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laPiazza del Piovese - Gen26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

del Piovese

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

Tre, due, uno: si parte!

La Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.

E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA

PER IL VENETO: “ATTENZIONE

AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

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Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

Dopo oltre trentasei anni di attività abbassa la serranda il bar di viale Europa. Luigi Fiorin e la moglie Evelyne Barrois vanno in pensione

IN CRESCITA E PROMESSE

Piove di Sacco, aliquote Irpef e Imu invariate, opere pubbliche per 6,9 milioni. Mazzetto (centrodestra): “Bilancio senza una visione”

Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

IMorire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

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Servizio
Servizio a pag. 9

Tre iniziative per battere il divario digitale

APiove di Sacco prendono forma tre iniziative gratuite di alfabetizzazione digitale rivolte ai cittadini, promosse da diverse associazioni del territorio. Percorsi diversi che hanno l’obiettivo comune di facilitare l’accesso agli strumenti digitali e accompagnare le persone verso un uso più consapevole dei servizi oggi disponibili. Il progetto “Pillole digitali” del Ctg Saccisica, giunto alla terza edizione, propone quattro appuntamenti dedicati a chi vuole imparare a usare al meglio lo smartphone. Le lezioni, ospitate al centro culturale di via Garibaldi, offrono un approccio pratico pensato soprattutto per la terza età, con l’obiettivo di rafforzare autonomia e sicurezza nell’uso dei dispositivi. Accanto a questo percorso consolidato, partono due nuove sperimentazioni. Il corso “In un mondo tutti digitali”, dell’associazione Assalam, si distingue per la formula bilingue italiano – arabo, pensata per avvicinare ai servizi digitali comunali i cittadini non madrelingua. Le lezioni si svolgono alla scuola Regina Margherita. In avvio in questi giorni anche “Cittadini Smart”, progetto del Circolo Noi San Giovanni Bosco insieme alle parrocchie, che porta i corsi direttamente nei patronati delle frazioni. Per informazioni e prenotazioni: 347-0351844. “Oggi disponiamo di strumenti preziosi” spiega l’assessore Mattia Buggio “dallo sportello telematico alle segnalazioni online fino al sistema Send. Senza formazione rischiano di restare poco utilizzati. Per questo il lavoro delle associazioni, in collaborazione con il Comune, è fondamentale per ridurre il divario digitale e favorire una partecipazione più consapevole alla vita civica”.

Prende il via la formazione di facilitazione

Morire di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita. Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

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< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Piovese

L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

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Tempo

di bilanci/1. Il sindaco Lucia Pizzo illustra lo strumento di programmazione

Aliquote Irpef e Imu rimangono invariate, nel 2026 opere pubbliche per 6.950.000 euro

V

ia libera al bilancio comunale a Piove di Sacco. Per l’anno di imposta 2026 sono state confermate e approvate dal consiglio comunale le aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef e dell’Imu dell’anno precedente. “Il nostro bilancio di previsione - spiega la sindaca Lucia Pizzo - è stato costruito mantenendo invariate, rispetto a quanto previsto per l’anno d’imposta 2025, le aliquote dell’addizionale Irpef e dell’imposta municipale unica. Viene invece proposta l’introduzione dell’aliquota applicata ai contratti di locazione a canone concordato”. Per l’anno 2026 il Comune stanzia per le opere pubbliche 6.950.000 euro, per il 2027, 2.400.000 euro, e per il 2028 1.000.000 di euro. E’ previsto l’intervento integrato di centro servizi e co-housing per anziani autosufficienti, l’ efficientamento energetico, interventi di ripristino e sicurezza viaria e stradale, demolizione e ricostruzione del comando di polizia locale, restauro

e risanamento conservativo del corpo storico del cimitero del capoluogo. Escono dai programmi, il miglioramento sismico della piscina comunale, tre campi sintetici da realizzarsi allo stadio Vallini. E’ previsto un intervento di miglioramento della vulnerabilità sismica della palestra della scuola Umberto I° (I° stralcio). Fuori dal piano c’è la costruzione delle tribune all’impianto sportivo di Arzerello. Nel 2027 è previsto l’intervento di miglioramento della vulnerabilità sismica della palestra della scuola Umberto I° (II° stralcio), la sistemazione del marciapiede lungo la Sp53 nella frazione di Corte, interventi di ripristino, la sicurezza viaria e stradale, l’ ampliamento del magazzino comunale, l’ efficientamento energetico. Nel 2028 si attende la riqualificazione della corte posteriore di Palazzo Pinato Valeri, interventi di ripristino sicurezza viaria e stradale di efficientamento energetico. Sul versante delle entrate, le entrate

tributarie sono pari a 9.453.015,69 euro. I trasferimenti correnti sono di 2.118.804,20 euro, le entrare extratributarie: di 6 milioni e 411.108,04 euro, le entrate in conto capitale sono di 2.986.286,92 euro. L’accensione dei prestiti è di 4.600.000 euro. Non sono previste anticipazioni di tesoreria (richieste solo per far fronte a mo-

mentanee esigenze di liquidità).

“L’orizzonte per l’attuazione del programma - dice la sindaca Lucia Pizzo - arriva fino al 2028, termine del mandato amministrativo, e gli obiettivi che dobbiamo e vogliamo realizzare restano ambiziosi”. “Ritengo - conclude - indispensabile che le politiche infrastrutturali a livelli superiori di governo non

Bilancio della Provincia di Padova, entrate per 126 miloni di euro

E stato illustrato nelle scorse settimane, dalla consigliera delegata Paola Martin il bilancio di previsione della Provincia di Padova. Le previsioni delle entrate correnti formulate per il 2026 ammontano a 126,5 milioni di euro. Queste entrate sono destinate per 119,9 mlilioni di euro al finanziamento della spesa corrente e del rimborso dei prestiti; 6,6 sono destinati al finanziamento della spesa d’investimento, comprensivi dei 2 milioni di euro per cofinanziamenti ai Comuni in materia di viabilità. Le entrate che arrivano da trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e da altri

enti, ammontano a 43 milioni. Nel dettaglio dallo Stato sono arrivati 16.845.183,08 euro: sono iscritti in bilancio 9.453.172,83 euro a titolo di contributi correnti ed euro 3.500.196,05 quali risorse aggiuntive. Sono previsti euro 2.495.353,15 euro per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e di scuole; 236.649,05 euro come assegnazione risorse conguaglio Covid. Dalla Regione sono arrivati 26.161.500 euro: di cui 595.000 per gli oneri del personale addetto alle funzioni di polizia amministrativa; 416.500,00 per le altre spese correnti so-

escludano la Saccisica: rimangono prioritarie la realizzazione del sottopassaggio pedonale che colleghi il centro con la frazione di Tognana, la velocizzazione della linea ferroviaria Adria-Venezia Mestre, l’ammodernamento della stazione degli autobus e l’eventuale prolungamento del tram da Legnaro”. Alessandro Abbadir

stenute dalla Provincia nell’esercizio delle funzioni non fondamentali. Tra gli altri trasferimenti regionali si evidenziano 24

milioni di euro per il contratto ordinario dei servizi minimi di trasporto pubblico locale. (a.a.)

