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laPiazza della Riviera - Mar26

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della Riviera del Brenta

In strada tra prudenza e nuova consapevolezza

Stievano >direttore@givemotions.it<

Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.

Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin nuovo dg:

“Rafforzare la sanità territoriale”

SICUREZZA STRADALE, SFIDA ANCORA APERTA:

Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti

Sulla Romea a Mira, attesi cantieri per 2 rotonde e 2 bretelle. Si punta sulle “strade 30 all’ora”. A Dolo pronto un piano straordinario per la sicurezza stradale

“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop

Le opposizioni chiedono al Comune di attivarsi con altri enti e di destinare risorse, anche riducendo i fondi per il progetto del Waterfront lagunare

VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO E’ RISORSA VIVA, DIFFUSA E FECONDA”

L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile

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DLiceo classico, scelta da eroi

Giampiero Beltotto

ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.

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La mafia cambia volto: più radicamento nel tessuto economico

La criminalità organizzata in Veneto cambia volto e si radica sempre più nel tessuto economico. I dati emersi nelle scorse settimane a Dolo, durante il convegno organizzato dal “Centro Pavone - centro di documentazione ed inchiesta sulla criminalità organizzata in Veneto”, raccontano una realtà ormai difficile da ignorare. Oggi circa il 7% delle società di capitali venete risulta collegato, in qualche modo, a persone coinvolte in inchieste di mafia. In un solo anno sono state infatti 10.758 le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio arrivate dagli istituti finanziari. Un fenomeno che dimostra come le organizzazioni criminali non operino più soltanto dall’esterno, ma abbiano trovato spazio all’interno dell’economia regionale. Un dato significativo riguarda anche la provenienza delle persone coinvolte: circa un terzo degli indagati per reati di mafia in Veneto è originario della stessa regione. “In certe realtà – ha spiegato Antonio Massariolo del Centro Pavone – come quella dell’organizzazione criminale che gestiva l’area del Tronchetto a Venezia, la percentuale dei veneti raggiunge il 75% e i componenti del sodalizio criminale provenivano quasi completamente da ex membri della mafia del Brenta che, una volta usciti di galera, hanno avuto come scopo quello di riorganizzare la struttura criminale”. Le indagini degli ultimi anni confermano questa evoluzione. L’inchiesta Aspide ha svelato l’infiltrazione della criminalità organizzata, in particolare del clan dei Casalesi, nel tessuto imprenditoriale veneto, facendo emergere dinamiche di usura, estorsione e il coinvolgimento di istituti di credito compiacenti. “Quello che è sconfortante osservare – ha detto il sostituto procuratore della Repubblica di Venezia Roberto Terzo – è che i reati di cui si parla con più frequenza sono quelli che incidono meno sul tessuto economico. I reati dei colletti bianchi, invece, spesso non sono percepiti come un problema reale per la vita delle persone”. Un limite riguarda anche il sistema delle pene: “Se non si prova il legame con le organizzazioni mafiose, molti di questi reati rischiano di cadere in prescrizione alla fine dei tre gradi di giudizio”.

Dati e analisi emersi a Dolo nel convegno del Centro Pavone

Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto

Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”. continua da pag. 1

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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Territorio.

Allagamenti, opposizioni all’attacco: “Il Comune cerchi altre risorse”

L e opposizioni attaccano l’amministrazione comunale di Mira sulla questione dei mancati risarcimenti per gli allagamenti dello scorso 21 agosto. Il sindaco Marco Dori ha spiegato infatti come sia arrivata la notizia della mancata decisione dello Stato di stanziare fondi per risarcire i cittadini coinvolti. All’attacco del Comune vanno Coraggio Italia e Fratelli d’Italia. “Il Comune e il sindaco – dice Paolo Lucarda, capogruppo di Coraggio Italia – deve smetterla di fare piagnistei per i soldi non stanziati a livello nazionale per le centinaia di famiglie che hanno avuto allagamenti in tutti i quartieri, soprattutto a Oriago. Deve invece attivarsi per poter reperire altre forme di finanziamento, magari chiedendole alla Regione e alla Città Metropolitana di Venezia o coordinandosi con que-

sti enti per trovare soluzioni”.

Nel Comune di Mira lo scorso 21 agosto sono caduti 180 millimetri d’acqua. Gli allagamenti hanno coinvolto oltre 360 abitazioni e si sono registrati 8 milioni di euro di danni complessivi. “È arrivata la notizia – spiega Lucarda – che il Dipartimento della Protezione Civile non ha stanziato i fondi per quell’emergenza, ma il Comune non può limitarsi a constatarlo o pensare di fare proteste, come ho sentito in questi giorni nel centrosinistra. Deve invece cercare di risolvere i problemi”. Lucarda sottolinea come il suo gruppo sia vicino alle famiglie che hanno subito danni dagli allagamenti: “Non basta lamentarsi – conclude – occorre agire di concerto con altri Comuni ed enti per contare di più. L’impressione è invece che Mira sia isolata in questo contesto”.

Sul mancato arrivo dei fondi per i risarcimenti dei danni provocati dagli allagamenti interviene anche il capogruppo consiliare d’opposizione di Fratelli d’Italia Antonio Mendolia, che chiede interventi immediati per evitare nuove emergenze. “Al di là dell’arrivo dei fondi per i risarcimenti – dice Mendolia – che anche noi sollecitiamo, secondo noi serve con urgenza che vengano attuati tutti gli interventi contenuti nel Piano Comunale delle Acque approvato nel 2020. I cittadini pagano oneri di urbanizzazione, tasse e contributi al Consorzio di Bonifica e a Veritas e devono avere il diritto di abitare a Mira in sicurezza, senza dover essere lasciati soli a pagare il prezzo di un territorio a rischio idrogeologico e dell’incapacità di intervenire e governare di questa amministrazione”. Ma non solo.

“Secondo noi – continua – serve un intervento deciso presso il Consorzio e la Regione ma soprattutto questa amministrazione deve mettere a disposizione più risorse economiche per lavori ad hoc prima dell’avvicinarsi della nuova stagione. Per questo abbiamo ribadito anche nell’ulti-

Veritas, al via ad un nuovo sistema di raccolta in 10 Comuni

E’ partito nelle scorse settimane con l’inizio di marzo nei Comuni di Campagna Lupia, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Salzano, Stra e Vigonovo il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti di Veritas subirà una importante novità: vetro, plastica, lattine e metalli verranno raccolti insieme. La raccolta verrà effettuata ogni due settimane. In precedenza vetro, lattine e metalli venivano ritirati ogni quattro settimane; di fatto, per questi materiali il servizio sarà raddoppiato. Il passaggio avverrà al mattino e in giorni differenti da Comune a Comune, secondo il calendario già consegnato a tutti gli utenti. “Per il conferimento – sottolinea la parteci-

pata – potranno essere utilizzati entrambi i contenitori già in dotazione: quello per la plastica con il coperchio giallo e quello per vetro, lattine e metalli con il coperchio verde. È severamente vietato depositare sacchi a lato o sopra i contenitori”. Veritas suggerisce di utilizzare entrambi i bidoni, considerato che la plastica è generalmente molto voluminosa e un solo contenitore potrebbe non essere sufficiente per il conferimento dei tre materiali: entrambi verranno comunque svuotati. Questo cambiamento è stato introdotto perché è entrato in funzione un impianto automatico di separazione dei rifiuti e per andare incontro a una razionalizzazione del servizio. (a.a.)

mo Consiglio al sindaco Dori che sarebbe meglio destinare parte dei fondi previsti per valorizzare il “Water Front Lagunare” (la sistemazione dell’area lagunare sud) in concreti aiuti ai cittadini per affrontare le conseguenze dell’emergenza idrogeologica”. Alessandro Abbadir

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Sicurezza stradale/1. Nel centro della cittadina della Riviera transitano 44 mila veicoli al giorno

Traffico e incidenti mortali: a Dolo

la sicurezza delle strade è una sfida aperta

Uno dei punti più critici è quello di via Badoera su cui è necessaria una soluzione a breve

S ul tema della sicurezza stradale nel Comune di Dolo interviene il sindaco Gianluigi Naletto che illustra una situazione complicata per il territorio sotto molteplici aspetti, che l’ente locale punta a districare. “Il nostro territoriodice Naletto - testimonia una forte interrelazione tra strade regionali, statali e metropolitane, sulla rete viabilistica locale, oltre all’attraversamento dell’autostrada A4 e della linea ferroviaria VeneziaPadova. Una relazione complicata che impatta inevitabilmente sulla sicurezza stradale, considerando che il centro di Dolo registra una mobilità media che supera i 44 mila veicoli al giorno. Ad un’analisi dell’incidentalità condotta dalla Polizia Locale, la velocità influisce sui sinistri in maniera preponderante, soprattutto nell’intersezione tra la strada metropolitana 13 e la ex strada regionale 11, oggi di competenza dell’Anas. Un punto

critico, quello dell’incrocio di via Badoera, oggetto di gravi incidenti, gli ultimi dei quali purtroppo anche mortali. Inoltre, l’intersezione della medesima strada provinciale con le strade comunali di via Polo e via Brentasecca nella frazione di Sambruson, rappresenta un incrocio molto pericoloso per scarsa visibilità e mancato rispetto dei limiti di velocità, senza garanzie di tutela dell’utenza debole (pedoni e ciclisti), considerata la mancanza di marciapiedi e piste ciclabili”. Per individuare le azioni di intervento per migliorare la sicurezza stradale, il Comune di Dolo sottolinea il sindaco, ha più volte coinvolto la Città Metropolitana, Veneto Strade e da qualche tempo anche Anas per concordare un piano strategico e operativo di risoluzione delle criticità, denunciate anche alla Prefettura di Venezia. Rotatorie, dossi, asfalti drenanti, sistemi di controllo e sanzionamento della velocità,

