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laPiazza dell'Alta - Febb26

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Trasporti in Veneto, facciamo il punto con l’assessore Diego Ruzza

Filippo Giacinti traccia

la rotta del bilancio

della Regione: “Non ci saranno nuove tasse”

La

grande

attesa del bilancio regionale

Dopo le elezioni dello scorso novembre la Regione Veneto non può ancora dirsi entrata nel vivo. Certo sono state composte le commissioni e l’ufficio di presidenza, i gruppi si sono insediati, qualche seduta del Consiglio è stata celebrata, ma l’impressione è che ancora tutto marci a scartamento ridotto. Le Olimpiadi a Cortina, ovviamente, costituiscono un momento di grande visibilità e, infatti, in queste settimane le dichiarazioni, i proclami, gli impegni per il prossimo futuro non sono mancati.

L’impressione, però, è che ci sia una condizione di profonda sospensione e, con tutta evidenza, questa è legata all’approvazione del bilancio regionale.

Con le elezioni a novembre, infatti, la precedente Giunta Regionale non ha fatto in tempo a programmare le spese per il 2026 e, infatti, si sta procedendo in modo provvisorio.

Il bilancio, oltre a essere fondamentale per mettere benzina nel motore della Regione, sarà anche il primo bando di prova per il Presidente Alberto Stefani.

LA POVERTA’ INVISIBILE

PERSONE SOLE

Nell’Alta Padovana l’inflazione post-pandemia ha colpito duramente ceti medi e famiglie con figli, ampliando la forbice sociale

CIl libro di Dianese: “Felice Maniero ormai è incapace di intendere volere”

Sanità, Ulss 6 Euganea bilancio di fine mandato per il direttore generale Paolo Fortuna

Azienda Ospedale Padova, Dal Ben: “Alta complessità, innovazione e primati”

Dalle mura storiche alle gite in bicicletta, l’offerta turistica dell’Alta Padovana esplode grazie alla qualità del servizio LA PERLA DELL’ALTA CONQUISTA IL MONDO: NUMERI RECORD PER CITTADELLA

SBUROCRATIZZAZIONE, BITONCI

L’assessore regionale fa il punto e osserva: “Siamo entrati nella fase operativa, attenzione anche al commercio”

Oltre le sbarre del silenzio

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

’è un silenzio, tra le mura di via Due Palazzi a Padova, che pesa più di possenti cancelli e sbarre. È il silenzio di chi ha smesso di sperare, di chi ha visto nel soffitto della propria cella l’unico orizzonte possibile. Proprio nel carcere padovano si sono consumati due suicidi in sole 36 ore, un terzo a Venezia, lo scorso 15 febbraio. Già otto dall’inizio di quest’anno in tutta Italia, ma è qui, nel cuore del nostro Veneto, che la ferita brucia di più.

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C’è anche Cittadella alle Olimpiadi di Milano-Cortina

Tra atleti e tifosi, dalle piste di Cortina d’Ampezzo ai palazzetti del ghiaccio di Milano, c’è davvero tanto Veneto in queste Olimpiadi Invernali. Ma quello che forse può passare sotto silenzio è il lavoro sommerso – chiaramente non dal punto di vista fiscale –di chi ogni giorno si impegna dietro le quinte affinché tutto, dalla logistica alle gare vere e proprie, si svolga con ordine e in sicurezza. E tra gli addetti alla sicurezza delle venues e i volontari, un ruolo fondamentale lo svolge il personale medico-sanitario, impegnato a garantire sia la sicurezza degli atleti in campo che quella dei tifosi sugli spalti. Proprio per questo, sono state coinvolte numerose squadre da tutta la Regione e non manca all’appello il personale del Pronto Soccorso di Cittadella. Gli operatori inviati dal presidio sanitario dell’Alta sono stati ben sette, che l’Ulss 6 Euganea e il Comune di Cittadella hanno voluto ringraziare pubblicamente per il servizio svolto sui rispettivi canali social. I tre autisti cittadellesi Diego Tonin, Stefano Castellani e Roberto Marconato stanno prestando servizio, durante questa rassegna iridata, nella sede di Cortina, guidando ambulanze e automediche lungo le strade innevate del comune bellunese. A presidiare le piste e intervenire in caso di incidenti o malori tra gli atleti, ma soprattutto a prestare servizio presso l’Ospedale Codivilla Putti, ci sono invece gli infermieri Daniele Tosato, Manola Stragliotto e Amedeo Fazzio, insieme al coordinatore Luigi Zanin. Nonosante l’invio di queste risorse qualificate nel Bellunese, il pronto soccorso di Cittadella non ha mai smesso di funzionare a pieno regime, garantendo quotidianamente i normali turni di servizio. Questo successo logistico è reso possibile dall’ampio margine temporale con cui è stata coordinata la turnazione ma anche dal fatto che i sette tecnici si stanno alternando per coprire sia il servizio in montagna che in pianura, garantendo la sicurezza dei Cittadellesi senza rinunciare all’impegno olimpico.

Sette tecnici del Pronto Soccorso in servizio nel Bellunese

Oltre le sbarre del silenzio Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Padova è sempre stata un’eccellenza anche nei percorsi di recupero per i detenuti. Le esperienze al Due Palazzi hanno fatto scuola e vengono citate nei convegni internazionali come l’esempio di un carcere che non si limita a “stoccare” condannati, ma che trasforma nuove vite. Eppure, oggi, quel modello scricchiola sotto il peso di un sovraffollamento che tocca il 155% e di scelte che sembrano voler smantellare anni di faticosa ricostruzione umana. Uno dei drammi più recenti ha coinvolto un uomo di settant’anni, recluso in Alta Sicurezza. Non era un numero, era una persona inserita da anni in attività lavorative che avevano riempito le sue giornate e cambiato il suo orizzonte. La sua colpa? L’angoscia di un trasferimento improvviso, annunciato senza spiegazioni, che avrebbe cancellato con un colpo di spugna legami, impegni quotidiani e una prospettiva di “vita dignitosa” costruita con fatica. Quando lo Stato decide di spostare detenuti ormai stabilizzati, interrompendo percorsi di studio universitari o laboratori professionali, non sta applicando la legge: sta compiendo quella che molti definiscono una “regressione trattamentale”. A La Giudecca di Venezia, a metà di questo mese, si è tolta la vita una giovane donna, italiana, di 32 anni. Se togliamo la prospettiva del domani a chi sta cercando di espiare le proprie colpe, non resta che il vuoto. E il vuoto, in carcere, uccide. Realtà del volontariato sociale, impegnate in carcere quotidianamente, non stanno semplicemente aiutando i detenuti a “far passare il tempo”. Stanno investendo, oltre che sul recupero di centinaia di persone, sulla sicurezza di noi tutti. I dati parlano chiaro: dove c’è lavoro e formazione, la recidiva crolla sotto il 10%. Dove c’è solo ozio e sovraffollamento, si creano nuovi criminali o, peggio, si alimentano i cimiteri. È necessario che la politica locale e nazionale metta queste realtà nelle condizioni di lavorare al meglio. Dare dignità ai detenuti significa anche non spezzare i legami affettivi. Il lavoro in carcere non è un privilegio, è la spina dorsale della rieducazione, per questo il terzo settore va sostenuto, anche con più psicologi e mediatori, per potenziale l’ascolto. Non possiamo voltarci dall’altra parte. Dobbiamo pretendere un carcere che funzioni come un’officina di nuove vite, non come un vicolo cieco.

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Visitatori. I numeri del 2025 certificano una crescita record

Boom turistico, anche grazie ai social

Cittadella vola grazie a marketing, influencer e offerta integrata: mura percorribili, musei, percorsi ciclabili e area camper. I dati 2025 confermano una crescita che coinvolge istituzioni, imprese e territorio

Cittadella continua a sorpendere: +143% di visitatori e +35% di acquisti con la Cittadella Card. I numeri del 2025 tracciano un’impennata del turismo a Cittadella. La perla dell’Alta, oggi, offre ad ospiti da tutto il mondo l’unico camminamento medievale di ronda interamente percorribile, ma anche ristoranti dove si parla un inglese fluente, percorsi ciclabili nella natura e, da ottobre, pure un’area riservata alla sosta dei camper totalmente automatizzata. Ma tutto questo patrimonio, fa notare il Sindaco Luca Piero-

Polizia

locale

bon, non sarebbe stato raggiunto dal turismo, se non ci fosse stato un grande lavoro di squadra per promuovere Cittadella: un lavoro che vede in primo piano l’impegno degli uffici comunali e la forza degli influencer, che sui social hanno saputo comunicare in modo accattivante e coinvolgente le potenziali attrattive di Cittadella e del suo territorio. Le radici del successo affondano nel 2013, quando apre il celebre camminamento di ronda sulle mura che abbracciano il centro storico: un’esperienza unica, oltre un chilometro lungo

i merli a quasi 15 metri di altezza, un tuffo nella storia antica che lo scorso anno ha emozionato ben 80.000 turisti. Ma la città murata attrae anche per il suo Palazzo Pretorio, sede della Fondazione d’arte contemporanea, il Teatro sociale, uno scrigno di fine ‘700 di stampo veneziano, il nuovo Museo del Duomo inaugurato nel 2021, mentre nel gennaio 2025 100.00 euro vengono stan-

e controllo del vicinato: un binomio a protezione degli “invisibili”

Sopportava da anni i soprusi da parte del figlio: un anziano di Cittadella è stato soccorso e messo in una situazione di sicurezza, grazie all’acume investigativo e alla sensibilità di un gruppo di agenti della Polizia locale di Cittadella. Il loro impegno nello scoperchiare la triste situazione di abusi familiari è stato premiato durante la festa regionale del corpo, a Treviso.

Solo gli accertamenti condotti con cura e cautela da parte degli agenti, infatti, hanno permesso di riconoscere, in quella che poteva sembrare una qualsiasi lite familiare, una realtà molto più brutale e radicata nel tempo: una realtà che a lungo era stata “invisibile”.

“La Polizia locale di Cittadella – spiega Luca Pierobon, sindaco della città - è molto presente sul territorio, conosce le persone, ci dialoga quotidianamente. Questo favorisce il controllo del territorio, ma permette anche di intercettare casi delicati come questo, in cui gli agenti mettono a frutto sia le loro capacità personali che anni di formazione continua. L’agente di polizia locale ormai ha cambiato ruolo, non è più il vigile urbano di una volta, oggi è preparato ad agire nelle circostanze più svariate e in tutti i modi possibili. Nel premio conferito ai tre agenti, viene riconosciuto anche tutto questo percorso”.

A differenza della violenza fisica, la violen-

ziati per avviare la creazione di un futuro museo multimediale con tecnologie innovative. Altro elemento di forza è il turismo della bicicletta, con percorsi ciclabili di rinomanza internazionale e un momento di apice nel 2022, quando Cittadella ospita il primo Campionato mondiale di gravel. Nell’ottobre del 2025 arriva anche l’apertura di un’area camper automatizzata, che attira da tutta

Europa gli amanti della vita all’area aperta. Gli sforzi del Comune sono riusciti a catalizzare anche l’impegno di albergatori, ristoratori e negozianti: oggi l’offerta degli imprenditori di turismo e commercio a Cittadella è quella di un’ospitalità multilingue, con aperture adeguate alle esigenze del turista e un’offerta vivace e ricca di passato e di futuro.

za psicologica, spesso familiare e logorante, è difficilissima da individuare. Oltre alla preparazione degli agenti di Polizia locale, ricorda Pierobon, serve la collaborazione di tutti, a partire dai vicini, da chi abita nei quartieri. Nel 2017 Cittadella ha istituito il controllo del vicinato come supervisione del territorio contro furti, rapine e vandalismi, ma in generale quello che serve è l’interes-

samento verso il prossimo. Persone anziane, sole, che vivono ai margini, piccoli nuclei con situazioni domestiche fragili, spesso per condizioni economiche, insomma a rischio di essere “invisibili”. “Noi viviamo in un territorio mediamente benestante: proprio per questo non possiamo permetterci di lasciare sole queste persone: serve aiuto da parte di tutti”. (n.c.)

Nicola Canella

Cittadella continua a rinnovarsi puntando su sicurezza, socialità e decoro urbano con due importanti interventi che restituiscono alla Comunità spazi riqualificati, sicuri e funzionali.

La frazione di Santa Maria può ora contare su un nuovo parcheggio.

In Via 11 Settembre è stata infatti realizzata un’area con 13 posti auto (di cui uno per disabili e due con predisposizione per la ricarica elettrica) permettendo così di rispondere concretamente alla necessità di parcheggi della zona. Oltre alla funzionalità, si è puntato sulla vivibilità: accanto al parcheggio è

Comune di Cittadella

Cittadella si rinnova: più servizi e spazi per le famiglie

stato infatti realizzato un piccolo parco pubblico attrezzato con giochi inclusivi, nuove alberature e panchine. L’opera, completa di illuminazione a LED e nuova segnaletica, ha visto un investimento complessivo con fondi comunali di 310.000 euro, di cui 132.000 euro per l’acquisizione dell’area e 178.000 euro per lavori, imposte e spese tecniche.

Parallelamente, è stata completata la riqualificazione dell’area ludico-sportiva in Contrà Corte Tosoni. Con un investimento di 83.000 euro, lo spazio è stato trasformato in un punto di aggregazione moderno e rinnovato. I lavori hanno riguardato la sistemazione del campo da calcetto e del campo da basket, quest’ultimo impreziosito con una pavimentazione artistica unica, frutto di un laboratorio di co-progettazione che

ha coinvolto direttamente i giovani del territorio sotto la guida di un artista. Oltre ad una nuova area giochi colorata ed accogliente per i bambini, l’intera zona è stata dotata di un impianto di illuminazione e di un sistema di videosorveglianza per garantire sicurezza e decoro.