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Il sindaco Lucia Pizzo di fianco al municipio di Piove di Sacco

“E’ stato fatto un bilancio senza una visione. Senza sorprese nè audacia”

Sull’ approvazione del bilancio di previsione approvato a Piove di Sacco arrivano le critiche del consigliere comunale di opposizione di centrodestra Paolo Mazzetto. “Come consigliere comunale di minoranza ritengo - dice - doveroso esprimere una valutazione puntuale sul bilancio di previsione e sul Documento Unico di Programmazione 2026, portati in votazione nel consiglio comunale a fine dicembre. I documenti deliberati sono ancora fortemente dominati dalle opere finanziate dal Pnrr, e non potrebbe essere altrimenti vista la rilevanza strategica e finanziaria delle risorse in gioco. Tuttavia, al netto di questi interventi, emerge con chiarezza come il programma politico della maggioranza venga disatteso nei più punti qualificanti”. Mazzetto va nel dettaglio. “Sul fronte fiscale, ad esempio - dice - si continuano a mantenere elevate le aliquote delle imposte comunali. Il piccolo ritocco annunciato sull’Imu ha effetti tutti da verificare e, con ogni probabilità, risulterà del tutto ininfluente per la stragrande maggioranza dei cittadini e delle famiglie di Piove di Sacco. Un se-

gnale debole, che non incide realmente sul carico fiscale e che contraddice le promesse di alleggerimento avanzate in campagna elettorale. Se non si è in condizioni di ridurre non si promettono azioni. Non mancano poi evidenti contraddizioni nelle scelte di spesa. Si prevede la costruzione del nuovo comando di polizia locale senza, però, la possibilità di procedere a nuove assunzioni. Una struttura moderna è certamente utile, ma senza un rafforzamento dell’organico, rischia di restare un contenitore equivalente all’attuale, incapace di migliorare concretamente i servizi: la copertura oraria e la presenza sul territorio, soprattutto nelle frazioni”. Molti punti qualificanti del programma restano ancora sulla carta per Mazzetto. “Si pensi - dice - alla nuova caserma dei carabinieri, tema particolarmente sentito dai cittadini alla luce delle crescenti richieste di sicurezza. Anche sul versante della viabilità non si vedono interventi strutturali e concreti in diverse frazioni, nonostante gli impegni assunti. Abbiamo inoltre assistito come amministrazione nel ruolo di

semplici spettatori, alle decisioni legate alla ferrovia Adria–Mestre”. ”L’occasione dell’elettrificazione poteva e doveva essere sfruttata -conclude - per realizzare un attraversamento alternativo ai passaggi a livello, riducendo disagi e rischi. In conclusione, ci troviamo di fronte a un bilancio senza sorprese e senza audacia: un documento che rincorre finanziamenti e necessità contingenti, ma che fatica a offrire la visione di Piove di Sacco promessa solo a parole dalla stessa maggioranza”.

Alessandro Abbadir

Il Comune punta sugli affiti a canone di locazione a regime concordato

Nel bilancio comunale di Piove di Sacco c’è una novità, ossia l’apertura alla possibilità di stipulare i contratti di locazione in regime di canone concordato. Nei contratti di locazione in regime di canone concordato, il canone viene calmierato e stabilito da accordi presi fra le associazioni di categoria della proprietà edilizia e dei conduttori, con il Comune. “I benefici di questo particolare regime - sottolinea la sindaca Lucia Pizzo - si hanno da ambo le parti: da un lato, gli inquilini sono gravati da un importo del canone di locazione inferiore rispetto a quanto solitamente applicato sul mercato immobiliare, dall’altro, i proprietari scontano un’aliquota ridotta dell’Imu dovuta, introdotta ora nella misura dello 0,92 %, e un abbattimento del reddito imponibile Irpef del 30 % o dell’aliquota della cedolare secca, che passa dal 21 % al 10 %. Ab-

biamo rilevato che, attualmente, i contratti di locazione in essere nel nostro Comune sono circa 1650, di cui 50 in regime di canone concordato. Tuttavia, in mancanza di un accordo locale, si applicano le con-

dizioni riportate in accordi stabiliti da altri Comuni che siano limitrofi e demograficamente omogenei al nostro”. L’ente ha già avviato un’indagine sui prezzi attualmente applicati alle locazioni a titolo abitativo, il cui fine è arrivare a stipulare un nostro accordo con le or-

ganizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative. “Abbiamo quindi voluto aprire - conclude - ad una nuova possibilità per una politica abitativa che fosse sostenibile e attrattiva, rivolgendoci alle famiglie e ai lavoratori garantendo loro un maggior accesso alle soluzioni abitative del nostro Comune, con una misura che possa essere equilibrata sia per i proprietari che per gli inquilini degli immobili, attraverso benefici fiscali e un calmieramento del canone. La perdita di gettito da Imu che l’introduzione di questa misura inevitabilmente implica, potrà essere bilanciata dai maggiori introiti derivanti dalla stipula di un maggior numero di contratti di locazione, sia in termini di Imu che di Irpef dei nuovi residenti, dalla disincentivazione degli “affitti in nero” e, da un ritorno di welfare sociale”. (a.a.)

Paolo Mazzetto boccia il bilancio di previsione approvato a Piove di Sacco. Per l’esponente di opposizione restano alte le imposte, mancano interventi su sicurezza e viabilità e le promesse elettorali vengono smentite da scelte di spesa poco coerenti

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Il consigliere comunale Paolo Mazzetto

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La storica attività. Dopo oltre tre decenni i titolari vanno in pensione

Chiude il bar della stazione: addio a trentasei anni di biglietteria

D

opo oltre trentasei anni di apertura ininterrotta, il bar della stazione degli autobus di viale Europa ha chiuso i battenti. I gestori, Luigi Fiorin e la moglie Evelyne Barrois, residenti a Vallonga di Arzergrande, sono andati in pensione. Con loro se ne va non solo un’attività storica, ma anche un servizio fondamentale per i viaggiatori: biglietteria, punto informazioni e sala d’attesa, oltre a luogo di pausa per gli autisti. “Ho visto cambiare il mondo restando sempre qui, dietro il bancone”, racconta Luigi Fiorin. “Ho visto partire e arrivare generazioni di pendolari, studenti, turisti. Questo bar è stata la mia vita”.

Luigi, dopo 58 anni di lavoro tra hotel e dieci in Germania, aveva rilevato il bar nel 1989. Da allora ha osservato il via vai dei passeggeri senza mai spostarsi: “Dal mio posto fisso ho visto il mondo trasformarsi”. L’attività era anche biglietteria, consentendo agli utenti di

acquistare titoli di viaggio all’ultimo minuto e sottoscrivere abbonamenti. Con la pensione dei gestori, questi servizi cessano, lasciando la stazione senza presidio diretto. Da mesi Luigi aveva comunicato alla Provincia, proprietaria dell’immobile, la volontà di andare in pensione e aveva individuato un possibile subentrante. La burocrazia, però, ha reso impossibile il passaggio diretto. Trattandosi di concessione pubblica, sarà necessario un bando. Così, da fine 2025, porte chiuse: niente bar, biglietteria e sala d’attesa. L’edificio, risalente agli anni Sessanta, Luigi lo aveva trovato come una “baracca agricola” e lo aveva messo a norma di tasca propria, affrontando anche problemi legati al catasto.

