La Piazza della Riviera est 2012gn n9

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della Riviera est

LA PIAZZA

www.lapiazzaweb.it

Periodico d’informazione locale. Anno XIX n.9

È DISTRIBUITA DA

Mira Il centrosinistra va alle primarie

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Campolongo Polemica sul referendum per l’Ulss

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Campagna Lupia Raffica di multe dall’autovelox di Lova

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EDITORIALE

Amministrative, prove “tecniche” di politica

LO NAZ/19/2010/CT 01 04 2010

MIRA ASPETTA IL PATRIARCA DI VENEZIA La città di Mira pronta ad accogliere il nuovo Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia. Il nuovo Patriarca di Venezia (in arrivo da La Spezia) giungerà, infatti, nella Diocesi entrando da Mira, come consuetudine. Così avevano fatto anche i suoi predecessori e da ultimo Angelo Scola. pag.

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RITORNANO GLI STORTI DI DOLO

Un dolce perduto riscoperto con un libro e ristoratori e pasticceri preparati: “I storti dal Dolo”. Diversi abitanti dolesi potranno lamentarsi di essere stati così definiti, soprattutto in passato, per ragioni che nulla avevano a che vedere con la loro postura. Vediamo di che si tratta. pag. 16

di Ornella Jovane

E

Più abitanti, meno matrimoni in chiesa

La natalità è sostenuta dall’arrivo degli stranieri. Mira supera i 39mila residenti

N

ei principali centri della Riviera del Brenta e cioè Dolo e Mira, la popolazione è aumentata soprattutto per l’arrivo di nuovi immigrati. Sempre meno i matrimoni con rito religioso. Ma vediamo i dati. A Mira, i residenti a fine 2011 superano quota 39.000. Le donne sino quasi mille in più degli uomini. Gli stranieri sono 3.068, il 7,8. E’ Oriago la frazione più popolosa. I matrimoni civili sono il doppio dei religiosi. L’Ufficio Statistica del Comune di Mira ha reso note le cifre relative alla popolazione,

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sa si conferma Oriago con 10.745 residenti, seguita da Mira Taglio con 8.134 e Mira Porte con 6.675. Vengono poi Gambarare con 4.473 residenti e Borbiago con 4.235. In coda Malcontenta, che nella parte di competenza del Comune di Mira, ha 2.557 residenti, e Marano con 2.322. Per quanto riguarda gli stranieri, il numero complessivo dei residenti è di 3.068 (erano 2.865 nel 2010): 203 in più dell’anno precedente. pagg.

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L’Intervento

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riferite al 31 dicembre 2011. Mira nel corso del 2011 ha superato la soglia dei 39.000 abitanti: sono, infatti, 39.141 i residenti al 31.12.11 (erano 38.952 a fine 2010), 19.141 i maschi, 20.000 le femmine. Un incremento che è conseguenza sia di un positivo saldo naturale (i nati sono 355 mentre i morti sono 331) che del saldo migratorio (1.211 le persone che si sono stabilite a Mira, 1.046 coloro che ne sono usciti). Le famiglie sono in tutto 16.428 (erano 16.145 nel 2010). La frazione più popolo-

’ metà gennaio quando dal blog di Chioggiazzurra, il pdellino Beniamino Boscolo, giovane stimato politico di Chioggia, rivolge a Lucio Tiozzo, consigliere regionale di lungo corso, anch’egli stimato politico di Chioggia, esponente del Partito democratico, alcune domande su questioni chioggiotte portate in Regione per sensibilizzare l’assessore preposto. Il consigliere Tiozzo nel rispondere cita spesso il collega del Pdl, Carlo Alberto Tesserin - anch’egli stimato ed esperto politico di Chioggia, autorevole presenza in Regione - sottolineando come in Consiglio regionale i chioggiotti si siano mossi insieme e in sintonia - indipendentemente dalla collocazione politica - per portare avanti le istanze della città. Peraltro tutt’altro che semplici: l’ospedale, il turismo e la spiaggia, la pesca... E sottolinea che insieme hanno ottenuto dei risultati. A questo punto l’acuto Beniamino Boscolo azzarda una domanda. La introduce, la giustifica, tergiversa e poi alla fine si decide: ma che il “modello” Monti abbia fatto scuola anche a livello locale e in Regione stia prendendo forma quell’assetto politico di una maggioranza multicolore fondata sulla tregua in nome del bene comune?La domanda risulta tutt’altro che improbabile. continua a pag. 3

La pesca ha ancora un futuro? di Enzo Fornaro*

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a crisi dei consumi e il rincaro del gasolio hanno determinato, per la pesca di cattura in mare, una situazione insostenibile in quanto le singole imprese non sono i grado di fronteggiare i costi mediante il ricavo dalla vendita del pesce nei mercati. *Presidente Federcoopesca-Confcooperative Veneto

continua a pag.

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