Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin nuovo dg: “Rafforzare la sanità territoriale”
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
SICUREZZA STRADALE,
ANCORA APERTA:
CENTRI URBANI CHE SI RISCHIA DI PIU’
A Chioggia incidenti in calo del 5% e i feriti del 7%.
Sulla Romea è stato chiesto il sistema “Vergilius” ai capi del ponte translagunare
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
CHIOGGIA, RIMPASTO IN GIUNTA: ENTRANO PENZO E BOSCOLO ZEMELO
Con l’ingresso dei due assessori di Fratelli d’Italia il sindaco chiude la crisi politica aperta nel settembre 2025
VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO E’ RISORSA VIVA, DIFFUSA E FECONDA”
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
Liceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
D
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
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nuova sede dei Vigili del Fuoco
La Città metropolitana di Venezia ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Chioggia. L’opera sarà realizzata nell’area dell’ex centro minori, già di proprietà comunale, e sarà adeguata e ampliata per accogliere fino a 34 unità operative, inclusi spazi residenziali, didattici, logistica e aree comuni, oltre a strutture specifiche per addestramento e ricovero delle imbarcazioni di soccorso lagunare.
L’edificio, progettato secondo gli standard ministeriali, avrà un’impronta di circa 600 m² per piano su due livelli e sarà collegato all’edificio esistente tramite un passaggio vetrato. La nuova costruzione prevede anche un castello di manovra per esercitazioni e una cavana per i mezzi acquatici. Gli spazi interni saranno organizzati per ospitare personale in turno, camerate, mensa e aula didattica.
L’importo complessivo del progetto è di 5.433.651,43 euro e i lavori, affidati tramite gara, dovrebbero partire entro l’estate 2026 con una durata prevista di 515 giorni lavorativi.
“Chioggia merita una caserma moderna e funzionale, capace di operare sia via mare sia su gomma” – ha dichiarato il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro.
Il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, on. Emanuele Prisco, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni per rafforzare la presenza del Corpo in un’area strategica come quella lagunare. Marcellina Segantin, consigliera metropolitana e comunale, ha aggiunto che il progetto rappresenta anche una significativa riqualificazione di un immobile da tempo inutilizzato.
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”. continua da pag. 1
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Politica. Si tratta di Matteo Penzo e Cristina Boscolo Zemelo
Crisi politica finita, entrano in giunta due assessori di Fratelli d’Italia
Dopo mesi di tensioni politiche, la giunta di Chioggia trova un nuovo assetto: Fratelli d’Italia entra nell’esecutivo con due assessori. Il rimpasto chiude la crisi e consente di approvare il bilancio di previsione
D opo mesi di attesa si è conclusa nelle scorse settimane con un rimpasto, la crisi politica della giunta comunale di Chioggia che era scoppiata lo scorso autunno. E’ stato così approvato il bilancio. E sono stati nominati anche due nuovi assessori di Fratelli d’Italia dal sindaco Mauro Armelao. Nello specifico si tratta di Matteo Penzo e Cristina Boscolo Zemelo. Il primo è ispettore della Polizia di Stato ha ricoperto cariche importanti dal punto di vista politico come presidente della Csa Casson. La seconda è un’imprenditrice nel settore del turismo. Con il rimpasto la giunta tira un sospiro di sollievo e con questo accordo politico si mette fine alla crisi nata a settembre 2025 con le dimissioni dell’assessore Maria Rosa Boscolo
Penzo
Chio, della lista Energia Civica. Nel consiglio comunale di fine febbraio il sindaco Armelao ha infatti annunciato l’ingresso in giunta della compagine di Fratelli d’Italia con due assessori, e questo ha permesso anche di votare il bilancio di previsione nei tempi consentiti. Per quanto riguarda le deleghe, nello specifico dei due nuovi assessori, Matteo Penzo ha le deleghe a sicurezza, polizia locale, decoro urbano, commercio, attività produttive, sport, agricoltura, pesca, e Cristina Boscolo Zemelo ha le deleghe a cultura, mobilità e trasporti, lavoro, economia del mare, informatizzazione e innovazione. Sono entrambi esterni al consiglio comunale, ma erano stati candidati con Fratelli d’Italia alle ultime elezioni regionali. Il sindaco ha tenuto per sé in-
vece la delega all’urbanistica rimasta vacante dopo le dimissioni di Maria Rosa Boscolo Chio. Questo accordo dovrebbe permettere alla giunta di arrivare a naturale scadenza del mandato. Per Armelao si tratta di un risultato importante e ne certifica la capacità di resistenza politica. Dal marzo 2024 il sindaco ha affrontato prima la rottura con FdI (che contava quattro consiglieri), un accordo con Energia Civica che prima si trovava all’opposizione, poi la sostituzione della vicesindaca Zennaro (ex Fdi, passata all’Udc), l’abbandono di Energia Civica a settembre 2025, fino a questo nuovo accordo con FdI. L’opposizione ha avuto buon gioco ad attaccare, parlando di un patto nato non a Chioggia, ma nelle segreterie di partito provinciali, un fatto che è stato però negato con decisione dal sindaco. Poi un altro fatto politico. Durante la seduta del parlamentino cittadino, i consiglieri Davide Vianello, Francesca Donà e Mattia Boscolo Chiodoro hanno uffi-
cializzato l’adesione al gruppo consiliare di Forza Italia, lasciando la civica Chioggia Protagonista, che resta ora rappresentata da Marcellina Segantin e Brunetto Mantovan. La scelta hanno spiegato i consiglieri, è frutto di un percorso politico già avviato sul territorio e consoli-
(Pd): ”Nessun ricompattamento, solo un tirare a campare”
Sulla questione del ricompattamento della maggioranza di centrodestra attorno al sindaco Mauro Armelao, arrivano le critiche della capogruppo del Pd Barbara Penzo. “Questo - dice Penzo - non è un ricompattamento politico attorno a un progetto per la città. È semplicemente un ricompattamento numerico attorno alla necessità di sopravvivere e di rispondere ai livelli superiori di partito”. Penzo rincara la dose. “Quando una
maggioranza si divide per mesi - spiega- si attacca pubblicamente, si accusa di tradimenti, defenestra assessori e poi improvvisamente si ritrova unita solo alla vigilia di un voto decisivo, non si sta costruendo stabilità, si sta cercando di salvarsi da un fallimento e di salvare la faccia del centrodestra che governa la città di Chioggia”. Precise le considerazioni politiche.
“Il punto - dice Penzo - non è rimettere a posto i numeri della giunta o i numeri
dato anche attraverso incarichi nell’organizzazione giovanile del partito. Boscolo Chiodoro è stato nominato segretario cittadino di Forza Italia Giovani Chioggia, mentre Donà è vice segretario provinciale di Forza Italia Giovani. Alessandro Abbadir
del bilancio. Il punto è con quale credibilità politica si chiede alla città di credere che questa sia una maggioranza solida. Perché il ricompattamento vero nasce da una visione comune per Chioggia. Visione che non hanno mai condiviso neppure in campagna elettorale”. Infine una stoccata finale alla maggioranza. “Quello che vediamo oggi - conclude Penzo - un accordo dell’ultima ora per arrivare alla fine del mandato”. (a.a.)
Matteo Penzo e Cristina Boscolo Zemelo
Barbara Penzo
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Chioggia, sicurezza stradale sotto pressione: interventi su Romea e frazioni
S icurezza stradale, è forte l’impegno del Comune di Chioggia tra educazione, controlli, innovazione tecnologica e riqualificazione urbana. Particolare attenzione, va detto, è stata riservata alle frazioni, in particolare a quella di Sant’Anna, con un investimento complessivo di quasi 680.000 euro tra opere già realizzate e programmate. Oltre agli interventi già realizzati (risanamento e bitumatura di via Pegorina; asfaltatura delle laterali di via Canal di Valle) con un investimento di 450.566,83 euro (il 16,4% del programma comunale da 2.750.000 euro), è prevista l’installazione di dissuasori di velocità in via Pegorina e nuovi interventi per un totale di 138.600 euro per l’asfaltatura di via Primavera (stralci nord e sud); il rifacimento completo di 726 metri quadrati di marciapiedi; interventi su via Bruno Maderna con la realizzazione della rete fognaria da parte di Veritas. Inoltre si interverrà a
breve per mettere in sicurezza due punti strategici della frazione: le fermate del bus in Romea, sia in direzione Ravenna che Chioggia. “Sant’Anna non è periferia nelle scelte del Comune - ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Mancin - ma parte centrale della programmazione. Gli investimenti dimostrano un impegno strutturale per sicurezza, decoro e qualità della vita. In particolare, nel caso delle fermate del bus lungo la Romea, verrà realizzato il “golfo di fermata” in Romea direzione Ravenna, il marciapiede di collegamento e l’attraversamento pedonale con chiamata, la nuova pensilina in direzione Chioggia con relativo spostamento dell’isola ecologica; il riposizionamento del semaforo attualmente collocato su proprietà privata per un investimento complessivo di circa 90.000 euro”. Oltre che su interventi materiali per migliorare la sicurezza sulle strade, il Comune punta molto sull’educazione
stradale. È ripartito infatti il progetto di educazione stradale “Be Road Smart”, promosso dalla Polizia Locale con il comandante Luca Sattin. Ha l’obiettivo di formare i cittadini di domani alla cultura della sicurezza e del rispetto delle regole. Il progetto, avviato a novembre scorso, ha coinvolto le scuole secondarie di primo grado nella prima par-
te dell’anno e, dalla primavera, le scuole primarie. L’iniziativa interessa l’intero territorio comunale attraverso i tre istituti comprensivi e le due scuole paritarie che hanno aderito con grande interesse. “Molti ragazzi a questa età - ha sottolineato Sattin - dimostrano spesso poca consapevolezza sul comportamento più sicuro da tenere in
Romea, chiesto il sistema “Vergilius” ai capi del ponte translagunare
Un passo decisivo per la sicurezza stradale su cui punta il Comune di Chioggia riguarda la Statale 309 Romea, arteria strategica ma purtroppo spesso teatro di incidenti. Su esplicita richiesta del sindaco Mauro Armelao, Anas sta valutando di installare il sistema di monitoraggio della velocità “Vergilius” ai due capi del ponte translagunare. Si tratta di un sistema moderno e affidabile, capace di ridurre incidentalità e mortalità attraverso il
controllo della velocità media. L’installazione prevede due portali: uno all’inizio del ponte e uno prima del cavalcavia di accesso a Chioggia, Sottomarina e Porto. “È un sospiro di sollievo - ha dichiarato il sindaco Armelao - perché finalmente le istituzioni collaborano in modo concreto. Quando Regione, Anas e ministero dialogano con il territorio, i risultati arrivano. È un passo decisivo per tutelare chi percorre la Romea ogni giorno”. Il siste-
ma Vergilius si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche il lavoro sulle varianti alla Romea per alleggerire il traffico pesante nelle frazioni di Valli, Sant’Anna e Cavanella d’Adige. L’appello resta chiaro: “La strada non uccide - ribadisce il sindaco Armelao. Siamo noi che dobbiamo rispettare i limiti di velocità, evitare distrazioni e non usare il cellulare alla guida. Amate la vostra vita e rispettate quella degli altri”. (a.a.)
