Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
Ulss 5 Polesana, il nuovo direttore generale Filippi:
“Le persone vera risorsa”
SICUREZZA STRADALE,
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Traffico, rettilinei e turismo: la sfida dei comuni per mettere in sicurezza la Romea e le strade principali. In tutto il Polesine è sempre alto l’allarme incidenti
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
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Liceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
Dal no alle trivellazioni alla raccolta dei rifiuti con i volontari fino ai progetti con le scuole: l’amministrazione punta su tutela ambientale
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Giovani studenti “volontari per un giorno”
Gli studenti della scuola media di Taglio di Po hanno vissuto l’esperienza di “volontari per un giorno”, un’iniziativa alla quale hanno preso parte, a supporto dell’Arma dei Carabinieri, i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) di Porto Viro. La mattinata, dedicata a cyberbullismo, bullismo e volontariato, è stata guidata dal Luogotenente Giuseppe Attisani, comandante della stazione dei carabinieri di Taglio di Po. Durante l’incontro, gli studenti hanno potuto osservare i mezzi in dotazione all’Arma e approfondire i temi della legalità e della solidarietà. Al termine, ciascun alunno ha ricevuto un attestato simbolico come riconoscimento del proprio impegno civico. La promozione dell’educazione civica tra i giovani rappresenta infatti una delle mission dell’associazione deltina, attiva nei comuni di Porto Viro, Loreo, Rosolina, Taglio di Po, Ariano nel Polesine e Corbola. La sezione conta circa 120 iscritti tra carabinieri in congedo, familiari e simpatizzanti e opera nel campo della Protezione civile, dell’assistenza sociale ad anziani e persone con disabilità e della vigilanza durante eventi pubblici e manifestazioni, promuovendo inoltre attività formative nelle scuole sui temi della legalità e del volontariato. Non mancano le iniziative di solidarietà, come la collaborazione con il Banco Alimentare, attraverso cui vengono distribuiti pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà economica di Porto Viro e dei comuni limitrofi. L’associazione partecipa inoltre alle principali ricorrenze nazionali e agli appuntamenti della vita civile del territorio. Un appuntamento con la memoria è fissato per il 25 marzo a Volto di Rosolina, dove l’Associazione Nazionale Carabinieri sarà presente accanto all’Arma dei Carabinieri nella piazza, a Volto di Rosolina, per commemorare l’82° anniversario dell’Eccidio di Malga Bala.
Guendalina Ferro
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.
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Mario Mantovan, il sindaco “green”: difesa, educazione ambientale e volontariato
D ifendere il territorio, educare le nuove generazioni al rispetto della natura e promuovere azioni concrete contro l’inquinamento. È questa la linea che il sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, sta portando avanti con decisione, costruendo un modello amministrativo sempre più orientato alla sostenibilità ambientale. Uno degli ultimi segnali è arrivato da Adria, dove amministratori locali, cittadini e rappresentanti istituzionali si sono ritrovati per ribadire il chiaro messaggio del no alle trivelle. “Il Delta non si tocca – ha rimar-
anche la base economica e sociale per le comunità che vi abitano”.
Il Polesine non può diventare una zona sacrificabile né una ‘discarica’ per scelte prese altrove; una posizione sposata in pieno, nella minoranza del consiglio comunale, da Armida Panizzo: “Sembrava quasi superfluo ribadire tutto questo ma, dopo le affermazioni del sindaco del capoluogo rodigino, si evince che per qualcuno non è ancora abbastanza chiara la pericolosità e la fragilità della nostra zona, già sotto il livello del mare. Dov’è
cato con forza Mantovan, in una mobilitazione contro le ipotesi di trivellazioni nell’Adriatico che ha visto la partecipazione di numerosi sindaci del Polesine - Il Delta è un territorio fragile e va preservato, un’area unica dal punto di vista ambientale e paesaggistico, che rappresenta non solo un patrimonio naturale ma
l’attenzione della politica per la vera vocazione del nostro Delta del Po? Quella fatta dall’agricoltura, dalla pesca e dal turismo”.
Ma la tutela dell’ambiente passa anche dall’educazione, soprattutto dei più giovani: nelle scorse settimane il primo cittadino ha partecipato assieme ad alcune classi della scuola prima-
ria Aldo Moro ad un’iniziativa didattica nell’area dell’aiuola mellifera in zona ‘Cannoni’, vicino al Collettore Padano. Con il Gruppo Iniziative per l’Ambiente ed esperti del settore agrario, i bambini hanno piantato una decina di piante mellifere, fondamentali per la sopravvivenza delle api e quindi per l’impollinazione e l’equilibrio degli ecosistemi. Nell’area sono presenti cinque arnie che lo scorso anno hanno prodotto miele locale, e proprio un vasetto di quel miele è stato consegnato a ciascun bambino, simbolo tangibile di un ciclo na-
turale che parte dai fiori e arriva sulle tavole.
Accanto alla sensibilizzazione e alla difesa del territorio, c’è poi l’impegno quotidiano della comunità: un esempio arriva da Piazza Repubblica, dove i volontari dell’organizzazione Plastic Free hanno organizzato una raccolta di rifiuti particolarmente significativa: in poche ore sono stati recuperati 2,5 chilogrammi di mozziconi di sigaretta. A fare la differenza, però, è stata soprattutto la partecipazione: quaranta volontari hanno scelto di dedicare tempo ed energie alla
cura della città. Un impegno che ha portato anche a un riconoscimento nazionale: “Il 14 marzo l’assessore all’ambiente Ivano Vianello sarà a Roma per ritirare la seconda ‘tartaruga’, il premio assegnato ai Comuni che si distinguono per le politiche ambientali e la collaborazione con i volontari di Plastic Free” ha annunciato Mantovan. Difesa del territorio, educazione ambientale e partecipazione civica: tre tasselli di una stessa strategia.
Fabio Pregnolato
Pontelongo ferma la campagna bieticola: preoccupazione anche in città
Un comunicato ufficiale ha annunciato che la campagna saccarifera della Coprob Italia Zuccheri di Pontelongo quest’anno non verrà effettuata. La notizia parrebbe interessare marginalmente Porto Viro se non che nello zuccherificio della cittadina padovana lavora una quarantina di dipendenti provenienti dal nostro territorio, di cui molti residenti a Porto Viro. Il rischio che si spenga l’ultimo grande presidio bieticolo del Veneto riporta alla memoria la chiusura dello stabilimento di Contarina, operativo dal 1 973 al 2005, e contestualmente di diciassette dei diciannove zuccherifici della zona. La chiusura del complesso portovirese causò lo spostamento dei lavoratori in quello di Pontelongo, ma con
la sospensione della prossima campagna bieticola i dipendenti potrebbero vedersi spostati a Minerbio, nel bolognese, ultimo impianto in Italia. Proprio per questo, a seguito del comunicato, il sindaco Mario Mantovan ha ricevuto nella sala consiliare del municipio i rappresentanti sindacali e una delegazione dei lavoratori, unitamente a Matteo Cassetta, segretario di Coldiretti Rovigo. “Abbiamo espresso so-
lidarietà piena e la disponibilità concreta dell’amministrazione a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità – ha riferito il primo cittadino, aggiungendo di essersi recato personalmente a Pontelongo per manifestare contro la chiusura dello zuccherificio, visita poi ricambiata dalla collega di Pontelongo a Porto ViroNon entro nelle scelte aziendali, ma credo che quando una filiera si ferma, a pagare non sono le scrivanie a Roma o in Europa bensì le comunità, i lavoratori e le famiglie. Come comune e come consiglio comunale abbiamo espresso piena solidarietà; siamo pronti a fare la nostra parte, insieme alla sindaca di Pontelongo, per chiedere un confronto serio con Regione e Ministero”. (f.p.)
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Cittadella dello Sport , aggiornamento
oggi vi erano quasi venti operai in lavoro tra le diverse ditte – all’inizio dell’estate potremo inaugurare una Cittadella dello Sport moderna, inclusiva e bellissima, pensata per i nostri ragazzi, per le famiglie e per tutta la comunità.
Comune di Porto Viro
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Un altro passo avanti per una Città che
Viva sempre Porto Viro
PARCO DIVERTIMENTI
nali e che coinvolgono gli alunni della Scuola Primaria e dell’Infanzia locale. È ormai consuetudine da una decina d’anni che il gioco venga proposto ai più piccoli per valorizzare e tramandare questa vecchia tradizione di scambiarsi gli auguri di Pasqua giocando in piazza.
Appuntamento sabato 28 Marzo con gli alunni del Plesso M.S. Tiozzo in Piazza Marconi, mentre martedì 31 marzo il gioco si svolgerà presso la Scuola dell’Infanzia Maria Arcangeli. Una volta il gioco veniva fatto con le uova portate da casa e vinceva chi riusciva ad accaparrarsi più uova rispetto ai propri concorrenti. Oggi è un’occasione per farsi gli
questo momento comunitario. La Domenica di Pasqua ci si ritroverà a metà mattinata in Piazza Don Sandro Dordi e in caso di maltempo all’interno della vicina palestra in Via degli Aceri.
• A Fornaci, organizzato dalla Parrocchia in collaborazione con l’Associazione NOI, la manifestazione avrà luogo nel piazzale antistante la Chiesa dopo la messa delle ore 10:00.
Ci saranno pertanto diversi luoghi in cui recarsi per tener viva questa bellissima tradizione che raduna davanti alle “stirole” tutte le generazioni per “ciocare i vovi” e vincere i premi messi in palio dai vari organizzatori.
Come ogni anno, dal 4 al 19 aprile la piazza si trasformerà in un parco divertimenti a cielo aperto con una dozzina di giostre pronte a far divertire grandi e piccini.
Un evento che si ripete con successo da anni e che non deluderà le famiglie in cerca di emozioni e svago.
Non perdere l’occasione di vivere una Pasqua divertente e serena in compagnia dei tuoi cari!
Piazza Repubblica vi aspetta numerosi!
