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della Riviera est

www.lapiazzaweb.it

Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 93

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Porto di Venezia La crocieristica punta ad ampliarsi

Mira Elettrosmog, arrivano i controlli dell’Arpav

Campagna Lupia Ripulite le canalette della Laguna sud

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EDITORIALE

Cambia il clima, dobbiamo cambiare anche noi

LO NAZ/19/2010/CT

01 04 2010

“LA CITTADINANZA ONORARIA AD INGROIA

La cittadinanza di Campolongo Maggiore per Antonio Ingroia. Questa la proposta fatta da alcune associazioni del territorio dopo gli attacchi che il Pm anti Mafia di Palermo ha subito dai politici nazionali. pag. 6

TRASFERTA TEDESCA PER LE SCUOLE MIRESI

Dal 18 al 22 giugno un gruppo di 24 tra ragazze e ragazzi del Circolo Didattico di Mira 2–Oriago, partecipante al Progetto Europeo Comenius Fit for Europe - Fit for life, ha preso parte ad un esperienza davvero unica: uno Sport Camp in Germania nella cittadina di Gengenbach (non lontano da Friburgo). pag. 8

di Mauro Gambin*

I

Occupazione: agricoltura ok, in affanno l’industria Coldiretti: 400 posti in più nel 2012. Reckitt, cassaintegrazione per 75

A

gricoltura in Riviera del Brenta e nel Miranese, è boom di occupati. Non va bene in Riviera invece l’industria. Ma partiamo dal settore primario. Le cifre, di questo fenomeno sorprendente per il 2012 e in controtendenza rispetto alla crisi economica, sono state analizzate dai funzionari Coldiretti dei 17 comuni della zona. “In Riviera del Brenta – spiega Fabio Livieri referente di Coldiretti nel miranese e sindaco di Campagna Lupia - le aziende agricole sono circa 700. Si tratta di aziende che spesso hanno una

dimensione famigliare. Nel miranese sono 500. Anche qui la dimensione è quella della piccola e media impresa. Su circa 5000 occupati nei 17 comuni 3200 sono lavoratori autonomi e cioè famigliari, ma altri 1800 sono dipendenti. Ed è proprio fra questi che, nel giro di un anno il livello degli occupati, che era di 1400 nel 2011 è salito di 400 unità“. Ad andare a lavorare in agricoltura sono sempre più giovani ed italiani. “Mentre fino al periodo pre – crisi - spiega Livieri - sostanzialmente il 90% degli occupati dipendenti in

agricoltura erano braccianti provenienti dai paesi extracomunitari o dell’est europeo, ora la percentuale degli stranieri è del 60% e gli italiani sono al 40%”. Lavorano in agricoltura sempre più giovani e sempre più specializzati. Non vanno bene le cose nelle fabbriche. A Mira alla Reckitt- Benckiser, storica azienda del detersivo, la vertenza non ha dato i risultati sperati. Gli 81 esuberi si sono trasformati in cassaintegrazioni a rotazione, insomma le difficoltà di mercato restano tutte. pagg. 6 e 8

l clima cambia e non è più una cosa che ci può lasciare indifferenti. Qualche anno fa all’esperto in meteorologia che annunciava un brusco innalzamento delle temperature, a causa dell’effetto serra, di solito replicava lo storico climatologo sostenendo che si trattava di una cosa normale, in quanto il clima della Terra è in continua mutazione. 35 milioni di anni fa, del resto, i colli Berici e quelli euganei erano rispettivamente una barriera corallina e degli atolli che spuntavano da un mare caldo popolato da pesci tropicali. Dunque a chi dei due dare ragione? All’esperto meteorologo, perché appurato che le temperature cambiano anche noi dobbiamo cambiare. Fino a 150 anni fa una stagione siccitosa poteva innescare brutali carestie che nei piccoli comuni davano luogo ad ondate di morte per fame, è stata l’agricoltura intensiva e lo sviluppo dei commerci a rendere le emergenze meno esiziali e a dissociare dal clima le esigenze alimentari. Oggi però che su buona parte degli ettari coltivati a seminativi nella nostra regione è rimasta stecchita per il grande caldo, magari nessuno avrà percepito il pericolo della “fame”, definitivamente debellata in occidente ome la peste o il colera, ma un pensiero ai rincari che si prospetteranno credo sia passato per la testa di tutti. continua a pag. 3

direttore@lapiazzaweb.it

L’Intervento

Il Veneto cresce se nel rigore c’è più Europa di Franca Porto*

I

provvedimenti del Governo di revisione della spesa pubblica che seguono quelli per la sua riduzione pongono ancora in maggior evidenza il nodo del Patto di Stabilità interno, cioè del vincolo che impone a tutti gli enti autonomi della Repubblica e non solo allo Stato centrale limiti precisi di spesa e di indebitamento. *Segretaria Cisl Veneto

continua a pag.

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Comune di Rosolina Assessorato al Turismo

Ufficio Informazione ed Accoglienza Turistica IAT

L


EDITORIALE

segue da pag.

Cambia il clima, dobbiamo cambiare anche noi

All’ecomuseo di Mira

DONATO UN PALCO DI CERVO PREISTORICO

Un palco di cervo preistorico è stato donato all’Ecomuseo di Mira. L’iniziativa è del naturalista Francisco Merli Panteghini, che ha dato vita a giugno al progetto la “Forma dell’Acqua”, un viaggio di risalita del Brenta in canoa con l’arrivo a Caldonazzo. Il naturalista ha deciso di lasciare in donazione proprio alla struttura mirese il reperto, per integrare l’allestimento in corso a Villa dei Leoni a Mira. Dolo

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La crisi, del resto, ci ha resi molto sensibili anche agli umori di Scipione, Caronte e Minosse visto che hanno comportato perdite importanti, stimate seppur approssimativamente dalle associazioni di categorie in diversi milioni di euro. Un colpo pesante per un settore dal quale ci si aspettava molto per contenere gli effetti della crisi. Ma la siccità non si è mica vista solo sui campi, è mancata anche l’acqua. Nelle scorse settimane alcuni sindaci del bellunese hanno emesso delle ordinanze per proibirne l’uso a scopi irrigui o per lavare l’auto e le stesse ordinanze sono state auspicate da un Ulss del veneziano anche se l’acqua non è mancata, per evitare il diffondersi della salmonella, visto l’alto inquinamento registrato dall’Ulss nei canali. La crisi ci spaventa, preoccupa la penuria di denaro liquido. E la mancanza d’acqua? Dovrebbe preoccupare altrettanto. Secondo alcuni economisti dalla crisi si uscirà proprio quando la società, e non solo la politica, comincerà a correggere le conseguenze di decenni di percezioni errate nate dalla retorica di uno sviluppo imperniato sul consumo e si affermerà invece la consapevolezza che non è più possibile permettere lo spreco. Se è vero che una nuova epoca comincerà con quel cambiamento di mentalità che permetterà di ritenere opportunità quelle cose fino a ieri non lo erano mai state, forse allora sono da applaudire quegli agricoltori italiani c’è chi al posto del mais o della soia hanno iniziato a coltivare piante per le spezie, banane e manna, senza aspettare che cada dal cielo. Mauro Gambin - direttore@lapiazzaweb.it

Arriva l’autunno e anche le parrocchie si rinnovano con l’arrivo di nuovi parroci a Mirano e Scorzè. A Scorzè don Giorgio Tamai lascerà la parrocchia per andare a Pero e San Bartolomeo di Breda di Piave (Treviso). Al posto di don Giorgio, arriverà don Massimo Gallina, originario di Caerano San Marco. Don Lino Bertollo, parroco di Peseggia, sarà parroco anche a Gardigiano. Infine don Lino Magoga cappellano all’ospedale di Noale, sarà cappellano dell’ospedale di Mirano.

IL SECONDO VESPA RADUNO A CAVARZERE

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Riviera

SALUTATI IN COMUNE I BAMBINI DI CHERNOBYL

Sono stati accolti in Municipio a Chioggia i bambini bielorussi della Fondazione “Aiutiamoli a vivere”, prima di ripartire per il ritorno a casa alla conclusione di un mese di vacanza. Lo scorso 26 giugno l’assessore ai Servizi sociali, Massimiliano Tiozzo, ha incontrato in sala consiliare undici bimbi bielorussi e le famiglie chioggiotte che hanno dato loro ospitalità per le vacanze di risanamento. Come consuetudine l’assessore ha donato ai bimbi, provenienti da aree colpite dalla nube radioattiva di Chernobyl, uno zainetto contenente indumenti di prima necessità, materiale scolastico e prodotti per l’igiene. La Fondazione “Aiutiamoli a vivere”, presieduta da Eddi Naccari, da diversi anni è attiva nel territorio. Info chioggia@ aiutiamoliavivere.it.

NUOVI PARROCI A SCORZÈ E A MIRANO

Il 2 settembre prossimo

TRUFFA SVENTATA DAI CARABINIERI

Raggirava gli automobilisti, in coda ai semafori di Dolo nelle scorse settimane, facendosi dare dei soldi per curare un bambino colpito da una grave forma di leucemia. Era tutto un odioso imbroglio. A farlo un rumeno di 18 anni, con tanto di foto del bimbo che invece stava bene. Dovrà rispondere delle accusa di molestie e, visto il vile raggiro messo in atto, anche di truffa. Fine della vacanza

Nel miranese

SANITÀ

SPAZI APERTI

Il riordino degli ospedali nel Veneziano pagg.

4e5

CAMPONOGARA Polemica su piazza Vanzan

pag.

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Regione VACANZE

La Provincia punta sulla valorizzazione delle aree naturalistiche pag. 17

ECONOMIA

pag.

CALCIO Il Venezia cambia allenatore

Provincia

- www.aism.it

Cresce il numero di chi denuncia disavventure pagg. 22-23

SOCIALE

VenTo, da Venezia a Torino in bici pag.

EVENTI

Una guida per le “Le feste in piazza” pag.

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Cresce il numero dei casi di violenza sulle donne pag. 26

MOSTRE

A Villa Pisani una mostra sulla nobiltà del lavoro pag. 27

Si terrà il prossimo 2 settembre il Vespa raduno Città di Cavarzere, giunto quest’anno alla seconda edizione. L’iscrizione è aperta a tutti i vespisti provvisti di casco, obbligatorio per partecipare all’iniziativa. Verrà premiato il Club più numeroso, il Club che viene più da lontano, il vespista più giovane e il più anziano. Il ritrovo è programmato alle 8 in piazza Municipio per le iscrizioni e la colazione insieme. Alle 10.30 la partenza del corteo di Vespe per il giro turistico della lunghezza di circa 40 chilometri. A mezzogiorno il rientro a Cavarzere, previsto presso il patronato San Pio X in via Tullio Serafin, a seguire le premiazioni e una ricca lotteria a premi. Per chi si iscrive è in programma alle 13 il pranzo. Info Pietro Moretto 3485112679; Rosano Ravaro 3282856456

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della PROMOMEDIACOMMUNICATIONS Srl Edito da GIVE EMOTIONS Srl

Questa edizione raggiunge le zone di Mira, Camponogara, Campolongo, Campagnia Lupia per un numero complessivo di 16.443 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Venezia Padova Rovigo Treviso

DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE E

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 promomedia@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE: Direttore responsabile

MAURO GAMBIN direttore@lapiazzaweb.it ORNELLA JOVANE o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 luglio 2012 CENTRO STAMPA: ROTOPRESS INTERNATIONAL LORETO, VIA BRECCIA (AN)

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4 Argomento del mese

di Nicola Stievano

Zaia: “Il modello veneto consente già notevoli risparmi, noi avanti così”

Puppato: “Anche da noi ci sono situazioni di spreco e disparità da sanare”

L

Luca Zaia e Laura Puppato

Meno posti letto, meno d

a “cura dimagrante” per la sanità veneta costerà quasi 700 milioni e oltre 3.500 posti letto. Salvi i piccoli ospedali e i centri d’eccellenza, nella nostra regione andranno comunque ridotti i costi fissi, tagliati i doppioni, rivisto l’intero sistema di spesa. La scure della “spending review” del governo Monti si abbatte con meno violenza in Veneto perché da un paio d’anni la sanità locale ha già intrapreso il non facile cammino della razionalizzazione, sfociato nella redazione del piano socio sanitario regionale. Ad esempio, sul numero dei posti letto pro - capite il Veneto vorrebbe spingersi anche oltre le decisioni del governo, che abbassa la media da 4,2 posti per mille abitanti a 3,7, portando invece a 3,5 per mille abitanti. Anche sulla riorganizzazione degli ospedali minori la Regione ha fissato degli obiettivi nel nuovo piano socio sanitario che dovrebbero concretizzarsi in significativi ridimensionamenti per strutture che non hanno tutte le caratteristiche dell’ospedale per acuti. Tagli in vista anche per convenzioni con la medicina privata (-1% quest’anno, -2% il prossimo) con un risparmio che dovrebbe aggirarsi sui venti milioni. Ulteriori economie dovrebbero arrivare dalla nuova mappa delle aziende socio sanitarie venete, disegnata proprio per ridurre gli sprechi. Le decisioni del governo sulla revisione della spesa

si tradurranno in ulteriori tagli, in questo contesto? Secondo il governatore veneto Luca Zaia la nostra sanità ha già intrapreso un percorso che va nella direzione del risparmio e dell’efficienza, senza attendere le imposizioni da Roma. Zaia non ha timore di affermare che “siamo la Regione più virtuosa della sanità italiana e ci è riconosciuta la palma di Regione meno “sprecona” del paese. Abbiamo un tasso medio di ospedalizzazione di 7 giorni contro anche 30 in altre Regioni e ciò significa che nei nostri ospedali si cura presto e meglio; da due anni teniamo i conti in attivo senza avere, unici in Italia, l’addizionale Irpef sulla sanità. Non ci sottrarremo ad una spending review anche fatta di lacrime e sangue, - aggiunge Zaia - ma a condizione che venga applicato il modello veneto, quello che consentirebbe di risparmiare molto di più di quanto proposto dal Governo. Quello di Monti-Balduzzi è un piano senza visione strategica, un taglio brutale e insensato che squilibra l’intero sistema sanitario. Infatti, se non si riorganizzano i servizi territoriali, per esempio la medicina di base, si arriva a un taglio orizzontale e quindi cieco, che danneggia esclusivamente il Nord. In nessun punto del piano viene chiesta una revisione profonda del modello organizzativo. Questo comporterà l’affossamento dei modelli virtuosi che rimarranno senza

risorse. Il governo dovrebbe come media per i costi standard quella che si desume dalla sanità veneta”. Ben diversa la posizione di Laura Puppato capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che contesta a Zaia di usare due pesi e due misure. “Con il governo Berlusconi, Zaia due anni fa ha accettato senza fiatare un taglio di 400 milioni. Ora con Monti rifiuta ogni trattativa. Un atteggiamento che non possiamo accettare anche perché non è vero che nel Veneto nella sanità pubblica non vi siano differenze eclatanti. Basti pensare alla spesa pro capite, dove sappiamo che in alcune Uls è intorno ai 1400/1500 euro per persona contro i mille di altre. Anche qui, come nel resto d’Italia, vi sono situazioni a macchia di leopardo che vanno sicuramente riviste”. “Perché Zaia si scaglia così tanto contro il Governo Monti? - si chiede il capogruppo dell’Udc Stefano Valdegamberi - In fin dei conti sta introducendo nella sanità il principio dei “costi standard”, tanto auspicato anche dalla Lega, ma rimasto sempre inattuato. Pensiamo al programma di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi. Non resta che augurarci tutti che finalmente il modello arrivi anche nelle Ulss, dove troppo spesso a fare il prezzo è “l’amico dell’amico”. Le forniture sanitarie hanno rappresentato per anni un luogo privilegiato per la corruzione”.

LE SPESE IL CAPOGRUPPO DEL PDL DARIO BOND

“Da noi siringhe a 2-3 centesimi”

A

l Veneto l’introduzione dei costi standard non fa paura. Ne è convinto il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond, il quale ricorda come nelle Uls della nostra regione il monitoraggio della spesa sia diventato trimestrale, mentre la tracciabilità dei presidi sanitari ha fatto passi da gigante. “Ho chiesto a campione dei dati ad alcune Ulss del Veneto - aggiunge il capogruppo del Pdl - e i numeri ci danno ancora una volta ragione. Una siringa monouso sterile con ago costa dai due ai tre centesimi, a seconda della tipologia, contro una spesa massima che in altre parti d’Italia arriva anche a 70 centesimi, un ago ipodermico meno di un centesimo, mentre un inserto di tibia per protesi non cementata 194 euro contro un massimo rilevato di circa 2500 euro in altre parti d’Italia. Qui da noi, poi, il costo della giornata alimentare è mediamente sotto i dieci euro. I numeri riguardanti altre realtà del Paese sono di gran lunga superiori e difficili da giustificare. Detto questo - conclude Bond - non possiamo far finta che il Veneto sia uguale alle altre regioni. I numeri parlano chiaro: per questo dobbiamo andare a Roma con gli economi delle nostre Ulss e dire che non siamo disposti a farci massacrare”.

“È IMPOSSIBILE CHE LA MARMELLATA L’ABBIA RUBATA IO!”

Photo: Kate Holt/Eyevine/ActionAid

SANITÀ VENETA La revisione della spesa varata dal Governo Monti impone una cura dimagrante e porta l’entità dei tagli a quasi 700 milioni di euro. Salvi tutti gli ospedali, ma ora vanno riorganizzati posti letto e singoli servizi. Anche alla luce del nuovo piano socio sanitario l’intera rete ospedaliera va rivista e sono almeno 3500 i posti letto da eliminare

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Data e luog


Argomento del mese 5 Area del veneziano

doppioni e più risparmio Il caso Dissipati i timori di chiusura di una realtà unica nella regione

Nessun rischio per l’Istituto Oncologico Veneto di Nicola Stievano

“F

antasanità”, così il professor Pier Carlo Muzzio direttore generale dell’Istituto oncologico veneto di Padova, ha chiosato l’ipotesi di chiusura del centro d’avanguardia nazionale emersa da una prima bozza del decreto sulla “spending review”. Di fronte all’ipotesi di tagliare i piccoli ospedali, tramontata poi nell’arco di 24 ore con l’approvazione del testo definitivo, sembrava infatti che vi rientrasse anche l’Istituto Oncologico Veneto, da sette anni un faro nella sanità locale per la cura dei tumori. Nell’elenco delle 154 strutture ospedaliere c’era infatti anche lo Iov, ma a quanto pare si è trattato di un clamoroso errore, perché non stiamo parlando di un ospedale come gli altri ma di un istituto molto particolare. Inoltre i dati riportati risalgono a cinque anni fa, tanto che oggi lo Iov conta 121 posti letto, uno in più del limite fissato dal governo. Quello ospitato all’ex ospedale Busonera di Padova è l’unico Irccs (Istituto di ricovero e cura di carattere scientifico) specificatamente dedicato alla cura dei tumori in del Veneto, istituito con Legge regionale del Veneto n. 26 del 22 dicembre 2005, quale “ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, operante in conformità con gli obiettivi della programmazione sanitaria regionale”. Il riconoscimento a Irccs è arrivato dal ministero della Salute con un decreto del 18 marzo 2005. Significa che lo Iov non è un semplice ospedale ma un servizio che affianca alle prestazioni di ricovero e cura di alta specialità un’intensa attività di ricerca. Anche il semplice criterio del numero dei posti letto salta per questo genere di struttura, per la quale vengono tenute in considerazione altre variabili, a partire dalla qualità dell’assistenza e dal valore della ricerca. Allo Iov lavorano 577 operatori sanitari, di cui 382 dipendenti e 195 con contratti di collaborazione . Ogni anno vengono eseguite oltre 350 mila prestazioni ambulatoriali e ben duemila interventi chirurgici.

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Posti letto ed accorpamenti

A rischio tagli Chioggia e Venezia-Mestre R

iorgarnizzazione sanitaria, a rischiare di più in provincia di Venezia è l’area di Chioggia e l’Ulss 12 cioè quella di Venezia-Mestre. I numeri sono chiari, e dipendono dalla popolazione che nel capoluogo e aree limitrofe che è di oltre 800mila abitanti. I criteri del Piano socio sanitario regionale prevedono per la provincia di Venezia 2400 posti letto per acuti, 1200 per strutture intermedie 500 per le strutture di riabilitazione. Ad interessarsi della questione della sanità veneziana in quinta commissione regionale sono stati i consiglieri veneziani Bruno Pigozzo(Pd), Giovanni Furlanetto (lega), Carlo Alberto Tesserin (Pdl), e Pietrangelo Pettenò (Rc), consiglieri che come tutti i residenti attendono la presentazione delle “schede” ad ottobre per capire nel dettaglio come saranno accorpati eventualmente i reparti e i primariati negli ospedali. “Nell’area dell’Asl 13 e cioè della Riviera del Brenta e del Miranese – spiega il consigliere regionale Bruno Pigozzo - non c’è problema, il rapporto fra abitanti (240 mila) e numero di posti letto previsti è ampiamente rispettato. Anzi il criterio dei 3 posti letto per mille abitanti, è anche “superato“. Si viaggia sulla media di 2,8. Percentuale rispettata anche per l’area del Veneto Orientale e cioè l’Ulss 10 di San Donà - Portogruaro. Qui la media è di 2,9 posti letto per mille abitanti”. Ma è l’Ulss di Venezia e Mestre che invece sfora i parametri. “Ci dovrebbero essere secondo i nuovi criteri regionali – spiega Pigozzo - 1200 posti letto, invece ce ne sono 1600. Insomma 400 in più provenienti per lo più da ragioni storiche legate alla specificità della città lagunare, ma anche al fatto che vengono conteggiati nella somma complessiva, i posti letto delle strutture ospedaliere private”. Per Pigozzo proprio su questi posti letto in più si può limare la differenza, mettendo in conto che il piano prevede 1200 posti l letto in provincia di Venezia per strutture intermedi, di ricovero. Fra queste possono essere incluse parte di quelle private e centri anti dolore e per malati terminali e malati di Alzheimer. Addirittura facendo questi conti, i 1200 posti previsti non sarebbero nemmeno coperti del tutto. Ci sono poi sempre previsti dal piano socio sanitario approvato a giugno, 500 posti letto per strutture riabilitative specialistiche. Resta aperto invece il problema della permanenza degli ospedali. La Regione prevede il mantenimento per un bacino d’utenza di 200- 300 mila abitanti. Per L’Ulss 12, 10 , e 13 i problemi non ce ne sono. Tutte per numero di abitanti rientrano nel criterio fissato. Non ci rientra invece Chioggia.“Per Chioggia – spiega Pigozzo - va fatto un ragionamento a sé . I residenti non possono fare riferimento all’ospedale di Padova o di Mestre perché sono ospedali troppo lontani e anche quello di Adria non è agevole da raggiungere. Questa zona poi dell’area sud della provincia è ad alta dispersione abitativa. Cioè c’è meno densità di abitanti, ma le distanze fra un posto e l’altro sono grandi. La questione Chioggia resta sul tavolo ed è una delle prime che bisognerà affrontare quando ad ottobre ripartirà la discussione“. Sugli accorpamenti di reparti o di ospedali i consiglieri regionali generalmente non si vogliono esprimere anche se Pigozzo spiega che per quanto riguarda l’Ulss 13 rischi di un ospedale unico fra Dolo e Mirano non ce ne sono. “Il criterio regionale – dice - è quello di evitare doppioni. La struttura di Noale diventerà area riabilitativa e per anziani, fra Dolo e Mirano si dovranno creare ospedali complementari. Non rischiano poi in questa realtà nemmeno i due punti nascita. Ne servono uno ogni 1100 nascite. A Dolo e Mirano i nati in media ogni anno sono 2300”. Infine sui trasferimenti. “L’Asl 13 – conclude Pigozzo – dati alla mano è quella che ha ricevuto meno trasferimenti dalla Regione nel corso degli ultimi anni ed ha mantenuto servizi di eccellente livello. Le Ulss virtuose vanno premiate non A.A. penalizzate”.


