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di Adria

Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 136 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

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Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 136 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Palazzo Tassoni Il Sindaco ha tolto le deleghe a Maltarello pag.

Politica Pd e Pdl alle prese con il proprio futuro

Giustizia Tribunale, destino segnato ma si va avanti

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EDITORIALE

Bottrighe: lavori pubblici “Vogliamo chierezza”

Davanti al “dio palanca” così fan tutti di Nicola Stievano

Vogliono chiarezza gli aderenti della lista civica “Ora Cambia” in merito agli annunciati impegni su Bottrighe. Chiedono, dopo aver raccolto 240 firme, la convocazione di un consiglio comunale. Alberto Bergo, inoltre, cerca risposte sul progetto relativo al rifacimento di via Vittorio Veneto pag. 18

Nuoto, Trofeo Master. Adria cinque volte sul podio

La stagione del nuoto master è ripartita Domenica 27 Ottobre 2013 dal polo acquatico di Rovigo con la 17a edizione del Trofeo Nazionale Master Rovigo Nuoto, inserito nel circuito nazionale Supermaster e prima tappa del Trofeo Veneto 2013/2014 pag. 24 10%

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Ospedale, in due anni il taglio di 38 posti letto Ridimensionato anche l’ospedale di Porto Viro, ha perso lo status di presidio ospedaliero

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e schede ospedaliere prevedono ampi tagli anche per l’Ulss 19. L’azienda sanitaria di Adria e del Basso Polesine, infatti, alla luce del percorso previsto dalla Regione, da oggi al 2015 vedrà i posti letto passare dagli attuali 216 a 178, con una diminuzione di 5 apicalità, che passeranno dalle 17 attuali a 12. Dati, questi, che danno il quadro completo delle modifiche che saranno operate all’interno dell’ospedale di Adria, l’unica struttura pubblica del Basso Polesine. Passando a esaminare reparto per reparto quelle che saranno

i cambiamenti previsti, si vede che l’area medica vedrà la diminuzione di sette posti letto, che costituiscono il saldo tra il taglio di 17 a Medicina generale e l’incremento, invece, di 8 in cardiologia e di 2 in psichiatria. Sparirà, in quest’area, anche una apicalità. Ridimensionamento in arrivo per l’area chirurgica, dove i posti letto diminuiranno di 21, mentre le apicalità saranno confermate a quota quattro. Chirurgia generale vedrà la diminuzione di 10 posti letto, mentre otorinolaringoiatria sarà quasi dimezzata, con un passaggio da 11 a

5. Il taglio, nell’area materno infantile, sarà di 7 posti letto, tutti a pediatria, mentre non cambierà il numero delle apicalità. Discorso simile per terapia intensiva, con una sforbiciata di 5 posti letto. Per quanto riguarda i servizi i diagnosi e cura, questi non prevedono, alla luce delle specialità in questione, posti letto. Infine, l’area riabilitativa che da un lato vedrà l’assegnazione di due posti letto in più per i lungodegenti, dall’altro il taglio dell’unica apicalità al momento presente. pagg. 4-5

avanti al dio palanca non ci sono fratelli, amici o parenti”: è una delle frasi pronunciate in una delle decine di intercettazioni della recente inchiesta sulla rete di corruzione legata agli appalti pubblici. Poche parole che sintetizzano, ancora una volta se ce ne fosse il bisogno, qual è il criterio adottato da funzionari pubblici infedeli e da imprenditori complici. Il denaro, ovviamente, che giustifica i favori piccoli e grandi, gli “aggiustamenti” di gare e procedure, il ritocco in corso d’opera, sempre a danno del pubblico e, di conseguenza, di ciascuno di noi. Il denaro, sia “cash”, basta anche qualche banconota da 50-100 euro di tanto in tanto, che sottoforma di “regali” come il viaggio esotico ma anche una mano di bianco in casa o qualche piccolo lavoretto “extra”. E’ la corruzione nostrana, di piccolo cabotaggio e piccola pezzatura, quella che alimenta una zona grigia di cui nessuno conosce i contorni con chiarezza. E’ il primo passo che poi giustifica tutti gli altri, fino ad arrivare ai grandi scandali. Il tutto in nome del “dio palanca”, ovviamente, ma anche di una distorta concezione di moralità e di senso civico. Perché dunque scandalizzarsi se “così fan tutti”? continua a pag.

L’Intervento

Violenza sulle donne, il decreto legge sullo stalking di Silvia Giuriato*

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e recentissime modifiche legislative, inserite con decreto legge lo scorso agosto e convertito in legge il 15 ottobre 2013, hanno recepito le raccomandazioni europee della Convenzione del Consiglio d’Europa ed hanno risposto al crescente allarme sociale determinato dai delitti contro le donne. *Avvocato penalista ed esperta in diritto della famiglia

continua a pag.

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Da pag 19 a pag 22 trovi l’inserto Dentalcoop

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EDITORIALE

segue da pag.

Davanti al “dio palanca” così fan tutti

Controlli dei carabinieri

Infrazioni per 20 mila euro nei bar e tavole calde Oltre ai controlli sulla strada, i militari dell’Arma della Compagnia di Adria, coadiuvati dalla Guardia di finanza e carabinieri del Nas di Padova, sono stati impegnati nei giorni scorsi in una serie di accertamenti che hanno avuto come oggetto gli esercizi commerciali della città etrusca. Diverse le violazioni di natura amministrativa e sanitaria riscontrati nei bar e tavole calde. Dalla mancata esposizione delle licenza alla presenza di prodotti alimentari scaduti, dal piano di autocontrollo Haccp non aggiornato alla cattiva pulizia delle attrezzature, le ammende comminate agli esercenti ammontano a circa 20 mila euro. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni.

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Perché fare i moralisti e continuare a puntare i dito contro imprenditori e politici che hanno comunque fatto “girare” l’economia? Avranno anche rubato qualcosa - è la linea di pensiero che serpeggia nemmeno tanto sotterranea nel Nordest degli affari - ma se questo è il prezzo da pagare per permettere ad una azienda di lavorare perché vogliamo fare del terrorismo? Perché accanirci contro il funzionario che ha comunque dato il suo “contributo”, discutibile ma reale, a sostenere qualche impresa che deve impiegare i suoi lavoratori? E’ il sistema con il quale, continua chi è convinto di saperla lunga, dobbiamo fare i conti, voglia o non voglia. Altrimenti non si va da nessuna parte, altrimenti non si sta sul mercato. Affermazioni che suonano come un grande alibi collettivo e un’autoassoluzione equivoca, anche se molto di moda in questo difficile e confuso periodo. Ecco allora che bastano 50 euro per corrompere un funzionario, oppure un fine settimana a Milano Marittima “all inclusive” regalato ad un dipendente pubblico che dovrebbe essersi limitato a fare il suo dovere. E’ a causa del “dio palanca” e delle tante “piccole eccezioni” ad esso collegate se nel nostro Paese un’opera pubblica costa uno proposito e se ci vogliono anni per portarla a termine. Va da sé che ci si muove in una specie di giungla senza regole, in cui ha la meglio non il più bravo ma il più furbo, o il più “amico” del politico di turno. E’ questa scuola di pensiero che arriva a giustificare ogni forma di illegalità, non solamente i cosiddetti “peccati veniali”. Perché alla fine il “dio palanca” perdona tutto, basta assecondarlo. di Nicola Stievano

Progetto Robotica a scuola

È partito il progetto Robotica a scuola all’interno del istituto d istruzione superiore Polo Tecnico di Adria, in quello che era l’ex ITI, Istituto tecnico industriale. Grazie a questo progetto un moderno robot entrerà a scuola, nei laboratori dell’ indirizzo tecnologico, permettendo ai docenti di realizzare con le classi delle lezioni innovative, al passo con la stessa tecnologia che gli studenti incontreranno nel mondo del lavoro dopo il diploma. Appuntamento di grande interesse per il Progetto sarà l’istallazione della cella robotica Comau, nel laboratorio di meccatronica della sede di via Aldo Moro del Polo, cui seguirà il prossimo 9 novembre, l’ inaugurazione ufficiale con un convegno nell’Auditorium Saccenti. Teatro

“Sul Palco d’Inverno“

Volontariato

10 mila euro grazie alle mele aism Quasi 10 mila euro raccolti in due giorni, 1.155 sacchetti di mele distribuiti in 40 postazioni, con un centinaio di volontari attivati. L’Aism di Rovigo traccia un bilancio dell’iniziativa che il 12 e 13 ottobre ha portato in decine di piazze polesane i banchetti con le tradizionali mele, a sostegno della ricerca scientifica sulla sclerosi multipla. Il ringraziamento dell’associazione va ai volontari e alle organizzazioni che hanno allestito i banchetti, oltre che ai cittadini che hanno dato una donazione.Complessivamente sono state circa 40 le postazioni e 30 i comuni in cui quest’anno i polesani hanno potuto incontrare i volontari dell’Aism e contribuire a progetti di ricerca scientifica con una donazione, ricevendo un sacchetto di mele, simbolo dell’iniziativa. In un solo week end, sono stati distribuiti ben 1.155 sacchetti e raccolti 9.969 euro. Il ricavato della campagna sosterrà i servizi dell’Aism locale per i malati di sclerosi multipla, in provincia di Rovigo si stimano almeno 400 persone colpite da questa malattia.

Polo Tecnico

Adria Lavori pubblici

Politica

Il cantiere di piazza Garibaldi slitta al 2014 pag. 6

servizi

Polacque ha debiti con il Comune per 549 mila euro

commercio

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Provincia

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Adria Shopping già a lavoro per le iniziative di Natale pag. 14

Regione Trasporti

Ministro Delrio, countdown per le Province pag.

Spazi aperti

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Nuovi orari dei treni, una rivoluzione

Fai Marathon, il percorso tra arte e storia pag.

Cultura

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“Antichi organi del Polesine”, rassegna itinerante pag. 31

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femminicidio

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No alla violenza di Genere: finalmente una nuova legge pag. 34

Per il quinto anno consecutivo, dall’8 novembre al 7 dicembre, viene riproposta la manifestazione “Sul Palco d’Inverno”, rassegna teatrale itinerante promossa dalla Provincia di Rovigo con il Comitato provinciale F.I.T.A. e la collaborazione dei Comuni che ospitano gli spettacoli, nonché il contributo della Cassa di Risparmio del Veneto. Queste le rappresentazioni, ad ingresso libero alle 21.00, rimaste in cartellone: sabato 16 Novembre al Teatro Casa del Popolo di Frassinelle Polesine la Compagnia Teatrale “I Girasoli” di Rovigo ”La ricompensa” commedia brillante in due atti; domenica 1 Dicembre al Teatro Comunale Ferruccio Martini di Trecenta con il Gruppo Teatrale ”I 7 Moli Ars et Bonum” di Polesella ”Cercasi erede” commedia brillante in tre atti; sabato 7 Dicembre al Teatro Parrocchiale di Loreo con la Compagnia Teatrale ”Le Briciole D’Arte” di Canaro ”Italiani” commedia brillante in due atti.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

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Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Petorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 ottobre 2013 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese Sanità Secondo la tabella di marcia messa a punto da Palazzo Balbi, al taglio di posti letto negli ospedali pubblici avrebbe dovuto fare da contraltare il potenziamento della sanità territoriale, con una serie di strutture intermedie. Ad oggi, però, le schede non sono state pubblicate di Lorenzo Zoli

Azzalin: “La provincia di Rovigo paga un prezzo maggiore rispetto agli altri territori”

Sinigaglia: “Solo tagli, se non si provvede alla riorganizzazione della medicina territoriale”

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Senza schede di dotazione

er valutare appieno la portata dei tagli alle Ulss, sarebbe necessario avere un quadro completo della situazione e, soprattutto, avere i dati delle schede di dotazione territoriale che, al momento, ancora la Regione non ha pubblicato. Questo perché, secondo la tabella di marcia messa a punto da Palazzo Balbi, al taglio di posti letto negli ospedali pubblici avrebbe dovuto fare da contraltare il potenziamento della sanità territoriale, con una serie di strutture intermedie che andassero a farsi carico delle necessità di quei pazienti che, non urgenti, non per forza di cose necessitano di una ospedalizzazione. Un principio che in sé - è stato sottolineato da più parti - non sarebbe sbagliato. A patto che si conoscano le reali intenzioni del governo di Venezia su questo fronte. E’ stato proprio questo uno dei temi affrontati nell’incontro, che si è tenuto ad Adria, sul tema “Schede ospedaliere: come cambia il sistema socio-sanitario nel basso Polesine”, organizzato dal gruppo regionale del Pd e dal circolo locale. Erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente della Com-

Aperture notturne degli ospedali

Azzalin: “Operazione inutile e costosa”

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na delle innovazioni delle quali spesso si era parlato, a parziale compensazione dei tagli disposti nelle schede ospedaliere, era stata quella degli “ospedali aperti la notte”. Ossia della possibilità, per gli utenti, di ottenere visite e prestazioni ambulatoriali anche in orario serale e notturno. Secondo i consiglieri regionali del Pd Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia, tuttavia, si tratterebbe di null’altro che un bluff: in mancanza di personale, ci si limiterebbe a fare lavorare medici e infermieri in altri orari, con l’aggravante di dovere pagare straordinari che, a questo punto, sarebbero inutili. Il tutto, hanno affermato i due consiglieri, che annunciano anche una interrogazione, per un costo di 30 milioni di euro circa. La vicenda è stata oggetto di una inchiesta di Report. “Il servizio andato in onda su Rai Tre - chiudono Azzalin e Sinigaglia - ha squarciato il velo d’ipocrisia: il tentativo di Zaia di trovare un colpevole diverso da se stesso fa quasi sorridere, per questo presenteremo un’interrogazione per chiedere conto dei risultati ottenuti con un’iniziativa della quale, chi se n’è assunto gli onori, si deve assumere anche gli oneri”. Lo.Zo.

missione regionale sanità Claudio Sinigaglia, il consigliere regionale Graziano Azzalin, la presidente della Provincia di Rovigo Tiziana Virgili, la presidente della conferenza dei sindaci Marina Bovolenta e, come moderatore, il segretario del circolo adriese del Pd Claudio Monti. “La mancata presentazione delle schede di dotazione territoriale - ha detto Sinigaglia - che come Pd avevamo richiesto fosse contestuale a quella delle schede ospedaliere, non consente di esprimere un giudizio definitivo su quella che dovrebbe essere l’attuazione del Piano socio-sanitario, approvato da più di un anno e ancora bloccato da giochi politici: senza sapere quanti e quali saranno i posti letto nelle strutture intermedie oggi possiamo solo parlare di tagli ai posti letto ospedalieri ed ai primariati”. “La provincia di Rovigo è stata fortemente colpita dai tagli – ha proseguito Azzalin – e paga un prezzo maggiore rispetto agli altri territori, ma il vero tema non sono i posti letto per acuti, bensì quello dei posti letto nelle strutture intermedie: una maggiore appropriatezza delle prestazioni

può passare anche dalla deospedalizzazione, ma solo se a questa fa riscontro l’attivazione di degli ospedali di comunità che, invece, al momento sono solo sulla carta”. “Il principio della riduzione dei posti letto per acuti – ha quindi concluso Sinigaglia – si doveva sposare con l’attivazione di un numero maggiore di posti letto nei cosiddetti ospedali di comunità. Ad oggi abbiamo solo i tagli e, se non si provvede alla riorganizzazione della medicina territoriale, in grado di offrire risposte appropriate, i principi contenuti nel Piano sociosanitario regionale verranno completamente disattesi”. Insomma, non una condanna a priori, ma una sospensione del giudizio in attesa di verificare la seconda tornata di dati che la Regione dovrebbe comunicare a breve. Il tutto, però, avendo ben chiaro in mente che il Polesine ha in ogni caso pagato, a questa riforma, un prezzo ben più alto rispetto a quello di altre province.


Argomento del mese 5 I numeri del riordino

In alto Graziano Azzalin, sotto Claudio Sinigaglia

e territoriale, pesano i tagli Ridimensionato l’ospedale di Porto Viro

Il nosocomio ha perso lo status di presidio ospedaliero di Lorenzo Zoli

E

’ un caso che sta montando in questi giorni, quello della casa di cura “Madonna della salute” di Porto Viro, privata ma convenzionata. Da una parte, infatti, le nuove schede ospedaliere hanno previsto, per la struttura, la possibilità di attivare un 15% di posti letto in più per i pazienti provenienti da fuori Regione. Dall’altro, tuttavia, la riforma ha anche messo nero su bianco la perdita dello status di presidio ospedaliero, che portava con sé anche la concessione di importanti sgravi fiscali. E la previsione di un pronto soccorso. E, immediatamente, la mobilitazione del territorio e dei suoi referenti politici è iniziata. Il presidente dell’Ordine dei medici di Rovigo Francesco Noce, per esempio, ha scritto al governatore Luca Zaia, invitandolo a rivedere questo passo. “Riconoscendo l’importanza di quella struttura per un territorio così vasto e lontano da altre strutture sanitarie - ha spiegato Noce - per la sua vicinanza ad una strada ad alta percorribilità ed incidentalità, per l’alta affluenza turistica nei periodi estivi, la presenza di un Pronto soccorso e di una struttura di qualità, cui solo il mantenimento di presidio ospedaliero può consentire, costituisce una garanzia per la salute dei cittadini del Bassopolesine e non solo”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Porto Viro Geremia Gennari, letteralmente infuriato per questa situazione. “La casa di cura - ha detto - è un punto di riferimento per quasi 50mila persone, in Basso Polesine, che, nella stagione balneare, sostanzialmente raddoppiano”. In quest’ottica, allora, la perdita del pronto soccorso costringerebbe a viaggi di un’ora e oltre, per raggiungere la struttura più vicina al punto del Delta nel quale ci si trova. Uno di questi casi, in cui l’opposizione è stato bipartisan, con anche il consigliere comunale del Pd Thomas Giacon che ha constatato come “Il territorio non possa essere sguarnito di un servizio essenziale”.