strada e sulle regole del codice. Iniziative come questa sono fondamentali per far comprendere quanto anche cattive abitudini apparentemente innocue possano trasformarsi in potenziali pericoli”. Sono una decina gli agenti della Polizia Locale che hanno scelto di partecipare all’iniziativa su base volontaria. Alessandro Abbadir
Sicurezza stradale/2. Presentato bilancio della Polizia Locale del 2025
A Chioggia meno incidenti e feriti ma aumentano gli interventi operativi
Il bilancio dell’attività della Polizia Locale di Chioggia, presentato in Corso del Popolo, dell’anno 2025 registra una riduzione degli incidenti stradali del 5% e dei feriti del 7%. Parallelamente si osserva un aumento significativo degli interventi operativi programmati o su chiamata. L’ufficio infortunistica ha gestito 212 incidenti stradali, mentre l’attività di accertamento ha portato a 125 sanzioni per violazioni del codice della strada e al deferimento di 13 persone all’autorità giudiziaria per reati connessi agli incidenti. L’ufficio sanzioni amministrative ha curato circa 7.000 procedimenti sanzionatori, oltre alla gestione di fermi amministrativi, sequestri e rimozioni. Attraverso i sistemi automatici di controllo sono state validate 1.199 violazioni semaforiche e 6.795 violazioni per eccesso di velocità, mentre la gestione della Ztl ha registrato 22.784 accessi non autorizzati. Accanto alla sicurezza stradale, il corpo è impegnato anche in numerosi altri ambiti.“Guardando al futuro - ha sottolineato Luca Sattin, comandante della Polizia Locale di Chioggia - il percorso che intendiamo sviluppare nel corso del 2026 vede in primis l’innovazione
tecnologica e la tutela degli operatori attraverso l’entrata in esercizio delle body-cam recentemente acquistate dal Comune. Quest’anno verrà inoltre attivato il servizio dinamico motociclistico di pronto intervento composto da quattro operatori, che consentirà interventi più rapidi nelle aree urbane e nei contesti di traffico complesso, migliorando la capacità operativa del Corpo soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica. Un ulteriore intervento riguarda il rafforzamento della centrale operativa, con l’introduzione di sistemi informatici per la gestione automatizzata delle chiamate e la registrazione delle comunicazioni, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle richieste dei cittadini e rendere più efficiente il coordinamento
Paolo Battistini (Aifvs): “Velocità
degli interventi. Nel periodo estivo è inoltre prevista una collaborazione intercomunale con la Polizia Locale di Padova che consentirà di rafforzare i servizi nei fine settimana tra giugno e agosto attraverso l’impiego di personale aggiuntivo a supporto delle attività di controllo e gestione della città”. Uno dei momenti centrali della presentazione è stata la consegna degli attestati di merito, degli encomi e degli elogi agli operatori che si sono distinti per interventi di particolare rilevanza e per l’impegno dimostrato nello svolgimento del servizio. Tra i riconoscimenti conferiti figurano encomi all’assistente Maria Luisa Lanza e all’agente scelto Raffaele Ruzzon per aver sviluppato una soluzione tecnica innovativa che ha migliorato l’efficienza delle procedure di notificazione internazionale delle violazioni; all’istruttore Riccardo Veronese, intervenuto fuori servizio per prestare soccorso a una cittadina anziana; e agli operatori Lorella Costa, Lucia Sambo, Federico Ezio Lombardo, Nicolò Boscolo Celeghella e Lorenzo Rossetti per un intervento di soccorso che ha consentito di salvare la vita di un cittadino in grave pericolo. Alessandro Abbadir
più basse e autovelox per salvare vite”
“Nel giro di 20 anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, passando a livello nazionale dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500 nell’ultima rilevazione disponibile. Il Ministero dei Trasporti autorizzi al più presto i lavori di adeguamento degli autovelox”. A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia e Treviso, da anni impegnato nella promozione dell’educazione stradale tra gli studenti delle scuole del territorio e nel sollecitare enti locali e istituzioni nazionali a rafforzare gli strumenti utili ad aumentare la sicurezza sulle strade. “In queste settima-
ne faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoricco – dice Battistini – ma anche a Mirano, nel Veneziano, ad aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione, ad esempio a Martellago e a Piove di Sacco. Mi sono reso disponibile anche per attività in provincia di Treviso e di Rovigo, ad esempio nel Comune di Trecenta”. Secondo Battistini, nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento del numero di sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che (pur in assenza di dati ufficiali) sembrerebbe proseguire anche nel 2025. “Per far diminuire il numero di sinistri mortali o gravi – sottolinea Battistini – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che al più presto
gli autovelox spenti possano essere riaccesi con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione anche l’istituzione di molte strade con il limite dei 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione si sposta sul progressivo invecchiamento della popolazione alla guida. “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi – conclude –magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto”. (a.a.)
Per le difficoltà del traffico estivo, collaborazione con i vigili di Padova tra giugno e luglio con l’impiego di personale aggiuntivo
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Il comandante Luca Sattin
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La gestione. Clima sempre più estremo e nuove strategie per la gestione dell’acqua
Consorzio Bacchiglione: oltre 200 milioni per la sicurezza idraulica
I
l 2025 si conferma come uno degli anni più caldi mai registrati secondo i rapporti del programma di monitoraggio dell’Unione Europea. Un dato che evidenzia con sempre maggiore chiarezza gli effetti del cambiamento climatico e che impone nuove strategie per la gestione del territorio e delle risorse idriche. In questo contesto si inserisce l’azione del Consorzio di bonifica Bacchiglione, che opera anche nell’area di Chioggia, in particolare nella zona di Valli. L’ente ribadisce il proprio impegno concreto nel contrastare gli impatti dei mutamenti climatici, puntando su una visione strategica che mette l’acqua al centro delle politiche di intervento. Non solo manutenzione ordinaria e opere infrastrutturali, dunque, ma una pianificazione complessiva capace di rispondere alle nuove esigenze ambientali. Le linee d’azione previste per il 2026 individuano complessivamente 35 interventi all’interno del comprensorio: 10 sono già in fase di realizzazione, 7 risultano finanziati e in fase di approvazione o appalto, mentre 18 restano al momento privi di copertura economica. Gli interventi mirano a dotare il territorio di infrastrutture adeguate per affrontare uno scenario climatico sempre più complesso, caratterizzato da temperature in aumento e da eventi meteorologici intensi e frequenti. Tra gli obiettivi principali figurano la realizzazione di opere capaci di laminare le piene e garantire la sicurezza idraulica di cittadini e territorio, la creazione di bacini di accumulo utili a preservare l’acqua per l’irrigazione e la vivificazione dei corsi d’acqua, oltre al miglioramento della qualità delle acque attraverso soluzioni naturali di fitodepurazione. Il cambiamento climatico, infatti, presenta due criticità sempre più evidenti: estati lunghe e molto calde che possono determinare periodi di siccità e, allo stesso tempo, fenomeni meteorologici estremi, brevi ma particolarmente violenti, come bombe d’acqua o grandinate intense. Proprio per rispondere a queste nuove condizioni, il Consorzio ha elaborato 18 proposte progettuali non ancora finanziate, pensate per riqualificare opere esistenti oggi sottoutilizzate o per adegua-
re infrastrutture già presenti, rendendole più efficienti e adatte alle esigenze attuali. L’impegno economico complessivo è rilevante.
Per gli interventi realizzati o conclusi nel 2025 sono stati investiti 17.292.535,21 euro. Per i progetti finanziati e in fase di approvazione sono necessari 33.923.000 euro, mentre per la realizzazione dei 18 interventi ancora privi di finanziamento servirebbero 150.230.450 euro. Il valore totale degli investimenti previsti supera quindi i 201 milioni di euro. “Secondo i dati dell’ultimo bollettino di Anbi Veneto – afferma il presidente del Con-
sorzio Bacchiglione, Silvano Bugno – a gennaio le precipitazioni sono aumentate del 36%. Si conferma così un nuovo trend climatico: a periodi di piogge intense e abbondanti si alternano fasi prolungate di siccità. Per far fronte a questa situazione il Consorzio è impegnato nella progettazione e nella realizzazione di interventi che permet-
tano al territorio di diventare più resiliente e capace di gestire eventi meteorologici eccezionali, sempre più frequenti”. Secondo Bugno, la collaborazione tra enti e istituzioni che operano sul territorio diventa sempre più decisiva. “La stagione irrigua che si prospetta partirà con difficoltà – conclude – e questo impone di pensare a strategie efficaci per gestire al meglio la risorsa idrica. Per questo chiediamo alle istituzioni la massima attenzione affinché vengano messi a disposizione i fondi necessari alla realizzazione di queste opere”.