Due interventi diversi, accomunati dall’obiettivo di rendere Cittadella una città sempre più accogliente e a misura d’uomo, dove la cura del bene comune diventa lo strumento principale per migliorare la qualità della vita di ogni residente.

Sindaco Dott. Luca Pierobon

Pierobon: “I fondi per il sociale vadano ai Comuni”

L

’Alta Padovana è un territorio molto ricco, si sa, ma anche in un contesto così virtuoso le problematiche non mancano. E lo sa bene Luca Pierobon, primo cittadino di Cittadella, che punta il dito contro l’inflazione record che ha colpito l’economia globale dopo la pandemia del 2020. L’aumento dei prezzi ha colpito tutti, ma a risentirne in modo particolare sono i ceti bassi e medi, che hanno visto allargarsi drasticamente la forbice sociale che li separa dalle famiglie più abbienti. E questo vale anche per Cittadella: “Purtroppo anche da noi, in un territorio considerato ricco perché pieno di imprese, sia piccole che medio-grandi, la situazione non è delle migliori. Chi prima riusciva ad arrivare a fine mese senza grossi problemi, oggi fa fatica”, ammette Pierobon. Il Sindaco lamenta un numero crescente di persone che si rivolgono al Comune in cerca di sostegno, ma il vero problema è la varietà delle richieste: se una volta erano soprattutto gli anziani – che tutt’ora in alcuni casi ricevono pensioni al di sotto della soglia di povertà –adesso sono soprattutto le famiglie con figli piccoli a chiedere aiuto. “Molte famiglie, secondo la tipica

mentalità veneta orientata al rigore e al far quadrare i conti, hanno oramai rinunciato alle spese superflue – prosegue Pierobon – ma ciò che preoccupa davvero è che in molti casi questo non basta più, e a venire tagliate sono anche spese essenziali come quelle sanitarie”.

Ma cosa si può fare per risolvere questa situazione che sembra solo e continuamente peggiorare?

“L’intervento principale dovrebbe arrivare dallo Stato, con politiche incisive sui salari, che oggi non sono adeguati al costo della vita. Basta pensare ai salari d’ingresso dei giovani: è comprensibile che molti esitino a costruire una famiglia o a vivere da soli”. Cittadella fa tutto quello che è in potere dell’amministrazione comunale:

“Noi non abbiamo mai abbandonato nessuno. Con l’Assessore ai Servizi Sociali ci ripetiamo sempre che nessuno deve essere lasciato indietro”.

Gli interventi non sono a pioggia, ma mirati: si studia caso per caso, viene verificata la reale situazione della persona e poi si definisce l’aiuto più adeguato. Gli interventi possono essere economici, oppure percorsi di inserimento lavorativo in Comune grazie ai finanziamen-

ti regionali, o ancora collocazioni lavorative presso aziende del territorio. Gli assistenti sociali svolgono un ruolo fondamentale nel definire le soluzioni più idonee, cercando di alleviare la situazione delle persone in difficoltà.

Un grosso vantaggio dell’Alta Padovana è la presenza di numerose case popolari, che il Comune assegna in base alla normativa regionale, offrendo un sostegno significativo soprattutto alle famiglie numerose che necessitano di un’abitazione con affitto calmierato. Gli interventi sono dunque mol-

teplici, ma la principale criticità è la scarsità delle risorse comunali. “Possiamo aiutare fino a un certo punto, mentre alcune famiglie avrebbero bisogno di supporti più consistenti che il Comune non è in grado di garantire. Per questo è necessario che gli enti superiori sostengano i Comuni: non possiamo continuare ad aumentare la pressione fiscale sui cittadini, servono maggiori finanziamenti”.

E da qui la proposta, un po’ provocatoria, di Pierobon: “Ritengo che strumenti come il reddito di cittadinanza o le successive misu-

La rete dei 28 Comuni per intervenire prima che la crisi diventi cronica

Un numero attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, per intercettare le emergenze sociali prima che diventino cronicità. Nell’Ambito territoriale sociale – che riunisce i 28 Comuni del Distretto 4 dell’ULSS 6 Euganea – prende forma il nuovo Pronto Intervento Sociale (PIS), servizio previsto nell’ambito dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, introdotti dalla legge 328/2000 e rilanciati dal Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021–2023, confermati anche per il triennio 2024–2026. L’obiettivo è chiaro: garantire una risposta immediata e qualificata alle situazioni di crisi e di disagio acuto. Il servizio sarà operativo h24 per affrontare casi complessi e improvvisi: donne vittime di violenza, minori in

condizioni di grave rischio o abbandono, famiglie rimaste senza casa a seguito di calamità naturali, persone fragili prive di riferimenti e sostegno. Il PIS funzionerà come una centrale operativa territoriale, capace di coordinare in tempo reale forze dell’ordine, servizi sociali comunali ed enti del Terzo settore. Non solo intervento nell’urgenza, ma anche lettura del territorio: tra le funzioni previste ci sono la mappatura delle vulnerabilità emergenti, l’analisi delle risorse disponibili e l’attivazione di percorsi di presa in carico strutturati, con l’invio ai servizi competenti per avviare progetti di inclusione e tutela. Cuore del sistema sarà una struttura organizzativa attiva giorno e notte, fondata su protocolli condivisi e

re governative fossero concettualmente sbagliati non nel fine, ma nell’assenza di controlli adeguati. Se quelle risorse fossero state affidate direttamente ai Comuni, sarebbero state utilizzate in modo più efficace e mirato, con controlli puntuali. I casi riportati dai media di persone che percepivano il reddito e lavoravano in nero difficilmente si sarebbero verificati nei nostri territori, dove la vigilanza comunale sarebbe stata molto più rigorosa”.

su procedure operative comuni ai 28 Comuni dell’ambito. È prevista una valutazione immediata dei rischi e dei bisogni della persona o del nucleo coinvolto, l’attivazione delle risorse necessarie per la messa in sicurezza e un sistema informativo dedicato per monitorare ogni fase dell’intervento, garantendo tracciabilità e continuità. A gennaio si è conclusa la fase di co-progettazione con un gruppo di cooperative del territorio. Una volta ultimate le attività preparatorie, il Pronto Intervento Sociale sarà attivato in modo uniforme su tutto l’Ambito , con l’obiettivo di rafforzare la rete di protezione sociale e assicurare a ogni cittadino una risposta tempestiva nei momenti di maggiore fragilità. (s.b.)

Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività del territorio O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time + incentivi Formazione dedicata e a ancamento continuo Ambiente solido e percorso di crescita in primaria azienda veneta

Focus povertà/2. Aumenta il numero delle persone aiutate, un terzo degli utenti non aveva mai chiesto aiuto

Il disagio cresce, cambia volto e non fa rumore

La povertà a Padova non fa rumore, ma avanza. E soprattutto cambia pelle. I numeri delle Cucine Economiche di Padova relativi agli ultimi due anni raccontano una storia che la città farebbe bene a non archiviare come l’ennesima statistica del disagio: cresce il numero delle persone aiutate e, fatto

circa settemila al mese. Numeri stabili, elevati, costanti. Non un’emergenza stagionale, non un picco legato a una crisi improvvisa, ma una domanda che si è ormai strutturata. È la fotografia di un bisogno quotidiano che accompagna l’intero anno e che non accenna a ridursi.

diventa complicato, quando non impossibile. Infine, l’inverno, con le 454 coperte distribuite. Un numero che ritorna, anno dopo anno, come un promemoria scomodo: l’emergenza freddo non è mai davvero un’eccezione, ma una costante per chi vive senza una casa o in condizioni di estrema precarietà.

ancora più significativo, aumentano coloro che entrano per la prima volta nei circuiti dell’assistenza. Nel 2025 gli utenti complessivi sono stati 3.624, circa un centinaio in più rispetto all’anno precedente. Ma il dato che pesa davvero è un altro: 1.273 persone non avevano mai chiesto aiuto prima. È qui che il quadro cambia. Non si tratta più solo di marginalità cronica o di povertà “storica”, ma di un allargamento della fragilità sociale che intercetta nuovi profili: lavoratori impoveriti, pensioni insufficienti, vite che scivolano fuori equilibrio sotto il peso del costo della vita. La mensa resta il primo indicatore di questa trasformazione. Oltre 83.800 pasti distribuiti nel 2025,

E poi c’è tutto ciò che ruota attorno al cibo, e che parla di dignità prima ancora che di assistenza. Docce, lavatrici, cambi d’abito: servizi essenziali che nel 2025 continuano a essere richiesti da centinaia di persone, con numeri in linea – e in alcuni casi superiori – rispetto al 2024. Segno che la povertà non è solo una questione di reddito, ma di casa, relazioni, stabilità. Ancora più eloquente il fronte sanitario. Oltre 2.700 prestazioni erogate a 656 persone in un solo anno. Qui la frattura si fa evidente: disagio economico e fragilità di salute procedono insieme, alimentandosi a vicenda. Chi è povero si ammala di più e si cura meno, spesso perché l’accesso ai servizi ordinari

Il confronto tra 2024 e 2025 consegna quindi un messaggio chiaro: la povertà a Padova non arretra, si allarga e si normalizza. Da emergenza tende a diventare struttura. E questo pone una domanda che va oltre il lavoro, prezioso, del volontariato. Perché se i servizi reggono è anche perché il bisogno non trova risposte sufficienti altrove. Il disagio che emerge dai dati parla di politiche sociali da rafforzare, di casa che manca, di lavoro che non basta più a garantire sicurezza, di solitudini che crescono. Ignorarlo significherebbe accettare che la povertà diventi parte stabile del paesaggio urbano. Una scelta, più che una fatalità.

Sara Busato

Stefani: “Nessuno deve essere lasciato indietro”

Nel Veneto del 2026 “nessuno deve essere lasciato indietro”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Stefani durante la visita alla redazione de “La Piazza” e ai microfoni di Veneto24. Non è solo uno slogan, ha precisato, ma il perno di una strategia che lega la lotta alla povertà a un nuovo patto di solidarietà generazionale, capace di unire giovani, famiglie e anziani in una rete di responsabilità condivisa. Le linee programmatiche della giunta regionale delineano almeno nelle intenzioni un welfare più

vicino alle persone e ai territori. Uno degli interventi annunciati da Stefani è l’introduzione degli “assistenti di quartiere”, operatori sociali che agiranno a livello locale con accessi programmati e ripetuti, soprattutto a favore di anziani fragili e parzialmente non autosufficienti. Stefani ha ribadito la necessità di un “welfare di comunità” che non sia assistenzialismo puro, ma una rete di supporto che includa il Terzo Settore per intercettare le “nuove povertà” (spesso invisibili) generate dall’inflazione e dal disagio psicologico

Chi è povero si ammala di più e si cura meno, spesso perché l’accesso ai servizi ordinari diventa complicato, quando non impossibile

post-crisi.

Centrale è anche il tema dell’accesso alla casa, con programmi di edilizia sociale e iniziative per calmierare gli affitti, rivolte in particolare a chi oggi restano esclusi dal mercato immobiliare tradizionale. Con “generazione casa” Stefani ha lanciato un piano per abitazioni a prezzi sostenibili rivolto a categorie sociali in difficoltà economica (giovani lavoratori, coppie, caregiver, famiglie monoreddito, anziani soli) che faticano a ottenere un mutuo o a sostenere affitti sul mercato privato.

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Rifiuti, parte il censimento nei condomini

Èiniziata lunedì 9 febbraio l’operazione di censimento dei contenitori condominiali dei rifiuti promossa da Etra Spa, in accordo con il Consiglio di Bacino Brenta. Un passaggio tecnico ma strategico, destinato a coinvolgere l’intero territorio servito dalla multiutility – con l’unica esclusione dei Comuni dell’Altopiano – e che si concluderà tra giugno e luglio, dopo circa cinque mesi di attività. L’obiettivo è chiaro: mappare con precisione i contenitori presenti in circa 1.600 condomini che oggi utilizzano sistemi ad accesso libero. Un lavoro preliminare indispensabile per la seconda fase del progetto, ovvero l’estensione della misurazione puntuale del rifiuto secco residuo anche alle utenze aggregate. Si tratta di un tassello importante nella strategia di gestione dei rifiuti: responsabilizzare le utenze condominiali, ridurre la quantità di secco prodotto e allinearsi agli obiettivi fissati dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Il servizio è stato affidato a una ditta esterna. Gli operatori, riconoscibili dal tesserino identificativo, saranno presenti dal mattino al tardo pomeriggio e lavoreranno esclusivamente nelle aree

comuni o nelle isole ecologiche condominiali.

Tre le attività previste: il censimento fisico dei contenitori con documentazione fotografica; la verifica tecnica dello stato di bidoni e accessori – serrature, adesivi, transponder –; la manutenzione rapida con eventuale sostituzione dei chip malfunzionanti e applicazione di nuovi adesivi identificativi.

Accanto all’avvio del progetto, Etra lancia un appello alla prudenza. Nessun operatore è autorizzato a entrare nelle abitazioni private, a chiedere documenti personali o bollette, a riscuotere denaro o a far firmare contratti, ribadisce l’azienda. I tecnici potranno eventualmente suonare ai campanelli soltanto per accedere ai cancelli condominiali, qualora i bidoni si trovino all’interno delle aree comuni.

L’invito ai cittadini è a diffidare da comportamenti anomali: in caso di dubbi o sospetti tentativi di truffa, Etra

raccomanda di non aprire la porta e di contattare immediatamente le Forze dell’Ordine o il Numero Verde rifiuti 800 247 842, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. Le operazioni partiranno dai Comuni del Padovano per poi estendersi, nelle prossime settimane, anche al Vicentino. Un intervento capillare che punta a rendere più equo ed efficiente il sistema di raccolta, con un’attenzione particolare alla sicurezza dei cittadini.