Posti letto

In due anni da 216 a 178 L

e schede ospedaliere prevedono ampi tagli anche per l’Ulss 19. L’azienda sanitaria di Adria e del Basso Polesine, infatti, alla luce del percorso previsto dalla Regione, da oggi al 2015 vedrà i posti letto passare dagli attuali 216 a 178, con una diminuzione di 5 apicalità, che passeranno dalle 17 attuali a 12. Dati, questi, che danno il quadro completo delle modifiche che saranno operate all’interno dell’ospedale di Adria, l’unica struttura pubblica del Basso Polesine. Passando a esaminare reparto per reparto quelle che saranno i cambiamenti previsti, si vede che l’area medica vedrà la diminuzione di sette posti letto, che costituiscono il saldo tra il taglio di 17 a Medicina generale e l’incremento, invece, di 8 in cardiologia e di 2 in psichiatria. Sparirà, in quest’area, anche una apicalità. Ridimensionamento in arrivo per l’area chirurgica, dove i posti letto diminuiranno di 21, mentre le apicalità saranno confermate a quota quattro. Chirurgia generale vedrà la diminuzione di 10 posti letto, mentre otorinolaringoiatria sarà quasi dimezzata, con un passaggio da 11 a 5. Il taglio, nell’area materno infantile, sarà di 7 posti letto, tutti a pediatria, mentre non cambierà il numero delle apicalità. Discorso simile per terapia intensiva, con una sforbiciata di 5 posti letto. Per quanto riguarda i servizi i diagnosi e cura, questi non prevedono, alla luce delle specialità in Tagliate anche questione, posti letto. 5 apicalità, In quest’area, infatti, trovano collopasseranno cazione quelle specialità come la farmadalle 17 attuali cia, il laboratorio analisi, la radiologia e a 12 la medicina trasfusionale. A questo livello, quindi, si parla esclusivamente di apicalità, che verranno comunque ridimensionate, con un passaggio previsto da 7 a 4. Infine, l’area riabilitativa che da un lato vedrà l’assegnazione di due posti letto in più per i lungodegenti, dall’altro il taglio dell’unica apicalità al momento presente. Se, come detto, l’ospedale di Adria è l’unica struttura pubblica del Basso Polesine e della sua azienda sanitaria, non per questo si deve dimenticare la casa di cura di Porto Viro, privata ma comunque convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Ossia autorizzata ad operare in sua vece, ricevendo quindi un rimborso per l’opera prestata. In questo caso, i tagli appaiono abbastanza contenuti, con i posti letto che passeranno dagli attuali 130 ai futuri 125. Tra i reparti che subiranno le maggiori modifiche, recupero e riabilitazione funzionale, che vedrà i propri posti letto raddoppiare, con il passaggio da 13 a 26, mentre, per quanto riguarda chirurgia, se da un lato è vero che chirurgia generale vedrà la decurtazione di 10 posti letto, è altrettanto vero che questi saranno in parte compensati dalla creazione di un day surgery multidisciplinare. Tagli che, quindi, nel complesso appaiono decisamente più contenuti rispetto a quelli preventivati, invece, per gli ospedali di Rovigo e Trecenta e che hanno scatenato reazioni politiche furenti. Anche se, pure nel caso del Basso Polesine, non è mancato chi ha fatto notare come la maggior parte dei tagli colpisca la struttura pubblica, Lo.Zo. piuttosto che quella privata.


6 Adria Opere pubbliche La consigliera Barzan biasima le scelte dell’Amministrazione

“Basta interventi di facciata, servono tanti piccoli cantieri” La polemica dell’esponente dell’Idv si è concentrata sulla viabilità, che a suo avviso meriterebbe maggiori cure di Martina Celegato

I

l tema dei lavori pubblici e degli interventi prioritari ad Adria genera ancora molti scontri. Minoranza e amministrazione stentano a trovare un accordo su quali siano le priorità a riguardo. Dopo il rinvio del progetto di Piazza Garibaldi al 2014 siamo andati dalle minoranze consiliari a sentire quali siano, a loro avviso, il commercio del centro storico.” Insomma la le opere necessarie e come potrebbero trovare polemica dell’assessore Barzan è concentrata spazio all’interno del bilancio comunale. Rosa sulle priorità che a suo avviso riguardano soBarzan, sentita a riguardo, lancia critiche de- prattutto la viabilità interna. “Se i nostri ammicise verso l’operato della maggioranza “Alcuni nistratori percorressero a piedi o in bicicletta i marciapiedi e le strade sia lavori pubblici finora messi in atto dall’Am- “Giardini Scarpari, della città che delle frazioni, anziché girare solo in ministrazione Barbujani un tempo scooter o con il fuoristrasono esclusivamente “suggestivi” di facciata , opere non ora penosamente da, si renderebbero conto del bisogno immediato necessarie alla città e anonimi” di interventi piccoli ma troppo costose. Basti ricordare il ponte cosiddetto Calatravino, per il irrinunciabili. Città e frazioni non hanno bisogno quale abbiamo depositato un ricorso alla Corte nell’immediato di grandi opere, ma di nuovi dei Conti, con l’importo finale dei lavori note- marciapiedi, senza barriere architettoniche, di volmente superiore al preventivato, oppure la strade che garantiscano sicurezza a chi le perscelta di rifare il look di Corso Vittorio Emanuele corre, ai ciclisti e ai motociclisti, senza pericocon la motivazione, discutibile, di rilanciare lose voragini lungo il tragitto. Sono necessarie

FOCUS Tescaroli, nuovo polo:

Nella foto piccola il consigliere dell’Idv, Rosa Barzan piste ciclabili che garantiscano percorrenze sicure da e verso le scuole, o lungo tratti di strade attualmente pensate solo per auto e camion, come ad esempio Viale Risorgimento e il ponte del grattacielo . Il rifacimento di Via Badini non ha colto questa priorità, perdendo l’occasione di spendere soldi pubblici con il fine non di abbellire ma di fornire utilità ai cittadini. Su piazza Garibaldi la “consigliera” dell’Idv a chiuso il suo intervento. “La città non ha bisogno di una nuova piazza, perché altre sono le priorità delle quali dobbiamo farci carico. Se si afferma che la città è la porta del Parco del Delta del Po, dobbiamo salvaguardare i gioielli di casa nostra. Li dobbiamo valorizzare anziché svilire, come è successo ai giardini Scarpari, un tempo “suggestivi”, ora penosamente ridotti ad essere anonimi giardinetti senza identità”.

“Le priorità sono Piazza Oberdan, Piazza della Libertà e Cà Garzoni”

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nche il Nuovo Polo per Adria attraverso la capogruppo consiliare Stefania Tescaroli critica la situazione degli interventi pubblici ad Adria. “Assistiamo spesso ad Opere pubbliche programmate dall’amministrazione comunale e poi rinviate ad anni successivi, con il rischio di non venire realizzate, lasciando la città in stato di degrado. A nostro avviso le priStefani Tescaroli orità per la nostra città sono rappresentate dalla necessità di provvedere alla manutenzione e rifacimento delle strade del centro e delle frazioni ridotte ormai a colabrodo”. E a seguire Tescaroli elenca una serie serrata e prioritaria di interventi che secondo il Nuovo Polo dovrebbero trovare spazio nel bilancio comunale ossia “Piazza Oberdan annunciata più volte, e a tutt’oggi non ancora realizzata. Piazza della Libertà a Bottrighe annunciata ma ancora il progetto non c’è e comunque a nostro avviso anche se ci fosse andrebbe condiviso con i cittadini. Poi c’è la strada Cà Garzoni non funzionano i lampioni, strada trafficata e pericolosa e anche qui si renderebbe urgente un intervento”. Il consigliere del Nuovo Polo non ha mancato di stigmatizzare la situazione politica che è venuta a crearsi dentro alla maggioranza. E continuando Tescaroli commenta ”Alla luce di questa situazione appare sempre più evidente lo spreco per il rifacimento del Corso. Del resto il Sindaco e la maggioranza sono impegnati a risolvere le continue crisi interne. Vedasi da ultimo l’estromissione dell’assessore Maltarello, che rende questa Amministrazione, spesso in crisi, vicina al capolinea. Dovrebbe il Sindaco avere il coraggio di ammetterlo pubblicamente. Ma.Ce.

Piazza Garibaldi slitta al 2014 Le incognite sulla realizzazione dell’opera sono da ricondurre ad un unico comune denominatore: il bilancio

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iazza Garibaldi i lavori Nonostante l’incertezslittano al 2014. L’opera za però nel corso del 2013 era stata annunciata ma l’Amministrazione ha dovuto oggi pare proprio che scavi e affrontare numerose critiche transenne inizieranno a vedersi da parte della minoranza sosolo dal prossimo anno, se non prattutto per le scelte relative più tardi. “Non c’è ancora alcun alle opere pubbliche che, per progetto - afferma l’assessore l’intera opposizione, rappresenFederico Simoni - ci sono tante tano delle opere di facciata e idee che vaglieremo e che prennon indispensabili. Uno su tutti Federico Simoni deremo in considerazione”. E’ l’intervento al Corso Vittorio evidente che tutte le incognite sulla realiz- Emanuele II che sta procedendo spedito e che zazione dell’opera sono da ricondurre ad un secondo le previsioni si concluderà entro la unico comune denominatore: il bilancio, come pima metà di novembre con l’arrivo a Ponte ha precisato il primo cittadino. Castello. Slitterà al 2014, invece, per evitare “Negli ultimi anni – conferma il sindaco, ritardi dovuti al maltempo e alla rigida stagioMassimo Barbujani - abbiamo avuto tagli nei ne invernale, l’intervento sul rifacimento della trasferimenti dello Stato pari a 4 milioni di copertura di Palazzo Tassoni che sarà oggetto euro. Una situazione drammatica, quindi, che di una riqualificazione necessaria per inglobare ogni giorno ci spinge a trovare nuove soluzioni al suo interno anche gli altri uffici comunali che per garantire i servizi essenziali ai cittadini. ora si trovano dislocati in diversi punti della citSottolineo che ad Adria, a differenza di altri tà in locali in affitto. Un’operazione che andrà comuni anche a noi vicini, non sono stati ta- a rimpinguare le casse comunali permettendo gliati servizi, scelta che ci ha portato a limitare di risparmiare sui canoni di locazione ma anle spese in altri settori in particolare nelle ge- che a dare un servizio più efficiente ai cittadini stione delle risorse interne al Municipio”. Con- che potranno trovare all’interno dello stesso tinuando a riguardo Barbujani sottolinea come stabile tutti i servizi e gli uffici a loro disposizio“Non ci sono regole certe, c’è una continua ne. Fra gli interventi nel 2013 vanno inseriti variazione delle imposte (vedasi la questione inoltre i cantieri allestiti per il miglioramento Imu si o Imu no) che ci spinge ad avere una delle condizioni degli istituti scolastici e quelli programmazione sempre più a breve termine relativi alla viabilità, come a Bottrighe e in via e incertezze fino alla fine”. Badini. Ma.Ce.


8 Adria Amministrazione Novità in Giunta, ritirate le deleghe a Maltarello

Barbujani: “Ho fatto ciò che mi ha chiesto il partito” La minoranza ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario. Il Sindaco: “Pura demagogia” di Martina Celegato

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anto tuonò che piovve. Alla fine l’assessore Maltarello è stato sollevato dal suo incarico dal Sindaco Massimo Barbujani che ha agito su mandato del Pdl provinciale. La notizia ha rombato come un tuono ma infondo non si può dire che sia stato un lampo a ciel sereno. Già qualche anno fa la sedia dell’ex assessore sembrava essere traballante, quando la delega al personale era passata nelle mani del Vicesindaco D’Angelo, ed era tornata a tremare di recente quando le posizioni all’interno del Pdl hanno cominciato a radicalizzarsi. Secondo lo stesso Maltarello, infatti, la sua defenestrazione è imputabile al fatto che da molti veniva considerato un “protetto” di Isi Coppola e che questo protettorato al coordinatore Mauro Mainardi non sarebbe piaciuto. Tutto dunque sarebbe riconducibile all’interno delle tensioni che sta attraversan-

“Il più votato fra tutti gli assessori, è stato abbandonato dal partito” do il Pdl, tensioni che non sono ancora state sciolte in quanto non si sa ancora se il partito di Berlusconi polesano rimarrà come forza politica oppure se confluirà in Forza Italia. Intanto la sede che affacciava sul Corso del Popolo a Rovigo è stata dismessa e il futuro annuncia sicuramente cambiamenti. Forse Maltarello è già da annoverare tra questi. Diversa invece la versione dei fatti fornita dal primo cittadino Massimo Barbujani che per l’avvicendamento del suo assessore ha parlato di un accordo pre elettorale. “Sul piano personale mi dispiace, perché dopo anni di collaborazione nasce inevitabilmente anche un rapporto di amicizia e rispetto re-

ciproco ed inoltre Maltarello era stato il più votato fra tutti gli assessori - ha affermato Barbujani a riguardo - sul piano politico ho agito come mi è stato chiesto di fare dalla segreteria provinciale del Pdl. Tutti gli assessori incaricati al momento della creazione della Giunta hanno firmato un documento che prevede delle linee guida di partito e che quest’ultimo possa chiedere la revoca dell’incarico quando mancano i presupposti. Purtroppo Maltarello è stato “abbandonato” dal partito, personalmente ho dato a lui l’occasione per difendersi o per rassegnare le dimissioni ma ha preferito, per ovvi motivi, che fossi io a sollevarlo dall’incarico”. A riguardo agli attacchi dei vari gruppi consiliari di minoranza effettuati a mezzo stampa nei giorni scorsi e la richiesta di spiegazioni attraverso la convocazione di un consiglio comunale straordinario Barbujani

Nella foto il primo cittadino Massimo Barbujani

risponde “Gli attacchi delle minoranze sono demagogia pura che non si legano ai comportamenti che negli scorsi periodi hanno caratterizzato le reazioni verso l’operato di Maltarello. Le persone che ora chiedono spiegazioni sulla revoca di Maltarello sono le stesse che ne hanno criticato l’operato in varie occasioni con attacchi sul Pat, sul giudice di pace e le altre aree di competenza”. “E’ necessario un dialogo fra minoranza e maggioranza, con la situazione economica che ci troviamo ad affrontare, i tagli costanti e i servizi da mantenere la

politica deve caratterizzarsi per fatti e non per discussioni sterili e fini a sé stesse. Per questo, anche all’interno della squadra che forma la giunta, reputo fondamentale una costante collaborazione e confronto per gestire al meglio ogni singolo settore e per portare a termine attività o mantenere attivi servizi verso i cittadini.” Ad amministrare le aree relative all’Urbanistica, Patrimonio Pubblico ed Edilizia Pubblica è ora chiamato David Busson che si troverà a gestire una situazione delicata e di particolare interesse pubblico.


Adria 9 Comunicazione Il commento dell’assessore

“Mi viene tolto l’incarico per essere stato solerte e attento”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ex Assessore Maltarello in seguito alla revoca del suo mandato

“A

lla chiusura della mia intensa e battagliata presenza sul panorama politico adriese, mi è stato chiesto da più parti di spiegare i motivi della mia esclusione dalla Giunta Comunale. Questa non giunge inaspettata anzi, era in un certo senso preventivata sin dall’assunzione dell’incarico di assessore per via del mio carattere franco e schietto, e della nota situazione politica sin dal primo mandato Barbujani. La cessazione del mio incarico, dovuta alla volontà del Sindaco e non certo a mie dimissioni, dipende da questioni importanti di cui pretendevo il rispetto come era doveroso che fosse, perché questo era il mandato conferitomi dai cittadini che mi hanno voluto all’assessorato all’Urbanistica, all’Edilizia Popolare ed al Patrimonio. Ritengo che non mi sia stato perdonato di aver attivato una pratica che dormiva, sostanzialmente da anni, sollecitando il Comune di Adria a recuperare vantaggi economici pari ad almeno 350.000 euro. All’interno di una amministrazione comunale vengono infatti decise le sorti di molte attività, anche di rilevante entità economica. Sta alla buona volontà di chi è cosciente del proprio incarico attivarsi sapendo che l’interesse del Comune altro non è che quello dei cittadini di Adria. E questo è stato quello che io ho fatto. Stanco, come migliaia di tanti altri, di assistere all’allonta-

FOCUS

namento che aumenta costantemente, tra cittadini e politica, e, che è sempre di più affare di pochi, nell’ignavia e nell’impotenza di molti. La politica in generale, ha una funzione “necessaria” di coordinare gli uomini, le idee e gli obiettivi da raggiungere. Questa deve essere al servizio dell‘uomo e delle sue idee e non dei personalismi di piccole cerchie di uomini di potere. Altrimenti il risultato è l’Italia di oggi, ricca di bei proclami e lontana miglia dalle reali necessità di tutti noi. Vengo allontanato, ma posso dire di andarmene con orgoglio, perché ho rispettato esattamente e fino in fondo il mandato istituzionale che mi era stato conferito. Se questo mi ha fatto diventare una spina nel fianco di chi preferiva che occhi ed orecchie restassero chiusi, il mio proposito è di continuare ad esserlo, nei confronti di coloro che perseguono con indomita tenacia la realizzazione dei propri esclusivi interessi. Contrapporsi apertamente a chi comanda in modo indiscusso un partito equivale a scalare una montagna, ma non solo. Gli attacchi mirati alla mia persona sono iniziati dall’assunzione dell’incarico e mi divenne chiaro, giorno dopo giorno, che se volevo rimanere in “piedi” dovevo diventare quell’animale politico, che è capace soprattutto di non vedere e di voltarsi

Lorenzo Maltarello dall’altra parte. Ad esempio l’individuazione, di un soggetto capace e competente che avrebbe potuto predisporre il Pat rispetto ai molti che avrebbero potuto incarnare specifici interessi di parte, è stata una battaglia silenziosa, durata mesi, che alla fine ho vinto, nonostante le difficoltà. Mi viene tolto l’incarico per essere stato solerte e attento, ma chi mi conosce sa che io sono esattamente così. Vi può essere la speranza di un’Italia migliore solo se si intende l’agire secondo coscienza come un imperativo che ci interpella in prima persona e non come una questione che riguarda solo gli altri. A chi resta formulo un caldo invito alla riflessione sul senso del ruolo pubblico che si riveste. Quanto a me continuerò, come sempre, nella vita quotidiana e nella professione la battaglia al servizio della gente e, se richiesto non mi sottrarrò ad un pubblico confronto”.

L’Intervento

Violenza sulle donne, il decreto legge sullo stalking di Silvia Giuriato*

segue da pag.