Alessandro Abbadir
Quattro nuove aree per la ricarica delle auto elettriche
Sono quattro le nuove aree da destinare ad altrettante colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Le ha definite nelle scorse settimane la giunta comunale di Chioggia che conferma così l’impegno a favore della mobilità sostenibile e della tutela ambientale. Le 4 nuove postazioni vanno ad aggiungersi alle 19 individuate in precedenza, destinate all’installazione di nuove stazioni di ricarica per veicoli elettrici e ibridi plug-in. Le nuove
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aree individuate sono: via Cicogna, Sottomarina; Isola dell’Unione, Chioggia; Corso del Popolo, Chioggia; Viale Adige, Sottomarina. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche europee e nazionali volte a ridurre l’inquinamento atmosferico, migliorare la qualità dell’aria e promuovere una mobilità più sostenibile. In particolare, il Decreto Legge n. 76/2020 (cosiddetto “Decreto Semplificazioni”) ha introdotto misure per favorire la diffusione capillare delle infrastrutture di ricarica su tutto il territorio nazionale, semplificando le procedure autorizzative. “Con l’inserimento di queste quattro nuove postazioni – ha detto Angelo Mancin, assessore ai Lavori pubblici – compiamo un ulteriore passo concreto verso una città più sostenibile e attenta all’ambiente. L’obiettivo è garantire una presenza sempre più capillare delle colonnine di ricarica, così da incentivare cittadini e visitatori a scegliere veicoli elettrici. L’aggiornamento delle aree disponibili nasce anche dall’ascolto delle richieste pervenute e dalla volontà di migliorare il servizio, distribuendo in modo strategico i punti di ricarica. Stiamo lavorando per coniugare innovazione, efficienza e qualità urbana, nel rispetto delle esigenze del territorio”. Insomma un servizio per la popolazione molto atteso. (a.a.)
Chioggia
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Guardia costiera. Delegazioni da tutta l’Unione al confronto
La città ha ospitato il workshop europeo su pesca e tecnologie
C hioggia al centro del confronto internazionale sulle attività di controllo della pesca e sulla cooperazione tra le autorità marittime europee. Nella città lagunare si è svolto il workshop dal titolo “Implementation of Multipurpose Maritime Operations (MMOs) and use of innovative technologies in fisheries control activities”, organizzato dalla Guardia Costiera italiana nell’ambito delle attività dello European Coast Guard Functions Forum (ECGFF) e in collaborazione con l’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA). All’iniziativa hanno partecipato circa 70 delegati provenienti da diversi Paesi dell’Unione Europea, insieme ai rappresentanti delle principali agenzie europee impegnate nelle funzioni di guardia costiera. Al centro dei lavori il rafforzamento della cooperazione operativa nel controllo della pesca e l’impiego di tecnologie innovative, tra cui sistemi satellitari, droni e piattaforme avanzate di analisi dei dati, strumenti sempre più strategici per migliorare il monitoraggio delle attività in mare e rendere più efficaci i controlli. Il workshop ha rappresentato anche un momento di confronto sulle cosiddette “Multipurpose Ma-
ritime Operations” (MMOs), un modello operativo che consente a diverse amministrazioni e agenzie di collaborare in maniera integrata, condividendo informazioni, capacità operative e tecnologie.
L’obiettivo è rafforzare la tutela dell’ambiente marino, garantire la sostenibilità della pesca e migliorare la sicurezza delle attività marittime.
Ad aprire i lavori è stato il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo, che ha sottolineato come “la cooperazione tra le autorità marittime europee rappresenti un elemento fondamentale per garantire controlli sempre più efficaci e sostenibili”.
L’Ammiraglio ha inoltre evidenziato il valore simbolico della scelta di Chioggia come sede dell’incontro: “È particolarmente significativo che questo workshop si svolga proprio qui. Chioggia non è soltanto una splendida città affacciata sull’Adriatico, ma anche una delle comunità marittime con tradizione di pesca secolare e una delle flotte pescherecce più importanti del Paese. Qui il mare non è semplicemente un elemento geografico: è cultura, economia
e identità”. In apertura dell’evento sono intervenuti la Direttrice esecutiva dell’EFCA (European Fisheries Control Agency), Susan Steele, la Direttrice generale della Pesca Marittima e Acquacoltura del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Graziella Romito, il sindaco di Chioggia Mauro Armelao e il prefetto di Venezia Darco Pellos. In collegamento da remoto ha portato il suo contributo anche Delilah Alkhudhairy, direttrice della Cooperazione Marittima e della Blue Economy della Direzione generale per gli Affari marittimi e la pesca della Commissione europea. Presenti inoltre il Commissario straordinario di Governo per il granchio blu Enrico Caterino, il prefetto di Rovigo Franca Tancredi e il Direttore Marittimo del Veneto, Ammiraglio Filippo Marini. Nel suo intervento, la direttrice dell’EFCA Susan Steele ha richiamato l’attenzione sul contesto geopolitico internazionale e sull’importanza di proteggere mari e oceani per la sicurezza e la prosperità dell’Europa. “La strategia aggiornata dell’Unione Europea per la sicurezza marittima – ha spiegato – riflette l’impegno dell’UE nel garantire una buona
Al via la ristrutturazione del ponte Baden Powell
Per garantire sicurezza e durabilità, il ponte Baden Powell di legno sulla passeggiata del Lusenzo sarà chiuso al transito dal 23 al 27 marzo. La struttura, molto utilizzata da studenti e pedoni per collegare Borgo San Giovanni a Sottomarina, necessita di interventi urgenti a causa di segni di ammaloramento presenti già dal 2022.
governance del mare, tutelando cittadini, valori e interessi europei”. Il Piano d’azione della strategia europea per la sicurezza marittima prevede 18 azioni specifiche, nelle quali EFCA svolge un ruolo centrale: dal rafforzamento della presenza dell’Unione nei diversi bacini marittimi alla promozione del rispetto del diritto internazio-
nale, fino al contrasto delle attività illecite come la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU). Tra gli obiettivi figurano anche lo sviluppo della consapevolezza del dominio marittimo, la gestione dei rischi e delle minacce e il sostegno alla formazione e all’istruzione nel settore.
Guendalina Ferro
I lavori, finanziati nell’ambito del progetto “Ciclovia nazionale Ven-To”, prevedono divieti di transito veicolare e pedonale con orari specifici: dalle 8:30 alle 12 e dalle 13 alle 18 nei giorni di lunedì e mercoledì, e dalle 8:30 alle 13 e dalle 14 alle 18 nei giorni di martedì, giovedì e venerdì. L’intervento di ristrutturazione definitiva, del valore di 250mila euro, porterà alla chiusura completa del ponte per circa 40 giorni. La progettazione è stata affidata nel 2023 all’ingegner Damiano Zennaro, esperto in manutenzione e ristrutturazione delle strutture lignee, che ha eseguito approfondite analisi delle condizioni statiche e raccolto tutta la documentazione relativa alla costruzione del ponte, assicurando così un intervento duraturo nel tempo. (r.c.)
Da oltre settant’anni qualità, consulenza e innovazione per professionisti e privati
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per realizzare o rinnovare gli spazi della propria abitazione. Dalla termoidraulica all’arredobagno, dai pavimenti e rivestimenti al materiale elettrico, fino alla ferramenta, ai sistemi di climatizzazione e alle pompe di calore: un’offerta ampia e articolata che permette a clienti e professionisti di gestire ogni fase del progetto con un unico interlocutore.
damente alle richieste di professionisti e privati, garantendo tempi rapidi e conti-
Uno dei punti di forza dell’azienda è la selezione accurata dei fornitori. Zambonin collabora infatti con marchi affidabili e riconosciuti nel settore, scegliendo
prodotti che garantiscono prestazioni, durata e innovazione. A questo si aggiunge una costante ricerca di nuove sodi una scelta”, sintetizza un approccio
Negli anni Zambonin ha saputo evolversi insieme al settore dell’edilizia e dell’impiantistica, ampliando progressivamente la propria offerta e introducendo servizi sempre più mirati. Oggi l’azienda
Che si tratti di un piccolo intervento domestico o di un progetto più articolato, il team Zambonin affianca il cliente in tutte le fasi: dalla scelta dei materiali alla progettazione, fino all’individuazione delle soluzioni tecniche più adatte. Un supporto concreto che negli anni ha contribuito a costruire un rapporto di fiducia con il territorio e con generazioni di clienti che continuano a scegliere l’a-
zare in anteprima il proprio bagno, valutando fin da subito soluzioni estetiche e funzionali. Un servizio che permette di progettare con maggiore consapevolezza e di immaginare concretamente il risultato finale all’interno della propria casa.
Un altro elemento distintivo è la disponibilità immediata dei prodotti. Con oltre 30 mila articoli presenti a magazzino, l’azienda è in grado di rispondere rapi-
Una realtà che continua a guardare al futuro con la stessa passione che ne ha
Promozione della salute e sostegno alla comunità locale
P romozione della salute e sostegno alla comunità locale. Le iniziative promosse dall’associazione “Cuore Amico” Chioggia sono state tutte accomunate da questo filo conduttore che ha accompagnato un anno sociale davvero intenso ricco di iniziative e risultati tangibili con una particolare attenzione alla prevenzione, ai giovani e alla solidarietà concreta. “Il 2025 è stato un anno intensoha affermato Renzo Morato, presidente di Cuore Amico nel corso del convegno annuale -. Gli screening cardiologici, le borse di studio per i corsi di infermieristica, le campagne di sensibilizzazione, come la campagna “Noci”, e le molte altre iniziative hanno dimostrato quanto la prevenzione sia efficace quando nasce dal lavoro di squadra e dal legame con il territorio. Dietro ogni numero presentato oggi ci sono persone, famiglie, bisogni intercettati in tempo. È questo che dà senso al nostro impegno: intervenire prima, informare, accompagnare. Il nostro obiettivo
resta quello di continuare a investire nella prevenzione, nella formazione e nella collaborazione con le istituzioni e con la comunità locale. Grazie a tutti per il sostegno, la fiducia e la partecipazione. Insieme possiamo continuare a fare la differenza, un cuore alla volta. Desidero ringraziare tutti i componenti del Direttivo per il grande impegno profuso nelle attività svolte e il prof. Giacinto Pesce, Eolo Bullo e Marco Bertotto per l’organizzazione del convegno”. Gli undici screening promossi nel corso del 2025 hanno coinvolto 1274 cittadini offrendo controlli gratuiti e momenti informativi dedicati ai corretti stili di vita.
