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laPiazza dell'Alta - Mar26

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In strada tra prudenza e nuova consapevolezza

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.

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I manager della sanità padovana: Fortuna in Azienda Ospedale, Benini all’Ulss 6

Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti

Tra cantieri, milioni investiti e dati sugli incidenti, i numeri raccontano che la partita sulla sicurezza è tutt’altro che chiusa

L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile

DLiceo classico, scelta da eroi

Giampiero Beltotto

ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.

VALERIA MANTOVAN: “LA CULTURA IN VENETO E’ RISORSA VIVA, DIFFUSA E FECONDA”

Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop

L’assessore con deleghe a cultura, scuola e politiche giovanili lascia l’esecutivo

“Quello di Lupin III”: Davide
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La Biblioteca Comunale di Cittadella cresce ancora

La Biblioteca Comunale chiude il 2025 con risultati estremamente positivi, confermandosi come uno dei principali punti di riferimento culturali e sociali per il territorio. I dati dell’ultimo anno raccontano una realtà viva e partecipata, capace di attrarre nuovi lettori, sostenere il percorso formativo degli studenti e custodire con attenzione la memoria storica della città.

Uno dei risultati più significativi riguarda il numero dei prestiti: nel 2025 è stata superata la soglia dei 50.000 prestiti complessivi, di cui oltre 36.000 effettuati direttamente in biblioteca e circa 13.500 attraverso il servizio di interprestito, segno di un sistema bibliotecario efficiente e ben integrato nella rete territoriale. Parallelamente continua a crescere anche il patrimonio librario, che ha raggiunto 70.202 volumi, grazie a quasi 2.000 nuovi acquisti e alla generosità dei cittadini che hanno donato circa 600 libri.

Particolarmente significativo è anche il dato relativo agli utenti. Nel corso dell’anno la biblioteca ha registrato 2.902 utenti attivi, con circa 800 nuovi iscritti, confermando il proprio ruolo di spazio culturale sempre più frequentato e aperto alla comunità.

“I numeri del 2025 ci dicono una cosa chiara: la nostra biblioteca è un luogo vivo, che i cittadini sentono come casa propria - ha detto il primo cittadino Luca Pierobon -. Vedere così tanti nuovi iscritti e una partecipazione così trasversale è il segno che c’è una grande voglia di partecipazione. Oltre ai numeri, quello che conta è il valore umano di uno spazio che sa essere al contempo luogo di studio, centro di aggregazione e custode attento della nostra memoria storica. Un ringraziamento sincero va a tutto il personale per l’impegno quotidiano nel rendere la cultura un’esperienza accessibile e concreta per i cittadini”.

Redazione Padova

Record di prestiti, cultura e partecipazione nel bilancio 2025

Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto

Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”. continua da pag. 1

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24 - 25 Maggio 2026

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ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

Sicurezza stradale/1. La fotografia della viabilità tra Cittadella, Fontaniva e Carmignano

Ben 143 incidenti rilevati solo nel 2025

La sicurezza stradale resta una delle priorità per il territorio di Cittadella e dell’Alta Padovana. Tra manutenzioni, messa in sicurezza dei ponti e interventi programmati lungo le arterie provinciali, il 2025 e il 2026 si confermano anni cruciali per la viabilità locale. La rete gestita dalla Provincia supera i mille chilometri di strade e comprende oltre seicento manufatti tra ponti e viadotti. Nel solo comparto viabilità sono previsti 2,4 milioni di euro per pronto intervento, rifacimento della segnaletica, sfalci, barriere di protezione e Piano Neve, ai quali si aggiungono ulteriori risorse per verifiche strutturali e progettazioni.

Nel Cittadellese è in corso un piano da un milione di euro per la messa in sicurezza di sei ponti tra Tombolo, Grantorto e Piazzola sul Brenta. Gli interventi interessano in particolare la SP94 e la SP67, con opere su manufatti che attraversano rogge e corsi d’acqua del territorio.

Sempre lungo la SP94 sono previsti lavori diffusi di miglioramen-

to della sicurezza, in particolare sui giunti dei ponti, per un investimento di 650 mila euro. Interventi tecnici ma strategici: il deterioramento di giunti e impalcati rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per la funzionalità e la sicurezza delle infrastrutture.

Accanto alla rete stradale, anche il polo scolastico provinciale di Cittadella è interessato da lavori rilevanti. All’Istituto Meucci sono in corso interventi di adeguamento statico e sismico su palestra, spogliatoi e biblioteca per oltre 3 milioni di euro, mentre all’istituto Fanoli è stato completato il rafforzamento strutturale dell’edificio. Opere che incidono indirettamente anche sulla viabilità urbana, considerando i flussi quotidiani di oltre mille studenti, concentrati nelle ore di punta.

Nel territorio di Fontaniva e Carmignano di Brenta la Provincia ha inserito in fase di progettazione la messa in sicurezza della pavimentazione lungo l’itinerario ciclabile del Brenta, con un investimento di circa 890 mila euro. L’obiettivo è ridurre le situazioni

Associazione familiari vittime

“Nel giro di vent’anni anni il numero di giovani morti in sinistri stradali in età compresa tra 20 e 29 anni è diminuito, passando a livello nazionale dalle 1700 vittime del 2004 alle 1100 del 2011, fino alle 700 attuali. Resta alto il numero di pedoni uccisi: 500 nell’ultima rilevazione disponibile. Il Ministero dei Trasporti autorizzi al più presto i lavori di adeguamento degli autovelox”.

A dirlo è Paolo Battistini, presidente dell’Associazione Italiana Famigliari Vittime della Strada per le province di Padova e Venezia, da anni impegnato nella promozione dell’educazione stradale tra gli studenti delle scuole del territorio e nel sollecitare enti

di pericolo per ciclisti e pedoni in un’area ad alta frequentazione.

Sul fronte dell’incidentalità, i dati della Polizia locale del Distretto PD1A – coordinato dal comandante Sambugaro e composto da dieci Comuni dell’Alta Padovana – fotografano una situazione che richiede attenzione costante.

Nel 2025 sono stati rilevati 143 sinistri stradali complessivi, di cui 62 nel solo territorio di Cittadella. Di questi, 36 hanno comportato feriti.

Dal punto di vista qualitativo, il 30% riguarda scontri frontali o laterali, il 21% tamponamenti, il 15% uscite autonome di strada, il 12% scontri frontali, l’8% urti contro ostacolo fisso, il 6% investimenti di pedoni, il 5% scontri laterali e il restante 3% altre casistiche.

Le principali violazioni al Codice della strada risultano legate alla mancata precedenza alle intersezioni, al mancato rispetto della distanza di sicurezza, alla velocità eccessiva e alla distrazione alla guida. “La sicurezza stradale non è uno slogan ma un lavoro quo-

tidiano”, sottolinea il sindaco di Cittadella Luca Pierobon. “Stiamo collaborando con la Provincia per monitorare le criticità sulle provinciali, mentre come Comune interveniamo su illuminazione, attraversamenti pedonali e controllo della velocità. Ogni investimento in manutenzione e prevenzione significa meno rischi per

cittadini, studenti e lavoratori”. L’obiettivo condiviso è chiaro: ridurre l’incidentalità e rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani, sia su gomma sia in bicicletta. Un percorso che richiede risorse, coordinamento tra enti e interventi costanti su una rete viaria strategica per tutta l’Alta Padovana. Elisa Bonino

della strada: “Velocità ridotte autovelox a norma per salvare vite umane”

locali e istituzioni nazionali a rafforzare gli strumenti utili ad aumentare la sicurezza sulle strade. “In queste settimane faremo incontri nelle scuole dell’area di Cittadella, nel Padovano, e a Borgoricco – dice Battistini – ma anche a Mirano, nel Veneziano, ad aprile. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato iniziative di sensibilizzazione, ad esempio a Martellago e a Piove di Sacco. Mi sono reso disponibile anche per attività in provincia di Rovigo, ad esempio nel Comune di Trecenta”. Secondo Battistini, nel 2024 rispetto al 2023 in Veneto si è registrato un aumento del numero di sinistri stradali gravi o mortali, una tendenza che – pur in assenza di dati

ufficiali – sembrerebbe proseguire anche nel 2025. “Per far diminuire il numero di sinistri mortali o gravi – sottolinea Battistini – una strada è obbligata: ridurre la velocità di auto, camion e moto. Si spera che al più presto gli autovelox spenti possano essere riaccesi con il via libera del Ministero dei Trasporti. Vanno nella giusta direzione anche l’istituzione di molte strade con il limite dei 30 chilometri all’ora”. Infine l’attenzione si sposta sul progressivo invecchiamento della popolazione alla guida. “Servono controlli precisi sulle condizioni psicofisiche di chi – conclude – magari a 75 o 80 anni si mette alla guida dell’auto”. (a.a.)

Sicurezza stradale/2. Avviata una sperimentazione concreta di sicurezza partecipata

Fontaniva, firmato il protocollo d’intesa

Un passo importante verso la sicurezza partecipata: il 26 febbraio scorso, alla Prefettura di Padova, i comuni di Fontaniva, Rubano, San Giorgio in Bosco e Cittadella hanno firmato il Protocollo d’intesa con la Prefettura, dando ufficialmente avvio al progetto di controllo di vicinato. Presenti alla firma il Prefetto Dott. Giuseppe Forlenza e i rappresentanti dei comuni coinvolti, l’accordo rappresenta un quadro istituzionale chiaro per un’iniziativa che punta a rafforzare la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.

L’idea del progetto nasce dal confronto diretto con i cittadini lo scorso dicembre, durante un incontro pubblico a Fontaniva che ha visto la partecipazione di circa quaranta persone. In quell’occasione è emersa la volontà di strutturare uno strumento che permetta di collaborare in maniera organizzata con le forze dell’ordine, non attraverso ronde o pattugliamenti autonomi, ma tramite un sistema di segnalazioni coordinato e sicuro.

Tra la fase partecipativa e la firma del protocollo, il Comune di Fontaniva ha adottato in Giunta comunale il regolamento del progetto di controllo di vicinato, basandosi sulla bozza predisposta dalla Provincia e adattandola alle esigenze locali. “Il regolamento – sottolinea il sindaco Alberto

Trento – definisce regole chiare e garantisce che il coinvolgimento dei cittadini sia sicuro e coordinato con le istituzioni. Non si tratta di sostituirsi alle forze dell’ordine, ma di costruire un’occasione di collaborazione per aumentare la percezione di sicurezza nei quartieri”.

I prossimi passi prevedono la pubblicazione della manifestazione di interesse per raccogliere le adesioni dei cittadini disponibili a partecipare al progetto. L’obiettivo è costituire gruppi di controllo di vicinato per ciascun quartiere, individuando anche i coordinatori dei gruppi. La settimana prossima la manifestazione sarà già disponibile sul sito del Comune, in modo

che tutti possano candidarsi.

Verso fine mese si terrà inoltre un incontro pubblico con la Polizia Locale, durante il quale saranno illustrate le modalità operative dei gruppi e ribadita la struttura del progetto. L’organizzazione sarà flessibile e modulabile, adattandosi al numero di volontari che decideranno di partecipare, con la finalità di avere più occhi sul territorio, segnalare tempestivamente situazioni anomale e consentire alle forze dell’ordine di intervenire in modo mirato e rapido.

