Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Tre, due, uno: si parte!
La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.
E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
Veneto2
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
STEFANI TRACCIA LA ROTTA
PER IL VENETO: “ATTENZIONE
AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
alla pag. 4
Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli
VICINO ALL’ASILO, IL CONSIGLIO DI STATO DÀ RAGIONE A ESTE
La sentenza stabilisce un precedente nella regolamentazione degli impianti di telefonia mobile
TRA SPESE IN CRESCITA E PROMESSE
A Monselice introdotta l’imposta di soggiorno stimata in 50 mila euro, Este stanzia 21 milioni per le opere nel triennio, critiche dalle opposizioni
alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
Servizio
Servizio a pag. 14
Servizi
Giorgia Bedin in Regione, cosa cambia a Monselice
La sindaca Giorgia Bedin, in carica da un anno e mezzo, si avvia a lasciare la fascia tricolore per assumere ufficialmente il ruolo di consigliera regionale del Veneto. Un passaggio istituzionale complesso, regolato da tempi e procedure precise, che porterà alla sua decadenza dalla carica di primo cittadino entro febbraio. La vicenda si è formalmente aperta con la contestazione dell’incompatibilità tra il ruolo di sindaca e quello di consigliera regionale, sollevata durante il consiglio comunale di dicembre. Bedin, come previsto dalla normativa, è uscita dall’aula insieme alla consigliera e figlia Giulia Rosina per non partecipare alla votazione. Da quel momento è partito l’iter: dieci giorni di tempo per presentare memorie o osservazioni. Trascorso questo termine, in un successivo consiglio le verrà chiesto se intenda rimuovere la causa di incompatibilità scegliendo una delle due cariche. Anche in questo caso Bedin non presenterà alcuna opzione arrivando fino all’ultimo passaggio: la dichiarazione di decadenza da sindaca. “È un passaggio che sapevo sarebbe arrivato, ma non per questo è indolore” sottolinea Giorgia Bedin. “Avrei voluto portare a termine il mandato da sindaca, ma non è stato possibile. È un momento di transizione che vivo con emozione, anche con un po’ di dispiacere”. La sindaca sottolinea però il valore politico della nuova responsabilità: “Sono orgogliosa di poter portare la voce della Bassa padovana in Regione. È una grande opportunità per il territorio”. Allo stesso tempo rassicura sulla continuità amministrativa: “Anche se formalmente non firmerò più come sindaca, la mia presenza in Comune non mancherà. Accompagnerò l’amministrazione fino alle elezioni e continuerò a lavorare per Monselice, perché questo percorso non si interrompe”. Un passaggio istituzionale delicato, dunque, che apre una fase nuova per Palazzo Tortorini e per la città, chiamata ora a gestire i prossimi mesi di transizione amministrativa.
Giada Zandonà
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.
Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita. Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.
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L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide
Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”
N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-
ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.
La legislatura si è aperta con la
ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?
Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-
dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.
A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-
di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?
La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle
Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.
Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?
Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-
parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?
Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.
In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?
In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche
cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?
Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma
prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.
L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.
Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?
Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un
tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.
Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?
In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.
Nicola Stievano
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione
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Debutta l’imposta di soggiorno per i turisti Piano strade e lavori al campo di Marendole
L’assessore Andrea Parolo difende gli aumenti dei servizi scolastici e delle palestre, ormai necessari dopo anni di prezzi bloccati. Stanziati fondi per l’ostello e la difesa del suolo sul Monte Ricco e sulla Rocca
AMonselice il bilancio di previsione verrà discusso e votato dal consiglio comunale entro gennaio, nel frattempo la giunta ha approvato all’inizio del mese lo schema della manovra, muovendosi in un contesto economico non privo di sfide. “Abbiamo tenuto conto della necessità di mantenere gli equilibri di bilancio e degli effetti delle manovre finanziarie 2024-2025 che impattano sul nostro ente”, spiega l’assessore al bilancio Andre Paolo, aggiungendo che l’amministrazione ha dovuto fare i conti con l’aumento dei costi derivanti dall’inflazione e con il necessario adeguamento per il personale degli enti locali a seguito del rinnovo dei contratti collettivi nazionali, proprio men-
tre si avvia a conclusione l’effetto propulsivo del Pnrr. Per rispondere a queste sfide, il Comune ha scelto di puntare sugli accordi tra pubblico e privato, portando avanti una strategia di partenariato soprattutto nel settore dell’urbanistica, cercando al contempo di salvaguardare la qualità e la quantità dei servizi a domanda individuale e mantenendo alta l’attenzione verso le politiche sociali. Una delle novità più significative sul fronte delle entrate riguarda l’introduzione dell’imposta di soggiorno, una scelta legata all’aumento di presenze turistiche registrato negli ultimi anni in particolare con il Giubileo. “La nuova imposta è istituita per finanziare attività turistiche - ag-
giunge l’assessore - ma anche la manutenzione del verde e l’arredo cittadino”. A breve sarà approvato il regolamento con una serie di esenzioni che riguarderanno i minori sotto i 14 anni, gli accompagnatori, gli autisti di pullman, le persone con disabilità e i malati che devono sottoporsi a terapie presso l’ospedale locale. Parolo ha aggiunto che l’imposta si applicherà per i primi cinque giorni di permanenza e che, pur dovendo ancora definire le tariffe esatte, l’amministrazione si aspetta entrate comprese tra i 40 e i 50 mila euro.
Sul versante delle opere pubbliche, il bilancio prevede 350 mila euro per la manutenzione e l’asfaltatura delle strade, 260 mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei cimiteri e 460 mila euro per il nuovo campo da calcio a Marendole. Di particolare rilievo sono gli interventi per il contrasto al rischio idrogeologico, con uno stanziamento di
“Insieme per Monselice” chiede le esenzioni Irpef e i taglio dei rincari sui servizi essenziali
In vista della definizione del Bilancio di Previsione 2026 il gruppo di minoranza “Insieme per Monselice” chiede con forza un’inversione di rotta rispetto alla politica di prelievo fiscale attuata nel 2025. “La prima richiesta - spiega il consigliere Francesco Miazzi - riguarda il ripristino immediato della soglia di esenzione Irpef a 15.000 euro, sanando l’iniqua decisione di averla abbassata a 11.000 euro. Va inoltre rivista e ridotta l’aliquota IRPEF, oggi fissata al massimo dello 0,8 per cento, che determina una pressione fiscale soffocante.
Auspichiamo che il 2026 sia l’anno del ritiro dei rincari sui servizi essenziali per la cit-
tadinanza. È doveroso riportare il costo del buono pasto per la mensa sotto la soglia dei 5 euro e ridurre l’abbonamento al trasporto scolastico, che da settembre 2025 arriva a 270 euro annui. Una scelta che ha comportato non solo un forte disagio economico per le famiglie, ma ha anche incentivato l’uso del trasporto privato, con un ulteriore aggravio su livelli di traffico urbano già insostenibili.
Le famiglie monselicensi non possono continuare a fare da ammortizzatore ai tagli statali o all’inflazione, utilizzata dall’amministrazione come giustificazione per aumenti e rincari”. Il gruppo di opposizio-
1,7 milioni di euro destinati a strade critiche nell’area del Monte Ricco e del Colle della Rocca, interessate negli ultimi anni da smottamenti e frane. L’assessore ha poi annunciato la riqualificazione dell’ostello, chiuso da tempo, per il quale sono stati previsti 770 mila euro nel piano delle opere, confidando nell’esito di un bando ministeriale atteso per la primavera. Parolo risponde anche alle critiche delle opposizioni sugli aumenti delle tariffe: “Non potevamo più mantenere gli importi fermi da 13-15 anni, abbiamo dovuto adeguarli come fanno gli altri comuni per allinearci e preservare i conti pubblici. E’ necessario intervenire per coprire i costi ed evitare squilibri contabili, perché siamo amministratori e dobbiamo anche far quadrare il bilancio, assumendoci le responsabilità”.
ne chiede inoltre inoltre una revisione al ribasso delle tariffe per lo sport, oggi gravate dall’aumento del costo orario di molte palestre, e che si ponga un freno all’incremento del 10 per cento del Canone Unico Patrimoniale per la pubblicità e ai rincari dei servizi cimiteriali. “Anche le tariffe dei parcheggi risultano elevate, - aggiunge Miazzi - penalizzando chi vive o lavora nel centro storico. Serve una gestione della spesa più oculata, che non gravi esclusivamente sulle tasche dei contribuenti. Monselice deve tornare a essere una città realmente sostenibile, non solo negli slogan promozionali ma soprattutto nei conti delle famiglie”.
