strategico per Enel”. Alla risposta di Conti andrebbe aggiunto che ora il progetto e anche libero da impedimenti di sorta, visto che il tono del ministro è parso rassicurante in merito ad un veloce avvio delle valutazioni e che le leggi regionali sono già state riviste a tal fine, ma che tuttavia potrebbe subire la concorrenza di altre realtà come nel caso della miniera di Nuraxi Figus per la quale i minatori della Carbonsulcis hanno chiesto di ottenere il finanziamento di un progetto che prevede l’integrazione della miniera con la centrale di stoccaggio dell’anidride carbonica nel sottosuolo. Il progetto integrato rivendicato dai minatori, infatti, necessita di un investimento di un miliardo e mezzo di euro da distribuire

Una manifestazione dei minatori del Sulcis e quella dei lavoratori della centrale di qualche tempo fa in 8 anni che se andasse in porto, distrarrebbe risorse alla centrale visto che un analogo progetto è previsto anche per il Polesine e la Comunità europea ha già deciso di finanziarne uno solo in Italia. Insomma la strada della speranza, per i lavoratori, è stata è attraversata ancora una volta dall’ennesima incognita.

Opere pubbliche. 1 milione 865mila euro pr centri espositivi e aree di sosta

ARRIVA IL MUSEO DELLA PESCA

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ono in progetto a Porto Viro impor- di luglio. Buona parte degli interventi è contanti interventi per la creazione e per templata nel comune portovirese, dove le la riqualificazione di alcuni musei e operazioni interessano sia il territorio, sia il per il miglioramento di alcune aree di sosta patrimonio edilizio. Nel primo caso, si tratta di riorganiznel Delta portovirese. L’Ente Parco Delta del Po Veneto, infatti, fruendo di alcuni zare e fare della manutenzione a due aree finanziamenti europei che ammontano di sosta, quella di Scanarello e quella di Vallona. Nel rispetto complessivamente a dell’habitat naturale, 1 milione 865 mila Anche euro, si propone attra- il numero delle api senza quindi produrre alterazioni e o inquinaverso svariati interven- di Ca’ Cappellino mento sia alla morfoti di potenziare l’ac- verrà logia del territorio sia coglienza turistica del ristrutturato al paesaggio, i lavori territorio, attraverso la sono atti al “riassetto” di uno spazio già valorizzazione di alcune strutture e siti. Nello stralcio del progetto in questione organizzato ed è questo il caso dell’area denominato “Lotto 2” e che coinvolge di- di sosta in località Vallona, e di “pianificarettamente e indirettamente tutti i comuni zione” vera e propria per quanto riguarda del Parco del Delta del Po, i lavori sono già l’area di sosta in località Scanarello, dove formalmente iniziati nella prima settimana si è riorganizzato lo spazio per far posto ad

un piccolo parcheggio per sei posti auto e due aree pic-nic. Per ciò che concerne invece gli interventi sul patrimonio edilizio, a Porto Viro saranno interessati il museo della corte, delle api e quello della valle e della pesca, quest’ultimo di nuova costruzione. Per realizzare il nuovo immobile dedicato ad una delle attività principali dell’economia deltizia e che sarà così destinato a spazio museale, sarà effettuata la completa demolizione di una struttura esistente, priva di valenza architettonica e strutturale, che originariamente era adibita a contenere vasche per l’itticoltura. L’intervento dovrà essere realizzato nell’ambito dell’insediamento denominato “Ceac” e trova luogo nella località d Ca’ Pisani. L’impianto, che per la precisione è classificato come “sistema di cascine a corte chiusa” è datato intorno alla prima metà

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Nella foto la sezione dedicata alla pesca in un museo del ‘900. Il contesto paesaggistico in cui si trova è l’ideale per la sua destinazione poiché è dei più suggestivi e presenta un mosaico di barene, valli, scanni, sacche, lagune e golene, un territorio mutevole in base al corso delle acque. Sarà invece ristrutturato il Museo delle api di Ca’ Cappellino attraverso un intervento di manutenzione straordinaria. Stessa

cosa per il Museo della corte di Ca’ Cappello, caratterizzato da due edifici di forte caratterizzazione sociale che fanno parte di un impianto cortilivo probabilmente costruito intorno al XVII secolo e che sono per l’appunto situati all’ingresso della corte storica. Le strutture su cui saranno eseguiti i restauri sono adibiti a spazio museale dal 1998. El.Ca.

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14 Sguardo al Delta Stagione turistica Il bilancio del Consorzio operatori balneari

Cambia il profilo del turista Vacanze più corte ma pienone nei week end. In calo le presenze tedesche in aumento quelle di svedesi e danesi

L’Intervento Riforma mancata

di Luca Scalabrin* segue da pag.

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di Elisa Cacciatori

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a stagione estiva è oramai alle porte ed è un bilancio con caratteristiche del tutto nuove, e per niente negativo, quello redatto dagli operatori balneari e dagli albergatori di Rosolina Mare. Ne emerge un profilo del turista che non corrisponde più a quello che fino a qualche tempo fa sceglieva la vacanza da una settimana o da quindici giorni al mare. In tempi di crisi, infatti, pur di non rinunciare a qualche giorno di spiaggia, gli italiani preferiscono una vacanza “mordi e fuggi” di due o tre giorni al massimo, che vengono solitamente scelti nei weekend. Si tratta ovviamente di una caratteristica che riguarda i vacanzieri italiani, mentre per quanto concerne gli stranieri, anche quest’estate hanno scelto di ritornare nel lido rosolinese. Stando a quanto dicono sia gli operatori del Cob sia gli albergatori sono in diminuzione i tedeschi di un buon 20% rispetto al 2011, ma durante la stagione sono arrivati a Rosolina Mare anche molti svedesi e danesi. Dall’Europa dell’Est, soprattutto dall’Ungheria e dalla Repubblica Ceca, si è sviluppata una forma di turismo di qualità, che mira a una permanenza nella località balneare agiata, con un occhio attento ai comfort e alla buona cucina. Non

Il fenomeno del pendolarismo è un fattore sul quale gli operatori hanno già iniziato a riflettere negano la loro preoccupazione per l’andamento ad inizio stagione gli operatori del Cob, per l’evoluzione del turismo a rilento soprattutto per quanto concerneva i mesi di giugno e luglio, timore che è poi svanito nel mese di agosto in cui vi è stata un’inversione di tendenza che ha portato sulla costa rosolinese un soddisfacente numero di presenze, complice anche una stagione che ha offerto weekend sempre soleggiati. Il fenomeno del pendolarismo diventa quindi un fattore sul quale gli operatori balneari e gli albergatori hanno concentrato già da questa stagione le loro attenzioni, perché pare essere una tendenza che permarrà a lungo sul litorale e nel settore del turismo in genere. In proposito, si stanno già studiando pacchetti particolari e convenzioni, come già è stato applicato dagli operatori del Cob per gli utenti giornalieri.

Nel nostro territorio, è in atto una profonda trasformazione nella gestione delle attività produttive, nell’ambito delle diverse realtà imprenditoriali. In Veneto c’è un’ impresa ogni 12 abitanti, di cui quasi il 97% sotto la soglia dei 15 dipendenti. Un grande sforzo, dunque, su un problema che in realtà poteva essere risolto con il semplice abbassamento della durata dei processi del lavoro e dei termini di impugnazione del licenziamento. L’imprenditore veneto non è interessato ad avere una legislazione che gli consenta di licenziare i propri dipendenti, ma al costo del lavoro, assente completamente in questa riforma. In Italia, il lavoro costa il 115% in più rispetto al salario netto spettante al lavoratore. Il problema non è quello di licenziare, ma di assumere. Fidelizzare il lavoratore con l’intento di realizzare un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo, capace cioè di contribuire alla crescita e alla creazione di occupazione di qualità, di stimolare lo sviluppo e la competitività delle imprese, oltre che tutelare l’occupabilità dei cittadini. Non serviva demonizzare i titolari di partita iva, che appartengono al mondo delle professioni. Non serviva stravolgere, i diversi contratti di lavoro, la giusta qualificazione del rapporto di lavoro, può avvenire con i principi giuridici già esistenti. Manca attenzione alle donne, ai giovani, spariscono le agevolazioni per i contratti di inserimento utilizzati per far imparare un mestiere, nelle società partecipate dall’ente pubblico. Si sono introdotti nuovi adempimenti, inutili, a carico delle aziende. Una riforma mancata dunque. Le barriere ideologiche e culturali, hanno contribuito a questo scarso risultato. Quello che però rimane è un’occasione perduta con un modello senza crescita, in un Italia dove la disoccupazione per i giovani sale al 35% e la cassa integrazione segna punte di più 16%, una presentazione poco proponibile per una seria credibilità internazionale.

*Consulente del Lavoro e segretario provinciale Udc di Venezia


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VIAGGIO IN

PROVINCIA ROVIGO

Taglio delle Provincie Il Governo attende le proposte della Regione entro il 22 ottobre

Azzalin: “Il Veneto diviso in quattro aree omogenee” Per il consigliere regionale del Pd il riordino dovrebbe portare alla realizzazione di un’area montana, di una ad elevata urbanizzazione, dell’area del Veneto centrale e a quella del basso Veneto Fortunato Marinata

La sede della Provincia di Rovigo

P

er palazzo Celio sembra non ci sia più niente da fare, all’Emilia, non dispiacerebbe nemmeno il salto di Regione la legge sul contenimento della spesa pubblica (la e un accorpamento alla provincia di Ferrara. La storia, del cosiddetta ‘spending review’) non lascia molte possi- resto, lo legittimerebbe. Comunque sia, finora si è parlato bilità all’ipotesi che la provincia di Rovigo possa continuare solo di ipotesi più o meno realistiche, il momento delle dead avere un ente che lo rappresenti come unità territoriale. cisioni deve ancora arrivare anche se il tempo stringe. Entro Le provincie salve dalla “forbice” del Governo sono solo il 2 ottobre la Conferenza permanente Regione-Autonomie quelle di Verona, Vicenza e Venezia, in virtù del fatto che locali dovrà deliberare un’ipotesi di riordino delle Provinhanno più di 350 mila abitanti e un’estensione superiore ce da trasmettere alla Regione, che a sua volta avrà solo 20 giorni di tempo per inviare una ai 2500 chilometri quadrati mentre il proposta al Governo, proposta che resto del Veneto dovrà essere riorga- Il Polesine ancora manca visto che in Regione nizzato. Il Polesine, pertanto, conti- non è un bottino la discussione verte su una legge nuerà ad esistere come realtà fisica di guerra che attribuisca la precedenza del ma come realtà politica è costretto a da dividere riordino al Consiglio regionale e non, diventare qualcos’altro. Tra le ipotesi e distribuire come previsto dal Governo, ad una si è parlato di un accorpamento “tout court” a Padova ma non sono mancare supposizioni dif- “Conferenza” che non è nemmeno elettiva. Questioni “di ferenti che hanno anche lasciato presagire l’idea di uno lana caprina”, secondo alcuni esponenti del Consiglio di smembramento del territorio rodigino e del successivo rior- palazzo Ferro Fini, che hanno solo il merito di allontanare dino delle varie aree seguendo il parametro delle affinità il discorso dal cuore del problema, ossia immaginare come con le altre realtà contermini. Per il Delta, ad esempio, il dovrà essere il Veneto di domani. In Polesine, intanto, lo nuovo riferimento provinciale potrebbe essere quello ve- scorso 5 settembre in occasione di un consiglio provincianeziano mentre a una parte del Polesine, quella limitrofa le è stato votato un punto all’ordine del giorno in cui gli

esponenti di palazzo Celio hanno espressa la volontà che il Polesine non diventi una terra da annettere solo in ragione delle sue potenzialità: lo sbocco al mare, il sistema portuale e l’asta navigabile o addirittura l’intera area deltizia potrebbero essere contesi tra le provincie superstiti come fossero un bottino di guerra. Ma il vero pericolo secondo il presidente del Consiglio rodigino, Federico Frigato, è che l’ipotesi più accreditata del riordino sia quella di un accorpamento a Padova e che dunque per la provincia rodigina spetti un futuro “all’ombra” della città del Santo. Ipotesi che non piacerebbe nemmeno un poco al consigliere del Partito democratico Graziano Azzalin che invece il Veneto del “dopo provincie” lo immagina diviso in quattro aree omogenee. “In sede regionale il Pd – ha precisato Azzalin - già nel corso della discussione sul nuovo Statuto veneto, ha elaborato una propria proposta organica, nella quale il riconoscimento di macroaree non è una semplice constatazione delle peculiarità dei diversi territori, bensì uno sprone ad attuare politiche mirate a seconda delle diverse esigenze. In più, con la legge di Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali, approvata dal Consiglio con consenso trasversale, si mette

nero su bianco una suddivisione del Veneto in quattro aree omogenee: l’area montana e parzialmente montana, l’area ad elevata urbanizzazione, l’area del Veneto centrale e l’area del basso Veneto. Solo partendo da questa suddivisione si può trovare una soluzione che superi le incongruenze dei dettami contenuti nel cosiddetto decreto sulla spending review. E solo così le competenze del nuovo ente intermedio, nei settori ambiente, rifiuti, trasporti e viabilità possono essere implementate e organizzate secondo economie di scala ed in modo più efficiente. Ritagli arbitrari del territorio contribuirebbero solo ad affossare ulteriormente l’amministrazione locale, rendendo le nuove Province degli inutili carrozzoni poco rappresentativi e poco democratici”. Convergenza pressoché totale su queste posizioni anche da parte del consigliere del Carroccio Cristiano Corazzari che ha sottolineato come sia: “Importante che in questa occasione si mettano da parte le appartenenze politiche e si superino i pregiudizi di ogni tipo per offrire una soluzione che sia coerente e che vada nell’interesse comune di tutti i cittadini veneti, senza distinguere fra zone di serie A e zone di serie B”.

RICORSO AL TAR LA VIRGILI PROPONE UNA “CLASS ACTION” DEI PRESIDENTI

L

a presidente della Provincia, Tiziana Virgili, ha invitato tutti i colleghi e l’Upi (Unione provincie italiane) a promuovere in forma di class-action un ricorso al Tar del Lazio contro lo stravolgimento istituzionale che troverebbe attuazione con la votazione del decreto sulla spending review. Da tempo infatti la Presidente ritiene assolutamente incostituzionale la via intrapresa dal Governo e nella lettera inviata agli altri presidenti di provincia ha inserito anche un riferimento ai rispermi che la manovra governativa dovrebbe mettere in pratica ma che secondo la Virgili sarebbero inesistenti. “Il provvedimento – ha spe-

cificato nel testo - come documentato da indagini economiche, non comporteranno alcun beneficio, ma aumenteranno la disoccupazione e recheranno soltanto disservizi ai cittadini che vedono nella Provincia il riferimento tra Comune e Regione”. Ma quanto risparmierà lo Stato dal riordino degli enti locali intermedi? Secondo i dati elaborati dagli uffici della Regione veneto, poco: meno 200 milioni di euro. I conti sono stati fatti prendendo come riferimento i conti consuntivi delle province per l’anno 2009 e ipotizzando di eliminare i costi connessi alle funzioni generali di gestione e controllo visto che il personale dovrà essere ri-

collocato in altri enti e rimarrà comunque sul libro paga dello Stato. Dunque il risparmio ammonta a circa 130 milioni di euro ai quali va aggiunta la quota derivante dalle economie di scala collegate all’accorpamento delle funzioni, calcolato da uno studio dell’istituto Bruno Leoni in un risparmio di spesa nell’ordine del 10 per cento. Ipotizzando, quindi, un risparmio del 10 per cento sul totale delle spese complessive per le funzioni delle province che in moneta sonante si traduce in circa 55 milioni di euro. Il risparmio complessivo, dunque, dovrebbe ammontare a 185,6 milioni di euro”. Nel 2009 le sette province venete han-

no sostenuto una spesa corrente di circa 629,5 milioni di euro, dei quali 22,7 milioni destinati al funzionamento degli organi istituzionali (3,6% ). “Il valore fatto registrare dalle province del Veneto è ben al di sotto della media nazionale (4,8%) - sottolinea il dossier del Consiglio veneto – è il valore più basso nel panorama nazionale sia per abitante sia per quanto riguarda la spesa corrente complessiva (128,15 euro a fronte di una media nazionale di 150 euro) che per quanto attiene alla quota di spesa relativa agli organi istituzionali (4,62 euro per abitante, a fronte di una media nazionale di 7,27 euro).