Il sindaco Trento aggiunge: “Chi vive quotidianamente i quartieri nota per primo situazioni insolite o potenzialmente pericolose. Strutturare queste osservazioni in collaborazione con Polizia Locale e Forze dell’Ordine non solo tutela il territorio, ma protegge anche chi decide di mettersi a disposizione, garantendo sicurezza e trasparenza. Si tratta di un progetto di responsabilità civica, dove i cittadini diventano protagonisti attivi della comunità in un quadro istituzionale chiaro”.

Con questo protocollo Fontaniva dà avvio a una sperimentazione concreta di sicurezza partecipata, dove la cooperazione tra cittadini e istituzioni diventa uno strumento utile per prevenire situazioni critiche e rafforzare la coesione sociale nei quartieri.

Federico Franchin

Le imprese chiedono opere per il territorio

Alta velocità ferroviaria, ma non solo. Accanto alle grandi opere resta l’urgenza di rafforzare anche quelle considerate minori, ma decisive per la competitività di uno dei territori quello più dinamici d’Italia. Tra le priorità indicate da Confindustria figurano il potenziamento della nuova Strada del Santo (Sr 308) in direzione Padova Est con il collegamento diretto alla Pedemontana, l’adeguamento della 47 Valsugana da Limena a Cittadella, la realizzazione della variante da Cittadella a Bassano e gli interventi sulla Sr 10 Padana Inferiore. “Anni di appelli, tavoli istituzionali, protocolli - dice Francesco Nalini, vicepresidente per il Territorio di Padova di Confindustria Veneto Est - sono caduti nel vuoto. Oggi il territorio deve scegliere:

competere o declinare. È tempo di compiere passi avanti decisivi sugli investimenti nella rete viaria, evitando ulteriori ritardi. Solo così potremo rafforzare la resilienza delle imprese e scongiurare il rischio di deindustrializzazione del quadrante Nord della provincia, un’area che vale circa il 40% della produzione industriale e del fatturato provinciali”. “Padova è un motore economico fondamentale per tutta l’area metropolitana e per il Veneto – sottolinea Nalini. La forza delle sue imprese, in larga parte manifatturiere, rende quest’area un’eccellenza capace di realizzare 13,3 miliardi di export nel 2024, un valore mai registrato prima”. Secondo un’elaborazione di InfoCamere per Confindustria Veneto Est, nel corridoio che si

sviluppa lungo il tracciato della Sr 308 e della Valsugana (da Padova Est verso Castelfranco e tra Limena e Cittadella) si concentrano oltre 7.000 imprese manifatturiere (industria e costruzioni) con 78mila addetti, aumentati dell’83% dal 2019. Realtà che generano un valore della produzione di 13 miliardi di euro nel 2024 (+47% dal periodo pre-Covid), pari al 38,2% dell’output industriale padovano e 18,3 miliardi di ricchezza prodotta ogni anno (28,5% del totale). “Per continuare a crescere e competereconclude Nalini - è prioritario che tutti gli attori del territorio, dalla Regione alle Province, ai Comuni e alle forze sociali, giochino ‘di sistema’ partite chiave anche verso il Ministero competente e l’Anas, senza ritardi o divisioni”. (a.a.)

La cooperazione tra cittadini e istituzioni è fondamentale per prevenire situazioni critiche e rafforzare la coesione sociale nei quartieri

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Politica. Scossa nella maggioranza di centrodestra

Si dimette l’assessore Paola Geremia

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n vero terremoto politico

scuote il centrodestra cittadellese a poco più di un anno dalla fine del mandato amministrativo. Paola Geremia, assessore comunale con deleghe a cultura, politiche giovanili, biblioteca, economato e pubblica istruzione, ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili nelle mani del sindaco Luca Pierobon, aprendo un nuovo fronte all’interno della maggioranza che governa la città murata. Le deleghe affidate a Geremia risultavano ancora formalmente in capo all’assessore negli atti comunali più recenti.

La decisione, arriva al termine di una riflessione che, da quanto emerge dalla lettera inviata al primo cittadino, agli assessori e al presidente del consiglio comunale, sarebbe maturata da tempo. Parole pesanti, che vanno ben oltre il semplice passo indietro amministrativo e che assumono il valore di una presa di distanza politica netta. Geremia parla infatti di una scelta “sofferta”, ma ormai necessaria per “onorare la propria coscienza” e il mandato ricevuto dai cittadini.

Nel testo della missiva, l’ex assessore richiama un’idea di politica intesa come servizio, contrapponendola a un sistema che, a suo dire, avrebbe “smarrito la bussola morale”. Un passaggio che lascia trasparire tutta la profondità della frattura: quando, scrive, “il chi diventa più importante del perché”, la politica smette di essere tale e si riduce a gestione di ambizioni individuali. Un giudizio severo, che inevitabilmente pesa sugli equilibri della giunta Pierobon. Non meno significativo il riferimento al quadro nazionale e internazionale. Geremia motiva infatti il proprio

addio anche con ragioni di natura politico-valoriale, sostenendo di non riconoscersi più in alcune posizioni assunte dal partito. Da qui la decisione di interrompere non solo l’esperienza amministrativa, ma anche il percorso dentro Fratelli d’Italia. Una rottura che assume quindi un duplice significato: istituzionale, per l’uscita dalla giunta, e politico, per il distacco dal partito con cui era approdata nell’esecutivo cittadino.

La sua uscita di scena riapre inevitabilmente il tema degli assetti della maggioranza. La giunta comunale, negli atti ufficiali pubblicati dal Comune fino alle ultime settimane, risultava composta dal sindaco Luca Pierobon, dalla vicesindaco Marina Beltrame e dagli assessori Andrea Bertollo, Filippo De Rossi, Diego Galli e Paola Geremia. Con le dimissioni dell’assessore di Fratelli d’Italia, ora il sindaco dovrà decidere se trattenere temporaneamente le deleghe o procedere in tempi rapidi a una nuova nomina.

In merito alla vicenda, il sindaco Pierobon ha dichiarato: “Si tratta di dimissioni non previste, senza alcun sentore all’interno della giunta. L’ultima riunione di lavoro l’abbiamo avuta lunedì pomeriggio (9 marzo,ndr), e non c’era alcun segnale di malessere. Oltretutto la giunta ha sempre lavorato in questi anni all’unanimità, senza forti contraddizioni o visioni diverse. Ho letto la lettera di dimissioni che sembra parlare di argomenti esterni all’amministrazione comunale, che nulla hanno a che vedere con il lavoro svolto per i cittadini. Spiace dover sostituire un assessore a un anno dalle elezioni, soprattutto perché le deleghe riguardano cultu-

ra, istruzione e giovani. Il nuovo assessore dovrà adattarsi immediatamente per non penalizzare i cittadini. Auguro a Paola buona fortuna e la ringrazio per quanto fatto”.

Per Geremia non si tratta del primo passo indietro dall’esecutivo cittadino. Già nel gennaio 2022 aveva lasciato temporaneamente l’incarico per motivi professionali, salvo poi tornare in giunta una volta concluso positivamente l’anno di prova legato alla propria attività di insegnante. Questa volta, però, il tenore della lettera lascia intendere che non

vi siano margini per un ripensamento.

Il caso arriva in una fase politicamente delicata per Cittadella. L’uscita di un assessore con deleghe importanti e con un profilo riconoscibile nel mondo culturale e scolastico cittadino rappresenta infatti un segnale che difficilmente potrà essere archiviato come una semplice vicenda personale. Al contrario, le parole usate da Geremia aprono interrogativi sul clima interno alla coalizione e sulle sue prospettive nell’ultimo tratto di legislatura.

Elisa Bonino Paola Geremia

Seconda edizione della TLC Run e debutto della Marcia di Solidarietà

Una mattina di sport che è diventata, soprattutto, una grande prova di comunità. Qualche settimana fa Cittadella si è stretta attorno alle proprie scuole con due iniziative benefiche capaci di trasformare una corsa (o una camminata) in un aiuto concreto: la TLC Run e la Marcia di Solidarietà dell’Istituto Comprensivo. Numeri alla mano, la risposta è stata impressionante: 1.700 iscritti per ciascuna iniziativa, segno di un entusiasmo che va ben oltre l’aspetto sportivo. Per la TLC Run si è trattato della seconda edizione, alla quale si è aggiunta la prima edizione della Marcia di Solidarietà dell’Istituto Comprensivo, allargando la partecipazione e rafforzando il significato complessivo dell’iniziativa. La conferma che lo sport funziona anche – e forse soprattutto – come strumento di aggregazione sociale: mette insieme generazioni diverse, crea occasioni di incontro, fa nascere un “noi” che spesso, nella routine

quotidiana, rischia di restare sullo sfondo.

A guidare l’organizzazione è stata l’associazione Maratoneti Cittadellesi, che ha coordinato il progetto con il supporto dei comitati genitori, dei dirigenti scolastici e, naturalmente, dell’Amministrazione comunale. Un lavoro di squadra che racconta una cosa semplice: quando scuola, famiglie e istituzioni remano nella stessa direzione, il risultato arriva. E non solo in termini di partecipazione, ma anche di clima e di messaggio. Il ricavato della giornata, infatti, è stato destinato al Liceo “Tito Lucrezio

Caro” e all’Istituto Comprensivo di Cittadella, per sostenere bisogni e progetti legati alla qualità degli ambienti scolastici e alle attività educative. Un modo concreto per investire sul futuro, partendo dagli spazi e dalle opportunità offerte agli studenti. In questo senso, il 7 marzo è stato anche la risposta a un bisogno sentito: un evento capace di unire le scuole del territorio e farle sentire parte di un’unica comunità educante. Una città che corre e cammina insieme, per una buona causa, è una città che si riconosce e si sostiene. (e.b.)

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Comune di Cittadella

29 Marzo 2026: Cittadella in campo per la 22^ giornata ecologica

Cittadella si prepara a rinnovare uno dei suoi appuntamenti più sentiti e partecipati: la Giornata Ecologica, che quest’anno giunge alla sua 22^ edizione.

Un’iniziativa consolidata che Domenica 29 Marzo 2026 vede l’intera Città scendere in campo per il bene del territorio, unendo le forze di associazioni e privati cittadini in un’azione collettiva di cura dell’ambiente. Il successo della manifestazione è testimoniato da una storia di grande coinvolgimento: le precedenti edizioni hanno sempre registrato una risposta entusiastica da parte della Comunità, culminata nello straordinario risultato dello scorso anno, in cui si sono raggiunti i 600 partecipanti. Anche per il 2026, l’invito dell’Amministrazione è quello di partecipare numerosi, cittadellesi e non, ricordando che tutelare il territorio in cui viviamo è un dovere di ciascuno e che ogni piccolo contributo può davvero fare la differenza.

Come da tradizione, il territorio comunale sarà suddiviso in zone d’intervento dove i volontari, coordinati dai referenti di gruppo, si impegneranno nella raccolta dei rifiuti abbandonati. Le attività prenderanno il via alle 07:45 e proseguiranno per tutta la mattinata, concluden-

dosi con un pranzo collettivo presso la sede della Protezione Civile, offerto proprio dai volontari del nucleo a chi avrà confermato la propria presenza in fase di registrazione.

