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del Delta

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Periodico d’informazione locale. Anno XXI n. 2 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Mobilità Pedaggi autostradali e biglietti dei treni più cari pag.

Porto Viro Terminal in regola e la schiuma non inquina

4e5

pag.

Porto Tolle Guerra sui prezzi delle vongole con i pescatori di Goro

6

pag.

15

EDITORIALE

Taglio di Po. Tamburin prende il posto di Moro

Amarezza metropolitana di Nicola Stievano

Un nuovo consigliere è entrato a far parte del Consiglio Comunale. Con l’approvazione all’unanimità, Luciano Tamburin ha sostituito il consigliere dimissionario Monica Moro pag. 17

Il referendum boccia Civitanova Polesine

E’ sparita Villanova Polesana. Il progetto di fusione tra i sei comuni del Medio Polesine è stato a dir poco fugace, giusto il tempo di compiacersi di quanto anticipo la piccola provincia di Rovigo pareva avere rispetto alle altre zone del Veneto pag. 24 10%

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Il Pm Fasolato ha chiesto la condanna dei vertici Enel Gli avvocati difensori: “Le emissioni rispettavano i parametri di legge”

C

on il processo di riconversione a carbone in costante stallo, è il fronte giudiziario a mantenere viva l’attenzione su Enel e sulla centrale termoelettrica di Polesine Camerini. A cavallo tra gennaio e febbraio si sono infatti tenute due udienze particolarmente importanti del processo in corso a Rovigo, riguardante i vertici del colosso energetico nazionale. Nella prima il pubblico ministero Manuela Fasolato ha chiesto la condanna di nove tra manager e funzionari per reati riconducibili al disastro ambientale. Nella fattispecie: sette anni a Francesco Luigi

Tatò, cinque anni e tre mesi a Paolo Scaroni, tre anni a Fulvio Conti, quattro anni a Leonardo Arrighi, Antonino Craparotta, Alfredo Inesi e Sandro Fontecedro, due anni e sei mesi a Carlo Zanatta, prescrizione per Renzo Busatto, estinzione dei reati per morte per Giuseppe Potestio. Cardine dell’impianto accusatorio l’aumento delle malattie respiratorie e cardiovascolari che sarebbe connesso alle emissioni della centrale in un periodo compreso tra il 1998 e il 2009. “In particolare – ha detto Fasolato - è stato calcolato nella misura dell’11 per cento l’aumento di

tutti i ricoveri legati a patologie respiratorie”. Accuse rigettate dagli avvocati difensori: “L’intera requisitoria del pm muove dal presupposto che la legge sui limiti di emissione che regolava l’esercizio della centrale di Porto Tolle non avesse alcuna rilevanza. L’accusa, non potendo superare il dato fattuale che Enel ha sempre rispettato la Legge, addirittura si spinge a ignorare quelle normative e dunque tutte le autorità dello Stato che nel tempo hanno approvato e confermato leggi e decreti autorizzativi”. pag. 12

l 2014 dovrebbe essere l’anno della città metropolitana Padova - Venezia -Treviso, durante il quale il progetto prenderà forma e finalmente decollerà dopo un lungo dibattito politico. Ma l’anno nuovo non si apre certo sotto i migliori auspici visto che l’intento di dare vita ad un grande sistema di relazioni fra i tre centri e i territori interessati rischia di essere ridimensionato, se non addirittura affossato, dalle carenze della rete dei trasporti. In una città metropolitana che si rispetti i collegamenti ferroviari e stradali dovrebbero essere potenziati al massimo, resi più efficienti e messi a disposizione dei lavoratori e di tutti coloro che si muovono quotidianamente all’interno dell’area. Solo così è possibile accorciare le distanze, rendere più facili gli spostamenti di uomini e merci. Invece questo 2014 si apre con i problemi di sempre soprattutto sul fronte del trasporti ferroviari. Nonostante i notevoli investimenti, specialmente sulla linea Padova - Venezia, il sistema ferroviario metropolitano, del quale si sente parlare ormai da un ventennio buono, è ancora al palo e i collegamenti, dopo l’entrata in vigore del nuovo orario “cadenzato”, mostrano tutta la loro fragilità proprio in ambito locale. continua a pag.

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L’Intervento

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ono giornate di febbrili trattative alla Camera, giornate di incontri e di incroci tra le diverse forze politiche, che dovrebbero finalmente portare a definire il cammino delle riforme, a cominciare da quella che oggi è probabilmente la riforma più attesa, quella della legge elettorale. *Deputato Pd

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EDITORIALE

segue da pag.

Amarezza metropolitana

Porto Viro

85 anni dalla prima fusione

Il primo di febbraio è stata una data importante per i portoviresi. Risale alla stessa data di 85 anni fa, infatti, l’ufficialità al programma di fusione di Donada e Contarina in un unico grande comune: Taglio di Porto Viro. Nel 1932 il suo nome venne cambiato in Porto Viro e nel 1938 un regio decreto impose lo scioglimento della fusione. Nel 1995 ripartirono le operazioni per il ricongiungimento dei due comuni in un unico municipio. Un referendum tra i cittadini diede il via alla nuova fusione dei due comuni che si concretizzò qualche anno più tardi con il titolo di città ottenuto nel 2001 a firma dell’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Aiuto ai disoccupati

1

Ormai le proteste dei pendolari sono all’ordine del giorno e le notizie dei disagi si moltiplicano, al punto che la Regione ha intenzione di cancellare l’accordo per il trasporto locale con Trenitalia e individuare altre soluzioni. Proprio mentre andiamo in stampa arriva la notizia che il Governatore del Veneto Zaia ha revocato il contratto con Trenitalia invocando la possibilità di fare una gara per assegnare il servizio. “Mettiamo in discussione il fatto che ci possa essere solo ed esclusivamente un gestore per i treni regionali. - ha detto - Facciamo una gara, è una facoltà che ci viene data dalla legge”. Non è accettabile che migliaia di lavoratori ogni giorno siano in balia di ritardi, cancellazioni, disservizi e molte altre incognite che causano problemi a non finire. Non è accettabile che chi sceglie o è costretto a ricorrere ai mezzi pubblici si trovi a dover affrontare temi di percorrenza insostenibili, almeno il doppio rispetto a chi ricorre all’automobile. Ma anche per gli automobilisti muoversi all’interno della città metropolitana comincia a costare caro, molto caro. Ad inizio anno gli aumenti dei pedaggi su sistema autostradale tra Padova, Venezia, Treviso e Rovigo sono un’amara realtà con la quale sono chiamati a fare i conti anche gli autotrasportatori. A quanto pare è il prezzo da pagare per la costruzione del Passante, il quale però, con queste cifre rischia di essere sempre meno frequentato, soprattutto dai pendolari. Anche loro devono far quadrare i conti con costi sempre più alti e stipendi al palo. Mentre la politica sta cercando di correre ai ripari prevedendo sconti e agevolazioni per i residenti, soluzioni che probabilmente dovevano essere messe a punto prima dell’introduzione degli aumenti, c’è chi prevede un sensibile aumento del traffico sulla viabilità locale. E qui siamo ancora in pieno scaricabarile fra entri e Regione. Davvero un pessimo debutto per l’anno della Pa-Tre-Ve. di Nicola Stievano

Un protocollo d’intesa per creare lavoro

Un protocollo d’intesa per favorire l’inserimento lavorativo di 67 disoccupati in 23 comuni del Polesine. Si tratta di lavori di pubblica utilità che verranno retribuiti attraverso un fondo realizzato con i 250.000 euro messi a disposizione della Regione Veneto, i 150.000 euro erogati attraverso il fondo di solidarietà dalla Fondazione Cariparo e il contributo di 6.000 euro da parte del Consvipo. Il protocollo d’intesa è stato firmatao da Consvipo, dalla Fondazione Cariparo, Federsolidarietà con la partecipazione dei comuni di Adria, Badia Polesine, Bagnolo di Po, Canda, Castelmassa, Castelnuovo Bariano, Corbola, Costa di Rovigo, Crespino, Ficarolo, Lendinara, Loreo, Melara, Occhiobello, Papozze, Pettorazza Grimani, Polesella, Porto Tolle, Rosolina, San Martino di Venezze, Stienta, Taglio di Po, Trecenta Giudice di pace

Nuovi uffici in via All’ara

Nuovi uffici per il “Giudice di pace”. Il servizio di magistratura si sposterà dall’attuale via Boscolo a via All’ara, negli uffici che stanno sopra la Cassa di Risparmio del Veneto. In questo modo tutti gli uffici della giustizia rodigina verranno avvicinati alla sede principale di via Verdi e alla nuova succursale dell’ex ufficio del registro.

Caldaie

Ispezioni sullo stato di manutenzione E’ partita lo scorso 30 gennaio la campagna sullo stato di manutenzione degli impianti termici, sottoscritta tra As2 e la Provincia. Una raccomandata all’utente soggetto alla verifica indicherà data ed orario della visita, numero dell’ispettore incaricato e cellulare per eventuale modifiche. Quattordici i comuni interessati, in quattro dei quali: Loreo, San Martino, Ceneselli e Villadose, saranno verificate le utenze, caldaie, domestiche mentre negli altri 10 i comuni la verifica interesserà impianti aziendali superiori ai 35 kw. Dagli uffici di palazzo Celio fanno sapere che l’utente in regola non dovrà pagare nulla mentre saranno 70 gli euro che si dovranno versare se la certificazione non risulterà idonea.

Società

Una firma contro il gioco d’azzardo

Delta Parco

Agricoltura

Tre giorni di confronto con i paesi del Mab pag.

Porto Viro

6

L’Oasi onlus chiede un posto dove curare i randagi

Taglio di Po

Provincia

pag.

10

I vigili usciranno più spesso. Ronde a piedi oppure in bici pag. 18

Regione Urbanistica

Incontro con Paolo De Castro a Palazzo Celio pag. 25

Piano Casa: L’ultima parola ai sindaci pag. 32-33

scuola

società

Sindacato in classe. La rete degli studenti medi

La violenza in famiglia non è un reato d’altri tempi

pag.

Personaggio

26

Baldassare Bonifacio, viaggiatore del XVII secolo pag. 28

pag.

34

Salgado a Venezia presenta la nuova mostra “Genesi” pag.

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Cultura

E’ iniziata a fine gennaio la raccolta firme per la presentazione di una proposta di legge contro il gioco d’azzardo. Si tratta di un’iniziativa che tra le finalità chiede più poteri ai Comuni per regolamentare la diffusione dello slot machines e la costituzione di un fondo di solidarietà da destinare alla cura, prevenzione e ricerca. “E’ un dovere di chi ricopre un incarico pubblico – ha ricordato l’assessore di Palazzo Celio Marinella Mantovani – fare queste battaglie a favore della famiglia”. Nell’ufficio anagrafe di ogni comune sono a disposizione i moduli per la raccolta delle firme per sottoscrivere la proposta di legge d’iniziativa popolare. Per firmare, è necessario un documento d’identità; c’è tempo fino al 28 febbraio. Poi gli elenchi torneranno in Provincia.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà di

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Questa edizione raggiunge le zone di Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Ariano, Porto Tolle per un numero complessivo di 15.457 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

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Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 gennaio 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese CARO PEDAGGI Il ministro Lupi annuncia le agevolazioni fino al 20% per chi percorre l’autostrada tutti i giorni, con effetto retroattivo dal primo febbraio. Non mancano però le perplessità su un meccanismo che rischia di escludere comunque migliaia di automobilisti e di bloccare la realizzazione della città metropolitana Padova - Venezia Treviso proprio in uno dei suoi aspetti più importanti, il sistema dei trasporti

Sconti ai pendolari, per

di Nicola Stievano

Zaia e Chisso plaudono al provvedimento: “Ora la proroga delle concessioni autostradali”

Critico Bottacin “Questo non farà che scaricare i costi sugli automobilisti, meglio fare le gare”

D

opo un mese di polemiche di fuoco sul caro pedaggio ecco la “soluzione Lupi”: uno sconto progressivo per i pendolari che usano l’autostrada quasi tutti i giorni fino ad un massimo del 20 per cento. L’annuncio arriva direttamente da ministro dei trasporti con l’intento di mettere fine alle polemiche, specie in Veneto, regione in cui le tariffe autostradali hanno conosciuto i rincari più elevati, e andare incontro ai lavoratori pendolari. Sarà così? Staremo a vedere perché qualche ora dopo la pubblicazione delle modalità per ottenere gli sconti (almeno 20 viaggi mensili sulla stessa tratta, sconto progressivo dall’1 al 20 per cento fino ad un massimo di 46 viaggi, su una percorrenza non superiore ai 50 chilometri) gli automobilisti già iniziavano a sbizzarrirsi sui diversi “scenari”, constatando che alla fine la soluzione è il solito compromesso all’italiana, congegnato da una parte per accontentare i clienti e dall’altra per non scontentare le concessionarie autostradali, assai restie ad allentare i cordoni della borsa. PENDOLARI AGEVOLATI? Se sulla carta nel nostro Veneto sarebbero qualche decina di migliaia gli automobilisti in possesso dei requisiti per ottenere gli sconti dall’altra, osservano in parecchi, i veri benefici li vedrà solamente chi prenderà l’autostrada tutti i giorni per almeno cinque volte la settimana, sullo stesso percorso, andata e ritorno.

focus come funzionano le agevolazioni

Per avere gli sconti indispensabile il Telepass

L

e agevolazioni sono applicate a Tutti i possessori di Telepass (con contratti family, business e ricaricabili, abbinati a persone fisiche ed a veicoli di classe A) che abbiano effettuato la registrazione e che utilizzino l’autostrada come pendolari tra due stazioni predefinite, con percorso massimo di 50 chilometri. La percentuale di sconto è proporzionale al numero dei viaggi e non alla loro lunghezza. Sino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21° transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi…) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40° transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46° viaggio (i giorni lavorativi in un mese sono al massimo 23) lo sconto del 20%. Per i transiti successivi al 46° viaggio si paga la tariffa intera. Lo sconto è applicato per un massimo di due viaggi al giorno, compresi i festivi. Per registrarsi basta andare, a partire indicativamente dal 25 febbraio 2014 (gli sconti sono comunque validi dal 1° febbraio) sul sito Telepass (www.telepass. it) o sul sito/ufficio della Concessionaria interessata, definendo il percorso che si utilizza abitualmente, indicando il casello di entrata e quello di uscita. Per il sistema aperto, in cui il cliente non effettua la transazione che permette di stabilire da dove si proviene e/o dove si è diretti, il cliente indicherà il casello o la barriera di attraversamento. Lo sconto verrà calcolato al termine del mese in cui vengono effettuati i transiti.

Poca cosa dunque rispetto a quanto si paga in più sulle nostre autostrade dall’inizio dell’anno. Piuttosto che niente, osservano invece altri, si tratta almeno di un primo passo che porterà un beneficio a chi effettivamente percorre l’autostrada tutti i giorni per recarsi al lavoro. Considerando che tra andata e ritorno sulla Padova - Venezia o sul Passante, per citare due delle autostrade più frequentate dai nostri pendolari, con le tariffe attuali si arrivano a spendere anche 6-7 euro al giorno, lo sconto massimo che si potrà ottenere in un mese, per chi usa l’autostrada tutti i giorni, può arrivare anche a 30 euro. Basterà a convincere migliaia di automobilisti ad accantonare l’idea di percorrere la viabilità locale, con il rischio di congestionare il già difficile traffico locale? Il ministro Maurizio Lupi ha cercato di portare a casa la soluzione più vantaggiosa possibile, facendola applicare retroattivamente dal primo febbraio. “Abbiamo voluto dare un segnale chiaro ai pendolari, - spiega - una categoria che oggi soffre la crisi economica e sulla quale l’impatto degli aumenti dei pedaggi si faceva sentire in modo significativo”. IL NODO DELLE CONCESSIONI. Dietro alla questione degli sconti si gioca una battaglia ancor più delicata e controversa, quella della proroga delle concessioni autostradali. Tant’è che qualche ora dopo l’annuncio del ministro sia il

Presidente veneto Zaia che l’assessore Chisso si sono affrettati a sottolineare la necessità di prolungare le concessioni, visto che gli sconti, almeno per i primi mesi, ricadranno sulle concessionarie. “Vediamo raggiunto un obiettivo che abbiamo fortemente voluto e perseguito. - afferma Chisso - Un traguardo che è anche nostro. Ora il prossimo passo è il prolungamento della concessione”. In questo periodo il Ministero si è impegnato a trovare delle “compensazioni” a tutela dei bilanci delle concessionarie e a studiare la percorribilità di un allungamento delle concessioni. Un aspetto questo che l’Unione Europea non vede proprio positivamente, anche se i concessionari faranno di tutto per ottenerlo. Il confronto politico è aperto, anche perché in Veneto verranno costruite altre arterie stradali a pedaggio. Operazioni che si ripercuoteranno sulla definizione delle tariffe di pedaggio, con le immancabili proteste dei cittadini. Diego Bottacin, consigliere regionale del gruppo misto, si scaglia contro l’allungamento delle concessioni. “Questo non farà che scaricare i costi dei mini sconti applicati oggi sugli utenti di domani, che pagheranno un prezzo ben superiore. L’unica via d’uscita è invece introdurre criteri di concorrenza nel sistema. Il Ministero deve riscattare tutte le concessioni e organizzare delle gare a evidenza pubblica a cui possano partecipare i potenziali gestori”.

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Argomento del mese 5 Infrastrutture

r molti ma non per tutti Il confronto politico Critici sulla gestione locale Peraro e Valdegamberi

“Gli aumenti delle tariffe si ripercuotono sulla viabilità” di Nicola Stievano

V

eneto con le autostrade più care d’Italia: questo lo scenario che andrà a delinearsi con la realizzazione dei nuovi tratti a pedaggio, dalla Nogara - mare in polesine, alla regionale 10 nella Bassa Padovana, dalla pedemontana Veneta alla nuova Romea Commerciale, e tutto con il meccanismo della finanza di progetto, come è stato per il Passante di Mestre. E’ in gioco non solo l’assetto della viabilità e dei trasporti all’interno di aree nevralgiche della città metropolitana Padova - Venezia - Treviso, che rischia di essere messa in discussione proprio dalla difficoltà e dagli alti costi di spostamento, ma anche una politica di intervento che avrà conseguenze concrete sulle tasche dei cittadini. Nella Bassa Padovana, ad esempio, già monta la protesta per l’esenzione del pedaggio lungo la nuova Regionale 10 ridotta a solo due anni, con la conseguenza che una volta scaduto questo termine i residenti del territorio saranno costretti a pagare anche per andare nel nuovo ospedale all’uscita della superstrada. Non va meglio in Polesine né nella Riviera del Brenta, alle prese con il caro pedaggi sul già costoso Passante. Il terreno di scontro è infuocato soprattutto intorno alle concessioni, che lasciano alle società carta bianca sulle politiche dei prezzi. Stefano Peraro, consigliere regionale Udc, parla di cortocircuito politico - tecnico. “Politico, perché il Presidente Zaia sulle tariffe critica i presidenti delle concessionarie da lui nominati o appartenenti al suo stesso partito. Tecnico, perché con gli aumenti si riducono i flussi di traffico lungo le autostrade, che si riversano o nella viabilità ordinaria o nel trasporto pubblico locale, settori che non se la passano bene nella nostra regione. Di certo non servono i 52 milioni di euro previsti dal bilancio 2014, dopo 3 anni di assenza di investimenti regionali, a cambiare le sorti della viabilità veneta”. Per Stefano Valdegamberi di Futuro Popolare “le tariffe potrebbero scendere del 15-20 per cento facendo luce e pulizia nella gestione delle società concessionarie. Basta evitare di gestire le autostrade come è stato fatto negli ultimi anni”.

