a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina. E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.
E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.
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Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale
Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico
STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER IL VENETO: “ATTENZIONE
AL SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”
La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”
Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli
SUPERMARECROSS 2026, ROSOLINA APRE LA STAGIONE TRICOLORE
Il 14 e 15 febbraio torna l’ottava edizione ospita due tappe degli Internazionali d’Italia FMI e inaugura ufficialmente la stagione agonistica 2026
A Porto Tolle sono stati investiti ingenti fondi in servizi scolastici, cultura, sport, politiche giovanili e inclusione sociale
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.
Tre,
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Chiude la cartiera di Loreo
La Cartiera del Polesine ha avviato la procedura di licenziamento collettivo che interesserà 22 dipendenti dello stabilimento di Loreo. La comunicazione è stata inviata tramite Confindustria alla Direzione Lavoro della Regione Veneto, a Veneto Lavoro e ai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom. Lo stabilimento di Loreo, acquisito dalla famiglia Scantamburlo nel 1986, produce carte riciclate per il packaging, utilizzando carta da macero proveniente dalla raccolta differenziata domestica e commerciale. La decisione di ridimensionare l’attività di produzione delle cartiere, fa seguito alle difficoltà del 2025 e degli esercizi precedenti, con perdite di bilancio. L’azienda ha evidenziato come principali cause: la forte crisi internazionale del settore; il rallentamento dell’economia mondiale legato ai conflitti Russia/Ucraina, Israele/Palestina, USA/ Iran; la crescente concorrenza multinazionale sui mercati nazionali e esteri; l’aumento abnorme dei costi di energia e gas. L’insieme di questi fattori ha determinato una situazione aggravante di crisi per l’intero mercato di riferimento. A gennaio 2026, tutto il personale in forza nell’unità produttiva di Loreo sarà trasferito nello stabilimento di Adria. Per il personale turnista, a partire indicativamente da marzo/aprile 2026, sarà introdotto un orario a ciclo continuo di 7 giorni su 7, in 3 turni da 8 ore ciascuno, pari a 37 ore e 20 minuti retribuite come 40 ore con il sistema 6/3. Restano non maturati 16 giorni di riposo retribuito, inclusi quelli sostitutivi delle festività infrasettimanali abolite. Al termine della procedura prevista dalla legge n. 223/91, saranno licenziati 22 dipendenti, di cui 20 operai e 2 impiegati, su un totale di 170 lavoratori. Guendalina Ferro
Tutto il personale sarà trasferito nello stabilimento di Adria
Morire di lavoro non è fatalità
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.
Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita.
Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.
L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide
Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”
N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-
ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.
La legislatura si è aperta con la
ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?
Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-
parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?
Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.
In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?
In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche
dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.
A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-
di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?
La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle
Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.
Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?
Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-
cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?
Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma
prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.
L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.
Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?
Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un
tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.
Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?
In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.
Nicola Stievano
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione
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Porto Tolle, il bilancio illustrato dall’assessore Silvia Boscolo
U n impegno economico significativo concentrato su istruzione, servizi sociali, cultura, politiche giovanili e sport. È questo il quadro che emerge dal bilancio tracciato dall’assessore alla cultura, alle pari opportunità, alle politiche giovanili, allo sport e ai servizi sociali e inclusione, Silvia Boscolo, sulle principali voci di spesa relative alle deleghe di sua competenza, finanziate e attuate nel corso del 2025. Tra le voci più rilevanti figurano i servizi scolastici, che rappresentano una priorità per l’ente. Per la ristorazione scolastica sono stati impegnati circa 250 mila euro, mentre il trasporto scolastico ha comportato una spesa di circa 280 mila. (Entrambe le cifre non comprendono il mese di dicembre 2025). Alla gestione dell’asilo nido sono stati destinati circa 195 mila euro, a conferma dell’attenzione ai servizi per la prima infanzia. Sul fronte culturale, il Comune ha investito 117.068,76 euro per la gestione di biblioteca,
sala della musica e museo, affiancati da 32.224 euro per la rassegna teatrale primaverile e gli spettacoli culturali. A queste si aggiungono iniziative mirate come il progetto “In gioco per crescere” (2.000 euro), il progetto lettura scuole e biblioteca (17.147 euro) e il contributo ad Asolo Musica per il concerto Organi (900 euro).
Importanti anche gli investimenti nel sociale: 97mila euro per le rette di ricovero, 19mila euro per le rette di comunità terapeutica, 19.200 euro di contributi a istituzioni per i servizi sociali e 45.000 euro destinati direttamente a soggetti e nuclei fragili. A questi si sommano circa 5mila euro per il progetto Famiglie fragili e 5.425 euro. Particolare attenzione è stata riservata ai giovani e allo sport, con 20.000 euro stanziati per le politiche giovanili – “Parola ai giovani” e 10.000 euro di contributi allo sport. Il servizio di accompagnamento sullo scuolabus ha comportato una spesa di circa 11 mila euro.
Capitolo a parte per l’animazione estiva, per la quale il Comune ha investito 13mila euro tramite concessione, affiancando l’iniziativa con 1.000 euro di contributi alle quattro parrocchie che hanno attivato i centri estivi sul territorio. “Accanto agli investimenti economici – sottolinea l’assessore Boscolo – abbiamo lavorato molto anche sugli strumenti di partecipazione e organizzazione”. In questo senso rientra la sistemazione dei regolamenti per le attività economiche, il rafforzamento della Consulta del volontariato e della Commissione per le pari opportunità, strumenti che consentono una gestione più ordinata e trasparente delle associazioni. Grande attenzione anche alla partecipazione dei più giovani: “Abbiamo istituito il Consiglio comunale dei ragazzi – spiega Boscolo – e insieme a studenti e docenti siamo stati in visita al Senato. Il mandato dei ragazzi durerà per l’intero anno scolastico e in questo periodo i ragazzi dovranno elabo-
rare una proposta concreta da portare all’attenzione del Consiglio comunale”. Sul fronte dell’istruzione, l’amministrazione ha inoltre potenziato l’offerta scolastica con l’istituzione dell’Istituto Omnicomprensivo, che riunisce scuole dall’infanzia alle superiori, e ha promosso progetti educativi rivolti agli alunni dalla quarta elementare alle scuole medie, con l’obiettivo di rafforzare competenze, inclusione e cittadinanza attiva.
Guendalina
Ferro
Taglio di Po: oltre 5 milioni per investimenti su sociale, scuole e viabilità
Il Consiglio comunale ha approvato a larga maggioranza il bilancio di previsione 2026, al termine di una seduta caratterizzata da un ampio dibattito. Il documento, illustrato dall’assessore al bilancio Renato Pregnolato, si inserisce in un contesto economico complesso, segnato dalla riduzione delle risorse nazionali destinate agli enti locali e dal conseguente restringimento dei margini di manovra per i Comuni. Nonostante le difficoltà, l’amministrazione ha confermato la scelta di non aumentare la tassazione locale e di mantenere invariata la rete dei servizi, concentrando le risor-
se disponibili su welfare, sostegno sociale e tutela delle fasce più fragili della popolazione. Particolare attenzione è riservata a giovani, sport, istruzione e patrimonio culturale. Sul fronte degli investimenti, il bilancio prevede uno stanziamento complessivo superiore ai 5 milioni di euro. Le risorse saranno destinate in primo luogo alla riqualificazione di plessi scolastici, tra cui le scuole Pascoli e Maestri di via Manzoni, attualmente interessate da lavori di contenimento strutturale. È inoltre previsto un investimento di 1 milione di euro per la realizzazione di una rotatoria tra via San
Basilio e la provinciale 46. Altri interventi riguardano l’efficientamento energetico degli edifici comunali, con particolare riferimento alla palestra “Luciano Zanella”, e l’acquisto di nuovi mezzi per la protezione civile, grazie anche a contributi regionali. Il bilancio prevede inoltre la riqualificazione di aree urbane degradate e il recupero di edifici dismessi, da destinare a nuovi spazi di aggregazione. “Pur con risorse limitate – ha sottolineato l’assessore Pregnolato – l’amministrazione guarda con fiducia al futuro del territorio, puntando su interventi concreti e sostenibili”. (s.b.)
Silvia Boscolo
Tempo di bilanci/2. Dai contributi alle famiglie ai servizi educativi, passando per casa e progettualità di area vasta
Rosolina 2025: sostegni concreti e famiglie,anziani e diritto alla casa
Dicembre, mese di bilanci e di uno sguardo complessivo sul lavoro svolto nel corso dell’anno, è il momento in cui l’amministrazione comunale analizza obiettivi, criticità e interventi portati avanti. Per quanto riguarda il settore delle politiche sociali, educative e abitative, il quadro è chiaro: il 2025 è stato un anno intenso, coordinato dall’assessore Sara Biondi, che ha operato all’interno delle deleghe ai Servizi Sociali e alla Scuola, con una programmazione strutturata e interventi puntuali sul territorio. Il Comune ha lavorato nel contesto del Bilancio di previsione 20252027, con risorse destinate alle politiche sociali provenienti sia da fondi propri sia da contributi regionali e nazionali. La programmazione si è sviluppata lungo alcune linee portanti: sostegni economici alle famiglie e agli anziani soli, agevolazioni scolastiche, interventi per il diritto alla casa, oltre all’adesione e alla gestione di progettualità di area vasta.