6 Campagna Lupia - Campolongo Economia I funzionari di Coldiretti analizzano i dati del comprensorio

Agricoltura, aumenta l’occupazione Nei 17 comuni di Riviera e Miranese sono 400 i nuovi assunti nel 2012 di Alessandro Abbadir

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gricoltura in Riviera del Brenta e nel Miranese, è boom di occupati. Non va bene in Riviera invece l’industria. Ma partiamo dal settore primario. Le cifre, di questo fenomeno sorprendente per il 2012 e in controtendenza rispetto alla crisi economica, sono state analizzate dai funzionari Coldiretti dei 17 comuni della zona. “In Riviera del Brenta – spiega Fabio Livieri referente di Coldiretti nel miranese e sindaco di Campagna Lupia - le aziende agricole sono circa 700. Si tratta di aziende che spesso hanno una dimensione famigliare. Nel miranese sono 500. Anche qui la dimensione è quella della piccola e media impresa. Su circa 5000 occupati nei 17 comuni 3200 sono lavoratori autonomi e cioè famigliari, ma altri 1800 sono dipendenti. Ed è proprio fra questi che, nel giro di un anno il livello degli occupati, che era di 1400 nel 2011 è salito di 400 unità“. Ad andare a lavorare in agricoltura sono sempre più giovani ed italiani. “Mentre fino al periodo pre – crisi- spiega Livieri- sostanzialmente il 90 % degli occupati dipendenti in agricoltura erano braccianti provenienti dai paesi extracomunitari o dell’est europeo, ora la percentuale degli stranieri è del 60% e gli italiani sono al 40%”. Lavorano in agricoltura sempre più giovani e sempre più specializ-

Un momento della vendemmia

zati. Non vanno bene le cose nelle fabbriche. A Mira alla Reckitt- Benckiser, storica azienda del detersivo, la vertenza non ha dato i risultati sperati. In un incontro con i sindacati il manager generale del gruppo ha confermato gli 81 esuberi. Insomma sempre più giovani e sempre più specializzati. “La maggioranza delle nuove assunzioni – continua Paolo Capuzzo, funzionario Coldiretti per la Riviera – è nel settore del vivaismo e dell’orticoltura. In questi casi servono persone che si formano nel corso degli anni e con diversa esperienza per le piante da trattare”. Vanno bene anche gli agriturismi e i mercati

del contadino. “I produttori vendono benissimo nei mercatini del contadino – spiegano dalla Coldiretti – prodotti biologici e a chilometro zero, a costo contenuto. La gente è stanca di mangiare cose che appaiono sempre più artificiali e provenienti da chissà quale parte del mondo e conservate magari in modo discutibile”. Nel settore degli agriturismi durante questo quadriennio di piena crisi, l’occupazione non è scesa, anzi da un anno si assiste ad un aumento del 5-10% nei 17 comuni del comprensorio.

NEWS Campolongo. La proposta delle associazioni

“LA CITTADINANZA ONORARIA AD INGROIA”

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a cittadinanza di Campolongo Maggiore per Antonio Ingroia. Questa la proposta fatta da alcune associazioni del territorio dopo gli attacchi che il Pm anti Mafia di Palermo ha subito dai politici nazionali. “Abbiamo inviato una lettera in cui esprimiamo massima solidarietà al Pm di Palermo Antonio Ingroia dopo gli attacchi che ha ricevuto dai politici - sulla questione delle indagini inerenti la trattativa tra Stato e mafia - spiegano Oriana Boldrin ideatrice del Premio Cristina Pavesi e presidente dell’associazione Mondo di Carta e Luciano Silvestri responsabile dell’associazione Auser di Campolongo - . Proponiamo al sindaco Alessandro Campalto che ad Ingroia sia data la cittadinanza onoraria di Campolongo per il prezioso aiuto che questo magistrato ha dato nella lotta alla mafia”. Ingroia è già arrivato a Campolongo nei mesi scorsi e nelle scorse settimane ha accettato di presiedere il concorso letterario antimafia dedicato a Cristina Pavesi. ”Nel messaggio che gli abbiamo inviato - afferma Luciano Silvestri - gli abbiamo anche chiesto anche di non lasciare l’Italia per il Guatemala e l’Onu. Da noi c’è bisogno di magistrati così, ce ne vorrebbero a centinaia”. Boldrin e Silvestri vogliono ricordare che il 26 ottobre prossimo ci sarà una serata dedicata proprio alla “trattativa tra Stato e mafia” che vedrà come protagonisti Antonio Ingroia, il suo stretto collaboratore e collega Antonino Di Matteo ed il magistrato Alfonso Sabella. ”Abbiamo deciso di inviare ad Ingroia questo messaggio di solidarietà - concludono - a nome di tantissimi cittadini di Campolongo e di tantissimi ragazzi che ci hanno telefonato e scritto in questi giorni per sollecitarci ad essere solidali con un uomo che è esempio per tutti”. A.A.

A CAMPAGNA LUPIA RIPULITA LA LAGUNA

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rande successo alla quarta edizione della “Giornata di conservazione, valorizzazione e tutela dell’ambiente lagunare” per la raccolta di rifiuti lungo gli argini esterni delle valli e nelle canalette del territorio lagunare, organizzata dall’assessore all’Ambiente del Comune di Campagna Lupia e dalla Pro Loco locale. Un’iniziativa che si è tenuta a luglio alla quale hanno aderito la Provincia e Veritas che ha messo a disposizione i cassonetti. Sono stati riempiti di plastica (bottiglie, cassette, due frigoriferi ed un televisore abbandonato) ben due container (due metri d’altezza, due di larghezza e sei di lunghezza) dai volontari e dalle 40 imbarcazioni impegnate a ripulire gli argini della laguna nelle canalette di Lugo, Cornio, Lova e Cavaizza. ”Un’iniziativa dall’alto valore educativo e di tutela dell’ecosistema – ha sottolineato il vice presidente della Provincia Mario Dalla

Tor – che ha coinvolto tutto il mondo venatorio e del volontariato. E’ un esempio di sensibilizzazione dei cittadini su importanti temi ambientali”. Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore all’Ambiente del Comune di Campagna Lupia Lionello Marcato: “E’ stato fatto un lavoro eccellente. Sono stati asportati rifiuti galleggianti e di plastica che sporcano la nostra laguna”. Alla fine dell’intervento è stato organizzato un buffet per i volontari. Alla giornata dedicata alla tutela dell’ambiente hanno inoltre partecipato il gruppo di protezione civile, Legambiente, l’associazione sportiva per l’uso pubblico delle testate di Canaletta di Campagna Lupia, l’Ambito territoriale di caccia 5, le associazioni venatorie locali (Federcaccia, Arci Caccia, Cacciatori Veneti) ed un gruppo di volontari provenienti dal Comune polacco di Gura Kalvaria, gemellato con Campagna Lupia. A.A.


APERTO TUTTO AGOSTO


8 Mira Industria Il sindacato ha incontrato Rajan Andrade, il direttore generale

Reckitt, da settembre è cassa integrazione Aumenterà la produzione del detersivo Vanish, da 139 mila tonnellate a 142 mila nel 2013

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Lo stabilimento della Reckitt Benckiser a Mira finisce qui: sarà quasi triplicata la produzione del sale da 7 mila tonnellate attuali a 18 mila il prossimo anno. I sindacati avevano promesso mobilitazione e scioperi se la linea non cambiava e cioè se fossero stati confermati gli esuberi. Alla fine una svolta c’è stata, anche se bisognerà capire passo per passo cosa succederà. “Dopo mesi di confronto costante e continuo tra le parti - spiegano le sigle sindacali Femca Cisl – Filctem Cgil - Uilcem uil – Fialc Cisal in una nota congiunta - si è arrivati ad un’ipotesi di accordo, che di fatto evita il ricorso alla mobilità e quindi al licenziamento di 81 lavoratori. L’intesa prevede da settembre il ricorso alla cassa integrazione ordinaria a rotazione per circa 75 dipendenti, che sarà utile a completare e attuare la

nuova organizzazione del lavoro, che dovrà trovare un suo assetto definitivo entro fine dicembre 2012. Qualora l’attuale situazione di difficoltà del mercato dovesse protrarsi, subentrerà un ulteriore periodo di cassa integrazione straordinaria. A questi ammortizzatori sociali verrà affiancata una procedura di mobilità, su base volontaria, per ridurre il problema dell’esubero”. Questa procedura verrà realizzata attraverso formale dichiarazione di non opposizione da parte dei lavoratori interessati alla risoluzione del rapporto di lavoro. I sindacati vogliono puntualizzare. “Alla risoluzione del rapporto di lavoro - continuano nella nota - si arriverà solo consensualmente e con incentivazione. E’ inoltre previsto un percorso di riqualificazione delle competenze per favorire la ricollocazione interna e esterna al sito dei lavoratori interessati”. L’accordo dopo la ratifica dell’assemblea dei lavoratori verrà monitorato costantemente. Alle sorti della Reckitt – Benckiser , la storica ex Mira Lanza, si erano interessati prima l’ex sindaco (e sindacalista Cgil) Michele Carpinetti e poi il nuovo sindaco di Mira Alvise Maniero del Movimento 5 Stelle che ha incontrato nelle ultime settimane operai e direzione.

ELETTROSMOG Intervengono Arpav e Comune

ARRIVANO NUOVE ANTENNE E CONTROLLI

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La protesta dei residenti contro le antenne vicine alle abitazioni

ntenne di telefonia mobile: arrivano le polemiche ma anche dei provvedimenti di controllo dell’elettrosmog. Fatto primo: l’antenna per la telefonia mobile all’interno del cimitero di Oriago di Mira che si trova a ridosso delle case del dove collocare l’antenna”. Intanto il Comune di Mira è corso ai ripari e insieme con quartiere è stata montata nelle scorse settimane nonostante le proteste dei residenti l’Arpav ha lanciato un appello. Il Comune cerca cittadini che abitino nelle vicinanze di che si erano protratte per mesi. La protesta contro l’antenna è partita in maggio antenne per la telefonia mobile - disposti ad ospitare per qualche giorno gli strumenti quando ancora era in carica l’amministrazione Carpinetti. Davanti al cantiere i per la rilevazione posizionati dall’Arpav. “Si tratta – spiegano in una nota gli uffici comunali – di un importante strumento di controllo contro i residenti avevano appeso uno striscione che recitava: “No rischi di inquinamento determinati dalle antenne posizionate all’antenna a 50 metri da casa”. Striscione che poi hanno Gli strumenti nel territorio, sia pure sulla base di un preciso regolamento. Al di nuovo piazzato quando i cantieri sono ripartiti alla grande. di monitoraggio fine di ottimizzare il lavoro di rilevazione è necessario che la “Non vogliamo vivere con quell’impianto a 50 metri da casa resteranno strumentazione (apparecchi portatili di modeste dimensioni) - spiegano. - Nelle case della zona ci sono bambini piccoli sui terreni sia messa in prossimità degli impianti radio base. L’amminie non sappiamo che effetti possano avere sulla salute que- per 15 giorni strazione chiede pertanto la collaborazione dei cittadini che sto tipo di emissioni. Questa antenna che hanno collocato deve essere tolta, il sindaco Maniero deve tutelare la salute dei propri cittadini”. abitano vicino a queste strutture”. Chi fosse disponibile ad ospitare (per un massimo Quell’antenna per il comune è autorizzata da un piano che è stato predisposto nel di 15 giorni) tali strumenti di misurazione, può comunicarlo all’Ufficio Ambiente del 2004, e che prevede dei punti all’interno di aree pubbliche ad hoc dove collocarle Comune di Mira (tel. 0415628188, 0415628232, 0415628269, mail: ecoper evitare la proliferazione in terreni privati. Sono stati scelti dei punti considerati logia@comune.mira.ve.it). Le disponibilità pervenute saranno trasmesse all’Arpav meno sensibili per la popolazione e il cimitero di Oriago è uno di questi”. Sulla che avvierà le procedure per le misurazioni. I risultati dei controlli saranno poi resi questione interviene il consigliere Mattia Donadel. “Non è stato fatto il possibile pubblici sul sito internet del Comune. E’ comunque garantita la tutela della privacy – dice Donadel – per evitare quello che è successo. Si deve trovare un altro posto dei soggetti ospitanti gli strumenti di rilevazione. A.A.

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Politica

CARPINETTI LASCIA IL CONSIGLIO

L

di Alessandro Abbadir elle novità dall’industria non ne arrivano. A Reckitt – Benckiser storica azienda del detersivo a Mira, si evitano comunque le soluzioni peggiori cioè gli 81 licenziamenti previsti. Si va però ad una cassa integrazione a rotazione per 75 persone fino a dicembre 2012. Ma andiamo per ordine. Prima dell’accordo sulla cassa integrazione arrivato a sorpresa a fine luglio, c’era stato un incontro con il general manager dell’azienda Rajan Andrade. Il super manager originario degli Emirati Arabi aveva incontrato le rappresentanze dei lavoratori, per illustrare i progetti che la multinazionale ha per rilanciare la storica aziende di Mira. Aveva ribadito però ai sindacati la necessità di chiudere la tradizionale produzione di polveri e tagliare 81 lavoratori (sui circa 400 dipendenti) in esubero, 37 dei quali in produzione e 44 dei servizi. Erano anche state date nel dettaglio le cifre delle produzioni: per il 2013 da parte della proprietà è stata prospettato un aumento della produzione del detersivo liquido Vanish, da 139 mila tonnellate attuali a 142 mila per il prossimo anno. Per le tavolette cops, saranno prodotte a Mira 30 mila tonnellate in più. Cioè si passerà da 130 mila a 160 mila tonnellate. Ma non

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’ex sindaco di Mira Michele Carpinetti lascia il consiglio comunale e la politica cittadina per tornare alla sua professione di sindacalista nella Cgil. Professione che per statuto nella Cgil è incompatibile a livello dirigenziale con quella di consigliere comunale. Al suo posto come consigliere di minoranza Michele del Pd subentra il primo dei non eletti e cioè Carpinetti l’ex assessore all’Ambiente Maurizio Barberini. In consiglio, molti compreso il nuovo sindaco Alvise Maniero del Movimento 5 Stelle, sono andati a salutare Carpinetti dopo la decisione di lasciare. In tanti gli hanno riconosciuto al di là delle contrapposizioni politiche un grande impegno civico. “Il mio intento in tutti questi anni - ha spiegato l’ex sindaco Carpinetti in consiglio - è stato quello di servire il territorio e risolvere i problemi della città di Mira. La nuova amministrazione si trova davanti sfide difficili che vanno affrontate con competenza e capacità di ascolto”. Non è ancora deciso all’interno del Pd chi sarà il capogruppo. La carica in maniera provvisoria dovrebbe toccare al consigliere anziano e cioè a Renato Martin. A.A.

DIDATTICA SPORT CAMP IN GERMANIA Un momento delle attività delle scuole miresi a Gengenbach

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al 18 al 22 giugno un gruppo di 24 tra ragazze e ragazzi del Circolo Didattico di Mira 2–Oriago, partecipante al Progetto Europeo Comenius Fit for Europe Fit for life, ha preso parte ad un esperienza davvero unica: uno Sport Camp in Germania nella cittadina di Gengenbach (non lontano da Friburgo). Un evento che ha riunito i giovani delle scuole partner francesi, inglesi e naturalmente tedesche. Il Progetto, di durata biennale, ha visto il coinvolgimento di sei istituti e circoli didattici da: Francia, Germania, Inghilterra, Islanda, Italia e Spagna. E’ seguito un percorso intercurricolare specifico basato sulla promozione di corretti stili di vita nelle nostre scuole e comunità, cercando di sensibilizzare bambini e ragazzi sull’importanza dell’attività fisica (grazie allo sport e al gioco) e di una corretta alimentazione per aiutarli a comprendere quanto benessere psichico e fisico procedano insieme nel migliorare la salute delle persone. Sono state giornate molte intense. I ragazzi hanno partecipato a giochi vari suddivisi i gruppi transnazionali; hanno visitato il Museo del Carnevale (Narrenmuseum) con maschere e costumi tipici della zona, il Museo contadino nella Foresta Nera. Hanno condiviso alcune esperienze laboratoriali e formative con bambini e ragazzi tedeschi. “A conclusione del Camp - spiegano i docenti delle scuole miresi che hanno accompagnato i ragazzi in Germania - le singole delegazioni hanno offerto l’ascolto e l’esecuzione di canzoni animate e danze popolari, coinvolgendo tutti. Un’atmosfera di festa vivamente sentita e condivisa da ragazzi, insegnanti e genitori. C’era la sensazione di aver vissuto un’ esperienza unica e fortemente significativa, destinata a durare nel tempo. C’era la consapevolezza di avere interagito con ragazzi di altre nazioni, per sentirsi non solo italiani, ma parte di una dimensione più ampia, quella europea”. A.A.


Camponogara 9 Politica L’Alta accusa il vicesindaco di aver omesso il nome del lagunare ucciso

Su piazza Vanzan è polemica

Bruno Cabbia ha chiesto il deferimento ai provibiri del vicesindaco Massimiliano Mazzetto di Alessandro Abbdir

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l nome del lagunare Matteo Vanzan morto in Iraq nel 2004 fa ancora discutere a Camponogara, tanto che la “dimenticanza” del vicesindaco Massimiliano Mazzetto, accusato di non citare una piazza a lui intitolata fa scattare la richiesta di espulsione dall’associazione Alta. L’Alta altro non è che l’Associazione Lagunari Truppe Anfibie di cui lo stesso Mazzetto fa parte. All’Alta di Camponogara non è proprio andato giù il mancato inserimento nel sito del Comune del volantino “corretto” della festa di tesseramento allo

L’accusa: alla manifestazione della Spi – Cgil, si parlava di Piazza Mercato Spi-Cgil dell’inizio di luglio. La manifestazione organizzata dal Comune in piazza Matteo Vanzan aveva omesso il nome del lagunare primo caporal maggiore di Camponogara, ucciso a Nassirya in Iraq nel 2004 indicando nel volantino “piazza Mercato”, cioè il vecchio nome della Piazza prima che

SANITÀ. ECCO IL NUOVO DISTRETTO SANITARIO

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’ stato inaugurato nelle scorse settimane il nuovo distretto sanitario di Camponogara che servirà l’area sud del distretto della Riviera del Brenta. Al nuovo distretto, voluto fortemente dall’ex sindaco Desiderio Fogarin, fanno riferimento i comuni di Campolongo, Fossò, Stra e Vigonovo

venisse ribattezzata dalla giunta Fogarin come Vanzan. Ne è seguita una netta presa di posizione dell’Alta che ha chiesto che il nome venisse ricordato. Per tutta la festa si è continuato a chiamare la piazza come Piazza Mercato. Bruno Cabbia, presidente dell’Alta Camponogara ha quindi chiesto il deferimento di Mazzetto ai probiviri essendo il vicesindaco un iscritto dell’associazione. Insomma Cabbia ne chiede di fatto l’espulsione dall’associazione. Da parte sua l’amministrazione comunale di Camponogara di centrosinistra

e cioè un bacino d’utenza di 60 mila abitanti. La struttura si trova in Piazzetta dell’Unità d’Italia, è ampia: 1.466 metri quadrati concessi dal Comune in comodato d’uso all’Ulss 13 che in cambio darà al Comune i vecchi locali di via Pisa. Ma che servizi sono erogati? Nel nuovo distretto al piano terra c’è l’assistenza domiciliare integrata che sarà strutturata come servizio 24 ore su 24, e tutti i giorni della settimana. Il primo piano è composto da 1130 metri quadrati con una

non si scompone più di tanto e chiede con il sindaco Giampietro Menin di non prendere posizioni rigide e dettate dall’ideologia pro o contro il nome della piazza. Intanto nelle scorse settimane sono arrivate prese di posizione chiare anche dalle opposizioni, le liste che un tempo erano maggioranza con le civiche che hanno appoggiato l’esperienza del sindaco Desiderio Fogarin. Si invita il vicesindaco Mazzetto a “rendere conto del proprio atteggiamento”. Matteo Vanzan nel corso degli anni è diventato sempre più un simbolo. Il giovane che viveva a Campono-

gara è stato decorato con la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. I genitori hanno voluto che fosse seppellito all’interno della caserma Matter di Mestre. Sottotraccia però c’è sempre stata la velata accusa che il sindaco di allora Desiderio Fogarin, avesse cavalcato l’onda emotiva per la morte del giovane per la sua riconferma a primo cittadino. La decisione di dedicare la piazza Mercato a Matteo Vanzan, nel 2004, era stata da molti vista come una forzatura.

sala d’attesa di 60 metri quadrati. Ci sono poi i servizi di consultorio familiare, età evolutiva e cure primarie. Ma non solo. Ci sono anche gli ambulatori di prelievo del sangue e gli altri servizi che, grazie ai nuovi sistemi informatici, consentiranno l’eliminazione delle code. Anche gli ambulatori di ginecologia, assistente sociale, psicologo, psicomotrista, logopedista, cure palliative, pediatria, geriatria sparsi nei 4 comuni del bacino d’utenza riunificati a Camponogara.

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10 Sguardo su Riviera Ovest Economia I dati del settore sono incoraggianti

Il calzaturiero non teme la crisi L’export dei prodotti di lusso ha segnato una crescita del 14% nel primo trimestre di Alessandro Abbadir

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’è un comparto industriale- artigianale che in Riviera del Brenta tiene e bene: è quello del calzaturiero. Una realtà sviluppata nei comuni di Stra, Vigonovo, Fossò e Fiesso che, oltre a mantenere i posti di lavoro, nel giro di pochi mesi con ogni probabilità li aumenterà. Vediamo le cifre: il comparto calzaturiero della Riviera del Brenta tiene, e cala in termini di fatturato solo del 3% nell’ultimo semestre in confronto al semestre precedente. Ci sono già però i primi segnali concreti di espansione e con questi l’arrivo a breve di nuove assunzioni. Nel segmento del lusso l’export ha segnato nel primo trimestre dell’anno una crescita del 14% (da 93,3 milioni nei primi tre mesi del 2011 ai 106,2 milioni del periodo gennaio-marzo di quest’anno). Il lusso continua ad andare bene, insomma, ma non tutte le aziende della Riviera riescono a vivere di solo lusso. Restano inalterati per tutte comunque i livelli occupazionali. Il distretto calzaturiero fra i comuni del padovano e quelli del veneziano vede al lavoro

In breve Solidarietà pro terremotati Bel gesto di solidarietà da parte del Gruppo di Acquisto di Vigonovo che ha raccolto adesioni per comprare 800 chilogrammi di Parmigiano Reggiano da un caseificio vittima del terremoto in Emilia. L’iniziativa è stata portata avanti dal vicesindaco Filippo Fogarin e tutti i volontari del Gruppo.