Sono stati introdotti strumenti giuridici per prevenire le violenze: il legislatore ha previsto delle aggravanti nei delitti di maltrattamenti, violenza sessuale ed atti persecutori. Ma non solo. L’intento è stato quello di attuare un regime di prevenzione, e ciò sia aggravando le pene per coloro che commettono i reati ma soprattutto prevedendo una serie di strumenti giuridici che consentano di impedirne la consumazione. Chi commetterà violenza domestica (percosse, lesioni, ovvero i cosiddetti reati sentinella), potrà essere inizialmente ammonito dal Questore. Quest’ultimo potrà chiedere al Prefetto di disporre la sospensione della patente di guida del destinatario dell’ammonimento, da uno a tre mesi. E ciò in assenza di querela: sarà sufficiente che i fatti vengano segnalati (purché in modo non anonimo) alle forze dell’ordine. Il Questore, procederà ad informare il soggetto ammonito della presenza dei servizi disponibili sul territorio (consultori familiari, servizi di salute mentale e servizi per le dipendenze): lo scopo è di eliminare, direttamente nell’autore, la spinta alla violenza. Coloro che subiscono reati di maltrattamenti in famiglia saranno poi maggiormente informati dello status del procedimento penale che le vede vittime, e potranno godere del patrocinio a spese dello Stato in deroga ai limiti reddituali. Esse potranno formulare istanza affinché la loro audizione venga resa in regime protetto. Questa modalità, eviterebbe la testimonianza di fronte all’autore del reato. Potrebbe vincere le resistenze di molte vittime a sporgere la querela. La querela nei casi di stalking, potrà esser rimessa unicamente avanti al Giudice, mentre nel caso vi siano state minacce aggravate non potrà esser ritirata. Le ipotesi di maltrattamenti sono state introdotte fra i reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza, e comunque potrà essere applicata la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Il responsabile potrà esser controllato mediante il braccialetto elettronico e potranno esse disposte intercettazioni telefoniche. La nuova legge ha introdotto il potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio, ove le vittime dei reati di violenza sessuale e di genere potranno trovare ausilio di operatori specificatamente formati. *Avvocato penalista ed esperta in diritto della famiglia

L’avvicendamento

A Maltarello subentra Busson e la minoranza chiede spiegazioni

L

a “defenestrazione”, come lui stesso l’ha definita, di Lorenzo Maltarello dalla giunta di Adria non arriva inaspettata. Già due anni fa’, nell’ottobre del 2011 l’ormai ex assessore aveva rimesso nelle mani del Sindaco la delega al personale poi passata al Vicesindaco D’Angelo, e lo scorso anno, proprio nell’ottobre del 2012, la carica di Maltarello era apparsa sempre più precaria tanto che si erano sospettate e dimissioni o comunque una revisione delle cariche all’interno della giunta adriese. Il ritiro

delle deleghe a Maltarello da parte del sindaco Barbujani è stata giustificata alla stampa dallo stesso primo cittadino come una scelta obbligata da effettuare su mandato della segreteria provinciale del Pdl. Una decisione che arriva quindi dall’alto e che era prevista dagli accordi di inizio mandato formati da tutti i componenti della maggioranza una volta entrati in carica in seguito alle scorse elezioni. Per Adria però la cacciata di Maltarello ha un significato particolare se si considera che fra tutti i consiglieri era

Centinaia di Aziende Venete oggi scelgono Ogni mese più di trecento attività scelgono

stato il più votato, 253 voti, con un notevole vantaggio, di ben 106 voti, rispetto a Simoni, secondo più votato dell’attuale giunta. A Maltarello subentra ora David Busson già capogruppo consiliare Pdl e molto vicino a Isi Coppola. Tutt’altro che serene sono state le reazioni della minoranza consiliare che a gran voce e gruppi riuniti ha chiesto un consiglio comunale straordinario per chiarire le motivazioni di tale scelta politica. Ma.Ce.

David Busson

come 20 anni fa! per comunicare con i propri Clienti.

Questa scelta è da vent’anni il nostro orgoglio, perchè è il riconoscimento della qualità, del risultato e di un ruolo sociale svolto dal nostro giornale verso migliaia di famiglie che leggono e si informano con noi.

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1994

OGGI


10 Adria Sicurezza Contrasto ad ogni forma di guida pericolosa da parte di chi si mette al volante

Continuano i pattugliamenti dei carabinieri sulle strade E’ l’alcol a rappresentare il maggior pericolo sulla strada. In Polesine l’abuso di alcolici è una piaga mai risolta che coinvolge la fasce più giovani della popolazione di Martina Celegato

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empre più frequenti sono i controlli da parte dei Carabinieri della Compagnia di Adria che nell’ultimo periodo stanno pattugliando intensamente tutto il territorio bassopolesano per prevenire, limitare e contrastare ogni forma di guida pericolosa da parte di chi si mette al volante della propria auto. Numerose le sanzioni che sono state verbalizzate e molto diverse fra loro: dalla guida in stato di ebbrezza, all’utilizzo del telefonino, passando per tutte le altre infrazioni sulla strada più comuni che denotano poca attenzione e prudenza e che nella maggior parte dei casi rappresentano le maggiori cause di incidenti in carreggiata. E’ l’alcol tuttavia a rappresentare il maggior pericolo sulla strada. In Polesine l’abuso di alcolici è una piaga mai risolta e che coinvolge, qui più che altrove, la fasce più giovani della popolazione. Una situazione grave, dunque, che posiziona la provincia Rodigina ben al di sopra della media nazionale per gli incidenti a causa dell’alcol, malgrado non manchino momenti di informazione e di dibattito all’interno delle scuole sia nelle altre istituzioni. Il problema dell’alcool continua ad essere inattaccabile e i numeri delle sue vittime, nel territorio del nord est, emergono periodica-

Il 55% della popolazione fra i 14 e 34 anni consuma alcol almeno una volta a settimana alcolici mente dai rilevamenti demoscopici condotti su campioni di giovanissimi. Un quarto dei quindicenni consuma regolarmente alcoolici e in particolar modo la bevanda regionale, ossia lo spritz, sembra essere immancabile ad ogni uscita. I dati, divulgati dalla Direzione del Sistema Statistico regionale evidenziano inoltre un aumento sostanziale del consumo occasionale di bevande alcoliche anche ad alta gradazione e anche quando si è al volante. Il 55% della popolazione fra i 14 e 34 anni infatti consuma almeno una volta a settimana alcolici anche se rincuora il fatto che tale comportamento non sia su scala giornaliera dove la percentuale scende drasticamente al 13%. Allarmante rimane comunque il quadro delineato soprattutto per i più giovani, la fascia dai 15 ai 18 anni, che conferma il consumo di bevande alcoliche su scala settimanale con un particolare picco nel week

Il picco degli ubriachi nei week end. Il bere sembra un irrinunciabile divertimento tra i più giovani end dove la percentuale sale addirittura al 49%. Le motivazioni riportate sono molteplici, dalle problematiche genitori figli a scolastiche, ma molto alta è la percentuale di chi vede nell’alcol e nell’ebrezza da esso causata un irrinunciabile divertimento e momento di condivisione con i coetanei.

Focus Alcol in gravidanza

Il consumo nei nove mesi porta alla FAS, la terza causa di ritardo mentale nei piccoli

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n’ulter i o r e informazione sulle conseguenze dell’alcol arriva dalla ULSS 19 che sottolinea come il consumo di bevande alcoliche in gravidanza possa causare danni al bambini in particolare per quanto riguarda disturbi comportamentali e cognitivi. L’appello, lanciato da Andrea Finessi Direttore del dipartimento dipendenze della Ulss in occasione della Giornata Internazionale di sensibilizzazione della sindrome fetale e disturbi correlati, punta alla consapevolezza dei danni che il consumo di alcol durante i nove mesi di gravidanza può portare ai bambini con particolare attenzione per la FAS (fetal alcohol syndrome), terza causa di ritardo mentale nei piccoli, che compromette in maniera tragica la crescita neurologica del feto e di conseguenza la crescita di tutte le facoltà intellettive del bambino. Una consapevolezza che deve essere fatta propria e che non ammette un quantitativo minimo di alcol ammesso. Ma.Ce.


12 Adria Giustizia La situazione è ancora bloccata da problemi logistici

Tribunale, destino segnato ma si va avanti A Rovigo non sono ancora stati individuati gli spazi per accogliere cancelleria e archivio di Lorenzo Zoli

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ncora non si sblocca, la situazione del tribunale di Adria. La sezione distaccata del palazzo di giustizia di Rovigo, la cui soppressione è divenuta legge lo scorso 13 settembre, vive ancora di una vita artificiale che, tuttavia, non si sa sino a quando potrà durare. Allo stato, infatti, nell’impossibilità di trovare, a Rovigo, spazi sufficienti per dare attuazione all’accorpamento prescritto dalla normativa, la presidente del tribunale del capoluogo ha disposto che l’attività giudiziaria, nella città etrusca, prosegua. Il tutto, alla luce di una richiesta in questo senso - la seconda, tra l’altro - presentata al ministero della Giustizia. E, nelle more della risposta, la decisione di non chiudere i battenti. Non appena, però, da Roma arriverà la comunicazione attesa - a meno di colpi di scena francamente La sede del tribunale di Adria impensabili è scontato un “no” - non ci sarà più nulla da fare: il palazzo di giustizia cittadino, per quanto carico di storia e di grandi processi, priorità, quella di cercare di rispettare i tempi dettati dalla legge che ha soprattutto in tema ambientale, dovrà chiudere una volta per tutte i ridisegnato la geografia giudiziaria del paese. Su un fronte, tuttavia, non ci si deve fare battenti. illusioni: di nessuno tipo: Adria chiuderà. Come Il problema principale, a Rovigo, non è Una pagina hanno fatto tutte le altre sezioni distaccate di tritanto trovare lo spazio per i dipendenti. Quan- di storia bunale nel nostro Paese. Quella che, al momento, to, piuttosto, quello per lo sterminato archivio cittadina sta della sezione distaccata di Adria. Qualcosa come per essere girata ancora tiene in vita il palazzo di giustizia, è una specie di animazione sospesa, resa necessaria dal14mila fascicoli, che costituiscono veramente una per sempre marea di carta. E’ proprio questa la difficoltà alla le difficoltà logistiche. Ma non durerà. Una pagina cui soluzione si sta cercando di lavorare. A complicare il tutto, il fatto di storia cittadina sta per essere girata per sempre. E un importante che l’amministrazione comunale di Rovigo di certo non ha avuto, come servizio per la cittadinanza e per il Delta per sparire del tutto.

FOCUS Inattività forzata

Solo le udienze proseguono, il resto è tutto fermo

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a loro situazione è grottesca. E non è bello che un lavoratore si trovi costretto a fare le spese di una condizione creata dai politici, o, meglio, dall’inerzia dei politici. I dipendenti del ministero della Giustizia in servizio al tribunale di Adria, infatti, sono quasi costretti a una inattività forzata. Se, infatti, le udienze proseguono, comunque a scartamento ridotto, lo stesso non può dirsi della normale attività amministrativa o di cancelleria, dal momento che, per esempio, le iscrizioni a ruolo delle cause non si fanno più nella sede distaccata di tribunale della città etrusca, quanto, piuttosto a Rovigo. E non è finita qui, dal momento che, inoltre, il personale amministrativo neppure può avere accesso al sistema informatico interno, la cui connessione è già stata disabilitata. Proprio per protestare contro questa situazione, i tre sindacati di Cgil, Cisl e Uil, nei giorni scorsi, hanno indetto una manifestazione, sia a livello locale, che regionale, che nazionale, per protestare contro la legge di riforma delle circoscrizioni giudiziarie. Soprattutto, per la maniera in cui ha disposto accorpamenti, chiusure e soppressioni, senza che fossero state individuate modalità e logistica. Ci sono responsabilità, comunque, come precisato più volte dalla magistratura rodigina e polesana, anche da parte dell’amministrazione comunale di Rovigo che, pur avendo avuto un anno circa per individuare gli immobili nei quali avrebbero dovuto trovare spazio la sezione distaccata di Este e quella di Rovigo, non lo ha fatto. Costringendo, ora, a una corsa contro il tempo. Della quale, al momento, fanno le spese i dipendenti amministrativi. Lo.Zo.

Polacque Debito con il comune 549 mila euro da rendere ai cittadini Ad Adria verranno risarciti ai cittadini solo gli importi relativi ai servizi fognari e di depurazione delle acque ad uso domestico

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n debito verso i cittadini che ammonta a più di 13 milioni di euro dovuti in buona parte alla serie di mutui contratti nel corso degli anni e ai vari lavori e interventi effettuati per le varie reti idriche e fognarie del Polesine e che a tempo debito sono stati finanziati proprio dagli enti pubblici coinvolti. Somme considerevoli e da non sottovalutare e il cui dettaglio suddiviso per comune è stato presentato all’Assemblea dei Sindaci in occasione del Consiglio di Bacino (organo che è andato a sostituire l’Ato Acque), tenutasi lo scorso ottobre. In tale assemblea è stata anche approvata la restituzione delle somme a tutti i cittadini in parti eguali per tutti i comuni con somme pari a 2,32 euro per ogni singola bolletta. La componente tariffaria infatti è stata abrogata con il referendum del giugno 2011 e, in base ai calcoli relativi a questi cambiamenti la somma dovuta ai soli utenti polesani sarebbe 215.495,08 euro. Adria si differenzia però dal resto dei comuni in quanto verranno risarciti ai cittadini solo gli importi relativi a servizi legati alle fognature e alla depurazione delle acque ad uso domestico. Ciononostante il credito vantato dal Comune di Adria risulta essere notevole ossia

549 mila euro anche se il primato in questa direzione va ad uno dei comuni non polesani che rientrano nel Consiglio di Bacino ossia Cavarzere con 834.793 euro. Anche Lendinara vanta notevoli somme ma comunque tutti i comuni del polesine si trovano ad avere dei crediti verso Polacque. A guidare tutti rimane il capoluogo, ossia Rovigo, con quasi tre milioni di euro da veder restituiti. Sui dubbi, che inevitabilmente possono sorgere a riguardo dell’appianamento dei debiti, è intervenuto il Presidente di Polacque Alessandro Mazzoni che ha spiegato come tali somme debbano essere restituite anche se le condizioni economiche della società non ne permettano il risarcimento totale immediato. Secondo le previsioni i debiti dovrebbero iniziare ad essere saldati da gennaio 2014. Ma.Ce.


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14 Adria Cantieristica Varati il P01 Monte Sperone e il P02 Monte Cimone

NEWS

Parte da Adria il controllore dei mari

Dai cantieri Vittoria sono salpati i due pattugliatori che serviranno alla Guardia di Finanza per monitorare le frontiere marittime di Melania Ruggini

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l più grande pattugliatore marittimo mai realizza- concorrenza di competitor molto blasonati – ha to nella storia per la Guardia di Finanza è salpato dichiarato Luigi Duò - vincendo un’importantissima dal cantiere navale Vittoria il 7 ottobre scorso. Si sfida e rompendo un monopolio, presentando un chiama P01 Monte Sperone e coi suoi 58 metri di modello innovativo in un settore dove l’evoluzione è lunghezza e 460 tonnellate di dislocamento è l’ulti- piuttosto lenta’’. Presenti al varo dello scorso ottobre mo mezzo tecnologico per la sicurezza e il controllo il sindaco Barbujani, il prefetto Francesco Provolo, il del mare, sia di merci sia di uomini, volta alla re- questore Eugenio Russo, il comandante provinciale pressione dei traffici illeciti. E’ di cruciale attualità, del carabinieri Giovanni Baudo, il sindaco di Rovigo purtroppo, la tragedia degli sbarchi a Lampedusa: Bruno Piva e il Comandante Generale della Guardia questo mezzo ha come compito monitorare le fron- di Finanza e Generale di Corpo d’Armata Saverio tiere marittime. Il varo è un primo passo nel per- Capolupo, che ha espresso gratitudine e apprezcorso di attuazione dell’accordo tra cantiere navale zamento ‘’per questo lavoro encomiabile di un progetto di elevato spessore adriese e guardia di finanza tecnico’’. ‘’L’equipaggio - ha continuato il 5 novembre Il presidente Duò: spiegato Capolupo - opererà in scorso con il varo dell’unità “Abbiamo battuto piena sicurezza in ogni condigemella P02 Monte Cimo- la concorrenza zione, per mantenere in mare ne. Per il cantiere navale di competitor ordine in un impegno sempre Vittoria, che ha realizzato molto blasonati” più grande per fronteggiare i l’imbarcazione in partnership internazionale con l’olandese Damen, si tratta di un traffici clandestini. Sono oltre 5.000 le persone nel notevole traguardo che conferma l’azienda pole- nostro contingente marittimo, colgo l’occasione per sana tra i leader internazionali nella produzione di esprimere cordoglio e vicinanza alle famiglie delle navi e imbarcazioni a elevato contenuto tecnologico vittime di trafficanti di essere umani e gratitudine per la difesa, il salvataggio, la sicurezza. Radioso per chi si impegna nelle operazioni di soccorso e e soddisfatto il presidente: ‘’Abbiamo battuto la vigilanza’’. La capacità operativa di Monte Sperone

Il Pattugliatore P01 Monte Sperone durante il varo è stata potenziata grazie alla gestione integrata dei sensori di scoperta per la visione diurna e notturna, le cui immagini possono essere selezionate e inviate alle altre unità navali. Migliorati anche i sistemi di bordo per il rilevamento e l’identificazione dei natanti, grazie agli strumenti per l’analisi delle situazioni sospette e all’impiego dei sistemi di comunicazione radio e satellitari per lo scambio dati nave-nave e nave-terra. Fondata nel 1927 e gestita da tre generazioni Duò, il cantiere Vittoria si è affermato non solo come impresa competitiva e tecnologicamente avanzata, ma ha rafforzato altresì la propria centralità nel mercato internazionale per l’attenzione rivolta non solo alla qualità dei prodotti, ma estesa alla sicurezza dei lavoratori e ambientale, rispettando le più rigide normative vigenti per la salvaguardia dell’ambiente marino.

IN BREVE Iti di Adria

In classe con il robot

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l nuovo compagno di classe degli studenti dell’Iti di Adria è niente meno che un robot. Non è un romanzo di fantascienza, ma si tratta del nuovissimo progetto che ufficialmente è decollato il 9 novembre scorso, coinvolgendo in prima istanza gli alunni del Polo tecnico. Gli studenti dell’indirizzo tecnologico potranno infatti usufruire delle potenzialità della nuova postazione robotica. Non capita tutti i giorni di avere un robot come compagno di lezione. In pratica, un moderno robot entrerà a far parte della scuola, nei laboratori dell’indirizzo tecnologico, facendo sì che i professori siano in grado di realizzare delle lezioni fortemente innovative, che sono al passo con la tecnologia che gli studenti, una volta usciti dal mondo scolastico, troveranno nelle aziende e nelle imprese. Il protocollo d’intesa del progetto è stato siglato dal dirigente scolastico Antonio Gardin, dal presidente della Cciaa Lorenzo Belloni, presidente della sezione metalmeccanici di Unindustria Rovigo Franco Gallato, l’assessorato all’istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan, l’università di Padova con i professori Francesco a Bariani e Aldo Rossi. All’interno del progetto è prevista l’istallazione della cella robotica Comau nel laboratorio di meccatronica della sede ubicata in via Aldo Moro. Me.Ru. Servizi sociali

Una mostra per sostenere lo “Sportello ascolta donna”

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na mostra di oggettistica per sostenere lo “Sportello ascolta donna”. Dall’11 al 16 dicembre presso la sala Cordella verrà allestita una mostra di oggettistica il cui ricavato andrà a sostenere l’attività dello sportello donna, il servizio di ascolto gratuito gestito dal C.I.F. (Centro Italiano Femminile) di Adria, in convenzione col Comune di Adria. I destinatari delle prestazione dello sportello sono tutti i cittadini: donne e uomini, in situazioni di difficoltà e disagio di qualsiasi tipo, come ad esempio, nell’ambito familiare, di coppia, mobbing, abusi e maltrattamenti, problemi di relazione genitori e figli. Nato nel 1999 col supporto finanziario del Centro Servizi del Volontariato di Rovigo. Dal 2004 è diventato un servizio comunale, con la stipula di una Convenzione, rinnovabile, con il Comune di Adria, che ha messo a disposizione un ufficio presso lo stabile in Piazza Bocchi n. 2, già sede dell’Informagiovani e dell’Internet Point gratuito. Lo sportello, Aperto ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.30, si avvale della consulenza di esperti legali e psicologici nel pieno rispetto della privacy. Inoltre prestano servizio gratuito, presso lo Sportello Ascolta Donna, sei sportelliste, due consulenti legali e due consulenti psicologiche, tutte volontarie e associate C.I.F. (Centro Italiano Femminile) di Adria. Chi volesse maggiori informazioni circa l’attività dello Sportello Ascolta Donna, può contattare le operatrici C.I.F. (Centro Italiano Femminile) di Adria al numero 0426.42503. La segreteria attiva è tutti i giorni allo stesso numero.