Tiziana Virgili


Spazi aperti 17 Siccità La stagione agricola è ittica e stata compromessa dal grande caldo

Polesine e acqua binomio da ripensare Il sistema idrologico è strutturato per smaltire l’acqua e non per affrontare situazioni siccitose come quelle di questa estate

Alcuni prodotti agricoli non hanno raggiunto la maturazione. Grande il danno per le aziende

di Fortunato Marinata

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er più di due mesi non è caduta una sola in una terra normalmente associata all’acqua goccia di pioggia, le ultime stille d’acqua come il Polesine, sono stati registrati non pochi dal cielo sono state quelle di giugno che problemi legati all’irrigazione e di conseguenza diedero l’impressione, insieme a quelle dei gravi danni per le colture. Certo non poteva mesi precedenti, che una primavera discreta- essere diversamente, visto che il sistema idromente piovosa avesse riequilibrato un inverno logico soprattutto nell’area del Delta è struttudecisamente scarso di precipitazioni. Invece no, rato per smaltire l’acqua e non per affrontare erano giuste le preoccupazioni lanciate ancora situazioni da deserto del kalahari. Il bisogno di acqua, infatti, è stato più ad inizio anno, quando grande di quanta i conLucifero, Caligola, Minos- Il livello sorzi di bonifica siano se e Scipione non aveva- del Canalbianco riusciti pomparne nella no ancora trasformato la è sceso rete dei canali e le stesse campagna polesana un di 60 millimetri aziende agricole si sono forno a ciel sereno. Già in un solo giorno scoperte poco attrezzate allora le falde freatiche e il regime dei fiumi erano scesi in modo preoc- per pompaggi l’irrigazione. Malgrado grandi cupante, molto più preoccupante di quanto non siano stati gli sforzi di entrambi i consorzi di avessero fatto nel 2003. Quella fu un’estate bonifica, Adige Po e Delta del Po, il Polesine calda, questo è un anno in cui le stagioni con il si è trovato impreparato ad affrontare la situasecco sono in vantaggio per 2 a 1 su quelle con zione mancando le infrastrutture ma anche la pioggia, un vantaggio tanto largo che anche l’acqua nei fiumi. Il livello del Canalbianco è

SICUREZZA DEL TERRITORIO 17 IMMOBILI PER LA PROTEZIONE CIVILE

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a magazzino idaulico a possibile sede dei gruppi comunali di Protezione Civile. E’ quanto è previsto dal protocollo d’intesa firmato tra l’Aipo (l’agenzia interregionale per il fiume Po), la Provincia ed i Comuni approvato recentemente dalla giunta di Palazzo Celio. Lungo l’asta fluviale polesana sono stati individuati 17 immobili connessi ai servizi di piena, “che da sempre rappresentano un presidio idraulico per il territorio” e che ora rischiano di non essere utilizzati. “La Protezione Civile provinciale – ricorda l’assessore Caludio Bellan - punta su un modello che valorizzi gli enti locali e i gruppi di volontariato attraverso azioni codificate e omogenee, e le possibilità d’impiego di questi immobili è un ulteriore passo”. Saranno ora i comuni a dover manifestare l’interesse, verificando lo stato degli immobili con i tecnici di Aipo e definire modalità di utilizzo e importi spettanti a ciascun ente. “Tali sedi – ha proseguito Bellan - andranno ad integrare la rete della Protezione

Civile provinciale per le attività di monitoraggio ed eventuale intervento da parte delle squadre operative volontarie, in caso di rischio idraulico”. Gli immobili che non saranno utilizzati per scopi di protezione civile o non più funzionali all’Agenzia interregionale per il fiume Po, torneranno al demanio. Questa la mappa degli immobili individuati: uno ad Adria, Ariano, Bergantino, Castelmassa, Ficarolo, Loreo, Polesella, Stienta, Taglio di Po e Villanova Marchesana, 2 a Corbola e Porto Tolle, 3 a Occhiobello. Ma.ga.

sceso anche di 60 millimetri in un solo giorno. “Abbiamo pompato acqua a pieno regime – ha confessato Giuliano Ganzerla, presidente dell’Adige Po – ma in alcune zone i nostri impianti non sono riusciti a sopperire al grande prelievo d’acqua da parte delle aziende agricole consociate”. Ma a mettere in difficoltà il sistema dell’approvvigionamento idrico non è stata solo la scoperta di essere mal equipaggiati ad affrontare un’annata eccezionalmente siccitosa, alla distanza sono saltate fuori anche vecchie magagne come la risalita del cuneo salino provocato dal minor portata idrica dei fiumi. Le conseguenze di una stagione trascorsa senza acqua dal cielo, si sono presentate alle associazioni di categorie sotto la forma di una vasta varietà di danni che hanno irrimediabilmente compromesso la stagione della raccolta. Sulle piante da frutto il caldo non ha permesso una perfetta maturazione del prodotto, che nella maggior parte dei casi è rimasto di pezzature

più piccole, sulle orticole invece il calore ha fatto proliferare gli insetti (es. afidi) inoltre il continuo ricorso all’irrigazione meccanica ha provocato il surriscaldamento del terreno con conseguenti malattie fungine (es. botrite), il risultato è stata la perdita di peso e di qualità, ma soprattutto la diminuzione della capacità del prodotto alla frigoconservazione. A soffrire maggiormente, però, sono stati i cereali: i raccolti di mais e di soia sono andati quasi completamente perduti e non è andata meglio alla stagione della barbabietola, in sofferenza anche sulle superfici irrigate, con una raccolta media di saccarosio di appena 9 tonnellate per ettaro. Ma le colture ad essere devastate dal caldo non sono state solo quelle dei campi, a metà luglio metà della produzione di cozze

della Sacca degli Scardovari è andata perduta a causa del surriscaldamento dell’acqua che in alcuni casi ha toccato i 31 gradi, oltrepassando di cinque la soglia di sopravvivenza dei mitili. L’aumento della temperatura, infatti, ha portato ad una riduzione della quantità di ossigeno necessario alla sopravvivenza dei mitili ed innescato un meccanismo a spirale in quanto la decomposizione dei bivalve consuma ulteriore ossigeno e produce sostanze quali idrogeno solforato e ammoniaca che determinano la distruzione rapida di tutte le altre cozze. Anche in questo caso a gran voce sono stati più volte richiesti interventi per la vivificazione delle lagune ma come per quelli inseriti nel Piano irriguo nazionale le risposte si possono certo definire tempestive.


Scuola scuola 18 Mondo 20 Scuole dell’obbligo Preoccupazioni dell’assessore Leonardo Raito

Sei istituti non raggiungono i 600 iscritti Rischiano di perdere la dirigenza. A novembre la chiusura del bando per il dimensionamento dei plessi scolastici

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l meeting di Rimini di metà agosto il premier Mario Monti ha posto la scuola tra i punti centrali del suo intervento. “Per quanto riguarda la scuola abbiamo cinque obiettivi – aveva asserito all’assemblea di Comunione e Liberazione- promuovere una migliore scolarità in tutta la popolazione; offrire maggiore possibilità alle scuole di esprimere, con autonomia e responsabilità, le proprie potenzialità; insistere sul digitale, per accelerare i tempi e facilitare i rapporti tra la scuola pubblica e insegnanti, studenti e genitori; introdurre nuove modalità di reclutamento e formazione dei docenti. Tra le nostre priorità c’è anche il contrasto all’insuccesso formativo, alla dispersione e all’abbandono scolastico; l’ultimo obbiettivo invece riguarda gli

NEWS

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studenti, estendendo a tutti la possibilità di studiare e fare l’assessore provinciale competente, Leonardo Raito, si è esperienza lavorativa all’estero, per poi tornare nel nostro detto molto preoccupato per le scuole dell’obbligo che in Paese e far fruttare le conoscenze apprese”. Obbiettivi am- alcune realtà non raggiungono il numero minimo di studenti per rimanere indipendenti. “I plessi biziosi che in parte permetterebbero al nostro sistema scolastico di recu- Messi in sicurezza scolastici di Ariano Polesine, Costa perare qualche posizione in merito gli edifici scolastici di Rovigo, Fiesso Umbertiano, Fratta Polesine, Stienta e Trecenta – precisa all’istruzione dei nostri giovani che di Castelmassa l’assessore – non raggiungono i seinei confronti dei loro colleghi europei e Trecenta colpiti cento iscritti, come previsto dal minimostriamo di avere un gap piuttosto dal sisma stero. Tra i rischi che corrono gli istituti significativo. Intanto però nelle scuole dei piccoli comuni continuano a non mancare i problemi in questione c’è quello di perdere il loro dirigente e quindi e in alcuni casi ad essere in forse addirittura la sopravvi- di venire affidate ad un reggente, ossia al preside di un venza del plesso scolastico stesso. In Polesine ad esempio altro istituto. “Mancano solo poche settimane alla chiusura

L’assessore provinciale Leonardo Raito del bando per il dimensionamento dei plessi scolastici – ha spiegato l’assessore - entro novembre, infatti, insieme ai comuni e alla Regione, che dovrà aver definito nel complesso i nuovi assetti, dovremo decidere cosa sarà possibile accorpare e quali servizi redistribuire”. Per evitare il rischio della compresenza dei presidi l’assessore ha avanzato un’ipotesi, ossia di accorpare i singoli plessi. “Questa soluzione – ha concluso Raito – consentirebbe la nascita di tre nuovi istituti”. Per quanto riguarda le scuole superiori colpite dal sisma dello scorso maggio, invece, l’assessore ha assicurato che per l’inizio delle lezioni sarà tutto in ordine. A Castelmassa e a Trecenta i lavori di consolidamento sono stati ultimati e gli stabili sono ora assolutamente sicuri.

Insegnanti di ruolo

IN POLESINE ASSEGNATE 57 CATTEDRE

n un mondo del lavoro che si fa sempre più incerto e precario a 57 insegnanti rodigini, invece, è arrivata una buona notizia. Non è stata recapitata via telegramma, come di consueto, ma per la prima volta sulla Pec (la posta elettronica certificata) dei docenti precari è arrivata la conferma dell’immissione in ruolo dal primo di settembre, cioè la consegna della tanto agognata ed inseguita cattedra. La

notizia è stata diramata dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) che ha informato anche la distribuzione delle nuove nomine per la provincia rodigina di cui: una nella scuola dell’infanzia, due nella primaria, 23 nella scuola secondaria di primo grado e 22 nella scuola secondaria di secondo grado, uno del personale educativo. I posti di sostegno riconosciuti, invece, ammontano ad otto.

Un buon numero per il piccolo Polesine anche se il numero di coloro che avrebbero potuto ambire al “ruolo” sarebbe potuto essere anche più rotondo se la richiesta di apertura per le nuove sezioni della scuola dell’infanzia non fosse stata bocciata dall’Ufficio scolastico regionale, a causa del sottodimensionamento di alcuni istituti di cui è complice il progressivo calo demografico del Polesine. Alle aspirazioni

dei giovani insegnanti non ha giovato nemmeno il decreto del ministro Elsa Fornero con il quale sono stati bloccati i pensionamenti del personale docente che di fatto ha congelato anche l’avvicendamento delle cattedre.


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Cultura provinciale 21 Fesival di musica e cultura popolare “Ande, bali e cante” Conclusa l’11esima edizione

Viaggio nel “paesaggio musicale” L’edizione di quest’anno si è tenuta al Monastero degli Olivetani di San Bortolo. Ospite d’onore l’Orchestra popolare delle Dolomiti di Fortunato Marinata

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i è recentemente conclusa l’11esima edizione del Fesival di musica e cultura popolare “Ande, bali e cante”, la tre giorni dedicata alla musica folkloristica ed etnografica che anche quest’anno ha proposto diversi appuntamenti per la prima non più dispersi in varie parti della città ma racchiusi ed incorniciati dalle architetture del Monastero degli Olivetani di San Bortolo. Accanto agli spettacoli serali, hanno trovato posto i balli pomeridiani, il gran ballo del sabato sera in notturna, gli stage musicali per bambini e poi convegni con ospiti internazionali, aperitivi musicali, mostre a tema e presentazioni di libri, alcuni dei quali inediti. L’ospite d’onore della rassegna è stata l’Orchestra popolare delle Dolomiti, formata dall’unione di 25 musicisti di area veneta, trentina e tirolese, che ha presentato al pubblico presso la sala Flumina del Museo dei Grandi Fiumi un concerto inedito frutto di anni di lavoro con un repertorio di musiche, danze e canzoni rinvenute una decina di anni or sono in quattro manoscritti cadorini della fine dell’800 di grande valore etnomusicale e antropologico. Un concerto che è anche stato il perno attorno al quale ha gravitato il tema indagato dalla rassegna, ossia il paesaggio musicale. Con efficacia e forse inconsciamente nel 2011 il gruppo piemontese dei “Musicanti di Riva presso Chieri” aveva già dato un’anticipazione di quanto è stato trattato quest’anno in modo più approfondito introducendo il pubblico del Censer all’ipotesi che non esistano solo paesaggi fotografici, pittorici o comunque visivi ma vi siano pure dei paesaggi sonori luoghi cioè che si caratterizzano per la loro tradizione melodica, canora ma anche per i rumori,

NEWS

Il gruppo piemontese dei “Musicanti di Riva presso Chieri”, ospiti lo scorso anno, l’Orchestra delle Dolomiti e la locandina dell’edizione appena conclusa le vocii e i suoni, tanto che possono essere considerati dei veri e propri tratti distintivi che differenziano quel luogo dall’altro. Agli otto musicisti/attori in quell’occasione era bastato agitare del grano dentro ad un setaccio, riprodurre il suono delle campane, rispolverare qualche vecchio strumento musicale per riportare in vita non solo un paesaggio bucolico-agreste, e i suoi ritmi ormai confinati nel solco del tempo, ma anche i sentimenti che animavano quell’epoca, i desideri, le paure. Il paesaggio, infatti, è un posto fisico ma può essere anche una entelechia, cioè sostanza che ha perfettamente attuato tutte le sue potenzialità, l’importante è che possieda una propria lingua che lo possa raccontare. La musica, indubbiamente, sa assolvere egregiamente questo compito. Sono tanti gli elementi che concorrono a formare un paesaggio sonoro ed esplorarli per

Al “Granaio” di Ca’ Cornera”

GABBRIS FERRARI, “PER MARI E PER FIUMI”

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ltimi giorni per visitare la mostra di Gabbris Ferrari “Per mari e per fiumi”. Dopo il 14 settembre il “Granaio” di Ca’ Cornera a Porto Viro tornerà ad essere quello che era prima: un luogo suggestivo e pieno di fascino ma non più quel teatro sul quale l’artista rodigino ha messo in scena l’Odissea di una terra fatta di acqua e per questo da sempre porto per partenze e arrivi di viaggi. Il Polesine di Ferrari è ovviamente quello contenuto dai fiumi e sbarrato dal mare ma è anche quella traballante passerella di terra non sedimentata, giovane ma anche antica: villanoviana, etrusca, romana come testimoniano gli abbondanti reperti archeologici. E’ questo il linguaggio che Ferrari ha deciso di usare a Ca’ Cornera, quello della testimonianza attraverso oggetti metonimici, sostituitivi del reale ma per questo non meno efficaci per il racconto. Ferrari sul palco di Ca Cornera ha portato tutto quello che è riuscito a raccogliere: relitti di navi romane in chiave simbolica, metafore di carichi preziosi e allegorie di spezie. Tutto è finto, di scena, come a teatro appunto, ma è la lirica che pittore-scenografo e riuscito a scrivere della sua terra l’opera d’arte, anche perché tutto è scritto in chiave autobiografica. Lo stesso Ferrari infatti parlando del Polesine spiega di avere netta la sensazione di camminare sopra una grande quantità di reperti, sepolti e stratificati negli anni. “E’ questo il sentimento di chi frequenta e ama questi luoghi – dice - e non può fare a meno di raccogliere qualche legno qua e là senza smettere di pensare da dove esso provenga o a cosa appartenesse”. Riflessioni esistenziali, dunque, le stesse che Gabbris ha fatto su stesso e che a Ca’ Cornera ha raccontato con tre grandi pannelli. Il primo intitolato “Il giorno dei prodigi e dei sacrifici” descrive la giornata che

conoscerli uno ad uno è la missione che l’associazione culturale Minelliana, organizzatrice dell’evento, con la direzione artistica del Maestro Roberto Tombesi ha proposto al pubblico. Non a caso l’edizione 2012 del festival è stata organizzata in concomitanza all’inizio del lavoro di documentazione e archiviazione che l’associazione culturale Minelliana sta compiendo sui materiali etnografici audio e video di tradizione polesana, che ha ispirato la manifestazione. “Una bella utopia – l’ha definita l’art director Roberto Tombesi – che abbiamo messo in piedi, di questi tempi, in cui ciascuno pensa a salvare la propria pelle, ma che ci sta dando delle grandi soddisfazioni”. Il livello e la qualità dell’offerta culturale, del resto, insieme alla grande partecipazione di pubblico ogni anno sono lì a confermare la bontà di questa iniziativa.

FRATTA POLESINE Cinque serate con “Estate in Villa Badoer”

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’ ancora in corso in questi giorni la settima edizione di “Estate in Villa Badoer” a Fratta Polesine, la rassegna culturale che dopo il recente concerto di Arisa animerà ancora per qualche giorno il centro cittadino. La kermesse è iniziata il primo settembre con il musical “Mamma … cercasi papà”, messo in scena dai giovani della compagnia teatrale Lumière, mentre il resto della programmazione prevede una serata dedicata alla musica di Vivaldi martedì 11 settembre, con l’orchestra di Padova e Rovigo (ingresso 3 euro) giovedì 13 invece sarà la grande danza con il balletto del Teatro di Torino impegnato ne “Le vergini” ad occupare il palco. Il prezzo del biglietto di ingresso in questo caso sarà di 5 euro, stesso prezzo anche per lo spettacolo che chiuderà la rassegna sabato 15 con la compagnia Fabula Saltica che porterà in scena lo spettacolo “Presto lento presto”. Domenica 16 settembre, invece, la cittadina polesana ospiterà fin dalle prime ore del mattino l’evento “Fratta e sue ricchezze, dall’alba al tramonto per le piazze e vie del paese” in occasione del quale oltre all’esposizione dei prodotti del territorio ci sarà anche la possibilità di visitare la villa palladina, il Museo archeologico nazionale e la casa-museo di Giacomo Matteotti.

