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Messaggio elettorale

del Piovese

al centro ci sei tu

Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 5 - Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n° 46) – Art. 1 comma 1 – PD

Elezioni Le attese del Veneto dalla politica pagg.

Truffe on-line Falso sollecito della bolletta dei rifiuti

4-5, 6

Comm. resp.: Antonio Magnan

VALORE ALLE PERSONE

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pag.

07/02/13 20.07

10 EDITORIALE

L’aspirazione di diventare un paese normale

LO NAZ/19/2010/CT

01 04 2010

ArzergrAnde, lA rete degli Assistenti sociAli

Creare una rete di supporto professionale, che promuova l’approfondimento di tematiche di interesse comune. E’ questo lo scopo principale del neonato Coordinamento degli Assistenti Sociali, formato dagli operatori che esercitano nell’ambito dei comuni afferenti al sesto distretto dell’Ulss 16. pag. 16

Pontelongo, unA cAsA Per lA culturA

Una nuova casa per la cultura e la memoria storica del paese. Le ex scuole elementari, infatti, diventeranno un museo permanente dedicato alla Grande Guerra, allo zuccherificio e sede dell’archivio storico fotografico. E’ questa la scelta dell’amministrazione che ha approvato il progetto definitivo. pag. 22

di Mauro Gambin*

L

Cade la Giunta, finita l’era Marcolin

Le dimissioni degli undici consiglieri di opposizione e di uno della maggioranza mandano tutti a casa

A

tre anni e mezzo dal mandato finisce l’era di Alessandro Marcolin alla guida del Comune di Piove di Sacco. A decretarlo le dimissioni in blocco di undici consiglieri: l’opposizione al completo, la Lega e il consigliere Ferruccio Miotto. L’unico, quest’ultimo, appartenente alla maggioranza. E’ la prima volta che a Piove di Sacco una giunta cade per motivi politici. Il 24 gennaio è stata nominata commissario prefettizio il vice prefetto Antonella Reina: sarà lei a reggere le sorti di palazzo Jappelli

Messaggio elettorale

fino alle amministrative del 26 maggio. Sono recenti le tappe che hanno portato alla caduta della giunta Marcolin. Il divorzio con la Lega. Il Carroccio chiedeva una presa di posizione forte nei confronti dei dirigenti ritenuti responsabili dello sforamento del fondo produttività. Marcolin ha sempre sostenuto di voler attendere la sentenza della Corte dei Conti. Il 29 novembre vengono sfiduciati il vicesindaco Andrea Recaldin e l’assessore alla Cultura Lorena Stevanato. La maggioranza rimane con un solo voto

di scarto rispetto all’opposizione. In cerca di nuovi appoggi, il sindaco offre la delega alla Cultura al consigliere dell’Idv Mario Miotto, che accetta, ma per questo viene espulso dal partito. Il “Caso Bertani”. Il 12 gennaio il consiglio comunale, a metà seduta, salta per mancanza del numero legale. Il 14 si torna in aula. Presenti la segretaria comunale, il direttore generale, l’opposizione al completo (Lega inclusa) e due consiglieri del Pdl. pag. 8

L’Intervento

VALORE ALLE PERSONE

SENATO Comm. resp.: Antonio Magnan

U

*Segretario Generale del Coisp (Sindacato Indipendente di Polizia)

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049 9705597 VIGOROVEA casa singola inserita su lotto di terreno di 1300mq. piantumato. Disposta su piani sfalsati, è dotata di ampi spazi abitativi, di cui: cucina, soggiornopranzo, 4 camere, 3 bagni, mansarda, taverna di 80mq., terrazzi, garage ed un bel portico. Da non perdere! Prezzo trattabile Classe F – kWh 163,6. Rif. 091146

di Franco Maccari*

n cittadino inglese, a Londra, nelle scorse settimane ha brandito due coltelli contro dei turisti che assistevano al cambio della guardia fuori da Buckingham Palace, e poi ha rivolto i coltelli contro se stesso minacciando il suicidio.

continua a pag. 3 *direttore@lapiazzaweb.it

PIOVE DI SACCO e limitrofi

In condizioni disastrose e senza mezzi

CAMERA

’Italia della crisi, cioè quella repentinamente scopertasi tra i paesi con più difficoltà in Europa per occupazione ed economia, pareva aver maturato la consapevolezza che per uscirne sarebbe servita un’inversione ad U rispetto agli ultimi 20 anni. Pareva che finalmente l’Italia avesse seriamente preso in considerazione l’ipotesi di diventare un paese normale, un paese in cui la classe dirigente è seria ed onesta, competente e capace, un paese in cui si pagano le tasse e non il pizzo. Anche per il mondo dell’impresa il cambio di rotta sembrava l’unica via percorribile. “L’Italia in ritardo con le infrastrutture e un po’ ingessata dalla burocrazia può – si diceva – comunque farcela. L’Italia può contare sulla sua innata creatività, figlia dell’antichità classica e del Rinascimento. La cultura - si insisteva - la cultura è il bene primario inestinguibile che nessuno può copiarci”. Basta con i complessi d’inferiorità, con la nostalgia della lira, il desiderio della new-autarchia e del protezionismo con le cortine di ferro ai confini nazionali. Nessun paese, si diceva, è come l’Italia. L’Italia è “Made in Italy” e nel mondo conta. Insomma la svolta era li, con il dito già umettato sul bordo della pagina della storia patria.

PIOVE DI SACCO

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EDITORIALE

segue da pag.

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L’aspirazione di diventare un paese normale

Operazione trasparenza

l’università mette on line i comPensi

Con la pubblicazione sul sito internert di una gran mole di informazioni l’Università di Padova vuole essere casa di vetro trasparente per farsi osservare da chiunque ne abbia interesse. Trasparenza intesa come accessibilità totale, sempre aggiornata, mettendo a disposizione indicatori relativi agli andamenti gestionali, all’utilizzo delle risorse, ai risultati dell’attività di valutazione svolta da organismi interni ed esterni, alle sovvenzioni, contributi, crediti, sussidi e benefici di natura economica, gestione dei pagamenti, incarichi e consulenze, con l’obiettivo di favorire forme di controllo all’insegna di una efficiente amministrazione.

Il tempo di trovare una classe dirigente in grado di traghettarci oltre vent’anni d’inedia e il salto dalla seconda alla terza repubblica sembrava bell’e fatto. L’Italia aveva dato prova di poter accettare anche la stagione dell’austerity, pur di diventare normale. Pensioni, lavoro, Imu. Un dolore dietro l’altro ma avanti, pur di essere finalmente come gli altri. Basta con le promesse, i proclami, i contratti con gli italiani. No, no basta, non ci saremmo più cascati. Anzi fosse la politica a darsi una regolata: troppi scandali, troppi ladri, in troppi sia alla Camera che al Senato. Con le elezioni politiche tutto sarebbe cambiato. Questa sarebbe dovuta essere la campagna elettorale all’insegna del nuovo corso dell’Italia, la nuova stagione della politica. La crisi, lo imponeva. Si sarebbe dovuto parlare del domani, delle nuove pieghe da dare all’economia, delle speranze per i giovani: il lavoro, la scuola, i servizi. Il momento storico lo richiedeva. Invece, la politica non ce l’ha fatta a resistere e forse nemmeno gli italiani. Dopo appena un mese dall’apertura della sfida per il governo del Paese la tentazione di promettere quattro milioni di posti di lavoro è stata troppo forte, come pure il desiderio di togliere l’Imu dopo che già l’abolizione dell’Ici i era stata una vera e propria catastrofe per comuni, rimasti senza risorse per gli scuolabus, polizia locale, asili e scuole elementari. Difficile anche non lasciarsi andare al bisogno fisiologico dei condoni. E il reddito di cittadinanza? Che dire del reddito di cittadinanza. Meravigliosa l’ipotesi che per tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro a fine mese ci sia un assegno da mille euro ad aspettarli, se non fosse che siamo in Italia e sai quanti oggi lavorano per uno stipendio con un importo che vale molto meno? E sai quanti davanti ad un prospettiva del genere prenderebbero in seria considerazione l’ipotesi di diventare disoccupati a tempo indeterminato? E poi va a dimostrare che non ne hanno diritto. Dovremmo essere in un paese normale per poterlo fare. Cioè servirebbe una burocrazia che funziona, dei funzionari che si fanno rispettare, enti e uffici gestiti in modo ineccepibile ma siamo l’Italia, il Made in Italy, e sono cinquant’anni che parliamo di cultura, di patrimonio artistico di turismo come settori strategici per il rilancio dell’occupazione e dell’economia. Peccato non sentirne mai parlare durante le campagne elettorali, forse perchè riesce più facile convincerci che è possibile ridurre le tasse. di Mauro Gambin

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Carri, musica e divertimento

grAnde cArnevAle A cAsAle di scodosiA

Un successo 65^ edizione del Carnevale del Veneto. Casale di Scodosia ha confermato la sua lunga tradizione con grandi carri allegorici, spettacoli, animazione, musica e tanto altro. In apertura iil concorso canoro “Voci nuove”, quindi la grandiosa sfilata di carri allegorici musica e animazione con la scuola di hip hop New Project. I sindaci: siamo al collasso

immigrAzione comuni in crisi

“La situazione sui territori è al collasso, aspettiamo il rimborso per spese che i Comuni hanno responsabilmente sostenuto nei mesi scorsi, sulla base di un accordo preciso con il Governo. Si tratta di competenze dello Stato centrale che deve garantire la copertura economica”. E’ quanto è tornato a denunciare il sindaco di Padova e delegato dell’Anci all’Immigrazione, lo scorso mese surante il Tavolo interistituzionale sul tema dei minori stranieri non accompagnati, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Chiama il numero 049 640371 Agente di zona 393 9383227

Piovese trAsPorti

lA ProtestA

Nuovi treni nella tratta Adria-Mestre pag.

correzzolA

12

La piazza di Villa del Bosco sarà rimessa a nuovo

Brugine

pag.

Impigliata nelle maglie della burocrazia pag.

16

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AmBiente

Padova e provincia con il “fiato corto” preoccupa la qualità dell’aria pag. 25

mondo scuolA

35020, Saonara (PD)

Regione

L’autonomia scolastica si apre al territorio pag. 26

Oltre 120 capolavori di Giuseppe De Nittis in esposizione a Palazzo Zabarella a Padova fino al 26 maggio. Le opere, provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi costituiscono il percorso espositivo della più importante mostra mai realizzata su uno dei protagonisti assoluti della pittura dell’Ottocento europeo. A Padova con le Acli

Maggiore potere d’acquisto per far ripartire i consumi pag. 32

sAnità

Gli ospedali hanno troppi debiti con i fornitori

Arte

Il Settore Servizi Scolastici promuove anche quest’anno l’iniziativa “Nidi aperti alla città”. La proposta vuole offrire ai genitori la possibilità, nella giornata di sabato 2 marzo dalle ore 10.30 alle ore 12.30, di visitare gli Asili Nido in relazione all’iscrizione e alla scelta della struttura per settembre 2013. Non è necessaria la prenotazione. Le visite guidate dal personale educativo, potranno aiutare i genitori a soddisfare le prime curiosità e a trovare le rassicurazioni necessarie per la loro scelta. Le educatrici illustreranno le strutture e l’attività in programma.

l’Arte di de nittis A PAlAzzo zABArellA

economiA

Piccole imprese scendono in piazza “siamo in mutande” pag. 24

nidi APerti in città Per genitori e BimBi

Fino al 26 maggio a Padova

Viale Veneto, n.32

Provincia

A Padova il 2 marzo

pag.

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Intervista a Piero Slongo, esordiente a 80 anni pag. 35

mAster sull’islAm Per l’integrAzione

“Per il secondo anno consecutivo le Acli regionali del Veneto promuovono delle borse di studio per il Master in Studi sull’Islam d’Europa. Si tratta della prima iniziativa formativa di alto livello in Europa che affronti la tematica attuale sulla fisionomia sociale, culturale e religiosa della presenza islamica in Europa e nel nostro Paese”. Con queste parole il delegato della Presidenza delle Acli del Veneto per le Politiche dell’Immigrazione, Marco Ferrero, ha presentato la borsa di studio messa a disposizione dalle Associazioni cristiane lavoratori italiani.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della GIVE EMOTIONS Srl

DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE e

ConCessionaria

di

Questa edizione raggiunge le zone di Piove di Sacco, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Pontelongo, Polverara per un numero complessivo di 16.614 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752

Venezia Padova Rovigo Treviso

PubbliCità loCale

Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro GaMbin direttore@lapiazzaweb.it ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 30 gennaio 2013 Centro Stampa: rotopreSS InternatIonal loreto, vIa breCCIa (an)

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4 Argomento del mese ELEZIONI POLITICHE Appuntamento con il voto i prossimi 24 e 25 febbraio. In Veneto sono 4 milioni gli elettori. Lente d’ingrandimento puntata sulla nostra regione, il risultato che uscirà dalle urne potrebbe concorrere in maniera determinante a garantire la governabilità in Senato. Lavoro e tasse i temi più “battuti” in campagna elettorale

Il Veneto verso le elezio

di Giovanni Giovetti

Le nuove facce della politica non rimuovono dubbi e scoramento

Attese risposte per far ripartire la locomotiva del Nord Est dopo la recessione

D

a anni laboratorio politico sotto osservazione nazionale, il Veneto in questa tornata elettorale del 24-25 febbraio si trova sotto la lente di ingrandimento, insieme a Lombardia, Campania e Sicilia, a causa del peso determinante del risultato che uscirà dalle urne venete ai fini della stabilità di governo. Il Veneto infatti è una di quelle regioni che “pesano”, con il sistema elettorale del Porcellum, nell’assegnazione dei seggi in Senato. Non quanto la Lombardia, definita l’Ohio di casa nostra per l’apporto decisivo che può portare con il suo premio di maggioranza alla coalizione vincente, ma comunque il suo contributo non è per nulla trascurabile. Un interesse, del resto, manifestato nel corso della campagna elettorale da partiti e coalizioni che hanno monitorato con attenzione l’andamento e l’evoluzione giornaliera di sondaggi e previsioni sulle intenzioni di voto dei potenziali 4 milioni di elettori di casa nostra. La sfida tra Bersani (centrosinistra), Berlusconi (centrodestra) e Monti passa anche per il Veneto dunque, frequentatissimo fin dalle prime settimane di campagna elettorale dai big nazionali, affiancati da quelli locali in corsa. In tutto

vAdemecum

Come si vota

E

lezioni politiche, si vota domenica 24 febbraio, dalle 8 alle 22, e lunedì 25 dalle 7 alle 15. Possono votare per l’elezione della Camera dei Deputati gli elettori che hanno compiuto 18 anni, mentre per il Senato della Repubblica gli aventi diritto al voto che hanno compiuto 25 anni entro il primo giorno della votazione (il 24 febbraio). Sia per l’elezione della Camera dei deputati che per quella del Senato della Repubblica l’elettore esprime la propria preferenza tracciando un solo segno sul simbolo della lista prescelta. Anche nel caso di liste collegate in coalizione, il segno va sempre posto sul contrassegno della lista che si vuole votare e non sull’intera coalizione. Non è possibile esprimere un “voto di preferenza”: la lista di candidati è, infatti, “bloccata”, i nomi sono presentati seguendo un ordine prestabilito al momento del deposito della lista stessa, che non è presente sulla scheda elettorale. I parlamentari risulteranno eletti in base al medesimo ordine, a seconda dei seggi ottenuti dal rispettivo partito. Per la Camera il premio di maggioranza del 55 per cento viene assegnato su base nazionale. Diversamente la legge elettorale attuale prevede per il Senato un premio di maggioranza sempre del 55 per cento dei seggi ma calcolato regione per regione. Poichè il numero dei seggi è proporzionale a quello degli abitanti, di conseguenza il premio di maggioranza acquista maggior peso nelle regioni più grandi. In Lombardia dunque si assegnano 49 seggi, in Veneto 24, in Campania 29 in Sicilia 25.

in Veneto i candidati sono 1600 distribuiti in 75 liste (altre 10 erano da valutare), si contendono 24 seggi al Senato e 51 alla Camera. Il lavoro e le tasse: sono tutti economici i temi clou che hanno ispirato anche da noi gli interventi dei politici in tour, chiamati a Nordest a convincere una platea di elettori piuttosto critica e distaccata. In particolare il mondo produttivo della piccola e media impresa, che nel Veneto rappresenta il tessuto portante, provata dalla recessione ha manifestato segni di insofferenza e di sfiducia verso i partiti e la politica accusata di scarso pragmatismo, mancanza di visione strategica e di moralità. Si aspettavano di capire come far ripartire l’economia e con essa la locomotiva del Nordest, dopo la crisi ancora più sofferente a causa del frazionamento in tanti piccoli distretti produttivi di fronte alla irrisolta sfida della globalizzazione. Le facce nuove messe in campo, in ambito della promessa di rinnovamento fatta un po’ da tutti i partiti alla vigilia della campagna elettorale, non sembrano sufficienti a rimuovere i dubbi e lo scoramento. Anche perché poi non sono molte.

Il Pdl, che insieme alla Lega secondo le previsioni dovrebbe riuscire a “mantenere” il suo primato in Veneto, schiera i suoi pezzi migliori e, per questo, volti già consolidati e noti. La Lega Nord, che con queste elezioni si conta dopo le recenti vicissitudini che l’hanno portata al nuovo corso, quello 2.0, presenta il maggior sforzo di discontinuità col recente passato, imposto non senza tensioni interne dal segretario Flavio Tosi. Il sindaco di Verona ha quindi lasciato a casa per lo più i veterani - avvicinabili alla precedente gestione bossiana del partito - per fare spazio ai “suoi”. Il Partito democratico insieme con Sel, che non demordono e che fino all’ultimo continuano a credere possibile anche in Veneto il sorpasso dopo un ventennio di dominio del centrodestra, si sono affidati alle primarie per la compilazione delle liste. Monti ha invece optato in Veneto per le eccellenze di spicco in ambito scientifico ed economico. Puntano, con fondate aspettative, ad intercettare anche in Veneto le preferenze dei delusi dai partiti tradizionali il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Fare per fermare il declino di Oscar Giannino e Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.


Argomento del mese 5 Tutte le promesse per alleggerire il fisco

oni fra previsioni e sfide L’analisi Dalla Cgia di Mestre previsioni poco confortanti per il 2013

“Quasi 12 mila euro di tasse a testa, dal 1980 più che raddoppiate” di Nicola Stievano

A

ltro che meno tasse per tutti. Mentre le forze politiche fanno a gara giocando al ribasso sul fisco alla Cgia di Mestre gli analisti hanno messo in ordine i numeri e le previsioni sono poco confortanti. Secondo le elaborazioni del centro studi nel 2013 la pressione fiscale raggiungerà il record storico del 45,1% del Pil, ben 13,7 punti percentuali in più rispetto al 1980. In termini assoluti, ciascun italiano (bambini e ultracentenari compresi) verserà quest’anno un carico di imposte, tasse e contributi pari a 11.735 euro. Ben il 125% in piu’ di quanto pagato nel 1980 (5.215 euro pro capite).125%. Il 2013, dunque, si presenta con un “carico” di tasse di 585 euro in più per ciascuna famiglia. Al netto di quanto riusciranno a concretizzare i nuovi governati nei primi mesi di governo, i contribuenti dovranno intanto fare i conti con l’introduzione della Tares sui rifiuti, l’aumento dell’Iva previsto dal primo luglio, il ritocco all’insù dell’Imu sui capannoni (imposta particolarmente dolorosa nel Veneto delle duemila zone produttive su 581 comuni), gli incrementi dei contributi previdenziali degli autonomi e delle addizionali Irpef a livello locale che si tradurranno in 14,7 miliardi di tasse e contributi previdenziali in più rispetto al 2012. “Nonostante la Legge di stabilità abbia alzato le detrazioni Irpef per i figli a carico - spiega il segretario Cgia Giuseppe Bortolussi - la pressione fiscale nel 2013 si attesterà, secondo le previsioni del Servizio Studi della Camera e del Senato, al 45,1%”. Un piccolo spazio di manovra comunque ci sarebbe. “Con l’Imu l’Erario ha incassato circa 3-4 miliardi in più rispetto alle previsioni. - aggiunge Bortolussi - Si tratta di risorse sufficienti per scongiurare l’aumento di un punto dell’ aliquota Iva del 21% previsto a luglio. Inoltre, se si riuscirà ad agire in maniera ancor più incisiva sul taglio alla spesa pubblica improduttiva, sicuramente ci saranno ulteriori risorse per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie”. Speriamo.

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Dall’Imu alle aliquote sui redditi

“Le nostre tasse restino in Veneto” Candidati convinti M

eno tasse per i veneti, più risorse al Veneto. In campagna elettorale, si sa, le promesse fioccano generose e la riduzione della pressione fiscale è sempre un cavallo di battaglia al quale nessuno schieramento vuole rinunciare, pur con i dovuti distinguo. Ma mai come in questa tornata elettorale si è parlato tanto di tasse e tributi, soprattutto a Nordest, dove per tessuto economico e sociale il gettito è particolarmente elevato e il tema sta a cuore a chiunque. A maggior ragione dopo un anno durante il quale famiglie e imprese sono state spremute per bene, con la prospettiva di continuare su questa china anche nei prossimi mesi. A meno che i vincitori non tengano fede a ciò che hanno promesso con gran fragore in queste settimane. Il governatore del Veneto Luca Zaia dall’accordo Lega - Pdl, fatto digerire non senza qualche difficoltà alla base, si aspetta che “il 75 per cento dei soldi pagati dai veneti resti nella nostra regione”, perché, aggiunge, è stanco di vedere “anche quest’anno 18 miliardi di tasse dei veneti resteranno dirigersi verso Roma per non tornare mai più nei nostri territori”. Piatto forte del Pdl è la “proposta choc” della restituzione dell’Imu 2012, oltre all’azzeramento dell’aliquota per la prima casa. Per il veneziano Renato Brunetta, che prospetta anche due aliquote fisse dell’Iperf, la promessa di Berlusconi potrà essere mantenuta: “I 4 miliardi di restituzione dell’Imu diventano consumi immediatamente, - spiega l’ex ministro dell’economia - a cui si aggiungono altri 4 miliardi di euro per la cancellazione strutturale dell’Imu per la prima casa. Sono 8 miliardi di euro, mezzo punto di Pil, è molto probabile che diventino consumi”. In modo particolare in una regione come il Veneto dove le realtà commerciali e produttive sono preponderanti. Una tesi che il Partito Democratico liquida come pura fantasia, proponendo invece la detrazione di 500 euro per l’Imu sulla prima casa. E poiché in Veneto la stragrande maggioranza dei cittadini possiede la propria abitazione di residenza il risparmio sarebbe concreto, argomenta il senatore veneziano Marco Stradiotto. “E’ ora di smetterla di raccontare balle agli italiani. afferma riferendosi alla proposta del Pdl - Con la nostra misura l’80% dei proprietari di prima casa saranno esentati da questa tassa. Non si tratta di una generica abolizione, ma di una redistribuzione commisurata alla reale ricchezza. Dall’analisi dei numeri emerge come sia necessario introdurre alcune misure per rendere il sistema fiscale più equilibrato”. Sulle tasse il premier uscente Mario Monti ha scelto come platea proprio il Veneto. Da Padova infatti ha annunciato: “È possibile e necessario avere una graduale riduzione dell’Irpef e dell’Irap già dal 2013 e non è necessario avere aumenti dell’Iva”, aggiungendo di non aver mai avuto l’intenzione di applicare la patrimoniale. E proprio dalle piazze piene all’inverosimile di Padova, Mestre, Treviso e Rovigo Beppe Grillo ha confermato di voler cancellare l’Imu ed Equitalia e di recuperare risorse mettendo un tetto alle pensioni più alte. Quanto all’Agenzia delle Entrate il fondatore del Movimento 5 Stelle propone un patto: “Serve un fisco facile e giusto - ha tuonato dal palco - che mi dica con precisione quanto devo pagare senza farmi perdere intere Ni.St. giornate. E poi aboliamo l’Irap, la tassa - rapina sulle imprese”.


18 6 Approfondimento Partito Democratico

Piva e Narduolo, in pole per la Bassa

Il Pdl punta a tenere le posizioni

con i Big lA legA schierA Bitonci e lA novità cAon

T

B

ersani, D’Alema, Renzi. A Padova hanno fatto tappa i pesi messimi del Pd. Sia i rottamati che i rottamatori, i seggi del Veneto, del resto, sono fondamentali per il Senato e la città del Santo, come quella del Palladio sono le uniche città rosse in una Regione a predominanza Lega e Pdl. Padova, dunque, conta e lo si nota anche nelle liste dove buona è la rappresentanza di candidati padovani sia alla Camera che al Senato. Dalle primarie dello scorso dicembre sono usciti in buona posizione oltre al già deputato e navigato Alessandro Naccarato, due rappresentanti della Bassa Padovana: il sindaco di Este, Giancarlo Piva, al Senato e la coordinatrice del Pd del Montagnanese, Giulia Narduolo, per la Camera. Un vero e proprio “pieno” per questa parte del territorio che, se si esclude Sergio Manzato, di Stanghella per trovare gli ultimi rappresentanti in parlamento bisogna far tornare indietro le lancette dell’orologio agli anni ’90 con Carlo Fracanzani, per Este, e addirittura agli anni ’50 con Gigliola Valandro, per Montagnana. Entrambi appartenenti alla sinistra, certo, ma quella dentro alla Dc. Dunque un bel colpo merito delle primarie? “L’attuale legge elettorale è stata giudicata pessima da tutti - anche da coloro che l’avevano votata, tipico esempio di “amnesìa all’italiana” – ha spiegato Giulia

centrodestrA

Giancarlo Piva e Giulia Narduolo Narduolo -ma l’unico che ha cercato di trovarvi una soluzione riportando la scelta del 90% dei candidati nelle liste ai cittadini elettori è stato il Partito Democratico”. Il punto centrale del programma che sostieni? “Nel Montagnanese la crisi ha toccato livelli terribili, basti pensare al distretto del mobile di Casale - nei numeri, una piccola Termini Imerese - e alle decine di piccoli esercizi e microaziende che in questi 4-5 anni hanno chiuso. L’Italia deve ripartire dal lavoro, questa è la linea del Partito Democratico. I maggiori sforzi del nuovo governo guidato da Bersani dovranno quindi essere concentrati sul liberare risorse da investire nel mercato del lavoro, aprire l’accesso al credito, detassare le

imprese che investono in sostenibilità e innovazione, tagliare il costo del lavoro a tempo indeterminato”. Il lavoro è centrale anche per l’agenda Piva. “Tutto il mio impegno rivolto a lavoro e sociale. I cittadini non chiedono privilegi, vogliono solo avere la possibilità di lavorare e avere una casa. C’è un’Italia viva che ancora crede nella possibilità di farcela a superare questo momento difficile. Un’Italia fatta da cittadini onesti che hanno il diritto di costruire un futuro migliore. I cittadini non ne possono più dei parrucconi della politica e hanno il diritto di sapere chi è presente o no in aula. Propongo che i parlamentari dichiarino la loro presenza in aula con un post su Twitter”.

enere le posizioni il più possibile, anche sfruttando l’alleanza con la Lega che, fra alti e bassi, a Padova non è mai venuta meno. Puntare tutto sui “big” della panorama locale. Il Pdl padovano schiera per le politiche, nei posti sicuri, l’ex Governatore Galan, capolista alla Camera, gli avvocati di Berlusconi Massimo Bitonci Roberto Caon Piero Longo alla Camera e Niccolò Ghedini al Senato, giusto dietro al Cavaliere. Marco Marin e Maria Elisabetta Casellati devono sperare in una netta vittoria per farcela. La Lega Nord conferma l’alleanza con il Pdl ma rivendica la propria autonomia. Oltre al deputato uscente Massimo Bitonci, ora candidato al Senato, tra gli otto padovani in lizza, spicca il nome anche di Roberto Caon, in posizione utile per essere eletto. L’ex candidato sindaco al comune di Vigonza alle scorse elezioni comunali ha dato ampia disponibilità al partito lumbard, decidendo di seguire in prima persona la campagna elettorale di questi ultimi giorni. “Sono davvero orgoglioso di poter rappresentare il mio partito. – afferma molto emozionato Roberto Caon – So bene che non sarà facile riuscire a cambiare questo nostro Paese in poco tempo, ma dobbiamo iniziare, anche perché, come si suol dire, chi prima inizia è già a metà dell’opera”. Continua il futuro onorevole: “I punti focali sui quali si basa il programma elettorale di noi leghisti è innanzitutto diminuire la pressione fiscale in Italia, abbassare le tasse ai contribuenti, portare a compimento finalmente il tanto agognato federalismo fiscale, e cercare di imporci come Paese credibile in Europa. Tutti insieme possiamo farcela, anche se il percorso sarà lungo e purtroppo anche impervio”. “Inoltre, - conclude Caon – siamo convinti che sia fondamentale dare un sostegno alle famiglie italiane sempre più in difficoltà in quest’ultimo periodo. Vogliamo garantire l’ordine pubblico e combattere la criminalità, ma soprattutto ci imporremo per un’assoluta trasparenza nella gestione della cosa pubblica”. Proprio da Padova è partita la campagna elettorale di Fratelli d’Italia, con la leader Giorgia Meloni affiancata da Raffaele Zanon, candidato al Senato e Romano Pedrina capolista padovano alla Camera. L’alleanza con il Pdl è confermata ma Fratelli d’Italia rivendica la propria autonomia. “Vogliamo dare nuova credibilità alla politica. - dichiarano i candidati padovani - Siamo il centrodestra che si può votare a testa alta, senza compagni di viaggio di cui ci si deve vergognare”. M.G.M.

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ario Monti e Beppe Grillo accomunati dalla stessa entusiastica accoglienza a Padova. Pur con stili diversi i due leader “alternativi” al sistema bipolare si sono trovati di fronte, in “location” completamente differenti, ovviamente, migliaia di padovani pronti ad applaudirli e, in maggioranza, a sostenerli. Ilaria Capua e Domenico Menorello Il Presidente del Consiglio da quando ha scelto di “salire” in politica alla guida dell’alleanza con Udc e Fli, si è sentito a suo agio, ha confessato, per la prima volta proprio a Padova, di fronte ai duemila che l’hanno accolto al Centro Congressi Papa Luciani. Al suo fianco Ilaria Capua, capolista alla Camera, la virologa che da anni lavora e dà lustro alla ricerca scientifica Padovana, al centro negli ultimi mesi delle polemiche sul trasferimento del suo staff dallo Zooprofilattico alla nuova Torre della Ricerca. Finché non ha risposto alla “chiamata” di Monti, il quale l’ha convinta di persona a candidarsi e a misurarsi nell’impegno politico. “Non abbandonerò la ricerca - ha promesso più volte la scienziata - anzi mi impegnerò a portare in Parlamento proprio una maggiore attenzione per la comunità scientifica. E’ un impegno temporaneo, non penso proprio di abbandonare il mio lavoro”. Tra i candidati padovani, oltre ad Antonio De Poli, nella lista Monti troviamo Domenico Menorello ed Elisa Gelmini. Lo “tsunami” di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle ha fatto il tutto esaurito a Padova, dove piazza delle Erbe non è bastata a contenere le diecimila persone che hanno voluto seguire dal vivo l’ex comico e gridare con lui “a casa” all’attuale classe politica. “Saremo il disinfettante naturale, rivolteremo il Parlamento come un calzino”, promette Grillo, prima di presentare la squadra dei candidati. Gente comune, tanti giovani, diversi precari, incensurati, finora parecchio lontani dalla politica. Sono stati scelti con le “parlametarie” on line, non senza qualche polemica e scintilla interna. Ma a garantite su tutti ci pensa Grillo. Tante facce nuove anche per “Rivoluzione Civile”, il cui leader Antonio Ingroia non ha voluto mancare l’appuntamento con Padova. Del resto è padovano, di Conselve per la precisione, il suo “braccio destro”, Giorgio Ghirello, già segretario organizzativo e oggi referente della campagna elettorale. Non è candidato ma segue da vicino tutta la macchina elettorale di “Rivoluzione Civile”: “un’esperienza appassionante”, assicura. Nella Padova delle imprese e delle mille attività ha fatto breccia anche “Fare per fermare il declino”, ora si tratterà di capire fino a che punto l’interesse per l’iniziativa di Oscar Giannino, accolto con interesse nel territorio, si tradurrà in voti utili per cercare di entrare in Parlamento. M.G.M.