Tutto senza sostegno economico, pagando regolarmente l’affitto e rispettando l’obbligo di vendere biglietti dei bus. Gli anni non sono stati facili. Tra furti notturni, risse e atti vandalici, Luigi ha garantito

sicurezza e ordine, mantenendo il bar aperto ogni giorno dalle 6.30 alle 21. “È stata una vera battaglia, ogni giorno” ammette Fiorin, “il bar non era solo lavoro, era la nostra vita. Chi perde davvero sono i viaggiatori, che non avranno più informazioni immediate, biglietti all’ultimo momento e un posto sicuro dove attendere”. A intervenire sulla chiusura è la sindaca Lucia Pizzo, che ricostruisce tempi e criticità. “La chiusura dell’autostazione a servizio del trasporto pubblico extraurbano è stata comunicata al pubblico con un preavviso brevissimo di un giorno” afferma Pizzo, secondo la quale l’impatto maggiore riguarderà gli utenti meno pratici con l’acquisto online, in particolare gli over 70 che necessitano della tessera agevolata. La sindaca richiama l’attenzione sulla condizione dell’area, di proprietà della Provincia: “Da tempo ho chiesto la riqualificazione dell’autostazione. Non si può immaginare che l’attua-

Buono zaino potenziato a 70 euro, 269 studenti beneficiari

Assegnati i contributi a sostegno di 269 studenti. E’ stata pubblicata la graduatoria degli assegnatarie del “Buono Zaino”, la misura avviata nel 2021 per aiutare le famiglie nelle spese scolastiche dei figli dai 6 ai 18 anni. Un sostegno nato per alleggerire il costo di materiali didattici, cancelleria, abbigliamento specifico per le attività sportive, strumenti utili allo studio e, se necessario, anche titoli di viaggio. Negli anni è diventato un appuntamento atteso, soprattutto in un periodo in cui i prezzi continuano a crescere. Per l’anno scolastico in corso il Comune, stanziando 20 mila euro, ha deciso di incrementare il contributo, passando dai

60 euro degli anni precedenti ai 70 euro per ciascuno studente. Una scelta pensata per adeguare l’aiuto al reale peso delle spese che le famiglie si trovano ad affrontare tra fine estate e inizio delle lezioni. La graduatoria appena pubblicata conferma l’interesse verso la misura. Delle 159 domande arrivate, 142 sono risultate ammissibili, per un totale di 269 ragazzi che riceveranno il contributo, pari a una spesa complessiva di 18.830 euro. Le richieste escluse sono 17, principalmente per valori Isee oltre il limite previsto o per documentazione non conforme. La procedura, completamente online, ha snellito le operazioni e nelle prossime settimane

le stabile sia considerato idoneo a una nuova concessione”. Ha avanzato una proposta formale alla Provincia per valutare un accordo con il Comune, comprensivo di bicipark, servizi igienici pubblici e una biglietteria automatica utilizzabile anche per gli abbonamenti. Aggiunge la sindaca: “Non possiamo ritrovarci con un buco nero invece

il contributo sarà accreditato direttamente alle famiglie. Il “Buono Zaino” non è un intervento isolato. Si inserisce in un pacchetto più ampio di azioni a favore del diritto allo studio, che comprende già la fornitura gratuita dei libri di testo per la scuola primaria e agevolazioni sui buoni mensa. Un lavoro che l’amministrazione rivendica come parte di una politica sociale continua e strutturale. “Il “Buono Zaino” è diventato un aiuto concreto per tante famiglie” spiega l’assessora al sociale Paola Ranzato, “l’aumento da 60 a 70 euro non è un dettaglio. E’ un modo per rispondere a costi che ogni anno crescono, dal materiale di base fino agli strumenti più

di un servizio riprogettato per tutti i pendolari. Un servizio quotidiano per lavoratori e studenti, indispensabile anche per gli autisti che hanno bisogno di una pausa in luogo idoneo”. Nel frattempo, BusItalia ha indicato come alternativa l’edicola di via Co’ Panico per l’acquisto di abbonamenti.

Alessandro Cesarato

specifici. Vogliamo che nessun ragazzo inizi la scuola sentendosi svantaggiato. Un sostegno semplice, diretto, che arriva proprio quando serve”. (a.c.)

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Paola Ranzato

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Restart: il Bosco di Pianura torna a fiorire con la rinascita del sottobosco

T ra la città e la zona artigianale di Tognana, il Bosco di Pianura si prepara a una nuova trasformazione. Un intervento che unisce ricerca ecologica, partecipazione civica e divulgazione ambientale, con un obiettivo chiaro: riportare vita nel sottobosco e restituire all’area le specie erbacee tipiche dei boschi planiziali veneti, oggi quasi scomparse. Il progetto si chiama “RESTART – RESTore lowland forest biodiversity and knowledge through engagement and ART” ed è promosso dal Comune in collaborazione con Spiritus Mundi, associazione di Legnaro impegnata da anni nella tutela degli ecosistemi e nell’educazione naturalistica. L’iniziativa si inserisce nel programma europeo vinto dall’associazione e non comporterà costi per l’amministrazione. Il Bosco di Pianura, circa 50 mila metri quadrati lungo via Keplero, non è un bosco storico ma il risultato di un ampio piano di riforestazione avviato negli anni scorsi per ricostruire, almeno in parte,

i corridoi ecologici della pianura veneta. L’area ospita farnia, carpino bianco, acero campestre e montano, frassino ossifillo, tigli e diverse specie arbustive, intervallate da percorsi pedonali, aree picnic e parco giochi. Proprio qui, un anno fa, il Comune ha realizzato il nuovo parco calistenico da 52 mila euro (di cui 22 mila finanziati da un bando regionale), offrendo ai cittadini uno spazio moderno per sport e attività all’aria aperta. Nonostante le migliorie, il sottobosco rimane povero di specie autoctone, dominato da essenze comuni e da piante originarie di altri ambienti, con gestione attenta del cotico erboso che limita la crescita naturale di specie tipiche. Il progetto RESTART agirà soprattutto sul sottobosco, ricreando la flora erbacea originaria attraverso la realizzazione di aree test in cui saranno messe a dimora specie tipiche dei boschi planiziali, cioè boschi che crescono nelle zone di pianura, con terreno fertile, umidità moderata e aperture luminose