In tutto il Polesine allarme incidenti quotidiani
N el cuore del Polesine, tra il Delta del Po e la costa adriatica, la sicurezza stradale resta una delle sfide più delicate per il territorio. I dati sull’incidentalità raccolti dalla Provincia di Rovigo e visualizzati nell’Osservatorio statistico mostrano con chiarezza come alcuni comuni del basso Polesine – in particolare Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po – rappresentino nodi sensibili della rete viaria provinciale, dove il traffico si intreccia con strade spesso strette, rettilinei lunghi e collegamenti strategici verso il mare. Il quadro evidenzia una concentrazione significativa di incidenti lungo alcune arterie che attraversano il Delta e collegano i centri abitati con la costa e con la rete statale principale. Tra queste spicca la Strada Statale 309 Romea, una delle vie più trafficate e discusse del Veneto orientale. Il tratto polesano della Romea, utilizzato quotidia-
namente da mezzi pesanti, traffico turistico e pendolari, continua a essere indicato dagli osservatori come uno dei corridoi più critici in termini di sicurezza.
Ma non è l’unico punto sensibile. Nel territorio di Porto Viro il traffico si concentra su alcune direttrici fondamentali che collegano il Delta con l’entroterra e con la Romea. Qui il mix tra attraversamenti urbani, flussi turistici diretti verso il mare e traffico commerciale legato alla pesca e alla logistica genera situazioni di rischio soprattutto nelle intersezioni e nei tratti a maggiore velocità.
Una dinamica simile si osserva anche a Rosolina, dove durante la stagione estiva il traffico aumenta in modo consistente per l’afflusso verso Rosolina Mare. I dati mostrano una crescita degli incidenti proprio lungo le strade di accesso alla località balneare, dove nei fine settimana e nei mesi estivi si regi-
strano picchi di mobilità.
Nel territorio di Porto Tolle, invece, la criticità è legata soprattutto alla conformazione del territorio. La viabilità del Delta si sviluppa lungo argini e rettilinei molto lunghi, con carreggiate spesso strette e pochi margini di sicurezza. In queste condizioni la distrazione o la velocità possono trasformarsi rapidamente in fattori di rischio.
Anche Taglio di Po, snodo strategico tra la Romea e le strade in-
320mila euro per asfaltare e consolidare l’ex provinciale 84
Dopo anni di attesa, via Canareggio si prepara a riaprire. L’ex strada provinciale 84 che collega Ca’ Zuliani, Boccasette e Pila con Ca’ Tiepolo tornerà percorribile entro la primavera, grazie a un intervento finanziato con l’avanzo di amministrazione del bilancio 2025. L’investimento complessivo previsto è di 320 mila euro: oltre 233 mila saranno destinati ai lavori – compresi circa 4 mila euro per gli oneri della sicurezza – mentre la parte restante coprirà le spese tecniche e le attività legate al piano di sicurezza.
Per anni via Canareggio ha rappresentato una direttrice fondamentale per la mobilità dell’Isola di
Ca’ Venier. L’arteria era utilizzata dal trasporto pubblico, con la linea Busitalia che collegava Pila, Ca’ Zuliani e Boccasette, ma anche dai pescatori della zona che la percorrevano per raggiungere il mercato ittico di Pila e conferire il pescato. Il nuovo intervento consentirà di completare le opere di consolidamento realizzate nel 2021 da Aipo lungo la scarpata arginale. In quell’occasione erano stati eseguiti lavori di contenimento delle frane con l’infissione di pali in legno, la posa di geotessuto, la realizzazione di una berma in pietrame e il ripristino della scarpata. Il progetto ora prevede anche la conclusiva asfal-
tatura del tratto. Secondo la relazione tecnica, il dissesto interessa circa un chilometro di strada, dal civico 24 fino all’idrovora di Ca’ Zuliani, dove da anni si registra un progressivo cedimento della sede viaria. I problemi risalgono al 2015, quando uno smottamento di circa venti metri lungo la scarpata arginale rese necessaria la chiusura della strada al traffico. La situazione si aggravò nel novembre 2017 con una nuova frana che trascinò a valle parte della pista sovrastante, portando alla chiusura definitiva al transito veicolare. Da allora il passaggio è rimasto consentito solo a piedi.
terne del Delta, presenta alcune intersezioni considerate sensibili.
Qui si incontrano i flussi di chi si sposta verso la costa, quelli legati alle attività economiche locali e il traffico di attraversamento.
Un elemento che emerge con forza dall’analisi dei dati è che molti incidenti non avvengono in punti complessi come incroci o rotatorie, ma su lunghi rettilinei, dove la percezione di sicurezza può portare a sottovalutare i rischi.
Velocità e distrazione restano infatti tra i fattori più frequenti negli incidenti registrati nel territorio polesano.
Per questo motivo negli ultimi anni Provincia, Comuni e Prefettura stanno lavorando su più fronti: manutenzione del manto stradale, miglioramento della segnaletica, installazione di sistemi di controllo della velocità e analisi costante dei cosiddetti “punti neri” della rete viaria.
L’obiettivo è quello indicato anche dal Piano nazionale della sicurezza stradale: ridurre progressivamente il numero di incidenti e vittime entro il 2030. Nel Delta del Po, dove turismo, lavoro e mobilità quotidiana si muovono sugli stessi assi stradali, la sfida passa proprio dalla capacità di intervenire nei tratti più critici prima che diventino teatro di nuovi incidenti.
Sara Busato
Dopo il primo intervento da 260 mila euro realizzato da Aipo nell’estate 2021, l’amministrazione comunale punta ora a completare definitivamente la sistemazione
dell’arteria entro aprile. Un’opera attesa da anni dai residenti e considerata strategica per la mobilità e per le attività economiche della zona. (s.b.)
A Rosolina potenziata la videosorveglianza
Con l’avvicinarsi della stagione estiva torna al centro dell’attenzione il tema della sicurezza urbana a Rosolina, una priorità soprattutto in vista dell’aumento delle presenze turistiche nella località balneare di Rosolina Mare.
Su questo fronte si concentra l’attività del Comando di Polizia Locale che, grazie a un importante finanziamento ministeriale ottenuto circa un anno fa, ha potuto rafforzare in modo significativo il sistema di videosorveglianza del territorio comunale. Oggi la rete di controllo conta 48 telecamere di contesto e 5 lettori di targa già esistenti, a cui si sono aggiunte 15 nuove telecamere e altri 2 varchi elettronici. Un ampliamento che consente un monitoraggio più capillare non solo nelle aree considerate più sensibili, ma anche nei principali punti di accesso e uscita dal territorio comunale. Un investimento strategico che rappresenta un supporto utile anche per le altre forze di polizia, che possono utilizzare il sistema di rilevazione elettronica – nei limiti previsti dalla normativa – per le attività investigative. La sicurezza urbana, però, non si esaurisce con la videosorveglianza.
Come spiega il comandante della Polizia Locale Marco Merlin, anche per il 2026 è prevista un’intensa attività di pattugliamento lungo tutto l’arco dell’anno. I controlli di polizia stradale interesseranno l’intero territorio comunale e saranno finalizzati a garantire maggiore sicurezza alla circolazione. Nel mirino degli agenti soprattutto le principali violazioni al codice della strada: eccesso di velocità, guida senza assicurazione o senza revisione, con l’ausilio dei varchi elettronici come strumento di supporto per l’attività di controllo e la contestazione delle infrazioni.
Accanto ai controlli sulla strada,
proseguirà anche l’attività di polizia ambientale, con l’utilizzo di fototrappole per contrastare comportamenti illeciti come l’abbandono dei rifiuti o i conferimenti non autorizzati. I dati degli ultimi anni evidenziano risultati incoraggianti. Tra il 2020 e il 2024 la Polizia Locale ha elevato oltre cento contestazioni per violazioni ambientali, mentre nel 2025 si è registrata una sensibile diminuzione dei casi, segnale di un possibile cambio di comportamento da parte dei cittadini. Un trend positivo che, sottolinea il comandante, richiede comunque di mantenere alta l’attenzione, anche alla luce delle caratteristiche del territorio. Le azioni a tutela della sicurezza riguardano anche i consumatori. Sono infatti previsti controlli nei pubblici esercizi e nelle attività commerciali, sia con verifiche nei locali sia con attività itineranti sul territorio. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla lotta al commercio abusivo sulle spiagge, fenomeno che durante la stagione turistica tende ad aumentare e che sarà contrastato con servizi mirati della Polizia Locale.
Sara Busato
Delta del Po, ciclisti tra traffico e cantieri
Nel territorio del Delta del Po la mobilità lenta passa sempre più dalla sicurezza. A Porto Viro prende forma la nuova passerella ciclopedonale lungo la strada arginale che collega il capoluogo con Cavanella Po e Adria, una delle direttrici più frequentate da ciclisti e cicloturisti ma fino a oggi priva di un collegamento protetto in uno dei punti più delicati del tracciato.
La struttura, realizzata in ferro e caratterizzata da un design essenziale e contemporaneo, consentirà di collegare in sicurezza le due sponde del collettore, superando una criticità storica del percorso. Un intervento che rafforza la continuità della Ciclovia Vento, l’itinerario ciclabile che segue il corso del Po per oltre 700 chilometri attraversando Piemonte, Lombardia, EmiliaRomagna e Veneto. L’opera è stata realizzata da Veneto Strade grazie a fondi del Pnrr, senza l’impiego di risorse del bilancio comunale. Un investimento che punta a migliorare
la fruibilità di uno degli assi ciclabili più frequentati del Polesine.
I lavori, però, non sono ancora conclusi. “Ci tengo a precisare che l’inaugurazione della struttura non sarà immediata – spiega il sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan –. Serviranno ulteriori interventi prima che l’opera sia percorribile in totale sicurezza. L’auspicio è di poterla aprire entro agosto”. Nel frattempo è stata riaperta la viabilità sulla strada adiacente, chiusa temporaneamente nei giorni scorsi per consentire l’avanzamento del cantiere. “L’apertura potrebbe avvenire prima di Pasqua – aggiunge Mantovan – ma le tempistiche sono gestite da Veneto Strade e preferisco non sbilanciarmi”.