Ad arricchire la manifestazione non mancheranno le iniziative collaterali. Da lunedì 23 a venerdì 27 Marzo 2026 (dalle 9:00 alle 13:00), sarà possibile effettuare gratuitamente il controllo dei gas di scarico presso il centro Enaip Veneto, previa prenotazione via email a cittadella@enaip.veneto.it.

Si conferma, infine, la partnership con E.ON e Natura Sì, che metteranno a disposizione gadget e merende per tutti i partecipanti.

L’attenzione per l’ambiente ha portato Cittadella a raccogliere importanti frutti anche a livello nazionale. Lo scorso 14 Marzo, durante la cerimonia ufficiale a Roma, il Comune ha ricevuto nuovamente il riconoscimento di “Comune Plastic Free”. Anche quest’anno la città ha ottenuto le “due tartarughe”, il simbolo con cui l’omonima Onlus premia chi si impegna concretamente contro l’inquinamento da plastica e nel sensibilizzare i più giovani. Il premio è stato ritirato dal Sindaco e da Roberta Antonello, referente del gruppo Plastic Free Cittadella, realtà attiva dal 2020 con numerose raccolte di rifiuti e progetti nelle scuole.

Un risultato che inorgoglisce la comunità e che funge da perfetto preambolo a questa nuova giornata di impegno civico.

Sindaco Dott. Luca Pierobon

Cittadella

da 4 milioni

In programmazione interventi diffusi e maxi riqualificazione

Il 2026 si sta delineando come un anno centrale per le opere pubbliche a Cittadella, tra manutenzioni diffuse e interventi strutturali pensati per migliorare servizi, sicurezza e qualità della vita nei quartieri. Nella programmazione dell’Ente rientrano sia lavori “di prossimità”, legati alla cura del territorio, sia progetti più articolati che mirano a lasciare un segno nel medio periodo, anche attraverso la valorizzazione di spazi esistenti.

In questo quadro, l’attenzione politica e dei cittadini si è concentrata in modo particolare sul tema della pubblica illuminazione, considerato un intervento strategico non solo per l’efficientamento energetico, ma anche per la sicurezza e la mobilità serale. Da tempo, infatti, alcuni residenti segnalano criticità e lamentano che gli annunci non si sarebbero ancora tradotti in un cambiamento percepibile sul territorio, chiedendo tempi più rapidi e risultati visibili. La rete cittadina, composta da oltre 5.500 punti luce, è descritta come in larga parte obsoleta anche dalle forze di opposizione, che nelle scorse settimane hanno sollevato pubblicamente la questione. “L’amministrazione ci aveva presentato un intervento in project financing che avrebbe consentito un intervento massiccio sulla rete di pubblica illuminazione consentendo maggiore copertura e forti risparmi. Sono passati diversi mesi ed evidentemente questo intervento sta scontando ritardi significativi – dichiarano i consiglieri di minoranza Lolato, Frigo e Parolin -. Avere maggiore copertura con la pubblica illuminazione risulta un elemento significativo per la sicurezza dei cittadini e della mobilità. Auspichiamo quindi una accelerazione in questo senso perché la nostra rete attuale con oltre 5000 punti è in gran parte obsoleta”.

Dal fronte della maggioranza, il sindaco Luca Pierobon collega la situazione anche alla gestione dei costi energetici e rivendica la scelta di contenere la spesa senza ricorrere ad aumenti fiscali. “La questione lampioni sarà risolta nel breve – dichiara il sindaco Luca Pierobon -. Sono stati spenti dalle 2 alle 5:30 di mattina, dopo i rincari subiti dalla spesa elettrica, il tutto per non aumentare le tasse ai cittadini.” Il sindaco conferma inoltre l’avvio della fase ope-

rativa per il rinnovo complessivo della rete. “Abbiamo recentemente sottoscritto un contratto con Edison per la sostituzione di tutti i lampioni di Cittadella con lampioni a led e la contemporanea accensione anche di notte – prosegue Pierobon -. Il tutto è un investimento di circa quattro milioni di euro e vedrà la fine entro sei mesi”. L’intervento sull’illuminazione si inserisce così nella cornice più ampia delle opere pubbliche, dove la sfida principale resta come sempre quella di tradurre programmazione e impegni in cantieri e risultati misurabili. La stessa amministrazione, infatti, sta orientando la pianifica-

zione anche verso progetti di riqualificazione e rifunzionalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare infrastrutture e servizi e rispondere alle esigenze del territorio.

Il confronto tra maggioranza e minoranza, in questo contesto, ruota soprattutto su un punto: i tempi. Da una parte l’opposizione chiede un’accelerazione e maggiore certezza sul rispetto delle scadenze; dall’altra il Sindaco assicura che il percorso è definito e che l’intervento complessivo, per entità economica e portata, rappresenta un investimento rilevante e atteso. Nei prossimi mesi saranno l’avanzamento dei lavori e

la progressiva sostituzione dei punti luce a dire se la programmazione 2026 riuscirà a trasformare un tema oggi sensibile in un risultato concreto per la città, con benefici in termini di sicurezza, efficienza e qualità dell’illuminazione nelle diverse aree del territorio.

Tumore al colon-retto, prevenzione e chirurgia hi-tech

Prevenzione, diagnosi precoce e chirurgia sempre più “su misura”: sono stati questi i punti chiave della serata dedicata al tumore del colon-retto che si è tenuta a inizio marzo marzo a Villa Rina, a Cittadella, con il patrocinio del Comune. L’incontro, promosso da Barbara Zorzi Communication e Marketing Web Agency in collaborazione con l’Azienda ULSS 6 Euganea, ha richiamato cittadini e operatori interessati a capire come oggi si possa intervenire prima – e meglio –contro una delle neoplasie più diffuse. Al centro del confronto il valore dello screening: i programmi attivi sul territorio, è stato ricordato, restano lo strumento più efficace per individuare precocemente la malattia e aumentare in modo

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cittadella, Via Ca’ Nave, 103; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Carmignano di Brenta, Via Trieste, 31; lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00 San Martino di Lupari, Viale Europa,47; lunedì, martedì giovedì dalle 9.00 alle 12.00

decisivo le possibilità di cura. Ampio spazio è stato dedicato anche alla diagnostica endoscopica, fondamentale non solo per “vedere” ma per rimuovere già in fase iniziale le lesioni precancerose. La serata ha messo in luce l’approccio multidisciplinare che accompagna il paziente lungo tutto il percorso, dalla prevenzione alla diagnosi fino al trattamento. Sul fronte terapeutico, i chirurghi hanno illustrato i progressi delle tecniche mini-invasive, laparoscopiche e robotiche: più precisione, minore trauma chirurgico e tempi di recupero più rapidi. Accanto alla tecnologia, riflettori sui protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), modelli organizzativi pensati per ridurre complicanze e accelerare il ritorno alla quotidianità. Non è mancato un momento interattivo “a portata di smartphone”, che ha coinvolto i partecipanti con domande e contenuti in tempo reale. Un modo concreto, hanno sottolineato gli esperti, per avvicinare i cittadini alla prevenzione e alle nuove frontiere della chirurgia colon-rettale. (e.b.)

CARMIGNANO DI BRENTA

L’Amministrazione Comunale di Carmignano di Brenta ha rinnovato la convenzione con Veneto Lavoro, rafforzando le attività dello Sportello Lavoro che diventa Sportello decentrato del Centro per l’Impiego di Cittadella. Il servizio, completamente gratuito, offre ai cittadini informazioni, ORIENTAMENTO AL LAVORO, supporto nell’incontro tra domanda e offerta e servizi amministrativi legati all’occupazione.

Lo sportello è attivo ogni venerdì mattina dalle 9.00 alle 13.00, preferibilmente su appuntamento, presso l’Ala Ovest (lato chiesa) del Comune.

Confiscati immobili, condannato un imprenditore dell’Alta padovana

Confisca definitiva di sette immobili per circa 1 milione di euro a un imprenditore veronese condannato per evasione fiscale. Le indagini della Guardia di Finanza di Cittadella erano partite da una verifica su una società di abbigliamento

IFinanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno eseguito la confisca di sette immobili per un valore complessivo di circa 1 milione di euro nei confronti di un imprenditore veronese, condannato in via definitiva a due anni e sei mesi di reclusione per evasione fiscale. La misura segue una sentenza irrevocabile emessa dalla Corte d’Appello di Venezia.

Le indagini, condotte dai Finanzieri della Compagnia di Cittadella, hanno avuto origine da una verifica fiscale su una società operante nel settore del commercio di abbigliamento nell’Alta padovana, risultata

inadempiente agli obblighi tributari e amministrata di fatto dall’imprenditore condannato. Dalla verifica è emersa un’evasione fiscale di oltre 3 milioni di euro.

Nel 2015, su disposizione del Tribunale e su coordinamento della Procura della Repubblica di Padova, le Fiamme Gialle cittadellesi avevano già eseguito un sequestro preventivo di beni fino a circa 2,5 milioni di euro, comprendente due autovetture e sette immobili situati in provincia di Verona. Tra questi figurano una villa in costruzione con campi da tennis nel comune di Bardolino e un immobile

di pregio nel comune di Sona, formalmente intestati al coniuge e alla madre dell’imprenditore.

A seguito della sentenza definitiva del 6 dicembre 2023, che ha ridotto l’importo della confisca per intervenuta prescri-

Il Carnevale dei Ragazzi riempie il paese di colori e sorrisi

Coriandoli nell’aria, stelle filanti tra le mani dei più piccoli e quella voglia di stare insieme che, puntuale ogni anno, trasforma il centro in un grande palcoscenico di allegria. Domenica 8 marzo Carmignano di Brenta ha celebrato la 54esima edizione del Carnevale dei Ragazzi, un appuntamento che continua a rinnovarsi senza perdere la sua anima: la festa di comunità, pensata per i bambini ma capace di coinvolgere tutte le generazioni.

Nel primo pomeriggio, via Marconi si è animata con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera: un fiume colorato che ha attraversato il paese tra

musica, costumi creativi e la curiosità di chi, anche solo affacciandosi, ha voluto respirare il clima del Carnevale. Lungo il percorso, il colpo d’occhio era quello delle grandi occasioni: famiglie in passeggiata, bambini trasformati in supereroi, principesse, personaggi dei cartoni, ma anche maschere artigianali costruite in casa – segno che, qui, il Carnevale non è soltanto un evento da guardare: è qualcosa da preparare, immaginare, vivere.

Ed è proprio questo il cuore della manifestazione: far uscire le persone di casa, creare un’occasione semplice e accessibile in cui ritrovarsi, salutarsi, sentirsi parte di un paese che – almeno per un

zione di due anni di imposta, i finanzieri hanno proceduto all’applicazione del provvedimento ablativo, con contestuale comunicazione all’Agenzia del Demanio, su delega della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di

giorno – si prende una pausa dalla routine. Non servono effetti speciali per fare festa, quando c’è una regia di volontari, associazioni e realtà locali che lavorano dietro le quinte perché tutto fili liscio e perché la strada diventi un luogo sicuro, ordinato e accogliente per i più piccoli.