Basilica della Tomba

i Francescani subentrano ai Cappuccini nella guida della chiesa

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a basilica di Santa Maria Assunta della Tomba ha un nuovo parroco: Padre Ave Maria Lorzzer ha accolto la comunità dei credenti di tutte le parrocchie adriesi lo scorso 30 settembre, nella sua prima celebrazione ufficiale, contornata dalla curiosità dei fedeli per l’ingresso dei frati francescani dell’Immacolata che hanno sostituito i padri cappuccini, da un secolo insediati nella basilica. Alla cerimonia hanno concelebrato fra Romano Cerantola, parroco uscente dell’Ordine dei Cappuccini, e il delegato del Vescovo, Monsignor Gatti, che con la lettura del decreto di nomina ha simbolicamente consegnato la parrocchia al nuovo Ordine. I cappuccini sono stati salutati calorosamente dalla comunità, con il merito di avere accresciuto la partecipazione e il senso di appartenenza dei fedeli, grazie anche al modo di praticare la fede, che ha saputo stare al passo coi tempi e con il contesto generazionale. Il momento è stato vissuto come un incontro di esperienze consapevoli e mature: quello della comunità parrocchiale e quello dei nuovi incaricati. Significativa la scelta dei doni offerti: oltre al pane e al vino, è stata presentata la pianta della città di Adria, proveniente dalle campagne di Cà Garzoni, assieme ad uno zaino in segno del radicato gruppo scout, simbolo delle nuove strade da percorrere nel percorso di crescita comune. Durante l’assemblea, alla presenza delle autorità cittadine, tra cui l’assessore Mara Bellettato, il referente per la biblioteca Livio Crepaldi, il comandante di polizia Lucio Moretti e il luogotenente dei carabinieri Rocco Cannabona, e alle corali locali, padre Ave Maria Lozzer ha condiviso l’emozione del primo saluto con i confratelli Davide Maria Stallone, vicario, Giuseppe Maria di Maso, Cappellano dell’ospedale, e Fra Ivo Senores. Il parroco ha sottolineato il carisma di fondazione del proprio istituto religioso, che si caratterizza per lo stile di vita povero e dedito alla questua per il proprio sostentamento, devolvendo ogni entrata ai più bisognosi. Il giovane parroco (classe ‘75) con la grande passione per la musica si è diplomato in violino al Conservatorio di Musica Bomporti di Trento; al suo attivo c’è una lunga carriera di organista in vari santuari, così come di orchestrale e concertista in Italia e all’estero. Me.Ru.

Adria Shopping

Già a lavoro per le iniziative di Natale

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dria Shopping, l’associazione fra commercianti e artigiani adriesi, si sta attivando per una nuova manifestazione, che sarà presentata all’interno della kermesse “Adria di Natale”, prevista nei fine settimana dal 7 al 24 dicembre. A questo proposito, il neo presidente Enrico Franzoso anticipa che si tratterà di una rassegna di cori dal titolo “Una città che canta il Natale” e che sarà realizzata lungo le vie del centro storico di Adria. Alla rassegna, prevista grazie alla collaborazione dell’associazione Adria.com e il patrocinio del Comune, sono invitate a partecipare tutte le corali, ossia i cori parrocchiali, i gruppi di canto giovanili e meno giovani, appartenenti al territorio di Adria. “Scopo di questa prossima iniziativa -spiega Franzoso - è quello di accendere i riflettori su tutte le realtà locali, spesso nascoste ma meritevoli, valorizzandone il talento e premiandone la generosa disponibilità a favore di tutta la comunità. L’evento infatti non è basato sul confronto, ma sullo spirito che anima le persone al Santo Natale e alla gioia del cantare in coro e dello stare insieme. Per questo motivo, invitiamo i cori a partecipare numerosi, con la convinzione che solo attraverso esperienze di questo genere si è stimolati a crescere e a continuare con entusiasmo nel proprio cammino intrapreso”. La prima riunione ha avuto luogo martedì 22 ottobre per fare il punto sulle adesioni, e per il momento pare che le corali della città siano molto allettate dall’idea. E ora che il nuovo sponsor di Adria Shopping è Asm Set, sembra che l’associazione abbia una marcia in più per accrescere i propri risultati ed iniziative. “Si tratta di un’azienda valida e molto attiva per sostenere numerose realtà ed iniziative del territorio”, ha dichiarato Enrico Franzoso. Me.Ru. Circolo Arci “Mediterraneo Dena”

Film dedicati al cibo

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al 22 ottobre al 19 novembre il circolo Arci “Mediterraneo Dena” ospita una inedita e ghiotta rassegna di film dedicati al cibo. La manifestazione è organizzata dal Circolo del Cinema di Adria. Le serate saranno accompagnate da thé iraniano e Celò Koresh. L’ingresso è riservato ai soci Arci. Ogni martedì alle ore 21:30 l’appuntamento è dedicato ai film che hanno fatto la storia del cinema e la storia del gusto. Si parte martedì 22 ottobre con il poetico film Il pranzo di Babette, presentato da Silvia Nonnato. Si prosegue il 29 ottobre con Super Size Me presentato da Bruna Giovanna Pineda. Il film è un vero e proprio esperimento portato avanti dal regista: per un mese ha mangiato solamente cibo della nota catena mondiale McDonald’s, tre volte al giorno (colazione, pranzo e cena), interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Il 5 novembre tocca al simpatico film d’animazione Ratatouille allietare la serata, presentato da Mirco Bellini, e consgliato a randi e bambini mentre il 12 sarà la volta del film Un tocco di zenzero, presentato da Francesco Zennaro. ll professore di astronomia Fanis, greco di origine con l’hobby della cucina, in occasione della visita del nonno, ripercorre la sua vita sul filo dei ricordi, fino a rincontrare la sua amica d’infanzia – di cui era innamorato – per scoprire che le loro strade, separate dalla deportazione dei greci dalla Turchia, non potranno mai più incontrarsi. A concludere il calendario in programma, il giorno 19 novembre, Mangiare Bere Uomo Donna, presentato da Alessio Simoni. Un cuoco vedovo, il miglior chef di Taipei, riacquista il suo gusto una volta che le sue tre figlie se ne vanno di casa. I due temi centrali sono la cucina (il cibo come mezzo di comunicazione, metafora dell’esistenza, offerta di affetto che ne diventa il sostituto) e il mangiare insieme come rito familiare che esorcizza l’incapacità di comunicazione verbale dei sentimenti. Me.Ru.


Adria 15 Politica Congresso del Partito Democratico

Due i nomi in lizza per la segreteria provinciale di Lorenzo Zoli

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on è passata, la linea di una candidatura unica alla segreteria provinciale del Pd, partito che si avvia al proprio congresso. L’11 ottobre scorso, infatti, il giorno fissato per le candidature, sono emersi due aspiranti: Julik Zanellato e Filippo Silvestri. Il segretario uscente, il deputato Diego Crivellari, nei giorni precedenti la data decisiva si era speso per cercare la convergenza su una sola candidatura, che avrebbe dovuto essere, nell’ottica della convergenza, quella di Zanellato. Alla fine, però, questa linea non è passata e, dovendo scegliere, il primo nome dei democratici in Polesine si è di fatto schierato per Silvestri. Candidato che, dalla sua, ha anche gli ex Ds che si riconoscono nella guida del consigliere regionale Graziano Azzalin, gli ex Margherita che fanno capo all’ex deputato Federico Frigato e la parte di “renziani” del sindaco di Canaro, Nicola Garbellini. Zanellato, dalla sua, ha la componente socialista del partito, la corrente renziana e un folto gruppo di sindaci della sinistra Po, in testa il primo cittadino di Occhiobello Daniele Chiarioni. Nella propria presentazione, Zanellato, 40 anni, manager nel settore dei servizi ambientali, ex amministratore sia comunale che provinciale, ha spiegato di non mirare alle poltrone, forte della propria professione, ma di avere intenzione di voltare pagina, nel partito, in nome del rinnovamento e dell’avvicinamento alla base. Tra i suoi sostenitori non sono comunque mancati gli accenni polemici a quello che è stato visto come un passo indietro da parte del

POLITICA Pdl

Chiusa la sede in Corso del Popolo

Nelle due foto, Filippo Silvestri e Julik Zanellato

segretario Crivellari. Il modello è il sindaco di Firenze Matteo Renzi, al quale riconosce il grande merito di tenere vivo il partito. E, all’indomani dei veleni e delle polemiche che hanno contraddistinto la fase precedente le candidature, ha lanciato un richiamo all’unità ricordando a tutti che i nemici sono all’esterno del partito, non al suo interno. L’altro candidato, come detto, è Filippo Silvestri, 31 anni, ex segretario regionale dei giovani democratici nel 2009 e, nel 2010, eletto presidente della direzione nazionale dei giovani democratici. Ha presentato la sua squadra come quella che avrà, come missione, quella di cambiare il gruppo dirigente del Pd. Ma, come sostenitori, ha anche due “grandi vecchi” del partito, come Azzalin e Frigato. Anche in questo caso, non manca il richiamo all’unità, dal momento che, assicura Silvestri, terminato il congresso “lavoreremo tutti assieme e uniti”. Le questioni da affrontare, per i democratici polesani, del resto, non sono di poco conto. Individuata la guida a livello provinciale, sarà già il momento di pensare a due scadenze di fondamentale importanza: la tornata elettorale delle amministrative 2014, quando saranno una trentina i Comuni del Polesine ad andare al voto. E le regionali del 2015, tutte da interpretare, alla luce dei repentini cambiamenti che si sono manifestati all’interno del centrodestra negli ultimi mesi. Il tutto, chiaramente, senza dimenticare che la possibilità che si debba andare a un voto anticipato per le politiche è tutto fuorché fantascienza.

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e non è la fine di un’era, poco ci manca. Lo hanno pensato in molti, quando, a fine settembre il coordinatore provinciale del Pdl e consigliere regionale Mauro Mainardi (nella foto) ha annunciato che la sede del Pdl di Corso del Popolo, a Rovigo, doveva chiudere i battenti e liberare gli spazi entro l’inizio del mese successivo. E non si è trattato di una decisione logistica, legata semmai a un futuro trasferimento in altri locali: nossignore, è stato un “antipasto” del possibile scioglimento del partito. L’invito a “liberare gli spazi” - che rischia di assomigliare sin troppo a un “rompete le righe” - è infatti arrivato, come ha spiegato lo stesso Mainardi, direttamente dal coordinamento nazionale, alla luce delle traversie che sta vivendo in questo periodo il partito. L’ipotesi, infatti, è quella di un possibile scioglimento. E, in questo caso, il futuro sarebbe tutto da scrivere, senza grandi certezze. Una delle possibilità, infatti, è la confluenza in Forza Italia, ma non si tratta comunque di una soluzione scontata o sicura. Il problema, all’interno del partito di Berlusconi, sta tutto nell’appoggio al governo guidato dal democratico Letta. Il sostegno a questo esecutivo ha spezzato il Pdl in due anime: quella delle cosiddette “colombe”, guidate da Angelino Alfano, che lavorano per proseguire sulla strada delle riforme condivise; e quella dei cosiddetti “falchi”, guidati da Daniela Santanché, che premono per fare cadere Letta e andare al voto. In mezzo, Berlusconi, che deve decidere. Lo.Zo.

Congresso del Pd

confronto sospeso, riscontrate irregolarità ai seggi

orse con la candidatura unica al congresso per il rinnovo delle segreterie provinciali, il Pd Veneto intendeva scongiurare esattamente quanto è poi successo a Rovigo con due pretendenti alla carica di segretario. Diversamente da Padova, infatti, dove alla guida della segreteria si è presentato solo Massimo Bettin, o da Venezia e Verona dove si sono

candidati rispettivamente Marco Stradiotto e Alessio Albertini, a Rovigo i pretendenti in lizza sono due: Julik Zanellato e Filippo Silvestri, entrambi protagonisti di uno scontro che è andato ben oltre il mero confronto tra pretendenti in campagna elettorale, portando, pure, alla sospensione dei congressi. Nel momento in cui questo giornale è andato in stampa non

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è ancora chiaro quale sarà l’epilogo della vicenda, la direzione regionale del partito non si è ancora pronunciata, e non è ancora chiara la natura dei provvedimenti che verranno presi nei confronti delle irregolarità contestate. Al congresso di Adria, ad esempio, pare che il numero dei voti sia stato superiore a quello di coloro che avevano diritto ad esprimere la preferenza,

mentre a Porto Viro e Castelmassa sembra che il tesseramento (il quale dava di fatto la possibilità di candidarsi e di esprimere il proprio voto) sia stato condotto con diverse irregolarità. Accuse, smentite, contro accuse, altre smentite stanno continuando a tenere banco rendendo incerto l’esito del confronto e anticipando quanto potrebbe ripetersi l’8 di dicembre quando si terranno le primarie per il segretario nazionale.


16 Bottrighe Fusione dei comuni Il parere del giovane attivista del Comitato per la Ricostituzione

Paolo Zerbinati: “Civitanova Polesine? Si pentiranno” Non è favorevole alle fusioni. A suo avviso i comuni perdendo l’autonomia perderanno anche le risorse di Roberto Marangoni

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u ciò che sta accadendo nelle varie realtà territoriali polesane, in merito alle proposte di fusione dei comuni, interviene il dottor Paolo Zerbinati, giovane attivista del Comitato per la Ricostituzione del Comune di Bottrighe. In particolare il riferimento è su quella che sembra indirizzarsi verso una concretezza, previo referendum popolare, ovvero la nascita di Civitanova Polesine, che accorperà sei Comuni. Altri, dall’Alto Polesine al Delta, stanno ipotizzando il loro futuro, come un unico municipio per l’Isola di Ariano con Corbola e Taglio di Po. “Se è pur vero che la mancanza di risorse impone giocoforza delle alternative per amministrare, come l’unione dei servizi- afferma Zerbinati- invitiamo i sindaci dei comuni interessati alle fusioni a venire in visita turistica a Bot-

trighe. Noi del Comitato saremo ben lieti di accompagnarli in tour nel “paese del rovescio sviluppo”. Vengano i signori sindaci a vedere che cosa ha significato la mancanza di un’autonomia in un paese che sino al 1929, anno in cui il gerarca adriese Marinelli decise di sopprimerlo per tutte le questioni che già conosciamo, era il secondo comune più importante del Delta, subito dopo Adria. Vengano a vedere le strade da sesto mondo - prosegue Zerbinati - che attraversano quella che rimarrà per sempre una frazione destinata a scomparire, senza alcun sviluppo. E di esempi ce ne sono a iosa, come la recente chiusura delle scuole medie”. Ed ancora “Vengano ad informarsi e a rendarsene conto personalmente anche tutti i cittadini che lo desiderano di quanto sia evidente l’ab-

bandono che da sempre è sotto gli occhi di tutti. Certo a Bottrighe abbiamo l’ufficio della delegazione comunale con il suo delegato - puntualizza Zerbinati - ma essere comune, decidere e gestire il proprio territorio, è tutt’altra cosa. Lo capiranno presto i cittadini di quei comuni che diventeranno, voglia o non voglia, frazioni di Arquà Polesine, l’unico centro che cambierà davvero il nome e a cui arriveranno davvero i vantaggi. Quel giorno del “mea culpa” non tarderà, ne siamo certissimi”. “E’ fin troppo comodo - conclude il membro del Comitato - quando ci pongono l’esempio di Porto Viro! Erà già un unico comune, quando sempre Marinelli, nello stesso periodo fascista, decise di dividerlo temendo un declassamento di Adria”.

Paolo Zerbinati, Comitato per la Ricostituzione del Comune di Bottrighe

Coro “Eco del fiume” Applausi a Santa Maria di Sala

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l coro femminile “Eco del Fiume” di Bottrighe aggiunge un’altra trasferta memorabile nella sua storia. Le coriste di Chiara Casazza hanno ottenuto infatti un nuovo grande successo a Santa Maria di Sala, nel veneziano. Invitate dal coro femminile “Magnificat”, nella suggestiva cornice del teatro di villa “Filippo Farsetti”, le coriste polesane si sono esibite nell’ambito dei festeggiamenti per il quarante-

simo anniversario di fondazione della locale biblioteca. Un concerto presentato dalla corista Alessia Ventura con tanti brani popolari tratti dalle composizioni di Bepi De Marzi e Marco Maiero. Moltissimi gli applausi del pubblico che affollava la platea. Durante lo scambio dei presenti, l’Eco del Fiume ha consegnato agli organizzatori una tegola decorata a mano dalla corista Doris De Cia e pubblicazioni su Bot-

trighe e Delta. “Una giornata da ricordare” ha commentato entusiasta la direttrice Casazza al ritorno, mentre si profila già fitta di impegni e novità l’agenda del suo coro, tra questi la programmazione a Bottrighe dell’annuale rassegna corale “Autunno in Canto”, a scopo interamente benefico, che si terrà nella chiesa di San Francesco con inizio alle 21 Ro.Ma. di sabato 23 novembre.