Nicola Stievano
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L’assessore Andrea Parolo
Francesco Miazzi consigliere di Insieme per Monselice
Este, il piano delle opere guarda al 2028 pronti 21 milioni per trasformare la città
Il Comune di Este definisce la sua visione strategica per i prossimi anni con l’approvazione, alla fine dello scorso anno, del bilancio di previsione 2026. Il documento di programmazione economicofinanziaria ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale con 11 voti favorevoli della maggioranza e l’astensione del consigliere di minoranza Paolo Rosin. Al centro della manovra spicca il piano di investimenti da quasi 21 milioni di euro, programmati per il triennio 2026-2028.
E’ prevista una progressione costante: si partirà con 4,9 milioni di euro nel 2026, per poi salire a 9,7 milioni nel 2027 e concludere con 6,3 milioni nel 2028. L’assessora al bilancio Silvia Bottaro ha precisato che la cifra del primo anno potrebbe apparire contenuta solo perché non include i numerosi cantieri già avviati in città, le cui spese sono già state impegnate precedentemente. “I 4,9 milioni registrano le nuove opere da avviare, mentre i lavori già assegnati non figurano più in questa voce”, ha spiegato l’assessora.
Parallelamente a questi nuovi interventi, la macchina comunale gestirà una spesa corrente di circa
16 milioni di euro l’anno, destinati a garantire il funzionamento dei servizi ai cittadini. Di questi, 4,66 milioni sono assorbiti dalle spese per il personale, cifra che include gli aumenti contrattuali, mentre 7,2 milioni serviranno per l’acquisto di beni e servizi, inclusa la manutenzione delle aree verdi. “Abbiamo recuperato i maggiori costi anche grazie agli investimenti per efficienza energetica degli edifici pubblici”, sottolinea il sindaco Matteo Pajola.
Sul fronte delle entrate, l’amministrazione ha scelto di mantenere la pressione fiscale stabile. Le aliquote Imu restano invariate, confermando lo 0,6 per cento per le abitazioni principali delle categorie catastali di lusso (A1, A8 e A9).
Le risorse principali deriveranno dall’Imu (4,25 milioni), dall’addizionale Irpef (1,73 milioni) e dal fondo di solidarietà comunale (1,43 milioni). Il bilancio conferma inoltre l’attenzione al sociale con trasferimenti specifici: 600 mila euro per l’accoglienza nella rete Sai e 535 mila euro per le nuove assunzioni sul fronte sociale.
Il sindaco vede il 2026 come un anno cruciale per l’amministrazione, essendo l’ultimo anno comple-
L’opposizione boccia il bilancio:
“Libro dei sogni tra cantieri lumaca e
Dai banchi dell’opposizione l’ex sindaco Roberta Gallana boccia il bilancio di previsione: “Il documento smaschera il ‘Libro dei sogni’ della giunta Pajola. Cantieri lumaca con ritardi gravissimi, costi esplosi e servizi al minimo”. L’esponente della minoranza elenca le opere programmate e finanziate con il Pnrr dalla precedente amministrazione: “ Ex Sacro Cuore (Palazzo Contarini): costi raddoppiati. Primo stralcio al 51%, secondo fermo al 22%. Ex Palazzetto dello Sport: 5 milioni di euro, costo raddoppiato). Primo stralcio è al 72%, l’altro appena al 10%. Area San Girolamo: costo quasi triplicato e lavori fermi al 26%. Anche per l’asilo arcobalena la spesa è raddoppiata (2,3 milioni). Il sindaco prometteva l’apertura a giugno 2025, ma il secondo
stralcio è solo al 50%. Nonostante l’emergenza abitativa, i lavori all’edilizia popolare sono al 50% per gli 81 alloggi e appena al 32%
per gli sfitti Erp. I cantieri per l’abbattimento barriere architettoniche sono al 19%”.
Il collega Alberto Mulato aggiunge inoltre: “Manca trasparenza totale sulla piscina comunale, sulla nuova sede dei Vigili
to del mandato. L’obiettivo dichiarato è portare a termine una serie di interventi che restituiranno spazi vitali alla comunità. Tra i progetti in dirittura d’arrivo figurano il recupero di Palazzo Contarini, la riqualificazione dell’ex deposito Riccio, l’area di San Girolamo, il palazzetto e nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica.
A queste si aggiungono opere per quasi 28 milioni di euro già in fase di completamento, come la rotatoria di via Comuna, gli spogliatoi della piscina, l’ampliamento dell’asilo nido Arcobaleno e il restyling del palazzetto dello sport. Complessivamente, la manovra mette in circolo risorse per circa 30 milioni di euro, con l’auspicio di dare impulso all’economia locale.
costi alle stelle”
del Fuoco, la ciclabile di Prà e la riqualificazione dell’ex Ospedale, per non parlare della Chiesa degli Zoccoli e del teleriscaldamento: promesse svanite nel nulla”. Gallana chiede chiarezza sui costi delle consulenze per uffici tecnici, ambiente e verse: “C’è un grave paradosso dei costi. Il personale dirigenziale è raddoppiato, ciononostante si continua a ricorrere a consulenze esterne. Finora abbiamo ricevuto solo silenzi”.
L’analisi dell’opposizione si sposta poi sulla qualità della vita, sanità, ambiente, commercio e turismo: “Sono andati persi servizi e progetti essenziali. - concludono i consiglieri - e la città è destinata ad invecchiare. Il saldo naturale è drammatico (-1 64), con soli 83 nati a fronte di 247 decessi”.
Tra i progetti in dirittura d’arrivo il recupero di Palazzo Contarini, la riqualificazione dell’ex deposito Riccio, l’area di San Girolamo, il palazzetto e nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica
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Il sindaco di Este Matteo Pajola
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Riqualificazione. La scala del Mastio Federiciano torna in
Rocca, al via il secondo lotto
D
opo anni di chiusura e soluzioni provvisorie, la Regione del Veneto ha avviato il secondo lotto dell’intervento per la riqualificazione della scala di accesso al Mastio Federiciano della Rocca di Monselice, uno dei punti simbolo del complesso monumentale. Una vicenda tortuosa, che ha registrato gli ultimi accessi al Mastio nell’ottobre del 2017 per poi vedere sospese le visite nell’aprile del 2018. La decisione aveva suscitato numerose reazioni e nel maggio 2018 era anche stata presentata in Regione un’interpellanza urgente.
Santo Stefano
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La risposta era arrivata in agosto e indicava la chiusura per la messa in sicurezza della scala di accesso al sito monumentale, stimando un tempo di intervento di cinque giorni lavorativi. I giorni poi si sono trasformati in anni e, dal 2020 in poi l’accesso al Mastio è stato garantito tramite una scala metallica multifunzionale a noleggio, con proroghe annuali formalizzate da diversi decreti regionali. Tra il 2020 e il 2024, per il solo noleggio e smontaggio della struttura provvisoria, che comunque non permetteva l’accesso al pubblico, la
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Dopo anni di attesa, rilanci e rallentamenti, la chiesa di Santo Stefano è pronta a entrare nella fase decisiva del suo recupero, con un importo complessivo di oltre 2,3 milioni di euro finanziati con fondi del Pnrr. Hanno preso avvio i lavori del secondo stralcio, l’intervento che in circa 120 giorni completerà la trasformazione dell’antica pieve romanica in un auditorium e centro culturale aperto alla città. Parallelamente è in corso anche un intervento urgente di messa in sicurezza dell’ex sacrestia, un manufatto ormai ridotto a rudere che presentava gravi criticità strutturali.
spesa ha superato i 47 mila euro. In parallelo sono proseguiti gli incarichi tecnici per la progettazione, direzione lavori e sicurezza, con ulteriori costi.