Paolo Battistini (Aifvs): “Urge riattivare

“In 20 anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, passando a livello nazionale dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500. Il Ministero dei Trasporti autorizzi al più presto i lavori di adeguamento degli autovelox”. A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia, da anni impegnato nella promozione dell’educazione

assieme a campagne comunicative di sensibilizzazione al rispetto del Codice della Strada, rappresentano alcuni degli strumenti e delle azioni proposte e messe in campo dal Comune nei tratti stradali urbani ed extraurbani ritenuti più pericolosi. “Considerato - sottolinea Naletto - che la distrazione resta ancora una delle principali cause dell’incidentalità nel nostro

paese, la formazione nelle giovani generazioni e in chi è in possesso della patente da almeno un decennio, risulta importante, tanto da ipotizzare nei prossimi mesi la realizzazione di iniziative specifiche, dove però diventa necessario l’aiuto economico di enti sovracomunali. A ciò si aggiunga anche il bisogno di corsi di guida sicura per giovani neopatentati, spesso

gli autovelox per salvare vite”

stradale tra gli studenti e nel sollecitare le istituzioni a rafforzare gli strumenti per la sicurezza sulle strade. “In queste settimane faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoricco –spiega – ma anche a Mirano, nel Veneziano, nel mese di aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione a Martellago e a Piove di Sacco”. Nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento dei sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che (pur senza dati ad ora

ufficiali) sembrerebbe proseguire anche nel 2025. “Per far diminuire gli incidenti mortali o gravi – sottolinea – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che gli autovelox spenti possano essere riaccesi al più presto con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione le strade con limite a 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione va all’età dei conducenti: “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto” . (a.a.)

impreparati a reagire di fronte alla perdita di controllo del veicolo”. Infine, dopo la messa a terra della fibra sulle strade comunali, è in programma a Dolo, un piano manutentivo straordinario del manto stradale, che andrà realizzato, secondo delle valutazioni tecniche di priorità relative alla sicurezza di transito.

Alessandro Abbadir

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Il casello. Il sindaco Marco Dori chiede un incontro urgente

Nuovo polo logistico e traffico: cresce la pressione per un nuovo casello sulla A4

N essuna risorsa prevista, almeno fino al 2032, per la realizzazione di un nuovo casello autostradale a servizio dell’area della Riviera del Brenta. Lo hanno chiarito nelle scorse settimane i tecnici di Concessioni Autostradali Venete, spiegando che nel Piano economico-finanziario in vigore fino alla scadenza della concessione non è stato stanziato alcun fondo per una nuova infrastruttura. Di conseguenza non è prevista nemmeno la riapertura del casello di Roncoduro, soluzione indicata da diversi comitati locali come meno impattante dal punto di vista ambientale rispetto all’ipotesi di un nuovo svincolo ad Albarea. La necessità di un nuovo accesso alla A4, intermedio tra i caselli di Dolo-Mirano e Padova Est e in grado di affiancare quello di Marano-Vetrego a pochi chilometri di distanza, compare comunque nel Piano strategico della Città Metropolitana redatto nel 2018. Tuttavia, attendere la nuova concessione autostradale significherebbe rimandare l’opera di almeno dieci anni: una prospettiva che amministratori locali e cittadini giudicano inaccettabile, soprattutto alla luce della realizzazione del nuovo polo logistico di Dolo, un maxi insediamento da 240 mila metri quadrati nell’area di Arino.

“Chiederemo un incontro urgente al presidente della giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani – spiega il sindaco di Mira, Marco Dori – per ribadire che il territorio non può essere dimenticato e che altrove queste opere vengono realizzate”. Con l’arrivo dei nuovi capannoni e l’aumento dei mezzi pesanti diretti al polo logistico, la richiesta di un nuovo casello sull’autostrada A4 si fa sempre più pressante. L’obiettivo è evitare che la frazione di Vetrego venga soffocata dal traffico: alle attuali percorrenze si aggiungerebbero infatti oltre 700 camion al giorno sulla viabilità locale. Intanto cresce la mobilitazione dei cittadini. Una petizione contro la viabilità collegata al polo logistico e contro l’incremento del traffico pesante ha già superato le 800 firme. Le sottoscrizioni sono state raccolte nei giorni scorsi nel patronato della frazione di Vetrego. Sulla

questione interviene anche Mattia Donadel, portavoce dell’associazione Opzione Zero, dopo quanto emerso durante una seduta della Commissione consiliare della Città Metropolitana di Venezia. “Cav e Regione – afferma – onorino il debito che hanno con il territorio della Riviera del Brenta fin dai tempi della costruzione del Passante di Mestre. Si riapra, come promesso allora, il casello di Roncoduro e si proceda allo spostamento della barriera di Villabona”. Donadel annuncia inoltre la possibilità di un esposto alla Corte dei Conti per presunto spreco di

denaro pubblico: “Si continua a finanziare un’opera in perdita come la Pedemontana”. Sul progetto del polo logistico, infine, sono arrivate decine di osservazioni dai territori

della Riviera del Brenta e del Miranese, segno di un dibattito sempre più acceso tra sviluppo economico e sostenibilità della viabilità locale.

Alessandro Abbadir

Bambini e anziani uniti dalla lettura

Tanta emozione, da entrambe le parti, in un abbraccio intergenerazionale che ha commosso grandi e piccoli. È l’esperienza che da alcune settimane si sta svolgendo al Centro Civico di Borbiago di Mira, dove gli alunni della scuola primaria Parini della frazione mirese, hanno presentato il progetto “Io leggo per te”. Un’iniziativa dal forte valore educativo e sociale: i bambini hanno letto ad alta voce per gli anziani del Centro Anziani di Oriago e di Piazza Vecchia, alla presenza dei genitori e

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di numerosi cittadini. I piccoli protagonisti hanno affrontato la lettura con emozione, impegno e partecipazione, dimostrando come i libri possano diventare un ponte tra generazioni e uno strumento di crescita personale. “Leggere in pubblico non è solo un esercizio didattico – spiega l’assessore all’Istruzione Albino Pesce – ma significa mettersi in gioco, superare la timidezza e imparare a gestire l’emozione. È un’esperienza che aumenta l’autostima, rafforza la sicurezza in sé stessi e consolida il rapporto con i compagni, creando spirito di squadra e sostegno reciproco” I racconti dei bambini hanno trovato un pubblico attento e partecipe, capace di restituire calore e incoraggiamento. Gli sguardi, i sorrisi e gli applausi degli anziani hanno reso il pomeriggio ancora più significativo, trasformandolo in un autentico momento di scambio tra generazioni Ad arricchire l’incontro anche la partecipazione del coro “I Fiori de Suca”, che ha proposto alcune canzoni popolari molto apprezzate dal pubblico.Il progetto prosegue il mercoledì con cadenza quindicinale, dalle 14.30 alle 16, e coinvolge complessivamente dieci classi. L’ultimo appuntamento è in programma mercoledì 27 maggio. (a.a.)

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Arriva l’Osservatorio del Paesaggio della Riviera del Brenta

stato avviato nelle scorse settimane l’Osservatorio del Paesaggio della Riviera del Brenta, l’ottavo riconosciuto in Veneto, un nuovo strumento di conoscenza, partecipazione e governo del territorio che coinvolge gli undici Comuni della Riviera del Brenta: Noventa Padovana, Stra, Vigonovo, Pianiga, Fossò, Fiesso d’Artico, Campolongo Maggiore, Camponogara, Campagna Lupia, Dolo e Mira. E stato presentato ai sindaci in Villa Dotti a Dolo che ne sarà la sede. La Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta, prima con il precedente presidente, il sindaco di Mira Dori, e oggi con il neopresidente Salmaso, sindaco di Stra, ha riconosciuto la necessità di

dotarsi di strumenti innovativi capaci di offrire una visione unitaria del territorio, l’iniziativa si fonda sui principi della Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta a Firenze nel 2000 e ratificata dall’Italia.

La Convenzione supera la tutela selettiva delle sole “bellezze naturali” e promuove una visione integrata del territorio, riconoscendo il paesaggio come bene comune e diritto collettivo, frutto di processi storici, culturali, ambientali ed economici, e come realtà inseparabile dalla percezione e dalla memoria delle comunità che lo abitano. In questo quadro, l’Osservatorio del Paesaggio della Riviera del Brenta si configura come luogo permanente di osservazione,

confronto e monitoraggio delle trasformazioni territoriali. Le attività e le iniziative dell’Osservatorio nasceranno dal basso, a partire dai gruppi locali, dalle associazioni, dai cittadini e dalle comunità, valorizzando saperi diffusi, esperienze già attive sul territorio e nuove forme di collaborazione.