Mattone sicuro, aziende nel mirino

La sede Acrib a Stra 806 imprese per 12.100 occupati. Ma non resteranno quelli che sono. Alla fine saranno 300 in più, a fine anno. I dipendenti lasciati a casa nel corso del 2011 sono stati pochissimi. Punto di svolta saranno le fiere di Milano e Düsseldorf. Intanto nelle scorse settimane è stato siglato un accordo sindacale che vede dei premi in base all’aumento della produttività. Un accordo che è stato messo in forse fino all’ultimo, ma che alla fine Acrib e parti sociali hanno sottoscritto, dando un segnale così che solo incentivando qualità e produttività si batte la crisi e non

diminuendo il costo del lavoro. Il premio di vantaggio concordato fra sindacati e Acrib varia in base all’utilizzo degli impianti e poi alla presenza individuale. L’importo massimo previsto è di 1.070 euro, quello minimo di 480 euro. L’intesa vale per tutti gli addetti dell’industria calzaturiera delle aziende che hanno siglato l’intesa, che sono 4.500. A differenza di altre aree calzaturiere nazionali la contrattazione di politiche industriali e la valorizzazione delle risorse umane ha permesso al distretto del Brenta di contenere gli effetti della crisi in atto.

Operazione “Mattone sicuro“ da parte dei carabinieri della Compagnia di Chioggia nei cantieri edili, e sette attività vengono chiuse fra Fossò, Vigonovo e Chioggia. Multe per oltre 50 mila euro. I motivi? Impiego massiccio di manodopera in nero e violazione sistematica delle più elementari norme di sicurezza.

Elettrodotto, Vigonovo guida il ricorso I sindaci dei comuni interessati dal transito dell’elettrodotto Dolo-Camin presenteranno appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso presentato dai Comitati e dagli stessi Comuni per l’interramento della linea da 380 kw. “Abbiamo deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato - spiega il sindaco di Vigonovo Zecchinato, presidente dei sindaci della Riviera - perché le motivazioni del Tar sono insostenibili“.

RSA DI STRA IN AIUTO DEGLI ANZIANI

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a Residenza sanitaria assistenziale per anziani di Stra, gestita da più di dieci anni dal Craup di Piove di Sacco, apre le sue porte ed invita ad entrare gli anziani del territorio e le loro famiglie per trovare al suo interno, negli spazi e con i professionisti della struttura, un aiuto nell’affrontare alcune delle problematiche tipiche dell’invecchiamento e della perdita dell’autonomia. All’interno dei Piani di Zona dell’Ulss 13 si sta lavorando da alcuni mesi per mettere a punto un progetto di “sostegno alla domiciliarità”. Comuni e centri servizi del territorio sono impegnati in uno sforzo che ha un duplice scopo: aiutare e sostenere le famiglie che assistono i loro anziani non autosufficienti a casa e proporre alla popolazione anziani ancora autonoma ed attiva delle occasioni di incontro, di benessere, di stimolo a restare in forma. “Le prime attività nella struttura di Stra - spiegano gli organizzatori - sono partite già a luglio, perché, pensiamo che certi bisogni “non vanno in vacanza”. Invitiamo gli anziani e le loro famiglie a partecipare a: mini corsi di formazione di 4 ore ciascuno, in due pomeriggi, tenuti dalla fisioterapista e dalla logopedista, per i familiari che si trovano a dover affrontare un peggioramento delle condizioni di autosufficienza del proprio caro e che cercano informazioni e consigli pratici su come fare per assisterlo meglio nella perdita di autonomia motoria o quando è allettato, nelle difficoltà di deglutizione o nella cura dell’igiene orale. Ci sarà un mini-corso a luglio, uno ad agosto, uno a settembre”. E’ necessario iscriversi telefonando alla Rsa di Stra info

049-9802283. Ci saranno poi incontri estivi di lettura guidata, per anziani e familiari, svolti in un ambiente fresco, dove è possibile commentare un testo ascoltato, scambiare qualche opinione, trascorrere del tempo in compagnia di altre persone. L’iniziativa che vuole portare un po’ di ristoro nelle giornate calde dell’estate. Info allo 049 - 9802283. Da ottobre, a queste attività se ne aggiungeranno altre: incontri di sostegno psicologico per familiari di anziani non autosufficienti. Saranno incontri a cadenza mensile. ”Ci rendiamo conto - concludono gli organizzatori - che c’è bisogno di essere informati e conoscere quello che avviene nell’invecchiamento, come gestire le problematiche legate alla non autosufficienza, cos’è la demenza e come affrontare i disturbi del comportamento senile. E poi è importante sapere: quali sono i servizi a cui si può accedere per non essere soli nella assistenza agli anziani, ginnastica per la terza età, per dare una opportunità agli anziani più in gamba di mantenersi in forma, sotto la guida della fisioterapista”.


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Sguardo su Riviera Ovest 13 Dolo Federconsumatori scrive ai sindaci denunciando un fenomeno in aumento

Falsi tecnici, è allarme truffa Alfeo Babato: “Servono numeri verdi in tutti i comuni del comprensorio e più infomazioni per gli anziani” di Alessandro Abbadir

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empo d’estate, tempo di truffe porta a porta. Raggiri che a luglio, nemmeno con il gran caldo, si sono fermati. Nel comprensorio della Riviera del Brenta e del Miranese la situazione è particolarmente allarmante: i casi che sono stati segnalati come tentativi di raggiro sono una quarantina, alcuni di questi sono andati a segno provocando sconcerto fra i residenti. A denunciare un problema che si fa sempre più di ordine pubblico è Alfeo Babato il responsabile della Federconsumatori della zona. Babato con il legale dell’associazione Carlo Pognici, ha spedito anche una mail a tutti i sindaci dell’area chiedendo la massima attivazione delle polizie locali e la creazione di numeri verdi ad hoc. Babato è chiaro e va nel dettaglio: nell’ultimo mese si sono registrati “circa 40 tentativi di raggiro da parte di altrettanti truffatori. I casi più numerosi sono stati nei comuni di Mirano, Dolo, Spinea, Mira, Salzano e Pianiga. Ad agire nel 70% dei casi sono stati falsi tecnici dell’Enel e dell’acqua. Quelli cioè con cui hanno più confidenza anziani e persone sole. Queste persone puntano ad en-

Lettura dei contatori Enel, spesso si presentano falsi tecnici trare in casa magari con la scusa di collaudare tubature o verificare perdite, e invece rubano quello che capita loro a tiro. Il consiglio è per tutti perciò quello di non aprire le porte e non lasciare entrare in casa persone che si presentano a sorpresa. I tecnici per le veifiche prendono prima contatti telefonici e non si presentano mai davanti alle porte senza appuntamento”. Ma le truffe sono state anche più sottili. “Abbiamo avuto in queste settimane di luglio segnalazioni che stiamo verificando dal punto di vista legale – spiega Carlo Pognici legale dell’associazione – di contratti per l’acquisto di elettrodomestici e condizionatori (richiesti visto il gran caldo) che poi una volta consegnati non corrispondevano al depliant o alla

Nel 90% dei casi queste persone fuggono a gambe levate se si chiama il 112

descrizione fatta a voce dal venditore”. Ci sono state anche segnalazioni di falsi tecnici del gas e del telefono. Nel 90% dei casi tutti questi truffatori se la sono data a gambe levate quando le persone hanno minacciato di chiamare le forze dell’ordine o hanno chiesto numeri di telefono o documenti di identità. L’invito a tutti i comuni e sindaci del comprensorio da parte della Federconsumatori è quella di creare e pubblicizzare un numero verde anti truffa in ogni ente locale. Uno strumento del genere era stato realizzato a Campolongo Maggiore durante l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Donolato. “Basterebbe anche – conclude Babato – che fosse compilato un foglio informativo, un depliant in cui viene spiegato per filo e per segno tutti i pericoli a cui si va incontro quando si apre la porta con troppa facilità a falsi tecnici dell’Enel o di altri servizi. Con i centri anziani vanno poi fatte delle riunioni ad hoc, con degli esperti anti truffa per informare le persone che hanno poca dimestichezza con internet, cellulari e mezzi di comunicazione”.

L’Intervento

Il Veneto cresce se nel rigore c’è più Europa di Franca Porto*

segue da pag.

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Il Patto di stabilità italiano è una applicazione del patto sottoscritto nel 1997 ad Amsterdam tra i Paesi europei che, dopo Maastricht si accingevano a dotarsi di una moneta unica, l’euro. Il Patto interno italiano, che nasce nel 1999, si presenta con alcune caratteristiche che lo rendono poco “europeo”. Il nostro Patto è solo verticale e fissa vincoli assoluti per tutte le amministrazioni (centri di spesa pubblica), dallo Stato centrale al più piccolo dei oltre 8 mila Comuni italiani. Se il coinvolgimento di tutti è corretto e obbligato, oltre che equo, non lo è altrettanto che non si tenga conto di altri parametri come ad esempio il PIL della singola regione, il suo comporto specifico alla massa del debito pubblico, i saldi effettivi dei conti di Comuni e Province. Così se per l’Unione Europea tutti i gatti non sono grigi e i conti si fanno a saldo (tanto che ci siamo beccati una procedura di infrazione nel 2005 dopo che dal 2003 eravamo fuori dai parametri) applicando così una visione federalista e responsabilizzante di tutte le parti in gioco (governi nazionali, governo europeo, ecc.) per la versione interna la stabilità è costruita sul controllo totalizzante che azzera federalismo e responsabilizzazione. In questa situazione il Veneto, che senza enfatizzare e generalizzare, in molti casi è dentro i parametri della stabilità europea e ben concorre al prelievo fiscale determinato dall’emergenza nazionale (in percentuale, questo sì, sul proprio PIL), si trova sempre più dentro una tenaglia che stringe e comprime le sue risorse economiche e finanziarie altrimenti disponibili per la crescita. Siccome chi si occupa di politica, a meno che non sia un asino, sa bene che il rigore dei conti, crisi o non crisi, ci accompagnerà per almeno altri 10 anni, è chiaro che si devono rivedere le modalità di applicazione del Patto di stabilità interno proprio sulla logica, europeista, di federalismo e corresponsabilità. In questo modo sarà chiamato a stringere la cinghia chi (Regione, Provincia, Comune) continua a fare la cicala mentre chi è già formica potrebbe impegnarsi compiutamente a fare buoni investimenti (senza polemica va anche ricordato che spesso chi ha la spesa fuori parametro, al contrario di chi è già in regola, ha anche la maggiore evasione fiscale, in percentuale, e la minore capacità di investimenti produttivi). In caso contrario si andrà a prosciugare le risorse di chi, come il Veneto e altre regioni, può rimettere in moto la crescita. Vorremmo ricordare e sottolineare che l’accordo di Amsterdam venne chiamato, e non a caso, con il nome di “Patto di stabilità e crescita”. Non è pensabile che quello interno, italiano, sia un “Patto di stabilità e declino”. *Segretaria Cisl Veneto


14 Sguardo su Riviera Ovest Fiesso Scoppia la polemica dopo un incidente mortale

“Via Barbariga, troppo pericolosa” di Alessandro Abbadir

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ervono urgentemente finanziamenti dalla Regione per risistemare i punti neri della viabilità comunale a Fiesso D’Artico. Va messa in sicurezza innanzitutto via Barbariga teatro recente di un incidente mortale, ma anche altre zone a rischio sinistri come la Brentana e via Pampagnina. A fare questa analisi della situazione è il sindaco di Fiesso D’Artico Andrea Martellato dopo un terribile incidente che ha scosso la comunità paesana lo scorso luglio. Un giovane, Matteo Contin Cassandro di 32 anni, in sella alla sua moto si è scontrato con un’auto sulla provinciale Barbariga, all’altezza del sottopasso, nell’omonima località di Vigonza. E’ morto in ospedale a Padova. Il decesso del giovane ha riaperto nel centro rivierasco il problema della viabilità. “Fiesso come comune della Riviera del Brenta – spiega Martellato – ha un problema viario sulla brentana collegato all’intenso traffico di attraversamento. Sulla regionale 11 si snoda il centro urbano. Nel corso degli anni ci siamo battuti prima come gruppo di centrodestra, quando eravamo all’opposizione, e ora come maggioranza per incrementare la segnaletica che indica i limiti di velocità e gli attraversamenti pedonali”. Martellato ritorna sulla questione di via Barbariga in modo specifico. ”Al di là del lutto – ribadisce – per la morte di un giovane, quello che va fatto è aumentare la sicurezza stradale lungo via Barbariga con l’aiuto degli enti sovracomunali. Questa è una strada provinciale che collega Fiesso a Pianiga attraversando un tratto nel comune di Vigonza. E’ un rettilineo ed invita a correre. Come deterrente vanno messi due autovelox. All’incrocio con la Brentana, invece, faremo richiesta per un T- red. Servono dei soldi che non abbiamo”. E su questa questione, dopo la tragedia, anche i residenti di via Barbariga sono imbestialiti. “E’ una situazione – dicono parecchie persone che qui abitano – insostenibile. In via Barbariga le auto sfrecciano a tutta velocità di giorno, e di notte è ancora peggio. La zona è molto frequentata, visto che c’è l’area industriale e ci sono anche dei locali pubblici che lavorano di sera. Il sindaco infine affronta la questione della rotonda di casello 9 sulla brentana.“ Chi arriva da via Piove – dice il sindaco – cioè da Fossò svolta verso Fiesso andando contromano sulla rotonda. Con gli ingegneri di Veneto strade a breve sarà approntata una soluzione che prevede delle apposite corsie di immissione ovviando al rischio” Il sindaco infine promette controlli dei vigili urbani su via Pampagnina, una stretta strada comunale in cui si corre troppo forte.

Il sindaco Andrea Martellato: ”Vanno messi due autovelox e all’incrocio con la brentana un T- red”

Via Barbariga nel comune di Fiesso D’Artico

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AMMINISTRAZIONE, SI È DIMESSO MATTEO FORIN

Matteo Forin

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a giunta di centrosinistra di Fossò, capeggiata dal sindaco Federica Boscaro, perde pezzi e incassa le dimissioni dell’assessore Matteo Forin alla Cultura, Pubblica istruzione e Sport. Forin si è dimesso nelle scorse settimane. I motivi li ha spiegati direttamente sottolineando che la scelta è stata dettata soprattutto da motivi personali. “Nel corso degli ultimi mesi per me è diventato sempre più problematico riuscire a conciliare impegni - dice Forin - professionali e privati con un’azione amministrativa efficace e continua. Ritengo corretto e doveroso restituire la delega affidatami. Ho sempre lavorato per sostenere al massimo l’attuale vicenda amministrativa; ho messo a disposizione dell’intera comunità la mia caparbietà, la mia ostinazione nel raggiungere gli obiettivi. Ho adempiuto nel mio piccolo a quanto di mia competenza, avviando le procedure utili al raggiungimento degli obiettivi concordati. Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto realizzare, di più e meglio, lo rimetto al giudizio altrui. ”Ci viene a mancare - dice la Boscaro - un assessore che ha svolto il suo lavoro con passione, competenza e spirito di servizio. Nonostante i motivi personali che lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni, ci ha dato la disponibilità a lavorare da esterno a sostegno dell’amministrazione”. A.A.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA VENEZIA

Porto di Venezia Le grandi navi sono un affare per l’economia

La crocieristica punta ad ampliarsi Italia Nostra avverte: con questi progetti si rischia la distruzione della laguna di Alessandro Abbadir

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lla faccia delle polemiche sulle grandi navi in laguna, il Porto di Venezia, settore passeggeri e crociere, punta ad ingrandirsi. In che modo? Investendo 26 milioni di euro nel prossimo triennio anche per creare una nuova stazione Marittima nel Bacino Sant’Angelo, tra i canali Avesa e Dogaletto, in cassa di colmata A. Cioè ai confini fra i comuni di Venezia e Mira. Stazione però il cui costo complessivo si aggira sui 100 milioni di euro. Come sarebbe questa nuovo porto per i passeggeri? Per Sandro Trevisanato, presidente della Venezia Terminal Passeggeri, la società delle crociere, si tratta di un posto perfetto per sviluppare la crocieristica, perché “servito dai collegamenti stradali e vicino al canale dei Petroli, senza rischi ambientali”. E questo nonostante le vibranti proteste delle associazioni ambientaliste che rilevano un problema soprattutto nell’escavo dei canali. Ecco alcune cifre del nuovo progetto: banchine lunghe 400 metri e larghe 20, per ospitare le navi di ultimissima generazione (lunghe fino a 360 metri). E’ una Stazione marittima di due piani, 10 mila metri quadrati con un parcheggio da 5 ettari. Costo previsto, appunto100 milioni di

euro, di cui almeno 60 per scavare canali e darsena. Ma a cosa serve questa nuova Stazione Marittima? A dar risposta ad un settore quello della crocieristica in piena espansione, e per capirlo basta ricordare i numeri. In 15 anni il numero dei passeggeri nelle navi crociera a Venezia è aumentato del 500 per cento. I passeggeri, erano meno di 300 mila 15 anni fa, oggi un milione e 800 mila. Con quelli di navi traghetto e aliscafi, si arriva a 2 milioni 248 mila. L’incremento del numero delle navi invece è meno rilevante perché ce ne sono sempre di più grandi. La superficie utilizzata dal porto passeggeri di Venezia è di 266 mila metri quadrati, di cui 56 mila coperti su otto terminal. Sono invece di 123 mila metri quadri le dimensioni del bacino acqueo della Marittima, con 3 chilometri di banchine attrezzate. Il fatturato della Venezia terminal passeggeri, è passato dai 3 milioni della fine anni Novanta ai 35 milioni di oggi. Intanto però, in attesa di vedere cosa si farà del progetto per il nuovo canale Contorta-Sant’Angelo, il Porto per la società Vtp andrebbe scavato e allargato per farci passare le grandi navi. Ma sul progetto della nuova Marittima con il canale Contor-

ta Sant’Angelo, interviene l’associazione ambientalista Italia Nostra “Il canale, lungo 4.800 metri - spiega l’associazione sezione di Venezia - è oggi profondo tra due metri e mezzo e cinque metri e largo circa venticinque, segnato da una fila di bricole che ne accompagnano l’andamento sinuoso. Dopo la realizzazione voluta, avrà una profondità di dieci metri e una larghezza di 80 metri. Le sinuosità dovranno essere attenuate, per mantenere un raggio di curvatura superiore a 2,5 km in modo da garantire adeguata manovrabilità in navigazione. Lo scavo produrrà quattro milioni di metri cubi di “fanghi” per proteggere i bassi fondali a lato del canale. Insomma un incubo ambientale nel centro della delicata laguna di Venezia, un paesaggio da sempre dagli equilibri delicatissimi”. C’è da pensare però che Vtp non si arrenderà, dalla sua ha la forza dell’economia. Venezia infatti è passata in pochi anni dal sesto al primo home port del Mediterraneo e ora la società ha vinto le gare per la gestione dei porti mediterranei di Ravenna, Brindisi, Cagliari e Catania. E punta a gestire addirittura Istanbul.

A MARGHERA PORTO COMMERCIALE, DIVENTA PIÙ GRANDE IL PARCO FERROVIARIO

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on solo nuove stazioni Marittime per il porto di Venezia , ma per cercare di fare girare l’economia si punta anche sul potenziamento della rete ferroviaria e del suo parco. Per questo, a fine giugno, sono partiti al Porto Commerciale di Marghera i lavori di ampliamento del parco ferroviario del Porto di Venezia, che, potenziato, a regime, potrà gestire un traffico di 50 treni al giorno. L’opera è stata cofinanziata dall’Unione con il programma Rete Transeuropea di Trasporto (Ten-T). All’inaugurazione per l’ampliamento dello scalo ferroviario che durerà diversi mesi, sono intervenuti Francesca Zaccariotto che ha illustrato l’impegno e le azioni della Provincia di Venezia sul tema della intermodalità, il vice sindaco del Comune di Venezia Sandro Simionato, Renato Chisso, assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture e Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale di Venezia. C’era anche Michele Mario Elia, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italia-

ASILO NIDO

na. Per la Provincia con i suoi esponenti “Questo intervento mette in risalto l’importanza e l’attualità del tema del trasporto intermodale, soprattutto per quanto riguarda il trasporto delle merci. L’impegno della Provincia di Venezia è quello di pianificare strategie per adeguare le infrastrutture locali agli standard internazionali, in sinergia con i soggetti interessati allo sviluppo di queste azioni. E’ necessario valorizzare al meglio le potenzialità del trasporto su ferro, per competere con successo nei mercati sia del nord che dell’est Europa. Il nostro territorio è geograficamente situato in una posizione cruciale e strategica da punto di vista commerciale, attraversato dai principali corridoi di collegamento internazionale”. La sfida secondo tutti gli operatori intervenuti, sarà quella di creare le condizioni ottimali perché la peculiarità veneziana divenga una risorsa da sfruttare per lo sviluppo economico nel prossimo futuro delle aziende della zona favorendo gli scambi con i mercati esteri.

Isola dei Saloni a Chioggia

LA PRIMA NAVE DA CROCIERA ATTRACCA NEL NUOVO TERMINAL

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o scorso 26 giugno un grande giorno per Chioggia con il primo attracco di “Berlin”, una nave da crociera della Fti Cruises gestita dall’agenzia Hugo Trumpy, che prima erano destinate a Venezia, nel terminal passeggeri di Isola dei Saloni. La nave che imbarcava circa 4000 turisti per lo più tedeschi e austriaci è stata protagonista della cerimonia di inaugurazione, accolta dallo stato maggiore di Aspo della Camera di Commercio insieme alle autorità civili e militari. L’attracco della prima nave passeggeri, Berlin, alla banchina dell’isola dei Saloni segna un importante passo per la crescita dello scalo clodiense. L’arrivo dei primi passeggeri apre a pieno titolo la stagione crocieristica clodiense.

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Spazi aperti 17 3 Territorio Oltre 150 gli ambiti nel Veneziano

Aree naturalistiche da valorizzare

La Provincia mette a punto una serie di inziative per far conoscere la rete ecologica con i suoi itinerari e i suoi tesori di Giovanni Giovetti

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n patrimonio di aree naturalistiche importante per vastità e varietà degli ambiti da valorizzare e far conoscere. E’ questa la finalità che si prefigge la Provincia attraverso una serie di azioni ed iniziative che sono state discusse lo scorso 16 luglio dall’assessore ai Parchi e Riserve, Giuseppe Canali, insieme con la Terza Commissione consiliare presieduta da Michael Valerio. Al centro dell’incontro “I nodi della rete ecologica provinciale. Caratteristiche e itinerari di visita ai principali ambiti di interesse naturalistico della Provincia di Venezia”. “La Provincia di Venezia - ha commentato l’assessore - conta un numero considerevole di aree naturalistiche, suddivise in aree tematiche, che si caratterizzano per tipicità e unicità ambientale. Le azioni promosse fino a oggi cercano di far conoscere questo patrimonio naturale di inestimabile valore, per tutelarlo. Sono già stati fatti dei sopralluoghi con i componenti della Com-

Le Tegnue a Chioggia missione per andare a visitare queste realtà territoriali”. Oltre alla tutela “la volontà è quella - spiega sempre l’assessore - di mettere a sistema queste aree per favorirne la salvaguardia e lo sviluppo di un turismo verde e sostenibile”.

