Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER IL VENETO: “ATTENZIONE
AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli
RISCHI E NUOVE REGOLE: ECCO IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE
Dopo il Piano del 2021, l’Amministrazione interviene con modifiche sostanziali per adeguarsi ai nuovi obblighi di legge NUOVI
Caos politico, Barbara Penzo (Pd): “Maggioranza frammentata” Il sindaco Armelao: “E’ stato un anno di interventi diffusi”
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
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Formazione per prevenire il rischio idrogeologico
Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e l’Università di Padova consolidano una collaborazione nel settore della gestione del rischio idrogeologico. La sinergia si è concretizzata attraverso il contributo dell’ente consortile al percorso formativo del Corso di Laurea Magistrale in Water and Geological Risk Engineering, gestito dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (Dicea). La direzione del corso è affidata al professor Pietro Teatini, figura di comprovata esperienza nel campo e già da anni in dialogo con il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo. Questo percorso accademico mira a formare nuove figure professionali capaci di ricoprire ruoli di leadership, a livello nazionale e internazionale, nell’analisi, nel monitoraggio e nella mitigazione dei rischi connessi ai fenomeni calamitosi di origine idrologica e geologica. Tali fenomeni includono sia gli eventi legati all’eccesso d’acqua, come alluvioni e frane, sia quelli connessi alla sua carenza, quali gli eventi siccitosi. Il percorso formativo è incentrato sulla comprensione e sulla modellazione di sistemi geologici- idrologici-agro-forestali. L’obiettivo è di gestire su scala globale la pericolosità associata a questi fenomeni e i loro impatti: inondazioni, tempeste e smottamenti hanno colpito circa tre miliardi di persone tra il 1998 e il 2017. Per questo, la laurea magistrale forma i nuovi leader globali nella scienza e tecnologia idrologica e geologica. Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha concorso fornendo una prospettiva territoriale reale. La partecipazione si è concretizzata con una lezione, tenuta presso il Cpia di Rovigo. A ciò si è aggiunta la visita ai principali impianti che insistono nell’area a ridosso della laguna di Venezia, dove il fenomeno della subsidenza è uno dei fattori che sta contribuendo a modificare il paesaggio. Gli studenti hanno potuto visionare l’idrovora Buoro a Cavarzere, il Ponte sospeso (sulla Strada Provinciale Chioggia Sp4, sito in cui l’abbassamento repentino del territorio è particolarmente evidente), il nodo idraulico delle Trezze, l’idrovora Casetta, l’idrovora Ca’ Bianca e l’idrovora Zennare nel Comune di Chioggia.
Alessandro Abbadir
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola
Stievano >direttore@givemotions.it<
Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.
Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita.
Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.
di Bellettato Luca & C.
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revisione bombole sostituzione serbatoi G.P.L.
L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide
Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”
N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-
ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.
La legislatura si è aperta con la
ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?
Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-
dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.
A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-
di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?
La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle
Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.
Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?
Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-
parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?
Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.
In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?
In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche
cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?
Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma
prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.
L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.
Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?
Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un
tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.
Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?
In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.
Nicola Stievano
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione
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zati
CAMPONOGARA - Via Giovanni XXIII, 15 - tel. 041.5158149
CAORLE - Via dei Calamari 3 - tel. 0421.223430
CAVARZERE - Piazza del Donatore 7 - tel. 041.2905840
CHIOGGIA - Via Cesare Battisti 328 - tel. 041.2905820
DOLO - Via Piave 5 - tel. 041.2905860
FAVARO VENETO - Via Triestina 23 - tel. 041.2905600
JESOLO - Via XXIV Maggio 4 - tel. 0421.223410
MARGHERA - Via Zorzi 15 - tel. 041.2905610
MARTELLAGO - - Via Fapanni 41/A1 tel. 041.641706
MESTRE -Via Ca’ Marcello 10 - tel. 041.2905900
MIRA - Via Vittorio Alfi eri 9 - tel. 041.2905890
MIRANO - Via Gramsci 73 - tel. 041.2905800
NOALE - Via Polanzani 40 - tel. 041.5800450
MARCON - Piazza Mercato 19 - tel. 041.2905880
Il 2025 è stato un anno di interventi diffusi su ponti, strade, quartieri e frazioni
AChioggia il bilancio di previsione del Comune non è stato ancora approvato, ma il sindaco Mauro Armelao, ci tiene a fare un suo bilancio delle attività svolte e dei risulltati ottenuti. Sul versante delle opere pubbliche, si è trattato per Armelao di un anno “di interventi diffusi su ponti, strade, quartieri e frazioni”. “Il 2025 - dice il sindaco - è stato un anno di intensa attività per il Comune sul fronte dei lavori pubblici. È stato approvato il progetto di manutenzione straordinaria del cavalcavia di Borgo San Giovanni, per la quale sono state reperite le risorse e avviata la fase esecutiva, con lavori previsti nel 2026. Grande rilievo ha avuto anche la presentazione del progetto di risanamento del Ponte della Fossetta, infrastruttura chiusa dal 2018 e collegamento strategico tra Fossetta e Brondolo. Un intervento complesso che coniuga sicurezza strutturale, tutela del valore storico-culturale e riqualificazione urbana dell’intero contesto, con la previsione di una nuova passerella pedonale e la valorizza-
zione degli spazi pubblici”. Sono stati completati e riconsegnati alla cittadinanza, sottolinea Armelao “il ponte sul canale Nuovissimo a Valli, riaperto al transito dopo un intervento di circa 700 mila euro, e il ponte Cavanis, riaperto in anticipo rispetto al cronoprogramma”. Proseguono i lavori di restauro di Ponte Sant’Andrea. Il 2025 per il sindaco ha visto “un piano di manutenzione e rifacimento della rete stradale, sia nel centro urbano sia nelle frazioni. Sono stati programmati e avviati interventi su oltre 60 mila metri quadrati di strade, marciapiedi e pavimentazioni, con l’attivazione del quarto lotto di asfaltature e la progettazione del quinto”. Tra gli interventi principali: la ristrutturazione di Fondamenta Canal Lombardo, sviluppato per stralci per limitare i disagi ai residenti, il rifacimento del manto stradale di viale Isonzo, la sistemazione dei marciapiedi e della carreggiata di viale Adige, e il ripristino della pavimentazione in trachite in zona Porta Santa Maria. Attenzione è stata posta al coordi-
namento con i gestori dei sottoservizi, per evitare interventi ripetuti e garantire risparmi economici e durabilità delle opere. Nel centro storico sono stati programmati e avviati interventi mirati di riqualificazione, tra cui i lavori su calle Campanile Duomo, che prevedono la sostituzione delle reti idriche, gas e fognarie e il successivo rifa-
Arena Duse e Ponte della Fossetta fra i cantieri del 2026
I lavori pubblici non si fermano a Chioggia, con cantieri che sono stati avviati nel 2025. “Per il 2026 ormai partito - ha detto Mauro Armelao, sindaco di Chioggia - puntiamo sull’inizio dei lavori del tanto atteso
Ponte della Fossetta, quelli interni dell’Arena Duse, gli interventi che coinvolgeranno la parte centrale del Lungomare”. Ma non solo. Il sindaco (che spera va detto, di sistemare i problemi all’interno della maggioranza)
punta a realizzare altri interventi nell’anno appena iniziato. “Vogliamo dare il via - dice - alle procedure di esproprio per il primo stralcio della Cittadella dello Sport, terminare il progetto del gattile, iniziare i lavori di sistemazione totale di palestra e spogliatoi dei plessi Caccin e Merlin, oltre al quinto lotto asfaltature necessarie per la sicurezza stradale”. Ma fra le priorità dell’amministrazione clodiense per l’anno cominciato,
cimento completo della pavimentazione in trachite, grazie a fondi dedicati. Prosegue l’impegno nella tutela del patrimonio storico-religioso con il restauro conservativo di tre edicole votive a Sottomarina, finanziato con fondi ministeriali. “Un’attenzione costante - conclude Armelao - è stata riservata alle frazioni, con interventi diffusi. A
non ci sono solo le opere pubblice da portare avanti. “Poi - conclude il primo cittadino - abbiamo tra le priorità la partenza del Consorzio Ats e tutte le attività di ricezione e intrattenimento per i turisti e per i residenti, come i concerti estivi e moltissimo altro”. Nette e positive le conclusioni del primo cittadino. “Chioggia è una città - conclude Armelao - che merita tutto il nostro impegno per valorizzarla al massimo”. (a.a.)