“Nel corso del 2025 - rende noto l’assessore Sara Biondi - abbiamo stanziato circa 31.000 euro per famiglie e anziani soli, destinati a spese di bollette, affitti, generi alimentari e necessità sanitarie. Sono state concesse esenzioni dal pagamento della mensa e del trasporto
scolastico a famiglie con minori difficoltà economiche, misura che rientra a pieno titolo tra i sostegni sociali”. Per l’anno 2025/2026, il Comune ha inoltre confermato la copertura totale dei trasporti per gite scolastiche, uscite didattiche, attività educative integrative e centri estivi, considerati parte integrante della spesa sociale/educativa per garantire pari opportunità a tutti gli studenti.
L’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Rosolina, sotto il coordinamento dell’assessorato, ha offerto supporto ai cittadini nella presentazione delle domande degli alloggi ERP, confermando il ruolo del Comune come presidio sociale per chi vive situazioni di disagio abitativo. “Nel corso dell’anno abbiamo assegnato quattro alloggi ERP” - ha annunciato l’assessore Biondi -. Rosolina nel 2025 è stata inoltre coinvolta in progettualità più ampie, collegate alle politiche di coesione e alla strategia per le aree interne, che portano risorse per servizi educativi, contrasto alla povertà e rafforzamento della comunità locale. In molti casi il Comune ha ricoperto il ruolo di capofila o ente gestore, con responsabilità amministrative e sociali nella gestione dei fondi regionali e ministeriali. Nel complesso,
il 2025 ha visto Rosolina sostenere famiglie e anziani con contributi diretti, garantire il diritto allo studio con esenzioni, il trasporto scolastico e la copertura delle uscite educative.
A chiudere il bilancio di fine anno sono le parole dell’assessore Sara Biondi: “Il nostro impegno come amministrazione e il mio personale impegno come assessore, non si esaurisce nei numeri o negli atti amministrativi: dietro ogni contributo, ogni agevolazione, ogni servizio c’è una persona, una famiglia, una storia di fragilità ma anche di coraggio. Il 2025 è stato un anno intenso, ma ci ha ricordato che una comunità è davvero tale solo quando sa tendere la mano a chi fa più fatica. Continueremo a lavorare con dedizione, ascolto e responsabilità, perché Rosolina resti un luogo in cui ci si sente protetti, sostenuti e mai soli”.
Guendalina Ferro
Porto Viro, sette mesi tra progetti per la sicurezza
Dopo sette mesi dall’insediamento, il sindaco di Porto Viro traccia un primo bilancio dell’attività amministrativa, sottolineando l’intensità del lavoro svolto ma anche l’incertezza che ha accompagnato questi mesi. “Sono stati mesi impegnativi, affrontati con passione e dedizione – ha spiegato il primo cittadino – ma non posso nascondere che abbiamo operato con una vera e propria spada di Damocle sulla testa”. Il riferimento è alla vicenda giudiziaria legata al ricorso elettorale: il 29 gennaio è infatti attesa la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, dopo i ricorsi presentati da chi era risultato sconfitto alle elezioni dello scorso 25 e 26 maggio. Guardando al 2026, il sindaco ha comunque indicato obiettivi chiari per il futuro della
città. Tra le priorità figura il potenziamento della sicurezza, con l’ampliamento del corpo di poli-
zia locale: “Sono previste quattro nuove assunzioni, perché Porto Viro merita maggiore controllo e maggiore tutela del territorio”. Sul fronte dei servizi alle famiglie, è prevista l’ultimazione dell’asilo
nido delle Fornaci, considerato un servizio fondamentale per i nuclei più giovani. Attenzione anche allo sport, con l’impegno dell’amministrazione a reperire ulteriori risorse per rendere possibile la riapertura della piscina comunale. “Serviranno fondi e anche un po’ di coraggio”, ha ammesso il sindaco. Tra gli interventi programmati anche il completamento e l’inaugurazione della nuova sede comunale in località Olanda. Ma l’obiettivo definito “più grande” resta quello della sicurezza stradale. “Stiamo lavorando per asfaltare e mettere in sicurezza il maggior numero possibile di strade – ha spiegato –. Le risorse sono limitate, ma stiamo cercando bandi e finanziamenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini”. (s.b.)
Per l’assessore Sara Biondi il 2025 è stato un anno di welfare vicino alle persone, tra aiuti a famiglie e anziani, agevolazioni scolastiche e un forte impegno sul fronte casa e comunità
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Comune di Porto Viro
Cari Concittadini,
l’anno 2025 è passato ed è tempo per un primo bilancio sulla nostra esperienza di Amministratori della Città. Sono passati solo sette mesi dal nostro insediamento ma, vi assicuro, che sono stati mesi intensi in cui abbiamo lavorato con impegno, passione e dedizione. Abbiamo cercato di ottimizzare al meglio le risorse disponibili, intervenendo
BUON ANNO
dove più c’era bisogno di pulizia, decoro e sicurezza. Non vi nego che stiamo lavorando con una spada di Damocle sulla testa, in quanto il prossimo 29 gennaio ci sarà la sentenza definitiva del Consiglio di Stato del ricorso presentato da chi ha perso le elezioni il 25/26 maggio scorso. Detto questo, guardando il 2026, i nostri obiettivi sono molto chiari:
• nel corso dell’anno verrà ampliato il corpo di Polizia Locale, con quattro nuove unità, perché Porto Viro merita maggiore sicurezza e controllo del territorio;
• verrà ultimato l’asilo nido di Fornaci, un servizio fondamentale per le nostre giovani famiglie;
• completeremo la Cittadella dello Sport;
• cercheremo fondi e bandi per tentare di riaprire o almeno valutare una apertura della nostra piscina (e credeteci serviranno molti soldi);
• verrà ultimata ed inaugurata la sede comunale di Palazzo Arcangeli a Donada.
Il nostro obiettivo più grande ed importante è quello di asfaltare tutte le nostre strade, per mettere in sicurezza la viabilità. Quest’anno abbiamo iniziato, ma purtroppo le risorse sono poche, ma credetemi stiamo lavorando per trovare fondi.
Infine vi auguriamo un anno ricco di soddisfazioni, pieno di salute e che possiate realizzare i vostri obiettivi più grandi. Grazie per il continuo sostegno.
Viva Porto Viro!!!
Cari Concittadini
Giovedì 29 gennaio alle ore 10:00, a Roma, in questo bellissimo palazzo sede del Consiglio di Stato, verrà discusso il secondo ricorso presentato dalla minoranza contro le elezioni comunali svoltesi il 25 e 26 maggio 2025.
Dopo che il TAR ha già rigettato il loro ricorso, la minoranza ha deciso di rivolgersi all’ultimo grado della giustizia amministrativa, proseguendo una battaglia legale che comporta costi: – per il Comune, chiamato a difendersi;
– per noi componenti della Giunta ed il nostro Segretario di Staff, coinvolti personalmente; – e anche per lo Stato, attraverso l’intervento dell’Avvocatura dello Stato a difesa della Prefettura.
Mi auguro che le spese sostenute dalla minoranza siano co-
perte dalle forze politiche che la supportano, perché ogni ricorso ha un impatto anche sulla collettività.
Da parte nostra, ribadiamo con serenità la piena fiducia nella giustizia amministrativa e, come sempre, rispetteremo qualunque decisione verrà assunta dal Consiglio di Stato. Il nostro impegno quotidiano resta quello di lavorare per Porto Viro, con responsabilità e trasparenza.
Viva Porto Viro!!!
Concerto in Chiesa a Scalon
Sabato 3 gennaio nella Chiesa di Scalon si è svolta la 17^ edizione di Note Musicali, organizzata dal Coro Miscellaneous di Porto Viro, che ha registrato un pienone di pubblico. Ospite della serata la Corale Adriese diretta da Massimo Siviero e accompagnata al pianoforte da Giovanna Santoro. Sulla locandina compariva la scritta: “la musica travalica i confini dei sensi e della ragione unendo i cuori”; infatti i protagonisti della serata, due cori molto diversi per genere e repertorio, hanno saputo incantare il pubblico e trasmettere la loro passione per il canto e la musica intesi come linguaggio universale.
Per primo si è esibito il Miscellaneous, diretto da Sara Marafante, accompagnato da Piergiorgio Maccapani al pianoforte e Alessandro Naia alle percussioni, con alcuni brani natalizi e altri dal suo variegato repertorio.
Poi, la Corale Adriese ha interpretato brani classici, religiosi ed arie tratte da opere famose di Verdi e Rossini, alla fine un “Astro del Ciel” a cori uniti coinvolgendo nel canto anche il numeroso pubblico.
Un grazie al padrone di casa Don Gianluca Brisotto, alla presentatrice Greta Frasson, alle autorità presenti: Sindaco Mario Mantovan, Assessore Ivano Vianello e rappresentante ASAC per la provincia di Rovigo Daniele Lucchiari.
L’incasso delle offerte libere è stato interamente devoluto all’Oratorio Salesiano di San Giusto che da sempre mette a disposizione i suoi locali per le prove del Coro Miscellaneous.