Il coro “Eco del Fiume” di Bottrighe durante il concerto a Santa Maria di Sala


18 Bottrighe Amministrazione La lista civica “Ora cambia” polemica nei confronti della Giunta Barbujani

Chiesto un consiglio straordinario sui lavori pubblici Raccolte 240 firme per ottenere maggiori attenzioni dagli amministratori di palazzo Tassoni. Gennari: “Questa giunta ha fatto più di quanto fatto dagli altri negli ultimi vent’anni” di Roberto Marangoni

Compleanni

Mari Lodo, ha spento 100 candeline

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ogliono chiarezza gli aderenti della lista ci- cadute dall’alto come Val d’Inferno, la storica vica “Ora Cambia” in merito agli annuncia- località cambiata in via del Veneto, ascoltando ti impegni su Bottrighe. Chiedono, su ciò, un residente senza chiedere all’intera comunità”. Ma problemi irrisolti ci sono anche in via dopo aver raccolto 240 firme, la convocazione di un consiglio comunale. Alberto Bergo, tra i Stradoncello con una fognatura che scarica a referenti della lista, chiede in particolare, lumi cielo aperto. Infine la questione Polychimica che sul progetto relativo al rifacimento di via Vitto- “Bottrighe non ha mai voluto e che fu – ricorda rio Veneto, circa 90 mila euro, pochi secondo Bergo - proprio il comune di Adria a portare queloro, in quanto la strada ha bisogno di un lavoro sta discarica, ed è dallo stesso che ci attendiamo radicale, dall’abbassamento del manto al rinno- la bonifica”. Di replica Nicola Gennari, delegato del vo delle condutture dell’acqua, oggi colabrodo, sindaco per Bottrighe. “In altrimenti fra pochi anni la soli tre anni- spiega Genstrada tornerà alle medesi- Bergo: “Non vorremmo si nari- l’amministrazione ha me condizioni. investito un milione e 520 Sul progetto di riqualifi- ripetesse quanto mila euro a Bottrighe, molcare piazza Libertà “Ci sono successo validi professionisti anche a con Val d’Inferno” to di piu che in vent’anni dalle precedenti amminiBottrighe - afferna Bergo che avrebbero preparato un loro progetto e che strazioni”. Gennari ricorda i recenti lavori per 30 dovrebbe essere confrontato in loco con la popo- mila euro, nei i bagni delle scuole, un milione e lazione. Bergo chiede insomma rispetto per chi 300 mila euro impegnati per la bonifica della ex risiede qui “Affinchè non accadano più decisioni Polychimica, 90 mila per via Vittorio Veneto i cui

NEWS

Nella foto Alberto Bergo della lista civica “Ora Cambia” e il delegato del Sindaco Nicola Gennari lavori partiranno tra brevissimo e 100 mila euro per piazza Libertà. “In questi ultimi due anni conclude Gennari - i cittadini sono stati indotti a pensare che questa amministrazione non si sia mai interessata del paese, ciò a causa dell’azione di disinformazione da parte di figure di alto tono politico, ma con poco amore per il proprio territorio”.

Natale Aziende 2013

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ottrighe in festa per la sua seconda centenaria. Dopo Linda Beretta, che in ottima salute ha compiuto centouno anni, raggiunge il traguardo del secolo anche la signora Mari Lodo che vive nel paese rivierasco da settantotto anni, da quando si sposò, a ventidue anni, con Paolo Tosin Tessin di Bottrighe. La seconda nonnina di Bottrighe, terza di sei figli, è nata ad Adria il 19 settembre 1913. Risiede oggi in via del Risorgimento, ospite della figlia Adriana. In ottima salute, ha la fortuna di avere ancora una mente ancora lucida, guarda la televisione ed è preoccupata per la grave disoccupazione. Si dedica anche alla lettura, nonostante abbia fatto solo mezzo anno della classe prima elementare, in quanto doveva accudire i tre fratellini più piccoli. Ha sempre fatto la casalinga, ma in gioventù lavorò molto in campagna e in diverse campagne saccarifere. Si sposò nella Cattedrale di Adria il 28 settembre 1935, con il calzolaio Paolo, di cui è vedova dal 2002. Dalla loro unione sono nati sei figli: Mafalda, Virginia, Lauretta Adriano, Adriana e Fabrizio, quest’ultimo morì a soli due mesi dalla nascita. Mari Lodo è attualmente nonna di dieci nipoti, otto pronipoti e due trisnipoti. Per lei si è svolta una grande festa con il presente del comune consegnato dal delegato del sindaco Nicola Gennari. Nella chiesa di Bottrighe, attorniata da ottanta parenti, è stata celebrata una messa in suo onore e battezzata in contemporanea Alice Quinto, sua seconda tris nipote, di cinque generazioni, giunta per l’occasione da Verona. Poi i festegRo.Ma. giamenti con la conviviale in un locale ristorante.

FERRI E FERRO, EMIGRATI CHE ONORANO LA NOSTRA TERRA

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a tantissimi anni sono emigrati e ogni tanto tornano nella terra natia. Ed è qui che ci hanno raccontato la loro storia. Dove si sono trasferiti, hanno lavorato e costruito famiglia, impegnandosi anche nel volontariato, onorando sempre la loro terra veneta. Antonio Ferri è nato a Corbola nel 1941, a vent’anni anni si trasferisce a Grugliasco (Torino) e nel 1969 sposa Paola Maddalena di Bottrighe. Dalla loro unione sono nati due figli. E’ stato impiegato alla Lancia di Torino, quindi alla Italdiesel e sino al pensionamento, impiegato nell’ufficio tecnico del comune di Grugliasco. In questa città, di quarantamila abitanti, mille sono polesani. Assai stimato e conosciuto, ha organizzato svariate iniziative per gli emigrati. Nel 2001, nel 50° dell’alluvione, una mostra fotografica ed uno spettacolo del gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe. Nel 2011, nel 60° della tragica alluvione, ha nuovamente invitato i Bontemponi per uno spettacolo e per l’inaugurazione di Largo Polesine in una piazza della città piemontese. Nel 2012 ha promosso il gemellaggio a Porto Viro tra le due bande musicali delle rispettive città e recentemente il ritorno del gemellaggio LE TRE S-CIOPTA’

Antonio Ferri e Claudio Ferro di Porto Viro a Grugliasco. Torna spesso a Bottrighe con la famiglia nell’abitazione di proprietà della moglie. Claudio Ferro è nato a Bottrighe nel 1952, a diciotto anni, si trasferisce in Germania a Karlsruhe, vicino a Monaco, lavorerà come gelatiere e nel 1973, sempre in qualità di gelatiere, a Munchen, poi nel 1978 farà il saldatore in una fabbrica di pompe elettriche, poi l’assicuratore ed ancora impiegato presso un’azienda. Si è sposato nel 1978 con Rosaria, di origine siciliana, conosciuta in un negozio di abbigliamento dove lavorava come commessa. Dalla loro unione sono nati tre figli. E’ stato presidente di un circolo Acli, membro di Rinascita Culturale e dell’associazione Italiani per la scuola, vice presidente di un circolo culturale e componente direttivo di una squadra di calcio. Ro.Ma.

di Roberto Marangoni

• Chi màssa tira indrìo, fnisse col culo sul canale • Meio n’amigo che sento parenti • El debito l’è un ladro in cà


Cultura locale 23 Arte 110 opere in concorso e 80 artisti partecipanti

Concorso Via Ruzzina, ecco i vincitori Il primo premio è andato in Toscana; i 1.500 euro in buoni acquisto sono stati aggiudicati al fiorentino Piero Paoli con l’opera “La sosta” di Melania Ruggini

Nella foto la premiazione del pittore toscano Pietro Paoli e le due opere ex aequo al quale sono andate il premio Adriatic Lng

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uest’anno il concorso nazionale di pittura Via Ruzzina ha esordito con il vento in poppa. Merito delle 110 opere in concorso, degli 80 artisti partecipanti - provenienti da varie regioni tra cui Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio - e del ricco bottino. L’associazione adriese è certamente soddisfatta dei risultati, a partire dall’incremento di livello qualitativo delle opere in mostra. Tra le sorprese, la prima riguarda il premio Bancadria che quest’anno è andato in Toscana; i 1.500 euro in buoni acquisto spettano infatti al fiorentino Piero Paoli con l’opera “La sosta”. Molto sentita la motivazione che evidenzia “l’originalità del linguaggio pittorico unita all’uso di colori dal forte impatto cromatico ci conducono in un mondo dove il reale si intreccia con l’onirico”. Non ha avuto dubbi la commissione giudicatrice, composta da Gianni Farinella, pittore e restauratore di Codigoro, Lucio Scardino, critico d’arte ed editore di Ferrara, Giampaolo Gasparetto, direttore di Cà Cornera, Lucia Andriotto, restauratrice e Claudio Lorenzi, consigliere della Fondazione Franceschetti e Di Cola. Altra sorpresa ha coinvolto la sezione speciale Adriatic LNG “La città dell’energia: sguardi d’artista sul terminale”. “Per la prima volta – ha dichiarato Adriano Gambetta, Shore Base Manager dell’azienda– abbiamo messo al centro del premio speciale la nostra realtà industriale perché ritenevamo utile da una parte riflettere in termini artistici sulla infrastruttura come città e luogo a sé stante e autosufficiente seppure fortemente collegato alla terra ferma e alla vita di tutti noi tramite il servizio fornito. Dall’altra volevamo rinnovare e rinforzare il nostro impegno nella promozione della vita culturale, sociale e ricreativa del Polesine legandolo, anche visivamente alla nostra attività e alla nostra realtà produttiva”. Vincitori ex aequo: il toscano Paolo Fedeli di Gambassi Terme con l’opera “Adriatic City” per “il sapiente uso del pennello rappresenta una città tecnologica, un vero e proprio sguardo d’artista sul terminale” e l’adriese Paolo Franzoso poiché “grazie all’utilizzo di tecniche plastiche miste, l’interessante opera offre la visione di una città tecnologica che pullula di vita”. Il premio offerto dalla Fondazione

Franceschetti e Di Cola in memoria di Angelo Raffaele Di Cola, consistente in 1.000 euro, è andato ad Attilio Golberti di Montebello Vicentino con “7/9/13”, mentre il premio Pro Loco Adria di 500 euro è stato assegnato al cesenate Carlo Panzavolta con l’opera “Terra arsa”, e il premio città di Adria se lo è aggiudicato l’opera “Nuvola e altro” di Diego D’Ambrosi di Casale sul Sile. Questi i nomi degli autori delle opere classificatesi ex aequo: Ivano Fabbri di Bologna, Diego Palasgo di Noale, Tiziano Calcari di Gardone Val Trompia, Ruggero Mazza di Ferrara, Gian Manet di Rovigo, Doriano Tosarelli di Villamarzana, Renato Vitali di Copparo ai quali è stato assegnato un buono acquisto di 250 euro offerto rispettivamente da Nuova Tipografia di Corbola, Luciano Braga di Adria, Leonardo Bonato di Adria, Farmacia Alla Croce di Malta di Adria, Logistica F.lli Ferrara s.r.l. di Cantarana di Cona, Simone Chieregato agente generale Fondiaria SAI Adria, Azienda Agricola Eredi Destro di Cona. Ultima novità: vista la numerosa adesione, la Pro Loco ha deciso di assegnare un ulteriore premio di 250 euro dedicato alla memoria del proprio consigliere, Athos Manesco, recentemente scomparso e di attribuirlo all’opera di un pittore adriese sulla base della classifica scaturita dal conteggio dei voti di ogni singolo giurato. Il vincitore è stato Roberto Cheula con “Adria etrusca”.


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Lo NEWS

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Sport in primo piano

Campionati italiani di atletica

Bottino di successi, grazie a Trambaiolli, Girardello e Contiero

orride l’atletica leggera rodigina ai campionati italiani svoltisi a Jesolo. Dopo la medaglia di bronzo di Luca Trambaiolli (atleta dell’Assindustria Rovigo), categoria allievi, nella specialità lancio del giavellotto, Emma Girardello, della Rhodigium team, ha vinto la medaglia d’argento nella staffetta 4x100 del Veneto, la massima espressione dell’atletica italiana per la categoria cadetti. La giovane atleta adriese, classe 1998, ha affrontato la seconda frazione ricevendo il testimone in quinta posizione e restituendolo alla compagna in seconda posizione che sarà tenuta fino al traguardo dalle altre due frazioniste. Inoltre Emma, dopo l’oro negli 80 mt piani e l’argento sui 300 mt piani ottenuti ai campionati regionali veneti, ha conquistato anche un bronzo sui 300 metri. Sempre a Jesolo, un’altra atleta dell’Assindustria, si è messa in evidenza: si tratta di Lucrezia Contiero che pur non arrivando nei primi tre posti, ha guadagnato la medaglia assegnata per il suo settimo posto nella finale del salto in lungo nella categoria Cadette al limite dei 15 anni. La giovane studentessa del Paleocapa di Rovigo ci ha provato nei tre salti di finale a migliorare il suo 4,93, ma è riuscita ad arrivare “solo” a 5,00 proprio nell’ultimo salto che le è valso il 7° posto, e premiazione sul podio dal professor Dino Ponchio, guru dell’atletica e commentatore per la Rai ai recenti mondiali. Il prossimo anno, nella categoria allieve, Lucrezia potrà spaziare fra diverse discipline che le sono congeniali come la velocità, i salti e gli ostacoli diventando anche lei come Luca Trambaiolli un’altro talento nato nella terra polesana dove l’atletica leggera da sempre fa fatica ad essere considerata uno sport importante. Anche in casa Rhodigium, l’entusiasmo è alle stelle per le prestazioni di Emma Girardello. “In questi due anni oltre a coltivare un talento - dice Paolo Negrini responsabile del progetto atletica - abbiamo lavorato anche sulla sua capacità di affrontare le situazioni, la pressione, lo stress generato dagli allenamenti e dall’ambiente”. Ora con il passaggio alla categoria Allieve per Emma e per Rhodigium Team si aprono grandi opportunità di crescita e successo con un occhio di riguardo anche ai primi appuntamenti internazionali”. Cr.Ag.

Nuoto Trofeo Master “Rovigo Nuoto”

Cinque medaglie per Adria Nuoto

di Fortunato Marinata

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a stagione del nuoto master è ripartita Domenica 27 Ottobre 2013 dal polo acquatico di Rovigo con la 17a edizione del Trofeo Nazionale Master Rovigo Nuoto, inserito nel circuito nazionale Supermaster e prima tappa del Trofeo Veneto 2013/2014. Alla manifestazione hanno partecipato 761 atleti dai 25 anni in su appartenenti a 48 squadre iscritte, provenienti prevalentemente dal Nord Italia. Alla competizione natatoria hanno partecipato anche 14 atleti master di Adria Nuoto, allenati dal coach Marco Piva, vincendo 5 medaglie e ottenendo significativi piazzamenti che hanno contribuito al buon risultato complessivo della squadra. Questi i migliori piazzamenti dei nuotatori adriesi: Ilaria Crepaldi 3a nei 200 misti e 4a nei 200 stile libero, categoria M 30; Dino Barboni 1° nei 50 delfino e 2° nei 200 misti, categoria M 60; Michele Capanna 2° nei 50 delfino, categoria M 50; Paola Guerrini 3a nei 50 stile libero e 4a nei 50 dorso, categoria M 60; Monica Sandri 4a nei 100

rana, categoria M 45. E’ importante sottolineare le prestazioni del sessantenne Dino Barboni, roccioso “lupo di mare” di Goro, che alla sua età è sempre sugli allori. Basti ricordare che è arrivato ventesimo ai campionati mondiali di Riccione del 2012 nei 200 metri delfino (primo tra gli italiani). Questo per ricordare che anche persone di età non più “verde”, se sorrette da una forte volontà e sottoposte ad adeguato allenamento, possono raggiungere risultati straordinari. Anche gli altri nuotatori della squadra, pur non arrivando al podio, hanno contribuito con il loro impegno a mantenere alto il nome della società. Si tratta di Bruno Roccato, Michele Permunian, Lino Pavarin, Beatrice Guerzoni,

Alessio Canessa, Massimo Rosatti, Camillo Barillari, Mauro Gatti, Giovanni Zanella. Il panorama dei nuotatori master si compone di atleti provenienti da mondi molto diversi tra loro. Ex agonisti, triatleti prestati al nuoto, persone che provengono dai corsi di nuoto e vogliono provare a cimentarsi nelle gare. Anche le motivazioni e gli obiettivi che stanno alla base della pratica sportiva di ogni atleta master sono numerose. Ci sono master che inseguono quasi esclusivamente il risultato agonistico, altri che nuotano per il piacere di farlo e per rimanere in buona forma fisica, altri ancora che trovano nell’ambiente dei master un motivo di socializzazione e condivisione di passioni comuni.

Coni Rovigo

Palme e stelle per chi ha reso grande il Polesine attraverso lo sport

I dai più luce al tuo

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l Coni Rovigo ha assegnato 10 tra palme e stelle, le massime onorificenze sportive a chi, per tanti anni, ha dedicato la propria attività extra lavorativa allo sport, permettendo di costruire la grande e vivace base sportiva che anima oggi la nostra “affusolata” provincia. “E’ sempre un onore - ha detto Marco Bonvento, delegato provinciale del Coni - per noi arrivare a questo evento ed è emozionante riconoscere ai nostri tecnici i loro meriti sportivi. Siamo una piccola provincia, ma riusciamo a farci distinguere a livello sportivo come tante altre realtà più grandi. Lo sport è amore e passione per molti polesani ed è giusto riconoscere il loro grande lavoro, a volte decennale, per la crescita delle diverse discipline sportive nella provincia di Rovigo”. Le onorificenze del Coni hanno compiuto quest’anno gli 80 anni. Era il 20 dicembre 1933 quando vennero istituite per premiare “i presidenti di federazioni sportive che più si siano distinte, durante un biennio, in affermazioni di carattere internazionale”. L’assegnazione fu successivamente estesa, durante il Ventennio, anche a “fascisti, corpi armati, enti che abbiano svolto lodevole attività sportiva”. In seguito fu concessa l’autorizzazione per premiare atleti, tecnici, dirigenti e società che si fossero particolarmente distinti nel dare lustro allo sport italiano.

L’onorificenza della stella al merito sportivo ha tre distinti gradi: d’oro, d’argento e di bronzo. Un’altra onorificenza è la Palma al merito tecnico, anche questa ha i tre gradi oro, argento e bronzo. Hanno ricevuto la Stella d’argento Erino Brazzarotto e Giovanni Veronese, la Stella di bronzo l’Asd ciclistica Villadose, Gianfranco Frigato, Giuseppe Bicego, Angelo Rondina, Luigi Milan e Giuseppe Canazza, la Palma di bronzo a Valterino Pinato per l’anno 2009 e a Luciano Zanella per l’anno 2010. Cr.Ag.