Il dottor Roberto Valle, cardiologo e direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Chioggia, ha illustrato i risultati degli screening cardiovascolari svolti nell’ambito delle attività dell’associazione. Tali dati sono utili sia per la prevenzione sia per la gestione clinica dei fattori di rischio cardiovascolare. La misura-
zione della pressione arteriosa, dei livelli di colesterolo, della glicemia e di altri indicatori, come fumatori e familiarità, consentono di individuare profili di rischio non ancora noti ai partecipanti. I risultati degli screening possano essere utilizzati per orientare programmi di trattamento personalizzati e incentivare percorsi di follow-up clinico mirati, contribuendo a ridurre l’incidenza di eventi maggiori nel medio-lungo termine. Il dottor Angelo Bariga, diabetologo, già primario di medicina, ha sottolineato il ruolo centrale della prevenzione nel-
la gestione del diabete, stili di vita sani, alimentazione equilibrata, attività fisica regolare rappresentano lo strumento più efficace per ridurre l’incidenza del diabete di tipo 2. Investire in prevenzione non è solo una scelta sanitaria, ma anche sociale ed economica: riduce i costi a lungo termine e migliora la qualità della vita dei pazienti.
Nel corso del 2025 Cuore Amico ha anche assegnato sette borse di studio destinate agli studenti del corso di laurea in Infermieristica: Marco Boscolo Meo, Arianna Fiorucci, Emma Ravagnan, Giulia
Nalin, Chiara Pagan, Lucrezia Corazza, Carlotta Bissacco. La professoressa Chiara Rizzo, dell’Università di Padova, che ha collaborato al progetto di Cuore Amico, ha ringraziato l’Associazione per il sostegno agli studenti di infermieristica che hanno frequentato il corso universitario a Chioggia, valorizzando l’impegno dei giovani che scelgono la professione sanitaria, che vanno sostenuti nel percorso formativo, e riconoscendo il ruolo centrale dell’assistenza infermieristica nel sistema sanitario. Nel presentare la seconda edizione del ricettario “A Chioggia si cucina col cuore” la dottoressa Antonella Doria, che ha seguito il progetto, ha spiegato come il Ricettario unisca tradizione gastronomica e finalità solidali raccogliendo ricette della cultura locale e valorizzando il patrimonio culinario cittadino. La riedizione è dovuta al grande successo della prima, essendo state esaurite tutte le copie e dovendo soddisfare le numerose richieste.
Eugenio Ferrarese
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Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati
ne e al pagamento del Contributo di accesso
Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-
anticipata e migliorare la capacità di governo
ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle
isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore
nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.
La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.
Economia. L’obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra le attività e la qualità della vita
Dialogo aperto per il nuovo regolamento di polizia urbana
Prosegue il percorso di confronto promosso dall’Amministrazione comunale con il mondo associativo e imprenditoriale della città. Martedì 10 marzo si sono svolti due momenti di dialogo con la partecipazione dell’Assessore al Commercio Matteo Penzo.
Il primo incontro si è tenuto nella sede dell’Associazione Artigiani, dove si è discusso delle esigenze della categoria e delle prospettive di sviluppo del territorio. L’associazione ha manifestato la disponibilità a proporre all’Amministrazione alcune progettualità da sviluppare in collaborazione.
Nel pomeriggio, il confronto è proseguito con i rappresentanti di Confesercenti, affrontando temi legati al commercio locale, tra cui la situazione di Riva Vena e l’organizzazione del mercato rionale del giovedì. Questi incontri fanno parte del percorso di definizione del nuovo regolamento di polizia urbana, iniziato lo scorso anno per volontà del sindaco Mauro Armelao e ormai in fase di completamento.
Il sindaco Armelao ha sottoline-
ato come il regolamento punti a bilanciare le esigenze dei residenti con quelle degli esercenti, con particolare attenzione alla musica nei locali pubblici e ai plateatici nelle aree centrali del Lungomare e del centro storico.
Parallelamente, l’Amministrazione ha avviato confronti anche con alcuni comitati civici, per garantire il rispetto della qualità della vita dei cittadini e delle norme sulla civile convivenza e sulla quiete pubblica.
Secondo l’Assessore Penzo, gli incontri si stanno svolgendo in un clima di dialogo costruttivo, fondamentale per costruire regole condivise che permettano alle attività economiche di operare
AI e umanoidi nel mondo del lavoro
La robotica sostituirà l’essere umano? Lo affiancherà nei lavori più faticosi e ripetitivi? Quali saranno i limiti etici e le tutele per la privacy? Possiamo fidarci delle aziende che sviluppano queste tecnologie? Leo Club di Chioggia in collaborazione con Lions Club Chioggia Sottomarina ha organizzato nell’Oratorio della chiesa della SS. Trinità nei pressi del palazzo Municipale un meeting dedicato a uno dei temi più attuali del nostro tempo: il rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro: “L’era dei robot: sostituti o alleati? AI e umanoidi nel mondo del lavoro”. Dopo l’introduzione di Gaia Malieni, presidente del Leo Club di Chioggia - associazione giovanile del Lions Club International, il prof. Stefano Guidoni, docente del Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università di Padova, ha illustrato la nascita del primo robot
operativo che risale al 1961 in uno stabilimento della General Motor negli Stati Uniti: una macchina già programmabile e in grado di lavo-
rare in autonomia, dotata di complessi meccanismi pneumatici, un vero precursore della robotica moderna. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e robot umanoidi nei processi produttivi, nei servizi e nelle professioni intellettuali consente molte nuove opportunità per tutti, ma nello stesso tempo pone anche molte perplessità: l’AI è destinata a sostituire il lavoro umano
senza penalizzare la vivibilità della città. “Il nuovo regolamento – ha spiegato Penzo – nasce proprio da questo percorso di ascolto. Siamo ormai alle battute finali: mancano solo gli ultimi confronti con due associazioni di categoria prima di portare il testo agli organi politici e quindi in Giunta per l’approvazione”.
Una volta concluso il ciclo di consultazioni, il regolamento seguirà l’iter politico previsto: passaggio in maggioranza, approvazione in Giunta, valutazione in Commissione consiliare e infine approvazione definitiva del Consiglio comunale.
Redazione Chioggia
Nuovi incontri tra il Comune e le associazioni di categoria per definire il regolamento di polizia urbana
o può diventare un alleato capace di amplificarne competenze e creatività? La sfida non è esclusivamente tecnologica, ma culturale e sociale - ha aggiunto il prof. Guidoni - e richiede nuove forme di formazione, consapevolezza e responsabilità collettiva. Le nuove generazioni dovranno confrontarsi con un mercato del lavoro in rapida trasformazione. In qualità di moderatore dell’incontro il dott. Domenico Donà, della Facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano, ha guidato il dialogo, offrendo una visione chiara e completa dello stato attuale della robotica e delle sue prospettive future. L’intelligenza artificiale applicata agli umanoidi potrebbe, in alcuni ambiti, superare quella umana, ma resta centrale il ruolo dell’uomo: sarà infatti l’intelligenza umana a dover guidare un utilizzo consapevole, responsabile ed etico di questi strumenti. (e.f.)
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della prevenzione domestica, distribuiti gratuitamente a tutte le mamme in attesa e alle famiglie che previene gli incidenti pediatrici domestici
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Ulss 3 Serenissima, Fondazione di Venezia e Clementoni firmano un prodotto educativo validato da un comitato scientifico.
www.aulss3.veneto.it
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na scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademe-
ni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone.
un partner d’eccezione: il marchio internazionale di giochi educativi per bambini e famiglie Clementoni, che lo ha
aver affiancato l’ Ulss 3 Serenissima – commenta Stefano Clementoni – nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la
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Le 32 illustrazioni fiabesche e la grafica giocosa sono state invece affidate dall’azienda sanitaria a due giovani creativi veneziani, l’artista Dennis Ercole e il designer Filippo
Si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei.
Nell’anno appena trascorso 1.275 bambini sono arrivati ai Pronto soccorso pediatrici dell’azienda sanitaria veneziana per incidenti casalinghi in gran parte evitabili con la messa in sicurezza degli spazi domestici. Si tratta di un bambino ogni dieci tra tutti quelli curati in ospedale. Per lo stesso motivo e nello stesso periodo altri 25 bambini del territorio veneziano sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti.
che in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei: qui si giocherà imparando le regole della prevenzione insieme agli
L’azienda sanitaria veneziana ha così pensato di ideare, sviluppare e realizzare Ca’ Bimbo, il primo gioco da tavolo italiano in grado di prevenire gli incidenti pediatrici domestici: uno strumento ludico educativo unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto e con la collaborazione di Fondazione di Venezia e di
ulteriori 10 mila copie alla popolazione di riferimento.
