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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

di Padova Nord

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.

E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA

PER IL VENETO: “ATTENZIONE

AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Un intervento di rigenerazione urbana tra i più rilevanti della provincia di Padova

QUADRARE I CONTI TRA SPESE IN CRESCITA E PROMESSE

Cadoneghe, tensione in consiglio comunale, l’opposizione lascia l’aula Curtarolo investe sul sociale, Vigodarzere stanzia dieci milioni di euro

Servizi alle pagg. 6, 7 e 8 segue a pag. 21

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

29 segue a pag. 3

Tre, due, uno: si parte!
Servizio
Servizio a pag. 14

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Al via la trentesima edizione dei corsi

Ripartono i corsi culturali SC.A.P.C. proposti dal Comune di Limena. Quest’anno il programma è stato arricchito di ulteriori nuove proposte alcune delle quali utili per chi ama e si appresta a viaggiare.”È con un’emozione speciale – sottolinea il sindaco Stefano Tonazzo – che diamo il via alla 30esima edizione della Scuola di Avviamento e Perfezionamento Culturale (SC.A.P.C.). Trent’anni di storia non sono solo un traguardo, ma la conferma che l’intuizione avuta tre decenni fa è stata una formula vincente. La SC.A.P.C. si è affermata come una delle più significative e complete offerte culturali a 360° sul territorio e, grazie alla varietà e alla qualità delle proposte, continua ad attrarre partecipanti non solo da Limena, ma anche dai comuni limitrofi. Questo affetto e questa fiducia sono il nostro motore principale”. “Mantenendo fermi i nostri capisaldi, – spiega il consigliere incaricato alla cultura Giovanni Faccin – dalla fotografia alla ceramica, dall’apprezzamento dei vini ad alcuni dei nostri corsi storici, per questa edizione celebrativa abbiamo voluto rinnovare e arricchire ulteriormente il programma. Il focus principale di quest’anno è sulle lingue straniere, un settore in costante crescita e utilità. Per rispondere al desiderio di comunicare e viaggiare, abbiamo introdotto quattro nuove e stimolanti proposte: “English for Travelling”, “English for Business”, “Metti lo Spagnolo in Valigia” e “Portoghese Base”. Siamo pronti a ripartire con l’entusiasmo e l’interesse che da sempre ci contraddistinguono”. Per informazioni: ufficio cultura al numero 049.8844314. Per iscrizioni: corsi@aispal.it al numero 049.8364599

Fanny Xhajanka

Limena, il focus principale di quest’anno è sulle lingue straniere

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita. Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

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< Redazione >redazione@givemotions.it<

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L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

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Tempo di bilanci/1. La difesa dell’assessore Comis: “Conti in equilibrio, indebitamento ridotto”

Tensione alle stelle in Consiglio a Cadoneghe l’opposizione per protesta abbandona l’aula

Schiesaro rivendica la tempistica dell’approvazione: “Governiamo con responsabilità e visione per assicurare servizi e programmare gli interventi senza ritardi”.

S

cintille e vivaci polemiche a Cadoneghe in consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 e del Documento Unico di Programmazione (Dup). Il via libera è avvenuto in un clima di fortissima tensione politica: la manovra è passata con i soli voti della maggioranza, mentre i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula in segno di protesta, denunciando gravi lacune documentali e metodi giudicati irrispettosi.

Il sindaco Marco Schiesaro, dal par suo, ha rivendicato con orgoglio sia la tempistica dell’approvazione, avvenuta prima della fine dell’anno, un traguardo che garantisce continuità ai servizi che l’avvio immedia-

to degli investimenti. “Negli ultimi quindici anni non era mai accaduto che i principali strumenti finanziari dell’Ente venissero approvati con così largo anticipo rispetto all’inizio dell’anno successivo” ha dichiarato Schiesaro. “Questo significa governare con responsabilità e visione: una condizione fondamentale per assicurare servizi essenziali ai cittadini e programmare gli interventi senza ritardi”.

Anche l’assessore al bilancio Nicolò Comis ha difeso il lavoro di questi mesi sia sul Dup che sul bilancio. “Sappiamo tutti in che contesto ci muoviamo: i costi aumentano, i margini per i comuni si riducono, la spending review impone attenzione e rigore. Di fronte a questo

scenario c’erano due strade possibili: la prima era quella di rallentare, di rinviare le scelte, la seconda era assumersi una responsabilità politica più difficile per continuare a programmare e continuare ad investire. Abbiamo scelto la seconda strada perché sappiamo che fermare oggi gli investimenti significa ritrovarsi domani con problemi più grandi più costosi e più difficili da gestire. Prevediamo anche di aumentare il personale dell’ente e di portarlo a regime con 61 dipendenti. In una fase in cui molti Comuni sono costretti a tagliare questa amministrazione ha deciso di proteggere i servizi sociali, di continuare a sostenere famiglie e anziani di dare risposte alle fragilità”. Quando al bilancio, ha aggiunto: “ Questo bilancio è il punto d’arrivo di un percorso amministrativo, c’è un idea precisa di Comune che tiene i conti in ordine e continua ad investire. E’ un bilancio in equilibrio vero, senza

Sui documenti la minoranza contesta metodo e merito Il sindaco replica: “Tutti i vostri emendamenti bocciati”

Una scelta compatta e clamorosa quella dell’opposizione, composta dai gruppi PD, È Ora Cadoneghe e La Civica, che ha duramente contestato sia il merito che il metodo della presentazione di Dup e bilancio di previsione e ha deciso di abbandonare l’aula consiliare. Al centro della protesta, il ritardo nella consegna dei documenti integrativi e un parere parzialmente negativo dei revisori dei conti. In particolare, è stata sottolineata la mancanza del piano triennale delle opere pubbliche, presentato solo all’ultimo minuto come emendamento. “E’ inaccettabile che un programma venga presentato con un ritardo di venti giorni, manca un elenco delle priorità

perché ci sono delle carenze e le risorse arrivano sempre dall’avanzo o da entrate straordinarie o altri benefici”, ha attaccato Lucia Vettore. Anche Enrico Scacco ha stigmatizzato la condotta della maggioranza: “L’incapacità di questa amministrazione è ormai evidente. Schiesaro non sa programmare alcunché, tanto più le opere pubbliche del Comune che dovrebbero caratterizzare l’operato amministrativo”. L’assessore Comis ha spiegato che il piano triennale delle opere è a zero perché “con il nuovo codice degli appalti vanno inseriti solo gli interventi già progettati e finanziati superiori ai 150 mila euro. Il piano comunque è modificabile in qualsia-

usare avanzo presunto e accendere nuovi mutui. Sono scelte politiche consapevoli, la situazione finanziaria di Cadoneghe ci consente di fare scelte, non di subirle. Nel prossimo triennio il comune mette in campo oltre 436 mila euro concentrati nel 2026 con 228 mila euro, senza ricorrere a debiti. Ci concentriamo sui servizi, con una spesa corrente che supera i 10 milioni di euro, più di 820 mila euro destinati al sociale e 257 mila euro alla scuola. Abbiamo scelto di ridurre in modo costante l’indebitamento, a partire dagli interessi: da circa 127 mila euro nel

si momento dell’anno”. Il sindaco Schiesaro, rivolto alle minoranze: “Tutti i vostri emendamenti hanno ottenuto parere sfavorevole dai revisori dei conti perché vanno presentati con criterio e chiarezza sulle risorse”. Dopo aver abbandonato l’aula i consiglieri Enrico Scacco, Lucia Vettore, Simone Ambrosio ed Edoardo Gurian hanno spiegato il motivo della loro scelta: “Il Dup presentato con gravi lacune, in maniera frettolosa e parziale, è un documento monco e inaccettabile. L’assenza di opere rende impossibile valutare le priorità degli investimenti, i costi e le ricadute sul bilancio. Una mancanza di progettualità che è un’offesa ai cittadini”. (n.s.)