Il tratto interessato rappresentava uno dei pochi segmenti ancora scoperti lungo il percorso ciclabile del Polesine. Con la nuova passerella si completa quindi un tassello importante per la sicurezza di chi percorre l’argine del Po, frequentato sia dagli
appassionati delle due ruote sia dai turisti che scelgono il Delta per itinerari naturalistici.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della mobilità ciclabile nel territorio. “Questo nuovo ponte –sottolinea il sindaco – si inserisce in un sistema di opere che, insieme al futuro ponte sul Po di Levante, contribuiranno a dare ulteriore valore al nostro territorio”. La futura infrastruttura, prevista con una campata unica in ferro, collegherà Porto Viro e Loreo e si integrerà anch’essa nel tracciato della Vento. L’obiettivo dell’amministrazione è duplice: aumentare la sicurezza di chi si muove in bicicletta e rafforzare l’attrattività turistica del Delta del Po, sempre più meta di cicloturisti italiani ed europei. “Riqualificare queste infrastrutture – conclude Mantovan – significa rendere il nostro territorio più accessibile e capace di generare turismo, economia e nuove opportunità”.(s.b.)
Potenziati i pattugliamenti, controlli stradali e ambientali e lotta al commercio abusivo in vista della stagione estiva
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Uno dei punti di forza dell’azienda è la selezione accurata dei fornitori. Zambonin collabora infatti con marchi affidabili e riconosciuti nel settore, scegliendo
prodotti che garantiscono prestazioni, durata e innovazione. A questo si aggiunge una costante ricerca di nuove sodi una scelta”, sintetizza un approccio
Negli anni Zambonin ha saputo evolversi insieme al settore dell’edilizia e dell’impiantistica, ampliando progressivamente la propria offerta e introducendo servizi sempre più mirati. Oggi l’azienda
Che si tratti di un piccolo intervento domestico o di un progetto più articolato, il team Zambonin affianca il cliente in tutte le fasi: dalla scelta dei materiali alla progettazione, fino all’individuazione delle soluzioni tecniche più adatte. Un supporto concreto che negli anni ha contribuito a costruire un rapporto di fiducia con il territorio e con generazioni di clienti che continuano a scegliere l’a-
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Una realtà che continua a guardare al futuro con la stessa passione che ne ha
L’iniziativa. Un progetto che unisce bellezza, inclusione e collaborazione con il territorio
Una mostra fotografica dedicata al make-up inclusivo
È
stata inaugurata nei giorni scorsi la mostra fotografica “Bellezza d’ogni tempo”, curata dal fotografo Maurizio Spano nella biblioteca civica di via Navi Romane, che resterà aperta al pubblico per tutto il mese di marzo. L’iniziativa è nata come progetto di valorizzazione della bellezza libera da modelli unici ed esclusivi, con l’obiettivo di mettere al centro la persona e la sua unicità. All’inaugurazione erano presenti Marialaura Tessarin, assessore alle politiche di genere del Comune di Porto Viro, Alex Roncaglia, direttore di Coopselios, e Matteo Fabbri, tutor della scuola di formazione professionale Enaip di Porto Viro. La kermesse ha preso forma da una riflessione sul benessere fisico ed emozionale, sull’autodeterminazione e sullo sviluppo personale, con l’intento di rafforzare al tempo stesso la rete di relazioni tra le realtà del territorio. L’idea è nata anche dal desiderio delle ragazze residenti in struttura di valorizzare le proprie scelte riguardo il loro aspetto fisico, che spesso non viene considerato prioritario ma che può avere un forte impatto sull’autostima e sulla percezione di sé. La collaborazione con le studentesse del settore estetico dell’Enaip ha rappresentato un’opportunità significativa per entrambe le parti: da un lato le residenti della struttura hanno potuto ricevere attenzioni e cure estetiche per farle sentire valorizzate; dall’altro le giovani studentesse hanno avuto la possibilità di confrontarsi con un’utenza diversa rispetto a quella abituale, lontana dagli stereotipi di bellezza spesso proposti dalla televisione e dai social media. Il primo appuntamento del progetto si è svolto presso la struttura ‘Il Gabbiano’, dove due classi dell’Enaip, la 3a Acconciatura e la 2a Estetica, accompagnate dalle insegnanti, hanno incontrato alcune ragazze con disabilità provenienti dal territorio e dalla Cooperativa Emmanuel. Durante la giornata le studentesse hanno lavato e sistemato i capelli, realizzato acconciature e trucco, mentre in una sala adiacente veniva allestito un set fotografico: qui il fotografo Maurizio Spano ha ritratto le partecipanti, cogliendo la bellezza autentica di ciascuna di loro. Le fotografie realizzate in quell’occasione sono oggi protagoniste della mostra allestita
in biblioteca. L’esposizione rappresenta il momento conclusivo di un percorso che ha voluto promuovere una visione inclusiva della bellezza, stimolare l’espressione di sé e favorire l’incontro tra diversi protagonisti della comunità locale. Per le studentesse coinvolte si tratta anche di un’esperienza formativa dal forte valore sociale, capace di arricchire il loro percorso professionale e umano. Per tutte le partecipanti, invece, l’occasione di riscoprire la bellezza nella sua dimensione più autentica: quella che nasce dalle caratteristiche uniche di ogni persona.
Fabio Pregnolato
Un corso per incentivare e supportare l’attività di ostricoltura
Ha preso il via a Porto Viro un corso di formazione per chi ha già avviato o intende avviare un’attività di ostricoltura e desidera conoscere meglio alcuni aspetti legati a questo tipo di acquacoltura, grazie all’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito del progetto internazionale RESMAB. Il programma riunisce dieci partner mediterranei legati alle Riserve della Biosfera dell’UNESCO, provenienti da Spagna, Giordania, Francia, Slovenia, Marocco, Libano e Italia (oltre all’Ente Parco l’Istituto Oikos). Queste Riserve della Biosfera sono aree riconosciute per il loro contributo e la capacità di
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bilanciare l’attività umana e la conservazione della natura: RES-MAB creerà sette siti dimostrativi in tutto il Mediterraneo, trasformandoli in “laboratori viventi” per testare e implementare soluzioni all’avanguardia nel ciclo Acqua-Energia-CiboEcosistemi. Al termine del corso, gratuito, verranno rilasciati degli attestati di partecipazione a chi sarà stato presente ad almeno due giornate. Tra i relatori Edoardo Turolla dell’Istituto Delta Ecologia Applicata parlerà dell’ambiente deltino, della biologia delle ostriche e delle tecniche di ostricoltura, Piergiorgio Fumelli veterinario AULSS5 dei rischi sanitari correlati al consumo umano, Massimo Zorzi di ARPAV dell’utilizzo dei dati ambientali e Christine Mauracher, professoressa dell’Università Ca’ Foscari di Venezia delle strategie di mercato e dell’ostricoltura dal punto di vista economico. (f.p.)
Ente Parco Delta del Po Veneto
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Urbanistica e turismo come leva di sviluppo
U rbanistica e turismo come binomio strategico per lo sviluppo del territorio. È questa la linea seguita dall’amministrazione comunale di Porto Tolle fin dall’inizio del mandato, come sottolinea l’assessore Raffaele Crepaldi, tracciando un bilancio delle principali azioni portate avanti. “Abbiamo scelto di unire le deleghe a urbanistica e turismo – spiega Crepaldi – perché la pianificazione del territorio è imprescindibile per la vocazione turistica di Porto Tolle”. Un’impostazione che ha guidato un anno particolarmente impegnativo per il settore tecnico-amministrativo, segnato anche da complessi contenziosi con privati che rivendicavano porzioni delle spiagge di Barricata e Boccasette come terreni privati e non demaniali. “Dopo aver chiarito il perimetro demaniale della spiaggia di Barricata - continua l’assessore - anche per Boccasette si è arrivati a un momento chiave. Con l’ultima riunione tenutasi con la Capitaneria di Porto di Chioggia, è ora in fase di definizione la linea che divide l’area privata da quella demaniale, un passaggio indispensabile per definire il piano particolareggiato dell’arenile”. Uno strumento urbanistico, che riguarda le spiagge demaniali gestite direttamente
dal Comune, il cui iter è iniziato nell’agosto 2024. “Abbiamo già tutti gli elementi necessari per procedere – chiarisce l’assessore – ci manca soltanto il documento formale della Capitaneria di Porto”. Il piano approderà quindi in Consiglio comunale per l’adozione, sarà successivamente vagliato dalla Regione Veneto e tornerà poi in Consiglio per l’approvazione definitiva.
Una volta completato l’iter, il piano consentirà di adeguare la gestione degli arenili alla normativa vigente e di indire i bandi pubblici per l’assegnazione delle spiagge di Barricata, Boccasette e della Spiaggia delle Conchiglie. Nel frattempo, attraverso specifiche linee di indirizzo, le spiagge sono state
assegnate per garantire continuità e certezze operative agli imprenditori, in vista della prossima stagione estiva”.
Sul fronte della promozione turistica, Crepaldi evidenzia il ruolo strategico della Fondazione “Po e suo Delta”, nata dalla collaborazione tra i Comuni di Rosolina e Porto Tolle e il consorzio degli operatori turistici del territorio. Un organismo nato dal tavolo di concertazione dei componenti dell’ente parco del delta del Po, in questi ultimi anni. “È uno strumento determinante – sottolinea Crepaldi – per rilanciare una visione di sistema, capace di valorizzare il territorio senza complessi di inferiorità rispetto a realtà più blasonate”. A finanziare le azioni di promozione turistica della fondazione sarà una quota parte delle entrate derivanti dalla tassa di soggiorno dei comuni di Rosolina e Porto Tolle. “Recentemente – informa Crepaldi – la Fondazione presieduta da Isi Coppala, ha ottenuto, attraverso un bando regionale, circa 200mila euro a fondo perduto, risorse che serviranno ad avviare la struttura tecnico-amministrativa e a dare concreta attuazione ai progetti di valorizzazione della destinazione “Po e suo Delta””.
