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Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 52 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Giustizia Giudice di pace, Adria rischia di perdere l’ufficio

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Diocesi Il vescovo Lucio ha incontrato papa Francesco

Sanità Visite a mezzanotte per ridurre le liste d’attesa

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EDITORIALE

l’AntennA telecom verrà spostAtA. persi 18 milA euro

Dall’Imu alla crescita non c’è tempo da perdere di Nicola Stievano

Le proteste dei residenti in zona e della minoranza sono riuscite nell’intento di far spostare la collocazione dell’antenna ma il Comune dovrà risarcire Telecom di ben 18 mila euro per lo spostamento dell’impianto, rinunciando in definitiva ai primi tre anni di canone. pag.

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bottrighe. serAtA d’onore: cAnti bAlli e solidArietà

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atto il Governo, archiviata - almeno così pare - la lunga e tormentata stagione di impasse politico che ha segnato questa prima fase dell’anno, elaborato il duro responso delle urne che ha confermato come l’Italia sia un paese diviso, che nutre scarsa fiducia nei suoi rappresentanti istituzionali e nella politica, che è stanco, dopo cinque lunghi anni di recessione, di non vedere risultati apprezzabili per rimettere in carreggiata il sistema - Paese, che non ne può più della “casta”, così lontana dalla realtà e così concentrata sul proprio “particolare”. La nascita del nuovo esecutivo non è stata impresa delle più semplici e anche il suo percorso sarà accidentato e non privo di rischi, breve o lungo che sia. Non troppo breve però, perché la voglia di tornare alle urne è poca e, soprattutto con questa legge elettorale, non è di Franca Porto* detto che dal voto possa emergere un’indicadria è senza dubbio la città del polesi- individuata nel patrimonio artistico e culturale turismo – ha chiosato - non ci crede nessuno”. zione più chiara. Adesso è tempo del fare, più a Cisl delcheVeneto, oltreci 400mila piùqualcuno della metà Consapevole tra i lane che maggiormente vanta una storia il mondo invidia, iniscritti, città c’è della necessità di intendere in un che di lanciarsi in vuote campagne elettorali voratori dipendenti, il suoquesta 11° congresso importante che nel corso dei secoli è che ha presoha in celebrato considerazione risorsa regionamodo diverso il contesto cittadino si è detta ma anche in sterili braccio di ferro (compresi nei giorni in cui Parlamento i rappresentanti delle anche Regionila consigliera del Pd Caterina Zanetti. quelli in streaming, falsati dalla presenza delle stata strategica non solo per lo sviluppo lee la per rilanciare l’economiae locale? L’assessore erano eimpegnati nella del consapevole presidente della crescita del Polesine ma per tutto il Veneto il Patrizia Ostielezione si è detta delleRepubblica... po- “C’è bisogno di progettualità amministrativa e telecamere), è il momento di mettere mano Nord Italia. Questi albori così nobili hanno da tenzialità di cui potrebbe disporre Adria e anzi di scelte lungimiranti è ora che Adria si svegli con una buona dose di pragmatismo alla tas*segretaria Cisl sempre portato Adria a cercare una vocazione per Veneto implementare la presenza di visitatori in come comunità e che guardi di più verso l’e- sazione senza uscire dai parametri di bilancio turistica rimasta, però, solo sulla carta.continua Infatti, città haain agenda pag.una8serie di incontri con gli sterno. Abbiamo bisogno di investire qualche imposti dall’Europa, ma anche di favorire quei non si può dire che oggi Adria sia una città che imprenditori del territorio. Critico, invece, Aldo risorsa economica, ma abbiamo bisogno so- processi che finalmente possano far ripartire attira turisti o visitatori e allora la domanda vie- Rondina. In merito alla possibilità che la storia prattutto di un pensiero”. l’economia o, quantomeno, arrestarne il deINneRETE CON NOI! inTroverai giornale prima che divenga riguardano il tuo territorio spontanea: in momento cui una delleilvienostro cittadina possa diventare un motivo attra- distribuito con nuove news checlino. pagg. 4-5 di uscita dalla crisi sembra proprio essere stata zione si è detto molto scettico: “in città nel continua a pag. 3