2026 scendiamo a 114 mila euro nel 2027 fino a 101mila nel 2028, questo significa risparmio di oltre 25 mila euro solo di interessi. Per la quota quota capitale da circa 439 mila euro nel 2026 passiamo a 285 mila nel 2027, sono 154 mila euro che dal 2027 tornano nella disponibilità corrente del comune. Anno dopo anno il debito residuo diminuisce, il bilancio si alleggerisce e si liberano margini per il futuro. E’ bilancio di un Comune che investe senza indebitarsi e garantisce servizi senza tagli lineari”.

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Nicola Stievano

Tempo di bilanci/2. La minoranza: “Non possiamo condividere le vostre scelte”

Curtarolo investe sul sociale e sui servizi ma non convince le forze di opposizione

Il Consiglio comunale di Curtarolo ha dato il via libera al bilancio di previsione 2026-2028. Una manovra approvata con 8 voti favorevoli e 3 contrari, definita dall’amministrazione come un atto di “responsabilità e consapevolezza”, ma aspramente criticata dall’opposizione per la visione politica sottesa alle scelte economiche.

L’assessore al bilancio, Alessandro Mazzon, ha aperto la seduta sottolineando la complessità tecnica dell’operazione, ringraziando gli uffici per il lavoro svolto nonostante i “cavilli normativi”. Mazzon ha descritto un bilancio dinamico, capace di adattarsi alle esigenze del territorio pur rispettando i rigidi vincoli di legge. “Abbiamo tracciato una rotta e abbiamo ben chiaro cosa serve oggi al nostro ente”, ha spiegato l’assessore, “e lo voglio riassumere con due parole: consapevolezza e responsabilità. Consapevolezza perché perché oramai amministriamo da 7 anni quindi abbiamo tracciato una rotta e abbiamo ben chiaro cosa serve oggi al nostro ente. Responsabilità perché non

possiamo lasciare indietro nessun centro di spesa: dietro c’è un’attività che ha ricadute sociali, scolastiche e culturali”.

Entrando nel dettaglio delle cifre, Mazzon ha rivendicato la natura sociale della manovra: “Stanziamo, compresi quelli per i servizi alla persona e i fondi per famiglie fragili, oltre 600.000 euro dal nostro budget: sono somme ingenti”. Tra le voci principali spiccano i 186.000 euro per i casi minorili, 181.000 euro per asili nido e parrocchiali (con ulteriori 25.000 euro in voucher per abbattere le rette), e 143.000 euro per il trasporto scolastico. L’assessore ha anche menzionato i 50.000 euro stanziati per il rinnovo del contratto dei dipendenti: “Un patrimonio del nostro ente che va valorizzato”.

Limena ritocca l’addizionale Irpef:

Netta la contrapposizione di Renata Michielon, consigliera della minoranza “Curtarolo Attiva”, che ha motivato il voto contrario non su basi tecniche, ma politiche. “Non vogliamo contestare i conti, che sono sicuramente giusti perché il bilancio deve essere in equilibrio”, ha dichiarato la consigliera. “Il problema sono le scelte: la strada giusta è tracciata a vostra misura, immagine e somiglianza. Sono scelte che noi non condividiamo”. Michielon ha inoltre punzecchiato la maggioranza sulla reale utilità del documento, ricordando come l’anno precedente fosse seguita una variazione immediata: “Non capisco a cosa serva questa votazione se subito dopo fate una variazione di bilancio”. Nicola Stievano

“Piccolo sacrificio per mantenere i servizi essenziali”

Una maratona di quattro ore in Consiglio Comunale ha sancito l’approvazione del bilancio di previsione 2026 del Comune di Limena. Il sindaco Stefano Tonazzo ha presentato una manovra che punta a mettere in sicurezza i conti per il triennio 2026-2028, garantendo al contempo una stagione di investimenti strutturali e il mantenimento del welfare locale.

Il 2026 si prospetta come un anno di traguardi storici. A gennaio aprirà il nuovo asilo “Sammy Basso”, per il quale sono stati stanziati 135.000 euro per calmierare le rette, a cui si aggiungeranno l’inaugurazione della Casa della Comunità e della RSA. Sul fronte opere pubbliche, sono in partenza i cantieri per la ciclabile di via Braghetta, la sistemazione di Casa Golin e il piano delle acque in via Praimbole. Verrà anche presentato il progetto dell’installazione di alberature

lungo la SP47 e ci sarà un nuovo studio del piano del traffico e dei parcheggi nel territorio.

Per sostenere questo piano e far fronte all’aumento dei costi e al rinnovo del contratto dei dipendenti, l’amministrazione ha previsto un adeguamento dell’addizionale IRPEF (circa 4 euro al mese per le soglie intermedie). “Abbiamo chiesto un contributo ai limenesi, circa 4 euro al mese per le soglie intermedie, per mantenere tutti i servizi, ha dichiarato con trasparenza il sindaco Stefano Tonazzo. “Si tratta di un piccolo sacrificio che chiediamo alla comunità, resosi indispensabile per un duplice obiettivo: da un lato, non tagliare i servizi essenziali che garantiamo quotidianamente; dall’altro, far fronte ai costi obbligatori derivanti dagli aumenti dei costi dei servizi e dal giusto e doveroso rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici

comunali”

Oltre alla conferma del Bonus Bebè e dei fondi per la disabilità, spicca l’attenzione ai giovani con la creazione di una biblioteca di prossimità e aule studio nell’edificio “Andersen”. “Amministrare oggi significa fare i conti con una realtà complessa”, ha concluso il primo cittadino, “ma questo sforzo collettivo ci permetterà di non fermare la crescita del territorio e restare vicini alle famiglie”.

L’assessore Alessandro Mazzon illustra la manovra con due parole: “consapevolezza e responsabilità, perché in questi sette anni abbiamo tracciato la rotta e non possiamo tralasciare nessun centro di spesa”

Sintoniz

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Il sindaco Stefano Tonazzo
Il consiglio comunale di Curtarolo durante la discussione sul bilancio

A Vigodarzere conti in equilibrio e opere visibili su tutto il territorio

Il bilancio di previsione di Vigodarzere, inserito nel piano triennale 2026/2028 e approvato dal Consiglio comunale lo scorso 22 dicembre, si è basato sulla ricerca di contributi messi a disposizione da enti superiori, permettendo di trasformare le idee in cantieri concreti senza gravare eccessivamente sulle risorse locali. Dal 2021 a oggi, l’amministrazione ha intercettato fondi PNRR per un importo di circa 4,5 milioni di euro, che hanno permesso di finanziare, progettare e realizzare opere pubbliche per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, molte delle quali sono attualmente in via di ultimazione.