8 Piove di Sacco Amministrazione

neWs

Caduta la Giunta Dopo il divorzio con la Lega, la maggioranza era in cerca di nuovi appoggi

Comune, finita l’era Marcolin di Martina Maniero

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tre anni e mezzo dal mandato finisce l’era di Alessandro Marcolin alla guida del Comune di Piove di Sacco. A decretarlo le dimissioni in blocco di undici consiglieri: l’opposizione al completo, la Lega e il consigliere Ferruccio Miotto. L’unico, quest’ultimo, appartenente alla maggioranza. E’ la prima volta che a Piove di Sacco una giunta cade per motivi politici. Il 24 gennaio è stata nominata commissario prefettizio il vice prefetto Antonella Reina: sarà lei a reggere le sorti di palazzo Jappelli fino alle amministrative del 26 maggio. Sono recenti le tappe che hanno portato alla caduta della giunta Marcolin. Il divorzio con la Lega. Il Carroccio chiedeva una presa di posizione forte nei confronti dei dirigenti ritenuti responsabili dello sforamento del fondo produttività. Marcolin ha sempre sostenuto di voler attendere la sentenza della Corte dei Conti. Il 29 novembre vengono sfiduciati il vicesindaco Andrea Recaldin e l’assessore alla Cultura Lorena Stevanato. La maggioranza rimane con un solo voto di scarto rispetto all’opposizione. In cerca di nuovi appoggi, il sindaco offre la delega alla Cultura al consigliere dell’Idv Mario Miotto, che accetta, ma per questo viene espulso dal partito. Il “Caso Bertani”. Il 12 gennaio il consiglio comunale, a metà seduta, salta per mancanza del numero legale. Il 14 si torna in aula. Presenti la segretaria comunale, il direttore generale, l’opposizione al completo (Lega inclusa) e due consiglieri del Pdl: Cristian Viola e Ferruccio Miotto. Seguono di poco le dimissioni del presidente del con-

neWs

I

Dimissioni in blocco degli undici consiglieri di opposizione e di quello di maggioranza Ferruccio Miotto

Palazzo Jappelli sede del Comune siglio, Giorgio Tortolato. Al suo posto gli sarebbe dovuta subentrate Annarita Doardo. Le posizioni politiche. Ferruccio Miotto accusato di essere “l’artefice del complotto” si difende: “La mia decisione nasce dalla consapevolezza di essere cittadino piovese prima che uomo politico. Il panorama amministrativo è da tempo costituito da un gruppo di persone tenute in scacco dai “soliti politicanti”, sordi alle necessità di governare in maniera coerente, costruttiva e onesta. Sin dall’inizio la compagine Pdl non è mai stata nè un gruppo nè ha avuto la capacità di fare squadra”.

Una crisi tutta interna secondo il capogruppo del Pd Lino Conte. “E’ evidente – dice - che all’interno della maggioranza esistesse un clima di conflittualità ed incertezza. Incolpare ora l’opposizione equivale ad ammettere che la minoranza è diventata maggioranza”. “L’Udc si è sempre comportata correttamente” dichiara l’assessore ai Servizi sociali, Antonio Sartori. Che non risparmia le bordate alla Lega, colpevole “di essersi comportata come lo schettino della situazione”, al Pd “a caccia di consiglieri dimissionari” e al Pdl “senza identità e carisma”. I problemi stanno a monte, secondo la Lega. “Le eccessive divisioni del Pdl hanno da sempre tenuto in ostaggio il sindaco, che pur con pazienza ed impegno, aveva il suo da fare nel riuscire a conciliare le diverse anime del Pdl con gli sbalzi d’umore dell’Udc – evidenzia l’ex vicesindaco Recaldin – noi la coerenza l’abbiamo dimostrata quando, pur avendo ruoli di primo piano, abbiamo preferito uscire che rimanere attaccati alla sedia”. “Democrazia vuole che gli amministratori vengano eletti dal popolo – dichiara il capogruppo Pdl Piergiorgio Zampieri - qui invece si è ordita una vera e propria congiura di palazzo, organizzata da Pd e Lega aiutati da un consigliere del Pdl”.

Economia e territorio

le cAtegorie economiche AccelerAno sullA Promozione dellA sAccisicA

“S

iamo molto dispiaciuti per questo vuoto che si è creato con la crisi dell’amministrazione di Piove di Sacco, proprio nel momento in cui il nostro progetto sul rilancio del territorio attraverso l’uso del marchio Saccisica anche da parte delle imprese è in pista di decollo”. E’ il commento di Severino Veggian (in foto), presidente della delegazione Piovese di Confindustria Padova e portavoce del coordinamento Categorie Economiche della Saccisica. Come pensano di muoversi le Categorie Economiche in questa fase politica di stallo del Comune capoluogo? “Crediamo che il tavolo dell’Ipa, valorizzando i dieci comuni come una squadra, abbia la possibilità e il dovere di dare attuazione ai Progetti anche in fase di cambio al vertice di un’amministrazione. Abbiamo chiesto un incontro al Commissario Prefettizio del Comune di Piove di Sacco per porre alcune priorità: che il Comune di Piove di Sacco convochi, in qualità di soggetto attuatore, il tavolo di concertazione dell’Ipa della Saccisica affinché si possano far avanzare i progetti già deliberati in modo unanime. Il nostro progetto “Sviluppo sostenibile del territorio della Saccisica” è pronto a partire. Abbiamo lavorato all’idea di un’associazione senza scopo di lucro che ottenga dai comuni l’uso del marchio Saccisica per i propri soci, e che in cambio investa le quote raccolte in progetti di marketing territoriale. Lo statuto di questa associazione è stato elaborato dai nostri uffici e ora lo vorremmo sottoporre ai sindaci, che sono i proprietari del marchio e che avranno un ruolo di controllo e guida sull’attività dell’associazione. Le cose che abbiamo in mente di fare sono tante, ma non da soli: sarebbe utile creare un coordinamento tra le tante organizzazioni che si muovono nel territorio per il bene della Saccisica e inserire gli eventi in un’ unica programmazione. Non è un caso se da un anno chiediamo (invano) che venga aggiornato il sito del bacino turistico della Saccisica: non è pensabile che un’area a pochi chilometri da Venezia e che ha ambizioni di attirare visitatori e turisti non abbia la capacità di tenere aggiornato e attivo il proprio portale web”. Quali saranno i primi passi concreti di questa attività di promozione? “La prova generale della nostra capacità di fare sistema è il cinquantesimo della “Saccisica in Mostra”, la tradizionale mostra delle attività produttive che si tiene nel mese di maggio. Per prima cosa speriamo che il Comune di Piove di Sacco, nonostante il commissariamento, ci metta in condizione di dare il via ugualmente alla manifestazione. L’idea è che l’iniziativa si trasformi da mostra delle attività artigiane in grande evento del territorio che coinvolga anche esercenti, negozianti, e ristoratori nel promuovere allo stesso tempo la Saccisica e la propria attività. Solo se si capisce che l’impresa cresce investendo anche nel contesto che la circonda si ottengono dei risultati duraturi.” Gianni Patella

Amministrative di maggio

PArtiti e coAlizioni AllA ricercA del cAndidAto sindAco

n vista delle prossime elezioni amministrative, in programma il 26 maggio, sono poche, ad oggi le certezze. La prima è quella del Partito Democratico che per eleggere il candidato sindaco seguirà il percorso delle primarie. “Primarie aperte ai partiti che vogliono collaborare con noi e alla società civile” ha spiegato il segretario del circolo Pd, Gianstefano Rodella. Data presunta il 24 marzo.

Un mese prima il termine per presentare le candidatura. Tra i nomi “papabili” quelli dei consiglieri comunali uscenti Davide Gianella e Stefano Chinaglia; l’ex segretaria del circolo piovese Lucia Pizzo; lo stesso segretario Rodella e il suo vice Simone Sartori. “Ad oggi comunque non ci sono candidature ufficiali” conferma Rodella. Una data certa c’è (nel momento in cui andiamo in stampa). Ed è quella del 13 febbraio. In programma al teatro Filarmonico un

incontro pubblico, organizzato dalla Lega, dal titolo “Prima i Piovesi: legalità e trasparenza per amministrare il Comune”. Il convegno porterà a Piove i vertici leghisti del Veneto: il segretario e sindaco di Verona Flavio Tosi; il capolista al senato Massimo Bitonci; il consigliere regionale Arianna Lazzarini e gli assessori provinciali Roberto Marcato, che è anche segretario provinciale del partito, e Leandro Comacchio.

A margine del convegno la presentazione del candidato leghista in lizza alle prossime elezioni comunali. Al momento nessuna conferma né smentita sulle voci che danno in corsa proprio l’ex vicesindaco Andrea Recaldin. Ma è probabile che i vertici leghisti approfittino del palcoscenico per lanciare la sua candidatura. M.M.

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10 Piove di Sacco Il caso Truffe on line

Falso sollecito della bolletta rifiuti Una mail firmata Bacino Padova 4 invita a versare un saldo di 178 euro. E’ un imbroglio di Martina Maniero

L’

Attenzione alle truffe on line

industria del raggiro e dell’imbroglio non conosce crisi. Anzi, i truffatori si ingegnano nell’architettare nuove forme di raggiro. Nel mirino, stavolta, ci sono finiti decine di cittadini piovesi. In molti stanno ricevendo dei messaggi di posta elettronica, a firma del Bacino Padova 4, che li invita a saldare il conto della bolletta dei rifiuti. La mail invita i cittadini a versare il saldo di 178 euro, collegandosi ad un sito internet che viene indicato nel testo. Attenzione: non si deve compilare nulla e non si deve rispondere. Si tratta infatti di un

Attenzione: il messaggio invita ad inserire una serie di dati personali. Un invito da ignorare raggiro bello e buono. L’ennesimo tentativo di truffa, che stavolta si consuma on-line. E stavolta usa un nome vero. Quello del Bacino Padova 4. La mail è quantomeno sospetta. A mettere in guardia, innanzitutto, la grammatica un po’ sconclusionata. Si tratta, con ogni probabilità, di un messaggio

Focus vAdemecum: Alcune regole Per tutelArsi contro le truffe

A

lcuni piccoli accorgimenti per evitare di essere ingannati e raggirati. Per strada è buona norma evitare di fermarsi con persone sconosciute, nemmeno se queste cercano di avvicinarsi, presentandosi in modo cordiale. Così come si deve prestare attenzione a non rivelare informazioni

scritto in una lingua diversa e poi adattato al contesto nazionale, magari attraverso un traduttore automatico. Il mittente della mail, poi, è “Padovanet” e non “Padova Tre”. Questo il testo: “Caro cittadino Informare è che nel 2012 si sono stati trovati saldo di euro 178.00 si prega di pagare on line fino 2013/02/01 cliccando sul link in basso. In caso contrario,(...) si applica la sanzione amministrativa da euro 25,00 a euro 500,00”. La mail invita quindi ad inserire una serie di dati personali, quali, per esempio, il nome e il cognome, l’indirizzo,

il codice fiscale, il numero di telefono, quello della carta di credito, indirizzo mail e password personali. Sempre più spesso questo genere di mail vengono inviate a caselle di posta indicate nei social network o utilizzate per altro tipo di corrispondenza. In questo caso però la soluzione è una: cancellare la mail e ignorare le indicazioni contenute. Per fugare ogni dubbio molti cittadini hanno comunque preferito telefonare agli uffici del Bacino per chiedere spiegazioni, il quale ha fatto sapere di aver già informato le autorità competenti per individuare i responsabili.

personali come, per esempio, l’indirizzo, il numero di telefono o quello del conto corrente, o le proprie abitudini. E’ utile anche ricordarsi di non estrarre il portafoglio dalla tasca o dalla borsa quando si è per strada. È buona norma passeggiare lungo percorsi ben illuminati e portare con sè un cellulare per le emergenze. Quando ci si trova in auto meglio ricordarsi di non lasciare nulla in vista, nemmeno se si tratta di oggetti di scarso valore. Quando ci si reca in banca o in posta per effettuare operazioni di pagamento può tornare utile farsi accompagnare e, se si preleva del contante,

Episodi analoghi si sono verificati anche nel padovano. Per questo motivo l’assessorato alle Politiche per la sicurezza della Provincia di Padova ha realizzato un vademecum, rivolto a tutti i cittadini, per aiutarli a sentirsi più sicuri, adottando piccoli accorgimenti, per evitare di rimanere vittime di furti o truffe. L’opuscolo si chiama “Occhio all’inganno. Vademecum per difenderci dai signori delle truffe”. L’opuscolo si può scaricare gratuitamente collegandosi all’indirizzo http://polizia.provincia.padova.it.

è meglio dividerlo e riporlo in diverse tasche. Quando ci si trova a casa, specie se da soli, non si deve aprire agli sconosciuti e comunque prima di aprire la porta è il caso di controllare chi ha suonato il campanello dallo spioncino o da una finestra. Spesso i malintenzionati si presentano come tecnici di luce, acqua, gas, telefono o addetti di qualche ente pubblico. Anche in questi casi è utile accertarsi dell’identità. Alcuni numeri utili: 112 Carabinieri; 113 Polizia di Stato; 115 Vigili del fuoco; 117 Guardia di Finanza; 118 Emergenza sanitaria. M.M.

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12 Piove di Sacco Il concorso storico-letterario Una proposta dell’Associazione “Amici del Gradenigo”

I ragazzi delle superiori scrivono le “Novelle Piovesi” di Alessandro Cesarato

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ovelle Piovesi” è la denominazione del bando dell’originale concorso promosso dall’associazione “Amici del Gradenigo”, organizzato in collaborazione con gli istituti superiori “De Nicola” ed “Einstein” e con il patrocinio del comune. Rivolto non solo agli studenti delle scuole superiori di Piove di Sacco, ma anche a quelli residenti nella Saccisica (Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo di Piove più anche Campolongo Maggiore) che frequentano scuole in altre città, il bando mette in palio per il primo classificato una borsa di studio di 300 euro in contanti, oltre ad altri premi minori. I partecipanti saranno chiamati a elaborare, secondo la personale creatività e fantasia, una novella che abbia come trama un fatto storicamente accaduto nella città di Piove di Sacco e nel territorio del Piovese. La prova si terrà sabato 20 aprile nell’auditorium del “De Nicola”. Gli aspiranti novellisti avranno a disposizione sei ore per un testo di almeno duemila parole. Lo scopo di questa iniziativa? “Con questa borsa di studio - spiega Mario Miotto, presidente dell’associazione promotrice - vorremo spronare i giovani allo studio della storia della città e del territorio e spingere a recuperare una tradizione e una memoria locale che si sta purtroppo perdendo”.

Rivolto ai ragazzi della Saccisica, il concorso invita a comporre una novella ispirata ad un fatto di storia locale neWs

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I ragazzi dovranno approfondire argomenti di storia del territorio per cimentarsi nella prova Tutto il materiale prodotto sarà a disposizione dell’associazione che ha in progetto di pubblicare dei quaderni. Il ruolo delle scuole e degli insegnati sarà di stimolare e guidare gli studenti a prepararsi adeguatamente per affrontare il concorso. E’ necessario infatti un lavoro a monte di studio e di ricerca per potere affrontare la prova con gli adeguati strumenti. Fondamentale sarà l’analisi del testo “Storia popolare di Piove di Sacco”, unico libro in cui siano raccolti tutti insieme mille anni di storia locale. Un’opportunità quindi per studiare la storia calandosi nella realtà e non solo, come in genere accade, limitandosi all’astrattezza dei libri di testo. Per le informazioni e le iscrizioni (entro sabato 6 aprile) scrivere a: amicigradenigo@libero.it e denicola@scuolanet.pd.it .

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reni nuovi per un sistema ferroviario regionale migliore. I due nuovi convogli destinati alla tratta Adria – Mestre, inaugurati lo scorso mese proprio nella stazione di viale degli Alpini alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche della mobilità, sono infatti i primi di una fornitura complessiva di ventiquattro treni che dovrebbero rivoluzionare in positivo tutto il servizio veneto di trasporto pubblico locale. Realizzati nell’ambito di un appalto della società Servizi Territoriali e finanziato dalla Regione, entreranno progressivamente a regime entro la fine di questo anno. Quelli che hanno iniziato a transitare già da subito per Piove di Sacco sono due Atr 126 a 4 casse e trazione termica diesel, dalla capacità di 450 posti ciascuno. L’assessore ha parlato di un nuovo sistema ferroviario possibile chiedendo all’utenza di pazientare sino al prossimo giugno quando inizierà il nuovo orario cadenzato. La volontà della Regione è di migliorare l’offerta all’utenza, risolvendo definitivamente alcune problematiche come la puntualità dei treni e soprattutto i disagi del sovraffollamento in alcune tratte. Soddisfazione espressa naturalmente anche dal sindaco uscente Alessandro Marcolin. Oltre a ribadire l’importanza del miglioramento del servizio per i tanti pendolari piovesi, Marcolin ha puntato l’attenzione anche su un altro aspetto. “Confidiamo che questa nuova offerta ferroviaria - spiega - possa nella nostra realtà avere una ricaduta positiva anche sul piano turistico, specie per la nostra vicinanza con le valli lagunari”. Marcolin non ha mancato di sollecitare i dirigenti di Sistemi Territoriali a prendere in considerazione la problematica dei lunghi tempi d’attesa ai passaggi a livello cittadini. A.C.


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14 Pontelongo-Legnaro Pontelongo L’assessore ai Lavori pubblici elenca i risvolti positivi che alla lunga saranno destinati anche alla cittadinanza

Impianto a biogas, porterà benefici per tutti Il progetto dell’impianto di proprietà dello zuccherificio è stato appoggiato dall’amministrazione. L’assessore: “Porterà lavoro, riduzione del traffico dei mezzi pesanti e alla lunga energia termica” di Alessandro Cesarato

I

l nuovo impianto di biogas di proprietà dello zuccherificio alla lunga porterà benefici a tutta la comunità. Ne è convinta l’amministrazione comunale che da oltre un anno, partecipando attivamente alle conferenze di servizio in Regione, ne sta seguendo passo passo la realizzazione. Pur trattandosi infatti di un progetto privato, ha avuto la necessità di numerose autorizzazioni pubbliche a garanzia della tutela ambientale (impatto in atmosfera, acustico, odore, paesaggio, suolo e rischio incidenti). L’impianto è stato realizzato in un terreno sul retro dello stabilimento, in corrispondenza dell’argine del Bacchiglione. Produrrà energia elettrica e teleriscaldamento per lo stabilimento e sarà alimentato da biogas originato dal trattamento di co-prodotti della barbabietola, quali il melasso e le polpe soppressate, oltre al silomais (il prodotto ottenuto dalla trinciatura dell’intera pianta di mais). “Abbiamo ritenuto di appoggiare il pro-

neWs Turismo rurale

nuovo AttrAcco fluviAle sul BAcchiglione Per Promuovere il territorio

U Lo zuccherificio di Pontelongo getto - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Roberta Bruscaglin, che ha seguito tutto l’iter delle autorizzazioni - per una serie di risvolti positivi che l’impianto potrebbe avere per il nostro paese”. Innanzitutto in termini di lavoro, dando un nuovo impulso alle coltivazioni di barbabietole e mais che troveranno così una nuova valorizzazione. Per non parlare ovviamente del risparmio energetico che permetterà a Co.pro.b. di continuare a investire in questo zuccherificio. I benefici per la comunità saranno anche altri. “Assisteremo a una notevole riduzione

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del traffico di mezzi pesanti e maleodoranti poiché le polpe non saranno più asportate al settore dei mangimi ma mantenute all’interno dello stabilimento quale carburante dell’impianto”. Per il momento il beneficio energetico è tutto privato ma l’idea è quella di estenderlo. “Stiamo lavorando per ottenere dei finanziamenti - aggiunge l’assessore - per costruire nel tempo una rete che prelevi l’energia termica prodotta dall’impianto, per alimentare il nostro centro sportivo comunale”.

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n nuovo attracco fluviale sul Bacchiglione per favorire turismo e sport. Sarà realizzato grazie al contributo del Gal “Antico Dogato” che ha finanziato con 27 mila euro il progetto presentato dall’amministrazione. L’intervento, infatti, è inserito all’interno del programma del Gal per il turismo rurale tra i grandi fiumi con lo scopo di favorire la promozione del turismo nei territori di pianura attraversati dai corsi d’acqua. “L’attracco sorgerà a circa 500 metri dal centro del paese - spiega l’assessore allo Sport Fabio Magagnato - dove la golena, nel tratto di via Correzzola, è particolarmente larga e facilmente raggiungibile attraverso una rampa di accesso”. Nelle vicinanze è stato recentemente realizzato anche un parcheggio che potrà così essere utilizzato per l’interscambio terra-acqua. “Tutto l’intervento era inserito nel progetto degli itinerari di viabilità lenta - continua Magagnato - che prevedeva lungo la sommità arginale interventi già realizzati come il potenziamento dell’impianto di illuminazione, l’installazione di panchine per i pedoni e la posa dei dossi pedonali con funzioni di moderatori di velocità”. Il pontile sul fiume sarà realizzato con un impalcato di legno posto su fondazioni realizzate con pali infissi e completato da un parapetto e dagli accessori nautici necessari per l’ormeggio delle imbarcazioni e per lo stazionamento dei diportisti. L’intervento nel suo complesso prevederà anche uno scivolo in cemento armato necessario per le piccole imbarcazione che possono entrare e uscire dall’acqua con estrema facilità. “La struttura non ha solo valore turistico - aggiunge l’assessore - ma darà finalmente risposta anche alle richieste di avere un attracco per gli interventi sul fiume da parte dei Vigili del fuoco e della Protezione civile comunale”. A.C.

Nuova assunzione, l’amministrazione ci ripensa e revoca il bando

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essuna nuova assunzione. L’amministrazione comunale ci ripensa e revoca il bando per la selezione di un operaio necroforo. Al concorso avevano partecipato ottantaquattro persone. E questo nonostante il bando fosse stato lanciato la vigilia di Natale e ci fossero solo cinque giorni di tempo (dal 31 dicembre al 5 gennaio) per candidarsi. Il bando prevedeva l’assunzione a tempo indeterminato di un operaio addetto ai servizi cimiteriali, contratto part-time per un compenso di 17.244 euro l’anno, a cui andavano aggiunte tredicesima, indennità di comparto e, se dovuto, l’assegno di nucleo familiare. Ma a 72 ore dalla data dell’esame, in programma il 4 febbraio scorso, l’amministrazione ha fatto marcia indietro, annunciando la revoca del bando. Una decisione presa “a seguito di una più attenta valutazione” si legge nell’avviso “sia per non aumentare l’attuale livello di spesa del personale sia in vista di una diversa organizzazione dei servizi cimiteriali”. E dire che era stata la stessa maggioranza nel 2011, a seguito dell’ampliamento del cimitero, ad inserire tra i servizi “infungibili ed essenziali” proprio le attività cimiteriali. Servizi per i quali, peraltro, sono previste deroghe ai vincoli di assunzione. Le opposizioni annunciano un’interro-

gazione al consiglio comunale. “Il bando è stato pensato con l’intenzione di affidare l’incarico a qualcuno in particolare?” si chiede il consigliere Lorenzino Collesei. “Se così - dice - l’elevato numero di domande ha probabilmente fatto desistere da questo intento”. Punta il dito contro i “compensi accessori” invece il consigliere Sandra De Salvador. Tra questi i compensi Ici, approvati dalla giunta a gennaio di quest’anno. Si tratta di un fondo incentivante, destinato al personale municipale impegnato nell’attività di accertamento e controllo della vecchia imposta sugli immobili, ai quali viene riconosciuto un compenso accessorio sulle somme incassate dall’ente. 20 mila euro l’ammontare del fondo per il 2012, salito poi a 28 mila con una delle ultime determine dell’anno. Come a dire: i tagli al bilancio che hanno costretto la revoca del bando non toccano proprio tutti i capitoli di spesa. “Non che i dipendenti non li meritino - ha precisato la De Salvador - ma non si può non notare una certa discrepanza. E comunque – aggiunge – si dovrebbe dare la possibilità a più persone che si mettono a disposizione di poter accedere a questi compensi assegnati, spesso, per incarichi che non necessitano di particolari competenze”. Martina Maniero


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16 Arzergrande-Correzzola Arzergrande Un’esperienza sperimentale che riguarda sette comunu della Saccisica

Gli assistenti sociali fanno rete di Alessandro Cesarato

C

reare una rete di supporto professionale, che promuova l’approfondimento di tematiche di interesse comune. E’ questo lo scopo principale del neonato Coordinamento degli Assistenti Sociali, formato dagli operatori che esercitano nell’ambito dei comuni afferenti al sesto distretto dell’Ulss 16. L’esperienza, per il momento ancora con valenza sperimentale, coinvolge sette comuni: Brugine, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Pontelongo, Sant’Angelo, oltre ad Arzergrande che è comune capofila. Gli obiettivi del coordinamento da una parte sono quelli di promuovere e sostenere il confronto tra professionisti su tematiche di comune interesse. Dall’altro, quello di formulare indicazioni operative per organizzare in maniera coordinata e migliore gli interventi nel campo dei servizi sociali, in maniera da fornire risposte sempre più qualificanti. In definitiva, un momento soprattutto di confronto e crescita professionale per gli stessi assistenti sociali, il cui ruolo diventa sempre più critico in un momento storico in cui, anche nel territorio della Saccisica, la fascia di cittadinanza che si rivolge ai servizi

neWs Villa del Bosco

lA PiAzzA dellA frAzione sArà rimessA A nuovo grAzie Ai finAnziAmenti del gAl “Antico dogAdo”

Si tratta di un coordinamento che mira a promuovere e sostenere un confronto fra professionisti La frazione di Villa del Bosco

N

Il ruolo degli assistenti sociali diventa sempe più critico in un momento storico di grande difficiltà sociali è sempre più ampia. Il progetto del coordinamento, che ha già avuto il riconoscimento della sua valenza formativa da parte dall’Ordine regionale degli assistenti sociali, prevede degli incon-

tri con cadenza mensile con l’intervento e il coinvolgimento anche di operatori di altri enti esterni secondo le problematiche da trattare.

uova vita per la piazza della frazione di Villa del Bosco che con il nuovo anno sarà ristrutturata e tirata a lucido. Il tutto potrà concretizzarsi grazie a un finanziamento di cento mila euro da parte del Gal “Antico Dogado” che ha riconosciuto la validità del progetto presentato dall’amministrazione comunale. Il bando di concorso, infatti, riguardava proposte per la tutela e il recupero del patrimonio architettonico a cui fosse abbinato anche un valore di tipo storico. “Questa piazza - spiega nel dettaglio l’assessore all’Urbanistica e al patrimonio Filippo Franzolin - è l’unica nel territorio comunale in cui si tenga ancora un piccolo mercato settimanale. La sua vocazione per il commercio è antica e radicata nel tempo”. Storicamente infatti, in epoca medievale, la piazza, con gli edifici che vi si affacciavano, era un importante centro amministrativo di smistamento delle merci e dei prodotti agricoli prodotti e raccolti nelle campagne circostanti. “In epoca benedettina - continua Franzolin - la piazza e l’edificio che ora contiene degli esercizi commerciali erano identificati dalla popolazione locale con l’appellativo di “Vaticano”. In questo sito erano raccolti, per essere poi essere inviati ai centri urbani, le merci provenienti dalle vicine gastaldie come quella di Cona”. A.C.


18 Brugine-Sant’Angelo Il caso La storia della parrucchiera di Brugine

neWs

Impigliata nelle maglie della burocrazia

Sant’Angelo

PAdre mArco tAscA ministro dell’ordine dei frAti minori conventuAli

La donna ha trasferito la propria attività da una sede ad un’altra a Campagnola ma non può aprire perché mancano le necessarie autorizzazioni dell’Usl sui servizi igienici La signora Michela davanti al suo negozio

di Martina Maniero

L

a burocrazia italiana non uccide ma di certo può fare impazzire. Lo sa bene Michela Colombo, parrucchiera, 17 anni di attività alle spalle in paese, disoccupata a causa delle formalità burocratiche. La donna, che ha trasferito la propria attività da via Rialto a via Aldo Moro a Campagnola, si è vista negare dall’Usl il permesso di aprire perché, nel salone, mancano due servizi igienici distinti: uno per il personale e l’altro per la clientela. Una suddivisione degli spazi prevista dal regolamento comunale ma non dalla normativa regionale che si accontenta, per così dire, di un solo bagno, considerate le ridotte dimensioni del salone. Per ora l’apertura dovrà attendere. Intanto Michela Colombo, che ha appeso un cartello di protesta alle vetrine del salone, ha incaricato l’avvocato Carla Fiorentino di quantificare eventuali danni causati dal ritardo dell’apertura. Il caso, su richiesta del gruppo di opposizione, verrà discusso in consiglio comunale. “Adottando un provvedimento provvisorio il sindaco avrebbe potuto venire incontro alle esigenze dell’esercente – accusa la minoranza - in questo periodo di profonda crisi, il sindaco dimostra scarso coraggio e

Normativa regionale e comunale sono diverse. Il Comune valuta di modificare il regolamento ma i tempi sono lunghi indifferenza nei confronti dei problemi degli imprenditori, trincerandosi dietro norme e regolamenti”. “Nessuna legge ad personam - replica il sindaco Davide Zanetti - anche nel rispetto di quanti, fino ad oggi, si sono adeguati alla normativa”. “Mi dispiace che la signora sia stata da più parti male consigliata ma il regolamento è chiaro e non ho il potere di derogarvi. Torneremo in consiglio – annuncia il primo cittadino – e valuteremo se le norme adottate in passato non siano troppo restrittive e necessitino di essere aggiornate”. Le eventuali modifiche al regolamento dovranno prima essere approvate dalla giunta per passare poi all’esame della commissione regolamenti e delle associazioni di categoria. L’ultimo passaggio è il voto del consiglio comunale.