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Lucio Tiozzo, Bruno Pigozzo e Franco Bonfante

Gruppo del PD in Consiglio regionale

“Al pettine vent’anni di politiche sbagliate” S

empre caldo il fronte dei trasporti in Veneto, in un crescendo di disagi ai danni dell’utenza, tanto nei collegamenti ferroviari che lungo le strade. A dominare in questo periodo le questioni legate all’introduzione del nuovo orario cadenzato e al rincaro dei pedaggi autostradali. Due emergenze per le quali il gruppo del Pd in Consiglio regionale è sul piede di guerra, in un pressing costante sulla Giunta Zaia perché assuma decisioni concrete. “Sono giunti al pettine i nodi di un ventennio di politiche sbagliate su mobilità e infrastrutture: il Veneto si trova ad essere la prima regione in Italia per aumento delle tariffe autostradali e agli ultimi posti per efficienza del trasporto pubblico locale, su gomma e su ferro”, riassume così il quadro il consigliere democratico e vice presidente della Commissione Trasporti, Bruno Pigozzo. “Zaia dovrebbe chiedere scusa ai veneti – rincara la dose il capogruppo Lucio Tiozzo. Se siamo arrivati a questo punto, persino con un’indagine dell’Authority sui disservizi dei trasporti ferroviari, è colpa di chi doveva svolgere ben prima una vigilanza ed un controllo rigoroso su quanto avveniva. Aveva tutto il tempo per intervenire direttamente nel corso di questi anni, segnati da montagne di denunce di cittadini, dai richiami e dalle nostre sollecitazioni ad investire più risorse e trovare soluzioni ai disagi sempre più crescenti”. Dunque, che fare? Secondo Tiozzo: “Nel bilancio Tiozzo “Già con il bilancio 2014 è 2014 vengano necessario che la Regione inserisca stanziate risorse risorse massicce per l’integrazione per l’integrazione dei dei trasporti ferro-gomma, per il trasporti ferro-gomma” rinnovo del materiale rotabile e la manutenzione, senza agitare lo spauracchio della nuova gara e garantendo davvero il diritto alla mobilità di tutti i veneti. Tra l’altro – evidenzia da parte sua il democrat Franco Bonfante – nei giorni scorsi Trenitalia ha smascherato la Giunta regionale dimostrando come il Veneto sia inadempiente per alcuni pagamenti di importo rilevante e per altri servizi aggiuntivi già concessi e di cui la Regione non ha ancora assicurato la copertura. A testimonianza del fatto che le responsabilità politiche di questo governo di centrodestra per l’insufficienza dei servizi ferroviari sono pesanti”. E per quanto riguarda il salasso delle tariffe autostradali, i consiglieri regionali del PD non hanno dubbi nel dire che “i rincari sono figli di una politica di investimenti infrastrutturali che ha privilegiato la finanza di progetto. Ora, complice la crisi e la contrazione dei flussi di traffico, i veneti si ritrovano a pagare il conto di ingenti investimenti infrastrutturali come il Passante di Mestre, costato mille milioni, e rimasto oltretutto privo delle cosiddette ‘opere complementari’ per carenza di risorse. La cosa da fare con urgenza è non solo garantire all’utenza locale forme di agevolazione e sconti, ma rivedere nel complesso un piano regionale dei Trasporti che, a 10 anni dalla sua approvazione, sta mostrando tutti i suoi drammatici limiti”.


6 Territorio Chiarimenti L’eurodeputato Zanoni aveva presentato un’interrogazione sul rigassificatore

Il terminal in regola e la schiuma non inquina Il piano di monitoraggio attuato da Ispra, sotto la supervisione di Arpa Veneto, è stato approvato al Ministero dell’Ambiente di Elisa Cacciatori

FOCUS Il parere del Wwf

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’eurodeputato Andrea Zanoni nelle scorse settimane ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sul rigassificatore di Porto Viro per il timore di “una minaccia per l’ecosistema marino”. La richiesta, era volta a conoscere eventuali studi comunitari sugli effetti dei rigassificatori sull’ambiente. “L’impianto – ha considerato Zanoni – utilizza grandi quantitativi d’acqua di mare che poi restituisce a temperature inferiori con una maggiore presenza di cloro-derivati e sostanzialmente sterile, ovvero priva di larve, gameti e sostanze nutritive, incapace di rendere all’ambiente i servizi eco sistemici”. Tra gli elementi portati all’attenzione dall’interrogazione, vi era anche la quantità schiuma prodotta in mare dal rimescolamento dell’acqua. Dal canto suo, Adriatic LNG ha precisato, attraverso una nota, di operare nel pieno rispetto dell’ambiente. Stando a quanto riportato nel documento a gennaio 2009, momento in cui il terminale ha ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale per poter operare, in accordo con le autorità di controllo competenti è stato definito un estensivo piano di monitoraggio ambientale anche per la fase operativa. Nello specifico, in riferimento alla tutela dell’ecosistema marino il documento chiarisce come “il piano di monitoraggio attuato da Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sotto la supervisione di Arpa Veneto, è stato approvato al Ministero dell’Ambiente”. La qualità dell’acqua che ritorna in mare, si precisa, deve rispettare parametri ambientali definiti dalle normative e monitorati da Adriatic LNG e dalle autorità di controllo

ambientale. “Si tratta della diminuzione media di temperatura tra l’acqua prelevata e quella reimmessa in mare che deve essere inferiore ai 5°C, oltre alla concentrazione residua di cloro nell’acqua reimmessa in mare che deve essere mantenuta all’interno di un limite molto ristretto (equivalente a 0,2 milligrammi per litro, inferiore al contenuto di cloro contenuto nell’acqua potabile della maggior parte degli acquedotti in Italia). Le analisi, i campionamenti e gli studi ad oggi effettuati confermano il pieno rispetto dei rigidi parametri ambientali stabiliti dal Decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale”. Per quanto riguarda invece il fenomeno della schiuma creata per effetto del flusso d’acqua che scorre nel sistema di condotte, il documento descrive “un fenomeno che non è provocato da alcuna sostanza chimica. I campionamenti e le analisi effettuate hanno confermato che la schiuma non contiene sostanze estranee a quelle preesistenti in mare”. E ancora che “sin dalla comparsa del fenomeno la Società ha informato tutte le autorità di controllo competenti quali Arpav, Ispra e la Capitaneria di Porto di Chioggia e collabora attivamente con loro. Le analisi, i campionamenti e gli studi ad oggi effettuati confermano che la schiuma non ha impatti sull’ambiente circostante, sulle persone o sugli organismi marini. Inoltre la schiuma tende a dissolversi in prossimità del terminale senza mai raggiungere le aree costiere. Tale valutazione è stata anche condivisa dalla Commissione tecnica di valutazione d’impatto ambientale (VIA) in un parere trasmesso al Ministero dell’Ambiente nel giugno del 2012”.

“Nella Via sono stati omessi degli studi”

S

econdo il WWF invece l’utilizzo di acqua di mare nel ciclo della rigassificazione è deleterio per l’ambiente. Su questo tema l’associazione ambientalista ha tenuto recentemente una conferenza stampa dove ha messo in evidenza che: “Lo scarico di enormi quantità di acqua fredda, e di cloro, nell’ambiente marino comporti danni all’ecosistema”. In particolare, il WWF ha fatto riferimento agli impianti di Gas Natural a Trieste-Zaule e di E.On nel centro del Golfo di Trieste e a largo di Porto Viro che prelevano e restituiscono sterilizzati ben 636.000 m3 di acqua marina ogni giorno. “Questo - secondo l’associazione – comporta a fortissimi stress termici e meccanici, nonché la formazione di cloro-derivati organici e cloramine, fortemente tossici, che distruggono i microorganismi (zoo- e fitoplancton) presenti nell’acqua del mare, sterilizzandola’ e per i quali ‘la procedura di Valutazione dell’Impatto Ambientale non ha tenuto conto di queste sostanze, semplicemente perché omesse degli studi allora prodotti da Gas Natura”’. I danni causati fino ad oggi hanno, sempre secondo le stime del Wwf, comportato una spesa superiore ai 2 milioni di euro annuali”. Quindi la tecnologia ha sempre un impatto distruttivo sull’ambiente? Non proprio l’associazione ambientalista propone una via diversa rispetto all’impiego dell’acqua di mare. “Esistono tecnologie alternative, che non prevedono l’utilizzo dell’acqua di mare: ad esempio quella “a circuito chiuso” (utilizzata da anni nel terminale di Panigaglia, pressoLa Spezia), dove una piccola quantità del gas liquefatto trasportato dalle gasiere – dallo 0,87 all’1,30% – viene bruciata per ricavare il calore necessario al processo di rigassificazione”.

Tre giorni di confronto con le altre aree Riserva Biosfera

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Il 7, l’8 e il 9 marzo il Delta si confronterà con gli adenti al programma MAB provenienti dalla Francia, Spagna, Romania e Russia. In un convegno incontrerà i rappresentatnti della Camargue, Ebro, Evros, Danubio e Volga

ORARIO

dal lune

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dì al sa bato 09:00 12:30 15:30 19:00

l Delta del Po si fa conoscere e si apre al confronto con realtà simili. Diverse le iniziative realizzate grazie ai finanziamenti del GAL Delta del Po per creare un percorso volto a valorizzare i prodotti tipici dell’agricoltura, della pesca e dell’artigianato. Nella tre giorni prevista il 7, l’8 e il 9 marzo il Delta si confronterà con le aree Riserva Biosfera – Mab Unesco provenienti dalla Francia, Spagna, Romania e Russia attraverso i ristoratori e i produttori dei territori, oltre ad essere protagonista del convegno che vedrà la presenza dei rappresentanti dei delta della Camargue, Ebro, Evros, Danubio e Volga. I progetti che si andranno poi ad attivare per un importo complessivo di 1.123.000 euro propongono diverse iniziative. L’“Eco Leader Network” è una di queste e nasce per creare sviluppo e integrazione dei singoli territori citati con le relative eccellenze. Zone morfologicamente simili, con grandi fiumi che sfociano a delta creando degli habitat unici, si ritrovano a non valorizzare i prodotti nonostante le loro peculiarità. Inoltre, sebbene il turismo enogastronomico sia in crescita, qui l’offerta nella ristorazione dei prodotti locali è scarsa. Il progetto, complementare ad azioni locali di promozione, valorizzazione e informazione sui

Geremia Gennari e Marco Gottardi prodotti tipici del territorio, per questo si può considerare integrativo al Lapis che promuove le produzioni tipiche locali nei mercati italiani ed esteri. Il Lapis favosce la conoscenza dei prodotti tipici locali agro-alimentari e artigianali dei territori di riferimento dei Gal relativi al “Polesine” (Gal Delta Po), alla “Murgia” (Gal della Puglia) e al Delta del Po, coinvolgendo gli operatori rurali, rafforzando l’immagine delle zone e delle tipicità che, se promosse solo a livello locale, non avrebbero la possibilità di perdurare nel tempo e soprattutto di essere apprezzate da altri fruitori. Si tratta di territori tra loro lontani e legati alla civiltà contadina e alle produzioni tipiche che proprio per la loro diversità possono trovare l’elemento di sinergia per la loro valorizzazione. Collegate quindi le problematiche “comuni” per la carenza/ eccesso di acqua all’opportunità di sviluppare la vocazionalità e la ruralità dei territori con la promozione congiunta dei prodotti tipici locali. El.Ca.


8 Porto Viro Opere pubbliche Al via alcuni importanti interventi che interesseranno la mobilità

Cantieri per marciapiedi, piste ciclabili e illuminazione a led

Saranno interessate dai lavori: Via Navi Romane, via VII Mari, via IV Novembre e via Mazzini di Elisa Cacciatori

A

primavera nel centro di Porto Viro sono previsti alcuni importanti lavori che interesseranno la mobilità. Tra le operazioni in programma nell’ambito del primo stralcio della qualificazione del Collettore Padano Polesano è infatti emersa la necessità di realizzare alcune opere integrative e di completamento rispetto al progetto originario, già in corso di realizzazione. Si tratta di interventi volti a portare migliorie alla mobilità e alla fruibilità di una zona situata nel cuore di Porto Viro con la realizzazione di un ulteriore tratto di pista ciclabile, di un marciapiede, dell’asfaltatura di un tratto di strada bianca e dell’illuminazione pubblica a led. Il progetto è stato realizzato dallo stesso proNella foto i rendering degli interventi che interesseranno via VII mari gettista dell’intervento originario che si va ora ad implementare, l’architetto Gianfranco Franchi, che si pedoni. Secondo il progetto presentato dall’ufficio Barbagigio. In questo tratto sarà realizzato un senso è occupato della redazione del lavori pubblici comunale che unico che proseguirà in direzione degli impianti sporprogetto preliminare dei lavori Un percorso impiegherà 135.000 euro de- tivi Luca Doni fino all’imbocco con Borgo Rivoli, zona denominati “progetto di quali- che dal Barbagigio rivanti dai contributi dell’accor- in cui sarà invece mantenuto l’esistente doppio senficazione del Collettore Padano finacheggerà l’Isola do con Adriatic Lng, la strada so di marcia. Lungo l’intero tratto di strada compreso Polesano. Opere integrative e dello spettacolo sarà finalmente dotata di un tra via IV Novembre e via Mazzini sarà realizzata di completamento”. Il costo e Piazza mercato impianto di illuminazione a led l’illuminazione pubblica a led ed una pista ciclabile complessivo di 250.000 euro si e del marciapiede, un’opera, che permetterà il completamento del percorso cicloandrà a finanziare con parte di fondi comunali e con quest’ultima che richiederà però una variazione del- pedonale già esistente lungo via Collettore sinistro. il riutilizzo delle economie del primo stralcio dei la- la viabilità. Attraverso il naturale restringimento della Si andrà così ad ottenere un percorso che, senza vori. Via Navi Romane, la strada lungo cui sorge l’ex carreggiata per la creazione del percorso pedonale, interruzioni dal Barbagigio proseguirà fiancheggianmacello comunale ora sede della biblioteca civica, dall’attuale doppio senso di marcia, sarà realizzato do l’Isola dello spettacolo e Piazza mercato e, una sarà una delle zone interessate dagli interventi di un senso unico. volta terminati i lavori di qualificazione del Collettore riqualificazione. La via in passato è stata più volte La parallela via VII Mari, in parte strada bianca, Padano Polesano, proseguirà sino a via XXV Aprile e oggetto delle segnalazioni da parte dei residenti sarà asfaltata lungo il tratto che ha ingresso da via alla cittadella dello sport. stanchi della mancanza di un percorso sicuro per i IV Novembre, dove è situato il rifugio dell’Oasi del

FOCUS

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“Trofeo città di Giaveno”

Fregnan e Moregola aprono il 2014 con un argento

’ cominciato con l’argento l’anno agonistico 2014 per i campioni portoviresi di katame no kata, Andrea Fregnan e Stefano Moregola dell’Asd Eurobody. Alla gara internazionale del Gran prix kata judo, meglio conosciuta dagli addetti ai lavoro come il “Trofeo città di Giaveno”, che prende forma in provincia di Torino, la coppia di sportivi ha gareggiato tra le 74 le coppie iscritte nei cinque kata in competizione. Nel katame no kata Fregnan e Moregola, tra le diciannove coppie in gara provenienti da

varie regioni d’Italia e una coppia proveniente dalla Francia, si sono aggiudicati un secondo posto dovuto, come conferma il maestro Fabrizio Gazzignato, principalmente a motivi di salute. “E’ stata una gara di buon livello tecnico – conferma Gazzignato – ma con Fregnan non nelle migliori condizioni e dolorante per problemi ad un ginocchio, i nostri atleti non sono riusciti ad esprimere un kata al loro livello dovendo accontentarsi della medaglia d’argento dietro alla coppia umbra Proietti e Varazzi e davanti alla coppia

toscana Costa e Sudetti. Inizialmente eravamo un po’ amareggiati ma poi abbiamo accettato questa “sconfitta” sapendo che potevamo far meglio. Ci sentiamo battuti infatti solo dal male al ginocchio e non dagli avversari”. Il prossimo appuntamento in calendario per la coppia portovirese sarà il 15 e 16 marzo il “7 EJU Tournament kata judo” il 15 ed il “Trofeo Villanova Gran prix kata judo” il 16 a Pordenone, città che il 24 maggio ospiterà anche il Campionato europeo kata judo. El.Ca.

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L’Intervento

Legge elettorale, un cambiamento è necessario di Diego Crivellari*

segue da pag.

1

Molto si è discusso in relazione alla possibile intesa tra Renzi e Berlusconi, ma io credo che il nuovo segretario del Pd bene abbia fatto ad accelerare i tempi, puntando ad un accordo ampio e condiviso sulle regole elettorali e mettendo nel “pacchetto“ complessivo una seria revisione dell’assetto istituzionale (superamento del bicameralismo perfetto, riforma del Senato, taglio dei costi della politica). Un cambiamento è oggi necessario, occorre dare un segnale al Paese, imprimere una chiara direzione di marcia e non può essere considerato “eversivo’” cercare il coinvolgimento delle opposizioni: pur riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni di chi, soprattutto nel centrosinistra, nutre forti dubbi sull’affidabilità e sulla tenuta di Berlusconi e della rinata Forza Italia, dobbiamo anche aggiungere che, almeno finora, ad uno sguardo obiettivo, il movimento di Grillo poco o nulla ha fatto per “scongelarsi” e per dare un contributo costruttivo al dibattito. Si continua a scommettere su un collasso del sistema, ma è una scommessa pericolosa, perché giocata contro gli interessi degli italiani, non contro questo o quel partito. La bozza del cosiddetto “Italicum” rappresenta invece un buon punto di partenza e potrebbe essere il primo tassello di una stagione di più ampie riforme, da avviare rapidamente, se verranno risolti alcuni dei nodi maggiormente controversi. Il nodo principale rimane sempre quello del rapporto tra eletti ed elettori, che tuttavia non può limitarsi al balletto sull’introduzione o meno delle preferenze. Personalmente, renderei obbligatorie le primarie per legge e faccio il tifo, non da oggi, per collegi piccoli e il più possibile omogenei territorialmente, guardando al modello del “collegio uninominale” che vige Oltremanica. Utopia? Forse, ma questo modello per molti versi obbligherebbe a ripensare radicalmente il rapporto tra il parlamentare e i cittadini, all’insegna della trasparenza e di una più incisiva rappresentanza dei nostri territori. *Deputato Pd


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10 Porto Viro Associazionismo Rina Bovolenta denuncia l’indifferenza delle amministrazioni

All’Oasi onlus serve un posto di Pinco pallino*

“C

osi non possiamo più andare avanti. Ci serve un posto, che già ci è stato promesso qualche anno fa, in cui poter ospitare gli animali che hanno bisogno di cure”. L’associazione portovirese di protezione animali Oasi onlus attraverso le parole della presidentessa Rina Bovolenta chiede aiuto e soprattutto l’interessamento delle istituzioni per una soluzione ai problemi di gestione dell’attività dei volontari. Costituita nel 2007, la realtà associativa ad oggi è impegnata non solo nell’area paesana, ma in tutto il territorio deltizio. “Da dieci anni i volontari dell’Oasi a tempo pieno ogni anno raccolgono in media una cinquantina di gattini abbandonati per l’adozione e ne sterilizzato trecento dando il proprio sostegno 7 giorni su 7, anche di notte, con un servizio importante per la città, che fa risparmiare sia il Comune sia l’Asl. Sosteniamo otto colonie feline riconosciute nel territorio e per tutto questo otteniamo un contributo annuale dal Comune di 250 euro. Nessuno si è mai chiesto però, in che stato sarebbe il randagismo nel territorio se non ci occupassimo delle sterilizzazioni feline e delle cure agli animali feriti della strada”. La sensazione, nelle parole della signora Bovolenta, è un misto tra rabbia e sconsolatezza a fronte dell’indifferenza delle istituzioni. “Tutti sono sempre pronti a fare promesse – racconta – ma poi quand’è ora mai nessuno è n grado di mantenerle. A novembre abbiamo inviato anche una lettera ai sindaci del Delta sulle problematiche del territorio

“Tutti sono sempre pronti a fare promesse ma poi nessuno le mantiene” per la questione degli animali d’affezione, senza alcun riscontro. Noi volontari, come meglio abbiamo potuto, ci siamo sempre dovuti arrangiare. Cinque anni fa il sindaco di Porto Viro ci promise un’oasi, ovvero una porzione di terreno in cui poter tenere al sicuro le bestiole di cui ci occupiamo. Ad oggi di quel posto di cui abbiamo realmente bisogno per poter accogliere tutti quegli animali feriti e in cerca di adozione, non abbiamo ancora avuto notizia. Attualmente gli animali li teniamo da me, ma abito vicino alla strada, un ambiente che rappresenta un pericolo soprattutto per i gatti, e lo spazio è poco”. L’associazione può contare però sul buon cuore delle persone. “Ci autofinanziamo, per quanto possiamo, con la giornata di raccolta cibo per animali fuori dai supermercati, con la Festa del Bastardino che quest’anno si svolgerà l’11 maggio e col banchetto delle adozioni al mercato –

Il servizio reso dai volontari è importante ma il sostegno alla loro attività e scarso. Senza di loro gli animali randagi imperverserebbero

Nella foto Rina Bovolenta conclude Bovolenta - e in tutto questo posso solo ringraziare i cittadini che ci sostengono con cibo e offerte per gli animali”.