che favoriscono lo sviluppo delle erbacee. Tra le piante previste ci saranno Anemone nemorosa (anemone dei boschi), Hepatica nobilis (epatica), Primula vulgaris (primula comune), Vinca minor (pervinca minore) e Fragaria vesca (fragolina selvatica). Queste specie contribuiranno a creare un mosaico naturale ricco e strutturato, fondamentale per sostenere insetti impollinatori, piccoli vertebrati e microrganismi essenziali alla vitalità del bosco. Spiritus Mundi seguirà la manutenzione iniziale: monitoraggi periodici, irrigazioni di soccorso in caso di siccità, controllo delle infestanti, rimozione di specie invasive e protezione delle piantine dai danni causati da animali erbivori. Le aree test saranno disposte in punti diversi dell’area verde, sia nelle zone più luminose e frequentate sia vicino al canale centrale, dove il terreno è più umido, permettendo di osservare le differenti condizioni di attecchimento. Il progetto sarà inoltre accompagnato da attività di educazione am-

bientale rivolte a scuole, famiglie e associazioni, con visite guidate, laboratori e momenti informativi, per sensibilizzare la comunità alla fragilità e alla ricchezza dei boschi planiziali e favorire la conoscenza dei cicli naturali. “Questo progetto rappresenta un passo concreto per valorizzare le aree verdi cittadine” sottolinea la sindaca Lucia Pizzo “restituendo al Bosco di Pianura un sottobosco ricco e vitale. Oltre a favorire la biodiversità, l’iniziativa permetterà ai cittadini, e in parti-

colare ai più giovani, di osservare da vicino i cicli naturali e apprendere l’importanza della sostenibilità ambientale”. Si punta quindi a trasformare il Bosco di Pianura anche in un laboratorio naturale aperto alla cittadinanza, dove conservazione, conoscenza e partecipazione possano procedere insieme, rafforzando la cultura ambientale e la tutela della biodiversità in pianura.

Alessandro Cesarato

Sicurezza

La polizia locale sperimenta i Taser 10

Inclusi formazione operativa e sanitaria, licenze software e sistemi di monitoraggio. Le armi non letali saranno operative al termine della fase di sperimentazione.

Due pistole elettriche per la sicurezza degli agenti e dei cittadini. Il locale Comando di Polizia locale ha acquisito due pistole ad impulsi elettrici Taser 10, strumenti destinati agli agenti per gestire situazioni critiche in sicurezza, rappresentando un’alternativa non letale alle armi da fuoco. La fornitura comprende due Taser ad alta visibilità con laser verde, tre giornate di formazione per dodici operatori, quattro pacchi batteria tattici, 60 cartucce Live Cartridge, due licenze software Axon Evidence.com della durata di un anno ciascuna e quattro ore di formazione sanitaria affidate a personale specializzato. L’acquisto include anche il pacchetto di sperimentazione completo, che consente di monitorare l’uso dei Taser, raccogliere dati sull’impiego e formare il personale sulle procedure operative in contesti reali. L’importo complessivo della fornitura ammonta a poco più di 24 mila euro, coperto dal bilancio comunale nei capitoli relativi a

Efrem Tassinato premiato a Napoli per il giornalismo di comunità e la tutela del territorio

strumenti di lavoro e licenze software. Gli agenti custodiranno le armi in locali idonei del Comando, assicurando la sicurezza dei dispositivi e il loro corretto utilizzo. La fornitura, affidata a Safety21 Spa, distributore ufficiale per l’Italia dei Taser 10, comprende anche accessori e licenze software per la registrazione dei log di utilizzo, garantendo un controllo completo sull’impiego delle armi. Dodici operatori saranno coinvolti nella formazione, per assicurare compe-

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tenza nell’impiego dei dispositivi e nella gestione delle situazioni critiche, rispettando le procedure indicate dal Comando e garantendo continuità dei servizi di ordine pubblico. Al termine della sperimentazione e delle attività formative, le pistole saranno operative e pronte per l’impiego, segnando un passo significativo nella gestione della sicurezza urbana e nel modo di operare della Polizia locale.

Alessandro Cesarato

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Efrem Tassinato, pioniere dell’ambientalismo italiano e fondatore della rete Wigwam con sede nazionale ad Arzerello, ha ricevuto a novembre a Napoli la Targa Gianpaolo Necco nell’ambito del Premio Landolfo 2025. Da oltre cinquant’anni Tassinato interpreta un giornalismo di comunità che unisce territori, tutela ambientale e coesione sociale. Con Wigwam News ha creato una piattaforma quotidiana diffusa in Italia e nel mondo, capace di far circolare esperienze, buone pratiche e una visione condivisa di sviluppo sostenibile. Il riconoscimento (promosso dal Quotidiano Roma, dall’Ordine dei giornalisti della Campania, dal Sindacato unitario giornalisti Campania, da Arga Campania “Francesco Landolfo” e dalla Fnsi) gli è stato assegnato per l’impegno nel dare voce alle comunità locali, in particolare con il servizio “Montecorice. Custodi del mare. Cilento, territorio da sposare”. La cerimonia si è tenuta a Palazzo Arlotta, sede dell’Istituto di Cultura Meridionale, alla presenza dei rappresentanti degli organismi regionali della stampa. (a.c.)

CTERRITORI E

FUTURO

i sono viaggi che nascono come spostamenti geogra ci e niscono per trasformarsi in percorsi di senso. La missione svolta tra Ecuador, Bolivia e Brasile, attraversando città, periferie e territori rurali dell’America Latina, è stata soprattutto questo: un cammino di incontri, ascolto e visione, con lo sguardo rivolto al futuro dell’educazione e alla possibilità di costruire legami duraturi tra scuole, comunità e istituzioni.

Da , città andina sospesa tra storia e modernità, no alle pianure agricole del sud del Brasile, a in Paranà, passando per i forti contrasti urbani di Sierra, il lo rosso del viaggio è stato il confronto con realtà educative che, pur immerse in contesti molto diversi, condividono la stessa domanda: come offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro, senza perdere il valore umano e comunitario dell’educazione?

Le scuole e le opere educative incontrate lungo il percorso mostrano un patrimonio ricco di competenze, responsabilità e relazioni con il territorio. In alcuni casi si tratta di istituzioni consolidate, capaci di dialogare con il mondo del lavoro e con le amministrazioni locali; in altri, di realtà più fragili ma cariche di potenzialità, dove l’educazione rappresenta spesso uno dei pochi presìdi di speranza e continuità sociale.

Proprio da questo intreccio di esperienze

nasce l’idea di trasformare il viaggio in progetto. Non un’iniziativa calata dall’alto, ma un percorso condiviso che possa valorizzare ciò che già esiste, mettendo in rete scuole e competenze e aprendo la strada a forme di collaborazione internazionale. In questo senso, i programmi europei di Eranon sono visti come un ne, ma come uno strumento: un’opportunità per rafforzare la qualità dell’offerta formativa, promuovere lo scambio di buone pratiche e costruire percorsi

TRA AMERICA LATINA ED EUROPA

professionalizzanti capaci di dialogare Accanto agli incontri istituzionali e ai momenti di lavoro, la missione è stata scandita da esperienze semplici e profonde: celebrazioni in piccole comunità rurali, visite a scuole, vivaci al nord e silenziose al sud per la pausa estiva, dialoghi con educatori, studenti e famiglie. Sono stati questi momenti a ricordare che ogni progetto, prima di essere scritto, deve essere vissuto,

Cavanis, Un viaggio che diventa progetto SCUOLE,

viaggio non è ancora un progetto foruna direzione chiara: la consapevolezrete educativa Cavanis internazionale, radicata nei territori e capace di parlare linguaggi diversi, può diventare uno strumento concreto di crescita, formazione e speranza. Un cammino appena iniziato, che guarda lontano ma parte, come sempre, dalle persone incontrate lungo la strada.