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adre Marco Tasca (in foto) è stato rieletto Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali. È lui il 119° successore di San Francesco. Il capitolo generale dei Frati Minori Conventuali lo ha confermato dopo dieci giorni di preghiera, confronti e verifiche. “E’ fonte di orgoglio per tutti noi sentire la vicinanza di una persona così importante e allo stesso tempo così “francescana”e sapere che un nostro concittadino è un fervente costruttore di pace nel mondo – ha commentato il sindaco Romano Boischio - la conferma del suo impegno nei prossimi sei anni spero possa essere utile anche alla nostra amministrazione, per far crescere lo spirito di accoglienza delle diversità. La sua rielezione conferma la stima per la sua persona, ma soprattutto per il ruolo che rappresenta all’interno della famiglia francescana e della comunità cristiana”. Padre Marco Tasca è nato il 9 giugno 1957 a Sant’Angelo ed è entrato nell’Ordine a Camposampiero nel 1968. Al seminario serafico di Pedavena (Belluno) ha frequentato il ginnasio e il liceo classico a Brescia, per emettere la professione temporanea nel ‘77 e quella solenne nell’81. Ordinato sacerdote nell’83, padre Tasca ha compiuto gli studi filosofico-teologici all’Istituto Teologico “Sant’Antonio Dottore” a Padova. Dopo aver conseguito il grado accademico di Baccellierato, viene trasferito a Roma, al Collegio Internazionale Seraphicum dove consegue la licenza in psicologia e quella in teologia pastorale. Ha ricoperto numerosi incarichi prestigiosi: rettore del Seminario minore di Brescia e del Postnoviziato a Padova; docente di Psicologia e Catechetica all’Istituto Teologico “Sant’Antonio Dottore”; Custode capitolare e Guardiano del convento di Camposampiero. Durante il suo provincialato è stato anche vicepresidente nazionale della CISM e Presidente del Movimento Francescano del Nord Est. Il 26 maggio 2007, al Sacro Convento di Assisi, il Capitolo generale ordinario lo ha eletto 119° successore di San Francesco. Il 29 gennaio 2013 gli è stato conferito il secondo mandato. M.M.


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Cultura locale 21

Libri

Pittura Dipinti a pastello

Le “irrealtà dipinte” di Andreina Fincati Girardi

NiNa Nasilli, Book EditorE, 2012

ParaBola d’aMorE

di Paolo Tieto

I

dipinti a pastello si possono rinvenire fin dagli ultimi decenni del 1500, ma ad incrementarne la pratica e a farne quindi conoscere la tanto difficile tecnica attuativa è stata Rosalba Carriera (1675-1757) che se ne servì per fare i ritratti di innumerevoli personaggi illustri; lavori conservati oggi nei musei di mezzo mondo. Dopo tanto illustre pittrice la tecnica del pastello ha avuto un periodo di scarso impiego, ma ha quindi ripreso a furoreggiare nell’Ottocento prima almeno dell’avvento e dell’affermazione della fotografia che, per praticità e per costi, è riuscita poi ad imporsi e a primeggiare sui diversi tipi di figurazione umana tradizionale. Ai dì presenti le immagini a pastello sono oggetto d’attenzione di pochissimi pittori, i quali, in generale, preferiscono di gran lunga l’olio e l’acquerello o, forse, più ancora l’acrilico e la tecnica mista. Fa orgogliosamente eccezione, in ambito padovano, una donna, Andreina Fincati Girardi la quale nella propria “officina” conferisce aspetto concreto alle personali ideazioni, ai

tanti concetti che di continuo balenano nella sua mente. Sì, perché i suoi lavori, anche quando propongono qualcosa di oggettivo, sono sempre frutto di un’idea, costituiscono la sintesi di un sublime concetto e pertanto richiedono vigorosa attenzione e riflessione per debita comprensione e diligente riflessione. Li titola ella infatti, di frequente, con didascalie che hanno chiara attinenza con il soprannaturale, con quanto va oltre il contingente. Come, ad esempio, La finestra dell’anima, Armonie di un tramonto, Radiazioni luminose, La luce dell’inconscio, Liberazione e così via di seguito, ché ad elencarli tutti ci vorrebbe una rubrica di parecchie pagine. E presentano tutti colorazioni e atmosfere di sapore surreale, di lievità e di vaghezza da proporsi quali lembi di cielo, quali frammenti di eteree visioni. Dice bene pertanto l’avveduta artista quando afferma di dipingere l’invisibile o quando ancora, rincarando quasi la dose, definisce le sue opere come “irrealtà dipinte”, quale soffio, luce e tenebra. Elementi tutti del resto che

a cura di Paolo Tieto

animano il mondo, che portano a vibrare di intenso vigore l’universo, quel creato su cui la fantasiosa originale pittrice sparge a piene mani, ma anche con infinita grazia e delicatezza, le proprie polveri dai riverberi argentei, dalle tonalità d’una tavolozza ricca delle più suggestive e variegate tinte. C’è chi sostiene che la figurazione artistica può dirsi tale solo quando suscita gioia, quando ritempra e ravviva lo spirito. Senza ombra di dubbio, se è così, si può allora ben affermare che in tali prerogative rientra appieno la stessa Fincati Girardi la quale, dipingendo, appaga in prima istanza se medesima, quindi dona, con le proprie raffigurazioni, amenità e contentezza a quanti vi si pongono di fronte per ammirarle.

Caratterizzano questo splendido volumetto: originalità ideativa, linguaggio lirico, modernità. Dapprima va sottolineato il fatto che non segue per nulla il solco di vecchi schemi e di espressioni scontate, ma, si propone piuttosto con stile e forma linguistica di fresco sapore, di novità, per cui già ad una prima lettura stupisce, avvince l’attenzione e l’animo. Presenta esso quindi nei suoi nessi tutta la pregnanza viva e scintillante di ardente amore, che è sì un sentimento di sempre, antico quanto la persona umana, ma che qui si adorna di nuovi colori, si articola sul crescendo di un pentagramma carico di sfumature che lo rendono inedito, in perfetta sintonia con i caratteri concettuali e letterari propri dell’epoca presente, del tempo in cui viviamo. La Nasilli evidenzia inoltre, in questo suo lavoro letterario, tutta una propria formazione umanistica, un supporto di base conoscitivo che le consente di conferire continuamente alle proprie idee, al proprio pensiero concretezza, agilità espressiva sorprendente. Indubbiamente, da un punto di vista stilistico, ella è unica nel modo di fare poesia, non si rifà ad alcun altro poeta, ha uno stile tutto proprio, inconfondibile. E questo è recepibile negli stessi sensi del pensiero, ché la sua percettibilità è essenzialmente fondata su attenzione e delicatezza. roBErto ValaNdro, lofficiNa di MoNs silicis, 2012

MoNsElicE iN artE

Il volumetto è stato pubblicato in occasione di una recente mostra allestita negli ariosi vani dello storico “Complesso museale SanPaolo” di Monselice. La rassegna presentava (e il libro ne riporta un ricco campionario) libri, stampe, dipinti e medaglie datati tra il 1711 - 2011, tutti di grande interesse e curiosità, anche se la parte del leone, alla fin fine, sembrano averla fatta i dipinti, in quanto i più appariscenti e accattivanti. Difficile poter elencare tutti i nomi dei loro autori, in quanto parecchio numerosi e tutti di notevole valenza e originalità.


22 Cultura locale Pontelongo Approvato il progetto definitivo per il primo stralcio dei lavori

Le ex scuole elementari diventeranno una casa per la cultura L’intento dell’Amministrazione è di farne un museo permanente dedicato alla Grande guerra, allo zuccherificio e sede dell’archivo fotografico di Alessandro Cesarato

La sede municipale di villa Foscarini Erizzo

U

na nuova casa per la cultura e la memoria storica del paese. Le ex scuole elementari, infatti, diventeranno un museo permanente dedicato alla Grande Guerra, allo zuccherificio e sede dell’archivio storico fotografico. E’ questa la scelta dell’amministrazione che ha approvato il progetto definitivo per il primo stralcio dei lavori di manutenzione, restauro e risanamento conservativo dell’edificio storico intitolato a Rosa Maltoni (la madre di Mussolini) che sorge a chiusura del cortile sul retro della sede municipale di Villa Foscarini Erizzo. La costruzione, attualmente in disuso e destinata a deposito, fu fatta costruire nel 1935 dall’allora podestà Carlo Desiderio Mondo per incrementare l’offerta di edifici scolastici visto che la vecchia scuola del 1911 era diventata insufficiente per accogliere tutti gli studenti in un momento storico in cui la popolazione del paese era in rapida crescita. La realizzazione del museo è un’opera sicuramente importante e impegnativa che sarà realizzata in tre stralci per un importo complessivo di oltre 900 mila euro. Il progetto del primo stralcio, che prevede una prima manutenzione straordinaria volta

La realizzazione del museo in tre stralci avrà un importo complessivo di 900mila euro principalmente al restauro degli intonaci esterni, della copertura e del pian terreno, sarà finanziato interamente con il contributo di 149 mila euro messi a disposizione da un bando del Gal “Antico Dogado” per il recupero di opere architettoniche destinate alla valorizzazione della cultura sul territorio. “Questo primo intervento - spiega il sindaco Fiorella Canova - ha l’obiettivo di rendere agibile l’edificio per accogliere in futuro un museo, che avrà una sezione dedicata alla memoria, allo studio e alla ricerca sulla Grande Guerra”. “Una sezione inoltre sarà dedicata allo zucchero e la farina e ai rispettivi stabilimenti - conclude - vista l’importanza storica che la loro presenza ha per Pontelongo. Ultimo obiettivo, ma non meno importante è la salvaguardia e il recupero dell’archivio storico locale”.

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e l l o scorso dicembre si è celebrato il trentesimo anniversario di attività della biblioteca comunale. Un importante traguardo, adeguatamente ricordato con una serie di iniziative che hanno coinvolto soprattutto le scuole e i giovani lettori. Ospitata nel complesso della Corte Benedettina, questa biblioteca non è soltanto un edificio dove sono catalogati e raccolti dei libri, ma un vero e proprio museo di storia locale. In epoca benedettina, fino al 1600, i monaci avevano destinato l’edifico a uso foresteria per poi trasformalo in una cappelletta di preghiera. Nei secoli successivi, con l’avvento della famiglia Melzi, i locali diventarono la prima sede degli uffici comunali, dove vi rimasero sino al 1930. Seguirono anni di oblio nei quali la struttura, ormai vuota, fu progressivamente abbandonata. A salvarla e destinarla a diventare biblioteca comunale fu l’amministrazione del sindaco Ottimo Cominato che agli inizi degli anni Ottanta, proprio dall’ex foresteria, iniziò il mastodontico lavoro di recupero, ancora in corso, dell’intera corte. Nel 2005, infine, l’intitolazione a Santa Giustina. All’interno si possono ammirare degli affreschi cinquecenteschi raffiguranti allegorie bibliche oltre che a un raro esemplare di soppalco dell’Ottocento. Un luogo insomma che trasuda storia e cultura e che vale pertanto almeno una visita. In questo periodo la biblioteca è aperta il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì dalle 14.30 alle 18.30. Il sabato dalle 9 alle 12. Per contattare la responsabile Monica Bertin scrivere a: biblioteca@comune.correzzola.pd.it oppure telefonale allo 049/9760011. A.C.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA

La protesta. Rete Imprese Italia porta nel capoluogo gli imprenditori arrabbiati

PADOVA

Piccole imprese locali “ridotti in mutande”

Un’immagine della protesta degli imprenditori di fronte al Municipio di Padova

Anche i saldi non hanno dato i risultati sperati Zilio: “Bilanci in rosso e le banche non aiutano”

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e piccole imprese, se la politica continuerà a guardare più ai propri interessi che a quelli del Paese, rischiano di finire a fare la fame. Da questa amara considerazoione è nata l’idea della mobilitazione di Rete Imprese Italia, declinata “alla padovana” ha visto le quattro organizzazioni di artigiani e commercianti (Ascom Confcommercio, Confesercenti, Upa Confartigianato e Cna) denunciare una colpevole disattenzione nei confronti del mondo della piccola impresa. “Ridotti così” era scritto, lettera dopo lettera, sulle mutande maschili e femminili stese di fronte a Palazzo Moroni, sede del municipio di Padova, dove un nutrito numero di piccoli imprenditori, incuranti di pioggia e neve, hanno ascoltato dapprima il discorso diffuso in streaming che Carlo Sangalli, leader di Confcommercio e presidente di Rete Imprese Italia, ha pronunciato in avvio di manifestazione e poi quello di Fernando Zilio, presidente di Ascom Confcommercio Padova e presidente, per questo semestre, di Rete Imprese Italia Padova. “Seppur in periodo di saldi – aveva esordito Sangalli – non faremo sconti a nessuno” e Zilio ha rincarato la dose nei confronti di antichi, più recenti e futuri governanti, ricordando l’angoscia che attanaglia lavoratori dipendenti e titolari d’azienda che guardano con forte preoccupazione al futuro. “Le imprese che stanno chiudendo i bilanci – ha detto

Zilio – li chiuderanno in rosso e con quei conti in rosso an- e Roberto Boschetto per Upa Confartigianato, i quali, nel dranno in banca dove gli verrà rifiutato il credito. E di fronte sottolineare la comunione d’intenti, hanno ribadito che l’economia è di fronte ad un’ultima spiaggia: o la politica si fa a tutto questo la politica cosa fa?” Poco, ma meglio sarebbe dire, nulla. E allora ecco l’ar- carico del grido di sofferenza che viene dalle piccole imprese ringa di Zilio che ha chiesto unione d’intenti per costringere o dalla crisi non sarà possibile venir fuori. Altro fronte “caldo” è quello relativo alla lotta all’illela politica a confrontarsi con questo mondo che non è marginale se è vero, come è vero e come documentava il aper- galità e alle situazioni poco chiare, soprattutto in ambito commerciale. Ultimo capitolo la revoca tura di manifestazione il servizio sui dell’agibilità al centro ingrosso Cina in numeri di questo grande comparto, più “Intorno a noi zona industriale a Padova. della metà degli occupati in Italia sono vediamo solo “Il comune, nel revocare l’agibilità tali perché occupati in piccole imprese. crisi, e la politica Lavoro, tasse, credito, allegra fi- cosa sta facendo dei tre capannoni dell’ingrosso cinese oggetto, nei giorni scorsi, dell’ordinannanza, Imu che drena le risorse ed i cui di concreto?” za di chiusura del Prefetto, ha voluto proventi non si sa dove finiscano: tutti temi affrontati dal presidente di turno di Rete Imprese Italia ribadire un concetto a noi molto caro: la libertà economica è Padova che ha addossato alla politica distratta da mille altre un diritto, ma deve essere svolta all’interno del rispetto più faccende, la gran parte delle colpe della recessione in atto rigoroso delle regole”. nel Paese. Zilio nei confronti della “cittadella dell’illegalità” sorta “Un Paese – ha detto ancora, e provocatoriamente, e sviluppata in zona industriale, si sta spendendo da anni. Zilio – che ha otto milioni di poveri e che dovrebbe avere “Questa dell’ordinanza – continua Zilio – segna un punto anche un “equitometro” per sapere che fine fanno i soldi di non ritorno nell’atteggiamento del governo cittadino e che arrivano nelle casse dello Stato”. ribadisce, che sono tutte le istituzioni e non solo la Guardia Concluso il suo intervento, più volte sottolineato dagli di Finanza coi suoi meritevoli controlli e sequestri, a puntare applausi dei presenti, Zilio ha ceduto la parola ai colleghi dritte verso un ristabilimento del diritto anche in quelle aree presidenti e direttori delle altre organizzazioni: Maurizio che, fino ad oggi, sono state appannaggio dell’illegalità più Francescon per Confesercenti, Guerrino Gastaldi per Cna sfrontata”.

UNO SCOUT ALLA GUIDA DELLA COLDIRETTI FEDERICO MIOTTO ELETTO PRESIDENTE

“A

bbiamo un progetto per il Paese, molto chiaro e ben definito, per il quale siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo, con senso di responsabilità e partecipazione. Ciascuno di noi sarà chiamato a fare la propria parte, io mi metto al servizio di tutti”. Con queste parole Federico Miotto si è insediato alla guida di Coldiretti Padova di fronte al Consiglio provinciale della più grande organizzazione agricola della provincia, convocato per eleggere la giunta esecutiva. Laureato in Agraria, 31 anni, giovane allevatore di Piove di Sacco, un passato da scout, titolare dell’azienda di famiglia da tre generazioni dedicata all’allevamento di vitelloni da ingrasso, sposato con Elisa e padre di due bambini, il neo presidente di Coldiretti Padova ha esposto al Consiglio Provinciale il

programma di lavoro e il metodo d’azione sulla strada del Progetto di Coldiretti per una Filiera Italiana firmata dagli Agricoltori. “E’ la grande sfida che ci aspetta – afferma Miotto – è una strategia che va oltre il particolare e che si propone come un disegno più ampio per il nostro Paese. Per troppi anni siamo stati condizionati da particolarismi e logiche individualistiche, ora siamo chiamati invece ad una visione collettiva che superi le posizioni settoriali. Dobbiamo ricreare uno spirito di comunità, metterci al servizio di un’azione collettiva e condivisa, perché non ha più senso ragionare in termini di comparti separati e in contrapposizione tra loro. E’ al sistema agricolo nel suo complesso che dobbiamo guardare se vogliamo essere protagonisti sul mercato e nella società civile”. E.M.

“Libera la domenica”

migliAiA di firme AllA Petizione

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rosegue con successo in tutta la provincia la mobilitazione di Confesercenti e Diocesi di Padova “Libera la domenica” contro l’apertura no-stop di centri commerciali e negozi lanciata nei mesi scorsi con la raccolta di firme davanti al sagrato delle chiese e anche in diversi municipi. I promotori sottolineano che la domenica non è un giorno come gli altri e che lo scopo dell’iniziativa non è fare una “crociata” contro le attività commerciali ma ribadire la necessità di un giorno di festa e di condivisione da dedicare alla famiglia e a sé stessi. Per sottoscrivere la richiesta di una legge che metta un freno all’apertura indiscriminata delle attività commerciali, penalizzante per la stragrande maggioranza degli addetti del settore, basterà presentarsi davant alle chiese durante la raccolta firme o in municipio. E.M.


Spazi Aperti 25 11 Qualità dell’aria Le recenti rilevazioni dell’Arpav confermano i continui sforamenti dei limiti di legge, allarme polveri sottili

Padova e provincia con il “fiato corto” Dopo un calo degli anni scorsi adesso la situazione si è cristallizzata, servono nuove misure per risanare l’atmosfera

Quest’anno potrebbe vedere la luce anche il nuovo piano cave

di Emanuele Masiero

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Padova e provincia l’aria non è delle migliori, è tempo di correre ai ripari. La Giunta regionale ha adottato infatti il Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera. Il provvedimento è stato pubblicato sul bollettino ufficiale aprendo così la fase della consultazione pubblica. Le linee del piano sono state presentate a Teolo, nella sede del Centro Meteorologico dell’Arpav, dall’assessore veneto alle Politiche Ambientali Maurizio Conte che ha fatto il punto sull’attività svolta negli ultimi mesi. “Il nuovo Piano Aria – ha commentato l’Assessore insieme ai tecnici dell’Arpav - rispecchia dieci anni di lavoro e di confronto con le amministrazioni provinciali e comunali. Il Veneto, comunque, si trova in una posizione sfavorevole alla dispersione degli inquinamenti atmosferici. In questi ultimi cinque anni si è registrato un calo complessivo degli inquinanti primari e secondari, mentre dal 2010 al 2012 la situazione si è stabilizzata. I dati della rete Arpav hanno rilevato per l’ultimo triennio in tutte le città del Veneto, ad eccezione di Belluno, un numero di superamenti del valore limite giornaliero di polveri sottili-pm10 superiore ai 35

giorni per anno”. Per quanto riguarda l’ozono, inquinante tipicamente estivo, i dati del 2012 mostrano un peggioramento rispetto al 2011 dovuto ad un’estate caratterizzata da episodi anche prolungati di caldo, soprattutto in giugno e nella seconda metà di agosto. Le centraline Arpav hanno registrato 219 episodi di superamento della soglia di informazione contro i 192 dell’anno precedente. Oltre agli inquinanti tradizionali il monitoraggio dell’ultimo triennio ha permesso di individuarne di nuovi, come il benzoapirene che fa registrare un aumento probabilmente dovuto anche all’utilizzo di biomasse, vale a dire legname e pellet, per il riscaldamento. “Il nuovo piano per la qualità dell’aria prevede una nuova zonizzazione e attenzione per i nuovi inquinanti e per le azioni più appropriate per il risanamento dell’atmosfera – ha detto l’assessore – a partire dalla riduzione dei consumi, dall’utilizzo delle migliori tecnologie sul mercato e dalla differenziazione delle fonti energetiche, guardando anche agli aspetti economici”. Nel 2013 dovrebbe vedere la luce anche il nuovo piano cave del veneto, atteso ormai da trent’anni.

Il laboratorio mobile usato dall’Arpav per monitorare la qualità dell’aria e scovare gli agenti inquinanti

L’auspicio è stato espresso dall’assessore regionale alle politiche ambientali. Lo scorso ottobre la giunta regionale ha approvato infatti il documento preliminare del piano regionale dell’attività di cava e il relativo rapporto ambientale preliminare. “Il rapporto non è ancora il piano – ha sottolineato l’assessore - ma è il primo passo, previsto dalla normativa della valutazione ambientale strategica, necessario per la fase di consultazione con tutti i soggetti competenti”. Il documento preliminare prevede che il piano cave sia costituito da tre fasi, strettamente correlate tra loro: la fase conoscitiva, la fase di analisi e la fase propositiva e, soprattutto, individua gli obiettivi strategici, economici ed ambientali, che il piano deve perseguire.

Ma a preoccupare non sono solo le cave. Anche il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili sono due temi di strettissima attualità. L’obiettivo di consumo di energia da fonti rinnovabili rispetto a quello totale è pari al 17% su base nazionale mentre per il Veneto l’obiettivo è del 10,3%. Focalizzando l’attenzione sul tema delle rinnovabili si è assistito negli anni più recenti ad una crescita generalizzata: in particolare negli ultimi due anni ha avuto un forte sviluppo il mercato del fotovoltaico, sia nelle istallazioni civili che industriali. Infatti, nel 2011 si è assistito ad incrementi nell’ordine del 600% per quanto riguarda la produzione, del 250% in quanto a potenza istallata e del 120% con riferimento al numero degli impianti.

RIFIUTI URBANI NOVITÀ IN ARRIVO

I

l piano regionale dei rifiuti urbani, risalente al 2004, ha bisogno di essere aggiornato. E’ questo il verdetto dell’assessore regionale all’ambiente. Affermazione che tra l’altro arriva in un momento di forte cambiamento, visto che i Consorzi di Bacino per la gestione dei rifiuti del Veneto stanno chiudendo i battenti in questi giorni e saranno sostituiti da un’unica autorità d’ambito regionale. Anche per questo motivo, si è deciso di uniformare, all’interno di un unico elaborato, tutta la pianificazione in materia di gestione di rifiuti sia urbani che speciali. “La Regione Veneto – ha dichiarato l’assessore Conte - è dotata, oltre che del piano di gestione dei rifiuti urbani del 2004, anche di una serie di altri strumenti che la collocano come una delle regioni più all’avanguardia a livello nazionale sotto l’aspetto della programmazione nel settore dei rifiuti. Nell’ottobre del 2011 è stata avviata una procedura di riscrittura che ha portato alla stesura di un nuovo documento che include nel suo interno i criteri per la definizione delle aree non idonee, le linee guida per la gestione di particolari categorie di rifiuti, il programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, il programma per la riduzione della produzione dei rifiuti e il piano per la bonifica delle aree inquinate”. La nuova pianificazione è ormai prossima alle presentazione e applicherà una gerarchia di priorità per la gestione dei rifiuti, a partire dalla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, sia mediante azioni

La raccolta differenziata

Anche a Padova andranno in pensione i “vecchi” consorzi ormai commissariati di prevenzione, sia mediante il riutilizzo e il recupero di materia. Ma non sarà l’unica novità visto che nei prossimi giorni si dovrà procedere con l’istituzione dei consigli di bacino che in qualche modo sostituiranno i vecchi consorzi ormai commissariati e prossimi al pensionamento. “Strategico, sia dal punto di vista economico che di tutela del territorio, sarà garantire lo sviluppo della competitività nel settore del recupero di rifiuti – ha commentato l’assessore regionale - Inoltre il piano rifiuti punterà alla riduzione della pressione sul suolo e del consumo di terreno agricoE.M. lo”.

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Scuola 26 12 Mondo scuola L’esperienza All’Euganeo di Este l’esperimento voluto dal nuovo dirigente

L’autonomia scolastica incontra il territorio di Nicola Cesaro

L

’autonomia scolastica che incontra il territorio. E’ questo il titolo dell’importante convegno organizzato venerdì 1 febbraio dall’Iis Euganeo di Este. Un evento di rilievo che l’istituto atestino ha voluto organizzare per celebrare degnamente un nuovo modo di fare orientamento scolastico. Alle tradizionali “porte aperte” e visite guidate, l’Euganeo ha infatti voluto promuovere una serie di incontri e dibattiti per ognuno degli indirizzi proposti dal plesso scolastico. Eventi molto partecipati, che hanno visto protagonisti non solo docenti e alunni, ma anche professionisti del settore ed esponenti delle istituzioni locali. L’evento ha coronato degnamente “l’esperimento” tanto voluto dal nuovo dirigente scolastico Francesco Bussi: “Il titolo impegnativo “Accoglienza, inclusione, ascolto per il benessere a scuola e nella città” poteva far pensare ad una passerella di luoghi comuni. Al contrario l’attenzione dei partecipanti è stata trascinata per tre ore a partire dalle provocazioni lanciate dalla professoressa Rinalda Montani, dell’Università di Padova, fino alla rilettura democratica e partecipativa degli organi collegiali suggerita dal presidente del consiglio di istituto Renato Padovan, passando per i dati sulle prospettive del benessere nel contesto urbano di qui al 2020 presentati dal sindaco di Este Giancarlo Piva”. Il dirigente Bussi ha sottolineato il

Alle tradizionali “porte aperte” l’Istituto ha preferito gli incontri e dibattiti per ciascun indirizzo

L’aula di fisica dell’Istituto Euganeo di Este tervento ormai decennale che la scuola conduce in collaborazione con l’azienda sanitaria attraverso lo sportello ascolto, rivolto in primo luogo agli studenti, ma anche a docenti e genitori, insieme ad altre iniziative più specifiche, sempre mirate alla prevenzione del disagio. Infine Marino Martignon ha presentato una recentissima esperienza di costruzione di relazioni positive in un contesto di classe problematico. “Il tutto è stato suggellato da un momento di musica- chiude Bussi -con l’esecuzione del Trio opera 11 per clarinetto, pianoforte e violoncello di Ludwig van Beethoven, da parte di tre giovani musicisti del Conservatorio di Rovigo». L’Iis Euganeo metterà a disposizione le presentazioni e la registrazione del Convegno sul proprio sito www.iiseuganeo.it.

neWs Idea al Ferrari di Este

sPot Per l’Avis firmAto dAi liceAli

S

modo originale di costruire il curricolo per competenze, attivato in quest’anno scolastico dal collegio dei docenti dell’Iis Euganeo: l’obiettivo di formare professionisti capaci passa attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ma soprattutto attraverso la fiducia nelle nuove generazioni. Elisa Padrin ed Elisa Bussi hanno presentato, quindi, le procedure per l’accoglienza degli alunni nelle classi prime spiegando come si siano andate evolvendo nel tempo accompagnando una crescita di consapevolezza e di assunzione di responsabilità. Cristina Minelle, docente a contratto presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, ha offerto una prospettiva particolare: l’accoglienza dei nuovi docenti per migliorare il benessere organizzativo della scuola. Stefania Della Sala (Usl 17) ed Elisabetta Trivellato hanno valorizzato l’in-

© Foto di Erika Crosara

Fiducia nei giovani per formare adeguatamente i professionisti di domani

ta spopolando nella rete il video promozionale girato dagli studenti del liceo G.B. Ferrari per l’Avis di Este. Centinaia di utenti hanno visitato il link di Youtube (il titolo è “Spot per l’Avis di Este - 4a linguistico “G.B. Ferrari” di Este”). Il video è stato girato con i cellulari degli studenti, grazie alla supervisione del docente Nicola Ruzzenenti e alla regia di Claudio Verza, oltre alla collaborazione di Gino Peotta, storico donatore Avis, e del presidente di mandamento Federico Aghi. Il successo dell’iniziativa non si è limitata al web: la Regione Veneto ha infatti premiato il video promozionale direttamente per mano del presidente del consiglio Clodovaldo Ruffato, che ha peraltro accolto i giovani attori a Venezia, a palazzo Ferro Fini. Il filmato sarà utilizzato dall’Avis atestina per pubblicizzare la propria attività nel territorio e diffondere la cultura della donazione di sangue. Proprio fra i giovani sono in aumento i donatori iscritti all’Avis, una scelta generosa che conferma la volontà di fare qualcosa di concreto per aiutare chi soffre di malattia. N.C.


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Cultura provinciale 29 15 La rassegna C’è tempo fino al 30 marzo per inviare i cortometraggi e al 30 aprile per le sceneggiature

Corti d’autore al River Festival

il mAster

Al Portello saranno proiettati anche i brevissimi filmati realizzati artigianalmente con i telefonini Carla Stella

di Laura Organte

È

già tutto prnto per la settimana edizione del River Film Festival, in programma a Porta Portello, in riva al Piovego, dal 28 maggio al 9 giugno 2013: mancano solo i cortometraggi di chi vorrà partecipare al concorso, da inviare entro il 30 marzo. Per le sceneggiature, invece, scadenza il 30 aprile. Quest’anno, alle categorie storiche, si aggiungono due nuove sezioni competitive: Supercorto (Extreme Short Film, per corti della durata da un minuto e mezzo fino a cinque minuti girati con qualsiasi mezzo, dalla macchina fotografica al cellulare) e Corto locale, riservato a opere prodotte da film-maker dell’area veneta girati e prodotti in questa regione. Quest’ultima, in particolare, rappresenta – unitamente alla seconda edizione del premio di sceneggiatura “River Corto” – la concreta occasione, ormai unica nel Veneto, per sostenere gli autori locali e offrire loro la possibilità di farsi conoscere dal pubblico. Le nuove categorie Supercorto e Corto locale si vanno ad aggiungere alle altre 4 sezioni presenti al Festival: Corto

internazionale, Documentario, Animazione e Scuole di cinema. Tante altre sono le novità per l’edizione di quest’anno, sempre più internazionale: “Il Festival - ha spiegato il direttore artistico della manifestazione, Emilio Della Chiesa - nato come costola del Portello River Festival, ha raggiunto la sua maturità. L’edizione 2013 segna la definitiva acquisizione di una dimensione internazionale: quest’anno infatti i componenti della giuria saranno esponenti del mondo del cinema e della cultura per due terzi provenienti da Paesi stranieri». Ad oggi hanno dato la conferma della loro presenza in qualità di giurati: Amir Emary (presidente della giuria), giornalista e critico cinematografico già due volte in giuria al Festival di Cannes, è uno degli intellettuali di punta impegnati in queste ore nel movimento di piazza Tahrir, al Cairo; Tony Matteucci, manager dell’industria cinematografica; Sourav Sarangi, produttore e regista; Barbara Melega, assistente di regia di Ermanno Olmi ed Ezio Leoni, critico cinematografico e giornalista.