NEWS Donazione

Un nuovo organo per la parrocchia san pio x

L

a parrocchia San Pio X di Taglio di Donada può godere di un nuovo organo frutto di una donazione da parte di Bancadria, su iniziativa dell’Amministrazione comunale portovirese. L’inaugurazione del nuovo strumento Viscount, avvenuta attraverso una piccola cerimonia tenutasi durante la messa domenicale, ha previsto la benedizione da parte del parroco di Taglio di Donada, don Corrado Cester dell’organo. Il sindaco Geremia Gennari ha quindi consegnato ufficialmente una targa che è stata poi sistemata sullo strumento liturgico e che ricorda attraverso l’incisione i particolari della donazione, specificandone i due soggetti che hanno reso possibile l’iniziativa. Si tratta del direttore del coro parrocchiale Antonio Ghezzo e di Luigi Fonsatti, ringraziati al momento dell’inaugurazione dallo stesso sindaco così come il presidente di Bancadria, Giovanni Vianello, che si è reso disponibile nella concretizzazione del progetto. El.Ca.


messaggio pubblicitario

Il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha ottenuto AL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO FINANZIAMENTI le certificazioni di gestione della qualità DAI G.A.L. POLESINE DELTA DEL PO E ANTICO DOGADO ISO 9001 e di gestione ambientale ISO 14001

Il Comitato di Approvazione di TÜV ha reA sinistra il IL CONSORZIO IN CIFRE centemente autorizzato il rilascio del nuovo complesso idrovoro Certificato di Qualità secondo la norma UNI SUPERFICIE COMPRENSORIALE 62.780 HA Busiola. EN ISO 9001:2008 che avrà valenza fino Unità territoriali: S.Anna; Rosolina; Porto Viro; Isola di Ariano; Porto Tolle A destra all’11.06.2014 e il nuovo certificato di SisteTerreni bonificati ed aree litoranee 45.295 ha la ex casa ma di Gestione Ambientale secondo la norValli da pesca 8.641 ha idrovoLagune 8.844 ha ma UNI EN ISO 14001:2004, valevole sino al rista del 24.05.2014, al Consorzio di Bonifica Delta del complesso GESTIONE IDRAULICA Po. idrovoro Canali di scolo 650 Km I certificati ISO 9001 e ISO 14001 indicano Impianti idrovori n. 39 Busiola che il Consorzio di Bonifica Delta del Po provAcqua sollevata ed espulsa dagli impianti idrovori in un anno 400.000.000 mc vede a garantire una serie di servizi e di atPotenza impegnata 18.000 kw tività nel rispetto delle procedure di legge sia Energia consumata 10.200.000 Kwh per quanto riguarda i servizi che per quanto riguarda la gestione ambientale. Tali attività IRRIGAZIONE sono: Canali, canalette e tubazioni 200 Km • l’erogazione di servizi relativi alla bonifica, Impianti irrigui n. 24 Impianti pluvirrigui n.4 alla difesa del territorio e all’irrigazione; Potenza impegnata 1.176 Kw • In la gestione, la manutenzione e l’esercizio questo periodo di crisi e di carenza di finanziamenti i Gruppi di Azione Energia consumata conservativo 2.200.000 Kwh dell’idrovora, ma• il “Restauro e risanamento delle opereG.A.L. relative del alla territorio rete di bonifica ed ir- attivati per il coordinamento dei proLocale si sono nutenzione straordinaria del magazzino e dotazioni nel rigazione, delle opere complementari e degli DITTE CONSORZIATE: n. 32.000 complesso idrovoro di Sadocca“ finanziato per l’importo di getti finanziati con il “Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale” collegati al impianti di sollevamento acqua; € 169.191,15 “Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007 – 2013”. Nell’ambito • la progettazione e l’esercizio di opere idraudelle e delle Azioni previste i GAL hanno pubblicato dei bandi per liche e diMisure vivificazione ambientale. il finanziamento di interventi strutturali specifici ai quali anche il Consor- Si tratta di interventi importantissimi che il Consorzio di Bonifica Delta Avere ottenuto il Certificato di Qualità ISO del Po non sarebbe riuscito a realizzare con proprie risorse. zio èdifonte Bonifica Delta delper Po gli haammipartecipato. 9001 di soddisfazione Indispensabile è stata la collaborazione con i coordinatori dei due GAL, la Sono stati quindi redatti i necessari nistratori e i dipendenti del Consorzio perché progetti definitivi che sono stati sottoposti ad un attento esame da parte di AVEPA. Si tratta di due progetti dottoressa Claudia Rizzi per l’Antico Dogado ed il dottor Stefano Fracasso indica che l’Ente è organizzato per garantire e assicurare un servizio qualità. IlDogado Consorziorelativi è presentati al GALdi Antico uno al “Restauro e qualificazione per il Polesine Delta del Po, che hanno fornito con professionalità e chiainfatti uno dei pochi enti pubblici ad aver intrapaesaggistico/ambientale del complesso idrovoro di Busiola, in località rezza le necessarie indicazioni sulle procedure burocratiche previste e preso ed aver finanziato ottenuto l’imporCa’ tale Linopercorso (Chioggia)“ per l’importo di € 99.127,38, già in fase chiarimenti sui contenuti dei tante riconoscimento. Per il raggiungimento di realizzazione, e l’altro, a regia, relativo a “Manutenzione straordinaria bandi. diequesto obiettivo Amministradotazioni peril Consiglio attività di informative/culturali della ex casa dell’idrovorista Da subito gli uffici consorziali zione del Consorzio, che ha appoggiato tale nel complesso idrovoro di Busiola, in località Ca’ Lino (Chioggia)” finan- attiveranno le procedure neiniziativa informato dal Direttore del rilascio ziato per l’importo di € 124.572,88. Per quanto riguarda il GAL Polesine cessarie per l’aggiudicazione dei certificati del sistema di qualità, intende dei lavori che avranno inizio, Delta del Po ilsono statidipendente presentati ringraziare tutto personale per4 progetti e precisamente: salvo imprevisti e lungaggini la professionalità e l’efficienza dimostrata du• il “Recupero e riqualificazione della casa dell’idrovorista burocratiche, entro l’estate. rante lenel visite ispettive e per l’impegnodi procomplesso idrovoro Rosolina” finanziato per l’imporfuso neltogarantire il superamento di tutti gli di € 86.120,61 step necessari, puntualizzando che il risultato conservativo della ciminiera • il “Restauro e risanamento ottenuto va a beneficio di tutti i dell’ex complessoconsorziati. idrovoro di Ca’ Vendramin” finanziato A destra la ex casa idrovorista di In Veneto i consorzi di di bonifica polesani persolo l’importo € 80.000,00 Sotto il complesso idroRosolina. hanno raggiunto l’obiettivo e l’aver ottenuto • la “Valorizzazione Museo regionale della bonifica Ca’ Venvoro Sadocca, in mezzo il museo tali certificazioni un punto di finanziato per l’importo di € dramin èesicuramente area Delta del Po” Ca’ Vendramin con la ciminiera del arrivo. 195.333,54 Certo è che i requisiti dimostrati demuseo accanto vono essere mantenuti e migliorati nel tempo e a tale proposito, il Consorzio sarà soggetto a periodiche visite ispettive da parte di TÜV ITALIA S.r.l. che dovrà verificare che l’Ente abbia le carte in regola per mantenere le certificazioni di qualità. L’importanza dell’ottenimento della certificazione di qualità è stata poi evidenziata dal vigente D.lgs n.207 del 05.10.2010 “Regolamento di esercizio ed attuazione del decreto dimostrato di essere organizzato secondo le che si promette al consorziato. Creare un silegislativo 12.04.2006 n.163”, recante “Codice norme internazionali di riferimento. Un orga- stema di qualità di certo non è cosa semplice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e nismo esterno indipendente, opportunamente perché varia per ogni ente e deve essere coforniture in attuazione della direttiva 2004/17/ autorizzato, ha certificato la corretta applica- struito caso per caso, adattando i meccanismi CE e 2004/18/CE” che, nel caso di programmi zione della norma. interni di controllo della qualità alle richieste redatti da progettisti interni come nel caso del Organizzare l’azienda secondo la norma signi- della norma. Consorzio, consente che la validazione possa fica implementare il sistema di gestione della Il Consiglio d’Amministrazione del Consorzio, essere fatta dagli stessi uffici tecnici qualora qualità dei servizi e della gestione ambientale uno dei pochi enti pubblici ad aver ottenuto l’ente sia dotato di un sistema interno di con- attraverso un insieme documentato di proce- tali riconoscimenti, ringrazia tutto il personale trollo di qualità secondo la norma UNI EN ISO dure e istruzioni di comportamento tali da es- dipendente per la professionalità e l’efficienza Sopra il Consiglio d’Amministrazione, a fianco le certificazioni ISO 9001 e Iso 14001 9001 e il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha sere certi di ottenere in termini di qualità ciò dimostrata.


12 Porto Tolle Polesine Camerini Due udienze del processo contro Enel in corso a Rovigo

Il Pm Fasolato ha chiesto la condanna dei vertici Le accuse sono state rigettate dagli avvocati difensori. L’Ispra, intanto, ha quantificato in 3,6 miliardi di euro i danni sanitari e ambientali causati dalle emissioni di Alessandro Orlandin

Associazionismo

Istituita la Consulta del Volontariato

P

C

on il processo di riconversione a carbone l’aumento delle malattie respiratorie e cardiovain costante stallo, è il fronte giudiziario a scolari che sarebbe connesso alle emissioni della mantenere viva l’attenzione su Enel e sulla centrale in un periodo compreso tra il 1998 e il centrale termoelettrica di Polesine Camerini. A 2009. “In particolare – ha detto Fasolato - è cavallo tra gennaio e febbraio si sono infatti te- stato calcolato nella misura dell’11 per cento nute due udienze particolarmente importanti del l’aumento di tutti i ricoveri legati a patologie processo in corso a Rovigo, riguardante i vertici respiratorie”. Accuse rigettate dagli avvocati didel colosso energetico nazionale. Nella prima il fensori: “L’intera requisitoria del pm muove dal presupposto che la legge pubblico ministero Masui limiti di emissione nuela Fasolato ha chie- La Provincia che regolava l’esercizio sto la condanna di nove di Rovigo ha della centrale di Porto tra manager e funzionari chiesto 5 milioni. Tolle non avesse alcuna per reati riconducibili al di- Il Comune sastro ambientale. Nella di Porto Tolle due rilevanza. L’accusa, non potendo superare il dato fattispecie: sette anni a Francesco Luigi Tatò, cinque anni e tre mesi a fattuale che Enel ha sempre rispettato la Legge, Paolo Scaroni, tre anni a Fulvio Conti, quattro addirittura si spinge a ignorare quelle normative anni a Leonardo Arrighi, Antonino Craparotta, Al- e dunque tutte le autorità dello Stato che nel fredo Inesi e Sandro Fontecedro, due anni e sei tempo hanno approvato e confermato leggi e mesi a Carlo Zanatta, prescrizione per Renzo Bu- decreti autorizzativi”. Nell’udienza successiva satto, estinzione dei reati per morte per Giusep- le cose non sono migliorate per Enel, visto che pe Potestio. Cardine dell’impianto accusatorio sono passati in rassegna i rappresentanti delle

NEWS

Manuela Fasolato parti civili con le richieste di risarcimento. Un perizia dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) ha infatti quantificato in 3,6 miliardi di euro i danni sanitari e ambientali che le emissioni avrebbero causato. Il solo Stato, rappresentato dagli avvocati Schiesaro e Cardin ha chiesto 883 milioni di euro come parte provvisionale del risarcimento. La Provincia di Rovigo ha chiesto 5 milioni, il Comune di Porto Tolle due. Chiaramente la difesa di Enel ha annunciato battaglia anche su questo fronte, stigmatizzando i risultati del rapporto dell’Ispra e definendo “abnormi” le cifre in ballo.

ur facendo i conti con una demografia sempre più ristretta, Porto Tolle continua ad avere un vivace panorama associazionistico improntato al volontariato. Per tentare di razionalizzare gli sforzi e favorire la creazione di legami ancora più efficaci tra i vari soggetti l’amministrazione comunale ha pensato di istituire la Consulta Claudio Bellan e Leonarda Ielasi del Volontariato. La riunione inaugurale si è svolta il 24 gennaio alla presenza dell’assessore ai servizi sociali Leonarda Ielasi e del sindaco Claudio Bellan. A far parte della consulta sono ben ventire associazioni dalle storie e dagli scopi molto diversi tra loro: si va dalle politiche giovanili all’assistenza anziani, dalla promozione sportiva a quella culturale, fino all’organizzazione di eventi e la protezione del territorio. La lista è lunga e comprende: Acat (Associazione Club Alcologici Territoriali); Ada (Associazione per i Diritti degli Anziani); Aido (Associazione Italiana Donatori Organi); Alpini Delta Po; Anteas; I Calabroni; Associazione Cattolica Anziani; Magnacharta; Associazione Nazionale Marina d’Italia; Associazione Nazionale Carabinieri; Gruppo Donzella; Auser; Civiltà Contadina e della Pesca; Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue); Gruppo Podistico “Nano Laurenti”; I Fioi dlà Compagnia dlè Indie; Luce Sul Mare; Pro Loco Porto Tolle; Gruppo Protezione Civile; Solidarietà Delta; Team Valentone Guzzista; Unitalsi; Bakanklo - Villaggio dei Bambini. “Sono felice della partecipazione, – ha detto Ielasi - la consulta vuole essere un organismo aperto”. “L’amministrazione sta mettendo molto impegno nel sociale, – ha rimarcato il sindaco Bellan - la volontà di impegnare fondi al fine di trovare le soluzioni c’è”. Al.Or.

Il progetto di Barbiero La centrale un polo tecnologico dai risvolti turistici Se un turista su cinquanta da Venezia dovesse fare una deviazione qui, sarebbero 500 o 600mila i visitatori che raggiungerebbero il Delta

N

é carbone, né gas: la Centrale può diventare un polo tecnologico dai risvolti turistici. A proporre una pittoresca “terza via” per la riconversione di Polesine Camerini è stato Stefano Barbiero, abitante di Gorino Sullam. Non sembra una boutade, visto che il progetto di 49 pagine è già nero su bianco da mesi ed è finito su scrivanie e caselle di posta elettronica anche eccellenti, comprese quelle dei vertici Enel. “Il vantaggio – ha spiegato Barbiero - sta nello sfruttare il capitale edilizio esistente con interventi caratterizzati da economicità e rapidità di realizzazione, nessuna cementificazione, nè impatto sull’ambiente, con Un ristorante con soltanto da quella fonte. Un tecnico mi il coinvolgimento di vista panoramica ha espresso il suo enrisorse complementari sulla sommità tusiasmo, definendolo per un’occupazione del camino, come l’unico progetto continuativa anche alto 254 metri possibile per lo svilupgrazie all’indotto”. Addirittura nel progetto è contemplata la po del nostro Comune, lasciandolo inalterapossibilità di installare un ristorante con vi- to nella morfologia territoriale. Il dibattito sta panoramica sulla sommità del camino, sulla riconversione a carbone con il suo alto 254 metri. eterno temporeggiare ha riportato indietro “Se anche appena un turista su cin- il territorio di 40 anni. È ora di fare qualcoquanta della sola Venezia dovesse fare sa di attuabile in tempi brevi, con benefici una deviazione qui – ha rimarcato Barbiero immediati sull’economia locale”. - parleremmo di 500 o 600mila visitatori Al.Or.


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14 Porto Tolle Pesca Restano agitate le acque del comparto nel Delta

Guerra sui prezzi con i pescatori di Goro

NEWS Conversione a carbone della centrale

Dalla commissione ministeriale Via nuovo stop al progetto

di Alessandro Orlandin

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I produttori ferraresi spingono a un continuo ribasso il prezzo al chilo delle vongole mettendo in crisi i colleghi polesani

estano agitate le acque del comparto pesca nel Delta. Dopo le proteste dello scorso mese di novembre e le tensioni all’interno del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine l’amministrazione comunale di Porto Tolle ha deciso di convocare il cosiddetto “Tavolo Azzurro”, per riunire tutti i rappresentanti del settore ittico e discutere delle azioni che il Comune intende intraprendere. Di certo i rappresentanti del Consorzio sono giunti all’appuntamento senza aver trovato una quadratura precisa: i consiglieri d’amministrazione dimissionari (Vladimiro Mancin e Virginio Tugnolo) non sono ancora stati sostituiti e anche da altri importanti componenti del consiglio sono arrivati inviti alla chiarezza. “La priorità – hanno dichiarato congiuntamente – attualmente è, o meglio dovrebbe essere, quella di dare uno stipendio decoroso ai pescatori, ma questo non sembra essere nei pensieri del cda del Consorzio, o meglio di quello che ne resta”. Come se non bastassero i problemi di carattere interno, anche dall’esterno giungono condizionamenti che non lasciano tranquilli i pescatori. In particolare è la concorrenza dei colleghi di Goro a preoccupare, tanto che lo stesso presidente del Consorzio, Maurizio Crepaldi, si è sentito in dovere di lanciare un vero e proprio allarme: “I pescatori di Goro vendono le vongole ad un prezzo sempre più basso e questo mette in pericolo il settore polesano. Le guerre di campanile tra i produttori ferraresi spingono a un continuo ribasso il prezzo al chilo delle vongole. Re- qualità del prodotto; che tutte insieme sono necessarie centemente si è arrivati a due euro e trenta centesimi per il rilancio del settore”. La speranza espressa da Cree questo obbliga anche noi a dei paldi è che si possa giungere ribassi per rimanere competitivi”. Un milione di euro per a un equilibrio in grado di Ovviamente questa situazione la pulizia dei fondali tutelare le ragioni polesane e si traduce in un reddito inferiore e la riattivazione ferraresi: “Bisogna capire che per chi ogni giorno va a lavorare: produttiva è necessario tenere il prezzo “Con cifre così basse il Consorzio delle aree lagunari alto: Scardovari e Goro produnon solo non riesce a garantire cono una quota pari al 70% un reddito soddisfacente ai propri pescatori, ma non di quella nazionale, non è possibile farsi concorrenza in riesce nemmeno a sostenere le spese di gestione: la questo modo”. Nel frattempo a sollevare parzialmente vigilanza, la cura degli orti, il collaudo delle barche, gli animi dei pescatori è giunta la notizia che dalla Rei progetti di miglioramento ambientale, la cura della gione Veneto è stato approvato un provvedimento che

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Recentemente il prezzo delle vongole è sceso a due euro e trenta centesimi il chilo sblocca interventi nelle lagune per un importo di quasi un milione di euro. Il consigliere regionale Graziano Azzalin ha così commentato: “Il progetto prevede interventi di pulizia dei fondali e di riattivazione produttiva delle aree lagunari in sofferenza e interventi straordinari di semina per la riattivazione dei cicli produttivi negli spazi in concessione. Con questa azione la Regione dimostra di aver compreso che è necessario affrontare con grande impegno i problemi di queste aree importanti dal punto di vista ambientale e produttivo, per questo non può che andare un plauso a tutti quanti hanno collaborato al buon esito dell’intero iter”.

n nuovo stop dalla commissione ministeriale Via. Ossia l’organismo del ministero dell’ambiente che deve dare l’ok al progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini. Valutandone l’impatto ambientale. E’ stato questo il verdetto dei commissari di Roma, terminato l’esame del progetto presentato da Enel per alimentare la centrale elettrica del Delta con combustibile fossile. Tecnicamente il decreto emesso al termine di tutte le valutazioni del caso si chiama “interlocutorio negativo”. Il che significa, in parole povere, che i tecnici del ministero dell’Ambiente hanno voluto dire che al momento non è possibile accogliere la proposta di Enel. I motivi sono numerosi. In pratica il progetto nel corso degli anni è stato varie volte aggiornato e modificato. Permangono comunque alcune perplessità. O comunque mancanze di informazioni e particolari che gli esperti ritengono fondamentali. E - a loro avviso - l’unico modo per avere sottomano un corpus coerente è quello di chiedere all’azienda energetica nazionale di fatto la ripresentazione di un progetto organico. Resta chiaramente da vedere ora quale sarà la reazione di Enel. In prima battuta il commento è stato che Porto Tolle rimane strategica nei piani aziendali. Ma bisogna valutare se ci sarà la volontà di rimettere mano a una proposta che è stata avanzata per la prima volta ormai nel 2005. Senza contare che, anche in vista di una eventuale approvazione, prima di partire con i lavori sarebbe necessario smantellare la vecchia centrale. Un adeguamento sarebbe infatti più oneroso di una ricostruzione ex novo. Insomma: c’è chi pensa che ormai manchi solo l’ufficialità, ma che ormai la centrale sia destinata a restare un monumento a se stessa. Lo.Zo.