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PRoVINCIA

VIAGGIo IN

Risparmio energetico Maxi progetto da 61 milioni di euro per interventi a Rovigo e Padova

110 edifici consumeranno meno

RoVIGo

Taglio delle Province

i soNdaggi dicoNo che i comuNi soNo preoccupati

Previsto un piano di efficientamento energetico per scuole, immobili destinati allo sport, uffici amministrativi e a servizi culturali e sociali

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10 edifici nel Polesine inseriti nel maxi progetto da 61 milioni di euro per interventi energetici, assieme alla provincia di Padova, attraverso un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con le due Province di Rovigo e di Padova. A presentarlo, a Palazzo Celio, la presidente Tiziana Virgili e l’assessore provinciale all’ambiente Giuliana Gulmanelli che hanno descritto il crono-programma degli interventi di efficienza energetica, che saranno realizzati in sette comuni e nella provincia, grazie all’approvazione del progetto 3 L - Less Energy, less cost, less impact - finanziato con 61 milioni di euro dalla European Investment Bank e che ha come capofila la Provincia di Padova. “L’obiettivo è di intervenire sui due settori prioritari in tema di politiche energetiche e ambientali - afferma la presidente Virgili - l’efficienza energetica degli edifici e il miglioramento degli impianti di illuminazione pubblica. In questo modo si potranno dare risposte sia per la messa in sicurezza dei luoghi pubblici, dalle scuole alla viabilità, sia per il lavoro e l’occupazione. E’ stato dato il via alla fase esecutiva con la firma del contratto relativo al finanziamento stanziato, il quale prevede che 31 milioni siano destinati all’efficienza energetica di 646 edifici tra scuole, immobili destinati allo sport, agli uffici amministrativi e a servizi culturali e sociali, di cui 536 in provincia di Padova e 110 in provincia di Rovigo, e 20 milioni al miglioramento degli impianti di illuminazione pubblica per un’estensione

Nella foto la presidente della Provincia di Rovigo Tiziana Virgili e l’assessore all’ambiente Giuliana Gulmanelli di oltre 1.045 km e 100.980 punti luce, il tutto da realizzarsi in 35 mesi. La Commissione Europea ha inoltre deliberato un finanziamento di 2 milioni circa, pari al 90% dell’importo, per le spese di assistenza tecniche. Oltre alla Provincia di Rovigo, al progetto hanno aderito i comuni di: Bergantino, Castelnovo Bariano, Costa di Rovigo, Lendinara, Melara, Occhiobello e Rovigo. Bisogna cogliere le molteplici opportunità che da questo progetto possono nascere - dichiara l’assessore Gulmanelli - in particolar modo per quanto riguarda l’importanza dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio, spesso bisognoso di manutenzione. Non va poi dimenticato che questa potrebbe essere un’occasione per qualificare le nostre imprese, creando al tempo stesso nuove opportunità economiche, in questo momento fondamentali, anche per dare un aiuto concreto al nostro territorio.

Da province a enti di secondo grado

Sociale

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delrio ha fatto partire il couNtdoWN

aglio delle province, il Polesine guarda in due direzioni diverse. Opposte. Infatti se da una parte il Comune capoluogo ha individuato nella figura del direttore di Unindustria, Renzo Moro, il redattore dell’emendamento per il riconoscimento dell’area vasta, Vivero, insieme a Vicenza e Verona, dall’altra la Provincia si fa forte della ricerca condotta da Renato Mannheimer, raccogliendo le opinioni dei sindaci dei piccoli comuni sulla riforma varata dal governo, per tenere duro. Secondo i dati esposti di recente all’assemblea delle province del nord, il 65% dei sindaci dei piccoli comuni, quelli con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti ossia l’85% delle amministrazioni comunali italiane, non considera la riforma delle province una priorità, il 64% sa che non porterà alcun risparmio, il 63% pensa che farà indebolire i territori. “Basta bugie ai cittadini – è stato il commento del presidente nazionale Antonio Saitta, intervenendo all’assemblea – parte l’operazione verità. Se un 61% la vede come un’opportunità di razionalizzare competenze, non di eliminare, il 57% ha capito che perderà un riferimento e il 63% è molto più preoccupato dalla mancanza di risorse che dalle riforme. La maggioranza dei sindaci poi è cosciente di non avere personale (53%) e competenze (34%) idonee per svolgere le funzioni delle province, oltre ad essere questo un peso in più di cui dovrà sobbarcarsi (28%). Si dichiarano poi molto preoccupati, i sindaci dei piccoli comuni di ricevere le funzioni tipicamente di area vasta: in particolare l’80% dichiara che avrebbe difficolta’ a garantire il servizio di trasporto extraurbano, il 72% il mercato del lavoro, il 68% la formazione del personale, il 57% la gestione del territorio e la tutela ambientale, il 55% i serivzi per la scuola. Mentre non hanno problemi a riprendersi quelle tipicamente comunali: sport, turismo e cultura. Il 51%, infatti non crede che sarà in grado di gestire i servizi delle province. Per quanto riguarda le elezioni, il 55% crede serva un modello elettorale che preveda elezioni dirette da parte dei cittadini o totali (37%) o almeno del Presidente (18%)”.

recuperare uNa casa e metterla a disposizioNe dei meNo fortuNati, “si puÒ fare”

aglio delle province, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali Graziano Delrio non transige e spiega che il Governo sul tema è vicino ad una svolta. “Stiamo per affrontare la discussione nella commissione affari costituzionali della Camera, - ha spiegato il ministro confermando che l’idea è quella di ridurre le varie materie di competenza oggi assegnate alle Province - parallelamente al testo in esame alla Camera, ci sarà un disegno di legge per una modifica costituzionale che verrà presentato entro l’anno. A maggio non si voterà più per le Province perché nel frattempo saranno diventate enti di secondo grado. Non verranno cioè elette dai cittadini. Delle province faranno parte i sindaci dei Comuni del territorio, che tutti assieme formeranno un’assemblea in seno alla quale verrà scelto il nuovo presidente a costo zero. Saranno cioè i sindaci a scegliere il presidente, non più i cittadini. Si tratta di una riforma molto importante”. Il ministro ha fornito una tempistica anche per quanto riguarda le Città metropolitane. “Arriveranno dal primo di gennaio. Nelle aree metropolitane le Province saranno assorbite della Città metropolitane via via che andranno a costituirsi e insediarsi”.

ecuperare una casa e dedicarla a recupero di minori che vivono situazioni di forte disagio familiare e alle attività di ragazzi diversamente abili? Si può fare. Certo, “Si può fare” è il nome del progetto portato avanti dalla cooperativa Titoli Minori e che lo scorso 19 ottobre si è concretizzato con l’inaugurazione di un nuovo “centro” per l’accoglienza a Porto Viro. Da una decina d’anni la cooperativa lavora nel territorio della diocesi di Chioggia e come sempre anche questa volta ha accolto la sfida mettendosi a disposizione di chi si trova in una situazione di emarginazione e di chi nel proprio percorso di vita ha incontrato la fragilità. Per la cooperativa e i suoi soci che credono e lavorano al progetto è questo il semplice modo di fare accoglienza e comunità, credendo in un idea di prossimità e creando rete per una cittadinanza responsabile e consapevole. Proprio grazie alla condivisione di realtà come l’associazione Orcio di Elia, Consvipo, la fondazione Enel Cuore, la fondazione Cariparo, è stato possibile raggiungere l’obiettivo preposto.

DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA. ACTIONAID È INSIEME A CHI OGNI GIORNO RIVENDICA I PROPRI DIRITTI. È INSIEME A CHI NON RIMANE IN SILENZIO DI FRONTE A INGIUSTIZIE SOCIALI, FAME E POVERTÀ. È INSIEME A CHI VUOLE FARSI SENTIRE PER CAMBIARE LE COSE. UNISCI ANCHE TU LA TUA VOCE SU ACTIONAID.IT

IL DIRITTO DI CAMBIARE


28 Spazi aperti

Spazi aperti 25

Iniziative Molto partecipata la giornata organizzata dal Fondo Ambiente Italiano

Iniziative Molto partecipata la giornata organizzata dal Fond

La Fai Marathon, a spasso La traFai arteMarathon, e storia a

Il percorso, partito dal ridotto del Teatro sociale, ha toccato Il percorso, poi ilpartito rifugio dal antiaereo ridotto del Teat approntato nel parco del palazzo del prefetto, palazzoapprontato Angeli, nel parco del palazzo del pr palazzo Roncale e palazzo Patella Montalti palazzo Roncale e palazzo Patella Mont di Lino Segantin

di Lino Segantin

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rescono gli aderenti alle iniziative del Fai, il Fondo contemplato una vera curiosità: la visita al rifugio antiaereo Ambiente Italiano interessato non solo alla tutela del approntato nel parco del Palazzo del Prefetto al tempo delpatrimonio architettonico e naturalistico gestito diret- la seconda guerra mondiale, sviluppato su due piani ed in tamente dall’associazione, ma più in generale attivo nell’or- grado di offrire sicura protezione in caso di bombardamento ganizzare iniziative di conoscenza e valorizzazione dei beni aereo ad una quarantina di persone. L’itinerario è quindi proseguito raggiungendo via Angeli, con sosta presso il palazzo culturali ed ambientali dell’intera penisola. Ben 220 persone hanno preso parte domenica 13 settecentesco che fu del conte filantropo Domenico Angeli. Un edificio prestigioso, non sempre ottobre alla “Fai Marathon”, una utilizzato al meglio e destinato, a conscarpinata per le vie del capoluogo Ben 220 persone clusione dei lavori di restauro tuttora alla scoperta di alcune chicche d’arte hanno preso parte in corso, a sede principale e di rape storia poco note. Si è iniziato con la alla scarpinata presentanza dell’Università rodigina. suddivisione dei partecipanti in gruppi per le vie Si è quindi raggiunto il cinquedi 20 persone presso il Teatro Sociale. del capoluogo centesco Palazzo Roncale, della Costoro, dotati per l’occasione di uno zainetto FAI , sono stati accolti nella sala del ridotto affre- Fondazione CaRiPaRo, fresco di restauro, per una visita al scata a metà ottocento con motivi architettonici e scultorei piano nobile: le pareti del salone si presentano arricchite da (colonne e statue di foggia classica) in modo da conferirle pregevoli arazzi del ‘700, mentre nelle sale laterali campegl’idea di monumentalità. Sul soffitto una magnifica imma- giano grandi tele attribuite a Mattia Bortoloni e quadri che gine di Apollo e le Muse opera di Sebastiano Santi, nelle illustrano momenti storici della Serenissima. Imboccato il teche gli abiti da scena indossati da Beniamino Gigli nella Corso del Popolo, ricordando la storica presenza dell’Adigetto e dei ponti un tempo importanti punti di riferimento per Gioconda di Ponchielli. La seconda tappa della maratona di conoscenza ha la città, la Fai Marathon è proseguita alla volta dell’Istituto

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rescono gli aderenti alle iniziative del Fai, il Fondo contemplato una vera curiosità: la visita al rifugi Ambiente Italiano interessato non solo alla tutela del approntato nel parco del Palazzo del Prefetto al patrimonio architettonico e naturalistico gestito diret- la seconda guerra mondiale, sviluppato su due tamente dall’associazione, ma più in generale attivo nell’or- grado di offrire sicura protezione in caso di bomb ganizzare iniziative di conoscenza e valorizzazione dei beni aereo ad una quarantina di persone. L’itinerario è seguito raggiungendo via Angeli, con sosta press culturali ed ambientali dell’intera penisola. Ben 220 persone hanno preso parte domenica 13 settecentesco che fu del conte filantropo Dome Nella foto un particolare Palazzo Un edificio prestigioso, n ottobre alla di “Fai Marathon”, una Angeli, un momento della utilizzato al meglio e desti scarpinata per visita le vie del capoluogo Ben 220 persone al rifugio antiaereo palazzo clusione dei lavori di resta alla nel scoperta di alcunedella chicche d’arte hanno preso parte Prefettura e il busto di Giovanni Miain corso, a sede principa e storia poco note. Si è iniziato con la alla scarpinata ni, opera dello scultore Virgilio Milani presentanza dell’Universit suddivisione dei partecipanti in gruppi per le vie del capoluogo per Geometri, ovvero Palazzo Montalti. professodel salone (inopinatamente distrutto negli anniSi ’50) è quindi raggiunt di 20Patella persone presso ilLaTeatro Sociale. zione ressa Zennaro ha ricordatoCostoro, la storiadotati del palazzo che affonda statuePalazzo Ronc centesco per l’occasione di uno a Sala della Memoria con la collocazione di alcune le sue radici nel ‘700, allorché i nobili acquistarono depositi dell’Istituto e fifresco nalmente CaRiPaRo, di restauro, per u zainetto FAI ,Patella sono stati accolti nella recentemente sala del ridottoritrovate affre- neiFondazione alcuni edifici contigui di scarso costruire loro architettonici restaurate. Piena soddisfazione per l’iniziativa piano nobile: le paretiha delespresso salone si presentano a scata avalore metà per ottocento conlamotivi e scultorei prestigiosa residenza. Il palazzo, nell’di ‘800 fa- la capodelegazione Tosini, che hadel sottolineato con nelle sale later arazzi ‘700, mentre (colonnepassato e statue foggiaalla classica) in modo da conferirleChiarapregevoli miglia Montalti, fu in seguito dagli austriaciSulcome il moltiplicarsi adesioni FAI, Bortoloni e giano grandialle teleiniziative attribuitedela Mattia l’ideautilizzato di monumentalità. soffitto piacere una magnifi ca imma- delle sede della Gendarmeria (come all’esterno in questa occasione anche dal-Serenissima. Im illustranocaratterizzate momenti storici della gine dituttora Apollo sie legge le Muse opera di Sebastiano Santi, nellein particolare nell’architrave del Frontone), fine ‘800 per da laBeniamino presenzaGigli di bambini. che fa sperare per il futuro delben Popolo, ricordando la storica presenza techee ristrutturato gli abiti da ascena indossati nella IlCorso divenire sede della Prefettura. Poi,dinella prima metà del dell’associazione e la condivisione degli un ideali di salvaguarto e dei ponti tempo importanti punti di rife Gioconda Ponchielli. ‘900, fu trasformato in Istituto con ladella destinadia di delconoscenza patrimonio artistico architettonico. La scolastico, seconda tappa maratona ha laedcittà, la Fai Marathon è proseguita alla volta

IL DISTRETTO DELLA GIOSTRA SI fA CONOSCERE In Polesine, da varie parti del mondo, venti impresari dei parchi del divertimento

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al Messico, Russia, Olanda, Romania, Spagna, Bielorussia, Austria, Grecia, venti imprenditori del ramo luna park, lo scorso 16 ottobre hanno raggiunto il Polesine occidentale per tre giorni di visita alle imprese del Distretto della Giostra, aderendo all’iniziativa denominata “Meeting della Giostra” sostenuta dalla Camera di Commercio, dalla Regione Veneto e dagli enti locali. Il tour di conoscenza delle aziende produttrici è stato anticipato da una conferenza stampa presso la Camera di Commercio, dove – presenti, oltre al direttore De Stefani, Vitaliano Bressanin per la CCIAA, Giorgio Cuoghi per il comune di Bergantino e Franco Cestonaro della CNA, in qualità di rappresentante del Distretto Veneto della Giostra – sono state illustrate le motivazioni dell’iniziativa finalizzata a far conoscere ai possibili acquirenti la varietà e soprattutto la qualità dell’offerta produttiva del distretto esteso da Calto a Melara. Un’attività che in Polesine interessa oltre 60 imprese (più l’indotto), con un fatturato stimabile di circa 250 – 300 milioni di euro (che raddoppia considerando l’indotto) garantendo una occupazione a circa 500 addetti. Una risorsa economica fondamentale soprattutto per i comuni di Melara e Bergantino, ed anche una vera eccellenza a livello internazionale, tanto che oggi, anche a causa della contrazione dei consumi I TUnaSattività O Limprenditoriale U T I O NcheS & W E B D E S I G N interni, la quasi totalità della produzione viene esportata all’estero. richiede professionalità specifiche estese a vari campi: dall’ingegneria all’informatica, dall’elettronica alla carpenteria specializzata. Nonché inventiva e attenzione al look, perché per attrarre le giostre devono essere belle, colorate, luminose e sempre più innovative;Siti in grado di offrire emozioni forti internet, E-commerce & Web Application ed affascinare una clientela sempre più esigente, qual è quella dei giovani del terzo millennio alla soft ware, Mobile soft ware ricerca di divertimenti inediti. Tutto ciò offrendo nel contempo standard di qualità Sviluppo e sicurezza elevati, fondamentali per la tranquillità dei fruitori delle complesse strutture per il divertimento, oggigiornoe Assistenza informatica Consulenza progettate per creare sollecitazioni, assorbire spinte e, in definitiva, assicurare emozioni forti. Positivi Progettazione reti aziendali i riscontri del tour da parte degli impresari esteri, che hanno apprezzato la varietà e la qualità dei grafica aziendale prodotti del distretto della giostra, manifestando anche attenzione per gli standard Pianificazione di sicurezza, oggetto di sottolineature da parte dei produttori, che oggi si trovano a far fronte ad una concorrenza soprattutto asiatica con limitate garanzie proprio sul piano della qualità. Sul mercato si trovano infatti prodotti spesso copiati, a prezzi più vantaggiosi non solo per il costo ampiamente competitivo della manodopera dell’est, ma soprattutto per la trascuratezza dei sistemi di sicurezza, di cui invece sono dotate le giostre distretto 49, polesano. Una cena di (VE) gala, animata uno spettacolo pirotecnico - Cell. (+39) 320.68.21.774 Via Dei del Martiri Cavarzere - Tel. da (+39) 0426.310.691 della Parente Fireworks, ha chiuso in bellezza il meeting della giostra, da cui si attendono positive- info@electricsheeps.com www.electricsheeps.com ricadute per l’economia polesana. Li.Se.