Full immersion “dentro la poesia”

D

Il Portello ìn occasione del River Film Festival Inoltre, la sezione non competitiva Festival of Festivals, porterà a Padova le opere vincitrici dei festival internazionali con cui il River Film Festival è gemellato. Infine, un’idea curiosa, che permetterà a tutta la città di essere coinvolta nell’evento: durante tutta la durata del festival, nei bus, alle fermate Aps, nelle piazze cittadine attrezzate con megaschermi il pubblico potrà vedere a ciclo continuo i Supercorti in concorso e votarli.

Appuntamento, dunque, per la sera del 28 maggio, con l’evento di apertura, la proiezione del film di Marwan Hamed “The Yacoubian building” (Egitto, 2006), pellicola che si ispira al libro “Palazzo Yacoubian” di Alaa Al Aswany (Feltrinelli), il romanzo più venduto nel mondo arabo. Gran finale, invece, previsto per il 9 giugno, con la cerimonia di premiazione. Tutti i dettagli sul nuovo sito del festival: www.riverfilmfestival.org.

opo i primi diciotto master realizzati dal 2008, l’Associazione “Accademia del teatro in lingua veneta”, organizza il master: “Dentro la poesia dei Sillabari di Goffredo Parise”, della durata di una settimana “full immersion”, dedicato a ad attrici e attori che vogliano approfondire la loro capacità di leggere la poesia. Le lezioni saranno tenute da Carla Stella, nota attrice professionista e performer, da sempre interessata alla poesia e alla letteratura. Il master, gratuito, si articolerà nell’arco di una settimana – 5/6 ore al giorno – presso il Ridotto del Teatro Verdi di Padova, e si concluderà con una rappresentazione finale che si svolgerà sabato 9 marzo 2013 alle ore 21.00 in luogo da definirsi. Le domande di iscrizione alla selezione devono pervenire entro il 24 febbraio. Informazioni sul sito www.accademiateatroveneto.it, o ai numeri 348/4238334 - 347/9756989. L.O.

Este dedica una mostra al pittore

IL PENNELLO D’ACCIAIO DI GRADELLA

L’

originalità dell’arte di Marino Gradella raccontata nella mostra “Il Pennello d’acciaio” che aprirà il prossimo 6 aprile a Este nell’ex Pescheria Vecchia. All’inaugurazione dell’esposizione, aperta i fine settimana al mattino e al pomeriggio e dal lunedì al venerdì al pomeriggio,m è previsto anche un intermezzo musicale del maestro Roberto Bevilacqua. Marino Gradella nasce nel 1920 a Viadana, in provincia di Mantova, e trascorre sei anni della propria giovinezza nell’esercito italiano (II guerra mondiale - Croce al Merito guerra); Marino Gradella dai primi anni ‘50, a causa di varie vicissitudini e svolgendo svariate attività, si tra- marazzo” ha ottenuto risultati davvero sferisce prima a Nogara, successivamente sorprendenti, producendo ritratti, nature a Cinto Euganeo (1970), ove si distingue morte, paesaggi, riproduzioni di quadri sia come imprenditore nel settore maglie- famosi; solo per citarne alcuni: ritratto ria, sia in ambito sociale come benefatto- dell’ex presidente USA, gen. Ike Eisenhore, tanto da essere insignito, nel 1970, wer (1960) consegnato all’Ambasciata con ilcenza patrocinio dell’onorifi di di Cavaliere Ufficiale Americana a Roma e ora custodito nel Mudella Repubblica Italiana; infine, nel 1991, seo Eisenhower di Abilene in Texas; ritratto si stabilisce ad Este ove rimane sino alla di Papa Giovanni Paolo II, consegnatogli morte, avvenuta nell’aprile del 2009.Nel personalmente nel 1996 e ora custodito corso degli anni si è fatto conoscere soprat- nei Musei Vaticani, una sua opera è inoltre tutto WWW.AISMME.ORG per la propria originalità pittorica che presente nei Musei Civici degli Eremitani a l’ha visto impiegare, per l’esecuzione dei Padova. propriUn quadri, oltre alle tradizionali La mostra, in concomitanza con la prebambino su 500 tecniche nasce affetto da una malattia metabolica ereditaria: solo 1 volta su 4 viene ricodi pittura ad olio, acquerello e china, uno sentazione di un catalogo sulla sua vita e nosciuta in tempo. Lo Screening neonatale metabolico strumento particolarissimo, utilizzandone le sue opere, è un’occasione speciale perallargato permette una diagnosi precoce l’ago che a guisa di pennello ed i fi li di cotone celebrare la fi gura e l’attività di dell’associazione www.aismme.org si posevita al bambino gravi handicap o la morte. artistica Nel sito come tavolozza dalle innumerevoli sfuma- quest’uomo semplice, ma di indubbio vasono trovare informazioni centri screening delle malattie metaboliche ereditarie. ture cromatiche: la macchina per cucire! suilore umano,cura, che hadiagnosi lasciato unaetraccia di Con questa tecnica, definita “rica- cui si desidera che non si perda memoria.

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30 16

LO ciclismo

SPORT in PRIMO PIANO Asd cAsAlserugo, 37 Anni di Attività Per 60 iscritti

Hockey indoor La Polisportiva si piazza al quinto posto nel campionato italiano

Sculdascia, ottimo risultato

di Nicola Cesaro

D I portacolori dell’Asd Casalseugo, guidata da Francesco Zaggia

D

a sempre sulla breccia, con oltre 60 iscritti, guidati da quest’anno dal presidente Francesco Zaggia, coadiuvato dal vice Federico Nicolè e dai consiglieri: Vincenzo Materna, Diego Bertocco e Niveo Piovan, l’Asd Ciclisti Casalserugo ha compiuto i 37 anni di vita. Attivo in tutti i settori del ciclismo amatoriale, il club è diventato famoso per i numerosi raid organizzati , tappe di 5-6 giorni in giro per le regioni d’Italia. La scorsa stagione le livree biancoazzurre sono state di scena in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte dove si raggiunta la città di Alba, nota per il suo tartufo; le Cinque Terre, la Toscana toccando Firenze e Pistoia. Continuando a riavvolgere il film della passata stagione da ricordare il raid in Umbria, dove oltre alla pedalata ad Assisi la comitiva ha reso omaggio alla tomba di Padre Pio, è stata quindi la volta del Salento in Puglia, raggiunto dopo 6 tappe di circa 150 chilometri al giorno. Alcuni componenti del “Casalserugo” amano l’agonismo e partecipano a gare su strada ed a cronometro, lo scorso agosto alcuni di loro hanno partecipato alla coppa del mondo per cicloamatori disputata, come da tradizione, a St. Johann in Tirolo ( Austria). I molti amanti delle Granfondo si sono schierati nella “ Sportfull” a Feltre, la Pinarello a Treviso e anche alla maratona delle dolomiti a Corvara, in Val Bdia. Come ogni fine stagione il gruppo si è ritrovato per rivivere in allegria i momenti salienti e programmare la nuova stagione. Walter Lotto

opo il prestigioso trionfo nella Coppa Veneto Under 14 dell’anno scorso, la Polisportiva della Sculdascia ci prende gusto e centra un altro importante risultato per la stagione in corso. Anche se non è arrivata una vittoria, gli atleti della Scodosia esultano per l’ottimo quinto posto ottenuto nel campionato italiano di hockey indoor. La finali si sono tenute il 2 e il 3 febbraio a Padova, e hanno visto la Polisportiva della Sculdascia a competere per il titolo assieme a Hc Bra (Cn), Hc Pisa, Olimpia Tss (Le), Cus Messina, H. Bonomi (Pv), San Vito Romano (Rm) e Cus Cagliari. I casalesi si sono qualificati dopo aver guadagnato il primo posto del girone nazionale B, davanti a Hc Riva (Tn), Cus Padova, Us Grantorto (Pd), Csp San Giorgio Casale (Pd), Ar Fincantieri (Go). A Padova, nelle qualificazioni i ragazzi della Sculdascia sono usciti con due vittorie e una sconfitta, maturata peraltro dal San Vito Romano che diventerà poi campione d’Italia. Prima a pari punti assieme a San Vito e Bonomi, la Sculdascia è stata condannata dalla differenza reti, che ha costretto a lottare “solamente” per il quinto posto. Nello spareggio, i padovani hanno dominato nettamente (10-4) il

La formazione Under 16 della Polisportiva della Sculdascia Cus Messina. Questa la rosa della Polisportiva della Sculdascia: Edoardo Francescon, Marco Furlan, Nicola Missaglia, Lorenzo Rosa, Nicola Carazzato, Filippo Faggion, Riccardo Formaggio, Luca Zorzan, Andrea Nale, Giacomo Caserta, Hamza El Matraji, Yasir Nasrallah, Luca Mingoia e Nicola Parisato. Allenatori: Emanuele ed Ulisse Missaglia. “E’ l’ennesimo risultato positivo di una polisportiva nata da appena un anno e mezzo. - commenta Ulisse Missaglia - Gli ostacoli tuttavia non mancano. Basti pensa-

CICLI LAZZARIN TERRASSA ZECCHIN CAMPIONE VENETO, MINCHILLO A PADOVA

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entre si stilano programmi e tabelle e si intensifica la preparazione invernale in vista delle stagione 2013 la Asd Cicli Lazzarin, dalla sede di Terrassa Padovana, attraverso il proprio direttivo, formato dal presidente Dino Milani e dai suoi collaboratori Luca Tasinato e Michele Fusari, rende noto il proprio bilancio agonistico maturato nell’annata da poco conclusa. Oltre all’ottimo lavoro di squadra da segnalare le vittorie di Matteo Zecchin, campione Veneto e Triveneto Asci 2.serie; Pietro Minchillo si è laureato campione della provincia di Padova 2. serie Asci, e ha indossato la maglia nel Trofeo ciclistico del Piovese, primo classificato gruppo B. La prestigiosa maglia è stata indossata

anche da Enrico Barison primo classificato nel 1. Gruppo B. Acuti importanti anche per Michele Fusari e Sergio Tasso, campioni provinciali Uisp nelle rispettive categorie, mentre Paolo Berto e Filippo Gallocchio sono andati a segno nei tricolori riservati ai donatori del sangue AVIS. La Cicli Lazzarin è andata a segno anche nella classifica a squadre, imponendosi nel giro della Riviera del Brenta ed è stata nona al Trofeo ciclistico del Piovese. Questo viatico, per una società nata da poco rappresenta a detta della dirigenza, un punto di partenza per stagioni sempre più all’avanguardia, grazie anche a nuovi inserimenti che si stanno concretizzando in questi giorni. W.L.

L’Intervento In condizioni disastrose e senza mezzi di Franco Maccari* segue da pag. *Segretario Generale del Coisp (Sindacato Indipendente di Polizia)

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re che abbiamo ottenuto solamente qualche giorno fa la possibilità di allenarci nella palestra di Casale di Scodosia, dove abbiamo la sede e gran parte degli atleti”. Per tutto l’anno la formazione si è infatti allenata tra Ospedaletto Euganeo e Merlara. “Penso che sia ormai doveroso considerare la nostra presenza, anche se in paese esistono pure altre realtà di hockey. Non rubiamo terreno a nessuno, anzi, siamo pronti a collaborare”. La formazione Under 16 partecipa anche al campionato e per il girone d’andata la squadra guida la classifica. Pallacanestro Montagnana

giA’ si PensA Al summer cAmP

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La vittoria di Matteo Zecchin a Massanzago, primo al traguardo

i è chiusa con successo l’esperienza del “Winter Camp” organizzato dalla Pallacanestro Montagnana durante il periodo invernale. Il gruppo cestistico della città murata ha infatti evitato di andare in vacanza e ha aperto le porte a tutti i ragazzi, non solo ai propri atleti, anche durante le vacanze natalizie. Una quarantina di iscritti hanno affollato la palestra di viale Trento, nel quale la Pallacanestro Montagnana ha messo a disposizione per una settimana tre dei propri tecnici qualificati. L’esperienza verrà sicuramente ripetuta anche per il prossimo anno. Per l’estate, invece, si pensa già al “Summer Camp”. N.C.

L’uomo è stato circondato dalle guardie a cavallo inglesi che lo hanno distratto, mentre un poliziotto con una pistola elettrica lo ha colpito restando a distanza di sicurezza e lo ha immobilizzato. E così che vanno dunque le cose quando gli operatori della sicurezza hanno dotazioni adeguate… Tutto finisce rapidamente, in sicurezza, nessuno spargimento di sangue, niente denunce, niente pratiche da torturatori da seguire… Però! Ma se tutto fila liscio che gusto c’è? Molto meglio qui in Italia dove un poliziotto può rischiare sul serio la salute ad ogni minimo intervento che gli capita, dove può sempre far lavorare la fantasia per sopperire alle carenze di mezzi che non gli consentono di avere gli strumenti adeguati per lavorare, dove non manca mai il brivido della denuncia per abusi, e dove in cambio… si beccano quattro spiccioli, tra i peggiori trattamenti d’Europa .Devono pensarla certamente così i nostri governanti e amministratori che si ostinano a non fornire ai poliziotti pochi economici strumenti che non li obbligherebbero, puntualmente, a venire al contatto fisico ogni volta che bisogna intervenire per fermare qualcuno che crea problemi di qualsiasi tipo. E fare a meno di mettere a repentaglio noi operatori e tutti gli altri? E perché mai? Meglio lasciarci con i soliti, antidiluviani, mezzi. Manganelli e nude mani. Non fermano proiettili, bastoni e catene e coltelli e tanto altro, ma che importa? Non ci consentono di fermare rapidamente e col minor rischio possibile quelli che ci troviamo di fronte, ma che importa? Tanto il problema è e resta di Forze dell’Ordine e semplici cittadini, mica riguarda politici e ministri. E poi se non fossimo costretti al contatto fisico in modo da guadagnarci l’immancabile etichettatura di violenti che abusano che va forte… soprattutto quando alle porte ci sono le elezioni?


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Commercio in difficoltà

Occorre far ripartire i consumi aumentando il potere d’acquisto della gente InLa breve nuova legge regionale Il nuovo piano del commercio regionale varato a fine 2012 blocca di fatto la deregulation voluta dal governo Monti ma ora si attende il regolamento di Germana Urbani

S

ono qualche migliaio le piccole e medie attività commerciali che entro il 2013 chiuderanno le serrande definitivamente. Un dato che viene messo in luce dalle principali associazioni di categoria in prima linea per salvaguardare i negozi di prossimità costretti ad un estenuante concorrenza con i grandi Centri commerciali che, con la nuova legge promossa da Monti, potrebbero tornare liberamente a nascere ovunque come funghi. Confesercenti e Ascom puntano fortemente il dito contro il decreto Salva Italia del Professore perchè la liberalizzazione spinta di orari di apertura che consente di non avere mai un giorno di chiusura, pesa enormemente sui negozi di prossimità che vedono aumentare le spese ma non gli introiti. Eppure sono costretti tante volte a tenere aperto perchè il grande Centro Commerciale che magari si trova a pochi chilometri – e può contare su risorse molto più ingenti – non abbassa mai le serrande. “Per ora in Veneto siamo riusciti a bloccare un altro aspetto di questa tremenda deregulation messa in campo dal governo dei tecnici - afferma Maurizio Francescon, direttore della Confesercenti di Padova -. Il Consiglio regionale ha varato il nuovo Piano del Commercio, l’ultimo risaliva a nove anni fa e prevedeva un numero preciso di superfici a disposizione della grande distribuzione e dal 2007 non era stato più possibile realizzare nuove aree commerciali. Questo nuovo Piano permette di arginare un rischio pesante dovuto, appunto, alla deregulation voluta dal governo Monti. La legge, infatti, lascerebbe mano libera ad ogni singolo sindaco di decidere su tutto, anche sulle superfici a disposizioni da destinare alla grande distribuzione”. Un bell’affare per i Comuni che, strozzati dal Patto di Stabilità, dando il via libera a nuovi centri commerciali incasserebbero milioni di euro attraverso gli oneri di urbanizzazione, Imu etc. Il rischio è che si assista ad un ulteriore consumo selvaggio di suolo e alla cannibalizzazione del piccolo commercio dei centri storici. Per non parlare del problema dei Comuni vicini che spesso vengono interessati dal traffico, dallo smog e dalla chiusura delle proprie attività commerciali senza averne in cambio nulla. Lo sa bene il comune di Padova che, avendo deciso di non autorizzare più centri per la grande distribuzione, ha rinunciato a entrate ingenti ma si è trovato comunque nel giro di pochi anni a gestire traffico, smog e

C Sulla libera domenica Confesercenti ha presentato una proposta di legge popolare concorrenza ai negozi del centro causati dalle Brentelle e dall’Ipercity, entrambi alle porte delle città ma in territorio di Rubano e Albignasego. “Perché queste situazione non possano più ripetersi – Continua Francescon - bisogna che la Regione nel regolamento che la Giunta è chiamata a redarre al più presto preveda una figura o un ente sovracomunale che controlli le autorizzazioni commerciali” “Il nuovo piano regionale – continua Fernando Zilio, presidente di Ascom Padova – ha affermato concetti importanti su cui noi associazioni ci battiamo da anni. E mi riferisco alla valorizzazione dei centri storici e al recupero delle aree dismesse ma questo non basta. Occorre quanto prima che siano messi dei paletti certi attraverso il regolamento che attendiamo a breve e che stabilisca come e chi decide rispetto al via libera per l’insediamento di nuove grandi aree commerciali”. Le associazioni hanno le idee chiare su questo: occorre ci sia un ente o una figura sovracomunale che tenga in considerazione il parere vincolante dei sindaci contermini all’area dove si intende autorizzare il nuovo centro commerciale. “Faremo una battaglia su questo – afferma Zilio – i sindaci dei comuni contermini devono avere voce in capitolo visto che anche i loro commercianti risentiranno inevitabilmente della presenza pesante della grande

distribuzione. E poi non pesiamo mai abbastanza le conseguenze del dilagare di queste strutture spesso legate finanziariamente a multinazionali che hanno tutto l’interesse a conquistare il monopolio commerciale su un territorio stabilendo modalità prezzi e prodotti. La libera concorrenza verrebbe certamente annullata. Come può una piccola o media impresa resistere a questo tipo di politiche?” Eppure quando queste grandi strutture vengono proposte in un Comune portano con sé la prospettiva di assunzione per molti giovani disoccupati e di questi tempi non è poco. “C’è questa finta credenza – spiega Zilio – che si assumi più personale per coprire tutto l’orario che interessa il centro commerciale. Ma andiamo a verificare con quali contratti queste persone vengono assunte. La grande distribuzione si avvale di contratti atipici che prevedono facilità di licenziamento. Quindi queste grandi strutture promettono lavoro e producono un triste precariato”. In attesa del regolamento che dovrà varare la giunta veneta restano le linee guida previste dal nuovo Piano del Commercio. Tra le novità va sottolineata la volontà di valorizzare i centri storici attraverso la semplificazione delle autorizzazioni per i negozi fino a 1.500 metri quadrati. L’obiettivo è favorire i negozi di prossimità affinché le città non si svuotino e le luci non si spengano. Mantenere vivi i centri storici significa garantire più sicurezza ai cittadini, perchè un negozio aperto è anche un presidio di zona e avere un “giardino” gradevole dove socializzare e passeggiare all’aria aperta.

on l’approvazione della legge regionale n. 50 del 28 dicembre 2012 il Veneto si è dotato di un nuovo Paino per il Commercio. Ora si attende il varo, entro 4 mesi, del Regolamento di attuazione della legge, che dovrà contenere i criteri per l’individuazione da parte degli strumenti urbanistici delle aree idonee all’insediamento delle medie strutture con superficie di vendita superiore ai 1.500 mq. e delle grandi strutture di vendita, le modalità per la valutazione integrata degli impatti e l’individuazione delle misure compensative e di mitigazione atte a rendere sostenibili gli insediamenti commerciali, la definizione degli ambiti territoriali destinati ad ospitare gli in-sediamenti commerciali di rilevanza regionale (le grandi strutture di vendita con oltre 15.000 mq.) e gli altri indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale veneto. Di grande interesse la norma contenuta nell’art. 19, comma 4, che dispone che all’interno dei centri storici l’autorizzazione commerciale per le grandi strutture di vendita è rilasciata non più tramite la Conferenza di servizi, ma direttamente dallo Sportello Unico per le Attivi-tà Produttive secondo le modalità previste per le medie strutture di vendita, che prevedono tra l’altro una regolamentazione da parte del Comune. In questo modo si intende favorire la realizzazione in centro città di grandi strutture di vendita specializzate. Altra norma di immediato interesse è quella contenuta nell’art. 28, comma 4. Si tratta di una norma transitoria che prevede che le grandi strutture di vendita ed i parchi commerciali già autorizzati alla data di entrata in vigore della legge possano essere ampliati in misura non superiore al 20% della superficie autorizzata (e comunque nel limite massimo di 2.500 mq di superficie di vendita), nel rispetto dello strumento urbanistico vigente e della normativa in materia ambientale, edilizia e viabilistica prevista dalla precedente legge regionale sul commercio. Tale facoltà va esercitata entro 60 giorni a partire dal 1° gennaio 2013, con l’impegno ad iniziare i lavori entro e non oltre 60 giorni dal rilascio dell’autorizzazione.


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Veneto in primo piano 13 34 Il Veneto in primoIlpiano Bilanci La relazione della Corte dei Conti inchioda la Sanità veneta

Gli ospedali hanno troppi debiti con i fornitori Ammonta a 2 miliardi e 896,7 milioni di euro l’importo che deve essere saldato alle aziende private. Per i pagamenti si attendono anche più di 500 giorni di Fortunato Marinata

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resce il debito della Sanità veneta. Lo dicono i giudici della Corte dei Conti che hanno rilevato come a dicembre del 2011 il saldo delle somme dovute a enti e aziende sanitarie pubblici, fornitori, tesoriere, dipendenti, più i mutui passivi siano aumentati rispetto all’anno precedente del 3,8%. La cifra complessiva è da capogiro: 4 miliardi e 368,2 milioni di euro, 385, 5 milioni dei quali maturati nell’ultimo esercizio. L’esposizione maggiore, informano sempre i magistrati contabili, è nei confronti dei fornitori privati per una percentuale che oscilla attorno al 65% del debito complessivo: 2 miliardi e 896,7 milioni di euro, tanto per essere chiari, ai quali vanno aggiunti i 15,7 milioni di euro degli interessi che dovranno essere pagati agli stessi a causa dell’enorme dilazione dei pagamenti. In questo caso manca un vero e proprio report ma, secondo quanto sostenuto dalle aziende private che avanzano soldi dalle Ulss venete, i saldi arrivano con un ritardo che supera i 500 giorni, ossia un anno e mezzo, mentre la legge stabilisce che le fatture dovrebbero essere onorate

entro 30 giorni. Una situazione insostenibile al 54% del totale) sono in capo alle Aziende secondo la Cgil. “Il mancato pagamento dei sanitarie locali. Sui motivi che invece hanno fornitori – spiega la sigla sindacale in un portato al progressivo indebitamento della comunicato stampa diffuso proprio in questi Sanità veneta la Cgil non ha dubbi, a pesare giorni – è un problema gravissimo che si tra- sarebbe il ritardo con il quale sono state messe scina da troppo tempo, tanto più in una fase in campo le manovre contenitive. “I ritardi di grave crisi come l’attuale, determina a sua nell’attuazione del Piano Socio Sanitario la scelta della Giunta Zaia volta, ricadute pesanti, di tenere nel cassetto in termini occupazionali I peggiori bilanci oltreché di tenuta delle a Verona, Venezia fino a dopo le elezioni le schede di dotazione imprese, già in difficoltà e all’Azienda ospedaliera e territoper l’accesso al credito, Ospedaliera riale, che dovrebbero e lascia spazi pericolosi di Padova costituire lo strumento alle imprese poco pulite e trasparenti, quelle legate alla criminalità, le operativo per porre mano alla necessaria uniche che possono permettersi di aspettare riorganizzazione dei servizi, la mancanza asanni per i pagamenti, perché dispongono di soluta di volontà politica di ridurre il numero fonti illecite di finanziamento”. Che siano le delle aziende sanitarie ridefinendo gli ambiti Ulss a detenere la quota di debito più elevata territoriali di quelle attuali, il persistere di openei confronti delle imprese private, lo con- razioni ad alto rischio come la costruzione di fermano anche i dati elaborati della Cgia di nuovi ospedali facendo ricorso alla finanza di Mestre secondo i quali: dei 70 miliardi circa di progetto, disegnano un quadro sempre più debiti che la Pubblica amministrazione ha nei preoccupante per la tenuta complessiva del confronti delle aziende, ben 37,8 mld (pari sistema, per le ricadute negative in termini di

servizi e di costi aggiuntivi per i cittadini, per le operatrici e gli operatori che lavorano sempre più in condizioni complicate, per mancanza di risorse e di una seria programmazione”. Una serie programmazione che invece per la sigla sindacale dovrebbe incentrarsi attorno alla riorganizzazione degli ambiti territoriali delle Ulss, con una loro sostanziale riduzione numerica, e all’attivazione di una rete territoriale dei servizi di cure primarie, sul modello H24, per ridurre i ricoveri e gli accessi impropri ai Pronto soccorso. “Un obiettivo strategico importante – spiegano - peraltro contenuto nel nuovo Pssr, ma che rischia di restare sulla carta se qualcuno immagina di utilizzare la politica dei due tempi nell’attuazione del Piano e cioè prima si chiudono gli ospedali poi non si sa cosa succede”. Le stesse conclusioni sono contenute anche nella relazione della Corte dei Conti, là dove è indicato in rosso anche la voce che riguarda il patrimonio netto degli enti del Servizio sanitario regionale. Meno 60,2 milioni secondo quanto riportato. Le passività create dalla varie Ulss, viene specificato, vengono ripianate solo

in parte dalla Regione e il passivo viene riportato negli esercizi successivi appesantendo lo stato debitorio e legando di conseguenza l’equilibrio di bilancio a capitali di terzi. A presentare i bilanci peggiori sono le Ulss 12 di Venezia, con quasi 430 milioni di euro di debito, la 20 di Verona, con un saldo passivo di 446,7 milioni di euro e l’Azienda Ospedaliera di Padova, con altri 429,9 milioni di passivo. Insomma ancora una volta troppi debiti a causa di troppe spese che invece andrebbero contenute con l’attivazione immediata del nuovo Piano sociosanitario, intervenendo, dunque, nella riduzione della rete ospedaliera e nel potenziamento del sistema di assistenza territoriale oltre che nell’irrigidimento dei monitoraggi.

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14 Cultura veneta

Cultura veneta 35

Treviso, Fondazione Benetton Studi e Ricerche, spazi Bomben Fino al 3 marzo “IX Mediterranei”

Il sottile colore ad acqua di Cano Isole del “Mar nostrum” esplorate attraverso la disamina delle tradizioni culturali, della storia e dei luoghi fisici di Alain Chivilò

L

’acquarello è una tecnica non facile per il margine di errore compositivo e di stesura che deve essere pari a zero e per la capacità di rendere atmosfere, accostamenti e nuance di colori che solo questa riesce a rendere. Un Maestro, tra gli artisti di livello internazionale, che interpreta con maggiore efficacia la tecnica del colore ad acqua è Pedro Cano. Spagnolo di Blanca, classe 1944, espone cinquantaquattro tavole negli spazi della Fondazione Benetton Studi e Ricerche, spazi Bomben, di Treviso fino al 3 marzo. “IX Mediterranei” è il titolo della mostra personale che raffigura un viaggio attraverso le tre isole di Sicila, Patmos, Maiorca e le sei città di Venezia, Napoli, Spalato, Istanbul, Alessandria d’Egitto e Cartagena. Un bacino territoriale, unito idealmente dal mare, che viene esplorato da Cano attraverso la disamina delle tradizioni culturali, della storia e dei luoghi fisici. Ne deriva una rappresentazione introspettiva, originale e non banale. Ecco che le bricole della città lagunare per antonomasia si rarefanno in un clima umido, in cui si respira la salsedine lacustre. Escono da una sorta di nebbia

Alcune opere presenti alla mostra

magica o d’improvvisa illuminazione solare o oscurità notturna. Invece in Alessandria d’Egitto, la storia si fa protagonista con pagine di libri riecheggianti la biblioteca perduta e paesaggi che rimandano, in chiave attuale, a rappresentazioni d’ottocentesche memorie. A Cartagena i pesci in essicazione assumono un aspetto metafisico e le anfore scandiscono verticalmente il ritmo dell’opera. Particolari di Istanbul, come i minareti e la cupola di Santa Sofia, sono d’effetto e si stagliano in uno sfondo informale. Le ghirlande di frutta, come l’uva e i limoni, sono di caravaggiesche armonie ed evidenziano una solarità insita in Patmos. La Sicilia archeologica,

Arte in breve

POKER DI CITTÀ PER 6 MOSTRE

I

n questa sede si propone una rapida carrellata di eventi in corso o che hanno tracciato un interessante percorso espositivo. A Treviso presso la prestigiosa sede di Casa dei Carraresi, a contorno degli eventi collaterali alla mostra “Tibet”, fino al 7 marzo si susseguono due mostre collettive d’arte in ambito figurativo, “Confessioni artistiche” e non figurativo, “Avventure mentali”. Una disamina che mappa lo stato dell’arte di due metodologie espressive ormai in dialogo. A Padova invece, presso la Galleria Cavour “Bernard Aubertin” e al Centro Culturale S. Gaetano “Cesare Berlingeri”. Il primo svolge il suo concetto artistico partendo dall’azzeramento dei canoni espressivi tradizionali, captando da un lato il colore del fuoco e della nera cremazione in combustioni di oggetti diversi e dall’altro il colore rosso all’interno di monocromi come da incontro con Yves Klein. Nell’altra mostra, dedicata a Berlingeri, viene tracciato il percorso compositivo attraverso le piegature nate da un lampo creativo, che parte da un’interiorizzazione dell’infanzia, quando vedeva sua madre indossare al petto un piccolo involucro piegato per esorcizzare il malocchio e dal teatro, in qualità di scenografo, osservando dei macchinisti raccogliere un cielo stellato da una scena. Ci spostiamo ora a Bassano del Grappa con “Novecento italiano. Passione e collezionismo”. Qui si traccia attraverso artisti di chiara fama, con opere di pregio, il passaggio dell’Arte nazionale da moderna a contemporanea, ossia dal secolo scorso a oggi. Concludendo il viaggio, approdiamo a Venezia dove ha aperto Officina delle Zattere, un nuovo spazio utilizzato precedentemente dall’Istituto degli Artigianelli come officina e poi come laboratorio didattico e artigianale dall’Accademia di Belle Arti. Nelle varie sale a tema, hanno esposto Giorgio Merigo in “Sintetiche visioni, sound digital art”, Veronica Croce, Massimo Donà e Raffaella Toffolo in “Il suono delle cose”, Giorgio Faletti in “Da quando ad ora” e Emanuel Dimas De Melo Pimenta in “John Al.Ch. Cage 100 anni. Silenzio”.

in un lontano sapore di Magna Grecia, è tracciata da sculture giunte a noi danneggiate dal corso del tempo, dove una mano umanizzante tiene dei lembi di una veste. A Maiorca, delle grate di finestre riparano da atmosfere esterne di luce e indefinite vegetazioni. A Napoli c’è la smorfia, ma non quella tradizionale perché si tratta di un dolce ritratto di bimba, mentre una Spalato romanica ritorna a parlare veneziano con una biancheria penzolante dalle corde. Dunque un Mediterraneo che Pedro Cano indica come “lo scenario nel quale ho trascorso gran parte della mia vita e ho dedicato alle sue terre e alle sue città migliaia di opere su carta,

tele e soprattutto moltissimi quaderni che mi hanno accompagnato nei miei percorsi. Un viaggio sentimentale saltando attraverso l’immenso specchio azzurro, il cui nome, secondo lo scrittore croato Predrag Matvejevic, trae origine dal fatto di essere situato tra le terre. In queste sono nate le più grandi civiltà occidentali, dove la diversità culturale, linguistica ed etnografica le rende un luogo unico al mondo”. In conclusione, alcuni esempi di una sorta di frammenti di paesaggio che, con acqua e colore, rappresentano il vero percorso e significato della figurazione contemporanea: una visione che esula dal luogo stesso.

