Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore
Diego Ruzza
Filippo Giacinti traccia
la rotta del bilancio
della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”
La grande attesa del bilancio regionale
Dopo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.
L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.
Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.
Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.
Il libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”
Sanità, Ulss 6 Euganea bilancio di fine mandato per il direttore generale Paolo Fortuna
Azienda Ospedale Padova, Dal Ben: “Alta complessità, innovazione e primati”
Il paradosso del benessere, i bisogni aumentano, nelle famiglie mancano i soldi per le bollette, oltre 160 i nuclei seguiti dalla Croce Rossa di
Dopo l’approdo dell’ormai ex sindaco Filippo Giacinti in giunta regionale, il vicesindaco Gregori Bottin traghetterà il comune fino a nuove elezioni
L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”
Oltre le sbarre del silenzio
CStievano >direttore@givemotions.it<
’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.
Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Maserà Comix: dai fumetti ai Cosplay
Maserà di Padova si prepara a cambiare volto per un giorno, trasformandosi in una cittadella della fantasia e della creatività. Il 15 marzo piazza Municipio ospiterà la prima edizione di Maserà Comix, un evento interamente dedicato all’universo Cosplay, Nerd e Geek che promette di coinvolgere appassionati di ogni età. Dalle 10 alle 19, il centro del paese sarà animato da una schiera di illustratori, fumettisti e artisti, pronti a condividere la propria arte con collezionisti e curiosi. L’iniziativa, voluta dall’amministrazione comunale, si propone come un nuovo punto di riferimento per il tempo libero, unendo la passione per il fumetto a momenti di puro intrattenimento. L’assessora Francesca Greggio ha espresso grande entusiasmo per questa novità, sottolineando come il programma sia stato pensato per essere il più completo possibile. Oltre alla ricca Area Expo e a una super Area Gaming dove sarà possibile mettersi alla prova con i videogiochi, sono previsti tre spettacoli principali che scandiranno il ritmo della giornata. Il momento più atteso sarà indubbiamente la gara Cosplay, dove i partecipanti sfileranno con costumi elaborati ispirati ai propri eroi preferiti, sottoponendosi al giudizio di una giuria di esperti che premierà la cura dei dettagli e l’interpretazione. Per rendere l’esperienza ancora più piacevole, non mancherà una sezione dedicata al food, permettendo ai visitatori di trascorrere l’intera giornata in piazza tra una sessione di disegno e un torneo di gioco. L’ingresso alla manifestazione è completamente libero, un segnale della volontà dell’assessorato di rendere la cultura pop accessibile a tutti.
Cristina Salvato
L’evento si terrà il 15 marzo in piazza Municipio
Oltre le sbarre del silenzio
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.
Sintoniz zati sul
eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta
SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4
Ascoltaci
Gregori Bottin subentra a Giacinti Varato il mini rimpasto in Giunta
“O ggi il Consiglio Comunale ha completato la procedura di decadenza e non sono più Sindaco, a seguito della nomina ad Assessore regionale del Veneto. È un passaggio formale importante, che segna la conclusione di un cammino amministrativo che ho avuto l’onore di percorrere per oltre vent’anni al servizio della nostra Comunità”. Con queste parole l’ormai ex sindaco di Albignasego Filippo Giacinti ha salutato il comune dopo essere stato prima eletto in consiglio regionale in seguito alle elezioni di novembre, poi nominato Assessore in Giunta e, infine, a metà gennaio, dichiarato decaduto da sindaco per incompatibilità prevista dalla normativa. Il mio impegno per Albignasego e per il nostro territorio, però, di certo non si ferma qui e continuerà con la stessa passione e dedizione che avete conosciuto,
anche nel nuovo ruolo e a fianco degli Amministratori con cui ho lavorato in questi anni. Con la bella stagione, organizzerò un momento di ringraziamento aperto a tutta la cittadinanza auspicando di poter presentare, in quell’occasione, la nuova squadra che si proporrà a voi alle elezioni comunali di primavera, per continuare la buona amministrazione di Albignasego” ha concluso Giacinti. A prendere il suo posto fino a nuove elezioni è il vicesindaco Gregori Bottin che, tra i suoi primi atti, ha nominato un nuovo assessore in quota Fratelli d’Italia. È Davide Mauri, che ha visto confermate le competenze di cui si occupava già da consigliere: sicurezza urbana, iniziative di prevenzione e contrasto alla vendita, spaccio e consumo di sostanze stupefacenti e riqualificazione dei servizi cimiteriali. Contestualmente, il vicesindaco Bottin ha attribu-
ito all’assessore Luise la delega allo sviluppo delle piste ciclabili. “Con questa nomina abbiamo reintegrato la giunta comunale che, a seguito della decadenza del sindaco Giacinti aveva visto perdere uno dei suoi componenti” commenta Bottin. Nel frattempo il Partito Democratico locale scalda i motori e critica il rimpasto. “I temi aperti e i sospesi della nostra città sono tanti e Giacinti non dovrà dimenticarsene: viabilità, tram, rischio idraulico”. Commenta così la situazione politica Andrea Canton dai banchi dell’opposizione che, conferma, è pronta a contendere la poltrona di primo cittadino al centrodestra. “La campagna elettorale ha visto un PD molto attivo, come testimoniato dalle preferenze raccolte dai vari candidati e dalle iniziative sul territorio. Tutto ciò è sicuramente una buona base di partenza per la nostra campagna delle comunali.
L’obiettivo è entrare in Villa Obizzi, anche grazie agli equilibri non facili che si profilano tra le forze di maggioranza di Albignasego: Lega contro Fratelli d’Italia, passato contro presente. Passata la stagione del civismo opportunista, i simboli iniziano a contare a caratterizzare l’azione politica, soprattutto se sei in un comune grosso e vicino
Riapre al pubblico la biblioteca della Parrocchia di Mandriola
È stata inaugurata la nuova biblioteca Parrocchia di San Giacomo Apostolo di Mandriola, presso il Centro Annalena Tonelli. O meglio, la biblioteca è sempre la stessa ma è stata riaperta dopo un lungo lavoro di sistemazione e riorganizzazione di Fabio, Domenico e Giorgia. Nel corso del piccolo evento inaugurale è intervenuto anche l’assessore alla cultura Marco Mazzucato che ha dichiarato: “Oggi con grande piacere ho partecipato all’inaugurazione della Biblioteca della Parrocchia di San Giacomo Apostolo di Mandriola. Un luogo accogliente, curato, vivo: uno spazio che nasce per custodire i libri ma soprattutto per far incontrare le persone, favorire il dialogo, la riflessione e la crescita culturale della comunità”. Mazzucato ha poi concluso
ringraziando “la Parrocchia, i volontari e tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto. Come amministrazione comunale, continueremo a sostenere e valorizzare questi presìdi culturali diffusi, perché la cultura cresce davvero quando mette radici nei luoghi della vita quotidiana”. La cerimonia, particolarmente affollata e partecipata, ha voluto ricordare in modo tangibile che la biblioteca non è solo un luogo dove si prendono in prestito libri ma uno spazio di condivisione e cultura. Ne è stato un esempio la presentazione del libro di Massimo Guercini “Corpo e Anima” accompagnato dalle musiche di Fiorella Mannoia e Simone Cristicchi. Lo scrittore, residente proprio ad Albignasego, ha presentato la propria raccolta di poesie che prendono spunto da
alla cittadinà” conclude il consigliere, a cui fa eco la collega di Abc 2030 Luisa Fantinato “Valuterò insieme ai consiglieri Canton e Savio del PD, e a tutti gli attivisti che hanno partecipato a questo progetto le condizioni per la prossima tornata, per crescere e offrire ad Albignasego l’alternativa che merita”. Andrea Benato
esperienze di vita vissuta, riflessioni, sentimenti ed emozioni che evidenziano una traccia tangibile del suo percorso poetico.
La giornata si è conclusa con un aperitivo conviviale di buon auspicio per il nuovo percorso della biblioteca. (a.b.)
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
del benessere: una rete sostiene i mille volti della fragilità
Solitudine e mancanza di radici le prime cause delle difficoltà economiche. La mappa del sostegno è capillare, blindate le risorse per il 2026,
Sulla carta è la “città serena: il secondo comune più popoloso della provincia, un reddito procapite ben al di sopra della media provinciale e un’espansione urbanistica che non accenna a fermarsi. Eppure, dietro le facciate delle villette e i parchi curati, Albignasego nasconde una contraddizione profonda. Sono quasi un migliaio, infatti, i cittadini che ogni giorno combattono con l’invisibilità della povertà, faticando a garantire anche solo la sussistenza quotidiana.
L’assessore alle Politiche Sociali, Anna Franco, analizza un 2025 vissuto tra sfide e segnali di speranza. I dati mostrano un lieve, ma significativo, miglioramento: le persone assistite ad Albignasego sono passate dalle 883 del 2024 alle 858 attuali. “È un dato in controtendenza che ci fa piacere, - spiega l’assesso-
re. - Probabilmente alcune famiglie hanno trovato maggiore stabilità e autonomia, oppure siamo riusciti a intervenire con forme di aiuto alternative e strumenti diversi affinché non dovessero rivolgersi a Caritas o Croce Rossa per la borsa della spesa”.
Ma chi sono i poveri di Albignasego? L’identikit tracciato dall’assessore Franco non lascia spazio a dubbi: la fragilità oggi ha il volto della solitudine o della mancanza di radici.
“Le famiglie più povere sono quelle con genitori separati e figli minori, - aggiunge Franco. - Laddove interviene una separazione, il rischio povertà aumenta vertiginosamente. Poi ci sono le famiglie di origine straniera: non hanno una rete di supporto parentale e alla minima sofferenza economica non
riescono a far fronte ai periodi di difficoltà”.
Per rispondere a questa sfida, il Comune punta forte sul Reddito di Inclusione Attiva (RIA), che nel 2025 ha già attivato 12 progetti di inserimento lavorativo, convinto che la vera dignità passi per il ritorno all’autonomia economica.
Per il 2026, il Comune ha blindato i fondi per il sociale con un piano d’azione su più fronti. La voce più consistente riguarda i 90.000 euro per i contributi ordinari destinati a bollette e perdita del lavoro. Ma la mappa del sostegno è capillare: 11.000 euro per il rimborso di spese sanitarie e farmaci, 18.000 euro per sostenere le rette delle scuole materne private
(per 25 bambini), 70.000 euro per l’accoglienza di anziani non autosufficienti e adulti con disagio psichico in strutture specializzate. Non mancano poi sostegni specifici per l’affitto a canone concordato e servizi gratuiti come il bus navetta per gli studenti delle superiori, che devono raggiungere gli istituti padovani meno serviti dal trasporti pubblico o più lontani, e il centro aggregativo “After Hour” per i ragazzi delle medie.