Nel corso dell’iter progettuale l’intervento, inizialmente pensato come nuova realizzazione, è stato ridefinito come riqualificazione della scala esistente, a seguito delle indagini strutturali che hanno evidenziato un avanzato stato di degrado dell’opera originaria e la sua non conformità alle normative di sicurezza e accessibilità. Il quadro economico complessivo dell’in-
tervento è stato progressivamente rideterminato fino a raggiungere i 300 mila euro, che comprendono lavori, spese tecniche, coordinamento della sicurezza e oneri pregressi. A fine anno la Regione ha affidato i lavori per un importo di 163 mila euro. “Anni di attesa e centinaia di migliaia di euro per una scala, rappresentano lo specchio fedele dell’interesse per questi beni e dei tempi d’intervento della Regione Veneto” chiosa il consigliere comunale Francesco Miazzi “auspichiamo che arrivino presto i fondi e le iniziative per il restau-
via la fase decisiva del recupero da 2,3 milioni
La gara per il “restauro e consolidamento” è stata ufficialmente avviata con un provvedimento dell’amministrazione comunale e prevede il completamento del recupero iniziato con il primo intervento, concluso a fine 2024, che aveva interessato il miglioramento sismico e il rifacimento della copertura.
Proprio durante quei lavori erano emersi importanti affreschi medievali nella parte alta della navata centrale, un ritrovamento che ha contribuito ad arricchire il valore storico del complesso ma che ha anche comportato inevitabili rallentamenti. Il progetto prevede ora la definizione degli spazi interni
e delle aree esterne: la navata centrale ospiterà circa 180 posti a sedere per concerti, incontri e convegni, mentre le navate laterali saranno destinate a mostre ed eventi culturali. È prevista anche la sistemazione del sagrato e la riapertura dell’accesso laterale verso via Santo Stefano Superiore. “L’obiettivo è restituire alla città un luogo vivo, capace di dialogare con il vicino cinema Corallo e di diventare parte di un più ampio polo culturale urbano” sottolinea l’assessore Andrea Parolo. “Nel frattempo abbiamo dovuto intervenire con urgenza sull’area dell’ex sacrestia, dopo una segnalazione che ha por-
ro e la manutenzione dell’intero percorso giubilare, che necessita di interventi urgenti”.
tato alla luce una situazione di potenziale pericolo: murature instabili, architravi in legno compromessi, vegetazione infestante” conclude Parolo. (g.z.)
Onorificenze per cittadini e associazioni: Chiara Ceschi e Paolino Breda cittadini onorari
Un pomeriggio dedicato alla gratitudine e alla memoria civile della città. Si è tenuta qualche settimana fa la cerimonia di conferimento degli attestati di benemerenza e dei titoli di cittadinanza onoraria. “L’iniziativa ha voluto riconoscere pubblicamente cittadini, associazioni e personalità che, in ambiti diversi, si sono distinti per l’impegno civile, sociale, culturale, sportivo e professionale, contribuendo in modo concreto alla crescita e al prestigio di Monselice. Un’occasione per restituire visibilità a storie di dedizione quotidiana, spesso silenziosa, che rappresentano il tessuto vivo della comunità” hanno spiegato il presidente del consiglio comunale Alberto Negrello e la sindaca Giorgia Bedin. Il titolo di cittadinanza onoraria è stato assegnato a Chia-
ra Ceschi, componente della giuria dei Premi Brunacci, e a Paolino Breda, presidente dei Podisti Monselicensi, figure che hanno saputo interpretare con continuità e passione il legame con la città. Numerosi anche gli attestati di benemerenza. A Giada Baratto, Alfiere del lavoro, a Mario Boetto, presidente onorario del Calcio Monselice, a Renato Cardin, volontario della Caritas e del Banco alimentare e internato a Dachau con la famiglia e all’atleta paralimpico Federico Casara. Riconoscimenti anche a Silvano Gemo e Gabriela Negrisolo, promotori dei gruppi Monselice trail team e 4 passi per Monselice impegnati da anni ad animare la cittadina murata con proposte sportive e sociali, a suor Daniela Giovannina Noventa, madre superiora della scuola dell’infanzia San Giuseppe, e a Giampaolo Zerbetto, fondatore e segretario dell’acd La Rocca Monselice 1969. Tra i premiati figurano inoltre il medico di medicina generale Gastone Zilio, in pensione da alcuni anni e punti di riferimento per la frazione di San Cosma e al gruppo comunale dei volontari di protezione civile. Un momento di commozione è avvenuto alla consegna del riconoscimento alla memoria di Riccardo Jannuzzi presidente dell’associazione nazionale marinai d’Italia e molto attivo nella contrada della Giostra della Rocca di Marendole, scomparso a fine dello scorso anno. Un momento di raccoglimento anche per Leonardo Zucchini, mancato un anno fa, punti di riferimento nella politica locale e presidente della sezione locale Anpi. (g.z.)
Giada Zandonà
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Sociale. Ekopark reintegra la comunità e ora il bando decide il futuro
Parco Buzzaccarini, due anni di giustizia riparativa
Il Parco Buzzaccarini si conferma non solo uno spazio verde e sociale della città, ma anche un laboratorio di giustizia riparativa. A due anni dall’avvio della convenzione tra l’associazione Ekopark, che gestisce gli spazi, e il Tribunale di Padova per lo svolgimento dei Lavori di pubblica utilità, il bilancio restituisce l’immagine di un progetto che unisce inclusione, responsabilità e cura del territorio. L’accordo, firmato nel 2023, ha sottolineato come Ekopark sia l’unico ente della cittadina murata ad aver attivato questo strumento, diventando un punto di riferimento per l’applicazione delle misure alternative alla detenzione.
“Abbiamo scelto di mettere il Parco al servizio della comunità anche in questo modo” spiegano dall’associazione “perché crediamo che la riparazione del danno passi dal fare, dal prendersi cura di qualcosa che appartiene a tutti”.
Attraverso la convenzione, Ekopark accoglie persone ammesse alla Messa alla Prova o condannate al Lavoro di pubblica utilità, offrendo attività non retribuite ad alto valore sociale. Non si tratta di una “punizione” ma un percorso di responsabilizzazione: “Qui l’errore non isola” sottolineano i volontari “ma diventa occasione per ricostruire fidu-
cia, restituendo qualcosa alla collettività”.
Le attività si svolgono all’interno del Parco Buzzaccarini e riguardano principalmente la manutenzione delle strutture, la cura del verde e del giardino botanico. Un impegno quotidiano seguito da un tutor dell’associazione, incaricato di accompagnare le persone nel percorso e di garantire sicurezza e corretto svolgimento delle mansioni. Il primo bilancio dei due anni di attività ha visto 15 persone concludere positivamente il percorso , ottenendo un esito favorevole, altre 5 sono attualmente impegnate nelle attività, mentre 7 richieste sono in attesa di valutazione da parte del Tribunale. “Numeri che raccontano storie” spiegano da Ekopark “di persone che hanno trovato un’occasione concreta per rimettersi in gioco e di un parco che è diventato luogo di incontro, non di giudizio”. Dati che evidenziano anche la necessità di ampliare la rete degli enti convenzionati sul territorio. Il Lavoro di Pubblica
Utilità è infatti uno degli strumenti principali per l’estinzione di reati minori, come la guida in stato di ebbrezza. “Ci auguriamo che altri enti pubblici e associazioni seguano questo esempio” concludono i volontari “perché la giustizia riparativa funziona davvero solo se diventa una responsabilità condivisa”. La gestione del Parco ora però di trova a un bivio, dato che la convenzione è arrivata al termine e il Comune ha già predisposto il nuovo bando per la gestione di uno degli spazi più preziosi, verdi e attivi socialmente della Bassa Padovana.
Giada Zandonà
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Ventenne arrestato dopo aver sfondato l’ingresso di un bar
Una notte di tensione a Monselice qualche settimana fa dove un ventenne è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Padova dopo aver sfondato la porta di un bar e il distributore automatico per rubare sigarette e denaro. I militari della Compagnia di Este, impegnati in controlli sul territorio, hanno notato il giovane in un’area vietata vicino alla ferrovia, mentre trasportava un sacco giallo pieno di oggetti. Fermato e identificato, l’uomo era in possesso di oltre 500 pacchetti di sigarette e alcune decine di euro, senza giustificazioni plausibili. Le verifiche successive hanno confermato che la merce proveniva proprio dal bar della zona, preso di mira poco prima insieme a due complici. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno mostrato il trio con cappucci e mascherine mentre sfondava la porta e il distributore del locale. I due complici sono riusciti a scappare, mentre il giovane è stato bloccato. Il valore della refurtiva supera i 2.700 euro, tra sigarette e contanti, e l’arrestato aveva già precedenti per reati simili. Dopo l’arresto in flagranza, il Pubblico Ministero della Procura di Padova ha disposto il giudizio per direttissima: al termine dell’udienza, il tribunale ha confermato l’arresto e imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. (r.p.)