Intervista a Piero Slongo

“Il mio paesaggio interiore” Due anni fa la partecipazione al Padiglione Italia della Biennale 2011. Un esordiente di 80 anni

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on un “era ora !!!” il pittore nativo di Mogliano Veneto, classe 1928, Piero Slongo, a quasi due anni dalla sua partecipazione al Padiglione Italia della Biennale 2011, rimarca con fierezza quella presenza che l’ha posto nelle cronache dell’Arte italiana. Come disse Vittorio Sgarbi, durante l’inaugurazione del Padiglione Veneto di Piazzola sul Brenta, “… da Mogliano e precisamente dallo studio di un ottantenne pittore pieno d’entusiasmo è oggi qui tra noi, come esordiente a questa manifestazione, Piero Slongo. Un’artista che voglio onorare portandolo a Venezia, perché sono curioso di scoprire una persona come Slongo piuttosto che imporre, nelle sale espositive, un nome di mio piacimento”. Dunque una vera e propria legittimazione, che Sgarbi convalida e porta all’attenzione dopo aver conosciuto le opere di Slongo in anni passati durante precedenti incontri. C’è da sottolineare, a onore del vero, che Piero ha sempre dipinto. Però, solo grandi eventi fanno “riscoprire” talenti nascosti. Non dovrebbe essere proprio così, ma il sistema dell’Arte in Italia funziona con la logica che l’apprezzamento e il riconoscimento debbano giungere dopo una lunga stagionatura, come in una tradizionale cantina. Piero Slongo, come autodidatta, si avvicina al mondo dell’Arte dipingendo con discrezione e con una forte capacità di apprendere i segreti dei grandi maestri storici. Lui parte da una cultura paesaggistica storica, che a Venezia aveva trovato terreno fertile nelle prime due generazioni di pittori figurativi appartenenti alla così chiamata Scuola di Burano. Tra questi, per esempio, Umberto Moggioli e Gino Rossi come primi e Eugenio

Da Venezia e Fioravante Seibezzi come secondi. Senza dubbio, alcune generazioni erano passate da questi maestri, ma la ferrea volontà di portare avanti questa tradizione lo fa divenire oggi l’ultimo testimone del paesaggio romantico, in contrapposizione a tutto quello non figurativo della nostra contemporaneità. Il ragazzo Piero, ma per favore non chiamatelo Maestro, ha un segreto che consiste nella “voglia di conoscere sempre cose nuove e d’interessarsi sempre di tutto, stando sempre presente informandosi”. Questo si traduce in una costante pittura fresca, che nasce da uno spirito sempre giovane. Un importante momento pittorico avvenne proprio da una visione diretta delle opere di Gino Rossi, durante una storica mostra di Treviso, in cui ebbe inizio un’autentica viva e rinnovata intensità espressiva. Il suo focus è dato dalla tematica del paesaggio, che permette a Slongo d’evidenziare una

grande capacità nel dipingere l’interiorità, attraverso la manifestazione di emozioni e liricità. Una tecnica tendente all’opaco, pastosa e di verve coloristica che trova in Chaim Soutine il secondo suo grande maestro di riferimento. Le stagioni venete sono così ritratte in modo vitale e luminoso, in un confine tra Impressionismo e Espressionismo. Spesso i ciliegi in fiore gli permettono d’inserire punti luce naturali che equilibrano la scena. Colori caldi, tipici di una terra amata e vissuta. Le sue tematiche si completano anche con soggetti quali fiori, nature morte e ritratti. Piero Slongo vuole esplorare “di tutto e di più” e in questo viaggio incarna una pittura veneta, in cui è riuscito a rendere la tematica del paesaggio vicina a noi, trasformando a livello percettivo una natura mai uguale. Ecco che il saper rendere la comprensione dell’ambiente che ci circonda, mai standardizzato, è la chiave del paesaggio attuale. Al.Ch.


36 Cultura veneta

Cultura veneta 15

Letteratura Il libro di Bevilacqua che ricorda Micheletto e il ciclismo di inizio ‘900

“Il Conte di Sacile”

Vinse il Giro e la prima tappa del Tour. Venne chiamato “il Conte” per l’abitudine di soffiarsi il naso -in corsacon un fazzoletto, anziché improvvisare alla meno peggio di Vesna Maria Brocca

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ato e vissuto a Sacile lungo il fiume Livenza, la carica di presidente dell’Ospedale civile di Sacile a Portobuffolè, il ciclista Giovanni Micheletto portandolo a livelli d’eccellenza. Oggi il Palazzetto fu il più grande asso del pedale del primo dello Sport di Sacile e il Museo del ciclismo di PorNovecento. Cent’anni fa, nel 1912, vinse il Giro tobuffolè portano il suo nome e a 100 anni dalla d’Italia, assegnato in quell’edizione con la formula a vittoria del Giro d’Italia, Giacinto Bevilacqua lo ricorsquadre. Ricordiamo poi la vittoria nel 1910 del Giro da con la biografia “Giovanni Micheletto il Conte di di Lombardia, nel 1911 del Giro di Romagna e nel Sacile” (edizioni Sports15). Tra le chicche di questo 1913 la prima tappa del Tour de France. Sempre volume l’autore ci racconta che ha “antologizzato un testo di un giornalista della nello stesso anno, 1913, è Gazzetta dello Sport che negli stato il primo italiano a vin- Durante anni Cinquanta aveva seguito cere nella storia del ciclismo la seconda una corsa in Belgio. Il giornauna corsa in linea all’estero, guerra lista, di ritorno, aveva riferito la Paris-Menin. Colto e dai mondiale fece con grande meraviglia che in modi sempre garbati che gli parte del CLN un’osteria belga, sentendo i valsero il soprannome de “Il Conte”, viene ricordato per l’abitudine di soffiarsi il commensali parlare italiano, l’oste andò a prendenaso -in corsa- con un fazzoletto, anziché improvvi- re una foto di Micheletto scattata nel 1913 alla sare alla meno peggio. Corse da professionista dal Parigi-Menin, testimoniando così la fama duratura di 1908 al 1913, ebbe quindi una carriera ciclistica questo mito del pedale riscossa lungo le sue tappe”. breve, ma importantissima. Durante la seconda Giacinto Bevilacqua prosegue il suo racconto descriguerra mondiale fece parte del Comitato di Libera- vendoci un ciclismo da pionieri in cui i corridori non zione Nazionale di Sacile e poi per dodici anni ricoprì avevano alcun genere di assistenza in gara, anzi,

era assolutamente proibito cambiare bicicletta. Il ciclista si doveva arrangiare a fare tutto lungo tappe anche di 600 chilometri: portava a tracolla il tubolare di riserva e macinava chilometri con il cambio fisso. Anche l’alimentazione era diversa: uova sode e carne di pollo, portate sempre a tracolla. Tutto passa, tranne i grandi come Micheletto.

musicA e letterAturA “liszt ferenc 200”, lA BiogrAfiA del genio ungherese

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n nuova pubblicazione per gli amanti della musica classica e non. Stiamo parlando di “Liszt Ferenc 200” (Publimedia, 2012) scritto dalla musicologa trevigiana Vesna Maria Brocca, che contiene al suo interno anche la prima edizione assoluta del Vexilla Regis prodeunt per orchestra del 1864 del genio ungherese Franz Liszt. La biografia è preceduta dalla prefazione del compositore e medico Mirco De Stefani, noto anche per le sue numerose collaborazioni con il grande poeta Andrea Zanzotto ed è seguita dalla trascrizione e dalla revisione del brano orchestrale a cura del compositore e direttore d’orchestra trevigiano Francesco Pavan. “Durante gli anni di studio universitario in musicologia storica -spiega Vesna Maria Brocca- sono cominciate le mie ricerche sul celebre inno gregoriano di san Venanzio Fortunato sotto la guida del professor Giacomo Baroffio, ordinario di Storia della musica medievale a Cremona, che mi hanno portata fino a Liszt e a studiare di persona l’autografo al Goethe- und SchillerArchiv di Weimar”. Il volume vanta, inoltre, il patrocinio dell’Anno Culturale Italo-Ungherese 2013, dell’Ambasciata di Ungheria – Roma e del Consolato Generale Onorario di Ungheria – Venezia.


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del Piovese Periodico d’informazione locale. Anno XX n.5 - Poste Italiane spa – Spedizione in abbonamento postale – DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n° 46) – Art. 1 comma 1 – PD www.lapiazzaweb.it www.lapiazzaweb.it

Economia

Il nuovo piano del commercio regionale

pagg.

6-8

Benessere

Vaccini sotto accusa: meglio farli o no?

Una fioca luce in fondo al tunnel

pag.

Intervista

L’occupazione si conferma uno dei nodi più critici: non risparmia settori che avevano sempre “tirato” nè gli stranieri nei Paesi d’origine

Oddino Guarneri, l’informale del colore

alle pagg. 3-4-5

Sì, viaggiare Nantes, l’audace è già nel futuro

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l gigantesco elefante avanza minaccioso, scuote la testa, poi all’improvviso si ferma. Barrisce, alza la proboscide e “sputa” acqua. Tanta acqua. Un getto che spesso colpisce i turisti incautamente fermatisi davanti ad esso quasi per sfidarlo. Il gigantesco elefante, alto 12 metri e pesante 50 tonnellate, è la nuova attrazione di Nantes. E’ la prima grande macchina realizzata nell’isola della città, al centro dell’estuario della Loira. Dove prima c’era il porto oggi c’è una proiezione del futuro. continua a pag. 18-20-21

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RUBRICHE NEWS - SI VIAGGIARE - SALUTE E BENESSERE - TENDENZE - ESPERTI & PROFESSIONISTI - OROSCOPO E CRUCIPIAZZA

Una fioca luce in fondo al tunnel

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L’occupazione si conferma uno dei nodi più critici: non risparmia settori che avevano sempre “tirato” nè gli stranieri nei Paesi d’origine di Ornella Jovane

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a produzione fa registrare qualche segnale di ripresa, ma sempre in un contesto di contrazione, e la situazione del mercato del lavoro resta preoccupante. Le recenti indagini degli organismi veneti più accreditati certificano le pesanti ripercussioni della crisi anche in Veneto. Da VenetoCongiuntura, l’analisi congiunturale sul manifatturiero di Unioncamere Veneto su un campione di 2.826 imprese della regione con almeno 2 addetti, emerge che nel terzo trimestre 2012 la produzione industriale ha fatto segnare una nuova flessione, del -4,9%, sullo stesso periodo del 2011. La variazione congiunturale destagionalizzata, tuttavia, è stata del -1,1%, “ed un segnale di decelerazione della contrazione. In una situazione ancora difficile per il manifatturiero – spiega Alessan-

Imprenditori orientati per future assunzioni e privilegiare contratti a termine dro Bianchi, presidente Unioncamere Veneto – vanno colti i sintomi che potrebbero portare a un’inversione di tendenza, come le previsioni degli imprenditori, che lasciano intravvedere una fioca luce in fondo al tunnel”. L’andamento negativo della produzione continua a interessare per lo più le microimprese (2-9 addetti), con un -7%. A seguire le piccole (10-49) e medie imprese (52-249), con una flessione del -5,1% e -4,1%, e le grandi

imprese (oltre 250 addetti), con un -3,6%. Le diminuzioni più marcate sono state rilevate per i comparti del marmo, vetro e ceramica (-7%), legno e mobile (-6,9%) e mezzi di trasporto (-6,6%). L’unico settore stabile è l’alimentare, bevande e tabacco (-0,4%). Il trend negativo è confermato dal -4,8% del fatturato su base annua e dal -4,6% degli ordinativi: anche qui ad andare peggio sono le micro imprese. L’occupazione è segnata da una flessione del -0,6% su base annua (-0,8% nel trimestre precedente), che interessa principalmente le medie imprese (-1%). Il calo maggiore è stato registrato nel comparto del legno e mobile (-3%) e carta e stampa (-2,5%). Gli unici settori con dinamiche positive sono macchine ed apparecchi meccanici e metalli e prodotti in metallo (+0,7% e +0,5%). In miglioramento, ma sempre negative, le previsioni degli imprenditori per gli ultimi tre mesi 2012, con un saldo pari a -29,8 punti percentuali (-36,6 p.p. nel trimestre precedente) per la produzione. Migliora, di poco, la fiducia anche per l’indicatore del fatturato (-28,8 p.p. contro -35,1 p.p.) e degli ordini, specie dal mercato estero (-12,3 p.p. contro -19,2). Cresce invece la sfiducia in


Attualità

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>> Economia: lavoro e produzione

RUBRICHE News - si Viaggiare - salute e BeNessere - teNdeNze - esperti & professioNisti - oroscopo e crucipiazza

Una fioca luce in fondo al tunnel

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L’occupazione si conferma uno dei nodi più critici: non risparmia settori che avevano sempre “tirato” nè gli stranieri nei Paesi d’origine di Ornella Jovane

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a produzione fa registrare qualche segnale di ripresa, ma sempre in un contesto di contrazione, e la situazione del mercato del lavoro resta preoccupante. Le recenti indagini degli organismi veneti più accreditati certificano le pesanti ripercussioni della crisi anche in Veneto. Da VenetoCongiuntura, l’analisi congiunturale sul manifatturiero di Unioncamere Veneto su un campione di 2.826 imprese della regione con almeno 2 addetti, emerge che nel terzo trimestre 2012 la produzione industriale ha fatto segnare una nuova flessione, del -4,9%, sullo stesso periodo del 2011. La variazione congiunturale destagionalizzata, tuttavia, è stata del -1,1%, “ed un segnale di decelerazione della contrazione. In una situazione ancora difficile per il manifatturiero – spiega Alessan-

imprese (oltre 250 addetti), con un -3,6%. Le diminuzioni più marcate sono state rilevate per i comparti del marmo, vetro e ceramica (-7%), legno e mobile (-6,9%) e mezzi di trasporto (-6,6%). L’unico settore stabile è l’alimentare, bevande e tabacco (-0,4%). Il trend negativo è confermato dal -4,8% del fatturato su base annua e dal -4,6% degli ordinativi: anche qui ad andare peggio sono le micro imprese. L’occupazione è segnata da una flessione del -0,6% su base annua (-0,8% nel trimestre pre precedente), che interessa principalmente le medie imprese (-1%). Il calo maggiore è stato registrato nel comparto del legno e mobile (-3%) e carta e stampa (-2,5%). Gli unici settori con dinamiche positive sono macchine ed apparecchi meccanici e metalli e prodotti in metallo (+0,7% e +0,5%). In miglioramento, ma sempre negative, le previsioni degli imprenditori per gli ultimi tre mesi

Imprenditori orientati per future assunzioni e privilegiare contratti a termine dro Bianchi, presidente Unioncamere Veneto – vanno colti i sintomi che potrebbero portare a un’inversione di tendenza, come le previsioni degli imprenditori, che lasciano intravvedere

segue dalla pagina precedente

un recupero dell’occupazione (-15,6 p.p., -14,0 p.p. precedente). L’occupazione si conferma uno dei nodi più critici. Non risparmia settori che avevano sempre “tirato”, come l’industria del divertimento, si veda il caso di Gardaland che ha posto in mobilità 63 dipendenti, né gli stranieri, come evidenzia un’indagine della Fondazione Moressa su 600 imprese venete con meno di 20 addetti: i lavoratori stranieri delle piccole imprese venete provengono per lo più da Paesi europei non comunitari (41,3%), come Albania (16,6%) e Moldavia (8,4%), e comunitari (31,9%), specie dalla Romania (29,8%), ma significativa è anche la presenza degli Locandina 50x70:Layout 1

Locandina 50x70:Layout 1

29-01-2013

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africani (16,8%); per la maggior parte ricoprono mansioni non qualificate (56,4%). L’occupazione straniera nelle piccole imprese venete ha fatto registrare nel primo semestre 2012 un calo del -0,8% rispetto ai sei mesi precedenti. La riduzione riguarda in particolare l’edilizia (-2,9%), il comparto che fa più ricorso alla manodopera straniera: su 100 imprese edili, 52 annoverano lavoratori stranieri. Le previsioni per la seconda parte del 2012 segnalano l’intenzione delle piccole imprese di non investire molto in nuove continua alla pag. seguente

Pagina 1

“STAFFETTA” FRA GENERAZIONI PER SALVARE L’OCCUPAZIONE

Pagina 1

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l lavoratore “anziano” e più esperto, passa gradualmente il testimone ad un giovane apprendista che si affaccia sul mondo del lavoro e che ha bisogno di essere adeguatamente formato. L’idea della “staffetta” fra generazioni è stata lanciata da Padova ma piace in tutta la Regione e ha trovato anche l’apprezzamento dell’allora ministro al Welfare Fornero. L’assessore provinciale al lavoro Massimiliano Barison Massimiliano Barison si augura che l’iniziativa possa essere ripresa dal governo che uscirà dalle elezioni e partire in via sperimentale quanto prima proprio dal Veneto. In pratica, si tratta di un accordo di solidarietà tra generazioni con sgravi fiscali previsti da diverse finanziarie (l’ultima quella del 2007), ma mai attuate. “Questo meccanismo – spiega Barison - consentirebbe una “staffetta” tra lavoratori che diventerebbe uno strumento prezioso soprattutto per la realtà produttiva del Nord-Est, caratterizzata da imprese di piccola dimensione e forte know-how. I giovani, infatti, seppur in possesso di un’ottima preparazione teorica, hanno ancora forti difficoltà di inserimento stabile in azienda e necessitano di una sorta di tutor che possa trasmettere le esperienze e le abilità acquisite nei processi lavorativi. Si tratta di una sorta di “apprendistato del terzo millennio” che da una parte garantirebbe nuove assunzioni, dall’altra consentirebbe di mantenere occupati i lavoratori prossimi alla pensione. E’ necessario, infatti, anticipare un problema che sta emergendo in seguito all’allungamento dell’età pensionabile a 67 anni e cioè motivare le aziende a mantenere l’occupazione nella fascia d’età tra i 55 e i 67 anni”. Da tempo il Consiglio provinciale, su proposta del Presidente della Terza commissione Pietro Giovannoni, ha approvato un ordine del giorno che prevede un incentivo erogabile sia al lavoratore sopra i 55 anni di età, che all’azienda. Il contributo era ottenibile nel momento in cui il lavoratore “anziano” avesse trasformato in tempo parziale il proprio contratto di lavoro e, contemporaneamente, l’azienda avesse assunto (per la differenza tra l’orario parziale e il tempo pieno) un giovane disoccupato di età inferiore ai 25 anni o a 29 se laureato.


Attualità

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La coppia padovana ha messo a frutto una lunga esperienza LA PASSIONE PER I VIAGGI TRASFORMATA IN IMPRESA

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assunzioni, invariate per gli autoctoni. Va però rimarcato che l’unico aumento è stato previsto proprio per le assunzioni degli stranieri, pari all’1%, specie nel settore della produzione (4,0%) e dell’edilizia (4,1%). Va anche precisato che, se finora la gran parte degli stranieri (84,5%), come il totale degli occupati (85,3%), era inquadrato con contratti a tempo indeterminato, per le future assunzioni gli imprenditori dichiarano di voler privilegiare forme a termine per la

manodopera straniera (78,9%) e quella complessiva (60%). Le 14.670 assunzioni previste nel periodo estivo in Veneto, di cui 2.757 di stranieri, hanno contribuito ad alleviare marginalmente le difficoltà degli ultimi anni, ma occorrerà aspettare ancora del tempo per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi. I 28mila stranieri ancora senza lavoro in Veneto rischiano di diventare clandestini se non trovano una nuova occupazione, con le

relative conseguenze. Non a caso, a fronte di tutte queste problematiche, il segretario generale del Veneto della Cgil, Emilio Viafora, ha voluto dedicare larga parte dell’assemblea regionale, tenutasi il 18 dicembre a Vicenza, alla presentazione del Piano del Lavoro elaborato dalla Cgil nazionale, con proposte mirate a dare una risposta di sistema alla grave crisi del Paese e un futuro ai giovani.

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iaggiare costa e ormai sta diventando un lusso per molti. Ma c’è chi è riuscito a trasformare questa passione in un solido lavoro, con soddisfazioni anche dal punto di vista economico. Si tratta di Francesco Canton e Nicoletta Dainese: la coppia di a Due Carrare, in provincia di Padova, ha creato una speciale agenzia di viaggi on line che organizza vacanze inedite, al di fuori dal soliti schemi, sfruttando anni di esperienze e contatti in giro per il mondo. Francesco, dopo aver prestato consulenza in uno dei più importanti tour operator online italiani, ha deciso di mettersi in proprio insieme alla moglie Nicoletta, con la quale condivide la passione per i viaggi. E’ nato così “Racconti di viaggio”, che sfrutta come meglio non si potrebbe il web. “Vogliamo offrire ad ognuno la possibilità di fare il viaggio dei sogni. - spiega Canton - Per qualcuno il sogno può essere una settimana in un villaggio turistico, per altri può essere un trekking nella foresta

amazzonica, per altri ancora una settimana di vacanza-lavoro in una masseria siciliana o un’avventura nelle praterie del far West”. Per far questo nell’operazione si è unito un gruppo di una quindicina di “consulenti” che mettono disposizione di tutti i frequentatori del sito www.raccontidiviaggio.it le loro proposte e le loro offerte. C’è chi è specializzato nell’Africa del Sud, chi nella Sicilia, chi ancora nella Grecia o nella Micronesia. “Il nostro valore aggiunto sta nella “creazione” di viaggi su misura e proprio per questo non entriamo in diretta concorrenza con i grandi nomi del turismo internazionale”.

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Attualità

>> Commercio in difficoltà

Occorre far ripartire i consumi aumentando il potere d’acquisto della gente Il nuovo piano del commercio regionale varato a fine 2012 blocca di fatto la deregulation voluta dal governo Monti ma ora si attende il regolamento di Germana Urbani

S

ono qualche migliaio le piccole e medie attività commerciali che entro il 2013 chiuderanno le serrande definitivamente. Un dato che viene messo in luci dalle principali associazioni di categoria in prima linea per salvaguardare i negozi di prossimità costretti ad un estenuante concorrenza con i grandi Centri commerciali che, con la nuova legge promossa da Monti, potrebbero tornare liberamente a nascere ovunque come funghi. Confesercenti e Ascom puntano fortemente il dito contro il decreto Salva Italia del Professore perchè la liberalizzazione spinta di orari di apertura che consente di non avere mai un giorno di chiusura, pesa enormemente sui negozi di prossimità che vedono aumentare le spese ma non gli introiti. Eppure sono costretti tante volte a tenere aperto perchè il grande Centro Commerciale che magari si trova a pochi chilometri – e può contare su risorse molto più ingenti – non abbassa mai le serrande. “Per ora in Veneto siamo riusciti a bloccare un altro aspetto di questa tremenda deregulation messa in campo dal governo dei tecnici - afferma Maurizio Francescon, direttore della Confesercenti di Padova -. Il Consiglio regionale ha varato il nuovo Piano del Commercio, l’ultimo risaliva a nove anni fa e prevedeva un numero preciso di superfici a disposizione della grande distribuzione e dal 2007 non era stato più possibile realizzare nuove aree commerciali. Questo nuovo

Sulla libera domenica Confesercenti ha presentato una proposta di legge popolare

Piano permette di arginare un rischio pesante dovuto, appunto, alla deregulation voluta dal governo Monti. La legge, infatti, lascerebbe mano libera ad ogni singolo sindaco di decidere su tutto, anche sulle superfici a disposizioni da destinare alla grande distribuzione”. Un bell’affare per i Comuni che, strozzati dal Patto di Stabilità, dando il via libera a nuovi centri commerciali incasserebbero milioni di euro attraverso gli oneri di urbanizzazione, Imu etc. Il rischio è che si assista ad un ulteriore consumo selvaggio di suolo e alla cannibalizzazione del piccolo commercio dei centri storici. Per non parlare del problema dei Comuni vicini che spesso vengono interessati dal traffico, dallo smog e dalla chiusura delle proprie attività commerciali senza

averne in cambio nulla. Lo sa bene il comune di Padova che, avendo deciso di non autorizzare più centri per la grande distribuzione, ha rinunciato a entrate ingenti ma si è trovato comunque nel giro di pochi anni a gestire traffico, smog e concorrenza ai negozi del centro causati dalle Brentelle e dall’Ipercity, entrambi alle porte delle città ma in territorio di Rubano e Albignasego. “Perché queste situazione non possano più ripetersi – Continua Francescon - bisogna che la Regione nel regolamento che la Giunta è chiamata a redarre al più presto preveda una figura o un ente sovracomunale che controlli le autorizzazioni commerciali” “Il nuovo piano regionale – continua Fernando

Zilio, presidente di Ascom Padova – ha affermato concetti importanti su cui noi associazioni ci battiamo da anni. E mi riferisco alla valorizzazione dei centri storici e al recupero delle aree dismesse ma questo non basta. Occorre quanto prima che siano messi dei paletti certi attraverso il regolamento che attendiamo a breve e che stabilisca come e chi decide rispetto al via libera per l’insediamento di nuove grandi aree commerciali”. Le associazioni hanno le idee chiare su questo: occorre ci sia un ente o una figura sovracomunale che tenga in considerazione il parere vincolante dei sindaci contermini all’area dove si intende autorizzare il nuovo centro commerciale. “Faremo una battaglia su questo – afferma Zilio continua alla pag. seguente

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Aliona dalla Bielorusssia ospite nella nostra casa, un sogno realizzato! casalserugo : l’esperienza di maria rosa e della sua Famiglia Fin dalla nascita di nostra figlia c’era il desiderio come coppia di poter fare qualcosa per aiutare tutti i bambini. Abbiamo deciso di accogliere in una vacanza salutare, per un mese una Bambina di 7 anni vittima di Chernobyl, attraverso l’Associazione Aiutiamoli a Vivere. Viveva con noi semplicemente, in particolare con mia figlia Carlotta, passando i pomeriggi guardando la tv, mangiando gelati, imparando un po’ di russo e di italiano, giocando con le cose più semplici. Mia figlia e Aliona si vogliono un gran bene, sono state insieme con la naturalezza dei bambini, senza commetti e senza grandi parole, con affetto e amicizia, alla pari, creando un vero legame. Tutta la famiglia ogni anno vive una grande gioia al suo ritorno. Normalmente in un anno abbiamo due momenti in cui ci sentiamo per telefono, il giorno del suo compleanno e per Natale, quest’anno è stato particolarmente bello, ci ha detto in perfetto italiano l’emozione

che provava. Facendo parte dell’Ass.ne ho conosciuto molte altre famiglie come noi e si è creata una grande amicizia, un senso di gruppo e condivisione che in questa società si sta perdendo. Sogno di andare in Bielorussia a trovarla un giorno e noi sappiamo che bisogna crederci ai sogni perché si avverino.

il progetto accoglienza : La nostra Associazione è formata da molte famiglie impegnate nell’accoglienza dei bambini bielorussi, meglio conosciuti come “I bambini di Chernobyl”. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che un soggiorno di un mese, lontano dalle zone contaminate, rappresenta un ottima occasione per salvaguardare la salute, (dimi-

nuzione del 80% delle radiazioni). Al fine di attuare un valido percorso in termini di risanamento fisico e rapporto affettivo con i membri della famiglia ospitante, la nostra associazione impronta la vacanza dei bambini (di età compresa tra i 7 e 12 anni) con tre soggiorni in Italia per tre estati consecutive, per un mese a cavallo tra Giugno-Luglio. Tutta la famiglia ospitante è sempre supportata dall’associazione, dalle interpreti e dalla consulenza di professionisti nel settore sociale . Accogliere non è solo offrire un pasto e un letto, accogliere è spalancare il cuore, è mettersi in ascolto, è confrontarsi e lasciarsi trasportare in un avventura che supera ogni incomprensione linguistica o abitudine. Potrai inoltre offrire anche ai tuoi figli un esperienza interculturale ed umana indimenticabile. Per saperne di più visita il nostro sito: www.brentasaccisicasolidale.it e se desideri conoscerci, senza impegno chiamaci al 3493452150.

A Febbraio vieni a trovarci in uno dei numerosi banchetti organizzati per l’iniziativa

UNA PRIMULA PER TUTTI

GRUPPO VOLONTARI DEL

Aiutiamoli a vivere Comitato Brenta Saccisica

SORRISO LEGNARO

Comune di Sant’Angelo di Piove

Comune di Legnaro


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Attualità

>> Commercio in difficoltà 24 >> Commercio in difficoltà

Occorre far ripartire i consumi aumentando il potere d’acquisto della gente Il nuovo piano del commercio regionale varato a fine 2012 blocca di fatto la deregulation voluta dal governo Monti ma ora si attende il regolamento di Germana Urbani

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ono qualche migliaio le piccole e medie attività commerciali che entro il 2013 chiuderanno le serrande definitivamente. Un dato che viene messo in luci dalle principali associazioni di categoria in prima linea per salvaguardare i negozi di prossimità costretti ad un estenuante concorrenza con i grandi Centri commerciali che, con la nuova legge promossa da Monti, potrebbero tornare liberamente a nascere ovunque come funghi. Confesercenti e Ascom puntano fortemente il dito contro il decreto Salva Italia del Professore perchè la liberalizzazione spinta di orari di apertura che consente di non avere mai un giorno di chiusura, pesa enormemente sui negozi di prossimità che vedono aumentare le spese ma non gli introiti. Eppure sono costretti tante volte a tenere aperto perchè il grande Centro Commerciale che magari si trova a pochi chilometri – e può contare su risorse molto più ingenti – non abbassa mai

continua dalla pagina precedente

– i sindaci dei comuni contermini devono avere voce in capitolo visto che anche i loro commercianti risentiranno inevitabilmente della presenza pesante della grande distribuzione. E poi non pesiamo mai abbastanza le conseguenze del dilagare di queste strutture spesso legate finanziariamente a multinazionali che hanno tutto l’interesse a conquistare il monopolio commerciale su un territorio stabilendo modalità prezzi e prodotti. La libera concorrenza verrebbe certamente annullata. Come può una piccola o media impresa resistere a questo tipo di politiche?” Eppure quando queste grandi strutture vengono proposte in un Comune portano con sé la prospettiva di assunzione per molti giovani disoccupati e di questi tempi non è poco. “C’è questa finta credenza – spiega Zilio – che si assumi più personale per coprire tutto l’orario che interessa il cen-

tro commerciale. Ma andiamo a verificare con quali contratti queste persone vengono assunte. La grande distribuzione si avvale di contratti atipici che prevedono facilità di licenziamento. Quindi queste grandi strutture promettono lavoro e producono un triste precariato”. In attesa del regolamento che dovrà varare la giunta veneta restano le linee guida previste dal nuovo Piano del Commercio. Tra le novità va sottolineata la volontà di valorizzare i centri storici attraverso la semplificazione delle autorizzazioni per i negozi fino a 1.500 metri quadrati. L’obiettivo è favorire i negozi di prossimità affinché le città non si svuotino e le luci non si spengano. Mantenere vivi i centri storici significa garantire più sicurezza ai cittadini, perchè un negozio aperto è anche un presidio di zona e avere un “giardino” gradevole dove socializzare e passeggiare all’aria aperta.