Villa d’Adige

Festa della polenta fino al 19 settembre

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prepara il viaggio, il secondo intitolato invece “Barche notturne delle acque paludose”, nel quale riaffiora l’eco della storia, della mitologia, l’idea del viaggio e l’ultimo “I doni nella casa degli Argonauti” allusione della leggenda che racconta il passaggio di Giasone nelle valli del Po prima di intraprendere il viaggio nella Colchide alla ricerca del “vello d’oro”. Non manca la barca, simbolo per eccellenza del viaggio, assembrata da Gabbris con i legni “viaggianti” trasportati dalle correnti e spiaggiati un po’ su tutte le rive del Polesine. Ingresso libero, orario di apertura: dal venerdì alla domenica dalle 16 alle 19. Ma.Ga.

’immagine più antica di una pannocchia di granoturco in Veneto pare sia quella che campeggia in un clipeo che fa da ornamento al sontuoso ciclo di affreschi di palazzo Roberto a Brugine. Si tratta di una testimonianza importante, in quanto conferma che al tempo della realizzazione delle pitture parietali, attorno alla metà del ‘500, il mais era già diffuso e prezioso, tanto da meritare un posto su una delle pareti erette dal celebre architetto Andrea da Valle, coevo di Palladio e Falconetto. Anche la mano che l’ha affrescata potrebbe essere stata quella di un altrettanto celebre pittore, essendo i dipinti attribuiti con una certa attendibiltà al gruppo di artisti veronesi che lavorarono assieme attorno al 1550: Gianbattista Zelotti, Paolo Veronese, Giovanni Fasolo. Ma esiste in Polesine un luogo che primeggia in merito alla precocità della coltivazione del mais, infatti, secondo una ricerca condotta dal professore Giovanni Beggio sull’archivio dell’abazia della Vangadizza di Badia Polesine, autore tra l’altro di un libro sui mulini natanti dell’Adige, fu a Villa d’Adige che venne sperimentata per la prima volta la semina. Da qui dunque si può immaginare il proseguo che la fortunata coltura ebbe nel territorio, grazie anche alla massiccia presenza di acqua, tanto da diventare un tratto distintivo dell’intera regione se non dell’intera Pianura Padana. Ma da questa ricerca ha inizio anche una fortunata “sagra” che dal 1983 non ha mai smesso di crescere. Infatti fu proprio da quanto scoperto dal professore polesano che il locale comitato festeggiamenti decise che la terza domenica di settembre di ogni anno dovesse essere dedicata ad una grande festa per far

conoscere a tutti l’importante primato. Con il passare degli anni la festa della polenta divenne sempre più importante e conosciuta tanto che il comitato festeggiamenti decise di cambiare ragione sociale, diventando Gruppo Manifestazioni Villa d’Adige, entrando anche a far parte dell’Associazione Nazionale Polentari d’Italia, e di dedicarsi esclusivamente a questo appuntamento che quest’anno ha preso il via lo scorso 6 settembre e si protrarrà fino al 19. Ogni sera è in funzione uno stand gastronomico, con menù tipico ovviamente contornato da polenta, mentre il dopocena è ravvivato da gruppi musicali e ballo liscio. All’interno del programma spiccano le iniziative previste per domenica 16 settembre: ore 9.30 sfilata delle carrozze d’epoca, alle12.00 il pranzo offerto a tutti gli anziani del paese, alle 14,00 il mercatino dei sapori e l’angolo dei “mestieri antichi”. Fo.Ma.


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SPORT in PRIMO PIANO

CAMPIONATI ITALIANI DI NUOTO ZANCANARO È TORNATO AI VERTICI DEL MEZZO FONDO

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oddisfazione per le prestazioni degli atleti della Rovigo Nuoto ai recenti campionati italiani delle categorie junior, cadetti e senior nella piscina olimpica del Foro Italico a Roma. In acqua, a difendere i colori biancoazzurri della società polesana, sono scesi Gabriele Zancanaro e Claudia Scodeggio entrambi molto preparati per l’importante appuntamento. Solo per fare qualche numero basta dire che alle varie competizioni hanno Gabriele Zancanaro preso parte 925 atleti, 457 maschi e 468 femmine, tra i quali anche gli atleti reduci dalle recenti Olimpiadi di Londra, per un totale di 2410 presenze gara e 234 staffette. Tra le corsie è stato proprio Zancanaro a strappare l’applauso più grande in quanto anche senza aver raggiunto il podio è stato protagonista nei 1500 metri stile libero, dimostrando di essere tornato l’atleta dei migliori tempi, quando cioè era riuscito a fare suoi due podi ai campionati assoluti nei 1500 stile libero; a vestire la maglia azzurra alle universiadi di Bangkok nei 1500 e negli 800 stile libero e a laurearsi campione italiano assoluto negli 800 stile libero a Livorno. Quarto con 15’42.86 alla fine dell’andirivieni di vasche, dopo Matteo Furlan del Plain Team Veneto con 15’23.70, Luca Baggio del GS Fiamme Azzurre Circolo Canottieri Napoli con 15’25.35 e Gianlorenzo Parmigiani del Circolo Canottieri Aniene con 15’35.83, ma che per il suo tecnico Pontalti è valso quanto un’affermazione, visto che comunque ha sancito il ritorno di Zancanaro ai vertici del mezzofondo italiano. Buona anche la prestazione di Claudia Scodeggio soprattutto se si tiene conto che la nuotatrice biancoazzurra era reduce da una stagione difficile e che comunque nella categoria cadette nei 50 rana ha raggiunto il 17 posto con 34” e 56.

Olimpiadi L’atleta polesana, in coppia con la Cicolari, sconfitta nei quarti

Menegatti perde ma non delude

di Fortunato Marinata

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l presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha mostrato la propria soddisfazione per la prestazione generale degli atleti azzurri al termine delle Olimpiadi: “E’ stata un’Olimpiade che ha visto il team Italia primeggiare – è stato il suo commento - siamo nel G8 dello sport, abbiamo guadagnato una posizione, rispetto alle ultime competizioni olimpiche”. Un successo al quale hanno concorso anche gli atleti veneti malgrado il clamoroso flop di Federica Pellegrini e le buone ma non esaltati prove dei due nuotatori di Camposampiero: Arianna Barbieri e Luca Dotto. Benino, invece, sono andati Alessandro Fabian, decimo nel triathlon, il maratoneta Ruggero Pertile e il ciclista Elia Vivarini al quale è sfuggito l’argento nell’ultima prova in pista. A tenere alte le insegne dello sport regionale, tuttavia, ci ha pensato l’inossidabile e infallibile arciere padovano Marco Galiazzo, oro insieme a Michele Frangilli e Mauro Nespoli, e la giovane Jessica Rossi che pur non essendo veneta è stata arruolata di diritto, visto che gli alle-

Marta Menegatti namenti e la preparazione, per l’incredibile record di piattelli mandati in frantumi dalla piazzola della fossa olimpica, li ha fatti a Ponso, piccolo comune della Bassa Padovana. Non ha vinto ma non ha comunque deluso la polesana Marta Menegatti che dai campi in sabbia dell’Horse Guards Parade di Londra, malgrado le attese, non è riuscita a portare a casa nessun metallo prezioso. In coppia con la romana Greta Cicolari, infatti, non è riuscita ad andare oltre il quarto di finale del beach volley, bloccata dalle fortissime atlete americane Walsh e May, già detentrici dell’oro

da due edizioni, contro le quali non c’è stato proprio niente da fare. Le giocatrici a stelle e strisce, infatti, dopo aver piegato le nostre Cicolari e Menegatti, con due set vinti entrambi con il punteggio di 21 a 13, si sono imposte in semifinale e in finale hanno piegato anche le connazionali Ross e Kessy, centrando un incredibile tris di primati. Il terzo gradino del podio è stato occupato dalle brasiliane FrancaSilva che nella finalina hanno regolato il duo cinese Xue e Zhang. Grande rammarico è stato espresso dalla polesana per aver mancato un risultato che pareva essere alla portata visto anche il ruolino di marcia tenuto durante le fasi eliminatorie. “Sono molto triste – ha commentato la Menegatti - le cose non sono andate come avevo sperato ma loro hanno giocato una grandissima partita. Sicuramente la loro grande esperienza è stato un fattore importante. Misty May sin da quando ho iniziato a giocare è sempre stato un modello a cui mi sono ispirata, la mia eroina, cercherò di lavorare ancora di più per avvicinarla”.

Nuoto

DOPO CALDONAZZO LIONELLO PRONTA PER CAGLIARI

ODD ASSOCIATI

B

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Un bambino su 500 nasce affetto da una malattia metabolica ereditaria, solo 1 su 4 viene riconosciuto in tempo. Lo Screening neonatale metabolico allargato permette una diagnosi precoce che evita al bambino gravi handicap o la morte. Nel sito dell'associazione www.aismme.org si possono trovare informazioni sui centri cura, diagnosi e screening delle malattie metaboliche ereditarie.

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en 203 atleti al via nel trofeo internazionale lago di Caldonazzo, appuntamento come ogni anno immancabile per gli atleti dell’Adria Nuoto. Per 4km i temerari delle acque libere di tutta Italia e non solo (come ogni anno c’è stata una numerosa rappresentanza soprattutto tedesca e austriaca ma anche olandese) si sono affrontati all’ultima bracciata. Per la società adriese l’agonista Elena Lionello è scesa in acqua contro i migliori atleti italiani, tra cui diversi rappresentanti della nazionale di nuoto in acque libere e in vasca come Giorgia Consiglio, Nicole Cirillo, Arianna Bridi, Giulia De Fusco, Greta Sandrini, Renata Fabiola Spagnolo e tanti altri. In campo maschile altrettanti nomi famosi come Nicola Bolzonello, Andrea Bondanini, Furlan Matteo, Federico Pirani, Mario Sanzullo, Gianlorenzo Parmigiani e Mattia Alberico. Elena ha fermato il cronometro in 59minuti e 17secondi che le è valso il 13esimo posto. “Ho nuotato questa distanza che non mi è molto congeniale ad un ritmo abbastanza sostenuto ma che mi consentisse di risparmiare qualcosa per i 10km del giorno successivo, distanza in cui per le mie caratteristiche sono più competitiva”, afferma l’ondina biancorossa. Bruno Roccato, master 55, ha chiuso all’ultimo posto in 1ora 55 e 36. Il giorno successivo 64 atleti hanno solcato le acque dello stesso lago trentino per i 10km del 24esimo trofeo Achille Santoni. In rappresentanza dell’Adria Nuoto ancora Elena Lionello,

Elena Lionello

con i 4km del giorno precedente sulle spalle ottiene un ottimo ottavo posto in 2ore e 30minuti, alle spalle delle migliori atlete. Bruno Mantovan, master 45 chiude al 39esimo posto in 2ore 59minuti 58secondi e 4decimi e (5° posto di categoria). Alle sue spalle Bovolenta Stefano, M50, che in 2ore 59minuti 58secondi e 9decimi e ottiene il secondo posto di categoria. I due master commentano: “Ci sentivamo bene, meglio delle precedenti 10km, perchè questa gara l’abbiamo preparata al meglio sia dal punto di vista alimentare che dell’allenamento, quindi siamo soddisfatti della nostra prestazione”. Adesso per Elena qualche giorno di recupero per tornare ai massimi livelli prima del faticoso trittico che la vedrà impegnata 3 giorni consecutivi dal 21 al 23 settembre a Cagliari in una 18km, una 4,2km e una 7,5km.


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IL VENETO

in PRIMO PIANO Riparte la scuola, e la lotta dei precari

Aule aperte per 608.232 studenti, 13.400 più dello scorso anno. Arrivano 173 insegnanti in più. Ne mancano ancora un centinaio di Alessandro Abbadir

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iparte la scuola in Veneto fra luci ed ombre. Tagli questa volta non ne sono previsti per fortuna, ma i problemi all’inizio dell’anno scolastico non mancano e i numeri sono tutti lì a dimostrarlo. I sindacati pongono sul tavolo diversi problemi: aiuti alle scuole parrocchiali, presidi a scavalco, situazione difficile degli edifici scolastici, le questioni sollevate dal concorsone che permette l’accesso alla scuola per l’ultima volta di persone in possesso dei vecchi titoli di studio di venti anni fa. Ma partiamo vedendo i numeri. Ai nastri di partenza il 12 settembre in tutte le provincie si sono presentati 608232 fra studenti e alunni, 13.400 più dello scorso anno. La media di allievi per classe è di 21,7 unità. Gli affollamenti macroscopici sono previsti alle superiori. “La crescita tumultuosa delle iscrizioni arriva in termini temporali, dalla parte finale delle classi di nascita degli anni 90 - spiega Nereo Marcon segretario regionale di Cisl Scuola - Non si tratta solo di stranieri, ma nella stragrande maggioranza dei casi di alunni e studenti

autoctoni (gli stranieri sono il 10%)”. Il personale è strutture ad abbassare le rette con dei contributi ad hoc. all’osso, nonostante il ministro Francesco Profumo ab- Le scuole parrocchiali in Veneto sono un patrimonio in bia promesso alla regione Veneto 173 insegnanti in più. termini di servizi e qualità che non deve essere perso. Mancano ancora al fabbisogno un centinaio di docenti. Va comunque aumentato in modo considerevole, il nuHa protestato contro questo atteggiamento del mero delle materne statali”. Ministero l’assessore alla Pubblica Sul tappeto restano però Istruzione della regione Veneto In difficoltà anche i problemi sollevati con il Elena Donazzan. I docenti sono le materne nuovo concorsone per l’immissione complessivamente circa 45.000. parrocchiali: a ruolo degli insegnanti. In tutta Bidelli, impiegati e tecnici sono sono il 67% Italia, saranno circa 21.000 inse15.716. La Cisl si fa portabandiera del totale gnanti da immettere a ruolo con un bando che dovrebbe essere pronto dei problemi degli istituti paritari. “I due terzi delle scuole materne in Veneto sono il 24 settembre. Nel Veneto il concorso, voluto dal Ministro Profumo, parrocchiali (il 67%) - dice Nereo Marcon - a differenza del resto d’Italia, dove le scuole parrocchiali sono potrebbe essere riservato solo agli abilitati e non anche molto meno numerose di quelle statali. Non si possono ai laureati dell’ultima ora, immetterebbe in cattedra lasciare i parroci da soli. Giustamente loro spiegano che 1500 nuovi insegnanti. I sindacati puntano i piedi. “Il ministro Francesco il loro scopo principale non è tenere aperte le scuole. Queste scuole hanno rette molto alte rispetto alle ma- Profumo – spiega Salvatore Mazza segretario regioterne pubbliche. Rette che in periodo di crisi i genitori nale della Cgil Scuola - deve fare attenzione. Ci sono non ce la fanno a pagare. Bisogna perciò aiutare queste migliaia di persone in Veneto che da decenni vivono

nel precariato. Questi non possono essere lasciati in disparte a favore dei neolaureati. Ci sono persone di 40 anni, che da anni aspettano di diventare di ruolo e ci sono anche i soprannumerari cioè quegli insegnanti che hanno perso il posto a causa dei tagli degli anni precedenti voluti dal centrodestra. Ora devono ritornare a lavorare prioritariamente”. Il ministro Profumo proprio a Venezia a margine di una giornata sulla cultura ebraica nei giorni scorsi, ha ribadito come sia dal “1999 che non si tengono concorsi nella scuola. La legge prevede il doppio canale: lo svuotamento delle graduatorie e il concorso. È il modo più regolare per diventare un Paese normale”. Nel frattempo la lotta per ottenere il lavoro da parte degli insegnanti supplenti è già partita. Nelle scorse settimane in Veneto sono stati immessi a ruolo 226 insegnanti. Ci sono ancora per le prossime settimane 300 posti a disposizione per 3000 precari.

CRITICITA’ SICUREZZA E SOTTODIMENSIONAMENTO, NODI DA SCIOGLIERE

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rganizzazione dei presidi, sotto dimensionamento, tempo pieno e sicurezza degli edifici scolastici, problemi davvero importanti nella nostra regione sul versante scuola. Partiamo dalla questione della sicurezza. Gli edifici scolastici fuori norma si stima siano un terzo. “Non basta mettere le scale antincendio o controllare la staticità della costruzione. Certo questo è l’abc e va fatto prioritariamente - dice per la Cisl Nereo Marcon - ma vanno controllati anche tutti quegli edifici che ad esempio negli anni 70 erano fatti con eternit non solo nei tetti ma anche nei pavimenti“. Ci sono sul tappeto poi una serie di controlli che vanno fatti nello specifico per le provincie

di Rovigo, di Verona e Padova, dove il terremoto dell’Emilia ha lesionato diverse strutture. “Servono inoltre palestre a norma e mense all’avanguardia - continua Marcon - il sindacato poi mette in risalto un piccolo miracolo ottenuto nella nostra regione. “Si è riusciti nonostante i tagli della devastante riforma del ministro del governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini - continua Marcon - a far aprire negli ultimi 4 anni 700 classi a tempo pieno. Erano appena 250 nel 2008. In questo modo ci si alinea ad altre regioni limitrofe come la Lombardia, in cui la percentuale di classi a tempo pieno è sempre stata altissima”. C’è poi la questione del sottodimensionamento. Gli

istituti sotto dimensionati in Veneto sono 64 su 654. Ossia il 10% va avanti con meno di 600 studenti, che è la soglia minima stabilita per legge. “Capisco – spiega Marcon – che in certe comunità montane soglie o non soglie le scuole devono restare. Non si capisce invece questa realtà, magari all’interno di aree metropolitane”. Infine i presidi a scavalco. “E’ un problema causato soprattutto da atteggiamenti campanilistici dei comuni – conclude la Cisl - che avendo scuole con dimensioni piccole, non accettano accorpamenti con altre realtà limitrofe. La scuola resta, ma il preside a quel punto arriva da fuori paese ed è di tipo comprensoriale” . A.A.