Oggi il risultato più signi cativo del

FONDAZIONE CAVANIS

CUOLA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

cavanischioggia.it // info@cavanischioggia.it

Vincenzo Giannotti, Direttore della Fondazione Cavanis

Arzergrande - Piove di Sacco

La delibera. Fino a 100mila euro e scontro sul paesaggio l’opposizione ha chiesto approfondimenti

Arzergrande esplora il fotovoltaico su 48 ettari, ma è polemica

Il consiglio comunale ha approvato una delibera esplorativa per verificare l’interesse degli operatori a realizzare impianti fotovoltaici o agrivoltaici su circa 48 ettari di terreni comunali tra via Comunanze e via Marconi

ESintoniz zati sul

siste la possibilità di installare impianti rinnovabili sui terreni comunali. È stata approvata in consiglio comunale la delibera che definisce gli indirizzi per concedere il diritto di superficie a operatori interessati a realizzare fotovoltaico o agrivoltaico su dei terreni di proprietà che sino ad allora sono sempre stati affittati a terzi. L’atto è esplorativo e non vincola l’amministrazione perché ogni proposta concreta dovrà tornare in consiglio comunale per la valutazione finale. L’obiettivo è favorire la transizione energetica e valorizzare terreni oggi affittati a uso agricolo, generando risorse aggiuntive per il bilancio, stimate fino a 100 mila euro annui, da destinare a opere pubbliche e riduzioni fiscali senza gravare sui cittadini.

Le aree coinvolte si trovano tra via Comunanze e via Marconi, per circa 48 ettari, scelte in base alla compatibilità ambientale e paesaggistica. “La delibera non autorizza alcun impianto” ha chiarito il sindaco Filippo Lazzarin, “serve solo a capire se esistono operatori seri disposti a investire nel nostro territorio. Valuteremo con prudenza, coinvolgendo il consiglio e tutelando le aree agricole di pregio”. La maggioranza ha sostenuto la scelta come opportunità per non restare

fermi davanti alle sfide della transizione energetica, mantenendo la regia pubblica sulle decisioni. Netta la contrarietà della minoranza. Il consigliere Piercarlo Cavalletto ha chiesto di rinviare la discussione per approfondire impatti ambientali e paesaggistici. “Per ottenere 100 mila euro servirebbe occupare oltre metà della superficie disponibile” ha dichiarato “con un impatto notevole sul paesaggio. L’area delle Comunanze è agricola di pregio, attraversata da corridoi ecologici e sottoposta a vincoli ambien-

tali”. Cavalletto ha ricordato anche il progetto alternativo dell’opposizione, bocciato lo scorso anno, che prevedeva percorsi verdi e piantumazioni per la riqualificazione naturalistica dell’area. Il sindaco ha ribadito che si tratta solo del primo passo conoscitivo, senza vincoli né decisioni operative. La delibera è stata approvata a maggioranza, avviando la fase di valutazione che nei prossimi mesi chiarirà la reale fattibilità dell’iniziativa e il suo impatto sul territorio.

Alessandro Cesarato

UroLift rivoluziona il trattamento dell’ipertrofia prostatica

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta. Ascoltaci in tutto il Veneto

All’ospedale Immacolata Concezione prosegue il percorso di innovazione nel campo dell’urologia con l’introduzione di una nuova tecnica mini invasiva per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. Accanto alla procedura Rezum, già consolidata e basata sull’uso del vapore acqueo per ridurre il volume della prostata, in reparto è ora disponibile anche il sistema UroLift, che consente di intervenire in modo ancora meno traumatico per il paziente. “L’ipertrofia prostatica benigna” spiega Luca De Zorzi, direttore dell’Urologia “consiste in un aumento delle dimensioni della prostata e interessa la maggior parte degli uomini oltre i cinquant’anni. È un fenomeno benigno, parte del normale processo di invecchiamento,

ma può provocare un’ostruzione al flusso urinario con i relativi disturbi. La terapia può prevedere

farmaci, interventi endoscopici o chirurgici, che richiedono ricovero, anestesia e sala operatoria”. Il nuovo trattamento UroLift si inserisce come alternativa a queste modalità. “Si tratta di uno stru-

mento che, passando per l’uretra, raggiunge la prostata e applica piccole clip per distanziare i lobi prostatici, aprendo il canale urinario” Mattia Chillon, urologo del reparto, “in questo modo si riduce la pressione sul canale, migliorando il flusso dell’urina e alleviando i sintomi”. L’intervento, eseguito in sedazione leggera e della durata di pochi minuti, non richiede il posizionamento di un catetere e garantisce tempi di recupero più rapidi, preservando spesso anche la funzione eiaculatoria. “A Piove di Sacco” conclude De Zorzi “siamo da sempre attenti a tutto ciò che consente di ridurre l’invasività dei trattamenti. Dalla chirurgia laparoscopica e laser fino a questa ulteriore evoluzione rappresentata dall’UroLift”. (a.c.)

Arzergrande - Pontelongo

Sociale. Fornisce ogni giorno aziende ed enti del terzo settore in varie città

Senape serve fino a 2.000 pasti al giorno, inclusione sul piatto

D al centro di cottura di via Bassa partono ogni giorno fino a 2.000 pasti destinati a scuole, aziende ed enti del terzo settore delle province di Padova, Rovigo e Venezia. Qui opera “Senape – Sapori di inclusione”, il progetto di ristorazione della storica cooperativa sociale Germoglio, fondata in paese nel 1989 per favorire l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e rispondere ai bisogni della comunità locale. Negli ultimi mesi l’attività ha ampliato catering e banqueting, offrendo servizi per eventi aziendali, inaugurazioni e riunioni, arrivando a toccare punte di 3.000 pasti giornalieri nei periodi di maggiore richiesta, come durante i centri estivi. Un potenziamento che rafforza il legame con il territorio e crea nuove opportunità occupazionali. Sono circa una quarantina le aziende e venti gli enti che negli ultimi mesi hanno scelto Senape anche attraverso le convenzioni ex art. 14 del D.Lgs. 276/2003, uno strumento che consente alle imprese di adempiere agli obblighi della Legge 68/99 affidando commesse alle cooperative sociali. Dal centro operativo di Arzergrande vengono garantiti quotidianamente tra i 1.500 e i 2.000 pasti. Circa 800 per mense aziendali, 500 al settore socio-sanitario, 300 alle scuole e 95 agli anziani, un servizio che spesso rappresenta non solo sostegno alimentare, ma anche vicinanza e continuità relazionale. L’attività di Senape rappresenta circa il 60% del fatturato complessivo di Germoglio e coinvolge un terzo dei lavoratori, tra produzione, confezionamento e logistica, alcuni dei quali persone con disabilità. “Siamo un’impresa sociale che cresce mantenendo saldo il legame con il territorio e i suoi valori”, spiega la presidente Marta Martin, “l’investimento nel banqueting è strategico. Gli eventi esterni diventano un laboratorio formativo che permette alle persone con disabilità di sviluppare competenze professionali concrete e accrescere la loro autonomia. Da oltre trent’anni Germoglio dimostra che l’inclusione passa anche dalla qualità del lavoro quotidiano”. Oltre alla ristorazione, la cooperativa gestisce diverse sedi sul territori. Ad Arzergrande ci sono la sede storica, il Centro diurno per