LA NUOVA LEGGE REGIONALE

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on l’approvazione della legge regionale n. 50 del 28 dicembre 2012 il Veneto si è dotato di un nuovo Pino per il Commercio. Ora si attende il varo, entro 4 mesi, del Regolamento di attuazione della legge, che dovrà contenere i criteri per l’individuazione da parte degli strumenti urbanistici delle aree idonee all’insediamento delle medie strutture con superficie di vendita superiore ai 1.500 mq. e delle grandi strutture di vendita, le modalità per la valutazione integrata degli impatti e l’individuazione delle misure compensative e di mitigazione atte a rendere sostenibili gli insediamenti commerciali, la definizione degli ambiti territoriali destinati ad ospitare gli in-sediamenti commerciali di rilevanza regionale (le grandi strutture di vendita con oltre 15.000 mq.) e gli altri indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale veneto. Di grande interesse la norma contenuta nell’art. 19, comma 4, che dispone che all’interno dei centri storici l’autorizzazione commerciale per le grandi strutture di vendita è rilasciata non più tramite la Conferenza di servizi, ma direttamente dallo Sportello

Unico per le Attivi-tà Produttive secondo le modalità previste per le medie strutture di vendita, che prevedono tra l’altro una regolamentazione da parte del Comune. In questo modo si intende favorire la realizzazione in centro città di grandi strutture di vendita specializzate. Altra norma di immediato interesse è quella contenuta nell’art. 28, comma 4. Si tratta di una norma transitoria che prevede che le grandi strutture di vendita ed i parchi commerciali già autorizzati alla data di entrata in vigore della legge possano essere ampliati in mi-sura non superiore al 20% della superficie autorizzata (e comunque nel limite massimo di 2.500 mq di superficie di vendita), nel rispetto dello strumento urbanistico vigente e della normativa in materia ambientale, edilizia e viabilistica prevista dalla precedente legge re-gionale sul commercio. Tale facoltà va esercitata entro 60 giorni a partire dal 1° gennaio 2013, con l’impegno ad iniziare i lavori entro e non oltre 60 giorni dal rilascio dell’autorizzazione.


San Valentino

13.–18. 2. 2013

alle Terme Šmarješke Toplice • • • •

bagno notturno romantico al lume di candele venerdì sera, ballo di San Valentino con cena romantica con incluso spumante per due 1 entrata aggiuntiva alle saune e cocktail d’amore nell’Aqua bar su richiesta colazione servita in camera

Coccole di San Valentino: Bagno idromassaggio di Venere duo + spumante – 40,50 EUR

alle Terme Dolenjske Toplice

• cena al lume di candela a venerdì, musica da ballo sabato sera, • Avventure di San Valentino: - corso di cucina dei piatti tipici del San Valentino (giovedi, 14.2.), - serata romantica nel piano bar e bagno notturno finole ore 23.00 (venerdì, 15.2.), - cena di gala di San Valentino (sabato, 16.2.) - tutto il weekend ricca offerta dei cocktail e dolci di San Valentino Regalo per innamorati: la serratura d’amore, che la potrete agganciare sul ponte d’amore di Toplica, dietro l’albergo, comel’hanno fatto due amorosi nel film Ho Voglia di Te di Federico Moccia, al Ponte Milvio a Roma. 2 notti

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10 Benessere >> Sicurezza sanitaria

Vaccini sotto accusa: meglio farli o no? La regione Veneto ha sospeso l’obbligo vaccinale nel 2008 senza subire contraccolpi sulla percentuale di bambini vaccinati di Germana Urbani

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a alcuni anni in Italia in molti si stan- ni amministrative e addirittura in Veneto ed no interrogando sulla bontà delle vac- Emilia Romagna le vaccinazioni non sono cinazioni a cui viene sottoposta l’in- più obbligatorie. I virologi che difendono la bontà delle tera popolazione sin dalla prima infanzia. Gli studi internazionali si moltiplicano vaccinazioni sono molto preoccupati di quee i risultati non sono per nulla confortanti. sta cre-scente controinformazione e la conA fronte, però, di posizioni nette prese ad siderano una battaglia rischiosa sul piano esempio dagli Stati Uniti, il nostro Ministero biologico che metterebbe a repentaglio la salute di tutta la popolazione. della Sanità resta immobile. Secondo un’indagine durata due anni, Eppure si moltiplicano su quotidiani e web le informazioni relative alle ricerche condotta dalla Ulss 20 di Verona e finanUsa e le domande rivolte da numerose ziata dalla Regione, i genitori che scelgono di non vaccinare il associazioni al nostro In Veneto e in Emilia proprio bambino sono Ministero. Per ora, lo istruiti, affamati di scorso novembre, si le vaccinazioni informazioni e preocsono alzate le voci del non sono più cupati per le reazioni. virologo Gianni Rezza obbligatorie In particolare, mame del direttore dell’ame al di sopra dei 35 genzia del farmaco Luca Pani, che hanno lanciato un allarme anni, italiane, spesso laureate e legate al contro quella che, a parer loro, sarebbe una campo sanitario. Navigano attivamente campagna di disinformazione contro le vac- su internet alla ricerca di informazioni sui vaccini. Si basano sul passaparola e talvolta cinazioni. Nel nostro Paese, fino a pochi anni fa, sul supporto di associazioni critiche verso le un genitore che non voleva vaccinare suo vaccinazioni. Nonostante la libertà di scelta, cofiglio rischiava di perdere la patria potestà. Oggi molte regioni hanno sospeso le sanzio- munque, i dati sulle coperture vaccinali

in Veneto dicono che circa il 95 per cento dei genitori completa tutte le vaccinazioni, intorno al 3 per cento vaccina parzialmente i propri bambini, mentre tra l’1,5 e il 2 per cento non vaccina. Circa il 30 per cento dei genitori che non ha vaccinato i propri bambini, però, dichiara di essere disposto a cambiare idea. Mentre intorno al 15 per cento di chi ha accettato le vaccinazioni, lo ha fatto, ma con mille dubbi in petto e non sa se ripeterà la scelta. Segno questo che anche tra coloro che non si pongono troppe domande e si fidano cie-camente del sistema sanitario nazionale permangono forti margini di incertezza sul fatto che i vaccini siano proprio innocui. Uno dei fattori che vanno senz’altro chiariti al più presto è l’uso - o l’abuso - del mercurio nei nostri vaccini. Negli Stati Uniti l’ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha intimato che il timerosal, un anti-microbico composto da mercurio organico, venga eliminato dai vaccini, già dal 99. In Italia provò ad eliminarlo dai vaccini nel 2001 il Ministro della Salute Umberto Veronesi con una normativa adottata dopo

che numerosi studi avevano dimostrato la pericolosità dei composti di mercurio. Fra i rischi: la paralisi a nervi e muscoli e perfino l’ autismo. Ma, per consentire lo smaltimento delle scorte, nel 2003 si è concessa una proroga “sine die” cioè senza fissare una data. In America le autorità sanitarie si sono attivate perché si è visto che somministrando molti vaccini tutti insieme si superavano le soglie di sicurezza. In Italia invece il nostro Ministero della Sanità sostiene che si tratta di quantità di mercurio estremamente piccole, non in grado di determinare effetti dannosi. Ma nel nostro paese non è stata fissata la soglia di sicurezza e secondo i parametri internazionali le superiamo di gran lunga. Arriviamo a 37,5 milligrammi di mercurio solo somministrandone ai bambini 25 microgrammi con il vaccino diftotetanica e 12,5 con quello dell’epatite B. Un quantitativo 70 volte superiore della soglia di sicurezza fissata dall’Epa, l’Ente di protezione ambientale americano. Se prendiamo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che con 3,3 micro-grammi per chilo sono meno restrittive, si vede che in

Italia per un bambino di 5 chili le superiamo almeno di due volte. Si fa sempre più strada inoltre, specie in America, la teoria che proprio le vaccinazioni a tappeto siano la causa dell’impennata che si registra nei casi di autismo. Era il 28 luglio 2010 quando nella valanga di nuovi studi di correlazione tra autismo e mer-curio spiccava lo studio pilota dell’Università di Pittsburgh relativo alla “influenza dei vacci-ni pediatrici sulla crescita dell’amigdala e recettori oppioidi nelle scimmie“ A distanza di quasi due anni il risultato non lascia scampo a dubbi: i primati sottoposti a vaccinazione hanno sviluppato autismo. Presentato al Meeting Internazionale di Ricerca per l’Autismo a Londra, gli abstract dello studio descrivono i cambiamenti biologici e le alterazioni comportamentali nei primati vaccinati che sono identici a quelli osservati nei bambini con autismo. Forse i genitori veneti che cercano di informarsi sui vaccini da fare ai propri figli non sono influenzati solo da una “strisciante ideologia naturista”, come afferma qualcuno, ma com-piono solo il loro dovere.


Relax e svaghi primaverili a Kranjska Gora Kranjska Gora che giace nella parte sud-occidentale della Slovenia, al confine fra Italia e Austria, è rinomata come il miglior centro sportivo, di ricreazione, intrattenimento e congressuale di tutte le Alpi Giulie. D´inverno si copre di un candido mantello che si riflette in una cornice romantica, d´estate invece la parola d´ordine è la frescura. Durante tutto l´anno la località ospita ospiti desiderosi di relax e di rigenerarsi per essere sempre pronti per nuove avventurose sfide. I nostri ospiti sono escursionisti, atleti professionisti, giovani famiglie, manager che creano progetti futuri e tutti coloro che si lasciano coccolare presso i nostri centri wellness. Alcuni desiderano fare shopping nei centri commerciali dei paesi limitrofi (Italia, Austria) altri invece decidono di sfidare la dea bendata ai tavoli da gioco o alle slot machine dei centri del gioco ed intrattenimento.

Foto: archivio LTO Kranjska Gora

A Kranjska Gora ogni staggione si veste di un proprio colore con cui attrae gli ospiti, vicini e lontani che siano. Grazie al clima mite e fresco, Kranjska Gora d’estate diventa una piacevole valle verde dove agli ospiti vengono offerte innumerevoli possibilità di svago con ottimi punti di partenza per le diverse attività sportive, sport estremi o anche soltanto per un tranquillo break in compagnia.

Pasqua a Kranjska Gora Sci a Kranjska Gora Kranjska Gora d'inverno offre attività sportive, ricreazione, divertimento ed il piacere di stare in compagnia. È una meta molto gettonata dalle giovani famiglie e da tutti coloro che desiderano imparare a sciare. Alcune delle possibilità di svago o ricreazione sono presentate qui di seguito ma tante altre attendono di essere scoperte da voi: sci alpino e snowboard (30 km di piste perfettamente attrezzate che garantiscono neve artificiale e sci notturno), sci di fondo (su circa 40 km di piste ben mantenute, da quest´ anno anche di notte), discese in slitta nelle zone previste o sulle apposite piste attrezzate, di giorno e di notte al lume delle fiaccole, gite in motoslitta sulla pista circolare di Kranjska Gora oppure meravigliose escursioni panoramiche in compagnia di una guida, fuoripista e sci estremo in compagnia di una guida alpina, arrampicata sulle cascate ghiacciate per principianti ed arrampicatori esperti, pattinaggio su piste di pattinaggio naturali ed artificiali di fronte al hotel Kompas dove quest'attività è praticabile anche di sera, fiaccolata, giro con slitta trainata da renne per i bambini. Venga quindi a Kranjska Gorae scopra le sue magie primaverili!

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Giardinaggio 13 >> Da appartamento ma non solo

Aiuto! Mi hanno regalato un bonsai Sono piante bellissime, piccole sculture, ma la loro cura ci è praticamente sconosciuta perché non hanno mai fatto parte della nostra tradizione

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di Germana Urbani

Per i rinvasi e le potature meglio rivolgersi ad un vivaio o a qualche esperto

a cultura del bonsai sta diventando una vera e propria moda anche in Italia tanto che si moltiplicano mostre e feste di primavera, con tanto di workshop di tecniche per la cura e coltivazione condotti da famosi maestri orientali e dedicati proprio a queste piccole sculture viventi. Eppure per quanto sia più o meno diventata una moda avere o regalare un bonsai, appena uno di loro entra a casa nostra non sappiamo bene come rapportarci a lui. Anche chi ha il pollice verde connaturato nel Dna di fronte al nuovo arrivato si sente in imbarazzo perché a tutti gli effetti non si tratta di una pianta qualsiasi. Essi sono degli alberi in miniatura, che vengono coltivati all’interno di vasi appositi che fanno in modo di contenerne la crescita. Ma quel che spiazza è il pensiero che non nascono così in natura. La creazione dei bonsai è un’arte orientale, di origine cinese e giapponese, che abbiamo importato ma non ancora acquisito. Va detto poi che esistono diverse specie di bonsai, quindi ognuno ha delle esigenze differenti, e districarsi non è semplice. Se ve ne regalano uno, comunque, sappiate che ci sono delle regole generali da seguire. Anzitutto ricordate che queste piante devono stare in un ambiente con temperatura compresa tra 18° e 24° e ben illuminato. Evitate accuratamente gli sbalzi di temperatura o i luoghi con temperature troppo alte. Quindi teneteli lontano da fonti di calore e da correnti d’aria. In primavera, quando la temperatura esterna supera i 15° potete spostare il bonsai all’esterno. Fate però attenzione

PIOVEGA DI PIOVE DI SACCO (PD) Via Caselle 141 Tel 049 5842135

Menù

POTATURA

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L

a potatura d’impostazione, fatta lavorando sulla potatura dei rami, anche grandi, è possi-bile se i nuovi boccioli non sono aperti. Invece, se i nuovi boccioli sono già in fiore, vi con-viene limitare la potatura, operando solo sui rami piccoli. Ricordatevi: dopo il taglio di ogni ramo, è opportuno curare le ferite con della pasta cicatrizzante o del mastice.

ale a tutte le

omaggio flore

V

donne

perché queste piante, come dicevamo, non sopportano le temperature troppo alte e dunque devono essere sistemate in luogo riparato da vento e intemperie e, a seconda della specie, necessitano di piena luce o di mezz’ombra. Anche l’annaffiatura dipende dalla specie. La norma generale, comunque, suggerisce di non lasciare seccare troppo il terriccio e tenerlo sempre umido. Ma non date loro troppa acqua in un colpo solo altrimenti marciscono. Dunque, per sapere se il bonsai ha bisogno d’acqua, basterà toccare con un dito il terreno: se risulta umido non dovete annaffiarlo, se al contrario, risulta secco, allora dovete dargli da bere. Quanto alle concimazioni diffidate dei prodotti universali. Gli esperti consigliano di scegliere sempre prodotti adatti a loro e, solitamente, la concimazione va effettuata in primavera e in autunno. Anche se non lo direste mai, perché sembrano perfetti così come stanno, i bonsai devono essere rinvasati: se sono giovani fatelo ogni primavera altrimenti ricordatevi di farlo ogni 3 anni, utilizzando un terriccio per loro. Se ci tenete alla vostra bella pianta, comunque, perché non perda la sua forma occorre che venga potata nel modo giusto. E’ bene rivolgersi ad un vivaio specializzato che nel contempo potrà anche rinvasarla se necessario.

DIFESA DAI PARASSITI

A

nche i bonsai s o n o sottoposti a frequenti attacchi dei parassiti. Occorre dunque utilizzare dei prodotti specifici per bonsai come trattamento preventivo, specialmente su quelle pian-te che si sono ammalate nell’anno precedente. I trattamenti consigliati sono quelli contro gli afidi e l’oidio ( mal bianco ) e vanno eseguiti ogni 10-15 giorni.


14 L’intervista >>

Oddino Guarnieri: l’informale “Tutto deve essere vita e deve essere uomo. Tutto deve ricordare qualche cosa” di Alain Chivilò

O

ddino Guarnieri ha passato pochi mesi fa la soglia degli ottant’anni. Nato ad Adria nel 1932, ora con spirito combattivo, tra i mille stati d’animo presenti, traccia con freschezza la storia dell’informale italiano. Proprio Emilio Vedova apprezzava e rilevava la sua dote di colorista, perché era ed è in grado d’inserire punti di cromie nel giusto momento compositivo. Ecco che in quest’ambito per Oddino il colore nero da utilizzare non deve essere tale, perché viene umanizzato con l’inserimento della cromia rossa. Un equilibrio e un tocco sopraffino sempre presente nei suoi lavori. Un torchio regalato da Virgilio Guidi segna l’inizio compositivo nell’Arte veneziana, passando per il periodo informale, il geometrico con la fase da lui chiamata angosciante di Milano, le amazzonie per arrivare agli ultimi collage di carta e materia di colore. A queste, ha inoltre interpretato la problematica del lavoratore sfruttato senza possibilità di sviluppare intelletto e capacità professionali: un uomo robot che lavori sempre senza fiatare. Attualmente attivo nel suo studio, si è aperto dialetticamente ai nostri lettori con un’intervista. Nel voler dare una definizione all’arte, quale sarebbe la sua? “Penso che sia la vita. E’ una rappresentazione del momento in cui vivi, come lo vivi e il perché lo vivi. Tutto avviene dalla vita e dalla realtà. Per esempio, Milano era un’angoscia e diventava quasi una prigione per me. Avevo lo studio sopra il Corriere della Sera in via Solferino e ogni volta che aprivo le finestre avvertivo una sensa-

zione d’angoscia. I lavori di questo periodo nascono dunque dalla vita e dalla realtà. Ad ogni modo penso di mettere sempre l’anima dentro”. L’arte è da intendersi più una vocazione o un dono, che un mestiere o una professione? “Una passione e quindi un dono. E’ una vocazione”. Il suo umore influenza lo sviluppo di un’opera? “Si, perché bisogna dire qualche cosa e di conseguenza si propone qualcosa che si ha dentro”. Qual è stata la scintilla per la pittura? “Dipingo da quando avevo otto anni. Vivevo in casa con un pittore amico di mio papà, che era già alla Biennale, un certo Ugo Boccato. Andavo v i a con lui in campagna e mi dava la tavoletta con i colori e così avevo l’opportunità di dipingere. Era bravissimo, ricordo che faceva dei ritratti interessanti. Da qui ho imparato il mestiere”. L’elenco due maestri dell’accademia di Venezia: Cadorin e Cesetti. Che né impressione ha tratto e quali insegnamenti ha attinto? “In quel periodo per vivere facevo il restauratore con il professore Pedrocco. Insieme a Patuzzi andavamo a restaurare gli affreschi nelle ville e nelle chiese. In quest’ambito ho imparato molto la tecnica e altre situazioni a essa connessa. Invece fu Viani che mi spinse ad andare da Emilio Vedova. Il laboratorio era sopra l’Accademia e poi andavo a lezione dove avevo come insegnate Cadorin, poi Cesetti e anche Galletti, che all’epoca era assistente di Cadorin. Mi può parlare di Riccardo Licata e della collaborazione con Emilio Vedova? L’incontro o un aneddoto per esempio.

“Un giorno ero con Patuzzi vicino a Notre Dame e incontrammo Licata che stava passeggiando. Parliamo di fine anni ’50, inizio anni ’60. Avevamo fatto un sacco di disegni senza però venderne neanche uno. Così Licata gentilmente ci indicò un antiquario siciliano, che aveva un negozio li vicino e presentandosi a nome suo potevamo avere maggiori possibilità di vendita. Infatti la cosa riuscì e con i soldi poi partimmo per un viaggio in a Helsinki nell’ambito dell’Arte. Per quanto riguarda Vedova tutto iniziò da dove vivevo. Il mio studio era sotto casa sua alle Zattere e in funzione di un torchio che mi aveva regalato Guidi nacque una collaborazione. Una sera stavo sviluppando delle mie litografie e Vedova passando mi disse “... cosa fa? Sarebbe capace di sviluppare cose mie ..., facciamo una prova, … venga in studio da me”. Incontrai Luigi Nono e andammo in salotto dove parlammo di scenografia, perché era il periodo dell’opera Intolleranza. Conversammo insieme e poi Vedova cominciò a mostrarmi i bozzetti che stava facendo. Mi disse “ ... proviamo a sviluppare questi bozzetti ... queste sono le chiavi”. Partendo da questo episodio nacque questa amicizia. Vedova mi ha aiutato tantissimo, ma avevo un vantaggio costituito dall’utilizzo del colore che non contemplava. Lui quasi sempre utilizzava il bianco e nero, mentre io possedevo anche come gesto una base coloristica. In un certo senso mi “invidiava”, perché quando vedeva queste cose che facevo diceva “... guarda riesci a fare delle cose che io non riesco ... stupendo così”. Con lui ho fatto anche una tela di dieci metri e mettevo un colpo delle cose mie dentro le cose sue. Ho imparato tanto: un così detto vedoviano ma con un maggiore utilizzo del colore. Come definirebbe la sua gestualità continua alla pag. seguente


L’intervista 15

e del colore dagli anni 60 fino ad oggi? “L’evoluzione è derivata dalla vita reale e dalla realtà: questo è il passaggio. E’ la vita dell’oggi e la mia sensibilità, perché sono fatto così. Contrariamente avrei fatto una tela bianca. Metto del movimento dentro, perché tutto deve essere vita e deve essere uomo. Tutto deve ricordare qualche cosa”. Il ciclo dei robot? Me ne può parlare? “Andavo nelle fabbriche assieme a Basaglia e a Eulisse. Mi ricordo i grandi scioperi e il sostegno agli operai. Da qui ho creato i robot, ossia l’uomo macchina. Cioè non più un uomo, ma un robot solo al servizio. In questi robot ho cercato comunque di creare un’umanità”. La geometrizzazione del colore degli anni 70? Me ne può parlare? “Le angosce, come abbiamo visto in precedenza, nascono a Milano, mentre un ciclo successivo e dato dall’Amazzonia. Quindi il senso dell’umanità sparita, le strade che distruggono il verde e di conseguenza il subbuglio. Imma-

ginavi un bosco e poi avevi un’altra realtà. In sintesi niente è nato dal nulla”. Sembra che nell’arte non ci sia più nulla da inventare, ma sia solo il modo di rappresentazione della stessa che può fare la differenza. E’ proprio così? “Penso di si. Per esempio potrei rifare il paesaggio, sviluppandolo però con una pennellata. Sicuramente partendo da uno studio o da un interesse personale, ma sicuramente devo sviluppare il tutto con la

mia sensibilità e il mio modo di vedere le cose”. Oggi si assiste anche a un ritorno di tipologie espressive cari a vecchi movimenti, come per esempio la pop art, l’arte cinetica. E’ un bene per l’arte? “Diciamo che è un ricordo. E’ importante non dimenticare queste cose. E’ giusto che ci sia una rivisitazione proprio per la gente che non conosce, o che ha avuto un’esperienza successiva”.


16 Luoghi da scoprire >> Affrescata con grazia e sapienza fiamminga

Nel cuore dei Colli Euganei: Villa Vescovi Pensata per l’ozio e i piaceri poetico-letterari, questo capolavoro pre-palladiano merita sicuramente una lunga visita

E

di Germana Urbani

’ uno dei capolavori ritrovati da poco e finalmente godibili grazia al lavoro e alla generosità del Fondo Italiano per l’ambiente che l’ha ristrutturata e riaperta al pubblico. Un gioiello custodito nel cuore verde dei Colli Euganei, a Luvigliano di Torreglia, e svetta maestosa sopra una collinetta coronata dai vigneti. La Villa deve il suo nome al fatto che fu Francesco Pisani, vescovo di Padova, a farla costruire tra il 1535 ed il 1542 con l’idea di farne una casa di villeggiatura, dove ospitare uomini di lettere e scienza. E difatti presto si affermò come centro culturale molto importante, fonte di ispirazione per poeti, filosofi ed artisti, che traevano spunto proprio dalla meraviglia della natura che circonda Villa dei Vescovi. Per la sua realizzazione furono investiti alcuni dei migliori professioisti dell’epoca. Giovanni Maria Falconetto, pittore-architetto veronese, firmò il progetto e la direzione dei lavori fu affidata al veneziano Alvise Cornaro. Ma l’edificio custodisce anche affreschi di pregio dovuti all’abilità del pittore fiammingo Sustris che ne decora stanze e loggiato. L’impronta iniziale della villa rappresentava lo stile classico romano, ovvero un edificio a pianta quadrata con logge e porticati e impluvium centrale, l’apertura nel tetto da dove entrava la luce solare che illuminava di riflesso tutte le stanze adiacenti. Nel ‘700, però, la struttura architettonica della villa fu modificata assumendo l’aspetto attuale: vennero inserite le scalinate esterne a est e ad ovest; fu chiuso l’impluvium e realizzato il salone centrale e il collegamento tra le due logge e venne aggiunta la barchessa. Oggi la Villa è completamente arredata con mobilio d’epoca, una caratteristica impor-

Villa Momi’s

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S

BEAUTIFUL DAY

Villa Momi’s permette anche cene e pranzi di lavoro, con la massima tranquillità e distensione per i propri colloqui d’affari. Alla sera i locali sono destinati anche a chi desidera un po’ di intimità, con un’armonia che solo il lume di candela riesce a creare. Due sale separate in due piani. Giardino estivo. Oltre 300 posti a sedere. Locale rustico in chiave moderna unico nel suo genere, immerso nel verde.

LA STORIA

L

a Villa rimase proprietà della curia fino al 1962, quando venne acquistata da Vittorio Olcese e dall’allora consorte Giuliana Olcese de Cesare. Infine fu donata al FAI nel 2005 da Maria Teresa Valoti Olcese, seconda moglie di Vittorio Olcese e dal figlio Pierpaolo, proprio in memoria del marito e padre. Il FAI ha iniziato i lavori di restauro nel 2007, che si sono protratti fino alla riaper-tura della villa nel giugno 2011.

Villa Momi’s è il luogo ideale per matrimoni, cresime ed ogni altro tipo di ricorrenza. Per gli sposi e i loro invitati è riservata un’ospitalità particolare, con aree e intrattenimenti privati. Località Santa Maria, 3/B Cavarzere Venezia 0426.53538

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e siete alla villa concedetevi il piacere di vivere un pò della sua atmosfera. Fate una bella passeggiata nel verde, sorseggiate un caffè seduti ai tavolini nel parco o sul terrazzo. Trovatevi un posto per leggere il libro che vi siamo portati da casa e lasciate che i pensieri vaghino lenti tra tanta bellezza. Potete anche fare pic-nic nel parco con l’opzione “pic-nic ticket” proposto da Villa dei Vescovi: all’ingresso vi consegneranno una borsa con plaid, panino, dolcetto, acqua e … vino Rosso Riserva di Vignalta! tante che permette al visitatore di immaginare davvero la vita che poteva scorrere all’interno di questi bei saloni. La visita inizia dall’ingresso ad ovest, che introduce nella corte, circondata da mura perimetrali ed abbellita da aiuole geometriche. Attraverso la scalinata si accede al terrazzo, che gira intorno alla villa a pianta quadrata e consente di ammirare la costruzione da ogni lato. Il piano nobile si raggiunge attraverso una scala interna che conduce agli appartamenti vescovili. Qui infatti si visita la stanza del Vescovo, situata a nord, dove svetta un maestoso camino e rimane l’inginocchiatoio originale. Si rimane certamente colpiti dalla sala da pranzo, utilizzata per le cene di rappresentanza e per gli ospiti importanti e il salone delle feste posto al centro della villa e collegato alle due logge. Al piano terra si trovano locali e corridoi di passaggio e di oziosa sosta per i visitatori, una sala che documenta il restauro della villa ad opera del FAI, i plastici del suo aspetto iniziale e successive modifiche, un self cafè. Gli affresci di Sustris rappresentano magistalmente la fusione di architettura e natura. All’interno l’artista ha infatti riprodotto finte arcate e paesaggi, mentre nelle logge ha infatti dipinto finti pergo-lati con canne e vitigni, nell’intento di continuare la visione del paesaggio circostante.


un nuovo complesso residenziale direttamente sulla laguna di Chioggia

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Vigo Acquistare uno degli appartamenti di nuova costruzione nella Corte di Vigo significa decidere di vivere affacciati direttamente sulla laguna e con la comodità di avere un garage sotto casa senza rinunciare alle comodità del centro storico di Chioggia. Il nuovo complesso residenziale sorge sulla punta della città ed è formato da tre palazzine di due piani. La Corte di Vigo mette a disposizione svariate tipologie di appartamenti dotati di viste panoramiche e di terrazze esclusive per accontentare le esigenze di chi cerca soluzioni uniche e moderne.

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La palazzina è un elegante punto di riferimento per chi proviene dal mare e costeggia Chioggia fino alla piazzetta Vigo. E’ composta da otto appartamenti con la possibilità di avere garage e posto barca direttamente sotto casa.