Il Veneto in primo piano 25 7 Caro-libri Da un’indagine Adico risulta che il 70 per cento di studenti in più acquista volumi di seconda mano

Libri di testo, quest’anno va l’usato di Ornella Jovane L’acquisto dei libri, un passaggio “doloroso” per il portafogli dei genitori

L

a corsa al libro usato diventa uno sport assai praticato questo settembre da genitori che, ancora più degli altri anni, fanno fatica a sostenere le esose spese necessarie a mandare i propri figli a scuola. Da una indagine svolta dall’Assaciazione Difesa dei Consumatori Adico in collaborazione con la libreria Pacinotti di Mestre e divulgata a fine agosto, risulta che, rispetto all’anno scolastico 2011-2012, il 70 per cento in più degli studenti mestrini ricorrerrà all’acquisto dei libri di seconda mano. Una scelta dovuta considerato il classico fenomeno del “caro-libri” che ha fatto lievitare i costi - com’è tradizione ormai - di volumi e tomi anche in occasione di questo esordio imminente di anno scolastico.

NEWS

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Dall’indagine condotta da Adico, sem- centesimi circa. Gli aumenti - prosegue valupre nel territorio mestrino, risulta che i ge- tando la tendenza degli ultimi anni - sono nitori che hanno un figlio iscritto al primo contenuti ma inesorabili sul libro singolo, anno delle scuole superiori di Mestre dovran- ma incidono su una lista totale, raramente no sborsare dai 275 euro ai 357 euro (a inferiore ai 10 libri”. “Un fenomeno - è seconda dell’istituto) per l’acquisto dei libri I libri di testo aumentano, dunque la conclusione - nel quale è difficile di testo. La media i dizionari sono onerosi, capir dove finisca la sull’aumento del tota- il corredo scolastico legittima esigenza di le è di 20 euro, con non costa quasi mai rinnovamento e aggiorun rincaro dei prezzi meno di 100 euro namento e dove inizi sul singolo tomo che la speculazione delle case editrici. L’unica oscilla tra lo 0,5% e l’1,2%. “Su un testo che l’anno scorso costava certezza è che agosto e settembre restano 30 euro - esemplifica il presidente dell’Asso- mesi neri per le famiglie, con le spese per ciazione Carlo Garofolini - il prezzo di co- mandare i figli a scuola a fare la parte del pertina oggi indica un aumento tra 30 e 50 leone”.

Oltre ai libri di testo incide sonoramente sulle tasche dei genitori anche l’acquisto dei dizionari: 86,70 euro per il Rocci, di greco, 66 per i Castiglioni-Mariotti, di latino, che lievitano a 96 con cd-rom ed espansione on line, 72,68 euro per lo Zingarelli d’italiano, e via via tutti gli altri. C’è poi il corredo scolastico e l’attrezzatura richiesta per le materie tecniche e artistiche: non si spende mai meno di 80 euro, 100 euro in media se non predomina l’ambizione degli adolscenti di “griffare” i propri studi. Insomma far studiare i propri figli rimane un investimento impegnativo, per qualcuno anche proibitivo: tra libri di testo, dizionari e corredo è difficile rimanere sotto la soglia dei 500 euro.

IL CALENDARIO: SI COMINCIA IL 12 SETTEMBRE, SI FINISCE L’8 GIUGNO

a prima campanella dell’anno scolastico 2012-2013 in Veneto è suonata il 12 settembre e si andrà a scuola fino al prossimo sabato 8 giugno, ad eccezione delle scuole dell’infanzia che termineranno l’attività didattica sabato 28 giugno. Il cammino sarà intervallato dalle vacanze, di cui si potrà pregustare un assaggio già con il ponte di Ognissanti, dal 1° novembre, un giovedì, a domenica 4. Ci sarà poi la pausa natalizia, in programma da domenica 23 dicembre 2012 a domenica 6 gennaio 2013. Si concluderanno a casa i festeggiamenti di carnevale da do-

menica 10 al 13 febbraio, mercoledì delle Ceneri compreso. Per Pasqua la scuola rimarrà chiusa dal 28 marzo al 2 aprile. E poi sarà un tour de force fino alla fine dell’anno, con le sole “interruzioni” giornaliere del 25 aprile e del 1° maggio. ll 2 giugno, la festa nazinale della Repubblica, quest’anno è di domenica. Rimane tuttavia la “carta” del santo patrono per “rosicchiare” ancora un giorno di festa al calendario delle “fatiche” scolastiche.


26 Voci da palazzo Taglio delle Provincie Toniolo e Tesserin hanno presentato un Proposta di legge

“Il riordino degli enti locali spetta al Consiglio” In Regione si stanno prendendo le prime misure sul come intervenire, anzi su chi lo debba fare di Mauro Gambin

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aglio delle Provincie, atto secondo. Dopo la generale levata di scudi dietro alla quale un po’ tutti i partiti politici si sono trincerati il giorno dopo il varo del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica (la cosiddetta ‘spending review’, con il quale è stato deciso anche il riordino degli enti locali intermedi sulla base della densità abitativa, 350 mila abitanti, e l’estensione territoriale, non inferiore ai 2500 chilometri quadrati), sostenendone l’incostituzionalità piuttosto che l’assoluta mancanza di effetti economici positivi dalla manovra, in Regione in questi giorni si stanno prendendo le prime misure sul come intervenire, anzi su chi lo debba fare. Ma il tempo stringe. La legge, che di fatto terrebbe in vita solo la provincia di Venezia, quella di Verona e Vicenza, dà tempi strettissimi alle Regioni per procedere all’accorpamento/razionalizzazione del resto del territorio. Infatti, prevede che entro il 2 ottobre prossimo la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali deliberi un’ipotesi di riordino delle Province da trasmettere alla Regione, che a sua volta avrà solo 20 giorni di tempo per inviare una proposta al Governo. In caso di inadempienza della Regione è prevista l’acquisizione del parere della Conferenza. Ed è su questo iter che a palazzo Ferro Fini hanno voluto piantare il primo chiodo. A prendere in mano il martello sono stati i consiglieri del PdL, Costantino Toniolo, presidente della commissione Affari Istituzionali, e Carlo Alberto Tesserin, presidente della commissione Statuto, che in una proposta di legge, denominata “Norme in materia di funzionali provinciali”, hanno ribadito che dovrà essere il Consiglio il protagonista nel processo di riassetto del sistema istituzionale del Veneto.

I dieci articoli predisposti dai presidenti delle commissioni Statuto e Affari istitizionali vogliono essere “un cavallo di Troia” (la definizione è di Bond) o, più prosaicamente, uno “strumento” (secondo Tesserin) per far sì che a decidere il futuro assetto istituzionale del Veneto sia l’assemblea legislativa della Regione, e non un organo tecnico composto da 11 amministratori qual è la Conferenza Regione-Autonomie locali o, peggio, il governo di Roma. Con la proposta di legge TesserinToniolo, invece, il Consiglio regionale viene chiamato a disciplinare “il conferimento ai Comuni delle funzioni amministrative attribuite alle Province ed individua quelle che richiedono l’unitario esercizio a livello regionale”. “Abbiamo presentato questo progetto di legge - ha spiegato Toniolo - perché rispetto alla tempistica e alle scadenze previste dal decreto del Governo, il Consiglio regionale deve potersi esprimere e dare indirizzi significativi alla Conferenza, che dovrà formulare una prima ipotesi di riordino”. “Non condividiamo la scelta nazionale - ha ribadito Tesserin - di affidare la riorganizzazione dei diversi livelli istituzionali all’interno delle Regioni ad un organismo come la Conferenza permanente, che non ha una rappresentanza democratica diretta. Noi crediamo che il Consiglio regionale abbia il diritto-dovere di farsi carico di come sarà il Veneto. Crediamo inaccettabile, come stabilisce il decreto, che a determinare la soppressione di alcune province sia solo una questione di dati numerici; crediamo invece che, pur in una logica finalizzata al contenimento della spesa pubblica e al riordino delle province, questo comporti un lavoro approfondito con i territori, a cui sono chiamati tutti i consiglieri regionali”.

Entro il 22 ottobre dovrà pervenire a Governo qualche proposta

Nelle foto Costantino Toniolo, presidente della commissione Affari Istituzionali, e Carlo Alberto Tesserin, presidente della commissione Statuto

L’opinione Dario Bond, PdL

“SÌ AL REFERENDUM PER IL RIASSETTO ISTITUZIONALE”

A

nche dal capogruppo del Pdl, Dario Bond, si augura che il processo di riorganizzazione e riassetto istituzionale parta dal basso, magari anche attraverso il ricorso al referendum. “La politica deve fare la politica e quindi ascoltare il territorio - ha sottolineato Bond - In questo momento a Roma non c’è praticamente nessuno attento alle esigenze del Veneto, tocca quindi a noi prendere una posizione su un tema tanto fondamentale per il governo del territorio. In ballo ci sono l’operatività dello Statuto regionale e il pieno riconoscimento delle diverse specificità territoriali, dal Bellunese all’area deltizia”.

Dario Bond

Piergiorgio Cortelazzo, PdL

“NON È AMMISSIBILE CHE QUALCUNO DECIDA SULLA NOSTRA TESTA”

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al canto suo, il vicecapogruppo del Pdl Piergiorgio Cortelazzo ha ribadito che “non è ammissibile che qualcuno decida sulla nostra testa: con questa proposta di legge vogliamo porre la Piergiorgio questione delle province a 360 gradi”. Cortellazzo

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Bruno Pigozzo, PD

“STERILE E BANALE LA QUERELLE CIRCA LA PRIMOGENITURA DELLA PROPOSTA”

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’ un giudizio positivo, seppur con riserva, quello che il consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo, dà alla Proposta di Legge presentata ieri dal PDL per il riordino delle province. “In merito alla discussione sul riordino delle province, - dichiara in una nota l’espo- Bruno Pigozzo nente democratico - trovo sterile, banale e fuori luogo la querelle circa la primogenitura della proposta che dal Veneto dovrà essere inviata al governo entro il 22 ottobre. E’ chiaro che una proposta di riordino di tale portata - precisa Pigozzo - dovrà obbligatoriamente essere costruita con il contributo di tutti i soggetti interessati il Consiglio regionale, la Giunta regionale, l’Anci Veneto, le Province, le Comunità Montane, senza competizioni e isolati protagonismi. In effetti, - precisa - non avendo il Veneto provveduto, anche ai sensi del nuovo statuto, ad istituire la Conferenza delle Autonomie Locali, il punto di riferimento oggi operativo è la Conferenza Permanente Regione Autonomie Locali, nella quale, ad inizio legislatura, il Consiglio ha nominato in sua rappresentanza il sottoscritto e per la maggioranza il consigliere Cristiano Corazzari della Lega Nord. Ciò, ovviamente, non può e non deve esaurire il potere di iniziativa di tutti i consiglieri, con lo stesso atteggiamento collaborativo già dimostrato nella stesura dello Statuto. In questo senso - ribadisce - valuto positivamente la proposta di legge del PdL presentata ieri, seppure in modo affrettato, quale spunto di confronto su un tema così importante ed impellente. Da parte mia ho già ricevuto da capigruppo di minoranza utili proposte da mettere sul tavolo e altre arriveranno a breve. Sarà mia cura rappresentare questa volontà del consiglio di lavorare a stretto contatto per una proposta condivisa.”


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Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

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28 Intorno a noi 10 Lavoro Firmata una convenzione tra l’Ordine professionale veneto e l’associazione Speranzaallavoro

Un team di psicologi a sostegno delle “vittime” della crisi di Ornella Jovane

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n intero ordine professionale si mette a disposizione per dare il proprio contributo nel tentativo di ”ammortizzare” l’impatto devastante della crisi sulla società veneta, che già conta le sue vittime e che, ancora preoccupata, guarda al futuro imminente. Lo scorso 2 agosto l’Ordine degli psicologi del Veneto ha formalizzato un protocollo d’intesa con l’associazione Speranzaallavoro per garantire insieme una rete di supporto a chi – artigiani e piccoli imprenditori, lavoratori, pensionati e famiglie – si trova in difficoltà proprio a causa degli effetti sul mondo occupazionale e lavorativo della crisi economica e finanziaria. Per il momento sono 200 gli psicologi che hanno dato la propria adesione all’iniziativa, professionisti che consentono a chi ne ha la necessità di intraprendere un percorso psicoterapeutico a costi accessibili: saranno disponibili ad uno, se necessario due, incontri gratuiti e quindi ad una riduzione del 30 per cento sulla parcella per le sedute successive, con l’impegno a non superare mai i 50 euro per ciascuna di esse. Non si tratta solo di agevolazioni economiche, pur sempre utili in questo frangente, ma soprattutto di un’organizzazione capillare e diffusa su tutto il territorio per arginare il disagio e offrire un punto di riferimento a chi si sente solo di fronte a difficoltà che – se affrontate appunto da soli - sembrano insormontabili e che logorano alla lunga, fino a quando ad avere la meglio è il senso d’impotenza. “Attraverso questa convenzione – spiega Laura Tamiozzo, presidente dell’Associazione promossa da Filca Cisl, Adiconsum e familiari delle vittime dell’indifferenza al lavoro - nessuno si dovrà più sentire solo: tutelare le imprese e i lavoratori significa innanzitutto tutelare le persone e la struttura sociale che essi esprimono, e per questo va creata una rete di riferimenti e di opportunità di sostegno e affiancamento alle situazioni di difficoltà”. I casi e le storie di “ordinaria” disoccupazione o di diffusa disperazione non mancano e il malessere è palpabile. Lo conferma il segretario generale della Filca Cisl, Salvatore Federico, facendo riferimento all’esperienza dell’associazione nata in Veneto soltanto tre mesi fa. “La crisi – racconta – sta facendo aumentare notevolmente il disagio psicosociale, così come le dipendenze da droga, alcol, gioco e la depressione. In poco più di tre mesi, Speranzaallavoro ha raccolto più di 500 contatti, con una media di 5 contatti al giorno di lavoratori licenziati, imprenditori sull’orlo del fallimento perché non riescono a riscuotere i crediti e, più in generale, di persone che in questo momento di grande fragilità hanno bisogno di sostegno”. Da qui la convenzione con l’Ordine degli psicologi che con il suo presidente Marco Nicolussi conferma il proprio impegno socia-

Piccoli imprenditori esasperati lavoratori che perdono il posto: una risposta a chi è in difficoltà e si sente solo

le. “Una rete di psicologi professionisti rivolta espressamente al supporto delle persone in difficoltà a causa della crisi economica – sottolinea – permetterà di aiutare quanti stanno attraversando un periodo nero, fornendo loro interlocutori altamente preparati e in grado di valutare caso per caso gli interventi più opportuni per uscire dall’impasse che si viene a creare quando mutano le prospettive della propria vita lavorativa e non solo”. L’Ordine professionale sta inoltre lavorando con la Regione Veneto – che con il suo presidente Luca Zaia ha avuto modo di elogiare l’iniziativa - affinché si creino dei canali di contatto e di coordinamento anche con il servizio “inOltre”, istituito dalla stessa Regione e gestito da psicologi del servizio sanitario regionale. La via d’accesso sarà l’Associazione – il sito è www.speranzaallavoro.it - che, caso per caso, segnalerà agli specialisti quelli che potrebbero avere bisogno anche di un approccio di carattere psicologico. Questa convenzione rappresenta un tassello che va ad aggiungersi all’attività di Speranzaallavoro “che si propone ora – spiega Federico - di far entrare questo tipo di convenzione all’interno della contrattazione aziendale di secondo livello”. “Sarebbe un passo fondamentale – conclude – sul fronte della prevenzione del disagio, per costruire assieme benessere sociale e familiare”.

NEWS L’associazione

SPERANZAALLAVORO CONTRO LA SOLITUDINE

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scolto e aiuto, sono i due obiettivi per cui l’associazione Speranzaallavoro s’impegna in Veneto dallo scorso maggio, quando ha preso il via la sua attività grazie all’iniziativa di Filca Cisl, Adiconsum Veneto e al coraggio di Laura Tamiozzo, la figlia dell’impreditore edile vicentino che lo scorso dicembre si tolse la vita oberato dalle preoccupazioni e dalle difficoltà economiche che avevano investito la sua azienda. L’associazione nasce con lo scopo di costruire una rete “protettiva” attorno al mondo del lavoro per supportare chi lo attraversa con difficoltà, chi improvvisamente se ne trova fuori, con le relative conseguenze, e le famiglie che vivono al loro interno il disagio di una situazione dolorosa da affrontare e difficile da gestire sul piano economico ma sopprattutto emotivo. La solitudine e l’indifferenza sono i primi “nemici” da affrontare e da combattere, contro di essi l’associazione punta a tessere la propria rete, favorendo agganci col mondo politico, istituzionale e dei professionisti che possano contribuire ad intervenire rapidamente ed efficacemente sul territorio. O.J.