La prima fase operativa vedrà una stretta collaborazione con il Centro di Documentazione – Hub Culturale Villa Dotti e l’implementazione del sito www.larivieradellabrenta.it, che diventerà una piattaforma digitale aperta alla partecipazione di cittadini, studiosi e appassionati, favorendo la condivisione di materiali, ricerche, segnalazioni e buone pratiche

legate al paesaggio. Tra gli obiettivi strategici dell’Osservatorio vi è la valorizzazione e il consolidamento del Museo Diffuso della Riviera del Brenta, inteso come sistema culturale aperto e partecipato, capace di mettere in rete ville storiche, paesaggi agrari, infrastrutture storiche, archivi, memorie locali e

Autotrasportatori in affanno: il prezzo del gasolio mette a rischio le piccole imprese

La categoria degli autotrasportatori artigiani della Riviera del Brenta lancia l’allarme: il costo del gasolio, già elevato, rischia di far chiudere molte piccole imprese locali se non arriveranno interventi tempestivi da parte del governo. A fare il punto è Francesco Brambilla, capo categoria dell’associazione Artigiani Piccola e Media Impresa “Città della Riviera

del Brenta”, insieme al segretario Giorgio Chinellato. Nel mandamento operano circa quaranta imprese di autotrasporto, per lo più composte da 2-3 dipendenti. “Da mesi affrontiamo costi del carburante insostenibili – spiega Brambilla – e ora, con le tensioni in Medio Oriente, il rischio di ulteriori aumenti è concreto. La situazione è già pesantissima: negli

ultimi anni decine di piccole aziende hanno vissuto difficoltà economiche gravi, molte delle quali hanno rischiato la chiusura. Oltre al gasolio, pesano anche i rincari dei ticket autostradali: chiediamo al governo di intervenire per calmierarli”. Brambilla affronta anche il tema delle infrastrutture locali. “Il nuovo polo logistico in arrivo ad Arino di Dolo

Pontili sul Naviglio, partono le intimazioni ai privati

“Il problema dei pontili sul Naviglio del Brenta? Quelli pubblici sono stati sistemati ora serve sollecitare i privati”. A dirlo è stato il sindaco di Mira Marco Dori dando una risposta alle interrogazioni da parte dei consiglieri di minoranza. “I pontili che si trovano nel Comune di Mira hanno proprietari diversi - ha detto. Quelli di proprietà del Comune di Mira sono stati oggetto di radicale manutenzione tra il 2018 e il 2020, in aggiunta alle fermate degli autobus lignee presenti lungo il Naviglio. Per quanto riguarda i pontili di competenza della Regione, sia di Infrastrutture Venete che del Genio Civile, anch’essi sono in fase di sistemazione da parte della Regione. Rimane da manutenere lo scivolo di fronte ai

Vigili del Fuoco, anch’esso di competenza regionale, che io stesso ho provveduto a segnalare. Infrastrutture Venete ha garantito che sarà sistemato quanto prima. Rimangono poi altre strutture di natura privata, legate a delle concessioni, come ad esempio quello in prossimità della Piazzetta di Mira Porte. In questo caso si è intimato al proprietario di

aumenterà il traffico pesante sulle nostre strade. Per questo sosteniamo l’apertura di un nuovo casello autostradale sulla A4 ad Albarea, fra Vetrego e Padova Est. Invitiamo Comuni e Città Metropolitana a concertare con gli operatori le scelte infrastrutturali, per evitare congestioni e facilitare il lavoro degli autotrasportatori”. A preoccupare il settore è anche

luoghi della produzione. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione del paesaggio agrario di interesse storico, elemento identitario fondamentale della Riviera del Brenta, accanto al paesaggio urbano e periurbano. In questo contesto, l’Osservatorio approfondirà anche il tema della biodiversità. Gli obiettivi prioritari dell’Osservatorio, in linea con il Manifesto dell’Osservatorio Regionale per il Paesaggio, sono: conoscenza, divulgazione, formazione e supporto al governo del territorio, attraverso strumenti condivisi, percorsi di educazione al paesaggio e pratiche di ascolto attivo delle comunità.

la difficoltà nel reperire personale qualificato. “Trovare giovani disposti a fare i camionisti è sempre più difficile – conclude Brambilla – e anche tra gli stranieri la disponibilità scarseggia, nonostante una retribuzione competitiva”. (r.v.)

procedere alla manutenzione, pena il decadimento della concessione”. Pertanto allo stato attuale per Dori “si può ben dire che il patrimonio di pontili presenti lungo il Naviglio è stato oggetto di manutenzione negli ultimi 10 anni”. Poi il sindaco sottolinea come già dal primo anno dell’ insediamento, “ho sollecitato periodicamente la Regione Veneto a prendersi maggiormente cura del Naviglio, dato che è di competenza regionale lo sfalcio delle rive e l’estirpazione delle piante infestanti, nonché di interventi di messa in sicurezza di frane o altro. Pertanto anche quest’anno il Comune ha interloquito con con i diversi uffici regionali affinché si attivasse quanto previsto”. (a.a)

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Ulss 3 Serenissima, Fondazione di Venezia e Clementoni firmano un prodotto educativo validato da un comitato scientifico.

www.aulss3.veneto.it

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na scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademe-

ni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone.

un partner d’eccezione: il marchio internazionale di giochi educativi per bambini e famiglie Clementoni, che lo ha

aver affiancato l’ Ulss 3 Serenissima – commenta Stefano Clementoni – nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Le 32 illustrazioni fiabesche e la grafica giocosa sono state invece affidate dall’azienda sanitaria a due giovani creativi veneziani, l’artista Dennis Ercole e il designer Filippo

Si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei.

Nell’anno appena trascorso 1.275 bambini sono arrivati ai Pronto soccorso pediatrici dell’azienda sanitaria veneziana per incidenti casalinghi in gran parte evitabili con la messa in sicurezza degli spazi domestici. Si tratta di un bambino ogni dieci tra tutti quelli curati in ospedale. Per lo stesso motivo e nello stesso periodo altri 25 bambini del territorio veneziano sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti.

che in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei: qui si giocherà imparando le regole della prevenzione insieme agli

L’azienda sanitaria veneziana ha così pensato di ideare, sviluppare e realizzare Ca’ Bimbo, il primo gioco da tavolo italiano in grado di prevenire gli incidenti pediatrici domestici: uno strumento ludico educativo unico nel suo genere, realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto e con la collaborazione di Fondazione di Venezia e di

ulteriori 10 mila copie alla popolazione di riferimento.

Un comitato scientifico e un team per la realizzazione

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L’idea è di “Ca’ Bimbo” è di Giulia Busetto. Le illustrazioni sono state realizzate da Dennis Ercole. La grafica è stata curata da Filippo Trevisan. I contenuti del Vademecum e del Gioco da Tavolo di Ca’ Bimbo sono stati validati da un Comitato tecnico scientifico composto da professionisti della sanità tra pediatri, neuropsichiatri, medici dell’emergenza urgenza, ginecologi, ostetriche, esperti della prevenzione, formatori e specialisti delle comunicazioni, coordinato da Paolo Rosi, Medico dell’emergenza urgenza e Direttore del Suem 118 del Veneto. Il Comitato è composto da Paola Cavicchioli, Pediatra e Direttrice della Pediatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Vittorio Selle, Medico di igiene e prevenzione e Direttore del Dipartimento di prevenzione, Lorella Altafini, Medico rianimatore e Direttrice di Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Dolo, Ilaria Festa, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Venezia e Mestre, Angelica Rampazzo, Neuropsichiatra infantile e Direttrice del Servizio Infanzia adolescenza e famiglia di Miranese e Chioggia, Barbara Guarinoni, Coordinatrice ostetrica dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, Elisabetta Spigolon, Direttrice della Formazione dell’Ulss 3, Giulia Busetto, Giornalista esperta di Comunicazione in Sanità.

“Ca’ Bimbo – ha commentato presentando il progetto Alberto Stefani, Governatore del Veneto – è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a

Gli ha fatto eco Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia: “Educare alla sicurezza significa costruire

Servizi. Più richieste di aiuto e orientamento

In città cresce l’accesso allo Sportello famiglie

L e difficoltà educative e sociali che attraversano molte famiglie del territorio trovano un riflesso diretto nei servizi comunali. A Mira, negli ultimi mesi, è infatti aumentato in modo significativo l’accesso allo Sportello famiglie, il servizio attivo all’interno del centro “Pianeta famiglie” gestito da Arcipelago Progetti in via Borromini, a Mira Porte. I numeri fotografano una crescita evidente della domanda di supporto. Nel corso dell’ultimo periodo si sono registrate 92 aperture dello sportello, della durata di tre ore ciascuna, e 253 accessi complessivi, a fronte dei 74 dell’anno precedente. Un incremento molto consistente che segnala come sempre più nuclei familiari, italiani e stranieri, si rivolgano al servizio per ottenere informazioni e orientamento “Lo Sportello famiglie cresce e sempre più è un punto di riferimento per le famiglie del nostro territorio comunale – spiega l’assessore alle Politiche sociali Chiara Poppi. Abbiamo sviluppato un lavoro anche sul fronte della disabilità, offrendo la possibilità alle famiglie di avere informazioni e supporto utili anche per l’accesso ai servizi”. Le richieste riguardano soprattutto l’orientamento tra i servizi presenti sul territorio, informazioni su lavoro, bandi e contributi pubblici, oltre al supporto nella compilazione di moduli e pratiche buro-

cratiche. Solo su questo fronte si contano 125 interventi specifici, ai quali si affiancano attività di sostegno socio-relazionale. I percorsi di orientamento sono seguiti da un educatore professionale. Lo sportello è aperto il lunedì e il venerdì dalle 10 alle 13 (informazioni: 348 3666726). Accanto a questo servizio, negli spazi di “Pianeta famiglie” proseguono anche altre attività dedicate al sostegno educativo. Lo Spazio consulenza, dedicato al supporto della genitorialità e all’orientamento scola-

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stico e lavorativo, ha registrato 22 aperture e otto utenti seguiti (su appuntamento, info 320 3203483). Continua inoltre l’attività dello Spazio ragazzi, luogo di aggregazione per bambini tra i 7 e i 13 anni, dove studiare, giocare e condividere esperienze guidati da educatori. Il servizio conta 33 iscritti, mentre l’edizione estiva ha coinvolto circa 23 partecipanti. Lo spazio è aperto il lunedì e il giovedì dalle 15 alle 18 (info 351 8925269).