Un’opera di sensibilizzazione e promozione che parte dalle iniziative rivolte ai più giovani. “Sempre con questa finalità conclude Canali - altre iniziative rivolte agli studenti partiranno a settembre all’oasi di Salzano, sito di proprietà della Provincia”. Sono oltre 150 gli ambiti di interesse naturalistico in Provincia di Venezia: 19 ambiti litoranei (tra cui l’area foce Tagliamento e la Laguna del Mort) per un totale di 2.211,4 ettari, 12 lagunari (ad esempio le valli di Caorle e Bibione) per un totale di 46.556,5 ettari, 22 fluviali (per esempio l’Alto Lemene e Boldara) per un totale di 1.800,6 ettari, 30 zone umide (tra cui le cave di Salzano) per un totale di 611,8 ettari, 48 agroforestali (tra cui il Bosco di Mestre e del Parauro di proprietà della Provincia di Venezia) per un totale di 1.918 ettari, 10 parchi storici (ad esempio il parco di villa Widmann) per un totale di 51,8 ettari e l’ambito marino “Le Tegnue”.

A Montreal fino al 28 ottobre prossimo

IL PAESAGGIO VENEZIANO IN MOSTRA

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e bellezze, la varietà e le suggestioni del Veneziano in 50 immagini, esposte fino al 28 ottobre prossimo a Montreal presso il Museo Chateau Dufresne. Nell’ambito di “Venezia: da regina del mare a capitale culturale”, la più importante esposizione su Venezia e il suo territorio, in Quebec, Canada, si apre la mostra fotografica di Mario Fletzer con le immagini stampate su pannelli e accompagnate da didascalie in italiano, francese e inglese, che descrivono gli scorci unici del terrritorio provinciale. L’iniziativa è realizzata dalla Provincia

di Venezia in collaborazione con l’associazione Veneziani nel Mondo, l’Associazione Veneziani di Montreal e Amici di Venezia, l’Università di Montreal e il Museo Chateau Dufresne. “Queste iniziative - ha commentato l’assessore provinciale ai Veneziani nel Mondo Mario Dalla Tor - fanno conoscere e promuovono la bellezza e le risorse del nostro territorio provinciale che in questi decenni è molto cambiato, e che resta, comunque, tra i più apprezzati e visitati dai turisti di tutto il mondo”. G.G.

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18 Economia

Economia 5

Lo sviluppo a impatto zero Presentato a Venezia e Chioggia il progetto del Politecnico di Milano

VenTo, il turismo in bici Da Venezia a Torino lungo il Po,con 679 Km sarebbe la ciclovia più lunga del sud Europa

di Ornella Jovane

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n treno da non perdere o, meglio, un’occasione da inseguire pedalando sulle due ruote: si tratta di VenTo, una infrastruttura “alternativa” a quelle che comunemente in Italia siamo abituati a concepire, di sicura efficacia e di grande ricaduta economica e culturale sui territori interessati. VenTo è una importante ciclovia, la più lunga del sud Europa, il cui tracciato è stato idealmente “costruito” dal Dipartimento di architettura e pianificazione del Politecnico di Milano. Sopralluoghi, monitoraggi diretti sul posto, verifica dell’esistente, considerazioni sulle condizioni dei territori interessati, rilievi e valutazioni sulle opere da fare: sono le operazioni che hanno impegnato un pool di quattro architetti in un anno di lavoro, producendo con il progetto della ciclovia, una vera e propria proposta di modello di sviluppo innovativo per il nostro Paese, a basso costo e a zero impatto ambientale. Concreto, semplice, veloce da realizzare, ma soprattutto “corale”, al di sopra di ogni campanilismo o localismo: per decollare e

funzionare VenTo dev’essere pensato “in gran- tati, da Cavanella a Chioggia, Pellestrina, gli de”, frutto di un dialogo fra più istituzioni da Alberoni, il Lido e Venezia. “Il nostro territorio coinvolgere. E’ quanto emerge dalla presenta- è suddiviso in paesaggi, bellezze e tradizioni zione veneta del progetto, lo scorso 19 luglio - esordisce il professor Pileri - che spesso si prima a Venezia e quindi a Chioggia, illustrato disperdono. Manca un “contesto” entro cui dal professor Paolo Pileri, responsabile scien- collocare una nuova proposta, o meglio una tifico della ricerca, e dall’architetto Alessandro nuova pista turistica. Il cicloturismo si serve di Giacomel, che - insieme a Diana Giudici e Luca ciclabili lunghe, anche centinaia di chilometri. In Italia non esiste alTomasini - ha curato la progettazione tecnica Pileri: “Infrastruttura cuna ciclovia attrezzache porta ecosviluppo. ta di tali dimensioni; in del tracciato. VenTo è un lungo Tocca ora alla politica questo momento tale domanda di turismo nastro di pista ciclabile dare un futuro non trova risposta”. che da Torino arriva fino a VenTo” Il progetto VenTo Venezia. In tutto 679 chilometri che attraversano 4 regioni - Piemon- utilizza i piccoli tratti di cilabili già esistenti, che te, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna -, sono il 15% dell’intero percorso (102Km). 12 province e 242 località, di cui 15 aree pro- Un altro 42% (284Km) è costituito di percorsi tette. E’ un tragitto sviluppato lungo i fiumi, già esistenti che tuttavia richiedono degli interper il 55 per cento lungo l’argine maestro del venti sul piano normativo, semplici ma decisivi Po e i canali del Delta. In Veneto si entra all’al- cambi di alcune regole d’uso di argini, strade tezza di Polesella e si arriva fino a Venezia, vicinali, sentieri che diventerebbero ciclabili a passando per Adria e Chioggia. Nel Veneziano tutti gli effetti. Vi sono quindi ulteriori 148 Km sono 43 i chilometri di pista ciclabile proget- di tratti che potrebbero diventare ciclabili con

IL SOSTEGNO CHE PARTE DAL BASSO

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semplici interventi e 145Km di tratti da realizzare completamente o che hanno bisogno di interventi più impegnativi, fra cui gli attraversamenti dei fiumi. La ciclovia può essere realizzata con 80 milioni di euro. “Con una simile somma si realizzano al massimo 2 chilometri di autostrada” fa notare il professor Pileri, tanto per dare dei valori di riferimento. “Di questa somma - spiega Giacomel - con poco più di un milione di euro (circa 4 euro al metro) si può provvedere alla fase uno, quella dei cambi di alcune regole d’uso, coinvolgendo le quattro regioni e gli enti fluviali. 18 milioni potrebbero costare gli interventi nei tratti già esistenti e 61 milioni di euro servirebbero alla realizzazione dei nuovi segmenti e degli attraversamenti”. Quanto ci si guadagna? Molto a guardare oltralpe, nei Paesi dotati di infrastrutture simili dove questo tipo di turismo è già una realtà consolidata. “In Austria - fa sapere Pileri - la ciclabile Vienna-Passau, che si sviluppa lungo il Danubio per 320 chilometri, conta circa

300mila passaggi l’anno, per un indotto stimabile di 72 milioni di euro. Lungo la cosiddetta autostrada verde che costeggia l’Elba in Germania, 840 chilometri, i passaggi di cicloturisti sono 150mila l’anno e un indotto di 96milioni. Nel complesso i 40mila chilometri di ciclabili tedesche producono 8 miliardi di indotto l’anno”. Sempre considerando le ricadute economiche lo studio universitario valuta le opportunità che si verrebbero a creare - con nuovi flussi turistici che si muovono lungo VenTo - per le realtà già esistenti attraversate dal progetto: sono14mila aziende agricole, 300 attività ricettive, 2mila attività commerciali e oltre 1,5 milioni di cittadini. Infine i tempi. Si calcola che nel giro di tre anni l’intera infrastruttura possa diventare una realtà. Un percorso unico - per cominciare - che poi potrebbe avere ulteriori sviluppi e ramificazioni. Un progetto che si potrebbe realizzare facilmente se la politica ne sapesse cogliere il potenziale di sviluppo ecoeconomico, tanto da farla diventare priorità nel piano di crescita.

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enTo non è solo una infrastruttu- dino Giuseppe Casson che questo progetto • Riparazioni in genere ra ma è un progetto di sviluppo diventi presto una realtà. Lo ha introdotto nell’ambito della green economy in termini entusiastici lo stesso presidente • Bollino blu che può avere importanti ricadute econo- del Consiglio Comunale Daniel Tiozzo, menmiche in un territorio diffuso”. Il professor tre l’onorevole Laura Fincato, in qualità • Revisioni auto e autocarri fino a 35 q.li Paolo Pileri responsabile scientifico del pro- di Presidente delegato del Comitato Expo • Montaggio ganci traino getto rivolge il suo messaggio alla politica, Venezia lo ha fatto proprio - Expo Venezia alle isituzioni, chiedendo il coinvolgimento lo ha inserito tra le opere di interesse nazio• Tagliandi auto di tutti, dai singoli cittadini agli amministra- nale - sollecitando anche l’amministrazione tori dei Comuni, delle Province e Regioni di Chioggia, così come tutti gli attori coinvol• Diagnosi computerizzata ricerca guasti interessate. ti, a fare la propria parte. Da parte sua, ha • Sostituzione pneumatici e bilanciatura “I sindaci chiedano tutti insieme questa assicurato, il Comitato Expo Venezia farà in Lova 151 LOCALITÀ S.M.ASSUNTA infrastruttura - insiste - affinchéVia le istituzioni modo di facilitare il dialogo fra le istituzioni • Ricarica impianti di aria condizionata per autoveicoli di CAMPOLONGO MAGGIORE (VE) capiscano che questo è un progetto di svi- venete, Provincia di Venezia e Regione. luppo. Lo sforzo che Tel ciascun amministra“Nel 2015 - ha osservato - quasi la toe Fax 049 5809323 - Aperto il sabato mattina • Sostituzione e vendita batterie tore deve compiere è quello di superare talità di coloro che si recheranno a Milano la dimensione locale per una progettualità per l’Expo passeranno anche per Venezia. ampia e condivisa”. Si tratta di capire come vogliamo gestire C’è un movimento che parte dal basso, questo flusso di turisti. Ci accontenteremo in una dinamica opposta a quella che di soli- del mordi e fuggi, proponendo il giro in gonto si usa seguire nel nostro Paese quando si dola e a Rialto, o saremo all’altezza di fare realizza una importante infrastruttura. una proposta turistica veneziana più ampia, • Recupero di moto, scooter, auto, fuori strada, Cittadini e amministratori dei comuni intelligente, innovativa e di qualità che durefurgoni e telonati coinvolti nel progetto possono aderire alla rà anche dopo la data del 2015?” campagna di sostegno. “Basta inviare una Ci crede e ne è entusiasta il consigliere • Traino e trasporto di autocarri anche accidentati mail - spiega il professor Pileri - a vento@ comunale di Venezia Claudio Borghello polimi.it. Da fine giugno abbiamo già raccol- che ha già lavorato a lungo per sensibilizfino a 10 ton. e Fax 041 463376 to 700 adesioni, con una media negli ulti- zare le amministrazioni locali Tel al progetto. • Traslochi fabbirche o macchinari mi giorni di circa 50-60 mail giornaliere”. “E’ una infrastruttura importante - Cell. dice - che333 6822291 Oltre ai cittadini cominciano ad arrivare non c’è e che i turisti, soprattutto tedeschi, Cell. 336 504602 • Lavori vari con carrelli elevatori fino a 3 ton. segnali di interesse anche da sindaci “di già ci chiedono. E’ un progetto che ha un vaOmar peso”, come ad esempio Fassino a Torino e lore economico straordinario. Devono essere 333 3152074 • Trasporto imbarcazioni con carrelli omologati e non Piasapia a Milano. le amministrazioni locali a sensibilizzare il A Chioggia l’amministrazione comu- governo sulla bontà dell’opera per ottenernale ha ospitato in municipio l’incontro di ne il sostegno”. Via Gramsci, DI CAMPONOGARA (VE) www.lafrecciadelgarda.com - info@lafrecciadelgarda.com presentazione con l’augurio del79 primoPROZZOLO cittaO.J.

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Cultura provinciale 19 7 Eventi e manifestazioni La Provincia e le Pro loco presentano l’edizione 2012

2012

Una guida per “Le feste in piazza”

Tradizioni, rievocazioni storiche, sagre e mercatini: in quattro sezioni il racconto del territorio Veneziano attraverso le sue feste di Ornella Jovane

U

na guida per far conoscere la storia, le tradizioni, le risorse del territorio raccontate attraverso le feste in piazza che, di comune in comune, si svolgono nel corso dell’anno. E’ stata presentata dall’assessore provinciale alle Pro loco Lucio Gianni la nuova edizione de “Le feste in piazza della provincia di Venezia”, la guida realizzata in collaborazione con l’Unione nazionale Pro loco d’Italia (Unpli)Venezia. La guida si articola in quattro sezioni corrispondenti alle quattro principali aree del Veneziano - Veneto Orientale, dal Sile al Piave, Terra dei Tiepolo e BrentAdige rappresentate dai Consorzi delle Pro loco. Ciascuna di esse viene introdotta, in un breve sguardo d’insieme e quindi con un richiamo ai singoli comuni, con annotazioni di carattere geografico, storico, economico e folcloristico, oltre alle curiosità e agli aneddoti. A seguire la segnalazione di alcuni eventi, manifestazioni, sagre e feste organizzate dalle Pro loco predisposte in un piccolo calendario per scandirne, cronologicamente, le scadenze. Le produzioni enogastronomiche, i mercati, le rievocazioni storiche: la guida si propone di rendere più interessante l’approccio ad un territorio ricco di tradizioni popolari, di bellezze monumentali e paesaggistiche. Un’opera di promozione turistica resa più accattivante dall’attività delle 41 Pro loco attive nel Veneziano, riportata in questa guida. “Anche questo è un modo per conoscere, ricordare e amare la nostra terra. E’ una guida - ha detto nel presentare l’edizione 2012 l’assessore Gianni - che invito tutti a consultare e che accompagna i lettori e potenziali visitatori a conoscere le tradizioni, la storia e le risorse del nostro territorio provinciale. La descrizione di ognuna di queste zone, con le sue peculiarità, consentirà una visione d’insieme della realtà locale, richiamandosi alle tipicità dei singoli paesi e delle città, segnalando, di volta in volta, gli eventi più significativi cui partecipare”. La guida è in distribuzione gratuita negli uffici di informazione e accoglienza turistica (Iat) dell’azienda di promozione turistica (Apt), Urp provinciali, sedi delle sezioni locali delle Pro Loco e durante le manifestazioni.

le feste in piazza della provincia di Venezia

La guida “Le feste in piazza”

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Introduzione alla lettura La guida che qui presentiamo vuole accompagnare amici, visitatori e residenti all’incontro con le tradizioni, la storia e le risorse del territorio della provincia di Venezia, passando attraverso le 4 principali aree, Veneto Orientale dal Sile al Piave Terra dei Tiepolo BrentAdige rappresentate dai Consorzi delle Pro Loco. Per ognuna di esse si troverà un breve sguardo di insieme, un richiamo ai singoli paesi e cittadine e la segnalazione di alcuni eventi particolarmente significativi. Gli appuntamenti delle feste organizzate dalle Pro Loco sono poi esposti cronologicamente, seguendo i grandi temi che aggregano la popolazione attorno alla sua identità e valorizzano il territorio: le produzioni enogastronomiche, le feste e i mercati, le rievocazioni storiche… Una guida, questa, che non vuol essere esaustiva e completa, ma un modo per conoscere, ricordare e amare questa terra.

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Veneto Orientale 1 Portogruarese

iviera Fiorita”: lavori in corso nonostante il periodo di crisi. Si sono riuniti a metà luglio a Villa Widmann a Mira i Comuni, le Pro loco e le associazioni di categoria della Riviera del Brenta per discutere assieme all’assessore provinciale al Turismo, Giorgia Andreuzza, la XXXV edizione della celebre manifestazione, rievocazione storica e in costume dell’incontro avvenuto nel 1574 tra Enrico III re di Francia, ed il Doge di Venezia a Villa Contarini dei Leoni di Mira. Quest’anno si svolgerà dal 2 al 9 settembre. La manifestazione, considerati anche i numeri dello scorso anno con oltre 120mila presenze registrate, conferma tutto il suo appeal per la sua capacità di attrarre turisti nel territorio. Ed è questo uno dei motivi per cui, nonostante i tagli dei trasferimenti regionali per l’informazione e l’accoglienza turistica, la Provincia di Venezia si impegna a destinare comunque 10mila euro all’organizzazione dell’evento. Non solo: la manifestazione quest’anno si è arricchita di un intenso programma di iniziative collaterali, come ad esempio le visite guidate alle ville, gare di scacchi, percorsi cicloturistici, rassegne gastronomiche e mostre mercato. Particolare interesse ha riscosso anche il premio “Riviera pulita”, un’iniziativa che vuole riconoscere l’impegno di quei cittadini che si sono contraddistinti per la salvaguardia di un tratto di Naviglio con particolare attenzione alla pulizia, recupero e abbellimento delle rive. “E’ stata condivisa ed espressa da tutti - ha detto l’assessore provinciale - la volontà di realizzare la trentacinquesima edizione, perché si tratta di una manifestazione importante per il territorio, in grado di attivare un importante indotto interno”. L’invito rivolto a tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione dell’evento è quello di collaborare: indispensabile l’aiuto di sponsor, volontariato e imprenO.J. ditori.


20 6

LO

SPORT in PRIMO PIANO

In breve

Vela, vincono Brazzo e Donaggio Fabrizio Brazzo del Circolo Nautico Chioggia si è aggiudicato nelle scorse settimane il “Trofeo Mantovani”, organizzato dal Circolo della Vela Mestre, e valido come quarta e ultima prova del Campionato dell’Adriatico dinghy. Ezio Donaggio del Circolo Velico Bibione ha invece conquistato il Campionato dell’Adriatico, grazie al quarto posto di questa ultima prova e ai due scarti.

Tennis, nasce il Team Venezia Tc Mestre e Tc Ca’ del Moro si uniscono, e dalla loro fusione nasce il Team Venezia. Le sole due società veneziane che possono contare su squadre nella serie A/1 di tennis, rispettivamente femminile e maschile. Quanto concordato dai presidenti Roberto Pea e Luigi De Col non porterà alla scomparsa degli storici nomi dei due circoli, ma semplicemente sorgerà una unica regia per quanto concerne le attività agonistiche

Karate Fiesso, un anno di successi Anno di successi quello che ha caratterizzato la società dell’A.S.D. Hata Hisi Karate Wado Ryu di Fiesso d’Artico diretta dagli shihan (maestri) Artusi Claudio e Daniela Francese. A Daniela Francese presidente dell’Hata Hisi Fiesso, cintura nera 6° Dan, è stato consegnato un importantissimo riconoscimento: l’ambitissimo grado di Renshi portandola così, di fatto, a essere l’unica donna in Italia a poter fregiarsi di questo titolo nel karate. Fra Gli allievi più premiati Giovanni Allegramente e Davide Floritelli

Calcio Lega Pro Le novità della squadra arancio-nero-verde

Venezia, il nuovo allenatore è Diego Zanin di Alessandro Abbadir

I

l Venezia del calcio si rifà il look e riparte per disputare il prossimo campionato di Lega Pro, seconda Divisione, da un nuovo allenatore e da un Direttore sportivo. Se ne va invece in Russia a dare una mano al nuovo Ct della nazionale di quel paese, Fabio Capello, lo storico direttore sportivo del Venezia Oreste Cinquini. Ma partiamo dall’allenatore Si tratta di Diego Zanin 45 anni, di San Stino di Livenza, sposato e due figli, ha smesso di giocare nel 2005 a San Vito al Tagliamento, in serie D, l’anno successivo è iniziata la sua carriera di allenatore. Nel campo calcistico Zanin è considerato molto positivamente: vincente da giocatore (5 promozioni con Triestina, Padova, Venezia, Lumezzane e Ternana), vincente da allenatore (2 promozioni con il Treviso dalla D alla Prima Divisione, e due finali playoff con Sanvitese e Jesolo in serie D). Un bel biglietto da visita per fare bene fin dall’avvio del campionato, come si aspettano i tifosi arancio nero-verdi, che puntano anche su un rafforzamento dell’organico prima

Lo stadio Penzo di Venezia e Diego Zanin dell’avvio del campionato nelle prossime settimane. L’ultimo capolavoro di Diego Zanin è stato pilotare il Treviso in Prima Divisione. Ricordando l’esperienza Zanin ammette che, “non è stata una stagione semplice. Anzi, si è trattato di una stagione complicata anche dalla penalizzazione di due punti per un errore tecnico” Il Venezia non ha solo un nuovo allenatore, ma anche un nuovo direttore sportivo. Si tratta di Andrea Gazzoli. La sua nomina è arrivata dopo l’improvvisa partenza di Cinquini. Gazzoli dovrà prendere in mano la società del Venezia a 360°. Il nuovo direttore sportivo che ha le sue origini nel Cesena degli anni gloriosi non si fa intimidire dalle sfide che

dovrà affrontare con il Venezia. Cinquini ha detto da un lato di essere contento di andare a collaborare con Capello per far ripartire la Russia, dall’altro c’è amarezza per aver abbandonato un progetto avviato con la squadra lagunare. Le prime sfide per il Venezia non mancheranno a breve. Sono infatti Bassano Virtus e FeralpiSalò le due avversarie della squadra nel girone E di qualificazione della Coppa Italia di Lega Pro. E’ un triangolare con partite di sola gare andata (19, 26 e 29 agosto), alla prima fase partecipano 42 squadre suddivise in 14 gironi, le altre 27 della Lega Pro parteciperanno inizialmente alla Tim Cup che parte il 5 agosto.

Pallavolo Allieve

VOLLEY SALESE VICECAMPIONE D’ITALIA

V

olley Salese compie l’impresa, e con le sue atlete arriva al secondo posto nazionale per le categorie allieve. Per tutte però, questo secondo posto ai campionati nazionali che si sono tenuti a Lignano nelle scorse settimane, è una vittoria. Ecco il team: Giada Toniolo, Giulia Volpato, Arianna Simion, Alessia Rossini, Martina Ricciardi, Bonato Arianna, Alice Maguolo, Valentina Masiero, Federica Fontolan, Nicole Cuogo, Giuseppina Rega, allenatore Roberto Bisello, aiuto allenatore Jessica Gallo e dirigenti il direttore Dario Ziliotto, Marcello Dal Corso e Mirka Cermakova. La cronaca: l’Asd Volley Salese di Santa Maria di Sala è stata sconfitta 3-0 dal Mondial Quartirolo di Carpi nella finale, categoria allieve, del campionato nazionale. C’è però nella squadra del miranese la soddisfazione per aver vinto il titolo provinciale e di seguito quello regionale e interregionale. A mostrare massima soddisfazione per il risultato raggiunto è stato anche l’assessore allo sport della Provincia di Venezia Raffaele Speranzon che si è complimentato con le atlete dell’under 16 del Gruppo sportivo Volley Salese di Santa Maria di Sala per la conquista della medaglia d’argento e la coppa di vice campione nazionale. “Un grazie di cuore a queste atlete - ha detto Speranzon - che fino alla fine si sono battute fino in fondo conquistando un prestigioso secondo posto. Siamo fieri come amministrazione provinciale di poter

elogiare queste giovanissime che saranno il futuro del nostro sport. Per conquistare certi traguardi ci vogliono soprattutto spirito di sacrificio, volontà e gioco si squadra, tutte componenti che le atlete del Volley Salese hanno dimostrato di saper mettere in campo. Questo grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai dirigenti di questa società veneziana che nel giro di pochi anni ha saputo costruire una struttura dalle basi forti, in grado di insegnare lo sport ed i suoi valori”. I numeri del Volley Salese sono impressionanti: in breve tempo questa realtà sportiva ha tesserato ben 173 atlete, di cui 61 nel minivolley. ”Questi numeri sono la dimostrazione – conclude Speranzon - che alla base c’è una valida programmazione, oltre ad una grande capacità di trasmettere ai giovani una valida cultura sportiva. La pallavolo femminile a tutti i livelli ci sta dando grandi vittorie, siamo felici che dalla provincia di Venezia potranno nascere future campionesse”. A.A.