Il Carnevale dei Ragazzi, anno dopo anno, conferma così la sua forza: è una tradizione che non si limita a resistere, ma che continua a parlare al presente, e lo fa con entusiasmo. Perché in un tempo in cui si corre sempre, una domenica di maschere e risate ricorda una cosa semplice: la comunità si costruisce anche così, condividendo un pomeriggio

Venezia. L’operazione evidenzia l’efficace azione della Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti fiscali a tutela del bilancio dello Stato e della correttezza del tessuto imprenditoriale.

Redazione Padova

in strada, con i bambini al centro e gli adulti un passo indietro, a fare da cornice. (e.b.)

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Sociale. Anche il paese ha risposto all’appello

In piazza con Gardensia Aism per la ricerca sulla sclerosi multipla

U n gesto semplice, quasi “di stagione”, capace però di trasformarsi in sostegno concreto: nel fine settimana di metà marzo anche Carmignano di Brenta si è unita a Gardensia, la storica iniziativa dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) che porta nelle piazze italiane gardenie e ortensie come simbolo di vicinanza alle persone con SM e come strumento di raccolta fondi per la ricerca e i servizi sul territorio. Tra famiglie in passeggiata, nonni con i nipoti e cittadini di passaggio, ai banchetti non sono mancati sorrisi e domande: che cos’è la sclerosi multipla? Perché colpisce spesso in età giovane? E soprattutto: cosa può fare una comunità, nel quotidiano, per non lasciare sole le persone che convivono con una malattia cronica e imprevedibile? È anche da qui che nasce il valore di Gardensia: non solo una donazione, ma un momento di informazione e attenzione condivisa, in un periodo — quello dell’8 marzo — in cui il tema della salute femminile torna giustamente al centro. A livello nazionale, l’edizione 2026 ha coinvolto migliaia di piazze grazie all’impegno di oltre 14 mila volontarie e volontari, con l’obiettivo di sostenere progetti di ricerca e garantire servizi di

supporto, orientamento e assistenza alle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. E proprio il volontariato — fatto di tempo, presenza, ascolto — è il filo rosso che lega la grande mobilitazione nazionale alla dimensione locale: la capacità di esserci, di rendere “vicina” una causa che potrebbe sembrare lontana finché non tocca qualcuno che conosciamo. Il meccanismo è immediato: si sceglie una pianta, si lascia un contributo, si porta a casa un fiore che — oltre a colorare un balcone —

racconta una storia di impegno. Per chi non è riuscito a passare in piazza, AISM ricorda che è possibile anche prenotare le piante e ottenere informazioni attraverso i canali ufficiali dell’associazione. In un mese in cui le cronache corrono veloci, Gardensia lascia invece un segno “lento” ma duraturo: quello di una comunità che sceglie di fermarsi un momento, informarsi e dare una mano. Perché, a volte, la differenza comincia davvero da un fiore. Elisa Bonino

Metodo di studio, un ciclo di laboratori per imparare “come” studiare

Non solo compiti, ma strumenti concreti per affrontarli meglio. A Carmignano di Brenta prende il via un ciclo di laboratori sul metodo di studio promosso dal Comune in collaborazione con Associazione Castoro e sostenuto da Fondazione Cariparo, pensato per accompagnare bambini e ragazzi – dalla scuola primaria alla secondaria di primo e secondo grado – verso un modo di studiare più efficace e personale.

L’obiettivo è chiaro: aiutare gli studenti a capire come studiare, non solo cosa studiare. Durante gli incontri si lavorerà su organizzazione e pianificazione, gestione del tempo, potenziamento della memoria e strategie per affrontare le difficoltà, con un’attenzione particolare alla costruzione di un metodo “su misura” che renda i ragazzi più autonomi e sicuri. Un percorso utile anche per alleggerire la fatica quotidiana, ridurre frustrazione e ansia da prestazione, migliorando – passo dopo passo – la qualità del lavoro a casa e in classe.

Gli appuntamenti sono programmati tutti i lunedì, nel pomeriggio, presso la scuola primaria di Carmignano di Brenta (fascia indicativa 16.30–18.00). Il laboratorio è strutturato in pacchetti da cinque incontri, con sessioni di 45 minuti ciascuna e posti limitati, così da garantire un’impostazione pratica e un’attenzione più mirata ai bisogni dei partecipanti.

A condurre le attività sarà la dott.ssa Valeria Facco, psicologa, laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Intervento nella Scuola all’Università di Padova. Un’iniziativa che mette al centro un messaggio semplice: studiare si può imparare. E quando il metodo funziona, cambia non solo il rendimento, ma anche la serenità di bambini, ragazzi e famiglie. (e.b.)

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Fontaniva celebra i suoi volontari:

oltre 200 attestati consegnati

Una serata all’insegna della gratitudine e dello spirito di comunità. A Fontaniva, nell’ambito della tradizionale sagra dedicata al Beato Bertrando, si è svolta venerdì 27 febbraio l’“Apericena del Volontario”, un momento conviviale pensato per rendere omaggio alle tante realtà associative che animano la vita sociale del paese. Durante l’incontro l’amministrazione comunale ha consegnato oltre 200 attestati di riconoscimento a più di 30 associazioni del territorio, numerosi volontari civici e due Comitati di Quartiere che nel corso del 2025 hanno collaborato con il Comune nella realizzazione di eventi, iniziative sociali e attività dedicate alla comunità. Un gesto simbolico ma carico di significato, con cui l’ente locale ha voluto ringraziare pubblicamente i tanti volontari che, con passione e spirito di servizio, dedicano tempo ed energie alla crescita del tessuto sociale fontanivese.

a

A sottolineare l’importanza del volontariato è stato anche il sindaco Alberto Trento, che ha voluto esprimere la propria riconoscenza alle associazioni presenti: “Il volontariato rappresenta una delle colonne portanti della nostra comunità. Senza il contributo di queste realtà sarebbe impossibile organizzare tante iniziative e mantenere vivo lo spirito di partecipazione che caratterizza Fontaniva. A nome dell’amministrazione comunale voglio dire grazie a tutti i volontari per il tempo, la passione e l’impegno che dedicano al nostro paese”. L’“Apericena del Volontario” è stata anche un’occasione di incontro e condivisione tra associazioni, istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare quel clima di collaborazione che da sempre contraddistingue la vita sociale della comunità. Le associazioni premiate sono state 32: A.Ge. Fontaniva, Amatori San Giorgio ASD,

32 Associazioni

Anteas, Arma Aeronautica, Arma di Cavalleria, ASD Casoni Viva, Avis Fontaniva, Bocciofila, Brenta Wave, Circolo Noi San Giorgio APS, Combattenti e Reduci di Guerra, Comitato Fontanivetta, Comitato Marconi, Dilettantarte, FC Polisportiva ASD, Fontaniva Ascolta, Gruppo Bandistico e Folkloristico Fontaniva, Gruppo Genitori Fontaniva, Gruppo Missionario, G.S.C. Fontaniva, I Colori di Momo, I Ragazzi del Sole, La Sorgente AMPS, La.AV. Fontaniva, Legambiente Alta Padovana, Noi Associazione Pio X, Plastic Free, Pro Loco Fontaniva, Protezione Civile, Sottotorchio, Us Fontanivese San Giorgio ASD e i Volontari Civici. La serata si è così trasformata in un momento di festa e riconoscimento collettivo, capace di valorizzare il lavoro silenzioso ma fondamentale di chi ogni giorno contribuisce a rendere Fontaniva una comunità viva, solidale e partecipata.

Fontaniva, il sindaco alberto trento lancia “una musica può fare” per i caregiver

Il Comune di Fontaniva dà il via al progetto “Una musica può fare”, con la prima azione dedicata a far emergere la realtà dei caregiver impegnati ogni giorno nel sostegno ai familiari affetti da demenza senile. “Con il progetto Una musica può fare vogliamo accendere un’attenzione concreta su una realtà spesso silenziosa ma profondamente presente nelle nostre comunità: quella dei caregiver, che ogni giorno accompagnano i propri familiari affetti da demenza. Questa iniziativa rappresenta un primo passo importante per costruire una comunità sempre più vicina, sensibile e capace di prendersi cura di chi si prende cura”, dichiara il sindaco Alberto Trento. Da mercoledì 8 aprile, Villa Borromeo Fantoni ospiterà dieci serate attive di musicoterapia, confronto e sollievo, guidate dalla musicoterapista Cristina Kety Totti e dalla psicologa Manuela Guadagnini, con esperienza nella gestione della malattia. “I caregiver portano nel quotidiano il peso della trasformazione degli equilibri pratici e soprattutto emotivi che la malattia comporta. Abbiamo voluto creare uno spazio protetto per prendersi cura del proprio dolore e tradurlo in energia positiva per affrontare le difficoltà quotidiane”, spiega l’Assessora Elisa Monegato, promotrice del progetto. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l’Ufficio dei Servizi alla Persona del Comune di Fontaniva al numero 0495949900. Un’iniziativa che vuole trasformare la musica in strumento di sostegno e vicinanza, dando voce e attenzione a chi ogni giorno si prende cura degli altri.

Messaggio
Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva

Ambiente. Rinnovamento e continuità per l’associazione

Nuovo coordinatore e nuovo direttivo per il gruppo di Protezione Civile

Il gruppo comunale di Protezione Civile di Fontaniva inaugura una nuova fase all’insegna del rinnovamento e della continuità.

Qualche settimana fa è stato eletto nuovo coordinatore Lorenzo Zorzi, insieme al nuovo direttivo, portando energie fresche e nuove idee per rafforzare la presenza del gruppo sul territorio.

Il percorso intrapreso punta a una struttura organizzativa più moderna e efficiente, in grado di garantire tempestività sia nelle attività ordinarie sia nella gestione delle emergenze. Come sottolinea il sindaco Alberto Trento, “il gruppo di Protezione Civile è un pilastro fondamentale per la sicurezza della comunità e questa nuova fase ci permette di consolidare il lavoro sul territorio, valorizzando le competenze dei volontari e rinnovando il rapporto con l’Amministrazione comunale”.

Nel corso della Festa del Volontariato organizzata durante la tradizionale Sagra del Beato, è stato conferito il titolo di Coordinatore Emerito a Danilo Nuvolari, fondatore del gruppo, che per oltre 25 anni ha dedicato passione e competenza al coordinamento delle attività, alle esercitazioni e agli interventi in emergenza. “Il

riconoscimento a Danilo – aggiunge Trento – è un doveroso ringraziamento per il contributo fondamentale dato alla Protezione Civile e alla sicurezza della nostra comunità”. Non è mancato il ringraziamento all’ex coordinatore Flamiano De Marzi, la cui dedizione e impegno hanno contribuito in modo significativo alla crescita del gruppo e alla sua capacità operativa, anche nella gestione delle emergenze più complesse. Al nuovo coordinatore Lorenzo Zorzi, il sindaco rivolge i migliori auguri: “Affronta con coraggio e determinazione le sfide che attendono il gruppo e la comunità. Siamo certi che saprà guidare i volontari con competenza e passione”.