Alessandro Abbadir

Addio a Paolo Tomaello, “Dj Paul”

Centinaia di persone nelle scorse settimane hanno dato l’addio nella chiesa di Ca’ Sabbioni a Paolo Tomaello 62 anni, conosciuto da tutti a Ca’ Sabbioni ed anche a Oriago come “Dj Paul”. L’uomo è morto a causa di un malore improvviso dovuto ad aneurisma all’aorta. Dj Paul aveva fondato radio come Radio Jocker e Radio Cuore. Ora lavorava come tecnico del suono e dell’acustica a Radio

Padova e si occupava come funzionario della stessa radio delle necessarie autorizzazioni e della gestione. Continuava a fare il Dj in una piattaforma che si chiama Soul Cloud che prepara brani soul e jazz. E proprio questi brani sono stati suonati al suo funerale fra la commozione dei presenti. Tomaello è stato tumulato nel cimitero di Oriago. Cordoglio per la morte dell’uomo è stato espresso alla famiglia anche dal Comune di Mira e da tantissime persone della frazione mirese che lo conoscevano. (a.a.)

DDL sui caregiver: un passaggio storico, ma la battaglia continua

“Un passaggio storico dopo oltre dieci anni di tentativi incompiuti, Ma non viene meno l’impegno per continuare la battaglia da parte dei territori”. E’ soddisfatta la dolese Valentina Bettin, nella sua veste di presidente regionale di ‘Obiettivo Famiglia –Federcasalinghe Veneto’, per l’approvazione da parte del Governo del Disegno di Legge sul caregiver familiare. “L’avvio dell’iter parlamentare – osserva la presidente regionale - rappresenta finalmente un punto fermo nel riconoscimento del valore sociale ed economico del lavoro di cura svolto quotidianamente all’interno delle famiglie, spesso in condizioni di totale invisibilità. Questo risultato è frutto di un lungo lavoro di confronto istituzionale, sviluppato anche attraverso il Tavolo tecnico ministeriale sui caregiver familiari, al quale ho partecipato attivamente con la presenza della Presidente nazionale e con il contributo costante delle Presidenti regionali, portando le istanze concrete provenienti dai territori e dalle famiglie che vivono ogni giorno la cura h24”. Il DDL recepisce molte delle richieste sostenute dall’associazione quali il riconoscimento del caregiver familiare convivente, l’introduzione di tute-

le economiche, previdenziali e formative e il superamento di una visione che ha troppo a lungo dato per scontato il lavoro di cura. È un primo passo importante, non ancora risolutivo, ma indispensabile per affermare che la cura è un valore sociale che va riconosciuto e sostenuto. Federcasalinghe – Obiettivo Famiglia ha da sempre posto al centro della propria azione il riconoscimento dei caregiver familiari, in particolare di coloro che assistono 24 ore su 24 un familiare non autosufficiente, chiedendo un’indennità mensile, contributi figurativi, formazione e valorizzazione delle competenze maturate, anche in funzione di un futuro reinserimento lavorativo “Sul piano territoriale, - aggiunge Valentina Bettinguardiamo con grande attenzione e fiducia a quanto sta accadendo in Veneto. Il Presidente regionale Alberto Stefani ha annunciato l’intenzione di promuovere l’approvazione di una legge regionale a sostegno dei caregiver familiari, un’iniziativa che considero parti-

colarmente significativa, perché riconosce il sostegno ai caregiver come una vera scelta di civiltà e risponde a una necessità concreta del territorio. In questa prospettiva, - ha concluso Velantina Bettin - ho già avviato i primi contatti con la neoeletta Paola Roma, assessore regionale alle Politiche sociali, con l’obiettivo di costruire insieme iniziative di sensibilizzazione sul tema del caregiver familiare e di rafforzare l’impegno comune per la definizione di un progetto regionale concreto, solido e strutturato, capace di tradurre i principi normativi in risposte reali per le famiglie venete”.

Luca Perini

L’Anfi dona 1.500 euro alla piccola Aurora

Ancora un gesto di grande sensibilità che ha provocato grande commozione quando, in sala consiliare del comune di Dolo, la sezione di Dolo dell’Associazione

Nazionale Finanzieri d’Italia (Anfi), ha consegnato un assegno di 1.500 euro alla famiglia della piccola Aurora che ha promosso una raccolta fondi denominata ‘Un passo per Aurora’.

Aurora è una bambina di Monselice nata nel settembre 2024 con una rara malformazione congenita alla gamba sinistra, per risolvere la quale, é necessario eseguire un delicato intervento chirurgico negli Stati Uniti che dovrebbe consentirle di poter camminare. La raccolta fondi ‘Un passo per Aurora’ mira a raccogliere 500.000 euro. Il contributo, denominato “Un passo per

Aurora”, è destinato a sostenere i genitori, Luca e Ilaria, nel raggiungimento della somma necessaria

per l’operazione di rotationplasty presso il Paley Orthopedic & Spine Institute in Florida.

Questo delicato intervento permetterà di trasformare il piede della bambina in un nuovo ginocchio, garantendole un futuro di mobilità. Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto, il comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Mirano, il comandante della Polizia Locale , il vice comandante della locale Tenenza dei Carabinieri e una rappresentanza di soci della sezione ANFI.

“Questo contributo vuole essere un segno tangibile di vicinanza alla famiglia,- ha sottolineato il presidente dell’ANFI di Dolo Gioacchino Zarbo -. Speriamo che questo gesto possa ispirare altri a sostenere Aurora nel suo percorso verso questo fondamentale traguardo”. (l.p.)

La presidente regionale Valentina Bettin (Obiettivo Famiglia – Federcasalinghe Veneto) accoglie con soddisfazione il via libera del Governo al DDL sul caregiver familiare: “Passo storico dopo oltre dieci anni”. Ora l’impegno continua nei territori e nel percorso parlamentare

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Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00

Valentina Bettin

Dalla scuola al centro trasfusionale:

Avis coinvolge 400 giovani

L a richiesta di sangue e di plasma è sempre alta nel nostro Paese e l’opera di coinvolgimento dell’Avis per il loro reperimento è importante e delicata. Per questo l’attività dell’Avis è strumento di grande rilevanza sociale. Nelle scorse settimane, al termine di un percorso scolastico che ha visto Giuliano Sarto incontrare gli studenti per spiegare l’importanza della donazione, l’Avis della Riviera del Brenta ha festeggiato con un momento conviviale svoltosi all’istituto alberghiero Musatti, che ha permesso di fare il punto sulla situazione dell’associazione all’inizio di questo nuovo anno. Tra un assaggio e l’altro dei manicaretti preparati dai ragazzi dell’istituto, presenti anche il vicepresidente regionale Daniela Moro e il presidente provinciale Fabio Reggio, il dirigente dell’istituto Enrico Santini, il presidente Roberto Mazzetto della sezione rivierasca che ha circa 2.000 iscritti, ha ricordato come nel corso di questo anno scolastico siano stati incontrati gli studenti di 24 classi delle scuole superiori dolesi, oltre 400 studenti, e come vi siano state 66 adesioni a sottoporsi ai test preliminari per capire se possono donare il sangue. Nella sua relazione il presidente Mazzetto ha anche ricordato come nel 2025 le nuove idoneità in Riviera siano state complessivamente 437 , in gran parte frutto del lavoro nelle scuole ma anche del lavoro nel campo con partecipazione a fiere e sagre ed altre manifestazioni pubbliche, una ventina in tutto, oltre a quelle nel mondo dello sport con la sponsorizzazione del Rugby Mira e i tornei di pallavolo. A livello di donazioni la sezione dolese é la seconda a livello provinciale così che la donazione di sangue risulti autosufficiente nel Veneto mentre quella del plasma risulta pari all’80%. Da parte sua Giuliano Sarto ha ringraziato i dirigenti scolastici che hanno sempre dimostrato grande attenzione e disponibilità nel perorare la causa dell’Avis. Il presidente Mazzetto ha anche sottolineato l’importanza del Centro Trasfusionale dolese. “Desidero ringraziare gli operatori del Centro – ha evidenziato Mazzetto –il dottor Giovanni Roveroni, le dottoresse Silvia Rienti, Maria Teresa Callegato , Francesca Barbon e il

personale infermieristico perché il loro lavoro garantisce la sicurezza, la qualità e l’efficacia di ogni singola donazione rendendo disponibile e pronto ciò che per molti pazienti significa speranza di guarigione e di vita”. E sull’attività scolastica il presidente Mazzetto ha aggiunto: “Avis crede fermamente nel legame con il mondo della scuola perché il futuro del dono del sangue passa attraverso le nuove generazioni. Incontrare i giovani e accompagnarli ad una scelta informata, consapevole e responsabile, significa il bene comune e la salute tutta la comunità”.