Un comitato scientifico e un team per la realizzazione
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L’idea è di “Ca’ Bimbo” è di Giulia Busetto. Le illustrazioni sono state realizzate da Dennis Ercole. La grafica è stata curata da Filippo Trevisan. I contenuti del Vademecum e del Gioco da Tavolo di Ca’ Bimbo sono stati validati da un Comitato tecnico scientifico composto da professionisti della sanità tra pediatri, neuropsichiatri, medici dell’emergenza urgenza, ginecologi, ostetriche, esperti della prevenzione, formatori e specialisti delle comunicazioni, coordinato da Paolo Rosi, Medico dell’emergenza urgenza e Direttore del Suem 118 del Veneto. Il Comitato è composto da Paola Cavicchioli, Pediatra e Direttrice della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Vittorio Selle, Medico di igiene e prevenzione e Direttore del Dipartimento di prevenzione, Lorella Altafini, Medico rianimatore e Direttrice di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, Ilaria Festa, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Venezia e Mestre, Angelica Rampazzo, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Miranese e Chioggia, Barbara Guarinoni, Coordinatrice ostetrica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Elisabetta Spigolon, Direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Giulia Busetto, Giornalista esperta di Comunicazione in Sanità.
“Ca’ Bimbo – ha commentato presentando il progetto Alberto Stefani, Governatore del Veneto – è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a
Gli ha fatto eco Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia: “Educare alla sicurezza significa costruire
Università Popolare, 45 anni di storia
L
’Università Popolare di Chioggia: una presenza che vanta 45 anni di storia, “un lungo viaggio fatto di migliaia di ore di lezione, incontri e scambi umani”, come ha affermato il presidente Eolo Bullo nell’inaugurare l’Anno Accademico 2025/26.
“La nostra Università ha saputo attraversare i decenni restando fedele alla sua missione originaria: democratizzare il sapere e rendere la cultura accessibile a tutti, senza distinzioni di età o di formazione. In quasi mezzo secolo, siamo diventati un punto di riferimento imprescindibile per Chioggia”.
Il presidente Bullo ha ringraziato tutti i docenti - 120 nel corso di 45 anni, alcuni occasionali, altri con una presenza più che decennale - che mettono a disposizione la loro competenza con generosità, i volontari, il vero motore instancabile di questa associazione, e tutti i soci presenti: “la vostra voglia di mettervi in gioco è la nostra più grande motivazione”. Inoltre ha anche invitato i soci a diventare ‘attivi’: passare dal ruolo di spettatori a quello di protagonisti mettendo a disposizione un po’ del proprio tempo, delle proprie
competenze o semplicemente il proprio entusiasmo per aiutare nell’organizzazione, nella gestione degli eventi o nella vita associativa quotidiana. “L’Università Popolare è una casa comune, e le sue porte sono aperte a chiunque voglia contribuire a renderla sempre più dinamica e accogliente”.
Sono passati 45 anni dalla costituzione dell’Università Popolare “Guido Oselladore”, ma in realtà, come ha sottolineato Sergio Ravagnan, membro del Direttivo, se ne potrebbero celebrare addirittura 80. “La spinta a promuovere circoli culturali, associazioni, accademie fra i chioggiotti c’è sempre stata e quasi sempre l’iniziativa partiva dalle parrocchie, da gruppi di intellettuali, da organizzazioni sociali o studentesche. Ve n’è traccia di questo fermento già nell’Ottocento, anche se poi la loro durata spesso era assai breve”.
Nel marzo del 1947 era stato organizzato un corso di cultura generale dell’Università Popolare in un’aula della Scuola media statale “Silvio Pellico” e nel mese di luglio una gita con il C.A.I. (Club Alpino Italiano). Nel mensile “Cronache clodiensi” si parla dell’Universi-
tà Popolare “rinata nel 1952-53 dopo alcuni anni di inattività” e ripercorre gli argomenti delle lezioni dell’annata 1954. Negli anni successivi vi saranno alcune iniziative sporadiche fino ad arrivare alla data del 25 marzo del 1981 quando è stata costituita l’Università Popolare - intitolata all’illustre clodiense prof. Guido Oselladore, già preside di cattedra chirurgica presso le Università di Padova e di Milano - con sede provvisoria presso la Scuola media Pascoli in
Sottomarina. “Nel corso dei vari anni - ha spiegato Sergio Ravagnan - si utilizzarono all’inizio una saletta del Seminario vescovile, la Sala Piasentini, la Sala Sacro Cuore del Seminario, la sede della associazione “Amica” in Corso del Popolo, la Sala San Filippo Neri e la Sala Espositiva del Museo civico cittadino. È del 5 novembre 2019 l’inaugurazione della Sede definitiva concessa dal Comune al piano terra dell’ex edificio
scolastico“Principe Amedeo” in Calle Cesare Battisti nel centro di Chioggia”.
Oltre alle lezioni - che ora si tengono al teatro don Bosco visto l’aumento del numero dei partecipanti - sono molte le iniziative proposte: nei mesi estivi “Il salotto nel cortile” aperto a tutta la cittadinanza; corsi specifici sul cinema, l’ascolto della musica, la cultura locale, la lingua e la letteratura; visite culturali per conoscere la città; Il caffè letterario – le passeggiate letterarie – il gruppo di lettura; i momenti socializzanti quali i pranzi e le gite sociali. L’attuale Direttivo comprende, oltre al presidente Eolo Bullo, Loredana Boscolo (vicepresidente), Stelio Vianello (amministrazione), Sergio Ravagnan (pubbliche relazioni), Claudio Girotto e Luigi Penzo (referenti culturali), Maria Luisa Baldo, Gianna Pagan e Giorgio Crosara (segreteria). L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/26 dell’Università Popolare si è conclusa con la presentazione dello spettacolo teatrale “La casa de la Striga” di Stelio Vianello diretto da Alessandro Mazzotta. Eugenio Ferrarese
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Chioggia sotto la lente degli studiosi
I
l teatro San Martino a Sottomarina ha ospitato la presentazione della Rivista semestrale di studi e ricerche “Chioggia” giunta al n. 67 dove sono intervenuti Alessia Boscolo Nata e il direttore Sergio Ravagnan. Anche questo numero in apertura nella sezione “Saggi e interventi” dà spazio all’attualità con l’intervento di Francesco Callegari dedicato al calo demografico del territorio clodiense registrando una costante diminuzione del numero di nascite e una popolazione sempre più anziana.
Dino Memmo mette in evidenza il legame di Chioggia con l’acqua - mare, fiumi, canali, laguna, le saline, la pesca… - l’attività del Magistrato alle Acque, la tutela dell’ambiente, fino alle più recenti prospettive del turismo balneare. Riccardo Bonomo presenta alcune ipotesi sulla collocazione dell’antico monastero di San Giorgio di Fosson nella zona di Cavanella d’Adige, mentre Lorenzo Voltolina esamina il contributo di Giuseppe Valentino Vianelli allo sviluppo della scienza elettrica nel Settecento.
Ruggero Donaggio propone
uno studio su quattro antichi orologi da torre: quello sul campanile di San’Andrea che un tempo era collocato nel palazzo Pretorio e che risale al 1386; quello sul campanile della Cattedrale costruito nel 1686; è del 1779 quello della chiesa dei padri Filippini; nella seconda metà dell’Ottocento sarà realizzato anche un altro orologio da torre per il nuovo municipio, ma successivamente donato alla chiesa di San Martino a Sottoma-
rina. Una ricerca genealogica sulla presenza dei Naccari a Chioggia nel periodo tra il 1564 e il 1809 è presentata da Alberto Naccari, frutto di un attento studio degli atti conversati nell’Archivio Antico della Curia Vescovile di Chioggia. Alessia Boscolo Nata illustra i tentativi di realizzare una “città giardino” a Sottomarina che ancora oggi sono riscontrabili nella zona tra viale Dalmazia e viale Po realizzati nel periodo di
continua espansione dell’arenile nel secondo dopoguerra. Nella sezione “Memorie” troviamo gli interventi di Fabrizio Boscolo Caporale (Riscoprire Eugenio Curiel. Dall’antifascismo alla “democrazia progressiva”) e quello a cura di Pier Giorgio Tiozzo che narra l’avventura di Aldo Fuolega in Biafra nel 1969 sopravvissuto alla condanna a morte.
Le foto scattate a Chioggia da Carlo Naya, uno dei grandi foto-
grafi dell’Ottocento, sono proposte, a cura di Sergio Ravagnan, nella sezione “Iconografia”. La figura di Giovanni Comisso e della sua opera “Gente di mare” è spiegata da Miriam Vianello nella sezione “Tesi di laurea”. Tra gli “Itinerari didattici” vi è l’esperienza realizzata nella classe 3B della Scuola Secondaria di I Grado “G. Pacoli” di Sottomarina “Un’esperienza interdisciplinare tra Francia, robotica e sostenibilità” raccontata da Cecilia Ghidotti. Nelle “Iniziative e manifestazioni” Francesco Callegari illustra “La XXI edizione del Festival Biblico a Chioggia”, mentre Barbara Penzo presenta “Piazziamoci… un libro”, rassegna letteraria svoltasi tra aprile e giugno dello scorso anno con l’obiettivo di portare la lettura, la riflessione e il confronto pubblico nelle piazze. Infine nelle recensioni viene presentato il romanzo “L’altro fratello” dello scrittore inglese Thornton Leigh Hunt (tradotto da Cesare Mantovani e Luigi Beghi), storia di amori, complotti e tradimenti nel periodo della Guerra di Chioggia dal 1378 al 1381.
Eugenio Ferrarese
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Cultura
La mostra. Inaugurata a Venezia la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”
”Etruschi e Veneti” a Palazzo Ducale
“Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Un confronto inedito e peculiare, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti, nel corso del I millennio a.C.: mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, ma anche luoghi per la crescita della collettività, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane.
La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico.
La mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra
i due fiumi’. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l’emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre - 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.