“Si possono fare tutte le valutazioni – afferma il sindaco Adolfo Zordan – ma questi interventi sono riscontrabili e visibili nel territorio”. Tra i principali risultati figurano il completamento del piano idraulico di Tavo per 1,5 milioni di euro

e la sistemazione del centro della stessa frazione, comprensiva del parcheggio della scuola elementare per un investimento di circa 500mila euro. Grande attenzione è stata rivolta anche allo sport e alla mobilità, con la realizzazione di due campi da calcio in sintetico a Tavo e Terraglione, già in uso dalle società sportive, oltre all’ammodernamento delle rotatorie di via Carso. Proprio a Terraglione è in fase di ultimazione la nuova passerella ciclopedonale del ponte, un’opera da 1,4 milioni di euro che si affianca all’importante messa in sicurezza idraulica della frazione di Saletto. “Siamo attivamente impegnati per la ricerca di finanziamenti per il sistema delle piste ciclabili di via Manzoni e della Strada Regina di Terraglione – prosegue Zordan –delineando una visione di mobilità sempre più integrata e sicura per il futuro del Comune”. Il recupero

dell’ex caserma aeronautica rappresenta un altro progetto nel quale l’amministrazione ha concentrato investimenti e progetti: nei prossimi mesi verrà infatti inaugurato il nuovo auditorium da 1,3 milioni di euro e nel corso dell’anno verranno ultimati il centro servizi - stazione di posta. Nel 2026 sarà completata anche l’edificazione del nuovo asilo nido, a ridosso della scuola primaria Don Bosco, con un investimento di 2,2 milioni di euro. A queste opere si aggiungono la completa digitalizzazione dei servizi comunali e la manutenzione straordinaria dei plessi scolastici effettuata tra il 2012 e il 2025. Di prossima costruzione, a partire dall’anno in corso, vedranno la luce il rifacimento della piazza di Terraglione per 500mila euro e il raddoppio del parco inclusivo di via Primo Levi per altri 150mila euro.

Cristina Salvato Adolfo Zordan

Il bilancio di Vigodarzere non convince le minoranze (e nemmeno parte della maggioranza)

Il dibattito sul bilancio di previsione di Vigodarzere ha fatto emergere profonde divergenze sulla gestione delle risorse pubbliche, con critiche che arrivano sia dai banchi dell’opposizione sia dall’interno della stessa maggioranza. Il gruppo consiliare “Democratici per Vigodarzere” composto da Stefano Spreafichi e Paolo Alberto Vallerin, ha definito il documento un’impostazione puramente ragionieristica e priva di una visione politica di lungo periodo. Secondo i rappresentanti della minoranza, l’amministrazione si starebbe limitando a far quadrare i conti senza investire l’importante avanzo di amministrazione, che supera i due milioni di euro, in servizi o infrastrutture strategiche come le piste ciclabili, fer-

Ventilazione meccanica

Installazione

me ormai da dieci anni. “Un bilancio che accumula risorse senza una chiara strategia di impiego non risponde ai bisogni della comunità” denunciano i Democratici, sottolineando inoltre la grave trascuratezza nelle manutenzioni di palestre e scuole, con particolare riferimento ai cronici problemi dell’impianto di riscaldamento della scuola elementare di Saletto. A rendere il clima ancora più teso è stata la presa di posizione di Moreno Boschello, consigliere di maggioranza, il quale ha espresso un voto contrario motivato da una forte divergenza sulla gestione delle strutture per l’infanzia a fronte di un drastico calo demografico. Boschello ha evidenziato come le nascite nel Comune siano crollate dalle 81 del 2024

alle sole 52 registrate fino a dicembre 2025, rendendo a suo avviso insostenibile il mantenimento di due asili nido. “Due asili nido sono eccessivi – ha dichiarato Boschello –Il nuovo nido di Vigodarzere con 40 posti sarebbe più che sufficiente”. Ha proposto un emendamento che prevedeva la chiusura del nido Il Piccolo principe di Busiago riconvertendolo in sede per la Croce Rossa di Vigodarzere, attualmente colpita dallo sfratto dalla sede che attualmente la ospita, garantendo così spazi per uffici e magazzini ai volontari e liberando risorse fresche per il territorio dirottando i 44.500 euro previsti per la gestione di questo nido nel capitolo della manutenzione stradale e della viabilità ordinaria. (CRI.S.)

Rifiuti, Nuova tariffa unica: dal 1° gennaio 2026 rivoluzione nel calcolo del Secco residuo

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Dal numero di svuotamenti si passa al conteggio dei litri conferiti Più flessibilità per l’utenza e massima attenzione al riempimento dei contenitori

I litri disponibili di rifiuto Secco per ciascun gruppo familiare sono i seguenti:

mentre fino allo scorso anno il sistema si

press container e 6 conferimenti nei cassonetti

che ha a disposizione 1.200 litri annui di

sul territorio e scelti liberamente dall’utente:

Porta a porta: conteggiato per 120 litri (bidone carrellato) o 40 litri (sacchi/bidoncini).

Press container (Aree H24): conteggiato per 60 litri.

Contenitori stradali multiutenza: conteggiati per 40 litri.

meccanismo è che per ogni

conferimenti

sfruttando la massima capacità di apertura dell’attrezzatura, ottimizzando così i litri compresi nella propria tariffa. Per questo si chiede agli utenti di conferire il rifiuto facendo

conferimenti effettuati accedendo ai Servizi Online sul sito di ETRA. Ad ogni modo su ogni attrezzatura sarà visibile il litraggio corrispondente.

Sintoniz zati

Nuova pista ciclabile e lavori in via Augusta: investiti due milioni

U n’opera attesa da decenni, che punta a migliorare qualità, sicurezza e decoro urbano: è ufficialmente iniziato il grande intervento di riqualificazione di via Augusta, una delle arterie principali del territorio. Con un investimento di 2 milioni di euro, il progetto prevede una trasformazione profonda del viale, con interventi coordinati su mobilità, servizi e illuminazione. Tra le opere in programma la realizzazione della nuova pista ciclabile, la sistemazione delle aiuole, il rifacimento dei sottoservizi e dei canali di scolo, oltre alla revisione completa della rete fognaria per acque bianche e nere. Previsti anche il rinnovo completo dell’illuminazione pubblica con lampade a LED, la posa della fibra ottica e la riqualificazione dei ponti e degli spartitraffico. Una serie di misure che conferiranno al viale un aspetto più moderno e ordinato.

Il cantiere, affidato alla ditta Morelli Costruzioni Stradali s.a.s., è suddiviso in due stralci, della durata di circa tre mesi ciascuno. Per tutta la durata dei lavori, programmati fino alla primavera del 2026, sono state introdotte modifiche temporanee alla viabilità: il tratto di via Augusta tra via Matteotti e via Conche è chiuso al traffico dalle 7.30 alle 19.00, con accesso consentito ai soli residenti e frontisti. Nella stessa area è in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata. Parte del parcheggio del cimitero, sul lato est, è stata inoltre destinata ad area di cantiere e resterà utilizzabile solo dai mezzi operativi e per i cortei funebri. “Finalmente parte un cantiere estremamente atteso e complesso – commenta il sindaco Marco Schiesaro – al quale abbiamo lavorato con determinazione per molti mesi. Piccoli aggiustamenti sono stati apportati nelle scorse settimane e così via Augusta sarà completamente riqualificata, più moderna e funzionale, con una particolare attenzione alla mobilità sostenibile e alla qualità degli spazi urbani. L’opera è un preciso impegno che ho preso con i miei

concittadini e che Cadoneghe attendeva da 40 anni. È un investimento importante che porterà benefici reali alla comunità e rappresenta un passo avanti fondamentale nel percorso di rinnovamento del nostro territorio”. L’Amministrazione comunale invita i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica e a collaborare con senso di responsabilità durante tutto il periodo dei lavori, necessari per consegnare a Cadoneghe un’arteria più sicura, ordinata e adeguata alle esigenze della comunità.