Maurizio Zagato
Mario Mantovan Sindaco di Porto Viro
Messaggio
Una serie di lavori pubblici sul tavolo del sindaco Mario Mantovan
Il sindaco Mario Mantovan, eletto a maggio scorso, ha recentemente elencato una serie di lavori pubblici che interesseranno il primo scorcio del suo mandato. Un posto di rilievo è occupato dall’asilo nido comunale: “I lavori procedono e il progetto sta prendendo forma – ha spiegato il primo cittadino – L’area aveva bisogno di manutenzione da anni: alcuni alberi nell’area non erano più compatibili con il progetto o presentavano criticità e sono stati tagliati, garantendo sicurezza e preparando il terreno in modo adeguato per la nuova struttura. L’asilo nido è un grande investimento, un’opera che considero fondamentale per la nostra città: non solo un edificio ma un servizio essenziale per le famiglie, un sostegno concreto ai genitori e un ambiente che accompagna i bambini nei loro primi anni di vita. L’opera sarà completata entro settembre 2026 e consentirà
di raddoppiare la capacità di accoglienza del servizio, offrendo posti a un numero significativamente maggiore di bambini. Investire sui bambini significa investire sull’intera comunità, così come sostenere i giovani genitori, creare servizi moderni e favorire nuove nascite. Il progetto prevede anche nuove aree verdi integrate con la struttura, così da restituire un ambiente armonioso e funzionale ai nostri bimbi”. Aggiornamenti in vista anche sulla viabilità, in particolare riguardo la statale Romea, una delle arterie più trafficate e delicate del nostro territorio. “Uno dei punti centrali del nostro programma elettorale era proprio l’avvio dei lavori per la realizzazione della nuova rotatoria sulla Romea – ha puntualizzato ancora il sindacoIl cantiere oggi è operativo e procede con decisione: al km 69+100 i lavori ANAS stanno avanzando rapidamente per un’opera strate-
gica che attendevamo da tempo: aumenterà in modo sostanziale la sicurezza in un tratto storicamente critico, riducendo drasticamente la velocità degli automobilisti e limitando i rischi del lungo rettilineo; favorirà lo sviluppo della nostra zona industriale, rendendola più accessibile e più attrattiva per nuovi insediamenti produttivi. L’autovelox presente in quel punto è stato rimosso, sia per consentire i lavori sia perché la nuova configurazione viaria non ne prevederà più la presenza”. Infine un pezzo di storia cittadina, Palazzo Arcangeli, storica sede dell’ex Comune di Donada ed ora di parte degli uffici comunali. “Stanno avanzando a ritmo serrato i lavori di riqualificazione – ancora Mantovan - L’intervento, sostenuto dai fondi del PNRR, riguarda il miglioramento sismico, la riqualificazione energetica, la messa in sicurezza di facciate e tetto, oltre al riposizionamen-
to dell’impianto elettrico. Inoltre, come previsto dalla normativa, è programmata l’installazione di un ascensore che collegherà il piano terra con il primo e il secondo piano, permettendo così di superare ogni barriera architettonica e rendere l’edificio pienamente accessibile a tutti. All’interno sono
A 10 anni dalla beatificazione Porto Viro ricorda don Sandro Dordi
L a comunità cristiana sinodale di Porto Viro ha recentemente ricordato i dieci anni dalla beatificazione di don Alessandro ‘Sandro’ Dordi con una messa celebrata nella parrocchia di San Pio X di Taglio e presieduta da monsignor Battista Pansa, superiore della comunità missionaria ‘Paradiso’, di cui faceva parte il beato. Alla presenza di molti fedeli, di tutti i sacerdoti della città e di don Stefano Donà, il monsignore ha ricordato don Dordi come ‘un piccolo uomo il cui messaggio era di misericordia universale’ ripercorrendo la sua instancabile attività pastorale in questa parrocchia e più in generale
nel Polesine post alluvione dal 1954 al 1958. Originario di Gromo San Martino, nel bergamasco, dopo l’esperienza veneta don Sandro si sposta in Svizzera e in seguito in Perù, dove dopo una serie di intimidazioni troverà la morte il 25 agosto 1991 sotto i colpi dei guerriglieri di Sendero Luminoso, organizzazione peruviana d’ispirazione maoista, in un’imboscata mentre ritornava verso la casa parrocchiale vicino a Rinconada. In quel periodo furono martirizzati in odium fidei anche i francescani polacchi Michal Tomaszek e Zbigniew Strzalkowski: i tre sono ricordati come i ‘Martiri di Chimbote’ e proprio nell’an-
niversario della loro beatificazione la Santa Sede ha diffuso un messaggio di Papa Leone XIV – presente alla beatificazione in Perù nel 2015 - per commemorare i tre beati e lanciare un appello alle loro comunità di provenienza. Nel suo messaggio alla Chiesa peruviana, il Papa ha incoraggiato il clero “a considerare con generosità la possibilità di offrirsi come fidei donum” e ai vescovi ha chiesto di “sostenere l’ardore” dei giovani sacerdoti e “soccorrere le Chiese più bisognose”. In chiesa a Taglio di Donada è stata esposta ai fedeli anche una reliquia del beato, sabbia mescolata al suo sangue, dal luogo del martirio. (f.p.)
in corso opere strutturali mirate che permetteranno di creare spazi più moderni, funzionali e sostenibili, rendendo l’edificio adeguato alle esigenze dell’amministrazione e dei cittadini. L’inaugurazione è prevista presumibilmente nel mese di luglio 2026”. Fabio Pregnolato
Sintoniz zati
Veneta Pesca: dove freschezza e logistica si incontrano
distinguersi per capacità di adattamento, visione strategica e solidità organizzativa. Dopo aver chiuso il 2024 con un fatturato complessivo di 70 milioni insieme alla consociata TFP – Trasporti Frigoriferi Portoviresi, il gruppo conferma la propria centralità nel mercato e rilancia con nuovi investimenti mirati. Uno dei temi ancora centrali è il granchio blu, fenomeno che ha colpito duramente la filiera delle vongole. «Il 2023 è stato uno shock –spiega Michele Cattin – ma il mercato si è par-
zialmente adattato. Una parte del prodotto è stata sostituita dal lupino, un altro tipo di vonnuovi canali di approvvigionamento, in par-
vigili e pronti a innovare». La logistica, infatti, sta attraversando una trasformazione silenziosa ma profonda: mancano autisti specializzati, aumentano i costi e si stanno delineando nuove modalità di distribuzione con piattaforme dedicate alla microdistribuzione e mezzi diversi per target diversi. «Servono compe-
to fresco, senza inseguire segmenti – come la quarta gamma o i ricettati – già presidiati da
Sul fronte dei consumi, la tendenza è chiara: le famiglie cercano praticità. «Il modello familiare è cambiato da anni – commenta Cattin – e il mercato del fresco si è adattato con prodotti più semplici da preparare». Allo stesso tempo cresce la richiesta di qualità per prodotti come tonno e salmone, legati anche al Guardando al 2026, Veneta Pesca continua a investire per affrontare il futuro con reL’ultima novità è il nuovo impianto fotovoltaico da 500 kW, che si aggiunge a quello già esistente. «Un investimento da circa 700 mila euro – racconta Cattin – che ci permetterà di essere più indipendenti dal punto di vista energetico, migliorare l’efficienza della catena del freddo e refrigerare il magazzino 24 ore su 24 nei mesi estivi. È un passo fondamentale per qualità e
In un settore segnato da sfide globali, dalla scarsità di risorse ittiche al necessario adeguamento dei metodi di pesca, il gruppo continua a dimostrare una forte capacità di lettura del mercato e un approccio pragmatico: «Bisogna essere dinamici, razionalizzare gli acquisti e ridurre gli sprechi. Non possiamo permetter-
Porto Viro
Al via il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze
H a preso il via anche a Porto Viro l’esperienza del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Durante la conferenza stampa di avvio della campagna elettorale, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Porto Viro, prof. Massimiliano Beltrame, ha presentato le due liste che in seguito si sono affrontate, programmi alla mano, alle urne: la lista 1 ‘Uniti per crescere, forti per cambiare’ e la lista 2 ‘Porto Viro collabora per un futuro migliore’. Il dirigente, affiancato dalle docenti Chiara Stroppolo, Irene Gianello e Monica Caniato – che assieme al responsabile dell’ufficio scuola del Comune Francesco Siviero hanno formato la commissione elettorale - ha posto l’accento sull’aspetto pubblicistico della campagna elettorale: la pubblicazione dei programmi e dei volantini sul sito della scuola e l’apertura dei seggi nei plessi della San Domenico Savio e della Pio XII. L’esperienza ben si collega al percorso curricolare in educazione civica, e più in generale al contribuito come scuola al bene comune. “Un organismo democratico che coinvolge le scuole di primo grado per partecipare attivamente alla vita del proprio territorio – hanno evidenziato i docenti – una triangolazione tra scuola, alunni, istituzioni e genitori, per vagliare bisogni percepiti come
utili, promuovere la cittadinanza attiva ed il confronto democratico”. Tanti i temi sul tavolo dei futuri piccoli amministratori, ispirati alla Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia: ambiente, sport, cultura e tempo libero. Il sindaco dei ragazzi, il suo vice ed i consiglieri avranno funzioni propositive/consultive e presenteranno pareri agli organi dell’ente locale, con un capitolo di spesa del bilancio comunale a loro disposizione. “Sarò felicissimo di avere un sindaco ragazzo vicino a me alle manifestazioni – ha ribadito il primo cittadino Mario Mantovan, intervenendo alla conferenza stampa e rivolgendosi ai ragazzi – sarete veramente partecipi, gli incontri del consiglio si terranno in comune: trasmettete il vostro entusiasmo anche ai vostri amici, la partecipazione attiva è fondamentale perché
la democrazia si basa su di essa”. Mantovan ha anche annunciato la creazione della Consulta dei Giovani, dedicata ad una fascia di età maggiore. A seguito dello scrutinio dei voti, in attesa del nome del sindaco, sono risultati eletti: per la lista 1, maggiormente votata, Alessandro Marangoni, Jony Zhu, Mia Pozzati, Ludovica Argento, Nicolò Ravazzolo, Maria Laura Sarto e Benedetta Mantovani; per la lista 2, Anna Bergo, Alex Albertin, Gurpal Singh e Riccardo Finotti. Prenderanno parte al consiglio, con ruolo esclusivamente consultivo, anche i cinque alunni di classe quinta della primaria individuati per ciascun plesso scolastico nelle scorse settimane: Viola Pregnolato, Serena Nejad Zighami, Mattia Bovolenta, Linda Libanora ed Elia Viviani. Fabio Pregnolato
Missione a Roma per il sindaco Mantovan Il sindaco Mario Mantovan e i due sacerdoti in servizio presso la parrocchia di San Bartolomeo, don Alfonso Boscolo e don Gastone Boscolo ‘Palo’, si sono recati a Roma su invito della madre generale delle Ancelle Parrocchiali dello Spirito Santo, suor Cheryl Cuadrasal. I tre hanno avuto così modo di incontrare le suore che lo scorso settembre hanno lasciato le nostre due parrocchie, dove erano presenti dal settembre 2006 e portare loro un saluto. “Siamo stati accolti nella loro Congregazione e abbiamo incontrato la Madre Generale, eletta a luglio scorso. È stato molto bello poterci rivedere, sapere che stanno bene e che vivono con serenità questa nuova fase del loro cammino dopo l’importanza che hanno avuto per la nostra comunità” ha raccontato Mantovan, non nascondendo il desiderio di un loro ritorno in città. Le A.P.S.S. sono un istituto religioso di diritto pontificio il cui carisma è per l’appunto la vita nelle parrocchie, come voluto dalla madre fondatrice, Giuditta Martelli. “Per noi il legame e l’affetto instaurato è molto importante – ha aggiunto ancora il primo cittadino - Abbiamo voluto portare loro l’abbraccio della nostra città e la profonda gratitudine per il prezioso lavoro e il contributo offerto alla comunità di Porto Viro”. A Roma il sindaco e i due religiosi hanno potuto visitare le basiliche pontificie e attraversare le relative porte sante nella fase finale del Giubileo della Speranza del 2025. (f.p.)