Valli sono stati completati lavori su ponti, strade e aree pubbliche, mentre a Cavanella d’Adige è stato raggiunto un risultato atteso da anni: la definizione del percorso per la riapertura dell’ufficio postale, che tornerà operativo con la ristrutturazione di un edificio comunale”.
Alessandro Abbadir
Il sindaco Mauro Armelao
Tempo di bilanci/2. La consigliera del Pd Barbara Penzo va all’attacco dell’amministrazione
Ritardi per l‘approvazione del bilancio? “La maggioranza è frammentata”
Le opposizioni a Chioggia vanno all’attacco del sindaco Mauro Armelao e della sua giunta di centrodestra, sulla questione del bilancio di previsione dell’ente locale. Bilancio che non è ancora stato approvato. A portare critiche pesanti su una situazione politica e amministrariva considerata insostenibile, è la consigliera comunale del Pd Barbara Penzo. “Ad oggi - dice la consigliera Penzo - sul bilancio del Comune di Chioggia non ci sono purtroppo novità concrete. L’ultimo consiglio comunale risale a fine dicembre e non ha prodotto di certo l’approvazione del bilancio previsionale viste le condizioni di difficoltà in cui versa la maggioranza al suo interno. Da allora non è stata ancora convocata alcuna nuova seduta del consiglio in municipio”. La Penzo fa una analisi precisa della situazione e delle difficoltà politiche in cui versa la giunta guidata da sindaco Armelao. “Va ricordato che la conferenza Stato-Città - spiega - ha dato il via libera al differimento dei bilanci di previsione 20262028 al 28 febbraio 2026, ma questo non può diventare un alibi per il silenzio e l’assenza di confronto istituzionale. La situazione appare ancora molto instabile. Da un lato pesano le difficoltà politiche di
una maggioranza che continua a essere frammentata; dall’altro ci sono evidenti criticità tecniche. Si tratta di un bilancio complesso e difficile, con capitoli e voci che negli ultimi anni abbiamo più volte segnalato come non pienamente corrispondenti alla realtà: alcune sottostimate, altre sovrastimate”. Barbara Penzo fa poi una precisa considerazione sul cambiamento di atteggiamento che in questi ultimi mesi ha avuto la maggioranza di centrodestra che guida il Comune, e il sindaco Mauro Armelao. “In questo momento - sottolinea l’esponente politica di centrosinistra - colpisce il cambio di atteggiamento dell’amministrazione comunale. Si ricorda infatti come negli anni scorsi la puntualità nell’approvazione del bilancio veniva rivendicata come un vanto politico, mentre oggi, di fronte alle difficoltà, si registra solo un silenzio assordante”. Da qui una amara considerazione conclusiva sulle ragioni di questo ritardo. “Ri-
tengo - dice - quindi, che il ritardo sia il risultato di più fattori, politici e tecnici, che si intrecciano e rendono complicata la definizione del documento di programmazione economica dell’ente locale” . L’ultimo bilancio di previsione 2025/27 del Comune di Chioggia, era stato approvato19 dicem-bre 2024, in Consiglio comunale. In quell’occasione il sindaco aveva sottolineato l’importanza della revisione delle tariffe, citando il caso del canone sulla pubblicità “che non veniva aggiornato dal 2001, quando si è passati dalla lira all’euro”. Intanto però adesso prima di andare in consiglio per approvare il bilancio, la maggioranza vuol essere certa di aver i numeri per farlo.
Alessandro Abbadir
Di fronte alle difficoltà, si registra solo un silenzio assordante. Si tratta di un bilancio complesso, con voci che abbiamo più volte segnalato come non pienamente rispondenti alla realtà
Per il Comune “scuole e politiche sociali sono centrali nell’azione amministrativa”
“Nel corso del 2025 l’amministrazione ha ottenuto risultati sul fronte della valorizzazione delle strutture sportive e scolastiche, confermando la centralità di giovani, scuola e servizi educativi nell’azione di governo”. A dirlo è il sindaco Mauro Armelao. “Grazie a una forte sinergia con la Città Metropolitana di Venezia, il Comune di Chioggia - sottolinea - ha reso disponibili alla cittadinanza due palestre in centro città: la palestra Enaip - ex scuola Goldoni all’Isola dell’Unione, rinnovata e affidata in gestione comunale, e la palestra dell’istituto Cestari a Borgo San Giovanni. Sono stati conclusi importanti interventi di riqualificazione della palestra dell primaria
Don Milani a Sottomarina, con la ristrutturazione degli spogliatoi”. Oltre alla riqualificazione degli spogliatoi della palestra Don Milani, “è stato approvato il progetto di fattibilità per l’ampliamento del plesso, con l’obiettivo di potenziare il servizio mensa e creare nuovi spazi per laboratori didattici e attività di sostegno. L’intervento permetterà di rispondere alla crescita del numero di iscritti e di migliorare l’organizzazione e l’inclusione. Il Comune prosegue un percorso di sistemazione progressiva di tutti i plessi cittadini”. Positivo il primo bilancio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale. Con l’avvio del nuovo appalto, il Comune ha garantito standard
più elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità. Nel corso del 2025 poi, il Comune di Chioggia “ha rafforzato l’ impegno nelle politiche sociali, mettendo in campo progetti e servizi rivolti alle persone più fragili, alle famiglie, ai minori e alla comunità”. Tra gli interventi più rilevanti rientra l’avvio del progetto di Housing Temporaneo, finanziato con fondi Pnrr, con l’inaugurazione della prima struttura in via del Boschetto. Il progetto prevede tre strutture complessive per un totale di 15 posti letto, destinate a persone senza dimora o in grave marginalità, con l’obiettivo di accompagnarle verso l’autonomia abitativa, lavorativa e sociale”. (a.a.)