Raccolta differenziata all’86%

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Cadoneghe si conferma un’eccellenza del riciclo, conquistando il podio dei comuni veneti più virtuosi nella gestione dei rifiuti. All’Ecoforum Veneto 2025, organizzato da Legambiente, Cadoneghe è stato premiato come “Comune Riciclone” grazie ai sorprendenti risultati del 2024 con una raccolta differenziata pari all’86%. Un traguardo che consolida la leadership del territorio

nel Comitato Metropolitano di Padova e riconosce la qualità dei servizi, la riduzione dei rifiuti e l’attiva partecipazione dei cittadini. Durante la cerimonia, è stato presentato il dossier “Comuni Ricicloni Veneto 2025”, che fotografa i progressi compiuti dalle amministrazioni nella gestione dei rifiuti. Il successo di Cadoneghe nasce da anni di programmazione, controlli accurati e campagne di sensibilizzazione. Un risultato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra amministrazione comunale, gestore del servizio e associazioni attive sul territorio. Il sindaco Marco Schiesaro ha espresso parole di grande orgoglio: “Abbiamo dimostrato che insieme è possibile fare la differenza. Continueremo a investire per rendere la nostra comunità sempre più sostenibile”. (g.t)

Sociale. Approvate nuove misure a sostegno di famiglie, minori e persone fragili

Investiti oltre novantamila euro per chi è in difficoltà

ACadoneghe il welfare locale si rafforza con un nuovo pacchetto di interventi pensati per sostenere le famiglie, tutelare i minori e offrire risposte concrete alle situazioni di fragilità economica e sociale. Con un investimento complessivo di oltre 90 mila euro, la Giunta ha approvato tre provvedimenti che puntano a garantire inclusione, equità e sostegno concreto alla comunità. “Viviamo una fase in cui molte famiglie si trovano ad affrontare difficoltà nuove o persistenti” – spiega il sindaco Marco Schiesaro –. “È compito delle istituzioni intervenire affinché nessuno resti indietro. Con queste misure rafforziamo un welfare più vicino alle persone e capace di rispondere ai bisogni reali del territorio”. Il primo intervento riguarda il sostegno alle spese per la mensa scolastica. Con un fondo di 41mila euro, il Comune aiuterà le famiglie residenti con figli che usufruiscono del servizio di refezione nelle scuole statali. Un contributo pensato per alleggerire i costi di un servizio essenziale per la quotidianità di studenti e genitori, che verrà assegnato in base all’ISEE, con particolare attenzione ai nuclei più numerosi e fragili. Accanto al diritto allo studio, l’Amministrazione destina 10mila euro al Coordinamento Vicariale

Caritas della parrocchia di Sant’Antonino a Mejaniga, rafforzando una collaborazione storica e garantendo aiuti concreti e accompagnamento sociale alle persone più vulnerabili.

Il terzo provvedimento riguarda un ambito particolarmente delicato: il trasporto scolastico degli alunni con disabilità. Grazie a fondi statali destinati all’equità dei servizi, il Comune ha ricevuto 39.501 euro che saranno interamente impiegati per sostenere le famiglie residenti con figli che, a causa di una ridotta autonomia, necessitano di un supporto economico per raggiungere quotidianamente la scuola. Il contributo potrà essere utilizzato sia per servizi di trasporto dedicati sia per gli spostamenti effettuati con mezzi privati.

Rinnovato l’impegno con Lilt e Ail

“Garantire la possibilità di frequentare la scuola in sicurezza e con continuità è un diritto fondamentale” – sottolinea l’assessore alle politiche sociali Sara Ranzato –. “Abbiamo scelto di destinare integralmente al territorio le risorse assegnate a livel-

lo nazionale, offrendo un aiuto concreto a famiglie che affrontano responsabilità e costi significativi”. Nel loro insieme, i tre interventi delineano una strategia che punta a rafforzare la rete di protezione sociale del Comune, integrando contributi economici, collaborazione con il volontariato e azioni mirate a favore dei minori e delle loro famiglie. “La qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili” – conclude il sindaco Schiesaro. “Con queste scelte continuiamo a investire sul futuro di Cadoneghe, costruendo un territorio più attento, inclusivo e solidale”.

Giulia Turato

Il Comune conferma il suo impegno nella prevenzione e nella ricerca scientifica. Con una delibera, la Giunta comunale ha rinnovato il sostegno alle campagne associative 2025 promosse da LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, con un contributo di 500 euro per ciascuna delle due associazioni. Una scelta che si inserisce nel solco dei principi dello Statuto comunale, che riconosce nella tutela della salute un obiettivo prioritario e promuove la collaborazione con enti e associazioni impegnati nel sociale. Il sostegno economico permetterà a LILT di rafforzare le attività di sensibilizzazione e prevenzione contro i tumori, mentre AIL potrà continuare a finanziare la ricerca scientifica sulle leucemie e sulle altre emopatie maligne, sostenendo anche le attività dei reparti di Oncoematologia Pediatrica ed Ematologia degli ospedali di Padova, Camposampiero e Monselice e i servizi rivolti ai pazienti e alle loro famiglie. Il sindaco Marco Schiesaro ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Sostenere LILT e AIL significa scegliere di essere accanto a chi ogni giorno combatte contro malattie difficili e a chi dedica tempo, competenze e cuore alla ricerca e alla prevenzione. La salute è una responsabilità pubblica e condivisa”. Sulla stessa linea l’assessore ai Servizi alla Persona Sara Ranzato: “Con questo contributo vogliamo dare un aiuto concreto a chi, ogni giorno, offre supporto e servizi indispensabili. È un gesto di vicinanza e responsabilità verso l’intera comunità”. Con questo intervento, il Comune di Cadoneghe conferma il proprio impegno a favore della salute dei cittadini e il sostegno alle associazioni attive nella prevenzione, nella ricerca e nell’assistenza. (g.t.)

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Il progetto. Oltre 45mila metri quadrati di aree verdi, piazze e percorsi pedonali

Inaugurato il quartiere Grosoli

Con una cerimonia partecipata, Cadoneghe celebra la rinascita dell’ex area Grosoli. Più di 45 mila metri quadrati tra verde, spazi pubblici e mobilità dolce segnano uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana del territorio, dopo decenni di attese e incompiutezze

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opo oltre trent’anni di attese, promesse e progetti rimasti incompiuti, Cadoneghe ha finalmente voltato pagina. Con una cerimonia pubblica molto partecipata, sono state inaugurate le aree verdi e gli spazi pubblici del nuovo Quartiere Grosoli, uno dei più importanti interventi di rigenerazione urbana mai realizzati nel territorio comunale. L’ex area industriale si è trasformata in oltre 45 mila metri quadrati di spazi restituiti alla cittadinanza tra parchi, piazze, percorsi ciclopedonali e aree pedonali. Ad aprire l’evento l’architetto Matteo Grassi dello studio Spazio Architetti, autore del progetto e recente vincitore del City’Scape Award 2025, che ha illustrato la nuova struttura urbana del quartiere, caratterizzata da una forte componente verde: 229 nuovi alberi, centinaia di arbusti e oltre 3.500 metri quadrati di aiuole. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità, tra cui il Vicepresidente della Provincia di Padova Daniele Canella, la Consigliera Regionale Eleonora Mosco, il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, Francesco Grosoli, con la sorella e la cugina, in rappresentanza della storica famiglia imprenditoriale e il Presidente di Alì S.p.A. Gianni Canella. Proprio Canella ha voluto ricordare il lungo percorso che ha portato a questo risultato: “Questa è un’opera che ha una storia lunga, iniziata venti-