La generosità vola con la raccolta solidale: consegnate ai bisognosi 7,1 tonnellate di generi alimentari
Se il bisogno cala leggermente, la generosità degli abitanti di Albignasego, al contrario, vola. Nel 2025 la raccolta “Spesa SOSpesa” ha raggiunto la cifra record di 7 tonnellate e 536 chilogrammi di generi alimentari, superando le 7,1 tonnellate dell’anno precedente.
“Un segnale concreto della grande generosità della nostra comunitàcommenta l’assessore al sociale Anna Franco -. Un risultato reso possibile grazie allo straordinario impegno dei volontari, alla collaborazione delle as-
sociazioni e alla partecipazione attiva di tanti cittadini, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento”.
Dietro questi numeri c’è un dispiegamento di forze imponente: la Protezione Civile ha garantito 20 turni di raccolta, per un totale di 118 ore, a cui si aggiungono le attività di stoccaggio, composizione dei bancali e consegna alle associazioni, per un impegno complessivo di 300 ore. A questi si sommano oltre 150 turni di presenza nei supermercati, garantiti da Croce Rossa,
Ventilazione meccanica
Installazione
Caritas Vicariale, Caritas Sant’Agostino, Caritas San Lorenzo (Gruppo Alba), San Vincenzo (Parrocchia di San Tommaso), PAS – Pane Amore e Solidarietà, Alpini, Auser, Consiglieri comunali e volontari del servizio civico comunale, a dimostrazione della straordinaria collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini. “Si è creata una rete di solidarietà che funziona, - conclude l’assessore - abbiamo sensibilità diverse e cerchiamo di confrontarci costantemente sulle azioni da mettere in campo”. (n.s.)
La raccolta solidale “Spesa SOSpesa” dello scorso Natale
Nicola Stievano
Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio, quali gli elementi di novità e di criticità, quali le sfide da affrontare nel prossimo futuro
Focus povertà/2. Anche l’invecchiamento e la fragilità cognitiva incidono sulla qualità della vita
In famiglia mancano i soldi per le bollette A Casalserugo cresce il disagio economico
Anche a Casalserugo negli ultimi anni il tema sociale sta assumendo forme nuove e più complesse e e la fragilità economica si diffonde spesso in maniera silenziosa e subdola, fino a portare a vere e proprie condizioni di povertà. Ne parliamo con il sindaco Matteo Cecchinato: “Accanto alle situazioni di difficoltà economica tradizionale, - spiega - emergono sempre più condizioni di solitudine, invecchiamento e fragilità cognitiva che incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone e delle famiglie”.
Un anno fa l’amministrazione aveva annunciato iniziative e investimenti sfociate in attività di supporto concreto, di solidarietà e di vicinanza. Quest’anno cosa è presvisto?
“Abbiamo scelto, per il 2026, di affiancare agli strumenti classici di sostegno economico - conti-
nua il sindaco - un investimento sulle infrastrutture sociali. Anche quest’anno pubblicheremo due bandi per un importo complessivo di 30.000 euro a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento di bollette, affitti, mutui, rette scolastiche e mense, oltre alle altre misure di supporto già attive.
Accanto a questi interventi, stiamo lavorando su azioni innovative e di prospettiva. Abbiamo presentato alla Fondazione Cariparo, nell’ambito del bando ARCO, un progetto per la realizzazione di un Centro Sollievo dedicato alle persone con patologie legate al decadimento cognitivo”. L’obiettivo è offrire sostegno concreto ai cittadini più fragili e alle loro famiglie, alleggerendo il carico assistenziale e prevenendo situazioni di disagio economico legate ai costi di cure e inserimenti in struttura.
Il centro sarà in sinergia con il
polo medico recentemente realizzato, con i medici di base presenti, con la farmacia dei servizi e con l’intero sistema socio-sanitario del territorio.
“Parallelamente stiamo sviluppando un progetto di residenze per anziani autosufficienti ma soli, per rispondere a un bisogno crescente di autonomia accompagnata. Mettere in rete queste strutture significa affrontare in modo organico una forma di povertà spesso invisibile, quella generata dall’isolamento e dall’invecchiamento della popolazione. Il futuro delle nostre comunità passa dalla capacità di prevenire il disagio prima che diventi emergenza. Il nostro impegno - conclude Cecchinato - è costruire un sistema di servizi integrato, capace di sostenere le famiglie oggi e di preparare il territorio alle sfide demografiche dei prossimi anni”.
Oltre 160 famiglie, più di 600 persone, seguite ogni settimana dalla Croce Rossa di Maserà
La fragilità ha numeri importanti: sono circa 160 le famiglie, per un totale di seicento persone, che ogni settimana si affidano ai volontari della Croce Rossa di Maserà di Padova. E’ una macchina organizzativa che trova la sua massima concretezza nei due appuntamenti fissi del martedì e del giovedì sera, tra gli spazi di via Conselvana e il polo sociale di Albignasego.
A coordinare questa complessa macchina di solidarietà è la presidente Nella Buonaiuto, che sottolinea come l’attività della CRI sia ormai molto più di una semplice distribuzione di viveri. “Il nostro “Sportello sociale insieme” di Maserà è il primo punto di accoglienza e di ascolto, - spiega Buonaiuto. - Qui emergono bisogni che non sono solo economici o legati alla mancanza di lavoro, ma anche culturali ed educativi. Abbiamo colto, ad esempio, la forte necessità di un doposcuola per i figli delle famiglie che seguiamo». L’attività sociale della Croce Rossa si divide tra due centri nevralgici, diventati punti di riferimento per il territo-
rio: a Maserà è attivo lo sportello sociale, in via Conselvana 151, ogni martedì sera dalle 18.30 alle 21,sopra il supermercato Alì, nello spazio concesso dal Comune. Ad Albignasego invece l’appuntamento è ogni giovedì sera al Polo Sociale per la consegna dei pacchi alimentari e del vestiario, sempre dalle 18.30 alle 21. “Alcuni volontari restano fuori a parlare con le persone, - aggiunge Buonaiuto - mentre all’interno prepariamo i pacchi cercando di evitare gli sprechi e capendo di cosa hanno davvero bisogno le famiglie. È nata una bellissima rete di solidarietà”. La visione della Croce Rossa di Maserà punta al superamento
dell’emergenza per raggiungere l’inclusione sociale. “Ci stiamo formando per l’apertura di uno sportello di inclusione lavorativa, -annuncia la presidente. “Il nostro obiettivo è capire cosa c’è dietro a quel pacco spesa. Monitoriamo costantemente le famiglie per verificare se ci sono cambiamenti a livello lavorativo, con lo scopo ultimo di aiutarle a riconquistare l’autonomia”. La solitudine è l’altra grande nemica da combattere. Oltre all’accompagnamento alle visite mediche per chi è solo, i volontari mantengono un legame costante con il territorio, con visite mensili alla RSA Tiziano per portare conforto agli anziani. (n.s.)
Il sindaco Matteo Cecchinato: “Maggiori investimenti nelle infrastrutture sociali per prevenire il disagio, stiamo lavorando ad un centro sollievo”
Sintoniz
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.
SCARICA
Sintoni zati
Vene t o 2 a gener a coltare an c h e la ra d io con r fe t ta .
4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as oltare on una qualità audio pe f
Il documento. Verifiche potenziate, interconnessione delle banche dati e adeguamento immediato
Appalti, attento e costante controllo: adottato il nuovo protocollo della legalità
I
l comune di Albignasego ha aderito al nuovo Protocollo della Legalità, sottoscritto dalla Regione, dagli Uffici Territoriale del Governo del Veneto, da ANCI Veneto e UPI. È quanto si apprende da una delibera di giunta di fine novembre (pubblicata a gennaio) in cui si spiega l’importanza del documento “ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata e del contrasto alla corruzione nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”. Un Protocollo, in realtà, esisteva già e risaliva al 2019. Alla fine dello scorso anno è stato aggiornato con nuove misure rafforzative che, ora, sono nuovamente al vaglio dei comuni che vi avevano aderito in precedenza. Albignasego ha dunque approvato senza riserve il nuovo testo, considerando “che l’esperienza ha dimostrato che i protocolli di legalità assumono una valenza significativa nella capacità di anticipare la soglia delle verifiche e, di conseguenza, della prevenzione antimafia, in quanto rafforzano la rete di monitoraggio e consentono di estendere i controlli a forniture e prestazioni di servizi altrimenti escluse dalle cautele antimafia”.
L’obiettivo è quello di rafforzare le misure di prevenzione e contrasto ai tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa, nel settore degli affidamenti pubblici di contratti di appalto e di concessione di lavori, servizi e forniture pubblici, in armonia con le disposizioni antimafia presenti nell’ordinamento giuridico italiano.
Nel dettaglio si leggono alcune delle linee guida del nuovo Protocollo tra cui: il potenziamento delle operazioni di controllo preventivo già richieste dal legislatore, mediante la condivisione di dati in un contesto telematico più ampio che coinvolge tutti gli operatori, migliorando l’interscambio informativo, anche attraverso la interconnessione di banche dati, tra le Pubbliche Amministrazioni interessate per assicurare una maggiore efficacia delle azioni di vigilanza, controllo e monitoraggio da parte di tutti i soggetti preposti ai sensi della normativa vigente; salvaguardare la libera concorrenza sul territorio a tutela delle im-
prese. Rafforzare ulteriormente il presidio di legalità, promuovendo il rispetto delle discipline sull’antimafia, sulla regolarità contributiva, sulla sicurezza nei cantieri e sulla tutela del lavoro in tutte le sue forme, sia nell’ambito dei lavori pubblici che delle forniture e servizi pubblici; potenziare le misure di prevenzione della corruzione nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Dichiarata immediatamente eseguibile, la delibera porterà a breve all’adeguamento di bandi e contratti di lavori, servizi e forniture.