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La consigliera Barbara Penzo
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Veneta Pesca: dove freschezza e logistica si incontrano
distinguersi per capacità di adattamento, visione strategica e solidità organizzativa. Dopo aver chiuso il 2024 con un fatturato complessivo di 70 milioni insieme alla consociata TFP – Trasporti Frigoriferi Portoviresi, il gruppo conferma la propria centralità nel mercato e rilancia con nuovi investimenti mirati. Uno dei temi ancora centrali è il granchio blu, fenomeno che ha colpito duramente la filiera delle vongole. «Il 2023 è stato uno shock –spiega Michele Cattin – ma il mercato si è par-
zialmente adattato. Una parte del prodotto è stata sostituita dal lupino, un altro tipo di vonnuovi canali di approvvigionamento, in par-
vigili e pronti a innovare». La logistica, infatti, sta attraversando una trasformazione silenziosa ma profonda: mancano autisti specializzati, aumentano i costi e si stanno delineando nuove modalità di distribuzione con piattaforme dedicate alla microdistribuzione e mezzi diversi per target diversi. «Servono compe-
to fresco, senza inseguire segmenti – come la quarta gamma o i ricettati – già presidiati da
Sul fronte dei consumi, la tendenza è chiara: le famiglie cercano praticità. «Il modello familiare è cambiato da anni – commenta Cattin – e il mercato del fresco si è adattato con prodotti più semplici da preparare». Allo stesso tempo cresce la richiesta di qualità per prodotti come tonno e salmone, legati anche al Guardando al 2026, Veneta Pesca continua a investire per affrontare il futuro con reL’ultima novità è il nuovo impianto fotovoltaico da 500 kW, che si aggiunge a quello già esistente. «Un investimento da circa 700 mila euro – racconta Cattin – che ci permetterà di essere più indipendenti dal punto di vista energetico, migliorare l’efficienza della catena del freddo e refrigerare il magazzino 24 ore su 24 nei mesi estivi. È un passo fondamentale per qualità e
In un settore segnato da sfide globali, dalla scarsità di risorse ittiche al necessario adeguamento dei metodi di pesca, il gruppo continua a dimostrare una forte capacità di lettura del mercato e un approccio pragmatico: «Bisogna essere dinamici, razionalizzare gli acquisti e ridurre gli sprechi. Non possiamo permetter-
L’assessore Angelo Mancin illustra
Cavalcavia Borgo San Giovanni, approvato il progetto di ristrutturazione
Il viadotto ha una lunghezza complessiva di circa 39 metri circa, ed è costituito da tre campate
E ’ stato approvato nelle scorse settimane, il progetto per il risanamento del cavalcavia Borgo San Giovanni a Chioggia che vede interessate le carreggiate nord e sud. L’incarico di progettazione era stato affidato allo studio Vka Progetti. Il prossimo passo sarà indire la procedura di affidamento dei lavori, che avrà luogo nei primi mesi di quest’anno. I tempi per l’esecuzione dell’intervento sono di circa un anno. A spiegare l’intervento è direttamente Angelo Mancin, assessore ai lavori pubblici del Comune di Chioggia. “Sono state reperite le risorse necessarie all’esecuzione dell’intervento - ha sottolineato Mancin - e ora siamo arrivati alla fase esecutiva dell’intervento. Si tratta di un lavoro essenziale date le condizioni in cui versava la strut-
tura, evidenziate dall’indagine che nel 2020 ha interessato tutti i circa 100 ponti del territorio”. Serviranno 2.213.023,73 euro, di cui 1.534.746,76 per lavori. Ma di che intervento si tratta? “Il viadotto - spiega Mancin - ha una lunghezza complessiva di circa 39 metri circa, ed è costituito da tre campate. Il viadotto è costituito da due impalcati, cioè due corsie, di larghezza pari a 11 metri che risultano simmetrici tra loro rispetto all’asse longitudinale del viadotto. Gli impalcati sono realizzati con struttura in cemento”. Lo studio condotto sul ponte ha evidenziato che la struttura risulta idonea a sopportare le azioni da traffico previste, ma ha rilevato uno stato di degrado del ponte che ha richiesto un intervento di manutenzione straordinaria sen-
Consegna degli attestati ai donatori Avis
La cerimonia di consegna degli attestati ai donatori e alle donatrici di sangue che si sono distinti per l’alto numero di donazioni effettuate per l’Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue) di Chioggia è un momento di grande valore simbolico per testimoniare la riconoscenza della città verso chi, con costanza, contribuisce ogni giorno alla salute e alla vita degli altri. La festa dei donatori riuniti nella sala della parrocchia di San Giovanni Battista ha registrato la presenza di tante persone, giovani e donne che hanno la consapevolezza del loro gesto. “Lo scorso anno - sottolinea con orgoglio il
za interventi strutturali se non limitatamente a quegli interventi locali necessari per mettere in sicurezza il ponte come: il ripristino dei calcestruzzi che costituiscono gli elementi portanti dell’impalcato: solette, travi, traversi, spalle. La struttura dell’impalcato si presenta degradata.
E prevista la sostituzione sugli appoggi dell’impalcato mediante sollevamento dell’impalcato stesso, con martinetti; rinforzo della soletta superiore del ponte cioè della parte dove transitano i veicoli; rinforzo strutturale in fibre di carbonio delle travate e dei traversi centrali del ponte; ancoraggio del traverso di testata della pila al traverso della spalla. Allo stato di fatto il passaggio dei mezzi transitanti in prossimità delle spalle causano un fenomeno di martellamento dell’impalcato sulla spalla del ponte. L’intervento per risolvere il problema
presidente Avis Chioggia Nevio Boscolo Cappon - abbiamo raggiunto un importante traguardo con 4225 donazioni e quest’anno siamo fiduciosi di superare le 4300 donazioni. Questo risultato è ancora più significativo se consideriamo che la nostra sezione Comunale si colloca tra quelle con il segno positivo nella provincia di Venezia. Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e ci motiva a continuare a fare la differenza. Il nostro impegno è quello di garantire un’adeguata disponibilità di sangue per gli ospedali che ne hanno bisogno e con questo risultato siamo certi di poter continuare a supportare
del martellamento, sarà quello di realizzare un ancoraggio delle parti che costituiscono il ponte. Il danneggiamento o dissesto del dispositivo di giunto rientra tra le principali cause di degrado nei ponti, risulta quindi di fon-
chi ha bisogno di noi”. Per le prenotazioni delle donazioni da gennaio di quest’anno bisogna servirsi del nuovo portale voluto da Azienda Zero e Regione Veneto: sit-donor. azero.veneto.it. “Abbiamo supportato i donatori nel nuovo cambiamentoaggiunge Nevio Boscolo. - Possiamo affermare che il nuovo portale funziona ed è importante avere un ufficio di chiamata per questo servizio. I risultati lo dimostrano: segno positivo sia per raccolta sangue che per la raccolta plasma che registra al 30 novembre 2025 un + 196 sacche che significa + 27,5%, confrontando con il 2024”. (e.f.)
damentale importanza garantire il loro corretto funzionamento. L’intervento prevede la sostituzione delle barriere esistenti con il rifacimento parziale o totale del cordolo.
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L’assessore Angelo Mancin
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Via libera dal Comune al Piano di Protezione Civile aggiornato
I l piano di Protezione Civile Comunale si aggiorna a Chioggia. La presentazione del nuovo Piano è stata fatta nelle scorse settimane dal sindaco Mauro Armelao in veste di coordinatore della Protezione Civile cittadina. L’aggiornamento si è reso necessario in ottemperanza alla normativa di settore e alle indicazioni del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che prevedono una revisione periodica, almeno triennale, degli strumenti di pianificazione, per garantire una risposta più efficace alle emergenze, coerente con i cambiamenti dell’assetto territoriale e con l’evoluzione degli scenari di rischio. Il sindaco in consiglio è stato chiaro. “Dopo l’approvazione del 2021 - ha sottolineato Armelao - sono infatti intervenute importanti novità legislative, nuovi adempimenti in capo ai Comuni, ulteriori scenari di rischio e l’avvicendamento di alcune figure che ricoprono ruoli di comando all’interno del Centro Operativo Comunale. Modifiche sostanziali che, per legge, devono essere appro-
vate dal Consiglio Comunale. Con questo aggiornamento il Comune di Chioggia conferma il proprio impegno a rafforzare la prevenzione, la pianificazione e la sicurezza del territorio, dotandosi di uno strumento moderno e coerente con i più recenti indirizzi normativi e di protezione civile”. Il Piano di Protezione Civile a Chioggia si articola in: un apparato relazionale, con l’inquadramento territoriale, l’analisi dei rischi e la struttura organizzativa del Comune; un insieme di procedure operative, riferite alle azioni da attivare in caso di emergenza, corredate da dati, contatti e funzioni di supporto; un apparato cartografico, relativo ai singoli scenari di rischio e alle aree di emergenza individuate sul territorio comunale. Con il nuovo aggiornamento vengono recepiti ulteriori scenari di rischio tra cui: i Piani di Emergenza Esterna degli impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti adottati dalla Prefettura di Venezia; il Piano Provinciale per la Gestione delle Emergenze Radiologiche e Nucleari, che disciplina
anche eventi con agenti biologici e chimici; il Piano Operativo di Pronto Intervento Locale per la difesa del mare e delle coste da inquinamenti da idrocarburi o sostanze pericolose, relativo al compartimento marittimo di Chioggia; il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (Pgra) con l’adesione alla misura di mitigazione denominata “Osservatorio dei Cittadini sulle Piene” per il bacino Brenta-Bacchiglione. Il Piano aggiornato, tiene inoltre conto delle nuove figure referenti delle funzioni di supporto. Le procedure operative sono state aggiornate e calibrate sull’effettiva operatività dell’ente e strutturate in modo flessibile, così da poter essere integrate da protocolli e disposizioni interne. Attenzione è stata riservata anche alle aree di emergenza, che sono state implementate per garantire più copertura del territorio e individuate tenendo conto della cartografia di rischio. Le aree saranno successivamente contrassegnate con apposita segnaletica.