12 Cultura veneta

Cultura veneta 29

Archeologia e fossili Rinvenuti acari e moscerini di oltre 230 milioni di anni fa

Musica Gran Teatro Geox

Tre insetti portano indietro le lancette del tempo

Banco e Orme insieme al progressive rock

Un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto i più antichi artropodi mai inglobati in ambra

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ue acari e un moscerino delle dimensioni di pochi millimetri, risalenti al periodo Triassico, databile a oltre 230 milioni di anni fa, sono stati trovati perfettamente conservati all’interno di goccioline di ambra rinvenute nelle Dolomiti, vicino a Cortina d’Ampezzo. A rivelarlo uno studio internazionale realizzato dall’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e dall’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Göttingen e con il Museo di Storia Naturale di New York, e pubblicato su Pnas – Proceedings of the National Academy of Sciences. I ricercatori hanno osservato oltre settantamila piccole gocce di ambra finora ritrovate nel sito dolomitico, facendo luce sull’evoluzione di un gruppo di artropodi (invertebrati che comprendono gli insetti, i ragni e i croNella foto grande gli insetti di pochi millimetri ancora imprigionati nell’ambra e gli stacei) tra i più diffusi al mondo. “Già nel 2006 il team autori della scoperta: seduti Eugenio Ragazzi e Schmidt in piedi Guido Roghi di ricerca aveva pubblicato i risultati sullo studio di batteri e protozoi inglobati nell’ambra dolomitica, dimostratisi cie, chiamate Ampezzoa triassica e Triasacarus fedelei, distintivi e specializzati già nel Triassico, decine di milioni incredibilmente simili ai microrganismi ancora oggi esi- in onore del cortinese Paolo Fedele che nel 1997 ha se- di anni prima della comparsa delle angiosperme di cui si stenti - ha spiegato Eugenio Ragazzi dell’Università di gnalato il giacimento che ha permesso tutte le successive nutrono oggi, quando necessariamente si nutrivano di Padova - prima del presente studio, ricerche. “È sorprendente come la conifere (gimnosperme)”. Quando apparvero le prime però, le più vecchie inclusioni di or- Nel Triassico morfologia di tali acari triassici sia piante con fiore, quindi, questi artropodi modificarono ganismi animali in ambra risalivano esistevano organismi simile a quella delle specie odierne le loro abitudini alimentari: “Grazie al loro adattamento a circa 130 milioni di anni fa: la animali persistenti appartenenti alla famiglia Erio- ambientale hanno superato le grandi estinzioni al terminuova scoperta sposta quindi le anche a cambiamenti phyoidea - prosegue Guido Roghi ne del Cretacico (65 milioni di anni fa)”, concludono i lancette indietro nel tempo di ben enormi dell’Igg-Cnr - le caratteristiche co- ricercatori. “Se nel Permiano (252 milioni di anni fa) si 100 milioni di anni rispetto a ogni muni - corpo lungo e segmentato, erano estinte il 96% di tutte le specie marine e il 70% di precedente ritrovamento di organismi inglobati in am- due paia di zampe invece delle quattro solitamente pre- quelle dei vertebrati terrestri, questo studio chiarisce che bra”. Grazie all’eccezionale stato di conservazione, per senti negli acari, un peculiare apparato boccale e artigli nel Triassico (230 milioni di anni fa) esistevano organidue dei tre artropodi sono state coniate anche nuove spe- piumati – dimostrano che questi artropodi avevano tratti smi animali persistenti anche a cambiamenti enormi”.

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ll’inizio spirava un vento di rivoluzione…e in un certo senso lo fu. Il progressive rock italiano fu un vento che cambiò tutto per sempre. Sabato 20 ottobre il Gran Teatro Geox ospita Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme assieme sullo stesso palco. Le due band hanno fatto la storia del rock italiano: insieme alla PFM sono stati gli unici gruppi che hanno fatto breccia in America con il loro stile inconfondibile. Francesco Di Giacomo, voce del Banco di Mutuo Soccorso, ricorda con orgoglio che nel 1972 il loro album Darwin fu proclamato da 300 critici americani il miglior disco progressive dell’anno. Da allora non si sono mai fermati. Sempre in tour, spesso all’estero, Banco del Mutuo Soccorso, per festeggiare i 40 anni di attività, hanno pensato un tour che è uno degli eventi musicali più interessanti del 2012. Un concerto con in scaletta i classici del gruppo, ma soprattutto con un finale imprevedibile: sullo stesso palco, Le Orme (altra band storica della scena rock italiana) e Banco del Mutuo Soccorso, suoneranno insieme i classici delle due band. Un appuntamento che sa di storia della musica, che proporrà il meglio di quell’avventura musicale che fu il progressive italiano.

Museo Correr

Museo archeologico di Venezia

LYNN DAVIS, FOTOGRAFIE DAI LUOGHI SACRI

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ynn Davis è considerata una delle più raffinate fotografe della scena americana. Allieva di Berenice Abbott, un mito della fotografia, e amica di Robert Mapplethorpe, il fotografo “maudit” della ribalta newyorkese anni Ottanta, Lynn Davis vuole presentarsi a Venezia con una tra le sue più raffinate raccolte di grandi fotografie, tutte centrate sull’epifania di luoghi sacri all’uomo: tombe monumentali in mezzo al deserto, templi che si ergono come stalagmiti nella pianura, figure ieratiche che emergono dalle montagne, sono le immagini che la fotografa oggi predilige, nella sua costante ricerca di un luogo “senza tempo”, che trasmetta all’essere umano – oggi come ieri – il senso dell’assoluto. Per questo, l’esposizione al Museo Archeologico riveste la mostra di un doppio significato: le fotografie non solo entrano in rapporto, ovviamente, con lo sguardo dello spettatore, ma anche con i reperti custoditi nel museo, che idealmente fanno parte della ricerca di Lynn Davis, sia come oggetti in sé – spesso si tratta di statuaria celebrativa, votiva, funeraria sia come oggetto della memoria dei lungimiranti collezionisti che, a partire dai raffinati prelati rinascimentali, Domenico e Giovanni Grimani nel XVI secolo, hanno contribuito a creare la

Il Banco e le Ome, insieme a alla Pfm e agli Area, sono l’esempio più rappresentativo e noto, anche all’estero, di progressive rock italiano

Retrospettiva su Guardi nel tricentenario della morte

I raccolte di antichità del Museo Archeologico veneziano. Così, il viaggio ideale e fisico di Lynn Davis trova finalmente il suo luogo d’elezione, che è il luogo della memoria – e delle memoria antica, ancestrale, quasi atavica -, dove le grandi foto magistralmente stampate su rarissima carta fotografica, diventano non semplicemente Un’eposizione che durerà ’esposizione temporanea di una stagione, ma il luogo dove “sono sempre state”, e dove potrebbero idealmente rimanere per sempre. Promosso dall’Associazione di Promozione Culturale ASLC. La Città - Progetti per l’arte Organizzazione a cura di Studio la Città, Verona Su progetto di Elena Povellato Venezia In collaborazione con Galerie Karsten Greve – Colonia, St. Moritz, Parigi Mostra curata dal Prof. Marco Meneguzzo rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, dal 1 novembre dalle 10.00 alle 17.00 dal 21 settembre al 13 gennaio 2013.

n occasione del terzo centenario della nascita di Francesco Guardi (1712 – 2012), la Fondazione Musei Civici di Venezia dedica un’ampia retrospettiva che testimonia - con una ricchezza di prestiti mai vista in precedenza e con opere in alcuni casi per la prima volta esposte insieme - la lunga e complessa parabola artistica di uno degli ultimi grandi maestri della pittura veneta. A cura di Alberto Craievich e Filippo Pedrocco, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, la mostra, allestita nelle sale espositive del Museo Correr dal 28 settembre 2012 al 6 gennaio 2013, si suddivide in cinque sezioni che ripercorrono l’evoluzione del percorso artistico di Guardi e allo stesso tempo documentano i diversi generi in cui il grande artista si è cimentato. Un itinerario insieme cronologico e tematico che si sviluppa attraverso settanta dipinti e altrettanti disegni, scelti per il loro particolare valore qualitativo e storico, all’interno di un corpus assai vasto ed eterogeneo che va dalle meno note opere giovanili di figura, ispirate alla pittura di costume ai dipinti sacri alle prime vedute, dai paesaggi e capricci, in cui risalta la sua originalità rispetto agli altri maestri veneti alle tele che immortalano le feste e le cerimonie della Serenissima, fino alle splendide vedute di Venezia degli anni della maturità, dove il suo stile

Francesco Guardi, Santa Maria della Salute, 1780-1785 personalissimo si fa sempre più libero e allusivo. La formazione di Francesco Guardi avviene all’interno di una modesta bottega a conduzione familiare, dove tutti sono pittori, dal padre Domenico ai fratelli Antonio e Nicolò. Nessuno sarà in grado di raggiungere in vita, se non il successo, almeno una certa agiatezza. Dopo la morte nel 1793, su Francesco Guardi cade l’oblio. La sua riscoperta avviene in Francia alla metà dell’Ottocento, assieme alla generale rivalutazione del rococò. Il successo è improvviso quanto straordinario, tanto da sovvertire agli occhi dei critici e dei collezionisti il consolidato rapporto gerarchico nei confronti di Canaletto. Non a caso Francesco sarà il primo artista ve-

neziano del Settecento ad avere una propria monografia di valore scientifico. Negli anni successivi si susseguono i contributi e scoppiano le polemiche: è la famosa querelle guardesca che culmina con la celebre mostra curata da Pietro Zampetti a Palazzo Grassi nel 1965, dove il dibattito sulla distinzione delle opere eseguite da Francesco e dal fratello maggiore Antonio tocca il suo vertice. Da allora Francesco Guardi è diventato una presenza stabile nel pantheon dell’arte veneziana, che al successo presso la critica coniuga quello del pubblico e dei collezionisti, come testimoniano le recenti quotazioni raggiunte da alcuni dei suoi dipinti, quasi dei record per la pittura antica.


30 Cultura veneta

Cultura veneta 13

Inaugurazioni Il 4 ottobre a Palazzo Barbarano, nel cuore di Vicenza

PalladioMuseum, una nuova strada verso la conoscenza Non sarà un contenitore di reperti ma un centro in cui venire a contatto con un’epoca, una terra, i suoi artisti e mecenati

I

l prossimo 4 ottobre a Palazzo Barbarano, nel cuore di Vicenza, verrà inaugurato il PalladioMuseum. Non si tratta di un museo, così come lo abbiamo conosciuto finora cioè un contenitore di reperti, si tratta invece di una nuova strada che gli architetti Alessandro Scandurra, Guido Beltramini Howard Burns e tutta l’equipe del Cisa Andrea Palladio hanno deciso di intraprendere, ossia dare vita ad un luogo un’opportunità esperienziale, dove il visitatore entra per condividere una storia che così diventa parte della propria storia. Il PalladioMuseum - dichiara Amalia Sartori, presidente del Cisa Andrea Palladio - è il compimento delle mostre del Cinquecentenario palladiano, che hanno portato Palladio in Europa e Stati Uniti. Da ottobre in avanti, il mondo che ama Palladio avrà la sua casa a Vicenza”. I visitatori, infatti, potranno compiere un viaggio emotivo nella vita di Palladio e il suo tempo, conoscerne la storia mentre viene scritta dai grandi specialisti, condividere

le nuove scoperte, assistere alle controversie dibatterle attraverso la “rete”. Il PalladioMuseum sarà anche il centro propulsivo per il viaggio alla scoperta dei capolavori palladiani nel territorio veneto, finora nella nostra regione è mancato un centro propulsore da cui cominciare un viaggio alla scoperta delle sue opere: ville; palazzi; edifici pubblici; chiese; teatri; ponti. Tuttavia la storia raccontata nel PalladioMuseum non sarà una storia di cose, per quanto bellissime, ma di uomini che le hanno sognate e realizzate, convinti che l’architettura abbia il potere di migliorare il mondo intorno a noi. La stessa storia di Palladio non è quella di un genio solitario, ma di una comunità che ha scommesso sul cambiamento e l’innovazione. Nella sala dedicata alla Vicenza del Cinquecento, accanto ai modelli dei palazzi palladiani verrà allestita una teca con dei bachi da seta vivi, pronipoti di quelli stessi che nel 500 avevano prodotto la miglior seta d’Europa generando la

ricchezza che rese possibile la costruzione della Vicenza palladiana. E nella sala delle ville ci sarà il grano, prodotto grazie ad esse nelle campagne rese fertili dalle bonifiche e che permise al Veneto di non dover più importare il grano turco dal proprio peggior nemico. Al piano nobile del palazzo, invece, sarà allestita una mostra permanente sull’opera di Palladio, con disegni originali autografi, dipinti rinascimentali, i grandi modelli architettonici in legno (saranno gli stessi studiosi, da Jim Ackerman a Howard Burns a illustrare le sale, comparendo in effige come custodi o fantasmi) ma non verrà raccontata sempre la stessa storia, l’allestimento delle altre sale cambierà con il procedere delle ricerche. Un’area sarà dedicata a mostre temporanee, che si susseguiranno con continuità mentre al pianoterreno del palazzo sarà liberamente aperto ai visitatori - una nuova piazza della città - e ospiterà una biblioteca specializzata in architettura, servizi di accoglienza e punti

Finora è mancato un centro da cui cominciare un viaggio alla scoperta delle sue opere informativi dove si potrà anche entrare in contatto con tutte le eccellenze dei prodotti del territorio palladiano, comprese quelle della produzione agroalimentare. Insomma il PalladioMuseum è una sfida: l’idea che

Terme e Sordità Rinogena in Età Pediatrica

El Greco, ritratto di Andrea Palladio XVI secolo, Statens Museum for Kunst di Copenaghen

l’alta cultura non debba essere patrimonio di pochi ma essere condivisa e raccontata a tutti e al tempo stesso che non bisogni per forza vendere le solite cose per fare cassetta. pubbliredazionale

La sordità in età pediatrica nell’ otite catarrale L’ otite catarrale o Otite Media Secretiva (OMS) in età pediatrica sta assumendo in questi ultimi anni la più frequente predisposizione dei processi catarrali essudativi delle prime vie aeree.

E’ una patologia molto insidiosa in quanto non da dolore ma solo un calo dell’udito

infatti in termini clinici viene anche chiamata Sordità Rinogena, che non sempre viene riportato dal bambino, il genitore o la maestra se ne accorgono in quanto vedono il bambino distratto, poco attento e che non ripete bene le parole. Presso questo centro termale ogni anno vengono trattati per OMS circa 800 bambini, di età compresa tra i 3 e i 12 anni, inviati sia dagli Specialisti ORL sia dai Pediatri di base. Il trattamento termale consiste nell’eradicare le cause che maggiormente predispongono all’otite catarrale infantile attraverso tre obiettivi: 1 Riduzione del numero delle flogosi rinofaringee; Azione diretta sulla funzione tuba2

rica (Tromba di Eustachio) e sui processi infiammatori e infettivi cronici dell’orecchio medio; 3 Prevenzione delle riacutizzazioni delle flogosi delle vie aeree superiori. Tali risultati possono essere ottenuti attraverso la terapia termale; ciò lo posso affermare sia sulla base della mia esperienza clinica, sia sulla base di dati numerosi della letteratura. Il trattamento termale consiste nell’ insufflazione tubo-timpanica sempre eseguita dal Medico Specialista ORL . In alcuni casi viene utilizzato il Politzer secondo la metodica di Salimbani. Nel 90/95% dei casi si assiste ad una risoluzione del problema uditivo, molto spesso

con recupero totale e a riduzione consistente degli episodi catarrali rinofaringei durante la stagione autunno-invernale. Una revisione della nostra casistica ci permette di affermare che nei bambini sottoposti a cure termali (Inalatorie, insufflatorie) vi è stato un minor tasso di assenteismo scolastico e un minor ricorso sia a terapie mediche farmacologiche sia a terapie mediche chirurgiche. Il Direttore Sanitario Specialista ORL Dott. ChIappetta Antonio

V. Petrarca 11 - Battaglia Terme (PD) Tel. 049 525680 Fax. 049 9101344 termelacontea@virgilio.it www.termelacontea.com


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Sì, viaggiare 31

CROAZIA

Rovigno la civiltà della Batana

LA BELLA CITTADINA ISTRIANA PERLA DEL TURISMO INTERNAZIONALE CONSERVA UN’ANIMA STORICA DI IMPRONTA VENEZIANA E UN PATRIMONIO DI TRADIZIONI CHE RIVIVONO GRAZIE ALL’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE VIECIA BATANA PASSATO E FUTURO SI INTRECCIANO FRA SERATE DI PESCE E CULTURA ALLO “SPACIO” E IL DESIGN DELLE NUOVE ARDITE ARCHITETTURE COME QUELLA DELL’HOTEL LONE “PREMIO MASI” A GIOVANNI RADOSSI, CUSTODE DELL’ISTRIA CHE PARLA VENETO