Il confronto. Presenti cooperative, associazioni di categoria e amministratori
Il mondo della pesca ha incontrato la Regione, esposte le criticità
U n confronto lungo, articolato e senza filtri quello che si è svolto nella sala riunioni della cooperativa Pila, dove gli assessori regionali Dario Bond (Pesca) e Valeria Mantovan hanno incontrato il mondo della pesca del Delta, insieme agli amministratori locali, ai rappresentanti delle cooperative, delle associazioni di categoria e ai tecnici regionali del settore. A presenziare il commissario straordinario per il granchio blu Enrico Caterino. Al centro dell’incontro, le criticità strutturali e ambientali che da anni mettono in difficoltà uno dei comparti economici più importanti del territorio: insabbiamento delle bocche di porto, vivificazione delle lagune e granchio blu. Ad aprire i lavori è stato il direttore della cooperativa Pila Luigino Pelà, seguito dagli interventi delle marinerie di Porto Tolle e delle altre realtà del Delta. Un video ha mostrato in modo esaustivo le difficoltà operative dei pescatori: pescherecci incagliati, fondali ridotti, imbarcazioni costrette a essere
trainate con il pescato a bordo. Il presidente della cooperativa Pilamare, Alessandro Ferro, ha posto l’accento sull’insabbiamento della bocca di Barbamarco, lo sbocco a mare che consente alle imbarcazioni del porto di Pila di accedere al mare aperto. Una criticità ormai cronica che, ha spiegato, rende difficoltose e talvolta impossibili le manovre in entrata e in uscita dal porto, con evidenti rischi per la sicurezza e pesanti ricadute economiche. Il presidente della cooperativa di pescatori di Pila Giovanni Franzoso ha invece evidenziato la portata e il valore strategico della flotta: circa 70 imbarcazioni, dai pescherecci per il pesce azzurro allo strascico, fino alle unità dedicate all’acquacoltura e alla piccola pesca costiera. Una realtà che alimenta il mercato ittico locale e rappresenta un presidio economico fondamentale, ma che rischia di perdere competitività se le imbarcazioni non riescono a uscire in mare con continuità. Il sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli ha
ricordato come il Comune, il più giovane del Polesine, sia “figlio dei pescatori”, con tre porti, due mercati ittici e un territorio vastissimo, sottolineando l’urgenza di una manutenzione ordinaria costante, più efficace degli interventi straordinari a spot. Particolarmente forte il tema dell’acquacoltura, segnato dalla crisi del granchio blu. Il presidente del consorzio pescatori Paolo Mancin ha parlato di una perdita fino all’80% del fatturato tra il 2024 e il 2025 e della scomparsa di oltre 600 partite Iva sulle circa 1.500 complessive, distribuite nelle 14 cooperative che fanno capo al consorzio. Numeri che raccontano una crisi profonda, che ha ridimensionato un comparto un tempo leader a livello nazionale. Dalle associazioni di categoria –Coldiretti, Confcooperative, Legacoop e Confagricoltura – è arrivato inoltre un ulteriore elemento di forte preoccupazione: il taglio del 63% dei fondi europei destinati alla pesca, che avrà inevitabili ripercussioni sull’economia regionale
e, di riflesso, su quella locale, già messa a dura prova dalle emergenze ambientali e climatiche. In questo contesto, l’assessore regionale Dario Bond ha assunto impegni chiari. In primis, l’annuncio di un atto politico regionale:la deroga sulle concessioni demaniali, che sarà formalizzata con una delibera di giunta regionale in tempi rapidi. Bond ha inoltre annunciato la convocazione di un tavolo tecnico urgente e permanente, per affrontare in modo coordinato e strutturale i problemi delle bocche di porto, della vivificazione delle lagune, attraverso la definizione del piamo morfologico.
“La laguna è un sistema delicato e complesso – ha detto Bond – ma non possiamo più intervenire a spot. Serve una programmazione condivisa”. Sulla stessa linea l’assessore Valeria Mantovan, che ha sottolineato la necessità di istituzionalizzare il tavolo di confronto, coinvolgendo pubblico e privato, e di valutare anche soluzioni strutturali come l’acquisto di una draga
e la creazione di un consorzio per la gestione programmata degli interventi. A chiudere il confronto, la consapevolezza condivisa che il Delta del Po non può più permettersi soluzioni tampone. Il messaggio emerso da Porto Tolle è chiaro: la pesca resta un pilastro identitario ed economico del territorio e ha bisogno di risposte rapide, concrete e strutturali.
Guendalina Ferro
Ci sono viaggi che nascono come spostamenti geogra ci e niscono per trasformarsi in percorsi di senso. La missione svolta tra Ecuador, Bolivia e Brasile, attraversando città, periferie e territori rurali dell’America Latina, è stata soprattutto questo: un cammino di incontri, ascolto e visione, con lo sguardo rivolto al futuro dell’educazione e alla possibilità di costruire legami duraturi tra scuole, comunità e istituzioni. Da , città andina sospesa tra storia e modernità, no alle pianure agricole del sud del Brasile, a in Paranà, passando per i forti contrasti urbani di Sierra, il lo rosso del viaggio è stato il confronto con realtà educative che, pur immerse in contesti molto diversi, condividono la stessa domanda: come offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro, senza perdere il valore umano e comunitario dell’educazione?
Sintoniz zati sul
nasce l’idea di trasformare il viaggio in progetto. Non un’iniziativa calata dall’alto, ma un percorso condiviso che possa valorizzare ciò che già esiste, mettendo in rete scuole e competenze e aprendo la strada a forme di collaborazione internazionale. In questo senso, i programmi europei di Eranon sono visti come un ne, ma come uno strumento: un’opportunità per rafforzare la qualità dell’offerta formativa, promuovere lo scambio di buone pratiche e costruire percorsi
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Le scuole e le opere educative incontrate lungo il percorso mostrano un patrimonio ricco di competenze, responsabilità e relazioni con il territorio. In alcuni casi si tratta di istituzioni consolidate, capaci di dialogare con il mondo del lavoro e con le amministrazioni locali; in altri, di realtà più fragili ma cariche di potenzialità, dove l’educazione rappresenta spesso uno dei pochi presìdi di speranza e continuità sociale.
Proprio da questo intreccio di esperienze
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professionalizzanti capaci di dialogare Accanto agli incontri istituzionali e ai momenti di lavoro, la missione è stata scandita da esperienze semplici e profonde: celebrazioni in piccole comunità rurali, visite a scuole, vivaci al nord e silenziose al sud per la pausa estiva, dialoghi con educatori, studenti e famiglie. Sono stati questi momenti a ricordare che ogni progetto, prima di essere scritto, deve essere vissuto, Oggi il risultato più signi cativo del
viaggio non è ancora un progetto foruna direzione chiara: la consapevolezrete educativa Cavanis internazionale, radicata nei territori e capace di parlare linguaggi diversi, può diventare uno strumento concreto di crescita, formazione e speranza. Un cammino appena iniziato, che guarda lontano ma parte, come sempre, dalle persone incontrate lungo la strada.
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Vincenzo Giannotti, Direttore della Fondazione Cavanis
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Porto Tolle
dell’assessore Tania Bertaggia
Le emergenze e necessità del settore ittico al centro delle politiche comunali
Attraverso una nuova società e il coinvolgimento del Consorzio pescatori di Scardovari, il Comune ha avviato un progetto che crea occupazione, apre nuovi mercati internazionali e tutela le produzioni tradizionali
Ldi cattura. Porto Tolle è diventata un modello di riferimento a livello nazionale nella gestione di questa emergenza”.
Grazie al progetto di lavorazione del granchio blu, oggi nello stabilimento Barricata Fish è stata avviata una produzione che consente a circa 250 persone di dedicarsi stabilmente alla pesca del granchio, affiancandola alle produzioni tradizionali di vongole, cozze e ostriche.