Alessandro
Abbadir
“Gente di mare, gente di Chioggia”
La sala san Filippo Neri a Chioggia ha ospitato l’incontro “Gente di mare, gente di Chioggia” fondendo insieme pittura, poesia, musica e solidarietà. Organizzato dal Circolo Ignazio Silone, attivo nel territorio da oltre 40 anni, con il sostegno de La Dragaggi dell’imprenditore Luciano Boscolo Cucco che con passione si impegna per far conoscere cultura e tradizioni del territorio clodiense, l’incontro è stato presentato dalla critica e poetessa Giorgia Pollastri e dagli organizzatori Nella Talamini e Giancarlo Fuolega. Sono state declamate le composizione poetiche di Daniela Antonello, Maria Luisa Baldo, Maria Concetta Bevagna, Liliana Bellemo, Ornella Lazzarin, Anna Maria Napolitano, Giorgia Pollastri, Nella Talamini e Eric Weiss. Sono stati presentati anche i dipinti di Daniela Antonello, Dario Ballarin, Manola De Gobbi, Maurizio Fantoni, Renzo Gianella, Davide Marcon, Dino Memmo, Anna Maria Padoan, Clara Quaresima, Gabriella Siviero e Nella Talamini. Nel corso dell’incontro, allietato dagli intermezzi musicali del violinista Filippo Maretto, sono stati premiati l’imprenditore oleario Antonello Cinosi per le numerose azioni benefiche, lo storico Renato Lombardi per le ricerche sui collegamenti tra Cervia e Chioggia, il prof. Paolo Padoan per l’impegno nella diffusione della cultura musicale, la dott.ssa Giulia Pagura che si è distinta nel settore della chirurgia senologica. Erano inoltre presenti Beniamino Boscolo Capon, presidente del Consiglio Comunale, la consigliera Barba Penzo, il capitano di fregata Andrea Palma, comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia, e l’avv. Daniele Grasso in rappresentanza della Fondazione Clodiense - che recentemente ha acquisito l’ex convento di Santa Caterina. Il ricavato della raccolta di beneficenza è stato consegnato a Gianluca Memmo, presidente dell’associazione “Amici del Mare”, che con l’imbarcazione “Kapitan Memo” organizza gite escursioni ed immersioni per i disabili. (e.f)
Sette borse di studio agli studenti di Infermieristica
L ’associazione “Cuore Amico Chioggia” ha assegnato sette borse di studio del valore di 500 euro ciascuna agli studenti del corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Padova che nei mesi scorsi si è svolto nella sede Aspo di Chioggia. L’iniziativa, nata con l’obiettivo di valorizzare l’impegno, la dedizione e la scelta di chi ha deciso di intraprendere una professione di servizio e cura, testimonia ancora una volta l’attenzione di “Cuore Amico” verso il mondo dei giovani e della sanità locale. “Sostenere la formazione dei futuri infermieri significa investire nel bene comune – ha dichiarato Renzo Morato, presidente dell’associazione – perché dietro ogni camice bianco c’è una persona che ha scelto di prendersi cura degli altri e noi vogliamo accompagnarla in questo percorso”.
Vincitori delle borse di studio sono gli studenti Marco Boscolo Meo, Arianna Fiorucci, Emma Ravagnan, Giulia Nalin, Chiara Pagan, Lucrezia Corazza e Carlotta Bissacco. Il professor Giacinto Pesce, a nome del Direttivo di “Cuore Amico”, ha sentitamente ringraziato la professoressa Chiara Rizzo, docente dell’Ateneo patavino che ha seguito il progetto formativo, sottolineando la qualità del percorso e la dedizione degli
studenti coinvolti, ribadendo l’importanza che a Chioggia si sviluppino e si consolidino sempre più percorsi universitari strutturati, ritenuti fondamentali per favorire crescita professionale, ricadute positive sul territorio e nuove opportunità per i giovani.
La cerimonia ufficiale di consegna delle borse di studio si terrà nel mese di gennaio 2026 in Auditorium comunale. In tale occasione il dottor Roberto Valle, primario di Cardiologia, presenterà le analisi degli screening effettuati nel 2025 che hanno coinvolto circa 1400 persone. Sarà inoltre presenta-
ta la riedizione del Ricettario “A Chioggia si cucina col Cuore” le cui copie erano state presto esaurite. L’associazione “Cuore Amico” svolge attività di informazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica ai problemi medico-sociali delle malattie cardiovascolari. Promuove iniziative in collaborazione con le strutture sociosanitarie per il miglioramento nei settori della prevenzione e riabilitazione Cardiologica. La sede, presso l’Ospedale Civile di Chioggia, è aperta dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Eugenio Ferrarese
Statale Romea, Montanariello: “Basta promesse”
Sulla Statale Romea “il Veneto aspetta da troppi anni risposte concrete e finanziamenti certi, non l’ennesima sequenza di annunci”. A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Jonatan Montanariello, che interviene sul tema delle infrastrutture viarie nell’area sud della provincia di Venezia. “Bene le missioni romane e gli incontri con i ministri da parte di De Berti e Stefani – afferma – ma mentre si realizza la Pedemontana, si parla del ponte sullo Stretto e si rilanciano opere come la Valdastico o la Treviso Mare, che peraltro non trovano consenso nei territori, il sud del Veneziano continua a pagare un prezzo altissimo in termini di sicurezza, con incidenti e vittime, nell’indifferenza generale”.
Secondo Montanariello, prima dei grandi proclami servono interventi immediati sull’esistente. “La Romea è la principale arteria stradale dell’area sud e non può più essere rimandata. Qui non servono slogan, ma cantieri. È indispensabile un confronto serio su proposte concrete, sulla messa in sicurezza e su progetti fermi da anni che rappresentano oggi le soluzioni più rapide e realistiche”. Il consigliere dem critica anche la retorica dell’“anno zero”: “Con questa scusa, annunciata a suo tempo dall’ex assessore De Berti, la realtà è che si resta sempre fermi al palo. Basta chiacchiere. Se da Roma arriveranno risposte vere, risorse e tempi certi, saremo pronti a collaborare in modo costruttivo. Il Veneto non può più permettersi di aspettare”. (r.c.)
Il
Venti alunni in esplorazione sui monti Lessini
La Scuola Secondaria di Primo Grado
“G. Olivi” coinvolta nel progetto “Tsmas”
Il Cai ha sostenuto progetti di turismo sostenibile per educare i giovani al rispetto della montagna. Tra questi, la Scuola “G. Olivi” di Chioggia ha coinvolto venti studenti in un’esperienza formativa sui monti Lessini, unendo lezioni preparatorie e attività sul campo con esperti, per promuovere consapevolezza ambientale e cittadinanza attiva
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ontro l’assalto ai sentieri del turismo mordi e fuggi, il Cai (Club Alpino Italiano) ha finanziato 68 sezioni Cai sul territorio nazionale per sostenere progetti Tsmas (Turismo Sostenibile Montano in Ambito Scolastico) presentati da docenti delle scuole di ogni ordine e grado, per educare i giovani alla frequentazione rispettosa dell’ambiente nella piena consapevolezza dei rischi attraverso esperienza, competenza e prudenza. A questo progetto ha anche aderito la Scuola Secondaria di Primo Grado “G. Olivi” coinvolgendo venti alunni delle classi seconde e terze dell’Istituto Comprensivo Chioggia-Borgo che qualche settimana fa hanno potuto esplorare con i loro insegnanti le aree montane dei monti Lessini in provincia di Verona. Sviluppato in collaborazione con Cai Scuola, Cai Veneto, Cai Sez. di Chioggia, con la Società Speleologica Italiana, l’Università di Padova ed il patrocinio di ASviS, Federparchi, Anci e Uncem, il progetto prevedeva sei incontri preparatori in classe e presso il Dipartimento di Geoscienze Unipd.
sul territorio vi erano anche gli esperti di Cai Scuola (Filippo Di Donato), Cai Veneto (Maurizio Dissegna) e Società Speleologica Italiana (Alessandra Carnevali).
fare rete tra istituzioni sia sempre la carta vincente”.
“Con questo progetto abbiamo voluto offrire un momento di approfondimento e potenziamento scientifico legato alla conoscenza diretta del territorio, con un’esperienza di studio e socializzazione che i ragazzi non dimenticheranno – afferma la coordinatrice del progetto, Monica Boscolo Marchi. – Le attività in ambiente sono state un laboratorio ideale per riflettere sulle tematiche relative alla gestione responsabile delle risorse come l’acqua, nell’ambito degli attuali scenari dominati dai cambiamenti climatici”.