“Il tempo per me”, via agli incontri su corpo e benessere
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta. Ascoltaci in
È iniziato qualche settimana fa, presso la sala Verdi di Villa Obizzi, il ciclo di incontri “Il tempo per me”, un’iniziativa di Aska Progetti Sociali patrocinata dal comune di Albignasego. Scopo delle cinque serate gratuite è quello di conoscere e comprendere il proprio corpo approfondendo diverse tematiche di grande interesse e attualità. Il primo appuntamento ha visto come relatore il ginecologo e ostetrico Salvatore Gizzo che ha parlato di sessualità e salute nelle fasi dello sviluppo. Il 12 febbraio è stata invece la volta di Luvi Dal Canton, farmacista e naturopata, che ha affrontato i temi della medicina naturale e dello stress scolastico. Il ciclo proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti che arricchiranno ulteriormente il calendario. Il 5 marzo la biologa nutrizionista Alessia Grillo illustrerà la nutrizione nell’età evolutiva e nello sport, mentre il 26 marzo l’osteopata e chinesiologa Angela Gottardi parlerà di ansia e attacchi di panico, spiegando come arrivare a maturare una consapevolezza e, soprattutto, come affrontare entrambe le problematiche. L’ultimo incontro in programma, il 16 aprile, sarà dedicato a educazione digitale e genitorialità, con l’intervento della psicologa e psicoterapeuta Sonia Liburdi. Tutti gli incontri si svolgono il giovedì alle 20.45 e sono moderati da Margherita Danese, tecnico ASKA. L’associazione è presente sul territorio nazionale ed internazionale da oltre 30 anni, vantando esperienza nella preparazione tecnica e sportiva di allenatori, dirigenti e atleti con un team di professionisti, tecnici e istruttori di livello nazionale ed internazionale. Oltre ai progetti sportivi, ASKA si occupa anche di sociale tra cui prima difesa femminile, KID karate, integrazione disabilità e anti bullismo e cyberBullismo. (a.b.)
Andrea Benato
Sintoniz zati
SI RINNOVA:
polispecialistica
La grande novità
spazi di
artificiale, pensati per rendere gli esami più precisi
nuova sede, più servizi, massima attenzione al paziente
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in
nella crescita di questa storica realtà. La struttura, completamente rinnovata, raddoppia gli spazi, passando da 11 a 22 ambulatori e mette a disposizione un ampio parcheggio, prima inesistente, con oltre 200 posti auto.
SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4
Atheste 46 Este (PD)
t. 0429 50303
•TAC multistrato, per immagini nitide e di qualità, anche in ambito cardiologico
•Radiografie digitali (RX), esame preciso con bassa dose di radiazioni
•Densitometria MOC, massima cura per la sicurezza del paziente.
Clinica SABATO info@domus-medica.it
PROMOZIONE DEDICATA ALLA MAMMOGRAFIA
PER TUTTO IL MESE DI MARZO, unʼopportunità concreta per prendersi cura della propria salute grazie a esami di alta qualità a condizioni agevolate.
Verde. Oneri già messi a bilancio con l’obiettivo di avere un comune sempre più green
Con 275 mila euro per lo sfalcio dell’erba il Comune punta su aree verdi più curate
Esattamente due anni fa, nel marzo del 2024, il comune di Albignasego approvava un nuovo Piano del Verde denominato “Più Verde Albignasego”, con l’obiettivo di costruire “una città sostenibile che contribuisce alla salubrità, alla fruizione sociale e alla resilienza dell’ambiente urbano”. In 24 mesi sono sorti nuovi parchi e nuove aree verdi che da un lato migliorano la vita degli abitanti ma dall’altro richiedono una manutenzione costante e onerosa. È quanto emerge da una recente delibera di giunta che ha stanziato, per il 2026, 275 mila euro per “la manutenzione del verde pubblico, al fine di evitare di compromettere la sicurezza e la fruibilità delle aree verdi da parte degli utenti”. Nel dettaglio, si legge che la somma sarà destinata allo sfalcio dell’erba nei quartieri Sant’Agostino, Mandriola, San Tommaso, San Giacomo, Lion, Carpanedo, San Lorenzo e Ferri. L’affidamento del servizio avverrà mediante procedura negoziata senza bando previa consultazio-
ne di almeno cinque operatori economici; la scelta della migliore offerta avrà luogo secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che sarà valutata sulla scorta dei criteri stabiliti nell’elaborato di progetto.
Il nuovo stanziamento per la manutenzione ordinaria del verde va ad aggiungersi agli interventi straordinari, l’ultimo dei quali - per un importo di 300 mila euro - risale a poco più di un anno fa quando era stato avviato un piano di potature degli alberi per mettere in sicurezza le piante più a rischio. “Investire sulla cura del verde è un modo per prendersi cura della comunità ma anche di prevenire situazioni pericolose” aveva dichiarato l’assessore all’ambiente Valentina Luise. Una città che continua a puntare sugli spazi pubblici e sul verde, come ha ricordato l’ex sindaco Filippo Giacinti nel corso dell’ultimo consiglio comunale che lo vedeva in carica, prima dell’approdo definitivo tra i banchi di
Palazzo Balbi. L’obiettivo a lungo termine è quello di connettere il sistema del verde cittadino in una sorta di anello che circonda l’intero comune. La nuova infrastruttura, definita Parco Agricolo Urbano, “acquisterà un ruolo a livello territoriale e ambientale, garantendo continuità a corridoi
“P.R.I.M.A.”, volontari e Comune supportano i nati prematuri
Si chiama P.R.I.M.A - Prevenzione, Riabilitazione e Interventi Multidisciplinari di Affiancamento - il progetto promosso dall’associazione di volontariato Pulcino di Albignasego che mira a supportare i nati prematuri e le loro famiglie. Un’iniziativa ritenuta meritevole dal comune che, con delibera di giunta di fine 2025 (pubblicata a gennaio), ha deciso di aderire in qualità di partner di progetto. Obiettivo dei volontari è quello di supportare e rassicurare “le famiglie nella gestione complessa del neonato
pretermine a casa, individuando e prevenendo esiti che potrebbero patologizzarsi e, in generale, contrastare il ritiro e l’isolamento sociale delle famiglie in situazioni di fragilità conseguenti alla prematurità, promuovendo così una maggiore inclusione sociale”. La partecipazione del comune si articolerà principalmente in due direzioni, senza impegno di spesa: promozione delle attività progettuali previste sul territorio del comune e disponibilità di spazi comunali per attuazione eventi ed incontri. (a.b.)
ecologici e agli itinerari ciclabili già assai frequentati, oltre che dotando la comunità locale con una sequenza di spazi e percorsi ad uso collettivo e turistico”, si legge sempre nel Piano del Verde approvato nel 2024. Le stime dello scorso anno verosimilmente annoveravano ad Albignasego
circa 8.400 alberi di varie specie; i parchi pubblici, le aree sportive, i giardini scolastici e le pertinenze tutelate coprono una superficie di circa 1,4 milioni di metri quadrati, mentre oltre 10 milioni di metri quadrati di territorio sono destinati ad uso agricolo.
Andrea Benato
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Blackout elettrici: disservizi causati da interferenze private
I l Comune di Casalserugo ha recentemente promosso un momento di confronto con i vertici di E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel responsabile della gestione della rete elettrica, per fare chiarezza sulle problematiche che hanno interessato il territorio negli ultimi mesi. Al centro della discussione sono finiti i ripetuti sbalzi di corrente e i cosiddetti buchi di tensione che, tra il mese di ottobre e l’inizio di dicembre dello scorso anno, hanno causato non pochi disagi a famiglie e imprese locali. L’incontro, richiesto dal sindaco Matteo Cecchinato, è servito a definire un quadro tecnico preciso e a stabilire le responsabilità necessarie per garantire la stabilità del servizio in futuro.
Durante il dibattito, i rappresentanti della società hanno fornito spiegazioni dettagliate, evidenziando come i disservizi registrati non siano derivati da carenze nella gestione della rete pubblica, bensì da interferenze generate da alcuni impianti privati. Nello specifico, E-Distribuzione ha chiarito di considerarsi parte lesa, in quanto le anomalie riscontrate sulla linea sarebbero state provocate da utenze collegate in media tensione sprovviste degli adeguamenti tecnici necessari o di una corretta manutenzione. In un sistema elettrico moderno e interconnesso,
infatti, il malfunzionamento di un singolo impianto privato, specialmente se di natura produttiva, può ripercuotersi sull’intera collettività, innescando distacchi automatici di sicurezza e cali di tensione su tutta la linea. Il sindaco Cecchinato ha accolto con pragmatismo le risultanze del tavolo tecnico, sottolineando come la qualità del servizio elettrico sia oggi una responsabilità condivisa tra ente pubblico e soggetti privati. Se da un lato il distributore è chiamato a monitorare costantemente l’efficienza dell’infrastruttura, dall’altro è fondamentale che le realtà produttive investano nell’aggiornamento dei propri dispositivi per evitare di inquinare
la rete comune. L’amministrazione comunale si è impegnata a fare da tramite in questo processo di sensibilizzazione, ribadendo che la sicurezza e l’affidabilità energetica sono presupposti essenziali per lo sviluppo socioeconomico del paese.
Per garantire la massima trasparenza verso la cittadinanza, è stato confermato un filo diretto con il gestore per monitorare le riparazioni in corso. I cittadini sono stati inoltre invitati a utilizzare gli strumenti digitali disponibili, come l’App IO e il portale web aziendale, per consultare in tempo reale la mappa delle eventuali disalimentazioni.
Cristina Salvato
A Villa Ferri un percorso aperto a tutti per imparare a comunicare
Mini corso di Comunicazione a Casalserugo: al via un percorso aperto a tutti per valorizzare le idee e migliorare le proprie competenze comunicative. L’iniziativa, promossa dalla Scuola di Volontariato e Legame Sociale “Luciano Tavazza” del CSV Padova e Rovigo, è organizzata con il patrocinio del Comune e si svolgerà presso la Biblioteca Comunale – Villa Ferri (Castel Ser Ugo), in via Roma 14. Il corso è articolato in due moduli complementari, con un taglio pratico e operativo. Il Modulo 1, dedicato alla scrittura per la stampa e alla comunicazione giornalistica, prevede due incontri per approfondire tecniche di redazione, rapporti con i media e promozione efficace di attività ed eventi. Il Modulo 2 sarà invece incentrato su grafica e immagine visiva, con strumenti utili per curare contenuti e presentazione in modo chiaro e professionale. Il percorso rappresenta un’opportunità concreta non solo per associazioni e volontari, ma per tutti coloro che desiderano acquisire competenze immediatamente spendibili nell’organizzazione di iniziative culturali, sociali o personali. Programma completo e dettagli sono disponibili sul sito del CSV Padova e Rovigo. Investire sulla comunicazione significa rafforzare la capacità di raccontare e valorizzare ciò che facciamo. (r.p.)
MALTA: l’isola dei cavalieri e del sole 6 - 9 Marzo 2026 (4 giorni)
SOGNI D’EGITTO:
Situata nel cuore del Mediterraneo, Malta è un’isola che sorprende a ogni angolo. Un mix affascinante di cultura millenaria, città fortificate, acque cristalline e sapori intensi. Un viaggio ideale per chi cerca bellezza, storia e un po’ di sole tutto l’anno.