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delle squadre della nostra regione
a pesca e l’acquacoltura sono le attività primarie dell’economia di Porto Tolle. A ribadirlo è l’assessore con delega a Pesca, acquacoltura e protezione civile Tania Bertaggia, che ha fatto il punto sulle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale. “Dal 2023 – spiega Bertaggia – seguiamo da vicino la crisi del granchio blu, consapevoli dell’impatto devastante che ha avuto sulle produzioni tradizionali. Il Comune si è fatto da subito parte attiva, interfacciandosi con Provincia, Regione e Ministeri per dare risposte concrete a un’emergenza che ha colpito l’intero comparto”. In questo contesto si inserisce il progetto pilota avviato attraverso una nuova società di cui fa parte il Consorzio pescatori di Scardovari: un’iniziativa che prevede l’acquisto dei granchi blu dai pescatori locali, la loro lavorazione nello stabilimento Barricata Fish e la destinazione del prodotto verso nuovi mercati internazionali, in particolare asiatici.
Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale
“Il Consorzio – sottolinea l’assessore – ha avuto un ruolo strategico, sostenendo direttamente le spese per la semina e per le gabbie
Accanto alla gestione dell’emergenza, l’assessore ha ricordato anche gli interventi di vivificazione delle lagune, che saranno realizzati nei prossimi anni tramite il Consorzio di Bonifica con fondi pubblici FSC. Il Comune ha inoltre partecipato a bandi regionali che permetteranno, nei prossimi due anni, due importanti interventi di scavo da 300 mila euro ciascuno: uno a Santa Giulia, nella Sacca di Scardovari, e l’altro nella laguna del Canarin.
Importante la collaborazione con il Centro per l’Impiego, che riceve settimanalmente presso la Sala della Musica, offrendo supporto ai cittadini. “Da questa
sinergia sono nati anche corsi di cucina rivolti alle donne - informa l’assessore -, percorsi formativi che hanno previsto un’indennità per le partecipanti e l’acquisizione di competenze spendibili nei settori turistico e ittituristico del territorio”. Ampio spazio anche al tema della Protezione civile, per la quale l’amministrazione ha investito 50mila euro di fondi comunali per la realizzazione di un ricovero mezzi, che andrà a potenziare la sede operativa di Porto Tolle. “Un supporto fondamentale – evidenzia Bertaggia – anche per il nostro corpo di Polizia locale, soprattutto in caso di emergenze”.
Guendalina Ferro
in tutto il Veneto
Chiuso l’anno con i nuovi nati e aperto il
Porto Tolle chiude idealmente l’anno all’insegna dell’accoglienza e apre il nuovo con lo sguardo rivolto al futuro, consolidando due iniziative che raccontano l’attenzione dell’Amministrazione comunale verso le famiglie e le giovani generazioni. Il Comune ha rinnovato la tradizione della consegna dei seggiolini per auto ai nuovi nati, un gesto concreto dedicato alla sicurezza stradale dei più piccoli e al benvenuto ufficiale nella comunità. Un’iniziativa che si ripete da diversi anni e che rappresenta un segnale tangibile di vicinanza alle famiglie. La cerimonia dei 18 bambini nati nel 2025, 11 maschi e 7 femmine, si è svolta nella sala consiliare alla presenza del Sindaco Roberto Pizzoli e degli Assessori Tania Bertaggia e Silvia Boscolo. Ad evidenziare il valore educativo dell’iniziativa è stata anche la comandante della Polizia Locale, Michela Trombin, che ha
ribadito come “la sicurezza venga prima di tutto”. Nell’occasione, la Polizia Locale ha inoltre omaggiato l’Amministrazione comunale con un calendario celebrativo che ripercorre oltre quarant’anni di storia del Comando, tra servizio al territorio e presidio della legalità. Con l’inizio del nuovo anno, l’Amministrazione comunale ha voluto onorare anche i neo laureati del 2025, in numero simbolicamente identico ai nuovi nati: 18 giovani, premiati con un attestato di benemerenza a riconoscimento del traguardo rag-
giunto nel loro percorso formativo e come incoraggiamento per l’ingresso nel mondo del lavoro. Tra i premiati figurano 12 neo dottoresse, tra cui Silvia Vallati, laureata magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche, una professione oggi particolarmente richiesta; Matteo Travaglia, laureato in Scienze e tecnologie agrarie all’Università di Padova; Elisa Bortolotti, che ha conseguito la laurea in Scienze internazionali e diplomatiche; e Samuele Pizzo, diplomato in chitarra classica al Conservatorio “Buzzolla” di Adria. E ancora, Ylenia Bardella, Nicola Finotti, Ilaria Gibin, Aurora Pezzolato, Alessio Siviero, Alex Zaia, Elisa Ferro, Filippo Sachciero, Silvia Boscolo, Martina Passarella Rossella Bergo, Rahcele Crepaldi. L’ultima laureata in ordine cronologico è stata Martina Gibbin,a suggellare simbolicamente un anno che unisce nuovi inizi e importanti traguardi. (g.f.)
Tania Bertaggia
Conto alla rovescia per l’avvio della stagione del motocross
R osolina Mare torna protagonista del grande motocross sulla sabbia. Il 14 e 15 febbraio il litorale polesano ospiterà l’ottava edizione del Supermarecross, con due tappe degli Internazionali d’Italia FMI che apriranno ufficialmente la stagione agonistica 2026. Un appuntamento atteso da piloti, addetti ai lavori e appassionati, reso ancora più significativo dalle novità tecniche del circuito e dall’introduzione delle nuove griglie di partenza, pensate per garantire maggiore equità e spettacolo in gara. Il sindaco Michele Grossato ha sottolineato come il Supermarecross rappresenti “un appuntamento di assoluto rilievo nel panorama sportivo nazionale”, capace di rafforzare l’identità del territorio, aumentarne la visibilità e generare importanti ricadute economiche e turistiche, soprattutto in un periodo dell’anno tradizionalmente lontano dai grandi flussi. Un concetto ribadito anche dal vicesindaco e direttore dell’Ente Parco del Delta del Po,
Pako Massaro, che ha evidenziato il valore destagionalizzante della manifestazione e la capacità dell’organizzazione di introdurre ogni anno elementi innovativi: dopo i cancelletti di partenza dello scorso anno, l’edizione 2026 vedrà infatti l’introduzione delle nuove griglie di partenza, una novità di rilievo anche a livello regolamentare. Il Supermarecross segna inoltre l’avvio della stagione turistica e sportiva di Rosolina Mare. L’assessore allo Sport Stefano Gazzola ha ricordato come l’evento sia diventato “un fiore all’occhiello per la località e per tutto il Nord Italia”, capace di attirare pubblico e piloti anche dall’estero, grazie a un’organizzazione complessa che coinvolge numerosi enti e associazioni. Dal punto di vista formativo ed economico, l’assessore all’Istruzione e al Commercio Sara Biondi ha rimarcato il valore educativo dello sport e l’indotto generato da manifestazioni di questo livello, che favoriscono presenze turisti-
che, sostegno alle attività locali e nuove opportunità per il tessuto economico. Il circuito sabbioso, omologato da FMI e CSEN, che si sviluppa per circa 1.300 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza lungo l’arenile dei Bagni dal Moro, Belvedere, Granso, Sabbia e Mare e Blue Marlyn. Un tracciato unico nel suo genere, capace di mettere alla prova tecnica, resistenza fisica e capacità di adattamento dei piloti. A sottolinearne le qualità è Alex Zanni, tecnico federale dei talenti azzurri, che definisce la pista “molto tecnica e impegnativa dal punto di vista fisico”, ideale per la preparazione in vista della stagione agonistica. Proprio su questo tracciato, per la prima volta in una competizione del Supermarecross saranno posizionate le nuove griglie di partenza, che garantiranno a tutti i piloti condizioni di partenza uguali, aumentando equità e spettacolo. Il presidente del Moto Club Rosolina Mare, Alessio Martinello, ha spiegato che le griglie di partenza – fornite e sostenute
da Alva Inox di Porto Viro – rappresentano la principale novità dell’edizione 2026, insieme a ulteriori modifiche al circuito che lo renderanno ancora più tecnico. Eros Lenisa, presidente regionale FMI, ha ricordato come Rosolina Mare sia ormai un circuito conosciuto e apprezzato in tutta la federazione, anche per la capacità di ospitare gare in qualsiasi condizione meteo, mentre il promoter degli Internazionali d’Italia FMI, Roberto Bianchini di FxAction, ha confermato il valore storico della tappa polesana, anticipando un programma ricco di categorie: minicross 65 e 85 cc, 125, Ama e Pro, con piloti di altissimo livello nazionale e internazionale.