Assieme ai docenti dell’Olivi di Chioggia nei due giorni di uscita
“Esperienze come queste fanno comprendere il valore della biodiversità e l’importanza di conservare l’ambiente – spiega Sandra Zennaro, dirigente dell’Istituto Comprensivo ChioggiaBorgo. – Il rispetto per i luoghi in cui viviamo è un valore irrinunciabile per la collettività, uno dei capisaldi dell’educazione alla cittadinanza, che passa anche e soprattutto attraverso iniziative di conoscenza. Ringraziamo il Cai e tutti gli enti coinvolti per questa importante opportunità, che testimonia ancora una volta come
Mini-mostre collettive per valorizzare la presenza artistica locale
Pittori, fotografi, scultori: gli Artisti di Chioggia allestiscono nell’androne del Palazzo Municipale di Chioggia delle minimostre collettive per valorizzare la presenza artistica chioggiotta nei molteplici stili caratteristici dei vari protagonisti. Il gruppo fondato da Giorgia Voltolina (in arte “Iaia”) aveva già proposto nella chiesetta di san Martino nei pressi della Cattedrale di Chioggia una collettiva nel corso dell’estate che aveva coinvolto 31 artisti locali e che aveva riscosso un notevole interesse. Questi artisti grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale hanno ora a disposizione nella prima decade dei mesi da novem-
Eugenio Ferrarese
bre 2025 a maggio 2026 questo spazio espositivo nell’ingresso del Municipio clodiense che consentirà, a rotazione, di farsi conoscere al pubblico. Il gruppo “Artisti di Chioggia” ha anche allestito nel periodo natalizio una collettiva all’interno della chiesetta di san Martino dove sono presenti le opere di Alessandra Tonello,
Giorgia Iaia Voltolina, Francesca Boscolo Zemelo, Emanuele Willy Bellemo, Lucio Gardin, Maurizia Freddo, Brenno, Diego Marchesan, Claudio Varisco, Michela Alfiero Bordigato, Vittorio Boscolo Marchi, Antonello de Ambrosi, Annamaria Padoan, Guido Donaggio, Maria Adele Rossetti, Eleonora Boscolo Marchi. (e.f.)
Un intenso anno sociale per l’Asd Marathon Cavalli Marini
U n anno di sport, iniziative solidali e varie collaborazioni in molti eventi è stato rivissuto insieme dai soci dell’ASD Marathon Cavalli Marini in occasione del tradizionale momento conviviale natalizio svoltosi all’Hotel Real a Sottomarina. Nel corso del 2025 i Cavalli Marini hanno percorso migliaia di chilometri tra maratone, mezze maratone in giro per il Veneto e altre regioni d’Italia, ma anche all’estero (Valencia, Parigi, Atene, New York…), trail, percorsi agonistici piuttosto impegnativi e faticosi quali la Transpelmo, l’Ultrabericus, l’Ultramarathon Venice Festival… e poi tante corse ludico-motorie a cui hanno partecipato sempre numerosi per condividere la voglia di correre insieme. Uno degli appuntamenti più importanti per i Cavalli Marini è stata l’organizzazione il 4 maggio della 40a “Caminà per Ciosa e Marina”, che ha registrato la partecipazione di tremila po-
disti giunti da varie regioni con la conquista del prestigioso “Trofeo del Cinquantenario” della fondazione della Fiasp (Federazione italiana amatori sport per tutti). Significative anche le collaborazioni con la “Run4hope”, staffetta podistica che coinvolge tutta l’Italia per sostenere la ricerca contro il cancro; con gli “Insuperabili” per favorire una attività sportiva davvero inclusiva; con la cooperativa Prometeo in occasione della Family Run; la collaborazione con la “Venice Marathon” con un gruppo di soci che si sono cimentati nella competizione e un altro gruppo impegnati lungo il percorso per garantire la sicurezza e l’assistenza agli atleti; la visita alla comunità residenziale dei bambini de “Le Acque di Siloe”. Nel corso del pranzo natalizio sono stati premiati gli atleti che si sono distinti per l’impegno, i risultati e le varie iniziative a cui hanno collaborato: Silvia Perini, Roberto Bo-
scolo Cegion, Filippo Boscolo Marchi, Maria Angela Boscolo, Tiziano Bissacco, Mario Tiozzo Netti, Andrea Rosteghin, Valeria Varagnolo, Silvia Fortina, Francesco Barone. Una menzione di merito è andata anche a Barbara Boscolo, Ilaria Tiozzo, Marilena Cavazzini e Federica Cadore. Per il prossimo triennio 2026/28 l’associazione podistica ASD Marathon Cavalli Marini avrà quale presidente Achille Penzo, vicepresidente - per la prima volta sarà una donna - Ilaria Tiozzo, segretaria Annalisa Zennaro e consiglieri Domenico Boscolo, Ivo Bertaggia, Ermanno Tiozzo e Mauro Vinci. Nel 2026 i Ca-
valli Marini saranno presenti alla “Montefortiana” in gennaio, alla “Romeo e Giulietta” half Marathon a febbraio, alla maratonina dei Dogi a marzo, alla maratona di Padova ad aprile, a vari trail… La 41a “Caminà per Ciosa e Marina” si terrà il 1 maggio 2026. Ogni giovedì sera viene proposta a tutti una corsa e camminata in compagnia con ritrovo alle ore 19.15 in piazzale Europa Sottomarina. Venti Cavalli Marini il 22 gennaio 2026 saranno onorati di portare la fiaccola delle prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina quando transiterà per Chioggia. Eugenio Ferrarese
”Artisti senza barriere” in Auditorium comunale san Nicolò
Una società davvero inclusiva si può costruire solo valorizzando la persona oltre ogni pregiudizio. Qualche settimana fa l’Auditorium San Nicolò a Chioggia ha ospitato lo spettacolo “Artisti senza barriere” dove i protagonisti sono stati artisti che, nonostante le loro difficoltà, hanno dimostrato che ognuno, a modo proprio, può fare. L’iniziativa, proposta anche nel mese di luglio ed agosto scorso in piazza Todaro a Sottomarina, è stata organizzata dalla UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, Sezione di Chioggiagrazie alla collaborazione del Centro Formazione Danza e Ginnastica e il patrocinio del Comune di Chioggia. Gli artisti della UILDM sono stati coinvolti in momenti di canto e recitazione poetica per raccontarsi, emozionare e connettere accompagnati dalle coreografie di Francesca Serafini e delle allieve Francesca, Roberta e Giorgia del Centro Formazione Danza e Ginnastica. Presente a Chioggia da oltre 30 anni, la UILDM promuove varie attività motorie, ricreative e di aggregazione oltre ogni barriera architettonica e culturale. La sede dell’associazione è in Via Del Boschetto a Sottomarina aperta da lunedì a giovedì al mattino dalle ore 9.00 alle 12.00; il mercoledì e giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30. Info 328 9220382. Anche l’evento scorso fa parte del progetto “Noi ci siamo oltre ogni barriera” che intende promuovere la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita culturale e sociale del territorio. In occasione delle festività natalizie domenica 21 dicembre nella chiesa del Buon Pastore a Sottomarina è stato organizzato il concerto “Xmas is here - La magia del Natale si accende” con la partecipazione di “Amici Miei Singing Group” il cui ricavato andrà a sostenere i progetti della UILDM Chioggia. (e.f)
Dal mito allo sport: il Carnevale di Venezia celebra Milano-Cortina
Quando il gioco si fa arte e la sfida diventa bellezza, Venezia si innalza sull’Olimpo. Dal 31 gennaio al 17 febbraio 2026, il Carnevale di Venezia dedica la sua nuova edizione all’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 con il tema “Olympus – Alle origini del gioco”, un grande racconto collettivo che unisce mito, storia, arte e sport, riportando il gioco al centro della festa come valore culturale, sociale e identitario.
Il calendario degli appuntamenti è stato presentato a Ca’ Farsetti dal sindaco Luigi Brugnaro, dal consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto, dal direttore artistico Massimo Checchetto e dal direttore generale di Vela spa Fabrizio D’Oria. Un’edizione che si annuncia diffusa, con il coinvolgimento di tutti i quartieri della città, terraferma e isole comprese, inclusiva e fortemente simbolica, capace di parlare a pubblici diversi e di intrecciare la tradizione veneziana con il grande evento olimpico internazionale.