persone adulte con disabilità, il Centro lavoro guidato e il Centro cottura Senape, dove ogni giorno si concretizza l’inclusione attraverso il lavoro. A Piove di Sacco è attiva la bottega solidale “Tam Tam – La Bottega del Germoglio”, dedicata al commercio equo e alla produzione artigianale di bomboniere e articoli di cartotecnica. A Codevigo il progetto “Vivo Fuori” offre un appartamento per percorsi di autonomia abitativa, mentre a Legnaro la Casa del Buon Samaritano ospita Casa di Gio’ e l’unità abitativa “Primo Piano” per persone con disabilità. Alessandro Cesarato

Pontelongo: Coprob conferma i prezzi della barbabietola 2026

Confermato il prezzo della barbabietola per la campagna 2026. Il consiglio di amministrazione di Coprob Italia Zuccheri ha deliberato all’unanimità di mantenere i valori già fissati nel 2025: fino a 97 euro per tonnellata per la barbabietola biologica e 56 euro per quella convenzionale, compresi gli aiuti accoppiati. La decisione arriva in vista delle semine e rappresenta un segnale di continuità per la filiera, consentendo agli agricoltori di pianificare con certezza superfici e varietà da coltivare. L’assemblea di fine campagna, che ha visto riuniti i soci imprenditori agricoli, ha approvato il prezzo come base comune per la nuova stagione della bieticoltura italiana. “È un passo fondamentale per

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€35,00 a persona

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta. Ascoltaci in tutto il Veneto

mantenere la competitività” sottolinea Luigi Maccaferri, presidente di Coprob Italia Zuccheri “in un contesto di mercato complesso, segnato da eventi climatici estremi, tagli ai mezzi di difesa delle colture e importazioni extra Ue a prezzi molto bassi”. Maccaferri evidenzia anche il valore dello zucchero italiano. “Resta l’unico ingrediente dolce del Made in Italy” afferma “continuando a garantire qualità ai consumatori. Ringrazio il Ministero dell’Agricoltura e le Regioni interessate per il dialogo costante volto a sostenere i nostri soci e a proteggere una filiera strategica per il paese”. Secondo il presidente, la conferma dei prezzi è il primo passo necessario per programmare la nuova annata e mantenere la competitività della coltivazione sui mercati. La stabilità permette agli agricoltori di organizzare le semine, scegliere le varietà più adatte e pianificare la produzione con maggiore sicurezza. La conferma del prezzo sottolinea quindi la volontà di Coprob Italia Zuccheri di tutelare la produzione italiana e confermare il valore dello zucchero italiano. (a.c.)

caso. L’amministratore delegato di Acegas Aps Amga rassicura i cittadini e ricorda le analisi approfondite

Pfas, Andriolo: “Piovese al sicuro, con 43 milioni di investimenti, acqua a prova di contaminazione”

Arera, l’autorità che regolamenta le reti pubbliche, ha introdotto un nuovo indicatore, l’M10 che serve a monitorare la resilienza dell’acqua, ovvero la sua capacità di resistenza e adattamento

C

arlo Andriolo, amministratore delegato di Acegas Aps Amga, rassicura i cittadini padovani: a Padova non c’è alcun rischio Pfas. “A Padova e nella sua provincia –spiega Andriolo – abbiamo previsto cinquanta milioni di investimenti.

Sono state condotte analisi estremamente approfondite anche attraverso lo studio condotto sul modello digitale della nostra rete.”

Arera, l’autorità che regolamenta

le reti pubbliche ha introdotto un nuovo indicatore, l’M10 che serve a monitorare la resilienza dell’acqua, ovvero la sua capacità di resistenza e adattamento. Una scelta, questa, che non ha colto di sorpresa il sistema veneto che da anni lavora a una rete tra i soggetti che forniscono acqua attraverso la creazione di vere e proprie “autostrade”. Nonostante, però, ci sia una “comunicazione” tra l’acqua padovana e quella di altre zone non esistono pericoli di contaminazione. Gli investimenti che ha condotto e sta conducendo Acegas Aps Amga, infatti, sono orientati sia alla realizzazione di nuove infrastrutture, ma anche al potenziamento e ammodernamento degli impianti di filtraggio.

“Stiamo investendo – continuano l’amministratore delegato – circa 43 milioni di euro per un progetto complessivo di filtraggi che utilizza tecnologie sempre più innovative. Il nostro impianto principale, quello di Saviabona, proprio nei prossimi giorni vedrà la sostituzione dei carboni attivi: un’operazione da tre milioni di euro che

lo renderà ancora più performante. Ad oggi a Padova non esiste alcun tipo di allarme, ma vogliamo essere sempre preparati. Le tragedie che si sono consumate altrove devono essere monito e insegnamento per chi come noi opera in un settore così delicato. Proprio per questo ricerca e investimenti non si fermano mai.” Tornando, invece, al potenziamento complessivo del-

la rete idrica padovana spiccano i 20 milioni per rendere più capace l’adduttrice C, i 18,5 per il collega-

mento Saonara – Stanga – Ferrarin e i 7,5 per la riqualificazione del serbatoio idrico della Stanga.