Guendalina Ferro
Installato l’albero della sicurezza
Vale la pena soffermarsi su quell’albero che, più di altri, richiede attenzione e silenzio. È l’Albero della Sicurezza promosso da ANMIL – sezione territoriale di Rovigo – un albero diverso, capace di parlare senza luci né ornamenti, ma con la forza dei simboli e della responsabilità collettiva. Al posto delle tradizionali decorazioni, caschetti antinfortunistici disposti su una rete metallica disegnano la sagoma dell’abete, trasformandolo in un potente messaggio visivo. L’installazione, frutto della creatività del Maestro Francesco Sbolzani, colpisce per la sua essenzialità e per il significato profondo che racchiude: ogni casco rappresenta una vita, un lavoratore, una famiglia. Con tale iniziativa, ANMIL richiama l’attenzione sull’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro, ricordando che gli infortuni non conoscono pause né festività e che, quando colpiscono, lasciano ferite profonde che si riflettono sull’intero contesto familiare e sociale. In materia di sicurezza sul lavoro, la provincia di Rovigo detiene purtroppo la “maglia nera” a livello regionale e si colloca al terzo posto a livello nazionale per numero di infortuni in rapporto alla popolazione. Solo nel mese di ottobre si contano nove vittime sul lavoro, otto in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le denunce di infortunio in Veneto sono passate da 58.490 a 60.052, mentre nel Rodigino l’incremento è stato ancora più marcato: da 1.382 a 1.722. A sottolineare il valore dell’iniziativa la vicepresidente territoriale ANMIL , Consiglia Nannavecchia: “L’Albero della Sicurezza è un invito a non abbassare mai la guardia, a costruire insieme una società più attenta, più giusta, più sicura. È un segno di speranza e di responsabilità, perché la sicurezza, se condivisa, diventa un patrimonio comune capace di proteggere vite e garantire dignità”. Parole condivise anche dal sindaco di Rosolina, Michele Grossato, presente all’evento con una rappresentanza dell’Amministrazione comunale. (g.f.)
Il maltempo non ha fermato la Ruspadina della Befana
I l maltempo non ha fermato la 24esima edizione della Ruspadina della Befana, andata in scena sulle spiagge di Rosolina Mare, appuntamento ormai simbolo del motocross sulla sabbia e valido anche come 7° Memorial Nicola Paganin. Il programma è stato rimodulato a causa delle condizioni atmosferiche, con l’avvio delle attività fissato alle 12.30, ma il fascino della pista temporanea sul litorale polesano ha saputo regalare comunque spettacolo e contenuti tecnici di alto livello. I piloti si sono alternati sul tracciato suddivisi per età ed esperienza agonistica, confermando la Ruspadina come banco di prova ideale per la preparazione invernale. Nel minicross si è messo in evidenza Ivan Pederiva, giovane talento di Bassano del Grappa, protagonista assoluto della propria categoria. Tra i piloti del ranking nazionale, a dominare la manche dimostrativa degli esperti è stato il pugliese Matteo Del Coco, campione in carica del Super-
marecross, davanti ad Alessandro Lentini (Husqvarna), Alfio Samuele Pulvirenti (Husqvarna), Stefano Sonego (Honda, MX1), Christian Bisogni e Luca Brunzin (KTM ) Prestazione di rilievo anche per Christian Bisogni, originario di Marano Vicentino (VI), da anni habitué a rosolina mare per la preparazione sportiva invernale: “Mi sto preparando per il Campionato Nord Est e per entrare nella top five del Campionato Italiano Pro Prestige 125 Senior” ha dichiarato. Tra i giovani in evidenza Liam Bettin (KTM),di Lignano Sabbiadoro, alla Ruspadina della Befana dopo una brillante carriera nel minicross: «Pista più scorrevole rispetto al passato, sabbia più grossa rispetto a Lignano, ma molto allenante». Alle sue spalle Domenico Tavernise (KTM), Nicolò Tosarelli (KTM), Christian Possamai (Kawasaki) e Renzo Bisinella (Yamaha). Proprio Renzo Bisinella, classe 1964 di Fontaniva (PD), racconta di aver partecipato a tutte e 24 le edizioni. “Per
me la Ruspadina è l’inizio simbolico della stagione sportiva. Vengo sempre con la famiglia, per i bambini la calza della Befana è parte della festa. Ricordo le prime edizioni, quando lo start veniva dato dal presidente, facendo cadere un pallone dalla mano, poi con lo sventolare la bandiera e ora con cancelletti e griglie di partenza. Una bella evoluzione”. Alla sua prima partecipazione Christian Possamai, classe 1970, pilota amatore del Team Bisinella, di Farra di Soligo (TV): “Pista ben spianata, tecnica e larga, ideale per i sorpassi. Un plauso agli organizzatori per la qualità della pista temporanea”. Presenti anche la giovane bolognese Giada Scaramagli (Honda), Nicolò Tosarelli (KTM), altro affezionato della Ruspadina, e una ventina di volontari del Motoclub Rosolina Mare, impegnati lungo il tracciato per garantire la sicurezza dei piloti. A porta-
re il saluto istituzionale e a premiare i protagonisti sono stati gli assessori Sara Biondi e Stefano Gazzola. Il sindaco Michele Grossato ha sottolineato il valore dell’evento: “La Ruspadina della Befana è molto più di una manifestazione sportiva: valorizza Rosolina Mare e rafforza l’identità turistica anche fuori stagione. Piloti da tutta Italia scelgono la nostra spiaggia per correre su una delle piste più apprezzate del panorama nazionale. È la dimostrazione concreta di come lo sport possa favorire la destagionalizzazione e la promozione del territorio”.
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Linea ferroviaria modifiche e interruzioni dei servizi fino a dicembre
La linea ferroviaria Rovigo–Chioggia è interessata da modifiche alla circolazione e periodi di interruzione per consentire importanti lavori di potenziamento infrastrutturale e upgrading tecnologico. Gli interventi riguardano il tratto tra le stazioni di Lama (Baricetta,Adria, Cavanella Po, Loreo, Rosolina, Cavanella D’Adige, Sant’Anna) e Chioggia e si articoleranno secondo il seguente calendario: interruzioni programmate in specifiche fasce orarie saranno in vigore fino all’11 gennaio 2026 e dal 30 maggio 2026 al 12 dicembre 2026; interruzione continuativa dal 12 gennaio 2026 al 29 maggio 2026. Durante il periodo di interruzione continuativa verranno completate le attività sul ponte sul Po di Brondolo,(ponte che collega Loreo con Rosolina) con operazioni di attrezzaggio, modifiche agli apparati di segnalamento e interventi sull’armamento ferroviario. Sono inoltre previsti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui il rinnovo di campate di binario in prossimità di ex passaggi a livello, la rimozione di difetti all’armamento e il rinnovo di alcuni deviatoi nella stazione di Adria. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sicurezza, con la realizzazione del sistema PAIPL (dotato di telecamere per il monitoraggio di eventuali ingombri tra le barriere), installato ai passaggi a livello ai chilometri 12+617 e 21+296, in grado di impedire il transito dei treni in presenza di ostacoli. Completano il quadro degli interventi le attività di manutenzione del cavalcavia Val Da Rio, nel Comune di Chioggia, e le tesature della linea di contatto sui binari IV e V della stazione di Adria. (g.f.)
Lavori pubblici. Dopo dieci anni di chiusura ecco il grande ritorno
Riaperto il Palavigor intitolato a Bovolenta
D opo dieci anni, il Palavigor, il palazzetto adiacente alle scuole G. Pascoli e E. Maestri, torna a disposizione degli studenti e delle società sportive. Circa 300 ragazzi, con il rientro dalle vacanze natalizie, potranno finalmente praticare attività fisica senza spostarsi in altre strutture comunali. Intitolato al pallavolista Vigor Bovolenta, il Palavigor era stato chiuso prima per problemi alla pavimentazione e poi danneggiato nel 2017 dal tornado Stardust. Oggi, pur non essendo ancora abilitato per eventi pubblici, la struttura accoglierà scuole e allenamenti, restituendo alla comunità uno spazio fondamentale per lo sport e la socialità. A tagliare il nastro per la riapertura sono state la sindaca Layla Marangoni e la mamma di Vigor, Luciana Crepaldi, accompagnate dai membri della giunta e del consiglio comunale, da Don Damiano, dai vertici della Virtus, della Pro Loco, delle scuole e dai funzionari comunali. Presenti anche alcune classi delle scuole medie. La sindaca di Taglio di Po, Layla Marangoni, rivolgendosi ai giovani, ha dichiarato : “Siate custodi di questa bellezza, di questa struttura. Qui, in questo luogo, mi sembra ancora di vedere Vigor in mezzo a voi. Da qui
è nato il suo amore per la pallavolo e, grazie a lui, il nostro paese è ben conosciuto. Vigor resterà per sempre il nostro grande campione”. La Sindaca ha poi consegnato le chiavi — una trentina in tutto — sia al presidente della Virtus Taglio di Po, Giorgio Fonsato, sia al dirigente scolastico Marco Montoncello. A benedire la struttura è stato don Damiano Vianello, che ha sottolineato l’importanza dello sport come passione autentica e strumento educativo, capace di formare la persona nella sua interezza. Un richiamo che si inserisce pienamente nel contesto dell’Anno giubilare, durante il quale Papa Leone ha dedicato parole significative anche allo sport, definendolo “un mezzo prezioso di formazione umana e cristiana” ha sottolineato
Don Damiano “In una società che è sempre competitiva, dove sembra che solo i forti e i vincenti meritino di vincere, lo sport insegna anche a perdere, mettendo l’uomo a confronto, nell’arte della sconfitta, con una delle verità più profonde della sua condizione: che abbiamo dei limiti e che siamo anche imperfetti”.
“Questa struttura ha delle particolarità che sono davvero uniche - ha sottolineato il vice Sindaco Matteo Sacchetto -. Innanzitutto
non consuma praticamente nulla: si autogestisce dal punto di vista energetico, con consumi molto ridotti, grazie a una serie di soluzioni ad alta efficienza e a una forte impronta green. Sono stati installati, ad esempio, pannelli fonoassorbenti sul soffitto e sui lati, quelli azzurri che vedete, realizzati interamente con materiali ecologici e pensati per ridurre l’impatto acustico. Una novità importante, che prima non c’era, riguarda la cabina di regia e i servizi nella parte alta della struttura, completamente nuovi, così come gli spogliatoi e tutti gli arredi. È stata inoltre adottata una soluzione diversa per la ringhiera, realizzata in vetro anziché in acciaio. L’edificio è completamente coibentato e dotato di pannelli fotovoltaici sul tetto. Ci sono poi tutta una serie di accorgimenti tecnici che non si vedono, ma che rendono la struttura estremamente efficiente. Tra questi anche un sistema di aspirazione a pavimento: i fori che si vedono nel pavimento servono per collegare l’aspirapolvere e permettono di pulire l’intera area in modo rapido ed efficace”.
