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laPiazza di Cavarzere - Gen26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

di Cavarzere

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

Tre, due, uno: si parte!

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.

E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

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Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER IL VENETO: “ATTENZIONE

AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

“NON RESTEREMO A GUARDARE”

Tentato femminicidio dopo il caso Beccarello: una donna salvata dal figlio minorenne. Comunità sotto shock, il Comune pronto a costituirsi parte civile TENTATA TRAGEDIA A CAVARZERE:

Cavarzere: tante opere in arrivo , tariffe per i servizi invariate. A Cona drastico crollo delle entrate, a rischio il trasporto scolastico

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

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Servizi

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Atto vandalico contro la sede AVIS

L’ennesimo atto vandalico perpetrato contro la sede AVIS di Cavarzere e Cona rappresenta un episodio grave, ignobile e inaccettabile. Un gesto che non colpisce soltanto un edificio, ma ferisce profondamente i valori di solidarietà, altruismo e servizio verso il prossimo che l’Associazione incarna e difende ogni giorno. Colpire l’AVIS significa colpire volontari, donatori e cittadini che, in silenzio e senza alcun tornaconto personale, dedicano tempo ed energie per salvare vite umane. Non si tratta di una bravata, ma di un vero e proprio atto di inciviltà, espressione di totale mancanza di rispetto verso la comunità. A rendere l’episodio ancora più preoccupante è la recidiva: per la terza volta, ignoti hanno inserito petardi all’interno della cassetta delle lettere della sede. Un comportamento che non richiede coraggio né intelligenza, ma che rivela una profonda povertà morale e un allarmante vuoto di senso civico. L’AVIS è e resterà un presidio di umanità, impegno civile e responsabilità sociale. Chi tenta di offenderne i valori con atti criminosi dimostra solo disprezzo per il bene comune. L’Associazione condanna con la massima fermezza quanto accaduto, ribadendo al contempo che nessun gesto vandalico potrà fermare l’impegno quotidiano dei volontari, né scalfire il forte senso di appartenenza che anima l’AVIS di Cavarzere e Cona. Episodi come questo rafforzano la consapevolezza di quanto sia fondamentale educare al rispetto, alla legalità e alla responsabilità, soprattutto nei confronti di quelle realtà che operano gratuitamente per il bene di tutti. AVIS continuerà a fare ciò che conta davvero: salvare vite donando sangue. Altri, ancora una volta, hanno dimostrato di saper soltanto fare rumore nel buio.

Il Direttivo AVIS Comunale

“Giancarlo Guarnieri” ODV di Cavarzere e Cona

di Cavarzere

Un gesto vile che offende l’intera comunità di Cavarzere e Cona

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita. Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

di Bellettato Luca & C.

eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta

CENTRO REVISIONI AUTORIZZATO

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona,

revisione bombole sostituzione serbatoi G.P.L.

>direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

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CAMPONOGARA - Via Giovanni XXIII, 15 - tel. 041.5158149

CAORLE - Via dei Calamari 3 - tel. 0421.223430

CAVARZERE - Piazza del Donatore 7 - tel. 041.2905840

CHIOGGIA - Via Cesare Battisti 328 - tel. 041.2905820

DOLO - Via Piave 5 - tel. 041.2905860

FAVARO VENETO - Via Triestina 23 - tel. 041.2905600

JESOLO - Via XXIV Maggio 4 - tel. 0421.223410

MARCON - Piazza Mercato 19 - tel. 041.2905880

MARGHERA - Via Zorzi 15 - tel. 041.2905610

MARTELLAGO - - Via Fapanni 41/A1 tel. 041.641706

MESTRE -Via Ca’ Marcello 10 - tel. 041.2905900

MIRA - Via Vittorio Alfi eri 9 - tel. 041.2905890

MIRANO - Via Gramsci 73 - tel. 041.2905800

NOALE - Via Polanzani 40 - tel. 041.5800450

Tempo di bilanci/1. Il sindaco Munari illustra le linee dello strumento di programmazione

Cavarzere, le numerose opere in arrivo nel 2026, le tariffe per i servizi restano invariate

Il bilancio guarda al futuro e per il 2026 mette in campo investimenti, a partire dalla conclusione dei progetti Pnrr che hanno portato 10 milioni di euro di risorse

E’ stato approvato in consiglio comunale in municipio a Cavarzere, nelle scorse settimane, il bilancio di previsione 2026–2027–2028. A fare il punto delle scelte compiute dall’ente locale è il sindaco Pierfrancesco Munari. “Il bilancio di previsione - spiega il primo cittadino - è uno strumento centrale della nostra azione amministrativa e una scelta di responsabilità verso la città. Si tratta di un bilancio che guarda al futuro e che per il 2026 mette in campo investimenti concreti, a partire dalla conclusione dei progetti Pnrr che hanno portato quasi 10 milioni di euro di risorse sul nostro ter-

ritorio, insieme a nuovi interventi e progettualità su cui continuiamo a lavorare con determinazione”. Tante le opere che verranno realizzate a breve: dal Ponte della Rossetta per quasi 200.000 euro, alla sistemazione di un complesso di 6 unità immobiliari in via Spalato per quasi 300.000 euro finanziati dalla Regione, dall’accordo con Lng Adriatic che porterà nelle casse del Comune oltre 250.000 euro per interventi manutentivi, al bacino di laminazione di Boscochiaro per la somma di 450.000 euro. Tanti anche i progetti presentati e in attesa di finanziamento: dal restauro dell’ex Macello per oltre

Andrea Fumana (Sinistra Italiana): “Si faccia uso dell’avanzo

A votare contro il bilancio di previsione del Comune di Cavarzere sono state le opposizioni di centrosinistra. Il consigliere Andrea Fumana di Sinistra Italiana di Cavarzere spiega le sue ragioni. “Anche quest’anno, terzo anno consegutivo - dice - lo Stato taglia il trasferimenti delle risorse agli enti locali. A Cavarzere si passa da 1.805.987 euro del 2024, a 1.726.050 del 2025 per arrivare a 1.608.267 del 2026. Vorrei conoscere perché i proventi extra tributari passano da 1.606.338 euro del 2025 a 1.241.621 del 2026. Il fondo di solidarietà comunale 2024 del nostro Comune ammontava a 2.307. 689 euro nel 2025 è sceso a e 2.210.296. Per quanto attiene l’entrata della addizionale comunale Irpef è congrua la previsione di 1.500.000

6 milioni di euro per la realizzazione di residenze abitative per soggetti fragili, al bando sportivo per la risistemazione della pista di atletica leggera del campo di via Spalato per oltre 700.000 euro, dal progetto per l’eliminazione del rischio idraulico della frazione di Boscochiaro per oltre 2.500.000 euro, al progetto per la realizzazione del palazzetto dello sport per oltre 4 milioni di euro. “Sono tanti i progetti - specifica Munari- in attesa di finanziamento, che nell’ ipotesi di non rinvenimento di risorse, potranno essere utilizzate in futuro, anche dall’amministrazione che verrà”. Il bilancio approvato contiene anche altri importanti elementi di caratterizzazione: la nuova gestione dei rifiuti, relamping di tutte le luci della città ivi comprese quelle della Citta Metropolitana di Venezia,

di bilancio”

euro?”. Una attenzione particolare Fumana la dedica alla Tari/Tarip. “A differenza del Comune - dice - noi sosteniamo che la tariffa che coprirà solo i costi generali del servizio, è costituita da una quota fissa determinata dalla superfice dell’immobile e dei componenti del gruppo famigliare e da una quota variabile determinata dal numero e dalla frequenza degli svuotamenti del secco non riciclabile. Temiamo che nel 2026, gli utenti cavarzerani si troveranno difronte all’enesimo aumento”. “Nel nostro Comune - aggiunge - un nucleo famigliare composto da un’unica persona che occupa alloggio di 64metri quadri, ha pagato nel 2025 una tariffa annuale pari a 130 euro, a Cona tariffa Tarip, 170 euro”. Poi sulle opere pubbli-

13 nuovi occhi elettronici e tanto altro. “Si è affrontata poi - dice Munari - la pianificazione del personale, con molti pensionamenti all’orizzonte e molti concorsi che verranno banditi a breve, ai quali mi auguro possano partecipare i nostri concittadini. Inoltre, nessuna tariffa è stata aumentata nonostante l’aumento dei costi delle materie prime e del personale. Sono pienamente soddisfatto di questo bilancio (il quinto della mia amministrazione) e ringrazio tutti i dipendenti, gli assessori e i consiglieri per il lavoro svolto”. Certo con i tagli fatti dal governo ai contributi per gli enti locali, e se continueranno, le difficoltà, non mancheranno nei prossimi anni per il Comune di Cavarzere. Alessandro Abbadir

che. “Per il quinto anno consecutivo il Piano riporta”Lavori di demolizione e ricostruzione con ampliamento della palestra media Cappon” con l’intervento previsto nel 2027 per 4.690.000 euro. E’ possibile -sottolineache l’intervento venga finanziato con fondi Pnrr? Nel frattempo l’asfaltatura di Riviera Montegrappa, prevista nel 2022, slitta per arrivare al 2027”. Rimangono disponibili dal bilancio oltre un milione di euro che non sono stati spesi. ”Per fare un esempio -conclude - gli abitanti di Ca’Venier che da tre anni hanno richiesto il posizionamento di cartelli stradali, così come a Rottanova che hanno richiesto, l’istallazione di 4 punti luce in due piccole stradine laterali di via Giare Inferiori”. (a.a)

Il consigliere Andrea Fumana

Tempo di bilanci/2. Cona, il sindaco Alessandro Aggio tratteggia una situazione a tinte fosche

Riduzione drastica delle entrate, a rischio nel 2026 il servizio del traporto scolastico

Il bilancio del Comune di Cona presenta non poche difficoltà. A tracciare un quadro non del tutto lusinghiero, dello strumento di programmazione che sarà approvato a fine gennaio, è il sindaco del paese, Alessandro Aggio. “Il 2025 - dice Aggio - si è aperto per il Comune di Cona come un anno complesso dal punto di vista finanziario. In un’ottica di trasparenza è doveroso condividere con la comunità le principali criticità che l’amministrazione si trova ad affrontare, affinché i cittadini possano comprendere il contesto in cui vengono assunte le scelte di bilancio. Le difficoltà derivano innanzitutto dagli obblighi imposti a livello nazionale. Per l’anno in corso il Comune è chiamato a rispettare vincoli di spending review per 10 mila euro, oltre ad un accantonamento di oltre 7mila euro nel fondo obiettivi di finanza pubblica, un importo che, secondo le attuali previsioni, raddoppierà progressivamente fino a superare i 28.000 euro nel 2029. Si tratta di risorse che vengono sottratte alla possibilità di essere impiegate direttamente nei servizi ai cittadini”. A questa situazione già critica, si aggiunge un elemento particolarmente rilevante sottolinea Aggio: “l’azzeramento delle entrate derivanti dalle sanzioni per il controllo della velocità, conseguente a un aggiornamento

normativo voluto dal Ministero sulle strumentazioni di controllo elettronico. Un’entrata che negli anni passati ha rappresentato una voce importante per la sistemazione delle strade, per lo sfalcio del verde e acquisto e manutenzione della segnaletica stradale”. Ulteriore fattore di pressione sui conti dell’ente è la diminuzione delle entrate Imu, pari a circa il 17%, che riduce ulteriormente tale gettito strutturale del Comune, per una cifra intorno ai 100 mila euro. In questo quadro complesso, una possibile forma di attenuazione delle difficoltà potrebbe arrivare dalla rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti, prevista a partire dal 2026. Questo strumento consentirebbe agli enti locali di ricalibrare il peso degli interessi sui mutui, alleggerendo i bilanci negli anni successivi. “Tuttavia - dice Aggio - dalle informazioni attualmente disponibili, non tutti i Comuni potran-

no accedere a questa possibilità: siamo in attesa di conoscere i criteri che Cassa Depositi e Prestiti definirà per consentire l’accesso a tale misura”. Dure le conclusioni. “Se, anche per il 2026 - dice Aggio - non verrà sbloccata la possibilità di ripristinare i controlli della velocità sulle strade e se il Comune non potrà accedere alla rinegoziazione dei mutui, sarà inevitabile dover valutare tagli significativi ai servizi, con la concreta messa in discussione di prestazioni fondamentali, come ad esempio il trasporto scolastico. Il Comune continuerà a operare con senso di responsabilità, cercando ogni soluzione possibile per tutelare i servizi ai cittadini e mantenendo l’equilibrio dei conti con la consapevolezza che le difficoltà non dipendono da scelte locali, bensì da un contesto normativo e finanziario sempre più stringente per gli enti locali”.

Alessandro Abbadir

“Cona Partecipazione Civica” va all’attacco della Tarip

Un tema su cui le opposizioni sono molto critiche a Cona è quello dell’approvazione della nuova tariffa Tarip. A sollevare la questione è il gruppo di centrosinistra “Cona Partecipazione Civica”. “Ab-biamo votato contro in consiglio – dice il consigliere comunale Antonio Bottin - l’attuale imposta-zione della Tarip, perché colpisce le tasche dei cittadini di Cona ed è stata portata in consiglio senza un confronto”.

“Questo – sottolinea Bottin - non è un modo serio di decidere e vogliamo spiegare perché diciamo no a questa Tarip. La tassa nasconde aumenti mascherati da convergenza tariffaria”. Cona parte da tariffe “più basse” secondo Veritas, e viene spinta verso un “valore gui-

da” più alto. Il risultato per Bottin saranno aumenti strutturali, non temporanei. “I costi – dice - sono stati rinviati fino al 2038 con bollette future già scritte. Rinviare i costi significa invece scaricare il problema sui cittadini di domani”. Questa decisione per Bottin dà meno voce a Cona. Dal 2026 Cona viene inserita in un Pef unico con altri Comuni. “Ci sarà - dice Bottin - meno autonomia, meno trasparenza, decisioni prese sulle medie, non sulla realtà locale”. “Per noi la Tarip - conclude Bottin – dà meno tutele. La tariffazione puntuale viene presentata come più equa, ma i costi fissi restano alti, le fami-glie numerose e più fragili rischiano di pagare di più”. Da parte del sin-

daco Alessandro Aggio arriva una replica. “Le decisioni sulla Tarip –dice - sono state prese dall’agenzia nazionale Arera. Il Comune ha scarso spazio di manovra sulla questione”. (a.a.)

Conti difficili per il Comune di Cona. Le nuove norme statali riducono le risorse disponibili, azzerando le entrate da controlli di velocità e tagliando il gettito Imu. Il sindaco Aggio chiede chiarezza e avverte su possibili riduzioni dei servizi

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Il consigliere Antonio Bottin

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di Bar Venezia, passato con noi!