Guendalina Ferro
Max Cavallari porta comicità e allegria nel cuore del Delta del Po
Il Delta del Po, con i suoi ritmi lenti e i suoi spazi aperti, si è trasformato per un giorno in un palcoscenico informale capace di accogliere Max Cavallari, uno dei volti più riconoscibili della comicità italiana. A Ca’ Venier di Porto Tolle, il comico ha trascorso alcune ore a contatto con il pubblico in un territorio che ha dichiarato di conoscere e apprezzare. La presenza di Cavallari, storico componente dei Fichi d’India, ha richiamato al ristorante Ultima Spiaggia persone anche da fuori zona. L’atmosfera, tuttavia, è rimasta quella tipica delle domeniche deltizie: conviviale, fatta di tavolate, piatti di pesce e conversazioni. Cavallari si è mosso tra i presenti con naturalezza, salutando e scherzando, senza barriere tra palco e sala, trasformando il pranzo in un momento di condivisione più che in uno spettacolo strutturato. L’intrattenimento musicale è stato affidato a Elvis e le Chiare. Tra una portata e l’altra non sono mancati brevi interventi comici e improvvisazioni, con richiami ai personaggi e ai tormentoni che hanno segnato la carriera di Cavallari. Un tipo di intrattenimento semplice e diretto, che si è inserito con naturalezza nel contesto del Delta, fatto di tempi lenti e relazioni spontanee. Negli ultimi anni, Max Cavallari ha proseguito il suo percorso artistico da solista, affiancando all’attività televisiva una costante presenza dal vivo. Dopo le esperienze a Colorado e il ritorno in programmi come Made in Sud, ha continuato a privilegiare il contatto diretto con il pubblico, elemento centrale anche nella tappa del Delta. (g.f.)
Il
presidente
Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.
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La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.
È una fase di profondo rinnovamento
l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni
Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è
nella comunicazione, convinta che parlare di
Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.
Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-
che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente
Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin
La fusione dei comuni. Il dibattito entra nei Consigli Comunali
Prende forma “La Città del Delta”
La fusione tra Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina è diventato un tema politico che sta trovando spazio nei Consigli comunali del territorio. Il confronto si è acceso a Porto Tolle, ma anche a Taglio di Po e ad Adria, solo per citare alcuni esempi, segno che la prospettiva di una “Città del Delta” si sta diffondendo nell’interesse collettivo.
A Porto Tolle, durante una recente seduta pubblica, i consiglieri hanno richiamato studi del passato che già evidenziavano affinità e possibili integrazioni tra i comuni del Delta. A Taglio di Po il tema è stato affrontato per poi balzare sulla cronaca locale. Ad Adria, nell’ultima seduta consiliare, è emerso che la maggioranza ha da tempo avviato interlocuzioni con alcuni dei dodici Comuni limitrofi per valutare una possibile fusione. E sulle pagine di cronaca Forza Italia ha rilanciato con decisione l’idea di entrare a far parte della “Città del Delta”.
Il contesto è chiaro: i tagli ai trasferimenti statali ai comuni, anche per i prossimi anni, e le crescenti difficoltà di bilancio degli enti, rendono sempre più complesso garantire servizi efficienti. Un ente unico da circa 30 mila abitanti –sommando i 14.400 di Porto Viro, gli 8.800 di Porto Tolle e i 6.300 di Rosolina – significherebbe aumentare il peso del territorio nei tavoli istituzionali, ottenere i finanziamenti statali per i prossimi 15 anni, contributi regionali per i prossimi tre anni, garantire servizi pubbli-
ci di qualità alle comunità e avere più capacità progettuale per lo sviluppo del Polesine. L’esperienza di Porto Viro, nata nel 1995 dalla fusione di Donada e Contarina grazie al referendum, dimostra che unire le forze può tradursi in un rafforzamento amministrativo e organizzativo. Sul piano economico gli incentivi sono significativi.
“La Regione - ha annunciato l’assessore regionale Marco Zecchinato -, finanzierebbe fino all’80% dello studio di fattibilità. In caso di referendum favorevole, lo Stato garantirebbe per i prossimi 15 anni contributi definiti in base al numero dei comuni, degli abitanti, per estensione territoriale e altri parametri. Un esempio concreto: i due Comuni del vicentino (Castegnero e Nanto) di circa 3 mila abitanti ciascuno, fondendosi, riceveranno 750 mila euro l’anno per 15 anni, utilizzabili sia per spese correnti sia per investimenti. A questi si sommano contributi regionali straordinari per la cifra complessiva di circa 700mila euro, spalmati
Attivo il Punto Digitale Facile
Partito nei Comuni di Rosolina, Loreo e Porto Viro, il Punto Digitale Facile, un servizio gratuito per tutti i cittadini dai 14 anni in su che vogliono migliorare le proprie competenze digitali. L’iniziativa rientra nel Progetto PNRR Mis. 1.7.2
“Rete dei Punti di Facilitazione Digitale”, promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio e dalla Regione del Veneto per creare una rete capillare e strutturata di punti di facilitazione digitale sul territorio del Veneto, con l’obiettivo di promuovere l’apprendimento delle competenze digitali e
potenziare l’inclusione digitale della cittadinanza. Ogni cittadino potrà ricevere supporto individuale da un Facilitatore Digitale esperto per imparare a usare internet, scrivere e inviare email, consultare orari dei mezzi pubblici, prenotare visite mediche, cercare informazioni o accedere ai servizi pubblici online per iscrizioni e documenti. Il Punto Digitale Facile offre anche corsi ed eventi formativi sul territorio. Per partecipare, è possibile iscriversi online collegandosi al sito dei Comuni, oppure recarsi presso le sedi del servizio: Rosolina: Biblioteca Civica, Via Don G. Sambo 1
nei prossimi tre anni. Per i cittadini la fusione dei comuni si traduce in maggiori risorse per scuole, strade, sicurezza e servizi sociali, senza aumentare la pressione fiscale”. “La Regione - fa sapere l’assessore Marco Zecchinato -, affiancherebbe fin da subito i Comuni nell’iter del processo di fusione, che avrebbe una durata stimata di circa un anno: dalla delibera dei Consigli comunali allo studio di fattibilità, fino al referendum e alla successiva legge regionale di istituzione del nuovo ente e un breve commissariamento prima dell’ elezione del nuovo sindaco”.
Resta la domanda di fondo: quali Comuni sceglieranno davvero di fondersi? Il dibattito è aperto e attraversa più assemblee civiche. Ma una cosa appare chiara: nel Delta del Po l’idea di unire le forze non è più un’ipotesi lontana, bensì una proposta su cui amministratori e forze politiche stanno iniziando a confrontarsi pubblicamente.
Guendalina Ferro
I tagli ai trasferimenti statali e i bilanci sempre più stretti spingono i Comuni del Delta a valutare la fusione
(vicino al Municipio);Rosolina Mare: Biblioteca Civica c/o IAT Centro Congressi, Piazzale Europa 4;Loreo: Biblioteca Comunale, Calle S. Marco 11 (dietro il Municipio);Porto Viro: Biblioteca Comunale, Via Navi Romane 8 Per informazioni o iscrizioni è possibile contattare il Punto Digitale Facile di Rosolina al Tel. 379 333.20.30 (anche WhatsApp) o scrivere a puntodigitale.rosolina@gmail. com L’obiettivo è quello di avvicinare tutti, giovani e adulti, al mondo digitale, rendendo più semplice l’accesso alle informazioni e ai servizi online in modo sicuro e guidato. (g.f.)
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Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta.
Un successo oltre le aspettative per “Cervello in forma”
Grande risposta per “Cervello in forma”, il nuovo percorso di stimolazione cognitiva promosso da Officine Sociali APS a Taglio di Po in collaborazione con Auser Volontariato Taglio di Po. Sono stati 60 gli iscritti al primo ciclo di incontri, un numero che ha superato ogni aspettativa e che ha reso necessario raddoppiare il calendario delle attività. Accanto agli appuntamenti del giovedì, l’associazione ha infatti deciso di aggiungere anche il martedì, suddividendo i partecipanti in due gruppi, così da garantire un lavoro più efficace e mirato. Un risultato che conferma la bontà dell’intuizione e l’attenzione crescente verso percorsi di prevenzione e benessere cognitivo. “Vedervi così numerosi oggi vuol dire che siamo riusciti a intercettare una richiesta sentita”, ha commentato la presidente di Officine Sociali, Marinella Mantovani, sottolineando come l’iniziativa sia nata quasi come una sperimentazione. “Abbiamo voluto capire se potesse essere interessante proporre un’attività di stimolazione cognitiva per persone over 65 in buona salute. La risposta è stata più che soddisfacente. Oggi si parla molto di alimentazione
e movimento per un invecchiamento sano, ma emerge con forza anche il bisogno di allenare la mente”.
Un progetto che affonda le proprie radici nell’esperienza maturata da Officine Sociali, che da oltre dieci anni gestisce i Centri Sollievo Alzheimer, con il supporto di psicologi, educatori e volontari, offrendo spazi settimanali dedicati a persone con demenza e deterioramento cognitivo. Da qui la riflessione di affiancare al lavoro con chi vive già una fragilità un percorso pensato per chi desidera mantenere attiva la mente in una fase di vita di crescita.
“Non mi piace il termine invecchiamento – ha spiegato Eleonora Braga, psicologa e neuropsicologa – preferisco parlare di crescita, per descrivere questo momento della vita”.
Il laboratorio “Cervello in forma” si basa sul cosiddetto brain training, con attività mirate a stimolare memoria, attenzione, linguaggio e ragionamento. Benefici che non riguardano solo le funzioni cognitive, ma anche l’umore e la qualità della vita.
“Le attività di stimolazione cognitiva allenano e rinforzano il cervello – ha aggiunto Braga – aiutano memoria,
attenzione e linguaggio, ma contribuiscono anche a ridurre ansia e depressione, aumentando autostima e autonomia nella quotidianità”.
Il percorso prevede esercizi individuali e di gruppo, giochi logici, attività con numeri e parole, tecniche per migliorare la memoria nella vita di tutti i giorni, oltre a momenti dedicati al corpo e alla musica. Matteo Beltrame cura la parte motoria, fondamentale per stimolare la plasticità cerebrale e ridurre lo stress, mentre Jessica Reddi guida il laboratorio musicale. “La musica nasce per essere fatta insieme”, ha ricordato, sottolineando il valore di ritmo, melodia e suono come potenti attivatori di memoria ed emozioni.
Guendalina Ferro
Eliana Albertini racconta il Polesine nei suoi fumetti
Eliana Albertini, fumettista e sceneggiatrice originaria di Taglio di Po, conosciuta per saper coniugare creatività artistica e profondo legame con il territorio, ha presentato le sue opere a Loreo. L’incontro, coordinato dalla direttrice dell’atelier Retrogusto Francesca Girotto e moderato da William Piana, responsabile dell’area culturale di una nota radio, ha visto la partecipazione del sindaco Moreno Gasparini, della consigliera con delega a Cultura e Istruzione Marilena Berto, e di un pubblico composto da amici, appassionati e cittadini curiosi. Albertini ha raccontato il suo percorso artistico e la genesi dei suoi fumetti, spiegando come il Delta del Po sia parte integrante delle sue storie. Ogni tavola diventa un ritratto del territorio, dai paesaggi umidi e silenziosi del Polesine fino alla vita quotidiana dei suoi abitanti. Le sue opere, da lei stessa commentate, hanno catturato l’attenzione del pubblico per la loro capacità di intrecciare memoria personale, paesaggi polesani e personaggi locali. Le opere di Eliana non sono solo disegni: sono il respiro del Delta, le sue storie si intrecciano con la memoria collettiva. Tra tutte, Malibù racconta tante piccole storie e un solo grande luogo, il Polesine tra Adige e Po, con protagonista quell’umanità sfaccettata che si muove lungo la strada statale Romea. L’autrice celebra l’epica quotidiana di scorribande estive con i motorini, processioni sull’argine, discoteche squallide, polli che razzolano in cortile: ogni vignetta è come un sasso levigato dal Po, simbolo di resilienza veneta. “L’iniziativa, rappresenta un modello virtuoso di cultura promossa da appassionati – ha commentato la consigliera Berto – ed è il terzo successo di Francesca Girotto, dopo quelli sulla pace e su Pinocchio, rafforzando la rete culturale avviata da questa giovane donna capace di portare alla luce voci artistiche che meritano risonanza ben oltre i confini di Loreo”. A testimoniare il valore dell’iniziativa è stata la significativa affluenza del pubblico, segno evidente dell’interesse della comunità loredana per eventi culturali che valorizzano artisti locali e raccontano storie radicate nel Delta del Po. (g.f.)
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Il cambio. Al centro della nuova fase il coordinamento con il volontariato locale
Pietro Gnan alla guida del circolo Legambiente
C ambio alla guida del circolo Legambiente che opera nei territori di Rosolina e Loreo. La presidenza è passata da Federico Ferro, di Rosolina, a Pietro Gnan di Loreo, che assume l’incarico aprendo una nuova fase per l’associazione ambientalista locale. Nato nel 1963, perito chimico e loredano doc, Gnan ,meglio conosciuto come Peter in paese, è una figura ben conosciuta nel tessuto associativo del territorio, avendo aiutato nell’organizzazione numerose iniziative sociali, culturali e sportive, dalle manifestazioni podistiche come la staffetta Resia–Rosolina alla Sagra del Pane, oltre alle attività promosse dallo stesso circolo Legambiente, del quale è stato vicepresidente. Il neo presidente ha rappresentato il circolo nella sala consiliare del Comune di Loreo in occasione dell’incontro che ha riunito tutte le associazioni di volontariato del paese, convocato per avviare una programmazione condivisa degli eventi dell’anno. L’obiettivo è stato quello di coordinare le iniziative delle diverse realtà associative, evitando sovrapposizioni e favorendo una collaborazione più efficace a beneficio della comunità.
Durante la riunione si è fatto anche
il punto sulle attività avviate negli anni precedenti sotto la presidenza di Federico Ferro, in particolare sui progetti di educazione ambientale rivolti ai plessi scolastici dell’Istituto comprensivo di Loreo. Un percorso che il nuovo direttivo intende proseguire, affiancando il lavoro nelle scuole di Rosolina e Loreo a iniziative rivolte agli adulti, nella convinzione che la tutela dell’ambiente sia un obiettivo condiviso tra generazioni. Tra le prime iniziative pubbliche che hanno visto il circolo impegnato con la nuova presidenza, anche la manifestazione contro le
trivellazioni per l’estrazione di metano nel Polesine, svoltasi ad Adria lo scorso 21 febbraio. Alla mobilitazione hanno aderito numerose associazioni ambientaliste, amministratori locali del Polesine – tra cui Tosin e Civiero, come rappresentanti del Comune di Loreo – esponenti del Consiglio regionale del Veneto e l’onorevole Nadia Romeo. In quell’occasione, i circoli Legambiente del Polesine hanno reso noto, attraverso il membro nazionale di Legambiente Ermes Bolzon, il documento unitario contro le trivellazioni in mare e in terraferma. Il calendario delle attività per il 2026 sarà al centro della prossima riunione del circolo presieduto da Gnan che, in assenza di una sede stabile, molto probabilmente si svolgerà in un locale messo a disposizione dalla Protezione Civile di Loreo. Nell’ampia programmazione di interventi a tutela del territorio è prevista la raccolta dei rifiuti abbandonati nelle aree naturali del territorio – dalle pinete di Rosolina Mare alle oasi di Volto e Villaggio Norge a Rosolina – senza trascurare l’argine in zona Pilastro, a Loreo e l’adesione alla campagna nazionale “Spiagge e fondali puliti”, prevista a maggio.
Guendalina Ferro
Le Giornate dello Sport tra gioco, movimento e socialità
La palestra comunale di Loreo si è trasformata in un vero laboratorio di movimento e socialità giovedì e venerdì scorsi. Studenti, insegnanti e il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Loreo hanno preso parte alle Giornate dello Sport, promosse dall’amministrazione comunale con il vicesindaco Alberto Doni e i consiglieri Walter Bellato e Andrea Marangon. Guidati da istruttori esperti di calcio e basket, i ragazzi hanno sperimentato giochi di squadra, percorsi motori, staffette e attività di coordinazione ed equilibrio. Non sono mancati momenti dedicati a discipline meno comuni, offrendo agli studenti l’opportunità di scoprire nuovi modi di muoversi e divertirsi. Gli insegnanti hanno partecipato attivamente alla due giorni di sport, accompagnando i ragazzi e condividendo con loro l’esperienza. “L’attenzione è stata posta sui valori che lo sport porta con sé: il rispetto delle regole, la capacità di accettare vittorie e sconfitte, la collaborazione e l’impegno costante” – ha sottolineato il vicesindaco Doni. Degne di nota sono le parole con cui gli studenti hanno descritto l’iniziativa: “divertimento”, “amicizia”, “squadra” e “novità”, a conferma dell’entusiasmo suscitato dalle giornate. A collaborare all’iniziativa sono stati Giuseppe e Riccardo Bardella e Thomas Gasparetto per il calcio, e Nicola Braggion e Emanuele Pozzati per il basket. (g.f.)
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Pietro Gnan
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adatte sia a single e coppie sia a famiglie che necessitano di spazi più ampi.
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no di coniugare sostenibilità ambientale e qualità della vita quotidiana.
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Particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza energetica e alla sostenibilità. Gli appartamenti sono infatti
impianti completamente elettrici che garantiscono maggiore sicurezza e minori consumi energetici. Il comfort abi-
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Il complesso dispone inoltre di
paratamente, oltre a spazi comuni pensati per garantire funzionalità e como-
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Situato in una zona tranquilla della citpresenta un’opportunità interessante per chi desidera investire in una casa di nuova costruzione, caratterizzata da soluzioni tecnologiche moderne e da una progettazione attenta alle esigenze abitative contemporanee.
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Per informazioni sugli appartamenti disponibili e sulle diverse tipologie è possibile contattare la società immobiliare Building Global Investment
gruppobgi.service@gmail.com.
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Prodotti polesani alla ribalta a Cortina
I n occasione delle Olimpiadi
Invernali 2026, Casa Veneto, nel cuore di Cortina, è diventata la vetrina del Polesine, con sapori, tradizione e musica come filo conduttore. La giornata ha raccontato alcune storie delle famiglie Polesane che producono a chilometro zero, tramandando con passione tecniche e cura del territorio alle nuove generazioni. Protagoniste le Ostra Bora, nate dall’iniziativa di Nicola Baroni, giovane imprenditore figlio di pescatori, che ha reinventato l’attività familiare puntando su un prodotto allevato nella Sacca di Scardovari a Porto Tolle. Il nome richiama sia l’ostricoltura sia la Bora, il vento tipico della laguna, mentre il gusto deciso e la consistenza soda delle ostriche evocano il legame con la laguna e la tradizione. Il miele del
Delta del Po, dell’Apicoltura Marangon di Gina Imperatrice, ha conquistato con varietà
diverse, tra cui l’intenso e iodato Barena e il delicato Amorfa, prodotto dalla flora fluviale. Il
Inaugurato a Bagnolo di Po il nuovo Ponte Calà del Moro
È stato inaugurato il nuovo Ponte Calà del Moro, un’opera attesa dal territorio e del valore di 4,3 milioni di euro, che potenzia la funzionalità dell’idrovia Fissero-TartaroCanalbianco, asse strategico che attraversa le province di Mantova, Verona e Rovigo, rappresentando una direttrice fondamentale per il sistema logistico del Nord Italia. Il ponte è il risultato di un investimento mirato della Regione del Veneto, realizzato da Infrastrutture Venete, e consente di migliorare la sicurezza e la continuità della navigazione, rendendo più efficiente il trasporto fluviale di merci e passeggeri. “Intervenire sulle in-
frastrutture significa dare risposte concrete alle imprese, ai lavoratori e alle comunità locali, consolidando il ruolo del Veneto come piattaforma logistica di riferimento tra Adriatico ed Europa centrale”, ha commentato l’assessore alle Infrastrutture e al Governo del territorio della Regione, Marco Zecchinato. “L’opera si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione del sistema idroviario padano-veneto, sostenuto da un finanziamento complessivo di 55 milioni di euro. Le risorse consentono, tra l’altro, la sistemazione di altre due infrastrutture nel Rodigino: il ponte ferroviario di Rosolina
e il ponte stradale di Trecenta”, ha aggiunto l’assessore Zecchinato.