cinque anni fa con mio papà, quando quest’area era ferma da tempo e immaginare il futuro sembrava impossibile. Trovarmi qui oggi a vedere ciò che siamo riusciti a realizzare insieme è un’emozione profonda. Il percorso non è stato semplice, tra burocrazia e passaggi complessi, ma grazie alla tenacia, alla collaborazione e alla fiducia di tutti — in particolare dell’Amministrazione, del sindaco Schiesaro e dei professionisti coinvolti — siamo riusciti a sbloccare un nodo fermo da oltre trent’anni. Sono felice di consegnare ai cittadini di Cadoneghe oltre 45mila metri quadrati di spazi pubblici che miglioreranno concretamente la qualità della vita del quartiere”. A chiudere gli interventi istituzionali il sindaco Marco Schiesaro, che ha sottolineato il valore simbolico dell’inaugurazione per l’intera comunità: “L’ex area Grosoli per oltre trent’anni è stata una ferita urbana e un’occasione

mancata. Oggi la consegniamo ai cittadini come un quartiere vivo, verde e finalmente compiuto. È un risultato che cambia davvero il volto della nostra città e dimostra quanto sia possibile ottenere quando un’Amministrazione decide di affrontare i nodi irrisolti e portarli a soluzione”. Il taglio del nastro ha sancito la consegna ufficiale delle aree alla cittadinanza, seguita da una visita lungo la nuova viabilità e i parchi intitolati a Franco Grosoli, Rosanna Carteri e Francesco Canella.

Con l’apertura del nuovo Quartiere Grosoli, Cadoneghe si dota di un intervento di rigenerazione urbana tra i più significativi dell’intera provincia di Padova: un comparto completamente rinnovato che diventa simbolo di una città capace di recuperare i propri spazi, sanare le ferite del passato e guardare con decisione al futuro.

Al via il nuovo sistema di sorveglianza

Cadoneghe punta con decisione alla sicurezza: hanno ufficialmente preso il via lo scorso 16 dicembre i lavori per l’installazione del nuovo sistema di videosorveglianza. Il progetto, frutto di un lavoro sinergico con la Questura e con tutte le Forze dell’Ordine, mira a rafforzare la sicurezza del territorio e a garantire maggiore tranquillità a cittadini e attività commerciali. Il nuovo impianto andrà ad affiancare quello già esistente, potenziando in modo significativo il controllo del Comune. Le nuove telecamere, veri e propri “occhi elettronici”, saranno posizionate lungo le principali vie di accesso al territorio, all’interno dei quartieri e nei luoghi più sensibili: scuole, aree interne ed esterne al cimitero, biblioteca civica e piazze. “L’o-

biettivo – spiega il sindaco Marco Schiesaro – è rafforzare il monitoraggio del territorio e prevenire

situazioni di rischio, consentendo interventi tempestivi”. Fondamentale anche la condivisione delle informazioni: le immagini raccolte potranno essere messe a disposizione di Questura, Carabinieri,

Guardia di Finanza e Polizia Locale, permettendo interventi rapidi e coordinati. Anche una semplice segnalazione di un cittadino, come una targa o parte di essa, potrà consentire verifiche immediate sulla presenza di un mezzo nel territorio comunale o sull’identità del conducente. L’investimento complessivo ammonta a 250 mila euro, finanziato per il 50% dal Ministero dell’Interno, e rappresenta un passo concreto verso una sicurezza costruita giorno dopo giorno. “Ringrazio la Polizia Locale, la Stazione dei Carabinieri di Cadoneghe e l’assessore Guglielmo Alfieri – conclude Schiesaro – con cui stiamo lavorando in totale sinergia per garantire un controllo efficace dei quartieri, nell’assoluto interesse dei nostri cittadini”. (g.t.)

Limena

Sociale. Alla cerimonia sono stati consegnati due importanti riconoscimenti

Il Comune premiato a Palazzo Madama

L’iniziativa, dedicata al sostegno concreto delle donne vittime di violenza, è stata premiata come modello di protezione sociale e responsabilità civica a livello nazionale

Alla cerimonia nazionale “Premio Ambasciatori d’Eccellenza 2025”, il Comune di Limena ha ricevuto due importanti riconoscimenti: Comune d’Eccellenza 2025 e il riconoscimento come Ambasciatore d’Eccellenza 2025 per la valenza del progetto sociale “Kit di Salvezza”. I riconoscimenti sono stato consegnati al sindaco Stefano Tonazzo e al vicesindaco Cristina Turetta, nella prestigiosa Sala Koch di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Il premio, istituito dall’associazione nazionale Liber in collaborazione con la casa editrice Rde, riconosce il merito dei municipi, delle imprese e degli enti italiani capaci di incidere sensibilmente sul benessere delle rispettive comunità e saranno protagonisti del volume 100 Ambasciatori Nazionali di prossima uscita edito dalla Rde. “E’ stato un onore ritirare il riconoscimento di “Comune d’Eccellenza 2025”, – spiega il sindaco Stefano Tonazzo – una menzione di grande valore che premia il nostro impegno amministrativo e la qualità dei progetti realizzati per la comunità. Abbiamo ricevuto anche il riconoscimento per l’ambito Comuni del Centro, Nord Italia, per il progetto “Kit di Salvezza”, come modello di protezione sociale e responsabilità civica, offrendo alle donne vittime di violenza beni di prima necessità e informazioni sui centri antiviolenza, consentendo loro di allontanarsi in sicurezza. Un onore poter far conoscere il nostro Comune per un progetto innovativo a servizio delle donne. Sarà nostra cura portare a conoscenza a più istituzioni possibili questa iniziativa con l’obiettivo di aiutare sempre di più le donne vittime di violenza”.

“Un riconoscimento che emoziona e responsabilizza. – afferma il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Cristina Turetta – Il Premio “Ambasciatori d’Eccellenza 2025” per il progetto “Kit di Salvezza” è la conferma che ascolto, concretezza e attenzione alle persone possono fare la differenza. Come assessore ai servizi sociali credo fortemente

in un’azione che offre alle donne vittime di violenza beni di prima necessità una possibilità reale di allontanarsi in sicurezza. Questo premio appartiene a tutta la comunità di Limena e a chi lavora ogni giorno per trasformare l’impegno in protezione concreta. Continueremo a far conoscere questa iniziativa perché nessuna donna deve sentirsi sola”.

I martedì della rassegna musicale “Cantando in Teatro”

Fino a martedì 24 febbraio al Teatro Falcone e Borsellino alle ore 21.00 proseguono gli appuntamenti della rassegna “Cantando in Teatro”, lo show musicale ideato e condotto da Jody Barichello con Enrico Marchiante, giunto ormai alla sua settima edizione. Martedì 27 gennaio, ad ingresso gratuito, si terrà la serata “Abba Show”, un progetto musicale che celebra la musica degli Abba con uno spettacolo coinvolgente, affascinando il pubblico e trasportandolo negli anni ’70 e ’80. Gli altri eventi, sempre ad ingresso gratuito, si terranno martedì 10 febbraio con “Silent Hill Band”, un grande spettacolo dedicato a Cesare Cremonini, e martedì 24 febbraio in calendario l’appuntamento “Lucio Battisti in Orchestra by

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Sasha Torrisi”, un viaggio emozionante e sorprendente attraverso le canzoni di Lucio Battisti, reinterpretate tra la grinta del rock e la raffinatezza della sinfonia dell’Orchestra, formata da dieci musicisti tra archi e fiati che si aggiunge al quintetto rock. “Dopo il successo degli spettacoli in programma da novembre 2025 – sottolinea l’ideatore e organizzatore della rassegna, l’assessore Jody Barichello –proseguono gli appuntamenti fino a febbraio 2026. Tutti gli eventi saranno aperti al pubblico con ingresso totalmente gratuito, escluso il nuovo spettacolo di Barutz “In casa di riposo show” a pagamento e già sold out. Un cartellone variegato, capace di unire generazioni e generi musicali, mantenendo vivo lo spirito originario del progetto: celebrare la musica dal vivo e offrire al pubblico serate di qualità, emozione e condivisione”. (f.x.)