Il Palazzo delle Associazioni prende forma

Proseguono con continuità i lavori di restauro e recupero funzionale del Palazzo delle Associazioni in Via Marconi, un intervento atteso e significativo per tutta la comunità. L’edificio, destinato a diventare uno spazio moderno e accogliente per il mondo dell’associazionismo, sta vivendo una vera e propria rinascita.

Qualche settimana fa si è svolto un sopralluogo tecnico al cantiere alla presenza del Sindaco Luca Pierobon e dell’Assessore ai Lavori

Pubblici Andrea Bertollo.

Un momento importante per verificare lo stato di avanzamento dei lavori e condividere i prossimi passaggi dell’intervento.

La fase strutturale è stata completata: sono terminati gli interventi di consolidamento delle murature e dei solai, operazioni fondamentali per garantire solidità, sicurezza e durata nel tempo. Ora il cantiere entra in una nuova fase, dedicata all’installazione degli impianti tecnologici, che renderanno l’edificio efficiente, funzionale e adeguato alle esigenze contemporanee. L’opera rappresenta un investimento complessivo di 1.910.000 euro, di cui 500.000 euro finanziati grazie al contributo della Fondazione Cariparo. Il termine dei lavori è previsto per la fine del 2026. “Vedere il Palazzo delle Associazioni rinascere è una grande soddisfazione. Continuiamo a lavorare per restituire valore al nostro patrimonio e offrire spazi all’avanguardia dove il volontariato e la partecipazione possano crescere, rendendo la nostra comunità ancora più unita e dinamica”, ha dichiarato il Sindaco Luca Pierobon. Un progetto che non è solo un intervento edilizio, ma un investimento concreto sulla vita sociale del territorio, pensato per dare nuove opportunità di incontro, collaborazione e crescita a tutte le realtà associative della città. (r.p)

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Politica. Le prossime elezioni sono previste in primavera

Ultimo consiglio comunale per Pasqualon

S i è chiusa con il Consiglio comunale di venerdì 30 gennaio una fase significativa dell’esperienza amministrativa di Eric Pasqualon alla guida del Comune di Carmignano di Brenta. L’elezione a Consigliere regionale del Veneto, incarico incompatibile con quello di Sindaco secondo quanto previsto dalla legge, ha reso necessario il passaggio di consegne. Una scelta definita “non semplice, ma doverosa”, affrontata – come sottolineato dallo stesso Pasqualon – con senso delle istituzioni e nel rispetto delle procedure, con l’obiettivo di garantire la continuità amministrativa ed evitare il commissariamento dell’ente. Attualmente il Comune si trova in una fase di reggenza che accompagnerà la comunità fino alle elezioni previste

nel mese di maggio. Determinante, nel percorso che ha portato all’ingresso nel Consiglio regionale del Veneto, è stata la fiducia espressa dagli elettori: 4.712 voti complessivi, di cui 2.224 preferenze personali provenienti proprio da Carmignano di Brenta. Un risultato che Pasqualon ha definito “un onore e una grande responsabilità verso la mia comunità”.

“Lasciare il ruolo di Sindaco non significa lasciare Carmignano di Brenta”, ha ribadito, assicurando la propria disponibilità ad accompagnare l’Amministrazione in questa fase di transizione, nell’esclusivo interesse dei cittadini e del territorio. Nel nuovo incarico regionale, Pasqualon porterà l’esperienza maturata nell’amministrazione locale, con un’attenzione particolare

alle esigenze del territorio. L’impegno si concentrerà anche nell’ambito delle Commissioni consiliari dedicate a bilancio, programmazione e politiche sanitarie e sociosanitarie, con l’obiettivo di creare opportunità e offrire risposte concrete ai bisogni delle persone. Nel suo intervento non è mancato il ringraziamento alla Giunta comunale, ai Consiglieri, ai collaboratori e ai dipendenti del Comune per il lavoro svolto in questi anni, così come ai cittadini per il sostegno, il confronto e la partecipazione costante. “Il mio impegno per Carmignano di Brenta prosegue”, ha concluso, confermando la volontà di continuare a lavorare con dedizione, rispetto delle istituzioni e attenzione verso la comunità.

Redazione Padova

Dallo scarabocchio alla stampa: spazio all’espressione dei più giovani

Nuove opportunità creative in arrivo per i bambini e i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Carmignano di Brenta. Sono infatti in partenza due laboratori pensati per stimolare fantasia, manualità ed espressione artistica, in un percorso coinvolgente e guidato da esperti del settore. Il primo appuntamento è con “Stampa creativa”, rivolto agli studenti della classe V primaria, alle classi I–III della scuola secondaria di primo grado e alla I superiore. Un laboratorio che permetterà ai partecipanti di sperimentare tecniche

di stampa, materiali e linguaggi espressivi diversi, trasformando idee e immagini in vere e proprie creazioni artistiche. Accanto a questo, prende il via “Sarabocchi – corso ribelle per disegni imprevisti”, dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni. Un percorso originale e divertente che invita a liberare il segno, superare la paura dell’errore e scoprire come anche uno scarabocchio possa diventare un’opera sorprendente. Entrambi i laboratori si svolgeranno presso la scuola primaria di Carmignano di Brenta e

prevedono 6 incontri della durata di 1 ora e 45 minuti ciascuno. Il costo complessivo è di 20 euro, una quota accessibile che rende l’iniziativa ancora più inclusiva. I posti sono limitati. I laboratori sono promossi da Fondazione Cariparo, organizzati dall’Associazione Castoro, in collaborazione con il Comune di Carmignano di Brenta. Un’occasione speciale per crescere attraverso l’arte, condividere esperienze e dare spazio alla creatività in un ambiente stimolante e accogliente. (r.p.)

Fiume Brenta, nel 2025 recuperati 40 tonnellate di rifiuti

Prosegue l’impegno di tutela del fiume Brenta: nel 2025 sono stati recuperati circa 40 tonnellate di rifiuti dagli argini, quasi la metà di quanto rimosso in quattro anni durante il progetto Life Brenta 2030. La crescita degli abbandoni incontrollati preoccupa autorità e cittadini, con criticità evidenti nei comuni di Fontaniva, Grantorto, Carmignano di Brenta e Campo San Martino. Gli operatori di ETRA SpA, nell’ambito del progetto europeo

Interreg Italia-Croazia “Wastereduce”, hanno segnalato un aumento del conferimento illecito di materiali domestici e industriali, tra cui oli esausti, pneumatici e amianto. “Scaricare rifiuti nel fiume non è solo incivile, ma costituisce un reato ambientale con effetti diretti sulla salute pubblica”, ha dichiarato il Presidente di ETRA, Flavio Frasson. Per contrastare questo fenomeno, ETRA, insieme ad Arpav ed Etifor, promuove un’azione coordi-

nata con i Comuni rivieraschi e le associazioni locali. A Cittadella si è tenuto un tavolo tecnico per potenziare le infrastrutture di controllo e prevenzione e per pianificare campagne di sensibilizzazione sui rischi dell’inquinamento fluviale. L’obiettivo è costruire una strategia di lungo periodo per preservare l’asta del medio Brenta e garantire la conservazione di un habitat fondamentale per fauna, flora e comunità locali. (r.p.)

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Un triciclo per sorridere

razie alla raccolta fondi promossa durante la prima edizione di “Libri in Diga”, la fiera del libro dedicata ai bambini da 0 a 11 anni ideata da DIGA – impresa sociale, è stato possibile donare al reparto di Pediatria dell’Ospedale di Cittadella un triciclo con asta porta flebo. Lo strumento, consegnato nelle scorse settimane, rappresenta un aiuto concreto per rendere le terapie dei piccoli pazienti più leggere e meno invasive, portando un sorriso anche nei momenti più delicati della degenza ospedaliera. L’evento, svoltosi il 30 marzo scorso a Carmignano di Brenta, ha riscosso un grande successo di pubblico: oltre 1.500 visitatori hanno affollato la fiera, animata dalla presenza di 8 autori e illustratori provenienti da tutta Italia. Una manifestazione che ha saputo coniugare intrattenimento e cultura, offrendo ai più piccoli l’occasione di incontrare direttamente chi dà vita alle storie e alle immagini dei loro libri preferiti. Oltre alla raccolta fondi, la prima edizione di “Libri in Diga” ha portato avanti anche un’importante azione educativa: circa 800 libri sono stati donati alle scuole dell’infanzia, primarie e ai nidi dei Comuni di Carmignano di Brenta e Fontaniva. Un gesto simbolico e concreto, che con-

ferma l’impegno dell’iniziativa nella promozione della lettura fin dalla prima infanzia, incoraggiando i bambini a sviluppare la fantasia e l’amore per la cultura.

L’Amministrazione comunale ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a DIGA – impresa sociale per aver ideato e organizzato un evento che coniuga cultura, inclusione e so-

lidarietà. “Libri in Diga” non è stata soltanto una fiera del libro: è stata una giornata di incontro, di scoperta e di condivisione, capace di lasciare un segno positivo nella comunità, nei bambini e nelle famiglie che hanno partecipato, e persino nei piccoli pazienti che ora potranno affrontare le terapie con un po’ più di leggerezza e colore.

Redazione Padova

Mobilità sostenibile, premiati più di 100 cittadini virtuosi

Grande partecipazione ed entusiasmo per la premiazione del progetto Bike to Work, l’iniziativa che ha incentivato i cittadini a scegliere la bicicletta per i propri spostamenti quotidiani, in particolare nel tragitto casa-lavoro. Il progetto ha registrato numeri significativi: complessivamente sono stati percorsi oltre 72.800 chilometri in bicicletta, un risultato che testimonia una crescente sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale e della mobilità

alternativa. Oltre 100 partecipanti hanno aderito con costanza all’iniziativa e sono stati premiati con buoni spesa da utilizzare nelle attività di vicinato aderenti, per un valore complessivo di 13.600 euro. Un riconoscimento concreto, che unisce l’attenzione all’ambiente al sostegno del commercio locale, rafforzando il legame tra comunità e territorio. Ma il dato più significativo riguarda l’impatto ambientale: grazie ai chilometri percorsi su due ruote, si è ottenuto un risparmio di 11.665 chilogrammi di anidride carbonica immessa nell’atmosfera, un risultato equivalente alla piantumazione di 583 alberi. Un piccolo premio per ciascun partecipante, ma un grande traguardo collettivo per tutta la comunità. (r.p.)

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COMUNE INFORMA

Comune di CARMIGNANO DI BRENTA

Approvato il progetto di fattibilità delle due rotatorie sulla

S.S.

53, inizio lavori tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

ULTIMO ATTO DELLA GIUNTA PASQUALON: CONCLUDE IL MANDATO DA SINDACO E PROSEGUE IN REGIONE.

Tra gli ultimi provvedimenti della Giunta Comunale guidata dal sindaco Eric Pasqualon figura l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo agli interventi viabilistici lungo la S.S. 53 “Postumia”, che prevede la realizzazione di due nuove rotatorie. Si tratta di un traguardo storico per il territorio, atteso da decenni, che migliorerà la sicurezza e la fluidità della viabilità in prossimità del centro abitato.

La S.S. 53 è un’arteria strategica tra Vicenza e Treviso, con un traffico medio giornaliero superiore ai 18.500 veicoli, di cui circa il 16% rappresentato da mezzi pesanti diretti alle attività produttive del centro abitato. Gli attuali incroci a raso generano rallentamenti e rischi per automobilisti e cittadini, rendendo necessario un intervento strutturale. Il progetto, approvato con delibera di Giunta Comunale n. 19/2026 e del costo di 161.957,70 euro a carico del Comune, prevede due rotatorie convenzionali alle estremità del tratto urbano della S.S. 53 e l’adeguamento dell’intersezione centrale con Viale Martiri della Liberazione, eliminando le svolte a sinistra. Le rotatorie, con un diametro di 42 metri e un sistema “ad occhiale”, permette-

ranno manovre sicure tramite svolta a destra, separando traffico locale e di transito e aumentando la sicurezza stradale. La realizzazione dell’opera sarà interamente finanziata da ANAS S.p.A. per un costo stimato di 2.500.000 euro. L’iter tecnico proseguirà con la progettazione esecutiva e successiva conferenza dei servizi che renderanno il progetto appaltabile entro la fine di quest’anno.

« La delibera sulle rotatorie rappresenta un traguardo storico per Carmignano di Brenta – dichiara Eric Pasqualon –. Finalmente sarà possibile risolvere i problemi di sicurezza e fluidità della S.S. 53, garantendo maggiore tutela ai cittadini e ai lavoratori che quotidianamente transitano su questa arteria strategica. Questo risultato è frutto della collaborazione tra Amministrazione Comunale, ANAS e Regione Veneto». Questo è stato di fatto l’ultimo atto di giunta del sindaco Pasqualon: infatti, con il consiglio comunale del 30 gennaio 2026, il suo mandato è formalmente decaduto. Pasqualon ha lasciato la carica ai sensi dell’art. 69 del D.Lgs. 267/2000, in seguito alla sua elezione a consigliere regionale del Veneto, incarico incompatibile con

il ruolo di primo cittadino. Si conclude così una lunga fase amministrativa iniziata nel 2014, caratterizzata da stabilità finanziaria, investimenti strategici e particolare attenzione ai servizi alla persona. Nel corso dei suoi mandati, Pasqualon ha portato a termine opere fondamentali per il territorio, come la nuova scuola primaria De Amicis (2022), il centro sportivo natatorio (2024) e la casa di comunità con ampliamento del centro per la salute Don Pietrobelli (2025). Accanto alle opere concluse, ha avviato numerosi interventi in mobilità sostenibile, infrastrutture, verde pubblico e servizi, lasciando al Comune una solida base progettuale e finanziaria. «Lascio un Comune solido, con conti in ordine, opere realizzate e progetti pronti a partire – conclude Pasqualon –. Nulla di quanto fatto è stato individuale: è stato un lavoro di squadra con amministratori, dipendenti comunali, associazioni e cittadini, che ringrazio sinceramente. Dal Consiglio regionale del Veneto continuerò a essere un punto di riferimento per Carmignano di Brenta e per l’intero territorio, portando con me l’esperienza maturata sul campo».