Volo aereo di linea; Pullman locale riservato; Hotel 3* sup.; guida locale; accompagnatore Nextour per tutto
28 Marzo - 4 Aprile 2026 (8 giorni)
Le millenarie bellezze dell’Egitto in un contesto unico ed originale.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE, A PERSONA: € 950,00
PASQUA A PRAGA, castelli della Boemia e Dresda
QUOTA DI PARTECIPAZIONE, A PERSONA: € 2.490,00
pernottamento a bordo di una motonave. Al rientro al Cairo visita del nuovo Museo Egizio (GEM) e delle piramidi di El Giza.
Volo charter; 4 notti in crociera sul Nilo; 3 notti al Cairo in hotel 5*; guida locale; accompagnatore Nextour per tutto
Un viaggio affascinante nel cuore dell’Europa centrale, tra paesaggi romantici, città d’arte e antiche residenze nobiliari. Un itinerario equilibrato e suggestivo per chi ama la bellezza, la storia e il fascino autentico dell’Europa più elegante.
DI PARTECIPAZIONE, A PERSONA: € 1.400,00
Viaggio In Pullman G.T.; Hotel 4*; cena caratteristica a Praga; guide locali; accompagnatore Nextour per tutto
ANDALUSIA: la Spagna più autentica - 14 Maggio 2026 (7 giorni)
Benvenuti in Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna, dove storia, cultura e paesaggi mozzafiato si incontrano. Scopri la storia millenaria andalusa, la sua gente calorosa e il suo spirito unico. Un viaggio che ti lascerà senza parole!
DI
Volo aereo di linea; Hotel 4*; guide locali; accompagnatore Nextour per tutto il viaggio.
Marzo diventa un tempo di riflessione, memoria e forza al femminile a Casalserugo. Con il ciclo di incontri “Oltre ogni limite: essere donna, ieri e oggi”, l’Amministrazione comunale propone alla cittadinanza due appuntamenti che raccontano donne capaci, in epoche diverse, di trasformare il dolore in dignità, la passione in esempio e la determinazione in libertà. Il ciclo di appuntamenti è stato pensato e promosso dall’Assessore alle Pari Opportunità, Giulia Bettella,
“Oltre
Idee, Spazi, Cultura
ogni limite:
essere donna, ieri e oggi”
A Casalserugo il Mese di Marzo tra memoria, coraggio e ispirazione
insieme al Consigliere delegato all’Istruzione, Antonella Meneghello, con l’obiettivo di proporre alla comunità momenti culturali capaci di unire memoria, consapevolezza e ispirazione, mettendo al centro il ruolo delle donne nella storia e nella società contemporanea.
“Ogni anno, a marzo, cerchiamo di costruire un percorso che racconti donne capaci di lasciare un’impronta nella storia e nel presente,” sottolinea l’Assessore alle Pari Opportunità, Giulia Bettella. “Non vogliamo limitarci alla celebrazione, ma offrire occasioni vere di conoscenza e riflessione. L’anno scorso abbiamo parlato delle donne che hanno fatto la storia della Repubblica italiana — figure come Tina Anselmi, Anna Kuliscioff e Teresa Noce — donne che hanno aperto strade in ambito politico, sociale e civile. Quest’anno continuiamo questo cammino incontrando altre figure femminili che, in modi diversi, hanno superato limiti e lasciato un segno profondo. Raccontare storie di donne significa parlare di diritti, di scelte, di resistenza e di possibilità, dando spazio a modelli autentici che possano ispirare soprattutto le nuove generazioni.”
Gli incontri si svolgeranno presso la Biblioteca Comunale, luogo simbolo di cultura e condivisione, e accompagneranno il pubblico in un viaggio tra memoria storica e testimonianze di straordinaria vitalità. Il primo appuntamento sarà Venerdì 6 marzo, ore 19.00, sarà dedicato alla proiezione del film “Genoeffa Cocconi: i miei fi gli, i fratelli Cervi”, intenso racconto della madre dei sette fratelli Cervi, simbolo
della Resistenza italiana. Attraverso il suo sguardo di donna e di madre, emergono il dolore, il coraggio e la forza silenziosa di chi ha vissuto la tragedia della repressione fascista senza mai rinunciare ai valori di libertà, giustizia e dignità umana.
“La storia di Genoeffa Cocconi ci ricorda che le donne sono sempre state presenti nei momenti decisivi della storia, anche quando non venivano nominate,” evidenzia l’Assessore. “È una figura che parla al cuore, ma anche alla coscienza civile: il suo esempio ci insegna che la libertà è anche il frutto del coraggio femminile, spesso vissuto nel silenzio e nella responsabilità quotidiana.”
Il secondo incontro, Sabato 21 marzo alle ore 17.00, porterà invece il pubblico nel presente, con una testimonianza viva e straordinaria: quella di Emma Maria Mazzenga, atleta master padovana di 92 anni, ex professoressa di chimica, protagonista di un percorso sportivo eccezionale con titoli italiani, europei, mondiali e record tuttora imbattuti. Un esempio concreto di come passione e determinazione possano superare ogni limite, a qualsiasi età.
“Con Emma Maria Mazzenga raccontiamo un’altra forma di libertà: quella di non smettere mai di credere in sé stessi,” afferma l’Assessore. “La sua storia rompe stereotipi, parla di energia, costanza e fiducia nelle proprie possibilità.”
Genoeffa Cocconi ed Emma Maria Mazzenga sono unite dallo stesso filo: la capacità di affrontare le sfide senza arrendersi, trasformando la propria esperienza in un esempio collettivo.
A Casalserugo prende il via “Genitori in Evoluzione”, un ciclo di incontri informativi promosso dall’associazione Piccole Cose ODV in collaborazione con il Comune, pensato per accompagnare mamme e papà nelle diverse fasi di crescita dei propri figli. Un progetto che mette al centro la famiglia, offrendo strumenti concreti, competenze qualificate e uno spazio di confronto aperto alla comunità.
Gli appuntamenti si terranno presso la Biblioteca comunale e prenderanno avvio sabato 28 febbraio 2026 alle ore 10.30 con l’incontro dedicato alla fascia 0-6 anni, focalizzato sui segnali precoci di sviluppo tipico e atipico. Il secondo appuntamento è in programma sabato 14 marzo 2026 alle ore 10.30 e sarà dedicato ai bambini in età scolare, con un approfondimento su difficoltà come DSA, ADHD e altre fragilità che possono emergere nel percorso scolastico. Il ciclo si concluderà sabato 28 marzo 2026 alle ore 10.30 con un incontro rivolto alla fascia 13-18 anni, centrato sul rapporto con preadolescenti e adolescenti nelle crescite normali e difficili. A guidare il percorso sarà la dottoressa Amy Boria, psicologa clinica e psicoterapeuta dell’età evolutiva, af-
fiancata da professionisti specializzati nei diversi ambiti trattati, per garantire un approccio competente e multidisciplinare.
L’iniziativa nasce dall’esigenza sempre più avvertita di sostenere i genitori non solo sul piano educativo, ma anche su quello emotivo e relazionale. Crescere un figlio significa confrontarsi ogni giorno con dubbi, domande e talvolta difficoltà che richiedono ascolto, consapevolezza e orientamento verso le opportunità di supporto presenti nel territorio. Il percorso si propone proprio di rafforzare questa rete, favorendo conoscenza, dialogo e condivisione tra famiglie.
Il ricavato degli incontri sarà devoluto a Padova Ospitale ODV, a conferma di un progetto che unisce formazione e solidarietà in un’unica proposta di valore per l’intera comunità.
Un sentito ringraziamento va all’Assessore Giulia Bettella e al Consigliere Antonella Meneghello per l’impegno e la cura nell’organizzazione dell’iniziativa. La loro attenzione verso i temi educativi e sociali rappresenta un segnale importante di vicinanza alle famiglie e di investimento concreto sul benessere delle nuove generazioni.
Genitori in Evoluzione
Centro Auser e Pro Loco, due associazioni vitali per Casalserugo
Ci sono realtà che tengono acceso il cuore di una comunità. A Casalserugo questo ruolo è svolto, con impegno e continuità, dal Centro Auser e dalla Pro Loco. Due associazioni diverse per missione e attività, ma accomunate da un elemento fondamentale: rendere il nostro paese più vivo, più unito, più partecipato. Tesserarsi non è solo un atto formale. È una scelta di appartenenza. È un modo concreto per sostenere chi ogni giorno costruisce occasioni di incontro, cultura e socialità.
Il Centro Auser rappresenta un punto di riferimento prezioso soprattutto per la terza età. Il cuore delle attività è l’Hangar 9, uno spazio che durante la settimana e nei fi ne settimana diventa luogo di aggregazione e condivisione. Qui si svolge la gestione del centro anziani, con il bar aperto quotidianamente, e si organizzano momenti di gioco e socialità che vanno dai tornei di carte e burraco alle attività ricreative che tengono viva la voglia di stare insieme.
Nel corso dell’anno l’Auser promuove anche uscite culturali per scoprire il territorio, dalla provincia di Padova ad altre mete fuori regione, offrendo opportunità di svago e conoscenza. Durante l’estate è ormai diventato un appuntamento atteso il “mercoledì al mare”, con giornate organizzate presso uno stabilimento balneare, pensate per favorire benessere e compagnia. Non mancano i corsi per imparare a utilizzare smartphone e dispositivi elettronici, strumenti oggi indispensabili per restare connessi con il mondo e con i propri familiari, così come iniziative culturali e momenti di approfondimento.
Accanto a questa realtà, la Pro Loco svolge un ruolo fondamentale nella promozione del territorio e dell’identità locale. È grazie al lavoro instancabile dei volontari se ogni anno Casalserugo si anima con eventi che coinvolgono famiglie, associazioni, attività economiche e visitatori. La Fiera di ottobre, le settimane dedicate alla Festa dello Sport, i Mercatini di Natale e le numerose manifestazioni organizzate nel corso dell’anno non sono solo occasioni di festa, ma strumenti concreti per valorizzare il nostro paese e rafforzare il senso di comunità. Entrambe le associazioni dimostrano come il volontariato sia una risorsa strategica per il territorio. Senza la partecipazione e il sostegno dei cittadini, però, anche le realtà più dinamiche rischiano di indebolirsi. Per questo rivolgo un invito semplice ma importante: tesserarsi signifi ca sostenere servizi, eventi, spazi di incontro e opportunità di relazione. Signifi ca investire nella vitalità di Casalserugo. Una comunità cresce quando le persone scelgono di esserci, non solo come spettatori, ma come parte attiva di un progetto condiviso.
Insieme contro l’inciviltà: scatta
il piano anti-abbandono dei rifiuti
Protocollo tra Consiglio di Bacino Padova Centro, Provincia e Arpav: nasce una rete di vigilanza ambientale con controlli mirati e tecnologia sul territorio
ISintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.