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zati

sul

È sempre dalla vostra parte e con il Sistema Servizi Cgil vi aiuta a risolvere i vostri problemi

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta. Ascoltaci in tutto il Veneto in

Lega Estense via Atheste, 3 | 35042 Este (PD) spi.este@cgilpadova.it

Ascoltaci in tutto il Veneto in

Lega Piovese via Gramsci, 2 | 35028 Piove di Sacco (PD) spi.piovedisacco@cgilpadova.it

Lega Monselicense viale della Repubblica, 27 | 35043 Monselice (PD) spi.monselice@cgilpadova.it

Lega Terme / Colli via Appia Monterosso, 50 | 35031 Abano Terme (PD) spi.abano@cgilpadova.it

Sant’Angelo di Piove Bando del Comune per il sostegno delle utenze domestiche Il Comune di Sant’Angelo ha pubblicato un bando a sostegno delle famiglie in difficoltà pensato per aiutare a far fronte ai costi delle bollette di luce e gas e all’acquisto di legna o pellet. L’iniziativa è rivolta ai nuclei che si trovano in una situazione economica fragile e che hanno sostenuto spese significative per i consumi energetici domestici nel periodo compreso tra il primo novembre 2025 e il 28 febbraio 2026, oppure per l’acquisto di combustibile tra agosto e novembre 2025. Il contributo può essere richiesto dai residenti nel Comune da almeno due anni, in possesso di un Isee non superiore a 20 mila euro, intestatari – o con un familiare intestatario – delle utenze dell’abitazione principale. È necessario dimostrare spese per bollette superiori a 250 euro o, in alternativa, acquisti di legna o pellet per almeno 300 euro, presentando le relative fatture o scontrini. Sono esclusi i soggetti che hanno già beneficiato di contributi analoghi da entri pubblici o privati. Le domande possono essere inviate entro il prossimo 3 marzo, fino a esaurimento dei fondi disponibili, esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo info@ comune.santangelodipiovedisacco. pd.it, utilizzando l’apposito modulo scaricabile dal sito del Comune e allegando la documentazione richiesta in formato Pdf. Il bando rappresenta un segnale concreto di attenzione dell’amministrazione comunale verso le fasce più deboli della popolazione, con l’obiettivo di alleviare il peso delle spese energetiche e garantire un sostegno reale a chi ne ha più bisogno. (m.m.)

L’amministratore delegato Carlo Andriolo

Lavori. Investimento da 3 milioni di euro

A Codevigo nasce una nuova rete irrigua per 460 ettari, 900 mila metri cubi risparmiati

P roseguono a Conche i lavori per la realizzazione del secondo stralcio dell’intervento di trasformazione della rete irrigua nel bacino di Trezze, un’area strategica per l’agricoltura locale che comprende anche la limitrofa Valli di Chioggia. L’opera interessa la zona posta a destra del canale Novissimo, dove il Consorzio di bonifica Bacchiglione sta completando la nuova rete irrigua tubata a bassa pressione, destinata a servire complessivamente circa 460 ettari. La prima fase dell’intervento ha riguardato la posa di una condotta

con l’obiettivo di migliorare la distribuzione dell’acqua anche nelle aree più periferiche. Il secondo stralcio (da 3 milioni di euro) prevede la costruzione di un ulteriore tratto di condotta, inizialmente previsto come opzionale, che si sviluppa da via dei Cavai verso sud, in direzione dell’impianto consortile di Trezze. Anche in questo caso si è proceduto con la rimozione parziale della roggia esistente, lo scavo e la posa di nuove tubazioni di grande diametro. “Si tratta di un intervento fondamentale per assicurare un approvvigionamento idrico efficiente

a un territorio con una forte vocazione agricola” spiega il presidente Silvano Bugno “capace di ridurre gli sprechi e di rispondere alle nuove esigenze legate ai cambiamenti climatici. Con questo intervento il Consorzio non solo supporta l’agricoltura locale, ma contribuisce a un uso più razionale e moderno della risorsa idrica, attuando tecnologie e soluzioni infrastrutturali coerenti con una prospettiva di lungo termine”. A regime, l’opera consentirà un risparmio stimato di circa 900 mila metri cubi d’acqua all’anno.

Ottanta ragazzi a dialogo con Giacomo Mazzariol

A Legnaro studenti e insegnanti hanno vissuto una mattinata all’insegna della lettura e dell’incontro con l’autore. L’iniziativa, che si è svolta a dicembre, è frutto della preziosa collaborazione tra l’assessorato alla Cultura e alla Pubblica istruzione e la scuola media “G. Verdi”.

Nell’ambito della rassegna “Libriamoci” e del progetto scolastico “Lo Struzzo a Scuola”, ogni studente delle classi prime ha ricevuto una copia del romanzo “Mio fratello rincorre i dinosauri”. Il libro, letto e approfondito in classe nelle settimane precedenti, è diventato il punto di partenza di

un incontro particolarmente significativo: gli ottanta ragazzi coinvolti, accompagnati dai docenti, hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con l’autore Giacomo Mazzariol.

L’appuntamento, che si è svolto nei locali della Corte Benedettina, ha offerto agli studenti l’occasione di dialogare con lo scrittore, porre domande, riflettere sui temi del libro e scoprire curiosità legate alla sua esperienza personale.

Al termine dell’incontro ciascun partecipante ha potuto far autografare la propria copia, trasformando la lettura in un mo-

Nuova zona scolastica urbana in viale dello Sport

Viale dello Sport cambia volto nei giorni di calendario scolastico con l’istituzione di una nuova zona scolastica urbana, pensata per aumentare i livelli di sicurezza per studenti, famiglie e personale degli istituti presenti. Il provvedimento, adottato dal Comune, introduce una regolamentazione più stringente del traffico e della sosta nelle fasce orarie più sensibili, quelle legate all’in-

gresso e all’uscita da scuola. Nel tratto compreso tra via Roma e il magazzino comunale è attivo il divieto di transito e sosta dalle 7.30 alle 16.30. La circolazione resta consentita esclusivamente a biciclette e monopattini, ai mezzi di emergenza e ai veicoli muniti di apposito pass. Una misura che mira a ridurre il traffico veicolare privato e a rendere l’area più vivibile e sicura durante l’intera

mento ancora più coinvolgente e personale. L’iniziativa, accolta con entusiasmo dai ragazzi, conferma l’importanza di creare occasioni in cui la scuola possa incontrare direttamente il mondo della cultura e della narrativa contemporanea. L’amministrazione comunale ha espresso l’intenzione di riproporre attività analoghe anche nel prossimo anno scolastico, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani lettori e autori. Un appuntamento che ha dimostrato come la lettura sappia unire, stimolare curiosità e contribuire alla crescita di tutta la comunità scolastica. (m.m.)

giornata scolastica. Particolare attenzione è stata riservata anche alla zona antistante il palazzetto dello Sport, destinata nelle ore di punta alla manovra degli scuolabus. Qui il divieto di transito e sosta è in vigore dalle

7.30 alle 8.30, dalle 13.00 alle 14.30 e dalle

15.00 alle 15.45. Sono previste deroghe per i veicoli al servizio di persone con disabilità, per i mezzi elettrici al termine della ricarica

e per le categorie già autorizzate. A completare il sistema, l’attivazione di tre sbarre limitatrici, segnalate da luce verde o rossa, che regolano in modo automatico l’accesso all’area. L’obiettivo dichiarato è creare un contesto più ordinato e protetto, riducendo i rischi e migliorando la qualità degli spazi urbani frequentati quotidianamente dai più giovani. (m.m.)