Consigliere Regionale Eric Pasqualon

Gli utenti. Prestiti e iscritti in crescita, progetti per le scuole e investimenti per 226 nuovi titoli

La visione dell’Amministrazione premia la Biblioteca Comunale

Oltre ai numeri positivi, la biblioteca si distingue per le numerose iniziative culturali, la collaborazione con le scuole e i progetti dedicati ai più giovani. Importanti anche gli investimenti dell’Amministrazione: 2.500 euro per nuovi libri, oltre 12.600 euro dal Fondo editoria libraria e nuove risorse per innovazione e servizi

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l 2025 segna un traguardo importante per la comunità di Fontaniva: la biblioteca comunale si conferma sempre più come uno dei motori principali della crescita culturale del paese, trasformandosi nel vero cuore pulsante del territorio. Un risultato che nasce da una visione chiara dell’Amministrazione comunale, capace di investire con continuità su cultura, lettura e partecipazione. I numeri raccontano meglio di ogni parola questo percorso virtuoso. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 11.291 prestiti, con un incremento del 5,31% rispetto al 2024. Cresce anche la comunità dei lettori: gli utenti iscritti hanno raggiunto quota 1.635, con 105 nuovi iscritti in dodici mesi. Gli utenti attivi sono stati 869, in aumento del 5,33%. Segnali positivi arrivano anche dall’emeroteca, dove il prestito delle riviste registra un +7,11%, a dimostrazione di un interesse diffuso e trasversale. Ma la biblioteca di Fontaniva è molto più di un luogo dedicato ai libri. È uno spazio di incontro e di aggregazione, capace di uscire dagli scaffali per dialogare con i cittadini. Iniziative ormai consolidate come “MerColibrì”, realizzato in collaborazione con il Circolo LaAV di Fontaniva, e la ras-

segna “Il Maggio dei Libri”, che ha ospitato autori di rilievo regionale e nazionale, hanno reso la biblioteca un palcoscenico culturale vivo e riconosciuto. Particolarmente significativo è il lavoro svolto con le scuole. Le visite delle Scuole Primarie rappresentano un esempio concreto di educazione civica: gli studenti non solo scoprono i servizi bibliotecari, ma vengono accolti anche negli uffici comunali per incontrare Sindaco, Assessori e Consiglieri, vivendo un’esperienza diretta delle istituzioni. Le Scuole dell’Infanzia “San Giorgio Martire” e “Monumento ai caduti” partecipano a letture animate, laboratori e percorsi dedicati ai più piccoli. Gli alunni delle Primarie “Battisti” e “Filzi” frequentano regolarmente la biblioteca per prestiti di classe

e attività educative, mentre il progetto “Trenino di libri” continua a portare storie e immagini ai bambini del nido comunale “Beato Bertrando”.

Lo sguardo dell’Amministrazione è già rivolto al futuro. Nel 2025 il Comune ha investito 2.500 euro per l’acquisto diretto di libri, consentendo l’ingresso di 226 nuovi titoli. A questo si aggiungono oltre 12.600 euro ottenuti dal Fondo editoria libraria, risorse interamente spese nelle librerie del territorio. Parallelamente, prosegue l’impegno nella ricerca di bandi per rinnovare le dotazioni informatiche e potenziare ulteriormente i servizi. Una scelta chiara: mettere la cultura davvero al centro della vita di Fontaniva.

Federico Franchin

Il monito del sindaco Trento: “Danneggiare gli autovelox fa solo male alla cittadinanza”

Un gesto che non colpisce l’amministrazione comunale, ma l’intera comunità. È netta la presa di posizione del sindaco di Fontaniva, Alberto Trento, dopo l’abbattimento dell’autovelx lungo la SR 53 Postumia, avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio. Il dispositivo di controllo della velocità era collocato in un punto strategico della viabilità dell’Alta Padovana, lungo l’asse che collega Treviso a Vicenza, un tratto particolarmente trafficato e sensibile sotto il profilo della sicurezza stradale. Nessuno, nell’immediatezza, si è accorto di movimenti sospetti o dell’atto vandalico. Solo nel primo pomeriggio del 3 febbraio, intorno alle 14, la centrale operativa della Polizia Locale ha segnalato

al 112 un malfunzionamento del sistema di rilevazione. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri che ha trovato l’autovelox abbattuto. Dai primi accertamenti è emerso che ignoti, utilizzando un flessibile, hanno segato il dispositivo rendendolo inutilizzabile. A terra sono rimasti il palo di sostegno e i cavi elettrici che fuoriescono dal tubo, elementi che lasciano pochi dubbi sulla natura mirata e intenzionale dell’azione. Sull’episodio interviene il primo cittadino, che richiama con forza il senso di responsabilità. “Questi danneggiamenti fanno solo del male alla cittadinanza, gli autovelox non sono messi per fare cassa, ma per garantire la sicurezza di tutti e per fare in modo che

la velocità venga moderata nei tratti più delicati della viabilità”, spiega Trento. Parole accompagnate da una scelta precisa anche sul piano comunicativo. “Mi dispiace vedere simili atti, ma mi limito a quanto necessario, non voglio dare troppa visibilità a chi compie questi gesti, perché è spesso proprio quella che cercano”, aggiunge il sindaco. Da qui l’appello a non alimentare il fenomeno e ad abbassare i toni. “Amplificare questi episodi rischia solo di generare emulazione anche da parte di altri”, conclude Trento, ribadendo come la sicurezza stradale resti una priorità per l’amministrazione comunale. Sull’accaduto sono in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine. (f.f.)

Cittadini e territorio per la Pace: un anno per costruire ponti

Fontaniva è terra di ponti. Ponti che attraversano il territorio e che, da sempre, raccontano il senso del passaggio, dell’incontro, del raggiungere l’altro lato. Luoghi simbolici che parlano di connessione e relazione, ma che nel tempo sono stati talvolta caricati di significati negativi, diventando metafora di fragilità o marginalità. Oggi l’Amministrazione comunale sceglie di ribaltare questa narrazione, restituendo ai ponti il loro valore più autentico: spazi che uniscono, non che dividono, luoghi di dialogo e non di distanza.

Da questa visione nasce Fontaniva26. Cittadini e Territorio per la Pace, l’Anno della Pace che accompagnerà la comunità per tutto il 2026. Non un semplice titolo o una rassegna di eventi, ma un percorso condiviso, aperto e partecipato, pensato per coinvolgere l’intero tessuto sociale del paese.

Fontaniva26 è un invito rivolto a tutti: associazioni, scuole, Unità Pastorale, cooperative sociali, aziende, commercianti, gruppi informali e singoli cittadini. A ciascuno viene chiesto di immaginare e realizzare occasioni di incontro, dialogo, solidarietà e costruzione di legami. Perché la pace non è un concetto astratto o lontano, ma qualcosa che prende forma nei gesti quotidiani, nelle collaborazioni, nelle relazioni che si intrecciano giorno dopo giorno.

L’Amministrazione comunale si propone come compagna di viaggio in questo cammino, pronta ad ascoltare idee, sostenere progetti e favorire connessioni tra le diverse realtà del territorio. Un ruolo di facilitazione e accompagnamento, che mette al centro la collaborazione e la condivisione. In questo percorso sarà privilegiata la nascita di iniziative comuni, generate dall’incontro tra più soggetti. Ogni nuova relazione diventa così un ponte ricostruito, ogni collaborazione un passo concreto verso la pace.

A testimonianza di questo impegno collettivo è stato creato il logo ufficiale dell’Anno della Pace. Un segno semplice ma carico di significato, che tutte le realtà del territorio sono invitate a utilizzare nei propri materiali, nelle vetrine, nei documenti e nei canali di comunicazione. Un modo visibile per dire,

con orgoglio e responsabilità, “Noi ci siamo”. Durante l’anno, le numerose iniziative che prenderanno vita, dalle passeggiate comunitarie ai laboratori, dalle cene condivise agli eventi culturali, sportivi e solidali, saranno documentate e raccolte. Al termine del 2026, questo patrimonio di esperienze confluirà in un libricino commemorativo, una memoria viva di ciò che Fontaniva avrà costruito insieme e, allo stesso tempo, un punto di partenza per il futuro. Fontaniva26. Cittadini e Territorio per la Pace è una promessa e una strada da percorrere insieme. Perché la pace, come un

ponte, esiste davvero solo quando scegliamo ogni giorno di attraversarla. Un approccio al sociale determinato, nuovo e concreto quindi da parte dell’amministrazione comu-

nale di Fontaniva guidata dal sindaco Alberto Trento. “Non vogliamo lasciare indietro nessuno”, dice il primo cittadino.

Franchin

In arrivo progetti di pet therapy, ukulele, orto e sostegno per l’inclusione

La scuola come luogo di crescita, inclusione e benessere. È questa la linea seguita dall’Amministrazione comunale di Fontaniva, guidata dal sindaco Alberto Trento, che per l’anno scolastico 2025/2026 ha confermato un investimento concreto a sostegno dei progetti educativi dell’Istituto Comprensivo “U. Foscolo”. In base alla convenzione approvata dall’Unione dei Comuni, il Comune ha stanziato complessivamente 10 mila euro, destinati a iniziative che mettono al centro i bisogni educativi, emotivi e sociali degli studenti.

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cittadella, Via Ca’ Nave, 103; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Carmignano di Brenta, Via Trieste, 31; lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00 San Martino di Lupari, Viale Europa,47; lunedì, martedì giovedì dalle 9.00 alle 12.00

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Tra i progetti finanziati spicca “Pet Therapy, Un cane in classe”, rivolto agli alunni della scuola primaria “Battisti”. Si tratta di un percorso educativo che utilizza la relazione con l’animale come strumento di crescita emotiva e sociale. Attraverso attività guidate da operatori cinofili dell’associazione Cave Canem, i bambini imparano ad avvicinarsi correttamente a un cane, a comprenderne il linguaggio e a sviluppare comportamenti basati su rispetto, empatia e responsabilità. Il Comune sostiene l’iniziativa con un contributo di 2.600 euro, affiancato dal supporto dell’associazione locale I RagAZZI DEL SOLE.

Accanto alla Pet Therapy trova spazio “Ukulele’s World: tra ascolto e fantasia”, progetto musicale rivolto alle classi prime della scuola secondaria di primo grado di Fontaniva. L’attività, affidata a un esperto esterno, punta a favorire l’espressione emotiva e la creatività dei ragazzi attraverso la musica, promuovendo l’integrazione tra competenze cognitive, motorie e relazionali. Per questo progetto il contributo comunale ammonta a 1.997 euro.

Grande attenzione è riservata anche all’educazione ambientale con “Orto a scuola”, iniziativa destinata agli alunni della primaria “Filzi” di San Giorgio in Brenta. Grazie alla collaborazione con una fattoria didattica, i bambini possono sperimentare direttamente la cura dell’orto, apprendendo il valore del cibo, il rispetto dell’ambiente e l’importanza di stili di vita sani e sostenibili. Per questa attività il Comune ha stanziato 1.410 euro. Completa il quadro “Legger… mente”, progetto rivolto a diverse classi delle scuole primarie del territorio, pensato per la prevenzione e l’individuazione precoce dei disturbi specifici dell’apprendimento. (f.f.)

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sotto il tendone dietro il Municipio to esclusivamente alle associazioni del territorio

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“Solidarietà è amicizia: l’esperienza in Jugoslavi ”

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RADIO VENETO2 4

Genitori Fontaniva. Ai partecipanti sarà offerta la merenda. Il corteo sarà accompagnato dalla Polizia Locale. Dalle ore 15.30 alle ore 17.30 presso Sala Civica Centro “P O Nicolini”

“Solidarietà è amicizia: l’esperienza in ex Jugoslavia”, mostra fotografica a cura del Gruppo Missionario Parrocchiale

serata danzante con l’Orchestra Marina Feltrin presso la Palestra della Scuola Media Obbligatorio indossare scarpe da ballo o scarpe da ginnastica

Ore 21.30 musica commerciale anni ‘80, ‘90 e 2000 con Dj Tom sotto il tendone dietro il Municipio

SU

Per l’intera giornata giostre dietro il Municipio

Dalle ore 7.00 alle ore 12.00 “Pellegrino”, il Dolce del Beato Bertrando davanti al Duomo di Fontaniva pro Parrocchia

Ore 8.00 apertura a cura del Gruppo Missionario Parrocchiale

Dalle ore 8.30 alle ore 11.30 e dalle 15.30 alle 17.30 “Solidarietà è amicizia: l’esperienza in ex Jugoslavia” fotografica a cura del Gruppo Missionario Parrocchiale presso Sala Civica Centro “P. O. Nicolini”

Sintoniz zati

Dalle ore 8.30 alle ore 11.30 LA SALUTE vi regalano ossigenazione Si raccomanda di venire a digiuno.