Il Turismo, un’opportunità non ancoraL’Intervento colta Le “bellezze” non Ilmancano lavoro è vita, ma manca una anche perrenderle il Veneto una risorsa programmazione per

Ventidue anni di musica sulle tradizioni del territorio, ma soprattutto di solidarietà per “Serata d’Onore”, annuale appuntamento di primavera del gruppo folkloristico di Bottrighe “Bontemponi & Simpatica Compagnia” pag. 18

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a Cisl del Veneto, oltre 400mila iscritti, più della metà tra i lavoratori dipendenti, ha celebrato il suo 11° congresso regionale nei giorni in cui Parlamento e i rappresentanti delle Regioni erano impegnati nella elezione del presidente della Repubblica... ELLO

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EDITORIALE

segue da pag.

1

Dall’Imu alla crescita non c’è tempo da perdere

Zanzare

A disposizione le compresse AntilArvAli L’amministrazione informa che Presso L’ufficio Tutela ambientale del Comune, sono a disposizione le compresse antilarvali per la dinfestazione delle zanzare. Responsabile: Medea p.i. Luca Tel. 0426/941314 (presso sede comunale CC. Il Porto) Giorni per il pubblico: lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 09.30 alle ore 12.30 Concorso

Prendendo a prestito lo slogan del movimento meteora, “Fare per fermare il declino” è proprio quello che occorre in questo momento, è proprio ciò che la gente si aspetta. Non basta continuare ad urlare contro “la politica” come se fosse una cosa che non ci appartiene, visto che è sempre stata ed è tutt’ora lo specchio fedele del nostro Paese. I tagli ai privilegi, la riduzione dei mille privilegi, la trasparenza nei confronti degli elettori su spese e rimborsi sono un obbligo, vanno fatti senza tante discussioni o ripensamenti, ma non può essere questo l’unico punto di discussione politica, non è questo che ci aiuta a ripartire. Meglio lasciar perdere la gara a chi urla più forte, a chi raccoglie più gente in piazza, a chi realizza più contatti sul web. La nuova compagine governativa avrà vita dura ma è nata proprio con l’intento di trovare dei punti condivisi per non fermare la deriva. A partire dall’Imu, una tassa che va rivista sia per la prima casa che per gli immobili produttivi e commerciali, come ha sottolineato il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato. Proprio all’ex sindaco di Padova spetta una delle imprese più delicate, vale a dire favorire l’inversione di rotta e trovare la ricetta per la crescita della nostra economia, per la salvaguardia del lavoro e della capacità imprenditoriale delle nostre aziende. Allentare la morsa del fisco è solo il primo passo, serve una visione più ampia che abbracci il sistema del credito, le politiche del lavoro, la preparazione dei giovani, l’attenzione alla formazione. Non c’è tempo da perdere in chiacchiere, è il momento di agire. di Nicola Stievano

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“ciAk! cAcciA Al fAlso”

Online il bando di “Ciak! Caccia al falso”, il concorso per micro metraggi sul tema della contraffazione promosso dalla Regione del Veneto in collaborazione con le associazioni dei consumatori operanti nel territorio regionale Il concorso consiste nella realizzazione di un videoclip sul tema dei diritti dei consumatori e degli utenti, in particolare sulle conseguenze della contraffazione e dei disservizi, ed è rivolto a tutti gli Istituti scolastici del Veneto, statali e paritari, di ogni ordine e grado, e a tutti i residenti nella Regione del Veneto, maggiorenni, con età massima di 35 anni. Entro il 31 maggio prossimo, i concorrenti dovranno far pervenire le loro adesioni a: Unioncamere del Veneto, via delle Industrie 19/D, 30175 Marghera VENEZIA, indicando: Partecipazione Concorso “Ciak! Caccia al Falso -2013”. 25 aprile a Valliera