Progettazione
Fornitura superfi ci gres, legno, resine e resilienti
Consulenze globali
l fenomeno dell’abbandono dei rifiuti rappresenta una delle sfide più urgenti e complesse per le amministrazioni locali, non solo per il degrado estetico che comporta, ma soprattutto per i pesanti danni ambientali e i costi economici che ricadono sull’intera collettività. Per rispondere con fermezza a questa criticità, i Comuni aderenti al Consiglio di Bacino di Padova Centro hanno deciso di unire le forze, sottoscrivendo un protocollo d’intesa strategico insieme alla Provincia di Padova e ad Arpav. Questo accordo dà ufficialmente il via al progetto intitolato No all’abbandono dei rifiuti, un’iniziativa corale che vede schierati in prima linea, oltre a Casalserugo, anche i centri di Padova, Abano Terme, Albignasego, Ponte San Nicolò e Noventa Padovana. L’obiettivo è chiaro: trasformare un’azione di contrasto spesso frammentata in un sistema di vigilanza ambientale sinergico, capace di coprire capillarmente il territorio.
la realizzazione di una mappatura scientifica del fenomeno: attraverso lo studio delle zone più colpite, le autorità saranno in grado di individuare i punti caldi e intervenire in modo mirato. A supporto degli agenti scenderà in campo anche la tecnologia, con l’utilizzo intensivo di fototrappole e altri strumenti digitali capaci di incastrare chi scambia i margini delle strade o le aree verdi per discariche abusive.
BONUS FISCALI
Servizi
Ascoltaci in tutto il Veneto in
CHIAVI IN MANO con Consulente Dedicato: 049 8929200
Piazza dell’Artigianato, 8 • Abano Terme (PD) commerciale@euganeaservices.it www.euganeaservices.it
Il cuore pulsante dell’intesa risiede nell’istituzione di una cabina di regia che si occuperà della programmazione degli interventi e della creazione di un tavolo tecnico permanente. Quest’ultimo lavorerà in stretta simbiosi con i vari comandi di Polizia locale per rendere operative le attività di controllo e sanzione. Uno degli elementi più innovativi del piano è
A Casalserugo, questo nuovo impegno si inserisce in un solco già tracciato dall’amministrazione, che da tempo promuove i sabati ecologici come momento di partecipazione civica per la pulizia del paese. Un ruolo fondamentale in questa battaglia è svolto dai volontari delle Guardie Zoofile Agriam-
La memoria che unisce: per non dimenticare le
Nel corso del mese di febbraio, Casalserugo è stata teatro di un intenso ciclo di incontri intitolato La memoria che unisce, un percorso di riflessione collettiva che ha attraversato le pagine più dolorose della storia recente. Il primo appuntamento si è tenuto sabato 7 febbraio nella cornice di Villa Ferri, dove si è ripercorsa la storia della famiglia Finzi Contini. Partendo dal celebre romanzo di Giorgio Bassani del 1962 e dal capolavoro cinematografico di Vittorio De Sica, vincitore dell’Oscar nel 1972, il relatore Luca Finzi Contini, moderato da
biente, attivi con lo sportello tutela animali dell’Unione Pratiarcati, che garantiscono un presidio costante e segnalazioni puntuali. Se da un lato il protocollo punta molto sull’educazione e l’informazione, specialmente tra i banchi di scuola per sensibilizzare i cittadini di domani, dall’altro non mancherà la fermezza sul fronte sanzionatorio. Il messaggio lanciato è inequivocabile: la responsabilità di difendere il decoro e la salute del territorio appartiene a tutti, e chi sceglie di violare le regole ne pagherà le conseguenze, nel rispetto della stragrande maggioranza dei cittadini che invece usufruisce correttamente dei servizi di smaltimento.
ferite del Novecento
Luigi Carrai, ha restituito la verità storica della sua famiglia segnata dalle leggi razziali, riportando il racconto dal piano letterario alla cruda realtà delle persecuzioni. Il viaggio nella memoria è proseguito il 13 febbraio con la testimonianza di Franco Luxardo. Insieme a Paola Braiato, l’incontro ha ripercorso la drammatica epopea degli esuli dalmati. La famiglia Luxardo, celebre per la distilleria fondata a Zara nel 1821, fu vittima delle violenze belliche e delle persecuzioni che portarono alla morte di alcuni esponenti e all’esilio dei superstiti, i quali
seppero ricostruire la storica attività a Torreglia, nel Padovano, mantenendo viva la cultura della terra d’origine. Infine, il 27 febbraio, l’attenzione si è spostata sulla strage di Bologna. A 45 anni da quel tragico 2 agosto 1980, Paola Braiato ha ricostruito attraverso documenti e fotografie la dinamica dell’attentato che causò 85 vittime. Questi incontri hanno dimostrato che ricordare non è solo un esercizio sul passato, ma una responsabilità civile necessaria per costruire una comunità consapevole delle proprie radici. (CRI.S.)
Cristina Salvato
Il punto sulla nuova rotatoria
Il dibattito politico a Maserà di Padova torna a scaldarsi intorno al tema dello sviluppo della zona industriale, con particolare riferimento all’insediamento logistico di Poste Italiane. Il sindaco Gabriele Volponi ha voluto fare chiarezza sulla recente ri-approvazione della variante urbanistica necessaria per la modifica dell’ingresso all’area interessata, un passaggio tecnico che ha innescato una serie di riflessioni sulle dinamiche tra amministrazione, privati e minoranze consiliari. Al centro della questione vi è la realizzazione di una nuova rotatoria, progettata per migliorare l’accessibilità e la sicurezza della logistica, la cui approvazione ha seguito un iter amministrativo lineare ma non privo di colpi di scena sul fronte legale e politico.
La storia di questo piano di sviluppo affonda le radici nel 2024, quando la destinazione d’uso industriale dei terreni era già consolidata. Il sindaco ricorda come, in quel periodo, nacque un comitato spontaneo di pochi residenti, sostenuto dalle minoranze, che tuttavia si è dissolto nel giro di sei mesi senza lasciare traccia nei successivi interventi istituzionali.
La situazione si è ulteriormente sbloccata nel novembre 2025, quando un’azienda locale, che aveva precedentemente presentato tre ricorsi contro il Comune, ha deciso di ritirarli integralmente. Questa distensione ha portato alla presentazione di un’osservazione congiunta tra il ricorrente e il realizzatore dell’investimento logistico, finalizzata a migliorare l’ingresso dell’area coinvolgendo nuove porzioni di terreno precedentemente escluse. Per garantire la massima trasparenza, la maggioranza ha scelto di ri-approvare l’intervento, recependo le migliorie tecniche proposte.
“In questo contesto – dichiara il sindaco Gabriele Volponi – la consigliera di minoranza Elena Coppola è rimasta l’unica voce contraria all’insediamento. Ha presentato un’osservazione per la modifica dell’entrata identica a quella proposta dai privati, agendo con una tempistica che suggerirebbe una conoscenza anticipata del ritiro dei ricorsi. Un atteggiamento che definirei discutibile e che vede nella minoranza una difesa degli interessi
privati più che di quelli pubblici, finendo paradossalmente per votare a favore delle migliorie richieste dalle aziende pur dichiarandosi contraria al progetto nel suo complesso”.
L’amministrazione comunale, secondo Volponi, prosegue dunque sulla strada dello sviluppo economico del territorio, forte del fatto che le pendenze legali siano state azzerate e che il progetto della rotatoria rappresenti un beneficio per la viabilità della zona industriale. Per il sindaco, il ritiro dei ricorsi da parte del privato è un segnale di come il dialogo tecnico possa superare le contrapposizioni ideologiche.
Cristina Salvato
Strage di alberi a Villa Bosco Calvi
Sintoniz zati
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
spipadova@gmail.com
Alcune settimane fa Maserà di Padova si è risvegliata ferita nel suo patrimonio storico e ambientale. Il parco antistante Villa Bosco Calvi, situato lungo via Roma all’ingresso di Bertipaglia, è stato teatro di un abbattimento massiccio che ha cancellato in pochi giorni una ventina di alberi ad alto fusto. Quello che per decenni è stato considerato un polmone verde essenziale e un simbolo della realtà contadina locale è oggi una distesa di tronchi recisi, un’azione che ha scatenato l’indignazione della cittadinanza e ha trovato l’intero Consiglio comunale unito in una condanna senza appello. Il sindaco Gabriele Volponi è intervenuto con fermezza sulla vicenda, sottolineando come l’iniziativa dei privati proprietari della villa sia avvenuta in totale spregio delle procedure previste. Su quell’immobile e sulla sua pertinenza grava infatti un vincolo comunale di storicità che impone regole ferree per qualsiasi modifica del paesaggio. Per tagliare alberi con oltre dieci anni di vita sarebbe stata necessaria una relazione agronomica dettagliata, capace di giustificare l’intervento con motivi oggettivi come malattie delle piante o pericoli per la pubblica incolumità. Nulla di tutto ciò è stato presentato agli uffici competenti. Attualmente, la Polizia locale è impegnata nell’identificazione del proprietario, per procedere con le notifiche di legge. L’amministrazione intende appellarsi alle normative nazionali che prevedono sanzioni fino a 500 euro per ogni singolo albero abbattuto senza autorizzazione. Nonostante la mancanza di un regolamento locale specifico, Volponi ha annunciato l’intenzione di attuare un provvedimento ad hoc per punire quello che è stato definito uno snaturamento inaccettabile del territorio. Anche le minoranze, attraverso un’interpellanza di Elena Coppola, hanno chiesto massima chiarezza sulle autorizzazioni e sui controlli, rimarcando la necessità di tutelare con più vigore i luoghi meritevoli di conservazione paesaggistica. (CRI.S.)
Prosegue l’iter per il rifacimento del centro abitato
Definito l’iter burocratico: nuovi marciapiedi, pista ciclabile, strade rifatte e più parcheggi. Raccolte oltre cento firme, si procede anche con alcuni espropri
L a trasformazione del cuore pulsante di Maserà di Padova è ormai ai blocchi di partenza. Il sindaco Gabriele Volponi ha annunciato con soddisfazione che la complessa fase burocratica relativa al progetto di rifacimento del centro abitato è stata finalmente definita, aprendo la strada a un intervento radicale che promette di rimettere ordine in tutta l’area urbana. Con un quadro economico consistente, pari a un milione di euro, l’amministrazione comunale si appresta a varare un piano di opere che cambierà radicalmente la fruibilità del paese. Il progetto non si limita a un semplice restyling estetico, ma punta sulla sicurezza e sulla funzionalità attraverso la realizzazione di nuovi marciapiedi, una pista ciclabile moderna, il rifacimento completo delle carreggiate stradali e la creazione di passaggi pedonali protetti per tutelare le
utenze deboli.