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Mobilità. La chiusura della rampa di accesso al ponte ha riflessi sulla circolazione

Cantiere tram verso Vigonza: cambia la viabilità a Ponte di Brenta, semafori a senso unico alternato

Ripresi i lavori in corso Milano, il cantiere interessa la corsia sud, in direzione del centro, da via Orsini fino a Riviera San Benedetto. Tre mesi di cantieri tra via Verdi, piazza Insurrezione e via Emanuele Filiberto, bus deviati

Procedono a ritmo sostenuto i lavori per la nuova linea del tram che collegherà Rubano a Vigonza, un’infrastruttura considerata strategica per rafforzare i collegamenti dell’area metropolitana. L’avanzamento del cantiere, però, continua a incidere sulla viabilità, con disagi particolarmente evidenti nella zona del ponte sul Brenta, dove nelle ultime settimane si è concentrata una delle fasi più complesse dell’intervento.

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Lo spostamento del cantiere sul ponte in direzione Busa di Vigonza e la conseguente chiusura della rampa di accesso hanno determinato una forte limitazione della circolazione. Nei prossimi mesi il traffico sarà regolato da semafori a senso unico alternato, con riduzioni di carreggiata e un inevitabile aumento dei tempi di percorrenza. Di fatto il ponte risulterà impraticabile per il traffico ordinario: per chi deve raggiungere Padova resta quindi fortemente consigliato l’utilizzo della tangenziale. L’obiettivo, fanno sapere dal territorio, è completare l’intera linea entro l’estate.

Nel frattempo, anche nel capoluogo i cantieri del tram continuano a ridisegnare la mobilità urbana. In via Chiesanuova l’area di lavoro si è ampliata nei tratti compresi tra via Righi e via Benvenuti, in prossimità del supermercato Alì, e tra via Righi e via Ferraris, all’altezza della caserma Pierobon. Qui è stato introdotto

l’obbligo di proseguire dritto o svoltare a destra, con divieto di svolta a sinistra salvo che all’incrocio con via Cave. Nelle strade laterali l’immissione su via Chiesanuova è consentita solo con svolta a destra, mentre all’incrocio con via Lombroso è stata realizzata una rotatoria temporanea con precedenza all’anello. Dopo la pausa natalizia sono ripresi anche i lavori in corso Milano, un nodo particolarmente delicato per la viabilità, soprattutto nelle ore di punta. Il cantiere interessa la corsia sud, in direzione del centro, da via Orsini fino a Riviera San Benedetto e resterà attivo indicativamente fino alla fine di febbraio. In questo periodo la pista ciclabile sarà temporaneamente chiusa e i parcheggi sul lato sud della carreggiata verranno rimossi, mentre la circolazione sarà comunque garantita in entrambi i sensi di marcia, con una corsia per direzione.

Nel frattempo sono partiti i nuovi cantieri per il tram della linea Sir2 tra via Verdi, piazza Insurrezione e via Emanuele Filiberto, nel tratto da via Dante a piazza Garibaldi. I lavori dureranno circa tre mesi e comporteranno la riduzione della carreggiata a una sola corsia verso il centro, riservata a residenti e veicoli autorizzati. Il trasporto pubblico sarà deviato e verranno sospese alcune fermate tra corso Milano e corso Garibaldi. Garantito l’accesso al parcheggio di piazza Insurrezione, con uscita limitata verso via Filiberto. Il 2025 si è chiuso con una forte accelerazione dei lavori per la realizzazione del tram. In particolare, per la linea Sir2, sul fronte est è stato completato circa il 65% della piattaforma, mentre nella tratta

ovest l’avanzamento ha raggiunto il 40%. Una quota rilevante delle opere civili è dunque già stata affrontata e i cantieri proseguono secondo il cronoprogramma. I lavori si sono concentrati in modo significativo nell’area di Ponte di Brenta, dove durante il periodo estivo è stata realizzata la sede tranviaria, contribuendo a imprimere un’ulteriore accelerazione all’intervento complessivo. Contestualmente è stato completato il deposito di Rubano, con la realizzazione del circuito interno, dell’officina e delle sottostazioni elettriche. Sul versante est, inoltre, è stato portato a termine il deposito della Guizza, mentre entro giugno è previsto il completamento dell’officina. Per quanto riguarda la tratta ovest, l’obiettivo prioritario resta il completamento della piattaforma tranviaria. Entro il mese di giugno dovranno essere centrati i traguardi previsti in termini di chilometri di sede tranviaria realizzata, un passaggio decisivo per la conferma dei finanziamenti del Pnrr. Una volta raggiunti questi obiettivi, si procederà con il completamento dell’intera opera. Diversa, invece, la situazione dei cantieri relativi al Sir3. In questo caso le vie di corsa risultano già completamente realizzate e sono attualmente in corso le installazioni degli impianti tecnologici. Entro il mese di aprile è atteso il completamento anche della parte impiantistica. Il progetto, rientrato nel perimetro del Pnrr, ha inoltre richiesto l’allungamento del deposito-officina di Voltabarozzo, intervento che ha comportato un ampliamento del sistema antincendio. L’obiettivo è avviare la fase di pre-esercizio del tram già nel mese di aprile.

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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO

segue da pag. 1

Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.

Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

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Il presidente Federico Testa

Economia. Un doppio intervento che rafforza il ruolo di hub strategico del Nord-est

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Sintoniz zati sul

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

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Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

L’intervista.

Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

Silvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti! Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

K-Pop, e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Giacomo Brunoro Il personaggio

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro? Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

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a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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Sintoniz

Sintoni zati

È quello che da oltre trent’anni guida il lavoro di nel tempo a Casalserugo ha saputo crescere insieme ai bisogni degli automobilisti, trasformandosi da officina specializzata a vero e proprio punto di riferimento per chi orientamento sugli incentivi

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Vene t o 2 a gener a coltare an c h e la ra d io con r fe t ta .

sulle formule di permettono di cambiare auto senza sorprese. «Oggi chi entra in concessionaria ha bisogno di capire, non solo di scegliere», questo il personale qualificato segue il cliente passo dopo passo: dall’individuazione del veicolo più adatto fino alla valutazione delle opportunità economiche le-

merciali, ma come soluzioni ragionate, calibrate sulle reali esigenze del cliente. E soprattutto, accompagnate da una consulenza chiara sugli incentivi disponibili, sulle agevolazioni legate alla rottamazione,

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri

Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei

Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6

Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale

L’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato,

come infarti e ictus, viene garantita regolarmente. Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”.

Il direttore generale Paolo Fortuna ha

dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria

e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.

La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti i pazienti secondo criteri di sicurezza”.

Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei reparti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.

Sanità, nuove regole sulle ricette: validità ridotta per la specialistica ambulatoriale

A partire dal 1° gennaio 2026, le ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità B, ossia quelle con una priorità di 10 giorni, avranno una durata di validità ridotta a soli 20 giorni dalla data di emissione. È quanto stabilito dal Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto n. 173 del 24 novembre 2025. Per le altre classi di priorità, così come per gli esami di laboratorio e le prestazioni di controllo, la durata della validità rimarrà di 180 giorni dalla data di prescrizione. Tuttavia, gli utenti dovranno prenotare gli esami entro i termini previsti, altrimenti la prescrizione perderà validità. Si consiglia dunque di prenotare tempestivamente le prestazioni sanitarie per evitare disagi.

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