ricordo e orgoglio

Lo scorso 25 aprile si sono tenute a Valliera le cerimonie in ricodo della Liberazione. La giornata è inizata con la Santa Messa, nella Chiesa Santuario Madonna dell’’Autista, celebrata da Don Maurizio Savella parroco di Bellombra alla presenza delle Autorità Civili Locali, le Associazioni dell’’Arma della Cavalleria e Marina e della Polizia Locale. Dopo la messa tutti i presenti si sono portati davanti al Monumento dei Caduti per la benedizione, il picchetto d’onore comandava l’’Attenti, e sulle note dell’’Inno Nazionale si è svolta l’’alza bandiera. Siamo un popolo di grande cuore - sono state le parole del Presidente del Consiglio Santarato e per questo dobbiamo sentirci orgogliosi di essere Italiani”.

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DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE e

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Ascolto itinerAnte All World’s A stAge

Sabato 18 maggio si svolge il percorso di ascolto itinerante All World’s a stage. Si parte alle ore 16 al Museo Archeologico Nazionale con Adria Harp Ensemble; alle ore 17 ci si trasferisce al circolo Unione con le classi di chitarra del conservatorio, mentre alle ore 18 in piazzetta San Nicola l’Adria Percussion Ensemblesi esibirà con la giovane Orchestra dei Fiati della città di Adria. Per finire, alle ore 19, la galleria Braghin sarà il teatro dell’Ensemble delle classi di musica d’insieme jazz del Conservatorio. Centro Studi “Agnese Baggio”

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Adria AppuntAmenti 24 maggio. Tutto pronto per Green Week pag.

territorio

8

Al via il quinto raduno del Foto club di Adria

pApozze

pag.

Provincia pAlAzzo celio Un forum per fare il punto sui servizi pag.

scuolA

14

Una via in ricordo dell’emigrazione polesana pag. 16

Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Petorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

pag.

turismo

Regione economiA

28

Boom di iscrizioni negli istituti tecnici, in calo nei licei

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

Editore

Appuntamenti con la musica

31

Il vivere e il mangiar sano raccolti in una guida del territorio pag. 34

Decrescita per virtù e per necessità pagg. 36-37

turismo

Dalla montagna al mare, dal lago alle terme, prenotazioni in calo pag. 38

Arte

A Palazzo Ducale Manet e il Rinascimento pag.

43

incontro con lidiA mAggi

Il Centro Studi “Agnese Baggio” di Adria incontra venerdì 7 giugno alle ore 17, presso la Sala Cordella di Adria, la pastora battista Lidia Maggi sul tema “Le donne nella Chiesa ieri e oggi”. La Maggi è una teologa che spesso partecipa alla trasmissione di Rai “Uomini e Profeti”, proprio per riflettere sulla spiritualità della donna, spesso poco considerata e valutata. Villa Badoer

unA mostrA sul design ispirAto A pAllAdio

Hanno chiesto a designer, architetti e maestri orafi di produrre oggetti traendo ispirazione dall’architettura palladiana ed alla fine ne è uscita una mostra visitabile in Villa Badoer a Fratta Polesine fino al 16 giugno proponendo quanto interpretato da una ventina di artisti con la creazione di alcuni oggetti, anche di uso quotidiano: lampade, pareti mobili, una sedia, monili, tavoli, poltrone, orologi, spille. Sabato 18 alle 16 il primo dei tre approfondimenti “Il sistema informativo palladiano. La mostra sarà aperta al pubblico da giovedì a domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30 con biglietto d’ingresso di 3 euro.