Il sindaco Alberto Trento invi-

Sagra del Beato Bertrando 2026

Si è conclusa con un bilancio decisamente positivo la Sagra del Beato Bertrando 2026, in programma dal 27 febbraio al 2 marzo a Fontaniva. Quattro giorni di festa tra volontariato, tradizione, gastronomia e intrattenimento hanno confermato la manifestazione come appuntamento identitario per la comunità e per il territorio. La partecipazione è stata ampia e trasversale, con famiglie, giovani e visitatori dai comuni limitrofi che hanno animato le serate e le attività.

Domenica è stata la giornata di maggiore richiamo, con oltre 70 bancarelle tra ambulanti, hobbisti, espositori e realtà associative, e un luna park con più di 20 giostre attivo per tutta la sagra. L’offerta enogastronomica è stata arricchita da serate a tema e dal “Pranzo della Comunità”, momento sim-

bolico di incontro e condivisione.

La tradizione è stata protagonista anche grazie alla 6ª esposizione e sfilata dei trattori, ormai consolidata, mentre l’“Angolo della Salute” ha offerto misurazioni gratuite e iniziative informative per la prevenzione e il welfare di prossimità.

La sicurezza è stata garantita dalla presenza costante di volontari e di un’ambulanza, in collaborazione con le realtà locali dedicate alla gestione del rischio.

Il momento istituzionale di domenica ha visto la partecipazione di sindaci e amministratori dei comuni limitrofi, con la presenza di Daniele Canella, Vicepresidente vicario della Provincia di Padova; Vincenzo Gottardo, Consigliere provinciale; Antonio De Poli, Senatore; Enrico Baggio, Presidente del Mandamento di Cittadella di Ascom Confcommercio.

ta inoltre i cittadini a partecipare attivamente: “Il gruppo è sempre aperto a nuovi volontari. Chi desidera dare una mano alla comunità può contattare la Protezione Civile di Fontaniva scrivendo a prot.civ. fontaniva@gmail.com. La collaborazione dei cittadini è fondamentale per rendere più sicura e coesa la nostra comunità”.

Con il nuovo coordinatore, la figura di coordinatore emerito e il consolidamento del direttivo, la Protezione Civile di Fontaniva guarda al futuro con rinnovato entusiasmo, pronta a rispondere con professionalità e dedizione a ogni emergenza e a coinvolgere sempre più cittadini nel volontariato civico

Federico Franchin

Lorenzo Zorzi nuovo coordinatore, Danilo Nuvolari coordinatore emerito, esteso ai cittadini l’invito ad unirsi alla squadra dei volontari di Fontaniva

L’Amministrazione comunale e il Comitato organizzatore hanno ringraziato tutti i volontari e le associazioni che hanno reso possibile l’edizione 2026, tra cui SOS Alta Padovana, Protezione Civile, SAT, Pro Loco Fontaniva, Melody Group – Piazzola sul Brenta, ASD Casoni Viva, Gruppo Trattoristi Fontanivesi, Banda di Fontaniva, Gruppo Missionario Parrocchiale, Comitato Genitori Fontaniva, ANTEAS, AVIS, Croce Rossa Italiana, Farmacia Comunale e tutti gli espositori, artisti e musicisti che hanno animato la festa.

La Sagra del Beato Bertrando conferma il proprio ruolo di evento capace di fare comunità, valorizzare le tradizioni locali e generare ricadute positive sul territorio. L’appuntamento è già rinnovato alla prossima edizione. (f.f.)

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L’università Iuav studia la rigenerazione urbana di tre aree strategiche

I l Comune di Fontaniva compie un nuovo passo nel percorso di rigenerazione urbana avviato negli ultimi anni coinvolgendo direttamente il mondo universitario.

Grazie a un protocollo di intesa con l’Università Iuav di Venezia, nei prossimi mesi due laboratori di progettazione architettonica e urbana dell’ultimo anno del corso di laurea triennale in Architettura lavoreranno su alcune delle aree più strategiche del territorio comunale. L’iniziativa si inserisce all’interno di un quadro più ampio di pianificazione che comprende il Piano di sviluppo presentato lo scorso anno a un bando statale e il Masterplan della mobilità sostenibile. Strumenti che delineano una visione di lungo periodo per una città più connessa, accessibile e attrattiva, capace di valorizzare le proprie risorse urbane e ambientali.

Gli studenti concentreranno il loro lavoro su tre ambiti principali: l’Hub Stazione e Museo del Pellegrinaggio, il Polo delle Forna-

ci Zulian e l’Area Velo. Complessivamente si tratta di circa 30 mila metri quadrati oggi caratterizzati da funzioni dismesse o in trasformazione, che il progetto “Fontaniva Rigenera” punta a ricucire in un unico sistema urbano integrato. La stazione ferroviaria, lungo la linea Vicenza–Treviso, rappresenta uno snodo strategico non solo per i pendolari ma anche per il turismo lento. L’idea è quella di trasformarla in una vera e propria ciclostazione regionale, un nodo di interscambio treno-bici lungo l’asse del Brenta capace di intercettare i flussi della ciclovia e della Via Romea Germanica. Accanto a questo prende forma anche il concept del cosiddetto “terrazzo sul Brenta”, una città che torna ad affacciarsi sul fiume superando le barriere infrastrutturali e ricucendo il dialogo tra centro urbano e parco fluviale. Il Brenta, quindi, non più elemento marginale ma parte integrante della scena urbana e della vita cittadina.

Le Fornaci Zulian e l’Area Velo,

storicamente legate alla produzione di calce e cemento, diventano invece il terreno su cui sperimentare nuove forme dell’abitare e del lavoro. Il progetto ipotizza spazi di co-living destinati a studenti, giovani professionisti e nomadi digitali, affiancati da aree per coworking, laboratori artigianali e funzioni culturali.

L’obiettivo è valorizzare l’archeologia industriale esistente mantenendo le ciminiere e gli elementi identitari come landmark del paesaggio, ma allo stesso tempo introdurre funzioni contemporanee capaci di generare socialità, integrazione e nuove opportunità economiche.

Il lavoro degli studenti non si limiterà alla progettazione architettonica. I laboratori integrano infatti tre insegnamenti, progettazione architettonica e urbana, principi e forme strutturali ed estimo, offrendo una visione completa che tiene conto anche della sostenibilità tecnica ed economica degli interventi.

Qualche settimana fa gli studenti sono stati a Fontaniva per un sopralluogo delle aree oggetto di studio. Sarà un momento importante per conoscere direttamente il territorio ma anche per confrontarsi con l’Amministrazione e con le specificità storiche, sociali e ambientali del Comune. Il percorso si concluderà con una mostra pubblica dei progetti elaborati e con una pubblicazione finale che raccoglierà le proposte più significative. Un’occasione per restituire alla cittadinanza il lavoro svolto e alimentare un dibattito costruttivo sul futuro della città.

“Questo progetto rappresen-

ta per Fontaniva un’opportunità concreta di crescita”, sottolinea il sindaco Alberto Trento. “Abbiamo già avviato un percorso importante con la passerella sul Brenta, il potenziamento del campus scolastico e gli interventi sulla mobilità lenta. Ora vogliamo consolidare questa visione coinvolgendo energie nuove. Il confronto con l’Università Iuav ci permette di aprire uno sguardo innovativo sul nostro territorio e di rafforzare un progetto di città che mette al centro qualità urbana, sostenibilità e comunità”.

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Federico Franchin

ed successo -

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Ristrutturare casa nel 2026: conviene davvero farlo adesso?

Michela e Filippo di Edilizia PER raccontano cosa sta cambiando nelle case di Padova e provincia

Bagni stretti, impianti datati, spazi che non rispondono più alle esigenze di oggi.

È una situazione che molte famiglie conoscono bene. Le case costruite tra gli anni Settanta e Novanta, molto diffuse nel territorio padovano, iniziano a mostrare i segni del tempo. Prima o poi arriva la stessa domanda: rare adesso oppure conviene aspettare?

Negli ultimi anni il settore delle ristrutturazioni ha vissuto una fase molto intensa, legata ai grandi bonus fiscali. Oggi il mercato è più stabile, ma l’interesse per rinnovare la propria abitazione resta alto. Anche perché, accanto alle normali esigenze di manutenzione, stanno cambiando i modi di vivere la casa.

Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo incontrato

Il tema che tutti chiedono:

Negli ultimi anni si è parlato molto di bonus. Oggi quali incentivi esistono per chi ristruttura casa?

realtà con showroom a Limena che da anni segue ristrutturazioni di interni tra Padova e provincia. L’azienda si occupa soprattutto di ne di appartamenti, rifacimento bagni, restyling degli ambienti domestici e realizzazione di bagni accessibili migliorare concretamente la qualità degli spazi

96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Quando nasce davvero l’idea di ristrutturare

Michela, quando una famiglia capisce che è arrivato il momento di rinnovare la propria casa?

de da un giorno all’altro.

è il la-

Il bagno è uno degli ambienti che invecchia più velocemente e dove gli impianti possono diventare obsoleti. Molte persone decidono quindi di rifarlo completamente, migliorando sia l’aspetto estetico sia la funPoi ci sono molte ristrutturazioni di appartamenti, soprattutto quando una casa viene acquistata o pasAltri interventi riguardano nuovi pavimenti, rivesti-

Un tema sempre più importante: i bagni accessibili

Conta moltissimo. Un progetto può sembrare perfetto sulla carta, ma quando si apre un cantiere bisogna sempre confrontarsi con la realtà dell’abitazione. Per questo lavoriamo in modo molto coordinato. Michela segue la parte progettuale e io la gestione dei lavori. Ci confrontiamo continuamente per trovare

Questo aiuta a evitare problemi e a mantenere il lavo-

Spesso si parte da un problema molto pratico. Un bagno troppo piccolo, una doccia scomoda, una cucina che non funziona più bene come un tempo. Oppure una casa appena acquistata che ha bisogno di essere adattata ai gusti e alle abitudini di chi la abiterà. Molte abitazioni costruite qualche decennio fa erano progettate in modo diverso rispetto a oggi. Gli spazi erano pensati per stili di vita che nel frattempo sono cambiati.

Per questo molte famiglie scelgono di intervenire con una ristrutturazione mirata, che renda la casa più funzionale e più piacevole da vivere.

equilibrato. Durante il periodo dei bonus più alti c’era una corsa ai lavori e i cantieri erano ovunque. Oggi invece le famiglie fanno scelte più ragionate e si prendono il tempo per valutare bene il progetto. Questo aiuta molto anche nella gestione dei lavori, perché si riesce a programmare con maggiore precisione e a seguire meglio ogni fase del cantiere.

Il bagno resta il lavoro più richiesto

Quali sono oggi gli interventi più frequenti?

L’errore più comune quando si pensa alla ristrutturazione

C’è un errore che vedete spesso quando le persone iniziano a pensare ai lavori?

Michela: Sì. Molti partono dal bonus invece che dalla casa. La detrazione è sicuramente utile, ma non dovrebbe essere il motivo principale per fare un intervento. La prima cosa da capire è come quella famiglia vive gli spazi e quali problemi vuole risolvere. Solo dopo si ragiona su materiali, costi e incentivi.

Direi che è una scelta che molte famiglie

Le detrazioni permettono comunque di recuperare una parte della spesa e oggi il mercato è più stabile

E soprattutto molte case hanno davvero bisogno di essere aggiornate. Quando una ristrutturazione è fatta bene, il miglioramento si vede subito: negli spazi, nella funzionalità e nel comfort quotidiano.