Taglio del nastro per la biblioteca “Stefania Artusi”

Una cerimonia semplice ma molto sentita si è svolta nelle scorse settimane nel plesso scolastico ‘Gandhi’ di Sambruson per l’inaugurazione della Biblioteca dedicata a Stefania Artusi scomparsa nel dicembre del 2022 dopo avervi insegnato per molti anni. Con il fatidico taglio del nastro, nel giorno nel quale avrebbe compiuto gli anni, é avvenuta l’inaugurazione ufficiale della biblioteca scolastica situata all’interno della scuola secondaria di I° grado con la presenza del marito Mario Bertellini, delle figlie Eleonora

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e Benedetta, del sindaco di Dolo Gianluigi Naletto, delle assessore Valentina Bergo e Chiara Iuliano, del dirigente dell’ I.C. ‘Tina Anselmi’ Luca Michielon. Fortemente voluta da Eleonora e Benedetta Bertellini, la biblioteca fa parte del progetto che ha portato alla costituzione dell’associazione ‘un libro, un ricordo – ODV’, e che rappresenta un grande gesto d’amore e di sensibilità verso la comunità che le due figlie della professoressa hanno così commentato. “Siamo immensamente grate per l’affetto ricevuto da istituzioni, docenti e soprattutto dai ragazzi. Questa biblioteca è per voi, uno spazio di condivisione e di bellezza. Che sia solo l’inizio di una lunga storia, nel ricordo della prof. Stefania Artusi.” L’assessore alla Pubblica istruzione Valentina Bergo, ha aggiunto. “Grazie all’associazione ‘Un libro un ricordo’ per la dedizione con cui supporta le nostre scuole e la promozione alla lettura. Un esempio di come tutta la comunità possa partecipare alla crescita e all’educazione dei nostri bambini e ragazzi: non solo i docenti e il personale scolastico, non solo i genitori e le famiglie coinvolti in prima persona, ma anche i cittadini che si uniscono in nome di un ideale, di una passione, e portano nelle nostre realtà scolastiche aiuti e stimoli per crescere”. (l.p.)

INGRESSO LIBERO

lalanterna.informazioni@gmail.com AREA BAMBINI con SPETTACOLI

PRESENTAZIONI SUL PALCO

10.00 Dott. Simone Stocco ( psicologo e psicoterapeuta ) Capire i ragazzi e far parte del loro mondo

16.00 Nicole Teso Accordo di cuori

Veneto in Copertina venetoincoper tina

10.30 Cinnie Maybe May, Delrai Edizioni

11 00 Emanuele Compagno Il mistero di Chicago, Scatole Parlanti

16.30 Claudio Panzavolta

Lascia stare i morti, Ponte alle Grazie

11 30 Sara Simoni

12.00 Liliana Marchesi L'abisso di anime

Segreti che sussurriamo alle ombre, Editrice Il Castoro

17 00 Manuel Malaverda Sovrumani, De Tomi Editore

17.30 Serena Banzato

Tu sei un capolavoro, Sperlling & Kupfer

18.00 Fulvio Luna Romero

La ghenga degli storti, Marsilio

15.00 PREMIAZIONE CONCORSO LETTERARIO “SEGUI LA LANTERNA”

15 30 Stefania Crepaldi

Dimmi che non vuoi morire, Salani Editore

18.30 Giulia Bovassi Attrazione digitale, Il Timone

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al 12 Aprile 2026 Sintoniz zati

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Cultura. Narrativa, autori emergenti e letture per i giovani

Veneto in Copertina a Dolo

Dopo il successo delle prime due edizioni, ritorna domenica 26 aprile “Veneto in Copertina”, il festival letterario dedicato alla narrativa veneta e alla promozione della lettura. Anche quest’anno sarà la Piazza Cantiere, dalle 10 alle 19, ad ospitare una settantina fra espositori, editori e autori che si presenteranno sul palco. La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale La Lanterna in collaborazione con il Comune di Dolo, con il patrocinio della Regione Veneto e il supporto di importanti realtà del territorio, tra cui Banca Annia, Confcommercio Riviera del Brenta, Libreria Giunti al Punto di Piove di Sacco e numerose aziende attive nei settori della cultura e degli eventi. Questa edizione si rivolge in particolare alle nuove generazioni di lettori. Per questo il programma darà ampio spazio ad autori molto amati dal pubblico più giovane, tra cui Sara Simoni, Cinnie Maybe, Liliana Marchesi, Manuel Malavenda e Nicole Teso. Accanto a loro anche autori conosciuti da un pubblico più adulto e affezionato, come Claudio Panzavolta, Fulvio Luna Romero, Serena Banzato, Giulia Bovassi, Stefania Crepaldi ed Emanuele Compagno, perché l’evento vuole essere un appuntamento dedicato a tu ti coloro che amano la buona lettura. A intervistarli ci sarà nuovamente Jessica Dal Bò, già madrina dell’edizione 2025. Kety Franzolin, presidente de La Lanterna e direttrice artistica dell’evento, presenta il nuovo appuntamento.

“Con questa terza edizione vogliamo porci come punto di riferimento nel panorama degli eventi letterario-culturali, dando la possibilità ai piccoli autori e alle case editrici indipendenti di farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico, ma anche di stimolare il

ritorno alla lettura, quella lenta e fatta bene, lontana dalla frenesia e dalle frasi striminzite dei social - afferma Franzolin - Io e tutta la mia squadra stiamo lavorando duramente per poter raggiungere questo obiettivo”.

“Siamo vicini ad attività che portano afflusso di persone sul territorio e quindi utili risorse per le attività produttive - dichiara il Presidente di Confcommercio Riviera del Brenta Alessandro Biasiolo -. Un evento utile sia per la cultura, che di questi temi è necessaria ma che non trascura il tessuto economico, anzi lo valorizza”.

Ad aprire ufficialmente la giornata sarà l’intervento del dottor Simone Stocco, psicologo, psicoterapeuta, insegnante e formatore specializzato nell’età adolescenziale, che offrirà una riflessione sul mondo giovanile. Durante la manifestazione verranno inol-

tre premiati i finalisti del concorso letterario ‘Segui La Lanterna’, iniziativa dedicata alla scoperta e alla valorizzazione di nuovi talenti.

Ad arricchire la giornata, laboratori a tema, letture animate e intrattenimento per bambini, presentazioni delle case editrici nel circondario. “Dolo è molto felice di contribuire a realizzare e ospitare questo importante momento per la terza volta – ha evidenziato l’assessore alla Cultura Matteo Bellomo -. Una kermesse sulla quale abbiamo scommesso fin dalla sua prima ideazione e che, anno dopo anno, cresce e va a completare il ricco programma di promozione della lettura, per tutte le età, che è uno dei filoni caratterizzanti della programmazione dell’Assessorato alla Cultura”.

Lino Perinsi

Tre colonnine al Foro Boario, sei punti di ricarica attivi 24 ore su 24

Nell’ambito della mobilità sostenibile dolese sono state attivate nelle scorse settimane le prime tre stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Ha preso così il via il progetto “Dolo 2035 - Hub mobilità sostenibile della Città della Riviera del Brenta” con l’attivazione delle tre colonnine elettriche situate nel parcheggio dell’ex Foro Boario, primo passo che proseguirà nel primo trimestre di quest’anno con l’attivazione di altre nuove stazioni ad alta potenza. L’appalto è stato assegnato alla società Bernardi Srl di Mira che ha reso le stazioni operative grazie a 6 punti di ricarica in corrente alternata (AC) con potenza fino a 22 kW, dotati di connettori Tipo 2 conformi allo standard europeo. L’infrastruttura garantisce un servizio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con sistemi di pagamento contactless, carte di credito e principali app di mobilità elettrica. Il progetto, nato dalla partnership tra Bernardi Srl e il Comune di Dolo a seguito dell’aggiudicazione del ban-

do pubblico per la realizzazione e gestione di infrastrutture di ricarica, prevede nei prossimi anni l’installazione di ulteriori 15 stazioni su tutto il territorio comunale. Entro il primo e quarto trimestre di quest’anno, Bernardi Srl attiverà due stazioni di ricarica rapida in corrente continua (DC) con potenza di

100 kW, dotate di connettori CCS2 (Combo 2). Le nuove infrastrutture saranno installate, una nel parcheggio di via Velluti, iin una posizione strategica per utenti di passaggio sulla direttrice Padova-Venezia, l’altra nel parcheggio di via dell’Industria, ad Arino, al servizio della zona produttiva e commer-

23 nuovi assistenti bagnanti

23 ragazzi hanno superato l’esame e sono diventati Assistente Bagnanti FISA. Il corso era iniziato a ottobre con cadenza settimanale

teorico pratico (nuoto salvamento, materie teoriche e pratica di primo soccorso) con lezioni di sabato per approfondire i temi teorici e di primo soccorso. Imponente lo staff composto da istruttori/Maestri Fisa e allenatori di nuoto salvamento Snaq 2 , istr Infermieri del 118 che hanno assieme al medico responsabile formato i ragazzi alle manovre e protocolli di intervento di primo soccorso e di rianimazione cardi polmonare con tutti gli strumenti e dotazioni previste dalla normativa vigente. Gli istruttori hanno seguito gli allievi in un percorso formativo, ma anche di responsabilità e crescita personale, visti i temi e le situazioni a cui andranno a scontrarsi nei prossimi anni in piscina. Artefice del corso è stato Il Maestro di salvamento Matteo Giardini che ha ospitato i ragazzi nella sede del Polo Nautico di Dolo e si è congratulato per il risultato raggiunto. (l.p.)

ciale Le stazioni DC consentiranno ricariche rapide fino all’80% della batteria in circa 30-45 minuti, rispondendo alle esigenze di mobilità veloce degli utenti in transito. “Con l’attivazione delle prime stazioni al Foro Boario, - osservano alla Bernardi Srl - conferma il proprio impegno verso la transizione energetica del territorio. La Riviera del Brenta merita infrastrutture moderne e sostenibili e il nostro obiettivo è creare un ecosistema di ricarica integrato con la comunità energetica locale, offrendo ai cittadini e ai turisti un servizio affidabile e accessibile. Nei prossimi mesi accelereremo l’espansione della rete per raggiungere tutti i principali punti del Comune di Dolo”. Il progetto prevede una durata della concessione di 10 anni più un’eventuale proroga di altri cinque anni, con 16 stazioni previste e 34 connettori di ricarica complessivi che copriranno l’intero territorio comunale, Dolo, Sambruson ed Arino. La tariffa sarà di 0.55 euro per Kwh. (l.p.)