Un aspetto particolarmente rilevante dell’operazione riguarda la gestione degli spazi sosta e il dialogo con le realtà produttive locali. Rispetto alla presentazione iniziale avvenuta a marzo, la Giunta ha apportato alcune modifiche tecniche con l’obiettivo specifico di guadagnare nuovi posti auto e venire incontro alle esigenze manifestate dai commercianti. Questa fase di ascolto ha portato a un risultato amministrativo quasi plebiscitario: sono state raccolte le firme di oltre cento proprietari su 107 coinvolti per la cessione di piccole porzioni di terreno. Si tratta spesso di strisce di terra già destinate all’uso pubblico da decenni, ma mai formalmente regolarizzate nei registri catastali. Molti residenti, come sottolineato dal primo cittadino, hanno scoperto solo in questa occasione di possedere ancora for-
malmente minuscole particelle a causa di frazionamenti mai conclusi nel passato. Sebbene la stragrande maggioranza delle attività commerciali abbia aderito con entusiasmo firmando gli accordi, la mancata partecipazione di un’unica attività e di altri cinque piccoli proprietari comporterà un lieve slittamento della tabella di marcia. La firma volontaria avrebbe permesso di accorciare l’iter di circa un mese, ma l’am-
ministrazione procederà ora con le procedure di esproprio previste dalla legge per garantire la pubblica utilità dell’opera. Questo mese di attesa sarà gestito con attenzione, considerando che il cantiere dovrà operare in un contesto estremamente delicato, attraversato ogni giorno da circa 23mila veicoli. Parallelamente, è in corso una revisione dell’area circostante il monumento ai caduti, dove l’amministrazione
conta di ricavare altri venti posti auto, migliorando contestualmente l’accesso al parco e alla sede della medicina di gruppo. Il sindaco ha ribadito con fermezza che questi interventi sono pensati per il beneficio della totalità dei cittadini e che la modernizzazione del paese non può essere frenata da vecchie abitudini non più compatibili con le attuali norme del codice della strada. Cristina Slavato
Sintoniz zati sul
Catering e allestimenti per le tue occasioni speciali matrimonio, battesimo, compleanno, laurea...e non solo
Servizi di ristorazione collettiva per aziende e scuole mensa, pausa pranzo, banchetti di lavoro, pausa ca è
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4
L’evento. Un successo che ha registrato il tutto esaurito per uno degli eventi più attesi dalla comunità
Festa della Candelora a Casalserugo
È probabilmente la prima festa del nuovo anno e non è un caso: con la Festa della Candelora si saluta l’inverno ormai prossimo alla fine e si aspetta l’arrivo della primavera
S i è conclusa lunedì 2 febbraio la dodicesima edizione della tradizionale festa della Candelora di Casalserugo, appuntamento che negli anni è diventato uno dei momenti più attesi dalla comunità locale. L’evento, che ha animato il paese dal 30 gennaio al 2 febbraio, ha offerto un ricco programma di iniziative: dagli stand gastronomici, al ballo fino ai momenti dedicati ai fedeli per la riflessione e il raccoglimento sulla celebrazione. Ma cosa si festeggia con la Candelora? Secondo l’antico proverbio veneto “A la Madona de la Candelora dell’inverno semo fòra, ma se piove o tira vento, de l’inverno semo dentro”. La data del 2 febbraio, infatti, si colloca simbolicamente a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera (più precisamente 40 giorni dopo il Natale) e rappresenta, da
secoli, un primo sguardo rivolto alla bella stagione ormai non più lontana. Elemento distintivo della festa sono le candele, segno di luce e di rinascita dopo i mesi più bui dell’anno. Secondo la tradizione cristiana, in questo giorno Maria e Giuseppe portarono Gesù bambino al Tempio di Gerusalemme, dove egli fu riconosciuto come luce destinata a illuminare le genti. Anche a Casalserugo la tradizione è stata rispettata. Nella giornata di domenica 1 febbraio, all’inizio delle celebrazioni eucaristiche, si è svolto il rito della benedizione delle candele. Al termine delle messe hanno ricevuto una speciale benedizione anche le arance, messe a disposizione dai giovanissimi dell’Azione Cattolica per sostenere le attività formative estive. Secondo la consuetudine popolare, questi frutti benedetti avrebbero la
funzione simbolica di proteggere dai malanni di stagione, in particolare dal mal di gola.
La festa della Candelora è stata inoltre l’occasione per celebrare un altro momento di grande rilievo per Casalserugo. Nella mattinata del primo febbraio è stato inaugurato un nuovo mezzo in dotazione alla Protezione Civile locale, destinato a essere utilizzato anche dagli altri gruppi dell’area di Padova Sud, tra cui Albignasego, Battaglia Terme, Cartura, Due Carrare e Maserà di Padova. Alla cerimonia hanno preso parte nu-
Alla Protezione Civile un nuovo mezzo attrezzato
La comunità di Casalserugo ha celebrato la ricorrenza della Candelora trasformandola in un tributo corale alla solidarietà e all’impegno civile. La giornata di febbraio ha segnato un traguardo fondamentale per la sicurezza del territorio con l’inaugurazione del nuovo Nissan Navara, un mezzo all’avanguardia destinato alla Protezione Civile. L’acquisto del veicolo è stato reso possibile grazie a un bando della Regione Veneto, che ha premiato la capacità progettuale del Distretto Padova Sud, mettendo a disposizione dei sei Comuni associati — Casalserugo, Maserà di Padova, Battaglia Terme, Car-
tura, Albignasego e Due Carrare — una risorsa preziosa per interventi rapidi ed efficaci in caso di emergenza.
La cerimonia, iniziata con la messa nella chiesa parrocchiale, è proseguita sul sagrato con la benedizione dei mezzi e dei volontari. È stato un momento di grande coesione istituzionale che ha visto sfilare i sindaci e i delegati dell’intero distretto, uniti dalla convinzione che la collaborazione sia l’unica strada per garantire la tutela dei cittadini. Oltre alla Protezione Civile, la piazza è stata animata dalla presenza della Croce Rossa Italiana, dell’Associazione Nazionale Ca-
merose autorità, tra cui il sindaco di Casalserugo Matteo Cecchinato, i colleghi dei comuni coinvolti, alcuni rappresentanti della Regione e i volontari: ben 147 quelli attivi nel Distretto, di cui 22 operanti a Casalserugo come ha ricordato la neo assessore regionale all’Ambiente ed ex sindaco Elisa Venturini. A loro sono andati i ringraziamenti per l’impegno costante, la professionalità e lo spirito di servizio dimostrati in tante situazioni di necessità. Giunta ormai alla sua dodicesima edizione, la ricorrenza della Candelora si conferma dun-
rabinieri, dell’Associazione della Polizia di Stato e di Agriambiente, a dimostrazione di una rete associativa capillare e instancabile.
Il sindaco Matteo Cecchinato ha voluto sottolineare come il volontariato moderno non sia solo spirito di servizio, ma anche competenza e tecnologia, invitando i giovani ad avvicinarsi a queste realtà. La giornata si è conclusa in un clima di festa e condivisione grazie al rinfresco offerto dai volontari dell’Auser, un gesto che ha suggellato il valore umano di una comunità che sa stringersi attorno a chi dedica il proprio tempo agli altri. (CRI.S.)
que un appuntamento fisso e molto partecipato. L’affluenza registrata quest’anno ne è l’ennesima prova: in particolare la serata del 31 gennaio ha fatto segnare il tutto esaurito, con il completo riempimento dei posti disponibili presso il Tendo Palasport. La manifestazione è stata organizzata, come di consueto, dal Comitato Promotore Cultura Sportiva di Casalserugo, con il patrocinio della Parrocchia della Purificazione della Beata Vergine Maria e dell’amministrazione comunale.
Andrea Benato
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
segue da pag. 1
La grande attesa del bilancio regionale
Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader
del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.
Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.
Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.
“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”
Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.
Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?
“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.
Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.
“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo
meno burocrazia in Veneto”
economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.
il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.
Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?
“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”
Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?
“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie
Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?
“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.
Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-
sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?
“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio
pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.
Alberto Gottardo
Massimo Bitonci
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità
Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.
Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?
Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato. Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?
Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.
Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.
Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».
A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?
Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di
rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.
Perché puntare proprio sul metano?
«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.
Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?
Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.
Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?
Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.
Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?
Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.
I conti della Regione. Filippo Giacinti
“Nuovo
bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”
Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.
Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?
La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?
In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini. Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?
Posso confermare che le tasse e i tributi
regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.
Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?
La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.
Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?
Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.
Diego Ruzza
Filippo Giacinti
Riforma della giustizia, scocca l’ora della verità
La politica si divide sul futuro della magistratura
Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo
Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione
definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai
magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-
zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza
della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Elly Schlein Flavio Tosi
L’intervista. Maurizio Dianese, autore di “Come
“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”
M aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo). Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).
Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?
Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici. Nel libro emerge forte il lega-
me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.
Oggi che uomo è Felice Maniero?
Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo.
Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?
cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.
Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.
Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?
vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?
La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.
Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?
Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso.
Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.
Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.
Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-
Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-
La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.
Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Cerchi un lavoro come dipendente?
Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività del territorio O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time + incentivi
Formazione dedicata e a ancamento continuo
4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as on una qualità audio pe Ascoltaci in tutto il Veneto
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta. Ascoltaci in tutto il Veneto
Ambiente solido e percorso di crescita in primaria azienda veneta
LDespar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia
Sintoniz zati
Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone
noscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.
D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.
U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.
nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-
a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne che, con passione, custodiscono saperi antichi e li trasformano
per il
L o stesso approccio ha guidato Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-
propria identità, portando sulle
nate da un profondo legame con
Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza
Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”
Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova.
Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio
Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in
Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e presente, il marchio dell’Abete ha deciso recentemente di contributario del XV secolo, conservato seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto nuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità
zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.
SCARICA L’APP RADIO VENETO2 4
Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-
Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.
Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.
Tenuta Amadio
prosecco,
Sintoniz zati
chiusure tecniche fanno parte di questa categoria: non si notano finché non funzionano, ma diventano indispensabili quando il comfort viene meno. Zago Alberto opera esattamente in questo spazio, offrendo soluzioni affidabili per abitazioni private, uffi ci e attività commerciali, con un approccio che mette al centro la funzionalità e la durata nel tempo. L’azienda si è costruita negli anni come punto di riferimento per la vendita, l’assistenza e la riparazione di sistemi di protezione e schermatura. Un servizio completo, che parte dalla consulenza iniziale e accompagna il cliente fino alla posa in opera. Perché tende, zanzariere, tapparelle o strutture tecniche non sono semplici elementi d’arredo, ma dispositivi che devono lavorare bene ogni giorno, in tutte le stagioni.
protette e fruibili durante tutto l’anno. Anche in questo ambito, la parola chiave resta una: affidabilità.