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IL DISTRETTO DELLA GIOSTRA SI fA CONOSCERE In Polesine, da varie parti del mondo, venti impresari dei parchi del divertimento

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al Messico, Russia, Olanda, Romania, Spagna, Bielorussia, Austria, Grecia, venti imprenditori del ramo luna park, lo scorso 16 ottobre hanno raggiunto il Polesine occidentale per tre giorni di visita alle imprese del Distretto della Giostra, aderendo all’iniziativa denominata “Meeting della Giostra” sostenuta dalla Camera di Commercio, dalla Regione Veneto e dagli enti locali. Il tour di conoscenza delle aziende produttrici è stato anticipato da una conferenza stampa presso la Camera di Commercio, dove – presenti, oltre al direttore De Stefani, Vitaliano Bressanin per la CCIAA, Giorgio Cuoghi per il comune di Bergantino e Franco Cestonaro della CNA, in qualità di rappresentante del Distretto Veneto della Giostra – sono state illustrate le motivazioni dell’iniziativa finalizzata a far conoscere ai possibili acquirenti la varietà e soprattutto la qualità dell’offerta produttiva del distretto esteso da Calto a Melara. Un’attività che in Polesine interessa oltre 60 imprese (più l’indotto), con un fatturato stimabile di circa 250 – 300 milioni di euro (che raddoppia considerando l’indotto) garantendo una occupazione a circa 500 addetti. Una risorsa economica fondamentale soprattutto per i comuni di Melara e Bergantino, ed anche una vera eccellenza a livello internazionale, tanto che oggi, anche a causa della contrazione dei consumi interni, la quasi totalità della produzione viene esportata all’estero. Una attività imprenditoriale che richiede professionalità specifiche estese a vari campi: dall’ingegneria all’informatica, dall’elettronica alla carpenteria specializzata. Nonché inventiva e attenzione al look, perché per attrarre le giostre devono essere belle, colorate, luminose e sempre più innovative; in grado di offrire emozioni forti ed affascinare una clientela sempre più esigente, qual è quella dei giovani del terzo millennio alla ricerca di divertimenti inediti. Tutto ciò offrendo nel contempo standard di qualità e sicurezza elevati, fondamentali per la tranquillità dei fruitori delle complesse strutture per il divertimento, oggigiorno progettate per creare sollecitazioni, assorbire spinte e, in definitiva, assicurare emozioni forti. Positivi i riscontri del tour da parte degli impresari esteri, che hanno apprezzato la varietà e la qualità dei prodotti del distretto della giostra, manifestando anche attenzione per gli standard di sicurezza, oggetto di sottolineature da parte dei produttori, che oggi si trovano a far fronte ad una concorrenza soprattutto asiatica con limitate garanzie proprio sul piano della qualità. Sul mercato si trovano infatti prodotti spesso copiati, a prezzi più vantaggiosi non solo per il costo ampiamente competitivo della manodopera dell’est, ma soprattutto per la trascuratezza dei sistemi di sicurezza, di cui invece sono dotate le giostre del distretto polesano. Una cena di gala, animata da uno spettacolo pirotecnico della Parente Fireworks, ha chiuso in bellezza il meeting della giostra, da cui si attendono positive ricadute per l’economia polesana. Li.Se.


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do Ambiente Italiano

a spasso tra arte e storia

tro sociale, ha toccato poi il rifugio antiaereo refetto, palazzo Angeli, talti

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Nella foto un particolare di Palazzo Angeli, un momento della visita al rifugio antiaereo nel palazzo della Prefettura e il busto di Giovanni Miani, opera dello scultore Virgilio Milani per Geometri, ovvero Palazzo Patella Montalti. La professoressa Zennaro ha ricordato la storia del palazzo che affonda le sue radici nel ‘700, allorché i nobili Patella acquistarono alcuni edifici contigui di scarso valore per costruire la loro prestigiosa residenza. Il palazzo, passato nell’ ‘800 alla famiglia Montalti, fu in seguito utilizzato dagli austriaci come sede della Gendarmeria (come tuttora si legge all’esterno nell’architrave del Frontone), e ristrutturato a fine ‘800 per divenire sede della Prefettura. Poi, nella prima metà del ‘900, fu trasformato in Istituto scolastico, con la destina-

zione del salone (inopinatamente distrutto negli anni ’50) a Sala della Memoria con la collocazione di alcune statue recentemente ritrovate nei depositi dell’Istituto e finalmente restaurate. Piena soddisfazione per l’iniziativa ha espresso la capodelegazione Chiara Tosini, che ha sottolineato con piacere il moltiplicarsi delle adesioni alle iniziative del FAI, in questa occasione in particolare caratterizzate anche dalla presenza di bambini. Il che fa ben sperare per il futuro dell’associazione e la condivisione degli ideali di salvaguardia del patrimonio artistico ed architettonico.


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17.10.2013 09:32:34


Cultura provinciale 31 Letteratura Angioletta Masiero soddisfatta del concorso internazionale

“Locanda del Doge”, record di presenze e qualità Sono stati circa quattrocento gli autori che hanno preso parte alla selezione con oltre seicento volumi provenienti dall’Italia e dall’estero

“antichi organi del polesine” La Rassegna che attraversa tutto il territorio

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di Mattia De Poli

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l bando della seconda edizione è atteso già tra conferma di ciò. La manifestazione è stata realizla fine di novembre e l’inizio di dicembre, a zata grazie a una rete di collaborazione, composta distanza di appena un mese dalla premiazione dall’associazione “Renzo Barbujani”, dalle riviste della prima edizione: al suo esordio, infatti, il con- “Athesis”, “Ventaglio novanta”, “La nuova tribuna corso internazionale “Locanda del Doge” 2013 è letteraria”, e dalla “Accademia veneta dello spettastato un successo e, forte dei risultati conseguiti, colo”, ma Angioletta Masiero ha sottolineato anche l’iniziativa avrà un seguito. Riservato alle opere l’importanza degli sponsor, il dottor Luciano Zanforedite, esso si articola in tre sezioni corrispondenti lin, membro del forum nazionale “Wealth adviser ad altrettanti generi letterari: la narrativa, la poesia Fineco bank”, e la “Biblioteca Guerrato”, che con e la saggistica. La partecipazione è stata straordi- un significativo contributo economico hanno reso possibile il buon esito dell’inaria: circa quattrocento autori niziativa culturale. Nel titolo con oltre seicento volumi pro- L’80% degli autori il richiamo alla storia veneta venienti dall’Italia e dall’este- ha presentato è evidente nel riferimento ro. Oltre agli scrittori italiani, opere pregevoli, al doge, mentre l’allusione infatti, una ventina sono stati di grande valore alla taverna evoca un luogo, i francesi, gli olandesi, gli slo- letterario legato alla tradizione locaveni, gli spagnoli, gli svizzeri, i tedeschi e gli ungheresi, che hanno presentato le, in cui le persone si riunivano per parlare e per le loro opere in lingua originale in un confronto di fare cultura. La medaglia consegnata ai premiati respiro mondiale. Alcuni dei libri in concorso sono riproduce un disegno del dottor Alberto Cristini, restati editi da case editrici italiane di spicco, come alizzato appositamente per questo concorso: l’imBaldini e Castoldi, Feltrinelli e Mondadori. Molti magine stilizzata di un doge con la laguna e il delta anche gli scrittori giovanissimi, tra 16 e 25 anni, sullo sfondo. L’organizzazione ha voluto intitolare e alcuni di loro sono stati premiati. L’ideatrice e diversi premi delle varie sezioni a personalità di coordinatrice del concorso, Angioletta Masiero, è importanza locale e nazionale, che si sono distinte soddisfatta non solo dei risultati quantitativi ma nel campo della cultura e del sociale e che raraanche qualitativi: almeno l’80% degli autori ha mente vengono ricordate. Inoltre, la premiazione presentato opere pregevoli, di grande valore lette- ha registrato la presenza di persone provenienti da rario, e i quarantadue premi consegnati sono una tutta l’Italia e anche dall’estero. Questo concorso

iN Breve Venerdì 15 novembre

“memorial loredaNa capellazzo”

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enerdì 15 novembre alle ore 18 a Rovigo, nella sala d’onore di palazzo Casalini, nella via omonima al civico 10, presso la sede di Rovigo Banca è previsto il “Memorial Loredana Capellazzo”. L’evento, aperto al pubblico, è promosso dall’associazione culturale “Renzo Barbujani, e in particolare dagli allievi del “Laboratorio di scrittura creativa”, creato dalla stessa Capellazzo. L’incontro, coordinato da Stefania Paron e da Luciana Bernardinelli, proporrà la lettura di poesie dell’autrice scomparsa un anno fa e la presentazione di opere pittoriche realizzate dai corsisti del “Laboratorio di pittura” e ispirate dalle stesse opere poetiche. Amante della scrittura sia in versi che in prosa, Loredana Capellazzo ha scritto opere apprezzate a livello nazionale: l’ultimo romanzo, pubblicato pochi mesi prima della sua scomparsa, è “Quando finisce l’estate”. A Rovigo, impegnata in diverse realtà di volontariato come l’associazione “Renzo Barbujani” e il “Gruppo autori polesani”, ha saputo trasmettere la sua passione per la scrittura alle molte persone che l’hanno conosciuta e che hanno potuto ascoltare i suoi insegnamenti e i suoi consigli. Memori di questa esperienza, le organizzatrici dell’incontro hanno scelto come tema la poesia, il suo nascere da un sentimento, la sua capacità di varcare ogni limite e di aprire prospettive nuove: “La poesia nasce dal cuore del poeta, continua a parlare nel tempo, al di là d’ogni confine, al di là del mistero della vita, e fa germogliare nuove riflessioni, nuove speranze”. M.D.P.

Nella foto piccola l’ideatrice e coordinatrice del concorso, Angioletta Masiero letterario, grazie alla straordinaria partecipazione di scrittori, ha avuto quindi inevitabilmente l’effetto di promuovere l’immagine di Rovigo e del Polesine, centrando uno degli obiettivi che l’ideatrice si era proposta: Angioletta Masiero, infatti, è convinta che la cultura polesana meriti di essere esportata e conosciuta oltre ogni confine.

Antonio Carlizzi

Nuova ristampa per “el zÉlese”

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’ stato pubblicato per la prima volta nell’ottobre dello scorso e a distanza di meno di un anno viene ristampato il volume “El Zélese”, scritto da Antonio Carlizzi. L’iniziativa, promossa dall’associazione “Renzo Barbujani”, di cui Carlizzi è stato socio fondatore insieme ad Arnaldo Pavarin, e realizzata grazie al contributo della fondazione Banca del monte di Rovigo, mette a disposizione un’opera estremamente curata nella scrittura, chiara e piacevole, che attraverso le vicende familiari e personali dell’autore racconta uno spaccato della storia polesana tra la fine della Grande Guerra e l’8 settembre del 1944. Nel dialetto polesano il “zélese” è il nome dell’aia di mattoni, che in campagna si trova davanti alla casa padronale: il titolo del libro evoca in particolare lo “spazio riservato dove nacquero i primi sogni ad occhi aperti” del piccolo Antonio nella natia Frassinelle. La prima parte del volume è ambientata in questo mondo dai contorni quasi fantastici. All’età di otto anni la famiglia di Carlizzi si trasferisce a Grignano e, in seguito, a Rovigo: a questo periodo (il periodo della “ubriacatura fascista” dell’autore), fino all’8 settembre del 1943, è dedicata la seconda parte del volume, intitolata “Transizione”. Nel frattempo è scoppiata la Seconda guerra mondiale. L’ultima parte, intitolata “Diario di guerra”, è una testimonianza degli orrori dei bombardamenti e delle fucilazioni del periodo successivo all’armistizio, quello del fuoco incrociato fra alleati, nazifascisti e partigiani. M.D.P.

o scorso ottobre è iniziata una rassegna musicale che attraversa tutto il Polesine, da Ca’ Venier di Porto Tolle a Giacciano con Baruchella, sulle note della musica per organo. “Antichi organi del Polesine”, giunta alla sua undicesima edizione, continua nell’intento di valorizzare un patrimonio culturale da scoprire e da ascoltare. Nel corso delle dodici tappe in calendario diversi musicisti faranno risuonare anche le canne di alcuni pregevoli strumenti realizzati da Gaetano Callido, celebre organaro originario di Este, allievo di Pietro Nacchini, insigne rappresentante della scuola organara veneta e attivo nella seconda metà del Settecento fino ai primissimi anni dell’Ottocento. A lui subentrarono i figli: Antonio, in particolare, proseguì l’attività fino al 1830, quando la fabbrica fu rilevata da Giacomo Bazzani. In occasione dei duecento anni dalla morte di Gaetano Callido la rassegna intende valorizzare soprattutto gli strumenti realizzati dal maestro: a Loreo presso la chiesa di santa Maria Assunta (26 ottobre), a Guarda Veneta presso la chiesa di san Domenico (27 ottobre), a Costa di Rovigo presso la chiesa di san Rocco (9 novembre), a Porto Viro presso la chiesa di san Bartolomeo (16 novembre) e a Rovigo presso il tempio della Rotonda (23 novembre). Un organo di Antonio Callido è presente nella chiesa di sant’Ippolito martire di Giacciano con Baruchella (7 dicembre), mentre altri strumenti realizzati da Bazzani si trovano nella chiesa di san Nicolò vescovo di Ca’ Venier (10 novembre) e nella basilica di san Bellino del comune di San Bellino (24 novembre). La chiusura della rassegna è prevista a Lendinara presso la chiesa di san Biagio (14 dicembre), dove è conservato un organo del 1926 realizzato dalla fabbrica padovana Malvestio. Tutti i concerti iniziano alle ore 21 e l’ingresso è libero. M.D.P.

biblioteca “Antonio Carlizzi”

ricorre il primo deceNNale

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a biblioteca “Antonio Carlizzi” festeggia quest’anno il primo decennale della sua fondazione. Nel 2003 l’associazione “Renzo Barbujani” ha raccolto l’eredità delle biblioteche di quartiere, in particolare di quella di San Bortolo, che fino a quel momento riuscivano a funzionare grazie all’attività degli obiettori di coscienza. Con la scomparsa di questa figura molte realtà, anche ben avviate, furono costrette a chiudere. Oggi, invece, la “Carlizzi” grazie all’impegno di alcuni volontari garantisce l’apertura della biblioteca tre pomeriggi alla settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. L’associazione “Barbujani” è nata con scopi culturali e sociali: il locale concesso dal Comune di Rovigo, attiguo alla scuola media “Cesare Parenzo”, non raccoglie solo un discreto patrimonio librario organizzato per argomento e disponibile al prestito, ma costituisce un importante luogo di ritrovo e di aggregazione. Qui, ad esempio, si svolgono gli incontri del laboratorio di pittura e del laboratorio di scrittura creativa, sia in prosa che in versi. Quest’ultimo, nato dieci anni fa per volontà di Loredana Capellazzo e di Paola Trivellato, continua ad essere completamente gratuito ed oggi è coordinato da Giuliano Visentin e da Roberta Fava: ogni quindici giorni alle ore 20.45 si riuniscono partecipanti provenienti non solo da Rovigo ma da tutta la provincia e anche da fuori. Il presidente Pavarin sottolinea che questa iniziativa offre alle persone la possibilità non solo di uno scambio culturale ma anche di esprimersi e di uscire di casa. M.D.P.


10 32

IL VENETo

in PRIMo PIANo

Tutti di corsa per non perdere la coincidenza

I nuovi orari dei treni che rivoluzionano il trasporto pubblico

Da dicembre convogli ogni dieci minuti sulle tratte principali e rafforzamento complessivo di tutta la rete così che nessun passeggero resti più di un’ora in attesa di Germana urbani

S

ulla carta sembra la soluzione de- gionale della mobilità su rotaia che vedrà finitiva a tutti i peggior disagi che i passare sulle tratte principali treni ogni pendolari dei treni veneti hanno do- dieci minuti. Se così sarà la rete ferroviaria vuto sopportare in questi anni. Un sogno complessivamente verrà rafforzata, tanto all’orizzonte, rincorso a lungo con il proget- che, promettono dalla Regione, nessun pasto sempre in itinere della metropolitana di seggero trascorrerà più di un’ora senza un superficie, che fino ad oggi non, si è mai treno per la sua destinazione. realizzato. Ora le cose potrebbero cambiare “L’obiettivo è migliorare il servizio, davvero. Ma per la prova del nove i cittadini spiega l’assessore regionale alle politiche dovranno attendere il 15 dicembre, data in della mobilità del Veneto Renato Chisso cui entrerà ufficialmente in vigore il nuovo fornendo più treni e più capienti, con più orario cadenzato dei treni regionali. possibilità di collegamento e di coincidenze, Ideato nell’arco di due anni da un più fermate”. “So molto bene che cambiare ingegnere veronese, Domenico Menna, il abitudini e spostare orari inciderà su comnuovo servizio ferroviario locale cadenzato portamenti per così dire consolidati – agprevede dei treni a fregiunge Chisso – ma il quenza regolare: stes- La Regione lavoro che abbiamo so posto stesso orario, ha già acquistato fatto darà certamente e dunque, facilmente venti nuovi treni più risposte positive svizzeri e ne memorizzabili. di quanto non sia in Da Mestre, ad comprerà altri nove grado di fare il servizio esempio, al minuto 03 come è attualmente partiranno i treni veloci per Rovigo, al minu- strutturato. Il nuovo sistema sarà unico nel to 19 per Verona Porta Nuova, al minuto 49 suo genere in Italia, studiato sulla base dei per Vicenza, al minuto 54 per Padova. Lo flussi di mobilità delle persone, basato su shuttle Mestre-Padova, invece, partirà dal regionali lenti, regionali veloci e coincidenze binario giardino al minuto 35 e da Padova tra linee diverse che si intersecano tra di rientrerà a Mestre al minuto 53. loro, servito da una trentina di convogli in Tutto questo avverrà dalle 7 alle 22, più rispetto agli attuali”. tutti i giorni. La novità che rende contenti tutti, soUna vera rivoluzione del sistema re- prattutto i pendolari, riguarda l’incremento

Renato Chisso delle corse possibile anche grazie ad un parco convogli che comprenderà 20 nuovi complessi Stadler, 9 nuovi convogli Vivalto, 14 nuove carrozze doppio piano e il revamping di 316 vetture Trenitalia a Media Distanza. L’unico neo che si può ravvisare potrebbe essere colto nella necessità di fare diversi cambi per un unico viaggio. Ma, considerando che il modello è la metropolitana delle grandi città, i veneti nell’usare il treno dovranno ricordare come per spostarsi a Parigi da un posto all’altro occorra scendere anche più volte da un convoglio e prenderne un altro. Il nuovo orario prevede, infatti, che i diversi convogli siano tra loro “sincronizzati”. In questo modo sarà possibile transitare da un regionale veloce (che ferma solo nelle

stazioni principali) a un regionale lento (che ferma ovunque) e lungo direttrici dove oggi il servizio è non solo spezzettato ma non esistono coincidenze (Conegliano – Treviso – Vicenza, per esempio). Questo peraltro elimina le interferenze oggi esistenti fra tratte non elettrificate e tratte non elettrificate, che sono più razionalmente servite da convogli a trazione dedicata a fronte di interferenza quando il transito è misto. Con questi cambiamenti epocali è lecito dire che la mobilità veneta si adegua agli standard europei e non è facile per una Regione che ha un sistema di mobilità non a raggiera, ma diffuso da e verso città che si collocano appunto in un contesto policentrico e metropolitano, dove l’attuale servizio fino ad oggi non è riuscito a dare le risposte

che chiedevano i viaggiatori e soprattutto i pendolari. “Per tutti noi – ribadisce Renato Chisso – in primo luogo Regione ma anche Trenitalia, il cadenzamento è una scommessa, nella quale crediamo, che abbiamo deciso di accettare e che vogliamo vincere. Siamo di fronte ad una nuova filosofia della mobilità pubblica – continua l’assessore regionale – che non coinvolgerà solo il treno ma anche il trasporto su gomma, all’interno di un sistema integrato al cui centro ci sono non gli aggiustamenti di un sistema ereditato dal passato, ma le esigenze e le richieste degli utenti, dei pendolari, dei lavoratori, degli studenti e la necessità di dare le migliori risposte possibili in un quadro di compatibilità economica”.