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22 6

IL VENETO

in PRIMO PIANO

Troppi problemi in ferie, troppe vacanze rovinate

Low cost o a prezzo intero, cresce il numero di vacanzieri che denunciano disavventure. Uno su 5 ha avuto brutte sorprese di Ornella Jovane

R

imane ancora impresso nella memoria perché terribilmente attuale quello spot sulle vacanze: il sorrisetto “malefico” di quel tipo che accoglieva turisti maldestri in arrivo nella tanto sognata meta mentre si rendevano immediatamente conto della bufala nella quale erano incorsi. “Turisti fai da te?” Chiedeva sarcasticamente l’ometto a vacanzieri in pieno sconforto. I casi di vacanze rovinate - e non solo fai da te - continuano ad avere una consistente incidenza anche per i veneti. L’associazione consumatori Adico stima che un turista su cinque si imbatte in uno o più problemi, con la percentuale assoluta di casi di disservizi in ferie rispetto al totale delle segnalazioni estive che anche quest’anno sfiora l’1 ogni 3. In estate cioè un problema su tre è legato alle ferie. Voli in ritardo, hotel o case poco rispondenti alle aspettative, sporcizia o disservizi, fino a problemi con i documenti di viaggio che complicano se non impediscono la partenza o il rientro. I primi aneddoti cominciano a giungere presso l’associazione di Mestre. E’ accaduto ad una viaggiatrice

veneziana di avere avuto un rientro problematico dalle vacanze siciliane. La signora aveva acquistato con largo anticipo 6 biglietti di andata e ritorno da Venezia a Catania con una compagnia aerea low cost, per un valore complessivo di 948,36 euro per i voli del 22 giugno e dell’1 luglio. All’andata tutto è andato secondo i piani, i problemi si sono avuti al ritorno. “Quattro giorno prima del rientro - spiega la viaggiatrice veneziana - la compagnia ci ha inviato un sms per avvisarci che il volo delle 6.40 di mattina del 1 luglio era stato cancellato, invitandoci a prendere contatti con il loro servizo clienti per capire cosa fare”. Un’operazione - a quanto racconta la signora - non proprio così semplice tanto che è stato necessario sacrificare un’intera giornata di vacanza per arrivare a contattare l’operatore. L’alternativa proposta è un volo delle 12.50 sempre programmato per il 1 luglio. Giunti all’aeroporto l’ulteriore sorpresa con una partenza annunziata per le 15.50, ma effettivamente avvenuta alle 16.30. “Sottolineo - racconta la signora - come nel periodo

di attesa non ci sia stata fornita alcuna assistenza, e solo dopo numerose e pressanti insistenze abbiamo ottenuto 6 buoni per un panino e una bibita”. I bagagli sono rimasti a Milano, i turisti erano imbarcati in una nave per una crociera nelle isole caraibiche. E’ accaduto a fine maggio ad una coppia di Padova. I due sono partiti da Milano con un volo di 8 ore che li ha portati a Pointre A Pitre, capitale dell’isola di Guadalupa, dove si sono imbarcati per una crociera da sogno di 7 giorni ma, a loro insaputa, senza bagagli. I primi tre giorni di navigazione sono stati impiegati dai turisti padovani per recuperare le valigie, vissuti in una situazione di emergenza e disagio. “Era la nostra prima crociera - raccontano - e siamo rimasti fortemente delusi. La sera dell’arrivo e il giorno successivo abbiamo dovuto riutilizzare gli abiti usati durante il viaggio, oltre a non poter utilizzare piscine e spa perché non avevamo il costume e a bordo non ne vendevano. Abbiamo perso la visita all’Isola Martinica avendo dovuto impiegare quel tempo per cercare un centro commerciale dove acquistare ciò di cui avevamo bisogno

e per parlare con la responsabile del servizo clientela”. “Estate dopo estate - spiega il presidente di Adico, Carlo Garofolini - cresce il numero delle persone che si rivolgono a noi denunciando problemi legati alle vacanze e chiedendo assistenza legale per ottenere la giusta tutela”. L’associazione ha perciò predisposto una campagna, “vacanza informata”, che in due fasi, si propone di aiutare i cittadini a fare ferie senza intoppi. L’attenzione si concentra sui disservizi aeroportuali, ma l’associazione rimane a disposizione tutta l’estate anche per i problemi di altra natura. “La prima fase di Vacanza informata - conclude Garofolini - mira a dare ai cittadini strumenti agili e di facile consultazione relativi ai diritti che si hanno in qualità di viaggiatore, in modo da partire informati e consapevoli, e quindi in grado di far valere prima e meglio le proprie ragioni. La seconda, invece, che si attiva al ritorno, prevede un canale di assistenza privilegiato e modulistica ad hoc nel malaugurato caso in cui lo stesso cittadino si fosse imbattuto in qualche problema”.

LAST MINUTE, LOW COST COME TUTELARSI DALLA “BUFALA”

L

a caccia al last minute è diventato negli anni uno degli “sport” più praticati da chi si accinge a programmare le vacanze estive e, quest’anno in particolare, un sistema cui anche gli operatori del turismo fanno ricorso con generosità per ovviare alle defezioni dei turisti italiani che, con la loro assenza o presenza ridotta, un vuoto lo hanno lasciato. In agenzia o su internet le offerte della vacanza all’ultimo minuto si moltiplicano per un agosto un po’ “magro” di soddisfazione per gli operatori.

Le associazioni di consumatori tuttavia rinnovano l’invito alla prudenza. I siti e le vetrine sono “carichi” di offerte, gli sconti sono accattivanti, fino al 40 per cento sul prezzo di listino, ma non vanno trascurate o sottovalutate le insidie che si nascondono dietro sperticati elogi di vacanze da sogno tutto compreso a cifre incredibilmente low cost. E’ bene sapere - rimarca Aduc - che il contratto di last minute è del tutto analogo a quello tradizionale con obblighi per il turista e il tour operator. Attenzio-

ne - è l’ammonimento - alle condizioni contrattuali, ad eventuali spese non messe in sufficiente evidenza come le commissioni, i costi per i trasferimenti, le iscrizioni, le tasse aeroportuali, i supplementi e così via. Per chi preferisce percorrere la strada della ricerca e prenotazione in rete, perché più comoda, rapida e anche per il fatto di poter valutare molte più offerte, il livello di guardia dev’essere ulteriormente alzato. Quando si “viaggia” su Internet per organizzare la vacanza il suggerimento di Aduc è quello di confrontare

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innanzitutto su più siti prezzi di hotel e di voli, di cercare riscontri - per l’attendibilità delle informazioni - sui forum dei viaggiatori. Una volta individuato il sito da cui prenotare è buona cosa verificarne l’attendibilità (che sia indicata la denominazione sociale, l’indirizzo, il telefono - che vale la pena comporre - il fax). Aduc consiglia quindi di stampare sempre il contratto, la prenotazione e la risposta del venditore. Se il pagamento viene effettuato con carta di credito va verificato che il sito sia dotato di un sistema di sicurezza. O.J.

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Il Veneto in primo piano 23 7 Una stagione difficile Gli italiani non si fanno vedere, stranieri non da record

Tasse sui turisti e proposte per invogliarli a sceglierci di Ornella Jovane

A

ccesso in spiaggia a due euro per i pendolari. E’ stata la proposta del presidente di Confturismo e Federalberghi Marco Michielli che ha proposto a inizio estate l’introduzione di un ticket - misura che avrebbe potuto trovare applicazione peraltro anche a Venezia per il turismo giornaliero - da far pagare a chi non è cliente d’albergo nelle spiagge del litorale veneto. Michielli ha motivato l’iniziativa con l’opportunità di far pagare ai pendolari una serie di servizi offerti lungo gli arenili - pulizia,

CURIOSITÀ

I

soccorso e altro - pensati per i clienti degli alberghi, di cui però usufruiscono anche i turisti “mordi e fuggi”. Oltre a risultare impopolare, come del resto Michielli aveva fin da subito previsto, la proposta ha incontrato una serie di oppositori. Primo fra tutti il governatore del Veneto Luca Zaia. Ancora più convinto il no dell’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi. Si pone, invece, nella posizione dei contrari il presidente di Federalberghi

sull’applicazione della tassa di soggiorno. La stagione non va bene, si stima un 30 per cento in meno di italiani compensato in parte dagli stranieri, i cui arrivi non sono tuttavia da record. La tassa di soggiorno sarebbe dunque un ulteriore disincentivo che va ad aggiungersi alla crisi economica e alla psicosi da terremoto. Gli operatori chiedono all’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi incontri per mettere a fuoco la situazione e studiare

strategie di contrasto in tempo per la seconda metà della stagione turistica. Da Chioggia e Sottomarina, dove l’introduzione della tassa di soggiorno è stata approvata con grande disappunto delle categorie economiche del turismo, si avanzano proposte per attirare i vacanzieri. Alla Regione lanciano l’idea dei buoni benzina riservati ai turisti che vengono a villeggiare nelle coste venete.

LA CREMA SOLARE? SI RICLICLA QUELLA DELL’ANNO PRIMA

nformati, prudenti, protetti ma anche accorti e attenti a non sprecare. In tempo di crisi non si butta via niente, neanche la protezione solare avanzata dalle vacanze dell’anno precedente. E’ quanto risulta da un’indagine di Adico, l’Associazione veneta a difesa dei consumatori, condotta in territorio trevigiano alla vigilia delle prime partenze in massa per le ferie. L’obiettivo era in realtà quello di verificare la conoscenza sul corretto uso di lozioni e spray solari e invece è emerso un dato significativo e inaspettato. Oltre il 60 per cento degli intervistati ha dichiarato di utilizzare i solari avanzati dalla stagione precedente, pur sapendo - almeno nella maggior parte dei casi - che da un anno all’altro le confezioni aperte perdono parte del filtro protettivo. Di questi un 15 per cento si limita a farlo con le protezioni a fattore alto, perché - è la risposta - non riesce a consumare

l’intero flacone nell’arco di una sola stagione. C’è però un 48 per cento che, invece, finisce la confezione a prescindere dal fattore di protezione. Mentre rimangono stabili i dati relativi all’utilizzo di protezioni solari - confermando una buona consapevolezza sui rischi e le controindicazioni derivanti da esposizione al sole senza adeguata protezione - è in deciso aumento proprio la percentuale di chi utilizza creme dell’anno prima. “Un comportamento - commenta il presidente Adico, Carlo Garofolini - assai rischioso soprattutto nei primi giorni di esposizione, quando sono necessari filtri ben attivi per evitare arrossamenti ed eritemi, ma diretta conseguenza della crisi”. In virtù di questo fenomeno le case produttrici di solari sono ricorse ai ripari: si è infatti registrato il boom della vendita di mini dosi di altissima protezione. O.J.


24 8 Il Veneto in primo piano Patrimonio architettonico L’analisi dell’istituto regionale Ville Venete

Ville venete, risorsa da valorizzare Giuliana Fontanella. ”La messa in rete del patrimonio aumenta del 20% l’economia turistica” di Alessandro Abbadir

“S

e tutte le ville del Veneto fossero messe in rete e valorizzate, come meritano l’economia turistica potrebbe fare un balzo in avanti del 20%. In Veneto abbiamo oltre 3700 ville di cui solo 1500 sono valorizzate e sono saperte alle visite“. A dare queste cifre è Giuliana Fontanella presidentessa dell’istituto Regionale delle Ville Venete, istituto attivo da decenni e che da qualche anno ha la sua sede a Mira (Venezia) in Villa Venier, nella rinomata Riviera del Brenta. In Veneto la provincia che ha più ville censite è quella di Treviso con 785, seguita Verona con 676, e poi Vicenza con 670, Padova 633, Venezia 573, Rovigo 250 e infine Belluno con 195. Giuliana Fontanella fa un’analisi della situazione partendo dalla crisi in atto. “Ci si accorge ora dell’importanza di sviluppare e recuperare il patrimonio artistico e architettonico del Veneto in cui anche le ville hanno una parte importante - spiega la Fontanellaquando per anni si è puntato tutto sullo sviluppo di aree industriale e capannoni. Solo

ora si capisce che il paesaggio insieme all’agricoltura, e alla gastronomia è una risorsa, anzi può diventare la risorsa trainante. Ora si deve recuperare il tempo perduto e certamente fare tesoro dall’insegnamento che in qualche modo arriva da questa crisi. Una crisi che ha mutato radicalmente il modo di intendere e valorizzare le risorse del territorio”. In questo momento di crisi però recuperare tutte le ville Venete e renderle visitabili è davvero un’opera impossibile è possibile però mettere in rete il sistema ville con la ricezione turistica, la gastronomia e l’agricoltura promuovendo ad esempio nei castelli del trevigiano un prodotto internazionale come il Prosecco. “Finora abbiamo creato “pacchetti” di messa in rete di ville in diverse aree del Veneto – dice la presidentessa Fontanella – che cominciano a dare i loro frutti con visite organizzate e turisti che arrivano quotidianamente. Per l’economia turistica questa messa in rete di 20-30 ville a pacchetto, porta mediamente ad un incremento dell’economia turistica

Sopra Villa Venier, a fianco Giuliana Fontanella locale del 20% ma in alcune zone come la Riviera del Brenta, già rodate a questo sistema anche del 30%. In altri paesi europei un patrimonio artistico più scarso, gli enti di promozione del territorio riescono ad attrarre un numero di turisti maggiore soprattutto investendo massicciamente nei mezzi di comunicazione più moderni”. Fra le iniziative intraprese in questi anni dall’ Istituto Regionale Ville Venete, c’è anche la formazione

di insegnanti e operatori turistici in Veneto. “Abbiamo creato dei corsi di formazione per insegnanti e anche ristoratori e operatori del settore - spiega - per dare le nozioni principali di storia locale. Il Veneto non è solo le sue bellissime città, ma soprattutto paesaggi agresti e ville che devono diventare bagaglio culturale anche scolastico e da inorgoglire”. L’istituto si occupa anche delle Ville del Friuli che sono circa 500.

NEWS Iniziative

FERRAGOSTO A VILLA VENIER

L

a sede dell’istituto Ville Venete, Villa Venier a Mira, sarà al centro delle iniziative culturali con gli appuntamenti “E_state in Villa” e “Ferragosto in Villa” che termineranno il 23 agosto. Per estate in villa è il primo appuntamento è stato con la proiezione del film “The Ripley.s game”. Un tributo della regista Liliana Cavani al patrimonio delle ville venete. Il 9 agosto alle 21 “Storie di Orchi Storie di Streghe”. Saranno lette fiabe della tradizione italiana ed europea. Il 15 agosto festa per tutta la giornata. Dalle 10 alle 22. Ci saranno visite guidate, laboratori didattici (dalle maschere in cuoio alla land art, passando per pittura e scultura), concerti e jam session, degustazione vini e prodotti tipici e danza del ventre: quest’ultima una vera e propria giornata di festa di mezza estate. Infine il 23 agosto alle 19 Pic Nic delle fate e visita al lume di candela. Insomma un esempio di come una villa veneta può diventare luogo di aggregazione per tutti. A.A.

Nel vicentino

SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PERCORSI DIDATTICI IN VILLA FOGAZZARO

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ercorsi culturali in Villa Fogazzaro”. Questo il progetto didattico delle 18 classi dell’Istituto Comprensivo “G. Toaldo” dei Comuni di Montegalda, Montegaldella e Grisignano di Zocco (Vicenza) che hanno aderito alla proposta dell’Istituto Regionale Ville Venete volta a sensibilizzare i più giovani all’importanza della valorizzazione del patrimonio architettonico-culturale - Di cosa si tratta? A fine anno scolastico Un momento della in quest’area del vicentino 400 alunpresentazione dell’iniziativa ni, accompagnati dai loro docenti e da tutor professionali, sono stati coinvolti in cinque percorsi didattici che interessano sia Villa Fogazzaro sia Villa Gualdo, sede del municipio di Montegalda. Nella prima, gli studenti hanno avuto la possibilità di conoscere l’architettura della dimora privata e la storia del suo più celebre abitante, lo scrittore Antonio Fogazzaro, anche grazie alle letture animate tratte dal testo “Il folletto allo specchio”. Hanno approfondito inoltre, le caratteristiche del giardino all’italiana, considerando in particolare le diverse specie di alberi e fiori e la ricca entomofauna che abita o che si ferma in questi luoghi. Si sono accostati infine, alla musica assistendo al concerto di campanelli nel parco della villa e visitando il “Museo Veneto delle Campane”, ospitato all’interno dell’edificio. A Villa Gualdo, invece, è stato dato spazio alla storia e all’architettura della villa, alla mostra su Fogazzaro e all’itinerario a lui dedicato. La scuola insomma come la fucina in cui si trovano i cittadini del futuro e, soprattutto, come strumento privilegiato per rendere consapevoli i bambini del patrimonio, unico al mondo, che il loro territorio offre: “Il progetto dell’Istituto Toaldo- ha detto il consigliere dell’ Istituto Ville Venete Mariella Mazzetto - non è solo di tipo culturale ma anche identitario e paesaggistico. In una fase di grave crisi di identità, in cui il mercato sembra essere l’unico idolo, è giusto che i giovani trovino la loro strada anche attraverso percorsi didattici come questi, in cui sono coinvolti in maniera attiva. Per loro può essere l’occasione per conoscere le ville, gli affreschi, i modi di vivere di ogni epoca, e al contempo per individuare possibili percorsi lavorativi” L’iniziativa si ripeterà A.A. a settembre con il ritorno fra i banchi dei ragazzi


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“Dovelaterranonèpiùterraeilmarenonèancoramare”

Un territorio, le sue eccellenze e un’estate di tempo per conoscerle Ente Parco del Delta del Po ha messo la marcia della promozione del territorio e dei suoi prodotti di eccellenza. “Mai come in questo periodo - spiega infatti il presidente Geremia Gennari - c’è stata tanta carne al fuoco o, visto che quando si parla di prodotti deltizi si parla prevalentemente di specialità ittiche, di pesci al fuoco”. Cozze e vongole veraci, ovviamente, ma anche tartufi, riso, patate americane, aglio, radicchio, carote. Insomma il parco è anche grande un orto nel quale le produzioni di qualità non mancano. “Con la Regione e gli altri parchi veneti - prosegue il presidente

Gennari - stiamo lavorando ad un «pacchetto di prodotti» da promozionare nelle principali fiere internazionali, questo ci consentirà di lavorare in modo sistemico in un’offerta pluri-comprensiva capace di andare oltre alla frammentazione che ha determinato quella sorta di «nanismo» che da sempre ci impedisce di raggiungere i mercati globalizzati; ancora con la Regione stiamo lavorando, in previsione dell’Expo 2015, ad una via d’acqua che collegherà Milano a Venezia, lungo la quale verrà collocato il Delta come area del riso, del tartufo, del pesce; con la provincia di Verona stiamo costruendo

«la via del riso»; con il Gal stiamo portando avanti il Progetto Camargue per la promozione delle eccellenze gastronomiche deltizie; la Fondazione Cassa di Risparmio, inoltre, ha dato avvio insieme all’Ufficio Unesco di Venezia ad un iter programmatico per il riconoscimento del Delta come area riserva della biosfera. Stiamo lavorando tanto su scala internazionale, cercando programmazioni condivise con tutti i parchi deltizi del Mediterraneo, quanto su quella locale cercando il coinvolgimento delle scuole, siano esse l’alberghiero di Adria o lo Iuav di Venezia. E ancora: esiste il progetto per un

Visite guidate da Rosolina. Terra sospesa tra cielo e acqua PerconosceredavicinoilParcoelesuemeraviglienaturalistiche,ènecessarioavereuno “punto di vista” speciale, quello offerto dalla miriade di canali che danno forma e luogo all’areaumidapiùgranded’Europa.Questa,infatti,èunaterrachevavistadall’acqua.Altrove leescursionisifannoapiediquiinveceènecessarioscivolaresulpelodellacorrenteper conoscereisuoiabitanti:falchianatre,aironi,cavalierid’Italia,beccaccedimareevolpoche. DalcentrodiRosolinaognimartedìegiovedì,dal14giugnoal18settembre,epossibilepartecipareadueitinerariall’internodelParcodelDelta. La rotta del martedì, “Dove il fiume incontra il mare” proponeun’escursioneinmotonave lungoilPodiVeneziafinoallefocidelPodiPila,delPodiSciroccoedelPodiTramontana.Tre iluoghidaiqualièpossibileprenderel’autobuscheportadirettamentealluogod’imbarco: PiazzaleEuropaore14.45;viadellePetunieore14.47,piazzasanGiorgioore14.50.Losbarco èprevistoaPilaversole17.30circa L’itinerario del giovedì, Navigando negli orti d’acqua Inquestocasol’escursioneèinbattello,ilpercorsoprevedeunalentanavigazionenella lagunadiCaleridoveoltreagliallevamentidivongoleèpossibileammirareunafaunaselvatica straordinariaedunica.L’imbarcoèprevistoperle15.30all’attraccodiPortoCalerimentreil rientroèprevistoperle17.00circa. Prenotazione obbligatoria per tutte le escursioni: +39 345 25 18 596

museo del miele e un museo della cinematografia girata nel Bassopolesine”. Infatti tra i prodotti del Parco non c’è solo quello che la terra produce ma anche la terra stessa e le grandi distese di acqua delle lagune, gli scanni, le barene e la secolare storia degli uomini e la loro cultura. Per questo ogni anno il Parco propone una nutrita rassegna di convegni, mostre e visite guidate dedicate al territorio rivolte alla conoscenza di questo angolo di mondo sospeso tra una terra che non è più terra e un mare che non è ancora mare.

Videoproiezioni, laboratori e degustazioni

Tra il conoscere e il sapere

TraleofferteculturalidelParcononmancano quellelegatealletipicitàdeltizie,sianoessei prodottidelterritorio,iluoghidaconoscereo laboratori didattici per la scoperta di alcune produzionilocali.Finoalprimosettembre,infatti, al Centro Congressi di piazzale Europa di Rosolina si terranno serate dedicate a vari approfondimenti.Lunedì6e20agostocisaràla serata natura,conlapropostadivariitinerari perlascopertadelterritorio;lunedì27,invece, verrà proposta una serata di videoproiezioni con le immagini più suggestive del Delta. E ancora: mercoledì 1-8-22 agosto saranno i maestri artigiani dell’argilla a tenere banco con un laboratorio didattico sulle produzioni locali,alcunedavverotipichecomele ocarine, o i “cuchi” come vengono chiamati da queste parti, delle quali esiste un bel campionario in esposizionealmuseo di Grillara traquellerealizzatedalmaestrocentenariomaancoraattivo IdelmoFecchio.Laseratadi mercoledì28 agosto invece,saràdedicataaifunghi conun espertomicologocheinsegneràariconoscere le specie edibili che crescono del Delta. Nei venerdì3-10-17-24e31enelledomeniche5-1219-26 invecesaràattivalaBottega del Parco conlavenditaeladegustazionedeiprodottidel Delta.