“Si tratta di investimenti strategici che permettono di adeguare le nostre idrovie agli standard europei, promuovendole come alternativa concreta al trasporto su gomma e su ferro, in un’ottica di mobilità sostenibile e intermodale”.
Soddisfazione anche da parte della consigliera regionale con delega alle Infrastrutture e all’attuazione del programma, Elisa De Berti, che ha sottolineato: “Il completamento di quest’opera strategica segna un ulteriore passo avanti nella riqualificazione del nostro sistema idroviario. Grazie all’ope-
docente del Cipriani di Adria e sommelier Michele Manca ha presentato i vini polesani, che accompagnano perfettamente i sapori del Delta: il bianco Mattarella (fermo e frizzante), il rosso Turchetta e la Basegana, che riscopre le varietà autoctone. Non sono mancati i prodotti dell’erba medica dell’azienda Forte di Taglio di Po“Ci occupiamo di salute e bellezza, dentro e fuori” ha commentato Luigi Forte.
A completare l’offerta, riso, farine e altri prodotti da forno. Degno di nota l’abbinamento in degustazione tra i mieli del Delta e il Grana Padano, proveniente dalle zone DOP del comune di Bergantino. La musica di Benvenuto Fecchio e la moglie Giuseppina, con le ocarine prodotte nel Delta, ha guidato il pubblico tra degustazioni e
racconti, creando un filo conduttore che ha legato sapori, tradizione e famiglie produttrici. La giornata si è conclusa nella Baita Coldiretti a Zuel di Sopra, dove il cuoco contadino Diego Scaramuzza ha proposto piatti tipici del Polesine, tra cui il simbolo di “Milano Cortina 2026”, il Pastin con polenta di mais Sponcio, reinterpretato in armonia con i prodotti del Bellunese. Per il presidente di Coldiretti Veneto e Rovigo, Carlo Salvan, l’evento ha rappresentato “una vetrina d’eccezione per far conoscere il Polesine e le sue famiglie produttrici, che ogni giorno lavorano con passione e professionalità per le eccellenze agroalimentari. Grazie alla Regione del Veneto per averci ospitato a Casa Veneto”.
Guendalina Ferro
rato di Infrastrutture Venete, braccio operativo della Regione, stiamo trasformando una rete di 500 chilometri, 223 dei quali appartenenti al sistema TEN-T, in un’infrastruttura moderna, sicura ed efficiente.
Gli interventi messi in campo in questi anni per il potenziamento di assi navigabili, come la Mantova-Venezia, la Litoranea Veneta e il Naviglio Brenta, costituiscono il cuore di un programma di sviluppo regionale volto a coniugare competitività commerciale e attrattività turistica. In questo modo, consegniamo al territorio una mobilità sempre più intermodale e sostenibile, capace di connettere il
Veneto all’Europa e valorizzare un asset fondamentale per la crescita della nostra Regione”. (g.f.)
Ambiente. Esauriti i fondi statali per contrastare la subsidenza sommersa
Delta del Po la difesa del suolo ora peserà sui cittadini
E siste una minaccia invisibile che agisce silenziosamente sotto il pelo dell’acqua, mettendo a rischio l’equilibrio idraulico del Delta del Po: è la cosiddetta “subsidenza sommersa”. Si tratta di un fenomeno tanto subdolo quanto pericoloso, poiché si sottrae alla vista immediata ma agisce in profondità, alterando inesorabilmente i fondali dei canali e compromettendo la complessa rete di scolo necessaria a tenere asciutto il territorio. Mentre l’abbassamento del suolo in superficie è un dato tristemente noto e osservabile, la sua declinazione nei corpi idrici rappresenta la faccia meno visibile, ma strutturalmente più critica, dell’eredità lasciata dalle estrazioni di gas metano. Il lento e costante deterioramento delle sezioni dei corsi d’acqua, i disallineamenti dei fondali e la modifica delle pendenze non sono semplici
variazioni morfologiche, ma rappresentano potenziali cause di allagamenti, cedimenti di sponde e manufatti per un sistema che vive di calcoli millimetrici. In un territorio dove le pendenze dei canali lunghi diversi chilometri sono progettate con estrema precisione per garantire il deflusso rapido delle acque, ogni minimo cambiamento strutturale riverbera i suoi effetti su distanze enormi, rischiando di paralizzare la rete idraulica di vitale importanza per la sicurezza del Delta. Per anni, il contrasto a questa deriva è stato sostenuto dai fondi della Legge 205/2017, che tra il 2018 e il 2024 ha garantito e consentito al Consorzio di Bonifica Delta del Po interventi per complessivi 4,1 milioni di euro. Questi finanziamenti, tradotti in investimenti annuali da 600.000 euro, hanno permesso di intervenire su snodi cruciali su tutte le unità terri-
toriali del comprensorio, mettendo mano - e soprattutto escavatori - a decine di chilometri di canali, oltre che su impianti idrovori e manufatti di regolazione.
Tuttavia, con l’esaurimento delle annualità, il 2025 segna un punto di rottura drammatico. “In assenza di rifinanziamento statale, il Consorzio di Bonifica Delta del Po, per proseguire nel risanamento della rete idraulica, è stato costretto a stanziare direttamente 400.000 euro di tasca propria, è il valore delle annualità previste dalla legge 205/2017, al netto dei costi di iva e gestione – spiega la presidente del Consorzio di Bonifica Virginia Taschini - Si tratta di cifre che gravano direttamente sui consorziati per riparare un danno derivante dal passato ma i cui effetti sono ancora in corso.”
Decine di interventi dell’ente consortile hanno consentito di mettere
Il Polesine diventa set cinematografico per “Astrea”
Il Delta del Po torna a trasformarsi in un grande set cinematografico a cielo aperto. Tra argini, valli, canneti e distese d’acqua si stanno svolgendo in questi giorni le riprese di “Astrea”, il nuovo film del regista Davide Manuli, autore tra i più originali e visionari del cinema d’autore contemporaneo. Dopo anni dall’uscita del suo ultimo lavoro, La leggenda di Kaspar Hauser, Manuli torna dietro la macchina da presa con un progetto che promette di fondere cinema sperimentale, suggestioni filosofiche e atmosfere fantascientifiche. Il film è girato interamente in pellicola e si sviluppa come un surreale walk-movie, un
viaggio narrativo in cui i personaggi attraversano spazi e paesaggi che diventano parte integrante della storia. Il regista si ispira alle atmosfere distopiche e cult dei film di fantascienza degli anni Settanta, ma con una chiave originale: nel mondo di Astrea il futuro non è dominato dalla tecnologia, bensì da simboli, visioni e scenari naturali che assumono un valore quasi metafisico. Ed è proprio per questa ragione che la produzione ha scelto il Delta del Po, uno dei territori più suggestivi e misteriosi d’Italia. Qui la natura disegna paesaggi che sembrano appartenere a un’altra dimensione: orizzonti bassi, nebbie improvvise, acqua e terra che
si intrecciano creando scenografie naturali perfette per un racconto cinematografico sospeso tra realtà e immaginazione. Il film è prodotto dalla casa di produzione italiana Dugong Films, nota per progetti cinematografici che esplorano nuovi linguaggi artistici. La realizzazione è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto – PR FESR Veneto 2021-2027 e dalla Regione Emilia-Romagna attraverso EmiliaRomagna Film Commission. Nel cast figurano due protagoniste femminili: Aomi Muyock, che interpreta Astrea, e Agnese Claisse nel ruolo di Atena. Accanto a loro un gruppo di attori di grande esperienza e sensi-
mano a molti dei principali canali del comprensorio; la rete di scolo è però costituita da 607 km di scolo e, sebbene non tutti presentino criticità, il lavoro da svolgere a causa della subsidenza è ancora enorme.
“Con un bilancio consortile di circa 9,5 milioni di euro, già eroso da 3 milioni di costi energetici, il peso di questi interventi sottrae risorse vitali ad altri interventi fondamentali in epoca di cambiamento climatico
– continua Taschini - . In mancanza di un rifinanziamento governativo, anche il bilancio previsionale 2026 dovrà farsi carico di tale onere. Di fronte alle ipotesi di riavvio delle trivellazioni, che ci vede contrari, ribadiamo la necessità di compensazioni certe per un’attività di difesa del suolo che non può essere rinviata, pena la vulnerabilità dell’intero ecosistema.”
Guendalina Ferro
bilità artistica come Silvia Calderoni, Tommaso Ragno, Federica Fracassi e Antonio Bannò. La fotografia è affidata a Massimiliano Kuveiller, mentre i costumi portano la firma di Andrea Cavalletto. La colonna sonora sarà caratterizzata da una forte impronta elettronica: le musiche originali techno sono infatti firmate dal producer Fabio Sisti, conosciuto nel panorama musicale come Produkkt. Dopo le riprese nel Delta del Po, il set si sposterà nell’Appennino Reggiano, dove il film verrà completato tra gli spettacolari Gessi Triassici dell’Alta Val Secchia, un paesaggio geologico unico che farà da cornice alla parte finale del racconto. (g.f.)