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati

ne e al pagamento del Contributo di accesso

Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-

anticipata e migliorare la capacità di governo

ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle

isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore

nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.

La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.

Al via il concorso di scrittura

“Stefania Artusi” per ragazzi

L ’ associazione “Un libro, un ricordo - Odv” ha istituito il ‘I°

Concorso di scrittura per ragazzi

Stefania Artusi’, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di I° grado del territorio. L’associazione, che ha in Eleonora e Benedetta Bertellini le fondatrici per onorare la loro mamma e professoressa della scuola media Ghandi di Sambruson, si prefigge l’obiettivo di far emergere e valorizzare il talento dei ragazzi, offrendo loro uno spazio di espressione autentica e creativa. Il concorso ha preso il via il 23 gennaio e si concluderà nel mese di giugno, con la cerimonia di premiazione degli elaborati vincitori.

“Questo concorso - sottolineano

Eleonora e Benedetta - è anche un omaggio alla prof. Stefania Artusi, che ha sempre creduto nell’importanza di coltivare il talento dei ragazzi, sostenendo le loro passioni e accompagnandoli nella crescita personale e culturale”.

Possono partecipare al concorso gli studenti delle scuole Secondarie di I grado con opere scritte in lingua italiana o in lingua veneta (categoria poesia) e sono previste due categorie.

La prima prevede la stesura di un racconto che non deve eccedere 4 cartelle e deve iniziare col seguente incipit

“Questa è la storia che non ho mai

finito…” disse la mamma porgendomi un libro impolverato. C’era un mistero sotto quella copertina…:” La seconda categoria riguarda la poesia che dovrà trattare il seguente tema o utilizzare la frase nel primo verso: “Ho letto un libro…”. La lunghezza del componimento non deve superare i 30 versi e le poesie possono essere redatte anche in lingua veneta. Le opere devono pervenire alla segreteria dell’Associazione in formato digitale (Pdf).

La consegna avverrà, entro il 30 aprile 2026, via email a: concorso@ unlibrounricordo.it. Le opere pervenute saranno sottoposte al vaglio di

Via Piave torna a vivere, il progetto di riqualificazione

Approvato nelle scorse settimane dalla Giunta, l’inserimento nel Piano delle opere pubbliche comunali il progetto di riqualificazione di via Piave che contribuirà a riscoprire l’identità di Dolo. “Un’opera - spiegano il sindaco Gianluigi Naletto e il vicesindaco Matteo Bellomo - che, dopo i lavori di sistemazione della fognatura gravemente compromessi dallo scorrere del tempo e ora efficientati nella loro piena funzione

di smaltimento delle acque nere e bianche, ritornerà a vivere nella sua nobile finalità di collegamento tra due importanti simboli identitari del paese: villa Dotti di via Matteotti con l’affaccio al Naviglio del Brenta e il monumento dei Caduti di via Vittorio Veneto, alle spalle della scuola De Amicis”. Il progetto prevede il mantenimento e la valorizzazione di entrambi i filari alberati con la realizzazione

una giuria composta da otto componenti La proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi avverranno nel corso di una serata dedicata in programma nel mese di giugno 2026. Sono previsti premi per i primi tre classificati di ogni categoria con consegna di buoni premi per acquisto libri di 50, 40 e 30 euro. Sono previste inoltre.2 menzioni di merito, per la categoria ‘racconto’, un biglietto di ingresso al parco divertimenti di Gardaland, per la categoria ‘poesia’, un biglietto di ingresso a Caribe Bay di Jesolo, inoltre una menzione di merito per la categoria “poesia in lingua veneta, un biglietto combina-

to ai musei di Piazza san Marco di Venezia. A tutti i partecipanti sarà consegnato un attestato di partecipazione. Per qualsiasi informazione o chiarimento in merito al concorso, si può fare riferimento alla mail dedicata dell’associazione: concorso@ unlibrounricordo.it.

inserito nel piano delle opere pubbliche

di una pista ciclabile su un lato, e di percorsi pedonali in ambo i lati provvisti di aree sosta con panchine e aiuole. L’intervento prevede anche la sistemazione del marciapiede e dell’area di sosta già presente a lato di villa Dotti, mentre davanti al monumento dei Caduti, sarà successivamente realizzata una sistemazione per meglio onorare le vittime di tutte le guerre, prevedendo anche il collegamento ciclopedonale di via

Quando il cuore tradisce: il ritorno alla vita dei campioni

Torna in libreria Cristina Pasqualetto, medico cardiologico originaria di Dolo, con la passione per la scrittura. Stavolta affronta un tema molto particolare e che negli ultimi anni ha avuto un’eco notevole per le vicende che hanno visto protagonisti soprattutto calciatori. Atleti che ne pieno della carriera e sottoposti a rigorosi controlli medici, hanno poi accusato dei gravi scompensi cardiaci. Lo scorso anno è capitato ad Edoardo Bove

durante la partita Fiorentina-Inter, in precedenza si ricorderà il malore ai campionati europei di calcio del nazionale danese Christian Eriksen. Rilevanti problematiche per questi atleti sia dal punto di vista fisico ma anche perché il recupero psicologico della persona non può e non deve essere sotto stimato. Cristina Pasqualetto ne parla nel suo ultimo libro ‘Nel cuore dei campioni’ , un libro che fa seguito alle altre pubblicazioni ‘Un Sogno

Piave con via IV Novembre. Il primo stralcio dei lavori, che riserverà l’utilizzo di materiali sostenibili e adeguati all’importanza delle opere, è stimato in euro 700 mila e avrà inizio dopo la chiusura dell’anno scolastico per limitare il disagio alla mobilità. “Un intervento -concludono i due amministratori- che arricchisce e valorizza un’area fondamentale al paese, fortemente evocativa di una memoria cara ai dolesi, che migliora

a Cinque Cerchi’ vincitore della menzione d’onore al Premio Invictus 2024, ‘Fino in fondo al cuore’ , ‘Questo Nostro Girotondo di Parole’, ‘La foresta dei Violini’, ‘E poi fermare il tempo’, ‘La Parte Viva’. Dalle persone che incontra in ambulatorio trae ispirazione per raccontare storie di vita reali che sappiano stimolare chi le sta vivendo. Nel libro si è chiesta. “Come ricostruire una vita nuova dopo la diagnosi di una cardiopatia? È una

una funzionalità comunitaria alla ricerca di simboli comuni da condividere e da vivere fino in fondo”. (l.p.)

delle sfide più difficili che ci si possa trovare ad affrontare da sportivi e non solo. E lo sport potrà mai tornare a far parte di quelle vite spezzate nelle proprie ambizioni? O sarà un addio definitivo?” In questo nuovo lavoro otto atleti raccontano il loro percorso da una vita dedicata allo sport ad una vita dove lo sport li ha ‘traditi’, da compagno a nemico, da tutto a nulla, ognuno con il loro finale, in un viaggio nel cuore dei campioni. (l.p.)

Scacchi. Vince il grande maestro sudafricano,

Dolo raddoppia: Solomon domina il primo torneo lampo a Sambruson

G li scacchi sono una disciplina molto particolare che necessita di grande concentrazione e abilità. Molti gli appassionati che si cimentano e spesso sono i giovanissimi ad ottenere i risultati migliori. A Dolo si tiene da anni un torneo che si svolge durante i festeggiamenti per il patrono di san Rocco e vede iscriversi decine di giocatori provenienti da tutte le province venete. Un successo crescente che non ha visto interrompersi la sua continuità neppure negli anni critici legati all’epidemia da covid. Una manifestazione che gode anche di una location molto suggestiva svolgendosi sotto lo squero monumentale. Quest’anno a Dolo si è raddoppiato e nel periodo natalizio si è svolto un nuovo torneo scacchistico, stavolta nella frazione di Sambruson ed ospitato nella restaurata e splendida cornice della barchessa parrocchiale. La prima edizione di

questo torneo lampo è stata vinta dal ‘Grande Maestro’ Kennet Solomon a testimonianza, anche in questo caso, di quanto attrattiva sia la località brentana per i grandi specialisti degli scacchi. Lo dimostra anche il fatto che al torneo hanno partecipato una cinquantina di giocatori molto titolati, il fiore all’occhiello del torneo è stato il ‘Grande Maestro’ sudafricano Kennet Solomon, che ha stracciato tutti i concorrenti vincendo tutte le sei partite in programma. All’evento ha presenziato alla premiazione la consigliera comunale Marina Zuin, in rappresentanza del sindaco, che ha evidenziato con piacere la buona riuscita della manifestazione che pur essendo la prima volta che si svolgeva ha raggruppato un eccellente numero di giocatori molto qualificati. Particolarmente soddisfatto anche il co-organizzatore del torneo, Luigi Segalina che organizza