10 Intorno a noi 26 Sociale L’analisi di Gabriella Camozzi responsabile del Centro Donna del comune di Venezia

Violenza sulle donne, è emergenza

La responsabile del Centro Donna del Comune di Venezia Gabriella Camozzi

di Alessandro Abbadir

E

scalation degli omicidi e delle violenze contro le donne, ormai è emergenza. I casi sono all’ordine del giorno e i più efferati hanno interessato negli anni e mesi scorsi anche la nostra regione. A fare una analisi della situazione è la dottoressa Gabriella Camozzi, responsabile del Centro Donna del Comune di Venezia, che ha da anni anche un efficiente centro antiviolenza punto di riferimento in tutta la regione. Un centro in grado di far fronte alle emergenze e dare assistenza alle donne in pericolo di fronte prevalentemente all’atteggiamento del compagno o del marito. “Gli omicidi di donne compiuti da uomini sono in netto aumento - spiega Gabriella Camozzi - anche se è stabile la richiesta di aiuto. E’ come se si fosse alzato il livello di violenza maschile che sembra non voler accettare il mutato ruolo della donna nella società e nella famiglia. Al nostro centro sono arrivate quest’anno 300 richieste di aiuto da Venezia e dintorni, ma anche da tutto il Veneto. Molte donne si rivolgono a noi anche per sfuggire ad una situazione che pensavano di poter controllare e che invece si rivela per loro ogni giorno sempre più violenta”. Gabriella Camozzi spiega che la violenza contro le donne è diffusa in ogni fascia sociale, e in tutte le età “Basti pensare – spiega – agli episodi che si sono verificati qualche anno fa in provincia di Venezia in cui un laureato sparò ad una ragazzina di 16 e si suicidò, e un professore che accoltellò la compagna in negozio. Il problema di fondo è quello di un malsano senso del possesso dell’uomo nei

“Bisogna lavorare anche sulle donne per evitare che credano di potercela fare da sole” confronti della donna. In una minoranza di persone un “no” di una donna fa scattare reazioni furibonde e in qualche caso tragiche“. I casi più efferati poi non prendono origine come si tenderebbe a credere, da contenziosi sull’affidamento dei figli, anzi a volte si tratta di coppie in cui i figli non ci sono. Come uscirne? “Ora è tempo di lavorare sulla psicologia maschile- spiega Gabriella Camozzi – con corsi nelle scuole e anche negli ambienti di lavoro e famigliari, cercando di far cambiare la mentalità e far capire che un no o un rifiuto o la fine della relazione vanno gestire in maniera matura e non aggredendo la moglie o la compagna”. Si perché tra l’altro, e non serve ribadirlo il 90 % dei casi di violenza sulle donne è fatto da compagni, mariti o persone che sono in stretto contatto con loro. C’è anche da lavorare però sulle donne stesse. “Spesso nella donna - conclude la Camozzi- c’è un errato

Il fenomeno è diffuso a tutte le età e in tutte le fasce sociali

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senso di onnipotenza, cioè la sensazione di potercela fare da sole. Impera la mentalità del “poi riesco a farlo cambiare in fondo non è un violento, ma stressato eccetera“. Niente di più sbagliato. Da sole in questi casi si riesce a fare poco, è importante invece rivolgersi ai centri donna anti violenza che sono in grado di dare domiciliarità segreta se necessario e aiuto di psicologi, avvocati e specialisti”.

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CHE COS’È IL CENTRO ANTIVIOLENZA

I

l Centro Donna e Antiviolenza del Comune di Venezia è attivo dal 1995. In esso opera un équipe composta da una ventina di professioniste che offre accoglienza alle donne vittime di violenze e maltrattamenti. Ad oggi le donne accolte sono 4.000 con una media di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta. Provengono dal territorio veneziano (per il 73%) ma anche dal resto del Veneto. In alcuni casi la richiesta di aiuto arriva anche da donne di altre regioni d’Italia che si rivolgono al Centro Antiviolenza autonomamente o inviate da altri Servizi e Centri Antiviolenza italiani. Nel 1996 è stata aperta la casa protetta ad indirizzo segreto dedicata all’accoglienza di donne (con eventuali figlie e figli minori) in situazione di grave rischio a causa di maltrattamenti e violenze. Le donne che si presentano al Centro coprono tutte le fasce d’età con una prevalenza nella banda 35-45. La maggioranza ha figli (61%). Lavorano nel 57% dei casi, anche se spesso il lavoro è part-time e di livello remunerativo medio-basso. La percentuale di donne straniere è aumentata notevolmente negli ultimi anni: 1 donna su 5. Il centro si trova in Viale Garibaldi 155/a Mestre Si può chiamare lo 041 2690630 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. Nei giorni di chiusura o in caso di urgenza chiamare il 1522 e chiedere delle operatrici del Centro Antiviolenza del Centro Donna di Venezia. A.A.


12 Cultura veneta

Cultura provinciale 27

Villa Pisani Fino al 4 novembre “Arti e Mestieri nella Pittura Veneta tra 800 e 900”

La nobiltà del lavoro Contro il buio di spread, default, Bund e Btp la risposta semplice del lavoro come valore morale essenziale del singolo e della collettività

C

ontinuando nel solco di una ricognizione a largo raggio sulla pittura dell’Ottocento veneto, che caratterizza da anni l’offerta espositiva del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (Venezia), la mostra “Nobiltà del Lavoro. Arti e Mestieri nella Pittura Veneta tra 800 e 900”, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, illustra i diversi aspetti del lavoro attraverso le raffigurazioni dei mestieri svolti a Venezia e nell’entroterra veneziano lungo tutto il secolo che segue la caduta della Serenissima fino ai primi decenni del Novecento. In un’epoca come la nostra, preme l’esigenza di un radicale ripensamento sul senso e sul valore del lavoro. Contro il buio di spread, default, Bund e Btp, contro l’imperscrutabile economia irreale, per tornare a vedere equilibrio nella società la risposta è semplice, trasversale, globale: il lavoro che, naturalmente, è stato, è e resta valore morale essenziale che dà senso, misura e stabilità al singolo e alla collettività. Nella nostra Costituzione, all’articolo 1 si legge: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e la parola “lavoro” risuona con una intensa e cristallina carica salvifica. Da qui è nata l’idea di creare una rassegna tra Ottocento e Novecento che si concentri sui

Nelle foto alcune delle opere in esposizione: in alto “Mondine in Polesine” di Ettore Tito, Fausto Zonaro “Il sarto”, a sinistra Cesare Laurenti “La fruttivendola” e Oreste Da Molin “Barbiere rusticano” vecchi mestieri, vivi nella pittura veneta, che mostri come nell’arte a cavallo dei due secoli la potenza del lavoro sia glorificata con tutta la sua carica concreta e dinamica dai pennelli più noti del tempo. La mostra conduce il pubblico in una Venezia con campi e campielli popolati dall’animazione caratteristica dei mercati, con calli, ponti e canali percorsi dal vociante passaggio di ambulanti: arrotini, venditori di caldarroste, lustrascarpe, fiorai, carbonai, burattinai, suonatori girovaghi. Le donne lavorano accanto agli uomini come bigolanti, che al grido “acqua mo” portano, con il

secchio o bigol, sulle spalle, l’acqua dolce direttamente alle case; vendono polli, fiori, frutta, sono lavandaie o venditrici di zucca, o balie, cuoche, serve a servizio delle famiglie dei ricchi borghesi o della nobiltà di un tempo. Le immagini dipinte invitano a curiosare all’interno di case o di laboratori dove sartine, ricamatrici e merlettaie sono all’opera con aghi e fili, in ambienti umili dove un notaio stipula un contratto di matrimonio, dentro le botteghe dove calzolai, sarti e barbieri sono colti nell’esercizio del loro mestiere e dove gli antiquari espongono coloratissime e preziose merci o nelle fucine

La Fondazione Stépán Zavrel compie 30 anni

NUOVA SEDE E UNA MOSTRA IN CANTIERE

P

er festeggiare la nuova sede e i trent’anni di attività, la Fondazione Stépán Zavrel di Sarmede ha in serbo un’edizione straordinaria de “Le immagini della fantasia”. Una mostra che aprirà i battenti, il 27 ottobre e proseguirà fino al 20 gennaio, con un tema conduttore: 30x2 , ossia gli anni di attività della fondazione per due, in totale 60 illustratori invitati nella sola sezione Panorama, dedicata ai libri recentemente pubblicati ma con l’aspirazione di coinvolgerne altri, in numero anche maggiore, insieme agli editori riunendoli nell’ambito di un ricco programma di eventi collaterali. La rassegna offrirà così al suo pubblico un discorso sempre più ampio sul libro illustrato che comincerà dall’osservazione di oltre 350 illustrazioni provenienti da numerosi Paesi, rifletterà sulle modalità espressive di oltre 100 illustratori, e 50 allievi della Scuola Internazionale d’Illustrazione viaggiando sul filo delle parole di un centinaio di libri e suggerendo infiniti spunti di dialogo che affioreranno sfogliando emozionanti pagine illustrate. Le immagini della fantasia proporrà, inoltre, anche altri approfondimenti nelle sue sezioni speciali: una dedicata all’ospite d’onore Roberto Innocenti, l’altra dedicata alle fiabe dalla Russia ed infine “Come nasce un libro Illustrato”, dove André Neves racconta il suo modo di lavorare. Si celebrerà il trentennale anche grazie

dove ferve il lavoro dei fabbri. Chiamano ad addentrarsi lungo le callette veneziane dove le impiraresse (infilatrici di perle) svolgono a domicilio, talora appena fuori dell’uscio, prolungamento dell’angusto spazio domestico, le loro attività con il pensiero ai compagni che sono sulle barche, fuori in mare, a pescare. Uscendo dalla laguna, il visitatore è accompagnato nel brio luminoso di un giorno di mercato in Piazza delle Erbe a Verona, nell’umida atmosfera di una pescheria a Chioggia, nella effervescente confusione dei mercati di Badoere e Serravalle e nelle campagne dove sono al lavoro mondine,

contadini, zappatrici, fienaiole, pastore. Attraverso una selezione di dipinti che coprono un arco cronologico di più di un secolo, dal principio dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento, si compie un percorso accattivante attraverso la pittura di genere di area triveneta (con pittori friulani come Brass, Fragiacomo, Mazzoni, Rotta e Veruda), tracciando un reportage sulle attività della gente che, nell’operosità come nel travaglio, nella fatica come nella solerzia, nei gesti e negli sguardi diventa protagonista di una grande epopea, quella del lavoro, nella sua concreta, industriosa, sostanziale nobiltà.

Personale di Renato Pengo dal 14 settembre

Shock ai Musei Civici degli Eremitani

L

ad interventi critici d’eccellenza come quelli di Roberto Denti in apertura del volume che correda la Mostra, di Paola Pallottino, dando nuova lettura all’opera di Roberto Innocenti, di Silvia Burini, di Anastasia Arkhipova, di Davide Giurlando sull’opera di Iurij Norstejn, accanto alla consueta presentazione della Mostra a cura di Monica Monachesi e al saggio sui racconti popolari della Russia a cura di Luigi Dal Cin. Sempre sulla scia delle celebrazioni per il trentennale sarà in uscita ad ottobre la pubblicazione “Storyboard, come nasce un libro illustrato”, dove 7 illustratori raccontano come nasce un libro illustrato, un editore ed uno stampatore offrono la propria esperienza e le parole di Stépán Zavrel come ouverture.

e stagioni dell’arte non hanno date precise, vengono comunemente classificate in base alle tendenze storiche che le contengono. Così c’è stata un’arte romana fino a quando è esistito l’impero romano d’occidente, pur essendo sopravvissute geograficamente parte delle prerogative di quest’arte in quello d’Oriente e temporalmente anche nell’arte successiva paleocristiana, ed esiste un Rinascimento che comunemente viene collocato agli inizi del Quattrocento anche se la sua genesi risale, dal punto di vista tecnico, ad un secolo prima e nei duecento anni precedenti andrebbero cercate anche le premesse economiche che l’hanno consentito. Insomma l’arte non volta pagina insieme ai calendari, a volte fa una fuga in avanti rispetto ad essi ma in altre circostanze è un corpo resiliente che tenacemente non vuol saperne del mutare dei tempi. Oggi, per esempio, da almeno cinquant’anni sembrerebbe dare solo spettacolo di se stessa ed essere inconsistente come un’entità astratta che latita nascondendosi sotto una coltre di ventagli giocattolo. Servirebbe una riattivazione sensoriale, emotiva, intellettuale. Secondo Renato Pengo solo uno “Shock” permetterebbe di far ripartire il dialogo tra storicizzazione artistica e arte contemporanea. Come? Con la mostra che dal 14 settembre troverà posto nella sala delle esposizioni temporanee dei Musei Civici degli Eremitani mettendo a stretto confronto una scelta di dipinti tra il Quattrocento e l’Ottocento della Pinacoteca dei Musei con le tele appartenenti al ciclo pittorico “Shock” degli anni Novanta e a elementi video realizzati dall’artista per questa personale. E’ infatti a partire dagli anni Novanta che Pengo affronta nuovi ambiti legati all’antropologia e alla psicoanalisi, raffrontandoli con

il mezzo tecnologico e con la cultura mediatica contemporanea focalizzando la sua immagine sul cosiddetto “shock tecnologico”, cioè la trasposizione su tela del brusio elettrostatico del televisore, che al tempo aveva anche suscitato l’interesse del celebre critico francese Pierre Restany. In poche parole Pengo pratica una sorta di intrusione artistica nei Musei Civici, uno turbamento appunto, collocato a metà strada tra l’arte moderna, rappresentata dalle opere della Pinacoteca del Museo, e quella contemporanea delle sue tele e dei video che con l’effetto neve del tubo catodico, proiettato tutt’intorno, arriva a coinvolgere anche il pubblico.


28 Cultura veneta

Cultura veneta 13

Esposizioni Carte e portolani in mostra fino a fine mese

“Le vie del mare” al Museo Correr

AGLI SCAVI SCALIGERI 20 ANNI DI STORIA NELLE FOTO DI ROBERT CAPA

Rarissimi pezzi di cartografia nautica, datati tra il XIV e il XVIII secolo

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imarrà esposta fono al 30 di agosto, nella Sala dello Scrutinio, la ricca selezione della prestigiosa collezione di portolani e carte nautiche provenienti dalle raccolte del Museo Correr. Rarissimi pezzi di cartografia nautica: carte, atlanti e portolani, datati tra il XIV e il XVIII secolo. La Fondazione Musei Civici di Venezia, infatti, custodisce al Museo Correr una preziosa collezione di cartografia nautica con pezzi databili dal Trecento al Settecento, che rappresentano le diverse tipologie di queste opere nate dal connubio tra pratica marinaresca, conoscenze geografiche e perizia nella miniatura. Si tratta di mappe singole o riunite in atlanti o portolani, dove protagonisti sono i porti e le coste, graficamente rappresentati o descritti con essenziali dati tecnici: manufatti di pregio più destinati ai collezionisti e alle case degli armatori piuttosto che alle biblioteche di bordo. Questi raffinati prodotti della cartografia antica ebbero una larga e fortunata stagione di produzione e in questo campo Venezia fu uno dei centri d’eccellenza. Il comune denominatore grafico di queste rappresentazioni è il caratteristico fitto reticolo di

F

Opere nate dal connubio tra pratica marinaresca, conoscenze geografiche e perizia nella miniatura linee rette che si intersecano secondo le diverse angolazioni a partire dal prolungamento dei raggi di una rosa dei venti spesso riccamente decorata posta al centro e di altre sedici rose collocate ai bordi della carta. Con questa tecnica si riusciva a ingabbiare in modo empirico lo spazio marino in una griglia di riferimento che permetteva ai naviganti di orientarsi con l’aiuto della bussola anche in assenza di

visibilità, durante la navigazione notturna e nelle tratte di mare aperto. Tra le opere in mostra si segnalano in particolare le rare carte nautiche su pergamena di Francesco Cesanis, veneziano, e Grazioso Benincasa, anconitano, i raffinati atlanti di Battista Agnese, genovese, e i portolani di fine Seicento del capitano di pubbliche navi veneziane Gaspare Tentivo.

ino al 16 settembre il nuovo allestimento degli Scavi Scaligeri di Verona sarà dedicato a Robert Capa, uno dei più influenti fotoreporter del XX secolo. Realizzato da Magnum Photos (la famosa agenzia che lo stesso Capa aveva fondato nel 1947 con Henri Cartier-Bresson e David Seymour), il percorso espositivo attraversa l’intera vita di Robert Capa, le cui tappe sono scandite proprio dalle sue fotografie. 98 in bianco e nero che partono dal primo reportage del 1932 a Copenhagen, durante una conferenza di Leon Trotsky, e ripercorrono gli anni del Fronte Popolare a Parigi, la guerra di Spagna, l’invasione giapponese della Cina, per arrivare allo scoppio della Seconda guerra mondiale, che il fotografo seguì sui diversi fronti di battaglia fino allo sbarco in Normandia e alla liberazione di Parigi. Seguono i suoi reportage in Unione Sovietica nel 1947 e in Israele nel 1948, dove documenta la nascita dello stato ebraico, e quello in Indocina, dove perderà la vita saltando su una mina antiuomo il 25 maggio 1954. Chiudono la mostra una serie di ritratti degli amici di Capa, famosi artisti come Ernest Hemingway, William Faulkner, Henri Matisse e Pablo Picasso.

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Sì, viaggiare 29 VIAGGIO IN CAMPER

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UN ITINERARIO DI 6.100 CHILOMETRI TOCCANDO OTTO PAESI PER RAGGIUNGERE L’ORGOGLIOSA GALIZIA E LE ALTRE REGIONI DELLA SPAGNA ATLANTICA CON TAPPE IN LIECHTENSTEIN, A MAIENFELD IN SVIZZERA (IL PAESE DI HEIDI), NELL’ALVERNIA FRANCESE CON I SUOI SPETTACOLARI VULCANI SPENTI E POI NELLE PERLE BASCHE: L’ELEGANTE SAN SEBASTIAN L’AVVENIRISTICA BILBAO, LA MARTIRE GERNIKA QUINDI LE GROTTE DI ALTAMIRA CON GLI ANTICHI GRAFFITI LA SPLENDIDA LA CORUNA NELLA NOTTE DEI FUOCHI DI SAN GIOVANNI E LE TANTE PITTORESCHE LOCALITÀ DELLA ROCCIOSA E ASPRA COSTA GALIZIANA TAPPA PORTOGHESE A VIANA DO CASTELHO E INFINE LA MESETA, BURGOS, LOURDES E MONTECARLO IL CAMPER IN RIVA AL MAR CANTABRICO A SAN VICENTE DE LA BARQUERA E, NELLA FOTO PICCOLA, A FINISTERRE. A DESTRA IN ALTO: L’EQUIPAGGIO SULLA COSTA ASTURIANA E A LA CORUNA.

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n ogni angolo della Spagna Atlantica, dai Paesi Baschi alla Cantabria, dalle Asturie alla Galizia, si incrociano pellegrini in cammino. Sono come tanti rivoli che prima della meta confluiscono in un grande fiume, quello che porta a Santiago de Compostela e poi a Finisterre. E’ così da secoli, un flusso inarrestabile. La maggior parte di loro cammina, altri pedalano, i più originali vanno a cavallo... Li contraddistingue il simbolo della cappasanta, la “concha” appesa allo zaino. Il Cammino di Santiago è una rotta che parte dal Passo di Roncisvalle, sui Pirenei, ma che conta un’infinità di varianti, per cui chi è in viaggio in questa parte di Spagna dal clima generalmente più fresco rispetto a quello del resto della penisola iberica li incrocia ovunque. E’ successo anche a noi nel corso del nostro lungo viaggio in camper che aveva per meta la Galizia e in particolare la Festa dei fuochi di San Giovanni a La Coruna, ma che si è sviluppato lungo un itinerario di 6.100 chilometri, toccando ben otto paesi. Solito equipaggio (la mia famiglia: io, Silvia e le nostre bambine Eleonora e Sofia) e solito camper, il Sun Living Lido S13, con meccanica Ducato 130 multijet

(veloce e parco nei consumi: 10 chilometri con un litro) noleggiato alla B&B di Pozzonovo alla tariffa di 110 euro al giorno, la stessa degli ultimi quattro anni. All’estero gasolio più economico, austotrade più care. Partenza il 16 giugno da Abano Terme e prima tappa a Vaduz, capitale del piccolo principato del Liechtenstein, dopo aver percorso l’autostrada austriaca dei lunghi trafori, fra cui quello dell’Arlberg di oltre 15 chilometri. A Vaduz i francobolli sono rappresentati persino sui marciapiedi. Il castello del principe Hans Adam domina la città. L’area di sosta per camper (gratuita) si trova davanti allo stadio. Il 17 giugno sosta nella vicina Maienfeld in territorio svizzero: è il paese di Heidi. In un bel paesaggio alpino sorge la casa di Heidi e più su la baita del nonno. Vi è stato girato il film. Quindi attraverso Zurigo e costeggiando il Lago dei Quattro Cantoni breve attraversamento in Germania e prosecuzione del lungo trasferimento in territorio francese, verso Vichy. Il 18 giugno prima sosta curiosa a Lapalisse: è proprio il paese dove ha vissuto il celebre Monsignor de La Palice, quello che “un quarto d’ora di morire era ancora vivo”.

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IL DIRITTO DI CAMBIARE


30 Sì viaggiare VIAGGIO IN CAMPER

viaggio in campeR

Rotta su

Finisterre

Un itinerario di 6.100 chilometri toccando otto paesi per raggiU raggiUngere l’orgogliosa galizia e le altre regioni della spagna atlantica con tappe in liechtenstein, a maienfeld in svizzera (il paese di heidi), nell’a nell’alvernia francese con i sU sUoi spettacolari vU vUlcani spenti e poi nelle perle basche: l’elegante san sebastian l’avveniristica bilbao, la martire gernika QUindi le grotte di altamira con gli antichi graffiti la splendida la cor orUUna nella notte dei fU fUochi di san giovanni e le tante pittoresche località della rocciosa e aspra costa galiziana tappa portoghese a viana do castelho e infine la meseta, bU bUrgos, rgos, loUrdes e montecarlo il Camper in riva al mar CantabriCo o a san viCente de la barquera e, nella foto piCCola, a finisterre. a destra in alto: l’equipaggio sulla Costa asturiana e a la Coruna.

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n ogni angolo della Spagna Atlantica, dai Paesi Baschi alla Cantabria, dalle Asturie alla Galizia, si incrociano pellegrini in

dei fuochi di San Giovanni a La Coruna, ma che si è sviluppato lungo un itinerario di 6.100 chilometri, toccando ben otto paesi.

segue dalla pagina precedente

Rotta su Finisterre

IN QUESTA PAGINA SOSTA A BILBAO, I FUOCHI DI SAN GIOVANNI SULLA SPIAGGIA DI LA CORUNA, PELLEGRINI DI SANTIAGO E UN TIPICO GRANAIO IN PIETRA GALIZIANO. IN QUESTA PAGINA: IL CANE DI FIORI DAVANTI AL PEGGY GUGGENHEIM MUSEUM DI BILBAO E LA SPIAGGIA DELLA CONCHA A SAN SEBASTIAN, LA CATTEDRALE DI SANTIAGO DE COMPOSTELA E IL CERAMISTA OTERO REGAL.