L’apertura è fissata per sabato 31 gennaio in Piazza San Marco con il Gran Ballo di Carnevale con Bridgerton, primo grande appuntamento spettacolare. Domenica 1 febbraio entrerà nel vivo la programmazione storica con la Festa Veneziana, il suggestivo corteo acqueo lungo il Canal Grande, che culminerà con lo scoppio della Pantegana sotto il Ponte di Rialto, rito simbolo dell’inizio del Carnevale. Nella stessa giornata partiranno gli spettacoli sul palco di Piazza San Marco, le sfilate delle maschere più belle, la selezione delle Marie e la carrellata dei carri allegorici in terraferma, a partire da Dese.
“Il Carnevale di Venezia 2026 è un messaggio che parte dalla nostra storia e parla al mondo – ha dichiarato il sindaco Brugnaro -. Nell’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi abbiamo scelto di raccontare il gioco come linguaggio universale, capace di unire generazioni e culture. Venezia ha sempre trasformato la competizione in bellezza e la partecipazione in
meraviglia, anticipando lo spirito olimpico fondato su rispetto, talento e condivisione”.
“Olympus” richiama la mitologia greca e l’armonia tra corpo e mente, ma anche la Venezia dei secoli passati, quando il Carnevale era teatro di regate, acrobazie, tornei e prove di abilità collettiva. Dalle Forze d’Ercole alle battaglie rituali sul Ponte dei Pugni, la città ha storicamente trasformato la sfida in spettacolo e rito condiviso.
Il tema ha permesso una partnership con la Fondazione Milano Cortina 2026 e l’inserimento del Carnevale nel programma ufficiale della Cultural Olympiad – The Arts Programme. Un legame che si rafforzerà con il passaggio della Fiamma Olimpica a Venezia il 22 gennaio 2026, nel suo viaggio attraverso il Veneto verso Milano-Cortina. “Il gioco accompagna l’uomo da sempre – ha sottolineato Giusto – e Venezia ne è stata protagonista. Dal 31 gennaio al 17 febbraio calli e campi torneranno a essere spazi di incontro, competizione e meraviglia”. Per Checchetto, il Carnevale
diventa “un viaggio simbolico dal mito allo sport moderno, dove gli dèi e gli atleti condividono la stessa forza ispiratrice”. D’Oria ha infine ribadito l’impegno per “un Carnevale accessibile, sicuro e sostenibile, capace di emozionare cittadini e visitatori”. Non mancheranno poi, come sempre, i grandi appuntamenti esclusivi nei palazzi storici in cui feste private animeranno le notti veneziane tra balli, musica, buon cibo e in cui il gioco della seduzione e dell’ambiguità, dietro
una maschera, la farà da padrone. L’immagine guida dell’edizione 2026 si ispira al dipinto La Festa del Giovedì Grasso in Piazzetta di Gabriel Bella, a suggellare il dialogo tra iconografia storica e visione contemporanea. Come in ogni Carnevale, tutto è metamorfosi: il mortale si fa divino e il gioco diventa mito. Venezia si conferma così palcoscenico universale, capace di ricordare al mondo che il gioco, come il sogno, è eterno. Riccardo Musacco
Ci sono viaggi che nascono come spostamenti geogra ci e niscono per trasformarsi in percorsi di senso. La missione svolta tra Ecuador, Bolivia e Brasile, attraversando città, periferie e territori rurali dell’America Latina, è stata soprattutto questo: un cammino di incontri, ascolto e visione, con lo sguardo rivolto al futuro dell’educazione e alla possibilità di costruire legami duraturi tra scuole, comunità e istituzioni.
Da , città andina sospesa tra storia e modernità, no alle pianure agricole del sud del Brasile, a in Paranà, passando per i forti contrasti urbani di Sierra, il lo rosso del viaggio è stato il confronto con realtà educative che, pur immerse in contesti molto diversi, condividono la stessa domanda: come offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro, senza perdere il valore umano e comunitario dell’educazione?
nasce l’idea di trasformare il viaggio in progetto. Non un’iniziativa calata dall’alto, ma un percorso condiviso che possa valorizzare ciò che già esiste, mettendo in rete scuole e competenze e aprendo la strada a forme di collaborazione internazionale. In questo senso, i programmi europei di Eranon sono visti come un ne, ma come uno strumento: un’opportunità per rafforzare la qualità dell’offerta formativa, promuovere lo scambio di buone pratiche e costruire percorsi
Cavanis, Un viaggio che diventa progetto
SCUOLE, TERRITORI E FUTURO TRA AMERICA LATINA ED EUROPA
professionalizzanti capaci di dialogare
Accanto agli incontri istituzionali e ai momenti di lavoro, la missione è stata scandita da esperienze semplici e profonde: celebrazioni in piccole comunità rurali, visite a scuole, vivaci al nord e silenziose al sud per la pausa estiva, dialoghi con educatori, studenti e famiglie. Sono stati questi momenti a ricordare che ogni progetto, prima di essere scritto, deve essere vissuto,
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Le scuole e le opere educative incontrate lungo il percorso mostrano un patrimonio ricco di competenze, responsabilità e relazioni con il territorio. In alcuni casi si tratta di istituzioni consolidate, capaci di dialogare con il mondo del lavoro e con le amministrazioni locali; in altri, di realtà più fragili ma cariche di potenzialità, dove l’educazione rappresenta spesso uno dei pochi presìdi di speranza e continuità sociale.
Proprio da questo intreccio di esperienze
viaggio non è ancora un progetto foruna direzione chiara: la consapevolezrete educativa Cavanis internazionale, radicata nei territori e capace di parlare linguaggi diversi, può diventare uno strumento concreto di crescita, formazione e speranza. Un cammino appena iniziato, che guarda lontano ma parte, come sempre, dalle persone incontrate lungo la strada.
Oggi il risultato più signi cativo del
Vincenzo Giannotti, Direttore della Fondazione Cavanis
Il Bucintoro estense raccontato
ai Sette Mari di Chioggia
U
na vera e propria immersione tra storia, arte e tradizione marinara ha caratterizzato la serata d’autore organizzata dall’associazione Sette Mari di Chioggia, dal titolo “Viaggio tra storia e maestria artigiana”, organizzata nella sede dell’associazione presieduta da Oscar Nalesso. Ad aprire l’incontro è stato proprio il presidente Nalesso, che ha ripercorso le più recenti attività culturali promosse dai Sette Mari in città, ricordando in particolare le iniziative che hanno visto la presenza della Marina Militare a Chioggia, a conferma del forte legame tra la città e la sua identità marinara.
La serata è entrata poi nel vivo con la parte storica dedicata al Bucintoro, affidata a Luciano Giro, che ha illustrato il contesto storico dell’ imbarcazione cerimoniale durante la Serenissima. A seguire, lo storico, collezionista e antiquario adriese Edoardo Zambon ha
guidato il pubblico alla scoperta delle stampe antiche, illustrandone le peculiarità.
Proprio da una stampa conservata nell’Archivio di Stato di Modena ha preso forma l’opera del modellista ferrarese Franco Ragazzi, socio del gruppo ANMI di Ferrara, che ha realizzato il Bucintoro degli Estensi: un lavoro di straordinaria precisione, frutto di tre anni di studio e costruzione, apprezzato anche dal Ministero della cultura. Nel suo intervento, Ragazzi ha raccontato nel dettaglio cosa significhi realizzare un modello navale in scala, soffermandosi sulle scelte tecniche, sui materiali e sulla fedeltà storica.
Il modello, esposto durante la serata, ha colpito il pubblico anche per un elemento particolarmente evocativo: le figure in scala delle persone, vestite con i costumi del Palio di Ferrara, inserite a bordo per permettere di cogliere la rea-
le proporzione tra l’imbarcazione e l’equipaggio. Un accorgimento che ha reso ancora più evidente il valore simbolico del Bucintoro, concepito dagli Estensi come strumento di rappresentanza e prestigio, al pari di quello della Serenissima Repubblica di Venezia. A portare il proprio contributo è stato anche il modellista Michele Padoan, componente del consiglio di amministrazione dell’associazione Sette Mari, sottolineando l’importanza della modellistica come forma di divulgazione storica.