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Nasce a Padova il “Negozio delle Idee”: inaugurazione il 18 aprile
Un appuntamento centrale sarà il realizzato in coll’Istituto di Istruzione
Superiore Giovanni Valle
UVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
. Il concorso, aperto a tutti i cittadini dai 14 ai 99 anni, intende valorizzare e reinterpretare il patrimonio urbano, artistico e architettonico della , dai murales alle Ville Liberty, passando per le trasformazioni urbane e le relazioni sociali che caratterizzano i quartieri di Borgomagno, Isola di Torre, Mortise, Sacro Cuore, Ar-
il mosso dal va, pensato per rivitalizzare una zona urbana oggi poco valorizzata e offrire alla comunità un punto di incontro, scambio culturale e confronto creativo.
Ogni partecipante può inviare fino a tre fotografie, sia in formato cartaceo (30x40 cm) sia digitale (JPEG), con l’indicazione del nome dell’autore e della localizzazione dello scatto. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti tre esposte in mostra pubblica presso il creduto nel progetto e nella sua capacità
Uno spazio creativo e culturale all’Arcella per valorizzare il quartiere, coinvolgere cittadini, artisti e associazioni locali
L’idea nasce dall’esperienza diretta del fondatore, tato come l’iniziativa sia stata motivata dal desiderio di ridare vita alla San Carlo, merciale ormai parzialmente dismesso.
“L’obiettivo re gli spazi sfitti e degradati, trasformandoli in un punto di riferimento culturale per il quartiere. Vogliamo creare un centro socio-culturale aperto a tutti, dove cittadini, associazioni e artisti possano sperimentare, esporre e confrontarsi”.
L’APP
Il progetto del Negozio delle Idee prevede non solo uno spazio espositivo, ma anche un calendario di iniziative culturali e artistiche: mostre di pittura, lavori di ceramisti e vetrai locali, presentazioni di libri, incontri scientifici e astronomici. Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alle nuove generazioni, con laboratori e attività volte a stimolare creatività, partecipazione e senso civico.
LABORATORIO ECOURBANO PADOVA
Galleria San Carlo - Arcella Padova
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I
n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti. La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
a rischio
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
I
l Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Via Giuseppe Mazzini, 169
portoviro@enaip.veneto.it
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Elisa Venturini
L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
Per molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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C’è chi sceglie gli infissi sfogliando un catalogo, magari online, guar-
fatta si nasconde molto di più: il comfort di casa propria, la bolletta del gas che non diventa insostenibile d’inverno, il silenzio che ti protegge dai rumori della strada, la sicurezza di dormire tranquilli. Per chi abita in Veneto, dove le nebbie invernali si alternano alle estati afose e dove la casa resta ancora un valore centrale, la scelta dei serramenti non è mai una questione secondaria. Ed è proprio in questo contesto che opera da anni Falegnameria Minorello, realtà artigiana con sede a Codevigo, nel Padovano, specializzata nella progettazione, realizzazione e installazione di serramenti su misura in legno, legno alluminio e PVC. Un’azienda che ha fatto della personalizzazione e della qualità italiana il proprio marchio di fabbrica, accompagnando privati e imprese nella scelta di infissi pensati per durare nel tempo e per valorizzare davvero gli spazi in cui viviamo e lavoriamo.
Quello che distingue Minorello da tante altre realtà del settore è l’approccio: qui non si vende un prodotto standard, ma si costruisce una soluzione. Ogni serramento nasce da un progetto che parte dalle misure
stesso vale per il comfort acustico, soprattutto per chi vive in zone trafficate o vicino a strade provinciali. Minorello lavora con materiali di qualità, selezionati per garantire durata e prestazioni nel tempo, e punta su un dialogo diretto con il cliente. Chi entra nello showroom di Codevigo trova professionisti pronti a rispondere a ogni domanda, a mostrare campioni, a spiegare pro e contro di ogni soluzione. Il preventivo viene preparato in modo chiaro e trasparente, senza costi nascosti o sorprese dell’ultimo minuto. È un approccio che sa di altri tempi, quello del rapporto diretto tra artigiano e cliente, ma che oggi fa ancora più la differenza in un mercato spesso dominato da grandi catene e vendite online impersonali. C’è poi un altro aspetto che merita attenzione: la sostenibilità. Minorello utilizza legno certifi cato e materiali scelti con cura, e i processi di lavorazione sono attenti all’impatto ambientale. Non si tratta di greenwashing, ma di una scelta concreta che rifl ette una visione di lungo periodo: produrre serramenti che durino davvero, che non debbano essere sostituiti dopo pochi anni, che richiedano poca manutenzione. È una forma di rispetto verso il cliente e verso l’ambiente, un modo di lavorare che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione artigiana veneta. Per chi vive tra Padova, Piove di Sacco, Chioggia e zone limitrofe, Falegnameria Minorello rappresenta un punto di riferimento solido: un’azienda che unisce esperienza, competenza tecnica e un rapporto umano che nel settore non è più così scontato. Ogni serramento che esce dal laboratorio di Codevigo è una promessa di qualità, effi cienza e bellezza, pensata per
deve sostituire gli infissi di casa: con i costi dell’energia sempre più alti, una finestra che isola bene può fare davvero la differenza in bolletta. E lo
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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
“SVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
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La nomina. Iniziato il mandato del nuovo direttore generale, valorizzazione del personale e qualità dei servizi al centro
Mauro Filippi nuovo direttore generale dell’Ulss 5 Polesana:
«Le persone sono la nostra risorsa più importante»
Il nuovo direttore Filippi avvia il suo incarico valorizzando professionisti e rafforzando il dialogo con il territorio
Èiniziato ufficialmente il mandato di Mauro Filippi come nuovo direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, incarico che segna l’avvio di una nuova fase per l’azienda sanitaria del territorio rodigino.
Filippi, che proviene dall’esperienza alla guida dell’Ulss 4 Veneto Orientale, si è insediato nei giorni scorsi e ha subito avviato una serie di incontri con i professionisti dell’azienda, a partire dai direttori di struttura, dai responsabili e dai coordinatori dei servizi sanitari e amministrativi.
Nel primo confronto con il personale, il nuovo direttore generale ha voluto mettere al centro il valore delle persone che ogni giorno operano all’interno della sanità polesana.
«La nostra risorsa più importante siete voi – ha sottolineato – i professionisti che, prima di ogni cosa, fanno la sanità. Lavoreremo insieme ai partner del territorio, dalle amministrazioni comunali al terzo settore e al volontariato, con l’obiettivo di garantire
risposte sempre più efficaci ai cittadini che si rivolgono a noi in momenti di bisogno».
Il nuovo direttore ha evidenziato come l’Ulss 5 rappresenti una realtà solida e con grandi potenzialità di sviluppo, sottolineando l’importanza di consolidare la qualità dei servizi offerti alla comunità.
«Il contesto è importante – ha spiegato Filippi –perché questa è un’azienda forte. Dobbiamo lavorare insieme, con attenzione alle persone ma anche ripensando l’organizzazione, sfruttando al meglio le nuove tecnologie e le opportunità che queste possono offrire».
Tra le priorità indicate dal direttore generale vi sono anche il rafforzamento del benessere organizzativo e la valorizzazione del personale, elementi ritenuti fondamentali per affrontare le sfide della sanità contemporanea.
«Siamo tutti coinvolti – ha aggiunto – nel trattenere i nostri professionisti e nel reclutare nuovi talenti, creando un ambiente di lavoro motivante, dove l’at-
Al via l’ampliamento del parcheggio della Cittadella socio sanitaria
A partire da sabato 8 marzo ha preso ufficialmente il via il cantiere per l’ampliamento e la riqualificazione del parcheggio della Cittadella socio sanitaria di Rovigo. L’intervento, promosso da Azienda ULSS 5 Polesana, rappresenta un tassello strategico nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale, in vista dell’attivazione della nuova Casa della Comunità.
L’obiettivo è chiaro: rendere più agevole l’accesso ai servizi per cittadini, operatori e utenti fragili, in un polo che si candida a diventare sempre più centrale nel nuovo modello organizzativo previsto dal PNRR. La Casa della Comunità, infatti, sarà il fulcro dell’assistenza di prossimità, integrando prestazioni sanitarie e socio-sanitarie in un’unica sede facilmente raggiungibile.
Il progetto prevede la realizzazione di circa 150 nuovi posti auto, una zona di sosta dedicata alle ambulanze e una nuova piazzetta di ingresso alla Casa della Comunità, arricchita da arredi urbani. Sarà inoltre creata un’area “drop-off” per consentire l’accompagnamento in sicurezza di persone con mobilità ridotta o condizioni di particolare fragilità. Parallelamente, è previsto l’efficientamento dell’illuminazione, con un miglioramento complessivo della sicurezza e della qualità degli spazi esterni. Grande attenzione alla sostenibilità ambientale.
Le nuove superfici saranno realizzate con materiali drenanti, in grado di garantire la permeabilità del suolo e una gestione più efficace delle acque meteoriche. Inoltre, nel rispetto del regolamento comunale, ogni albero eventualmente rimosso
tenzione alla persona e ai bisogni dei cittadini rimanga sempre al centro».
Nei primi giorni di incarico Filippi ha inoltre avviato una fase di conoscenza diretta del territorio e delle strutture aziendali, visitando gli ospedali dell’Ulss 5 e incontrando medici, infermieri, personale amministrativo e operatori sanitari impegnati quotidianamente nell’assistenza.
sarà ripiantato all’interno dell’area della Cittadella, salvaguardando e sviluppando il patrimonio verde esistente.
L’investimento complessivo ammonta a 640 mila euro, interamente finanziati attraverso il Fondo Sanitario Regionale. Il contratto di appalto è stato sottoscritto il 24 febbraio 2026 e l’avvio dei lavori è iniziato per l’8 marzo.
L’opera si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione dei servizi territoriali, che prevede anche il trasferimento del Centro Prelievi dell’ospedale di Rovigo al piano terra del blocco C della Cittadella, per favorire un accesso più diretto e integrato.