Uno degli aspetti che caratterizzano il lavoro di Zago Alberto è la continuità dell’assistenza. La manutenzione e la riparazione fanno parte integrante dell’offerta, perché un sistema di schermatura, per funzionare bene nel tempo, ha bisogno di interventi puntuali e competenti. È qui che emerge il valore dell’esperienza tecnica: sapere dove intervenire, come farlo e con quali materiali, evitando soluzioni temporanee che durano una
Ogni intervento è studiato su misura. Non solo nella scelta del prodotto, ma anche nella modalità di installazione e nel supporto successivo. L’obiettivo è risolvere un’esigenza concreta, migliorando l’uso quotidiano degli spazi. Che si tratti di un’abitazione privata, di un uffi cio o di un’attività commerciale, il principio resta lo stesso: offrire soluzioni che funzionano e che continuano a funzionare.
Affidabilità, competenza tecnica e attenzione al cliente sono i valori che guidano il lavoro quotidiano di Zago Alberto. Un’operatività fatta di sopralluoghi, misurazioni precise, installazioni curate e interventi di assistenza puntuali. In un settore dove spesso si dà tutto per scontato, la differenza la fanno proprio questi dettagli.
Proteggere uno spazio signifi ca renderlo più confortevole, più effi ciente,
e strutture in policarbonato. Soluzioni che rispondono alla crescente esigenza di vivere gli spazi esterni in modo continuativo, creando aree
Sintoniz zati
Alta complessità, innovazione e nuove infrastrutture: il bilancio di fine mandato
Giuseppe Dal Ben chiude il mandato il 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, all’Azienda Ospedale di Padova: investimenti, primati clinici e la sfida di Padova Est
IIl 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, si chiuderà il mandato del Direttore Generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, una delle realtà sanitarie di riferimento a livello nazionale per l’alta complessità. Sono stati anni segnati da investimenti strutturali, innovazioni cliniche e passaggi decisivi per il futuro, dal Nuovo Ospedale Pediatrico al percorso verso Padova Est – San Lazzaro. Un bilancio che intreccia risultati concreti e visione strategica. L’Azienda Ospedaliera di Padova è un punto di riferimento nazionale per l’alta complessità: che bilancio traccia oggi del percorso compiuto sotto la sua direzione?
Sono stati anni di grande impegno e concentrazione. Il primo ringraziamento va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario per la professionalità dimostrata.
L’ultimo anno ha segnato passaggi concreti, non solo annunci. Nel 2024 abbiamo completato interventi strutturali strategici: l’adeguamento del Pronto Soccorso con la nuova Tac, la risonanza magnetica al Sant’Antonio, i laboratori di citofluorimetria e immunometria al Giustinianeo e l’ammodernamento della Medicina Nucleare. Sono state inaugurate nuove terapie intensive e i laboratori di biologia molecolare, con investimenti complessivi di diversi milioni di euro.
Parallelamente sono in corso opere rilevanti, dalla nuova Anatomia Patologica alla riqualificazione di reparti e laboratori, mentre il 2025 ha segnato un traguardo storico con l’apertura del Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” e il passaggio decisivo della conferenza dei
servizi per il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro.
Il filo conduttore è stato investire in spazi, tecnologie e organizzazione per sostenere l’alta complessità e rafforzare la rete regionale.
Quali traguardi di eccellenza clinica e scientifica ritiene più significativi raggiunti in questi anni?
L’eccellenza è frutto di un lavoro multidisciplinare che ha rafforzato l’attrattività del centro per pazienti e professionisti da tutta Italia. Nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti, con 179 interventi in urgenza nazionale. Padova è prima in Italia per trapianti di rene e di polmone e seconda nella classifica complessiva. Tra i risultati più significativi, il primo trapianto di fegato completamente robotico al mondo, con l’organo mantenuto in perfusione durante
l’intervento, e il raggiungimento del 700° trapianto di polmone. Non meno rilevante l’intervento neurochirurgico su un bambino operato da sveglio per una lesione profonda: una procedura rarissima a livello internazionale, che ha permesso di monitorare in tempo reale le funzioni cognitive riducendo al minimo il rischio di deficit permanenti. Risultati che confermano la capacità dell’Azienda di essere polo di innovazione oltre che di assistenza.
La nuova Pediatria rappresenta uno degli interventi più attesi e simbolici: che valore ha per Padova e per il Veneto?
Il Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” è molto più di un edificio: è una scelta strategica. Si sviluppa su 20 mila metri quadrati, con 155 posti letto e sei sale operatorie interamente dedicate,
per un investimento complessivo di 107 milioni di euro.
È oggi il più grande istituto pediatrico del Nord Est: ogni anno registra circa 10 mila ricoveri, 25 mila accessi al Pronto Soccorso e oltre 320 mila visite ambulatoriali. Le camere sono progettate per accogliere anche i caregiver, perché la cura pediatrica coinvolge sempre l’intera famiglia. Rappresenta un presidio di eccellenza per il Veneto e un investimento sul futuro della sanità pediatrica ad alta specializzazione. Come si tiene insieme il ruolo di grande hub ospedaliero, la collaborazione con l’Università e la sostenibilità di un sistema sempre più complesso?
L’integrazione con l’Università è il motore che trasforma ricerca e formazione in qualità delle cure. Il modello dell’Azienda Ospedale–Università integra assistenza,
didattica e innovazione in un unico sistema. Un esempio concreto è la galenica clinica personalizzata: nei reparti pediatrici il 44% dei farmaci è sottoposto a manipolazione per adattare le terapie ai singoli pazienti. Oggi possiamo contare su una tecnologia di stampa 3D, unica in Italia, capace di produrre dosi personalizzate, compresse multistrato e formulazioni su misura. È medicina personalizzata applicata alla pratica clinica quotidiana. Guardando avanti, quale sfida considera prioritaria per mantenere l’Azienda ai vertici della sanità italiana ed europea? La sfida ha un nome preciso: il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro. Non è solo un ampliamento, ma un cambio di paradigma. Consentirà di superare la frammentazione delle sedi storiche e progettare percorsi di cura costruiti attorno al paziente. La conferenza dei servizi ha segnato un punto di svolta: ora la sfida è trasformare il progetto in cantiere e il cantiere in una struttura operativa capace di rispondere alla crescente domanda di alta complessità, con tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi. Mantenere la leadership significa avere infrastrutture adeguate alla medicina del futuro. Il bilancio di fine mandato restituisce l’immagine di un’Azienda che ha consolidato il proprio ruolo di hub nazionale dell’alta specializzazione, investendo in infrastrutture, tecnologia e integrazione con l’Università. Dai primati nei trapianti alla nuova Pediatria, fino alla prospettiva di Padova Est, il percorso compiuto traccia una linea chiara: rafforzare l’eccellenza clinica e preparare la sanità padovana alle sfide dei prossimi decenni.
Sara Busato
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Sanità e IA. 244 milioni e più servizi nel piano 2021-2025
ULSS 6 Euganea, Fortuna alla fine del mandato: “Fare memoria per costruire il futuro”
Il direttore generale di Ulss 6 Euganea, in scadenza il 28 febbraio, presenta il Bilancio 2021-2025: 244 milioni di investimenti, crescita dell’attività e una sanità che dialoga con l’AI.
Apochi giorni dalla scadenza del suo mandato, fissata per il 28 febbraio, Paolo Fortuna traccia un bilancio dei cinque anni alla guida dell’ULSS 6 Euganea. Non un consuntivo celebrativo, ma – come lui stesso precisa – un esercizio di responsabilità verso il territorio. “Il bilancio di mandato non nasce per celebrare quello che è stato fatto, ma per fare memoria di cosa è successo”, afferma. “Partire da ciò che è accaduto serve per dare le linee attraverso cui l’azienda dovrà mantenere e sviluppare la sanità nel territorio di Padova”.
65% dei ricoveri per bronchiolite nei neonati grazie alla campagna vaccinale. Ma per Fortuna il risultato più importante non è solo nei numeri. “Questo lavoro non è stato fatto da Paolo Fortuna, ma dall’azienda, dai dipendenti, dai dirigenti. È frutto dei più di 7.000 dipendenti”. E sottolinea: “Il migliore valore aggiunto che ho potuto apprezzare in questi anni è stata l’identità aziendale. Si è partiti da Ulss e oggi c’è un’azienda che si sente azienda, con un forte aumento del senso di appartenenza”.
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.
Il documento ripercorre il quinquennio 2021-2025, anni complessi segnati prima dalla pandemia e poi dalla ripartenza, fino alla piena attuazione degli interventi del PNRR. È una pubblicazione “agile ma densa”, costruita sui dati del controllo di
Un percorso che non è stato privo di difficoltà. “Evolvono i bisogni, evolvono le risposte. Ci sono punti di caduta in un sistema così complesso, ma è importante sottolineare che grazie a tutti ci si rialza”.
Il riferimento va ai momenti più critici del mandato: la campagna vaccinale Covid, con picchi di 13 mila somministrazioni al
gestione e delle principali fonti istituzionali, ma con una caratteristica innovativa. “È un bilancio molto interattivo. Troverete molti QR code attraverso i quali ci si aggancia a un sistema di intelligenza artificiale locale. I dati possono essere letti facendo domande specifiche”. In questo modo il cittadino può “aprire un mondo di analisi e informazioni su quello che è stato fatto”, dialogando direttamente con il documento. I numeri raccontano un’azienda che ha continuato a crescere nonostante le difficoltà. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto i 244,5 milioni di euro, in gran parte destinati all’edilizia sanitaria e alle tecnologie. L’attività è aumentata: +20% i ricoveri nel quinquennio, +7% le prestazioni ambulatoriali, +30% la chirurgia programmata. Significativi anche i risultati della prevenzione, come la riduzione del
giorno, e la pronta reazione all’attacco hacker che ha garantito continuità operativa.
Con la fine del mandato alle porte, Fortuna indica anche le direttrici che dovranno guidare il futuro dell’azienda. La prima è etica: “La prossimità e l’accompagnamento della persona fragile devono essere parole chiave. Dobbiamo chiederci quotidianamente se l’accesso è garantito a tutti”. Universalità, equità, trasparenza e sobrietà restano i principi cardine.
La seconda è epidemiologica. Denatalità, invecchiamento e fragilità crescente richiedono nuovi modelli organizzativi. “Internet è spesso corriere di fake news. Dobbiamo contrastare la sanità fai da te con asset comunicativi rapidi e sicuri”.