Dalle ore 9.00 alle ore 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00 6° ediz. esposizione trattori con benedizione in Piazza Umberto I° con il Gruppo Trattoristi Fontanivesi

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Dalle ore 9.00 alle ore 18.00 bancarelle, hobbisti, creativi, espositori, prodotti a km 0 e associazioni in Via Roma e dietro il Municipio

Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Croce Rossa Italiana Comitato di Padova con pupazzi, ospedale dei cerotti, stand divulgativo e truccabimbi

Dalle ore 18.00

El Baca con spritz e cicche e int tenimento con gruppo musicale One Man

O DELLA COMUNI

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Ore 21.00 serata danzante con l’orchestra Renza Glamour presso la Palestra della Scuola Media

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Serie C. Cinque nuove pedine per la squadra di mister Iori

Cittadella si riprende: linfa nuova dal calciomercato per ripartire

Si è acceso nel finale il calciomercato del Cittadella. Complice l’ultimo periodo di difficoltà di gioco e di risultati dei granata, il dg Stefano Marchetti ha deciso di correre ai ripari.

L’obiettivo dei granata rimane quello di lavorare per ottenere la miglior posizione possibile nella graduatoria dei play-off. Dopo un gennaio da incubo, in cui Lecco e Brescia si sono allontanate, la squadra di Iori deve provare a ripartire guardandosi anche alle spalle. La classifica, infatti, si sta assottigliando e il margine di sicurezza sulla zona dei sogni si è fatto meno rassicurante.

Poca freschezza nelle idee, errori individuali e collettivi e scarsa capacità di reagire ai colpi avversari. È difficile risalire al perché dello smarrimento improvviso della banda di Iori, arrivato proprio quando l’allenatore di Varese sembrava aver intrapreso la strada giusta.

Per invertire la rotta negativa delle ultime settimane, come

anticipato, Stefano Marchetti si è scatenato negli ultimi giorni di mercato provando a portare linfa nuova dalle parti del Tombolato. Dentro il difensore Zilio, i centrocampista Stronati e l’esterno Perretta, arrivati praticamente sul gong della finestra invernale. Prima invece erano state perfezionate le operazioni per il portiere Saro e per il laterale Ghezzi. Sono usciti invece Cardinali, De Zen, Gaddini, Djibril, Egharevba e Desogus.

Per quanto riguarda la porta, dopo l’infortunio alla spalla di Zanellati, Cardinali non ha convinto. Al suo posto è stato scelto dunque Gianluca Saro, classe 2000 di proprietà della Cremonese. Il friulano ha disputato gli ultimi sei mesi in Serie B con la Reggiana, senza però trovare minutaggio. Ora per lui l’occasione di mettersi in mostra con continuità. Sarà vivo in ogni caso il ballottaggio con l’esperto Luca Maniero. La difesa ha visto invece un ritorno tra le mura granata: si tratta

del 2006 Andrea Zilio. Il giovane, proprio dopo aver lasciato il Cittadella per approdare nei settori giovanili prima del Bologna e poi della Cremonese, ora cercherà di assaggiare il calcio dei grandi dopo le esperienze in Primavera. Uno scambio sulla fascia poi: De Zen va al Renate, mentre Andrea Ghezzi compie il percorso inverso. 2001 cresciuto nel Brescia, con cui aveva debuttato in

Serie A, ha militato agli ordini dei neroazzurri di mister Foschi dal 2022. Gioca sulla destra e rappresenta un’alternativa a D’Alessio. Infine due rinforzi per il 3-5-2 di Iori: il primo è l’esperto classe 1997 Francesco Stronati, un vero e proprio jolly del centrocampo. Un giocatore molto duttile, reduce dall’esperienza a Crotone. 46 presenze per lui in Calabria nell’ultimo anno e mezzo, senza

trovare la via della rete. Dalla terra toscana di Pontedera sbarca al Tombolato invece il 2000 Gabriele Perretta, esterno sinistro a tutta fascia. Dopo 221 presenze, 6 reti e 19 assist ha lasciato casa per provare una nuova esperienza. Marchetti corre ai ripari: nasce così un Cittadella rinnovato. La palla ora passa al campo, pronto a dare le sue risposte.

Stefano Parpajola

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L a Provincia di Padova e il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) hanno sottoscritto una convenzione per la promozione e alla valorizzazione del sistema museale provinciale, nell’ambito del progetto nazionale “FAI per me”, iniziativa volta a diffondere e valorizzare l’offerta museale della Provincia, nonché favorire la diffusione della cultura.

A promuovere l’iniziativa è la Provincia di Padova, proprietaria di cinque musei di rilevante interesse culturale, tutti collocati all’interno del territorio: il museo di Villa Beatrice a Baone (quando riaprirà, in seguito al nuovo allestimento), il museo di Cava Bomba a Cinto Euganeo, Esapolis, il museo vivente degli insetti di Padova, il museo di Palazzo Santo Stefano, sede istituzionale dell’Ente provinciale, e il museo della Navigazione nel castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce (attualmente, l’area museale del castello è in ristrutturazione, pertanto l’accesso ora è gratuito; la convenzione tra Provincia e FAI si concretizzerà, dunque, quando

sarà ripristinata la biglietteria). Le strutture sono gestite da operatori che si occupano sia del management della struttura, sia della progettazione culturale, della didattica e della divulgazione scientifica dei propri siti.

Attraverso la convenzione, Provincia e FAI si impegnano a sostenere e promuovere reciprocamente le proprie attività, favorendo una maggiore integrazione tra le reti culturali locali e nazionali. In particolare, il FAI garantirà visibilità alle strutture museali provinciali e alle iniziative ad esse collegate mediante il proprio sito istituzionale, che registra oltre cinque milioni di visitatori l’anno. Non solo: le attività potranno essere ulteriormente promosse attraverso la newsletter istituzionale del FAI e i canali social ufficiali, ampliando così il pubblico di riferimento.

Parallelamente, la Provincia rende disponibile per tutti 17 produzioni video divise in tre macrotemi, consultabili sul sito provincia.padova.it e sul canale YouTube dell’ente. Il primo, un Patrimonio da scoprire: dai rifugi antigas di

Palazzo Santo Stefano fino a Isola Millecampi e Cason delle Sacche, lambendo la laguna di Venezia. A questo si aggiunge Padova, natura e cultura: un racconto dedicato al cicloturismo lungo le grandi ciclovie (Treviso-Ostiglia, Anello dei Colli, Cammino di Sant’Antonio).

“Queste azioni rappresentano un’opportunità fondamentale per

rafforzare il ruolo dei musei provinciali - spiega il vice presidente Daniele Canella - come presìdi culturali diffusi. Dopo un periodo di riorganizzazione gestionale, la Provincia torna a essere protagonista della scena museale. Parallelamente, con i 17 video di “Un Patrimonio da scoprire”, abbiamo voluto offrire un linguaggio con-

Sicurezza stradale: arriva a scuola il primo simulatore di guida per monopattini

Solo nel Comune di Padova si stima la presenza di oltre 3.500 monopattini elettrici (tra mezzi in sharing e privati). Nell’ultimo anno, gli incidenti che hanno coinvolto monopattini elettrici nell’area urbana e nella prima cintura provinciale hanno registrato un incremento del 12%, spesso causati da mancata precedenza, guida contromano o trasporto di passeggeri. Il dato preoccupante è che il 40% dei conducenti coinvolti in sinistri ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni.

Promuovere la sicurezza è un’urgenza, ecco allora che arriva nelle scuole il simulatore professionale di ultima generazione dedicato alla guida del monopattino elettrico,

che verrà utilizzato per le attività di formazione e sensibilizzazione negli istituti scolastici della provincia di Padova. Il simulatore è integrato nei laboratori didattici itineranti che in queste settimane stanno toccando i principali poli scolastici della padovani. Grazie a software avanzati, gli studenti possono testare i tempi di reazione alterati e le conseguenze di manovre azzardate, ricreando scenari di traffico reale.

L’iniziativa della Provincia di Padova, che ha acquistato il simulatore mira a educare i giovani sui rischi legati all’uso di sostanze psicoattive e sulle corrette norme di comportamento su strada. “L’acquisto di questo simulatore rappresenta

temporaneo per narrare bellezze che spesso siamo i primi a non conoscere pienamente. Luoghi vicini, carichi di significato, che trasformiamo oggi in poli d’attrazione fruibili da chiunque. È un percorso condiviso che mira a rendere il patrimonio padovano più accessibile e riconoscibile”. Vincenzo Gottardo

un salto di qualità fondamentale nella strategia di educazione stradale.- spiegano gli organizzatori - Il monopattino elettrico è un mezzo agile e sostenibile che sta cambiando il modo di muoversi dei giovani, ma non è un giocattolo. Con questo simulatore, che affiancherà quelli di guida automobilistica già in dotazione alla polizia locale, permetteremo agli studenti di sperimentare visivamente e fisicamente cosa significa perdere il controllo del mezzo in totale sicurezza. Il nostro obiettivo non è punitivo, ma formativo: vogliamo che i futuri cittadini siano consapevoli che sulla strada la responsabilità individuale è la prima forma di protezione”. (v.g.)

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segue da pag. 1

La grande attesa del bilancio regionale

Nel corso di tutta la campagna elettorale e per la verità anche in questi giorni, infatti, il presiedente Stefani ha puntato tutti i riflettori sul sociale. Un grande piano casa, nuovo ossigeno alle case di riposo, investimenti nella sanità pubblica e “badanti” di quartiere e condominio. Tutte politiche particolarmente apprezzate anche in modo trasversale tanto che anche le opposizioni sono rimaste spiazzate sentendosi, in un certo senso, “scippate” di cavalli di battaglia storici del centrosinistra. Promesse, poi, che hanno fatto storcere più di qualche naso tra i leader

del centrodestra che, in alcuni casi, hanno letto queste esternazioni come delle tirate di orecchie alle Giunte regionali precedenti.

Quello che però in questo momento conta è che le priorità indicate da mesi dal Presidente Stefani sono economicamente molto costose e, quindi, si torna al passaggio cruciale del bilancio. Ci saranno veramente nel bilancio tutte queste politiche? Questo è quello che ci si chiede da più parti e soprattutto questo è quello che misurerà la forza del Presidente Stefani di dettare la propria agenda.

Certo sullo sfondo restano l’autonomia e ora anche la holding autostradale che potrebbero garantire nuove risorse economiche al Governo regionale, ma non possono costituire il motivo di una radicale inversione di marcia. Quindi tutti in attesa di vedere se la Regione sarà in grado di approvare un bilancio che dia risposte particolarmente robuste in materia di sociale e di sanità pubblica. Il Presidente Stefani si sente sicuro tanto che in questi giorni, mentre tutti corrono a garantirsi un posto lungo le piste da sci, lui continua a visitare ospedali, RSA e cooperative sociali. Non resta che attendere, le aspettative sono molto alte e il rischio politico lo è altrettanto.

“Rendere la vita più semplice agli imprenditori, più concretezza e
“Sulla sburocratizzazione passiamo alla fase operativa, è fondamentale avere anche un nuovo piano del commercio”

Abbiamo incontrato in redazione l’ex sindaco di Cittadella e Padova Massimo Bitonci che dopo una esperienza lunga e prestigiosa a Roma da parlamentare, con incarichi di Governo, torna in Veneto da assessore.

Il primo atto pubblico dell’assessore Bitonci, con deleghe importanti quali quella delle attività produttive, è stato un tavolo che ha messo insieme la Regione tutti gli attori del commercio e del mondo delle imprese. Parola d’ordine?

“Sburocratizzazione” risponde sicuro Massimo Bitonci, l’assessore di più lunga e spessa esperienza tra quelli che il presidente Alberto Stefani ha scelto nella composizione della squadra di Governo. Già sindaco a Cittadella e successivamente a Padova, parlamentare e sottosegretario di Stato.

Bitonci deve mettere mano a dossier particolarmente delicati.

“Quella di affrontare il tema della sburocratizzazione è stata una importante iniziativa del presidente Alberto Stefani. L’abbiamo detto più volte durante la campagna elettorale, adesso si passa alla fase operativa. Seguo

meno burocrazia in Veneto”

economiche coinvolgeremo per la massima trasparenza ance i media e la stampa”.

il tema della sburocratizzazione da anni, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi, più che forme di finanziamento chiedono la semplicità nelle procedure e quindi la sburocratizzazione”.

Cosa vuol dire in concreto sburocratizzare?

“Significa rendere più semplice la vita agli imprenditori: ridurre il numero degli incentivi, che a livello nazionale veicolati poi dalle regioni sono oltre duemila, cercare di fare un lavoro anche di monitoraggio, accesso unico attraverso portali unici, utilizzo della tecnologia, cioè la digitalizzazione: è quello che ci aiuterà moltissimo nel tema della semplificazione. La digitalizzazione è anche un obiettivo del del piano di ripresa e resilienza, di carattere europeo”

Il tavolo della sburocratizzazione con il mondo delle imprese del commercio e dell’imprenditoria tornerà a riunirsi?

“Io penso che questo tavolo vada convocato ogni volta che si verificano i passaggi e quando misuriamo quelli che sono stati i miglioramenti, su alcuni processi, quindi dopo nascerà proprio anche un reporting: oltre a coinvolgere le categorie

Giace dalla precedente legislatura il piano del commercio. Quali sono le novità su questo dossier?

“Il dialogo con commercianti e artigiani coinvolti è continuo: dovremmo trovare una soluzione, anche perché diventa assolutamente fondamentale avere un nuovo piano del commercio in un momento così delicata di crisi degli esercizi, soprattutto di vicinato, dei centri storici, dei borghi, delle delle città, dove l’intervento regionale non può risolvere tutto, però può dare degli incentivi economici, può cercare di dare delle linee di intervento magari anche importanti per per le vetrine, per addobbare i negozi cercare anche di effettuare delle politiche a favore del riordino del sistema anche all’interno dei centri storici, perché alcune attività siano ammesse, perché altre attività magari non siano ammesse, perché se abbiamo anche dei salotti, dei gioielli all’interno delle città, è giusto che ci siano dei negozi adeguati alle nostre città d’arte”.