L’uomo che ha codificato il concetto di ovvietà. C’è ancora il suo castello. Da Clermont Ferrand saliamo verso il mitico Puy de Dome, montagna dell’Alvernia che è al centro di una regione con ventidue vulcani spenti. Salire in vetta in auto non si può più: prendiamo l’appena inaugurato trenino a cremagliera. Uno spettacolo di panorama. Sopra è stato allestito un museo dedicato al tempio di Mercurio realizzato sul posto in epoca romana. Il 19 giugno attraversiamo il Perygord, famoso per i suoi pittoreschi villaggi rurali dove si produce dell’ottimo foie gras. Sosta pranzo sul lungo Gironde nell’elegante centro storico di Bordeaux e nel pomeriggio tappa ad Arcachon, storica località balneare sull’Atlantico il cui litorale è caratterizzato da alte dune di sabbia. In serata l’arrivo a San Sebastian, o Donostia per dirla alla basca. La città che si estende lungo la baia, chiusa da due promontori, è linda ed elegante. Nel suo centro storico si va anche per il giro dei baretti dove si possono gustare i pintxos (le tapas locali) e per visitare il mercato.

Tappa successiva il 21 giugno prima ad Axpe fra le montagne ad intervistare il grande chef Victor Arguinzoniz dell’Asador Etxebarri. Il re delle cotture con le braci di legno profumato, e poi a Gernika, la Guernica di Picasso, quella bombardata dai nazisti il 26 aprile 1937 durante la guerra civile di Spagna e rasa al suolo, con 1654 morti. Città martire che oggi è diventata un monumento alla pace, a cominciare dal suo museo. Un pugno nello stomaco. Nella vicina Bilbao c’è da restare a bocca aperta. Non è solo la struttura arditissima del Peggy Guggenheim Museum (straordinaria la collezione di arte moderna che custodisce) a stupire: è l’intera riqualificazione del centro storico. Un laboratorio urbanistico. Il 22 giugno è dedicato alla grotte di Altamira che custodiscono i più antichi graffiti d’Europa: risalgono a 18.500 anni fa. Quella che si visita è una grotta copia, riproduzione fedelissima dell’originale chiuso per evitare di compromettere i preziosi graffiti. Attraversate le Asturie arriviamo nella appartata Viveiro, città dalle grandi verande bianche ada-

giata su una della tante rias (il largo estuario dei fiumi galiziani), dove il 23 incontriamo l’artista Otero Regal, ceramista e intellettuale famoso. Lo abbiamo visto all’opera nel suo atelier. Nel pomeriggio raggiungiamo La Coruna (ora A Coruna) dove viviamo tutti i preparativi della Festa di San Giovanni: la gente porta nelle spiagge di tutto e dall’imbrunire l’intera baia è coperta di falò, migliaia, che ardono fino all’alba con intorno tanta gente in festa intenta ad arrostire sardine e ad ascoltare musica. Una festa popolare straordinaria. All’indomani, il 24, la spiaggia viene ripulita dai bulldozer. Capo Finisterre (ora Fisterra) con la sua suggestione lascia senza parole: il camper è bello perchè ci consente di fermarsi proprio in riva alla scogliera. Un tempo questa era considerata la fine del mondo. In paese assaggiamo i mostruosi ma prelibati percebes, crostacei di scogliera. In serata sosta a Santiago de Compostela e suggestiva visita notturna fino alla Cattedrale, fra tanti camminanti laceri ma felici dopo tanta fatica. Poi il 25 giugno (compleanno di Silvia,

festeggiato all’O’Rison di Portonovo parlando con Rafael Lima Fernandez, uno dei pionieri dell’immigrazione gallega in Olanda) tappe nella stessa Portonovo, all’isola di Toxa Poi tappe a Portonovo, all’isola di Toxa, a El Grove, belle località balneari. La costa galiziana è ricamata di rocce. A Baiona è ancora la riproduzione della caravella Pinta, la prima della spedizione di Colombo a rientrare dall’America. Escursione in Portogallo il 26 a Viana do Castelho, dominata dal santuario di Santa Lucia e il cui centro storico è impreziosito da tanti azulejos, le tipiche piastrelle decorate. Il 27 attraversiamo la meseta, da Ourense a Burgos (mozzafiato la cattedrale) fra ginestre in fiore e paesaggi colorati di terra e di grano. Ultima tappa a Lourdes: vi arriviamo durante la celebrazione serale con migliaia di fedeli ed è stato un momento toccante. Ultima tappa il 28 a Montecarlo per la foto di rito, quindi il ritorno (avvenuto all’alba del 29) non prima di aver assistito in un’Autogrill a Italia - Germania 2-0. Peccato non aver potuto sbandierare il tricolore all’estero...

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MALTA: l’isola dai mille colori Nei secoli, gli abitanti di Malta,, hanno escogitato tanti rimedi, per non permettere al vento di sibilare con forza fra i raccolti e rovinarli. Prima hanno cominciato ad erigere muretti a secco di diverse altezze, circondando i campi e proteggendoli. Poi hanno capito che la natura si protegge con la natura. Ed ecco quasi per magia che si sono formate barriere fatte di piante di fichi d’india. E grazie al pullulare di queste piante i maltesi negli anni hanno potrasfortuto coltivare e raccogliere i frutti di una terra selvaggia, oggi trasfor mata in tante tenute (chiamate Estate)) che producono vini di qualità, esportati anche sulle tavole di inglesi, cinesi e tedeschi. Così, arrivando a Malta ci si accorge subito di non essere mai soli. Si viene subito avvolti da un enorme e caldo abbraccio fatto di mille colori, mentre il vento non ti abbandona mai, senza infastidire ma solo accarezzando dolcemente. Ed è proprio accompagnati dal sibilo leggero, che ci si immerge in un mondo fatto di storia e di cultura, mentre la vista viene di volta in volta piacevolmente sorpresa da panorami a cielo aperto o da vicoli strettissimi che si affacciano a strapiombo sul blu intenso del mare. E non si finisce mai di stupirsi, camminando col naso all’insù. Verde, giallo, rosso, blu, tutti i colori, nelle varie gradazioni punteggiano le case tipiche dei diversi villaggi di Malta, che fanno bella mostra di sé con le diverse “gallerie”, i balconi tipici. La tradizione racconta che le donne sposate e di buona famiglia non uscivano quasi mai di casa, ma amavano trascorrere il tempo sui balconi. Ecco perché i maltesi, hanno “chiuso” con vetri i balconi, per permettere alle loro donne di godere della luce senza alterare il colore della pelle con il sole. Se ne vedono a centinaia soprattutto nella capitale La Valletta, patrimonio dell’umanità

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protetto dall’Unesco. Da non perdere, una visita alla CoCattedrale di San Giovanni (a pagamento), dove si conserva l’opera di Caravaggio: “La DeDe collazione di San Giovanni”. La vera ricchezza dell’isola è il mare, con le acque trasparentrasparen ti, dalle mille sfumature di verde-azzurro e spiagge che danno la sensazione di eses sere in un luogo esotico. Tra

queste

Paradise

Bay, sull’estremità nord occidentale: la sabbia sembra borotalco per quanto è bianca e fine. Più selvaggia e isolata è invece Ghajn Tuffieha, a nord-ovest. Per gli amanti delle immersioni, c’è la baia di St Peter’s Poo, a sud-est. E se non bastassero quelle di Malta si può sceg-

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liere una spiaggia della vicina Gozo (solo 20 minuti di traghetto), come Ramla I-Hamra che assume una particolare colorazione rossastra. Qui si trova (ma non visitabile) la grotta dove la leggenda vuole sia avvenuto l’incontro tra la ninfa Calipso e l’eroe Ulisse.

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i nostri Esperti AFFARI DI FAMIGLIA PSICOLOGIA DEL LAVORO

A cura dell’AVVOCATO Dott. Lara Tasso FULVIA FOIS del Foro di Rovigo

Pornografi a minorile La persuasione pedopornografia

La persuasione è un fenomeno molto Gent.li e Lettori, studiato,Lettrici soprattutto nel marketing, in questa metà d’estate l’appeal mi è per capire come aumentare stata sottoposta una questione di determinati prodotti e servizi. particolarmente delicata si poiché Le tecniche di persuasione basano riguardante la di in prevalenza su detenzione automatismi del materiale pedopornografi e i nostro pensiero; agiscono,coinfatti, suoi risvolti in ambito penale. quando il controllo di ciò che avviene Capita, apurtroppo, sempreIl più di intorno noi è ridotto. nostro frequente, anche grazie al facile cervello non è in grado di cogliere utilizzo della rete da tutti parte ed elaborare con internet attenzione gli di chiunque, che persone adulte stimoli che ci circondano, poiché vengano sono troppi.trovate in possesso di materiale e Ecco perché pedopornografi ricorre a semplifico cazioni conseguentemente denunciate cognitive che spesso possono indurci all’Autorità. in errore. Per materiale Un classico pedopornografi esempio è co si la intende la rappresentazione di atti categorizzazione sociale, che ci sessuali coinvolgono porta ache giudicare una minori. persona Ilancora nostro ordinamento punisce prima di conoscerla, sulla severamente, con categorie la reclusione base di alcune in da cui 6 a 12 anni (art. 600 ter c.p.), automaticamente la inseriamo, come ilchiunque: sesso, l’età“..o ilutilizzando colore dellaminori pelle. di anni 18, realizza esibizionia Per lo stesso motivo tendiamo pornografi chealta o produce materiale ritenere di più qualità un prodotto pornografico ovvero induce minori

perché ha un prezzo più elevato di un di anni diciotto a partecipare ad altro, senza valutarne con attenzione esibizioni pornografi che.” le caratteristiche. In caso il principio di distribuzione, Secondo persuasivo divulgazione o pubblicazione di del contrasto, se il secondo stimolo notizie o informazioni fi nalizzate differisce abbastanza dal primo, all’addescamento o allo tendiamo a vederlo più diverso sfruttamento dei minori degli anni ancora di quanto non lo sia in realtà. diciotto la penaseva un da venditore 1 a 5 annici Per esempio, di reclusione. presenta per primo l’articolo più Questa si riducesuccessivi a 3 anni inci costoso,pena i prodotti caso di cessione consapevole, sembreranno un affare, anche edse anche solomolto a titolo gratuito, a terzi comunque cari. di materiale pedopornografi co. è Un’altra regola molto utilizzata Ma nostro codice quellaildella reciprocità, che cipenale spinge prevede inoltre ciòall’art. 600ci a contraccambiare che un altro quater ha dato.il reato di detenzione di materiale pedopornografi co, E’ su questo principio che si basano infatti detto articolo così recita: gli assaggini ai supermercati, i “Chiunque fuori“gratuite” delle ipotesi campioncini,al ledigite in cui previste dall’articolo 600 c.p., si presentano dei prodotti: later maggior consapevolmente si procuraquesti o parte delle persone percepisce detiene pornografi co come dei materiale regali e si sente in dovere utilizzando minorifacendo degliacquisti. anni di contraccambiare diciotto punito persuasiva con la reclusione Un’altra ètecnica si basa fino a tre anni e con la multa

sul fatto che vogliamo apparire non inferiore eurocaratteristica 1.549. coerenti, perché aè una La pena è aumentata in socialmente apprezzata. misura Sarà non eccedente i due terzitelefonate ove il capitato a molti di ricevere materiale sia di ingente quantità.“la che hanno, all’apparenza, Leggendo quest’ultima norma sola finalità di effettuare sondaggi sorge spontaneo chiedersi d’opinione, ma che si rivelano, poi, se costituisce comportamento con intenti commerciali. Se nel corso penalmente rilevante il del sondaggio, infatti, ci anche siamo detti semplice fatto di visionare il favorevoli alle attività di beneficenza, materiale pedornografi co in rete sarà difficile rifiutare a fine telefonata scaricandolo sul proprio di compiere unapoi donazione, altrimenti computer o sulla chiavetta usb. risulteremo incoerenti. Ed ancora, commette reatoè chi Anche la riprova sociale una naviga su eunsi tecnica involontariamente persuasiva molto forte sito contiene di basache sul fatto che unomateriale dei mezzi che minori nel mentre compiono azioni usiamo per decidere che cos’è giusto sessuali? è cercare di vedere cosa fanno gli E’altri.evidente che se un adulto nell’atto navigare insirete si trovi Su questodimeccanismo basano, per casualmente a vedere materiale esempio, le finte risate nelle sitcom pedopornografi co principio non potrà americane. Un altro legato essere ritenuto alla riprova sociale è responsabile, la somiglianza, almeno astratto e per in basein alla quale ci carenza lasciamo dell’elemento soggettivo guidare più facilmente da (dolo), persone del reato di cui all’art. 600 quater

c.p.. proprio computer. Tuttavia, lo stesso dovrà essere in Ciò che assume rilevanza per grado di dimostrare all’Autorità la la Corte è la visione, ancorché casualità per cui ha preso visione limitata nel tempo, di immagini del materiale, dovrà evitare di pedopornografiche da parte del scaricarlo sul proprio computer, soggetto che volontariamente le dovrà chiudere il collegamento ha scaricate sul proprio computer, al sito e segnalarlo alla Polizia di nella consapevolezza di poterle Stato- sezione Polizia Postale-. riavviare in ogni momento. Al riguardo la Corte di Solo i file definitivamente cancellati Cassazione, nell’intento di possono escludere la disponibilità reprimere con sempre maggior di materiale pedopornografico. forza, determinazione ed Una raccomandazione va fatta a efficaacia il fenomeno della tutti i minori cui è stato concesso di pedofi digitale, ha motivo, ampliato internet e social network componente logica viene meno. simili alianoi. Per questo nelle utilizzare ilpubblicità concettosi vedono di disponibilità di poiché spesso accadesubiamo che Durantemolto la nostra giornata spesso persone immagini pedopornografi che persone sfruttino tali strumenti molti stimoli persuasivi, il più delle qualunque, che rispecchiano il target stabilendo che commette reato informatici per adescarli con varie volte senza rendercene conto. cui il prodotto è rivolto. anche il soggetto viene e tempistiche. Conoscere come agiscono, può, Quelli appena espostichesono solo modalità trovato in possesso immagini alcuni dei principi sudi cui si basa tuttavia, aiutarci ad assumere un benché scaricate nel la persuasione, ed cestino hanno del tutti ruolo più critico e attivo nei loro come minimo comun denominatore confronti, favorendo la distinzione tra Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore l’accento sul nostro lato emotivo: persuasioni positive e negative. interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi intervengono, infatti, quando la espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.

Sarò lieta di rispondere alle vostre domande all’indirizzo e-mail: lara.tasso@libero.it

L’ARCHITETTO

IL NOTAIO Il sisma nella Pianura Padana, tra ricostruzione e prevenzione

Certificazione energetica degli edifici

Dott. Massimo Cavazzana Architetto Tel. 049-9585333 A cura di: Giannenrico Cocito, Nel nostro Paese negli ultimi 40 anni sono stati spesi 147 miliardi Notaio

di euro sul patrimonio immobiliare esistente per la riqualificazione antisismica (circa 3,6 miliardi l’anno). Fondi per interventi “post Come noto, oramai qualche terremoto”, mentre, se si da fossero investititempo, per la progettazione di ci antisismici ampliamente evitato i crolli. Così inedifi sede di venditaavrebbero di un immobile è, nella dopo le scosse del 20 e 29 maggio scorso e le successive repliche maggior parte casi, necessario consegnare in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, si all’acquirente un certificato detto corre di ai ripari! Case in muratura e capannoni prefabbricati le costruzioni più colpite! “certificazione en Dell’attività delle faglie in Emilia si sapeva dal 2000, tuttavia solo Obbligo la cui inosservanza, a quanto risulta, dal 2003-2005 la Pianura Padana è stata riclassificata da zona ad oggi è priva di sarebbe sanzione. non sismicarimasta a gradoperò 3. Nel 2009 quindi entrato in vigore l’obbligo di costruire in quell’area con criteri antisismici. Le parole d’ordine ora sono: stima dei danni, valutazioni per la messa in sicurezza, ma anche distribuzione fondi e ripresa urgente delle attività aziendali. Il problema è che molti dei capannoni industriali sono costruiti senza tener conto delle norme antisismiche, urge quindi un censimento per adeguare gli insediamenti industriali! Ecco che il “D.L. post-terremoto”, n. 74 del 6 giugno e la “bozza di linee guida per la messa in sicurezza dei capannoni industriali”, redatte da Protezione civile, Cni, Assobeton e Reluis chiarisce le procedure post-terremoto più urgenti, per conciliare sicurezza e rapidità della ripresa delle attività produttive. Subito i controlli per

certificare l’agibilità sismica, necessaria per la riapertura delle attività produttive, ma massima semplificazione nelle procedure autorizzative di inizio lavori ed (eventuale) delocalizzazione delle attività per far ripartire l’economia. LE FASI SONO DUE: una prima rapida procedura di messa in sicurezza affidata dai titolari dei capannoni ai tecnici, per verificare che l’edificio non abbia le carenze strutturali e in caso abbia tali carenze si deve prevedere interventi di ripristino autocertificati al Comune, ma «è possibile solo quando il danno sui principali elementi strutturali sia assente o di modestissima entità». La seconda fase per poter certificare l’agibilità è quella dell’ OTTENIMENTO DI UN LIVELLO DI SICUREZZA SISMICA PARI AD ALMENO IL 60% di quello previsto per un capannone, costruito secondo la vigente normativa antisismica. Entro sei mesi, dall’entrata in vigore del DL, si dovrà comunque procedere a verifica di sicurezza ai sensi delle norme vigenti, e gli interventi per il raggiungimento della soglia del 60% dovranno essere eseguiti entro i 18 mesi successivi (inizio giugno 2014). Se per raggiungere questo 60% serviranno interventi edilizi, basterà comunicare ai Comuni l’avvio dei lavori e, solo entro 60 giorni dopo l’inizio dei lavori, si dovrà «presentare la documentazione per la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica e del titolo abilitativo edilizio nonché per la presentazione dell’istanza di autorizzazione

sismica ovvero per il deposito del progetto esecutivo riguardante le strutture». Qualora si scelga la DELOCALIZZAZIONE, questa «è autorizzata previa autocertificazione del mantenimento dei requisiti e delle prescrizioni previsti nelle autorizzazioni ambientali», e le aziende possono partire subito e presentare la documentazione entro 180 giorni. Spetta ai Presidenti delle Regioni definire «priorità, modalità e percentuali entro le quali possono essere concessi contributi nel limite delle risorse allo scopo finalizzate». Le risorse sono del Fondo per la ricostruzione, quantificate in 2,5 MILIARDI DI EURO CERTI (500 milioni di euro dall’accisa sulla benzina e 1 miliardo gli anni 2013 e 2014 da riduzione delle voci di spesa statale). Da definire, invece, le somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dal Fondo di solidarietà Ue. In Veneto vi sono per similarità le stesse strutture colpite in Emilia Romagna. Data l’esperienza appare indispensabile che la Regione Veneto quanto prima proceda attraverso i gruppi politici per una proposta legislativa in grado di incentivare il miglioramento strutturale delle attività produttive. Su questa linea si stanno già muovendo gli Ordini dei professionisti e associazioni di costruttori, che però riusciranno ad avere efficacia solo con l’accorta attenzione da parte della politica e della Regione del Veneto.

Sarò lieto di rispondere alle vostre domande inerenti gli articoli pubblicati od altri argomenti inerenti l’architettura e l’ urbanistica all’indirizzo mail: cavazzana@tin.it


I nostri esperti 33 RIVOLGITI ALL’AVVOCATO L’OCULISTA

OcchioQuestioni e occhiali da sole di Giustizia

DOTT. VALERIO CREPALDI Ospedale S.Antonio Padova v.crepaldi@libero.it

Estate, tempo di vita all’aperto, di sport, di sole. Il consiglio degli esperti è di Michela Nuvoletto, Foro di Padova proteggere gli occhi avvocato dai raggi del solari. Attenzione però: senzescrizioni di legge, presentano grossi difetti, tali Gentileche Avvocato, chiedo consiglio merito ad uno episodio accadutomi presso un noto ipermercato della mia zona. daLeprovocare danniinalla vista. Per spiacevole cui Le premetto che sono incinta sesto mese di gravidanza. attenzione a non cadere nellaal trappola recavo presso il reparto delle verdure, ove, dopo aver insacchettato la verdura e la frutta da acquistare, mi delMibasso prezzo.

recavo alle bilance, ove si trova l’addetto alla pesa ed al prezzaggio delle verdure. Lo stesso dopo avermi vista, faceva diversi spiacevoli apprezzamenti del tipo “sei proprio tonda” “perché non appoggi anche la tua anguria sulla bilancia” indicando con il dito inequivocabilmente la mia pancia, io non rispondevo e, dopo essermi allontanata, ad alta voce e davanti a molte altre persone, mi diceva “la tua pancia pesa molto di più delle angurie del supermercato”. Posso fare qualcosa? Era presente mia madre. Giulia.