“La mostra che inauguriamo a Palazzo Ducale è la sintesi perfetta del lavoro di ricerca, valorizzazione e divulgazione dei Musei civici veneziani: è nella natura della nostra Fondazione saper cogliere e valorizzare proposte di grande valore scientifico, fare rete con studiosi, con le istituzioni pubbliche e private, rendendosi protagonisti e coordinatori di indagini e dialoghi inediti. Questa è la missione di MUVE, che si concretizza nella capacità di saper tradurre dei progetti espositivi in occasioni di riflessione per tutti, intercettando l’interesse di specialisti, dei visitatori occasionali, dei cittadini e del pubblico internazionale, di curiosi, grandi e piccoli, grazie a un progetto allestitivo chiaro, coinvolgente, arricchente, capace di parlare a tutti”, dichiara Mariacristina Gribaudi, Presidente Fonda-
zione Musei Civici di Venezia. Il percorso espositivo si apre con “Gli Etruschi e il sacro”, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un’immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell’acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria, con un focus, in due sale, su Vulci e Pyrgi. Di particolare rilievo è l’esposizione integrale del deposito votivo della Banditella, la più antica testimonianza nota in Etruria di un culto all’aperto legato a una sorgente. Il santuario portuale di Pyrgi è raccontato attraverso antefisse architettoniche e la copia delle celebri lamine d’oro, evocando il legame profondo tra culto, navigazione e potere politico. Il capitolo “Acque miracolose” conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell’antichità ed esposti al pubblico per la prima volta. Bronzetti votivi, ex voto anatomici e statuaria documentano una frequentazione cultuale durata quasi un millennio, testimoniando il passaggio dal mondo etrusco a quello romano. Il filo narrativo si conclude a Marzabotto, l’antica Kainua, con l’esposizione di preziose ceramiche di importazione greca, tra cui una raffinata kylix attica a figure nere, provenienti dal piccolo, ma monumentale complesso del santuario Fontile. Luogo di transito e punto di riferimento della comunità che
unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica, applicata al territorio: una “devozione ingegneristica” sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacità ingegneristiche nella gestione delle acque, e che grazie ad un’unica antefissa superstite documenta il raffinato apparato di decorazione del tetto dell’edificio sacro. La sezione etrusca si chiude con Adria e Spina, porti dell’Adriatico settentrionale, dove frammenti iscritti e reperti votivi restituiscono pratiche rituali legate alla navigazione e agli approdi sacri. Con “I Veneti e il sacro”, l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico, mettendone in luce le specificità religiose, il rapporto privilegiato con l’acqua ed un articolato sistema di luoghi sacri, attraversati da pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il percorso ha inizio con l’esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
Il nuovo libro di Sergio Ravagnan
Architettura, scultura, pittura: la città di Chioggia vanta un patrimonio artistico di tutto rispetto che Sergio Ravagnan ci aiuta ora a conoscere e ad apprezzare attraverso un percorso storico nel volume di grande formato “I tesori di Chioggia città d’arte” (editrice Nuova Scintilla). L’itinerario si snoda a partire da Trecento ricordando anche le opere purtroppo perdute (guerre, incendi, furti, espropriazioni demaniali…) fino ad arrivare a quelle più recenti degli ultimi decenni ed un cenno all’arte popolare (le “tolele”tavolette votive; i capitelli; “El penelo” - il pittoresco segnavento collocato sull’albero dei bragozzi).
La presentazione di questi tesori artistici è completata da varie schede che consentono di approfondire la conoscenza degli artisti che li hanno realizzati anche attraverso testi di critici esperti e le numerose piccole immagini presenti nel testo accompagnate da un centinaio di pagine con foto di grandi dimensioni. Assai corposa la bibliografia che testimonia il diffuso interesse degli studiosi per la città di Chioggia. Ravagnan evidenzia inoltre che alla valorizzazione e conservazione di questo davvero ingente patrimonio culturale ha contribuito l’istituzione del Museo Diocesano, della Pinacoteca della SS. Trinità, del Museo Civico di San Francesco fuori le mura e della Collezione dei padri Filippini. Il prof. Ravagnan, insegnante e giornalista, è autore di numerosi libri e saggi dedicati alla città di Chioggia e tra questi anche “La guida di Chioggia, Sottomarina, Isola Verde e dintorni”. “I tesori di Chioggia città d’arte” - questa nuova ed impegnativa opera - è il risultato di una dozzina d’anni di lavoro. Il libro è stato presentato in una assai affollata sala della Pinacoteca SS. Trinità dal direttore del Polo culturale Diocesano, mons. Vincenzo Tosello, che ne ha anche curato l’introduzione. Nel corso di 30 anni di attività l’editrice Nuova Scintilla ha pubblicato oltre 130 volumi. (e.f.)
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Calcio a 5. Tra emozione e comunità verso un finale al cardiopalma
Oltre 700 persone per assistere a Valli Futsal Chioggia-Mirano
Il 20 febbraio è una data che rimarrà a lungo nella memoria degli appassionati di futsal a Chioggia. Infatti, al palazzetto dello sport di Borgo San Giovanni il colpo d’occhio era notevole con quasi 700 persone sugli spalti ad assistere al big match, terminato poi 2-2, tra Valli Futsal Chioggia e Mirano, reginette del girone B di serie C2. La squadra presieduta da Matteo Basso è protagonista di una stagione super e, appunto, di un duello con il Mirano calcio a 5. Al momento in cui scriviamo, il Valli Futsal è secondo a due punti dal Mirano, mentre la terza, Martellago, è distante 8 lunghezze. La squadra allenata da Sandro Boscolo è attesa ad un finale di campionato palpitante, con la speranza di rivivere ancora le emozioni provate nel big match con Mirano. “E’ stata una serata
che ricorderemo per sempre, in cui abbiamo portato al palazzetto dello sport, gremito in ogni ordine di posto, il cuore pulsante di una passione che si tramanda di generazione in generazione – scrive in una nota il club. Una serata in cui abbiamo visto con gli occhi lucidi dall’emozione, la nostra squadra giocarsi testa a testa la vetta di un campionato che comunque andrà a finire sarà memorabile. Una serata in cui i nostri ragazzi, che lavorano duramente da agosto per arrivare a giocare queste partite, hanno saputo conquistare il cuore di una città intera. Tutto ciò è stato reso possibile dal duro lavoro, dalla dedizione, dalla passione, dalla voglia di regalare alla nostra cittadinanza e comunità emozioni uniche che solo lo sport può regalare. Un ringraziamento speciale va a tutte le autorità
presenti al palazzetto, al sindaco Mauro Armelao, all’assessore allo sport Riccardo Griguolo, a Matteo Perini in rappresentanza del Coni. Un ringraziamento speciale va a tutti i nostri sponsor che rendono possibile tutte le attività del Valli F.Chioggia, che non è solamente settore agonistico ma anche un florido settore giovanile, un movimento femminile in espansione e tante iniziative a servizio della nostra cittadinanza. Un ringraziamento speciale va alla nostra città, che ha abbracciato il nostro progetto con passione, trasporto, entusiasmo, seguendo le nostre varie squadre in numeri importanti e regalandoci un colpo d’occhio da far invidia alle principali società blasonate in regione e non solo. E il ringraziamento più grande va ai nostri ragazzi, che con il loro lavoro in
campo e fuori con massima serietà, professionalità e bravura sul campo ci stanno regalando queste emozioni. Il lavoro è ancora tutto da compiere, l’obiettivo è fissato bene in grande, ma con il supporto di città, sostenitori, sponsor, istituzioni, il lavoro quotidiano sul campo e fuori, siamo sicuramente sulla strada giusta per farcela”.
Serata tecnica con protagonisti gli ex mister dell’Union Clodiense
C’era un passato (recente) dell’Union Clodiense nell’incontro organizzato dall’Aiac di Rovigo, l’associazione allenatori calcio che ha visto la presenza di Antonio Andreucci, l’allenatore della promozione in serie C dell’Union Clodiense nella stagione 2023/24, dopo che con la società granata aveva centrato due secondi posti. Quest’anno Andreucci si è seduto sulla panchina della Pistoiese (serie D), chiamato dal diesse Massimo Taibi: l’esperienza sulla panchina della squadra toscana è terminata a dicembre, dopo otto vittorie in diciassette giornate di campionato, portando anche la squadra alle semifinali di Coppa Italia. L’altro volto legato alla Clodiense è quello del vicentino di Marostica, Massimiliano De Mozzi (ora alla Calvi Noale) che a Chioggia c’è stato
dal 2016 al 2018. I due allenatori, assieme a Roberto Ramazzotto, già docente di scienze motorie all’università di Padova, hanno trattato l’argomento della “Fase di possesso, costruzione del gioco, lavoro per schemi e lavoro per principi”, una serata partecipata alla quale hanno assistito, tra gli altri, anche Michele Florindo, mister del Vigasio, Sandro Tessarin (ex Rovigo) e Pino Augusti (ex Porto Viro). Serata iniziata con le slide di Roberto Ramazzotto, già docente di scienze motorie all’università di Padova, che hanno evidenziato come “la postura non è una posizione statica, ma un processo dinamico di adattamento continuo. Un assetto posturale corretto permette un trasferimento di forza ottimale. Se la colonna vertebrale e il bacino non sono allineati, l’energia prodotta
dalla spinta delle gambe si disperde”. Uno dei pilastri dell’insegnamento di Ramazzotto riguarda la prevenzione: nel calcio, la maggior parte degli infortuni non traumatici (pubalgie, contratture, problemi ai legamenti) deriva da squilibri posturali cronici. Con Andreucci e De Mozzi, si è parlato poi di fase di possesso e costruzione del gioco che nel calcio moderno, non è più un semplice passaggio di palla, ma una complessa gestione dello spazio e del tempo. Per Andreucci, “la costruzione è lo strumento per guadagnare campo in modo pulito, e in maniera pragmatica, una costruzione efficace riduce il rischio di transizioni negative e permette alla squadra di restare corta.” Il tecnico ex Clodiense ha poi parlato dei principi della fase di possesso: lo scaglionamento (non trovarsi
Cristiano Aggio
mai sulla stessa linea orizzontale o verticale), ampiezza e profondità (per dilatare le maglie della difesa avversaria) e uomo terzo, cioè utilizzare un compagno come sponda per servire un terzo uomo che vede il campo frontalmente. (c.a.)