Sindaco a Cittadella, sindaco a Padova, parlamentare semplice ma anche Sottosegretario di Stato e adesso Assessore regionale. Qual è la differenza di questo ruolo rispetto ai precedenti e come i precedenti pos-

sono dare una mano a interpretare meglio questo ruolo?

“Ho sempre pensato che quando si ha un ruolo di Governo che sia di governo territoriale, oppure come è stato nel mio caso Sottosegretario del ministero dell’Economia prima, e poi delle Imprese successivamente, e adesso Assessore della Giunta di del presidente Stefani, bisogna avere un approccio

pragmatico. E questo è più facile chi ha fatto il sindaco come me e come lo stesso presidente Stefani: ti crea quella base per poter capire come funziona la pubblica amministrazione, come funziona un Comune che poi come l’Italia, o nel nostro caso il Veneto dei Comuni ha bisogno di più concretezza e meno burocrazia”.

Alberto Gottardo

Massimo Bitonci

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

Biglietto unico, Olimpiadi infrastrutture e sostenibilità

Il Veneto accelera sul fronte delle infrastrutture e della sostenibilità. Abbiamo incontrato l’assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, per fare il punto sui grandi cantieri aperti,fino all’ambizioso progetto del biglietto unico regionale.

Assessore, partiamo dalle due varianti stradali inaugurate nel Bellunese proprio all’arrivo della fiamma olimpica a Cortina. Che valore ha questo traguardo?

Si è percepito il grande desiderio di dare una svolta viabilistica in una zona fragile come il Bellunese. Concludere i lavori in tempo per le Olimpiadi e Paralimpiadi è stato fondamentale. È stato bello vedere la partecipazione della popolazione che non vedeva l’ora di vedere quel nastro tagliato. Quanto ha influito la scadenza olimpica sulla velocità di questi cantieri?

Le Olimpiadi sono un’opportunità. Significa fare investimenti che poi rimangono nel tempo e migliorano la qualità della vita dei cittadini. Sicuramente ha aiutato a concludere opere importanti.

Parliamo di opere complesse: la variante di Tai di Cadore ha una galleria di 1000 metri, quella di Valle di Cadore di oltre 600. Ingegneristicamente non è stata una passeggiata.

Esattamente. Portare a termine lavori di tale complessità strutturale in quei territori è stata veramente un’impresa titanica. Ma la cosa più importante è che queste opere sono eterne: rimangono lì per pendolari, cittadini e turisti per gli anni a venire».

A Padova ha presentato 22 nuovi autobus sostenibili di Busitalia. Di che investimento parliamo?

Parliamo di 22 autobus di nuova generazione per il traffico extraurbano, con una capienza fino a 118 passeggeri. L’investimento è di circa 9,7 milioni di euro, finanziati per l’80% da fondi regionali. Dal 2018 la Regione è impegnata in un ammodernamento massiccio: abbiamo già stanziato complessivamente circa 300 milioni di euro, attingendo anche al PNRR. Questo ci ha permesso di

rinnovare il 50% della flotta veneta, che conta 3.200 mezzi.

Perché puntare proprio sul metano?

«Si va verso una reale sostenibilità. Il metano ha un bassissimo impatto e migliora la qualità dell’aria nella nostra regione. È un percorso avviato sul quale non si può assolutamente tornare indietro.

Un tema molto caro ai veneti è il “biglietto unico”. A che punto siamo?

Insieme al presidente la riteniamo una priorità da accelerare. Ci stiamo già impegnando con le strutture tecniche per arrivare al 2026, l’anno della svolta. L’obiettivo è un ticket unico che permetta di spostarsi su tutto il territorio regionale utilizzando gomma, treno e navigazione.

Assessore, lei ha una laurea in psicologia clinica. Le è servita in questo incarico?

Lo confermo al 100%. Quando mi hanno affidato l’assessorato mi dissero che gli studi in psicologia mi sarebbero serviti, oggi posso dire che è assolutamente così.

Infine, un accenno all’Alta Velocità. Quali sono le prossime mosse?

Stiamo monitorando costantemente i cantieri con RFI. È una grandissima opportunità per accorciare i tempi di trasporto per persone e merci. A breve avremo una cabina di regia per verificare l’avanzamento dei lavori su tutto il territorio regionale.

I conti della Regione. Filippo Giacinti
“Nuovo

bilancio per il Veneto diciamo no alle nuove tasse”

Filippo Giacinti, neo assessore regionale al bilancio, patrimonio, affari generali e agenda digitale si trova oggi a gestire la complessa macchina finanziaria della Regione Veneto in un momento cruciale: il passaggio dall’esercizio provvisorio all’approvazione del bilancio di previsione 20262028.

Assessore Giacinti, la Giunta ha appena approvato le direttive per il bilancio 20262028. Quali sono i tempi previsti per l’approvazione definitiva e quali le priorità strategiche?

La priorità assoluta è uscire quanto prima dall’esercizio provvisorio per consentire alla Regione di spendere appieno le risorse necessarie ai servizi per cittadini e imprese e per lo sviluppo del territorio. Con l’approvazione delle direttive abbiamo individuato i budget; ora le strutture, insieme agli assessori, costruiranno i documenti tecnici: la legge di stabilità e il collegato. L’obiettivo è il voto in Consiglio regionale entro il 30 aprile. Cercheremo di anticipare i tempi il più possibile, garantendo però la qualità del dibattito, sia in Giunta che in Consiglio. Negli anni passati l’amministrazione regionale ha fatto del “no alle tasse” un proprio vessillo. Continuerete su questa strada, nonostante le preoccupazioni espresse in passato dal suo predecessore Calzavara?

In questo primo bilancio non prevediamo alcuna manovra sulle entrate: non ci sarà l’applicazione dell’addizionale IRPEF né modifiche ai tributi attuali. L’unica variazione riguarderà il recupero dell’evasione fiscale. Credo fermamente che l’equità fiscale sia un obiettivo di giustizia sociale: abbiamo prospettato un piano incisivo per recuperare alcune decine di milioni di euro da reinvestire nei servizi ai cittadini. Anche le categorie economiche avevano espresso timori per un eventuale aumento dell’Irap. Cosa risponde al mondo produttivo?

Posso confermare che le tasse e i tributi

regionali rimarranno invariati. Per quanto riguarda le imprese, punteremo sulla lotta all’evasione e, soprattutto, sulla semplificazione. Il tavolo della sburocratizzazione, promosso dal Presidente e dall’assessore Bitonci, dimostra la nostra attenzione verso il sistema produttivo.

Parlando di cifre, la sanità quanto pesa effettivamente sul totale delle risorse regionali?

La sanità assorbe circa 11 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 18 miliardi. A questi si aggiungono diversi milioni per i cosiddetti “Extra-LEA”, ovvero le prestazioni che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza minimi definiti dallo Stato. È evidente come rappresenti la parte assolutamente preponderante del nostro impegno finanziario.

Spostandoci sul piano politico, lei è un esponente di Fratelli d’Italia. Come valuta l’attuale leadership di Giorgia Meloni e il futuro del partito?

Credo che Giorgia Meloni abbia restituito al nostro Paese una centralità internazionale riconosciuta da tutti gli osservatori. Ha saputo costruire una leadership capace di compattare tutto il centrodestra, guidandolo verso riforme strutturali attese da anni. Oggi l’Italia si muove in Europa e nel mondo con una rinnovata e grande autorevolezza.

Diego Ruzza
Filippo Giacinti

Riforma della giustizia, scocca l’ora della verità

La politica si divide sul futuro della magistratura

Il fronte del “Sì” punta sull’imparzialità dei giudici e la fine delle correnti nelle Procure, i sostenitori del “No” temono per l’indipendenza della magistratura e l’ingerenza dell’Esecutivo

Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini veneti e italiani saranno chiamati a un appuntamento cruciale con le urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Al centro della consultazione, la “separazione delle carriere”, una modifica che punta a dividere i percorsi professionali di chi accusa e di chi giudica. Trattandosi di un referendum confermativo, è importante ricordare che non è previsto il quorum: la riforma passerà o sarà bocciata sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la scissione tra i ruoli di Pubblico Ministero e Giudice. Se oggi un magistrato può, pur con limitazioni, passare da una funzione all’altra, la vittoria del Sì renderebbe questa separazione

definitiva sin dall’ingresso in magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti) e l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il peso delle “correnti” associative. Nel dibattito che ha animato le piazze e le istituzioni del nostro territorio, il fronte del Sì punta tutto sull’imparzialità del giudice. Tra le voci più autorevoli del panorama giuridico veneto, l’avvocato Renzo Fogliata, già Presidente della Camera Penale Veneziana, sostiene la necessità della riforma come atto di civiltà giuridica: «È fondamentale che chi giudica sia equidistante tra accusa e difesa. La separazione delle carriere non è un attacco ai

magistrati, ma una garanzia per il cittadino». Sul piano politico, il centrodestra veneto è compatto. Tra i sostenitori più convinti c’è Flavio Tosi, eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia. “La riforma rappresenta una vittoria storica del centrodestra – afferma - e una risposta alle criticità emerse negli ultimi anni, con scandali come quello legato a Palamara che hanno evidenziato la spartizione delle procure da parte di correnti politiche, in particolare di sinistra. Il nuovo sistema, con il sorteggio dei membri del Csm, favorirà una maggiore eterogeneità e limiterà l’influenza delle correnti sulle nomine, tutelando l’autonomia dei magistrati più indipendenti”. La riforma, conclude Tosi, non tocca i principi fondamentali della Costituzione né il sistema proporzionale di nomina, ma mira a rendere le nomine più trasparenti e meno influenzate dalle correnti. Di parere opposto sono i detrattori della riforma, che vedono nel cambiamento un rischio per l’autonomia della magistratura dal potere politico. Loren-

zo Miazzi, magistrato e Presidente di sezione presso la Corte d’Appello di Venezia, solleva dubbi sulla frammentazione del CSM, avvertendo che isolare il Pubblico Ministero potrebbe, nel tempo, portarlo sotto l’influenza dell’esecutivo. Anche il centrosinistra si è mobilitato. Elly Schlein, intervenuta a Padova per sostenere il fronte de “No”, va dritta al punto: “È una riforma sbagliata nel metodo e nel merito, una riforma di potere, che serve a un governo convinto che vincere le elezioni dia diritto a non essere giudicato. L’unica cosa che fa questa riforma è spaccare il Csm, che la Costituzione indica come il governo autonomo della magistratura. L’indipendenza

della magistratura non è una tutela dei magistrati, ma una garanzia per i cittadini, perché possano far valere i propri diritti”. Andrea Martella, segretario regionale del PD, esprime preoccupazione per una riforma definita “punitiva” nei confronti dell’ordine giudiziario: “Il vero problema della giustizia in Veneto sono le carenze di organico e i tempi infiniti dei processi, non la separazione delle carriere, che rischia solo di creare magistrati-funzionari”. Nel momento in cui andiamo in stampa, a metà febbraio, i sondaggi danno in leggero vantaggio il fronte del “No” ma sono ancora molti gli indecisi che sceglieranno se e come votare solo negli ultimi giorni.

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Elly Schlein Flavio Tosi

L’intervista.

“Felice Maniero, ex genio del crimine: oggi è incapace di intendere e volere”

M

aurizio Dianese, decano del giornalismo veneto, conosce Felice Maniero meglio di chiunque altro. Da cronista ha seguito per anni l’attività criminale di “Faccia d’Angelo” e della Mala del Brenta; poi, nel corso degli anni, ha scritto una serie di libri importanti per capire un fenomeno che ha segnato profondamente il nostro territorio (e non solo). Dianese è appena tornato in libreria con “Come me nessuno mai. Le mille vite di Felice Maniero bandito” (SEM edizioni). Un libro che arriva dopo anni di inchieste, processi, ricostruzioni giornalistiche. Questa volta, però, Maurizio Dianese aggiunge un tassello decisivo: la voce diretta di Felice Maniero, con cui è stato a stretto contatto per mesi proprio per scrivere questo libro. Ne viene fuori il ritratto definitivo dell’ex boss della Mala del Brenta e, insieme, quello di un Nordest che cresceva a ritmi vertiginosi e che si è arricchito a dismisura (anche sporcandosi le mani).

Allora Maurizio, possiamo dire che questo è il libro definitivo su Felice Maniero?

Di definitivo c’è solo la morte. Però sì, è il libro che chiude il cerchio. Le ricostruzioni precedenti erano tutte giornalistiche. Qui, invece, ci sono conferme dirette di Maniero. Non racconta chissà quali segreti inediti, ma colma vuoti importanti. L’infanzia, la famiglia, il rapporto con la madre e con la figlia. Sul passato criminale sapevamo già quasi tutto, ma aggiunge elementi decisivi su un paio di omicidi strategici.

Nel libro emerge forte il lega-

me tra Maniero e il Nordest. Maniero è parte integrante della storia del Nordest. Lui stesso è consapevole di essere arrivato nel momento giusto. Nasce a Campolongo Maggiore, in una zona di miseria estrema. Poi il Veneto diventa la locomotiva d’Europa. Capisce che può passare dal furto di salumi ai lingotti d’oro. Alla fine degli anni Ottanta svuota i laboratori orafi vicentini. Parliamo di quintali, forse tonnellate d’oro. C’erano soldi ovunque. Lui intercetta quel flusso e lo trasforma in potere criminale.

Oggi che uomo è Felice Maniero?

Fino a pochi mesi fa era affaticato, ma ancora lucido. Oggi non è più in grado di articolare una frase compiuta. Gli psichiatri parlano di depressione accompagnata da decadimento cognitivo. È successo tutto in modo impressionante, nel giro di sei mesi. Da boss lucido a persona fragile, incapace di stare in società, di capire dove si trova. Non lo dico per giustificarlo.