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18 Sì, viaggiare FRANCIA

Nantes l’audace è già nel futuro L’UNIONE EUROPEA L’HA PROCLAMATA “CAPITALE VERDE D’EUROPA 2013” PER GLI OLTRE MILLE ETTARI DI SPAZI VERDI MA LA CITTÀ AFFACCIATA SULL’ATLANTICO E SUL LUNGO ESTUARIO DELLA LOIRA AMA ANCHE LE FUGHE IN AVANTI: L’ISOLA DEL PORTO È STATA TRASFORMATA IN UN LABORATORIO D’ARTE CONTEMPORANEA E DI ARCHITETTURE AVVENIRISTICHE IN ONORE DI LEONARDO E DI GIULIO VERNE (CHE QUI NACQUE NEL 1828) SONO STATE COSTRUITE DELLE GIGANTESCHE “MACCHINE” FRA CUI L’ELEFANTE CHE CAMMINA SULLE BANCHINE DISMESSE: È LA NUOVA ATTRAZIONE NANTESE in copertina l’eleFante Meccanico a spasso per l’isola. in alto: il castello di cisson, sotto una Veduta di Quello di nantes (ducHi di bretagna); nelle altre pagine dettaglio dello stesso castello, Vedute della cittÀ, il parco delle “MaccHine” leonardescHe e un’iMMagine serale dell’isola. nel boX: il ristorante le cigalle e la cantina del castello di casseMicHÈre

I

l gigantesco elefante avanza minaccioso, scuote la testa, poi all’improvviso si ferma. Barrisce, alza la proboscide e “sputa” acqua. Tanta acqua. Un getto che spesso colpisce i turisti incautamente fermatisi davanti ad esso quasi per sfidarlo. Il gigantesco elefante, alto 12 metri e pesante 50 tonnellate, è la nuova attrazione di Nantes. E’ la prima grande macchina realizzata nell’isola della città, al centro dell’estuario della Loira. Dove prima c’era il porto oggi c’è una proiezione del futuro. Quello in cui la città ha deciso di immergersi. Il progetto artistico “Le macchine dell’isola” ha dello sbalorditivo. Contrariamente ad un parco d’attrazione chiuso, esso si integra nel tessuto urbano, con strutture meccaniche

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monumentali in movimento. Sull’elefante ci possono salire 49 persone, in pancia e in groppa. La “passeggiata” dura mezzora ed è un’emozione vedere le zampe gli ingranaggi mettersi in movimento. Prodotto dalla fantasia di Francois Delarozire e Pierre Orefice, il progetto turistico “Macchine dell’isola” si nutre dei mondi inventati da Giulio Verne, dell’universo meccanico di Leonardo da Vinci e della storia industriale di Nantes. Questo “bestiario” fantastico vivente occupa il sito degli ex cantieri navali. Nel 2012 stata inaugurata il carosello gigante “mondi marini” (25 metri di altezza, 20 di diametro) popolato da creature che popolano il mare: è costituito da 35 elementi continua alla pagina seguente

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Nantes l’audace è

FRANCIA

tisi davanti ad esso quasi per sfidarlo. Il gi

granaggi mettersi in movimento. Prodotto dalla fantasia di Francois Delarozire e Pierre Orefice, il progetto turistico “Macchine dell’isola” si nutre dei mondi inventati da , dell’universo meccanico di Leonardo da Vinci e della storia industriale

segue dalla pagina precedente

mobili. All’Atelier si possono ammirare altre macchine e capire come sono state costruite. Un luogo da non perdere. Come pure l’Hangar delle banane, un laboratorio in perenne movimento creativo. Nella stessa isola, vero e proprio crogiolo creativo della città, sorgono le costruzioni più avveniristiche di Nantes: dal nuovo palazzo di giustizia al polo d’affari Euronantes. Architetti di fama stanno costruendo nell’isola un nuovo cuore della città nell’ambito di un progetto urbano entusiasmante che tende a trasformare e riutilizzare quanto gi edificato. Intorno sorto il Parco dei cantieri, con percorsi lungo le sponde, pontili, giardini a tema. Persino le vecchie gru del porto sono diventate monumenti di architettura contemporanea. Sempre in tema di arte contemporanea a Nantes va ricordata la biennale Estuaire, con sempre nuove realizzazioni a cielo aperto, lungo il fiume fra la città e Saint Nazaire: la casa nell’acqua, il serpente tra i flutti, la barca inarcata. Installazioni

surreali. Nantes quest’anno gode del titolo di “capitale verde europea”, titolo meritato per gli oltre mille ettari destinati a verde pubblico e parchi ma anche per il livello di qualità della vita raggiunto. La città, famosa per l’editto di Enrico IV che nel 1598 pose fine alle guerre di religione, diventata esempio di tolleranza. Ne testimonianza anche il Memoriale sull’abolizione della schiavitù con cui la città, guardando in faccia la storia, riconciliata con il suo scomodo passato, dato che proprio da Nantes parti-

vano le spedizioni negriere. Il Memoriale è allestito in Quai de la Fosse, luogo simbolo da dove salpavano le navi che trasportavano gli schiavi. Anche nel Castello dei Duchi di Bretagna, che domina la città vecchia con le sue possenti ed eleganti architetture rinascimentali, c’è un percorso espositivo dedicato agli anni bui della tratta degli schiavi. Il castello costruito da Francesco II, ultimo duca della Bretagna indipendente, annuncia l’architettura dei castelli della Loira. Suggestivo il percorso lungo le mura, sorprendente il museo hi tech: propone


Sì, viaggiare 21

già nel futuro segue dalla pagina precendente

anche una stupefacente visita virtuale nella Nantes del 1757. La bellezza e la vastità della città si possono cogliere salendo sulla Torre della Bretagna, dove si trova anche Le Nid, un artistico bar ispirato al nido della cicogna. Dall’alto è più facile capire che il quartiere Feydeau un tempo era un’isola e avere un’idea della ricchezza dei suoi palazzi. Si può vedere La Tour Lu nell’ex fabbrica di biscotti Lu, oggi sede degli uffici del turismo. Il Passaggio Pomeraye, del XIX secolo, vale invece la pena di vederlo dal basso, passeggiandovi: è l’antesignano del centro commerciale, caratterizzato da una monumentale scalinata e da bei decori liberty. Nantes propone moltissimi percorsi culturali e turistici, puntando sull’ecosostenibilità. Mezzi pubblici e bicicletta. Le Voyage a Nantes (www.levoyageanantes. fr) è un percorso insolito, sfasato, poetico. Altre informazioni si possono ottenere mediante www.paysdelaloire.fr o www. ohlaloireatlantique.com Oltrechè su www. rendezvousenfrance.com Nantes è facilmente raggiungibile da Venezia con i voli low cost di Volotea.

CROSTACEI E MUSCADET Crostacei e frutti di mare, come se piovesse. Incastonati in piatti a più piani, come le vecchie torte nuziali. A Nantes la gastronomia è di mare e a dominare la scena gastronomica è il plateau royale. Bello anche da vedere con quella ridondanza di ostriche, tartufi di mare, gamberoni, scampi e altre prelibatezze. Imperdibile la sosta al ristorante “La Cigale” (4 place Graslin), locale storico con sale in stile Art decò. Grandi frutti di mare. Curioso il ristorantino “Les Chants d’Avril” (2, rue Laennec), famoso per il suo menu misterioso che cambia ogni giorno. Tipica la sosta al ristorante “La Civelle” (21 quai Boissard - Trentemoult) con vista sull’isola di Nantes. A “Le Grain de Folie” (150 bd des Ocanides - Pornichet) in faccia al mare, vicino al centro balneare di Le Boule, altri prodotti ittici d’eccellenza. Nell’entroterra due tappe imperdibili: a Cisson, borgo medievale, cena romantica al “Restaurant de la Vallée (1 rue de la Vallèe) vicino al ponte, con vista maniero. Allo Chateau de Cassemichère a La Chapelle - Heulin, piccolo borgo di campagna, si va invece per ammirare lo splendido piccolo castello e per visitare le antiche cantine dove, documenti alla mano, ti dimostrano che vi è nato il Muscadet, il vino simbolo di questa zona. Il bianco ideale per apprezzare crostacei e frutti di mare dell’Atlantico.

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22 Consigli di bellezza >> La chimica della bellezza

Aver cura della pelle significa conoscerla a fondo Un buon 40% delle donne dichiara di avere la pelle sensibile. Una recente ricerca chimica ne definisce cause ed effetti di Germana Urbani

M

a esiste davvero la pelle sensibile? Allergie e intolleranze sono sottoposto a piccoli stress la pelle, in un gruppo di volontari sottoposti al le cause principali o c’è altro ad irritare la cute delle donne che test con acido lattico che identifica la pelle sensibile. L’indagine è stata ne soffrono? Ebbene secondo una recentissima ricerca condotta svolta con un gruppo di control-lo e solo nei soggetti che dichiaravano di da Harald Van Der Hoe-ven, direttore dei laboratori chimici della CLR di soffrire di pelle sensibile si sono ac-cese specifiche zone del cervello, non Berlino, che avrebbe identifi-cato i sintomi e le basi biologiche della pelle negli altri”. In questo modo è stato quindi ampiamente definito il ruolo sensibile, anche le emozioni ne-gative possono influire negativamente del sistema nervo-so e immunitario, in particolare sono stati individuati sulla cute. Spesso sottovalutata dai dermatologi, la pelle reattiva è ca- precisi mediatori infiam-matori come il TNF e le prostaglandine coinvolti ratterizzata da pru-rito, rossore e una sensazione di fastidio e, per la nel processo reattivo. La pel-le contiene una estesa struttura di fibre nervose che l’attraversano, che gio-cano un ruolo prima volta, trova il suo po-sto diagnostico, anLa pelle reattiva primario nel provocare i sintomi stimolando la che se non rappresenta una singola condizione è caratterizzata produzione di enzimi, neutrofili, neurotrasmetcutanea ma racchiude in sé una serie di cause. Nominata “asma della pelle” da alcuni studiosi, da prurito, rossore titori e neuro recettori. Tutto ciò attiva segnali diretti al sistema nervoso centrale. Ma se una non perché ci sia una base allergica comune, e fastidio correlazione tra stress e stato della pelle c’è va ma per una serie di citochine e neuromediatori anche detto che la pelle allergica lo è per natura coinvolti nel processo di arrivo dei sintomi e per una chiara componente psicosomatica, nel 50% dei casi è dovuta a stress e dipende dal sistema immunitario, mentre quella intollerante reagisce meccanici che si attivano, però solo in in-dividui con predisposizione. “La alle sollecitazione di sostanze irritanti, comprese quelle contenute nei cocomparsa - spiega Harald Van Der Hoeven - è accompagnata da un pro- smetici. Un motivo in più per informarsi se alla base della sensibilità della cesso infiammatorio e da meccanismi di attivazione cerebrale scoperti vostra pelle c’è un fattore nervoso o altro. E il consiglio per eccellenza è anche grazie al recente impiego della risonanza magnetica funzionale, quello di sceglie-re sempre cosmetici privi di coloranti, conservanti, alcol, continua alla pagina seguente che ha indi-viduato l’attivazione di alcune aree del cervello dopo aver profumo, nickel e al-tri metalli.

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li estratti vegetali di cui sono composti molti prodotti esercitano un’azione benefi-ca sulla cute. Tra le piante indicate per pelli sensibili spicca l’aloe vera gel, una mi-niera di polisaccaridi, acidi grassi polinsaturi, vitamine e sali minerali dalle virtù emollienti, lenitive, idratanti ed antinfiammatorie. Ottimo anche l’olio di germe di grano che conferisce alla pelle sensibile il giusto equilibrio tra idratazione e nutrizione. La vitamina E in esso contenuta, in sinergia con la vitamina A migliora lo status della pelle, soprattutto in presenza di prurito. Dalla pianta di liquirizia si ottiene l’acido 18-beta-

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Non solo econcerti non solo 26 18 Concerti 1040

Mille e ancora mille... Pagina a cura di Graziano Edi Corazza

IN VENETO Papozze (Ro), arriva Carl Palmer

IL BATTERISTA, EX EMERSON LAKE & PALMER, FA TAPPA IN POLESINE IL 1 MARZO 2013

EVENTI

Sarà poi interessante vedere montata sul piccolo palco “papozziano” del Caruso la sua batteria che da sola prende parecchio posto... molto “parecchio”! Bene, allora?! 1 marzo 2013 al Teatro Caruso di Papozze: Carl Palmer and His Band in terra polesana dalle 22,30 in poi! 4 marzo 2013, Teatro Filarmonico di Verona

GINO PAOLO & DANILO REA

Carl Palmer (nella foto) è oggi uno dei migliori batteristi viventi al mondo. Personalmente lo ritengo migliore di Billy Cobham (ex Mahavishnu Orchestra) e dei due “grandi andati in paradiso” John Bonham (ex Led Zeppelin) e Keith Moon (ex The Who). Gusti personali. Posso? Cito comunque anche i nostri gloriosi italiani Tullio De Piscopo e Franz Di Cioccio (PFM) che ho visto in concerto alcune volte e che sono strepitosi e che, se non “primi”..., sicuramente tra i “secondi” nel mondo. Non divaghiamo, però. Dunque... C’è stato un periodo d’oro del rock progressivo negli anni ‘settanta del secolo scorso nei quali Emerson Lake & Palmer vincevano quasi ogni anno le classifiche strumentali di apprezzamento del pubblico sulle riviste internazionali di musica rock (ho scritto del pubblico, non di critica o di vendita... sia chiaro!). Emerson si sta riprendendo da una malattia. Lake (vedi La Piazza due numeri fa) sono andato ad incontrarlo il 3 dicembre 2012 al Teatro Camploy a Verona e... Palmer... eccotelo che arriva in Italia e per la precisione nel Polesine il 1 marzo 2013. Carl Palmer and His Band faranno dunque tappa a Papozze (Ro) al Teatro Caruso il 1 marzo 2013. Cosa proporrà Carl “di suo” e degli E.L.P. ? Immagino che una parte di “Pictures At An Exhibition” sarà inserita nel suo live, così come dovrebbe eseguire un pezzo di “Tarkus”, straordinaria suite progressive del 1971 di oltre 20 minuti nei quali il “nostro” Carl da’ fondo alla sua tecnica eclettica sulle pelli e sui piatti; ma credo che non rimmarranno fuori dal live di Papozze nemmeno alcune composizioni che Carl Palmer incise in “solo” in quel doppio LP, chiamato “Works” del 1977. I tre ELP in effetti si spartirono le 4 facciate per incidervi ognuno “cose proprie” (alcune interessanti, altre no), per poi unirsi nella facciata conclusiva del doppio disco, con due pezzi finali strepitosi (“Fanfare for the Common Man” e “Pirates”) nei quali i Tre giganteggiano con due rock progressivi da “pelle d’oca”. Ecco mi piacerebbe che anche “Fanfare”, Palmer la proponesse dal vivo con questa sua nuova band, in questo suo tour italiano.

Franco Battiato (nella foto) sarà in concerto al Gran Teatro Geox il 7 marzo 2013 dopo essere stato l’11 febbraio 2013 al TEATRO FILARMONICO di Verona. Il successo del “maestro” è sorprendente e la data di marzo a Padova si avvia verso un “glorioso” pienone. E’ uscito nel 2012 “Apriti sesamo”, il nuovo album di inediti, preceduto da singolo “Passacaglia”: su musica di Franco Battiato e testo di Battiato/Sgalambro, libero adattamento della composizione classica “Passacaglia della vita” del sacerdote e compositore seicentesco Stefano Landi, uno dei progenitori dell’opera. Il concerto sarà un viaggio nelle molteplici personalità musicali di uno degli artisti più raffinati della canzone italiana; Battiato si muove con leggerezza tra pop ed arrangiamenti classici, tra elettronica moderna e lirica, tra citazioni colte ed ironia. Compositore forbito, cantautore/filosofo, Franco Battiato ha abbandonato l’anima più avanguardistica dei primissimi dischi “Fetus” e “’Pollution”, per fare due esempi, per abbracciare quella più popolare e redditizia della musica pop italiana. Negli ultimi 3 decenni Battiato ha pubblicato album vendutissimi come “L’era del cinchiale bianco”, “La voce del padrone” o “Cafè de la Paix”, conquistando un pubblico ampio e eterogeneo. Al Teatro Filarmonico di Verona

NEGRITA IL 25 MARZO 2013

“Due come noi” è il nuovo incontro in musica tra Gino Paoli (nella foto) e Danilo Rea. Il disco, è stato tenuto a battesimo un mese fa con un concerto sold out nella sala Santa Cecilia dell’auditorium parco della Musica. Un progetto che mette insieme le più belle canzoni della storia della musica italiana, reinterpretate con grande maestria da questi due straordinari musicisti. Dal vivo, sicuramente una grandissima emozione. Giovedì 7 Marzo 2013 ore 21,30 Gran Teatro Geox di Padova

FRANCO BATTIATO “APRITI SESAMO TOUR 2013”

Per la prima volta, Negrita, (nella foto) una delle rock band italiane per eccellenza intraprende un tour teatrale che porta in scena i brani storici del gruppo rivisitati in una chiave diversa. Prosegue il successo di “Dannato Vivere” e dei Negrita, che dopo aver affrontato palasport sold-out ed un infuocato tour estivo 2012, si esibiranno nei teatri italiani. Uno di questi è il bellissimo Teatro Filarmonico di Verona. La band eseguirà il 25 marzo 2013 non soltanto i classici cavalli di battaglia e quelli dell’ultimo album, ma anche brani che da anni non vengono eseguiti dal vivo, il tutto riarrangiato e rivisitato in chiave teatrale. Ovvero in “acustico”. Un mese prima di Verona i Negrita hanno suonato a Padova.

BAND VENETE DEL PASSATO E DEL PRESENTE ORGANIZZATORI TRA COVERS BAND E...

N

el Veneto sono parecchi i cantanti ed i gruppi che hanno avuto successo. Ora mi vengono in mente, mi si perdoni quelli che dimentico, Gigliola Cinquetti, Patty Pravo, Le Orme, Rettore, Pitura Freska, Massimo Priviero, Sonohra. Ci sono poi stati gruppi che hanno raggiunto una certa notorietà e poi chissà come o si sono sciolti o sono quasi finiti nel dimenticatoio. Ho conosciuto e visto bands venete poco note al grande pubblico, ma ottime: che avevano comunque un certo seguito. Mi riferisco a Frigidaire Tango, Ono Dimensional Man, estAsia, Lola Rent, Carlito (nella foto), Quarto Profilo, Jennifer Gentle, Eden (oggi TWMG). Ai loro concerti mi sono sempre divertito e parecchio. Gran bella musica ed a seguire quasi sempre serate/nottate

a chiacchierare di rock. Di qualcuno dei gruppi sopra citati sono stato anche ufficio stampa e manager. Mi piacciono molto i gruppi veneti che eseguono musica propria nel live. Non amo le covers band! Perché adoro gli originali alle copie! In effetti il numeretto in alto accanto alla mia foto sta’ ad indicare il numero dei concerti originali che ho visto. Se sommassi anche le performance viste dei gruppi che fanno covers il numero dei miei concerti visti raddoppierebbe! Giro ancora per i locali del Veneto, ma certi suoni, certe novità non riesco a sentirle più. Colpa mia probabilmente che non riesco a seguire tutti i gruppi emergenti. Ma ormai sembra che le orecchie dei ragazzi e del-

le ragazze si siano addomesticate alle canzoni delle covers bands. Un fenomeno che va avanti da anni, tanto che molti gruppi che preparano e registrano materiale loro: non riescono a suonarlo da nessuna parte. Credo che i nuovi gruppi emergenti con almeno un disco all’attivo meritino spazio all’interno dei vari pubs music veneti d’inverno e nelle feste della birra d’estate. In effetti gli organizzatori chiamano in continuazione covers bands per riempire i loro locali alla sera. Covers bands, sia chiaro, che hanno un cachet da gruppo quasi affermato! La mia proposta è questa: chi vuole suonare musica propria dimezzi il proprio compenso per un live. Il titolare ringrazierà e, forse, anche una parte delle covers bands tornerenno a produrre musica propria.


28 Non solo concerti

Scrivere richiede un’attitudine particolare dello sguardo Accade che la vita diventa verità nel trascorrere del tempo, nell’ebraica meditazione secondo cui ciò che tarda avverrà

Tracy Chevalier

Susanna Tamaro

Beatrice Masini

Roberto Paterlini

Honor Bright

L’autrice bambina

Bianca, artista esperta di botanica

Giacomo

Alter Ego

Grace Bright, sorella di Honor

Una solitudine medicamentosa e così dolorosa

Don Titta, un poeta che si diletta di agricoltura

Federico, compagno di Giacomo

Location

America del 1850, divisa tra schiavismo e abolizionismo

Trieste, città natale dell’autrice

Una villa nella campagna milanese d’inizio Ottocento

I luoghi della storia e del ricordo

Donovan, un uomo sfrontato e attraente

Il gelo di una famiglia troppo formale

Uno stuolo di bambini e servette

Lo zio Matteo e il suo compagno

Eroe - Eroina

Co-Protagonisti

Honor e Grace Bright si imbarcano Una bambina nasce di notte a Bianca è chiamata a ritrarre il per l’America, devono raggiungere Trieste mentre soffia una bora patrimonio botanico del padrone di il futuro sposo di Grace ma questa nera e piano diventa adulta con un casa. Graziosa, ardente, irrequieta, si ammala e muore. Raggiunto il padre e una madre imprendibili, in si accinge al compito con slancio, mancato cognato è accolta con cui sembra che soffi quello stesso entrando a far parte di una freddezza vento dell’est famiglia grande e complicata

Tre coordinate temporali per tre verità scomode e sconvolgenti:la repressione fascista verso gli omosessuali, l’incubo dell’Aids e gli anni in cui si muovono i protagonisti: 2009-2011

Finale

Qui incontra gli schiavi in fuga dai cacciatori di schiavi pagati dai proprietari di piantagione per riportare indietro i fuggitivi. Li aiuta e nel frattempo incontra un omo speciale

Ogni angelo è tremendo è anche la Bianca incontra Pia, una servetta storia della scoperta della terribile orfana di acuta intelligenza e bellezza del mondo; è la storia di garbo e si convince che la sua una donna che sussulta dinnanzi a storia nasconda un segreto. Inizia poeti e scrittori, ai primi palpiti di le indagini ma vede in gioco i suoi amore e amicizi stessi sentimenti

Ciò che accomuna le tre storie è “il tempo che passa senza in realtà passare” che comporta modi diversi di vivere la propria sessualità e affettività

Cosa dire del libro

Romanzo che conduce il lettore nel cuore dell’America schiavista. I grandi temi della crudeltà e dell’eroismo, dell’onore e della passione, della viltà e del coraggio trovano terreno fertile

Il libro mette in scena un gioco Una autobiografia che è anche pericoloso, perché la botanica degli romanzo di formazione e inno alla affetti non è una scienza esatta, vita nonostante, dentro (e forse non conosce regole e può rivelarsi grazie a) ogni sua oscurità profondamente ingannevole

Un’opera che sa equilibrare sincerità e franchezza con delicatezza e tenerezza nel raccontare della libertà e della difficoltà di amare

Intrigo

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Tracy Chevalier L’ultima fuggitiva Neri Pozza, pp. 320 € 18.00

Susanna Tamaro Ogni angelo è tremendo Bompiani, pp. 270 € 16.50

Beatrice Masini Tentativi di botanica degli affetti Bombiani, pp. 336 € 17.50

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Roberto Paterlini Cani randagi Rai Eri, pp. 304 € 15.00


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i nostri Esperti AFFARI DI FAMIGLIA

Adescamenti di minori in internet = reato di Groming

A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

E' finalmente reato

Care lettrici e lettori, in questo mese di febbraio Vi aggiorno sul nuovo reato di adescamento di minori in internet detto anche GROOMING. L’Italia ha, infatti, di recente ratificato e dato esecuzione, precisamente con la L. 172 del 1 ottobre 2012, entrata in vigore il 23.10.2012, alla Convenzione del Consiglio d’Europa siglata a Lanzarote il 25 ottobre 2007, pubblicata sulla Gazz. Uff. 8.10.2012 n. 235, per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, nonché ha introdotto norme di adeguamento dell’ordinamento interno onde correttamente recepirne i contenuti. Questa legge ha introdotto, tra le altre cose il reato di adescamento di minori in internet chiamato anche reato di GROOMING. Ma cosa si intende per GROOMING? Con questo termine di origine inglese (mantenere la pulizia ed igiene personale) si va ad identificare quel comportamento, essenzialmente tenuto da parte di diversi primati, tra i quali gli scimpanzé, in cui un animale è intento a pulire dai parassiti un suo simile. E’, tra gli esseri umani l’esplicazione del medesimo comportamento mediante una tecnica/metodo particolare con cui una persona adulta, potenziale abusante, si prende “cura” di un minore ovvero della potenziale vittima, conquistandone gradualmente la sua fiducia con tecniche di manipolazione

psicologica, entrando in confidenza/intimità con lo stesso onde superare le iniziali resistenze al prestarsi all’invio di foto e filmati erotici/pornografici e/o ad un incontro offline e convincerlo così a compiere atti di natura sessuale. MA COME VIENE MESSO IN ATTO QUESTO REATO? Il GROOMING viene messo in atto attraverso internet con chat line, e messaggi istantanei. Al riguardo giova evidenziare ed avvertire che le informazioni sulle potenziali vittime (età, sesso, dati personali ed altro..) circolano in rete con estrema facilità ed anche superficialità (chat, social network, programmi di istant messaging, forum, sms, mms, skype, …) diventando così immediatamente appetibili per i soggetti adulti deviati. QUAL’E’ IL FINE DI QUESTO REATO? Purtroppo il fine è sempre lo stesso ovvero quello di convincere il minore-potenziale-vittima a ritenere come normali i rapporti sessuali con un adulto. MA DAL PUNTO DI VISTA PENALE QUAL’E’ IL COMPORTAMENTO DELL’ADULTO CHE CONCRETAMENTE ASSUME RILEVANZA? Per integrare la fattispecie prevista e punita (con una pena da 1 a 3 anni di reclusione) dall’art. 609 undecies c.p. occorre che l’adulto ponga in essere una condotta attiva consistente in “qualsiasi atto volto

a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe e minacce” al fine di commettere i reati di pedofilia e pedopornografia. Tuttavia l’ampiezza della definizione di adescamento, poc’anzi citata, può porre dei dubbi sulla tassatività dei comportamenti che assumono rilevanza ai fini della concretizzazione del reato e per limitare questo rischio la novella ha cercato di rendere più concreto e specifico il pericolo per il bene giuridico tutelato richiedendo che la condotta cosciente e volontaria dell’adulto venga posta in essere allo scopo di commettere i delitti di pedofilia e pedopornografia di cui agli artt. 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609- octies. MA IL MINORE ADESCATO IN INTERNET QUALE ETA’ DEVE AVERE PER POTERSI RITENERE PENALMENTE RILEVANTE LA CONDOTTA POSTA IN ESSERE DALL’ADULTO? Dal tenore dell’art. 609 undecies c.p. emerge di come il legislatore abbia voluto limitare questa fattispecie ai casi in cui i minori adescati abbiano un’età inferiore ai sedici anni. Dunque rimangono fuori dal campo di applicazione i ragazzi e le ragazze di 16 e di 17 anni, ritenendo il legislatore, probabilmente a torto, che solo i

minori infrasedicenni, siano maggiormente esposti al pericolo di essere adescati. Questa scelta legislativa è da ritenere discutibile anche sotto un altro profilo consistente nel fatto che la maggior parte dei reati cui è indirizzata la condotta dell’adulto con l’adescamento del minore (praticamente tutti tranne quelli previsti dall’art. 609 quater e 609 quinquies c.p.) possono essere commessi nei confronti di minori di qualsiasi età. Ciò, anche dal punto di vista pratico comporterà non pochi problemi allorquando dinnanzi ad un medesimo comportamento illecito ci si dovrà determinare normativamente in maniera diversa a seconda dell’età del minore. Non v’è dubbio, che la previsione del reato di adescamento di minori in internet assuma una rilevanza importante sia dal punto di vista giuridico che sociale, tenuto conto dell’odiosità ed insidiosità del reato stesso. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. Messaggio pubblicitario

L’ARCHITETTO

“Conto termico” e incentivi

Dott. Massimo Cavazzana Architetto Tel. 049-9585333 Il 2013 è iniziato con interessanti novità per gli incentivi energetici! Infatti il 2 gennaio 2013 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il DM 28 dicembre 2012, recante “Incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni”. Il provvedimento, denominato “CONTO TERMICO”, si propone il duplice obiettivo di dare impulso alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili (riscaldamento a biomassa, pompe di calore, solare termico e solar cooling) e di accelerare progetti di riqualificazione energetica anche degli edifici pubblici. La somma a disposizione è di circa 900 milioni di euro l’anno per migliorare le prestazioni di energia rinnovabile degli edifici esistenti, attraverso un sistema di incentivi efficace e semplice per il cittadino e la Pubblica Amministrazione (PA). Nello specifico la dotazione per i privati è di 700 milioni di Euro, e per la PA di 200 milioni di Euro! L’obiettivo è di promuovere l’efficienza energetica, per le riqualificazioni dei fabbricati della PA, e la produzione e l’auto-consumo di energia termica verde per i soggetti privati. Il nuovo provvedimento è quindi in linea con il panorama delle leggi incentivanti per le energie rinnovabili, ossia con il “CONTO ENERGIA” già in vigore per il solare fotovoltaico, e crea anche in questo ambito una valutazione di tipo prestazionale, premiando le soluzioni effettivamente produttive. Vi sono però delle differenze: nel vecchio “conto energia”, viene pagato l’incentivo solo sull’energia elettrica generata dai pannelli fotovoltaici, misurata realmente con contatori «bidirezionali» installati presso gli

impianti. Nel nuovo “conto termico”, invece, le produzioni annue (o i risparmi) vengono solamente stimate. Gli incentivi si concentrano su due tipi di intervento: nel primo caso è prevista la posa in opera di sistemi di efficientamento energetico su pareti e coperture per la sola PA, nel secondo caso gli impianti di produzione di energia termica rinnovabile per le PA ed i privati. In parte il decreto è in sovrapposizione con i procedimenti di “detrazione fiscale del 55%”, ma mentre per le PA la strada del conto termico è l’unica, per i privati fino al 30 giugno 2013 è possibile ancora scegliere la “detrazione fiscale del 55%”. Ma cosa prevede l’incentivo? E’ importante specificare che il nuovo incentivo, a differenza di quello che prevede la “detrazione fiscale del 55%”, permette la ricezione di un contributo in rate annuali DIRETTAMENTE SUL PROPRIO CONTO CORRENTE. Inoltre con il conto termico si potrà più comodamente sostenere l’investimento per installare nuovi impianti grazie a un incentivo che coprirà mediamente un rimborso pari al 40% e che sarà erogato in soli 2 anni per gli interventi di taglia domestica, oppure in soli 5 anni per gli interventi più onerosi, rispetto ai dieci anni della “detrazione fiscale del 55%”. Già ora è possibile effettuare i lavori, a condizione che le relative fatture siano successive al 3 gennaio 2013 (data di entrata in vigore del decreto). Ma Come presentare le domande di incentivo? La procedura avverrà esclusivamente per VIA TELEMATICA, ma si dovrà attendere la pubblicazione della “SCHEDA-DOMANDA” sul sito del GSE. Entro il 17 febbraio 2013, ENEA, predisporrà i contenuti tecnici del portale e della

scheda-domanda, compresa la modulistica e gli esempi di compilazione; entro 30 giorni e comunque entro il 4 marzo 2013, il GSE pubblicherà la “scheda-domanda” nel proprio portale (ww.gse.it). La “scheda-domanda” dovrà poi essere presentata entro 60 giorni dalla data di effettuazione dell’intervento. Nel caso in cui a quella data non fosse ancora disponibile la scheda-domanda, i 60 giorni decorreranno dalla data di pubblicazione della stessa sul portale del GSE. I dati della scheda-domanda saranno sottoposti ad una verifica dei requisiti d’ intervento e di congruità dei costi. Entro il 3 aprile 2013 a completamento della verifica, verrà resa disponibile la “SCHEDACONTRATTO”. Il soggetto accederà al regime incentivante previa accettazione informatica della scheda contratto. Naturalmente le richiesta dovrà essere comprovata! Per la sostituzione di finestre, l’installazione di schermature, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e l’installazione di collettori solari termici, le richieste di incentivo dovranno essere corredate da “diagnosi energetica precedente l’intervento” e dalla “certificazione energetica successiva” quando l’intervento è realizzato su interi edifici con impianti di riscaldamento di potenza nominale totale del focolare maggiori o uguali a 100 kW. Inoltre all’istanza si dovrà allegare le schede tecniche dei componenti o delle apparecchiature installate, l’asseverazione di un tecnico abilitato, le fatture attestanti le spese sostenute e un’autocertificazione sul mancato cumulo dei bonus con altri incentivi statali.