Da sinistra De Mozzi, Ramazzotto e Andreucci
Il
presidente
Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.
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La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.
È una fase di profondo rinnovamento
l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni
Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è
nella comunicazione, convinta che parlare di
Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.
Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-
che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente
Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.
La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio. Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Elisa Venturini
Regione
L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
Per molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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CAMPONOGARA - Via Giovanni XXIII, 15 - tel. 041.5158149
CAORLE - Via dei Calamari 3 - tel. 0421.223430
CAVARZERE - Piazza del Donatore 7 - tel. 041.2905840
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C’è chi sceglie gli infissi sfogliando un catalogo, magari online, guar-
fatta si nasconde molto di più: il comfort di casa propria, la bolletta del gas che non diventa insostenibile d’inverno, il silenzio che ti protegge dai rumori della strada, la sicurezza di dormire tranquilli. Per chi abita in Veneto, dove le nebbie invernali si alternano alle estati afose e dove la casa resta ancora un valore centrale, la scelta dei serramenti non è mai una questione secondaria. Ed è proprio in questo contesto che opera da anni Falegnameria Minorello, realtà artigiana con sede a Codevigo, nel Padovano, specializzata nella progettazione, realizzazione e installazione di serramenti su misura in legno, legno alluminio e PVC. Un’azienda che ha fatto della personalizzazione e della qualità italiana il proprio marchio di fabbrica, accompagnando privati e imprese nella scelta di infissi pensati per durare nel tempo e per valorizzare davvero gli spazi in cui viviamo e lavoriamo.
Quello che distingue Minorello da tante altre realtà del settore è l’approccio: qui non si vende un prodotto standard, ma si costruisce una soluzione. Ogni serramento nasce da un progetto che parte dalle misure
stesso vale per il comfort acustico, soprattutto per chi vive in zone trafficate o vicino a strade provinciali. Minorello lavora con materiali di qualità, selezionati per garantire durata e prestazioni nel tempo, e punta su un dialogo diretto con il cliente. Chi entra nello showroom di Codevigo trova professionisti pronti a rispondere a ogni domanda, a mostrare campioni, a spiegare pro e contro di ogni soluzione. Il preventivo viene preparato in modo chiaro e trasparente, senza costi nascosti o sorprese dell’ultimo minuto. È un approccio che sa di altri tempi, quello del rapporto diretto tra artigiano e cliente, ma che oggi fa ancora più la differenza in un mercato spesso dominato da grandi catene e vendite online impersonali. C’è poi un altro aspetto che merita attenzione: la sostenibilità. Minorello utilizza legno certifi cato e materiali scelti con cura, e i processi di lavorazione sono attenti all’impatto ambientale. Non si tratta di greenwashing, ma di una scelta concreta che rifl ette una visione di lungo periodo: produrre serramenti che durino davvero, che non debbano essere sostituiti dopo pochi anni, che richiedano poca manutenzione. È una forma di rispetto verso il cliente e verso l’ambiente, un modo di lavorare che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione artigiana veneta. Per chi vive tra Padova, Piove di Sacco, Chioggia e zone limitrofe, Falegnameria Minorello rappresenta un punto di riferimento solido: un’azienda che unisce esperienza, competenza tecnica e un rapporto umano che nel settore non è più così scontato. Ogni serramento che esce dal laboratorio di Codevigo è una promessa di qualità, effi cienza e bellezza, pensata per
deve sostituire gli infissi di casa: con i costi dell’energia sempre più alti, una finestra che isola bene può fare davvero la differenza in bolletta. E lo
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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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E CHIRURGIA
RILASSAMENTO E BIORIVITALIZZAZIONE DEL VOLTO TERAPIA ANTALGICA E FISIOTERAPIA
DELL'ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE INFILTRAZIONI
disagi nel corso del giorno (pranzi, motivi di lavoro ... ) esistono allineatori con forze calibrate che consentono di giungere ai risultati indossando gli apparecchi solo durante il sonno.
LO STAFF
Erika, Michaela, Rossella, Cinzia
I PAZIENTI: VOI ... vi aspettiamo
Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
Massimo Zuin nuovo DG dell’Ulss 3 Serenissima:
«Case della Comunità e ospedale al centro della sfida»
Completare i progetti PNRR, rafforzare la sanità territoriale e sostenere l’eccellenza dell’ospedale dell’Angelo. Sono alcune delle linee indicate dal nuovo direttore dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, che conferma anche il ruolo del privato accreditato
Le Case della Comunità, il consolidamento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e la collaborazione con il privato accreditato. Sono queste alcune delle priorità indicate da Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, nella sua prima dichiarazione.
Tra i progetti simbolo del territorio c’è la nuova Casa della Comunità di Mira, intervento atteso da tempo dalla popolazione locale e che per Zuin ha anche un valore personale.
«Io sono nato a Mira – racconta – e mi ricordo di aver sempre sentito parlare della necessità di questo distretto che mancava o che comunque risultava insufficiente. In questi giorni stiamo arrivando alla conclusione dei lavori della Casa della Comunità e per me è quasi un destino essere arrivato a dirigere questa azienda proprio mentre questo progetto prende forma».
L’Ulss 3 Serenissima è una delle realtà venete più impegnate nella realizzazione delle strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune sono già operative, mentre altre stanno completando il percorso di attivazione.
“Qui
«A Noale è stata aperta probabilmente la prima Casa della Comunità del Veneto, abbiamo attivato anche quella del Lido e stiamo lavorando per rispettare le scadenze previste dal PNRR – spiega Zuin –. L’obiettivo è completare tutti i progetti entro giugno. Si tratta di interventi importanti, con molte risorse investite nel territorio». Una trasformazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale. «Sono fiducioso – aggiunge – che con l’aiuto della medicina generale e dei nostri professionisti riusciremo ad affrontare questa sfida: collegare sempre di più l’ospedale con il territorio».
«Questo risultato rappresenta una grande responsabilità – osserva Zuin – perché quando si raggiungono livelli così alti la difficoltà diventa mantenerli. Ma possiamo contare su una squadra di professionisti di altissimo livello e sono convinto che riusciremo a proseguire su questa strada».
Proprio per rafforzare l’offerta sanitaria è in corso anche un progetto di ampliamento della struttura mestrina. «L’ospedale dell’Angelo è una struttura bellissima – sottolinea – ma negli anni ha sofferto per la carenza di posti letto. Con il progetto di ampliamento stiamo lavorando per offrire servizi ancora più avanzati».
Un’eccellenza che continua ad attrarre pazienti anche da fuori provincia e da altre regioni. «Molte persone vengono a curarsi da noi proprio per il livello delle prestazioni garantite», ricorda il direttore generale.
Nel sistema sanitario locale resta inoltre centrale la collaborazione con il privato accreditato. «In questi anni il rapporto è stato positivo – afferma Zuin –. Le strutture convenzionate rappresentano un partner importante che ci aiuta a dare risposte ai cittadini, soprattutto per affrontare il tema delle liste d’attesa».
nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini più fragili
Per il futuro l’obiettivo sarà quindi proseguire su questa linea di collaborazione. «Non demonizziamo il privato – conclude – ma lavoriamo in sinergia, compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione regionale. È un rapporto che intendiamo portare avanti con spirito costruttivo, come è stato fatto finora».
I primi passi del neo Direttore Generale Zuin
Sanitari in prima linea, pazienti nelle sale d’attesa, bambini in corsia, poveri nelle mense, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio: sono state queste le prime persone che il neo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni al vertice dell’azienda sanitaria veneziana.
Un punto di forza dell’Ulss 3 Serenissima resta l’ospedale dell’Angelo di Mestre, considerato tra i migliori d’Italia secondo le valutazioni di Agenas.
Nel breve periodo, tuttavia, la priorità resta il rispetto delle scadenze del PNRR. «Entro giugno dobbiamo completare i progetti previsti – spiega Zuin –. Non si tratta solo di realizzare le strutture, ma anche di allestirle e organizzarle con medici, infermieri e servizi. È un lavoro complesso che stiamo seguendo passo dopo passo per rispettare i tempi e non perdere i finanziamenti». (p.b.)
Da Mestre a Venezia centro storico, Zuin ha visitato Pronto Soccorso, Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco, Casa di riposo Santa Maria dei Battuti, Distretto Giustinian e il Padiglione Jona dell’ospedale Civile con la Pediatria. Qualche momento anche per ammirare i tesori artistico-culturali degli ospedali e salutare chi ogni giorno se ne prende cura.
“Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte – ha
detto Zuin – Persone bisognose, affiancate da chi dà il meglio di sé per alleviare il dolore e le difficoltà, sono l’esempio del servizio socio-sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro sociosanitario locale”.
L’incontro. “Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini
Gerosa in visita all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: confronto con gli specialisti
VENETO
Visita istituzionale all’Ospedale dell’Angelo di Mestre per l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Ad accompagnarlo la consigliera regionale con delega per Venezia Laura Besio. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin e un gruppo di specialisti dell’ospedale, con cui l’assessore ha affrontato il tema delle progettualità in corso e delle prospettive di innovazione nella struttura hub della provincia. Durante la visita l’attenzione si è concentrata in particolare sull’attività della Farmacia ospedaliera. La direzione sanitaria ha illustrato il percorso che ha portato alla concentrazione a Mestre della produzione dei preparati chemioterapici, destinati all’Ematologia dell’Angelo e ai repar-
ti di Oncologia di Mestre, Venezia e Chioggia. Il processo è stato reso possibile anche grazie ai lavori di ristrutturazione realizzati nel 2025 e all’acquisizione di nuove tecnologie, tra cui un robot e due cappe semiautomatiche. Dotazioni che hanno permesso all’Unità farmaci antiblastici di Mestre di estendere la preparazione dei farmaci anche all’Oncologia di Dolo-Mirano, completando così la centralizzazione della produzione aziendale in un’unica sede.