La terza direttrice è organizzativa. “C’è bisogno di una sanità flessibile, che si reingegnerizzi continuamente”. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, telemedicina e
sostegno ai Pronto Soccorso sono le priorità, insieme alla valorizzazione del personale. “La retention e il welfare aziendale sono fondamentali. Trattenere le persone e farle vivere bene nell’ambiente lavorativo è un’azione strategica”. Infine la traiettoria tecnologica. “La rapida evoluzione tecnologica, dalla robotica alla telemedicina, sarà un supporto fondamentale, sempre nel rispetto della sicurezza dei dati”. Anche l’intelligenza artificiale, precisa, “deve essere sicura e il medico deve rimanere l’ultimo a decidere”, pur potendo contribuire a snellire i processi amministrativi. Alla vigilia della conclusione del suo incarico, il direttore generale consegna così un bilancio che è anche un passaggio di testimone. “Non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova fase. Dai bisogni che continueranno ad evolvere dovrà nascere una sanità moderna, resiliente e sempre più vicina alle persone”.
Territorio. Concluso il maxi trasloco nel nuovo polo pediatrico da 107 milioni di euro
Salus Pueri: nuovo ospedale pediatrico del Veneto operativo
Il trasferimento è iniziato alle 7.50, con il primo paziente accolto in Terapia intensiva pediatrica. Si è concluso poco dopo mezzogiorno, alle 12, con l’ingresso dell’ultimo bambino in Nefrologia pediatrica. In mezzo, una mattinata scandita da tempi precisi, percorsi dedicati e un’organizzazione chirurgica: 61 bambini e ragazzi, dai 30 giorni ai 17 anni, sono stati trasferiti senza criticità nel nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto Salus Pueri, ora pienamente operativo. Un passaggio simbolico e concreto insieme, che segna l’avvio definitivo della nuova struttura nata per rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile: dotare il Veneto di un ospedale pediatrico più ampio e moderno, capace di razionalizzare i percorsi assistenziali e di concentrare in un unico luogo l’attività intensiva e chirurgica.
Il nuovo edificio sorge nel cuore dell’area est del complesso ospedaliero a padiglioni, in posizione baricentrica e con collegamenti diretti agli spazi destinati all’attività ostetrico-ginecologica. Si sviluppa su otto piani, là dove un tempo trovava posto la Pneumologia, e dispone di 155 posti letto distribuiti su una superficie complessiva di 20 mila metri quadrati. Al settimo piano sono collocate sei sale operatorie, mentre ogni stanza è stata progettata prevedendo spazi adeguati anche per i caregiver, a conferma di un modello di cura che tiene insieme assistenza sanitaria e dimensione familiare.
L’investimento complessivo ammonta a 107 milioni di euro: 92 milioni per la realizzazione del fabbricato e 15 milioni per le attrezzature sanitarie, di cui un milione finanziato con fondi PNRR. Numeri che raccontano anche la portata del cantiere: 1.570 maestranze coinvolte, 157 imprese al lavoro, nove ascensori, 1.860 metri quadrati di facciate vetrate e 5.400 di superfici opache, oltre a 1.141 porte interne, 241 serramenti in facciata, 2.000 lampade a led e 24 unità per il trattamento dell’aria. Il nuovo ospedale ospita 26 unità operative e
si inserisce all’interno di un sistema che fa della Pediatria di Padova il più grande istituto dedicato alla cura del bambino nel Nord Est. Ogni anno vengono mediamente ricoverati 10 mila piccoli pazienti, con 25 mila accessi al pronto soccorso e circa 320 mila visite ambulatoriali. Nei dodici mesi nascono in media 2.800 bambini. Con l’apertura di Salus Pueri, questa mole di attività trova ora spazi e tecnologie pensati per affrontare le sfide della pediatria dei prossimi decenni.
Sara Busato
Cardio50: in 80 giorni oltre 300 cinquantenni sottoposti a screening cardiovascolare
Parte con numeri significativi la nuova stagione di Cardio50, il programma di screening cardiovascolare gratuito promosso dall’ULSS 6 Euganea per le persone che compiono 50 anni. Nei primi 80 giorni, oltre 300 cittadini hanno già effettuato la visita e altrettanti sono in lista per partecipare.
Lo screening, pensato per individuare precocemente fattori di rischio come pressione alta, colesterolo o glicemia fuori norma, ha permesso di scoprire valori anomali nel 38% dei partecipanti. Altri invece, pur avendo parametri nella norma, presentano comportamenti a rischio – fumo, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà o alimentazione non equilibrata – sui quali hanno ricevuto consigli personalizzati e indicazioni per accedere a visite nutrizionali, attività motoria o programmi di disassuefazione da fumo e alcol.
«L’obiettivo è prevenire le malattie cardiovascolari agendo tempestivamente sui fattori di rischio, sia clinici sia comportamentali – spiega l’ULSS 6 -. Chi partecipa verrà richiamato per un follow-up a distanza di almeno sei mesi per valutare l’efficacia delle azioni intraprese».
Le visite si svolgono in diversi ambulatori dell’ULSS, a Padova centro, Camposampiero, Monselice e presso il complesso Ai Colli, e coinvolgono circa 30 operatori sanitari formati. Ogni appuntamento prevede la rilevazione di peso, altezza, girovita, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo tramite goccia di sangue, oltre a un colloquio per analizzare abitudini e stili di vita.
Prima in Italia: EXIT to ECMO salva una neonata rimuovendo una massa polmonare fetale da 14 cm
Un caso storico all’Azienda Ospedale Università Padova: EXIT combinata a ECMO e intervento chirurgico neonatale hanno permesso di rimuovere una massa polmonare fetale, garantendo ossigenazione e stabilità alla neonata subito dopo il parto
Per la prima volta in Italia una rara malformazione polmonare fetale, associata a idrope, è stata trattata con una nascita programmata mediante procedura EXIT to ECMO e con un successivo intervento chirurgico neonatale. Protagonista una bambina, operata subito dopo il parto, alla quale è stata asportata una massa polmonare benigna che, se non rimossa, avrebbe compromesso lo sviluppo degli alveoli e la futura capacità respiratoria. Il parto è avvenuto con taglio cesareo attraverso la procedura EXIT (Ex Utero Intrapartum Treatment), una tecnica che consente di mantenere il feto parzialmente in utero, ancora collegato alla placenta, garantendo l’ossigenazione durante le fasi più critiche della nascita. In questo caso all’EXIT è stata associata
l’ECMO, la macchina cuore-polmone che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e respiratoria. Una combinazione decisiva per assicurare la stabilità della neonata subito dopo il parto. Una volta avviato correttamente il supporto ECMO, la bambina è stata estratta completamente, il cordone ombelicale clampato e la paziente trasferita in una sala operatoria adiacente. Qui è stata sottoposta a una toracotomia neonatale con l’asportazione della massa polmonare, di circa 14 centimetri. Il decorso post-operatorio è stato favorevole: la piccola è stata dimessa dopo 30 giorni di degenza, con un follow up ambulatoriale programmato. La gestione del caso ha richiesto una complessa e stretta collaborazione multidisciplinare. Sono state coinvolte le unità operative di Ostetricia
e Ginecologia, Cardiochirurgia pediatrica, Chirurgia pediatrica, Otorinolaringoiatria, Rianimazione e Anestesia, Neonatologia. Tra i professionisti impegnati figurano la dottoressa Paola Veronese, il dottor Cesare Cutrone, il professor Vladimiro Vida, la professoressa Patrizia
Dall’Igna e il professor Francesco Leon Fascetti.
Si tratta del primo caso in Italia di EXIT to ECMO per una massa polmonare fetale e rappresenta un modello di eccellenza nella gestione delle patologie fetali complesse. Un risultato che apre nuove prospettive per la medicina fetale e conferma il ruolo di riferimento dell’Azienda Ospedale Università Padova nello sviluppo di interventi salvavita sempre più precoci e innovativi, già durante la vita intrauterina.
Rivoluzione nella chirurgia: primo trapianto di fegato robotico
All’Azienda Ospedale-Università di Padova è stato eseguito un trapianto di fegato completamente robotico, sulla scorta dell’esperienza maturata a Modena qualche tempo fa. Nel capoluogo veneto, tuttavia, per la prima volta al mondo l’équipe guidata dal professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia epatobiliopancreatica e dei Trapianti di fegato, ha impiantato il nuovo fegato mantenendolo costantemente protetto da una macchina di perfusione durante l’intera fase di inserimento. L’impiego della piattaforma robotica ha consentito di operare attraverso piccole incisioni cutanee, evitando la chirurgia a cielo aperto; parallelamente, l’uso delle sofisticate tecnologie di perfusione ha garantito la vitalità dell’organo espiantato, ottimizzandone i parametri funzionali prima e durante l’impianto. La sfida, di altissima complessità, è stata portare a termine un trapianto epatico in regime di mininvasività, preservando il fegato in ogni passag-
gio dell’intervento. Un lavoro di precisione estrema, paragonabile a costruire l’Amerigo Vespucci dentro una bottiglia di vetro intervenendo solo dal collo, curando ogni minimo dettaglio con in gioco la vita dei pazienti. La chirurgia italiana, almeno nei centri di massima specializzazione, segna così il compimento del percorso che ha condotto dalla chirurgia aperta, cruenta e macroinvasiva, alle tecniche mininvasive, raggiungendo la vetta più impegnativa rappresentata dal trapianto di fegato. Per i malati, i potenziali benefici sono molteplici: riduzione della permanenza in terapia intensiva e della degenza in reparto, dolore post-operatorio più breve e meglio controllato, minore rischio di complicanze di parete e di infezioni, oltre a un esito estetico più favorevole. Padova si conferma anche quest’anno primo centro italiano per numero di trapianti di fegato e per la presa in carico delle persone affette da tumore epatico. (s.b.)
Sara Busato
Sintoniz zati
C ’è
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta . Ascoltaci in tutto il Veneto in
TERM€CONOMY *
Camera Comfort 2 giorni e 1 notte mezza pensione - 1 cura inalatoria con acqua termale
L’APP RADIO VENETO2 4
ESSENZA NELL'ACQUA*
Camera Superior 4 giorni e 3 notti mezza pensione - 1 cura inalatoria con acqua termale
THERMAL WELLNESS
7 giorni e 6 notti camera Comfort mezza pensione Pacchetto cure termali con impegnativa ASL che comprende: Colloquio medico introduttivo* - 6 applicazioni di fango termale* - 6 docce termali di annettamento* - 6 bagni termali con addizione di ozono* Ingresso area Spa e piscine termali
PONTI
Massaggio Antistress 25
4 giorni e 3 notti camera Comfort pensione completa
FERRAGOSTO DOLCE FAR NIENTE*
4 giorni e 3 notti camera Comfort mezza pensione Festa sotto le stelle
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .