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laPiazza di Cavarzere - Febb26

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Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore

Diego Ruzza

di Cavarzere

Filippo Giacinti traccia

la rotta del bilancio

della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”

La grande attesa del bilancio regionale

Dopo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.

L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.

Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.

Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.

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Il libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”

LA POVERTA’ INVISIBILE E SILENZIOSA PESA

PERSONE SOLE

Cavarzere, povertà in crescita: “Più trasferimenti ai Comuni”. All’Ipab Danielato aumentano le rette, scoppiano le proteste. Cona, 900 ai servizi sociali

Sanità veneziana, bilancio di fine mandato del direttore generale Edgardo Contato”

CASE POPOLARI, BOTTA E RISPOSTA IN CONSIGLIO: INVESTIMENTI E

Fumana chiede un piano strutturale sostenuto da Stato e Regione, mentre Munari rivendica i risultati ottenuti dall’amministrazione

L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”

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CNicola Stievano >direttore@givemotions.it<

’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.

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Oltre le sbarre del silenzio
Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio

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Ponte di via Rossetta, affidata la verifica del progetto esecutivo

Una buona notizia per i cittadini di Cavarzere. Il Comune ha compiuto un nuovo passo nell’iter per la messa in sicurezza del ponte di via Rossetta, che attraversa lo scolo Pisani e collega la frazione di Rottanova con Agna. Alla fine dello scorso mese è stato disposto l’affidamento dell’incarico professionale per la verifica della progettazione esecutiva, passaggio necessario alla validazione del progetto di consolidamento dell’infrastruttura. La vicenda affonda le radici nel 2021, quando il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo segnalò ufficialmente al Comune il deterioramento del manto stradale in corrispondenza del ponte. I successivi sopralluoghi evidenziarono un cedimento strutturale significativo, rendendo indispensabili verifiche statiche approfondite e l’adozione di misure urgenti per la sicurezza della circolazione. Fu quindi introdotto il divieto di transito ai mezzi con massa oltre le 3,5 tonnellate. Nel 2023 la situazione risultò ulteriormente aggravata, tanto da rendere necessaria la chiusura totale al traffico fino al completamento delle indagini finalizzate alla messa in sicurezza. Nel 2025 il Comune di Cavarzere ha avviato le procedure per la progettazione dell’intervento, affidando l’incarico per la redazione del progetto esecutivo, successivamente trasmesso e aggiornato. Nel frattempo sono stati completati anche gli adempimenti amministrativi e autorizzativi, tra cui la concessione idraulica rilasciata dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo. La procedura di affidamento diretto per la verifica progettuale risale a gennaio 2026. L’incarico dovrà essere svolto entro i termini stabiliti dal contratto e riguarda la verifica della progettazione esecutiva, fase propedeutica alla validazione definitiva del progetto di messa in sicurezza statica del ponte di via Rossetta. Con l’avvio della verifica si conclude così il percorso tecnico preliminare, aprendo la strada alle successive fasi operative sull’infrastruttura.

Abbadir

Un passo concreto verso la messa in sicurezza

Oltre le sbarre del silenzio Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.

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di Cavarzere

“Alloggi popolari: 321 alloggi sfitti

su 719. Serve un intervento urgente”

’ scontro politico a Cavarzere sulla questione delle centinaia di alloggi popolari sfitti presenti nel territorio comunale. Ad andare all’attacco della giunta è il consigliere di Sinistra Italiana Andrea Fumana (in foto) che chiede che gli alloggi sfitti siano sistemati e messi a disposizione dei cittadini che ne hanno bisogno, vista l’emergenza abitativa in atto. “Gli alloggi pubblici di proprietà del Comune di Cavarzere sono 308 - chiarisce Fumana - di questi 206 sono sfitti. Nel triennio 2023/2025 il Comune ha provveduto alla vendita di 9 alloggi ad inquilini affittuari che ne avevano fatto richiesta e 2 sono stati alienati ad evidenza pubblica. Gli alloggi di proprietà dell’Ater di Venezia sono 411, di cui 115 sono sfitti. Dunque a Cavarzere su un totale di 719 alloggi pubblici, ben 321 sono sfitti. E con la maggior parte di loro che necessita di inter-

venti di manutenzione ordinaria e straordinaria per essere assegnati ai cittadini che ne hanno diritto”.

Da qui una considerazione di Sinistra Italiana. “È chiaro - sottolinea il consigliere Andrea Fumana - che i numeri con cui dobbiamo confrontarci ci impongono, da subito, una riflessione seria soprattutto in ragione del fatto che nel Veneto sono 10.000 le famiglie in attesa di una casa pubblica e uno stuolo di persone sempre più ampio non riesce ad accedere né al mercato privato, né all’edilizia pubblica. Che si tratti pertanto di un innegabile emergenza è avvalorato anche dal fatto che lo stesso Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani recentemente ha posto tra i primi temi della nuova legislatura il “Piano casa regionale“. Da qui una richiesta precisa del gruppo consigliare di opposizione a governo, Regione e Comune. “Il

Il sindaco Munari: “Patrimonio

Una risposta al consigliere di Sinistra Italiana sulla questione degli alloggi popolari sfitti arriva dal sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari “Di fronte a queste prese di posizione - dice il sindaco - rispondo che mi sembra che vivano su Marte gli amici di Sinistra Italiana, perché ovviamente al di là del numero, che è un numero importante, più alto della città metropolitana di Venezia, ben comprendono che gli alloggi che sono disponibili sul territorio comunale sono molti meno. Fa numero anche il rudere. Quindi invece di fare queste classifiche dovrebbero andare a informarsi un po’ di più e verificare magari quegli immobili che negli ultimi 10 anni avevano agibilità, non il numero degli alloggi popolari, perché ov-

governo - dice Fumana - deve assumersi l’onere di impegnarsi in chiare scelte politiche mettendo in campo straordinarie ed adeguate risorse finanziarie e, con la Regione, un fondo vincolato alla casa. Servono, insomma, investimenti pubblici da parte dello Stato, della Regione Veneto e delle Aziende Territoriali di Edilizia Residenziale. Serve un fondo pubblico di investimenti per il Social Housing. Su questi temi siamo disponibili a dare il nostro contributo”. Il tema della sistemazione del patrimonio abitativo resta insomma a Cavarzere un tema scottante, su cui ciclicamente si accende il dibattito politico a livello locale e metropolitano. Un tema che nonostante l’importanza non riesce mai diventare centrale nel dibattito nazionale.

Abbadir Il consigliere Andrea Fumana

obsoleto, tanti i cantieri in corso”

viamente è antieconomica la sistemazione di alloggi che ricordiamo sono stati costruiti negli anni 50 e 60, molti dei quali hanno anche dei problemi”. E il sindaco spiega perché “Ad esempio – dice Munari ho firmato diverse ordinanze di sgombero perché le criticità strutturali degli immobili fatti con materiali di allora che avevano dei requisiti da case popolari e quindi non con finiture e anche strutture di altissimo o buon livello”. Infine una stoccata finale “Rispondo infine dicendo – spiega il sindaco - che prima di guardare questi numeri, la sinistra dovrebbe farsi un attimo i conti in tasca, perché ha governato per dieci anni il paese, io in quattro anni e mezzo alla fine del mio mandato farò i 14 alloggi del Pinqua, sistemeremo i 6 alloggi

di cui abbiamo preso il contributo della Regione Veneto per 297 mila euro in via Spalato e altri 6 alloggi”. Insomma per il sindaco

di Cavarzere, una gestione del patrimonio dell’edilizia popolare che ha portato a risultati concreti. (a.a.)

Alessandro

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Cavarzere, povertà in crescita: “Servono più trasferimenti ai Comuni”

Il sindaco Munari: “Puntiamo dove possibile, al reinserimento lavorativo

P

overtà in aumento nel territorio del Comune di Cavarzere, sia nel capoluogo che nelle frazioni. A fare il punto della situazione è il sindaco del paese, Pierfrancesco Munari. “Il trend a cui ci troviamo davanti – spiega il primo cittadino di Cavarzere –ovviamente segue un po’ il trend nazionale, ossia che notiamo la tendenza generalizzata di una difficoltà delle famiglie, vuoi un po’ per l’inflazione, vuoi un po’ per l’aumento indiscriminato di tutti i costi dei beni necessari per la vita, dal costo delle utenze come luce, acqua e gas al paniere delle materie prime”. Una considerazione chiara, quella del primo cittadino anche alla luce dell’aumento dell’utilizzo dei servizi sociali da parte di quella fascia di popolazione uscita impoverita

dagli ultimi anni di crisi dopo il covid, anche per effetto delle ricadute economiche provocate dalle instabilità a livello internazionale. “Notiamo – dice il sindaco Munari – una difficoltà e anche un lieve aumento delle persone che chiedono aiuto al Comune. Detto questo, fortunatamente a Cavarzere cerchiamo di dare una mano a tutti, con servizi sociali presenti ed efficienti sul territorio, servizi che stanno facendo un lavoro importantissimo, cercando di non dare aiuti indiscriminati, ma anche di inserire le persone più fragili in progetti sociali confacenti alle loro esigenze, così da collocarle in un contesto e accompagnarle verso possibili inserimenti professionali, anche tramite progetti sostenuti dalla Regione”. Il sindaco entra quindi

nel dettaglio. “Parliamo ad esempio di lavori di pubblica utilità e socialmente utili – sottolinea Munari – e quindi questo è un trend preciso. Ovvio che avremo bisogno di più trasferimenti statali ai Comuni, mentre notiamo che il trend di questi trasferimenti è invece sempre in diminuzione. L’aumento dei costi di tutto comporta che la coperta sia sempre più corta e vediamo che anche altri Comuni non distanti da noi hanno avuto difficoltà a chiudere i bilanci. Noi, fortunatamente, abbiamo chiuso il bilancio prima della fine dell’anno, quindi entro il termine ordinario previsto. Non siamo andati oltre il termine, come invece è accaduto ad altri Comuni finiti in esercizio provvisorio, e siamo stati capaci

di garantire comunque tutti i servizi essenziali alla popolazione”. Resta, nel territorio di Cavarzere come nel resto dell’area sud del Veneziano, una situazione di fra-

gilità strutturale, legata anche a un tessuto economico che negli ultimi anni ha subito delle trasformazioni sostanziali. Alessandro Abbadir

Aumentano le rette all’Ipab Danielato, famiglie in difficoltà: scoppiano le proteste

Pd e Sinistra Italiana intervengono sugli aumenti delle rette della casa di riposo di Cavarzere l’Ipab Danielato, chiedendo al consiglio di amministrazione (Cda) di sospendere immediatamente la misura e di avviare un confronto con tutti i soggetti coinvolti. La richiesta nasce dopo la decisione del Cda, presa lo scorso fine gennaio e comunicata via mail ai familiari, di aumentare le rette a partire dall’1 marzo di circa 6-7 euro al giorno, scelta che ha provocato malcontento e proteste diffusi. Secondo i gruppi di opposizione a Cavarzere, la situazione è resa ancor più grave dal fatto che lo scorso 23 settembre, in un incontro tra familiari e Cda alla presenza della presidente e del direttore, un consigliere aveva assicura-

to che le rette non sarebbero state aumentate. Da parte sua la direzione dell’Ipab ha fatto sapere di non volersi sottrarre al confronto con i famigliari. Da qui un appello e le critiche. Si invita il Cda a coinvolgere da subito tutti i soggetti pubblici e istituzionali, le rappresentanze del centro servizi per anziani Danielato e le forze sociali, per trovare soluzioni condivise e adeguate, tutelando le esigenze degli ospiti e garantendo trasparenza e partecipazione nella gestione della struttura. “Gli ospti non sono voci di bilancio - spiega il Pd in una nota. Le famiglie non sono semplici utenti che si informano a decisione già presa. Non è questo il modo di agire di un ente pubblico a rilevanza sociale”. (a.a.)

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Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” al fenomeno della povertà. Torniamo ad occuparci di questo tema cercando di capire cosa è cambiato in questi mesi sul territorio

Focus povertà/2. L’analisi dati alla mano del Comune, che ammette problemi crescenti

Cona, 900 contatti ai servizi sociali: “Sostegno sì, assistenzialismo no”

“Nel dibattito pubblico la parola povertà rischia spesso di essere ridotta a una statistica.

A Cona, invece, è una realtà affrontata quotidianamente attraverso servizi sociali che negli anni hanno scelto di coniugare sostegno e responsabilizzazione”. Il sindaco Alessandro Aggio fotografa così la situazione del Comune di Cona, dove nel corso del 2025 gli uffici hanno registrato circa 900 contatti. “Nel corso del 2025 – dice – gli uffici dei servizi sociali del Comune di Cona hanno registrato 900 contatti, un numero che restituisce la complessità dei bisogni presenti nel territorio. L’attenzione del Comune si è concentrata in particolare sui minori e sulle persone più fragili, ambiti nei quali i servizi sono stati non solo mantenuti, ma anche potenziati”. Tra i principali destinatari degli interventi figurano una ventina di famiglie fragili, tra nuclei monoparentali e famiglie numerose: 14 le domande idonee su 15 pervenute; 5 le richieste accolte per voucher 0-3 anni su 6 presentate, per una spesa complessiva di circa 11mila euro. Strumenti mirati come il bonus natalità e il bonus libri sono stati pensati per accompagnare i genitori nei momenti più delicati della crescita dei figli. “Per quanto riguarda il disagio adulto e le situazioni di povertà, l’approccio del servizio sociale del Comune di Cona - spiega Aggio - si è sempre distinto per

una linea chiara: no all’assistenzialismo, sì a percorsi orientati all’autonomia. L’obiettivo è stato quello di guidare le persone verso strumenti e progetti specifici, calibrati sui reali bisogni, favorendo l’inclusione lavorativa”. In questo solco si inserisce il Ria – Reddito di Inclusione Attiva, che nel 2025 ha coinvolto 5 persone in attività di supporto ai servizi comunali, in particolare in ambito scolastico e nei servizi rivolti agli anziani”. Una misura definita “equilibrata”, capace di unire “sostegno economico a un impegno sociale flessibile, in grado di riattivare competenze, relazioni e senso di appartenenza alla comunità”. Tra le voci più rilevanti del bilancio sociale spiccano le cure domiciliari: nel 2025 il Comune ha sostenuto una spesa di circa 80mila euro, confermando l’attenzione verso persone non autosufficienti e la volontà di favo-

rire, quando possibile, la permanenza nel proprio contesto di vita. In crescita significativa anche l’integrazione delle rette per le strutture residenziali: 120mila euro per 8 persone fragili, con un aumento di quasi il 50% rispetto all’anno precedente. “Nel 2025, grazie a un fondo di integrazione scolastica – sottolinea e conclude Aggio – di circa 4mila euro, integrato da risorse derivanti dal 5 per mille, e alla collaborazione con l’associazione “Il Faro”, è stato possibile affiancare al supporto ministeriale una educatrice dedicata per gli alunni con disabilità della scuola primaria”. La quasi totalità delle spese per il sociale è coperta da contributi regionali e statali. Restano a carico del Comune 180mila euro per le rette in struttura e per la gestione dei servizi di trasporto per anziani, disabili e studenti.

Alessandro Abbadir

Dal welfare di comunità agli assistenti di quartiere alla casa, Stefani: “Nessuno

Nel Veneto del 2026 “nessuno deve essere lasciato indietro”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Stefani durante la visita alla redazione de “La Piazza” e ai microfoni di Veneto24. Non è solo uno slogan, ha precisato, ma il perno di una strategia che lega la lotta alla povertà a un nuovo patto di solidarietà generazionale, capace di unire giovani, famiglie e anziani in una rete di responsabilità condivisa.

Le linee programmatiche della giunta regionale delineano almeno nelle intenzioni un welfare più

deve essere lasciato indietro”

vicino alle persone e ai territori. Uno degli interventi annunciati da Stefani è l’introduzione degli “assistenti di quartiere”, operatori sociali che agiranno a livello locale con accessi programmati e ripetuti, soprattutto a favore di anziani fragili e parzialmente non autosufficienti. Stefani ha ribadito la necessità di un “welfare di comunità” che non sia assistenzialismo puro, ma una rete di supporto che includa il Terzo Settore per intercettare le “nuove povertà” (spesso invisibili) generate dall’inflazione e dal disagio psicologico

post-crisi.

Centrale è anche il tema dell’accesso alla casa, con programmi di edilizia sociale e iniziative per calmierare gli affitti, rivolte in particolare a chi oggi restano esclusi dal mercato immobiliare tradizionale. Con “generazione casa” Stefani ha lanciato un piano per abitazioni a prezzi sostenibili rivolto a categorie sociali in difficoltà economica (giovani lavoratori, coppie, caregiver, famiglie monoreddito, anziani soli) che faticano a ottenere un mutuo o a sostenere affitti sul mercato privato.

Tra le voci più rilevanti del bilancio sociale spiccano le cure domiciliari

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Alessandro Aggio, sindaco di Cona e il municipio

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Il confronto. Il primo cittadino replica che gli sversamenti sono autorizzati

Lezze, scontro sugli sversamenti: Crocco (PD) chiede chiarimenti

ACavarzere si accende il confronto politico sulla situazione nell’area di Lezze, dove negli ultimi giorni è stato segnalato un intenso via vai di camion e mezzi agricoli nei terreni Ipab. La consigliera del Partito Democratico Heidi Crocco ha sollevato pubblicamente interrogativi su quanto sta avvenendo nella zona. Secondo quanto riferito, nell’area si registrerebbero scarichi frequenti di materiale, con una stima di circa venti camion al giorno. Alcuni cittadini avrebbero parlato di liquami o rifiuti non meglio identificati.

Crocco ha sottolineato come l’attività di conferimento di liquidi o altri materiali su suolo aperto sia regolata da norme precise e richieda, in molti casi, autorizzazioni specifiche e controlli ambientali, soprattutto per evitare possibili contaminazioni di terreni e falde acquifere. La consigliera ha quindi chiesto chiarimenti su diversi punti: quale tipo di materiale venga conferito, in quali quantità, per quanto tempo sia prevista l’attività e quali controlli siano in corso. L’auspicio espresso è che il Comune sia pienamente informato su ciò che viene sparso sul terreno in quantità rilevanti e che non vi siano conseguenze per l’ambiente e la salute pubblica.

Alla presa di posizione della consigliera ha replicato il sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari, che ha definito “folle” sollevare interrogativi con il rischio di creare allarme tra la popolazione senza informazioni verificate. Il primo cittadino ha invitato i rappresentanti istituzionali a informarsi prima di diffondere dichiarazioni che pos-

sano generare preoccupazione. Munari ha precisato che gli sversamenti in località Lezze sono autorizzati con apposito provvedimento, non comportano rischi per la salute e non si tratta di rifiuti, come invece sarebbe stato erroneamente affermato. Ha inoltre ricordato che tali operazioni avverrebbero da circa dieci anni, sempre nello stesso periodo, chiedendosi perché in passato non siano state sollevate contestazioni analoghe.

Il sindaco ha infine richiamato alla responsabilità e alla serietà

nel confronto pubblico, sottolineando l’importanza di fornire ai cittadini informazioni corrette e verificate su temi sensibili come la tutela ambientale.

Heidi Crocco alla replica del sindaco ha precisato che: “Quando le segnalazioni arrivano dal territorio è doveroso ascoltarle e chiedere chiarimenti, indipendentemente dai ruoli ricoperti ieri o oggi. Non si tratta di cambiare posizione, ma di rispondere a una situazione percepita come diversa per quantità e frequenza rispetto al passato. Se l’autorità massima del Comu-

ne è tranquilla, lo siamo di riflesso anche noi cittadini. Tuttavia, il ruolo di chi siede tra i banchi della politica — a qualsiasi livello — non è quello di tacere, ma di farsi portavoce dei dubbi legittimi del territorio. Non si tratta di ‘allarmismo’, ma di semplice spirito di osservazione: la concentrazione massiccia di oltre venti mezzi al giorno in un lasso di tempo così ristretto ha destato curiosità proprio per la sua intensità, che appare diversa rispetto alle consuete attività stagionali degli anni passati”.

Redazione Cavarzere

Fondi in arrivo per il restauro del municipio

C’è grande soddisfazione a Cavarzere per il contributo perdi 62.000 euro ottenuto dal Comune per il restauro della facciata e dell’ingresso lato nord di Palazzo Barbiani. “Da tanti anni, forse troppi, questa parte del nostro palazzo comunale - dice il sindaco Pierfrancesco Munari- soffriva di gravi infiltrazioni dovute all’umidità di risalita dal terreno, con evidenti scrostamenti e segni di degrado sulle pareti. Grazie a questo importante finanziamento, richiesto all’amministrazione e finalmente ottenuto, potremo intervenire in modo concreto per restituire decoro, dignità e bellezza a uno dei simboli più rappresentativi della nostra città”. Il sindaco sottolinea il passo importante fatto e l’aiuto della politica locale e regionale “Si tratta - dice Munari- di un passo

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importante per la tutela del nostro patrimonio storico e per rendere Palazzo Barbiani sempre più all’altezza del ruolo che svolge per la comunità. Un grazie va all’amica Roberta Vianello consigliere regionale - per l’interessamento”. Ma le novità in termini di lavori pubblici non finiscono qui con l’inizio dell’anno. “Con la fine di gennaio - spiega il sindaco Pierfrancesco Munari - FiberCop ha comnciato a portare la fibra nella nostra città. Il lavoro prevede la posa di un nuovo armadio in fibra ottica adiacente al vecchio armadio stradale per poi andare a replicare la rete rame già esistente portandola in fibra ottica con la posa di nuove infrastrutture interrate e aeree. Una volta terminato il lavoro sulla zona di competenza, FiberCop offrirà la rete a qualsiasi operatore e starà al cittadino decidere quale operatore scegliere”. “Il futuro corre tramite la connettività - conclude - e Cavarzere sarà all’avanguardia. Ringrazio la struttura comunale e la ditta che realizzerà l’intervento per aver minimizzato i disagi per i cittadini”. (a.a.)

Heidi Crocco

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Servizi. Al via i lavori nelle ex Poste. L’annuncio dell’assessore

San Pietro, dopo 30 anni arriva la farmacia

Svolta a Cavarzere: accordo tra Comune, Usl 3

Serenissima e privato. Riqualificato l’immobile pubblico per un nuovo presidio sanitario al servizio delle frazioni

Al via a Cavarzere ai lavori per la realizzazione della nuova farmacia nella frazione di San Pietro, che sorgerà presso lo stabile comunale delle ex Poste. L’intervento è stato possibile grazie all’accordo tra il privato proprietario della licenza farmaceutica, l’Usl 3 Serenissima e il Comune proprietario dell’immobile che ospiterà il nuovo presidio. Si tratta di un accordo frutto di molti incontri tecnici e istituzionali, che consente di superare una situazione rimasta irrisolta per oltre trent’anni. A spiegare l’accordo sono il sindaco Pierfrancesco Munari e l’assessore Mattia Bernello.

“Dopo più di 30 anni in cui si parlava di questa questione senza mai arrivare a una soluzione concreta - dichiara l’assessore

Bernello, rappresentante della frazione di San Pietro – siamo riusciti a portare a termine un percorso complesso, fatto di confronto, progettazione e lavoro costante. È un risultato importante per il territorio e per i cittadini che da troppo tempo attendevano risposte. Desidero ringraziare l’ufficio tecnico comunale per la professionalità e l’impegno dimostrati in tutte le fasi dell’iter”.

La nuova farmacia troverà sede all’interno dell’immobile comunale delle Ex Poste, che verrà così riqualificato e restituito alla comunità con una funzione strategica. L’intervento rappresenta un miglioramento sotto il profilo sanitario, ma anche un’azione concreta di valorizzazione del patrimonio pub-

blico. “La nuova struttura sarà moderna e funzionale - sottolinea Bernello - diventando un presidio sanitario all’avanguardia non solo per San Pietro ma anche per Dolfina, San Gaetano e realtà limitrofe. Sarà un punto di riferimento per i nostri cittadini, in particolare per le persone più anziane, che potranno contare su un servizio di prossimità, facilmente accessibile Una farmacia non è solo erogazione di farmaci, ma presenza, attenzione e vicinanza alla comunità”. Soddisfazione arriva anche dal sindaco di Cavarzere, Pierfrancesco Munari. “L’avvio dei lavori per la nuova farmacia di San Pietro - dice Munari - rappresenta un segnale concreto dell’attenzione che questo Comune riserva alle frazioni. Riqualifichiamo uno stabile comunale e al tempo stesso garantiamo un servizio essenziale ai cittadini. In un territorio come il nostro, dove la popolazione anziana è una componete importante della comunità, assicurare

Cavarzere 1880-1960: un ritratto poetico tra fotografie e ricordi

Il volume “IMMAGINI E VOCI

DAL VECCHIO PAESE- Cavarzere 1880-1960” di Carlo Baldi e Duilio Avezzù è stato presentato nella sala conferenze di Palazzo Danielato, con grande partecipazione di pubblico. Assieme al fotografo Duilio Avezzù, ne ha illustrato il contenuto la professoressa Liana Isipato, mostrando alcune fra le numerose immagini contenute nell’opera e leggendo alcuni commenti, coadiuvata delle voci di Laura Cominato e Roberta Ruzza. Liana Isipato ha sottolineato l’importante lavoro di ricerca e rico-

struzione della memoria portato avanti attraverso molti anni da due cittadini esemplari, come Baldi e Avezzù. L’uno attraverso ricerche storiche, l’altro arricchendo il suo archivio d’immagini hanno saputo regalare alla comunità un “ritratto” del paese fin dalle sue origini; specificamente, in quest’ultimo lavoro, a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento. L’atmosfera che trasudano le vecchie cartoline e le fotografie ci porta a conoscere i cambiamenti di Cavarzere nel tempo…il suo territorio, i lavori in campagna, le fabbriche, le tradi-

un punto farmaceutico vicino e ben organizzato significa tutelare la salute e contrastare l’isolamento e offrire un presidio di riferimento quotidiano. Continueremo a monitorare l’avanza-

zioni, la gente. Tutto ciò, attraverso la scrittura del maestro Carlo Baldi, che con una prosa elegante e poetica commenta le immagini in maniera essenziale ed evocativa a un tempo. La presentazione di questo importante lavoro è stata riproposta da Duilio Avezzù e Liana Isipato sabato 31 gennaio, presso la Casa di riposo “Residenza Danielato” alla presenza degli ospiti e di altri cittadini. Anche in questa occasione, proiettando immagini e commentandole attraverso letture, con partecipazione e plauso degli intervenuti. (r.c.)

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mento dei lavori, con l’obiettivo di consegnare alla comunità un servizio efficiente, moderno e pienamente rispondente alle esigenze del territorio”.

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Alessandro Abbadir

La sfilata. Gruppi mascherati ed estrazione della lotteria

Tornano i Carri Allegorici: sabato 21 marzo una notte di magia e spettacolo

Cavarzere si prepara a vestirsi di colori, musica e fantasia con il grande ritorno dei Carri Allegorici, in programma sabato 21 marzo 2026 a partire dalle ore 20.30. Un evento attesissimo, capace di richiamare pubblico da tutto il territorio e di trasformare il centro cittadino in un palcoscenico a cielo aperto. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Cavarzere con il supporto dell’Amministrazione comunale e delle istituzioni del territorio, vedrà sfilare carri allegorici e gruppi mascherati, accompagnati da animazioni e momenti di spettacolo, con la tradizionale estrazione della lotteria a chiudere la serata. Tema centrale dell’edizione 2026 sarà “I demoni dei boschi”, un filo conduttore suggestivo che promette scenografie spettacolari e un forte impatto visivo. La Presidente della Pro Loco Cavarzere, Lina Figoni, sottolinea il valore dell’evento per la comunità: “I Carri Allegorici rappresentano una delle manifestazioni più sentite e identitarie per Cavarzere. Dietro questa serata c’è un grande lavoro di squadra fatto di volontari, associazioni e cittadini che, con passione ed entusiasmo, contribuiscono a creare uno spettacolo capace di unire tra-

dizione e creatività. È una festa pensata per tutti, famiglie e giovani, che valorizza il nostro territorio e il senso di comunità”. Soddisfazione anche da parte dell’Assessore alle Manifestazioni, Mattia Bernello, che evidenzia l’impegno dell’Amministrazione: “Quella dei Carri Allegorici è una manifestazione che merita di essere sostenuta e valorizzata, perché rappresenta un momento di aggregazione fondamentale per la città e un’importante occasione di promozione per Cavarzere. Come Amministrazione siamo orgogliosi di collaborare con la Pro Loco e con tut-

ti coloro che rendono possibile questo evento, che ogni anno cresce per qualità e partecipazione”. L’Assessore aggiunge: “I Carri Allegorici sono un esempio concreto di come tradizione e innovazione possano convivere, offrendo uno spettacolo coinvolgente e sicuro”. L’appuntamento è quindi fissato per sabato 21 marzo 2026, per una serata all’insegna dello spettacolo, della fantasia e del divertimento, in una Cavarzere pronta a stupire ancora una volta.

La Consulta dei Giovani sceglie il suo volto

La Consulta dei Giovani di Cavarzere compie un importante passo nel suo percorso di crescita e partecipazione attiva: da venerdì 13 febbraio, per 15 giorni, tutti i cittadini avranno la possibilità di scegliere il logo ufficiale che rappresenterà la Consulta nelle sue future iniziative. Il voto sarà possibile direttamente attraverso il canale WhatsApp ufficiale del Comune di Cavarzere. Per partecipare è sufficiente accedere a WhatsApp, cercare il canale del Comune e seguirlo: oltre alle comunicazioni istituzionali dell’Amministrazione comunale, sarà disponibile il sondaggio dedicato alla scelta del logo. Dalle sei proposte iniziali, frutto dell’impegno e della creatività dei giovani coinvolti, sono stati selezionati tre loghi finalisti. Ora la decisione passa alla cittadinanza, chiamata a esprimere la propria preferenza e a contribuire alla definizione dell’identità visiva della Consulta, che accompagnerà le attività già in fase di organizzazione per il territorio. Soddisfazione anche da parte della Presidente della Consulta dei Giovani, Miriam Pavanato: “Per noi questo logo non è solo un simbolo grafico, ma rappresenta l’identità e l’energia della nostra Consulta. Speriamo che tanti cittadini partecipino al voto: sentirci sostenuti dalla comunità è il miglior incentivo per continuare a proporre nuove iniziative”. Il Vice Presidente, Matteo Chiorboli, aggiunge: “Abbiamo lavorato con impegno per arrivare a queste tre proposte finali. Ora siamo curiosi di conoscere il parere dei cittadini e di vedere quale logo diventerà il nostro segno distintivo nelle attività future”. (g.t.)

La radio non è più soltanto una

ÈSintoniz zati

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Gianluca Busi, titolare di 22 HBG, realtà specializzata in tecnologie avanzate per la radio e per le infrastrutture audio multimediali.

Busi ha tracciato un quadro lucido e diretto dell’evoluzione della radiofonia contemporanea. Definire oggi la radio, spiega, è sempre più complesso: come è accaduto con il passaggio dal-

l’FM al DAB, il mezzo sta vivendo una nuova fase evolutiva, spinta dall’impatto dell’intelligenza artificiale e da una trasformazione profonda del concetto stesso di multipiattaforma. L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma una presenza già pervasiva, capace di incidere

che timori. L’ipotesi di robot o avatar in grado di condurre programmi radiofonici o intervenire a eventi non è più fantascienza, bensì uno scenario concreto con cui il settore deve iniziare a

Eppure, proprio in questo contesto ipertecnologico, emerge con forza il valore distintivo della radio: l’autenticità. La voce umana, con le sue pause, le vibrazioni, le imperfezioni, resta un elemento insostituibile. Anche quando la tecnologia sarà in grado di ri-

po reale legate al territorio rappresentano un valore sempre più raro. È questo approccio che distingue una radio “viva”, fatta di persone, ricerca e competenze, da modelli completamente automatizzati basati su playlist

però, questa libertà potrebbe evolvere ulteriormente, consentendo all’ascoltatore di selezionare contenuti sempre più affini ai propri interessi, senza rinunciare alla pluralità e alla sorpresa che da sempre caratterizzano il mezzo radiofonico.

In questo scenario, la radio di informazione territoriale assume un ruolo strategico. Contenuti verificati, giornalismo di prossimità, notizie in tem-

Guardando avanti, 22HBG immagina un futuro in cui i contenuti radiofonici potranno essere multilingua, più longevi e capaci di raggiungere pubblici diversi grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia che non sostituisce la ricerca, la verifica e la qualità editoriale, ma le amplifica, rendendo i contenuti più accessibili e valorizzandone il potenziale. La sfida non è fermare l’innovazione, ma governarla. Monitorare l’uso dell’intelligenza artificiale, evitarne gli abusi e mantenere centrale il valore umano del contenuto sarà la chiave per accompagnare la radio in questa nuova fase evolutiva, senza tradirne l’anima.

Gianluca Busi 22HBG Founder, CEO FM-world

Opposizioni all’attacco sulle questioni dello scuolabus e dell’asilo nido

Il consigliere Antonio Bottin “Si poteva fare come ha fatto il Comune

di Arre”

MSintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.

inoranze di centrosinistra all’attacco a Cona sulla questione dello scuolabus e dell’asilo nido. A sollevare le questioni è il consigliere di opposizione ex candidato sindaco Antonio Bottin. “Lo scuolabus - dice Bottin a nome del gruppo Cona Partecipazione Civica - non ci si può permettere di perderlo. Nel bilancio 2025 erano previsti 120.000 euro dalle sanzioni stradali. Incassati? 3.000. Un errore evidente di programmazione. Eppure nel frattempo: nel 2025 è stato assunto un terzo vigile nei primi mesi del 2025 c’erano altri due vigili in supporto Per un periodo il Comune ha avuto 5 vigili in forza. Se le entrate previste non arrivano, è giusto parlare di organizzazione, pianificazione e impiego del personale. Nel 2026 potrebbe essere messo in discussione il trasporto scolastico. Senza scuolabus significa: famiglie in difficoltà bambini nei Comuni limitrofi, meno iscrizioni meno classi meno servizi Prima di tagliare un servizio essenziale bisogna: rivedere la riorganizzazione degli uffici verificare le collaborazioni esterne valorizzare il personale interno già formato. Il futuro delle nostre scuole non può diventare una voce

da tagliare. Lo scuolabus è il futuro dei nostri ragazzi”. Poi Bottin parla dell’asilo nido ad ora non realizzato. “Come gruppo di minoranza - dice- vogliamo esprimere con chiarezza il nostro sostegno al progetto di realizzazione del nuovo asilo nido, qualunque sia la scelta finale tra le tre soluzioni proposte dallo studio di fattibilità. Dispiace però constatare che, nonostante le nostre pressioni portate avanti per oltre tre anni, si sia arrivati a questo punto senza poter più attingere ai fondi del Pnrr, un’occasione persa che avrebbe potuto alleggerire in modo significativo il peso economico per il nostro Comune”. Bottin fa degli esempi. “Un esempio concreto e vicino a noi - sottolinea - è il Comune di Arre ha ottenuto nel 2025 un finanziamento di 528.000 euro dal Pnrr – Next Generation Eu per la costruzione di un asilo nido, a fronte di una spesa complessiva di 770.000. Questo dimostra che, con tempi e progettazioni adeguate, le opportunità esistevano. Ora è il momento di guardare avanti. È fondamentale avviare un confronto serio e costruttivo in accordo con la parrocchia di Pegolotte, gestore della scuola dell’infanzia,

poiché le tre soluzioni progettuali comportano interferenze diverse durante l’esecuzione dei lavori, con impatti differenti sull’attività scolastica”.

La scelta per le opposizioni “va fatta in base alla nostra realtà, valutando attentamente quale soluzione sia la più sostenibile, funzionale e utile per la comunità. Se vogliamo davvero che il nostro Comune dia un futuro alle giovani coppie, evitando di costringere le famiglie a portare i bambini fuori Comune con tutti i disagi che questo comporta, dobbiamo procedere subito con le progettazioni. Solo così saremo pronti a cogliere nuovi bandi di finanziamento, che auspichiamo vengano attivati a breve”.

Alessandro Abbadir

“Passano troppi mezzi pesanti, le strade di Cantarana sono dissestate”

Piovono critiche nella località di Cantanana di Cona per lo stato in cui versano da tempo le strade. A farsi portavoce del disagio è il gruppo politico Cona Partecipazione Civica “I cittadini ci stanno contattando - spiega il gruppoper segnalare il grave stato di degrado delle strade a Cantarana. Prima di rivolgersi a noi molti di loro hanno scritto al sindaco di Cona Alessandro Aggio senza però ricevere alcuna risposta. La problematica è chiara: il continuo passaggio di mezzi pesanti collegati alle stalle e agli impianti di biogas, che a breve saranno convertiti in biometano, con un prevedibile ulteriore aumento del traffico, sta compromettendo seriamente la viabilità della zona”.

“Ci sono - sottolineano i residenti e le opposizioni di centrosi-

nistra - strade dissestate, maggiori disagi per chi vive e lavora sul territorio, oltre alle criticità legate a odori e inquinamento: una situazione che da tempo meriterebbe attenzione e interventi concreti”.

Da qui un appello preciso all’ente locale. Riteniamo sia arrivato il momento di chiedere misure compensative adeguate per tutelare i cittadini e il territorio. Non è accettabile che chi paga regolarmente le tasse debba convivere

con un progressivo peggioramento della qualità della vita e con infrastrutture lasciate al degrado”. Dure le conclusioni delle opposizioni di centrosinistra. “Continueremo a dare voce alle segnalazioni dei residenti - spiegano - e a chiedere risposte chiare e azioni concrete. Invitiamo i cittadini a condividere le proprie esperienze e a segnalarci ulteriori criticità presenti sul territorio comunale di Cona”. ( a.a.)

L’allarme. La denuncia del Consorzio di bonifica Adige Euganeo

Idrovora Zuccona, le razzie dei ladri danneggiano l’impianto

I

l Consorzio di Bonifica Adige

Euganeo lancia un forte allarme sulla sicurezza delle proprie infrastrutture strategiche, bersagliate da una lunga serie di atti vandalici e furti, negli ultimi anni, che mettono a repentaglio la sicurezza dei territori. Un episodio si è verificato nelle scorse settimane all’idrovora Zuccona, nel Comune di Cona. Proprio per porre fine a questa escalation, il Consorzio conferma che la sorveglianza su tutte le strutture verrà aumentata. “Il caso Zuccona - sottolinea il Consorzio - è emblematico per la sproporzione tra il misero profitto dei malviventi e il rischio causato alla popolazione: per asportare cavi di rame dal valore di mercato stimato in poche centinaia di euro, l’impianto elettrico è stato sventrato, mettendo fuori gioco per ben 32 ore un presidio che garantisce lo scolo e la sicurezza idraulica di oltre 160 ettari di territorio agricolo. In un’area fragile come quella del veneziano, un simile fermo durante un’allerta meteo avrebbe potuto avere conseguenze pesantissime per l’incolumità collettiva”.

Questo episodio si inserisce, si sottolinea, in un contesto di vera e propria emergenza: negli ultimi anni, il Consorzio è stato ripetutamente colpito da sabotaggi mirati e danni ingenti. Tra i precedenti più gravi si annoverano la manomissione dello sgrigliatore di un’idrovora , il cui ripristino richiede oggi un investimento di 40 mila euro di soldi pubblici, l’incendio doloso di un escavatore, il sabotaggio delle periferiche per il telecontrollo, oltre ai sistematici furti di carburante dai mezzi d’opera nei cantieri. A rendere queste strutture particolarmente vulnerabili è la loro stessa collocazione geografica: le idrovore sono spesso situate in luoghi isolati, distanti dai centri abitati e raggiungibili solo percorrendo chilometri di argini sterrati.

Allo stesso modo, i mezzi d’opera impegnati in aperta campagna non possono essere ricoverati ogni sera per ragioni logistiche ed economiche. Si tratta di condizioni che rendono tecnica-

mente impossibile garantire un presidio fisico costante, offrendo purtroppo terreno fertile a chi intende agire indisturbato. Esiste poi l’insidia della “finestra di buio”: non tutti gli impianti sono dotati di telecontrollo e molti vengono presidiati solo durante le fasi di piena operatività.

Se un furto o una manomissione avvengono in un periodo di calma meteorologica, il personale rischia di accorgersi del danno solo al successivo giro di controllo, lasciando il territorio scoperto proprio nel momento in cui le pompe dovrebbero entrare in

funzione per fronteggiare un’emergenza. Duro il Commento del presidente del Consorzio. “Siamo di fronte a una situazione inaccettabile che non colpisce solo un ente, ma l’intera comunità – dichiara Fabrizio Bertin . Chi compie questi gesti, per pochi spiccioli o per puro vandalismo, non comprende che sta mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone e l’integrità dei territori. Ogni ora di inattività forzata di un impianto rappresenta una ferita alla protezione del nostro suolo”.

Sugli Ats si accende il confronto politico

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E‘ confronto politico sulla questione degli Ats, gli Ambiti territoriali sociali. Il consigliere regionale del Partito Democratico Jonathan Montanariello ha presentato nelle scorse settimane un’interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sullo stato di avanzamento e sui ritardi nell’attuazione degli Ats. Il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 3, Andrea Martellato però la pensa diversamente e assicura che entro aprile di quest’anno sarà tutto pronto. “Sulla riforma dei servizi sociali regna l’incertezzaafferma Montanariello in una nota. I territori di Chioggia, Cavarzere e Cona e della Riviera del Brenta e Miranese, non possono restare sospesi in un limbo organizzativo mentre dovremmo essere vicini alla piena operatività della nuova governance. Nonostante il cronoprogramma prevedesse tappe precise per la messa a regime del sistema integrato, sul territorio permangono dubbi critici che rischiano di compromettere il percorso intrapreso”. Le difficoltà riguardano in particolare l’individuazione della forma associativa, la gestione economica e la governance complessiva degli Ats interessati. “La giunta regionale - conclude - deve intervenire per risolvere le problematiche applicative che mettono in dubbio la solidità della riforma”. Di diverso avviso Martellato. ”Le forme societarie sono già state individuatespiega: per Riviera del Brenta e Miranese si va verso un’Azienda speciale consortile, mentre per Chioggia verso un consorzio. Per quanto riguarda la governance, nomine e strutture saranno pronte entro poche settimane. Sono inoltre attivi 8 tavoli di lavoro che stanno approfondendo i numerosi aspetti di questa importante riforma. La scadenza di aprile sarà rispettata”. Non resta che aspettare per capire cosa succederà. (a.a.)

Alessandro Abbadir

Bilancio 2025 per il “Gruppo Animazione S. Mauro”

D a diversi anni opera a Cavarzere l’associazione “Gruppo Animazione S. Mauro”, attiva nel campo della solidarietà di soggetti deboli e nell’organizzazione di attività ed eventi culturali con una proficua collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con la Parrocchia di San Mauro, oltre che con altre Associazioni Culturali e di Volontariato del territorio. E’ tempo di rendicontazione e di bilancio di quanto svolto nell’anno 2025. La responsabile, dott. ssa Raffaella Pacchiega fa il resoconto delle varie attività svolte, che sono state improntate alla conoscenza della cultura locale e ad azioni di sostegno nei confronti di soggetti fragili, in particolare donne sole o con figli minori. E’ proseguito l’aiuto alla parrocchia di S. Mauro per le spese di riscaldamento del duomo, sempre più onerose e difficili da affrontare. Sono stati realizzati alcuni momenti culturali presso la sala convegni, quali: “Mons. Giuseppe Scarpa, il Martirio di Cavarzere 80 anni dopo” (con la lettura di alcuni brani del libro di mons. Scarpa da parte di componenti della Filodrammatica di Cavarzere), presentazione del libro “Giubileo, Giubilei” di G.

Olivetto. A novembre l’organizzazione della mostra dell’illustratore cavarzerano, prof. Piero Sandano, presso il foyer del teatro Serafin. Inoltre, nel mese di dicembre, la pubblicazione della 17° edizione del Calendario 2026 “Cavarzere Medaglia d’oro. Un percorso lungo 80 anni”, per continuare l’opera di semplice divulgazione della storia del nostro paese. Di particolare attenzione, rientranti fra i principi statutari dell’associazione, sono le iniziative di solidarietà a soggetti deboli del paese con la consegna di carte prepagate di generi alimentari e un contributo per acquisto libri a studenti e studentesse meritevoli di Cavarzere in difficoltà economica. Inoltre, anche nel 2025, centrale è stato il progetto: “Aiutiamo Suor Agnese in Congo”. Suor Virginia Agnese Moretto, missionaria originaria di Cavarzere, dell’ordine di Madre Teresa di Calcutta, ha fondato una missione in Congo,

Guglielma Guzzon spegne 100 candeline

dove accoglie oltre 400 bambini orfani e numerose donne sole a causa della guerra con i ribelli ruandesi. Vicino al villaggio di Benie- Butembo, nella regione del Kivu a nord del paese, suor Agnese continua l’opera di costruzione di una scuola e di alloggi per questi bambini. Quanto svolto nel 2025 dal “Gruppo Animazione San Mauro”, “una piccola associazione con un cuore grande”, come la definiscono i componenti, ha perseguito finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, con un unico filo conduttore: l’amore per il proprio paese. (r.c.)

La comunità di Rottanova si è stretta attorno a Guglielma Guzzon, per tutti conosciuta affettuosamente come “Gemi”, che nella giornata di ieri ha festeggiato l’eccezionale traguardo dei 100 anni. Un secolo di vita vissuto con dignità e spirito di sacrificio, che rappresenta per l’intera frazione un prezioso patrimonio di memoria storica. Una vita per la terra e la famiglia Nata il 14 febbraio 1926 (quando l’attuale via Umberto Maddalena portava ancora il nome di via Principi di Piemonte), Gemi è cresciuta in una numerosa famiglia rurale. Ha dedicato l’intera esistenza al lavoro come contadina, occupandosi con instancabile energia della campagna e della cura dei propri cari. Tra i ricordi più vivi della comunità vi è anche il suo impegno presso lo storico “Dancing Adige”, la balera del paese allora gestita da Emilio Castello, dove Gemi ha collaborato per anni presso il guardaroba, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di giovani. L’amore oltre il tempo Rimasta vedova in giovane età, Guglielma ha trovato nella forza d’animo e nell’affetto per i figli Maurizio e Renato la motivazione per costruire un futuro sereno per la sua famiglia. Oggi, circondata dall’amore di figli, nuore, quattro nipoti (Simon, Daniele ed Elisa) e quattro pronipoti (Chanel, Beatrice e Daniel), Gemi continua a vivere nella sua amata Rottanova. Alla domanda su quale sia la sua più grande gioia oggi, la neo-centenaria risponde senza esitazione: “I miei nipoti e pronipoti”, aggiungendo che la sua soddisfazione più grande resta l’aver saputo mantenere vivi e forti i legami familiari. (g.t.)

La cerimonia. E’ stato reso omaggio a una delle pagine più tragiche e dolorose della storia italiana del novecento

La città ricorda le vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Presente l’Amministrazione, rappresentanti d’Arma, il Consiglio Comunale dei Ragazzi, gli studenti del Polo Tecnico Professionale “G. Marconi” e la Consulta dei Giovani

In occasione del Giorno del Ricordo, il Comune di Cavarzere e l’Assessorato alle Politiche Giovanili hanno reso omaggio alla memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giulianodalmata, ricordando una delle pagine più tragiche e dolorose della storia italiana del Novecento. La cerimonia si è svolta a pochi mesi dall’inaugurazione del parco pubblico di via Aldo Moro, dedicato alle vittime delle Foibe e agli esuli fiumani, istriani e dalmati, luogo simbolico scelto dall’Amministrazione comunale per rinnovare l’impegno nella conservazione della memoria storica. “Il Giorno del Ricordo

rappresenta un momento di profonda riflessione per tutta la comunità”, ha dichiarato il Sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari. “Ricordiamo migliaia di italiani uccisi, infoibati e costretti all’esilio, vittime di una delle tragedie più dolorose del Novecento. Il nostro dovere è custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni affinché simili tragedie non si ripetano”. Nel corso della commemorazione è stato sottolineato il valore educativo della memoria, con la partecipazione attiva delle scuole e delle realtà giovanili del territorio.

L’Assessore alle Pari Opportu-

nità Mattia Bernello ha evidenziato il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una memoria consapevole: “Ricordare significa assumersi la responsabilità di conoscere la storia e di difendere i valori di rispetto, dignità e libertà. La presenza dei giovani oggi è il segno più forte che la memoria continua a vivere e che il futuro può essere costruito sulla consapevolezza del passato”.

Alla cerimonia hanno parte-

cipato le associazioni d’Arma, il Consiglio Comunale dei Ragazzi dell’Ist. Comprensivo di Cavarzere, gli studenti del Polo Tecnico Professionale “G. Marconi” e i rappresentanti della Consulta dei Giovani, la cui presenza è stata particolarmente significativa. L’Amministrazione comunale ha espresso un sentito ringraziamento al Sindaco e ai Consiglieri comunali presenti, alla Stazione dei Carabinieri, alla Polizia Locale, alle Associazioni

La comunità di San Pietro si mette in cammino per il benessere e la socialità

Prosegue con successo e con una partecipazione sempre crescente “Arrivo... con calma”, l’iniziativa spontanea che ogni settimana trasforma le strade di San Pietro in un percorso di salute e condivisione. Giunto al suo secondo appuntamento del mese, il gruppo di cammino ha visto l’adesione di numerosi nuovi cittadini, uniti dal desiderio di dedicare un’ora al movimento all’aria aperta e alla socializzazione. Un’iniziativa nata dal territorio Il progetto, organizzato con passione da un gruppo di cittadini, nasce dalla volontà di creare occasioni concrete per rafforzare il tessuto sociale del paese attraverso una pratica sportiva semplice e accessibile a tutti. L’entusiasmo dei partecipanti conferma il valore di questa proposta, capace di coniugare il benessere fisico con il piacere dello stare insieme. All’incontro di metà febbraio ha preso parte anche

l’assessore allo sport, Mattia Bernello, che ha espresso grande soddisfazione per il clima di amicizia e condivisione che si respira durante l’evento. “Fare sport e stare insieme è il connubio perfetto” ha dichiarato l’assessore Bernello. “Questa non è solo una camminata, è un momento che fortifica il senso di comunità, crea legami e rende il nostro paese più vivo e partecipato. Sono proprio queste iniziative, piccoli passi verso qualcosa di grande, che fanno crescere una comunità”. Info e appuntamenti L’Amministrazione e gli organizzatori invitano tutta la cittadinanza a partecipare numerosa ai prossimi appuntamenti. Quando: tutti i martedì sera. Ritrovo: ore 20:00 presso il “Bar da Georgi”. Obiettivo: un’ora di cammino in compagnia per riscoprire il valore dei beni comuni e della partecipazione attiva. (g.t.)

d’Arma, all’AVIS Cavarzere e a tutte le associazioni del territorio che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alle insegnanti, ai professori e alle professoresse che hanno accompagnato gli studenti alla commemorazione, testimoniando l’importanza della conoscenza storica come strumento fondamentale per la costruzione del futuro.

Giulia Toffanello

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La grande attesa del bilancio regionale

Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader

del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.

Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.

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Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.

“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”

Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.

Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?

“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.

Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.

“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo

meno burocrazia in Veneto”

economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.

il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.

Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?

“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”

Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?

“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie

Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?

“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.

Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-

sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?

“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio

pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.

Alberto Gottardo

Massimo Bitonci

Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità

Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.

Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?

Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato. Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?

Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.

Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.

Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».

A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?

Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di

rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.

Perché puntare proprio sul metano?

«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.

Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?

Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.

Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?

Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.

Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?

Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.

I conti della

Regione. Filippo Giacinti

“Nuovo bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”

Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.

Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?

La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?

In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini.

Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?

Posso confermare che le tasse e i tributi

regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.

Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?

La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.

Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?

Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.

Diego Ruzza
Filippo Giacinti

Riforma della giustizia, scocca l’ora della verità

La politica si divide sul futuro della magistratura

Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo

Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione

definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai

magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-

zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza

della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.

Elly Schlein
Flavio Tosi

L’intervista. Maurizio Dianese, autore

“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”

M

aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo). Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).

Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?

Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici.

Nel libro emerge forte il lega-

me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.

Oggi che uomo è Felice Maniero?

Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo. Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso. Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.

Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?

Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.

Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-

cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.

Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?

Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-

vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?

La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.

Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?

La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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LDespar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia

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Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone

noscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.

D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.

U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.

nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-

a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne che, con passione, custodiscono saperi antichi e li trasformano

per il

L o stesso approccio ha guidato Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-

propria identità, portando sulle

nate da un profondo legame con

Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza

Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”

Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova.

Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio

Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.

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Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e presente, il marchio dell’Abete ha deciso recentemente di contributario del XV secolo, conservato seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto nuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità

zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.

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Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-

Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.

Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.

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FONTANIVA, UN PORTO SICURO NELL’OCEANO DIGITALE

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Edgardo Contato a fine mandato: “La sanità veneziana è in buona salute”

A fine mandato, Edgardo Contato ripercorre gli anni alla guida di ULSS 3

Serenissima: dalla sfida del Covid alla crescita del modello veneziano, fino al riconoscimento dell’Ospedale dell’Angelo. Centrale il lavoro di squadra e lo sviluppo della sanità territoriale tra Case della Comunità e telemedicina

Non ama definirsi un direttore “da scrivania”. Anzi, l’idea stessa di rimanere fermo dietro a un tavolo non gli appartiene. “Io ho una postazione di lavoro dove arrivo la mattina, appoggio le mie cose e provo a risolvere i problemi di questa enorme azienda, di questa enorme famiglia”. Così si racconta Edgardo Contato, Direttore generale di ULSS 3 Serenissima, a poche settimane dalla conclusione del suo mandato, fissata per il 28 febbraio.

Una famiglia fatta di professionisti, operatori, tecnici e cittadini. “È composta da persone che cercano di aiutare altre persone – sottolinea – e con pazienza si mettono insieme sistemi, relazioni e competenze per far funzionare uno strumento splendido: uno strumento per fare salute”. Il suo arrivo alla guida dell’azienda sanitaria veneziana è coinciso con il momento più delicato che la sanità italiana ricordi. “Il Covid è stata la prima esperienza vissuta qui ed è stata estremamente costruttiva”. Un passaggio traumatico ma anche trasformativo. “Abbiamo imparato a lavorare in maniera diversa. Non parlo solo di tecnologia e di lavoro a distanza, che prima non venivano sfruttati così, ma soprattutto del modo di affrontare i problemi complessi e delle relazioni istituzionali. È cambiato tutto”.

Se oggi il sistema sanitario veneziano fosse un paziente, quale sarebbe la diagnosi? “Direi che è in buona salute – risponde senza esitazioni – con margini di miglioramento. Con un po’ più di prevenzione e di attenzione agli stili di vita può fare ancora meglio”.

Tra le notizie più significative degli ultimi mesi, il riconoscimento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre come miglior ospedale italiano. “È una certificazio-

ne che arriva da un soggetto terzo, su parametri comuni a tutta la nazione. È un risultato di cui devono essere fieri i lavoratori e orgogliosi i cittadini”. Ma Contato precisa subito: “Non certifica solo una struttura, certifica un modello. È una rete di risposte che vede nell’Angelo il punto di riferimento, ma che coinvolge tutte le realtà ospedaliere e dei servizi”.

Un risultato figlio del lavoro di squadra. “Dai professionisti che aprono la porta la mattina fino ai grandi luminari, tutti hanno messo a disposizione le proprie competenze. Questo è il vero valore aggiunto”.

Tra le soddisfazioni personali, Contato non cita numeri o classifiche. “Sapere che un cittadino ti ferma per ringraziarti o che un collaboratore riconosce il proprio luogo di lavoro come positivo e accogliente è una delle gratificazioni più grandi”.

Lo sguardo si sposta poi sul futuro della sanità, che passa inevitabilmente dal territorio. “Case della Comunità e 116-117 sono la sanità del futuro. La sanità veneziana parte avvantaggiata perché qui abbiamo iniziato a lavorarci prima, anche grazie alle sperimentazioni regionali”. Un tema cruciale in un territorio complesso come quello lagunare. “Per un anziano spostarsi per un esame può diventare una vera via crucis. Dobbiamo portare i servizi vicino alle persone”. Telemedicina, teleconsulto, assistenza domiciliare: “Venezia è il luogo ideale per sviluppare questi strumenti. Se avessi la bacchetta magica agirei proprio sulle fasce più fragili della popolazione, per garantire una sanità il più possibile vicina”.

In questo processo, il ruolo del medico di medicina generale resta centrale. “Senza il medico di base il sistema rimane orfano. Serve riallineare la medi-

cina generale con le Case della Comunità e con le nuove tecnologie, recuperando anche il rapporto di fiducia con i cittadini”.

Non manca una riflessione sulla burocrazia. “Oggi il medico rischia di passare più tempo a registrare dati che a visitare. Qui la tecnologia può aiutarci a semplificare e a restituire centralità al dialogo con il paziente”.

Sul fronte del personale, la crisi dei medici di base è stata in parte superata. “Abbiamo fatto anche operazioni di attrattività internazionale. Venezia aiuta”. Resta invece aperta la questione infermieri. “Qui pesa la crisi demografica. Abbiamo aumen-

tato scuole, benefit, foresterie, servizi. La porta d’ingresso è spalancata, ma servono giovani che scelgano questa strada”.

E quando la tensione sociale emerge anche dentro le strutture sanitarie, Contato invita a leggere il contesto. “Dietro ogni scontro c’è un disagio. Il merito dei nostri professionisti è trasformare il conflitto in comprensione”.

Alla domanda finale, quella sui rimpianti, la risposta è netta: “No. Quello che si poteva fare si è fatto. Sono stati anni intensi, dal Covid in poi. Non c’è stato tempo per pensare ai rimpianti. Va bene così”.

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“Rete del Trauma” dell’Ulss 3 Serenissima ottiene la certificazione internazionale di eccellenza

GGli Ospedali dell’Ulss 3 Serenissima conquistano un prestigioso riconoscimento internazionale: la “Distinction” di Accreditation Canada, certificazione che premia l’eccellenza nella gestione dei traumi. Dopo quattro anni di valutazioni e monitoraggio, ben 117 unità operative ed équipe specialistiche dei cinque ospedali dell’Azienda sanitaria hanno ottenuto il riconoscimento.

Tra le strutture certificate figurano Suem118, Pronto Soccorso, Rianimazioni, Ortopedie, Radiologie, Gruppi operatori, servizi trasfusionali e psicologia ospedaliera, oltre a tutte le realtà che contribuiscono alla gestione completa dei pazienti traumatizzati. La certificazione riconosce la rapidità di intervento, l’efficacia dei percorsi di cura e assistenza e la capacità di affrontare traumi gravi con elevati standard di qualità.

“Il riconoscimento riguarda l’intera rete del trauma” – spiega il Direttore sanitario, Giovanni Carretta – “un sistema integrato di équipe e servizi che operano in col-

legamento per garantire la miglior presa in carico possibile della persona vittima di trauma, dall’incidente stradale a quello sportivo o domestico.”

La rete dell’Ulss 3 Serenissima affronta ogni anno un numero rilevante di traumi maggiori: 233 nel 2023, 214 nel 2024 e 165 fino a settembre 2025, con una mortalità entro 30 giorni tra il 6% e il 6,5% e una degenza media di circa 16 giorni. Oltre alla gestione dei traumi acuti, la certificazione premia anche le azioni di prevenzione, la formazione continua e la riabilitazione post-trauma.

Il riconoscimento si aggiunge ad altre certificazioni prestigiose ottenute dall’Azienda, come la Distinction per la rete ictus ischemico, il giudizio di Agenas sull’ospedale Angelo come il più performante d’Italia, e i 3 Bollini Rosa di Fondazione Onda, a conferma dell’eccellenza clinica e organizzativa dell’Ulss 3 Serenissima.

Secondo il Direttore Generale, Edgardo Contato, “si tratta di certificazioni non obbligatorie, perseguite come stimolo a

migliorare costantemente il servizio ai cittadini del nostro territorio”. L’Azienda sanitaria continuerà a garantire il monitoraggio continuo attraverso il Registro Informatizzato Traumi, strumento innovativo gestito da Suem118, Pronto Soccorso, Terapie Intensive e Chirurgie.

“Le pratiche saranno ora più semplici, a vantaggio non solo dei cittadini ma anche degli operatori sociali”, ha sottolineato il presidente della Regione, Alberto Stefani. L’intervento mira a ridurre i passaggi che in passato potevano rallentare la presa in carico delle persone non autosufficienti e a migliorare la gestione dei casi in cui la persona ha o non ha un familiare disponibile. Secondo l’assessore Roma, alcune criticità segnalate dai servizi territoriali riguardavano la nomina dell’Amministratore di Sostegno, elemento che rischiava di rallentare l’ingresso nelle strutture, soprattutto nei casi di bisogno urgente. Con la nuova formula, i cittadini non dovranno più individuare subito un amministratore, rendendo la procedura più flessibile e immediata.

L’Ospedale di Mirano riceve un cicloergometro donato da La Colonna APS

All’Ospedale di Mirano si è svolta la cerimonia di consegna di un cicloergometro ricondizionato “Motomed Layson”, del valore di 12.000 euro, donato da La Colonna APS all’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione. Il dispositivo sarà impiegato per il training degli arti inferiori, favorendo la mobilizzazione precoce dei pazienti allettati, in particolare coloro con lesioni spinali o difficoltà motorie complesse. La donazione non rappresenta solo un supporto tecnico, ma anche un contributo significativo al miglioramento delle cure e alla prevenzione delle complicanze legate all’immobilità. Il cicloergometro permetterà agli operatori di ottimizzare le attività di mobilizzazione passiva e di rafforzare l’efficacia dei percorsi di riabilitazione funzionale.

Alla cerimonia hanno partecipato il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima,

dott. Edgardo Contato; il Direttore dei Servizi Socio-Sanitari, dott. Massimo Zuin; la Direttrice dell’Ospedale di Mirano, dott. ssa Silvia Gallo; il Primario dell’U.O.C. di Anestesia e Rianimazione, dott. Ioannis Psimadas; insieme al personale medico e infermieristico dell’unità. Presenti anche i rappresentanti de La Colonna APS e numerosi sostenitori, tra cui realtà locali e associazioni sportive.

Il progetto sottolinea l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità nel trasformare la solidarietà in strumenti concreti a beneficio dei pazienti. Fondamentale anche il contributo dei donatori tramite il 5 per mille, che permette a La Colonna APS di proseguire nella promozione di iniziative rivolte alle persone con lesioni spinali e di rafforzare una rete di supporto capace di prendersi cura dei più fragili.

250 esami in una mattina. Il direttore Contato: «Prevenzione fondamentale, grazie alla collaborazione con Cuore Amico»

Successo per “Cardiologie Aperte”: a oltre 170 cittadini agli screening gratuiti

MMattinata di prevenzione e grande partecipazione all’Ospedale di Mirano per l’iniziativa “Cardiologie Aperte”, che ha fatto registrare numeri significativi. Sono state 171 le persone sottoposte a screening cardiologico gratuito, con un totale di circa 250 esami effettuati tra controlli clinici e approfondimenti diagnostici.

Nel dettaglio, 22 cittadini hanno effettuato una visita cardiologica completa, mentre una cinquantina si è sottoposta a esami aggiuntivi, tra cui misurazioni dell’handgrip e controlli specifici dedicati a fumatori ad alto rischio e persone esposte al fumo passivo

«Non si può non ringraziare – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Edgardo Contato – il personale sanitario e i volontari dell’associazione Cuore Amico di Mirano. Grazie al loro impegno non si effettuano soltanto esami, ma si diffonde tra i cittadini la cultura della prevenzione, che resta fondamentale».

tazione agli screening gratuiti di colesterolo, glicemia, pressione arteriosa, oltre alla misurazione di peso, altezza e circonferenza vita.

Veneto: semplificato l’accesso ai servizi per le persone non autosufficienti

Un cambiamento tecnico che porta benefici concreti alle persone non autosufficienti del Veneto. La recente delibera, pubblicata il 3 febbraio 2026, semplifica l’accesso ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari, raccogliendo la proposta dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto. L’eliminazione dell’obbligo di nominare un amministratore di sostegno per tutte le domande, senza una valutazione dell’effettiva necessità, riduce gli oneri burocratici e accelera i tempi di risposta.

La decisione arriva dopo un confronto costruttivo tra l’Ordine e le istituzioni regionali. In particolare, il Presidente dell’Ordine, Stefania Bon, ha sottolineato che la modifica risponde a segnalazioni fatte dai professionisti del settore che avevano rilevato criticità nel sistema introdotto nel febbraio 2025. La nomina dell’amministratore di sostegno, infatti, comportava lunghe attese e l’intervento del giudice tutelare, con un processo che poteva richiedere mesi.

“Questo risultato dimostra che il dialogo tra professionisti e istituzioni può portare a cambiamenti significativi per la qualità della vita dei cittadini”, ha dichiarato la Presidente Bon, ringraziando la Regione e i colleghi per l’impegno.

Veneto, pratiche più snelle per l’accesso ai servizi per anziani non autosufficienti

La Regione semplifica la compilazione della “Svama” per velocizzare la presa in carico delle persone fragili, riducendo burocrazia e tempi di attesa per cittadini e operatori

L’appuntamento rientra nel programma nazionale promosso dall’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e dalla Fondazione per il Tuo Cuore (Heart Care Foundation), che fino al 14 febbraio organizza eventi di sensibilizzazione in tutta Italia. A Mirano i cittadini hanno potuto accedere senza preno-

Accanto agli esami clinici, sono stati organizzati momenti informativi e consulenze individuali con personale esperto in prevenzione cardiovascolare. «Anche quest’anno abbiamo centrato l’obiettivo – hanno spiegato la presidente di Cuore Amico, Manuela Lovo, e il presidente onorario Nicolò Cammarata – grazie alla disponibilità degli specialisti e al rapporto costruito negli anni con la popolazione, oltre al sostegno delle autorità locali».

dal 1969 al vostro servizio

La Regione Veneto continua a lavorare per snellire le pratiche burocratiche e rendere più rapido l’accesso ai servizi di assistenza per gli anziani. Con una recente delibera di Giunta, presentata dall’assessore alle Politiche Sociali Paola Roma, è stata aggiornata la compilazione della “Scheda di valutazione multidimensionale dell’anziano” (Svama), il documento necessario per accedere ai servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari.

L’aggiornamento, richiesto anche dall’Ordine degli assistenti sociali del Veneto, punta a garantire continuità e tempestività degli interventi, proteggendo al tempo stesso la tutela della persona già nelle fasi iniziali della procedura. Un passo avanti concreto per ridurre la burocrazia e dare risposte più rapide agli anziani e alle loro famiglie in tutta la regione.

I dati. Più assistenza domiciliare, ospedali sotto pressione

La Quinta commissione regionale apre l’analisi della Relazione sociosanitaria 2025 del Veneto

AVenezia, a Palazzo Ferro Fini, i commissari hanno iniziato a esaminare i dati dello scorso anno su spesa sanitaria, servizi alla popolazione e progetti PNRR La Quinta commissione consiliare permanente, che si occupa di politiche sociosanitarie, ha tenuto a Palazzo Ferro Fini la sua prima riunione dopo l’insediamento ufficiale e la nomina dei vertici della commissione.

Presieduta da Manuela Lanzarin (Lega), con Chiara Luisetto (Pd) vicepresidente e Silvia Calligaro (FdI) segretaria, la commissione ha iniziato l’analisi della Relazione sociosanitaria della Regione Veneto per l’anno 2025, basata sui dati del 2024.

Nel corso della seduta, alla quale hanno partecipato anche gli assessori regionali alla Sanità, Gino Gerosa, e ai Servizi Sociali, Paola Roma, i commissari hanno esaminato un documento dettagliato che fotografa la situazione del Servizio Sanitario Regionale, dai costi ai servizi offerti ai cittadini, fino all’epidemiologia e allo stato dei progetti legati alle strutture intermedie finanziate con fondi del PNRR.

La relazione è stata illustrata dai tecnici dell’Area Sanità e Sociale e di Azienda Zero, tra cui il direttore generale Massimo Annicchiarico, Silvia Vigna, Romina Cazzaro, Pierangelo Spano, Manuel Zorzi e Stefano Nicola, che hanno guidato i commissari attraverso dati e le informazioni operative.

La Quinta commissione consiliare prende atto

dei dati 2024: in Veneto crescono screening e cure a casa, ma permangono disparità tra Ulss e lunghe liste d’attesa per case di riposo e assistenza domiciliare

La Quinta commissione consiliare permanente, incaricata delle politiche sociosanitarie, ha approvato con i voti della maggioranza la Relazione sociosanitaria della Regione del Veneto per l’anno 2025, basata sui dati raccolti nel 2024. La seduta si è svolta alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, e della presidente della commissione, Manuela Lanzarin (Lega), affiancata dalla vicepresidente Chiara Luisetto (Pd) e dal segretario Silvia Calligaro (FdI).

Il documento fotografa la situazione del Servizio Sanitario Regionale, con un’analisi di spesa, servizi offerti alla popolazione, prevenzione e avanzamento delle strutture intermedie finanziate dal PNRR.

Secondo la presidente Lanzarin, i dati confermano il ruolo centrale della prevenzione in Veneto: “Gli screening per la mammella registrano un’adesione del 76,1%, superiore alla media nazionale del 53,8%, mentre quelli per il colon retto arrivano al 61,5% contro il 35,8% del resto d’Italia”. Risultati analoghi si registrano nella campagna contro il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) per i bambini da 0 a 1 anno, con il 76,5% di copertura, 28.650 dosi somministrate e un calo dei ricoveri del 71%.

Accanto alla prevenzione cresce anche l’assistenza domiciliare: nel 2024 sono stati regi-

strati oltre 2,1 milioni di accessi, con 158.848 pazienti seguiti (+9,2% rispetto al 2023) e 63.125 persone assistite in forma intensiva. Si rafforza inoltre la rete delle cure palliative, coordinando hospice e servizi sul territorio per garantire continuità e dignità ai pazienti e alle famiglie.

Il sistema ospedaliero, tuttavia, resta sotto pressione: 1.928.828 accessi in Pronto Soccorso (+0,8%) e 630.979 dimissioni (+2,4%). Lanzarin sottolinea che “potenziare i percorsi territoriali e l’appropriatezza delle cure significa ridurre la pressione sugli ospedali e garantire risposte più rapide e di qualità”.

La vicepresidente Luisetto ha invece evidenziato le disuguaglianze: “Il Veneto mostra velocità diverse tra le Ulss. Ci sono quasi 11mila anziani in attesa di un posto in casa di riposo e oltre 3mila persone in attesa di assistenza domiciliare. Nel 2024 i cittadini hanno speso circa quattro miliardi di euro di tasca propria per curarsi: è il segno di un sistema pubblico che fatica a rispondere ai bisogni della popolazione”.

Durante la seduta, i funzionari dell’Area Sanità e Sociale e di Azienda Zero hanno fornito chiarimenti sulle questioni tecniche emerse nella precedente riunione del 21 gennaio. La Relazione, pur mettendo in luce risultati positivi in prevenzione e assistenza territoriale, lascia aperti temi cruciali sul rafforzamento del sistema pubblico e sulle disuguaglianze tra territori veneti.

La relazione sociosanitaria 2025 mostra luci e ombre

La Relazione sociosanitaria 2025, che fotografa l’attività del sistema sanitario regionale nel 2024, mette in luce criticità che il Partito Democratico definisce “impossibili da rimandare”. Le consigliere Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo hanno commentato il documento a margine della Quinta commissione consiliare, sottolineando che, seppur ricca di dati, la relazione non affronta le vere disuguaglianze sul territorio e la pressione crescente su operatori e famiglie. “Abbiamo davanti una mole di informazioni che però non dice ciò che conta davvero – ha spiegato Luisetto – dalle attese e costi per anziani e persone con disabilità all’assistenza domiciliare, fino alle differenze tra Ulss nei servizi di salute mentale. Il risultato è un Veneto diviso tra cittadini di serie A e di serie B, con una crescente spesa sanitaria privata a carico dei veneti, che arriva a oltre 4 miliardi di euro.” Monica Sambo ha evidenziato un problema strutturale: la carenza di personale. Tra il 2023 e il 2024, il personale a tempo indeterminato è diminuito di 60 unità, con una riduzione drastica di circa 400 infermieri. “Il sistema sanitario pubblico soffre – ha sottolineato – mentre la Regione continua a presentarlo come eccellente, i cittadini pagano sempre di più di tasca propria: 850 euro pro capite contro la media nazionale di 730, spesso non per scelta ma perché le liste d’attesa sono troppo lunghe.”

Bigon ha aggiunto che la diminuzione degli investimenti in prevenzione e l’alto numero di codici bianchi nei pronto soccorso sono segnali di un sistema poco integrato tra ospedali, medicina di base e servizi territoriali. “Serve una visione che accompagni il cittadino lungo tutto il percorso di vita, investendo su territorio, prevenzione e continuità assistenziale”, ha concluso.

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