Sarò lieto di rispondere alle vostre domande inerenti gli articoli pubblicati od altri argomenti inerenti l’architettura e l’ urbanistica all’indirizzo mail: cavazzana@tin.it


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I nostri esperti 33

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Un’ideale di integrità (e di speranza)

di Magdalena Buszynska (magda.bus@gmail.com)

Nei tempi storici segnati dalla fretta e dal consumo, la persona umana deve continuare ad aspirare ad un IDEALE di integrità. Coltivare la tensione verso un ideale impedisce che la persona si perda, che venga travolta da una spirale da cui difficile scappare. Nel campo di educazione alla sessualità, la proposta di Regolazione Naturale della Fertilità (RNF) rappresenta un valido ideale di integrità verso cui tendere. RNF coi i suoi rispettivi centri in Italia significa i metodi basati sulla CONSAPEVOLEZZA della fertilità. La fertilità della donna è un dono del Creatore, è un segno di salute, quindi non è una malattia da medicalizzare o da mettere in standby con gli anticoncezionali ormonali, con conseguenze spesso rincresciose. Il dono va preso in considerazione, va osservato, va registrato secondo chiari criteri e va interpretato secondo REGOLE proposte dai centri dei metodi naturali. Il grande vantaggio della RNF consiste nel fatto che la donna impara a conoscere il suo ciclo personale.

Rammento che il ciclo mestruale inizia il primo giorno di flusso e termina il giorno che precede le mestruazioni successive. Ogni donna ha il suo ciclo INDIVIDUALE da conoscere. Con questa graduale scoperta del proprio ritmo la donna acquisisce sempre più VALORE ai propri occhi. Questo aiuta la RELAZIONE matrimoniale ed il dialogo di coppia. La coppia comincia a comprendere che la sessualità ha una dimensione SPIRITUALE. Il Papa Paolo VI colloca la sessualità umana, quindi il problema di natalità nella “visione integrale dell’uomo e della sua vocazione, non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna” (vedi l’enciclica “Humanae Vitae”). Essendo quindi una realtà spirituale non è soggetta alle speculazioni consumistiche. Sul piano biologico si distinguono cicli corti e i cicli lunghi, i quali non sono necessariamente sbagliati. Sono solo da conoscere. La donna non deve ambire al ciclo standard di 28 giorni! La conoscenza del PROPRIO ciclo rende la donna

capace di AIUTARE il medico a prescrivere una terapia MIRATA secondo le FASI del ciclo, nel caso in cui si verifichino dei disturbi. Un altro vantaggio della RNF consiste nell’ACCOMPAGNAMENTO delle coppie nelle quali il desiderio di avere un bambino rimane irrealizzato. Questa forma di “lutto” per la mancanza di prole può essere elaborata come un ponte verso una risurrezione ed accettazione delle altre vie. A Roma si trova il Centro Studi e Ricerche per la RNF dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella quale vengono proposti dei trattamenti dell’infertilità, mettendo al centro la persona umana. Tra i benefici indiscutibili della RNF si trova il suo CONTRIBUTO nella gestione della “sindrome da trauma conseguente ad aborto”, perché la RNF è una promozione della Vita nel senso del Vangelo. In questo senso il Comitato di Verità e Vita e il Movimento per la vita e la comunità cattolica Koinonia Giovanni Battista possono essere di grande aiuto. La

RNF risulta di inestimabile valore per le donne che decidono di lasciare i contraccettivi di ogni tipo per aprirsi ad una NUOVA visione della sessualità umana. Gli viene offerto un percorso personalizzato per una (ri) costruzione della PERCEZIONE del proprio

corpo. Ricordo che la visione cristiana del corpo umano è molto positiva e saggiamente ecologica. Il corpo umano, il matrimonio sono buoni in sé e per sé, poiché “Dio guardò tutto ciò che aveva creato e vide che era cosa molto buona” (Genesi 1,31). Messaggio

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Dott. Mario Bortolato* L’ortopedico CROLLI VERTEBRALI: LA SOLUZIONE C’ E’ Microiniezioni di materiale biocompatibile possono risolvere il problema

Quando le vertebre si fratturano, spesso per colpa dell’osteoporosi, i dolori possono essere debilitanti e costringere all’immobilizzazione a letto per lunghi periodi. Oggi c’è una tecnica di microchirurgia efficace e rivoluzionaria, scopriamola insieme al Dott. Bortolato. Dott. Bortolato, ci descrive in breve cosa sono i crolli vertebrali? “I crolli vertebrali sono fratture con grossi danni a carico di una o più vertebre che cedono spesso a causa dell’osteoporosi nel caso degli anziani, più frequentemente nelle donne affette da osteoporosi post menopausale o a seguito di forti traumi nel caso dei più giovani. Sono situazioni cli-

niche invalidanti, che oltre a comportare una sintomatologia dolorosa molto importante, soprattutto nei più anziani, implicano un lungo periodo di immobilità e di allettamento, il che espone soprattutto il paziente anziano all’insorgenza di gravi complicazioni, quali piaghe da decubito, trombosi, broncopolmoniti”. La tecnica di microiniezione in cosa consiste? “E’ una metodologia chirurgica innovativa, denominata cifoplastica. Viene posizionata, attraverso la pelle, quindi con tecnica percutanea, cioè senza incisione chirurgica, una cannula all’interno del corpo vertebrale fratturato. Viene dapprima introdotto uno speciale palloncino che rigonfiandosi

riporta la vertebra collassata alla sua altezza naturale, poi tolto il palloncino si inietta uno speciale cemento biocompatibile, che va a riempire il corpo vertebrale provocando la saldatura immediata della frattura. Il materiale è “biocompatibile” in quanto si

tratta di uno speciale cemento contenente carbonato di calcio che si consolida in pochi minuti e poi si integra perfettamente con l’osso”. Ci sono limiti d’età per questa cura? “No, tutti i pazienti adulti

possono sottoporsi a questo trattamento. Ovviamente va effettuata una diagnosi precisa sul tipo di frattura, attraverso la radiografia e la risonanza magnetica. Si tratta di un’operazione con degenza di un giorno in day surgery e anestesia anche locale”.

*DOTT. MARIO BORTOLATO. PRIMARIO ORTOPEDICO. RESPONSABILE CHIRURGIA LOMBARE MINI-INVASIVA CASA DI CURA VILLA ERBOSA BOLOGNA E CASA DI CURA S. M. MADDALENA OCCHIOBELLO (ROVIGO). CONSULENTE POLIAMBULATORIO VESPUCCI SOTTOMARINA DI CHIOGGIA - www.mariobortolato.com


34 I nostri esperti PSICOLOGIA DEL LAVORO

Dott. Lara Tasso

L’intelligenza emotiva

L’intelligenza è la capacità di adattarsi all’ambiente, ed è una funzione psichica complessa, poiché deriva dall’interazione di aspetti genetici, e legati al contesto in cui cresciamo e viviamo. Esistono varie forme di intelligenza, ma una delle più importanti è quella emotiva, il cui termine fu coniato negli anni ’80 da Mayer e Salovey, e fu ripreso da Goleman nel 1995. Possiamo definire questo tipo di intelligenza, come la capacità di gestire le proprie emozioni, di motivare se stessi, di essere empatici, di vincere le frustrazioni, di perseguire i propri obiettivi, rimandando le gratificazioni e controllando gli impulsi. L’intelligenza emotiva si fonda su competenze personali e sociali. Le prime consistono in una buona comprensione di se stessi, mentre le seconde si espletano nella capacità di riconoscere le emozioni altrui, e di costruire con essi buone relazioni. Questo tipo di intelligenza è una delle più ricercate anche dalle aziende, in quanto avere nel contesto lavorativo persone in grado di conoscere bene se stesse e gli altri, e che sanno di conseguenza comunicare in maniera efficace, porta migliori risultati. Nel mondo produttivo “oltre la perizia tecnica, oggi si dà grande importanza a fattori quali il lavoro di squadra, la possibilità di comunicare apertamente, la cooperazione, la capacità di ascoltare e di esprimere il proprio pensiero,

insomma ai rudimenti dell’intelligenza sociale”; “il fatto che le persone riescano a elaborare una rete, in pratica che sappiano fare di essa una squadra temporanea ad hoc, è un fattore cruciale nel successo sul lavoro”(Goleman 1996).

Le persone che hanno una buona intelligenza emotiva, sanno distinguere in una situazione di tensione, il fatto, dal significato che questo ha per loro, e dalla conseguente reazione. Se, per esempio, stiamo male perché una persona cara

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non ci presta attenzione, dobbiamo concentrarci non sul pensiero che dovrebbe essere più interessata a noi, ma sul significato che hanno per noi le sue attenzioni. Non possiamo cambiare il fatto, ed è difficile modificare la nostra reazione; possiamo, invece, comprendere e modificare il significato che quel fatto ha per noi. Il presupposto su cui si basa il costrutto dell’intelligenza emotiva, è che vi sia interdipendenza tra la mente razionale e quella emotiva. Per concludere, si sottolinea che questo tipo di intelligenza si sviluppa fin da piccoli, sulla base degli esempi e delle interazioni che si instaurano in famiglia e a scuola. È, quindi, importante portare il bambino a riflettere sulle proprie emozioni e su quelle degli altri, e sulle conseguenti reazioni ad esse. La punizione per un comportamento sbagliato serve a poco, se non è accompagnata da una spiegazione del motivo per cui quella data azione è scorretta, e da una riflessione sull’effetto che ha per gli altri da un punto di vista emotivo.


I nostri esperti 35 INFORMAZIONE SOCIALE

Dott. Laura Traversi

L'indennità di accompagnamento

In questo articolo mi propongo di descrivere il principale supporto di natura economica erogato dallo Stato a favore del le persone non autosufficienti che necessitano di assistenza, principalmente anziane e disabili. Si tratta dell’“indennità di accompagnamento”, un contributo forfettario riconosciuto per il rimborso delle spese conseguenti ad una oggettiva situazione di invalidità totale, non assimilabile ad alcuna forma di reddito ed esente da imposte. L’indennità viene erogata mensilmente dall’INPS ed è quindi una delle spese statale: ammonta per il 2013 a 499,27 euro mensili, e spetta alla persona indipendentemente dalla sua età, dal reddito posseduto e dalla composizione del suo nucleo familiare. Per accedere a questa provvidenza il cittadino (o un suo legale rappresentante, per esempio l’Amministratore di Sostegno di cui abbiamo già parlato in questa rubrica) deve presentare domanda telematica all’INPS, previo invio di un certificato medico che attesti le condizioni di salute della persona. Facendo finta che siate a

voi a voler richiedere l’indennità (voi che non sapete più camminare o svolgere le più semplici azioni quotidiane) per prima cosa dovrete rivolgervi al vostro medico di base, il quale provvederà a compilare un certificato telematico (a pagamento, dal costo di 60,00 euro di minimo tariffario) e vi rilascerà seduta stante una ricevuta di trasmissione della certificazione a cui viene assegnato un codice necessario alla compilazione della vera e propria domanda, sempre telematica; davanti al vostro computer, connessi al sito INPS, cercherete di inserire i vostri dati, ma potrete farlo solo se in possesso del vostro personale “Codice PIN”, da richiedere sempre on line e che tuttavia riceverete completo a distanza di 15/20 giorni. Per ovviare a questo problema potrete chiedere che la vostra domanda sia inoltrata da un soggetto autorizzato come un Ente di Patronato o una Associazione di categoria dei disabili. Presentata la domanda verrete convocati ad una visita da parte della “Commissione Medica per l’accertamento dell’invalidità

civile” presso l’ULSS di appartenenza; la Commissione è composta di almeno tre medici e anche voi potrete farvi assistere durante l’accertamento da un medico di vostra fiducia e a vostre spese. La Commissione accerta il vostro stato di salute consultando la documentazione medica certificata in fase di domanda o che produrrete ad integrazione il giorno della visita, visita che generalmente non dura più di una decina di minuti. A seguito di quest’ultima, se la Commissione ritiene esaustiva la vostra posizione (potrebbe infatti chiedere un ulteriore approfondimento specialistico medico) e dopo un tempo purtroppo molto variabile da provincia a provincia, l’INPS vi invierà a casa il “verbale di accertamento dell’invalidità civile” con indicata la valutazione medica della Commissione e l’eventuale riconoscimento, oltre allo stato dell’invalidità, anche dell’indennità di accompagnamento, che riceverete calcolata a partire dalla data di presentazione della domanda (quindi con gli arretrati). Per vedersi riconosciuta l’indennità

il verbale deve riportare le seguenti diciture “invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” o “con necessità di assistenza continua non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita” ai sensi della L. 18/1980 e della L. 508/1988. L’indennità percepita non va dichiarata come reddito e può essere utilizzata per pagare il personale privato che vi affianca quotidianamente. Non entreremo qui nel merito di quanto questo supporto economico incida realmente sulla possibilità di acquistare servizi da parte di persone seriamente compromesse nelle autonomie, poiché sarà evidente anche a voi la sua inadeguatezza. Se poi un domani doveste essere ricoverati temporaneamente o in modo permanente in una struttura residenziale (una Casa di Riposo, un Istituto per persone disabili) continuerete a ricevere l’indennità di accompagnamento, questa volta utile al pagamento della retta di soggiorno.

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Un’ideale di integrità (e di speranza)

di Magdalena Buszynska (magda.bus@gmail.com)

Nei tempi storici segnati dalla fretta e dal consumo, la persona umana deve continuare ad aspirare ad un IDEALE di integrità. Coltivare la tensione verso un ideale impedisce che la persona si perda, che venga travolta da una spirale da cui difficile scappare. Nel campo di educazione alla sessualità, la proposta di Regolazione Naturale della Fertilità (RNF) rappresenta un valido ideale di integrità verso cui tendere. RNF coi i suoi rispettivi centri in Italia significa i metodi basati sulla CONSAPEVOLEZZA della fertilità. La fertilità della donna è un dono del Creatore, è un segno di salute, quindi non è una malattia da medicalizzare o da mettere in standby con gli anticoncezionali ormonali, con conseguenze spesso rincresciose. Il dono va preso in considerazione, va osservato, va registrato secondo chiari criteri e va interpretato secondo REGOLE proposte dai centri dei metodi naturali. Il grande vantaggio della RNF consiste nel fatto che la donna impara a conoscere il suo ciclo personale.

Rammento che il ciclo mestruale inizia il primo giorno di flusso e termina il giorno che precede le mestruazioni successive. Ogni donna ha il suo ciclo INDIVIDUALE da conoscere. Con questa graduale scoperta del proprio ritmo la donna acquisisce sempre più VALORE ai propri occhi. Questo aiuta la RELAZIONE matrimoniale ed il dialogo di coppia. La coppia comincia a comprendere che la sessualità ha una dimensione SPIRITUALE. Il Papa Paolo VI colloca la sessualità umana, quindi il problema di natalità nella “visione integrale dell’uomo e della sua vocazione, non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna” (vedi l’enciclica “Humanae Vitae”). Essendo quindi una realtà spirituale non è soggetta alle speculazioni consumistiche. Sul piano biologico si distinguono cicli corti e i cicli lunghi, i quali non sono necessariamente sbagliati. Sono solo da conoscere. La donna non deve ambire al ciclo standard di 28 giorni! La conoscenza del PROPRIO ciclo rende la donna

capace di AIUTARE il medico a prescrivere una terapia MIRATA secondo le FASI del ciclo, nel caso in cui si verifichino dei disturbi. Un altro vantaggio della RNF consiste nell’ACCOMPAGNAMENTO delle coppie nelle quali il desiderio di avere un bambino rimane irrealizzato. Questa forma di “lutto” per la mancanza di prole può essere elaborata come un ponte verso una risurrezione ed accettazione delle altre vie. A Roma si trova il Centro Studi e Ricerche per la RNF dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella quale vengono proposti dei trattamenti dell’infertilità, mettendo al centro la persona umana. Tra i benefici indiscutibili della RNF si trova il suo CONTRIBUTO nella gestione della “sindrome da trauma conseguente ad aborto”, perché la RNF è una promozione della Vita nel senso del Vangelo. In questo senso il Comitato di Verità e Vita e il Movimento per la vita e la comunità cattolica Koinonia Giovanni Battista possono essere di grande aiuto. La

RNF risulta di inestimabile valore per le donne che decidono di lasciare i contraccettivi di ogni tipo per aprirsi ad una NUOVA visione della sessualità umana. Gli viene offerto un percorso personalizzato per una (ri) costruzione della PERCEZIONE del proprio

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The Music (la musica) Impariamo l’inglese

• Pierino si rivolge a un bambino più piccolo: “Hai dei buoni denti?” “Purtroppo no.” “Perfetto. Allora tienimi il croccante mentre faccio questa partita a pallone.” • Pierino e Michela sono soli nel bosco in una limpida giornata invernale. “Michela, levati il cappotto.” “Si, va bene.” “Brava. Ora levati la gonnellina.” “Si, Pierino” “Ora la sottogonna.” “Va bene.” “E ora levati le mutandine perché mi serve l’elastico per aggiustare la fionda!” • “Ma come?” Dice la mamma a Pierino. “Ti sei mangiato tutte le caramelle senza pensare a tua sorella?” E Pierino: “Ci ho pensato tutto il tempo. Ero preoccupato

che arrivasse prima che io le finissi.” • La mamma a Pierino: “Pierino, hai preso 6 in condotta. Sei stato bocciato! Ma si può sapere come hai fatto? Dicevi che andavi bene a scuola!” “Beh, si vede che si sono accorti che non tiravo mai l’acqua.” • Pierino, non sapendo svolgere il tema d’esame, pensa di fare lo spiritoso e consegna il compito con queste parole scritte: “Dio solo conosce la risposta. Buona giornata!” Otto giorni dopo riceve la risposta: “Dio è stato promosso e tu no. Buon anno!”

BASS (basso) CHOIR (coro) COMPOSER (compositore) DRUMS (batteria) EFFECTS (effetti) HAND (mano) HARP (arpa) MELODY (melodia) MUSIC (musica) NOTE (note) PIANO (pianoforte) POPULAR (popolare) SAXOPHONE (sassofono) SCIENCE (scienza) SINGER (cantante) SONG (canzone) SOUND (suono) THEORY (teoria) TIME (tempo) VOICE (voce) CHIAVE (6) - Uno strumento musicale..........................................................................

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NEL VIAGGIO DI RITORNO, DECISI CHE FORSE SAREBBE

STATA UNA BUONA COSA ALLUNGARE UN PO’ LA STRADA E PASSARE PER LA TOSCANA PER BERMI UN BICCHIERE DI VINO BUONO; INTENDIAMOCI, NON È CHE IN

UMBRIA NON CI SIA IL VINO BUONO, ANZI…RICORDO CHE MI FERMAI IN UN BORGO MOLTO BELLO, MI FERMAI PER IL PRANZO, E PER ASSAGGIARE IL VINO TIPICO DI QUESTA INCANTEVOLE ZONA: LA VERNACCIA. TRA I VINI TOSCANI È QUELLO CON LE ORIGINI PIÙ INCERTE. PROBABILMENTE PRENDE IL NOME DAL LATINO “VERNACULUM”, CHE SIGNIFICA DEL POSTO, NATIVO. QUESTO SPIEGHEREBBE PERCHÉ MOLTE UVE IN ITALIA SI CHIAMANO IN QUESTO MODO. CI SONO IN ITALIA TRE D.O.C. DI VERNACCIA; LA VERNACCIA DI ORISTANO, IN SARDEGNA, LA VERNACCIA DI SERRAPETRONA, NELLE MARCHE, E LA VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO. INTRODOTTO DALLA GRECIA NEL XIII SECOLO, DI QUESTO VINO SI HANNO TRACCE SIN DAL 1276, IN QUANTO CITATO IN UN DOCUMENTO DEL COMUNE DI SAN GIMIGNANO. VENNE POI DIVULGATO DA LORENZO IL MAGNIFICO CHE LO FECE PIANTARE NEI SUOI POSSEDIMENTI. VIENE NOMINATO PERSINO DA DANTE ALIGHIERI NELLA DIVINA COMMEDIA. AGGIRANDOSI NEL PURGATORIO TRA I GOLOSI, INCONTRA PAPA MARTINO IV, REO DI ESSERE STATO TROPPO SPESSO VINTO DALLA VERNACCIA. LA VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO VIENE PRODOTTA ESCLUSIVAMENTE DAI VIGNETI SITUATI NEI TERRENI COLLINARI DI SAN GIMIGNANO, DAL VITIGNO OMONIMO ED HA UN BELLISSIMO GIALLO PAGLIERINO CHE DIVENTA DORATO NELLE RISERVE. HA UN PROFUMO MOLTO INTENSO E SI ACCOMPAGNA MOLTO BENE A PIATTI A BASE DI PESCE, PRIMI PIATTI CON SALSE BIANCHE, FRITTURE, UOVA E CARNI BIANCHE ED È MOLTO BUONO ANCHE COME APERITIVO. INSOMMA È UN VINO A 360 GRADI, MOLTO VERSATILE E SE UN GIORNO VI CAPITASSE DI ESSERE IN GIRO DALLE PARTI DI SAN GIMIGNANO NON ESITATE E ANDATE A FARVI UN BICCHIERE DI VINO BUONO. DENISMENEGHINI@ALICE.IT ERO A SAN GIMIGNANO, LA CITTÀ DELLE TORRI, NELLA PROVINCIA DI SIENA.

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COCKTAILS by Paolo Marani

I CONSIGLI DI PAOLO

4.5 cl VerMont Martini drY 1 cl Kirsc toscHi 1.5 cHerrY brandY luXardo 3 Fragole FrescHe si Versa nella coppa cH aMpagne cHaMpagne si prepara nel blended

PAOLO MARANI

INFO@TERRAZZAINPIAZZA.IT

INGREDIENTI PER 5 PERSONE: per le crespelle: 3 cuccH seMolino, 3 e ½ cuccH Farina 00, latte condensato, latte,

3 uoVa, 1 cuccH Margarina, currY, sale. per la Farcia: 440g pisellini di baone, 350g 50g, nocciole, 2 cuccH olio eVo, 1 cuccH.no olio aroMatizzato alle acciugHe e peperoncino, currY, sale. per la besciaMella: 350Ml latte, 35g Margarina, 35g Farina 00, 1 cuccH ForMaggio parMigiano grattugiato, 2 cuccH.ni olio aroMatizzato alle acciugHe e peperoncino, noce Moscata, sale, pepe nero burrata,

PROCEDIMENTO: preparare la pastella per le crespelle: sbattere le uoVa con il sale; in una ciotola setacciare la Farina con il seMolino e, aiutandosi con il latte, ottenere una pasta Morbida.

unire le uoVa al

coMposto di Farine, un po’ di latte condensato ed insaporire il tutto con il currY. lasciare riposare in Frigo per circa

20 Minuti. sciogliere la Margarina sulla piastra e Fare le crespelle, Versando il coMposto a cuccHiaiate e

stendendo bene. in una padella con l’olio eVo, scaldare i pisellini; portare a cottura con acQua ed insaporire con sale, currY e l’olio aroMatizzato alle acciugHe e peperoncino. tritare le nocciole ed unirne un cuccHiaio

COCKTAIL ROSE STRAWBERRY

INGREDIENTI :

una preparazione all’apparenza dolce, per la presenza di nocciole e pisellini, Ma in realtÀ presenta ancHe note pepate e speziate. le crespelle preparate con il seMolino Hanno una consistenza piÙ ruVida di Quelle classicHe, all’interno una Farcia con pisellini delicati e Filante burrata cHe, proprio grazie al suo latte, Mantiene la preparazione Molto Morbida. la nota croccante È stata data dalle nocciole, disposte in superFicie a creare una crosticina dolce al punto giusto ed insaporita con il parMigiano.

ai pisellini. per la besciaMella: sciogliere la Margarina in un pentolino, unire la Farina Quindi Versare il latte, Facendo attenzione cHe non si ForMino gruMi. insaporire con sale e noce Moscata, lasciando sul Fuoco FincHÈ non si addensa, seMpre continuando a Mescolare. Frullare due cuccHiai di pisellini ed aMalgaMarli alla

besciaMella, assieMe all’olio aroMatizzato alle acciugHe e peperoncino, Mescolando bene. Farcire le crespelle

con i pisellini e distribuire la burrata; cHiudere ad inVoltino e disporre sul piatto crisp, precedenteMente bagnato con il latte della burrata.

coprire le crespelle con la besciaMella, spolVerare di pepe nero e con la riManente bagnare il tutto con un po’ di latte per Far si cHe riMangano Morbide. cuocere in Forno a Microonde con Funzione crisp per circa 7 Minuti, cospargere con il ForMaggio parMigiano e cuocere per altri 3 Minuti. SPIZZICHI E BOCCONI B MANUELA E SILVIA BIZZO granella di nocciole.

LA SOLIDARIETA’ PER TUTTE LE TASCHE Bastano cinque euro al mese per partecipare ai progetti di sostegno a distanza del Cesvitem. Cinque euro per garantire i diritti fondamentali a migliaia di bambini del Sud del mondo. Cinque euro per costruire un futuro migliore. Cosa stai aspettando? Aderisci subito!

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38 Oroscopo ARIETE 21/03 AL 20/04

DAL

FASCINO attenti ai possibili conFlitti. per eVitate di essere possessiVi e pretenziosi, ancHe tra le lenzuola · S ALUTE Vi state riprendendo a ritMo costante. sarete piÙ cHe Mai dinaMici e Vitali, approFittatene per Fare sport

TORO AL

DAL 21/04 20/05

ASCINO siete traVolti da un ritroVato roManticisMo cHe spiazza pure Voi stessi. la passione, inVece, si Fa desiderare · SALUTE i ritMi Frenetici a cui Vi sottoponete Vi tolgono energia. sFoltite l’agenda e rinViate gli iMpegni Mondani

GEMELLI DAL 21/05 AL 21/06

FASCINO i rapporti d’aMore sono Molto positiVi, decolla una Vera loVe storY. attenti perÒ al peso della routine · S ALUTE abbiate grande cura del Vostro corpo cHe sia in sintonia con la leggerezza dello spirito. se esagerate a taVola: sMaltite!

CANCRO 22/06 AL 22/07

FASCINO non

riuscite proprio a troVare l’intesa desiderata e i dubbi si Moltiplicano. eVitate di proVocare il partner · SALUTE nonostante le buone energie psicoFisicHe, allergie e derMatiti stanno in agguato. preFerite riMedi naturali

LEONE DAL 23/07 AL 23/08

FASCINO il

periodo di tensione cHe state passando Mette in Fuga roManticisMo . date una sterzata · S ALUTE se Fate Molto sport liMitate gli iMpegni. dosate Meglio le energie o potrebbero risentirne scHiena e arti inFeriori

VERGINE 24/08 22/09

FASCINO entusiasMo

e sentiMento caratterizzano il Mese e lo tingono di rosa ttenti a non innerVosire il partner · S ALUTE potreste soFFrire un po’ a causa di un iMproVViso indeboliMento delle diFese. riguardateVi, raFFreddori in arriVo

Oroscopo L’AMORE COMINCIA MOLTO PRIMA DI QUANDO CI ACCORGIAMO CHE CI STIAMO INNAMORANDO...

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BILANCIA 2 3/09 AL 22/10

FASCINO l’eros È alle stelle, gli orMoni scatenati. l’intesa, perÒ, a Volte coMplicata. Fate spallucce e godeteVi il resto · S ALUTE Questo È il MoMento di entrare in palestra e scatenare l’energia Vulcanica cHe preMe dentro di Voi. bruciate calorie

SCORPIONE DAL 23/10 AL 22/11

FASCINO riuscirete FinalMente a ricoMporre un contrasto con la persona del cuore. puntate su dialogo e ascolto · S ALUTE a taVola È teMpo di Moderazione e ancHe nello sport sarÀ bene non spingere troppo. siete un po’ deboli, riguardateVi

SAGITTARIO DAL 23/11 AL 21/12

FASCINO siete

torMentati da una ingiustiFicata gelosia. allentate lo spionaggio inVestigatiVo o riMarrete soli · S ALUTE siete instancabili, scattanti e rapidi. Mente e corpo Vi regalano soddisFazioni incredibili. approFittatene

CAPRICORNO DAL 22/12 AL 20/01

FASCINO l’aMore allieta cuore e sensi con una ricetta Fatta di tenerezza e sensualitÀ. siate aperti e in ascolto dell’altro · S ALUTE l’attiVitÀ non Vi attira per nulla, a Meno cHe non si sVolga sulla poltrona cHe preFerite. la pigrizia la Fa da padrona

ACQUARIO DAL 21/01 AL 19/02

FASCINO ardete dal desiderio di trasgressione cHe potrebbe portarVi sulla Via dell’inFedeltÀ. cHiedeteVi se ne Vale la pena · S ALUTE sedentarietÀ al bando: È teMpo di MoViMento per essere in ForMa sin dalla tarda priMaVera. piscina consigliata

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ASCINO se siete single Vi attendono dietro l’angolo aMicizie piccanti. non È Quel cHe il cuore desidera Ma... · S ALUTE sarete Fiaccati dalla stancHezza. concedeteVi MoMenti di relaX e dedicate piÙ cure e attenzioni al Vostro corpo


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PIOVE DI SACCO, Loc. Corte, terreno di 4000mq. con progetto approvato per casa singola con adiacente annesso rustico di 100mq, sviluppatesi tutto al piano terra. Classe energetica prevista “B”. Pronta edificazione. Rif.121348

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PIOVE DI SACCO S.Anna, arioso appartamento al piano secondo, con soggiorno-cucinino finestrato, bagno, lavanderia, 2 camere, terrazzo in loggia, ripostiglio e garage. Classe F – kWh 126,30. � 105.000 Rif. 121332

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PIOVE DI SACCO, adiacente al centro storico ispirate alle nuove tecniche di costruzione proponiamo soluzioni di ville a schiera disposte su 2 livelli fuori terra, composta da: ingr.-soggiorno, cucina, 2 bagni, 2 camere, ampio ripostiglio travato a vista, garage e scoperto. Classe B IPE 68,229. � 280.000 Rif. 111305

ARZERGRANDE in posizione invidiabile fabRIBASSATO

bricato costituito da negozio con retro negozio di 80 mq; abitazione con finiture di pregio su 2 livelli con 4 camere, 2 cucine, ampio soggiorno NEWS

con caminetto, 3 bagni, porticato con caminetto e aria di pertinenza con casetta accessoria. Contiguo terreno edificabile di 1.300mq con volumetria di 800mc. Per info vendita intera o frazionata rivolgersi in agenzia. Rif. 121347

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PIOVE DI SACCO, Loc Corte, casa singola ristrutturata nel 2010 con 2 unità abitative di c.a. 100 mq l’una , ampio scoperto di proprietà piantumato di 750 mq. Posizione comoda a tutti i servizi. Da non perdere! Classe F – kWh 162,00. Rif. 121343

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PEGOLOTTE Villa singola su piani sfalsati costituita da ampi spazi e predisposta per 2 soluzioni abitative di cui un mini appartamento al piano terra. Ideale per genitori-figli o casa-ufficio. Completa la casa una taverna di 30mq. e 2 unità garage. Classe E – kWh 139,3. � 250.000 tratt. Rif. 121315

La Piazza del Piovese - 2013gen n5  

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