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Il
complesso.
Il Comune rimborsa 53mila euro
Ex Idim non diventerà un albergo: Molon cede lo stabile a un’azienda locale
N
essun nuovo albergo sorgerà in zona industriale: il Comune rimborsa gli oneri di urbanizzazione e lo stabile ex Idim passa in mano a un’azienda locale per l’ampliamento della sua attività.
L’amministrazione comunale ha formalizzato a metà dicembre la restituzione di 53 mila euro a favore della società Molon real estate srl, mettendo così la parola fine a una peripezia amministrativa legata al complesso edilizio situato in viale Tre Venezie. La vicenda risale al giugno 2017, quando la Giemme di Francesco Molon, successivamente divenuta Molon real estate, presentò una richiesta di permesso di costruire per la ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso dell’area, in disuso e in degrado da molti anni.
Il progetto prevedeva la trasformazione del complesso da industriale a ricettivo-turistico alberghiero e commerciale
di vicinato. A seguito delle richieste di integrazione documentale avanzate dagli uffici comunali, la pratica non è mai stata completata e il permesso in deroga non è quindi stato rilasciato, sino a quando, lo scorso anno, è stata la società stessa a chiedere formalmente l’archiviazione della pratica e la restituzione del contributo di costruzione già versato, che ammontava a 56 mila euro. La somma rimborsata dal comune è però inferiore a quella iniziale, perchè l’amministrazione ha dovuto trattenere 3 mila e 300 euro per le spese tecniche sostenute, relative all’incarico affidato a un professionista esterno per la stesura della relazione di congruità del contributo straordinario.
“Si è trattato di una scelta imprenditoriale della famiglia Molon” spiega l’assessore alle attività produttive Stefano Peraro “hanno deciso di abbandonare il progetto dell’al-
Con la processione solenne presieduta da Monsignor Paolo Marzellan si è chiuso l’anno giubilare a Monselice.
La città ne esce arricchita in fede, speranza e solidarietà.
Fede: oltre 20.000 gruppi organizzati di pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero si sono registrati per fare il percorso giubilare. Altri circa 10.000 pellegrini hanno fat-
bergo per esigenze interne e perché non rientrava più nelle loro strategie aziendali. L’area, quindi, rimane a destinazione produttiva”. Una destinazione che, assicura l’assessore, non resterà vuota e in disuso: “Ci siamo attivati per mettere in contatto la famiglia Molon con un’azienda già presente da anni sul territorio, adiacente all’ex Idim, che ha deciso di acquistare gli spazi per ampliare la propria attività. Il progetto edilizio è già stato presentato e a breve inizieranno i lavori per la realizzazione di un nuovo stabilimento”. La società di Francesco Molon è la stessa che, anni fa, ha acquistato villa Ca’ Oddo, dove era stato annunciato un progetto alberghiero che, ad oggi, non ha ancora avuto seguito. Resta ora da capire se anche quell’intervento non rientri più nelle attuali strategie aziendali della famiglia.
Giada Zandonà
150 mila visualizzazioni in poche ore: il video che svela le emissioni della cementeria
In poche ore ha superato le 150 mila visualizzazioni, diventando virale sui social: è il video diffuso dal Comitato Lasciateci Respirare, in cui vengono mostrati i dati sulle emissioni della cementeria di Monselice. “Un risultato che” spiegano dal comitato “ha contribuito a rilanciare con forza il messaggio sulla nocività dell’impianto e sul suo impatto sulla salute e sull’ambiente”.
Lasciateci Respirare, attivo da anni sul territorio, torna a chiedere l’applicazione dell’articolo 19 del Piano ambientale del Parco Colli, che prevede la dismissione della cementeria, ritenuta incompatibile con un parco regionale e con il riconoscimento Mab Unesco.
“Con dati alla mano, oggi tutti sanno che la cementeria è tra le principali responsabili di emissioni nocive nella provincia” sottolineano. Nel video vengono elencati numeri significativi: “Dal camino principale escono circa 160 mila normalmetri cubi di fumi all’ora, le emissioni annue sono pari a 400 mila tonnellate di anidride carbonica, oltre 400 tonnellate di ossidi di azoto, gas tossico precursore dell’ozono e delle polveri sottili, circa 5 chilogrammi di mercurio, sostanza neurotossica, e diverse tonnellate di sostanze organiche volatili, composti tossici e cancerogeni” conclude il comitato “le visualizzazioni dimostrano che l’attenzione su questo tema è alta e che la richiesta di tutela del territorio non può più essere ignorata”. (g.z.)
Giubileo: una grande occasione per il rilancio della città di Monselice.
to il percorso senza registrazione.
Nel periodo luglio - dicembre solo all’ufficio del pellegrino sono stati consegnati
300 Testimonium ovvero attestati di avvenuto pellegrinaggio.
Nel 2025, sono entrate nell’ufficio turistico 14.500 persone, 1.400 in più rispetto al 2024.
Numeri incoraggianti che fanno ben sperare nel futuro. Infatti ci stiamo preparando per la ricorrenza del 2026: ovvero le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco e la città di Monselice ha molto da offrire.
Speranza: la scelta dell’amministrazione comunale di abbinare agli eventi più importanti del giubileo, la raccolta fondi per la piccola Aurora.
Solidarietà: Monselice si dimostra ancora una grande città solidale. Tutte le realtà associative del territorio si sono mobilitate per dare una speranza ad Aurora.
Il giubileo - dichiara l’assessore Stefano Peraro è stata anche un’occasione per fare conoscere il patrimonio storico, monumentale e religioso di Monselice e per ribadire ancora una volta che il turismo è un’opportunità per fare impresa nel nostro territorio.
Per questo motivo - continua Peraroparteciperemo a marzo alla Borsa del turismo religioso a Vicenza e nei prossimi giorni convocheremo tutti gli operatori locali del settore per presentare i nuovi pacchetti turistici di Monselice.
Molti i pellegrini che si sono fermati in un bar e i turisti, per lo più stranieri che hanno fatto acquisti nei nostri negozi. Proprio nel mese di Novembre abbiamo approvato il regolamento per il servizio di Noleggio con conducente e a febbraio uscirà il relativo bando.
Grazie alla Parrocchia San Giuseppe Operaio - Duomo di Monselice a Castel-
lo di Monselice (VEM) e a tutte le associazioni con le quali abbiamo costituito il programma degli eventi di Monselice Città Giubilare 2025.
Da ricordare:
Apertura del giubileo 5 gennaio
oltre 2.000 partecipanti.
Giubileo degli innamorati: San Valentino.
Giubileo degli Alpini: 300 partecipanti
Giubileo della Protezione Civile: 200 partecipanti
Giubileo dei giovani
Giubileo della scuola con ospite
Enrico Galiano: 500 Studenti
Giubileo dello Sport
Giubileo della Musica ottobre: 1.000 persone
Aldo Cazzullo: 600 partecipanti
Federico Buffa: 400 partecipanti. Giubileo dei Santi - Fiera
Grazie a tutti i volontari con i quali abbiamo organizzato i giubilei tematici: giubileo degli innamorati, degli Alpini, della Protezione Civile, del sociale, della scuola, dei giovani, dello sport, della cultura, della musica.
Grazie agli Amici della Pieve di Santa Giustina per la loro disponibilità
Messaggio
pubbliredazionale
Comune di Monselice - Gennaio 2026
Sindaco di Monselice
AVV. GIORGIA BEDIN
Verde. Cinquemila metri quadrati e 612 piante autoctone
Inaugurato il parco intitolato a Laura Conti
Este compie un nuovo passo nelle politiche ambientali con la nascita del parco dedicato a Laura Conti, figura pionieristica dell’ecologismo italiano. L’area verde, realizzata in via Comuna, è frutto del bando provinciale “Un nuovo Parco nel tuo Comune”, promosso dalla Provincia di Padova per rafforzare le azioni di contrasto all’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria.
Este è uno dei cinque Comuni risultati vincitori del bando, insieme a Montegrotto Terme, Piove di Sacco, Massanzago e San Giorgio in Bosco, su un totale di 14 municipalità partecipanti. Un risultato che conferma l’attenzione dell’amministrazione comunale verso la rigenerazione urbana e la sostenibilità ambientale. Il nuovo parco si estende su una superficie di circa 5 mila metri quadrati e ospita 612 nuove piante, tra alberi e arbusti, tutte essenze autoctone selezionate per la loro capacità di adattamento e resistenza. Almeno il 30% degli esemplari è costituito da alberi di dimensioni già significa-
tive, superiori ai 2,5 metri di altezza, mentre le restanti sono giovani piante destinate a crescere e consolidarsi nel tempo, contribuendo progressivamente alla creazione di un vero e proprio polmone verde urbano.