Rissa in municipio

Dopo cinque anni condannato l’aggressore dell’impiegato Villani

uasi tutti, in una misura o nell’altra, abbiamo sperimentato la frustrazione che deriva dalla burocrazia e dall’attesa del suo assolvimento negli uffici pubblici. Spesso lamentele e propositi di protesta si fanno strada tra i cittadini, talvolta sfociando in episodi non esattamente edificanti. Uno di questi – avvenuto a Porto Tolle nel 2009 - è diventato addirittura materia di udienza in tribunale, più precisamente ad Adria, e solo a fine gennaio 2014 ha visto la sua conclusione.

Con la condanna di un imputato, S.S., per ben tre capi d’imputazione: ingiurie e minacce, lesioni e interruzione di pubblico servizio. Accadde infatti che S.S., recatosi all’ufficio anagrafe del Comune di Porto Tolle per una pratica, si rese protagonista di una discussione piuttosto accesa con l’impiegato Claudio Villani. Lo scambio di parole ben presto prese una piega poco simpatica, trasformandosi prima in minacce vere e proprie e in seguito in un corpo a corpo che ha vide l’aggressore spingere

Villani e colpirlo con dei pugni, tanto da procurargli una visita al pronto soccorso. Il fatto che l’impiegato si sia dovuto assentare dal lavoro a causa dell’aggressione è valsa quindi l’aggiunta dell’interruzione di pubblico servizio tra i capi d’accusa. Il tribunale ha quindi condannato S.S. a quattro mesi reclusione (pena sospesa con il beneficio della condizionale), al risarcimento dei danni a favore di Villani in una somma pari a 2.500 euro e al pagamento delle spese processuali. Al.Or.


Rosolina 15 Urbanistica Una delibera apre la strada per il recupero di alcune aree decadenti

Riqualificazione per le ex discoteche L’ex dancing Grisola, la discoteca di Marina di Caleri e il complesso di bungalow “ex Acli” potranno essere messe a nuovo

Minicampus Due giornate dedicate ai Dsa

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di Elisa Cacciatori

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iqualificazione in vista per l’area a sud denti ed ex dipendenti del Genio Civile. di Rosolina mare nei pressi di piazza “Le tre concessioni nel demanio turistico San Giorgio. Martedì 18 gennaio la – considera l’assessore Stefano Gazzola giunta ha infatti approvato una delibera di - sono state tutte oggetto del procedimenindirizzo sull’espletamento della procedura to di decadenza”. Il provvedimento volge ad evidenza pubblica di selezione del con- quindi a dare una svolta alla situazione cessionario su alcune aree della località bal- attuale. “Con questa delibera andiamo a neare in disuso. Si tratta, nello specifico, di dare indirizzo di mettere a bando queste tre concessioni ed di istitutre zone ben precise: ire un’unità di progetto dell’ex dancing Gri- Gazzola: interna al Comune per sola, un luogo molto “Mi auguro redigere il bando e, noto negli anni pas- di vedere dei bei sati punto di ritrovo progetti funzionali successivamente, esaminare le domande che di molti turisti e non, e moderni” perverranno”. Stando amanti del ballo liscio, della struttura che ospitava la discoteca di alla normativa vigente le concessioni poMarina di Caleri, un altro luogo ben noto tranno essere assegnate per un periodo negli anni Ottanta e Novanta, periodo in cui che va dai 6 ai 20 anni, in base all’inveè cominciata la frequentazione del posto da stimento proposto. “Non ci sarà nessuna numerosi giovani e, infine, del complesso di base di partenza – illustra l’assessore - ma bungalow “ex Acli” in cui negli anni passati si valuterà il progetto secondo diversi paraandavano a trascorrere le vacanze i dipen- metri previsti per legge, uno dei quali sarà

Nella foto l’assessore Stefano Gazzola appunto l’ammontare dell’investimento. Le concessioni oggetto di gara erano andate in forte stato di abbandono, eccoperché questi nuovi bandi daranno la possibilità di modernizzare le strutture e riqualificare la zona di San Giorgio. Per incentivare gli investimenti, nelle schede urbanistiche, è previsto un aumento della cubatura fino al 50%”. “Mi auguro di vedere dei bei progetti funzionali e moderni –chiude - che saranno di sicuro aiuto a risollevare l’economia turistica della nostra località di Mare e daranno più slancio alla parte sud di Rosolina Mare”.

ue giornate di minicampus per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa) sono previste il 3 e 4 marzo alla scuola primaria “Carla Gronchi” di Rosolina. “L’iniziativa realizzata dall’Istituto Comprensivo di Loreo e Rosolina - come spiega la responsabile del progetto Stefania Tomasi - offre momenti in cui docenti e alunni con disturbi specifici dell’apprendimento potranno lavorare insieme per conoscere più a fondo gli strumenti compensativi che la tecnologia informatica mette a disposizione, interagendo in un ambito meno formalizzato della lezione curricolare”. La prima giornata sarà dedicata agli alunni e insegnanti delle tre scuole primarie di Loreo, Rosolina e Volto, la seconda alle due scuole secondarie di Loreo e Rosolina. “I Dsa colpiscono bambini e ragazzi che hanno un’intelligenza pienamente nella norma – considera la dottoressa Elisa Bardella che prenderà parte alla realizzazione del minicampus - ma che trovano difficoltà a studiare nel modo tradizionale perché hanno problemi di lettura o di calcolo che ostacolano l’apprendimento scolastico, ma che possono essere ovviati grazie alla tecnologia informatica”. “Una delle difficoltà principali che i docenti stanno incontrando è ridare agli alunni con Dsa il piacere dello stare a scuola – considera la dirigente scolastica Cristina Gazzieri - Questi alunni hanno spesso vissuto esperienze scolastiche frustranti e si sono sentiti giudicati a causa delle loro difficoltà. Gli sforzi che stiamo compiendo mirano, non solo a offrire una didattica più adeguata alle caratteristiche degli alunni con Dsa, ma soprattutto a recuperare il rapporto di fiducia e stima El.Ca. reciproca tra insegnante e alunno”.

Progetto Lapis Prodotti tipici protagonisti

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l radicchio di Chioggia, il riso, le valli e i corsi d’acqua con i loro prodotti, ma anche la campagna e le aziende agricole del territorio diventano valori aggiunti per l’offerta turistica. Questi, in sintesi, la serie di ingredienti che sono serviti a realizzare il progetto di cooperazione Lapis - Local Art & Food che prende il nome di “Rosolina: tra orti di terra e orti di mare, Valorizzazione degli itinerari di turismo rurale e delle tipicità locali” recentemente presentato a Rosolina. Scopo del progetto la valorizzazione di itinerari di turismo rurale e delle tipicità gastronomiche locali certificate come il radicchio e il riso, la promozione dell’ospitalità e l’identità dell’entroterra con la creazione di una proposta integrativa al turismo di mare, sviluppando un’economia di “campagna” correlata a quella balneareescursionistica che caratterizza il litorale rosolinese. Il tutto attraverso iniziative che comprendono eventi da attivare negli orti con escursioni, visite guidate, degustazioni

e dimostrazioni e, in aggiunta, con eventi di informazione e degustazione nei battelli, attività che in entrambi i casi si possono realizzare nel periodo che va da aprile a settembre. Sono previste inoltre iniziative a tema come la giornata “campagna in festa tra orti di terra e orti di mare” che a luglio prenderà forma nelle aziende agricole, fattorie didattiche, corti e nei casoni di valle, oppure come la “notte di gusto tra orti di terra e orti di mare” al centro congressi di Rosolina mare per una serata di degustazioni. Da programma anche attività mirate al marketing territoriale negli eventi di settore quali fiere e workshop regionali, nazionali ed esteri per la divulgazione di materiale informativo. I turisti durante il periodo di attivazione del progetto avranno inoltre la possibilità di partecipare al concorso a premi “la margherita del gusto” attraverso la raccolta di coupon (petali) che saranno consegnati nelle attività aderenti. El.Ca.

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Taglio di Po 17 Amministrazione Avvicendamento tra le fila della lista “Per Credere in Taglio di Po”

Tamburin prende il posto della Moro in consiglio La prima dei non eletti sarebbe stata Giorgia Zanardi. Voto all’unanimità per il nuovo consigliere di Silvia Boscaro

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n nuovo consigliere è entrato a far parte del Consiglio Comunale di Taglio di Po. Con l’approvazione all’unanimità, Luciano Tamburin ha sostituito ai tavoli del Consiglio il consigliere dimissionario Monica Moro, unica eletta nella lista “Per Credere in Taglio di Po – Monica Moro Sindaco”. “Monica Moro, - ha spiegato il sindaco Francesco Siviero – ha rassegnato le proprie dimissioni l’8 gennaio 2014 dalla carica di consigliere comunale. Al suo posto entra Luciano Tamburin, secondo dei non eletti nella lista, dopo la rinuncia, per problemi familiari, di Giorgia Zanardi, prima tra i non eletti. In questa sede, desidero ringraziare l’ex consigliere Moro per l’impegno e il lavoro svolto e per la disponibilità che ci ha sempre Nella foto il neoconsigliere Luciano Tamburin accordato. Diamo quindi il benvenuto a Luciano Tamburin augurandogli di proseguire in maniera proficua l’impegno per la propria ringraziamenti per Monica Moro, - ha esordito – sono emozionato lista”. E’ intervenuta anche Margaret Crivellari, capogruppo della come tanti anni fa e a disposizione della comunità tagliolese”. E’ intervenuto anche Marco Ferro, consigliere di maggioranza: “La dottoressa Moro ha dato un minoranza: “Due anni fa – ha affermato - con apporto prezioso a questo Consiglio, attraverso Ringraziamenti da la nascita di questo Consiglio, mi rallegravo di interventi dettati dal buon senso, dote non fre- parte della maggiocome non ci fossero tra i banchi volti già visti quente. È stata rispettosa e costruttiva, soprat- ranza nei confronti della politica tagliolese, per avere una ventata tutto in ambito sanitario. Purtroppo gli impegni della dimissionaria. di sprint. Pensare così è stato un errore, perchè sopraggiunti l’hanno portata a questa scelta. Critico Ferro Monica Moro, non è stata abbastanza presenDo il benventuto a Tamburin, decano di questo Consiglio, certa di una sua partecipazione costruttiva”. Con l’appro- te e adddirittura assente nelle Commissioni. L’augurio quindi è che vazione all’unanimità e immediata esecutività, il neo consigliere Luciano Tamburin possa lavorare meglio e più proficuamente dell’ex Tamburin ha preso posto tra i banchi della minoranza: “Mi associo ai consigliere Moro”.

NEWS “Una Voce del Delta”

vince valente

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i è svolta lo scorso 6-7-8 febbraio la terza edizione del concorso canoro “Una Voce del Delta”, organizzato, presso la Sala Europa, dall’associazione di promozione sociale “Noi” con l’intento di valorizzare la presenza di giovani talenti nel panorama musicale locale. Novità di questa edizione 2014, la possibilità di partecipare anche in duetto. Il concorso ha visto la partecipazione di cantanti interpreti di musica italiana e non, appartanenti a numerosi e diversi generi musicali. “L’obiettivo primario del concorso, - ha spiegato Daniele Passarella durante la conferenza stampa di presentazione – è quello di raccogliere fondi per l’oratorio così da poter organizzare anche altre iniziative sempre collegate alla vita dell’oratorio parrocchiale”. Il 6 e 7 febbraio si sono svolte le semi-finali, serate durante le quali si sono esibiti venti concorrenti per serata, adottando la stessa formula delle edizioni precedenti. La serata finale si è svolta sabato 8 febbraio, durante la quale sono saliti sul palco venti concorrenti, dieci provenienti dal ciascuna semi-finale. La serata è stata trasmessa in diretta da Radio Diva, così da permettere, anche a chi non era presente, di ascoltare le canzoni e, tramite Facebook, di votare il proprio artista preferito. Presente in Sala Europa una giuria popolare e una giuria tecnica, formata da 5 giudici qualificati del settore. Vincitore della kermesse musicale è stato Emmanuel Valente, già vincitore della precedente edizione, con il brano The Reason di Celine Dion, aggiudicatosi anche il primo premio giuria popolare. Valore del premio 700 euro. Seconda classificata Marina Brocca, con il brano I Know Where I’ve Been di Queen Latifah, aggiudicatasi un premio del valore di 300 euro. Premio speciale assegnato dalla giuria tecnica a Alessandro Fiorentin con il brano Unintended Muse di Fiore che si è aggiudicato la possibilità di partecipare direttamente alla fase finale del concorso Festival Show 2014. Infine, il premio sociale – Mi Piace è andato a Eleonora Santonastaso con il brano Io Vivrò di Lucio Battisti. Si.Bo.

Strada arginale tra Corbola e Bottrighe Chiusa al traffico fino al 21 marzo L’Aipo ha chiesto l’autorizzare al transito per i propri mezzi per permettere l’avvio di lavori di sistemazione nella zona arginale di Corbola e Bottrighe

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er i prossimi due mesi, fino al 21 mar- proprietà di Aipo e in concessione al Comuzo, la strada arginale sarà chiusa al ne di Taglio di Po, sarà percorsa da camion traffico. necessari per trasportare inerti e, per evitarLa nuova regolamentazione, ufficializ- ne il passaggio nel centro abitato, l’unica zata da un’ordinanza comunale, è avve- alternativa è stata la sommità arginale. I nuta a seguito della richiesta da parte di camion, una quindicina al giorno, transiteAipo (Agenzia Interregionale per il fiume ranno comunque per un piccolo tratto del Po) di autorizzare i propri mezzi pesanti centro abitato: entreranno dalla rampa di al transito lungo la sommità arginale per accesso sulla SS Romea, provenienti da Vepermettere l’avvio di lavori di sistemazione nezia, un tratto di via Kennedy per giungere nella zona arginale di Corbola e Bottrighe. alla rotatoria adiacente il centro commerciaIl tratto tagliolese interessato dal divieto le Aliper, la rotatoria stessa, un altro tratto di transito, escluso ovviamente residenti e di via Kennedy per giungere alla rotatoria frontisti e i veicoli per l’accesso all’agritu- adiacente l’Ecocentro comunale, la stessa rotatoria, un tratto rismo Cà Zen, va dalla strada argina- I camion, una quindicina di via Maestri del le in zona Ecocentro al giorno, transiteranno Lavoro, la strada fronte l’Ecocentro e sino a Mazzorno comunque per la rampa di salita Destro compreso, e un piccolo tratto all’argine. In uscita precisamente dallo del centro abitato percorreranno la stante 37 allo stante 93. “ rampa arginale fino all’Ecocentro, la strada Il disagio è certamente importante per fronte l’ecocentro, il tratto di via Maestri i cittadini che quotidianamente percorrono del Lavoro, la rotatoria e la rampa di acl’argine, per passeggiare, praticare sport cesso alla SS Romea direzione Venezia. I o semplicemente trascorrere qualche ora lavori, secondo comunicazione di Aipo, terall’aperto, - afferma il vicesindaco Alberto mineranno entro il 21 marzo 2014, salvo Fioravanti – ma purtroppo non vi erano sospensioni e/o deroghe”. alternative valide. La strada arginale, di Si.Bo.

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comunali. È questa la promessa, comunicata in conferenza stampa, dal vicesindaco e assessore al personale Alberto Fioravanti e dal comandante della Polizia Locale Maurizio Finessi. “Con l’inizio del 2014, - ha affermato Fioravanti – intendiamo dare occhiobello@dentalcoop.it un impronta ancora più efficiente agli uffici comunali, migliorando i servizi e i rapporti con i cittadini. Grazie – sarà pianificato un calendario, aggiornato ogni 15 neare - conclude Fioravanti – che questo non signifia questa produttiva sinergia con i dipendenti comu- giorni, nel quale saranno inserite le uscite esterne ca che i vigili saranno fuori a tutte le ore del giorno, della Polizia Locale, attraverso la redazione di turni. ma semplicemente, che, grazie alla collaborazione nali, nel concreto, stiamo approntando cambiamenti UNITÀ LOCALI DENTALCOOP: anche nel comando di Polizia Locale. In tal senso, Durante la settimana, ci saranno anche uscite a piedi di tutti gli uffici, il lavoro di burocrazia in mano al e, grazie al recente acquisto comando sarà ridistribuito all’interno dei vari uffici in accordo con il comando, la ANCONA Prossima di due mezzi, anche in bici. comunali e quindi ci sarà maggior tempo libero per Polizia •Locale sarà maggiorSul apertura sito Internet del Comune, Il paese sarà così idealmente controllare il territorio”. “Purtroppo, - ha affermato mente •visibile per le strade AVELLINO Prossima apertura del paese. Purtroppo, negli ul- saranno pubblicate, diviso in zone e, a seconda del Finessi – il servizio di Polizia Locale è svolto da sole • BARI Prossima apertura turno, i vigili potranno essere tre persone, un numero basso rispetto alle necessità timi anni, la burocrazia è au- a posteriori, tel. 0437 853391 sorvegliate maggiormente presenti, anche e all’estensione del territorio. In questo momento, mentata• eBELLUNO le ore necessarieSEDICO a le zone in vie difficilmente raggiungibi- la nostra intenzione è quella di rilanciare il servizio adempiere al lavoro d’ufficio • BRESCIA tel. 030 3545278 li in auto. Nell’arco dell’anno, sul sito Internet del nella sua complessità a partire dalle attività esterne del comando sono aumentate esponenzialmente. Ci • BOLOGNA Prossima apertura siamo resi conto che questa dinamica non giovava Comune, saranno pubblicate, a posteriori, le zone che comprendono la visibilità degli agenti finalizzata • CAGLIARI Prossima ai cittadini”. “Concretamente, - sottolinea apertura Fioravanti sorvegliate nei giorni precedenti”. “Desidero sottoli- alla prevenzione e la regressione di eventuali illeciti”.

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Via dell’Artigianato

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Una convenzione con la Rete Provinciale migliorerà l’organizzazione Via

Via dell’ultimo el corso G Mercatone Uno ma Consiglio erComunale nia è stato approvato all’unanimità l’adesione alla convenzione per la gestione della Rete Provinciale Informagiovani Anno 2014. “Grazie al supporto di un gruppo di giovani tagliolesi, delle cooperative San Marco Agire – Servizi e Studio Progetto, - ha affermato l’assessore ai servizi sociali Veronica Pasetto - il servizio Informagiovani tagliolese è stato incrementato attraverso incontri pubblici e proposte concrete, aprendo le sue porte ai ragazzi con il primario obiettivo di fornire informazioni utili e consigli su come muoversi nell’attuale mondo del lavoro. In particolare, sono stati organizzati quattro incontri ad hoc, durante i quali relatori qualificati hanno presentato ai giovani presenti proposte per integrarsi nel mondo del lavoro, suggerimenti e utili raccomandazioni. La convenzione con la Rete Provinciale permetterà un ulteriore miglioramento dell’organizzazione. Infatti, nei prossimi mesi l’intenzione è quella di realizzare un progetto attingendo dal fondo Gioventù in Azione”. E’ intervenuta anche Gaia Di Giangiacomo, consigliere di maggioranza e membro del gruppo Informagiovani: “Abbiamo affrontato numerose tematiche con esperti del settore; in questo senso, speriamo che la Rete Provinciale possa essere d’aiuto, soprattutto nel concreto per poter attivare progetti e avvicinare i giovani”. Si.Bo.