“La mia gioia è triplice - ha esordito l’assessore Alessandro Marangoni -. È personale, perché sono
A Loreo un corso gratuito di difesa personale per le donne
Partirà il 3 febbraio e proseguirà fino al 31 marzo il corso gratuito di difesa personale femminile “Io mi difendo da sola”, promosso dall’A.S.D. Aikido Dento Iwama Ryu di Loreo (RO), in collaborazione con l’associazione Altoditerra, il Comune di Loreo e il sostegno di Adriatic LNG. Le lezioni si svolgeranno ogni martedì, dalle ore 21 alle 23, presso la palestra della Scuola Media “Don Silvio Marchetti” di Loreo. Il progetto prevede una distinzione chiara tra la parte pratica e quella teorico-informativa: le tecniche di autodifesa saranno illustrate e guidate da Geremia Campagna, istruttore 2° dan di Aikido, mentre la parte teorica, educativa e informativa sarà affidata alle relatrici e ai relatori del progetto, tra cui la marescialla Serena Borzillo,
cresciuto insieme a Vigor: abitavo di fronte a casa sua ed era il mio mito. Tifavamo la stessa squadra di calcio e tutto ciò che faceva lui io lo imitavo; avevamo quattro anni di differenza ed era per me come un fratello maggiore. È sportiva, perché praticavamo la pallavolo insieme qui, in questo palazzetto, dove siamo stati campioni provinciali Under 14. Ed è istituzionale, perché oggi, come assessore all’istruzio-
l’avvocato penalista Anna Osti, l’avvocato civilista Monica Mischiati, la pedagogista clinica Lisa Tieghi e Emmanuele Donà, primario di Pronto Soccorso, che affronteranno temi come prevenzione, tutela legale, aspetti psicologici e gestione delle emergenze. L’Amministrazione comunale loredana, ha concesso all’A.S.D. Aikido Dento Iwama Ryu di Loreo un contributo economico straordinario di 300 euro, destinato a coprire parzialmente le spese organizzative del progetto. “Io mi difendo da sola” si inserisce così in un percorso di sensibilizzazione e prevenzione, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia, la sicurezza e la consapevolezza delle donne, promuovendo una cultura del rispetto e della tutela personale. (g.f.)
ne, restituiamo alla comunità una struttura che affonda le sue radici nella storia della pallavolo, maschile e femminile. Lo sport, insieme al lavoro, è medicina dell’anima” ha concluso l’assessore, riferendosi al celebre motto latino mens sana in corpore sano: prendersi cura del corpo significa anche coltivare lo spirito.
Guendalina Ferro
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Mister Caffè conquista i prestigiosi “Tre Macinini” del Gambero Rosso
Èun risultato che entra di diritto nella storia dell’artigianato polesano e del caffè italiano. Mister Caffè, marchio della torrefazione Sogeca di Taglio di Po, conquista il massimo riconoscimento della Guida ai Caffè e alle Torrefazioni d’Italia 2026 del Gambero Rosso: i prestigiosi “Tre Macinini”, assegnati non a un solo prodotto, ma addirittura a due eccellenze della casa: la miscela 45 Parallelo e la mono-selezione Honduras. Un risultato eccezionale, riservato a una ristrettissima élite nazionale, che conferma la crescita esponenziale della torrefazione polesana dopo un anno già costellato di successi internazionali. Per la miscela 45 Parallelo si tratta della definitiva consacrazione italiana. Il blend, già incoronato a giugno a Bruxelles con il Superior Taste Award, e a ottobre
a Parigi con la Medaglia d’Oro al World Taste Award 2025, si conferma come una delle miscele più apprezzate del panorama europeo. Ora il massimo punteggio del Gambero Rosso ne certifica lo status: un espresso rotondo, armonico, avvolgente, capace di raccontare – in una tazzina – l’identità della torrefazione e il carattere del Delta del Po. Accanto alla storica miscela, si impone la mono-selezione Honduras, proveniente da una singola finca e caratterizzata da una limpidezza sensoriale di rara eleganza. Le note di miele, pesca e ribes rosso, unite a un’acidità pulita e vivace, hanno convinto i degustatori della guida, consacrando Mister Caffè tra i protagonisti del caffè specialty nazionale. Soddisfazione enorme da parte di Lorenzo Mischiatti, titolare e anima della
torrefazione: “È stato un anno incredibile, ricco di grandi soddisfazioni. A Roma, sinceramente, non mi aspettavo un tale successo. Avere due prodotti premiati con tre macinini dal Gambero Rosso è il riconoscimento di un’eccellenza che nasce da ricerca, sperimentazione e studio. Più che i premi, importanti per valorizzare il brand, ciò che conta è la certificazione di un lavoro che parte dalla passione, dal sacrificio, dalla convinzione che la qualità, alla fine, premi sempre”. Il presidente di Confartigianato Polesine, Marco Campion, sottolinea: “Non è un caso che Lorenzo Mischiatti sia l’unico Maestro Artigiano del Veneto della torrefazione e per il Polesine è un valore inestimabile perché con il suo caffé porta nelle eccellenze del mondo anche il nostro territorio. A lui vanno i no-
La Locanda della Casa, dove la fragilità diventa comunità
Alla Locanda della Casa, realtà gestita dalla Caritas diocesana all’interno del Seminario diocesano di Rovigo, si è svolta la Serata in Locanda, un momento di incontro e convivialità pensato per far conoscere ad aziende e cittadini del territorio Polesano questa importante esperienza di accoglienza. La Locanda della Casa è un progetto che unisce istituzioni e realtà del volontariato a favore delle persone più fragili. La struttura, messa a disposizione dalla Caritas diocesana all’associazione Il Manto di Martino e al Comune di Rovigo, collabora con gli assistenti sociali e accoglie quotidianamente chi è in difficoltà, offrendo non solo un pasto caldo, ma ascolto, sostegno e vicinanza umana. Nata due anni fa, la Locanda è diventata un punto di riferimento silenzioso ma fondamenta-
le per la comunità. Alla serata hanno preso parte anche gli sponsor che da anni sostengono il Festival Biblico, ai quali è stato consegnato un riconoscimento per la fedeltà e la vicinanza a un’iniziativa culturale e solidale di grande valore per la diocesi e per la città. Per l’amministrazione comunale era presente l’assessore Nadja Bala, che ha espresso soddisfazione per l’invito e per l’opportunità di conoscere da vicino questa realtà di servizio. Il vescovo della diocesi di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello ha sottolineato come la Locanda rappresenti “un nuovo modo di accogliere che fa sentire le persone davvero a casa”. Ha ricordato inoltre che, nonostante i timori iniziali di alcuni cittadini, in questi due anni non si sono registrati problemi di ordine pubblico, segno che la strada intra-
stri complimenti, siamo davvero orgogliosi e onorati di poterci fregiare di un associato che incarna i valori artigiani della Federazione degli Alimentari. Il suo è un esem-
presa è quella giusta. Da qui il ringraziamento alla Caritas, ai volontari e a tutti coloro che sostengono quotidianamente questo servizio. La generosità non è mancata neppure al termine della serata: diversi sponsor hanno voluto contribuire con offerte a favore della Locanda. Tra questi, l’Associazione Bandiera Gialla, che ha donato 500 euro. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche agli studenti dell’Enaip, che con impegno e professionalità hanno curato il servizio di ristorazione durante l’evento. La Serata in Locanda ha così rappresentato non solo un’occasione per far conoscere una realtà di carità concreta, ma anche un segno di comunione tra istituzioni, imprese e cittadini che, insieme, possono far crescere la cultura della solidarietà nel Polesine. (g.f.)
pio da trasmettere ai giovani, di come il ricambio generazionale possa davvero trasformarsi in un salto di qualità aziendale”.
Guendalina Ferro
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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO
segue da pag. 1
Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale
Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-
rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo
aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.
La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati
Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità
e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”
«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.
Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-
so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.
La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre
che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.
Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità
veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.
Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)
Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri
Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.
La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani
Economia. Il presidente mette in guardia sulla concorrenza dei grandi player e lancia la sfida
Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome
“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.
Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.
Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.
Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.
L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-
tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.
Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.
“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani.
Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga
più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”
Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.
“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per
poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-
brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)
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Il presidente Federico Testa
Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal
Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova
Cresce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.
Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre
2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto.
Parallelamente, sul piano stra-
tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano
Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato
che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.
Luciano Greco, presidente di Interporto Padova
L’intervista. Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali
Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone
“Lo
studio un piacere nato da una passione”
Silvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.
La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?
È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i
nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!
Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?
Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.
Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.
Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza
K-Pop, e il padre ne approfitta per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.
Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?
È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.
Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-
sime”. È proprio così?
Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).
Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?
L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The
Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro? Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.
Giacomo Brunoro
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Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
interviste
A cura di Vincenzo Gottardo
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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda
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nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione
UDespar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.
U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.
ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collabo-
U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta
delle principali funzioni azien- no, il legame con i terri-
Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere
Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord
prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.
Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.
Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?
«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e
Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?
«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»
Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.
«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»
ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli
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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità
Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa
In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti
Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.
Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,
dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.
«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace
di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.
Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».
Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-
te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».
Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-
li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».
Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario. Paola Bigon Alberto Gottardo
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Demografia. Età media record e denatalità in crescita: la regione davanti a una svolta sociale
Il Veneto invecchia più dell’Italia e del resto del mondo, chiari segnali d’allarme per il futuro del welfare
Lo studio della Uil Veneto conferma il rallentamento della crescita demografica nella regione, con una popolazione sempre più anziana e la necessità di nuove infrastrutture sociali
Il Veneto sta invecchiando più rapidamente dell’Italia e del resto del mondo. Lo confermano i dati del nuovo studio realizzato dal CSSE (Centro Studi Sociali ed Economici del Veneto), presentato a seguito del convegno sul tema dell’inverno demografico organizzato dalla Uil Veneto nel 2024. La tendenza, già evidente a livello europeo, si manifesta con maggiore intensità nella nostra regione. Secondo le stime di Nazioni Unite, Eurostat, Istat e Regione Veneto, la popolazione mondiale è passata dai 5,7 miliardi del 1995 agli 8,2 miliardi stimati nel 2025, con un aumento del 43,9%. In Europa, invece, la crescita è stata molto più contenuta: dai 727 milioni del 1995 ai 745 milioni previsti nel 2025, con un incremento del 2,48%. In Italia, la popo-
lazione è cresciuta dai 57,2 milioni del 1995 ai 58,9 milioni stimati per la fine di quest’anno, segnando un aumento complessivo del 2,96% in trent’anni. Ma tra il 2015 e il 2025 si registra un calo del 3,06%, confermando una tendenza alla diminuzione. Il Veneto ha visto una crescita dal 1995 al 2015, passando da 4,38 a 4,90 milioni di abitanti, seguita da un lieve calo a 4,85 milioni nel 2025. «Questi dati mostrano chiaramente che, mentre il mondo cresce rapidamente, in Europa e in Italia la popolazione tende a stabilizzarsi o diminuire. Nel Veneto, la denatalità non ha ancora avuto effetti visibili immediati, ma l’invecchiamento è evidente», spiega il segretario generale di Uil Veneto, Roberto Toigo. L’analisi dell’età media conferma
il quadro: nel 1995 il Veneto aveva un’età media di 39 anni, che è salita al 46,9 nel 2025. Si tratta della più alta in Italia e sopra la media europea, stimata a 45 anni. A livello globale, l’età media passa dai 24 anni del 1995 ai 30,6 del 2025, mentre in Italia l’incremento va dai 40 ai 46,6 anni. «La popolazione invecchia, cambia il concetto di famiglia e servono investimenti mirati nella sanità di prossimità e nelle strutture sociali», aggiunge Toigo. «L’immigrazione non compensa il calo demografico, ma va accompagnata con politiche di integrazione culturale e linguistica. È il momento di ripensare le risorse per un welfare più adeguato: servono infrastrutture per le imprese, certo, ma soprattutto per le persone».
Stefani in Consiglio regionale rompe gli schemi e rilancia: via libera condiviso alla legge sui caregiver
Un cambio di passo inatteso ha segnato l’intervento del presidente della Regione Alberto Stefani in Consiglio regionale durante la presentazione del programma di governo per la prossima legislatura. Al centro del discorso giovani, anziani e famiglie, ma soprattutto una proposta politica che ha spiazzato l’aula: lavorare insieme, maggioranza e opposizione, per approvare in tempi rapidi la legge a sostegno dei caregiver. «Oggi vorrei cambiare il protocollo – ha detto Stefani – invece di presentare una nuova proposta, voglio partire da una legge dell’opposizione già sul tavolo, quella sui caregiver, ripresentata proprio oggi». L’obiettivo è chiaro: approvarla entro sei mesi, partendo dal testo esistente e migliorandolo dove necessario. «Non mi interessa che ci sia il mio nome davanti – ha aggiunto – quello che conta è che i risultati arrivino su tutto il territorio veneto. Non serve una firma per un titolo di giornale, serve qualcosa che resti per il Veneto e per i veneti». Il discorso del presidente ha toccato molti dei temi che, secondo Stefani, devono guidare la Regione nei prossimi decenni. In primo piano i giovani e gli adolescenti, alle prese con un disagio sempre più evidente. «Il loro malessere deve essere centrale nell’agenda politica», ha sottolineato, parlando di sostegno allo studio, di un legame più stretto con le imprese e di politiche abitative pensate davvero per le nuove generazioni. Non a caso, ha ricordato, è stato nominato un consigliere delegato specificamente a questi temi. Ampio spazio anche agli anziani, in una regione che invecchia rapidamente. Stefani ha parlato di programmi per restare attivi il più a lungo possibile, di strutture adeguate e di città più accessibili per chi non è autosufficiente. «Dobbiamo immaginare un Veneto che si prenda cura di tutti», ha detto, chiamando in causa Comuni e mondo del volontariato. sul fronte della sanità, l’indicazione è di rafforzare i servizi di prossimità. «Il paziente va messo al centro, insieme alla sua famiglia e alla sua casa», ha spiegato Stefani, citando anche l’uso crescente delle nuove tecnologie. La sanità pubblica, ha assicurato, resterà un pilastro, anche grazie al possibile contributo delle imprese attraverso progetti di utilità sociale.
Ostetrica e Ginecologia. L’anno scorso 200 fiocchi rosa e 242 azzurri, un aumento del 10% che fa ben sperare
Un segnale contro la denatalità: più bebè nel 2025 al Punto Nascita di Rovigo
Un segnale incoraggiante, che va in controtendenza rispetto al fenomeno della denatalità e racconta una rinnovata fiducia delle famiglie nel sistema sanitario locale. È quanto emerge dai dati relativi all’attività del Punto Nascita dell’Azienda ULSS 5 Polesana presso l’Ospedale di Rovigo nel corso del 2025. Nell’anno appena concluso sono stati infatti 442 i bambini nati nella struttura, con un incremento di 41 nascite rispetto al 2024, pari a circa il 10% in più.
Nel dettaglio, all’interno dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia di Rovigo si sono registrati 200 fiocchi rosa e 242 fiocchi azzurri, oltre a 9 parti gemellari. Numeri che, al di là delle statistiche, rappresentano un segnale concreto di vitalità e di fiducia nei confronti del Punto Nascita cittadino, sempre più percepito come un luogo accogliente, sicuro e attento ai bisogni delle famiglie. Un risultato che l’Ulss 5 Polesana attribuisce alla qualità dell’assistenza offerta e alla costante valorizzazione dei servizi, accompagnata da un dialogo sempre più aperto con la cittadinanza. In questo percorso hanno avuto un ruolo centrale gli Open Day, momenti di incontro e informazione che aiutano i futuri genitori a vivere il percorso nascita in modo consapevole, riducendo timori e incertezze.
Sul fronte delle pratiche assistenziali, il Punto Nascita di Rovigo si distingue per l’adozione del taglio cesareo dolce, oggi utilizzato nella maggioranza dei cesarei effettuati, con l’obiettivo di rendere l’esperienza del parto più rispettosa e
partecipata. Altissima anche l’adesione alla profilassi della bronchiolite, che supera il 95%: un dato che testimonia il forte rapporto di fiducia tra famiglie e operatori sanitari e l’attenzione riservata alla prevenzione e alla tutela della salute neonatale.
A contribuire alla qualità del servizio è anche la presenza degli specializzandi della rete formativa dell’Università di Padova, oltre alla collaborazione strutturata tra l’UOC di Ostetricia e Ginecologia di Rovigo e quella di Adria, che garantisce una presa in carico integrata e sicura delle gravidanze a livello provinciale. Grande attenzione è riservata anche all’attività informativa e formativa: nel 2026 sono già in calendario ben 11 Open Day a Rovigo, in netto aumento rispetto ai 4 del 2024
e ai 6 del 2025. Tra i prossimi appuntamenti, il 29 gennaio 2026 si terrà l’Open Day del Punto Nascita presso l’Auditorium dell’Ospedale di Rovigo, mentre il 4 febbraio sarà dedicato ai servizi di Diagnosi Prenatale. «Questi dati rappresentano un motivo di grande orgoglio per tutta l’Azienda», sottolinea il Direttore Generale Pietro Girardi. «Ogni nascita è un momento di straordinaria bellezza, che parla di futuro e di speranza. Il nostro impegno quotidiano è accompagnare le famiglie in uno dei momenti più delicati della loro vita, offrendo professionalità, umanità e sicurezza. Il crescente numero di nati a Rovigo conferma che stiamo andando nella direzione giusta, mettendo al centro la maternità e il valore unico di ogni nuova vita».
Sanità, nuove regole sulle ricette: validità ridotta per la specialistica ambulatoriale
A partire dal 1° gennaio 2026, le ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità B, ossia quelle con una priorità di 10 giorni, avranno una durata di validità ridotta a soli 20 giorni dalla data di emissione. È quanto stabilito
dal Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto n. 173 del 24 novembre 2025. Per le altre classi di priorità, così come per gli esami di laboratorio e le prestazioni di controllo, la durata della validità rimarrà di 180 giorni dalla data di prescrizione. Tuttavia, gli utenti dovranno prenotare gli esami entro i termini previsti, altrimenti la prescrizione perderà validità. Si consiglia dunque di prenotare tempestivamente le prestazioni sanitarie per evitare disagi.
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disagi nel corso del giorno (pranzi, motivi di lavoro ... ) esistono allineatori con forze calibrate che consentono di giungere ai risultati indossando gli apparecchi solo durante il sonno.
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