“Solo a dicembre a Este sono stati piantati circa 1.000 nuovi alberi” sottolinea l’assessora alla transizione ecologica Beatrice Andreose “612 in questo parco e oltre 300 grazie al progetto “Alberi per la Pianura Veneta”, realizzato insieme a Veneto Agricoltura e rivolto ai privati. Questo intervento si aggiunge ai due Parchi delle Api già realizzati dall’amministrazione e alle numerose piantumazioni effettuate in collaborazione con le associazioni ambientaliste del territorio. È un lavoro costante che guarda al futuro della città”.
Tra le specie messe a dimora figurano farnia, leccio, cerro, olmo, tiglio, frassino, carpino bianco e orniello, affiancati da arbusti come nocciolo, sambuco, ligustrello, sanguinella e spincervino.
La progettazione segue modelli
sostenibili, calibrati sulle caratteristiche del suolo e sulle condizioni climatiche locali, con particolare attenzione alla resilienza in vista di estati sempre più calde e siccitose. L’intitolazione a Laura Conti (1921–1993), medica, partigiana, scrittrice e tra i fondatori di Lega per l’Ambiente, rafforza il valore simbolico del nuovo parco: un luogo che unisce memoria, impegno civile e responsabilità verso le generazioni future.
Giada Zandonà
L’opposizione propone piano parcheggi, area camper e percorsi cicloturistici
“Este si spegne, il nostro Comune si sta trasformando in una città dormitorio, è un declino commerciale, turistico e culturale. Servizi ridotti, nessuna visione per il commercio di vicinato, molte vetrine chiudono, i brand più importanti lasciano la città. I pochi giovani rimasti si sono spostati, fuori dal centro, nel nuovo fast food”. Questo il bilancio della consigliera di opposizione Roberta Gallana in merito alle scelte amministrative di Matteo Pajola. “Ignorano le reali necessità del tessuto economico locale. Sono stati persi oltre 200 posti auto. La restrizione sistematica dei parcheggi allontana i potenziali clienti dai negozi del centro e riversa il caos nelle vie periferiche. Anche solo durante il giorno di mercato, i residenti assistono nelle loro vie a continui episodi di sosta selvaggia non gestita” continua Gallana che punta il dito anche sull’alto costo per il pubblico dei concerti estivi “Il pubblico
arriva a negozi già chiusi. Mancano eventi folkloristici, sportivi e culturali di rilievo che possano animare le piazze con novità, in modo diffuso e inclusivo, incentivando la passeggiata e l’acquisto nei negozi di vicinato”. Come gruppo di opposizione, assieme alla consigliera Lucia Mulato chiedono un cambio di passo: “Serve un piano straordinario dei parcheggi, la realizzazione di un’area camper moderna e percorsi cicloturistici
con hub dedicati. Un “Bonus Botteghe” con agevolazioni e politiche di sostegno concrete per le botteghe storiche e le nuove aperture. Accanto chiediamo uno stop alle restrizioni dei plateatici e un marketing territoriale coordinato con un “Calendario diffuso” di eventi di qualità, innovativi capaci di attirare persone durante tutto l’arco della giornata. Este merita di tornare a essere il polo commerciale e culturale del territorio”. (g.z.)
Il nuovo polmone verde, realizzato con essenze autoctone resistenti alla siccità, contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e rafforza una visione di città attenta al futuro e alle nuove sfide ambientali
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La sentenza. Rafforzato il piano antenne comunale
Il Consiglio di Stato accoglie la richiesta: niente antenna vicino all’asilo nido
U na sentenza che fa da apripista nell’insidiosa questione delle antenne di telefonia mobile: il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta del Comune di Este di evitare l’installazione di un sistema di ripetizione accanto a un asilo nido. Una vicenda che si è protratta per anni e che ha visto l’amministrazione portare avanti, nelle sedi opportune, la decisione di non concedere a Iliad l’installazione di un’antenna di telefonia mobile a meno di 100 metri dalla scuola materna comunale “Arcobalena” a Meggiaro, dove, dopo la recente realizzazione di una nuova sala polivalente, sono attualmente in corso altri lavori per oltre 1 milione di euro, finalizzati ad accogliere altri 30 neonati. Dopo aver perso il ricorso al Tar, il Consiglio di Stato ha invece accolto le argomentazioni presentate per il Comune a metà novembre dall’avvocato Giorgio Trovato.
Nella sentenza ha infatti censurato l’interpretazione del Tar, che aveva ritenuto illegittimo il diniego comunale sulla base della marginale migliore qualità del segnale garantita dalla localizzazione prevista dal gestore telefonico. Il Consiglio di Stato si è appellato inoltre al Regolamento comunale, che prevede espressamente che la deroga al divieto di installazione nei siti sensibili venga applicata solo quando esiste un’impossibilità tecnica di assicurare una copertura del territorio.
Nel caso in discussione, inoltre, l’accertamento tecnico richiesto dallo stesso Tar aveva sottolineato come il sito alternativo proposto dal Comune garantisse una copertura di rete solo “leggermente inferiore” rispetto a quella individuata da Iliad.
“Questa sentenza rappresenta un importante precedente in materia di regolamentazione comunale degli impianti di telefonia mobile” sottolineano il sindaco Matteo Pajola e l’assessora alla Transizione ecologica Beatrice Andreose “e di bilanciamento tra l’esigenza di tutela dei siti sensibili e la necessità di copertura del territorio. Con il ri-
corso in Consiglio di Stato abbiamo voluto tutelare il benessere di tutta la collettività e, in particolare, di un quartiere popoloso dove ha sede l’asilo nido comunale”.
Lo scorso settembre, inoltre, è stato approvato in consiglio comunale il Piano antenne, che costituisce un utile strumento per trattare con le compagnie telefoniche la localizzazione degli impianti. Uno strumento che prevede che ogni nuova installazione o modifica debba essere preventivamente comunicata ad Arpav e al Comune, che avrà il compito di verificare la rego-
larità delle istanze e autorizzare le localizzazioni solo nelle aree previste dal piano. La sentenza del Consiglio di Stato, inoltre, ha condannato il gestore telefonico
al pagamento delle spese processuali a favore del Comune, che ammontano a oltre 4 mila euro, oltre agli oneri di legge.
Giada Zandonà
Masegna Euganea a Giuseppe Fontana: la passione che fermò la cava e difese il Rusta “Nessuno più di Giuseppe Fontana merita di ricevere il premio “Masegna Euganea - un riconoscimento ai resistenti dell’ambiente e del paesaggio dei Colli Euganei” nella sua prima edizione”. Con queste parole Italia Nostra Este e il Coordinamento associazioni ambientaliste Colli Euganei hanno consegnato un attestato e una scultura in trachite, a uno dei punti di riferimento nella difesa e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del territorio del Monte Rusta. Un numeroso gruppo di attivisti si è ritrovato davanti la chiesa di Santa Lucia del Rusta, in ristrutturazione, per consegnare il primo riconoscimento del Coordinamento per chi difende e valorizza i Colli Euganei. Si tratta di un rito
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simbolico per rendere omaggio a chi, con impegno civile, culturale o operativo, ha contribuito in modo significativo alla tutela, conoscenza e valorizzazione dei Colli Euganei. “Abbiamo voluto dare a Bepi la prima edizione del premio perchè, con coraggio e determinazione, sostenuto dall’avvocato Gianluigi Ceruti e dalla sezione di Este di Italia Nostra di cui è socio da sempre, ha combattuto una battaglia difficile contro l’estrazione di marna dal Monte Cucuzzola”. L’ambientalista Gianni Sandon ha ricostruito la vicenda che ha visto il premiato sfidare, oltre 30 anni fa, interessi enormi, opponendosi al potere del cementificio Zillo in una causa legale durata anni, conclusa con una vittoria storica: la chiusura definitiva della cava. “Il danno però era già stato fatto. La cava aveva innescato il movimento franoso del Rusta, minacciando la chiesa” continuano gli ambientalisti “Oggi, dopo anni di interventi, siamo ancora qui davanti, con la stessa speranza: che si trovi una soluzione definitiva. Il premio è il riconoscimento di una vita spesa per il bene comune, per la bellezza, per chi ha saputo dire no quando era più facile voltarsi dall’altra parte”. (g.z.)