Tra progettazione e cantieri, Edilizia PER continua a seguire ristrutturazioni di appartamenti, restyling degli interni e rifacimento bagni tra Padova e provincia, accompagnando le famiglie dalla prima idea fino alla conclusione dei lavori.

Un lavoro fatto di ascolto, progettazione e presenza costante sul campo. Perché ogni casa ha una storia diversa e ogni ristrutturazione parte sempre dalle esigenze reali di chi la abita.

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La sfida del “lavoro povero”: erosione salariale

I l tessuto economico e sociale di Padova e della sua provincia sta attraversando una mutazione profonda e silenziosa, una trasformazione che mette a nudo una realtà drammatica in cui la povertà non è più sinonimo di esclusione dal mercato del lavoro, ma colpisce con forza crescente anche chi un’occupazione ce l’ha già stabilmente. L’analisi degli indicatori economici locali evidenzia con chiarezza l’emergere dei cosiddetti “nuovi poveri”, ovvero quella vasta platea di lavoratori a basso reddito la cui integrazione sociale appare oggi estremamente fragile e instabile a causa di una erosione costante delle basi materiali del vivere quotidiano, un quadro reso ancora più allarmante dai dati recenti sul potere d’acquisto dei cittadini padovani che, negli ultimi cinque anni, hanno visto i salari reali subire una contrazione media dell’8%. Questo dato diventa ancora più critico nel comparto del terziario e dei servizi, dove le perdite del valore reale degli stipendi raggiungono punte del 10%, alimentate dall’assenza di un rinnovo puntuale dei contratti collettivi nazionali e da un sistema fiscale che non tiene adeguatamente conto dell’inflazione accumulata, finendo per tutelare le rendite di posizione a discapito del lavoro

dipendente. In questo scenario, l’integrazione dei lavoratori è resa ancor più precaria dall’emergenza casa, che rappresenta oggi il principale punto di rottura sociale nel territorio poiché l’accesso a un alloggio dignitoso a costi sostenibili è diventato un miraggio per migliaia di famiglie. Proprio in risposta a questo disagio, nel gennaio 2025 è stato lanciato un appello fondamentale per la costituzione di un Fondo specifico per l’Abitare, volto a dare risposte concrete a un’emergenza che non è più solo congiunturale ma strutturale. L’iniziativa si è tradotta in un progetto concreto che vede la collaborazione sinergica di più attori istituzionali coordinati dal Comune di Padova, con l’obiettivo prioritario di intercettare le fragilità sociali prima che sfocino in una esclusione totale e irreversibile, correggendo con urgenza uno squilibrio profondo che vede la rendita erodere il valore reale del reddito da lavoro e rendendo l’abitazione un ostacolo insormontabile. Per rispondere a questa sfida, le linee guida per il futuro devono puntare a una riforma strutturale del valore del lavoro e della protezione sociale attraverso pilastri fondamentali quali la giustizia salariale, garantita da un salario minimo legale e dal rinnovo dei

di formazione professionale per studenti scuola media

contratti, una rinnovata responsabilità sociale d’impresa per la creazione di valore condiviso e un welfare aziendale e territoriale inteso come modello sussidiario per supplire alle carenze del settore pubblico, supportando le famiglie e intercettando il disagio giovanile. In conclusione, la visione per una Padova più equa lega indissolubilmente la coesione sociale alla sicurezza economica, nella consapevolezza che una comunità è realmente sicura non solo attraverso il controllo dell’ordine pubblico, ma soprattutto quando riduce le disuguaglianze, offre un lavoro dignitoso e non lascia indietro nessuno, poiché senza una base solida di giustizia sociale non può esistere alcuna sicurezza duratura per il territorio padovano.

Vincenzo Gottardo

PIAZZOLA SUL BRENTA

Cittadella “in vetrina”: artigianato al femminile

L’8 marzo Cittadella ha scelto di celebrarlo con una formula concreta, capace di mettere insieme lavoro, creatività e riflessione culturale. Una giornata partita dal centro storico e approdata, nel pomeriggio, in uno dei luoghi simbolo della comunità. La mattina e il pomeriggio sono stati segnati da “Artigianamente Donna – Il valore dell’artigianato al femminile”, che ha portato in centro una vetrina diffusa di competenze e micro-imprese: manufatti, idee, storie professionali diverse tra loro ma unite da un filo comune, quello del “saper fare” costruito nel tempo. Un appuntamento che ha animato le vie e le piazze non solo con banchi e stand, ma con la sensazione — evidente — di un centro che torna a essere luogo d’incontro, e non soltanto di passaggio. A completare il significato della giornata, nel pomeriggio, la proposta culturale promossa dall’associazione Se Non Ora Quando? di Cittadella, che ha chiamato la cittadinanza alla Torre di Malta per la conferenza “Ciò che una donna può fare – Storie delle artiste nei secoli”. Un titolo che è già un programma: rimettere al centro le donne nella storia dell’arte, restituendo visibilità a percorsi spesso rimasti ai margini del racconto ufficiale. L’incontro, a ingresso libero, ha offerto uno spazio di ascolto e approfondimento, con un taglio divulgativo ma non superficiale, capace di parlare a pubblici diversi. Da un lato la dimensione economica e artigiana, che dà forza al territorio; dall’altro quella culturale, che allarga lo sguardo e lascia tracce più profonde di un semplice evento. In un periodo in cui molte celebrazioni rischiano di restare slogan, l’8 marzo cittadellese ha funzionato perché ha messo insieme persone, contenuti e luoghi, trasformando una data in un’occasione reale di comunità. (e.b.)

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C elebrare e far conoscere l’importanza della danza, della musica e della arti performative come forme di identità condivisa, parti essenziali del nostro patrimonio culturale e umano: è questo l’obiettivo di “Meridiani Paralleli Festival. Danze e Musiche del Patrimonio Immateriale UNESCO”, giunto alla sua quinta edizione.

Inaugurato questo mese con un evento dedicato al flamenco (riconosciuto parte del Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO) fino al 19 aprile il festival porterà in città artisti di livello nazionale e internazionale che si esibiranno in alcuni luoghi iconici della città, offrendo performance diverse ma tutte accomunate dallo stesso obiettivo: promuovere quello che è un patrimonio immateriale come testimonianza di identità e dialogo.

Un format culturale nato per

del patrimonio immateriale Unesco

celebrare l’ingresso di Padova Urbs Picta nella lista del patrimonio UNESCO, Meridiani Paralleli esprime già dal nome la volontà di celebrare l’incontro e creare un dialogo fra culture e tradizioni diverse ma tutte unite dal linguaggio universale dell’arte che rappresentano: come i meridiani e i paralleli che si incrociano, allo stesso modo durante il festival si intersecano linguaggi, luoghi e visioni diverse. Il programma del festival si compone di spettacoli e concerti, ma anche visite guidate e workshop, con un focus sulla danza, definita dalla direttrice artistica Marta Roverato come “memoria in movimento”, ossia un linguaggio antico e universale in grado di parlare a generazioni e culture diverse, valicando i limiti dello spazio e del tempo e continuando a vivere attraverso i corpi, i gesti e le comunità.

Imperdibili i prossimi eventi

in programma. Il 28 e il 29 marzo si terrà un workshop intensivo di flamenco curato dal ballerino e coreografo José Mericno: a lui sarà affidato il compito di guidare danzatori e danzatrici di diverso livello attraverso un percorso di studio incentrato su tecnica, ritmo ed espressione. Il 12 aprile sarà un sito di Padova Urbs Picta ad ospitare il penultimo evento in programma: presso la Reggia Carrarese si potrà infatti partecipare a una visita guidata, curata dall’Accademia Galileiana, che si concluderà con un concerto di musica medievale a cura dell’Ensemble Il giardino delle rose, diretto dal professore Simone Erre. “La cetra d’oro risuoni con limpide melodie”, questo il titolo dello spettacolo che si pone come un viaggio sonoro fra il IX e il XIII secolo. Il festival si conclude il 19 aprile al Liston a Palazzo Moroni con uno spettacolo dedicato al

La propaganda del prestito nazionale nella Grande Guerra

Strumenti di comunicazione fondamentali fra i soldati al fronte e le famiglie, ma anche potenti mezzi di propaganda, in un’epoca in cui buona parte della popolazione era analfabeta e immagini evocative valevano più di molte parole, le cartoline del prestito nazionale sono protagoniste della mostra “La propaganda del prestito nazionale della Grande Guerra” ospitata presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Padova fino al prossimo 28 giugno.

La mostra, promossa dalla Regione del Veneto e dall’assessorato alla Cultu-

ra del Comune di Padova e realizzata in collaborazione con il Memoriale Veneto Grande Guerra (MeVe) di Montebelluna, è parte di un progetto più ampio che comprende altre esposizioni dedicate alla comunicazione in periodo di guerra, visitabili in diverse città venete.

La mostra padovana è incentrata su una selezione di cartoline donate al Museo da Emilio Zunica Lavagna nel 2025 che raccontano un capitolo importante della storia del secolo scorso, quando le cartoline venivano usate non solo per gli scambi epistolari ma anche come mezzi di persuasione, essenziali

Dabke, una danza comunitaria originaria del Medio Oriente che è stata riconosciuta dall’UNESCO nel 2023. Con una lezionespettacolo aperta al pubblico e

per convincere la popolazione a finanziare lo sforzo bellico. Realizzate da alcuni dei migliori artisti e illustratori del tempo nei maggiori stabilimenti grafici ed editoriali nazionali, le cartoline rappresentavano temi familiari e simboli patriottici e si caratterizzavano per i colori accattivanti e la comprensibilità dei messaggi. Uno strumento in grado di unire informazione economica e la capacità di suscitare emozioni in chi le guardava, queste cartoline sono una testimonianza del ruolo giocato dalla propaganda durante la Grande Guerra. (f.t.)

guidata dal maestro Ali Chaalan, l’ultimo evento in programma si trasformerà in un momento di condivisione e festa collettiva. Francesca Tessarollo

Ascoltaci

La presentazione di Meridiani Paralleli Festival

Calcio. L’attaccante bolognese è il trascinatore dei granata

Cittadella: nel segno di Simone Rabbi

L a crisi che il Cittadella ha affrontato nel mese di gennaio è stata superata nel segno di Simone Rabbi. L’attaccante scuola Bologna infatti ha preso per mano la squadra granata a suon di prestazioni, ma soprattutto di gol. 6 nelle ultime 5 partite e doppia cifra raggiunta. E pensare che l’attaccante non aveva mai superato le 5 realizzazioni in una singola stagione. Il suo bottino migliore era rappresentato dall’esperienza in Serie C con l’Ancona del 2021/2022. Poi ancora 5 reti, ma in due anni con la Spal. Dopodiché Rabbi ha ricominciato da Cittadella. L’inizio della sua avventura granata è partito male con la retrocessione dalla Serie B alla Serie C. Il bolognese è stato confermato nel gruppo per la stagione successiva e ora è diventato trascinatore: “Sono contento per Simone, in questo momento ha trovato un equilibrio personale mentale che gli permette di fare quello che sta facendo”, ha raccontato l’allenatore Manuel Iori in conferenza stampa.