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ello “spacio” di Matika, durante l’estate, ogni martedì e ogni giovedì sera, si riaccende la vecchia Rovigno, quella dall’anima istro-veneta che custodisce le tradizioni autentiche della bella cittadina istriana abbarbicata sul promontorio dominato dal campanile di Santa Eufemia. Quelle tradizioni che dopo il massiccio esodo della popolazione italiana, verificatosi all’indomani della seconda guerra mondiale, rischiavano di andare perdute. Nella vecchia cantina affacciata sul mare, che guarda la riva di Val di Bora, quelli dell’associazione “Viecia Batana” preparano del buon pesce di giornata e lo offrono ai tanti ospiti che affollano i tavoli sistemati fra le botti dello “spacio”, che un tempo era la cantina dove i contadini vendevano il proprio vino. Momenti resi ancora più godibili e culturalmente validi dalla riproposizione di canti popolari rovignesi, fra cui la caratteristica “bitinada” interpretata dal gruppo “Marco Garbin” dove i suoni degli strumenti sono sostituiti dalle voci. L’esperienza va completata con la visita all’Ecomuseo della Batana, dall’altra parte della città (in riva Pino Budicin), ricco di stimoli multimediali, comprese le voci di alcuni vecchi pescatori rovignesi (www.batana.org <http:// www.batana.org/> ). Se questo è uno degli aspetti del passato di Rovigno, un frammento di futuro lo si può cogliere nel nuovissimo Hotel Lone, un cinque stelle del gruppo Maistra, sorto nell’incantevole baia di Val di Lone, raggiungibile con una bella

NELLA FOTO GRANDE UNA PITTORESCA BATANA

IN NAVIGAZIONE DAVANTI AL PROMONTORIO DI ROVIGNO. A DESTRA: MONICA FERRARA, ANIMATRICE DELLA “VIECIA BATANA” ALLO SPACIO MATIKA. SOTTO: LA COSTRUZIONE DI UN ESEMPLARE DELLA TIPICA IMBARCAZIONE ROVIGNESE E LA CITTÀ VISTA DAL MOLO DI VAL DI BORA. PIÙ SOTTO ANCORA: DA SINISTRA DUE IMMAGINI DEL NUOVISSIMO HOTEL LONE, IL 5 STELLE DEL GRUPPO MAISTRA, UN’ALTRA BATANA E ALTRE IMMAGINI DI ROVIGNO

passeggiata lungo le rive, all’ombra della pineta piantata un secolo fa da Carlo Hutteroth, allora proprietario anche della cosiddetta Isola Rossa (ex Sant’Andrea), uno dei luoghi di balneazione più frequentati di Rovigno. Design accattivante (l’ha ideato un pool di giovani architetti croati di successo: sembra una nave da crociera con la prua rivolta verso la pineta), contenuti tecnologici d’avanguardia e anche una cucina di stile fusion istriano-mediterraneo di assoluto rilievo, basata sui prodotti tipici istriani (olio, vini, tartufi). Il Lone è diventato un polo congressistico di importanza europea. Rovigno, ieri e oggi. Regina dell’Alto Adriati-

co, borgo di chiara impronta veneziana, sulle cui calli si affacciano vecchie case di pietra e mattoni dove hanno trovato posto botteghe di artisti e artigiani. E’ l’unica città istriana che vanta due porticcioli: a Val di Bora attraccano i grossi natanti (yacht e navi da crociera), in quello che si affaccia sul centro galleggiano tante “batane” colorate, le pittoresche barche a fondo piatto che si trovano anche nella costa marchigiana. Ogni anno l’associazione “Viecia Batana” ne costruisce una, improvvisando lo squero sul molo. La città vecchia è la principale attrazione di Rovigno, salvata dai bombardamenti tedeschi dalla provvidenziale intercessione degli Hutte-

Giovanni Radossi (nella foto) riceverà il 29 settembre a Verona l’ambito “Premio Masi per la civiltà veneta”. Un riconoscimento che corona una carriera di studioso e una vita dedicata alla salvaguardia della cultura italiana in Istria. Giovanni Radossi, classe 1936, per tutti “il professore”, è stato il fondatore del Centro di Ricerche storiche della Comunità Italiana di Rovigno. Centro che tuttora dirige con grande impegno e passione nonostante l’età non più giovanissima. Radossi con le sue ricerche e le sue numerose pubblicazioni (280, più 80 saggi) ha contribuito in maniera determinante a salvare la memoria della cultura e della lingua italiana e veneta in Istria. L’ultima è dedicata alla toponomastica di Rovigno, quella originaria, prima delle parziali modificazioni imposte ai nomi delle vie e delle località dalle autorità prima jugoslave e poi croate. Il volume “L’Istria nel tempo”, che dà una versione condivisa (la prima) delle drammatiche vicende storiche che hanno riguardato l’Istria, è stato adottato come manuale nelle scuole della regione. Italiane e croate. Il Centro di Ricerche storiche di Rovigno per la sua straordinaria dotazione libraria e multimediale è diventato un crocevia ineludibile per chi deve accostarsi alla storia di questa regione. Il “Premio Masi è un riconoscimento importante al Centro, ma che conferisce maggiore visibilità a tematiche di un territorio per secoli legato a una grande civiltà, quella della Serenissima, con cui abbiamo condiviso momenti umani, culturali ed economici. “Dopo decenni di imposto affievolimento di questo legame – dice Radossi – si colgono ora nuove opportunità di contatto e confronto, di arricchimento, per un’italianità che oggi contribuisce ad avvicinare uomini e Stati, realtà che in passato potevano sembrare contrapposte”. Senza mai dimenticare il difficile cammino degli italiani rimasti, testimoni e depositari di un patrimonio culturale e civile di antica data, che va preservato e rilanciato. roth. Il borgo si sviluppa su un promontorio che fino al 1763 era un’isola. Furono i veneziani ad interrare per motivi igienici il canale che la divideva dalla terra ferma. La città vecchia sorge intorno alla Grisia, la strada lastricata che sale a Sant’Eufemia, su cui convergono le calli dei vari quartieri: il Santa Croce, il Montalban e altri. La salita alla chiesa offre scorci incantevoli e ogni tanto anche qualche “finestra” di luce aperta sul mare. In centro storico c’è ancora il vecchio teatro veneziano, il Gandusio. Tantissimi i ristorantini, alcuni dei quali di lunga tradizione. Come il “Puntulina” della storica famiglia Pellizzer, che d’estate ha piazzato i tavoli sugli scogli. Rovigno

deve la sua fortuna turistica anche al suo mare cristallino, di un blu intenso, che da secoli strega turisti provenienti da tutto il mondo. Un mare che accarezza una costa di straordinaria bellezza, con scogli alternati a spiaggette di ghiaia e a pinete che mimetizzano villaggi turistici e campeggi, complessi alberghieri e altre strutture di accoglienza. Un mare sempre solcato da grandi vele, perchè il campanile di Sant’Eufemia, che i rovignesi chiamano Sant’Ufièma, è una sorta di faro naturale. Da secoli un punto di riferimento sicuro per tutti i naviganti. E un approdo felice per quei viaggiatori perennemente in cerca di luoghi autentici.


32 Benessere >> Moltissime le scuole e i centri culturali in Veneto

Yoga, la medicina alternativa che arriva dall’oriente di Germana Urbani

Dall’emicrania ai cervicali, dall’insonnia all’ansia, dall’artrite all’ipertensione. Questi e molti altri i disturbi fisici che si possono curare grazie alla disciplina indù. A dirlo sono diversi studi scientifici

S

ettembre è alle porte e arriva il tempo di decidere a quali attività dedicarsi durante i mesi invernali. Moltissime le proposte in campo: dalle palestre alle piscine ce n’è davvero per tutti i gusti e le novità non mancano mai. Spesso si è portati a scegliere l’una o l’altra cosa a seconda dei diversi obiettivi che si vogliono raggiungere impegnandosi per mesi: migliorare qualche acciacco fisico, rinforzare una parte del corpo piuttosto debole, scaricare lo stress, perdere peso e così via! A volte però si giunge ad un punto in cui si è provato davvero tutto e i problemi che ci affliggono sono rimasti tali e quali. Se è questa la vostra situazione, allora è tempo di svoltare e provare qualcosa di alternativo e davvero speciale. Yoga: tratti essenziali Lo yoga è una pratica molto diffusa ma la stragrande maggioranza delle persone non sa bene di cosa si tratta e a cosa serva. Chi pensa sia solo un insieme di esercizi fisici dalle posizioni improponibili si sbaglia. Infatti questa disciplina consiste in una completa filosofia e prescrizione per il benessere emozionale e spirituale della persona, prima ancora che fisico. Gli asana, cioè le posture dello yoga furono sviluppate sin dall’antichità per preparare il corpo e la mente a lunghi periodi di meditazione. Secondo i maestri, infatti, la meditazione è l’unico strumento a disposizione per raggiungere la piena consapevolezza delle nostre reali potenzialità. Attraverso la meditazione possiamo risvegliare, sviluppare ed utilizzare la nostra energia per il raggiungimento del benessere sia spirituale che materiale. Le posture dello yoga, dunque, sono importantissime perchè riescono a massaggiare gli organi interni, aumentando e diminuendo il flusso sanguigno in aree mirate. Questo fa circolare il sangue e la linfa, rimovendo così i fluidi corporei dagli organi vitali e aiutando l’eliminazione delle tossine. Il movimento fisico può anche stimolare certi ormoni e neurotrasmettitori, indu-

cendo ad emozioni e sensazioni positive. ta poi da un senso di estremo sollievo e pace. Secondo la medicina Orientale, gli esercizi yoga Anche gli speciali esercizi di respirazione che attensono stati creati, in modo specifico, anche per muovere gono allo yoga, chiamati “pranayama”, servono per nel corpo il “prana” o energia della forza vitale che, dare energia al corpo portando quantità fresche di “pramantenuta pura e viva, diviene indispensabile per il na” attraverso il respiro. Questi esercizi di respirazione benessere. possono anche alleviare l’ansia e creare un senso di Le posizioni yoga, dunque, calma e benessere. Una volta appresa la stimolano certi aspetti del siUna vera e propria cura stema energetico del corpo, alternativa tecnica potrete praticare costituito dai “chakra” o centri Sono tantissimi, oramai lo yoga a casa vostra, energetici e dalle “nadi” o caanche in Italia, gli studi connali energetici. Nel momento dotti da ricercatori che rilevano senza effetti collaterali in cui il “prana” bloccato viene benefici notevoli su diverse rimosso e rafforzato, vecchie ferite emozionali, che si patologie affiancando cure tradizionale alla pratica comanifestano come blocchi nei centri energetici e nei stante di yoga. canali, possono essere rimosse. Questo può spiegare Chi soffre di mal di testa frequenti o terribili emicraperché così tanti praticanti di yoga provano un senso nie dovrebbe sicuramente provare questa disciplina. In di rilascio emozionale nel praticare certe posizioni, tipo alcuni casi, assicurano gli esperti, questi dolori possono una spontanea manifestazione di lacrime, caratterizza- essere alleviati o addirittura risolti con lo yoga.

Il mal di testa è spesso causato da una contrattura dei muscoli della catena dorsale e potrebbe essere prevenuto grazie a tecniche di rilassamento e respirazione che aiutano a sciogliere la muscolatura e a sbloccare il diaframma, spesso rigido, in reazione all’ansia. Anche i dolori cervicali sono frequentissimi per noi occidentali e tentiamo di liberarcene in tutti i modi. I maestri orientali però sostengono che possono dipendere da un’ostruzione al chakra del Vishuddi, situato all’altezza del collo e delle spalle e che governa la nostra diplomazia e la capacità che abbiamo di comunicare in modo dolce, diplomatico e nel contempo sincero. Difficile a farsi durante le lunghe ore di lavoro a stretto contatto con capi e colleghi poco simpatici. Occorre perciò alleggerirci di tutte le tensioni causate dalle nostre cattive abitudini grazie allo yoga. Anche chi soffre di artrite può giovarsi dello yoga. continua alla pag. seguente


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Yoga, la medicina alternativa che arriva dall’oriente di Germana Urbani

Dall’emicrania ai cervicali, dall’insonnia all’ansia, dall’artrite all’ipertensione. Questi e molti altri i disturbi fisici che si possono curare grazie alla disciplina indù. A dirlo sono diversi studi scientifici

S

ettembre è alle porte e arriva il tempo di decidere a quali attività dedicarsi durante i mesi invernali. Moltissime le proposte in campo: dalle palestre alle piscine ce n’è davvero per tutti i gusti e le novità non mancano mai. Spesso si è portati a scegliere l’una o l’altra cosa a seconda dei diversi obiettivi che si vogliono raggiungere impegnandosi per mesi: migliorare qualche acciacco fisico, rinforzare una parte del corpo piuttosto debole, scaricare lo stress, perdere peso e così via! A volte però si giunge ad un punto in cui si è provato davvero tutto e i problemi che ci affliggono sono rimasti tali e quali. Se è questa la vostra situazione, allora è tempo di svoltare e provare qualcosa di alternativo e davvero speciale. Yoga: tratti essenziali Lo yoga è una pratica molto diffusa ma la stragrande maggioranza delle persone non sa bene di cosa si tratta e a cosa serva. Chi pensa sia solo un insieme di esercizi fisici dalle posizioni improponibili si sbaglia. Infatti questa disciplina consiste in una completa filosofia e prescrizione per il benessere emozionale e spirituale della persona, prima ancora che fisico. Gli asana, cioè le posture dello yoga furono sviluppate sin dall’antichità per preparare il corpo e la mente a lunghi periodi di meditazione. Secondo i maestri, infatti, la meditazione è l’unico strumento a disposizione per raggiungere la piena consapevolezza delle nostre reali potenzialità. At Attraverso la meditazione possiamo risvegliare, sviluppa-

cendo ad emozioni e sensazioni positive. ta poi da un senso di estremo sollievo e pace. Secondo la medicina Orientale, gli esercizi yoga Anche gli speciali esercizi di respirazione che attensono stati creati, in modo specifico, anche per muovere gono allo yoga, chiamati “pranayama”, servono per nel corpo il “prana” o energia della forza vitale che, dare energia al corpo portando quantità fresche di “pramantenuta pura e viva, diviene indispensabile per il na” attraverso il respiro. Questi esercizi di respirazione benessere. possono anche alleviare l’ansia e creare un senso di Le posizioni yoga, dunque, calma e benessere. Una volta appresa la stimolano certi aspetti del siUna vera e propria cura stema energetico del corpo, tecnica potrete praticare alternativa costituito dai “chakra” o centri Sono tantissimi, oramai

lo yoga casa vostra, senza

Il mal di testa è spesso causato da una contrattura dei muscoli della catena dorsale e potrebbe essere pre venuto grazie a tecniche di rilassamento e respirazione che aiutano a sciogliere la muscolatura e a sbloccare il diaframma, spesso rigido, in reazione all’ansia. Anche i dolori cervicali sono frequentissimi per noi occidentali e tentiamo di liberarcene in tutti i modi. I maestri orientali però sostengono che possono dipen dere da un’ostruzione al chakra del Vishuddi, situato all’altezza del collo e delle spalle e che governa la

continua dalla pagina precedente

Yoga, la medicina alternativa che arriva dall’oriente

Secondo uno studio del ’94 dell’Associazione britannica per la reumatologia, praticare questa disciplina aiuta a risolvere problemi di rigidità articolare e può dunque rallentare nel lungo periodo l’insorgere di artriti. Naturalmente, chi soffre di problemi osteoarticolari importanti deve fare molta attenzione alle asana che esegue e farsi sempre consigliare da un maestro esperto per non aggravare la situazione. Risalgono, invece, a quasi 40 anni fa le prime ricerche scientifiche relative agli effetti dello yoga in chi soffre di ipertensione. Il respiro yogico, spiegano i medici, ha effetti importanti sul sistema neurovegetativo: abbassa il tono simpatico, che tende a far aumentare la frequenza del respiro e il battito cardiaco, e aumenta quello parasimpatico che ha effetti opposti. Ne risulta un riequilibrio favorevole all’abbassamento della pressione. Anche in questo caso è necessario affidarsi ad un buon maestro, altrimenti si rischia la sincope, cioè uno svenimento. Lo Yoga può essere un toccasana anche per chi soffre d’insonnia, un disturbo che affligge un italiano su tre. Essa deriverebbe da un’iperattività del canale energetico destro, deputato alla nostra attività, fisica e mentale. È necessario quindi bilanciare i nostri due canali di energia, azione ed emotività, attraverso l’esercizio e la meditazione. Ci sono poi molte patologie quali l’ansia, gli attacchi di panico e la depressione per cui molti studi occidentali hanno dimostrato che l’esercizio regolare dello yoga può portare un notevole sollievo. Per quel che riguarda la depressione, in particolar modo, pare che le posture dello yoga aumentino il livello di neurotrasmettitori GABA, che sono in grado di alleviare questo male. Per di più, come dicono molti entusiasti praticanti di yoga, questa pratica sembra andare oltre i benefici del generico esercizio fisi-

co, aumentando la felicità complessiva. Non tutto lo yoga è uguale Se avete deciso di provare, ora dovete scegliere perché fin dal suo arrivo in Occidente, lo yoga si è diviso in una varietà di stili e gusti. Il tipo di yoga che sceglierete dovrebbe riflettere le vostre caratteristiche fisiche oltre che i vostri interessi spirituali. Alcuni tipi di yoga sono fisicamente molto faticosi e potenzialmente possono crearvi più stress che benefici: stili di yoga tipo “power yoga” o “ashtanga” possono essere piuttosto impegnativi fisicamente. Tenete conto, inoltre, che nelle palestre convenzionali i corsi di yoga potrebbero essere indirizzati più a dimagrire ed a eliminare calorie, che a produrre chiarezza e pace mentale. Informatevi bene, dunque, sugli obiettivi e i metodi e, se riuscite, anche sulla formazione personale del maestro. Chi è alle prime armi si affidi ad un corso per principianti, spesso ci sono delle serate di prova gratuite organizzate da centri culturali o associazioni attraverso le quali potrete confrontarvi con la disciplina e capire se fa per voi. Ma non scoraggiatevi se non sarete attratti immediatamente dal primo corso che frequentate. Siate consapevoli che non tutti i corsi di yoga sono uguali. Alcuni includono il “pranayama” , il lavoro sulla respirazione, altri no. Alcuni corsi includono il canto dei “mantra”, altri no. Una buona idea sarebbe verificare più centri e corsi e trovare quello che è più in linea con voi e i problemi che attraverso questa pratica affascinate cercate di risolvere. Non sottovalutate, poi, il passaparola. Se conoscete qualcuno che fa yoga da anni saprà sicuramente indicarvi luoghi e centri adatti a voi.