Il GP Nuoto Mira parte forte a Verona

Inizio d’anno agonistico promettente per i nuotatori del GP Nuoto Mira. Risultati importanti sono stati ottenuti dagli atleti miresi al 4° trofeo ‘citta di Verona’ con molte gare che hanno visto protagonisti gli atleti del gruppo natatorio mirese a conferma della bontà del lavoro preparatorio del gruppo e la già buona forma dei ragazzi. In grande evidenza Giorgia Pettenà protagonista sulle distanze dei 50 e 100 metri delfino e rana ma anche nei 50 stile libero e 100 misti. Bene anche Nicolò Pizzato, Nicolò Padovan e Pietro Maso. Tutti bravi con la punta di diamante rappresentata da Giorgia Pet-

anche il torneo di san Rocco, che ha evidenziato. “E’ stata una bella festa il ritrovarsi tra vecchi e nuovi amici gratificata da un numero di partecipanti molto competenti e preparati. Significativo che tutto il podio dei primi classificati fosse occupato da giocatori del Circolo Capablanca di Mestre”. Associazione che ha organizzato il torneo e che rappresneta un punto di ri-

tenà che ha impreziosito il trofeo con la migliore prestazione tecnica nella categoria ‘Ragazzi femmine’. A Verona per la squadra mirese ha ottenuto ben 23 record personali su 36 gare disputate a conferma del lavoro svolto in allenamento. Da segnalare anche la conquista di 1 tempo per la Fascia A, un risultato che premia impegno e crescita. In precedenza una piccola ma determinata rappresentativa del GP Nuoto Mira aveva partecipato anche al 9° Trofeo master ‘Casa di caccia’ di Monastier. Anche in questo caso conquistando ottimi risultati personali, a conferma dell’ottimo lavoro di grup-

ferimento locale. Dopo Solomon, al secondo posto si è posizionato Riccardo Barberini, categoria 1^ Nazionale, giocatore di casa visto che abita proprio a Sambruson di Dolo, il 3^ posto è stato conquistato da Cristobal Patron, altro classificato 1^ Nazionale. In tutto i premiati sono stati 17. Hanno ricevuto dei riconoscimenti anche Davide Guidobene, Alberto Tatulli

po e di preparazione. Significativo che tutti gli atleti miresi presenti siano saliti almeno una volta sul podio. In gara Greta Boscolo, Adriano Formenti, Christian Mognato, la staffetta composta da Coppola, Crema, Formenti e Mognato, Samantha Martignon, Francesco Crema, Alessio Favaretto, Annalisa Minesso e Luca Coppola. Per Annalisa Minesso si è trattato dall’esordio in gara impreziosito da un ottimo tempo e da una bellissima medaglia. Risultati che confermano la continua crescita dell’attività del gruppo che offre anche molte opportunità come il nuoto libero e, finanche, corsi di yoga. (l.p.)

, Alberto Capuzzo, Andrea Tatulli, Daniel De Mari, Matteo Papini, Gregorio Favero, Filippo Luchian, Alex Padovani, Gabriele Solomon, Giulia Solomon, Eleonora Solomon, Gabriele De Luca e Fabio Baruzzo. Premi di consolazione sono stati consegnati anche a chi non si è classificato nelle varie categorie.

Lino Perini

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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni

Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come

scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti

L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione

”La

presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.

cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”

Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale

Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.

Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?

Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-

muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.

In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?

Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.

A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-

nazionale?

La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.

Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?

Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.

Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non

teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?

Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.

Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?

È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.

Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?

Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.

Valeria Mantovan

“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”

“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”

I

n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.

Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?

Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un

principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti.

La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?

Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-

ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.

Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?

Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.

E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?

I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando

L’assessore regionale Filippo Giacinti

verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?

Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.

Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?

Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali a rischio

“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare

servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.

Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.

Manildo critica anche la comunicazione

della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.

Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.

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Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni

I l Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.

“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-

bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.

Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.

Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Infine, il piano conferma il sup-

porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.

Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio

Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.

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Elisa Venturini

Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”

“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”

P er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.

Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?

Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non

era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.

A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?

La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-

ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.

Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo

mondo?

Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.

Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)

Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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stichembrodery@gmail.com

www.synergycasa.it

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il suo laboratorio di ricamo personalizzato e sartoria su misura. Si chiama Stich Embroidery – Laboratorio Sartoriale, ed è nato a novembre 2025 da una passione che viene da lontano, da quando da bambino osservava la madre lavorare stoffa e filo. «Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che da un pezzo di tessuto informe potesse nascere un abito perfetto», racconta. «Guardavo le sue mani muoversi, il tessuto prendere forma, e quello che all’inizio sembrava magia è diventato curiosità, poi passione, e infine il mio lavoro». È una storia che parla di radici familiari e di voglia di fare, quella tipica dei giovani veneti che non aspettano che le opportunità arrivino da sole, ma se le costruiscono con le proprie mani. E nel caso di Marco, letteralmente con ago e filo. Il laboratorio non è uno di quei negozi dove si portano i vestiti da stringere o allungare e basta. Stich Embroidery è un luogo dove le idee si trasformano in ricami personalizzati, dove una felpa qualsiasi può diventare unica, dove un logo aziendale prende vita su una divisa, dove il personaggio di un manga preferito viene cucito su una t-shirt

pratica quotidiana. I materiali utilizzati sono certifi cati Oeko-Tex, uno standard internazionale che garantisce l’assenza di sostanze nocive nei tessuti e la sicurezza per chi li indossa. I fili sono di qualità, i colori resistenti ai lavaggi e al tempo, perché un ricamo fatto bene non deve sbiadire dopo tre o quattro passaggi in lavatrice, ma deve restare brillante e definito anche dopo anni. «Se qualcuno viene qui e mi chiede di ricamare qualcosa per lui, io devo essere sicuro che quel lavoro duri», dice Marco. «Non è solo una questione professionale, è una questione di rispetto per chi si fida di me». È un approccio che sa di artigianato vero, quello che punta sulla qualità più che sulla quantità, sulla durata più che sull’apparenza. E che in tempi di fast fashion e prodotti usa e getta fa ancora più la differenza. Nel laboratorio di via Dauli convivono tradizione e tecnologia. Da una parte c’è la sensibilità sartoriale imparata guardando il lavoro materno, dall’altra le macchine da ricamo digitali che permettono precisione, velocità e possibilità creative impensabili fino a pochi anni fa. È un equilibrio che Marco ha trovato naturalmente, crescendo in un ambiente dove il lavoro manuale era di casa ma guardando al presente e alle sue possibilità. Il risultato è un servizio che unisce la personalizzazione totale dell’artigianato con l’effi cienza delle tecnologie moderne. Si può portare un disegno fatto a mano, una foto, un’idea abbozzata su un foglio, e vederla trasformata in ricamo. Oppure si può

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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio

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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità

“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato

che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge

Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile

Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,

Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione

protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.

Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.

Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-

Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.

A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.

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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss

Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.

Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.

All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.

Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.

Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-

ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.

Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.

Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.

A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese

di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.

A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.

L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:

1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;

2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;

3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;

4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;

5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;

6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;

7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;

8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;

9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.

L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Massimo Zuin nuovo DG dell’Ulss 3 Serenissima:

«Case della Comunità e ospedale al centro della sfida»

Completare i progetti PNRR, rafforzare la sanità territoriale e sostenere l’eccellenza dell’ospedale dell’Angelo. Sono alcune delle linee indicate dal nuovo direttore dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin, che conferma anche il ruolo del privato accreditato

Le Case della Comunità, il consolidamento dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e la collaborazione con il privato accreditato. Sono queste alcune delle priorità indicate da Massimo Zuin, nuovo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, nella sua prima dichiarazione.

Tra i progetti simbolo del territorio c’è la nuova Casa della Comunità di Mira, intervento atteso da tempo dalla popolazione locale e che per Zuin ha anche un valore personale.

«Io sono nato a Mira – racconta – e mi ricordo di aver sempre sentito parlare della necessità di questo distretto che mancava o che comunque risultava insufficiente. In questi giorni stiamo arrivando alla conclusione dei lavori della Casa della Comunità e per me è quasi un destino essere arrivato a dirigere questa azienda proprio mentre questo progetto prende forma».

L’Ulss 3 Serenissima è una delle realtà venete più impegnate nella realizzazione delle strutture territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune sono già operative, mentre altre stanno completando il percorso di attivazione.

«A Noale è stata aperta probabilmente la prima Casa della Comunità del Veneto, abbiamo attivato anche quella del Lido e stiamo lavorando per rispettare le scadenze previste dal PNRR – spiega Zuin –. L’obiettivo è completare tutti i progetti entro giugno. Si tratta di interventi importanti, con molte risorse investite nel territorio». Una trasformazione che punta a rafforzare il legame tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale. «Sono fiducioso – aggiunge – che con l’aiuto della medicina generale e dei nostri professionisti riusciremo ad affrontare questa sfida: collegare sempre di più l’ospedale con il territorio».

«Questo risultato rappresenta una grande responsabilità – osserva Zuin – perché quando si raggiungono livelli così alti la difficoltà diventa mantenerli. Ma possiamo contare su una squadra di professionisti di altissimo livello e sono convinto che riusciremo a proseguire su questa strada».

Proprio per rafforzare l’offerta sanitaria è in corso anche un progetto di ampliamento della struttura mestrina. «L’ospedale dell’Angelo è una struttura bellissima – sottolinea – ma negli anni ha sofferto per la carenza di posti letto. Con il progetto di ampliamento stiamo lavorando per offrire servizi ancora più avanzati».

Un’eccellenza che continua ad attrarre pazienti anche da fuori provincia e da altre regioni. «Molte persone vengono a curarsi da noi proprio per il livello delle prestazioni garantite», ricorda il direttore generale.