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Nella foto l’ingresso al villaggio dalla strada provinciale

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Lo Nuoto

Sport in primo piano Ad un passo dal podio

Pallavolo Il giorno dell’epifania è partita la nuova sfida

Insand Cup, si ritorna in campo di Cristiano Aggio

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omenica 26 Gennaio presso la Piscina Comunale di Rovigo si è disputata la terza giornata attività zonale categoria esordienti di nuoto. A rappresentare la Piscina di Porto Viro per la squadra Adria Nuoto sono scesi nelle acque rodigine Belluco Stefano, Fabbri Elena, Ferrari Thomas, Greguoldo Adele, Lionello Thomas, Lunder Giulia, Mancin Emma, Mazzucco Giada, Tessarin Anna, Trapella Rosa Andrea, Tiozzo Lorenzo allenati dai coach Beltrame Giorgia ed Albertin Federica. 
Il livello tecnico della categoria esordienti è molto alto e ad ogni occasione si notano atleti dalla prestanza fisica ed abilità tecniche notevoli con i quali è un onore confrontarsi e questo è motivo e stimolo di crescita per i nostri ragazzi. Ci sono stati comunque ottimi risultati fra i quali si possono menzionare il quarto posto ottenuto nei 50 sl da Belluco Stefano, il sesto ottenuto da Fabbri Elena sempre nei 50 sl, il settimo ottenuto da Tessarin Anna nei 100 dorso ed il quarto piazzamento nella staffetta maschile 4 x50 sl composta, grazie alla sinergia tra atleti Adriesi e Portoviresi, da Ferrari Thomas, Tiozzo Lorenzo, Girardello Davide e Dan Federico.
Prossimo appuntamento Domenica 23 Febbraio ad Abano Terme.

Coni polesano

Siamo pronti a vivere un anno importante

“N

el 2013 il comitato di Rovigo si è dimostrato tra i più attivi. E’ nostra intenzione continuare a rappresentare e a sostenere tutte le discipline sportive, diffondendo una sana cultura dello sport nell’intero territorio provinciale”. Queste le parole del delegato Coni di Rovigo, Marco Bonvento, nominato all’inizio del 2013 ma già perfettamente calato nel suo ruolo di “guida” per lo sport polesano. “A un anno dall’innesto dei nuovi delegati provinciali il Coni Veneto si presenta quanto mai unito, ha commentato il numero uno dello sport polesano. Siamo pronti a vivere un anno importante; mancano ancora alcuni dettagli, ma sono già state tracciate le linee guida, assieme al presidente Gianfranco Bardelle”. A conferma del buon lavoro svolto tra Adige e Po arriva anche la “benedizione” del presidente Gianfranco Bardelle, che non ha mancato di dare il giusto risalto a chi in provincia di Rovigo da anni continua a investire nel mondo dello sport. “Grazie al prezioso aiuto della Fondazione Cariparo si continueranno ad organizzare eventi e a fare attività sportiva nelle scuole primarie di tutto il Polesine, zona nella quale tradizionalmente si fatica a trovare sponsor e finanziatori. E’ una grossa fortuna avere alle spalle una istituzione così sensibile e in grado di comprendere che lo sport è anche, e soprattutto, cultura e associazionismo”, ha detto Bardelle. “E’ necessario avviare una crescita che coinvolga tutti gli sport, non solo il rugby, da sempre fiore all’occhiello per il territorio rodigino. Solo così riusciremo ad

arginare il fenomeno dell’abbandono della pratica sportiva da parte dei giovani. Questa deve essere la principale missione del Coni di Rovigo”, ha concluso Gianfranco Bardelle. E anche quest’anno la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha messo a disposizione ben 230 mila euro per il bando “Sportivamente 2014”. Somma suddivisa in 103 “buoni” il cui ammontare può essere di 4mila, 2mila o mille euro. “Giunti alla quarta edizione del progetto, abbiamo deciso di apportare qualche modifica ai criteri di distribuzione dei contributi – dice Bonvento. Gli scorsi anni alcune società del territorio avevano ottenuto fondi molto consistenti, pari anche a 6mila euro, mentre altre minori erano rimaste escluse dal finanziamento. Ma la filosofia del bando è quella di premiare tutto lo sport giovanile Under 18, perciò si è concordato di abbassare il tetto massimo dei singoli premi aumentando così il numero dei beneficiari”. Ottanta bonus saranno destinati alle società sportive affiliate alle varie federazioni (per un totale di 190mila euro), un “buono” da mille euro andrà ad una società del Comitato italiano paralimpico, 15 spetteranno a società ed associazioni legate agli Enti di promozione sportiva (per un totale di 28mila euro) e, infine, 10mila euro saranno ripartiti in 8 contributi destinati alle realtà dei Centri di avviamento allo sport.

a federazione provinciale di pallavolo, presieduta dall’adriese Natascia Vianello, si è dimostrata all’avanguardia per aver portato il beach volley tra le sue attività federali in questa annata sportiva. Il giorno dell’epifania è infatti partita la nuova sfida con l’Insand Cup Team & Junior Under 16 e Under 18 e il circuito maschile 2x2 amatoriale denominato Insand Cup Open Asm Set. Proprio il beach volley è uno dei settori dove il nuovo consiglio provinciale sta spingendo per questo quadriennio e ha incontrato la volontà dell’azienda di servizi Asm Set che ha voluto appoggiare l’iniziativa sportiva con un contributo. Nella prima tappa, dopo le qualificazioni, la finale del circuito Junior è stata vinta da Franzoso e Lisi del Volley Ariano contro Cotta e Soffiato della Polisportiva Città di Lendinara. In Under 18 femminile sono stati Franceschetti e Milani del Bvs a primeggiare con 2 set a 1 in un tiratissimo match dove hanno avuto la meglio contro la coppia Zanella Bedendo della

I giocatori e le giocatrici della categoria Open e Junior Polisportiva San Bortolo. Nel circuito Team sono state ben 4 le società a credere nel progetto, una di queste addirittura in due categorie Under16 e Under18 che alla fine è stata premiata. Infatti proprio la Polisportiva San Bortolo è balzata in vetta alla classifica società, seguita da Bvs Volley, Volley Ariano e Polisportiva Città di Lendinara. A seguire si è aperto il circuito Open e, dopo le fasi di qualificazione, la semifinale è stata di grande effetto che ha visto però i fratelli Fusaro, Nicolas e Alessio, contro Marco Raisa e Alessandro Castellani classificatisi secondi. Dopo la tappa dell’Open del 9 febbraio, sarà il turno dell’Under 18 il 16 febbraio e per

l’Under 16 si dovrà aspettare il 2 marzo. “Rovigo è l’unico circuito giovanile di beach volley in tutto il Veneto – ha detto il consigliere Giampaolo Guariento. Per noi è una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo, anche se solo tre indizioni su sei sono andate a buon fine. Quella che offriamo è una grande occasione. Sappiamo che come comitato siamo piccoli ma non ci arrendiamo, la nostra volontà è quella di costruire piano piano tra gli atleti la consapevolezza che c’è la possibilità di specializzarsi in questa disciplina e la Fipav sta mettendo a disposizione tutti i mezzi”.

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PROVINCIA ROVIGO

Fusione dei comuni Al referendum del 9 febbraio vince il “no” dei cittadini

Villanova pareva avveniristica e invece è già del passato

Cittadini diffidenti in 4 dei 6 comuni al voto. Secondo molti c’è stato un problema di comunicazione

In tema di fusioni la piccola provincia di Rovigo pareva essere in anticipo rispetto alle altre zone del Veneto

di fortunato Marinata

E

’ sparita Villanova Polesana. Il progetto di fusione tra i sei comuni del Medio Polesine è stato a dir poco fugace, giusto il tempo di compiacersi di quanto anticipo la piccola provincia di Rovigo pareva avere rispetto alle altre zone del Veneto e il nuovo comune è stato sommerso, come Atlantide, da un mare di “no”. La fusione tra i comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Frassinelle, Pincara, Villamarzana e Villanova del Ghebbo non ha retto l’urto con lo scoglio del referendum popolare ed è colata a picco. “Colpa della politica - è stato detto dei bene informati - sebbene la campagna pro fusione tra i comuni fosse stata portata avanti congiuntamente sia dal Centrodestra sia dal Centrosinistra, le ragioni dei contrari sono prevalse e questo è un voto che rischia

L’area dove sarebbe dovuto nascere il nuovo comune di Civitanova Polesine

Un voto che forse pregiudica il resto dei progetti aggregativi in corso di mettere in forse il resto dei progetti aggregativi ai quali il territorio polesano si approccerà nei prossimi mesi”. Il voto dello scorso 9 febbraio, infatti, sarebbe dovuto essere l’apripista nel panorama delle fusioni in Polesine, dopo l’ormai storico sodalizio tra Contarina e Donada. A Villadose e Ceregnano il referendum dovrebbe tenersi tra circa un anno e “per strada” ci sono anche le fusioni tra Rovigo e Pontecchio; Calto, Castelmassa e Ceneselli e nel Delta: Ariano con Corbola. La carta dei vantaggi economici di cui godrebbero i comuni nati da fusioni,

messa in campo dalla Regione con la legge regionale diciotto del 27 aprile 2012 (garantendo alle nuove realtà amministrative vantaggi diretti in termini di finanziamenti e la possibilità di superare il patto di stabilità per un periodo di due anni) non è bastata a piegare lo scetticismo dei cittadini. L’obiettivo della Regione, infatti, sarebbe di arrivare un giorno a 150 Comuni complessivi nella nostra regione, ma da oggi il risultato sembrerebbe essere più lontano. Questi millantati “benefici” non sono stati convincenti. “Essere un grande comune – sostenevano i contrari al progetto di Villanova Polesine - non significa avere servizi migliori” e ad esserne convinti alla fine sono stati in molti. “Sicuramente anche il non aver coinvolto la cittadinanza fin da subito – questo il parere di chi ha seguito da cittadino il percorso

“Un “Grande Comune non significa avere servizi migliori” delle sei fusioni – è stato uno dei limiti dell’operazione”. La diffidenza, insomma, l’ha fatta da padrona, così i voti sono andati verso il “no” in quattro comuni su sei e i sì hanno vinto solo dove l’astensionismo è stato alto. A Frasinelle, per esempio, su 1360 aventi diritto si sono presentati alle urne 660 persone delle quali 370 hanno votato favorevolmente alla fusione mentre 283 si sono espressi contrari. Stessa cosa a Pincara dove hanno votato 481 persone su 1078 aventi diritto: i “si” sono stati 315 mentre i “no” si sono fermati a quota 157.

Ben diversa invece la situazione ad Arquà Polesine dove alle urne si sono recati in 1344, su 2413 aventi diritto, esprimendo ben 1094 voti per il “No” contro 244 “si”. Un abissale distacco tra i due fronti si è creato anche a Villanova del Ghebbo, dove su 1179, erano 1675 gli aventi diritto, i “no” sono stati 1018 e 157 “si”. Più mitigare le distanze a Costa di Rovigo e a Villamarzana, ma il “no” ha comunque pesato nel mandare a fondo il progetto Villanova Polesine. A Costa di Rovigo: hanno votato 1476 su 2317 aventi diritto, i “si” sono stati 530 mentre i “no” sono saliti a 933, mentre a Villamarzana hanno votato 618 persone, su 1048 aventi diritto, e il confronto si è fermato a 258 contro 355: cento voti di differenza a favore del “no”.

TAGlIO DEllE PROVINCE OMBRE SullA CERTEZZA DI uN RISPARMIO E SullA COSTITuZIONAlITÀ DEllA RIfORMA

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aglio delle province. Le motivazioni che sostengono la riforma messa in campo dal ministro Delrio hanno perso slancio nelle scorse settimane. Soprattutto l’aspetto legato ai risparmi, che la trasformazione delle province in enti di secondo livello dovrebbe apportare, è stato messo in forse anche dalla Corte dei Conti durante l’audizione alla commissione Affari Costituzionali del Senato di qualche settimana fa. L’organo dello stato, infatti, ha ribadito che la riforma sulle Province di sicuro non produrrà risparmi nell’immediato ed è talmente complessa che di certo porterà all’aumento dei costi. C’è dell’altro: anche in merito alla costituzionalità della riforma non tutto sembrerebbe filare liscio come l’olio. Il parere di alcuni costituzionalisti è tutt’altro che favorevole e questo ha offerto il “destro” al presidente dell’Upi, Antonio Saitta. “Chi altro ancora deve attestare che questa legge è costosa, che produrrà caos, che genererà effetti

devastanti sui territori e sul bilancio dello Stato, perché lo capiscano anche il Parlamento e il Governo?”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando il documento consegnato dalla Corte dei Conti alla commissione Affari costituzionali del Senato, nel quale la magistratura contabile conferma il giudizio critico già espresso alla Camera dei deputati. “A proposito delle Città metropolitane la Corte dei Conti – ha proseguito Saitta – segnala il rischio di “ipertrofia organizzativa” e di “carattere eccentrico” della previsione della divisione in comuni della città metropolitana perché produrrebbe nuovi enti. Quanto alle funzioni, la Corte stigmatizza il procedimento di svuotamento, che definisce complesso e facendo l’esempio dell’edilizia scolastica, parla di funzioni anche operative che eccedono la dimensione comunale e che quindi devono restare alle Province. Ma il giudizio netto che si legge nel testo della magistratura con-

tabile – sottolinea ancora il presidente dell’Upi Saitta - è quello in merito ai risparmi: scrive infatti la Corte dei Conti ai senatori che è del tutto improbabile che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi e che i risparmi nell’immediato sono di entità contenuta, mentre i costi sono considerati talmente certi che nelle conclusioni si sottolinea la necessità di trovare adeguate coperture. Lo stesso segnale di allarme era stato lanciato dalla Corte dei Conti alla Camera dei Deputati, ma lì non si è ritenuto di volere ascoltarlo. Ci aspettiamo che almeno in Senato un richiamo di allerta così importante non resti lettera morta. Altrimenti qualcuno, governo o Parlamento, dichiari apertamente che anche se la riforma delle Province porterà ad forte aumento della spesa pubblica e al caos, si porterà avanti perché è stata annunciata: almeno i cittadini sapranno a quale follia si sta andando incontro”.

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Spazi aperti 13 25 Agricoltura Paolo De Castro è arrivato in Polesine lo scorso 7 gennaio

Competitività: l’obiettivo da cogliere L’ex ministro e ora presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo ha incontrato sindaci e le associazioni del settore primario di lorenzo Zoli

E

’ stato ministro. E ora è presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo. Paolo De Castro è arrivato in Polesine lo scorso 7 gennaio, quando a Palazzo Celio, sede della Provincia di Rovigo, ha incontrato sindaci e associazioni di agricoltori. Il tema fondamentale è stato come migliorare la competitività del comparto agricolo italiano. Che avrebbe enormi potenzialità e capacità di distinguersi a livello europeo, ma che per tutta una serie di fattori non riesce a farlo. Ad avviso di De Castro il primo punto fondamentale sul quale battere è sburocratizzare: eliminare le pastoie che spesso ostacolano lo sviluppo delle aziende agricole e fanno perdere tempo prezioso. In particolare è necessaria una maggiore flessibilità e velocità nell’accesso ai contributi e alle linee di finanziamento. Allo stesso modo, si deve guardare a quelle realtà che possono servire da esempio. Una di queste, ha spiegato l’ex ministro, è il Trentino. Dove ci sono aziende agricole che pure avendo una estensione inferiore ai due ettari riescono comunque ad essere leader a livello assoluto nella produzione di mele. Si è parlato anche della questione Ogm. E, visto il mo-

mento storico, davvero non poteva essere diversamente. relatore ha cercato di trasmettere è stata proprio la necessità “Non ci sono dubbi - ha detto De Castro - che il 90% circa di fare rete. Ossia di mettere assieme tutte le realtà a livello della soia che al momento importiamo comprandola in Eu- provinciale, regionale, nazionale ed europeo. Anche per non ropa sia Ogm. Una soluzione per il nostro paese dovrebbe perdere quelle opportunità che ci sono, a disposizione di chi essere quella di mettere in campo un piano proteine vegeta- abbia l’attenzione sufficiente a conoscerle e sfruttarle. li. Uno strumento che purtroppo al momento manca, sia a “Abbiamo proprio di recente approvato quattro regolalivello nazionale che europeo”. menti - ha precisato De Castro - In tutto sono 600 pagine “Dobbiamo concentrarci - ha procirca, nelle quali sono contenute tante seguito, catturando l’attenzione delle “Sburocratizzare: novità e possibilità. Gli addetti ai lafolta platea presente - per aumentare eliminare ciò vori dovrebbero studiarle molto bene, la nostra produzione interna e fare in che ostacola dal momento che lì sono descritte sia la situazione che le opportunità per le modo di non essere più dipendenti in lo sviluppo agricolture dei 28 paesi componenti questa misura dall’estero. E’ così che delle aziende” dell’Unione”. finiamo obbligati a importare prodotti Tutte questioni che non possono prescindere da un Ogm. Dobbiamo cominciare a incamminarci con decisione in questa direzione, altrimenti non arriveremo mai”. Insomma: maggiore coinvolgimento dei giovani nel primario e nell’al’Italia dovrebbe acquisire una maggiore indipendenza dai groalimentare. Un settore che può essere una importante “colleghi” europei. E questo risultato può essere raggiunto opportunità in questo periodo di crisi. Un tema questo che unicamente investendo con convinzione su un piano inten- torna tuttavia a legarsi con quello della necessità di semplificare le procedure ed eliminare quelle storture del sistema sivo di colture. Probabilmente il concetto centrale dell’incontro che il italiano che vanno sotto il nome di burocrazia. “Un male - ha

Nella foto il presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro precisato l’ex ministro - che tra l’altro abbiamo inventato noi e che non ha corrispettivi negli altri paesi dell’Unione”. Come dire: una palla al piede che prima di parlare di competitività andrebbe rimossa. Infine, un concetto che potrebbe apparire banale ma che non lo è in nessun modo: la necessità di tutela e rispetto dl territorio, come condizione imprescindibile per assumere finalmente un ruolo di leadership a livello europeo. Sia nell’agroalimentare che nel primario in genere. Dal momento che, come ha ricordato De Castro ai rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria del settore e anche a tanti privati che hanno voluto essere presenti all’incontro, le potenzialità ci sono, ma è tempo di metterle per davvero in pratica.

DATI AGRICOlTuRA 2013, E’ CROllATO Il NuMERO DEI lAVORATORI DEl SETTORE La flessione rispetto al 2012 è pari al -14,6%, nettamente superiore a quella nazionale -4,8%

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llarme occupazione nel settore primario Veneto. La segnalazione arriva da Graziano Azzalin, consigliere regionale e vicepresidente della commissione agricoltura. Dall’esame dei dati elaborati da Veneto Agricoltura e relativi al 2013 - spiega - non emergono assolutamente novità rassicuranti. Anzi: un calo degli occupati nel settore che sfiora il 15%. “I dati relativi all’occupazione – spiega Azzalin – sono minacciosi: la flessione del numero dei lavoratori nell’agricoltura veneta rispetto al 2012 è pari al -14,6%, nettamente superiore a quella nazionale -4,8% e al dato generale sulla perdita di occupazione che in Italia è -2,2% e in Veneto del -2,7%. In generale, si legge nel rapporto di Veneto Agricoltura, “diminuiscono in maniera più accentuata gli occupati dipendenti (-16,3%), rispetto agli indipendenti (-13,6%), gli uomini (-15,1%) rispetto alle donne (-13,1%). Tuttavia le flessioni si dimostrano più lievi nel caso delle donne (-5,2%) rispetto agli uomini (quasi –16%) per quanto riguarda gli indipendenti, mentre la componente femminile risulta più colpita tra i dipendenti (-21,2%), a fronte di un calo dei dipendenti maschi del 13,3%”. Una parziale compensazione può arrivare, secondo l’analisi del consigliere regio-

nale, dai dati sulla produzione e sul reddito. Che dimostrano come il 2013 sia stato da questo punto di vista senza alcun dubbio un anno migliore rispetto al 2012. Va comunque tenuto conto di come quest’ultimo fosse stato pesantemente influenzato da una straordinaria siccità. “Guardando ai singoli comparti - spiega Azzalin - sempre in crescita il vino e la soia, cala la patata. Torna a sorridere il mais, prima produzione veneta con un aumento del fatturato del 23%, mentre crolla per il frumento, -20% quello tenero e ben -40 quello duro. La piovosità primaverile ha invece creato difficoltà alle semine della barbabietola da zucchero, con superficie e produzione scese di circa il 27%. Anche le colture orticole hanno risentito dell’andamento climatico anomalo, con cali produttivi del 40% per le patate, dell’8% per il radicchio, del 9% per la lattuga, del 7% per l’aglio e del -25% per l’asparago. Sostanzialmente stabile il settore carni, così come la pesca, che tuttavia ha perso nel corso del 2013 altre 14 imbarcazioni della propria flotta ed ha visto le catture scendere del 6,2%. A tenere a galla il settore, oltre ad un aumento dei prezzi, i risultati positivi della produzione di bivalvi in mare”. Lo.Zo.