Il Veneto in primo piano 33 11 Soppressi otto treni interregionali che collegano Venezia con Milano

Pendolari: “La Regione ci ripensi”

di Germana urbani

P

endolari sul piede di guerra e una raccolta firme che ci sono, che si affiancheranno ai treni cadenzati Milano – ha già superato quota 25.000 e serve per spingere la Verona di TreNord. Secondo l’assessore, dunque, i pendolari Regione Veneto a riconsiderare la decisione di soppri- veneti vedranno più che triplicato il servizio veloce, oltre ad mere dal 15 dicembre, come deciso la scorsa estate, gli 8 avere un servizio orario che fermerà in tutte le stazioni. Il “treni dei pendolari interregionali” Venezia-Milano utilizzati cambiamento, paradossalmente, scontenta i pendolari ma da 36 mila passeggeri ogni giorno. A costa molto di più alla Regione. Le 13 quanto pare, per colpa dei tagli dallo Gli abbonamenti coppie di Frecce regionali, il cui costo Stato, il Veneto non ha più soldi per per le Frecce a catalogo a carico del Veneto sarà garantire il servizio svolto da quattro veloci di circa 16,7 milioni l’anno a fronte coppie di treni interregionali veloci costeranno dei 10,7 milioni pagati oggi dalla Milano – Venezia. Né la Lombardia molto di più Regione per le quattro coppie di instanzierà i 4 milioni di euro necessari terregionali, potranno tranquillamente a salvare i convogli di Trenitalia che saranno, quindi, can- collegarsi in coincidenza con i già esistenti treni orari regionali cellati. Per l’assessore regionale Chisso si tratta di un falso lombardi Milano – Verona (oggi sono 11 nel corso della problema: i convogli saranno sostituiti da 13 coppie giorna- giornata, oltre ai quattro interregionali in questione). “Seliere di “Frecce” regionali Venezia – Verona che oggi non condo Trenitalia – ha ricordato l’assessore – la coincidenza

le priorità

I

è facilmente realizzabile nel capoluogo scaligero sul medesimo marciapiede per quanti sono interessati a proseguire il viaggio lungo questa direttrice, tenuto altresì conto che il Veneto ha previsto il prolungamento oltre Verona di un paio di regionali non veloci”. Studenti e lavoratori pendolari però sembrano non voler sentir ragioni e sulle coincidenze avanzano forti dubbi. “Aspettare un’ora in più il treno successivo – dicono dal Comitato -, forse, è scomodo ma accettabile per una persona che decide di farsi un weekend fuori città, ma di certo non per un pendolare, non per un lavoratore che deve rendere conto di un’ora di ritardo al proprio datore, non per uno studente che perde una lezione, un giorno sì e l’altro pure”. E se non bastasse del cambiamento ne risentirà anche il portafogli. “Da dicembre saremo costretti a sborsare quasi il doppio del costo del nostro biglietto per una Freccia, o accontentarci di un ancora più sovraffollato regionale, affi-

dandoci alle care e amate coincidenze. Purtroppo, chiunque abbia mai preso un treno sa, ed è proprio il caso di dirlo, che le coincidenze non esistono. Troviamo inaccettabile che la regione Veneto abbia preso questa decisione con un atto di forza sul presupposto cinico che un lavoratore, oggi, non ha alternative: o rinuncia al lavoro, o paga di più, perché uno stipendio, anche se decurtato del costo spropositato di un abbonamento mensile di una Freccia, in una famiglia, è meglio di niente”.

uNa BuoNa politica dei trasporti su rotaia va fiNaNziata BeNe

152 milioni di tagli sui servizi pubblici universali previsti tra le misure dell’ultima legge di Stabilità preoccupano non poco Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, intervenuto ad un convegno veneto proprio sul tema dei trasporti. “Se le cose restano così - ha commentato – non mi resta che stilare una relazione sui servizi che non si possono più fare”. Occorre, dunque, una programmazione oculata e un concorso maggiore dei cittadini nelle spese per il servizio.“Chiedere infrastrutture per fare tutto è semplice - ha affermato Moretti - ma un paese che magari ha seicento abitanti deve capire che non può avere una sua fermata del treno. E siamo alla follia pura se pensiamo ad un aggancio ferroviario per tutti gli aeroporti”. Secondo l’ad di Trenitalia, per mantenere in equilibrio il settore dei trasporti in Italia bisogna recuperare “quella

normalissima cosa in base alla quale chi usa un servizio ne paga il prezzo. Quante aziende di trasporto stanno in piedi oggi in Italia? - ha chiesto retoricamente Moretti alla platea di imprenditori - Non vi sembra che ci sia un problema di rapporti tra servizi e infrastrutture? Voglio dire questo perché altrimenti non sta in piedi niente, altrimenti non ci salviamo”. E per risolvere o almeno arginare il problema del sovraffollamento dei treni non vi è altra via che stanziare “più risorse - ha affermato - perché i treni sono pochi e, allo stato delle cose, non possiamo fare miracoli, ma solo cercare di garantire la massima efficienza E poi ci vuole una programmazione omogenea delle linee, perché qualche sfilacciatura indubbiamente c’è, anche se occorre tempo per una programmazione dei servizi a medio-lungo termine”.


12 Il Veneto in primo piano 34 Il Veneto si era dotato di una propria legge contro la violenza di genere ad inizio primavera

No alla violenza di genere: finalmente la nuova legge Maggiore tutela, finanziamenti per la rete di centri antiviolenza e case rifugio e il Fondo per le politiche su diritti e pari opportunità finanziato in automatico

di Germana urbani

I

l 24 novembre, come ogni anno, si celebra la triste giornata contro la violenza di genere che sempre più spesso sfocia in femminicidio. Ad ottobre la Camera ha finalmente dato il via libera alle nuove norme sul contrasto alla violenza di genere. Oltre alle norme che introducono maggiori tutele sul piano penale, il cuore dell’impegno di tante deputate è stato fornire uno strumento valido per dare avvio ad un vero piano nazionale antiviolenza, costruito con il contributo delle associazioni e degli operatori. Sono previste politiche di formazione, politiche di prevenzione, la costituzione di un Osservatorio, la sperimentazione di progetti per la presa in carico degli uomini violenti; inoltre - con l’articolo 5bis - si riconosce e si rafforza, anche attraverso la previsione

di uno specifico fondo, l’attività dei centri antiviolenza che in questi anni hanno garantito non solo l’indispensabile servizio di accoglienza delle donne vittime ma sono stati dei veri e propri laboratori dove, attraverso una metodologia dell’accoglienza, si è fatta prevenzione e cultura, troppo spesso in solitudine. Delia Murer, deputata veneziana del Pd e componente della commissione Affari sociali, sottolinea l’importanza del passo che si è compiuto, ricordando il lavoro fatto per migliorare il testo del governo attraverso i numerosi emendamenti accolti: “Un passo importante, un buon provvedimento. C’ è ancora da fare ma per combattere la violenza di genere, in Italia, abbiamo uno strumento in più.

Abbiamo lavorato intensamente, nelle commissioni, per migliorare il testo del Governo che, nella sua versione originaria, era carente. Siamo riuscite ad ottenere, con emendamenti mirati, norme di maggiore tutela per le donne, finanziamenti per la rete di centri antiviolenza e case rifugio con il Piano che sarà costruito in modo partecipato e il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità che sarà finanziato in automatico. La legge – conclude la deputata – è per noi solo un primo passo. La convenzione di Istanbul, che abbiamo

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ratificato ad inizio di legislatura, comincia a dei centri antiviolenza della nostra Regione trovare concreta attuazione. C’è ancora da e per questo siamo molto soddisfatti. E’ lavorare e lo faremo a partire dalla legge importante ora che le risorse che verranno di Stabilità. Ma il tema è ormai una chiara stanziate consentano un percorso di rafforpriorità per l’agenda politica”. zamento dei centri antiviolenza e delle case In assenza di una legge nazionale, il rifugio, perché ciò rappresenta una reale Veneto si era dotato di una propria legge prevenzione per tutte quelle violenze che contro la violenza di genere ad inizio pri- si consumano all’interno delle abitazioni o mavera. Con voto unanime il Consiglio nella vita quotidiana e che possono sfociare regionale aveva approvato la Legge “In- in femminicidio” terventi regionali per “Si tratta - ha prevenire e contrastaaggiunto Padrin - di re la violenza contro un provvedimento le donne”. Un lavoro composito, ma calato di sintesi di due sulla realtà veneta e precedenti progetti quindi applicabile e di legge presentati operativa. Si va dal rispettivamente dal coordinamento di tutti consigliere del Pdl i soggetti che opeLeonardo Padrin e rano sul fronte della dal consigliere del PD violenza di genere al Piero Ruzzante, che coinvolgimento degli avevano entrambi enti locali, vere sentrovato un’adesione tinelle del territorio”. trasversale. Con queLe reti che i vari sogsta legge quadro il getti sono chiamati a Veneto, riconosceva, sviluppare saranno il prima ancora dell’Icuore pulsanto dell’otalia, che ogni forma peratività di questa di violenza contro le legge: i centri e le donne rappresenta La prima causa case dovranno manuna violazione dei di uccisione tenere costanti e fundiritti umani fonda- nel Mondo delle zionali rapporti con le mentali alla vita, alla donne tra i 16 e forze dell’ordine, l’audignità, alla libertà, i 44 anni è l’omicidio torità giudiziaria a cui alla sicurezza e all’incompete l’assistenza, tegrità fisica e psichica della persona e che la prevenzione e la repressione di reati, le donne, anche quelle di minore età, sono nonché con enti locali, aziende sanitarie e spesso esposte a gravi forme di violenza, istituzioni scolastiche operanti nel territorio che costituiscono grave violazione dei diritti al fine di garantire risposte adeguate alle umani oltre che principale ostacolo al rag- diverse condizioni personali di provenienza giungimento della parità tra i sessi. nel rispetto delle rispettive competenze e Con la stessa legge sono state definite attribuzioni istituzionali. anche le tipologie delle strutture necessarie Con l’approvazione della Legge regiorivolte alle donne vittime di violenza e ai nale erano stati stanziati 400.000 euro a loro figli minori: i centri antiviolenza che copertura delle attività del 2013. offrono assistenza, sostegno e percorsi di Ora, l’ultimo decreto nazionale mette superamento del disagio, le case rifugio e in campo dieci milioni di euro che saranno le case di secondo livello, ovvero strutture erogati attraverso le Regioni e la comdi ospitalità in grado di offrire accoglienza e missione Pari opportunità del Veneto ha protezione. “Si è trattato – spiega il consi- pubblicato da poco i bandi per domande gliere del Pd Piero Ruzzante - di un percorso e progetti. che ha coinvolto il mondo del volontariato e


18 Cultura veneta

Cultura veneta 37

Arte a Venezia Due eventi espositivi fino al 24 novembre

Vedova/Lichtenstein: coppia vincente Alle opere dell’americano, suddivise tra bozzetti, disegni, collage, maquette, sculture e modelli di bronzo prodotti tra il 1965 e il 1997, fa da contrappunto la serie Carnevali dell’artista veneziano di Alain Chivilò

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li spazi espositivi della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova sulle Zattere, direzione Punta della Dogana, propongono in concomitanza della Biennale due eventi espositivi fino al 24 novembre: “Roy Lichtenstein Sculptor” curata da Germano Celant al Magazzino del Sale e “Emilio Vedova … Cosìdetti Carnevali …” curata da Celant e Fabrizio Gazzarri allo Spazio Vedova. La mostra dedicata a Lichtenstein, uno tra gli esponenti della Pop Art americana, ha focus sulla produzione scultorea dell’artista. Quarantacinque opere suddivise tra bozzetti, disegni, collage, maquette, sculture e modelli di

A metà degli anni ’60 le immagini interpretate dai mass-media diventano fonte di creazione bronzo prodotti tra il 1965 e il 1997. E’ proprio dalla metà degli anni sessanta che le immagini interpretate dai mass-media, in special modo dall’ambientazione del fumetto, diventano fonte di creazione. I bicchieri, le esplosioni, le tazze e le teste tridimensionali sono alcuni aspetti di tali lavori. Invece le opere di Emilio Vedova raccolgono nello stesso titolo, Carnevali, lavori realizzati tra il 1977 e il 1991 a testimonianza di un periodo originale per l’artista. Legno, plastica, metallo, maschere, graffiti, combustioni, stampe, corde, carte sono uniti secondo la sperimentazione del collage e dell’assemblaggio. Storicamente il coinvolgimento del Maestro e il Carnevale si data con la premiazione alla Biennale di San Paolo nel 1954, al di la di una tradizione veneziana in cui l’utilizzo di maschere era costume di vita. Situazioni irreali fatte di mistero, contraddizione, confusione che in Vedova diventano reali nell’esecuzione informale.

NeWs L’assessore Sernagiotto

“dal goverNo almeNo 18 milioNi al sociale”

I

l futuro è virtuale. Detto così sembrerebbe un’ovvietà, il domani è sempre ipotetico e addirittura se interpretato con pessimismo, virtuale, potrebbe anche significare inconsistente. Tuttavia è solo di museo virtuale che vogliamo parlare e virtuale, nella fattispecie, va inteso come tecnologico, nella massima espressione in cui può intendersi oggi: ossia come sinonimo di “web”. Attraverso internet, da pc, tablet e smartphone, sarà, infatti, possibile compiere un “virtual tour” e conoscere da vicino 400 opere storico-artistiche di rilevanza mondiale presenti a Venezia. Il progetto, che probabilmente farebbe rabbrividire Goethe, già dalla presentazione, avvenuta lo scorso 15 ottobre, promette la realizzazione del più grande museo virtuale in Italia. Utilizzando strumenti multimediali, riprese fotografiche ad altissima qualità finalizzate alla rappresentazione tridimensionale di quattrocento capolavori veneziani, i virtual tour avranno come oggetto il Tesoro della Basilica di San Marco, lo Statuario pubblico della Serenissima, la Tribuna di Ca’ Grimani a Santa Maria Formosa e lo spazio tra l’area marciana e Piazza San Marco con le sue sculture. La visita virtuale di quest’ultimo ambiente sarà arricchita dalla “decostruzione” del Leone alato posto sulla sommità della colonna: le tecnologie utilizzate nella rappresentazione tridimensionale consentiranno di distinguere i diversi restauri succedutisi nel tempo, ripercorrendo la storia e l’evoluzione iconografica del simbolo per antonomasia dell’antica Serenissima. L’intervento è realizzato nell’ambito di “Shared Culture - Progetto strategico per la conoscenza e la fruibilità del patrimonio condiviso”, di cui la Regione Veneto è partner, finanziato attraverso il Programma europeo per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.


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15 min.: diminuire la velocità e continuare a sbattere per altri 15 min., fino a completo raffreddamento, mettere in frigorifero per almeno mezz’ora ma non più di 2 ore per portare ad una temperatura bassa. Trascorso questo tempo montare la panna per unirla al composto. Coppare il biscotto nella forma degli stampini che andranno a contenere i semifreddi, dividere il composto in 4 stampini e girarvi sopra i pezzi di biscotto. Mettere

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Furto di identità in rete di privati e aziende

Cari Lettori e Lettrici, questo mese affronto un tema purtroppo sempre più attuale ovvero il furto di identità in rete e le sue conseguenze. Sino a qualche anno fa i modi attraverso i quali poteva essere rubata l’identità di una persona erano per lo più legati al furto del suo portafoglio e all’apertura dei sacchetti dell’immondizia nei quali, rovistando, venivano carpite informazioni importanti sull’identità del soggetto. Ora, con l’uso dilagante della rete e in particolare dei social network da parte pressoché di chiunque, il rischio del furto di identità o sostituzione di persona si è incrementato in maniera esponenziale anche nei confronti delle aziende. Ma andiamo con ordine. Cosa esattamente è il furto di identità? Il furto di identità consiste nell’ottenere informazioni personali riservate di un soggetto privato e/o giuridico al fine di sostituirsi

ad esso (in tutto o in parte) attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, e così procurarsi e/o procurare ad altri un indebito vantaggio (es. ottenendo credito con false credenziali, compiere azioni illegali) o di recare un danno (es. perdere la propria reputazione di buon pagatore e rendere difficile se non quasi impossibile ottenere nuovi finanziamenti o mutui). Come fare per tutelarsi? Quali accorgimenti adottare? Innanzitutto, quando si naviga in rete bisogna essere cauti e aver attenzione massima nel fornire i propri “identificatori personali” – ovvero i propri dati personali e le credenziali di accesso ai conti correnti- in quanto i ladri di identità sono in agguato e non attendono altro che una nostra disattenzione. Gli accorgimenti che i singoli soggetti possono adottare per proteggersi dai furti di identità sono molteplici e tra questi possono annoverarsi: la modifica con continuità delle password, la distruzione particellare dei propri documenti personali (es. estratti conto, bollette pagate, contratti assicurativi,…) prima di essere gettati nella spazzatura, fornire i propri dati identificativi solo se effettivamente necessario, non conservare insieme carta di credito o bancomat con i relativi codici di accesso, controllare frequentemente il proprio conto corrente, mantenere sempre aggiornati i programmi e in esecuzione il software antivirus e il firewall. E se rubano l’identità cosa fare? Innanzitutto bloccare immediatamente le carte di credito e tutti i conti correnti, avvertire la propria banca, il proprio provider e tutti i soggetti con i quali si usava la carta di credito, sporgere una denuncia querela avanti l’autorità. Quale tutela dà il nostro ordinamento giuridico? Il comportamento illecito di chi ruba l’identità di un altro soggetto con le finalità e conseguenze sopra indicate integra il reato di cui all’art. 494 del codice penale che prevede la punizione sino a un anno di reclusione. A titolo esemplificativo segnalo anche che secondo la Cassazione integra il medesimo reato anche il comportamento di chi apre un account di posta elettronica intestandolo al nome di un altro soggetto. Al riguardo, infatti, non vi è dubbio che ciò determina l’induzione in errore di chi si trova ad interloquire che è convinto, giustamente, di farlo con persona diversa da quella che allo stesso viene fatta credere. Analoga considerazione giuridica va fatta per chi, una volta rubate le credenziali di accesso di un profilo facebook di un altro soggetto, lo utilizza indebitamente. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia. lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.


Adria ott2013 n136  

Adria ott2013 n136

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