Piazza Repubblica, 25 Cavarzere (Ve)

Tentato femminicidio, il Comune pronto costituirsi parte civile

Il Centro antiviolenza sta seguendo complessivamente 14 casi di cui 6 insieme ai servizi sociali del Comune

Dopo il femminicidio di Maila Beccarello si è rischiato un’altra tragedia simile nelle scorse settimane a Cavarzere. C’ era sgomento ed incredulità in paese quando si è appreso del tentato omicidio della moglie, da parte di un 43 enne di origine albanese qui residente. Lo sconcerto ha colpito i cittadini e anche le istituzioni. Il Comune di Cavarzere si dice pronto a costituirsi parte civile quando si terrà il processo e investire i soldi del possibile risarcimento alla prevenzione alla violenza di genere. Dopo la morte di Maila Beccarello, la 37enne massacrata a bastonate dal marito nel 2018, va detto molto si è fatto sul territorio per radicare in paese la cultura del rispetto e della parità di genere. Apprendere che nelle scorse settimane, il paese sarebbe potuto piombare in un nuovo terri-

bile femminicidio, evitato grazie al coraggio del figlio minore della coppia, ha sollevato più di qualche interrogativo. “Questo fatto - ha detto il primo cittadino di Cavarzere Pierfrancesco Munari - per la sua gravità ha scosso l’intera comunità. Si tratta di una persona che risiede qui in paese da diversi anni e non ha mai dato problemi di alcun tipo”. Non c’erano a riguardo segnalazioni da parte dei servizi sociali. Ne denunce alle forze dell’ordine. Il sindaco di Cavarzere ci tiene a ricordare come nel corso degli anni, il Comune si sia fatto promotore di una cultura che contrasta e previene la violenza di genere dopo la morte a bastonate di Maila Beccarello. ”E’ attivo sul nostro territorio - sottolinea Munari - un centro anti-violenza con un numero dedicato. Si tratta di un centro che gestisce le situazio-

ni di violenza di genere nei territori di Chioggia Cavarzere e Cona”. Non sono mancate nel corso degli anni poi le tante iniziative di sensibilizzazione con manifestazioni, la panchina gialla in ricordo di Maila, un’area verde dedicata e le iniziative nelle scuole legate al 25 novembre giornata contro la violenza di genere”. Il Comune non resterà a guardare. “Siamo pronti a costituirci parte civile - spiega Munari - se e quando per questo 43enne accusato di tentato omicidio per aver tentato di dar fuoco alla moglie, ci sarà un processo,

La condanna della consigliera del Pd Heidi Crocco

L’aggressione che ha subito la donna di origine albanese a Cavarzere, ha scatenato non poche reazioni da parte della società civile e delle opposizioni che memori anche della tragedia di Maila Beccarello che sconvolse il paese nel 2018. A prendere posizione di fronte all’accaduto è stata anche la consigliera del Pd Heidi Crocco. “Quanto è successo - ha detto Crocco - è di una gravità assoluta. Ancora una volta ci troviamo davanti a un episodio che avrebbe po-

tuto trasformarsi in una tragedia irreparabile. È inaccettabile che, nel 2026, una donna rischi la vita all’interno della propria casa, il luogo che dovrebbe essere per eccellenza sinonimo di sicurezza e protezione”. Per la consigliera del Pd è importante non restare in silenzio. “È fondamentale - spiega Crocco - non rimanere in silenzio. Le istituzioni, le forze dell’ordine, i servizi sociali e i centri antiviolenza sono a disposizione per fornire sostegno, tutela e percorsi

e gli eventuali risrcimenti saranno destinati alla prevenzione della violenza di genere”. Eleonora Lozzi è referente del centro antiviolenza di Chioggia Cavarzere e Cona, gestito dalla cooperativa sociale “Rel.Azioni positive”. Nel territorio di Cavarzere il Centro sta seguendo complessivamente 14 casi di cui 6 insieme ai servizi sociali del Comune. Il centro anti violenza a Cavarzere ha anche uno sportello aperto ogni venerdì in via Nazario Sauro 32, dalle 10,30 alle 12. Infine interviene anche l’assessore alle pari opportunità

di uscita dalla violenza. Si deve sempre denunciare . È fondamentale va sempre ripetuto non rimanere in silenzio. Esprimo la mia solidarietà alla donna vittima di questo grave episodio e un pensiero va al figlio minore, che ha evitato conseguenze ben più tragiche, trovandosi di fronte ad una situazione che un figlio non dovrebbe mai vivere”. Momenti di riflessione sul tema della violenza di genere erano stati organizzati anche dalle opposizioni nel passato. ( a.a)

Cavarzere Mattia Bernello. “’E’ dalla formazione dei più giovani che nel campo della parità di genere e della prevenzione della violenza alle donne, che nascedice - il cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno. Quanto accaduto è un episodio gravissimo, che scuote profondamente la nostra comunità Un atto di violenza inaccettabile, evitato solo grazie al coraggio di un ragazzo minorenne. Come assessore voglio ribadire l’impegno del Comune che con le scuole del territorio”. Alessandro Abbadir

di

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N

decine di nuovi alberi

elle scorse settimane a Cavarzere nell’area verde tra le vie Edison e Pacinotti, sono stati messi a dimora 50 nuovi alberi. Altri 4 sono stati invece collocati nell’area verde di via Gramsci, per un totale di 54 nuove essenze arboree. Si tratta di un’opera, precisa l’ente locale, che non è costata nulla al Comune di Cavarzere, in quanto l’acquisto, il trasporto e la posa degli alberi è stata finanziata per intero da un’azienda privata, WikiScuola s.r.l. “Amiamo la Natura e con questo gesto intendiamo compensare le nostre emissioni di Co2 e creare bellezza - ha dichiarato Caterina Mariano, direttore didattico di WikiScuola. Ci occupiamo di formazione e sappiamo bene che per poter insegnare qualcosa agli altri è necessario prima di tutto dare l’esempio”. L’amministrazione comunale di Cavarzere, e in particolar modo il sindaco Pierfrancesco Munari, hanno accolto con entusiasmo il progetto di rimboschimento. “Voglio essere un sindaco -ha detto - che pensa alle prossime generazioni più che alle prossime elezioni. La mia amministrazione si sta impegnando a costruire una città più bella, prospera e vivibile, lavorando a mitigare gli effetti del surriscaldamento climatico”. Realizzare e mantenere un’area verde alberata consente, infatti, di attenuare le calure estive, migliora la qualità dell’aria, riduce la porta-

ta d’acqua a carico delle condotte fognarie durante gli acquazzoni, permette ai terreni di mantenere più a lungo l’umidità durante i periodi siccitosi, oltre a creare bellezza e armonia. La presenza degli alberi incide profondamente sulla salute e il benessere delle persone che vivono nei pressi, come ampiamente dimostrato da autorevoli studi scientifici, migliora l’umore delle persone, ne favorisce il rilassamento, contrasta lo stress e riduce drasticamente alcune patologie come l’ipertensione, incrementa le capacità cognitive. Non solo: piantare alberi aumenta il valore economico degli immobili presenti nella zona dove sono collocate le piante e nelle aree urbane confinanti. Le essenze che sono

state messe a dimora sono state scelte fra quelle più resistenti alla siccità, alle malattie e agli agenti inquinanti, per la loro capacità di fissare la Co2 e di trattenere le polveri sottili e gli ossidi di azoto, e per le loro caratteristiche di longevità, così da rendere questo patrimonio arboreo il più duraturo possibile, a beneficio nostro e delle generazioni future”. Altri criteri in base ai quali è avvenuta la scelta delle essenze sono stati lo sviluppo della chioma e l’impatto cromatico assicurato in alcuni periodi dell’anno. Insomma si va a concretizzare un’area importante che contribuirà realizzare ambienti cittadini sempre più vivibili e a misura d’uomo.

Alessandro Abbadir

Querce aceri e carpini, ecco il prezioso patrimonio arboreo

L’impianto in via Pacinotti e Gramsci, è stato realizzato lasciando spazi tali da assicurare il pieno sviluppo dei diversi alberi, senza che vi sia la necessità di provvedere a periodiche potature contenitive, disponendo le essenze in modo non regolare, per quanto possibile, così che l’aspetto dell’area verde suggerisca all’osservatore un effetto di naturalità. Tra le essenze piantumate, ci sono due querce, tredici aceri campestri, otto aceri ricci, quattro aceri rossi, sei aceri freemanii, quattro carpini, quattro cipressi, due lecci, sette liquidambar, un ulivo, una koelreuteria paniculata, due lecci. È il terzo anno che WikiScuola dona alberi al comune di Cavarzere, ad oggi ne ha piantumati ben 130. “Abbiamo apprezzato sin da subito la disponibilità del sindaco Munari, il suo spiccato senso pratico, la velocità nel prendere le decisioni, la sua sensibilitàscrive WikiScuola in una notaAuspichiamo di poter collaborare ancora con questa amministrazione anche nei prossimi anni: di spazi da rimboschire ce ne sono ancora molti, a Cavarzere. Il sindaco Munari ringrazia WikiScuola per la sua generosità, assieme ai cavarzerani Milo Baldi e Andrea Franzoso, che hanno cooperato attivamente alla realizzazione del progetto di rimboschimento. E rammenta una famosa frase attribuita al poeta Tagore: “Chi pianta un albero sapendo che non siederà mai alla sua ombra, ha già compreso il senso della vita”. (a.a.)

Spettacoli. Tra i protagonisti Borgonovo e Regoli, Giordano e Paragone

Due appuntamenti culturali di rilievo al Teatro Tullio Serafin

I l Teatro Tullio Serafin si prepara ad accogliere due importanti appuntamenti culturali che vedranno protagonisti alcuni tra i più noti giornalisti e intellettuali del panorama italiano contemporaneo. Due serate di riflessione, analisi e racconto, capaci di coniugare attualità, memoria e spirito critico. Il primo incontro è in programma venerdì 6 febbraio con “Serva Italia”, uno spettacolo firmato da Francesco Borgonovo e Raffaella Regoli. Un viaggio lucido e provocatorio nell’Italia di oggi, tra informazione, potere e libertà di pensiero. Borgonovo, vicedirettore del quotidiano La Verità e firma di Panorama, è autore di numerosi saggi che affrontano i grandi temi del nostro tempo. Al suo fianco Raffaella Regoli, giornalista e autrice televisiva, con una lunga esperienza come inviata di cronaca e oggi ideatrice e responsabile del programma Quinta Colonna su Retequattro. Insieme portano sul palco uno spettacolo che invita il pubblico a interrogarsi sul presente del nostro Paese. Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 19 febbraio con “Mi ritorna in mente”, uno spettacolo di Mario Giordano e Gianluigi Paragone. Un confronto serrato tra ricordi, idee e analisi dell’Italia che cambia, narrato da due protagonisti assoluti del gior-

nalismo e della comunicazione. Mario Giordano, giornalista, scrittore e volto televisivo tra i più riconoscibili, ha diretto alcune delle principali testate Mediaset ed è attualmente alla guida del programma Fuori dal coro su Rete4. Autore di numerosi libri di successo, è noto per il suo stile diretto e incisivo. Gianluigi Paragone, giornalista e conduttore, ha attraversato con ruoli di primo piano stampa, radio e televisione, conducendo trasmissioni

cult come La Gabbia. È stato anche senatore della Repubblica e fondatore del movimento Italexit, portando nel dibattito pubblico una voce spesso controcorrente. Due serate che si annunciano intense e stimolanti, dedicate a chi ama il confronto delle idee e il racconto critico della realtà. Il Teatro Tullio Serafin si conferma così luogo di cultura viva, capace di ospitare eventi che parlano al presente e interrogano il futuro. (r.c.)

San Pietro, arriva una nuova farmacia ammodernata per la frazione Per la comunità di Cavarzere e specialmente per quella di San Pietro è in arrivo una buona notizia in termini di potenziamento dei servizi soprattutto a favore delle frazioni. Ad annunciare la novità è direttamente il sindaco del paese Pierfrancesco Munari. La questione nel particolare è quella della farmacia della frazione cavarzerana. “A breve – sottolinea Munari – la frazione di San Pietro avrà una nuova farmacia, in uno spazio comunale nuovo, più ampio, funzionale e fruibile da tutta la cittadinanza. Il progetto nel dettaglio prevede la ristrutturazione completa degli ambienti interni, l’adeguamento dei servizi igienici, il rifacimento degli impianti e una revisione complessiva degli spazi tecnici. Al termine dell’intervento programmato, la struttura sarà consegnata al gestore e alla cittadinanza come un punto di riferimento moderno, sicuro e pienamente operativo”. Il sindaco Munari poi va nel dettaglio dell’investimento previsto per la farmacia che verrà fatto per ammodernare un servizio necessario al paese che si trova lungo le rive dell’Adige. L’investimento complessivo per realizzare questa ristrutturazione ammonta a circa 70 mila euro, una cifra che tiene conto anche dell’aumento dei costi dei materiali e delle specifiche prescrizioni richieste dall’Usl 3. Insomma San Pietro alla fine avrà una farmacia potenziata in servizi ed ammodernata. (a.a.)

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Il caso. Opposizioni all’attacco dopo l’inaugurazione delle scorse settimane

“Biblioteca intitolata a Maria Pezzè Pascolato? Scelta inopportuna”

La nuova biblioteca di Cona, inaugurata nella scuola media di Pegolotte, è al centro di una controversia politica. I consiglieri di centrosinistra criticano l’amministrazione per aver scelto un nome considerato divisivo e per non aver avviato un confronto con cittadini e realtà culturali

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a nuova biblioteca di Cona è stata inaugurata e scoppiano le polemiche. A sollevarle sono i consiglieri comunali di Cona Partecipazione Civica: Antonio Bottin, Michele Galazzo, Franco Necchio. La biblioteca è stata intitolata a Maria Pezzè Pascolato. Per i consiglieri del centrosinistra la scelta del Comune è stata inopportuna perché la Maria Pezzè Pascolato è stata una figura anche importante all’interno del regime fascista. “Cona Partecipazione Civica esprime profonda contrarietà - spiegano i consiglieri - e si dissocia completamente dalla decisione dell’amministrazione comunale di intitolare la nuova biblioteca di Cona alla professoressa Maria Pezzè Pascolato. Pur riconoscendo alcuni meriti in campo educativo e culturale, riteniamo che questa scelta sia inopportuna: la figura di Pezzè Pascolato è infatti legata a ruoli attivi all’interno del regime fascista, tra cui incarichi dirigenziali nei Fasci Femminili e nell’Onmi”.

Il centrosinistra argomenta la contrarietà all’intitolazione. “Si tratta di funzioni che rappresentano una stagione politica responsabile di gravi limitazioni alle libertà, ai diritti e alla democrazia nel

nostro Paese - sottolineano. La biblioteca comunale dovrebbe essere un simbolo di dialogo, inclusione, pluralità culturale e memoria democratica: per questo avevamo chiesto al sindaco e alla giunta di riconsiderare la decisione, avviando un percorso partecipato con cittadini e realtà culturali locali per individuare un nome davvero condiviso e rappresentativo dei valori del nostro Comune”. Dure le conclusioni del centrosinistra. “La conferma dell’odierna intitolazione - spiegano - ci amareggia e dimostra, ancora una volta, la volontà dell’amministrazione di Cona di procedere senza alcun confronto con la comunità. Cona Partecipazione Civica continuerà a promuovere una cultura aperta, democratica e inclusiva, impe-

gnandosi affinché gli spazi pubblici del nostro territorio raccontino la migliore storia civile del Paese e non pagine controverse o divisive”. La nuova biblioteca di Cona ora è collocata al piano terra della scuola media “Tito Livio” di Pegolotte. La giornata dell’inaugurazione è stata arricchita da una mostra pittorica del maestro Gelindo Baron e da un piccolo spettacolo teatrale per i ragazzi, realizzato in collaborazione con la stilista Rosy Garbo e con il sostegno della Fondazione Franceschetti. Il Comune di Cona è stato anche assegnatario di un contributo di 15 mila euro, destinato al potenziamento della Biblioteca Comunale, un intervento che ha permesso di ampliare servizi, attività e patrimonio librario.

Alessandro Abbadir

Partito il primo ordine per l’ acquisto per nuovi libri

Servizi per i giovani, le famiglie e i cittadini sul versante culturale. La biblioteca comunale di Cona è stata interessata in queste settimane da un ulteriore intervento di potenziamento del servizio dopo la sua inaugurazione: è stato infatti inviato il primo ordine per l’acquisto di nuovi libri. “Si ricorda che, per l’anno 2026 - spiega il sindaco Alessandro Aggio - il Comune ha ottenuto un finanziamento complessivo di 15mila euro da destinare all’arricchimento del patrimonio librario e al miglioramento dell’offerta culturale rivolta alla cittadinanza. Un intervento che testimonia l’attenzione dell’amministrazione comunale verso il lavoro, la cultura e il welfare territoriale, in un’ottica di collaborazione sovracomunale e di sostegno

concreto alla comunità”. Infine una informazione di servizio. “Per concludere si comunica che è in arrivo nelle case dei cittadini il calendario Veritas 2026. Entro il mese di gennaio dovrebbe essere distribuito, a chi non fosse arrivato

- dice in una nota il Comune - si ricorda di contattare l’ufficio tributi del Comune nel mese di febbraio. Non c’è comunque fretta visto che il calendario 2025 comprende anche i mesi di gennaio e febbraio 2026”. (a.a.)

Riaperta la linea Mestre–Adria

S i è tenuto nelle scorse settimane, il tavolo tecnico convocato dalla Regione del Veneto, Infrastrutture Venete e Trenitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) volto ad aggiornare i sindaci dei Comuni interessati dall’attraversamento della linea ferroviaria Adria- Mestre sul programma degli interventi di elettrificazione e ammodernamento in corso. La linea Mestre – Adria attraversa i Comuni di Cavarzere e Cona. Il direttore generale di Infrastrutture Venete, Alessandra Grosso, e Ivan Aggazio, direttore regionale Veneto di Trenitalia, hanno annunciato la riapertura al pubblico della linea, e la prosecuzione di alcune lavorazioni residuali che avverranno in parallelo alla riattivazione del servizio ferroviario per gli utenti. “L’avanzamento complessivo dei lavori ha raggiunto circa il 90%, per un investimento complessivo pari a 41milioni di euro totali - commenta il direttore generale di Infrastrutture Venete Alessandra Grosso che aggiunge come “il posticipo della conclusione dell’intervento è principalmente dovuto alla difficoltà di reperire personale specializzato e ad ulteriori interventi di manutenzione resisi indispensabili, incluso il rinforzo complessivo della linea ferroviaria. Si tratta però di lavori fondamentali per raggiungere un obiettivo comune: il potenziamento dell’offerta di trasporto regionale e la pie-

na integrazione dei servizi nel territorio”. Con la riapertura che è scattata a metà dello scorso dicembre, ha ripreso la circolazione ferroviaria sulla linea e i lavori saranno svolti nelle fasce di interruzione programmata della circolazione ovvero dalle 22,30 alle 5,30 per la sospensione notturna e dalle 8,30 alle 12,30 per l’interruzione diurna. Per ridurre i disagi ai viaggiatori, per le corse previste in queste fasce orarie, Trenitalia ha attivato servizi sostitutivi con gli autobus. I lavori di elettrificazione si concluderanno entro il primo semestre del 2026. Con la riapertura della Adria–Mestre, “Trenitalia potrà operare su tutte e tre le linee previste nel contratto sottoscritto a settembre

2024, comprendenti inoltre le tratte Rovigo–Chioggia e Rovigo–Verona”. Nonostante l’annuncio della riapertura della linea, che era ferma da tempo, non sono mancate le proteste da parte degli utenti, soprattutto pendolari e studenti per il fatto che nelle ore centrali del giorno, il servizio resta ancora sostituito dai bus. Ma il sindaco di Cona Alessandro Aggio è soddisfatto. “Certo - dice Aggio- la situazione ottimale sarebbe stata quella di una riapertura a servizio completo, ma il fatto che la linea sia di nuovo in funzione dopo molto tempo in cui era chiusa è un fatto positivo soprattutto per i nostri pendolari e studenti diretti a Mestre o Adria”. Alessandro Abbadir

Lavoro e servizi sociali, l’impegno del Comune sul fronte occupazione

Lavoro e servizi sociali tante le novità dal Comune di Cona in queste settimane, ad illustrarle è il sindaco Alessandro Aggio. “Si sono recentemente svolte - dice - le selezioni per l’inserimento di quattro persone all’interno del progetto Lpu- Lavori di Pubblica Utilità, un’iniziativa promossa e finanziata dalla Regione del Veneto con l’obiettivo di sostenere i cittadini in maggiore difficoltà, favorendone l’inclusione sociale e lavorativa. Il progetto prevede l’assunzione a tempo determinato, per sei mesi a partire dal mese di febbraio, di 4 residenti nel Comune. Due delle persone selezionate saranno impiegate nella manutenzione del verde pubblico, andando a integrare e supportare il lavoro dell’attuale operaio comunale. Un’altra unità sarà destinata alle pulizie degli immobili amministrativi, mentre la quarta persona svolgerà attività di supporto presso la biblioteca comunale. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che affianca all’esperienza lavorativa attività di orientamento e accompagnamento al lavoro”. Sul fronte dei servizi sociali, proseguono gli incontri tra le amministrazioni comunali di Cona, Chioggia e Cavarzere in vista della costituzione dell’Azienda Territoriale Sociale (Ats). Entro il mese di marzo è prevista la definizione dello statuto e del regolamento del nuovo ente, che si occuperà della gestione dei servizi sociali, ambito che, come previsto dalla normativa, non rientrerà più direttamente nelle competenze comunali. Secondo le ultime stime, il Comune di Cona parteciperà alla gestione dell’Ars con un contributo annuo di circa 56 mila euro. A questo impegno si aggiunge, anche per il 2026, il contributo di 38 mila euro che il Comune versa all’Usl 3 per i servizi sanitari erogati dall’azienda sanitaria a favore dei residenti più fragili. (a.a.)

La rassegna. Al Teatro Serafin la danza espressiva del Laboratorio Archè incontra la musica di Carlo Maver

“Territori del Silenzio” torna a casa dopo il successo

D

opo il successo della suggestiva serata estiva al Mulino Scodellino di Castel Bolognese, lo spettacolo “Territori del Silenzio” approda finalmente a Cavarzere, offrendo al pubblico di casa un’esperienza artistica intensa e profondamente evocativa. Domenica 15 febbraio, alle 17, il palcoscenico del Teatro T. Serafin ospiterà le danzatrici Melissa Callegari, Elisa Canazza, Valeria Rossini, Monica Voltan, Vittoria Schiesari e Anna Zuriati del Laboratorio coreografico di Danza Espressiva Archè di Cavarzere, protagoniste di una performance che nasce dall’incontro creativo tra la coreografa Marina De Stefani e il musicista Carlo Maver, raffinato interprete di flauto e bandoneon. Artista poliedrico, Maver vanta un lungo soggiorno in Argentina e collaborazioni con musicisti di primo piano del panorama internazionale, tra cui Teo Ciavarella, Eddy Gomez, Engel Gualdi e Paolo Fresu, oltre a numerose esibizioni in Europa e in altri continenti. Marina De Stefani, diplomata al Conservatorio “C. Pollini” di Padova in Espressione Corporea – Metodo Martinet, conduce da anni una ricerca coreografica che indaga la dimensione interiore del movimento e il suo legame con il paesaggio e il mito. “Territori del Silenzio” è il risultato di un percorso condiviso che intreccia ricerca artistica, amore per la natura e tensione spirituale, dando vita a una narrazione per immagini e suoni ispirata ai luoghi che invitano alla meditazione e all’ascolto profondo. La terra, l’acqua e il cielo del Delta del Po, insieme ai miti del mondo greco e romano, diventano materia viva della scena. Attraverso una serie di quadri coreografici – Il vento porta, il vento porta via, Llamada, Lunatica, Terre Vaste – le danzatrici evocano antichi archetipi: la corda portata dalle Korè richiama il mito di Teseo e Arianna, mentre i movimenti a spirale, in costante dialogo con il flauto di Maver, rimandano ai riti dionisiaci e alle danze labirintiche della tradizione classica. Lo spettacolo si chiude con la potente coreografia su La morte non esiste, esplicita connessione tra visibile e invisibile, luce e dolore, esperien-

za e trascendenza. Un lavoro che lo scorso luglio ha profondamente coinvolto e ammaliato il pubblico di Castel Bolognese, salutato da lunghi e sentiti applausi, e che ora si prepara a incontrare nuovamente gli spettatori cavarzerani. Lo spettacolo è inserito nella rassegna “Domenica a Teatro”. Biglietti in vendita: presso il botteghino del Teatro T. Serafin il giorno dello spettacolo dalle ore 15.30 oppure durante la settimana dello spettacolo, dal lunedì al sabato, presso la Cartoleria Pavanato, in orario di negozio.

Successo per la decima edizione del Concerto Sinfonico e “Brusavecia”

Martedì 30 dicembre, il Teatro Tullio Serafin di Cavarzere ha ospitato la decima Edizione del Concerto Sinfonico di Fine Anno, evento ormai tradizionale per la città. Sul palco si è esibita la Serafin Youth Symphony Orchestra, sotto la direzione del Maestro Renzo Banzato, offrendo al pubblico una serata all’insegna della musica classica e dell’arte sinfonica. Il concerto ha attirato numerosi appassionati, pronti a salutare l’anno ormai al termine con note che hanno emozionato e coinvolto tutti i presenti. Tra gli ospiti istituzionali, il Vicesindaco Pierluigi Parisotto, che ha portato i saluti e gli auguri di Buon Anno Nuovo 2026 da parte del Comune di

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Cavarzere. La serata ha rappresentato non solo un momento di intrattenimento di alto livello, ma anche un’occasione di incontro per la comunità, confermando l’importanza della musica come strumento di coesione sociale e culturale. Ma non solo. Qualche giorno dopo, la Frazione di Boscochiaro di Cavarzere ha vissuto momenti di gioia e tradizione grazie alla tanto attesa Brusavecia 2026. L’appuntamento, organizzato dal Comitato XXI Maggio Boscochiaro, ha portato in piazza della Chiesa Parrocchiale San Francesco un meraviglioso spettacolo per grandi e piccini. Nonostante il freddo, il pubblico ha affollato le vie del borgo per partecipare a una serata all’insegna del divertimento, dei fuochi d’artificio musicali e della convivialità. Lo staff dell’organizzazione ha accolto tutti con cioccolata calda, vin brulè e panettone, mentre gli addetti alla cucina hanno preparato deliziosi panini con salsiccia e verdure per riscaldare e deliziare i presenti. Il culmine della serata è arrivato con la tradizionale accensione della Brusavecia, simbolo di rinnovamento e speranza per il nuovo anno, che ha illuminato il cielo di Boscochiaro tra applausi e grande entusiasmo. (g.t.)

Giulia Toffanello

di investimenti acqua a prova di contaminazione”

arlo Andriolo, amministratore delegato di Acegas Aps Amga, rassicura i cittadini padovani e veneziani: non c’è alcun rischio Pfas. “A Padova e nel veneziano – spiega Andriolo – abbiamo previsto cinquanta milioni di investimenti. Sono state condotte analisi estremamente approfondite anche attraverso lo studio condotto sul modello digitale della nostra rete”.

Arera, l’autorità che regolamenta le reti pubbliche ha introdotto un nuovo indicatore, l’M10 che serve a monitorare la resilienza dell’acqua, ovvero la sua capacità di resistenza e adattamento. Una scelta, questa, che non ha colto di sorpresa il sistema veneto che da anni lavora a una rete tra i soggetti che forniscono acqua attraver-

so la creazione di vere e proprie “autostrade”. Nonostante, però, ci sia una “comunicazione” tra l’acqua padovana e quella di altre zone non esistono pericoli di contaminazione. Gli investimenti che ha condotto e sta conducendo Acegas Aps Amga, infatti, sono orientati sia alla realizzazione di nuove infrastrutture, ma anche al potenziamento e ammodernamento degli impianti di filtraggio.

“Stiamo investendo – continua l’amministratore delegato – circa 43 milioni di euro per un progetto complessivo di filtraggi che utilizza tecnologie sempre più innovative. Il nostro impianto principale, quello di Saviabona, proprio nei prossimi giorni vedrà la sostituzione dei carboni attivi: un’operazione da tre milioni di euro che lo

renderà ancora più performante.

Ad oggi a Padova non esiste alcun tipo di allarme, ma vogliamo essere sempre preparati. Le tragedie che si sono consumate altrove devono essere monito e insegna-

mento per chi come noi opera in un settore così delicato. Proprio per questo ricerca e investimenti non si fermano mai.” Tornando, invece, al potenziamento complessivo della rete idrica padova-

La Cooperativa Emmanuel festeggia con i soci dell’ American Dream

Ci sono appuntamenti che vanno oltre il rituale degli auguri e diventano veri momenti di comunità. La tradizionale cena della Cooperativa Emmanuel, ospitata a dicembre in un noto ristorante di Cavarzere, ha rappresentato un esempio concreto di coesione sociale, inclusione e legame profondo con il territorio. Alla serata hanno partecipato circa 150 persone, tra ragazzi della cooperativa, famiglie, operatori e sostenitori. Un evento che ogni anno si rinnova come un rito collettivo capace di mettere al centro le persone e i valori che tengono unita la comunità. Il momento più intenso della serata è arrivato con l’ingresso dei rappresentanti dell’associazione American Dream di Tornova, (frazione di Loreo), protagonisti di un gesto di solidarietà che nel tempo è diventato una colonna portante della

collaborazione con Emmanuel. Nel corso della cena, American Dream ha infatti consegnato un assegno da mille euro, frutto delle iniziative benefiche realizzate nel corso del 2025. Un risultato ottenuto grazie all’impegno costante dei volontari e, in particolare, al successo di “Old Style Rock”, la manifestazione musicale che anno dopo anno riesce a coniugare passione per la musica e finalità solidali.

A consegnare il “maxi-assegno” è stato il vicepresidente di American Dream, Marco Ballarin, affiancato da una nutrita delegazione del direttivo e degli associati.

Un gesto che suggella un’amicizia ormai consolidata e una visione condivisa: quella di una comunità capace di non lasciare indietro nessuno. A ricevere la donazione, è stata la presidente della Cooperativa Emmanuel, Silvia Bassan, che nel suo

intervento ha voluto sottolineare il valore umano, oltre che economico, della collaborazione: “Il mio ringraziamento va a tutti coloro che si spendono, e in particolare all’associazione di Tornova per quanto fatto in questi anni. Non si tratta solo di donazioni, ma di un coinvolgimento attivo e costante. Vedere i nostri ragazzi partecipare agli eventi e sentirsi parte integrante delle iniziative di American Dream è il regalo più grande. Questa collaborazione è un esempio virtuoso di come le realtà associative possano fare davvero la differenza”. Conclusa la parte istituzionale, la serata ha lasciato spazio alla convivialità. Protagonisti assoluti, come sempre, i ragazzi della Cooperativa Emmanuel, cuore pulsante di una festa che ha saputo unire semplicità e significato. Guendalina Ferro

na spiccano i 20 milioni per rendere più capace l’adduttrice C, i 18,5 per il collegamento Saonara – Stanga – Ferrarin e i 7,5 per la riqualificazione del serbatoio idrico della Stanga.

L’amministratore delegato Carlo Andriolo

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Veneta Pesca: dove freschezza e logistica si incontrano

distinguersi per capacità di adattamento, visione strategica e solidità organizzativa. Dopo aver chiuso il 2024 con un fatturato complessivo di 70 milioni insieme alla consociata TFP – Trasporti Frigoriferi Portoviresi, il gruppo conferma la propria centralità nel mercato e rilancia con nuovi investimenti mirati. Uno dei temi ancora centrali è il granchio blu, fenomeno che ha colpito duramente la filiera delle vongole. «Il 2023 è stato uno shock –spiega Michele Cattin – ma il mercato si è par-

zialmente adattato. Una parte del prodotto è stata sostituita dal lupino, un altro tipo di vonnuovi canali di approvvigionamento, in par-

to fresco, senza inseguire segmenti – come la quarta gamma o i ricettati – già presidiati da

vigili e pronti a innovare». La logistica, infatti, sta attraversando una trasformazione silenziosa ma profonda: mancano autisti specializzati, aumentano i costi e si stanno delineando nuove modalità di distribuzione con piattaforme dedicate alla microdistribuzione e mezzi diversi per target diversi. «Servono compe-

Sul fronte dei consumi, la tendenza è chiara: le famiglie cercano praticità. «Il modello familiare è cambiato da anni – commenta Cattin – e il mercato del fresco si è adattato con prodotti più semplici da preparare». Allo stesso tempo cresce la richiesta di qualità per prodotti come tonno e salmone, legati anche al Guardando al 2026, Veneta Pesca continua a investire per affrontare il futuro con reL’ultima novità è il nuovo impianto fotovoltaico da 500 kW, che si aggiunge a quello già esistente. «Un investimento da circa 700 mila euro – racconta Cattin – che ci permetterà di essere più indipendenti dal punto di vista energetico, migliorare l’efficienza della catena del freddo e refrigerare il magazzino 24 ore su 24 nei mesi estivi. È un passo fondamentale per qualità e

In un settore segnato da sfide globali, dalla scarsità di risorse ittiche al necessario adeguamento dei metodi di pesca, il gruppo continua a dimostrare una forte capacità di lettura del mercato e un approccio pragmatico: «Bisogna essere dinamici, razionalizzare gli acquisti e ridurre gli sprechi. Non possiamo permetter-

segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

Il presidente Federico Testa

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C

resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

Cavanis,

Ci sono viaggi che nascono come spostamenti geogra ci e niscono per trasformarsi in percorsi di senso. La missione svolta tra Ecuador, Bolivia e Brasile, attraversando città, periferie e territori rurali dell’America Latina, è stata soprattutto questo: un cammino di incontri, ascolto e visione, con lo sguardo rivolto al futuro dell’educazione e alla possibilità di costruire legami duraturi tra scuole, comunità e istituzioni.

Da , città andina sospesa tra storia e modernità, no alle pianure agricole del sud del Brasile, a in Paranà, passando per i forti contrasti urbani di Sierra, il lo rosso del viaggio è stato il confronto con realtà educative che, pur immerse in contesti molto diversi, condividono la stessa domanda: come offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro, senza perdere il valore umano e comunitario dell’educazione?

nasce l’idea di trasformare il viaggio in progetto. Non un’iniziativa calata dall’alto, ma un percorso condiviso che possa valorizzare ciò che già esiste, mettendo in rete scuole e competenze e aprendo la strada a forme di collaborazione internazionale. In questo senso, i programmi europei di Eranon sono visti come un ne, ma come uno strumento: un’opportunità per rafforzare la qualità dell’offerta formativa, promuovere lo scambio di buone pratiche e costruire percorsi

Le scuole e le opere educative incontrate lungo il percorso mostrano un patrimonio ricco di competenze, responsabilità e relazioni con il territorio. In alcuni casi si tratta di istituzioni consolidate, capaci di dialogare con il mondo del lavoro e con le amministrazioni locali; in altri, di realtà più fragili ma cariche di potenzialità, dove l’educazione rappresenta spesso uno dei pochi presìdi di speranza e continuità sociale.

Proprio da questo intreccio di esperienze

professionalizzanti capaci di dialogare

Accanto agli incontri istituzionali e ai momenti di lavoro, la missione è stata scandita da esperienze semplici e profonde: celebrazioni in piccole comunità rurali, visite a scuole, vivaci al nord e silenziose al sud per la pausa estiva, dialoghi con educatori, studenti e famiglie. Sono stati questi momenti a ricordare che ogni progetto, prima di essere scritto, deve essere vissuto,

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viaggio non è ancora un progetto foruna direzione chiara: la consapevolezrete educativa Cavanis internazionale, radicata nei territori e capace di parlare linguaggi diversi, può diventare uno strumento concreto di crescita, formazione e speranza. Un cammino appena iniziato, che guarda lontano ma parte, come sempre, dalle persone incontrate lungo la strada.