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spesso insufficiente o inadeguato: Greta Temporin, attuale coordinatrice polesana della Rete, lamenta che il costo degli abbonamenti continua a salire, che le corriere sono sporche e rotte e che gli orari non favoriscono la partecipazione degli studenti alle attività pomeridiane, sottolineando che la qualità e l’efficienza di questo servizio aiuta gli studenti ad affrontare con maggiore serenità gli impegni scolastici. In seguito a quella iniziativa è stato aperto un tavolo di confronto con la Provincia, in particolare con l’assessore Giorgio Grassia, che ha dimostrato attenzione per il problema sollevato. In passato l’associazione ha affrontato anche problemi più complessi, come gli effetti della cosiddetta “riforma Gelmini”: attraverso diverse manifestazioni e iniziative nazionali la Rete ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze dei cambiamenti apportati al

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sistema scolastico. Oggi a livello regionale il sindacato studentesco si sta adoperando affinché venga approvata una legge quadro sul diritto allo studio. E in Polesine? Gli obiettivi attuali potrebbero sembrare meno ambiziosi ma affrontano questioni di primaria importanza: radicare la Rete in tutto il territorio provinciale e rimediare alla mancanza di spazi di aggregazione giovanile. In entrambi i casi è considerata estremamente importante non solo il confronto con le istituzioni ma anche la collaborazione con le locali associazioni di volontariato.

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non ci avanti al dio palanca parenti”: sono fratelli, amici o è una delle frasi pronunciate intercettazioni della in una delle decine di rete di corruzione recente inchiesta sulla Poche parole legata agli appalti pubblici. una volta se ce ne che sintetizzano, ancora è il criterio adottato fosse il bisogno, qual infedeli e da imprenda funzionari pubblici ovviamente, che ditori complici. Il denaro, e grandi, gli “aggiustifica i favori piccoli procedure, il ritocco giustamenti” di gare e a danno del pubin corso d’opera, sempre di noi. ciascuno di conseguenza, blico e, di basta anche qualche CARCERE, IL pag. 8 Il denaro, sia “cash”, SERT euro di tanto in LE CONDIZION MIGLIORA banconota da 50-100 I SANITARIE di “regali” come pag. 26-27 tanto, che sottoforma anche una mano di il viaggio esotico ma piccolo lavoretto bianco in casa o qualche di piccorruzione nostrana, EDITORIALE dalla “extra”. E’ la pezzatura, quella dalla Giunta ed approvate colo cabotaggio e piccola consiliare predisposte regionale. Geremia Gennari, alla questione, la sala zona grigia di cui nessuno entro la C’è stato un taglio ad che alimenta una bassopolesane in merito è stata recentemente teatro V commissione Potranno avere inizio già chiarezza. E’ il primo l coro delle forze politiche l’ordine del giorno approvato portovirese di risorse, soprattutto considerevole conosce i contorni con riqualificazione di Porto ricordando e trasversalmente in consiglio comunale fine dell’anno i lavori di pubblico “L’ospedale tutti gli altri, fino ad di fornitura di si è alzato unanime certi farmaci, che al agosto all’unanimità schede dell’incontro passo che poi giustifica Rosolina che se del quartiere Norge di del presidio ospedalieIl tutto in nome la perdita decretata dalla da Venezia: pronto soccorso contro scandali. mutilato mantenimento Viro grandi il ai procurarsi pagando, vogliono devono per potersi arrivare ai residenti di capogruppo del presidio ospedaliema anche di Alessandro permetteranno quindi alle persone una volta precisare che soccorso” promosso dal del ospedaliere regionali “dio palanca”, ovviamente, detenute oltre a ro, ha voluto ancora Abbadir* all’aperto della Salute pronto di un millimetro: del alla libertà viene Viro Thomas Giacon e di moralità e di godere al meglio gli spazi ro della casa di cura Madonna “Porto Viro non arretrerà di di Uniti per Porto tolta di una distorta concezione centro della frazione scandalizzarsi loro anche la salute. alle Viro, appellativo che permetteva partecipato diversi rappresentanti se c’è da urlare o da sbarcare a Venezia, urne del 24 e18 pag. senso civico. Perché dunque 25 di Porto di assoluta cui hanno regionali Fondamentale emerge una situazionefebbraio compresi i consiglieri il nosocomio in posizione porrescorso l’intervento se “così fan tutti”? e che nel istituzionali Azzalin, oltre lo faremo. ine- alla sanità pubblica stricabile, o perlomeno davvero prestato dal Sert. parità rispetto Cristiano Corazzari e Graziano tutti accomu50% 40% pag. 3 difficilmente di Agenas (Agenzia Naziorisolvibile. Un continua a Diego Crivellari, pag. 10 30% caos politico che rapporto annuale 6 60% 50% ha indicato come all’onorevoleunico scopo dopo il declassapagg. 4-5 e rischia portare spediti nale perdii servizi sanitari) 30% 20% nati da un a nuove consultazioni. tratnel SULLA S.S. 434 50% Veneto ospedaliere del 10% prio quello che Pro- miglior centro avvenuto con le schede il secondo SI VIAGGIA non ci voleva in una Per discutere mento A 70 CHILOMETR migliori zione economica Cogli le del gli infarti del miocardio. taresituaI L’ORA genere, zona! caratterizzata della tua da offerte una recessione a cui dal 2008 vede fine. non si Il ciclone o tsunami (come lo definisce il suo capo Beppe Grillo) Stelle, si è abbattuto del Movimento 5 Odontoiatrico Ambulatorio sui STEFANO partiti, anche Passa da 110 Veneto, con una sanitario: in OSTI Dott. a 70 km orari potenzaDirettore limite della velocità il per molti versi davvero inaspettata. di Silvia Giuriato* nell’arteria stradale ALLA DENTIERA! strategica S.S. 434 meglio nota Nella nostra regione ADDIO agosto come giornata senza Transpolesana. però, inserite con decreto legge lo scorso fissi quello sorprende più denti alato grave aveva chein La decisione è e recentissime modifiche legislative, che il SPACCIO DI FABBRICA stata definito il Cen. presa dall’Anas. 2013, hanno recepito grillini (che è stato un evento boom deibisturi, tagli e punti di sutura Ser la presidente Polemico Corazzari agli amministratori”. e convertito in legge il 15 ottobre 12 - ROVIGO Loc. 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’ultimo finesettimana di gennaio Lendinara ha ospitato il congresso provinciale della Rete degli studenti medi. I membri del sindacato studentesco si sono riuniti per tracciare la linea politica dell’associazione e per avanzare alcune proposte concrete di azione, ma quell’appuntamento è stato soprattutto l’occasione per rinnovare le cariche di governo: l’esecutivo è ora composto da Antonio Esposito, Sofia Cantà, Silvia Cattan e da Greta Temporin che ha assunto il ruolo di coordinatrice. Alcuni di questi ragazzi già il prossimo settembre dovranno passare il testimone ad altre persone, perché si iscriveranno all’università, ma la neocoordinatrice spiega che, al di là delle figure di rappresentanza, in Polesine la Rete opera grazie alla fondamentale collaborazione del gruppo di soci. In generale, la partecipazione dei giovani alle realtà sociali, come la Rete degli studenti medi, è piuttosto scarsa: tra i ragazzi serpeggia un senso di sfiducia e una crescente apatia, che sconfinano sempre più nell’indifferenza al pensiero di “tanto non cambia nulla”. Ma nei momenti importanti, quando si affrontano questioni urgenti, le manifestazioni di piazza sono partecipate e fanno riscoprire il senso di appartenenza. M.D.P.


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16 Personaggio 28 Storia Importante pubblicazione a firma di Enrico Zerbinati

Baldassare Bonifacio, viaggiatore del XVII secolo A distanza di quasi quattro secoli, pubblicata la “Peregrinazione”: l’originale scritto del rodigino divenuto vescovo ci Capodistria di lino Segantin

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n “polesano nel mondo” all’inizio del XVII secolo? E’ luoghi anche lontani dal Polesine, terra questa nei confronti proprio così. Si tratta di Baldassare Bonifacio (1585- della quale egli sempre manifestò una profonda nostalgia, 1659), figlio dell’insigne giurista rodigino Bonifacio definendo Rovigo “carissima patria” e “città favorita da Dio”. Conseguita a Padova nel 1604 a 19 anni la laurea in Bonifacio (1545-1598), professore di diritto civile all’università di Padova, “esponente di una famiglia rodigina ‘di studi giuridici, dopo un periodo di relax presso parenti in quel consiglio’, tra le più illustri, nonché autorevole giureconsulto di Fiesso – paese da Baldassare definito “grande e ricco al servizio della Serenissima”. Proprio per questa prestigiosa villaggio del Polesino di Rovigo” – inizia dunque il suo “perepubblica attività paterna, esercitata in varie città della Repub- grinare”. Nel 1605 all’età di vent’anni, si porta in Austria a Graz, come segretario di Nunziatura, blica Veneta, a Baldassare capitò di vedi cui era titolare mons. Girolamo connire alla luce a Crema, città nella quale A Capodistria nel te di Porcìa, al tempo vescovo della il padre era stato nominato assessore 1659, all’età di 74 anni, si concluderà diocesi di Adria. Con il quale due anni pro tempore. dopo raggiungerà Roma, per ritornare Uno squarcio sulla vita e le opere la vita del prelato a Rovigo alla fine del 1607. Il 1608 di Baldassare Bonifacio si è aperto gra- rodigino si caratterizza per Baldassare come zie ad un’importante opera di Enrico Zerbinati, presidente dell’Accademia dei Concordi, apprezza- un anno di continui spostamenti all’interno dello Stato Veneto studioso e ricercatore, che ha dato alle stampe il corposo to, approdando a Padova, Treviso, Feltre, Belluno, Vicenza, volume: “Baldassare Bonifacio, Peregrinazione, a cura di Enri- Brescia, Bergamo ed in altre città, per lo più al seguito dello co Zerbinati”, edito dalla stessa dall’Accademia dei Concordi. zio Giovanni Bonifacio, anch’egli assessore della Repubblica, Baldassare Bonifacio - come risulta evidente dal titolo che, con paterna sollecitudine, cerca di introdurre il nipote del suo scritto autobiografico, pubblicato in forma antologica nell’ambito dell’apparato amministrativo, pensando anche a conclusione di un puntiglioso lavoro esegetico e di appro- di accasarlo quanto prima. Senonché nell’anno successivo, fondimento da parte del curatore - ebbe una vita molto movi- il 1608, si registra una imprevista svolta da parte di Baldasmentata, caratterizzata da una continua “peregrinazione” in sare che, lasciando interdetto lo zio, decide di abbracciare la

carriera religiosa, venendo poi ordinato sacerdote a Treviso nel 1612. Nell’ambiente ecclesiastico trova apprezzamenti e giusti appoggi per far carriera con remunerativi appannaggi, aspetto questo sempre tenuto in grande considerazione dal Bonifacio. E’ così che nel 1615, all’età di 30 anni, è insignito dell’arcipretura nel duomo di Rovigo (nomina passatagli dallo zio, mons. Girolamo ritiratosi in pensione). Nel ’19 ottiene la cattedra in “Umanità” presso l’Archiginnasio di Padova. L’anno successivo viene designato dalla Serenissima rettore della neocostituita Accademia dei Nobili alla Giudecca, tenendo nell’occasione l’orazione inaugurale. Nel 1623 lo troviamo nuovamente a Roma, al seguito dell’ambasciatore veneziano Pietro Contarini. Torna l’anno successivo con la nomina di arcidiacono con destinazione Treviso, città in cui nel 1630 – all’età di 45 anni - sarà nominato arciprete della centralissima pieve di San Vito. Ma l’anno dopo troviamo mons. Baldassare a Rovigo, qui approdato per trovare un più sicuro riparo all’infuriare della peste (detta dai posteri “manzoniana” dopo la pubblicazione de “I promessi sposi”) in un ambiente considerato meno esposto al contagio. Scampato il pericolo, eccolo ancora a Treviso, per traslocare nel 1637 a Padova con l’incarico di rettore della nuova Accademia dei Nobili Veneti.

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Nella foto il presidente dell’Accademia dei Concordi e autore della pubblicazione Enrico Zerbinati Nel 1640, all’età di 55 anni, è nominato abate di Santa Maria d’Oliveto in Puglia a San Severo, collezionando nel frattempo altre investiture finché, nel 1653, alla veneranda età di 68 anni, viene chiamato a Roma (terzo viaggio nella capitale) per la nomina a Vescovo di Capodistria, città che raggiungerà l’anno successivo, lasciando Treviso col rimpianto nel cuore. Nella sede vescovile le “peregrinazioni” del prelato rodigino si svolgono all’interno della diocesi soprattutto per le visite pastorali, raggiungendo, nonostante la salute malferma, anche località isolate, percorrendo strade impervie con mezzi disagevoli. E a Capodistria, nel 1659 all’età di 74 anni, si concluderà la vita del prelato rodigino che percorse molte strade del mondo, lasciandoci una testimonianza dei suoi viaggi nel manoscritto “Peregrinazione”, approdato alle stampe dopo quasi cinque secoli, grazie all’iniziativa del prof. Zerbinati e dei suoi collaboratori.


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Cultura provinciale 21 31 Palazzo Roverella La nuova mostra aprirà i battenti il 22 febbraio

L’ossessione nordica, tutto pronto Un ciclo di conferenze ha anticipato l’inaugurazione, toccando città come Venezia, Roma, Ferrara, Milano e Padova di Mattia De Poli

C

resce l’attesa per l’apertura della nuova mostra di palazzo Roverella, che sarà inaugurata il 22 febbraio e rimarrà aperta fino al 22 giugno. Nel corso degli ultimi mesi la curiosità per “l’ossessione nordica”, tema del prossimo allestimento, è stata alimentata da un ciclo di conferenze nelle principali città d’Italia: il “roadshow” è partito da Venezia all’inizio di dicembre e entro la fine di gennaio ha fatto tappa a Roma, a Ferrara, a Milano, a Padova e da ultimo a Rovigo. Tra i relatori sono stati coinvolti nomi importanti, come Beatrice Buscaroli, docente di arte contemporanea presso l’università di Bologna, e lo psichiatra Vittorino Andreoli. Gli argomenti affrontati hanno messo in evidenza la complessità del fenomeno artistico scelto da Giandomenico Romanelli: il ruolo della Biennale veneziana nella formazione di un particolare gusto artistico, l’influenza dei pittori mitteleuropei e scandinavi su quelli italiani tra Otto e Novecento, il rapporto tra la pittura e la psicanalisi o la filosofia o la religione. La risposta di pubblico a queste iniziative autorizza a sperare in grande anche per la mostra. Il battage pubblicitario inizia a farsi sempre più pressante e anche tra la gente comune se ne parla con interesse. La città di Rovigo sarà pronta ad affrontare adeguatamente questo importante appuntamento culturale? Solo alla fine di giugno si potrà fare

una verifica dei risultati conseguiti: in ogni caso è evidente qualche tentativo di non farsi trovare impreparati, con il rischio di finire a lamentare le occasioni perdute. La Camera di commercio rodigina ha organizzato già all’inizio del mese di dicembre un incontro aperto a tutti, e rivolto in particolare ai commercianti, per raccogliere idee e proposte al fine di migliorare l’accoglienza dei tanti visitatori attesi. E non è casuale che Lorenzo Belloni figurasse tra i relatori dell’ultimo incontro del roadshow, proprio a Rovigo. Molte le strategie per invogliare le persone a visitare la mostra: il biglietto di ingresso ha un costo di 9 euro ma l’organizzazione della mostra ha previsto diverse promozioni, con ingressi ridotti o gratuiti. L’8 marzo le donne potranno visitare l’esposizione senza pagare nulla. Un biglietto ridotto (6 euro) è riservato non solo ai bambini e ai ragazzi tra 6 e 18 anni, alle persone con più di 65 anni, agli studenti universitari e agli insegnanti, ma anche a tutti i papà il 16 marzo, a tutte le mamme l’11 maggio e a tutti i visitatori nel corso della Settimana della cultura e tutti i martedì e mercoledì mattina tra le 9 e le13. La riduzione è applicata anche a tutti coloro che si presentano all’ingresso con una persona che ha già visitato la mostra e che, munita del precedente biglietto, potrà ripercorrere le sale espositive gratuitamente. La mostra è rivolta anche al

in breve “Teatro del lemming”

“amleTo” vince il “silver snoWflaKe” al “saraJevo WinTer fesTival”

L

a compagnia rodigina, diretta da Massimo Munaro, è in piena attività e continua a raccogliere successi anche oltre i confini nazionali, confermando la qualità dei suoi lavori. In meno di una settimana il “Teatro del lemming” si dividerà fra Sarajevo e Venezia. Nella rielaborazione metateatrale della celebre tragedia di Shakespeare “Amleto” il pubblico si identifica con il protagonista e partecipa ai suoi conflitti interiori: l’opera è stata proposta nell’ambito della kermesse internazionale “Sarajevo winter festival 2013” ed ha ricevuto il “Silver snowflake” come miglior spettacolo teatrale, consegnato nella capitale bosniaca l’8 febbraio 2014 in occasione della cerimonia inaugurale della trentesima edizione. Il 14 febbraio, invece, giorno di san Valentino e festa degli innamorati quest’anno coincide con la vigilia del Carnevale veneziano (15 febbraio - 4 marzo) e proprio in tale data, al teatro delle Fondamenta nuove alle ore 19 e in replica alle ore 21, il “Teatro del lemming” propone “Giulietta e Romeo - Lettere dal mondo liquido”, una rilettura originale del capolavoro shakespeariano, in cui i due innamorati sono immaginati come personaggi del mito: i temi principali sono quello dell’amore come forza vitale e insieme dirompente e quello della festa come occasione d’incontro che, dietro la maschera teatrale, può avere conseguenze e sviluppi inattesi. Per i curiosi che per il momento non hanno la possibilità di assistere agli spettacoli, la compagnia ha realizzato alcuni video promozionali, caricati sul social network “Vimeo”. M.D.P.

Nelle foto: Arnold Böcklin, “Rovina sul mare”; Felice Casorati, “Le due bambine” ed Ermanno Wolf Ferrari, “Betullea” pubblico locale e vuole contribuire alla crescita culturale del territorio: per questo tutte le persone residenti a Rovigo o in Polesine potranno beneficiare di uno sconto ed entrare con il biglietto ridotto.

Arte e territorio

linda sTocco “L’ultimo giorno dello scorpione”

S

crivere un romanzo, inventare una trama solo a partire da una frase pronunciata casualmente, può sembrare strano ma è esattamente quello che è successo a Linda Stocco. Alla domanda “quando sei nata?”, risponde “l’ultimo giorno dello scorpione” e si accorge che queste parole sono perfette come titolo di un libro. Si cimenta per la prima volta con la scrittura di un’opera letteraria: aveva già tentato con un’altra storia ma aveva rinunciato. Non ha fatto studi specifici, ha conseguito il diploma, fa la mamma e aiuta il marito nel lavoro: non è laureata ma “la fantasia non ha bisogno della laurea”. Da sempre le piace leggere, predilige gli scrittori americani, adora i noir: così cerca di elaborare una storia criminale, in cui l’identità dell’assassino è nota fin dal principio e l’indagine cerca di chiarire le ragioni dell’uccisore. C’è un serial killer che sevizia e uccide donne anziane, un tenente colonnello dei carabinieri che indaga con l’aiuto di una psicologa. E non manca la componente amorosa. Per i dettagli Linda Stocco ha consultato degli esperti e degli specialisti del settore ma la vicenda è completamente frutto della sua immaginazione e facilmente comprensibile per tutti i lettori. L’autrice ha deciso di ambientare la storia nel suo Polesine, e in particolare nel Delta, perché l’acqua è un elemento essenziale: un corpo immerso nell’acqua si decompone più velocemente. Ma le hanno detto che se questa vicenda si verificasse realmente, nella provincia di Rovigo scoppierebbe il caos. Il libro è stato già oggetto di vari incontri in diversi centri polesani e prossimamente “L’ultimo giorno dello scorpione” verrà presentato a Lusia mercoledì 19 febbraio alle ore 21: soddisfatta del riscontro ottenuto finora, Linda Stocco sta già lavorando ad altri due romanzi, sui quali però mantiene il più rigoroso riserbo. M.D.P.

Storia e territorio

delTarTe e voci Per la liberTà, culTura Per TuTTa la Primavera e l’esTaTe

quale fuTuro Per la “rovra” di san basilio?