INFORMA
ra le antiche mura del Castello Carrarese di Este prende vita anche nell’estate 2026 l’Este Music Festival, l’evento estivo che, giunto alla terza edizione, continua a far risuonare la città di emozioni e grande musica.
«Este Music Festival è una rassegna in crescita anno dopo anno, non solo per la partecipazione sempre più numerosa del pubblico, ma anche per il numero di serate, che quest’anno saranno oltre die-
ci. – commenta il Sindaco Matteo Pajola. - Parliamo di un festival di altissima qualità, che aspira sempre più ad avere un respiro internazionale e che porta ogni anno il nome di Este in giro per il mondo.»
Per il luglio 2026, l’organizzatore DuePunti Eventi, in collaborazione con il Comune di Este, ha già annunciato i primi grandi nomi in cartellone.
Ad aprire il Festival sarà uno dei massimi interpreti della musica
italiana: Claudio Baglioni, che il 5 luglio alle ore 21.30 porterà sul palco del Castello Carrarese il suo attesissimo “La vita è adesso – Grand Tour”.
Imperdibile anche l’appuntamento del 17 luglio con i leggendari Deep Purple, pronti a sprigionare tutta la potenza rock di una band che ha scritto la storia della musica mondiale.
Il 20 luglio sarà la volta di Riccardo Cocciante, che presenterà il tour “Io… Riccardo Cocciante”, un viaggio emozionante attraverso i grandi successi della sua carriera.
Seguirà, il 25 luglio, il trio italiano più amato nel mondo, Il Volo, con una tappa del loro tour mondiale. Il 28 luglio, sarà la volta della storica band di symphonic metal Savatage, con una delle due sole date italiane del “Prelude to Madness Tour”.
Bonus bebè, riduzione della Tari, Bonus residenti, Kit Scuola: queste quattro novità, introdotte negli scorsi anni dall’Amministrazione Pajola, saranno confermate anche per il 2026, come previsto nel Bilancio di previsione già deliberato dalla Giunta.
Lo annuncia direttamente il Sindaco Matteo Pajola: «Sono iniziative a cui teniamo particolarmente, che rinnoviamo per il 2026 e rinnoveremo anche per tutta la nostra durata in carica. É importante che i cittadini, soprattutto in alcuni momenti significativi della loro vita, ricevano dalla comunità un segnale tangibile di vicinanza.»
Le importanti risorse stanziate negli ultimi anni ammontano in totale a circa un milione e duecentomila euro. La maggior parte dei bonus sono stati consegnati ai cittadini beneficiari sotto forma di buoni spesa da utilizzare nei negozi aderenti, così da incentivare anche il commercio e l’economia locale.
I numeri parlano chiaro. Dal 2023 l’Amministrazione comunale ha destinato un contributo di 500 euro per
In attesa di scoprire i nomi degli altri artisti che illumineranno l’estate atestina, i biglietti per i concerti sono già disponibili su Ticketone e presso i punti vendita autorizzati. «Ci sono ancora alcune sorprese in serbo, - anticipa il Sindaco Pajola. - che sono certo sapranno colpire e coinvolgere molto la collettività.»
Nel corso delle passate edizioni, il Festival ha ospitato grandi protagonisti
della scena musicale nazionale e internazionale, tra cui Anastacia, Mika, Antonello Venditti, Andrea Pucci, Fabri Fibra, The Kolors, Goran Bregovc, Francesco De Gregori, Giorgio Panariello, Marco Masini, Renga e Nek, i Finley, i Coma Cose, confermandosi come uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’estate, che ha attirato a Este un grandissimo pubblico anche internazionale.
ogni bambino nato o adottato, offrendo alle famiglie un segno di vicinanza in un momento speciale. Nel triennio sono state oltre 225 le famiglie beneficiarie del bonus bebé, un dato che evidenzia l’attenzione dell’Ente verso la genitorialità, la crescita demografica e il benessere dei più piccoli.
Per incentivare l’insediamento di nuovi cittadini e accogliere al meglio chi arriva a Este per motivi di lavoro, il Comune ha previsto un bonus dedicato ai nuovi residenti. Il contributo, compreso tra 500 e 1.000 euro in base alla composizione del nucleo familiare, è stato erogato tra il 2024 e il 2025 a quasi 80 beneficiari. Una misura che sostiene concretamente lavoratori, giovani coppie e famiglie che scelgono Este come luogo in cui vivere, contribuendo alla vitalità sociale ed economica della città.
Dal 2023 è attivo anche il Kit Scuola, un contributo dedicato ai bambini e ai ragazzi che iniziano un nuovo ciclo scolastico, presso una scuola primaria, una secondaria di primo grado o una secondaria di secondo
grado. Il bonus, dal valore di 100 euro per ogni studente, distribuito fino a esaurimento fondi secondo una graduatoria basata sull’ISEE dei richiedenti, è stato erogato negli ultimi tre anni a un totale di 261 famiglie, accompagnando studenti e genitori nei costi legati all’avvio dell’anno scolastico. Uno sguardo attento è rivolto anche all’intera comunità dal punto di vista ambientale. L’Amministrazione, infatti, dal 2022 ad oggi ha mantenuto stabile la riduzione della TARI, la tariffa sui rifiuti, alleggerendo, con uno sconto diretto in bolletta, la pressione economica sulle famiglie e promuovendo al tempo stesso comportamenti responsabili nella gestione dei rifiuti. Con l’utilizzo di parte degli utili di Sesa, l’amministrazione comunale ha alleggerito ogni anno agli utenti privati la bolletta di oltre il 20%.
«Con questi interventi, l’Amministrazione comunale conferma la propria volontà di investire nelle persone, attrarre nuovi cittadini e potenziare il supporto alle famiglie. – conclude il Sindaco Pajola. - I bonus rappresentano un tassello di una strategia più ampia, orientata alla qualità della vita, ai servizi e alle politiche di accoglienza».
Sindaco Matteo Pajola
Messaggio
Scuole.
L’obiettivo è stato raggiunto grazie alla didattica solida e attività laboratoriali
Il liceo G.B. Ferrari si conferma primo nel Veneto e tra i migliori
Il liceo G.B. Ferrari di Este si conferma tra le migliori scuole d’Italia secondo l’edizione 2025 della classifica Eduscopio della Fondazione Agnelli, che valuta la qualità degli istituti superiori sulla base dell’analisi dei dati relativi a 1 milione e 355 mila diplomati italiani, monitorati in tre successivi anni scolastici.
Il “Ferrari” risulta il miglior liceo classico del Veneto e primo nella graduatoria provinciale per i licei classico, scientifico–scienze applicate e linguistico. L’istituto ottiene inoltre risultati di rilievo anche negli indirizzi scientifico e artistico, dove si colloca al secondo posto provinciale. Un riconoscimento che premia la solidità del percorso formativo, la qualità della didattica e l’impegno condiviso di studenti, docenti e personale scolastico. “Il riconoscimento che è motivo di grande soddisfazione per tutta la nostra comunità” sottolinea il sindaco Matteo Pajola. “Questo risultato testimonia l’impegno costante della dirigenza, dei docenti, del personale scolastico e degli studenti, che ogni giorno investono energie e passione nella qualità della formazione. Come amministrazione non possiamo che esprimere il nostro più sincero apprezzamento per un’eccellenza del territorio che contribuisce, con serietà e competenza, alla crescita culturale della città. Congratulazioni all’istituto Ferrari, a tutto il suo personale, agli studenti e alle loro famiglie. Un plauso va anche agli istituti Atestino ed Euganeo, che hanno ottenuto punteggi importanti nelle classifiche degli istituti tecnicoeconomici e tecnico-tecnologici. Una grande soddisfazione per tutta la città” conclude il sindaco Pajola. “Un traguardo che ci riempie di orgoglio!” aggiunge la professoressa Milena Cosimo, dirigente scolastica del polo liceale. “Questo risultato è frutto non solo dell’impegno quotidiano, ma anche della ricchezza delle attività curricolari ed extracurriculari, comprese le esperienze laboratoriali nei diversi ambiti disciplinari, che rendono il nostro percorso formativo completo e stimolante. La nostra scuola è un ambiente dinamico e in continua evoluzione, capace di rinnovarsi e di aprirsi al cambiamento
senza perdere il legame con le proprie radici. Qui tradizione e innovazione convivono e si intrecciano, dando vita a un contesto educativo unico. Il nostro obiettivo è alimentare la curiosità, stimolare la passione e accendere quella scintilla che trasforma lo studio in scoperta e la conoscenza in esperienza viva. Un traguardo che ci motiva a guardare avanti con entusiasmo, continuando a costruire un ambiente in cui ogni studente possa crescere, esplorare e realizzare il proprio potenziale”.