Oggi il risultato più signi cativo del

Vincenzo Giannotti, Direttore della Fondazione Cavanis

Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

L’intervista. Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

S

ilvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!

Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro? Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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K-Pop,

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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

USintoniz zati

nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

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a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

I numeri. Con un miliardo e 600 milioni di euro è una delle realtà più complesse

Ulss 3 Serenissima, il bilancio 2025: conti solidi, e servizi in crescita

Fine anno ed è stato tempo di bilanci anche per l’Ulss 3 Serenissima, la grande azienda sanitaria veneziana che con i suoi 1 miliardo e 600 milioni di euro di bilancio rappresenta una delle realtà più complesse e strategiche dell’area metropolitana. Il 2025 si chiude con numeri in crescita e con risultati che vanno ben oltre il singolo ospedale, restituendo l’immagine di un sistema che funziona perché lavora in rete. A fare notizia è soprattutto l’ospedale dell’Angelo di Mestre, riconosciuto come miglior ospedale d’Italia, ma il dato va letto in una prospettiva più ampia. Venezia è quarta a livello nazionale per tempestività negli interventi sulle fratture di femore, Chioggia e Mirano-Dolo confermano eccellenze cliniche, mentre la collaborazione tra presidi permette di valorizzare le competenze specifiche di ciascun territorio. È un metodo di lavoro che premia e che diventa modello organizzativo. A presentare i dati c’erano il Direttore Generale Edgardo Contato, in carica almeno fino al 28 febbraio, il Dott. Vittorio Selle, direttore del servizio prevenzione e la dott. ssa Chiara Berti, direttore medico dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Accanto all’attività ospedaliera cresce anche la sanità pubblica: screening oncologici, campagne vaccinali e prevenzione ambientale restano pilastri fondamentali, così come il lavoro del Dipartimento di Prevenzione, attivo su fronti che vanno dagli inquinanti dell’area petrolchimica alla sicurezza nei luoghi di lavoro, fino alla veterinaria legata a uno dei comparti della pesca più importanti d’Italia. Si-

gnificativi anche i risultati del Dipartimento delle Dipendenze, che nel 2025 ha seguito oltre 4.000 utenti, e del Dipartimento di Salute Mentale, con più di 32 mila prestazioni ambulatoriali. 64.494 i ricoveri (+0,8% rispetto al 2024), 597 interventi con il nuovo robot chirurgico (di cui 455 Mestre + 142 Dolo, +32,4% sul 2024), 241.525 accessi ai pronto Soccorso (+0,4% rispetto al 2024) con 2,6 milioni di prestazioni effettuate (+0,5% rispetto al 2024) sono solo alcuni dei numeri che rendono l’Ulss veneziana un punto di riferimento per cittadini e per quanti vengono a curarsi anche da altre parti d’Italia. Esempio l’oculistica a Venezia con il 78,6% di attrazione. Sul fronte degli investimenti, il PNRR ha rappresentato una leva decisiva: oltre 15 milioni per grandi apparecchiature tecnologiche già collaudate, 12 Case della Comunità e 3 Ospedali di Comunità in fase avanzata, oltre a importanti interventi strutturali a Venezia, Mestre, Dolo, Mirano e Chioggia. A questi si aggiungono progetti innovativi come la “Compassionate Leadership”, pensata per migliorare il benessere organizzativo del personale. “Non mancano le criticità - ammette Contato - “I giorni festivi consecutivi di fine dicembre hanno portato a un aumento degli accessi ai pronto soccorso, con picchi fino a un centinaio di pazienti in più rispetto alla media giornaliera di 679 accessi. Una pressione gestita grazie a protocolli organizzativi e all’attivazione preventiva dei cosiddetti “letti peso”, evitando situazioni di stazionamento prolungato in barella. Ma anche la difficoltà a reperire personale infermieristico

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alla lunga ci preoccupa. Il sistema comunque per ora regge. Per quanto riguarda l’\”Angelino\”, il nuovo blocco dell’ospedale mestrino, la prima pietra è prevista tra circa un anno e mezzo e per il 2030 dovrebbe essere realtà”. Il quadro economico resta impegnativo: a fronte di un bilancio da 1,6 miliardi, il disavanzo programmato è di circa 150 milioni. La sfida è rendere sostenibile la spesa – 4,4 milioni al giorno – garantendo qualità e sicurezza. La vera preoccupazione, guardando al futuro, è il personale, soprattutto infermieristico, in un contesto di calo demografico e concorrenza nazionale. Per questo l’Ulss investe su formazione, concorsi continui e misure di welfare per trattenere professionisti. “Tra le pieghe di questi dati - conclude Contato - ci sono sempre margini di miglioramento ma il bilancio finale è positivo”. L’Ulss 3 Serenissima si conferma una macchina complessa ma solida, capace di offrire risposte a un territorio variegato e delicato, e di rappresentare un punto di riferimento non solo sanitario, ma anche sociale, per l’intera area veneziana. Riccardo Musacco

All’ospedale dell’Angelo l’Intelligenza

Artificiale entra in sala operatoria

L’Intelligenza Artificiale diventa una risorsa concreta anche nella chirurgia ortopedica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove sono stati eseguiti con successo i primi interventi di artroplastica totale di ginocchio supportati da algoritmi di AI. A guidare questa innovazione è l’Unità di Ortopedia diretta dal primario Alberto Ricciardi, che sottolinea come le nuove tecnologie rappresentino un alleato fondamentale per migliorare gli esiti clinici.

«Nel trattamento chirurgico del ginocchio – spiega Ricciardi – il nostro obiettivo è ottenere risultati sempre più efficaci e duraturi, garantendo al paziente la migliore qualità di vita possibile. Un intervento pianificato in modo accurato, anche grazie all’Intelligenza Artificiale, riduce il rischio di complicanze e allontana la necessità di future revisioni protesiche». L’AI non sostituisce il chirurgo, ma lo affianca nel processo decisionale, fornendo strumenti di analisi avanzata. Gli interventi di protesizzazione del ginocchio, infatti, devono rispettare tre principi fondamentali: correggere le deformità, mantenere l’allineamento più adatto al singolo paziente e assicurare la stabilità della nuova articolazione. Il sistema adottato a Mestre si basa su una pianificazione preoperatoria ottenuta da immagini di risonanza magnetica, elaborate da un algoritmo di intelligenza artificiale che suggerisce il posizionamento ottimale della protesi. Grazie a questo supporto tecnologico, i chirurghi possono adottare il cosiddetto neutral boundary alignment, un approccio che consente di personalizzare l’allineamento della protesi in base alle caratteristiche anatomiche del paziente. Il sistema è in grado di gestire anche situazioni complesse, come gravi deviazioni in varo o valgo, calcolando lo stato pre-artrosico del ginocchio e aiutando a correggere in modo mirato le deformità presenti. Il piano operatorio elaborato dall’AI viene comunque attentamente valutato e validato dal chirurgo, prima di procedere alla realizzazione di guide chirurgiche personalizzate. Queste guide, costruite su misura sull’anatomia del paziente, permettono un posizionamento preciso delle componenti femorale e tibiale della protesi. «I benefici clinici sono molteplici – conclude Ricciardi –: oltre a un miglior risultato finale, si riducono i tempi dell’intervento grazie all’eliminazione di alcune fasi tipiche della chirurgia tradizionale. Questo comporta anche un minor rischio di infezioni e una diminuzione delle perdite di sangue, a tutto vantaggio della sicurezza e del recupero del paziente».

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