Venezia Padova Rovigo Treviso

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro GaMbin direttore@lapiazzaweb.it ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 aprile 2013 Centro Stampa: rotopreSS InternatIonal loreto, vIa breCCIa (an)

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4 Argomento del mese ECONOMIA La storia della città di Adria è importante, tanto da legittimare una vocazione turistica sempre, però, rimasta sulla carta. Oggi, proprio il turismo sembra un settore strategico per uscire dalla crisi che sta massacrando l’economia e un possibile punto di partenza per nuove aziende e futuri investimenti. Abbiamo fatto una serie di interviste in città per capre quale consapevolezza vi sia nei confronti di questo settore

Turismo un settore

di Martina Celegato

Il restyling del centro, secondo l’amministrazione, dovrebbe rilanciare il centro

Osti: “Raccoglierò i suggerimenti dagli imprenditori per aumentare i turisti”

A

dria è senza dubbio la città del polesine che maggiormente vanta una storia importante. Nel corso dei secoli è stata un porto strategico non solo per lo sviluppo e la crescita del Polesine ma per tutto il Veneto e in Nord Italia. La città etrusca, come molto spesso viene definita, è stata la via di comunicazione per molti secoli fra l’entroterra e il mare. Non a caso proprio la città stessa ha dato il nome al Mar Adriatico e ancora oggi i segni di una storia così importante si possono rintracciare lungo le vie cittadine. Questi albori così nobili hanno da sempre portato Adria a cercare una vocazione turistica a volte pretesa in nome della sua importanza. Proprio oggi il turismo sembra una delle possibili vie di uscita dalla crisi che sta massacrando l’economia e un possibile punto di partenza per nuove aziende e futuri investimenti. Tuttavia non si può dire che Adria sia una città che attira turisti o visitatori, sebbene molte siano le risorse che si potrebbero incentivare a favore di un ruolo da protagonista in questo settore così importante nell’economia di tutta l’Italia. Il restyling del centro, secondo i progetti dell’amministrazione, dovrebbe incentivare il commercio e

zAnetti

“C’è bisogno di scelte lungimiranti”

“C

’è bisogno di progettualità amministrativa e di scelte lungimiranti – spiega Caterina Zanetti, consigliere Pd - abbiamo tanti tesori ma non riusciamo ad inserirli all’interno di un programma comune, appetibile per il turista così come per il visitatore occasionale. Adria ha tutte le carte in regola come capitale del Delta; storia, tradizioni, ma si deve agire per valorizzare concretamente quanto abbiamo: un Museo nazionale, che va inserito all’interno di un circuito nazionale, un Teatro di grande tradizione, che deve vivere tutto l’anno; intorno alla Fondazione Bocchi potrebbe sorgere una nuova Pinacoteca comunale; tanti itinerari cittadini e naturalistici da mettere a frutto. Bisogna investire nella formazione di figure competenti e intercettare flussi turistici inaspettati, facendo leva sulla vicinanza della nostra città con Venezia, Ferrara, il mare. Manca un grande evento a dimensione nazionale e occorrerà investire con forza sulle infrastrutture sfruttando ogni occasione di finanziamento. Servono, infine, un portale web all’altezza di una promozione turistica che deve avere respiro europeo e nazionale e serve che il comune metta il proprio ‘timbro’ su materiali bibliografici adeguati. C’è un aspetto ulteriore che non dipende soltanto dall’amministrazione: l’orgoglio delle proprie radici e della propria identità. E’ ora che Adria si svegli come comunità e che guardi di più verso l’esterno. Abbiamo bisogno di investire qualche risorsa economica, ma abbiamo bisogno soprattutto di un pensiero”. Ma.Ce.