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i nostri Esperti Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.

AFFARI DI FAMIGLIA L’OCULISTA

Matrimoni fra omosessuali e famiglie gay. Diritto Domande frequenti sul distacco di retina al riconoscimenti del matrimonio contratto all'estero

A cura dell’AVVOCATO Dott. Valerio FULVIA FOIS Crepaldi del Foro PERCHE’ diIL Rovigo DISTACCO DI RETINA E’ PIU’

Gent.li LettriciNEI e Lettori, FREQUENTE MIOPI? di sempre La miopia è legata ad un allungamento dell’occhio e questo allungamento determina una trazione sulla retina che lo deve seguire in maniera solidale. Ma la retina non avendo proprietà elastiche si assottiglia aumentando la sua tendenza a rompersi. Grosso modo possiamo dire che ogni 3 diottrie di miopia il bulbo è più lungo di circa 1mm. E’ VERO CHE IL DISTACCO DI RETNA E’ PIU’ FREQUENTE NEI MESI CALDI? E’ vero, perché la perdita di liquidi con la sudorazione provoca una disidratazione del vitreo come una spugna strizzata, facilitandone la contrazione e il distacco. Il paziente vede spesso lampi luminosi e nota corpi mobili vitreali. Il distacco del vitreo è quasi sempre fisiologico, ma può determinare una rottura della retina per debolezza di quest’ultima. E’ importante recarsi dall’oculista il quale può prevenire il distacco di retina (evento patologico) trattando la rottura con il laser. COME SI RICONOSCE UN DISTACCO DI RETINA?

Nella maggior parte dei casi il paziente riferisce la comparsa di una tendina che si pone davanti all’occhio o la perdita di una parte del campo visivo laterale. Nei casi più gravi si ha improvvisa e importante perdita visiva con percezione di lampi di luce. QUALI POSSONO ESSERE LE CAUSE DI UN DISTACCO DI RETINA? A parte il già descritto distacco del vitreo che può accompagnarsi a rotture retiniche ricordiamo le degenerazioni retiniche periferiche (foro retinico, retinoschisi, degenerazione retinica a “palizzata”), interventi di estrazione della cataratta, traumi oculari. IN CHE COSA CONSISTE IL LASER? FA MALE? RICHIEDE IL RICOVERO? Nel corso della visita possono essere identificate aree deboli, prima accennate, che necessitano di bruciature retiniche ottenute attraverso il laser, realizzate su retina sana circostante la lesione. La cicatrizzazione che consegue rinforza e previene il distacco di retina. Non fa male, non richiede ricovero, dura solo pochi minuti e non comporta rischi per la salute del paziente.

QUANTO TEMPO CI VORRA’ PER CON LESIONI RETINICHE CHE STILE DI RECUPERARE LA VISTA DOPO UN VITA VA TENUTO? INTERVENTO PER DISTACCO DI RETINA? Gli accorgimenti da seguire consistono Molti pazienti rimangono delusi quando il nell’evitare i traumi come pugni, pallonate, giorno successivo all’intervento togliendo forzi eccessivi, motocross, sport pericolosi la benda scoprono di vedere peggio. Ciò come arti marziali, tuffi in piscina, calcio, è normale, in quanto il recupero avverrà in body building, ecc. modo lento e graduale, richiedendo a volte LE “MOSCHE VOLANTI” SONO UN diversi mesi. SINTOMO PERICOLOSO? IL DISTACCO DI RETINA PUO’ Non sempre, la presenza di qualche puntino RIPRESENTARSI? mobile nel campo visivo è un fatto innocuo e Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore Si nel 20%-30% dei casi; se ciò accade è molto comune. Quando la loro presenza è interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi necessario un nuovo intervento. improvvisa e massiccia ci si deve allarmare. espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. DOTT. VALERIO CREPALDI Ospedale S.Antonio Padova v.crepaldi@libero.it

L’ARCHITETTO

Il sisma nella Pianura Padana, tra ricostruzione e prevenzione

Dott. Massimo Cavazzana Architetto Tel. 049-9585333

Nel nostro Paese negli ultimi 40 anni sono stati spesi 147 miliardi di euro sul patrimonio immobiliare esistente per la riqualificazione antisismica (circa 3,6 miliardi l’anno). Fondi per interventi “post terremoto”, mentre, se si fossero investiti per la progettazione di edifici antisismici avrebbero ampliamente evitato i crolli. Così dopo le scosse del 20 e 29 maggio scorso e le successive repliche in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, si corre ai ripari! Case in muratura e capannoni prefabbricati le costruzioni più colpite! Dell’attività delle faglie in Emilia si sapeva dal 2000, tuttavia solo dal 2003-2005 la Pianura Padana è stata riclassificata da zona non sismica a grado 3. Nel 2009 sarebbe quindi entrato in vigore l’obbligo di costruire in quell’area con criteri antisismici. Le parole d’ordine ora sono: stima dei danni, valutazioni per la messa in sicurezza, ma anche distribuzione fondi e ripresa urgente delle attività aziendali. Il problema è che molti dei capannoni industriali sono costruiti senza tener conto delle norme antisismiche, urge quindi un censimento per adeguare gli insediamenti industriali! Ecco che il “D.L. post-terremoto”, n. 74 del 6 giugno e la “bozza di linee guida per la messa in sicurezza dei capannoni industriali”, redatte da Protezione civile, Cni, Assobeton e Reluis chiarisce le procedure post-terremoto più urgenti, per conciliare sicurezza e rapidità della ripresa delle attività produttive. Subito i controlli per

certificare l’agibilità sismica, necessaria per la riapertura delle attività produttive, ma massima semplificazione nelle procedure autorizzative di inizio lavori ed (eventuale) delocalizzazione delle attività per far ripartire l’economia. LE FASI SONO DUE: una prima rapida procedura di messa in sicurezza affidata dai titolari dei capannoni ai tecnici, per verificare che l’edificio non abbia le carenze strutturali e in caso abbia tali carenze si deve prevedere interventi di ripristino autocertificati al Comune, ma «è possibile solo quando il danno sui principali elementi strutturali sia assente o di modestissima entità». La seconda fase per poter certificare l’agibilità è quella dell’ OTTENIMENTO DI UN LIVELLO DI SICUREZZA SISMICA PARI AD ALMENO IL 60% di quello previsto per un capannone, costruito secondo la vigente normativa antisismica. Entro sei mesi, dall’entrata in vigore del DL, si dovrà comunque procedere a verifica di sicurezza ai sensi delle norme vigenti, e gli interventi per il raggiungimento della soglia del 60% dovranno essere eseguiti entro i 18 mesi successivi (inizio giugno 2014). Se per raggiungere questo 60% serviranno interventi edilizi, basterà comunicare ai Comuni l’avvio dei lavori e, solo entro 60 giorni dopo l’inizio dei lavori, si dovrà «presentare la documentazione per la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica e del titolo abilitativo edilizio nonché per la presentazione dell’istanza di autorizzazione

sismica ovvero per il deposito del progetto esecutivo riguardante le strutture». Qualora si scelga la DELOCALIZZAZIONE, questa «è autorizzata previa autocertificazione del mantenimento dei requisiti e delle prescrizioni previsti nelle autorizzazioni ambientali», e le aziende possono partire subito e presentare la documentazione entro 180 giorni. Spetta ai Presidenti delle Regioni definire «priorità, modalità e percentuali entro le quali possono essere concessi contributi nel limite delle risorse allo scopo finalizzate». Le risorse sono del Fondo per la ricostruzione, quantificate in 2,5 MILIARDI DI EURO CERTI (500 milioni di euro dall’accisa sulla benzina e 1 miliardo gli anni 2013 e 2014 da riduzione delle voci di spesa statale). Da definire, invece, le somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dal Fondo di solidarietà Ue. In Veneto vi sono per similarità le stesse strutture colpite in Emilia Romagna. Data l’esperienza appare indispensabile che la Regione Veneto quanto prima proceda attraverso i gruppi politici per una proposta legislativa in grado di incentivare il miglioramento strutturale delle attività produttive. Su questa linea si stanno già muovendo gli Ordini dei professionisti e associazioni di costruttori, che però riusciranno ad avere efficacia solo con l’accorta attenzione da parte della politica e della Regione del Veneto.

Sarò lieto di rispondere alle vostre domande inerenti gli articoli pubblicati od altri argomenti inerenti l’architettura e l’ urbanistica all’indirizzo mail: cavazzana@tin.it


I nostri esperti 35 PSICOLOGIA DEL LAVORO

Dott. Lara Tasso

Il mobbing

Con il termine mobbing si fa riferimento a una serie di molestie e violenze di carattere psicologico, che sono attuate da uno o più individui con intenti lesivi e in maniera sistematica in un contesto di lavoro ai danni generalmente di una singola persona. Negli ultimi anni il termine mobbing è entrato nel vocabolario comune grazie al diffondersi di libri e film sull’argomento; uno su tutti il bel film di Francesca Comencini del 2003 “Mi piace lavorare” con Nicoletta Braschi. Ho l’impressione, tuttavia, che nell’immaginario collettivo il mobbing sia spesso generalizzato, e accade sovente di sentirne parlare in riferimento a qualsiasi comportamento vessatorio che avviene in ambito lavorativo, anche in merito ad un richiamo sporadico di un superiore o a comportamenti poco cortesi da parte di colleghi. Per parlare di mobbing, i comportamenti vessatori non sono sporadici, ma devono avere un’elevata frequenza e si devono protrarre per un lungo periodo (almeno sei mesi). Il mobbing si può manifestare nell’area della comunicazione, per esempio interrompendo continuamente una persona quando parla, impedendole di esprimersi o anche attraverso continui rimproveri verbali. Il fenomeno

può riguardare anche l’immagine sociale, diffondendo voci infondate, ridicolizzando la vittima o screditando le sue decisioni. La persona mobizzata può anche essere colpita nell’area delle relazioni sociali, poiché può essere isolata, spostata in altro ufficio lontano da tutti. Nell’area professionale assistiamo a un eccesso di lavoro assegnato o, al contrario, a una riduzione delle mansioni, oppure compiti senza senso e umilianti, o anche continui cambi di attività. In alcuni casi la sicurezza del lavoratore è messa a repentaglio in quanto deve svolgere attività che possono nuocere alla salute o può essere addirittura oggetto di violenza fisica. Anche l’intenzionalità è importante: non si può parlare di mobbing se non ci sentiamo a nostro agio a causa di un collega poco sensibile nei nostri confronti, ma non mosso da cattive intenzioni. Chi attua del mobbing, infatti, lo mette in atto con l’intento di emarginare, discriminare e recare danno al lavoratore oggetto delle violenze, il quale è spinto in una condizione d’inferiorità psicologica senza possibilità di difesa. La persona che subisce mobbing arriva spesso a interrompere volontariamente il rapporto di lavoro per cessare le quotidiane violenze psicologiche che le sono inflitte. Questo accade soprattutto

nelle piccole aziende, poiché non è possibile non condividere il proprio ambiente di lavoro con chi è causa delle vessazioni. Così facendo, tuttavia, si realizza spesso uno dei fini ultimi del mobber, che è appunto l’allontanamento della persona presa di mira. Se il fatto accade in aziende di grandi dimensioni, la vittima può essere spostata in altri reparti o in altri sedi. Come difendersi dal mobbing? È importante per le aziende creare un clima di lavoro positivo, individuando e gestendo le persone o i gruppi problematici. La persona, o le persone, oggetto di mobbing non devono isolarsi, ma devono cercare il sostegno sociale all’interno dei vari gruppi cui appartengono. Spesso, infatti, si tende a non raccontare le vessazioni subite, ci si sente colpevoli dell’accaduto, ci si isola dalla famiglia (spesso ignara di tutto), si adottano comportamenti aggressivi, si limita la propria vita sociale, generando un pericoloso circolo vizioso. Non di rado, infatti, chi subisce mobbing mette in serio pericolo anche la propria vita coniugale e familiare, a causa dei comportamenti sopra citati. E’, invece, importante parlare di ciò che si prova, chiedere aiuto e, se il caso lo richiede, raccogliere prove dei comportamenti subiti. Documentare i casi di mobbing è, infatti, molto

complesso e difficile, perché spesso la vittima è lasciata sola da amici e colleghi e non ci sono tracce dei soprusi subiti. Un luogo comune da sfatare è che il mobbing sia attuato solo da superiori nei confronti di sottoposti. Questa è solo una delle tante forme del mobbing, ma ce ne sono anche tra colleghi o di sottoposti verso i superiori. In alcuni casi, addirittura, quello che a uno sguardo veloce può apparire il mobber, si scopre poi essere la vittima. Il mobbing, inoltre, può essere attuato e rivolto non solo da e verso singole persone, ma può riguardare due o più individui. Per terminare, voglio porre l’accento sull’importanza di chiedere aiuto a persone fidate che, secondo i casi, può essere un membro del sindacato, un responsabile dell’azienda o anche un consulente esterno, adeguatamente formato per gestire casi di questo tipo. Sono, invece, da evitare l’isolamento e l’indifferenza.

Sarò lieta di rispondere alle vostre domande all’indirizzo e-mail: lara.tasso@libero.it

IL NOTAIO

A cura di: Giannenrico Cocito, Notaio

Certificazione energetica degli edifici

Come noto, oramai da qualche tempo, in sede di vendita di un immobile è, nella maggior parte casi, necessario consegnare all’acquirente un certificato detto di “certificazione en Obbligo la cui inosservanza, a quanto risulta, ad oggi è rimasta però priva di sanzione.

Giannenrico Cocito Notaio - Sarò lieto di rispondere ai quesiti dei lettori da inviarmi al seguente indirizzo:gcocito@notariato.it


36 Crucipiazza Azzurra Edizioni S.n.c. - C.P. 93/B - 35028 Piove di Sacco (PD) LE OMBRE Trova l’ombra corretta

info@azzurraedizioni.com SOPRA E SOTTO Risolvendo entrambi i giochi otterrete, rispettivamente, il nome e il cognome dell’attore in foto

A

B

ATTORE - AUTIERI - CITTI - FAMA FASSARI - FRATE LA CARBONARA MADRE - MARGHERITA BUY PANNI - RICKY - RUOLI - RUOLO Chiave (7) - Il nome.................................. ................................................................

D

C

Inserite all’interno dello schema inferiore le parole elencate in modo da completare il cruciverba. A schema ultimato, nelle caselle grigie, apparirà il cognome. AN - AU - CA - ED - EL - ES - FU - MO NO - SO - UD - ADA - AHI - AIA - AIO GOL - ODA - OHE - OLA - TRE - UAU ALOE - AMOS - ECRU - FLAG - FOCA FALSO - MALCO - ORNARE OTARDA - SPELTA - ISRAELE PRELATO THE NAMES (i nomi) Impariamo l’inglese

CHIAVE (8) - Un nome inglese......................................................................................