Poco dopo la retrocessione dello scorso anno, Rabbi aveva raccontato di quanto fosse fondamentale arrivare ad affrontare la Serie C con la corretta attitudine: “Non si può scendere di categoria e credere di essere più forte degli altri solo perché l’anno prima eri in Serie B. Se parti così, inizi già con il piede sbagliato e rischi di prendere bastonate perché è un campionato duro. C’è da approcciarsi con il massimo del rispetto e dell’attenzione”, spiegò l’attaccante. Detto, fatto. Rabbi si è calato nella categoria con la mentalità giusta. Eppure la sua avventura non era iniziata nel migliore dei modi con solamente due gol nella prima fase del campionato. Poi nel 2026 ecco il click mentale. 8 reti nel nuovo anno con 11 punti regalati ai granata. Decisivo. Il Cittadella ha trovato così il suo bomber migliorando notevolmente la sua pericolosità offensiva e ricominciando a scalare la classifica dopo un periodo di appannamento. Se vorrà inseguire con decisione alla corsa

al terzo posto, la squadra di Iori, però, dovrà tornare a ricostruire la solidità difensiva che è stata smarrita nell’ultima fase. Nelle ultime 10 partite solamente contro la Pro Vercelli (0-2), i granata sono infatti riusciti a mantenere la porta inviolata. Ritrovare l’equilibrio giusto per puntare a un

grande rush finale. Dopo i derby veneti contro Dolomiti Bellunesi e Arzignano, infatti, arriverà il momento più caldo della stagione con tre scontri diretti decisivi: al Tombolato faranno visita Lecco e Trento, mentre al Rigamonti ci sarà la sfida contro il Brescia. Il campionato entra nel vivo e il Cit-

tadella vuole farsi trovare pronto. Prima provando a blindare la miglior posizione possibile in regular season e poi tentando di vestire l’abito di mina vagante nei play-off. Una cosa è certa: con un Simone Rabbi così tutto è possibile.

Stefano Parpajola

Il presidente-allenatore racconta in esclusiva le difficoltà della stagione, ma non solo

Una stagione complicata, segnata da tanti infortuni e cambiamenti. Il progetto del Cittadella Hockey però non si limita ai risultati. “Quest’anno non è stato facile – racconta il presidente-allenatore Mauro Pierobon – abbiamo cambiato molto la squadra e l’allenatore, con il mio ritorno in panchina. Abbiamo patito molto gli infortuni: su 14 giocatori, 10 hanno avuto dei problemi. Purtroppo non abbiamo mai avuto quasi mai la possibilità di schierare la squadra al completo. In 25 anni di attività non ho mai visto una stagione così sfortunata”, ha dichiarato Pierobon.

Nonostante le difficoltà, il gruppo ha mostrato segnali di crescita nell’ultimo perio-

do con il ritorno di alcuni interpreti chiave:

“Abbiamo vinto a Verona in Coppa Italia e a Forlì abbiamo giocato una grande partita. I meccanismi di pista stanno iniziando a vedersi e la squadra sta rispondendo bene”.

Ora l’obiettivo è chiudere bene e prepararsi ai play-off: “Sarà un terno al lotto. Probabilmente incontreremo avversari di alto livello che hanno investito molto. La nostra filosofia è diversa: puntiamo a consolidare la formazione dei giovani, con l’obiettivo di valorizzare i talenti del vivaio”.

L’ideale del Cittadella Hockey da anni infatti va in questa direzione: “La maggior parte del gruppo deve provenire dal vivaio. C’è un filo conduttore dall’Under 10 alla

prima squadra. Lavoriamo tutto l’anno per portare i ragazzi in Serie A. Quando vedo nei loro occhi il sogno di farcela, mi emoziono”. Pierobon ha poi raccontato la gioia del ritorno in panchina: “Mi mancava la sfida. Ho visto i giocatori dare tutto, c’è una bella mentalità. Mi piacerebbe continuare. Serve tempo però per costruire qualcosa di importante. In ogni caso quella di questa annata è stata un’esperienza intensa, con momenti belli e difficili. Ora stiamo giocando bene e faremo il meglio possibile”.

Una stagione complicata, dunque, ma il Cittadella Hockey non si ferma all’oggi: un progetto serio, con la gioventù al centro di tutto. (s.p.)

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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni

Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come

scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti

L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione

”La

presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.

cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”

Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale

Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.

Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?

Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-

muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.

In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?

Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.

A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-

nazionale?

La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.

Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?

Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.

Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non

teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?

Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.

Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?

È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.

Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?

Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.

Valeria Mantovan

Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”

“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”

“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”

I

n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.

Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?

Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un

principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti. La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?

Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-

ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.

Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?

Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.

E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?

I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando

L’assessore regionale Filippo Giacinti

verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?

Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.

Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?

Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali

“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare

servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.

Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.

Manildo critica anche la comunicazione

a rischio

della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.

Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.

Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni

I

l Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.

“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-

bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.

Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.

Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Infine, il piano conferma il sup-

porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.

Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio

Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.

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L’ASSOCIAZIONE LAGUNARI TRUPPE ANFIBIE (A.L.T.A. Sezione di Padova

invita tutti i Leoni in congedo e i simpatizzanti che ne condividono i valori a unirsi alla propria Sezione per mantenere vivo lo spirito di corpo ed il legame con il territorio.

Iscriversi oggi significa partecipare attivamente alle iniziative di volontariato, protezione civile e alle cerimonie patriottiche che onorano la storia dei Lagunari ma anche dare un supporto a chi può dedicarsi a queste attività.

L’iscrizione è aperta per il 2026 rivolgendosi alla sede di Padova in Viale Felice Cavallotti 2 (Palazzina Assoarma)

Apertura sede il martedì dalle ore 10 alle ore 12 340 833 5452

oppure scrivendo all’indirizzo email padova@associazionelagunari.it www.associazionelagunari.it UNISCITI

Elisa Venturini

Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”

“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”

P

er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.

Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?

Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non

era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.

A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?

La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-

ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.

Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo

mondo?

Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.

Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Ctempi da rispettare — e in mezzo a tutto questo, la necessità di affi darsi a qualcuno che sappia davvero cosa sta facendo. Non basta un furgone e qualche paio di braccia: serve metodo, esperienza e la capacità di gestire l’imprevisto senza perdere la bussola. Dal 1990, Rocco Traslochi è quella certezza per privati e aziende in cerca di un servizio professionale, puntuale e pensato su misura per ogni situazione.

Più di tre decenni di attività non si traducono soltanto in anni di esperienza accumulata: signifi cano migliaia di traslochi portati a termine con metodo, centinaia di famiglie accompagnate in un nuovo capitolo della loro vita, decine di aziende che hanno po-

L’improvvisazione non fa parte del vocabolario aziendale. Quello che conta è la chiarezza: sapere cosa si farà, quando e come, senza lasciare nulla al caso.

Lo staff di Rocco Traslochi opera con attrezzature professionali e un metodo collaudato negli anni. Gli imballaggi sono scelti e realizzati per proteggere ogni tipo di bene, dalla libreria di famiglia alle attrezzature d’uffi cio, dai soprammobili più delicati agli archivi aziendali. La movimentazione avviene con attenzione e competenza in ogni fase, riducendo al minimo i rischi durante il carico, il trasporto e lo scarico. E la puntualità non è un optional: è parte integrante del servizio, perché rispettare i tempi concordati signifi ca rispettare le persone. Oltre ai traslochi residenziali e aziendali, l’azienda offre trasporti dedicati per chi ha esigenze specifi che e necessita di uno spostamento sicuro e programmato con cura. La fl essibilità operativa permette di intervenire in contesti molto diversi tra loro, adattando ogni volta l’approccio e le risorse alle richieste concrete del cliente.

In un settore dove le brutte sorprese sono dietro l’angolo — danni, ritardi, comunicazioni vaghe, preventivi che lievitano — la differenza la fa chi ha investito anni a costruire un metodo davvero affi dabile. La conoscenza approfondita del territorio, l’esperienza nella gestione delle criticità logistiche e la capacità di mantenere

del cliente e organizzare ogni fase del lavoro con precisione.

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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio

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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità

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la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato

che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge

Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile

Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,

Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione

protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.

Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.

Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-

Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.

A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.

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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi

i nuovi Direttori Generali delle Ulss

Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.

Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.

All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.

Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.

Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-

ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.

Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.

Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.

A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese

di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.

A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.

L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:

1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;

2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;

3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;

4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;

5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;

6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;

7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;

8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;

9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.

L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.

L’intervento. Sarà sempre più stretto il rapporto tra le due realtà sanitarie della provincia

Il nuovo DG Paolo Fortuna: «L’Azienda Ospedaliera rafforzerà la collaborazione con territorio e Università»

Ai nostri microfoni il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova sottolinea il ruolo formativo e strategico della sanità padovana ella rete regionale

La centralità di Padova nel sistema sanitario veneto, il ruolo della formazione universitaria e il rafforzamento delle collaborazioni con il territorio. Sono questi i temi al centro della prima dichiarazione rilasciata ai microfoni di Radio Veneto24 da Paolo Fortuna, nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova. Partendo dal ruolo geografico e strategico del capoluogo euganeo, Fortuna evidenzia come Padova rappresenti prima di tutto un grande polo formativo per il sistema sanitario.

«Padova è innanzitutto una realtà formativa – spiega –. Qui si formano non solo i medici e gli specialisti, ma anche

molte altre figure sanitarie che poi andranno a lavorare sul territorio. Questo aspetto è fondamentale perché significa contribuire direttamente alla crescita e al rafforzamento del sistema sanitario regionale».

La presenza dell’Università e della scuola di specializzazione rende infatti la città un punto di riferimento per la formazione di nuove professionalità, che successivamente saranno chiamate a operare nelle strutture ospedaliere e territoriali del Veneto.

Un altro elemento centrale riguarda il ruolo dell’Azienda Ospedale–Università di Padova all’interno della rete assistenziale locale. «Oggi l’azienda ospedaliera è

l’unico grande ospedale della città – sottolinea Fortuna – e fornisce assistenza anche a molti cittadini che rientrano nel territorio dell’Ulss 6 Euganea».

Per questo motivo il rapporto tra le due realtà sanitarie è destinato a essere sempre più stretto. «L’interazione con l’Ulss è fondamentale – spiega –. Si tratta soprattutto di rafforzare percorsi di collaborazione che in realtà esistono già, ma che possono essere ulteriormente sviluppati per migliorare l’organizzazione dell’assistenza».

Padova, inoltre, ospita importanti istituzioni sanitarie regionali che contribuiscono a rafforzare la rete della ricerca e della cura. Tra queste anche lo Iov – Istituto Oncologico Veneto, realtà di riferimento a livello regionale e nazionale. «La vicinanza dei cittadini a queste strutture le rende naturalmente più frequentate – osserva Fortuna – ma questo non significa che l’Azienda ospedaliera universitaria non sia aperta a tutto il territorio del Veneto e anche oltre».

Patrizia Benini nuova direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea

«Un ritorno a casa, con grande responsabilità»

Un ritorno alle origini, ma anche una nuova sfida per la sanità padovana. Patrizia Benini, appena nominata direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, ha commentato ai microfoni di Radio Veneto24 l’avvio del suo nuovo incarico, definendolo prima di tutto «un ritorno a casa».