Servizio. Il Comune attiverà entro l’anno la rete di collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine

Lanciato il controllo del vicinato per proteggere il territorio

I cittadini, adeguatamente selezionati, collaboreranno con le autorità segnalando comportamenti sospetti, nel pieno rispetto delle regole e della legalità

C

urtarolo si prepara ad organizzare il progetto denominato Controllo del vicinato. Questa iniziativa, attesa da tempo, nasce come risposta concreta e strutturata a un’esigenza di protezione che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi mesi, specialmente dopo che dalla scorsa estate una serie di furti e tentativi di effrazione hanno colpito sia il centro che le frazioni periferiche. Il percorso amministrativo che ha portato a questo risultato è stato lungo e meticoloso, iniziato formalmente lo scorso marzo con la firma del protocollo d’intesa tra il sindaco Martina Rocchio e la Prefettura, e culminato recentemente con la delibera di Giunta, che ha definito il protocollo operativo e le linee guida per la cittadinanza. Il cuore pulsante del progetto è la creazione di una rete capillare di sorveglianza passiva e partecipata che possa fungere da occhio vigile sul territorio. Si tratta di formare gruppi spontanei di quartiere composti da residenti che si impegnano a osservare con attenzione ciò che accade nella propria zona di competenza. “Non stiamo chiedendo ai nostri concittadini di sostituirsi alle forze dell’ordine – tiene a precisare il sindaco Martina Rocchio – o di organizzare ronde notturne, che restano assolutamente vietate, improprie e pericolose per l’incolumità pubblica. Il nostro obiettivo prioritario è quello di promuovere una collaborazione responsabile e organizzata, basata esclusivamente sull’osservazione e sulla segnalazione tempestiva di situazioni sospette attraverso canali ufficiali e strutturati”. Ogni gruppo di controllo avrà un referente coordinatore, il cui compito sarà quello di fare da tramite diretto con le autorità locali e statali, garantendo che le informazioni circolino in modo rapido, preciso ed efficace verso chi ha il compito di intervenire. Per poter aderire formalmente a questa iniziativa è necessario essere maggiorenni e rispettare rigorosi requisiti di onorabilità. L’amministrazione comunale ha già iniziato a

tastare il terreno con una prima riunione pubblica conoscitiva tenutasi a inizio dicembre, riscontrando un interesse incoraggiante da parte della popolazione. “Abbiamo già ricevuto le prime adesioni ufficiali – prosegue il sindaco Rocchio – e questo dato dimostra quanto sia forte e radicato il senso civico della nostra comunità curtarolese. Partecipare attivamente a questo proget-

to significa prima di tutto prendersi cura del proprio territorio, delle proprie strade e della sicurezza dei propri vicini di casa, ricostruendo quel legame sociale profondo che rappresenta il primo e più efficace deterrente contro il degrado urbano e l’illegalità”. I cittadini interessati a dare il proprio contributo possono scaricare la modulistica necessaria e il vademecum operativo dal sito istituzionale del Comune, oppure possono recarsi nella segreteria comunale per ritirare i documenti cartacei e ricevere assistenza nella compilazione.

Nuovi asfalti e barriere abbattute

L’impegno dell’amministrazione comunale per il miglioramento della viabilità e della sicurezza urbana si è concretizzato recentemente con i lavori in via Marconi, dove l’intervento di rifacimento dei marciapiedi ha visto sia la loro manutenzione, che la messa in sicurezza tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche. Grazie a questo intervento, il tratto interessato è stato reso pienamente accessibile in sicurezza anche alle persone con disabilità e difficoltà motorie. L’attenzione della Giunta si sposterà poi verso un obiettivo strategico atteso da anni e inserito

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nella programmazione elettorale: la riqualificazione della zona industriale. Con l’inizio del nuovo anno, prenderanno infatti il via i lavori di asfaltatura e messa in sicurezza di via dell’Industria, partendo dal tratto adiacente al Mag moda per coprire l’intera arteria. Si tratta di un investimento significativo, pari a circa 140.000 euro, destinato a risanare completamente un manto stradale ormai usurato dal tempo e dal passaggio dei mezzi pesanti. “Questo intervento rappresenta una promessa mantenuta nei confronti dei nostri imprenditori e della cittadinanza – precisa il sindaco Martina Rocchio – La zona industriale merita una cura particolare per l’importanza economica che riveste per tutto il territorio. Il cantiere in via dell’Industria rappresenta il primo stralcio di una serie di interventi programmati per riqualificare e mettere in sicurezza l’area produttiva del paese”. (CRI.S.)

in Giunta: il sindaco Zordan

revoca le deleghe a Boschello

U n messaggio su WhatsApp inviato di prima mattina, seguito dieci minuti dopo dal rintocco del messo comunale alla porta di casa. È terminata in modo brusco e gelido la collaborazione tra il sindaco di Vigodarzere, Adolfo Zordan, e il suo assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Sport e Sicurezza, Moreno Boschello. Una revoca delle deleghe che a dicembre ha scosso il panorama politico locale, non solo per la caratura dell’interessato — risultato il più votato alle ultime elezioni — ma soprattutto per le modalità comunicative scelte dal primo cittadi-

no. Boschello, che ha ricoperto ruoli chiave anche nella Protezione Civile, si è ritrovato fuori dalla Giunta senza alcun confronto preventivo o screzio manifesto che potesse far presagire una simile rottura.

Nel decreto di revoca, il sindaco motiva la scelta sostenendo che Boschello avrebbe manifestato dissenso e mancanza di condivisione riguardo alla metodologia di lavoro adottata per portare avanti il mandato amministrativo. Dal canto suo, l’ex assessore non nasconde l’amarezza per il trattamento ricevuto dopo anni di impegno costante. «Non

Trasporti, vota per il biglietto unico

Il Consiglio comunale di Vigodarzere ha approvato all’unanimità una mozione congiunta per l’istituzione di un biglietto unico provinciale integrato. Il documento, sostenuto senza distinzioni da maggioranza e minoranza, punta a superare l’attuale sistema frammentato che costringe l’utenza ad acquistare titoli di viaggio separati per autobus, tram e treni regionali. Questa disorganizzazione non comporta solo disagi economici per i pendolari, ma disincentiva l’uso dei mezzi pubblici a favore dell’auto

entro nel merito delle motivazioni – ha dichiarato Moreno Boschello –poiché un sindaco ha l’autonomia per assegnare o togliere deleghe, ma dissento profondamente sulle modalità: non c’è mai stato un preavviso a quattr’occhi e non merito un simile trattamento. Ho sempre lavorato per il bene dei cittadini, facendo anche un passo indietro sul ruolo di vicesindaco che mi sarebbe spettato per consenso elettorale, solo per favorire la coalizione».