Può essere che sia stata proprio la morte della madre ha dargli il colpo definitivo?

Anzi. Avrei preferito che restasse lucido e facesse i conti con una vecchiaia normale. Invece è condannato a una vita in una casa di riposo, isolato, perso.

Maniero era attaccatissimo alla madre, tanto che venne soprannominato “cotoea” perché da piccolo era sempre attaccato alle gonne (cotoe) di sua madre.

Installazione

cia Carrain (la madre di Maniero) all’interno della Mala.

Maniero ha sempre raccontato tante bugie, soprattutto su sua madre, dipinta come una donna religiosa, integerrima, estranea a tutto e che aveva sempre contrastato il figlio bandito. Non è vero. Faceva parte della banda. Ha riciclato decine di miliardi di lire. Lo dice lui a verbale. Quando gliel’ho fatto notare, ci siamo scontrati duramente. Ha sempre cercato di proteggerla, fino a ottenere per lei l’immunità. Ogni volta che veniva chiamata a testimoniare, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

Maniero è stato anche un personaggio mediatico unico, anche se forse un po’ sottovalutato dalla stampa nazionale, non credi?

vello nazionale. Diciamo che ha pagato il fatto di operare in Veneto, lontano dai riflettori di Milano, Torino o Roma. Con la stampa era abilissimo. Sceglieva giornalisti che non conoscevano la sua storia e vendeva la versione che voleva. Che fine ha fatto l’universo della Mala del Brenta?

La banda finisce nel 1995. Senza Maniero non esiste. Lui l’ha creata, strutturata, guidata. Dopo restano solo scampoli. Personaggi marginali che si sono reinventati. Ma non c’è nessuno che abbia davvero raccontato i segreti della banda come lui.

Qual è l’eredità che la Mala del Brenta lascia al Nordest?

Sì, non c’è dubbio. Gli psichiatri dicono che la vera botta è arrivata quando gli hanno comunicato la morte della madre. Ne aveva parlato tante volte, sembrava preparato. In realtà non lo era. Da lì perde il contatto con la realtà. È paradossale, se pensiamo a quanto fosse centrale quella figura anche nella sua attività criminale.

Nel libro smonti molti miti, a partire proprio dal ruolo di Lu-

Il libro si intitola “Come me nessuno mai” per un motivo: Felice Maniero è stato il più grande bandito del Nord Italia. Su questo non ci sono dubbi. Per omicidi, rapine, controllo del territorio. Se facciamo un paragone con Vallanzasca, che ha preso 3 ergastoli per 3 omicidi, non c’è confronto: Maniero in un fine settimana faceva rapine più grandi di quanto abbia mai fatto in vita Vallanzasca. Per non parlare degli omicidi… Eppure, da un punto di vista della “stampa” e del ritorno sui media, spesso è stato sottovalutato a li-

La peggiore possibile. Maniero ha aperto la strada alle mafie. Ha fatto accordi con Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta. Quando la banda cade resta un vuoto in cui si sono infilati tutti. Oggi in Veneto troviamo ogni tipo di criminalità organizzata. Sarebbero arrivati comunque, ma non con questa rapidità. Maniero è stato il detonatore. Un genio criminale che ha lasciato dietro di sé un territorio più ricco e più fragile.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Despar Nord sostiene l’identità locale tra arte, restauro ed enogastronomia

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Un impegno che prende forma nei luoghi, nelle persone

Lte forme. Per Despar Nord è soprattutto una visione: riconoscere il valore della “cultura del fare”, sostenerla nel tempo e restituirla alle comunità sotto forma di bellezza, opportunità e memoria condivisa.

D fiancare il territorio attraverso progetti che spaziano dalla tutela del patrimonio architettonico alla valorizzazione delle produzioni locali, fino alla salvaguardia della cultura gastronomica. Un impegno trasversale che nasce da un profondo senso di responsabilità verso le città e le persone che le abitano.

nascimentale Palazzo Nogarola Guarenti. Interventi che testimoniano la volontà dell’azienda di proteggere e rilanciare beni architettonici che rappresentano da sempre l’identità culturale del

el 2019 Despar Nord ha inoltre contribuito alla riqualificazione di una porzione dell’ex Foro Boario di Prato della Valle a Padova, in un contesto di straordinario valore storico-artistico. Un progetto realizzato nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie dell’edificio, frutto di un dialogo costante con la Soprintendenza e delle Belle Arti, che ha permesso di coniugare tutela e nuova fun-

a le eccellenze da preservare non sono soltanto fatte di pietra. Sono anche il risultato del lavoro quotidiano di uomini e donne

Lo sviluppo insieme al territorio: Despar Nord e il sostegno all’eccellenza

U tervento avviato nel 2016 sull’ex Cinema Teatro Italia nel cuore di Venezia: un edificio neogotico e liberty dei primi del Novecento, rimasto a lungo in stato di abbandono e riportato oggi a nuova vita grazie a un importante progetto di restauro e riallestimento. Un recupero che ha restituito alla città un luogo di grande valore storico e simbolico.

realtà agroalimentari venete che

Despar Nord anche in precedenti operazioni di ristrutturazione di palazzi storici come quello di Verona, Vicenza e Trento, dove nel 2014 è stato recuperato il ri-

Despar Nord per la tradizione culinaria: il “Ricettario anonimo padovano”

Storia e sapori: Un manoscritto del ‘400 svela la cultura alimentare di Padova. Despar Nord promuove la ricerca per legare qualità, tradizioni e territorio

Il “Ricettario Anonimo Padovano” nasce dallo studio e dalla passione di Marina Scopel, storica della gastronomia e curatrice del volume, con il contributo di Otello Fabris e del professore Danilo Gasparini, e con il sostegno di Despar Nord. Si tratta di un raro manoscritto del XV secolo, conservato presso la Ruskin Gallery degli Sheffield Museums nel Regno Unito. Redatto in forma anonima ma attribuibile con grande probabilità a un autore padovano – forse un copista, come suggerisce l’accurata calligrafia – il ricettario si colloca in un periodo di grande fermento culturale, in cui la cucina riscopre il proprio ruolo come spazio di convivialità, piacere e condivisione.

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Le ricette raccolte nel manoscritto, diverse tra loro per stile e impostazione, riflettono la vivacità intellettuale della Padova del basso Medioevo, dove tradi-

Nord anche la salvaguardia della memoria culinaria locale, di quel mosaico di sapori, nozioni e ricette che si sono tramandati nei secoli. Così, per celebrare la convivialità e il legame tra passato e tario del XV secolo, conservato

seums nel nord dell’Inghilterra e rimasto anonimo ma redatto da un autore certamente padonuziosamente i profumi e gusti di una città, Padova, incrocio di minanti e contaminate. Un gesto concreto per custodire un’eredità

zione e innovazione convivevano anche a tavola. Ne emerge un affresco ricco e affascinante della cultura alimentare dell’epoca.

Per Despar Nord, sostenere questo progetto significa contribuire alla riscoperta delle radici più profonde dell’arte culinaria, nella consapevolezza che ogni ricetta è molto più di una semplice istruzione: è un frammento di storia, una memoria da tramandare, una testimonianza viva di identità.

Un impegno che guarda al passato per dare valore al presente e costruire, giorno dopo giorno, un futuro fatto di qualità, rispetto e appartenenza, difendendo e rispettando quelle tradizioni che da sempre hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare il rinomato patrimonio enogastronomico dei nostri territori.

FONTANIVA, UN PORTO SICURO NELL’OCEANO DIGITALE

Bet Point Computer Maint, crocevia di modernità in via Roma 45

Cindirizzo che suona familiare, quasi domestico. Eppure dietro quella vetrina si nasconde qualcosa di più profondo di un semplice negozio. È un presidio, verrebbe da dire. Un avamposto contro la solitudine tecnologica che attanaglia tanti, troppi. Bet Point Computer Maint non vende soltanto computer o smartphone. Qui si ascolta. Si capisce. Si risolve. E in un’epoca dove tutto corre veloce, dove l’assistenza è spesso un numero verde che non risponde mai, questa pazienza ha il sapore di un lusso perduto. L’informatica resta il cuore pulsante dell’attività. Computer fissi, portatili, tablet.

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Un angolo di tifo organizzato, potremmo dire. Particolare non da poco: Bet Point Computer Maint è diventato un hub logistico. BRT Fermopoint, Service Point DHL, UPS Access Point, GLS Parcel Shop, FedEx Point persino Amazon Hub Counter. Si spedisce, si ritira, si gestiscono i resi. Tutto qui, senza girovagare per la provincia inseguendo corrieri fantasma.

In un mondo dove la spedizione è diventata parte della vita quotidiana - quante volte ordiniamo online? – avere un punto fermo dove sapere che il pacco arriverà è una piccola, grande

Ciò che colpisce, alla fine, è l’approccio. Niente fretta, niente suffi cienza. C’è un team che ascolta davvero, che cerca di capire quale sia il problema vero, non quello apparente. E questo fa la differenza tra un negozio e un punto di riferimento.

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Alta complessità, innovazione e nuove infrastrutture: il bilancio di fine mandato

Giuseppe Dal Ben chiude il mandato il 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, all’Azienda Ospedale di Padova: investimenti, primati clinici e la sfida di Padova Est

IIl 28 febbraio 2026, salvo eventuali proroghe tecniche, si chiuderà il mandato del Direttore Generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, una delle realtà sanitarie di riferimento a livello nazionale per l’alta complessità. Sono stati anni segnati da investimenti strutturali, innovazioni cliniche e passaggi decisivi per il futuro, dal Nuovo Ospedale Pediatrico al percorso verso Padova Est – San Lazzaro. Un bilancio che intreccia risultati concreti e visione strategica.

L’Azienda Ospedaliera di Padova è un punto di riferimento nazionale per l’alta complessità: che bilancio traccia oggi del percorso compiuto sotto la sua direzione?

Sono stati anni di grande impegno e concentrazione. Il primo ringraziamento va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario per la professionalità dimostrata.

L’ultimo anno ha segnato passaggi concreti, non solo annunci. Nel 2024 abbiamo completato interventi strutturali strategici: l’adeguamento del Pronto Soccorso con la nuova Tac, la risonanza magnetica al Sant’Antonio, i laboratori di citofluorimetria e immunometria al Giustinianeo e l’ammodernamento della Medicina Nucleare. Sono state inaugurate nuove terapie intensive e i laboratori di biologia molecolare, con investimenti complessivi di diversi milioni di euro.

Parallelamente sono in corso opere rilevanti, dalla nuova Anatomia Patologica alla riqualificazione di reparti e laboratori, mentre il 2025 ha segnato un traguardo storico con l’apertura del Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” e il passaggio decisivo della conferenza dei

servizi per il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro.

Il filo conduttore è stato investire in spazi, tecnologie e organizzazione per sostenere l’alta complessità e rafforzare la rete regionale.

Quali traguardi di eccellenza clinica e scientifica ritiene più significativi raggiunti in questi anni?

L’eccellenza è frutto di un lavoro multidisciplinare che ha rafforzato l’attrattività del centro per pazienti e professionisti da tutta Italia. Nel 2024 sono stati eseguiti 413 trapianti, con 179 interventi in urgenza nazionale. Padova è prima in Italia per trapianti di rene e di polmone e seconda nella classifica complessiva. Tra i risultati più significativi, il primo trapianto di fegato completamente robotico al mondo, con l’organo mantenuto in perfusione durante

l’intervento, e il raggiungimento del 700° trapianto di polmone. Non meno rilevante l’intervento neurochirurgico su un bambino operato da sveglio per una lesione profonda: una procedura rarissima a livello internazionale, che ha permesso di monitorare in tempo reale le funzioni cognitive riducendo al minimo il rischio di deficit permanenti. Risultati che confermano la capacità dell’Azienda di essere polo di innovazione oltre che di assistenza.

La nuova Pediatria rappresenta uno degli interventi più attesi e simbolici: che valore ha per Padova e per il Veneto?

Il Nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto “Salus Pueri” è molto più di un edificio: è una scelta strategica. Si sviluppa su 20 mila metri quadrati, con 155 posti letto e sei sale operatorie interamente dedicate,

per un investimento complessivo di 107 milioni di euro.

È oggi il più grande istituto pediatrico del Nord Est: ogni anno registra circa 10 mila ricoveri, 25 mila accessi al Pronto Soccorso e oltre 320 mila visite ambulatoriali. Le camere sono progettate per accogliere anche i caregiver, perché la cura pediatrica coinvolge sempre l’intera famiglia. Rappresenta un presidio di eccellenza per il Veneto e un investimento sul futuro della sanità pediatrica ad alta specializzazione. Come si tiene insieme il ruolo di grande hub ospedaliero, la collaborazione con l’Università e la sostenibilità di un sistema sempre più complesso?

L’integrazione con l’Università è il motore che trasforma ricerca e formazione in qualità delle cure. Il modello dell’Azienda Ospedale–Università integra assistenza,

didattica e innovazione in un unico sistema. Un esempio concreto è la galenica clinica personalizzata: nei reparti pediatrici il 44% dei farmaci è sottoposto a manipolazione per adattare le terapie ai singoli pazienti. Oggi possiamo contare su una tecnologia di stampa 3D, unica in Italia, capace di produrre dosi personalizzate, compresse multistrato e formulazioni su misura. È medicina personalizzata applicata alla pratica clinica quotidiana. Guardando avanti, quale sfida considera prioritaria per mantenere l’Azienda ai vertici della sanità italiana ed europea?