Giada Zandonà
L’opposizione propone piano parcheggi, area camper e percorsi cicloturistici
“Este si spegne, il nostro Comune si sta trasformando in una città dormitorio, è un declino commerciale, turistico e culturale. Servizi ridotti, nessuna visione per il commercio di vicinato, molte vetrine chiudono, i brand più importanti lasciano la città. I pochi giovani rimasti si sono spostati, fuori dal centro, nel nuovo fast food”. Questo il bilancio della consigliera di opposizione Roberta Gallana in merito alle scelte amministrative di Matteo Pajola. “Ignorano le reali necessità del tessuto economico locale. Sono stati persi oltre 200 posti auto. La restrizione sistematica dei parcheggi allontana i potenziali clienti dai negozi del centro e riversa il caos nelle vie periferiche. Anche solo durante il giorno di
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mercato, i residenti assistono nelle loro vie a continui episodi di sosta selvaggia non gestita” continua Gallana che punta il dito anche sull’alto costo per il pubblico dei concerti estivi “Il pubblico arriva a negozi già chiusi. Mancano eventi folkloristici, sportivi e culturali di rilievo che possano animare le piazze con novità, in modo diffuso e inclusivo, incentivando la passeggiata e l’acquisto nei negozi di vicinato”.
Come gruppo di opposizione, assieme alla consigliera Lucia Mulato chiedono un cambio di passo: “Serve un piano straordinario dei parcheggi, la realizzazione di un’area camper moderna e percorsi cicloturistici con hub dedicati. Un “Bonus Botteghe” con agevolazioni e politiche di sostegno concrete per le botteghe storiche e le nuove aperture. Accanto chiediamo uno stop alle restrizioni dei plateatici e un marketing territoriale coordinato con un “Calendario diffuso” di eventi di qualità, innovativi capaci di attirare persone durante tutto l’arco della giornata. Este merita di tornare a essere il polo commerciale e culturale del territorio”. (g.z.)
“Scatola Sonora”: la stagione di Barco Teatro, viaggio nella storia della musica in 18 concerti
Con la direzione artistica di Giacomo Susani con Francesco Antonioni sono in programma concerti di improvvisazione classica e jazz, incursioni nel repertorio classico russo e nella tradizione armena, un excursus dell’evoluzione musicale dal Barocco ai primi del Novecento
Con l’inizio dell’anno è cominciata anche la nuova stagione di Barco Teatro, una serie di concerti di musica classica che ci accompagnerà fino alla fine del 2026. Inaugurato nel 2018 dopo gli interventi di ristrutturazione che hanno interessato la barchessa di Villa Tron, un complesso seicentesco collocato nei pressi dell’Orto Botanico, della Basilica di Sant’Antonio e Prato della Valle, Barco Teatro è presto diventato un punto di riferimento per i musicofili e in generale per chi desidera approfondire la propria conoscenza della musica classica seguendo un approccio accessibile ma non per questo superficiale. Con una program-
mazione incentrata proprio sulla musica classica, ma positivamente contaminata anche da incursioni nelle arti figurative a teatrale, da sempre la rassegna ospitata nell’ex barchessa si pone come un contenitore multidisciplinare in cui convivono e si intrecciano diverse espressioni artistiche, grazie anche alle esposizione temporanee che arricchiscono la sala.
Nel corso del 2026, in questa particolare cornice, verranno proposti diversi concerti introdotti da esperti musicologi in grado di accompagnare gli spettatori in modo leggero e preciso. Con la direzione artistica di Giacomo Susani con Francesco
Antonioni, la programmazione del 2026 comprende 18 concerti divisi in due parti (dal 9 gennaio al 23 maggio e dal 26 settembre al 19 dicembre). Dopo il concerto inaugurale in collaborazione con OPV, ospitata all’Auditorium Pollini, seguito dall’esibizione del Trio Hermes “L’impero e l’esilio”, nei prossimi mesi il palco ospiterà diversi tipi di performance, compresi concerti di improvvisazione classica e jazz, incursioni nel repertorio classico russo e nella tradizione musicale armena e un panorama dell’evoluzione musicale dal Barocco ai primi del Novecento. Da segnalare, inoltre, nella prima parte della stagione, l’omaggio a Gyorgy Ligeti a venti anni dalla scomparsa: la musica ricercata del musicista sarà protagonista del concerto del 21 marzo “Round Trip tra passato e presente: il gioco delle diversità”, un viaggio attraverso diverse epoche e forme musicali tramite una sequenza di brani
che, a partire da un’unica nota, si arricchiscono progressivamente fino a includere tutti i suoni. Non mancheranno gli appuntamenti dedicati ad alcuni dei più grandi compositori della storia, a partire da Bach, che verrà omaggiato il 9 maggio con “Bach - Father & Sons”, un excursus sull’intera famiglia Bach e sulle direzioni intraprese dai tre figli del compo-
Renato Vanzelli protagonista di una retrospettiva a Palazzo Zuckermann
C’è tempo fino al primo marzo per visitare la mostra “Renato Vanzelli (1932 - 1993) - Studio d’Artista”, dedicata allo scultore padovano. Ospitata a Palazzo Zuckermann e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e il patrocinio del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, la mostra è una retrospettiva che si propone di ripercorrere l’intero percorso creativo dell’artista, presentando al pubblico sia le opere più note che una parte di produzione meno conosciuta, cui Van-
zelli si dedicò fra gli anni Cinquanta e Sessanta, periodo in cui lo scultore era ancora legato all’istituto d’Arte Pietro Selvatico, dove non solo si era formato, ma aveva anche insegnato cesello e sbalzo. In particolare, i visitatori potranno ammirare oggetti d’arte applicata come vasi, specchi e ciotole che parlano del dialogo intrapreso da Vanzelli con artisti quali Amleto Sartori, Mario Pinton e Paolo de Poli. È proprio con alcuni di questi oggetti che lo scultore prese parte alla Biennale di Venezia nel 1964. Visitando la mostra si potranno ap-
profondire i processi, i materiali e le tecniche che hanno caratterizzato la produzione artistica di Vanzelli, grazie anche alla ricostruzione del laboratorio di via Armistizio in cui l’artista ideava le proprie opere. Conosciuto in particolare per le opere bronzee, negli anni Ottanta e Novanta l’artista si dedicò invece ad altri materiali (legno, piombo, argento, cera), con i quali realizzò delle opere caratterizzate da un elevato rigore geometrico: la mostra permetterà di ammirare anche questa parte della sua produzione. (f.t.)
sitore dopo la sua morte, e Schubert, di cui verrà presentato un movimento di un quartetto mai portato a termine dal compositore (“Lampi di luce e oscurità”, il 18 aprile). Prima di ogni evento, pubblico e artisti potranno intrattenersi condividendo un aperitivo all’interno del bar del teatro.
Francesca Tessarollo
Il Trio Hermès (Ginevra Bassetti violino – Francesca Giglio violoncello – Greta Lobefaro pianoforte) sul palco il 24 gennaio
L’incontro. Vertice in Regione sullo sviluppo economico
Regione e CNA a confronto: focus su credito e sostegno alle piccole e medie imprese
Artigiani e piccole imprese al centro dell’incontro tra Regione e CNA Veneto. Bitonci ha illustrato le linee del Patto per lo Sviluppo, con attenzione a mercato, infrastrutture, lavoro e formazione. Annunciati nuovi strumenti per l’accesso al credito e un Tavolo permanente di confronto
PRIMI CITTADINI
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Vincenzo Gottardo le interviste ai sindaci
U n confronto diretto sui problemi quotidiani delle imprese artigiane e delle piccole e medie aziende venete, con l’obiettivo di passare dalle parole ai fatti. È questo il senso dell’incontro che si è svolto a Venezia tra l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci e i vertici di CNA Veneto, rappresentati dal presidente Moreno De Col e dal segretario regionale Matteo Ribon.
dal lunedì al venerdì
Regione ha ribadito di essere al lavoro su nuovi strumenti di garanzia e su forme di sostegno finanziario pensate per dare respiro alla liquidità delle imprese e favorirne la crescita, in collaborazione con le strutture regionali dedicate allo sviluppo economico.
che non siano temporanei, ma abbiano una durata di almeno tre anni, così da offrire certezze a chi fa impresa.