La strategia delle rimozioni non sembra però essere una novità per l’amministrazione Zordan, che già

privata, con pesanti ripercussioni sul traffico e sulla qualità dell’aria. Tramite la mozione congiunta l’amministrazione di Vigodarzere si impegna a chiedere l’istituzione di un biglietto unico provinciale integrato per il trasporto pubblico nella Provincia di Padova che comprenda autobus urbani ed extraurbani, tram e treni regionali. “L’obiettivo del Comune è diminuire l’impatto dei costi dei trasporti sul bilancio familiare e abbattere l’inquinamento” – si legge nel documento votato all’unanimità

nel mandato precedente aveva visto l’uscita di scena o il ridimensionamento di altre figure della Giunta. Mentre il sindaco non ha mai rilasciato dichiarazioni in merito, limitandosi a leggerne la comunicazione nel corso del Consiglio comunale di dicembre, Boschello conferma la sua intenzione di restare in Consiglio comunale per onorare il mandato ricevuto dagli elettori. “In virtù della mia esperienza ho sempre proposto suggerimenti per migliorare l’efficacia amministrativa – precisa – Ringrazio e mi scuso con i cittadini ed elettori: il nostro Comune ha bisogno di effi-

– “L’utenza quotidiana, pendolare e non, segnala che la mancanza di un titolo unico causa costi superiori, difficoltà logistiche, tempi di attesa, uso inefficiente del trasporto pubblico ed

Etra rende universale l’accesso alle aree ecologiche e ai centri

Una svolta concreta nel modo di intendere il servizio rifiuti, pensata per adattarsi alle abitudini reali dei cittadini e superare definitivamente i confini amministrativi comunali. È il nuovo modello introdotto da Etra, improntato alla massima flessibilità e alla piena circolarità dei sistemi di conferimento, entrata pienamente a regime dal 1 gennaio 2026. Il cambiamento più rilevante riguarda le Aree H24, piazzole ecologiche tecnologicamente avanzate, accessibili sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. Grazie agli investimenti del Pnrr

destinati a nuove installazioni e riqualificazioni, queste strutture non saranno più riservate ai soli residenti del comune in cui si trovano: tutti gli utenti in possesso di Eco tessera potranno utilizzarle liberamente sull’intero territorio servito da Etra, in un’ottica di completa condivisione delle attrezzature e di maggiore comodità per chi si sposta quotidianamente per lavoro o necessità personali. Nelle Aree H24 è possibile conferire carta e cartone, imballaggi in plastica e metalli, vetro e secco residuo, quest’ultimo tramite press container. Un servizio che garan-

tisce continuità operativa, accessibilità e un utilizzo più razionale delle infrastrutture, migliorando l’efficienza complessiva del sistema di raccolta differenziata. La logica della circolarità è già attiva da alcuni mesi anche per i Centri di Raccolta, ex Ecocentri. Gli utenti domestici possono infatti accedere liberamente a uno qualsiasi dei 32 Centri di raccolta disponibili sul territorio, indipendentemente dal proprio comune di residenza. Si tratta di spazi videosorvegliati e fondamentali per il conferimento corretto di rifiuti che, per dimensioni o tipo-

cacia ed operatività e di una marcia in più e queste modalità e metodologie certo non aiutano”.

è fonte di disincentivo all’abbandono dell’auto privata con un conseguente impatto negativo sulla qualità dell’aria che respiriamo”. Con questo voto, il Consiglio impegna formalmente la Giunta ad avviare un coordinamento con la Provincia di Padova e la Regione Veneto per armonizzare le tariffe. L’obiettivo finale è una collaborazione tra enti e ditte private che porti a una reale integrazione, rendendo il trasporto pubblico una scelta conveniente e sostenibile per tutti i cittadini. (CRI.S.)

logia, non possono essere smaltiti attraverso la raccolta domiciliare o stradale, come rifiuti ingombranti, Raee, legno e materiali particolari. “Questa svolta rappresenta un cambiamento culturale profondo nel nostro modo di intendere il servizio pubblico – afferma Flavio Frasson, presidente di Etra –. Con il superamento dei confini comunali abbiamo voluto mettere ancora di più al centro le reali esigenze dei cittadini, trasformando la rete di Etra in un unico grande sistema integrato, flessibile e orientato alla semplicità d’uso”. (r.p.)

Mobilità. La chiusura della rampa di accesso al ponte ha riflessi sulla circolazione

Cantiere tram verso Vigonza: cambia la viabilità a Ponte di Brenta, semafori a senso unico alternato

Ripresi i lavori in corso Milano, il cantiere interessa la corsia sud, in direzione del centro, da via Orsini fino a Riviera San Benedetto. Tre mesi di cantieri tra via Verdi, piazza Insurrezione e via Emanuele Filiberto, bus deviati

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rocedono a ritmo sostenuto i lavori per la nuova linea del tram che collegherà Rubano a Vigonza, un’infrastruttura considerata strategica per rafforzare i collegamenti dell’area metropolitana. L’avanzamento del cantiere, però, continua a incidere sulla viabilità, con disagi particolarmente evidenti nella zona del ponte sul Brenta, dove nelle ultime settimane si è concentrata una delle fasi più complesse dell’intervento.

Lo spostamento del cantiere sul ponte in direzione Busa di Vigonza e la conseguente chiusura della rampa di accesso hanno determinato una forte limitazione della circolazione.

Nei prossimi mesi il traffico sarà regolato da semafori a senso unico alternato, con riduzioni

di carreggiata e un inevitabile aumento dei tempi di percorrenza. Di fatto il ponte risulterà impraticabile per il traffico ordinario: per chi deve raggiungere Padova resta quindi fortemente consigliato l’utilizzo della tangenziale. L’obiettivo, fanno sapere dal territorio, è completare l’intera linea entro l’estate.

Nel frattempo, anche nel capoluogo i cantieri del tram continuano a ridisegnare la mobilità urbana. In via Chiesanuova l’area di lavoro si è ampliata nei tratti compresi tra via Righi e via Benvenuti, in prossimità del supermercato Alì, e tra via Righi e via Ferraris, all’altezza della caserma Pierobon. Qui è stato introdotto l’obbligo di proseguire dritto o svoltare a destra, con divieto di svolta a sinistra

salvo che all’incrocio con via Cave. Nelle strade laterali l’immissione su via Chiesanuova è consentita solo con svolta a destra, mentre all’incrocio con via Lombroso è stata realizzata una rotatoria temporanea con precedenza all’anello.

Dopo la pausa natalizia sono ripresi anche i lavori in corso Milano, un nodo particolarmente delicato per la viabilità, soprattutto nelle ore di punta. Il cantiere interessa la corsia sud, in direzione del centro, da via Orsini fino a Riviera San Benedetto e resterà attivo indicativamente fino alla fine di febbraio. In questo periodo la pista ciclabile sarà temporaneamente chiusa e i parcheggi sul lato sud della carreggiata verranno rimossi, mentre la circolazione sarà comunque garantita in entrambi i sensi di marcia, con una corsia per direzione.

Nel frattempo sono partiti i nuovi cantieri per il tram della linea Sir2 tra via Verdi, piazza Insurrezione e via Emanuele Filiberto, nel tratto da via Dante a piazza Garibaldi. I lavori dureranno circa tre mesi e comporteranno la riduzione della carreggiata a una sola corsia verso il centro, riservata a residenti e veicoli autorizzati. Il trasporto pubblico sarà deviato e verranno sospese alcune fermate tra corso Milano e corso Garibaldi. Garantito l’accesso al parcheggio di piazza Insurrezione, con uscita limitata verso via Filiberto. Il 2025 si è chiuso con una forte accelerazione dei lavori per la realizzazione del tram.