Nel sistema sanitario locale resta inoltre centrale la collaborazione con il privato accreditato. «In questi anni il rapporto è stato positivo – afferma Zuin –. Le strutture convenzionate rappresentano un partner importante che ci aiuta a dare risposte ai cittadini, soprattutto per affrontare il tema delle liste d’attesa».

“Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini più fragili

Per il futuro l’obiettivo sarà quindi proseguire su questa linea di collaborazione. «Non demonizziamo il privato – conclude – ma lavoriamo in sinergia, compatibilmente con le risorse disponibili e con la programmazione regionale. È un rapporto che intendiamo portare avanti con spirito costruttivo, come è stato fatto finora».

I primi passi del neo Direttore Generale Zuin

Sanitari in prima linea, pazienti nelle sale d’attesa, bambini in corsia, poveri nelle mense, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio: sono state queste le prime persone che il neo direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni al vertice dell’azienda sanitaria veneziana.

Un punto di forza dell’Ulss 3 Serenissima resta l’ospedale dell’Angelo di Mestre, considerato tra i migliori d’Italia secondo le valutazioni di Agenas.

Nel breve periodo, tuttavia, la priorità resta il rispetto delle scadenze del PNRR. «Entro giugno dobbiamo completare i progetti previsti – spiega Zuin –. Non si tratta solo di realizzare le strutture, ma anche di allestirle e organizzarle con medici, infermieri e servizi. È un lavoro complesso che stiamo seguendo passo dopo passo per rispettare i tempi e non perdere i finanziamenti». (p.b.)

Da Mestre a Venezia centro storico, Zuin ha visitato Pronto Soccorso, Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco, Casa di riposo Santa Maria dei Battuti, Distretto Giustinian e il Padiglione Jona dell’ospedale Civile con la Pediatria. Qualche momento anche per ammirare i tesori artistico-culturali degli ospedali e salutare chi ogni giorno se ne prende cura.

“Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte – ha

detto Zuin – Persone bisognose, affiancate da chi dà il meglio di sé per alleviare il dolore e le difficoltà, sono l’esempio del servizio socio-sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro sociosanitario locale”.

Buona Pasqua

L’incontro. “Qui nascono le idee per il futuro socio-sanitario”: il direttore generale dell’Ulss 3 incontra i cittadini

Gerosa in visita all’Ospedale dell’Angelo di Mestre: confronto con gli specialisti

Visita istituzionale all’Ospedale dell’Angelo di Mestre per l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Ad accompagnarlo la consigliera regionale con delega per Venezia Laura Besio. All’incontro hanno partecipato il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin e un gruppo di specialisti dell’ospedale, con cui l’assessore ha affrontato il tema delle progettualità in corso e delle prospettive di innovazione nella struttura hub della provincia.

Durante la visita l’attenzione si è concentrata in particolare sull’attività della Farmacia ospedaliera. La direzione sanitaria ha illustrato il percorso che ha portato alla concentrazione a Mestre della produzione dei preparati chemioterapici, destinati all’Ematologia dell’Angelo e ai repar-

ti di Oncologia di Mestre, Venezia e Chioggia. Il processo è stato reso possibile anche grazie ai lavori di ristrutturazione realizzati nel 2025 e all’acquisizione di nuove tecnologie, tra cui un robot e due cappe semiautomatiche. Dotazioni che hanno permesso all’Unità farmaci antiblastici di Mestre di estendere la preparazione dei farmaci anche all’Oncologia di Dolo-Mirano, completando così la centralizzazione della produzione aziendale in un’unica sede.

Per volumi di attività l’Unità si colloca ora nella fascia ad alta intensità operativa: su base annua si stimano circa 44 mila preparazioni. La riorganizzazione ha portato anche a un significativo efficientamento dei processi, con un risparmio annuo stimato attorno ai 180 mila euro.

VENETO

Approvata indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario

La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera alla delibera che stabilisce il riparto delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale sanitario impegnato nei servizi di emergenza-urgenza. Il provvedimento riguarda il periodo dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 e prevede un totale di 60,6 milioni di euro, destinati a 3.200 lavoratori tra infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti del settore.

“La valorizzazione del personale sanitario è sempre stata una delle mie priorità”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolineando che questa delibera rappresenta un passo concreto verso il miglioramento del sistema sanitario. “Con queste risorse – ha aggiunto Stefani – siamo passati dalle parole ai fatti, mettendo in campo un impegno significativo per coloro che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze”.

L’iniziativa è stata accolta positivamente dal Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha spiegato come questo intervento riconosca concretamente le difficoltà e i rischi a

cui sono esposti gli operatori nei Pronto Soccorso, servizi caratterizzati da carichi di lavoro elevati, turni complessi e, purtroppo, anche episodi di violenza. “Si tratta di un intervento atteso – ha detto Gerosa – costruito con criteri trasparenti e condivisi, che prevede anche il pagamento degli arretrati per chi ha prestato servizio dal 2023”.

Il provvedimento coinvolge circa 3.200 professionisti della salute, tra cui 2.000 infermieri, 800 operatori socio-sanitari, 400 autisti soccorritori/ambulanze e una parte di personale amministrativo. L’indennità, che sarà differenziata in base al profilo, prevede un compenso mensile minimo pari a 340 euro per il personale sanitario, 250 euro per gli operatori socio-sanitari e il personale tecnico, e 140 euro per il personale amministrativo. Inoltre, le aziende sanitarie dovranno erogare entro il mese di marzo dell’anno successivo eventuali risorse residue, fino a completo utilizzo del fondo. Gli arretrati saranno corrisposti per il periodo dal 1° giugno 2023 al 2025, con un totale di 44 milioni di euro da ripartire nei vari anni.

Volontariato. Clown e bambini portano musica, balli e sorrisi nelle case di riposo e in ospedale a Chioggia

“Donare un sorriso” festeggia 10 anni tra clown volontari e anziani

Ha tagliato il traguardo della decima edizione

“Donare un sorriso”, l’iniziativa promossa da Laura Doria che, insieme alla propria famiglia e a un gruppo di amici volontari, ha fatto visita in costume da clown a diverse strutture di assistenza sociale di Chioggia durante le giornate del Carnevale 2026.

Un appuntamento ormai atteso nel territorio veneziano, che anche quest’anno ha portato musica, balli, piccole scenette comiche e tanti palloncini modellati tra corridoi e sale comuni degli istituti clodiensi. Il filo conduttore è sempre lo stesso: regalare un momento di leggerezza a chi sta attraversando un periodo difficile. Perché, come sottolineano i volontari, un sorriso può diventare una piccola cura per l’animo.

Tra le note più significative di questa edizione c’è stata la partecipazione di diversi giovani, segno di una sensibilità verso il volontariato che continua a crescere anche tra le nuove generazioni nel territorio di Chioggia. In particolare, la presenza di due bambini di 4 e 6 anni tra i volontari ha reso le visite ancora più speciali: la loro spontaneità ha colpito soprattutto gli ospiti più anziani, creando un clima di tenerezza e vicinanza che non è passato inosservato. «Pur non essendo professionisti – spiegano gli organizzatori – siamo riusciti a intrattenere e a divertire». Ogni incontro si è concluso con la recita collettiva della poesia “Valore di un sorriso” di P. Faber, scelta come simbolo dei valori che da dieci anni sostengono l’iniziativa.

Le visite hanno coinvolto la Prometeo Sociale Onlus, la

comunità alloggio “Dopo di Noi”, Anffas Onlus Chioggia, UILDM, la casa di riposo F.F. Casson con le strutture Boschetto, Girasole, i centri diurni e Arcobaleno, oltre ai reparti dell’Ospedale di Chioggia, il cui personale sanitario ha permesso ai volontari di portare un momento di allegria anche tra i pazienti. Come nelle edizioni precedenti, agli ospiti sono stati consegnati piccoli doni offerti da alcune attività commerciali cittadine, tra cui McDonald’s e Capricci by Stefy. Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i clown volontari che hanno scelto di mettersi in gioco. L’esperienza, assicurano gli organizzatori, resta aperta a chiunque voglia avvicinarsi al volontariato e vivere in prima persona la forza semplice, ma concreta, di un sorriso.

Spinea, il medico di famiglia va in pensione

Cambio di riferimento per molti cittadini di Spinea: il medico di famiglia Francesco Stevanato ha concluso la propria attività ed è ufficialmente andato in pensione all’inizio di questa settimana. Per garantire la continuità dell’assistenza ai suoi assistiti nel periodo di transizione, l’Ulss 3 Serenissima ha predisposto un ambulatorio pubblico temporaneo. Il nuovo medico incaricato di prendere in carico i pazienti è già stato individuato dall’azienda sanitaria e inizierà l’attività lunedì 7 aprile. Nel frattempo, per evitare disagi e assicurare comunque un punto di riferimento sanitario, l’Ulss ha attivato un servizio ambulatoriale dedicato all’interno del Distretto di Spinea, in via Murano 17, a poche centinaia di metri dall’ambulatorio del medico uscente. Gli assistiti potranno accedere al servizio su prenotazione telefonica chiamando il numero 041 8694696, attivo dalle 8 alle 10 del mattino. L’ambulatorio sarà operativo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, mentre il martedì e il mercoledì dalle 10 alle 13.

Per eventuali necessità sanitarie non urgenti al di fuori degli orari di apertura, resta come sempre disponibile il servizio di continuità assistenziale, contattabile tramite il numero unico 116117.

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