Per volumi di attività l’Unità si colloca ora nella fascia ad alta intensità operativa: su base annua si stimano circa 44 mila preparazioni. La riorganizzazione ha portato anche a un significativo efficientamento dei processi, con un risparmio annuo stimato attorno ai 180 mila euro.
Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario
La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.
“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.
L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a
cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”.
Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo.
Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare entro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.
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Dott. Barbetta, sappiamo che visita presso il Poliambulatorio Vespucci, fate anche riabilitazione post-operatoria?
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La riabilitazione post operatoria
“Si, questo tipo di riabilitazione è tra le componenti più importanti della riabilitazione che eseguiamo al Poliambulatorio Vespucci. Trattiamo pazienti con esiti di artroscopia di spalla e ginocchio,interventi a mani e piedi (sindrome del tunnel carpale o tarsale, dito a scatto, rizoartrosi, correzione alluce valgo…) interventi di protesizzazione di anca, ginocchio o spalla, interventi al rachide”.
più nei casi più complicati ed in pazienti più
“L’obiettivo della riabilitazione post-intervento chirurgico consiste principalmente nel ridurre l’edema e l’infiammazione presenti nell’articolazione operata, recuperare il normale range di movimento articolare e potenziare la muscolatura per garantire una corretta stabilizzazione dell’articolazione.
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Quando conviene prenotare la visita e quanto dura il percorso riabilitativo?
“È utile eseguire la Visita Fisiatrica appena dimessi dall’ospedale (quindi meglio prenotarla in anticipo) per poter programmare un trattamento riabilitativo personalizzato riguardo anche le indicazioni dei colleghi ortopedici. Tanto più precocemente si inizia una specifica e personalizzata riabilitazione dopo intervento chirurgico, tanto prima si recupera la funzionalità dell’arto interessato evitando l’insorgenza di eventuali complicanze. I cicli di fisioterapia (un ciclo consiste di 10 sedute) possono consistere in uno unico, nei casi più semplici, o
Tutto ciò è finalizzato al recupero il più rapido possibile della normale funzionalità articolare e, più in generale, dell’equilibrio funzionale di tutto il corpo.
Per esempio, nel caso di un intervento di protesizzazione del ginocchio, il paziente si presenta frequentemente con dolore, gonfiore, limitazione significativa dell’articolarità e difficoltà nella deambulazione, spesso con l’ausilio di stampelle. In questi casi viene programmato un protocollo riabilitativo personalizzato, basato sull’integrazione delle più efficaci metodologie riabilitative attualmente disponibili e delle tecniche più innovative, supportate dall’evidenza scientifica. Il percorso riabilitativo comprende quindi un lavoro progressivo mirato alla riduzione dell’infiammazione, al recupero
della mobilità articolare, al rinforzo muscolare e alla rieducazione funzionale del movimento. Il programma viene strutturato in modo graduale e adattato alle condizioni del paziente, con l’obiettivo di ristabilire stabilità, coordinazione e controllo motorio dell’articolazione operata, favorendo il ritorno alle normali attività quotidiane in Grande attenzione viene inoltre dedicata alla rieducazione propriocettiva e al recupero della corretta deambulazione, elementi fondamentali per ristabilire un equilibrio funzionale globale e prevenire compensi o Il paziente viene seguito costantemente dal fisioterapista durante tutto il percorso riabilitativo, con periodici controlli da parte del medico fisiatra per monitorare l’evoluzione clinica e la progressione dei miglioramenti, anche attraverso specifiche scale di valutazione funzionale.
La riabilitazione rappresenta quindi una fase fondamentale del processo di cura, indispensabile per ottenere un recupero com-
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Il nuovo direttore dell’Ulss 3
Zuin in visita a Chioggia
Visita istituzionale a Chioggia per Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’ULSS 3 Serenissima, intervistato da Madeleine Palpella per Radio Veneto24 durante la tappa nella città lagunare, che ha incluso anche un incontro in municipio con il sindaco Mauro Armelao. La visita rientra in un tour che il direttore sta compiendo in questi giorni nei diversi presidi dell’azienda sanitaria. «Sto andando a trovare tutti i nostri ospedali – ha spiegato Zuin – sono stato a Mestre, a Venezia e quindi anche Chioggia. Continuerò visitando gli altri presidi. della nostra azienda».
Tra le strutture incontrate finora, Chioggia rappresenta però un caso particolare. «È una città bellissima che amo molto – ha sottolineato – ma soprattutto qui si percepisce una particolare umanizzazione delle cure. Probabilmente perché è una realtà in cui tutti si conoscono e questo crea una maggiore empatia verso chi entra in ospedale».
Secondo il direttore generale, proprio il clima umano rappresenta uno dei punti di forza dell’ospedale clodiense. «Chi entra trova persone disponibili e sorridenti. È una cosa bellissima, oltre al fatto che qui c’è una grande squadra di professionisti».
Accanto al personale sanitario, Zuin ha evidenziato anche il ruolo della rete sociale e del volontariato: «La realtà del terzo setto-
re è davvero unica e la città è ricchissima di associazioni».
A rendere ancora più forte il legame tra ospedale e territorio è, secondo il direttore, l’attenzione della comunità locale. «Chioggia è innamorata del proprio ospedale: non c’è nessuno che non si batta perché non perda servizi, ma anzi li veda crescere. Per questo ci sarà sicuramente una particolare attenzione verso questa città».
Zuin ha poi parlato della propria esperienza amministrativa e del rapporto con il territorio. «Mi sento ancora molto sindaco – ha detto – perché negli ultimi anni mi sono occupato della parte sociale e territoriale. Conosco bene i problemi, in un contesto in cui la popolazione invecchia e emergono nuove fragilità. Ma è anche un territorio straordinario e un’azienda sanitaria fantastica».
Tra gli obiettivi del suo mandato, il direttore ha indicato tre priorità: «L’umanizzazione delle cure, che io riassumo nella parola gentilezza; il rafforzamento del rapporto tra ospedale e territorio; e il mantenimento dei livelli di eccellenza dei nostri ospedali».
Per Chioggia, in particolare, sono previsti nuovi sviluppi. «Tra poco partirà anche il servizio di procreazione medicalmente assistita – ha annunciato – probabilmente entro un mese. Sarà un punto di eccellenza importante, soprattutto per tante coppie che oggi sono costrette a viaggiare anche
all’estero».
Parallelamente prosegue il lavoro sui servizi territoriali. Tra i cantieri più rilevanti c’è quello della Casa della Comunità. «Siamo in dirittura d’arrivo – ha spiegato Zuin –anche se ci sono stati alcuni piccoli problemi. Stiamo correndo per rispettare i tempi e speriamo che entro giugno si possa aprire almeno una parte della struttura». Il progetto comprende anche ospedale di comunità e hospice. Guardando ai prossimi mesi, il direttore ha ricordato anche il ruolo sanitario della città nel periodo turistico.
«Con l’arrivo della primavera iniziamo a pensare alle vacanze sicure e al turismo inclusivo. Qui troviamo una grande attenzione da parte degli imprenditori del settore: Chioggia è una città aperta a tutti, dove chi arriva deve sentirsi accolto e “coccolato”, indipendentemente dalle proprie condizioni». Infine, un passaggio su un tema nazionale come la sicurezza nei pronto soccorso e la violenza contro il personale sanitario.
«Abbiamo attivato protocolli con le forze dell’ordine che prevedono formazione reciproca – ha spiegato – per prevenire e
gestire situazioni sempre più complesse. I casi che arrivano oggi in pronto soccorso sono molto diversi rispetto al passato e richiedono competenze specifiche». La formazione, ha concluso Zuin, rimane uno degli strumenti principali per affrontare il problema. «Abbiamo professionisti molto preparati e continueremo a rafforzare la collaborazione con le forze dell’ordine. Allo stesso tempo dovremo puntare anche sulla tecnologia e sulla telemedicina per alleggerire le richieste non urgenti e migliorare la gestione dei servizi sul territorio».
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Uno degli obiettivi della ricerca nel settore odontoiatrico è la assoluta assenza dei metalli impiegati nelle protesi del cavo orale. Se ricordi, le vecchie otturazioni in amalgama, quelle grigie, negli anni sono state via a via abbando nate e recentemente la Comunità Europea ne ha decretato l’illegalità bloccandone l’utilizzo. Meglio tardi che mai si direbbe! Noi di Clinica Todaro lo possiamo affermare con forza e con l’evidenza dei fatti, poichè i professionisti che compongono il nostro gruppo di lavoro, non utilizzano ormai più la amalgama da almeno vent’anni.
L’utilizzo di materiali biocompatibili comporta una accettazione totale del nostro organismo nei confronti del corpo estraneo che vi viene inserito.
Risultato: tessuti biologici sani, che nel nostro caso significa gengive sane e denti sani. Ed eccoci a parlare di zirconia. E’ un materiale
utilizzato in odontoiatria da parecchi anni. Il suo impiego nelle corone su denti naturali è ormai noto a tanti ma probabilmente non saprai del suo utilizzo anche nelle protesi implantari. In questo senso noi di Clinica Todaro siamo al momento gli unici a farne uso nei casi in cui ci sia idoneità, affiancandoli ai ben conosciuti impianti in titanio. A livello estetico se utilizzato per la sostituzione di un dente anteriore, quindi ben visibile, il risultato sarà eccezionale. In caso di recessione della gengiva, fisiologica col passare degli anni, non vi sarà la comparsa di quel fastidioso bordo metallico, deleterio per l’estetica del sorriso e per la voglia di relazionarci con gli altri. Quindi, perche no.
Perchè non attingere a piene mani a ciò che la scienza ci propone per vivere di questo senso gli impianti in zirconia considerarsi un altro tassello a comporre questo puzzle di salute estetica e benessere.
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