In particolare, per la linea Sir2, sul fronte est è stato completato circa il 65% della piattaforma, mentre nella tratta ovest l’avanzamento ha raggiunto il 40%. Una quota rilevante delle opere civili è dunque già stata affrontata e i cantieri proseguono secondo il cronoprogramma. I lavori si sono concentrati in modo significativo nell’area di Ponte di Brenta, dove durante il periodo estivo è stata realizzata la sede tranviaria, contribuendo a imprimere un’ulteriore accelerazione all’intervento complessivo. Contestualmente è stato completato il deposito di Rubano, con la realizzazione del circuito interno, dell’officina e delle sottostazioni elettriche. Sul versante est, inoltre, è stato portato a termine il deposito della Guizza, mentre entro giugno è previsto il completamento dell’officina. Per quanto riguarda la tratta ovest, l’obiettivo prioritario resta il comple-

tamento della piattaforma tranviaria. Entro il mese di giugno dovranno essere centrati i traguardi previsti in termini di chilometri di sede tranviaria realizzata, un passaggio decisivo per la conferma dei finanziamenti del Pnrr. Una volta raggiunti questi obiettivi, si procederà con il completamento dell’intera opera. Diversa, invece, la situazione dei cantieri relativi al Sir3. In questo caso le vie di corsa risultano già completamente realizzate e sono attualmente in corso le installazioni degli impianti tecnologici. Entro il mese di aprile è atteso il completamento anche della parte impiantistica. Il progetto, rientrato nel perimetro del Pnrr, ha inoltre richiesto l’allungamento del deposito-officina di Voltabarozzo, intervento che ha comportato un ampliamento del sistema antincendio. L’obiettivo è avviare la fase di pre-esercizio del tram già nel mese di aprile.

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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO

segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

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Il presidente Federico Testa

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto.

Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

MALTA:

SOGNI D’EGITTO:

l’isola dei cavalieri e del sole

13 - 16 Marzo 2026 (4 giorni)

Situata nel cuore del Mediterraneo, Malta è un’isola che sorprende a ogni angolo. Un mix affascinante di cultura millenaria, città fortificate, acque cristalline e sapori intensi. Un viaggio ideale per chi cerca bellezza, storia e un po’ di sole tutto l’anno.

Volo aereo di linea; Pullman locale riservato; Hotel 3* sup.; guida locale; accompagnatore Nextour per tutto

QUOTA DI PARTECIPAZIONE, A PERSONA: € 950,00

28 Marzo - 4 Aprile 2026 (8 giorni)

Le millenarie bellezze dell’Egitto in un contesto unico ed originale.

PASQUA A PRAGA, castelli della Boemia e Dresda

pernottamento a bordo di una motonave. Al rientro al Cairo visita del nuovo Museo Egizio (GEM) e delle piramidi di El Giza.

Volo charter; 4 notti in crociera sul Nilo; 3 notti al Cairo in hotel 5*; guida locale; accompagnatore Nextour per tutto

QUOTA DI PARTECIPAZIONE, A PERSONA: € 2.490,00

Un viaggio affascinante nel cuore dell’Europa centrale, tra paesaggi romantici, città d’arte e antiche residenze nobiliari. Un itinerario equilibrato e suggestivo per chi ama la bellezza, la storia e il fascino autentico dell’Europa più elegante.

ANDALUSIA: la Spagna più autentica

- 14 Maggio 2026 (7 giorni)

Viaggio In Pullman G.T.; Hotel 4*; cena caratteristica a Praga; guide locali; accompagnatore Nextour per tutto

DI PARTECIPAZIONE, A PERSONA: € 1.400,00

Benvenuti in Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna, dove storia, cultura e paesaggi mozzafiato si incontrano. Scopri la storia millenaria andalusa, la sua gente calorosa e il suo spirito unico. Un viaggio che ti lascerà senza parole!

Volo aereo di linea; Hotel 4*; guide locali; accompagnatore Nextour per tutto il viaggio. DI

Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

L’intervista. Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

Silvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!

Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?

Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

Giacomo Brunoro Il personaggio

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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K-Pop,

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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

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a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri

Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei

Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6 Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza

l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale

L’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di

degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato, come infarti e ictus, viene garantita regolarmente.

Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempe-

stive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”. Il direttore generale Paolo Fortuna ha dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.

La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti

Approvato il progetto esecutivo del nuovo hospice pediatrico

Padova consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale in ambito sanitario, capace di tenere insieme innovazione clinica, organizzazione dei servizi e attenzione profonda alla persona. Una visione che prende forma su due fronti diversi ma accomunati dallo stesso approccio: il nuovo hospice pediatrico, pensato per bambini e ragazzi con patologie complesse, e l’attività trapiantologica renale, con percorsi avanzati di donazione da vivente e donazione samaritana che rappresentano un modello riconosciuto a livello nazionale.

Il progetto del nuovo hospice pediatrico nasce nel 2021 con la presentazione del primo studio di fattibilità. Un’idea che, fin dall’inizio, ha trovato il sostegno delle istituzioni regionali e dell’azienda sanitaria, fino ad arrivare a un passaggio decisivo: il finanziamento del Ministero della Salute, pari a quasi 9 milioni di euro. Un investimento che ha permesso di proseguire il percorso progettuale e di arrivare, nel 2025, all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo.

Il primo intervento interesserà via Falloppio 17, destinata a diventare il cuore assistenziale del nuovo hospice pediatrico. Accanto a questo nucleo centrale, il progetto prevede anche uno svilup-

po più ampio: spazi dedicati alla formazione in via Sant’Eufemia e luoghi di accoglienza per le famiglie in via San Massimo. Un sistema integrato che riconosce come la cura non si esaurisca nell’assistenza sanitaria, ma debba includere anche il supporto educativo, relazionale e umano.

A sintetizzare il senso profondo dell’iniziativa è il presidente dell’associazione Miglior Vita Possibile, che parla di «un grande impegno etico, civile e sociale», finalizzato a garantire ai bambini e ai ragazzi colpiti da malattie difficili e spesso rare «la miglior vita possibile». Un’espressione che non indica una rinuncia alle cure, ma la volontà di offrire una vita il più possibile normale, ricca di relazioni e di opportunità, anche dentro una condizione di fragilità. Questa impostazione si inserisce in un contesto più ampio, in cui le cure palliative pediatriche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella medicina moderna. Un ambito che, come ricordato durante la presentazione del progetto, in passato veniva guardato con diffidenza, ma che oggi è riconosciuto come indicatore fondamentale della qualità della risposta sanitaria. Non una sconfitta della medicina, ma un modo diverso e più completo di prendersi cura.

i pazienti secondo criteri di sicurezza”.

Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei repar-

ti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.

Lo stesso equilibrio tra rigore scientifico e attenzione alla persona caratterizza anche l’attività trapiantologica. Padova si conferma infatti uno dei principali centri italiani per i trapianti di rene. Dal 1988 a oggi sono stati effettuati 3.710 trapianti renali, con una crescita costante dei trapianti da donatore vivente, che hanno raggiunto quota 856. Particolarmente significativo è il capitolo della donazione samaritana, una delle forme più alte e complesse di solidarietà in ambito sanitario. Dal 2021 al marzo 2025, a Padova sono state valutate cinque persone come potenziali donatori samaritani, dando origine a esperienze concrete che han-

no attivato catene di trapianti incrociati tra diversi centri italiani. Alla base di questi percorsi c’è un protocollo rigoroso, che integra valutazioni cliniche, psicologiche ed etiche, con l’obiettivo di tutelare pienamente il donatore e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità di vita ai pazienti in attesa. Che si tratti di accompagnare bambini fragili lungo percorsi di cura complessi o di trasformare un gesto di altruismo individuale in un’opportunità concreta per più persone, Padova conferma una sanità capace di guardare oltre la prestazione, mettendo al centro la persona e il valore della vita in tutte le sue fasi.

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