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C

l cantiere artistico di DeltArte, il progetto ideato e curato da Melania Ruggini, ha riacceso i motori. Da aprile a settembre, infatti, un fitto calendario di mostre, eventi, concerti, performance, escursioni, presentazioni di film inediti animeranno la vita culturale del Delta del Po diventandone motivo di visitazione. Saranno diversi i momenti clou della rassegna, con nomi di spicco del mondo dell’arte ma anche con progetti legati al territorio che coinvolgeranno soprattutto i più giovani. Tra questi la novità più interessante è forse quella dedicata ai cortometraggi. Si tratta di un concorso di videoarte, ideato in collaborazione con Voci per la Libertà, (L’associazione è capofila del progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente) rivolto ai giovani videomaker che, prendendo spunto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dovranno realizzare un video della durata massima di 3 minuti ed inviarlo entro 19 aprile con “we transfer” all’indirizzo e-mail segreteria@deltarte.com. La partecipazione, tuttavia, dovrà essere perfezionata compilando l’apposito modulo di iscrizione, scaricabile dai siti www.deltarte.com o www.vociperlaliberta.it. Le tre opere vincitrici saranno premiate il 17 luglio durante la manifestazione Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty a Rosolina Mare in concomitanza a DeltArte. Accanto a questo nuovo contest, infatti, l’associazione Voci per la Libertà ha dato avvio alla XVII edizione del festival. Anche in questo caso si tratta di un concorso (affiancato dall’ormai celebre Premio Amnesty International Italia riservato ai big italiani che nel 2013 hanno interpretato canzoni sui diritti umani cari ad Amnesty International) al quale potranno prendervi parte tutti gli artisti esordienti, con o senza album editi. Basterà avere 2 brani registrati, uno dei quali incentrato sui diritti umani. Ma la nuova sfida che DeltArte lancia agli artisti, si giocherà sul tema “Geografie ad alto potenziale creativo”: un campo d’indagine che porterà l’intero territorio al centro dell’agire dei 15 artisti chiamati a lasciare un segno nella terra Delta del Po, eleggendola quale nuova rotta della cultura contemporanea. Altro importante comune denominatore di questa edizione sarà il fattore riciclo: molti artisti infatti lavoreranno direttamente sul territorio recuperando quei materiali ecologici di scarto che l’uomo rifiuta ma che la terra è in grado di conservare, facendo del recupero ecosostenibile la loro bandiera, al fine di responsabilizzare i visitatori su tematiche di urgente attualità e proponendo una tipologia di creazione artistica basata sul rispetto dei materiali naturali e dell’ambiente.

he fine ha fatto la Rovra? Restando in tema di creatività, la seconda edizione del festival d’arte contemporanea DeltArte, finanziato dalla Fondazione Cariparo all’interno del concorso Culturalmente, è dedicata proprio al celebre albero plurisecolare, diventato l’emblema del territorio e scomparso nella primavera del 2013. Questa perdita è stata vissuta, infatti, molto sentitamente dagli abitanti locali e dell’intera provincia di Rovigo, facendo seguire numerosissime dichiarazioni d’intenti per non farla cadere nell’oblio e per perpetuarne la memoria. In questi giorni gli organizzatori di DeltArte si sono incontrati con il sindaco di Ariano, Giovanni Chillemi, per fare il punto della situazione. E proprio dal primo cittadino è partita l’iniziativa di organizzare un bando di idee, aperto alla collettività, avente come tematica il futuro della Rovra e avente quale capofila il giovanissimo festival. Nei prossimi giorni saranno pertanto contattati Ente Parco e Regione Veneto per realizzare questa iniziativa. Se l’iniziativa andrà in porto, i primi tre progetti vincitori saranno premiati con una targa di riconoscimento in occasione delle giornate di DeltArte, che si svolgerà da aprile a settembre nei vari comuni del Delta del Po, ossia Adria, Ariano, Porto Viro, Porto Tolle, Loreo, Taglio di Po, Rosolina. Il sindaco Chillemi commenta:” nei prossimi mesi, intanto, la Rovra si potrebbe prelevarla dal sito e sistemarla in un capannone per pulirla dalla carie e disinfettarla, in attesa di capire cosa possiamo fare per perpetuarne la memoria”. Me.Ru.


10 32

IL VENETO

in PRIMO PIANO

Marino Zorzato: “Incongruenti certe posizioni dei primi cittadini”

Piano casa: l’ultima parola ai sindaci

Trovato l’accordo Governo-Regione: i Comuni potranno porre limiti al nuovo piano casa attraverso varianti dei piani urbanistici di Germana urbani

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on sarà più quel disastro che poteva essere. Lo pensano sicurametne i primi cittadini del veneto che, per la maggior parte, avevano dichiarato guerra all’ultimo piano casa cui la Regione Veneto aveva dato il via libera sul finire del 2013. Il terzo da che la crisi è iniziata ma il più pericoloso, a detta loro, perché privo di vincoli urbanistici certi. Una situazione talmente grave che il Consiglio dei Ministri aveva impugnato la legge in cinque punti davanti alla Corte Costituzionale. A fine gennaio, però, durante un vertice al dipartimento degli Affari regionali tra i capi degli uffici legislativi del Ministero dei beni culturali, del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dell’Ambiente e il vicepresidente della Regione Veneto, Marino Zorzato, i tecnici veneti si sono impegnati a riscrivere alcuni contenuti della Legge Regionale 32/2013. In quell’occasione, infatti, Marino Zorzato, “padre” del piano casa ter, ha firmato un impegno di dieci righe in cui si afferma che dovrà essere rivista la possibilità di realizzare interventi di ampliamento a distanza non superiore a 200 metri dal lotto di pertinenza e dovranno essere chiariti altri aspetti relativi ai centri commerciali nei centri storici. Modifiche che riconoscerebbero ai Comuni la possibilità, attraverso le procedure della variante semplificata dei piani urbanistici, di apporre limiti al nuovo Piano

casa della Regione. L’impegno sottoscritto esplicita, inoltre, che gli interventi previsti dal Piano casa non troveranno applicazione per quegli edifici oggetto di specifiche norme di tutela urbanistica e territoriale anche in relazione a quegli strumenti che saranno approvati dai Comuni dopo l’entrata in vigore della suddetta legge. Rimane quindi fermo l’ordinario potere urbanistico dei Comuni interessati dalle disposizioni del nuovo Piano Casa. L’abrogazione, con la nuova legge regionale, delle norme del prece-dente Piano casa relative ad un generalizzato potere di blocco da parte dei Comuni viene quindi compensata dalla precisazione che rimangono fermi gli ordinari poteri urbanistici dei Comuni. Ad oggi ( mentre scriviamo) restano impugnate l’art. 7 e l’art. 10 comma 6 che estende gli interventi edilizi anche alle aree a rischio idrogeologico e l’art. 11 comma 1 e 2 che elimina l’obbligo, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di rispettare la sagoma esistente sulle quali si attenderà un pronunciamento della Corte costituzionale. A ben vedere la risposta che potrebbe arrivare a questo proposito non potrà non tener conto del fatto che il Decreto del Fare 69/2013 ha già stabilito che possono essere considerate ristrutturazioni le demolizioni e ricostruzioni con cambio di sagoma. Intanto, però, si va avanti e il vicepresidente Zorzato si dice pronto a riaprire il

Marino Zorzato dialogo con i Comuni per concordare insieme tutti i chiarimenti necessari da apportare alla legge. Una disponibilità che c’era già stata a parole ma che non si era poi verificata. Anche perchè Zorzato aveva più volte ben sottolineato quanto, a suo parere fossero incongruenti certe posizioni dei primi cittadini. “Si può stimare che il Piano Casa nel Veneto valga dai 6 agli 8 milioni di metri cubi – aveva detto durante una conferenza esplicativa sul Piano Casa ter – che corrispondono appena a un valore tra il 5 e il 7 per cento dei 100 milioni di metri cubi di nuova espansione edilizia prevista nel Veneto. Con quale coraggio, quindi io chiedo, alcuni sindaci puntano l’indice accusatore

sul Piano Casa, quando città come Venezia prevede nel suo Pat un’espansione di oltre 6 milioni di metri cubi per il residenziale e di 3 per il produttivo; quando Padova ha aggiunto ai 2,6 milioni che residuavano dal vecchio Piano Regolatore per la residenza, il direzionale e il commerciale, ulteriori 2 milioni di metri cubi con il Pat? Non possono certo questi amministratori a venirci a dare lezioni di tutela del territorio”. Zorzato non ha mai smesso di difendere lo spirito e gli obiettivi della norma supportando questa sua posizione con i dati relativi agli effetti prodotti dalle precedenti edizioni del Piano Casa nel Veneto, forniti dalle stesse associazioni di categoria che

operano nel settore edile: “Utilizzando questo strumento – ha detto Zorzato – 7 mila aziende del comparto hanno evitato la chiusura, 11 mila posti di lavoro sono stati salvati e altrettante famiglie hanno potuto contare su un’entrata preziosa in tempo di crisi, sono stati realizzati interventi per 2,8 miliardi con un aumento degli investimenti pari al 5,8% nel campo delle ristrutturazioni: il tutto grazie ai 60 mila casi di recupero edilizio che hanno migliorato anche esteticamente i nostri centri abitati”. E nel sottolineare questi aspetti ricordava anche che l’edilizia veneta muove un indotto composto da oltre 80 settori merceologici diversi.

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Il Veneto in primo piano 11 33 Bon e Cortellazzo chiedono ai parlamentari veneti Pdl di uscire dal Governo, i consiglieri di Forza Italia favorevoli alla modifica della legge

Il Pd esulta: avevamo ragione

di Germana urbani

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a disputa sul Piano casa, secondo Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, si ridurrebbe ad una lotta che vede da una parte progressisti con l’obiettivo di liberare investimenti per miliardi di euro e dall’altra veterocomunisti e pseudo-ambientalisti che frenano l’economia. I due consiglieri, infatti, all’indomani dell’impugnazione del Piano Casa ter da parte dell’Esecutivo Letta avevano ribadito l’opposizione senza se e senza ma a questo Governo che a sentir loro non faceva l’interesse del Veneto e dei veneti. “L’impugnazione di un provvedimento simbolo come il Piano Casa ter è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso - hanno detto i consiglieri - e che ci costringe a chiedere a tutti i parlamentari veneti, che si riconoscono nei valori del centrodestra, di staccare la spina a questo Governo a chiara trazione Pd. Il mandante politico di questa operazione è il Partito democratico e la soluzione della “impugnazione

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parziale” è un compromesso al ribasso inaccettabile, perché rende ancora più incerto il quadro giuridico nel quale cittadini e operatori possono muoversi”. I consiglieri del Gruppo regionale di Forza Italia, Leonardo Padrin, Mauro Mainardi, Davide Bendinelli e Remo Sernagiotto dichiarano, invece di attendere “di vedere la nota di Palazzo Chigi – affermano – che parla di “punto di equilibrio trovato tra le esigenze regionali di sviluppo del territorio e le competenze comunali sulla tutela delle proprie zone” e poi ci esprimeremo, ricordando a Zorzato che il suo interlocutore non è il Governo, ma il Veneto, e che la legge deve rispondere alle necessità dei suoi cittadini. Ben venga il confronto e l’impegno firmato dal vice-presidente a Roma – concludono i quattro consiglieri di FI - ma a niente serve continuare a girare attorno al problema per sostenere la legge se ciò che occorre per andare incontro alle necessità dei cittadini è, di fatto, la sua modifica”.

A cantar vittoria sono sicuramente i regionali del Partito Democratico che a metà gennaio avevano presentato una proposta di legge per rimediare a quello che definiscono “l’errore madornale” del terzo Piano casa, cioè lo scontro istituzionale tra Regione e Comuni sulle competenze pianificatorie del territorio. “Dall’incontro di Roma con i tecnici dei ministeri - ha dichiarato il consigliere regionale e vice presidente della commissione Urbanistica, Bruno Pigozzo - Zorzato ha avuto la conferma che da parte nostra non c’è stata alcuna strumentalizzazione o boicottaggio sotterraneo del Piano Casa: solo la richiesta di modificare alcuni punti critici”. “Attorno a questo nodo – precisa - c’erano semplicemente due posizioni opposte: quella dell’assessore, che punta a far prevalere su tutto il diritto soggettivo di chi vuole fare interventi edilizi e quella del PD, che sostiene la tutela dell’interesse collettivo, evitando il conflitto tra le competenze programmatorie della

Regione e quelle dei Comuni, in una visione d’insieme del territorio. Il governo ha confermato che quella individuata da noi è la strada da seguire: ora dunque ci si confronti rapidamente per correggere e migliorare subito una legge che abbiamo sempre ritenuto uno strumento utile per l’economia veneta, purché usato nel modo giusto, come avvenuto dal 2009 ad oggi”.

“PiuTTosTo rivediamo la normaTiva urbanisTica”

ll’indomani dell’approvazione anche la sezione veneta dell’Istituto Nazionale di Urbanistica aveva espresso la sua preoccupazione di fronte al piano casa regionale nel suo complesso, che veniva giudicato come un tentativo di superare la pianificazione del territorio dando soluzione al singolo caso. L’istituto dichiarava che “pur condividendo la scelta di intervenire sulla città costruita rigenerando il tessuto urbano esistente, desta poi forte perplessità la possibilità di applicazione anche nei centri storici”. Secondo l’INU il centro storico va tutelato in quanto insieme urbano e non in riferimento ai singoli edifici. “Si dimentica che in Veneto - si leggeva in una nota - come nelle altre Regioni si producono

piani e strumenti di pianificazione votati dai Consigli Comunali ed approvati poi da Regione e Province sulla base di una legge regionale. Il Presidente Zaia ha più volte dichiarato la sua contrarietà a nuovo consumo di suolo, ma poi vengono approvati questi provvedimenti che collocano gli interventi edilizi al di fuori della normale prassi di pianificazione urbanistica formata dalla Regione. Se la Regione - concludeva l’Istituto - ritiene che sia superato questo sistema di pianificazione, provveda ad avviare velocemente una revisione della legge urbanistica regionale: INU Veneto è pronta a collaborare alla revisione della normativa urbanistica, che è del 2004”.

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Veneto in primo piano 13 34 Il Veneto in primoIlpiano Una piaga purtroppo e tristemente sempre più diffusa nella nostra società

La violenza in famiglia non è un reato d’altri tempi Si è portati a ritenere che questi crimini avvengano in realtà remote, certo disagiate, da persone abominevoli senza cultura, senza valori, senza gentilezza. Non è così, non sempre

di fortunato Marinasta

V

iolenza in famiglia. Se ne sente parlare spesso anche perché non passa giorno che le cronache riportino episodi di maltrattamenti tra le mura domestiche. Il commento più diffuso è sempre lo stesso: “Cose d’altri tempi”. Eppure, gli episodi sono attualissimi. Le vittime nella maggior parte dei casi sono le mogli, i figli e per quanto validissimi psicologi tentino di ravvisarne le cause nelle tensioni, nelle frustrazioni e nello stress del vivere moderno, il rimando o il paragone rimane rivolto a epoche passate. Quasi non si riuscisse ad accettarlo come un problema della contemporaneità. Si è portati a ritenere che questi reati avvengano in realtà remote, certo disagiate, da persone abominevoli senza cultura, senza valori, senza gentilezza. Non è così, non sempre. La precisazione è d’obbligo per sfatare il luogo comune sul quale sarebbe fin troppo semplice riparare, ritenendo che queste cose accadono in famiglie che vengono da altri luoghi (magari dal Sud), in famiglie che hanno altre culture (magare legate ad altri credi religiosi), in famiglie che hanno altri problemi (alcol, droghe, a-socialità). Ritenere questo equivale a credere che la violenza in famiglia sia “roba” d’altri tempi. Il tema è importante e infatti in questo giornale ne abbiamo già parlato, tuttavia zioni particolari per le quali un semplice rimbrotto in questo articolo abbiamo preso in considerazione gli non possa essere ritenuto sufficiente a persuaderlo aspetti legali chiedendo un parere all’avvocato Fulvia dal tenersene a debita distanza. Insomma una volta Fois. il “ceffone” era ritenuto educativo, due erano una Avvocato, quanti sono i casi di maltrattamento vera e propria lezione. Oggi è reato? che finiscono davanti un giudice? “Ha parlato di lezione. Va detto che il reato di mal“Il reati endo – familiari, ovvero che si consumano trattamenti in famiglia, ancorché si collochi generalmenall’interno delle mura domestiche tra soggetti general- te tra i reati a tutela delle relazioni familiari, per il suo mente legati da un vincolo coniugale o parentale riman- tenore letterale, tende ad avere una portata espansiva gono spesso nell’ombra, è difficile farli emergere. che travalica i limiti della famiglia ravvisandosi, ad esemStatistiche ormai risalenti a pio, anche nei rapporti tra docente qualche anno fa, ma ancora atten- Il numero di donne, ed allievo o tra datore di lavoro e dibili, riferiscono che il numero di tra i 16 e 70 anni, dipendente. donne, tra i 16 e 70 anni, oggetto oggetto di violenza Questo reato può essere comdi violenza supera abbondantemen- supera di molto messo non da chiunque ma solo da te i 6 milioni di unità e che il 90% i 6 milioni parte di soggetti che rivestono un di queste non denuncia il fatto alle determinato ruolo all’interno della autorità giudiziarie. I casi che finiscono in Tribunale rap- famiglia od unione di fatto, o una posizione di autorità o presentano quindi una minima parte rispetto a quanto peculiare affidamento nelle aggregazioni comunitarie asrimane sotto silenzio tra le mura domestiche”. similate alla famiglia (esempio organismi di istruzione, Certo i dati che riguardano i maltrattamenti ri- custodia…) con qualsiasi comportamento commissivo volti alle donne sono fin troppo e tristemente noti. od omissivo finalizzato a maltrattare la vittima ingeneMa nel caso dei figli, come si fa a capire che ci si rando nella stessa una sofferenza fisica, morale o psichitrova davanti a un reato di maltrattamenti in fami- ca con effetti di prostrazione e avvilimento. glia? Prendiamo il caso di un genitore che ha un fiA proposito dell’elemento soggettivo richiesto dal glio minorenne particolarmente “difficile”, ossia che reato in esame questo si ravvisa nella coscienza e voquesto giovane congiunto sia solito cacciarsi in situa- lontà del soggetto agente di sottoporre la propria vittima

un minore di anni diciotto ovvero di persona in stato di gravidanza”. Vittima è anche chi assiste ai maltrattamenti? Poniamo come esempio il figlio che vede i genitori litigare in modo violento. “Affinché si possa ritenere sussistente l’aggravante della c.d. “violenza assistita”, intesa come l’insieme delle conseguenze comportamentali e psicologiche su minori che assistono ad episodi di violenza su figure di riferimento, è necessario che il minore assista ad una pluralità di atti di maltrattamento non essendo sufficiente l’aver assistito ad un singolo episodio. Dunque, fatti episodici ed occasionali, pur essendo penalmente rilevanti in relazione ad altre fattispecie di reato quali ad esempio il reato di minacce, ingiuria, lesioni non potendo essere collocati all’interno di un intento unitario non consentono di qualificare gli stessi nella fattispecie del reato di maltrattamenti in famiglia con la conseguenza che detto reato sarà da ritenersi non sussistente”. Nel caso lo sia, invece, che cosa succede? “La commissione di reati che pregiudicano l’incoluin modo continuativo e sistematico a sofferenze fisiche, mità fisica della persona offesa o dei suoi prossimi conmorali e psicologiche e che i singoli atti vessatori sono giunti è il presupposto affinché il giudice possa adottare per lo stesso espressione di una condotta già posta in la misura cautelare dell’allontanamento del soggetto vioessere cui si ricollegano”. lento dalla casa familiare o altre misure consimili (artt. Avvocato, mi dica la verità, le norme che il no- 282 bis e 282 ter c.p.p.). stro stato ha adottato per contrastare e sanzionare il Tale provvedimento può assumere contenuti diversi reato legato ai maltrattamenti verso familiari sono atteso che il giudice può anche ordinare al soggetto di buone leggi? Ossia costituiscono un valido deterrente non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla a questi reati, purtroppo così diffusi? vittima, quali il luogo di lavoro o altri luoghi la cui fre“Il reato nell’agosto del 2013 è stato interessato quentazione sia necessaria per motivi di lavoro”. da una consistente modifica legiIl giudice può disporre che slativa a seguito della conversione I casi che finiscono a essere allontanato sia il figlio, in legge (L. 119/2013) del D.L. in Tribunale sono nel caso sia vittima di maltratta93/2013 per dare maggiore tutela una minima parte menti? rispetto a quanto alle vittime. “L’allontanamento del minore In quest’ottica è stato abrogato rimane nel silenzio è una misura estrema che il giudice il II comma dell’art. 572 del c.p. può adottare ove questa risponda – che prevedeva un’aggravante speciale - e contestual- al supremo interesse del minore. In tal senso la legge mente la previsione di un’aggravante comune con suo (artt. 330 e 331 Codice civile) è chiara nello stabilire inserimento all’art. 61 n. 11 quinquies del c.p. c.d. che l’allontanamento del minore dalla residenza famiaggravane della violenza assistita”. liare potrà essere disposto nei casi in cui la permanenza Avvocato, mi faccia capire meglio presso la stessa sia pregiudizievole per il minore. “Si tratta di un’aggravante con un maggior raggio Non vi è dubbio che i maltrattamenti posti in essere di azione rispetto alla precedente che si applica oltre che da uno dei genitori a danno dell’altro o, ancor più, del per il reato di maltrattamenti in famiglia anche nei de- figlio minore potrà verosimilmente rappresentare quel litti non colposi contro la vita e l’incolumità personale grave pregiudizio che legittima l’allontanamento di quando il reato è “commesso in presenza o in danno di quest’ultimo dalla casa dei genitori”.