«Con questo intervento continuiamo a investire concretamente nello sviluppo della sanità territoriale polesana – sottolinea il Direttore Generale uscente dell’Ulss 5, Pietro Girardi –. L’ampliamento e la riqualificazione degli spazi di accesso rappresentano un elemento essenziale per garantire
Un percorso che punta a costruire un dialogo diretto con tutte le componenti dell’azienda e a condividere fin da subito le priorità future della sanità polesana. L’intera comunità aziendale ha rivolto al nuovo direttore generale un caloroso benvenuto e gli auguri di buon lavoro, nella convinzione che la collaborazione e il lavoro di squadra possano continuare a rafforzare la qualità dei servizi sanitari offerti al territorio.
servizi più vicini e funzionali ai cittadini. Le nuove infrastrutture accompagneranno l’avvio della Casa della Comunità, migliorando l’accoglienza e l’esperienza di cura, nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità».
Rovigo
Il programma. Approvato il documento attuativo 2026: risorse e strategie per rafforzare il welfare locale
Polesine, approvato il Piano di Zona 2026: 7,5 milioni di euro per rafforzare i servizi sociali
Il territorio polesano si prepara a potenziare i servizi sociali e socio-sanitari grazie al Documento Attuativo Annuale 2026 del Piano di Zona 20232025, prorogato dalla Regione Veneto anche per il prossimo anno. Il documento, approvato nei giorni scorsi dagli organismi istituzionali locali e recepito con delibera del Direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, è stato ora trasmesso alla Regione per il visto di congruità.
Il Piano di Zona rappresenta lo strumento principale attraverso cui Comuni e Azienda sanitaria programmano insieme le politiche sociali e sociosanitarie del territorio, partendo dall’analisi dei bisogni reali della popolazione. Il documento nasce dal lavoro dei Tavoli Tematici, articolati per ambiti di intervento e composti da rappresentanti di enti pubblici, istituzioni e realtà del Terzo Settore. A questi si affianca il ruolo dei Comitati dei Sindaci dei Distretti 1 e 2, che contribuiscono a garantire una governance condivisa e partecipata delle politiche sociali.
La programmazione per il 2026 si inserisce in un contesto demografico complesso. Nel Polesine la popolazione è progressivamente più anziana, la densità abitativa è bassa e molti Comuni sono di piccole dimensioni. Una configurazio-
ne territoriale che rende indispensabile rafforzare servizi di prossimità accessibili e integrati. Proprio per rispondere a queste trasformazioni sociali il Piano prevede un significativo potenziamento del servizio sociale professionale, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico delle persone e garantire interventi tempestivi e personalizzati. Grande attenzione è riservata agli anziani, in particolare a quelli non autosufficienti. Il programma punta a rafforzare i percorsi di assistenza domiciliare, i progetti per l’autonomia e le iniziative dedicate all’invecchiamento attivo. Parallelamente saranno sviluppati servizi di sollievo per le famiglie che assistono persone affette da demenza o da patologie neurodegenerative.
Un altro capitolo importante riguarda le famiglie e i minori. Il Piano prevede interventi di prevenzione e promozione del benessere, azioni di sostegno alla genitorialità, l’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia e progetti mirati a supportare minori e adolescenti in situazioni di vulnerabilità sociale o con background migratorio.
Spazio rilevante è dedicato anche alle persone con disabilità, con iniziative orientate a favorire l’inclusione scolastica, abitativa e lavorativa. In questo am-
bito viene rafforzato anche il sostegno ai caregiver familiari, riconosciuti come una componente fondamentale del sistema di cura.
Proseguono inoltre le azioni legate alla salute mentale e alle dipendenze, con interventi che puntano sulla prevenzione, sulla riabilitazione e sul reinserimento sociale delle persone, valorizzando la collaborazione tra servizi sanitari, servizi sociali e realtà del Terzo Settore.
Tra le priorità individuate vi è anche il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il Piano prevede il potenziamento del segretariato sociale, degli sportelli di ascolto e dei percorsi di accompagnamento per le persone in condizioni di grave marginalità, comprese quelle senza dimora. Centrale resta anche il tema delle dimissioni protette dagli ospedali, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e prevenire situazioni di isolamento o ricoveri impropri. Nel complesso il Piano di Zona 2026 mobilita risorse per circa 7,5 milioni di euro provenienti da diversi canali di finanziamento: fondi europei, tra cui le risorse del PNRR, fondi nazionali come il Fondo nazionale politiche sociali, il Fondo per la non autosufficienza e la quota servizi del Fondo povertà, oltre a fondi regionali e comunali. Un investimento significativo che
punta a rafforzare il welfare territoriale e a costruire risposte sempre più integrate ai bisogni della comunità. «Il Piano di Zona rappresenta uno strumento fondamentale per costruire un welfare di comunità vicino alle persone e capace di intercettare precocemente i bisogni sociali e sanitari – commenta il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Mauro
Filippi –. L’approvazione del documento attuativo 2026 conferma la forte collaborazione tra Azienda Ulss, Comuni e Terzo Settore e testimonia la volontà di rafforzare una rete territoriale capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore fragilità, supportando famiglie, anziani e comunità locali con interventi concreti e sostenibili nel tempo».
Formazione. Incontri nelle scuole del territorio per spiegare ai ragazzi come diventare infermieri e lavorare in sanità
Gli infermieri entrano nelle scuole del Polesine per raccontare ai ragazzi una professione che cambia
ortare la sanità tra i banchi di scuola per aiutare i giovani a orientarsi nel proprio futuro. È questo l’obiettivo del progetto promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Rovigo, che da gennaio sta incontrando gli studenti delle scuole superiori del Polesine per far conoscere da vicino il mestiere dell’infermiere.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Azienda Ulss 5 Polesana e con i corsi di laurea in Infermieristica di Adria e Rovigo, punta a spiegare ai ragazzi come si diventa infermieri, quali studi universitari sono necessari e quali sbocchi professionali offre oggi il settore sanitario, in continua evoluzione anche in Veneto.
A coordinare il progetto per l’Ordine provinciale sono la consigliera Marta Zanin e la presidente della Commissione Albo Elisa Dino; per l’Ulss 5 il riferimento è la Direzione delle Professioni Sanitarie. Agli incontri partecipano infermieri in servizio, tutor universitari e studenti già iscritti al corso di laurea, che raccontano in prima persona la propria esperienza tra corsie, tirocini e lezioni.
Finora sono stati quattro gli appuntamenti organizzati nelle scuole del territorio rodigino. Il primo si è svolto con le classi quinte dell’Istituto “De Amicis” di Rovigo. A segui-
dal 1969 al vostro servizio
re, l’incontro all’Istituto “Primo Levi” di Badia Polesine. A febbraio è stata la volta dell’istituto “Veronese-Marconi” di Cavarzere, mentre il 25 febbraio il progetto ha fatto tappa al liceo “Bocchi-Galileo” di Adria. In quest’ultimo appuntamento erano presenti anche rappresentanti dell’OPI di Ferrara e uno studente del corso di laurea in Medicina dell’Università degli Studi di Ferrara. «La presenza di infermieri all’interno degli istituti scolastici – afferma Marco Emanuele, vice presidente dell’OPI – è molto importante per far comprendere ai giovani la complessità di una professione che si sta modificando e sta crescendo». Un mestiere che negli ultimi anni ha visto aumentare competenze e responsabilità, anche grazie all’introduzione di nuovi percorsi di laurea magistrale. In Italia sono oltre 460 mila gli infermieri iscritti agli Ordini professionali. Il percorso di orientamento non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è previsto per aprile, quando i corsi di laurea di Adria e Rovigo parteciperanno all’evento “MiOriento” all’istituto “Cipriani-Colombo” di Adria, proseguendo il dialogo con gli studenti del territorio tra Rovigo, Adria e il resto del Polesine.
PORTO VIRO
Centro Sollievo: un nuovo spazio dedicato alle famiglie e alle persone con Alzheimer
Lunedì 23 febbraio la Sala Civica Ex Macello ospiterà la presentazione del servizio di Officine Sociali, pensato per offrire sostegno concreto ai caregiver e momenti di stimolo cognitivo per chi soffre di decadimento mentale
Porto Viro si prepara a un nuovo passo concreto nel sostegno alle persone fragili e alle loro famiglie. Lunedì 23 febbraio 2026, alle 20.45, la Sala Civica – Ex Macello ospiterà la presentazione ufficiale del Centro Sollievo, il nuovo spazio di Officine Sociali pensato per chi convive con Alzheimer o altre forme di decadimento cognitivo.
Il Centro Sollievo va ad aggiungersi alla rete di servizi già presenti nel Delta del Po, con sedi a Adria, Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, rafforzando la presenza di Officine Sociali APS come punto di riferimento per le famiglie del territorio.
L’obiettivo è creare un luogo accogliente dove chi soffre di decadimento mentale possa trascorrere momenti di stimolo, socialità e relazione, mentre i caregiver ri-
cevono supporto qualificato e qualche ora di sollievo dalla gestione quotidiana della cura.
“I Centri Sollievo non sono solo un servizio, ma un presidio di comunità contro l’isolamento. Stimolare la memoria, mantenere vive le relazioni e sostenere le famiglie significa combattere l’Alzheimer ogni giorno, con professionalità e umanità”, sottolinea Marinella Mantovani, presidente di Officine Sociali. La serata di presentazione vedrà la partecipazione del Sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, dell’Assessore ai Servizi Sociali Giovanni Siviero, della presidente Mantovani, della geriatra Laura Rossi dell’Ulss 5 e di Don Carlo Beorchia dell’Oratorio Salesiano San Giusto, che ha messo a disposizione i locali per il progetto. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà locali e vuole essere un segno tangibile di comunità: un luogo dove la fragilità non viene nascosta, ma accompagnata con rispetto, competenza e umanità. La cittadinanza è invitata a partecipare
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