Per porre le domande all’avvocato: direttore@lapiazzaweb.it

Carissima Giulia, ritengo che le affermazioni rivolteLe dal dipendente del supermercato siano molto gravi e lesive del suo onore e della sua dignità come donna e come futura madre. La prima cosa che Le consiglio è di inviare uno scritto di contestazione all’azienda rappresentando quanto accaduto richiedendo loro il nominativo del dipendente responsabile nonchè chiedendo al datore di lavoro di assumere il provvedimento disciplinare più adeguato per punire questo comportamento. Dopo di che, Le confermo che le espressioni usate nei Suoi riguardi da questo soggetto siano oltremodo sconvenienti e di cattivo gusto, ma soprattutto sono offensive e tali da integrare gli estremi del reato di ingiuria di cui all’art. 594 c.p. il quale punisce la condotta di chi “offende l’onore o il decoro di una persona presente”. Quindi Lei potrà senz’altro procedere sia civilmente, chiedendo i danni, che penalmente, sporgendo querela e chiedendo la punizione di questo dipendente. Le espressioni utilizzate infatti integrano gli estremi del reato in questione soprattutto alla luce dello stato in cui Lei si trova e del delicato periodo che sta affrontando, venivano dette in un luogo pubblico, davanti ad altre persone ed erano tali da farla sentire offesa ed umiliata. Sua madre potrà certamente testimoniare, ma mi permetto di consigliarLe, dopo aver inviato la contestazione scritta, di prendere contatti con il direttore del settore per capire con lui se il dipendente ha o meno confermato quanto da Lei riferito e che posizione ha preso, ed, eventualmente, che tipo di provvedimenti disciplinari intenderanno assumere. Per info su questo m.nuvoletto@gmail.com

articolo

L’OTTICO L’ARCHITETTO IlPerchè sisma nella Pianura Padana, è necessaria tra ricostruzione e prevenzione

una protezione solare

Dott. Massimo Cavazzana Architetto Tel. 049-9585333

Valentino Micaglio

Nel nostro Paese negli ultimi 40 anni sono stati spesi 147 miliardi Guida di euro diurna: sul patrimonio immobiliare esistente per la riqualificazione -antisismica abbagliamento da riverbero sul parabrezza, sul manto (circa 3,6 miliardi l’anno). Fondi perstradale; interventi “post - il conducente è disturbato dalla forte intensità terremoto”, mentre, se si fossero investiti per luminosa; la progettazione di edifici antisismici avrebbero ampliamente evitato iecrolli. dopo le scosse - esigenza di un alto livello di concentrazione di unaCosì visione eccellente; del 20 e 29 le successive in Emilia Romagna, - necessità di maggio un ampioscorso campoe visivo laterale repliche e periferico. Lombardia Spiaggia:e Veneto, si corre ai ripari! Case in muratura e capannoni prefabbricati le costruzioni colpite!laDell’attività delleil 15% fagliedei in raggi Emilia - elevata intensità luminosa epiù riverbero: sabbia riflette sisolari, sapeva dal 2000, tuttavia solo dal 2003-2005 la Pianura Padana è l’acqua il 20%; stata riclassificata da zona non sismica a grado 3. Nel 2009 sarebbe - una prolungata esposizione può accrescere il rischio di lesioni oculari; quindi entrato in vigore l’obbligo di costruire in quell’area con criteri - protezione dalla sabbia (irritazione oculare e grafi alle lenti). antisismici. Le parole d’ordine ora sono: stima dei danni, valutazioni per la messa in sicurezza, ma anche distribuzione fondi e ripresa urgente Vita attività di campagna, delle aziendali. Ilgiardinaggio: problema è che molti dei capannoni industriali -sono moderata intensità costruiti senzaluminosa; tener conto delle norme antisismiche, urge quindi

DENTI NATURALI CON LA ZIRCONIA La zirconia è un elemento ad alta biocompatibilità ed il suo utilizzo in odontoiatria e protesi è anche motivato dall’aumentare del numero di persone con ipersensibilità ai metalli come nichel e palladio che sono presenti in molte leghe dentali . La zirconia inoltre riduce la sensibilità agli sbalzi caldo/freddo grazie alle sue proprietà intrinseche di conducibilità termica, riduce i rischi di irritazione pulpare e la formazione di batteri patogeni migliorando notevolmente l’efficacia dell’igiene orale. Dal punto di vista estetico la zirconia ha notevoli vantaggi in quanto non necessita di stratificazioni ma nasce in un’unica struttura molto resistente, traslucente, simile ai denti naturali. Quando si posizionano i denti in zirconia vengono eliminati gli inestetici bordini neri, le gengive scure, le discromie che oggigiorno tanto preoccupano i pazienti.

un censimento per adeguare gli insediamenti - una prolungata esposizione può accrescere iln. industriali! Ecco che il “D.L. post-terremoto”, rischio di lesioni oculari. 74 del 6 giugno e la “bozza di linee guida Bicicletta, pattinaggio: per la messacorsa, in sicurezza dei capannoni industriali”, da possono Protezione civile,irritaCni, - il vento e redatte la polvere causare Assobeton Reluis chiarisce le procedure postzione agli eocchi; terremoto più urgenti, per conciliare - la luce intensa può rendere difficile lasicurezza visibilità e ed rapidità della ripresa delle di attività produttive. impedire l’individuazione ostacoli od avSubito i controlli per certificare l’agibilità vallamenti sul percorso; sismica, necessaria per la riapertura delle - abbagliamento da riverbero: strada bagnata, attività produttive, ma massima semplificazione superfi ci riflettenti.autorizzative di inizio lavori nelle procedure Pesca: ed (eventuale) delocalizzazione delle attività - forte (l’acqua ette SONO circa il per far intensità ripartireluminosa l’economia. LE rifl FASI 20% dei raggi solari); DUE: una prima rapida procedura di messa prolungata esposizione puòdei accrescere il in- una sicurezza affidata dai titolari capannoni airischio tecnici, per verifi care che l’edificio non di lesioni oculari. abbia carenze strutturali e in caso abbia tali Vela,le surf, pesca d’altura: carenze si deve prevedere interventi di ripristino - Necessità di una protezione avvolgente che autocertifi catiocchi al dall’intenso Comune, riverbero ma «è possibile preservi gli durante solo quando il di danno principali l’acqua elementi lo svolgimento attivitàsuiacquatiche: strutturali sia assente o di modestissima entità». riflette il 20% circa dei raggi solari, la schiuma La seconda fase per poter certificare l’agibilità 25%; dell’ OTTENIMENTO DI UN LIVELLO è ilquella anche le vele SISMICA ed il pontePARI delleAD barche sono DI SICUREZZA ALMENO superfi ci altamente rifl ettenti; IL 60% di quello previsto per un capannone, - una prolungata esposizione può accrescere il costruito secondo la vigente normativa rischio di lesioni antisismica. Entrooculari. sei mesi, dall’entrata in vigore del DL, si dovrà comunque procedere Sci, snowboard,alta montagna: a- ilverifi ca didilesioni sicurezza sensi delle norme rischio oculariaicausate dalle radiavigenti, e glivaria interventi per il raggiungimento zioni solari con l’altitudine: gli UV aumendella soglia 60%di 300 dovranno essere tano del 4% addel intervalli m d’altezza; eseguiti entro i 18 mesi successivi (inizio - sulla neve l’intensità luminosa aumenta sino a giugno 2014). Se per raggiungere questo riflettere l’85% della luce solare; 60% serviranno interventi edilizi, basterà - necessità diaidistinguere pendenza comunicare Comuni lal’avvio dei della lavoripi-e, sta e di individuare le lastre di ghiaccio; solo entro 60 giorni dopo l’inizio dei lavori, esigenza di una protezione avvolgente che si- dovrà «presentare la documentazione per ripari gli occhi da neve e vento durante una la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica conabilitativo sci o snowboard. e discesa del titolo edilizio nonché per la presentazione dell’istanza di autorizzazione Golf: sismica per rendere il deposito progetto - la luceovvero intensa può difficiledella visibilità esecutivo riguardante strutture». del fairway, del green eledella pallina inQualora volo; si- necessità scelga ladi una DELOCALIZZAZIONE, protezione avvolgentequesta che «èripari autorizzata del gli occhi previa da neveautocertifi e ventocazione durante lo mantenimento dei requisiti e delle prescrizioni swing, un’interferenza di visione causata dal previsti nelle autorizzazioni ambientali», e le bordo delle lenti. partire subito e presentare aziende possono Città: la documentazione entro 180 giorni. Spetta intensità ai- media Presidenti delleluminosa; Regioni definire «priorità, rifl esso sulle automobili, sui lemuri e sulle vemodalità e percentuali entro quali possono trine. concessi contributi nel limite delle risorse essere allo scopo finalizzate». Le risorse sono del Bambini: Fondo per la non ricostruzione, quantificateformato in 2,5 - il cristallino è ancora totalmente MILIARDI DI EURO CERTI (500agli milioni ed è particolarmente sensibile UV; di euro dall’accisa sulla benzina durante e 1 miliardo anni - esposizione prolungata i giochigliall’a2013 e 2014 da riduzione delle voci di spesa ria aperta. statale). Da definire, invece, le somme derivanti Operatori videoterminale: dalla riduzione dei contributi pubblici in favore riflessi residui del videoterdeiabbagliamento partiti politici eedal Fondo di solidarietà Ue. minale; In Veneto vi sono per similarità le stesse strutture - disomogeneità luminanza.Data l’esperienza Proteziocolpite in Emilia di Romagna. ne post operatoria (cataratta e Chirurgia Reappare indispensabile che la Regione Veneto frattiva):prima proceda attraverso i gruppi quanto politici una proposta legislativa in grado - dopoper un intervento è necessario proteggere digliincentivare miglioramento strutturale delle occhi dagliilUV e da forti intensità luminose. attività produttive. Su questa linea si stanno Protezione patologie oculari: già muovendomaculopatia, gli Ordini retinite dei professionisti - ambliopia, pigmentosa, e associazioni di costruttori, che però riusciranno post-terapia fotodinamica, fotosensibilità. ad avere efficacia solo con l’accorta attenzione da parte della politica e della Bibliografi Per gentile concessione del Dr. Regione dela:Veneto.

A.Appiotti

Sarò lieto di rispondere alle vostre domande inerenti gli articoli pubblicati od altri OTTICA MICAGLIO NOALE argomenti inerenti l’architettura e l’ urbanistica all’indirizzo mail: >noale@micagliogroup.it< cavazzana@tin.it


34 Crucipiazza Azzurra Edizioni S.n.c. - C.P. 93/B - 35028 Piove di Sacco (PD)

>info@azzurraedizioni.com<

LE OMBRE Trova l’ombra corretta

A

SOPRA E SOTTO

B

Risolvendo entrambi i giochi otterrete, rispettivamente, il nome e il cognome dell’attrice in foto

AIL - CAST - CINEMA - ELISA FICTION - LICEO - MARIA MOTIVO - NONNA - NOTA PARTENZA - ROMA - RUOLI SLOGAN - SOTTOLINEARE VITA - ZERO Chiave (5,5) - Il nome..........................

C

D

Inserite all’interno dello schema inferiore le parole elencate in modo da completare il cruciverba. A schema ultimato, nelle caselle grigie, apparirà il cognome.

AD-CA-CD-ID-TI-ATE-D’ORE ICS-IDO-ILA-ORA-REO-SIR-TAP CINO-ERMO-IENA-LODE-ODOR ORMA-AMPIA-DIPOI-EDMEA ODEON-PINOT-RADON RODIO TAPPE-DORRAI-IRONIA EDITORIALE The objects (gli oggetti) Impariamo l’inglese

CHIAVE (8) - Un oggetto.......................................................................................................... Aforismi divertenti • Non sono vegetariano perché amo gli animali. Il fatto è che odio le piante. • Mia moglie ed io siamo stati felici per vent’anni. Poi ci siamo incontrati. • Un piacere senza rischi piace meno.

Soluzioni: corretta: B LE OMBRE:

• La moglie al marito: “Caro, Tu preferisci una donna bella oppure una intelligente?” Lui: “Nessuna delle due cara. Ti amo così come sei!” • Che cosa vuol dire per un uomo “Aiutare nelle faccende domestiche?” Sollevare le gambe quando la moglie passa l’aspirapolvere. • Tra amiche londinesi: “Mi sono messa con un tipo underground!” “Fantastico! Cosa fa? Il pittore?” “No, guida la metropolitana.” • Tra amiche: “Voglio provare a entrare nell’ambiente del cinema!” “Allora c’è una sola cosa che tu devi fare.” “Quale?” “Comprarti un biglietto!” • Sulla spiaggia un ragazzo dice ad una ragazza: “Perché non fai il bagno?” La ragazza: “Ho le mie cose.” E lui risponde: “Vai, che te le tengo io.” • Chi è il portiere della squadra femminile di calcio più forte del mondo? Sara Cinesca. • Era così sofisticata che guidava con le gambe accavallate. • Fra due amiche: “Non c’è niente da fare, non ci capiamo. Pensa che gli ho detto che non volevo più vederlo!” “E lui?” “Ha spento la luce!” • Una ragazza si lamenta con

un’amica: “Incredibile come guidi la gente! Anche oggi ho tamponato tre auto!” • Un camionista si ferma ad un semaforo rosso. Da una macchina dietro di lui scende una bionda che si avvicina al finestrino e gli dice: “Buongiorno, volevo avvertirla che lei sta seminando il suo carico lungo la strada.” In quel momento il semaforo diventa verde e il camionista riparte. Ma al semaforo successivo la scena si ripete. E anche a quello dopo, a quello dopo e a quello dopo ancora. Finché l’uomo esasperato risponde: “Buongiorno a lei signorina. Mi chiamo Giorgio, siamo in inverno e questo è uno spargi sale.” • La maga ad una giovane ragazza: “Lei sposerà presto un uomo meraviglioso, bello, simpatico e intelligente.” La cliente allora domanda: “E del mio fidanzato cosa ne faccio? • Una donna affascinante è l’inferno dell’anima, il purgatorio del portafoglio ed il paradiso degli occhi. • “Come si chiama una ragazza che ha deciso di non fare all’amore con nessuno prima del matrimonio?” “Perché la volete chiamare?” • Lei: “Tu non mi capisci.” Lui: “Cosa intendi dire?”

trova l’ombra

Le donne

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A tavola 35 CUCINA

VINO

CALAMARATA IN CREMA FRESCA DI CAPRINO E PORRI

IL SANGIOVESE Denis Meneghini AL GIORNO D’OGGI OGN’UNO DI NOI, UN PO’ PER PASSIONE E UN

PO’ PER QUESTIONI DI ETICHETTA

CONOSCE I VINI PIÙ FAMOSI AL MONDO MA NON TUTTI SANNO CHE DIETRO AD UN GRANDE VINO C’È SEMPRE UN ALTRETTANTO GRANDE VITIGNO.

QUESTA VOLTA PARLIAMO DI SANGIOVESE, UN VINO CHE PRENDE IL NOME DAL VITIGNO, E CHE NEGLI “VINO DI BOTTEGA”. LA STORIA RACCONTA CHE IL SANGIOVESE È UNA DELLE UVE PIÙ VECCHIE DI CUI SI ABBIA NOTIZIA. ADDIRITTURA IN UN DOCUMENTO DEL 1772 SI DICE CHE GIÀ 2000 ANNI PRIMA, AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI, SI USAVA QUESTA UVA PER PRODURRE VINO. IL LUOGO DI ORIGINE DEL SANGIOVESE È LA TOSCANA, ANCHE SE ORAMAI VIENE COLTIVATO IN QUASI TUTTA L’ITALIA, IN PARTICOLARE IN EMILIA ROMAGNA. INOLTRE ULTIMI ANNI È RIUSCITO A SCROLLARSI DI DOSSO L’ETICHETTA DI

NEGLI ULTIMI DECENNI IL SANGIOVESE HA AVUTO UN SUCCESSO PLANETARIO, IN QUANTO ALCUNI PRODUT-

N.20-2 ‘A SMORFIA. I NUMERI DEI SOGNI SPESSO INGANNANO, INVECE OGNI NUMERO DELLA PASTA DI GAROFALO È UNA GUSTOSA REALTÀ CHE APPAGA I VOSTRI DESIDERI. METTETE IN GIOCO LA FANTASIA CON UNA COMBINAZIONE VINCENTE: “CALAMARATA E CALAMARIELLE”. MEGLIO DI UN TERNO SECCO!!! ABBIAMO VOLUTO VARIARE RISPETTO ALLA CLASSICA VERSIONE DI QUESTA PASTA SOLITAMENTE CONDITA CON IL PESCE, PROPONENDO UN PIATTO DI VERDURE, MORBIDO QUASI DOLCE.

PORRI DELICATI, FRESCO PROFUMO DI LIMONE E DEL CARPINO LEGGERO E GUSTOSO PER CONDIRE UNA PASTA SPECIALE. IL PIATTO PARLA DA SOLO E CON QUESTE TEMPERATURE È L’IDEALE: VELOCE DA PREPARARE, LIGHT E RENDE PERFETTAMENTE ANCHE FREDDO.

INGREDIENTI PER 5 PERSONE: 500G PASTA TIPO CALAMARATA 470G PORRI 160G FORMAGGIO CAPRINO LEGGERO 2 CUCCH. MIELE D’ACACIA 1 LIMONE SCORZA GHERIGLI DI NOCE

TORI CALIFORNIANI, ARGENTINI, AUSTRALIANI E CORSI, HANNO PIANTATO QUESTI VITIGNI NEI LORO TERRITORI CON OTTIMI RISULTATI. IL NOME SANGIOVESE HA ORIGINI MITOLOGICHE, INFATTI DERIVA DAL LATINO” SANGUIS JOVIS”, CIOÈ SANGUE DI GIOVE E NEL CORSO DEL TEMPO SI È TRASFORMATO NEL NOME ATTUALE. RE INCONTRASTATO DEL CENTRO ITALIA, IL SANGIOVESE HA SVARIATI CLONI CHE DI FATTO SONO RICONDUCIBILI AD ESSO, MA IN BASE ALLE ZONE DI COLTIVAZIONE, HANNO ASSUNTO NOMI DIVERSI. INFATTI DIVENTA BRUNELLO A MONTALCINO, PRUGNOLO GENTILE A MONTEPULCIANO E MORELLINO IN MAREMMA. COMUNQUE, ANCHE SE CAMBIA NOME, NON CAMBIA LE PROPRIE CARATTERISTICHE: ACINI DI UN ROSSO NON TROPPO CARICO, TANTA ACIDITÀ E TANNICITÀ CHE LO FANNO APPARIRE UN PO’ GREZZO DA GIOVANE MA GLI DONANO QUEGLI ELEMENTI CHE LO FARANNO EVOLVERE AL MEGLIO NEGLI ANNI A VENIRE, FACENDOLO DIVENTARE UNO DEI MIGLIORI VINI AL MONDO.

DENISMENEGHINI@ALICE.IT

SALE, PEPE NERO

PROCEDIMENTO

MONDARE, AFFETTARE E LESSARE I PORRI. MESCOLARLI CON IL MIELE, LE SCORZETTE DI LIMONE ED I GHERIGLI DI NOCE. INSAPORIRE CON SALE E PEPE. CUOCERE LA PASTA IN ACQUA BOLLENTE SALATA, SCOLARLA TENENDO DA PARTE UN PO’ DI ACQUA DI COTTURA. CONDIRE LA CALAMARATA CON IL PREPARATO AI PORRI, QUINDI AGGIUNGERE IL CAPRINO ED AMMORBIDIRE CON L’ACQUA DI COTTURA. SERVIRE SPOLVERANDO CON UN’ALTRO PO’ DI PEPE NERO. MANUELA E SILVIA BIZZO

SPIZZICHI E BOCCONI B


36 Oroscopo ARIETE 21/03 AL 20/04

DAL

FASCINO CLIMA AGITATO IN FAMIGLIA E IL PARTNER NON VI SODDISFA COME VORRESTE. ARMATEVI DI PAZIENZA L’ APPAGAMENTO È ALTROVE · S ALUTE DOMINATEVI A TAVOLA E CONCEDETEVI IL TEMPO PER L’OTTIMA GINNASTICA DI COPPIA. CHE PERÒ NON BASTA: INCREMENTATE LO SPORT

TORO DAL 21/04 AL 20/05 FASCINO

NON

SIETE IN VENA DI RINCORRERE IL PIACERE E CON IL PARTNER STATE AFFRONTANDO TROPPE SPESE CHE METTONO TENSIONE. RELAX · S ALUTE VOLTATE PAGINA, VE LO CHIEDE ANCHE LA BILANCIA E, NONOSTANTE LA FORMA DISCRETA, L’UMORE È MALINCONICO

GEMELLI DAL 21/05 AL 21/06

FASCINO GIOVE ILLUMINA QUESTO VOSTRO ANNO POSITIVO. I SENTIMENTI VOLANO VERSO METE SICURE DOVE L’AMORE SBOCCIA · S ALUTE SE SIETE IN VACANZA E DOVETE TORNARE CONCEDETEVI IL LUSSO DI RIMANDARE DI QUALCHE GIORNO. PUÒ SOLO FARVI BENE!

CANCRO DAL 22/06 AL 22/07

FASCINO LASCIATEVI ALLE SPALLE AMAREZZE E MALUMORI DEGLI ANNI PASSATI. VESTITEVI DI LEGGEREZZA E NON PRENDETEVI SUL SERIO · SALUTE OGNI TANTO LASCIATE CHE GLI AMICI VI DIANO PER DISPERSI E NEL FRATTEMPO RICARICATE LE PILE IN QUALCHE PARADISO DI SILENZIO

LEONE DAL 23/07 AL 23/08

FASCINO

ESPRIMERVI

CON AGGRESSIVITÀ NON VI AIUTA ANCHE SE, IN QUESTO PERIODO, L’ISTINTO È QUELLO. VI ASPETTANO TEMPI DURI · S ALUTE SE AVETE INTENZIONE DI FARE UN VIAGGIO SCEGLIETE METE TRANQUILLE, VICINE A CASA. IL PERICOLO È DIETRO L’ANGOLO

VERGINE DAL 24/08 AL 22/09

FASCINO IL

TUO CUORE HA FINALMENTE TROVATO SERENITÀ. LA GELOSIA, UTILIZZATA POSITIVAMENTE, ACCENDE IL DESIDERIO · S ALUTE I PENSIERI NON VI DANNO PACE, UN CONTINUO ASSILLO VI TORMENTA E NON VI AIUTERÀ CERTO SVUOTARE VASCHETTE DI GELATO

Oroscopo COME ALATI PREDATORI

BILANCIA DAL 2 3/09 AL 22/10

FASCINO STAI CAMBIANDO E QUESTO VIAGGIO INTERIORE TI PORTERÀ ANCHE VARIAZIONI IN AMORE: SI RIVELERANNO UNA FORTUNA · S ALUTE ALLEGRI E PIMPANTI NON RIUSCITE A TRATTENERVI DAL FARE MILLE COSE E TROVARE PURE IL TEMPO PER LO JOGGING E LA PALESTRA

CONSERVATE L’AMORE ESTIVO PER

SCORPIONE DAL 23/10 AL 22/11

TUTTO CIÒ CHE LUCCICA

L’AMORE

F

A S C I N O

È CONDITO DA SUSPENSE E TRAGICITÀ MA RICORDA CHE È UN’IDEA ROMANTICA, LA REALTÀ È BEN ALTRO CHE QUESTO · S ALUTE LA FASE CRITICA È PASSATA MA NON È ANCORA IL MOMENTO DI ABBANDONARSI ALLA PIGRIZIA. L’ELEMENTO ACQUA TI AIUTERÀ MOLTO

SAGITTARIO DAL 23/11 AL 21/12

DI RECENTE L’AMORE VI HA FATTO SOFFRIRE. APPROFONDITE LA CONOSCENZA DI QUALCUNO CHE DA POCO AVETE INCONTRATO · S ALUTE OMBROSI PIÙ CHE MAI TENDETE AD ISOLARVI… NON È QUESTO IL MODO MIGLIORE PER GODERE DEL SOLE ESTIVO FASCINO

CAPRICORNO DAL 22/12 AL 20/01

FASCINO ATTENZIONE, IN QUESTO PERIODO RISCHI DI FAR PASSARE DAVANTI A TUTTO I TUOI IMPEGNI PROFESSIONALI. APRI GLI OCCHI · SALUTE LA GOLA VI TENTA MOLTO MA SE SARETE COSTANTI CON L’ATTIVITÀ FISICA ARGINERETE QUALCHE DISASTRO. AGGIUNGETE LA MEDITAZIONE

ACQUARIO DAL 21/01 AL 19/02

MANTENETE I PIEDI PER TERRA PER EVITARE DELUSIONI, UN IDILLIO CONTINUA MA NON DIMENTICATEVI DI METTERVI SEMPRE IN GIOCO · S ALUTE IL CALDO DI QUESTI GIORNI VI PROCURA QUALCHE FASTIDIO DI BASSA PRESSIONE: MANGIATE FRUTTA E BEVETE IN ABBONDANZA FASCINO

PESCI DAL 20/02 AL 20/03

FASCINO VI ASPETTANO SORPRESE ECCITANTI E UN RINNOVATO OTTIMISMO VI DARÀ ENERGIA PER COSTRUIRE UNA BELLA STORIA · S ALUTE CAMMINARE MOLTO VI FA BENE E FINALMENTE SENTITE IL VOSTRO CORPO APPARTENERVI. QUALCHE ACCIACCO MUSCOLARE RISOLVIBILE


4

L’Associazione Artigiani e P. I. “Città della Riviera del Brenta” in occasione della 4ª Festa dell’Artigianato Artistico

presenta

Scatti di vita quotidiana nelle aziende della Riviera del Brenta

Villa dei Leoni

7-10 settembre 2012

Mira - VE

Anche quest’anno avrà luogo la Festa dell’Artigianato Artistico da Venerdì 7 a Lunedì 10 Settembre quattro giornate di esposizioni, convegni, spettacoli e tanta Festa!

In collaborazione con:

DAL

1959

La Piazza della Riviera est - 2012lug n93  

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