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16 Cultura veneta

Cultura veneta 37

Casa dei Tre Oci di Venezia Sebastião Salgado presenta il suo ultimo lavoro fotografico

Genesi: la Terra com’era in origine

Ha viaggiato per i deserti dell’Africa e dell’America, ha visto i ghiacciai dell’Antartide, le foreste pluviali dell’Indonesia, la Nuova Guinea, il Congo e l’Amazzonia fino alla taiga dell’Alaska e alle montagne della Siberia e del Cile di Alain Chivilò

“L

o scopo di questo progetto è di ricongiungerci con il mondo com’era prima che l’uomo lo modificasse fino quasi a sfigurarlo” così il fotografo brasiliano Sebastião Salgado presenta la sua ultima tematica artistica “Genesi” tradotta nell’attuale mostra. Fino all’undici maggio, è possibile ammirare 240 fotografie in bianco e nero scattate dal sessantenne Maestro sud americano presso la Casa dei Tre Oci di Venezia, isola della Giudecca. Un percorso fortemente voluto e sentito da Salgado che l’ha visto immortalare, in numerosi click, le terre del pianeta Terra dai deserti dell’Africa e dell’America, dai ghiacciai dell’Antartide, dalle foreste pluviali dell’Indonesia, Nuova Guinea, Congo e Amazzonia fino alla taiga dell’Alaska e alle montagne della Siberia e del Cile. Dunque un percorso espositivo che si sviluppa in cinque sezioni ripercorrendo i rispettivi continenti: il Pianeta Sud, i Santuari della Natura, l’Africa, il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Nel trovare gli scenari migliori Sebastião è entrato in simbiosi con gli elementi naturali e le popolazioni autoctone, trascorrendo molti mesi con esse al fine d’evidenziare la migliore armonia con la natura. E’ stato con i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica, gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana, le tribù Himba del deserto namibico, i Pigmei delle foreste equatoriali del Congo settentrionale e le tribù delle più remote foreste della Nuova Guinea. Inoltre è migrato assieme a elefanti e zebre tra

il Kenya e la Tanzania. Solo in questo modo, partendo dalla nostra società contemporanea, è possibile carpire atmosfere uniche da impressionare sulla pellicola. Come spiega il Maestro “questo progetto è inteso come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita, alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento, alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati, agli esempi esistenti di forme primigenie d’insediamenti e organizzazione umane. Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza. Con il mio lavoro intendo testimoniare com’era la natura senza uomini e donne, e come l’umanità e la natura per lungo tempo siano coesistite in quello che oggi definiamo equilibrio ambientale”. Un percorso iniziato nel 2003 e che ora si presenta alla società che fa parte del sistema distruttivo dei vari ecosistemi. Una denuncia tramite la pellicola su ciò che stiamo perdendo. A livello biografico Salgado (1944) arriva alla fotografia nel 1973 dopo aver lavorato come economista. Il suo impegno per la terra natia è apprezzatissimo tanto da aver ricreato e rigenerato, con il suo Istituto Terra, migliaia di chilometri di foresta amazzonica in estinzione.

Vicenza Palazzo Leoni Montanari

Archeologia

BASSANO ASSEDIATA DAI DINOSAuRI

L

a notizia ha avuto scalpore internazionale e neanche l’ideatore della serie Jurassic Park poteva prevederlo: da dicembre “Dinosauri in carne e ossa” si fanno notare a Palazzo Bonaguro e nelle strade di Bassano del Grappa. Ovviamente in questo piccolo gioco di parole non vi è nulla da temere, perché fino al 4 maggio è accessibile il mondo degli antichi abitanti della terra estinti a causa di due eventi simultanei, come da recenti teorie. All’impatto comprovato di un mega asteroide rinvenuto in un’area della penisola dello Yucatan tra terra e oceano in Messico circa 66.038.000 anni fa, si associano dei cambiamenti climatici già in atto che stavano già decimando la popolazione dei dinosauri. Due eventi catastrofici congiunti come questo meteorite così enorme che alla prima parte di esso, in contatto con il suolo, si contrapponeva un’intera area estesa ben al di sopra dell’atmosfera. A Bassano i dinosauri sono intesi come esseri immortali, dai quali non possiamo che essere affascinati. Una chiave di lettura emotiva e di cultura vero filo rosso per questa riproduzione a

Alcuni degli scatti in mostra

grandezza naturale. Si possono così osservare il tranquillo Glyptodonte, il possente Mammut, il temibile Tirannosauro, i minuscoli Jinfengopteryx e Scipionyx in contrapposizione agli enormi Diplodoco, Allosauro e Indricoterio. L’idea dell’allestimento e la ricostruzione è made in Italy all’interno di un curato lavoro di squadra, che s’innesta nella suggestiva sezione del Museo Civico Mondo Animale all’interno della mostra zoologica permanente, caratterizzata da una straordinaria collezione di mammiferi naturalizzati. L’esposizione è curata dai paleontologi Stefania Nosotti e Simone Maganuco mentre il comitato scientifico è composto da affermati studiosi del panorama nazionale e internazionale tra cui spicca John Horner, paleontologo del Museum of the Rockies in Montana, che ha ispirato il personaggio del cult Jurassic Park essendo stato anche consulente scientifico della trilogia. Un’occasione unica da non perdere, facendo sempre attenzione a non essere troppo invadenti perché il loro risveglio, scherzosamente Al.Ch. parlando, non sarebbe troppo amichevole.

Agenzia Magnum: fotografie di garanzia

N

el parlare di agenzie fotografiche nel mondo, il sinonimo più usato per rappresentarle ruota attorno alla Magnum Photos per l’importanza assunta a livello planetario. Fu fondata nel 1947 da George Rodger, Henri Cartier-Bresson, David Seymour e Robert Capa con lo scopo di proteggere la trasparenza d’informazione e il diritto d’autore in ambito fotografico. Il perno della filosofia dell’Agenzia verte nel considerare le immagini scattate di proprietà del fotografo Magnum e non delle riviste dove esse vengono pubblicate, permettendo all’autore di scegliere soggetti, temi e orientare la produzione verso uno stile più aderente a quello del fotografo e libero da vincoli. Per rendere omaggio a tale lavoro fotografico che ha segnato l’attualità di questi due secoli, il polo museale di Intesa Sanpaolo, a Vicenza, propone presso le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari “Magnum Contact Sheet” fino all’11 maggio. La mostra, in collaborazione con Magnum e Forte di Bard sede della prima esposizione, è suddivisa in sette sezioni con circa 150

opere: una per ogni decennio dell’agenzia fotografica Magnum. Sessanta sono i provini a contatto (contact sheets) esposti accanto ai propri “scatti finali” per ripercorrere la realizzazione d’immagini ricche di patos. Un processo in cui il fotografo scatta più volte, sviluppa il proprio supporto, sceglie un’istantanea fra tante, elabora l’immagine con cui vuole comunicare al mondo e alla fine crea. Nascono immagini celebri come per esempio l’invasione di Praga di Josef Koudelka, i carri armati in piazza Tienanmen di Stuart Franklin, Che Guevara immortalato da René Burri, Martin Luther King da Leonard Freed e lo sbarco in Normandia testimoniato da Robert Capa. Ogni decade, partendo dal dopo guerra, porta il visitatore a rivivere ciò che è successo nel mondo e la sua attualità fino al 2010, perché l’Agenzia Magnum è tempo passato ma anche presente. In quest’ambito a conclusione della mostra tre fotoreporter Magnum della nuova generazione Jerôme Sessini, Paolo Pellegrin e Alex Majoli narrano la loro scelta per la foto. Una moAl.Ch. stra dunque da non perdere.


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Cultura veneta 39 17 Poesia e musica Un lavoro che ha dato una nuova voce alla poesia del grande Portoghese

Nel suono di un flauto le identità poetiche di Pessoa Mirco De Stefani ha composto una “Suite” in nove movimenti per flauto solo. Il lavoro discografico è stato inciso dalla celebre flautista coneglianese Anna Tirindelli di Vesna Maria Brocca

A

lberto Caeiro, Álvaro de Campos, Ricardo Reis non sono semplicemente gli eteronimi quali era solito servirsi il poeta Fernando Pessoa (nato il 13 giugno 1888 e morto il 30 novembre 1935 a Lisbona) per firmare i suoi scritti, ma rappresentano le molteplici sfaccettature dell’anima dell’artista a cui non bastava un solo “cambio abito” per vivere il proprio tempo. Del resto, come scrive Tabucchi, “Nel cuore di tenebra che è l’umano sentire, misterioso, profondo, che appartiene ai precordi, Pessoa, come tutti i grandi poeti, fonda la sua poesia”. Mettere in musica il “sentire”, cioè l’essenza stessa del poeta che incarna alla perfezione la “saudade” della sua terra che trova sfogo nelle melodie del “fado”, è impresa assai ardua e richiede estrema padronanza del linguaggio musicale. Ci è riuscito magistralmente il compositore Mirco De Stefani, noto soprattutto per essere stato l’unico Maestro che abbia collaborato per

oltre un trentennio con il poeta Andrea Zanzotto, mettendo in musica e trasformando in nuove opere molte delle sue poesie. La nuova sfida è vinta, come testimoniano i numerosi commenti critici del settore, grazie al CD “De la musique”, per l’etichetta Rivoalto (2013), che contiene una “Suite” in nove

“De la musique”; poesia che riprende il primo verso dell’ “Art poétique” di Verlaine movimenti per flauto solo. Il lavoro discografico è stato inciso dalla celebre flautista coneglianese Anna Tirindelli, molto nota sia nel campo del concertismo internazionale, sia nel campo dell’insegnamento (dal 1999 è stata titolare di Cattedra di Flauto presso il Conservatorio di Vibo Valentia, con trasferimento definitivo nel 2011 allo “Steffani” di

Castelfranco Veneto). In questo CD l’ascoltatore trova nove brani che compongono una “Suite” organica, che si sviluppa quale fiume in piena partendo da una sola nota per poi presentare l’intera scala cromatica nella “Giga” finale: “polifonia nell’unità a cui tende la poetica di Pessoa”. Tutti i nove movimenti della composizione interpretano in musica, secondo il sentire del compositore, la poesia titolata “De la musique”; poesia che a sua volta riprende il primo verso dell’ “Art poétique” di Verlaine. Come spiega il compositore pievigino De Stefani, “con queste composizioni per flauto solo, realizzate nel 2004, si è tentata un’incursione nell’universo - anzi, negli universi - di Fernando Pessoa servendosi del linguaggio musicale come fonte di luce: una minima traccia luminosa attraverso il labirinto creato dal poeta portoghese per nascondere a sé e agli altri la sua stessa vita, per confondere le sue plurime impossibili esistenze. La po-

Nelle due foto Mirco de Stefani e Anna Tirindelli

esia che dà il titolo alla “Suite” per flauto solo - “De la musique” - descrive l’incontro possibile/impossibile tra due figure sognate: l’immagine del poeta e di una misteriosa presenza femminile, forse personificazione della musica, che emerge “a poco a poco, tra gli alberi antichi”. Tracce di presenze/ assenze reperibili attraverso “lettere e se-

gni irregolari che s’aprono alla meraviglia”. Così Àlvaro de Campos, uno degli eteronimi (sorta di alter ego dotati di una propria personalità e biografia) creati dalla fantasia del poeta per affidare la voce dei suoi versi, una delle moltiplicazioni/divisioni di un io che si vede attraverso gli specchi deformanti della coscienza”.


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METAL PROJECT, azienda leader nella lavorazione della lamiera Il titolare Fabio Bizzo investe molto sull’innovazione. L’ufficio progettazione il fiore all’occhiello dell’azienda Un’azienda viva, partecipata da tutti, operai e tecnici, con un apporto da parte del titolare a 360°. Questa l’impressione che si ha nel visitare la METAL PROJECT di via Meucci, 29 a Piove di Sacco. Azienda specializzata nella lavorazione dei vari tipi di lamiere e profilati con macchine operatrici a controllo numerico quali piegatrici, punzonatrici e taglio laser. Nata nell’89 grazie all’intuizione del titolare Fabio Bizzo, METAL PROJECT s.r.l. si è viepiù sviluppata fino a giungere ad un fatturato di oltre 3 milioni di euro. Fabio Bizzo 52 anni, sposato con una figlia, è nel settore della lavorazione della lamiera da 25 anni. Dapprima assieme al fratello nella sede di Valli di Chioggia, poi nel 2006 è approdato in zona industriale piovese dove ha dato l’impulso innovativo e commerciale alla METAL PROJECT s.r.l. “Non è facile districarsi

nel mercato in questo momento – ci ha dichiarato Fabio Bizzo – ma posso contare sul prezioso apporto dei miei collaboratori. I componenti dell’ufficio tecnico, Sabrina collaboratrice “tutto fare”, Alberto, Andrea; della segreteria Erica ed Anna e di mia moglie Adriana Bassan che mi aiuta nell’amministrazione dell’azienda e per i vari contatti con gli enti”. Verso che tipologia di clienti si rivolge la METAL PROJECT s.r.l.? “Noi lavoriamo per i più svariati settori, dalla climatizzazione all’esigenza del singolo privato, realizzando prodotti sia di serie che di nicchia. Come terzisti ci rivolgiamo alle aziende che commerciano con l’estero”. La METAL PROJECT s.r.l. è conosciuta come azienda tecnologicamente avanzata, pertanto investe molto sulla ricerca e sull’innovazione.

Dai 1,5 del 2002 ora la METAL PROJECT fattura oltre 3 milioni di euro

“Credo che il nostro successo sia stato proprio questa propensione nel dotarsi di strumenti sia di esecuzione - vedi il laser e di altri macchinari di rifinitura - che di progettazione con il modellatore tridimensionale SOLID EDGE che offre la possibilità al cliente di “vedere” il pezzo prima della sua esecuzione. Ogni anno spendiamo oltre 300 mila euro per l’acquisto di nuove attrezzature per far fronte alle continue esigenze del mercato”. Quanti operai avete attualmente? “Dagli 8 che aveva nel 2006 ora la METAL PROJECT s.r.l. annovera 25 operai tutti veramente validi e appassionati del loro lavoro. Posso dire che in azienda si respira un clima di completa collaborazione” Quando, secondo lei, la METAL PROJECT s.r.l. ha fatto il vero salto di qualità? “Quando ho deciso di creare l’attuale ufficio di progettazione. Con Sabrina, Albero e Andrea siamo in grado di soddisfare il cliente dalla progettazione fino al prodotto finito assicurando la più alta qualità”. A sinistra il titolare Fabio Bizzo, sotto la moglie Adriana Bassan e a fianco Alberto, Sabrina e Andrea dell’ufficio Progettazione


32 42 I nostri esperti AFFARI DI FAMIGLIA

A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Mobbing e condotte vessatorie sul posto di lavoro come tutelarsi

Cari lettrici e lettori, in questo numero vorrei prendere in considerazione con Voi il fenomeno del mobbing e la sua rilevanza penale nel nostro ordinamento anche alla luce degli orientamenti giurisprudenziali in merito. Che cos’è il mobbing? Il termine mobbing deriva dal verbo inglese “to mob” che significa attaccare, assalire, circondare e, nel linguaggio comune, individua un fenomeno purtroppo assai diffuso nei luoghi di lavoro consistente in una serie di atti o comportamenti vessatori, protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di un lavoratore da parte dei componenti del gruppo di lavoro in cui è inserito o dal suo capo, caratterizzati da un intento di persecuzione ed emarginazione finalizzato all’obiettivo primario di escludere la vittima dal gruppo (così Corte Cost. n. 359/2003). Le motivazioni alla base delle condotte mobbizzanti sono molteplici: spingere la vittima a lasciare da sé il posto di lavoro senza che sia il datore di lavoro a licenziarla o una ritorsione in conseguenza di comportamenti non condivisi o ancora il rifiuto del soggetto vessato ad accettare proposte o richieste immorali o illegali. Quali sono le caratteristiche essenziali del mobbing? Il mobbing si contraddistingue per la serialità delle condotte vessatorie; queste, infatti, singolarmente considerate, potrebbero anche essere di per se stesse lecite e/o legittime assumendo carattere illecito solo a seguito del loro ripetersi nel tempo. A titolo esemplificano si indicano tra le condotte capaci di integrare il mobbing il demansionamento del lavoratore mediante l’attribuzione di compiti inferiori rispetto a quelle contrattualmente previste; la sostanziale estromissione dall’attività lavorativa; la mancata assegnazione di nuovi lavori o la sottrazione degli strumenti per lavorare; i ripetuti trasferimenti ingiustificati. Altra caratteristica distintiva del mobbing è il fatto di essere realizzato all’interno di luoghi di lavoro al punto che si distingue tra mobbing c.d. verticale, posto in essere dal datore di lavoro nei confronti di un suo sottoposto e mobbing c.d. orizzontale, posto in essere dai colleghi verso un soggetto di pari grado. Infine il fenomeno in esame si caratterizza per l’effetto vessatorio delle reiterate condotte persecutorie

che devono essere tali da generare nella vittima uno stress psico-fisico, indi un danno alla salute. La qualificazione giuridica Il mobbing, a tutt’oggi, non trova un’espressa definizione normativa per cui è compito del giudice, in ossequio al principio di legalità, cardine del diritto penale italiano, ricondurre la fattispecie concreta di mobbing ad una figura di reato espressamente prevista dal

legislatore. In merito, si rileva di come il problema della qualificazione giuridica del mobbing sia relativamente recente se si considera che le prime sentenze in materia risalgono ai primi anni del 2000. Ciò detto, il fenomeno in questione è stato ricondotto, a seconda delle caratteristiche della fattispecie concreta, ora al delitto di lesioni personali di cui all’art. 582 c.p.

(Cass. Pen. n. 42266/2005, Trib. Monza 23.04.2007), ora all’abuso d’ufficio di cui all’art. 323 c.p. (Cass. Pen. 40891/2007), ora alla violenza privata di cui all’art. 610 c.p. (Cass. Pen. n. 31413/2007) nonché al reato di molestie (art. 660 c.p.). Tuttavia, la giurisprudenza prevalente ha cercato di combattere il fenomeno del mobbing attraverso il ricorso al delitto di maltrattamenti

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contro familiari e conviventi di cui all’art. 572 c.p. Q u e s t ’ u l t i m o , infatti, attesa la natura di reato abituale, si presta a ricomprendere al suo interno anche condotte mobbizzanti. Il reato di maltrattamenti è volto alla tutela non solo delle relazioni in ambito familiare ma anche di relazioni più ampie, preservando il soggetto sottoposto all’altrui autorità o affidato ad un terzo per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte. In considerazione di ciò il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore, in quanto caratterizzato dal potere direttivo e disciplinare del primo nei confronti del secondo, è stato ricondotto alla relazione di autorità necessaria perché possa dirsi integrato il delitto di maltrattamenti. Come tutelarsi dal mobbing Le strategie per difendersi dal mobbing sono diverse. Dal punto di vista pratico è certamente utile, anche ai fini processuali, cercare la non facile solidarietà di un gruppo di colleghi che potranno, se necessario, venire a testimoniare in sede giudiziale. Caldamente consigliabile anche il tenere un’agenda ove indicare giorno per giorno le condotte vessatorie subite onde poter facilmente relazionare chi dovrà tutelare le proprie ragioni. Di certo la soluzione non può individuarsi nel rassegnare le dimissioni. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.


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