La sfida ha un nome preciso: il Nuovo Ospedale di Padova Est – San Lazzaro. Non è solo un ampliamento, ma un cambio di paradigma. Consentirà di superare la frammentazione delle sedi storiche e progettare percorsi di cura costruiti attorno al paziente. La conferenza dei servizi ha segnato un punto di svolta: ora la sfida è trasformare il progetto in cantiere e il cantiere in una struttura operativa capace di rispondere alla crescente domanda di alta complessità, con tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi. Mantenere la leadership significa avere infrastrutture adeguate alla medicina del futuro. Il bilancio di fine mandato restituisce l’immagine di un’Azienda che ha consolidato il proprio ruolo di hub nazionale dell’alta specializzazione, investendo in infrastrutture, tecnologia e integrazione con l’Università. Dai primati nei trapianti alla nuova Pediatria, fino alla prospettiva di Padova Est, il percorso compiuto traccia una linea chiara: rafforzare l’eccellenza clinica e preparare la sanità padovana alle sfide dei prossimi decenni.

Sara Busato

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Sanità e IA. 244 milioni e più servizi nel piano 2021-2025

ULSS 6 Euganea, Fortuna alla fine del mandato:

“Fare memoria per costruire il futuro”

Il direttore generale di Ulss 6 Euganea, in scadenza il 28 febbraio, presenta il Bilancio 2021-2025: 244 milioni di investimenti, crescita dell’attività e una sanità che dialoga con l’AI.

Apochi giorni dalla scadenza del suo mandato, fissata per il 28 febbraio, Paolo Fortuna traccia un bilancio dei cinque anni alla guida dell’ULSS 6 Euganea. Non un consuntivo celebrativo, ma – come lui stesso precisa – un esercizio di responsabilità verso il territorio.

“Il bilancio di mandato non nasce per celebrare quello che è stato fatto, ma per fare memoria di cosa è successo”, afferma. “Partire da ciò che è accaduto serve per dare le linee attraverso cui l’azienda dovrà mantenere e sviluppare la sanità nel territorio di Padova”. Il documento ripercorre il quinquennio 2021-2025, anni complessi segnati prima dalla pandemia e poi dalla ripartenza, fino alla piena attuazione degli interventi del PNRR. È una pubblicazione “agile ma densa”, costruita sui dati del controllo di gestione e delle principali fonti istituzionali, ma con una caratteristica innovativa. “È un bilancio molto interattivo. Troverete molti QR code attraverso i quali ci si aggancia a un sistema di intelligenza artificiale locale. I dati possono essere letti facendo domande specifiche”. In questo modo il cittadino può “aprire un mondo di analisi e informazioni su quello che è stato fatto”, dialogando direttamente con il documento.

I numeri raccontano un’azienda che ha continuato a crescere nonostante le difficoltà. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto i 244,5 milioni di euro, in gran parte destinati all’edilizia sanitaria e alle tecnologie. L’attività è aumentata: +20% i ricoveri nel quinquennio, +7% le prestazioni ambulatoriali, +30% la chirurgia programmata. Significativi anche i risultati della prevenzione, come la riduzione del

65% dei ricoveri per bronchiolite nei neonati grazie alla campagna vaccinale. Ma per Fortuna il risultato più importante non è solo nei numeri. “Questo lavoro non è stato fatto da Paolo Fortuna, ma dall’azienda, dai dipendenti, dai dirigenti. È frutto dei più di 7.000 dipendenti”. E sottolinea: “Il migliore valore aggiunto che ho potuto apprezzare in questi anni è stata l’identità aziendale. Si è partiti da Ulss e oggi c’è un’azienda che si sente azienda, con un forte aumento del senso di appartenenza”.

Un percorso che non è stato privo di difficoltà. “Evolvono i bisogni, evolvono le risposte. Ci sono punti di caduta in un sistema così complesso, ma è importante sottolineare che grazie a tutti ci si rialza”. Il riferimento va ai momenti più critici del mandato: la campagna vaccinale Covid, con picchi di 13 mila somministrazioni al giorno, e la pronta reazione all’attacco hacker che ha garantito continuità operativa.

Con la fine del mandato alle porte, Fortuna indica anche le direttrici che dovranno guidare il futuro dell’azienda. La prima è etica: “La prossimità e l’accompagnamento della persona fragile devono essere parole chiave. Dobbiamo chiederci quotidianamente se l’accesso è garantito a tutti”. Universalità, equità, trasparenza e sobrietà restano i principi cardine. La seconda è epidemiologica. Denatalità, invecchiamento e fragilità crescente richiedono nuovi modelli organizzativi. “Internet è spesso corriere di fake news. Dobbiamo contrastare la sanità fai da te con asset comunicativi rapidi e sicuri”.

La terza direttrice è organizzativa. “C’è bisogno di una sanità flessibile, che si reingegnerizzi continuamente”. Case di

Comunità, Ospedali di Comunità, telemedicina e sostegno ai Pronto Soccorso sono le priorità, insieme alla valorizzazione del personale. “La retention e il welfare aziendale sono fondamentali. Trattenere le persone e farle vivere bene nell’ambiente lavorativo è un’azione strategica”. Infine la traiettoria tecnologica. “La rapida evoluzione tecnologica, dalla robotica alla telemedicina, sarà un supporto fondamentale, sempre nel rispetto della sicurezza dei dati”. Anche l’intelligenza artificiale, precisa, “deve essere sicura e il medico deve rimanere l’ultimo a decidere”, pur potendo contribuire a snellire i processi amministrativi. Alla vigilia della conclusione del suo incarico, il direttore generale consegna così un bilancio che è anche un passaggio di testimone. “Non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova fase. Dai bisogni che continueranno ad evolvere dovrà nascere una sanità moderna, resiliente e sempre più vicina alle persone”.

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Territorio. Concluso

Salus Pueri: nuovo ospedale pediatrico del Veneto operativo

Il trasferimento è iniziato alle 7.50, con il primo paziente accolto in Terapia intensiva pediatrica. Si è concluso poco dopo mezzogiorno, alle 12, con l’ingresso dell’ultimo bambino in Nefrologia pediatrica. In mezzo, una mattinata scandita da tempi precisi, percorsi dedicati e un’organizzazione chirurgica: 61 bambini e ragazzi, dai 30 giorni ai 17 anni, sono stati trasferiti senza criticità nel nuovo Ospedale Pediatrico del Veneto Salus Pueri, ora pienamente operativo.

Un passaggio simbolico e concreto insieme, che segna l’avvio definitivo della nuova struttura nata per rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile: dotare il Veneto di un ospedale pediatrico più ampio e moderno, capace di razionalizzare i percorsi assistenziali e di concentrare in un unico luogo l’attività intensiva e chirurgica.

Il nuovo edificio sorge nel cuore dell’area est del complesso ospedaliero a padiglioni, in posizione baricentrica e con collegamenti diretti agli spazi destinati all’attività ostetrico-ginecologica. Si sviluppa su otto piani, là dove un tempo trovava posto la Pneumologia, e dispone di 155 posti letto distribuiti su una superficie complessiva di 20 mila metri quadrati. Al settimo piano sono collocate sei sale operatorie, mentre ogni stanza è stata progettata prevedendo spazi adeguati anche per i caregiver, a conferma di un modello di cura che tiene insieme assistenza sanitaria e dimensione familiare.

L’investimento complessivo ammonta a 107 milioni di euro: 92 milioni per la realizzazione del fabbricato e 15 milioni per le attrezzature sanitarie, di cui un milione finanziato con fondi

PNRR. Numeri che raccontano anche la portata del cantiere: 1.570 maestranze coinvolte, 157 imprese al lavoro, nove ascensori, 1.860 metri quadrati di facciate vetrate e 5.400 di superfici opache, oltre a 1.141 porte interne, 241 serramenti in facciata, 2.000 lampade a led e 24 unità per il trattamento dell’aria. Il nuovo ospedale ospita 26 unità operative e

si inserisce all’interno di un sistema che fa della Pediatria di Padova il più grande istituto dedicato alla cura del bambino nel Nord Est. Ogni anno vengono mediamente ricoverati 10 mila piccoli pazienti, con 25 mila accessi al pronto soccorso e circa 320 mila visite ambulatoriali. Nei dodici mesi nascono in media 2.800 bambini. Con l’apertura di Salus Pueri, questa mole di attività trova ora spazi e tecnologie pensati per affrontare le sfide della pediatria dei prossimi decenni.

Cardio50: in 80 giorni oltre 300 cinquantenni sottoposti a screening cardiovascolare

Parte con numeri significativi la nuova stagione di Cardio50, il programma di screening cardiovascolare gratuito promosso dall’ULSS 6 Euganea per le persone che compiono 50 anni. Nei primi 80 giorni, oltre 300 cittadini hanno già effettuato la visita e altrettanti sono in lista per partecipare.

Lo screening, pensato per individuare precocemente fattori di rischio come pressione alta, colesterolo o glicemia fuori norma, ha permesso di scoprire valori anomali nel 38% dei partecipanti. Altri invece, pur avendo parametri nella norma, presentano comportamenti a rischio – fumo, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà o alimentazione non equilibrata – sui quali hanno ricevuto consigli personalizzati e indicazioni per accedere a visite nutrizionali, attività motoria o programmi di disassuefazione da fumo e alcol.

«L’obiettivo è prevenire le malattie cardiovascolari agendo tempestivamente sui fattori di rischio, sia clinici sia comportamentali – spiega l’ULSS 6 -. Chi partecipa verrà richiamato per un follow-up a distanza di almeno sei mesi per valutare l’efficacia delle azioni intraprese».

Le visite si svolgono in diversi ambulatori dell’ULSS, a Padova centro, Camposampiero, Monselice e presso il complesso Ai Colli, e coinvolgono circa 30 operatori sanitari formati. Ogni appuntamento prevede la rilevazione di peso, altezza, girovita, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo tramite goccia di sangue, oltre a un colloquio per analizzare abitudini e stili di vita.

Il caso. Padova e Verona, eccellenze mondiali dei trapianti, rischiano un calo di generosità tra i cittadini

Donazioni di organi in Veneto: cresce il rifiuto, Pasqualon presenta una mozione per invertire la tendenza

Cresce il numero di cittadini veneti che dicono “no” alla donazione di organi, mettendo a rischio il primato della regione nel campo dei trapianti. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Eric Pasqualon (UdC), che ha depositato una mozione per proporre nuove strategie operative mirate a contrastare questo fenomeno preoccupante.

Secondo i dati del primo trimestre 2025, quasi il 40% degli italiani (39,7%) esprime un diniego al momento del rinnovo della carta d’identità. A Padova, città simbolo dei trapianti, le opposizioni alla donazione hanno raggiunto il 32%, contro una media storica del 25%. Preoccupa in particolare la fascia tra i 18 e i 30 anni, dove i ‘no’ sono balzati al 37,9% nell’ultimo anno.

Pasqualon sottolinea che non si tratta di mancanza di altruismo, ma di “una risposta difensiva automatica, spesso dettata dalla fretta o dal dubbio al momento della scelta, compiuta in pochi secondi durante adempimenti burocratici”. Con la scadenza delle carte d’identità cartacee prevista per il 3 agosto 2026, il rischio di un picco di dinieghi è concreto: solo a Padova saranno circa 25.000 i cittadini che passeranno dagli sportelli.

Per questo, la mozione del consigliere propone una serie di strumenti concreti: protocolli d’intesa con l’ANCI Veneto per supportare gli ufficiali d’anagrafe, kit informativi

moderni negli uffici comunali per facilitare scelte consapevoli, e campagne di comunicazione mirate soprattutto alle giovani generazioni, con l’obiettivo di sfatare miti e pregiudizi legati alla donazione.

“Il Veneto deve rimanere un modello di

civiltà – afferma Pasqualon -. L’eccellenza scientifica e chirurgica dei nostri centri, come quelli di Padova e Verona, va sostenuta anche da una cultura della donazione forte e consapevole. Ogni ‘no’ evitato può significare una vita salvata”.

Rivoluzione nella chirurgia: primo trapianto di fegato robotico

All’Azienda Ospedale-Università di Padova è stato eseguito un trapianto di fegato completamente robotico, sulla scorta dell’esperienza maturata a Modena qualche tempo fa. Nel capoluogo veneto, tuttavia, per la prima volta al mondo l’équipe guidata dal professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia epatobiliopancreatica e dei Trapianti di fegato, ha impiantato il nuovo fegato mantenendolo costantemente protetto da una macchina di perfusione durante l’intera fase di inserimento. L’impiego della piattaforma robotica ha consentito di operare attraverso piccole incisioni cutanee, evitando la chirurgia a cielo aperto; parallelamente, l’uso delle sofisticate tecnologie di perfusione ha garantito la vitalità dell’organo espiantato, ottimizzandone i parametri funzionali prima e durante l’impianto. La sfida, di altissima complessità, è stata portare a termine un trapianto epatico in regime di mininvasività, preservando il fegato in ogni passaggio dell’intervento. Un lavoro di precisione estrema, paragonabile a costruire l’Amerigo Vespucci dentro una bottiglia di vetro intervenendo solo dal collo, curando ogni minimo dettaglio con in gioco la vita dei pazienti. La chirurgia italiana, almeno nei centri di massima specializzazione, segna così il compimento del percorso che ha condotto dalla chirurgia aperta, cruenta e macroinvasiva, alle tecniche mininvasive, raggiungendo la vetta più impegnativa rappresentata dal trapianto di fegato. Per i malati, i potenziali benefici sono molteplici: riduzione della permanenza in terapia intensiva e della degenza in reparto, dolore post-operatorio più breve e meglio controllato, minore rischio di complicanze di parete e di infezioni, oltre a un esito estetico più favorevole. Padova si conferma anche quest’anno primo centro italiano per numero di trapianti di fegato e per la presa in carico delle persone affette da tumore epatico. (s.b.)

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