A chiudere la serata è stato l’intervento del conferenziere Anmi I Roberto Spolaor, che ha omaggiato i presenti con la focaccia “Latitudine Zero”, realizzata secondo un’antica ricetta legata al comandante Agostino “Tino” Straulino, ufficiale della Marina Militare, velista di fama internazionale e già comandante della nave scuola Amerigo Vespucci. Una tradizio-
La Natività nell’atrio dell’ospedale di Chioggia
L’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno) - Comitato di Chioggia ha allestito a Natale la Natività nell’atrio dell’ospedale di Chioggia, vicino alla chiesetta. L’opera, ideata e creata già dalla scorsa primavera, ha visto il coinvolgimento di diverse persone per la realizzazione dei disegni e delle sagome. Il rivestimento è composto da tanti piccoli pezzi di lana lavorati all’uncinetto dalle donne del gruppo creativo. La Natività vuole essere un simbolo familiare per eccellenza, così come l’Ospedale, luogo di accoglienza e cura frequentato da tutti, sintesi di comunione con la città. L’associazione Andos opera a Chioggia
dal 1999 grazie a un’intuizione della dott.ssa Maria Flora Romano, che fin da subito aveva colto i bisogni e le necessità delle donne operate al seno.
Tra gli obiettivi principali dell’associazione vi è quello di essere accanto alla donna durante il percorso di cura, offrendo l’opportunità di condividere con altre donne l’esperienza traumatica che sta vivendo, e di ricevere forza, amicizia e uno sguardo positivo verso il futuro.
Grazie al supporto di Andos nazionale, che organizza corsi annuali per volontarie in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, il comitato di Chioggia propone incontri informativi per la
ne marinara trasmessa al marinaio Claudio Tuzi, oggi ricordata anche attraverso il nipote, giovane studente del Nautico di Venezia e recentemente entrato come socio aggregato nel gruppo Anmi di Bologna. Il Bucintoro estense, al termine della serata chioggiotta, farà ritorno a Ferrara: l’opera è stata infatti
cittadinanza, campagne di prevenzione (promozione dell’adesione agli screening, progetti in collaborazione con le farmacie del territorio “Conosci e controlla il tuo seno”) e attività di mediazione tra cittadini e istituzioni.
All’inaugurazione della Natività, svoltasi poche settimane fa, hanno preso parte il vescovo di Chioggia mons. Giampaolo Dianin, la dott.ssa Roberta Gavagnin, direttrice dell’ospedale Madonna della Navicella, la dott.ssa Maria Flora Romano, chirurga senologa, e il dott. Sandro Marangon, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Chioggia. (e.f.)
donata dall’artista alla Provincia di Ferrara e andrà ad arricchire la sala museale all’interno del Castello Estense, edificio di proprietà provinciale, dove continuerà a raccontare una pagina affascinante della storia navale e del potere simbolico delle grandi famiglie italiane.
Guendalina Ferro
Calcio. La società intanto guarda al futuro con oltre 250 tesserati nel settore giovanile
Due volti nuovi per l’Union Clodiense
L
’Union Clodiense ha cominciato l’anno nuovo con due nuovi volti a disposizione del neotecnico Roberto Vecchiato. Si tratta di Filippo De Paoli, centrocampista classe 2002 e di Rinaldo Maestrelli, difensore classe 2007. Il primo è arrivato in prestito dalla Dolomiti Bellunesi, formazione neopromossa in serie C. Cresciuto nei settori giovanili dell’Union Feltre e successivamente del Monza Under 19, De Paoli ha poi vestito nuovamente i colori dell’Union Feltre e quelli del Montebello Prodeco in serie D. Con la Dolomiti Bellunesi ha collezionato 112 presenze complessive e, nella stagione in corso, 11 presenze in serie C tra campionato e Coppa. Con l’Union Clodiense veste la maglia numero 7. Anche Maestrelli, arriva
in prestito dal Pontedera. Cresciuto nei settori giovanili di Padova ed Empoli, nella prima parte della stagione Maestrelli ha militato nel Cjarlins Muzane, secondo nello stesso girone dell’Union a 10 punti dalla capolista Treviso, collezionando 7 presenze. Veste la maglia numero 18. Hanno salutato la maglia granata Bryan Bello e Riccardo Bocalon. Intanto è ripreso anche il settore giovanile, una realtà solida e in costante espansione, che può contare su oltre 250 tesserati e che rappresenta sempre più un punto di riferimento per il territorio. Le squadre del settore giovanile, dai più piccoli fino alle categorie dei più grandi, stanno vivendo una stagione estremamente positiva. I risultati ottenuti confermano un percorso di crescita costante, fatto
di impegno, miglioramenti tecnici e grande spirito di squadra. Al di là delle classifiche, ciò che emerge con forza è la qualità del progetto educativo e sportivo, capace di accompagnare i ragazzi nella loro crescita umana e atletica. L’importanza del settore giovanile è stata sottolineata, in occasione della cena natalizia, anche dal presidente Ivano Boscolo Bielo, che ha sottolineato l’importanza strategica del settore giovanile per il futuro della società, ringraziando staff, famiglie e volontari per il lavoro svolto con passione e dedizione. Grande emozione ha suscitato la presenza di alcuni rappresentanti della squadra Special Olympics, “simbolo autentico dei valori di rispetto, condivisione e partecipazione che la nostra società pro-
Il Panathlon Club ha premiato le eccellenze sportive
Il Panathlon Club di Chioggia nell’ultimo appuntamento del 2025 si è ritrovato ricordando le molte iniziative che hanno visto il club, presieduto da Stefania Lando, protagonista sul territorio. Tra queste, la posa del murale di Calle San Giacomo, realizzato dal professor Dino Memmo, un’opera che ha contribuito a valorizzare una zona centrale di Chioggia, diventando una tappa sempre più frequentata anche dai turisti. La presidente Lando ha accolto, inoltre, una nuova socia, Beatrice Gaia Trabuio, giovane arbitro nazionale di pallavolo attiva anche nel volontariato. Consegnati tre riconoscimenti speciali a soci: a Gianni Pagan, titolare del Granso Stanco, a Carlo Albertini, tesoriere e segretario e a Simone Scarpa, per il contributo offerto attraverso fotografia e musica alla riuscita delle serate associative. Poi, le premiazioni sportive alle quali ha partecipato anche l’assessore allo sport Riccardo Griguolo, socio del Panathlon club. Per l’annata 2025 le targhe oro sono state
conferite ai giovani calciatori Marco Tiozzo e Kevin Moressa, collegati in videoconferenza poiché impegnati nei ritiri con le rispettive squadre della Juventus e dell’Inter. In sala erano presenti il procuratore di Marco, Massimiliano Tiozzo, e i familiari dei due atleti. Le targhe sono state consegnate dal presidente dell’Union Clodiense Ivano Boscolo Bielo. Riconoscimento anche a Edoardo Francesco Boscolo, pluricampione mondiale di Kickboxing Musical Forms, e targa Oro a Alex Tiozzo, pluricampione nazionale di Handbike, per i numerosi successi ottenuti nei Campionati Italiani a squadre e per la determinazione dimostrata nel suo percorso sportivo. Accompagnata dalla sua istruttrice Martina Boscolo, è stata premiata la giovanissima Chiara Tiozzo Cucaro, campionessa di equitazione Engea 2025, vincitrice nella categoria salto ostacoli H80 in sella a Cuore Impavido. “Nel solco della mission del movimento panathletico internazionale – promuovere e diffondere i
muove ogni giorno”. Accanto a loro, anche la prima squadra, a testimoniare il legame forte e diretto tra il vivaio e il percorso che
valori dello sport e della cultura etico-sportiva come strumenti di formazione e valorizzazione dell’individuo – il Panathlon club di Chioggia, ha detto la presidente Lando, conferma il proprio impegno nel sostenere
e valorizzare lo sport a livello locale, con particolare attenzione anche alle discipline meno presenti sotto i riflettori mediatici ma fondamentali per l’educazione sportiva e civile”. (c.a.)
porta ai massimi livelli del progetto sportivo.
Cristiano Aggio
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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO
in tutto il Veneto in
segue da pag. 1
Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale
Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-
rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo
aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.
La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati
Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità
e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”
«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.
Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-
so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.
La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre
che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.
Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità
veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.
Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)
Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri
Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.
La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani
Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida
Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome
“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.
Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.
Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.
Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-
tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.
Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.
“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.
Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga
più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”
Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.
“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per
poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-
brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)
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Il presidente Federico Testa
Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova
Cresce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.
Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre
2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-
tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano
terminal
Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato
che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.
Luciano Greco, presidente di Interporto Padova
L’intervista. Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali
Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone
“Lo studio un piacere nato da una passione”
Silvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.
La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?
È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i
nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!
Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?
Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.
Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.
Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza
e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.
Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?
È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.
Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-
sime”. È proprio così?
Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).
Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?
L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The
Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?
Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.
Giacomo Brunoro Il personaggio
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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K-Pop,
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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda
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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione
UDespar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.
U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.
ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro
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a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collabo-
U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta
delle principali funzioni azien- no, il legame con i terri-
Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere
Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord
prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.
Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.
Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?
«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e
Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?
«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»
Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.
«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»
ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli
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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità
Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa
In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti
Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.
Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,
dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.
«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace
di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.
Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».
Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-
te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».
Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-
li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».
Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti.
Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.
Paola Bigon Alberto Gottardo
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I numeri. Con un miliardo e 600 milioni di euro è una delle realtà più complesse
Ulss 3 Serenissima, il bilancio 2025: conti solidi, e servizi in crescita
Fine anno ed è stato tempo di bilanci anche per l’Ulss 3 Serenissima, la grande azienda sanitaria veneziana che con i suoi 1 miliardo e 600 milioni di euro di bilancio rappresenta una delle realtà più complesse e strategiche dell’area metropolitana. Il 2025 si chiude con numeri in crescita e con risultati che vanno ben oltre il singolo ospedale, restituendo l’immagine di un sistema che funziona perché lavora in rete. A fare notizia è soprattutto l’ospedale dell’Angelo di Mestre, riconosciuto come miglior ospedale d’Italia, ma il dato va letto in una prospettiva più ampia. Venezia è quarta a livello nazionale per tempestività negli interventi sulle fratture di femore, Chioggia e Mirano-Dolo confermano eccellenze cliniche, mentre la collaborazione tra presidi permette di valorizzare le competenze specifiche di ciascun territorio. È un metodo di lavoro che premia e che diventa modello organizzativo. A presentare i dati c’erano il Direttore Generale Edgardo Contato, in carica almeno fino al 28 febbraio, il Dott. Vittorio Selle, direttore del servizio prevenzione e la dott. ssa Chiara Berti, direttore medico dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Accanto all’attività ospedaliera cresce anche la sanità pubblica: screening oncologici, campagne vaccinali e prevenzione ambientale restano pilastri fondamentali, così come il lavoro del Dipartimento di Prevenzione, attivo su fronti che vanno dagli inquinanti dell’area petrolchimica alla sicurezza nei luoghi di lavoro, fino alla veterinaria legata a uno dei comparti della pesca più importanti d’Italia. Si-
gnificativi anche i risultati del Dipartimento delle Dipendenze, che nel 2025 ha seguito oltre 4.000 utenti, e del Dipartimento di Salute Mentale, con più di 32 mila prestazioni ambulatoriali. 64.494 i ricoveri (+0,8% rispetto al 2024), 597 interventi con il nuovo robot chirurgico (di cui 455 Mestre + 142 Dolo, +32,4% sul 2024), 241.525 accessi ai pronto Soccorso (+0,4% rispetto al 2024) con 2,6 milioni di prestazioni effettuate (+0,5% rispetto al 2024) sono solo alcuni dei numeri che rendono l’Ulss veneziana un punto di riferimento per cittadini e per quanti vengono a curarsi anche da altre parti d’Italia. Esempio l’oculistica a Venezia con il 78,6% di attrazione. Sul fronte degli investimenti, il PNRR ha rappresentato una leva decisiva: oltre 15 milioni per grandi apparecchiature tecnologiche già collaudate, 12 Case della Comunità e 3 Ospedali di Comunità in fase avanzata, oltre a importanti interventi strutturali a Venezia, Mestre, Dolo, Mirano e Chioggia. A questi si aggiungono progetti innovativi come la “Compassionate Leadership”, pensata per migliorare il benessere organizzativo del personale. “Non mancano le criticità - ammette Contato - “I giorni festivi consecutivi di fine dicembre hanno portato a un aumento degli accessi ai pronto soccorso, con picchi fino a un centinaio di pazienti in più rispetto alla media giornaliera di 679 accessi. Una pressione gestita grazie a protocolli organizzativi e all’attivazione preventiva dei cosiddetti “letti peso”, evitando situazioni di stazionamento prolungato in barella. Ma anche la difficoltà a reperire personale infermieristico
dal 1969 al vostro servizio
alla lunga ci preoccupa. Il sistema comunque per ora regge. Per quanto riguarda l’\”Angelino\”, il nuovo blocco dell’ospedale mestrino, la prima pietra è prevista tra circa un anno e mezzo e per il 2030 dovrebbe essere realtà”. Il quadro economico resta impegnativo: a fronte di un bilancio da 1,6 miliardi, il disavanzo programmato è di circa 150 milioni. La sfida è rendere sostenibile la spesa – 4,4 milioni al giorno – garantendo qualità e sicurezza. La vera preoccupazione, guardando al futuro, è il personale, soprattutto infermieristico, in un contesto di calo demografico e concorrenza nazionale. Per questo l’Ulss investe su formazione, concorsi continui e misure di welfare per trattenere professionisti. “Tra le pieghe di questi dati - conclude Contato - ci sono sempre margini di miglioramento ma il bilancio finale è positivo”. L’Ulss 3 Serenissima si conferma una macchina complessa ma solida, capace di offrire risposte a un territorio variegato e delicato, e di rappresentare un punto di riferimento non solo sanitario, ma anche sociale, per l’intera area veneziana. Riccardo Musacco
All’ospedale dell’Angelo l’Intelligenza
Artificiale entra in sala operatoria
L’Intelligenza Artificiale diventa una risorsa concreta anche nella chirurgia ortopedica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove sono stati eseguiti con successo i primi interventi di artroplastica totale di ginocchio supportati da algoritmi di AI. A guidare questa innovazione è l’Unità di Ortopedia diretta dal primario Alberto Ricciardi, che sottolinea come le nuove tecnologie rappresentino un alleato fondamentale per migliorare gli esiti clinici.
«Nel trattamento chirurgico del ginocchio – spiega Ricciardi – il nostro obiettivo è ottenere risultati sempre più efficaci e duraturi, garantendo al paziente la migliore qualità di vita possibile. Un intervento pianificato in modo accurato, anche grazie all’Intelligenza Artificiale, riduce il rischio di complicanze e allontana la necessità di future revisioni protesiche». L’AI non sostituisce il chirurgo, ma lo affianca nel processo decisionale, fornendo strumenti di analisi avanzata. Gli interventi di protesizzazione del ginocchio, infatti, devono rispettare tre principi fondamentali: correggere le deformità, mantenere l’allineamento più adatto al singolo paziente e assicurare la stabilità della nuova articolazione. Il sistema adottato a Mestre si basa su una pianificazione preoperatoria ottenuta da immagini di risonanza magnetica, elaborate da un algoritmo di intelligenza artificiale che suggerisce il posizionamento ottimale della protesi. Grazie a questo supporto tecnologico, i chirurghi possono adottare il cosiddetto neutral boundary alignment, un approccio che consente di personalizzare l’allineamento della protesi in base alle caratteristiche anatomiche del paziente. Il sistema è in grado di gestire anche situazioni complesse, come gravi deviazioni in varo o valgo, calcolando lo stato pre-artrosico del ginocchio e aiutando a correggere in modo mirato le deformità presenti. Il piano operatorio elaborato dall’AI viene comunque attentamente valutato e validato dal chirurgo, prima di procedere alla realizzazione di guide chirurgiche personalizzate. Queste guide, costruite su misura sull’anatomia del paziente, permettono un posizionamento preciso delle componenti femorale e tibiale della protesi. «I benefici clinici sono molteplici – conclude Ricciardi –: oltre a un miglior risultato finale, si riducono i tempi dell’intervento grazie all’eliminazione di alcune fasi tipiche della chirurgia tradizionale. Questo comporta anche un minor rischio di infezioni e una diminuzione delle perdite di sangue, a tutto vantaggio della sicurezza e del recupero del paziente».
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