«È un ritorno a casa – spiega – che affronto con molta soddisfazione e con molta gioia. Soddisfazione per il riconoscimento e per la conferma, ma anche gioia perché tornare in un ambiente che si conosce significa poter contare su interlocutori con cui si è già lavorato».

Un contesto familiare, dunque, ma che non riduce la complessità delle sfide da affrontare. «Quando si torna a casa è sempre un rischio – aggiunge – perché le aspettative sono alte. Tuttavia conoscere il territorio e le persone con cui si lavora rappresenta sicuramente un vantaggio nel momento in cui bisogna affrontare i problemi».

Tra i dossier più importanti sul tavolo della nuova direzione generale c’è il processo di riorganizzazione della sanità territoriale, un percorso che coinvolge tutte le aziende sanitarie del Veneto e che è legato anche agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Le tempistiche per la riorganizzazione del territorio sono le stesse per tutte le Ulss – chiarisce Benini – e riguardano in particolare l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, molti dei quali finanziati con il Pnrr».

Un passaggio chiave sarà quello del rafforzamento degli organici. «Stiamo lavorando molto sul reclutamento del personale – sottolinea – che rappresenta uno dei punti nodali, soprattutto per garantire la presenza medica all’interno delle Case della Comunità nelle ore diurne. A questo si affianca tutto il lavoro di integrazione con il territorio e con le altre strutture della rete sanitaria».

L’ospedale padovano rappresenta infatti una delle più grandi realtà sanitarie del Paese e continua ad attrarre pazienti da tutta la regione e da molte altre aree d’Italia. «Siamo una delle più grandi aziende ospedaliere italiane – conclude il di-

Per quanto riguarda invece il progetto del nuovo ospedale di Padova Est, la direttrice generale precisa che si tratta di una competenza dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. «È un tema che affronterà il collega – osserva – perché riguarda direttamente quell’azienda». Padova, però, riveste un ruolo particolare all’interno del sistema sanitario regionale. «È una realtà molto centrale dal punto di vista geografico e ha una grande fortuna: la presenza dell’Università e della facoltà di Medicina, che può rappresentare un vantaggio anche in termini di reclutamento delle risorse professionali».

Le criticità, tuttavia, sono simili a quelle che interessano molte altre aziende sanitarie italiane. «I problemi sono un po’ ovunque gli stessi – conclude Benini – e riguardano la riorganizzazione della rete ospedaliera, che deve essere sempre più qualificata, distribuita sul territorio ma anche efficiente».

In questo contesto sarà fondamentale il lavoro di rete con tutti gli attori del sistema sanitario locale.

rettore generale – e il nostro compito è continuare a garantire un servizio di alto livello non solo ai cittadini di Padova, ma a tutto il territorio regionale e nazionale».

«A Padova abbiamo l’Azienda ospedaliera universitaria e sono certa che i rapporti saranno ottimi. Conosco già il collega e abbiamo lavorato insieme in passato. Inoltre esiste una rete molto importante di privato accreditato, soprattutto per la specialistica, oltre alle quattro strutture ospedaliere presenti. Con tutti loro dovremo costruire una vera partnership».

L’obiettivo, conclude la nuova direttrice generale, resta uno solo: «dare risposte ai cittadini. È questo il compito principale della sanità pubblica».

Il taglio del nastro. A Padova inaugurato il cantiere del nuovo edificio destinato a ospitare laboratori avanzati

La Seconda Torre prende forma: al via i lavori dell’“Orizzonte della Ricerca”

Si è tenuta a Padova la posa della prima pietra della Seconda Torre dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, nuovo ampliamento destinato a diventare il cuore delle future attività scientifiche. La struttura, battezzata “Orizzonte della Ricerca”, ospiterà una Cell Factory di nuova concezione dedicata allo studio delle cellule RNA, delle CAR T e delle tecnologie di medicina personalizzata.

Alla cerimonia, svoltasi nel piazzale adiacente all’IRP in Corso Stati Uniti, hanno partecipato alcune centinaia di persone tra volontari, ricercatori e sostenitori. La benedizione della prima pietra è stata impartita da don Luca Facco, Vicario Episcopale della Diocesi di Padova. L’evento è stato anche l’occasione per la firma dell’Accordo Quadro che unisce Regione Veneto, Università di Padova, IOV, Azienda Ospedale-Università, Fondazione Cariparo, Fondazione Centro Nazionale Ricerca e Sviluppo terapia genica e Fondazione Città della Speranza per accelerare lo sviluppo di terapie avanzate. Il fondatore e presidente IRP Franco Masello ha sottolineato che la Seconda Torre rappresenta «il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco». Masello ha ricordato il valore simbolico della nuova costruzione, definita «l’Orizzonte della Ricerca, verso il quale salperemo tutti insie-

me».

Il presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha evidenziato che la nuova struttura «non è solo un cantiere, ma il simbolo della nostra nuova statura», ribadendo l’obiettivo di trasformare la parola “incurabile” in un ricordo del passato. Per l’Istituto di Ricerca Pediatrica, l’amministratore delegato Stefano Lupi ha rimarcato la crescita dell’attività scientifica e la necessità di nuovi spazi. Andrea Camporese, vicepresidente IRP e responsabile del progetto Cell Factory, ha indicato sostenibilità e rapidità come i due cardini del nuovo investimento, ricordando che le nuove terapie dovranno essere non solo efficaci, ma anche accessibili.

Il direttore scientifico dell’IRP, prof. Eugenio Baraldi, ha definito la Cell Factory «un patrimonio importante per la sanità veneta» e un esempio virtuoso di collaborazione strutturata tra pubblico e privato.

Il sindaco di Padova Sergio Giordani ha richiamato il valore simbolico della giornata, ricordando che «da soli si va veloci, ma assieme si va lontano» e ribadendo l’obiettivo di non lasciare che «una malattia precluda il futuro a nessun bambino».

Il prorettore vicario dell’Università di Padova, Antonio Parbonetti, ha parlato di «investimento concreto nelle terapie avanzate» che rafforza il ruolo del Veneto nell’innova-

zione biomedica. Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito la nuova torre «la prova concreta che una scommessa ambiziosa può continuare a essere vinta», riconoscendo il contributo della comunità scientifica e dei volontari.

La nuova costruzione sarà collegata all’attuale sede dell’Istituto per ottimizzare costi e spazi comuni, tra cui reception, area accoglienza e direzione tecnica. L’edificio, articolato su tre piani più un livello destinato a parcheggio, coprirà circa 11mila metri quadrati complessivi. Il costo dell’intervento è

stimato in 21 milioni di euro. Il progetto architettonico punta alla massima sostenibilità: sono previste tecnologie impiantistiche a energia rinnovabile e una copertura piana destinata al fotovoltaico.

Nei nuovi laboratori troveranno posto unità di ricerca dedicate all’oncoematologia pediatrica, tra cui attività dell’Università di Padova e gruppi già operativi nell’Istituto, come Euroimmun e R&I.

Con l’avvio del cantiere partirà anche la campagna “Costruiamo insieme il futuro della ricerca”, finalizzata a sostenere economicamente la Seconda Torre. Il nome di ogni

benefattore sarà riportato negli ambienti del nuovo edificio e nell’Albo d’Oro della Fondazione.

La Fondazione Città della Speranza ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Padova, alla Regione Veneto, all’Arma dei Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Interporto e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione lavori. Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno già offerto materiali e supporto tecnico, oltre a Coldiretti per il buffet e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.

La proposta. Sotto la lente App finanziarie, sfide social e abuso di farmaci tra i più giovani

Pasqualon (UDC): “Una mozione per proteggere il Veneto dai rischi del trading online”

Non più soltanto slot machine e sale scommesse. In Veneto le dipendenze cambiano volto e corrono sugli smartphone. App di compravendita finanziaria, sfide sui social e un uso scorretto di farmaci tra i giovanissimi sono al centro della mozione depositata in Consiglio regionale da Eric Pasqualon (UDC).

A darne notizia è lo stesso consigliere, che parla di un fenomeno in rapida evoluzione anche nel territorio veneto. «Non più solo slot, ma App di trading e sfide social: le dipendenze in Veneto cambiano volto. Ho depositato una mozione per aggiornare le strategie regionali di prevenzione, puntando i riflettori sui rischi del guadagno facile online e sull’abuso di farmaci tra i giovanissimi», afferma Pasqualon.

L’iniziativa, spiega, nasce anche dall’esperienza maturata nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, realtà impegnata nel contrasto alle dipendenze e nella promozione della legalità. A preoccupare sono i numeri raccolti dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) del Veneto: a Treviso, nell’area dell’Ulss 2, nel 2025 si è registrato un forte aumento dei casi di trading compulsivo, ovvero l’ossessione per le operazioni finanziarie online vissute come una scorciatoia per guadagnare.

Secondo i dati citati nella mozione, il 45% degli studenti veneti ha giocato d’azzardo almeno una volta. Un dato che, secondo Pasqualon, va letto alla luce di un contesto in cui il rischio è “a portata di smartphone”, tra investimenti finanziari ad alto rischio scambiati per opportunità di lavoro e pericolose sfide digitali che si diffondono sui social.

«Servono risposte immediate: dobbiamo portare l’educazione finanziaria e civica nelle scuole per smontare l’illusione del profitto immediato», sottolinea il consigliere.

Nel dettaglio, la mozione chiede alla Regione Veneto una strategia coordinata che parta da un nuovo accordo con l’Ufficio scolastico regionale per introdurre nelle scuole moduli dedicati ai rischi del tra-

ding compulsivo e delle truffe online. La proposta prevede anche di inserire formalmente le cosiddette “dipendenze finanziarie digitali” tra le priorità del prossimo Piano sanitario triennale e di rafforzare le risorse alle Ulss per controllare e seguire i casi legati a gioco online e acquisti compulsivi.

Infine, il documento punta a sollecitare il Governo nazionale affinché intervenga sulla pubblicità nascosta di prodotti finanziari ad alto rischio che circola sui social media, con particolare attenzione alla tutela dei minori dai messaggi ingannevoli.

«Il Veneto è un modello nel contrasto al gioco fisico, ma ora la battaglia si sposta sul digitale – conclude Pasqualon –. Proteggere le famiglie dal sovraindebitamento e i giovani dalle insidie del web deve essere una priorità assoluta per la nostra Regione».

PADOVA

Dal 9 al 13 marzo si è svolta la quarta edizione di “Cambio Gioco”, la settimana dedicata alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico, promossa dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa puntava a rafforzare il lavoro condiviso con istituzioni, operatori e cittadini, investendo su tempo e conoscenza per incrementare le strategie di prevenzione. Il tema di quest’anno, “giocare d’anticipo”, invitava a intervenire precocemente attraverso strumenti educativi innovativi e strategie che consolidino fattori protettivi sia a livello individuale sia sociale. Durante la settimana sono stati organizzati incontri, laboratori e momenti di confronto che integrano l’esperienza clinica degli ambulatori del Dipartimento con contributi multidisciplinari, con l’obiettivo di offrire alla comunità strumenti concreti per la riflessione e la sensibilizzazione, in particolare tra i giovani.

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Al via la quarta edizione di “Cambio Gioco”

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