Al centro del dialogo il Patto per lo Sviluppo, indicato dalla Regione come uno degli assi portanti del proprio progetto economico. Il percorso si muove su cinque direttrici principali: rafforzare la capacità di stare sul mercato delle imprese, migliorare strade e collegamenti, sostenere lavoro e servizi sociali, accompagnare il passaggio di testimone tra generazioni nelle aziende e investire su formazione e competenze. Un impianto che, nelle intenzioni dell’assessore, punta a dare solidità al sistema produttivo del Veneto, partendo da chi ogni giorno tiene aperte botteghe, laboratori e piccole aziende.
in tutto il Veneto in
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di uno dei nodi più sentiti dagli imprenditori: la difficoltà ad accedere ai finanziamenti. Un problema che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte e che spesso frena nuovi investimenti. La
Artigiani
veneti sotto
Tra gli impegni annunciati anche la convocazione di un Tavolo dei Confidi, per rimettere attorno allo stesso tavolo i soggetti che facilitano l’accesso al credito, e l’idea di coordinarsi con altre Regioni per condividere soluzioni e buone pratiche. L’obiettivo dichiarato è quello di creare strumenti
Infine, l’assessore Bitonci ha confermato la volontà di istituire un Tavolo permanente per l’Artigianato, con incontri ogni tre mesi. Una sede stabile di confronto che, nelle intenzioni della Regione, dovrà servire ad ascoltare con continuità le esigenze delle imprese artigiane venete e a costruire risposte concrete insieme alle loro rappresentanze, riconoscendo il ruolo centrale che l’artigianato continua ad avere nell’economia e nell’identità del Veneto.
assedio: quasi 49mila imprese colpite dal lavoro irregolare
Il lavoro sommerso continua a mettere in difficoltà migliaia di artigiani in Veneto, dove quasi 49mila imprese – pari al 47% del totale regionale – subiscono quotidianamente la concorrenza di operatori irregolari. Lo rileva il 20° rapporto Galassia di Confartigianato Imprese, che evidenzia un fenomeno in forte crescita. A livello nazionale, l’economia sommersa pesa 217,5 miliardi di euro, ovvero il 10,2% del Pil, di cui 77,2 miliardi derivano dal la-
voro irregolare, con un aumento dell’11,3% in un solo anno. Settori come benessere, estetica e attività creative raggiungono tassi di irregolarità del 13,1%, mentre nelle costruzioni si attesta al 10,3%.
In Veneto le categorie più colpite includono acconciatori, estetisti, fotografi, muratori, elettricisti, idraulici, pittori edili, manutentori del verde, traslocatori e tassisti. Secondo Confartigianato Veneto, mestieri legati alla cura della persona e alla manutenzione domestica risultano particolarmente vulnerabili a forme di abusivismo che sfuggono ai controlli e riducono la qualità dei servizi.
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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO
segue da pag. 1
Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale
Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-
rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo
aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.
La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati
Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità
e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”
«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.
Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-
so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.
La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre
che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.
Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità
veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.
Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)
Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri
Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.
La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani
Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida
Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome
“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.
Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.
Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.
Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-
tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.
Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.
“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.
Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga
più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”
Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.
“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per
poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-
brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)
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Il presidente Federico Testa
Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal
Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova
Cresce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.
Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre
2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-
tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano
Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato
che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.
Luciano Greco, presidente di Interporto Padova
L’intervista. Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali
Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone
“Lo studio un piacere nato da una passione”
Silvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.
La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?
È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i
nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!
Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?
Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.
Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.
Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza
e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.
Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?
È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.
Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-
sime”. È proprio così?
Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).
Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?
L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The
Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?
Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.
Giacomo Brunoro Il personaggio
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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K-Pop,
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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda
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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione
n nuovo, importante tra-
Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.
U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.
ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.
U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta
delle principali funzioni azien-
no, il legame con i terri-
Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere
Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord
prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.
Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.
Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?
«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e
Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?
«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»
Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.
«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»
ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non
attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli
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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità
Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa
In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti
Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.
Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,
dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.
«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace
di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.
Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».
Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-
te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».
Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-
li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».
Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.
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Paola Bigon Alberto Gottardo
Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri
Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei
Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6 Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza
l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale
L’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di
degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato, come infarti e ictus, viene garantita regolarmente.
Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempe-
stive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”. Il direttore generale Paolo Fortuna ha dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.
La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti
Approvato il progetto esecutivo del nuovo hospice pediatrico
Padova consolida il proprio ruolo di riferimento nazionale in ambito sanitario, capace di tenere insieme innovazione clinica, organizzazione dei servizi e attenzione profonda alla persona. Una visione che prende forma su due fronti diversi ma accomunati dallo stesso approccio: il nuovo hospice pediatrico, pensato per bambini e ragazzi con patologie complesse, e l’attività trapiantologica renale, con percorsi avanzati di donazione da vivente e donazione samaritana che rappresentano un modello riconosciuto a livello nazionale.
Il progetto del nuovo hospice pediatrico nasce nel 2021 con la presentazione del primo studio di fattibilità. Un’idea che, fin dall’inizio, ha trovato il sostegno delle istituzioni regionali e dell’azienda sanitaria, fino ad arrivare a un passaggio decisivo: il finanziamento del Ministero della Salute, pari a quasi 9 milioni di euro. Un investimento che ha permesso di proseguire il percorso progettuale e di arrivare, nel 2025, all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo.
Il primo intervento interesserà via Falloppio 17, destinata a diventare il cuore assistenziale del nuovo hospice pediatrico. Accanto a questo nucleo centrale, il progetto prevede anche uno svilup-
po più ampio: spazi dedicati alla formazione in via Sant’Eufemia e luoghi di accoglienza per le famiglie in via San Massimo. Un sistema integrato che riconosce come la cura non si esaurisca nell’assistenza sanitaria, ma debba includere anche il supporto educativo, relazionale e umano.
A sintetizzare il senso profondo dell’iniziativa è il presidente dell’associazione Miglior Vita Possibile, che parla di «un grande impegno etico, civile e sociale», finalizzato a garantire ai bambini e ai ragazzi colpiti da malattie difficili e spesso rare «la miglior vita possibile». Un’espressione che non indica una rinuncia alle cure, ma la volontà di offrire una vita il più possibile normale, ricca di relazioni e di opportunità, anche dentro una condizione di fragilità. Questa impostazione si inserisce in un contesto più ampio, in cui le cure palliative pediatriche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella medicina moderna. Un ambito che, come ricordato durante la presentazione del progetto, in passato veniva guardato con diffidenza, ma che oggi è riconosciuto come indicatore fondamentale della qualità della risposta sanitaria. Non una sconfitta della medicina, ma un modo diverso e più completo di prendersi cura.
i pazienti secondo criteri di sicurezza”.
Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei repar-
ti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.
Lo stesso equilibrio tra rigore scientifico e attenzione alla persona caratterizza anche l’attività trapiantologica. Padova si conferma infatti uno dei principali centri italiani per i trapianti di rene. Dal 1988 a oggi sono stati effettuati 3.710 trapianti renali, con una crescita costante dei trapianti da donatore vivente, che hanno raggiunto quota 856. Particolarmente significativo è il capitolo della donazione samaritana, una delle forme più alte e complesse di solidarietà in ambito sanitario. Dal 2021 al marzo 2025, a Padova sono state valutate cinque persone come potenziali donatori samaritani, dando origine a esperienze concrete che han-
no attivato catene di trapianti incrociati tra diversi centri italiani. Alla base di questi percorsi c’è un protocollo rigoroso, che integra valutazioni cliniche, psicologiche ed etiche, con l’obiettivo di tutelare pienamente il donatore e, allo stesso tempo, offrire nuove possibilità di vita ai pazienti in attesa. Che si tratti di accompagnare bambini fragili lungo percorsi di cura complessi o di trasformare un gesto di altruismo individuale in un’opportunità concreta per più persone, Padova conferma una sanità capace di guardare oltre la prestazione, mettendo al centro la persona e il valore della vita in tutte le sue fasi.
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