Aforismi sull’amore

AARON (Aronne) ADAM (Adamo) ALAN ALBERT (Alberto) ARNOLD (Arnoldo) BARNEY BEN BRAD BRYAN CURT DAVE (Davide) JACOB (Giacobbe) JAMES (Giacomo) JOSH KATE LAWRIE LILY MADDISON MARGARET (Margherita) ROSY (Rosa) SALLY TYRON ZOEY

Soluzioni:

• La massima forma d’egoismo è l’amore. Non amiamo i nostri partner, ma soltanto la loro capacità di amare noi. • La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do e più ne ho, perché entrambi sono infiniti. • Nell’amore, un silenzio val più di un discorso.

corretta: A LE OMBRE:

• Pierino rivolto alla maestra: “Signora maestra, non credo di essermi meritato zero nel compito di matematica.” “Nemmeno io lo credo, ma purtroppo voti più bassi non ne esistono.” • Pierino torna a casa e suo padre gli chiede: “Come è andato l’esame?” “Papà non dicevi che era più importante la salute?” • Un amico fa all’altro: “Tua mamma per caso fa l’elettricista?” “No, perché?” “Perché la vedo sempre sotto un palo.” • La maestra a Pierino: “Fammi un esempio di ingiustizia.” “Ehm, quando io prendo un brutto voto perché papà ha sbagliato i compiti.” • Il professore interroga Pierino: “Dimmi il nome di un rettile.” Chiede. “Una vipera.” “Bene, ora dimmi il nome di un’altro rettile.” “Un’altra vipera.” • La maestra indicando Pierino: “Tu, dimmi due pronomi.” “Chi? Io?” “Bene, benissimo! Ora sentiamo un altro.” • La maestra interroga Pierino in Storia: “Pierino, cosa divenne Carlo Alberto quando morì suo padre?” “Orfano.” • “Pierino, perché hai scritto camino con la ‘k’?” “Perché camini senza cappa non esistono!” • Pierino: “Signora maestra si può punire uno per una cosa che non ha fatto?” “No di certo!” “Bene,

allora non ho fatto i compiti.” • “Pierino, cos’è l’arcobaleno?” “E’ il sole che dopo essersi fatto la doccia, si rifà il trucco.” • “Pierino, cos’è un temporale?” “Sono delle nubi che, spaventate dai tuoni, scoppiano a piangere.” • “Lo sai perché Pierino dorme con il martello?” “Per schiacciare un pisolino.” • La mamma dice a Pierino: “Pierino, vammi a comprare lo spirito in farmacia, per favore.” Pierino va in farmacia e paga. Poi va in chiesa a confessarsi: “Fatti il segno della croce.” Dice il prete. “Nel nome del padre e del figlio, amen.” “Pierino!” Esclama il prete scandalizzato. “E lo spirito?” “Oh no! L’ho dimenticato in farmacia!” • La maestra dice a Pierino: “Se metto nello zaino 5 libri di italiano, 7 di matematica e 2 di storia, quanti libri avrò?” E Pierino risponde: “Abbastanza per rovinarmi le vacanze.” • Pierino chiede alla maestra: “Signora maestra posso andare in bagno?” La maestra risponde: “No.” Pierino torna al posto e la maestra gli chiede: “Pierino qual è il lago più grande d’Italia?” E Pierino: “Quello sotto al mio banco.” • Interrogazione di geografia. L’insegnante: “Pierino, sai dirmi dov’è il canale di Suez?” Pierino: “Si, sul digitale terrestre.”

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Pierino

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A tavola 37 CUCINA

VINO

CONCHIGLIE INTEGRALI CREMOSAMENTE SPADELLATE CON ZUCCHINE E MORTADELLA

IL CHIANTI Denis Meneghini QUELLA PARTE DI

TOSCANA

GLI INGLESI

LO CHIAMANO

“CHIANTISHIRE”,

IN ONORE DI

CHE È COME SE FOSSE UN PROLUNGAMENTO DELLA LORO ISOLA, UNA

ZONA DI COLLINA COPERTA DI VIGNETI, DI ULIVETI, BOSCHI DI QUERCE, PINETE, CASTELLI E BORGHI ANTICHI.

E’

UNA SPECIE DI REGIONE DENTRO LA REGIONE, LA CUI FAMA VINICOLA, COME QUELLA

BORGOGNA E DELLA CHAMPAGNE, SI È NEL CORSO DEI SECOLI DIFFUSA IN LA ZONA DI PRODUZIONE DEL CHIANTI SI ESTENDE A CAVALLO DELLE PROVINCE DI FIRENZE E SIENA, AREZZO, PISA E PISTOIA. IL VINO CHE QUI VIENE PRODOTTO HA UN CORPO ED UNA LONGEVITÀ CHE LO AVVICINANO PIÙ AI “SUPERTUSCANS” CHE A QUEL VINELLO DA TRATTORIA CHE ERA UNA VOLTA, BUON COMPAGNO DELLA FINOCCHIONA E DELLA RIBOLLITA. IL CHIANTI E UNA TERRA DI ANTICHE TRADIZIONI, IN CUI ESISTONO TESTIMONIANZE ROMANE ED ETRUSCHE. I PRIMI DOCUMENTI RISALGONO AL XIII SECOLO E RIGUARDANO LA LEGA DEL CHIANTI, COSTITUITA A FIRENZE PER REGOLARE I RAPPORTI TRA I PRODUTTORI DI SANGIOVESE DEI COMUNI DI RADDA, GAIOLE E CASTELLINA. COME INSEGNA FU ADOTTATO UN GALLO NERO IN CAMPO DORATO, E QUESTO SIMBOLO È TUTT’ORA L’EMBLEMA DEL CONSORZIO DEL VINO DEL CHIANTI CLASSICO. FINO AL 1700 IL VINO CHIANTI VENIVA PRODOTTO SOLAMENTE COL SANGIOVESE E FU SOLO NEL 1800 CHE SI INCOMINCIO AD UTILIZZARE ANCHE ALTRI VITIGNI. FU IL BARONE RICASOLI IL PRIMO AD INIZIARE A MISCELARE VARIE UVE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DEL VINO. OGGI LA MAGGIOR PARTE DEI PRODUTTORI UTILIZZA O SOLO SANGIOVESE O SANGIOVESE E MERLOT O CABERNET SAUVIGNON. IL CHIANTI È UN VINO CHE MOLTO BENE SI ACCOMPAGNA AI PIATTI TRADIZIONALI TOSCANI, AI SALUMI, AI FORMAGGI, ALLE CARNI IMPORTANTI ED UNA BUONA “RISERVA” LA SI PUÒ BERE ANCHE DA SOLA. IO NEL CHIANTI CI SONO STATO E POSSO DIRE SENZA PECCARE DI PRESUNZIONE CHE IN UN DI

BORDEAUX,

DELLA

TUTTO IL MONDO.

ZUCCHINE E MORTADELLA È UN DUO BEN NOTO PER LA SUA DOLCEZZA E LEGGEREZZA, NELLA NOSTRA PROPOSTA BEN PEPATO ED ARRICCHITO DA SFIZIOSI PISTACCHI SALATI. IN QUESTO GIOCO DI SAPORI E COLORI

(ROSA E VERDE A FARLA DA PADRONE), NON POTEVA ESSERE DI MENO LA PASTA: UN FORMATO ELEGANTE, INTEGRALE PRODOTTA DA AGRICOLTURA BIOLOGICA E PER QUESTO CON COLORE E SAPORE RICERCATI. INSOMMA UNA PASTA CONDITA CHE COLPISCE PER LA SUA CROMATICITÀ, È DELICATA E FRESCA.

INGREDIENTI PER 5 PERSONE: 500G CONCHIGLIE INTEGRALI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA TRAFILATE AL BRONZO

232G ZUCCHINE 52G MORTADELLA A FETTE 18G PISTACCHI SALATI SGUSCIATI 200ML PANNA DA CUCINA 6 FOGLIE SALVIA 2 SPICCHI AGLIO OLIO EVO ZENZERO

SALE, PEPE NERO

PROCEDIMENTO

MONDARE ED AFFETTARE LE ZUCCHINE, GRIGLIARLE SULLA PIASTRA E TAGLIARLE OGNI RONDELLA IN TRE PEZZI. MONDARE L’AGLIO, TAGLIARLO FINEMENTE E FARLO SOFFRIGGERE IN PADELLA CON L’OLIO, LA SALVIA SMINUZZATA E LA MORTADELLA SFILETTATA. TRITURARE GROSSOLANAMENTE I PISTACCHI. UNIRE NELLA PADELLA CON LA MORTADELLA, LE ZUCCHINE ED I PISTACCHI; INSAPORIRE CON ZENZERO, SALE E PEPE. CUOCERE LA PASTA IN ABBONDANTE ACQUA SALATA, SCOLARLA E VERSARLA NELLA PADELLA CON LA MORTADELLA. FAR SALTARE LE CONCHIGLIE, AMMORBIDENDO CON LA PANNA (ED EVENTUALMENTE UN PO’ DI ACQUA DI COTTURA). SERVIRE SPOLVERANDO A PIACERE CON PEPE NERO

BICCHIERE DI QUESTO OTTIMO VINO SI ASSAPORA NON SOLO LA STORIA MA ANCHE LA SIMPATIA DEI TOSCANI, GENTE ALLEGRA E MOLTO CORDIALE.

DENISMENEGHINI@ALICE.IT

SPIZZICHI E BOCCONI B

MANUELA E SILVIA BIZZO

no partecipazione

L’INTERVENTO

Grandi opere, i veneti chiedo

*dottore oculista

Padova – le carte in tavola. L’idrovia però, hanno cambiato di sfogo delle dello scorso novembre, la sua funzione di valvola con vicentino e nel padovano fatti, infatti, appare chiara commerciale (su acqua e devastanti alluvioni nel Da degli studi idraulici nuovo un’opera utile. infrastruttura di comunicazione Il problema però, come nel poi la caratteristica di Venezia è diventata di cosidetta “camionabile”. del vicentino, senza perdere Queste inquinante minore della acque del padovano e che emergono dal territorio. che tra l’altro ha un impatto non seguono le priorità adattare difficili da cambiare e da chiatte fra Padova e Venezia), è che spesso le valutazioni su cosa realizzare, che una volta avviate sono stanziato che caso della Romea Commerciale, viste per lo più come grandi affari, operazioni denaro potenziale o già sono imprenditoriali, fiumi di forze politiche ed impegnato gruppi opere progettate da tempo, e con loro anche tante perché hanno già mosso cominciano a svegliarsi degli imprenditori nel alle nuove priorità. Questo cemento, su ferrovie o idrovie. I cittadini però si dimostrano più moderni e partiti accettare dei nuovo poi su vertici per che arrivano dai punta più su strade, finge di contrastare platealmente agli input che qualche ente locale del territorio la gente locali che “disubbidiscono” più decisioni calate dall’alto referendum. Sul futuro sostenibili. Non si accettano assemblee partecipazione, 1 campo degli interventi V eV\# trasversali, che vogliono fronti e comitati Xdci^cjV Y supinamente. Nascono d’affari. le scelte dei potentati vuole decidere non subire

di Alessandro Abbadir

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a CampoE’ in funzione da gennaio del Brenta) longo Maggiore (In Riviera ecomoun nuovo servizio chiamato rifiuti bile. Potranno essere conferiti ed elettrodoingombranti come mobili conferire i rifiuti mestici. Sarà possibile 2° sabato ingombranti: Boion ogni in Via Pasolini del mese dalle 8 alle 12 piazza della (parcheggio ad ovest della Maggiore ogni chiesa). Campolongo ore 8 alle 12 4° sabato del mese dalle del campo in Via Majorana (parcheggio sportivo). Sanità

TORNA A COLPIRE L’INFLUENZA SUINA torna a colpire L’influenza A (H1N1) del mese anche in Veneto, all’inizio 9 ricoverati di gennaio si registravano per lo più di e un decesso. Si tratta da malattie o persone già debilitate quest’anno si convalescenti. Il virus meno presenta con caratteristiche delle compliaggressive ma può avere si è registrato cazioni. Nel Veneziano di San Donà. anche il caso di un uomo della ConNel Miranese il presidente 13, Fabio ferenza dei sindaci dell’Ulss controlli nelle Livieri, sollecita maggiori il picco scuole del territorio considerato mese. atteso per fine

Sanità Ulss 14 e osped quale destino ale, per Chioggia?

IlTerritorio caso AMBIENTE: MENO Intopp QUALITÀ i per CO2, PIÙ la riscoss scorso 14 gennaio a riuniti loione operativa deiSiCa’sono Corner per una riunione bonus Provincia di Venezia dellagas

eV\\# 10-14

Regione

Provincia

Chioggia

“TOLÉLE” PIANO IN MOSTRA DI CHIOGGIAPRIMO POLITICA A CATTOL ICA Va lZW#

CONRIBUTO AFFITTI

HigZ\Vi^ Y Gli exa^ EVgZcided voto fanno parte FjVcYd ^ciZgcZi di quel ! patrimonio kZcZo^VcV di Fede e di cultura eVidad\^Xd eV\\# 36-37 comunemente Xdghd Xdcigdaa^ ^c si chiama 28 che eV\# devozione pietà popolare. La “pietà popolare o INTORNO A NOI

6XXdaid ^a ,% eZg XZcid YZaaZ YdbVcYZ eV\# 14

non può essere ignorata, SCUOLA ne trattata

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Il viaggio Da Chioggia alla Mongolia in moto

il presidente della eV\# e il collega 14 Francesca Zaccariotto insieme con Spezia, Marino Fiasella, Paolo Dalla gli assessori all’Ambiente Gandolfo Vecchia, al Trasporto Giacomo Prataviera, e alla Viabilità Emanuele di Tecla con il direttore generale 2001 supporta (l’associazione che dal Province e la collaborazione fra le Battello. Due l’Unione europea) Mario individuare gli obiettivi. In primo luogo Province le due un percorso comune tra sindaci, dei per l’attuazione del Patto dalla Direzione il protocollo promosso europea, generale energia dell’Unione delle emisper favorire la riduzione Provincia di sioni di Co2 siglato dalla Sono Venezia lo scorso 25 settembre. prospettive inoltre state valutate le su nuovi di finanziamento europeo finalizzati progetti imprenditoriali energetiche all’utilizzazione di fonti alternative.

eV\# 26

EDITORIALE

Grandi opere, i veneti chiedono partecip azione

di Alessand

G

ro Abbadir

randi opere, il Veneto e i veneti, interrogano e si chiedono più partecipazione alle scelte infrastrutturali determineranno che il futuro del loro territorio. Sul tavolo di interventi e progetti sono molti. ce ne Alcuni già conclusi come la Pedemontan o da completare, a e il Passante VELA Mestre (con le 6 EVaVood di opere ^ iZhdg^ Parentopoli, dopo^d\\^V/ sistema Metropolitan complementari), il 8^cV Z 8] YZa BdciZ ^ iZhdg^ Roma anche Veo Ferroviario di ^ YjZ nezia, ^V Vci^XV anche se le possibili >a W^aVcX^d fi cie ^cXdcigd Y Super(appena YZaaV <gZX avviato), altri proporzioni eV\# 43 di un eventuale da definire e Y^ :cg^Xd OZccVgd alcuni addirittura XjaijgZ scandalo, noneV\# sembrano34 solo abbozzati. certamente alla Romea Commerciale Si pensi eV\# 22 A lanciare quelle emerse nella capitale. , alla camionabile accuse all’amministr le Padova – Venezia, al completamen azione comunale e alle dell’Idrovia Padova municipalizzate Venezia, all’elettrodotto veneziane era stato to Dolo-Camin, a campagna elettorale il sindacato Usb. al Polo logistico portuale di Mira, Veneto City, te e le consultazioni è ormai alle por- l’impegno l’alta Velocità nel e la compattezza tra i diversi partiti orientale. i gruppi politici Veneto del partito nella e passata esperienza eV\# 28 sono iniziate da 2007, rendendosi amministrativa. tempo. Il partito più corteggiato Sono opere che disponibile come All’interno del Pdl le candidato possibi- come insistono e hanno al momento si attende l’esito sembra l’Udc, quasi terminale ultimo, delle centrodestra. sindaco per una coalizione conteso tra centrodestra consultazioni per capire di le province attraversando e centrosinistra nella passata amministrazise i consiglieri che . Ma i tempi non di Padova Si tratta, a detta sono maturi per una della Commerciale e Rovigo (nel caso one erano rimasti www.lapiazzawe di Tiozzo, decisione e l’Udc ancora fino alla fine fedeli “di ), po politico un grup- vincia il territorio della al mandato, siano b.it ha imparato cittadino ra prodi Venezia. Ma l’arte parte del partito. anco- si appresta coeso, con idee ben chiare, che le ricadute sono Il gruppo smentisce puntare su un’alleanzadella mediazione. A ora ad iniziare a testa tutti i veneti. Si su la creazione di per scheletri pensi alta e senza una lista civica negli armadi l’imminente sia il Pd, che prende con l’Udc sarebbero e attende pletamento dell’Idrovia ad esempio al com:cigV ^c GZiZ X separata alcune risposte campa- L’opera Padova – Venezia. veneziana di Orsoni, a modello l’esperienza dai vertici del Pdl. gna elettorale”. dc cd^ cominciata negli Certa è invece in coalizione con anni 60 è stata la discesa in campo titi di centro, sia realizzata solo i par- Romano il Pdl, che ha nella parte iniziale di Tiozzo con apprezzato a ridosso della laguna di rata, esattamente una lista civica sepaVenezia, ed è sempre come aveva fatto considerata un’opera stata nel mastodontica inutile costosissima da eV\\# 4-8 e finire. 8dci^cjV V eV \# 3

SOLIDARIETÀ

GVXXdai^ fjVh^ &%%% Zjgd eZg aV J^aYb Y^ 8]^d\\^V

eV\# 16

con indifferenza o disprezzo” scriveva il Z# ;dgbVo^dc papa Giovanni Paolo II. AV higVYV X]Z edgiV Va aVkdgd eV\# 21 eV\# 30

PARENTOPOLI NEL VENEZIA CULTURA NO

>bb^\gVo^dcZ! ^a eZg^Xdad jcV \jZggV igV edkZg^

Elezioni, parti politici in fermeti e gruppi nto eV\# 41

MOSTRE A PADOVA

> Xdch^\a^Zg^ gZ\ ^dcVa^ IZhh Zg^c! EYa! Z ^ckdXVcd X dZh^dc^ Vb I^dood! EY e^Z Z eZgh ! dcVa^i| Y^ h eZhhdgZ

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La Piazza di Rovigo - 2012ag n109 by LaPiazza give emotions - Issuu