rilanciare il centro di Adria anche se non tutti sembrano convinti di questa scelta in quanto a livello turistico è destinata ad influire ben poco. “Sono convinta che Adria sia un piccolo gioiello alle porte del Delta – afferma l’assessore al Turismo, Patrizia Osti - una città dalle antichissime origini, un luogo che potrebbe richiamare turisti in virtu’ della sua storia, delle sue innumerevoli eccellenze , delle sue caratteristiche e delle peculiarità del suo territorio e oggi, in un momento dove il concetto di “spending review” viene applicato in modo direi abbastanza indiscriminato, i settori che ne risentono di più oltre al sociale, sono quelli della cultura e della promozione del territorio. Ritengo che strategie e sinergie possano unire economia, aziende, arte e creatività dando vita a iniziative virtuose per il nostro territorio in sostanza una nuova chiave di lettura dove turismo, cultura ed economia possano viaggiare di pari passo. Quindi la cosa importante è creare i presupposti perché i soggetti pubblici e privati debbano parlarsi e interagire”. A riguardo delle maggiori leve sulle quali puntare per

favorire un maggior flusso di turisti verso Adria e le sue bellezze l’Assessore ha in agenda alcuni appuntamenti. “Ho fissato un incontro con alcuni imprenditori commerciali del nostro territorio, che fin dal subito hanno accolto con molto entusiasmo l’idea di questo incontro per realizzare una progettualità insieme. Desidero sentire le loro esigenze, i loro suggerimenti e le loro proposte. Sarà importante individuare quei “contenitori culturali“ e di interesse turistico capaci di sostenere con varie iniziative la crescita economica,, oltre a considerare l’importanza che possono avere anche i social network quali ausili al turismo. T ra le iniziative culturali, realizzate dall’Amministrazione ho intenzione di ripetere anche quest’anno “La Pensa“ apprezzata molto lo scorso anno, è una delle manifestazioni più significative, un’antica tradizione ambientata in epoca medioevale, una pagina di storia locale liberamente interpretata fra danza, musica e degustazioni in tema”.


Argomento del mese 5 Cosa pensano i cittadini

e sul quale investire Aldo Rondina ex amministratore e appassionato di storia locale

“La città ha tre itinerari ma nel turismo non crede nessuno” di Roberto Marangoni

I

l turismo ad Adria non decolla perchè “Nessuno ci crede” è il commento di Aldo Rondina, storico, scrittore ed appassionato cultore della città. Quali idee, secondo lei, potrebbero portare turismo ad Adria? “La città ha tante opportunità da valorizzare - afferma Rondina- e un’idea potrebbe essere quella che io, da tempo, ho individuato e più volte proposto ai diversi soggetti, ed è quella dei tre itinerari”. “Il primo- ci spiega- è la visitazione del centro città, che non significa solo il corso, ma quartiere cannaregio con le sue bellssime vie e di seguito vicolo Pretti, riviera, via Ruzzina, sino a via Brollo. Aldo Rondina Quindi dal municipio al cortile medioevale. Il secondo itinerario è quello religioso, ovviamente - riferisce Rondina- la basilica della Tomba, la chiesa di San Nicola e per finire la cattedrale. Il terzo itinerario si svilupparebbe su Adria archeologica e qui - dice lo storico - una proposta potrebbe essere l’organizzazione di “Notti archeologiche” della città nascosta. Un esperimento di questo tipo l’ho già affrontato, creando, insieme all’architetto Giambattista Scarpari, una cartina nella quale vengono evidenziati i munumenti, oggi spariti, dell’Adria romana, partendo via Bettola, ingresso della città, un tempo via Pupilia. In tutta questa zona, sino a Chieppara, esistevano le mura, lo stadio per le corse dei cavalli, il campidoglio, il foro e le terme, sino a via ex riformati, dove sono state trovate le traccie dei primi insediamenti abitativi etruschi. Tutto ciò scoperto casualmente durante gli scavi per altri lavori”. “Grandi pannelli con disegni virtuali, magari sponsorizzati da istituti di credito - conclude lo storico - potrebbero essere posizionati nei luoghi citati, da qui, si passerebbe alla visita al museo nazionale, zona in cui esiteva il teatro romano”.

Mario Bordin, Rossella Franzoso, Roberto Barbujani e Andrea Mazzucato

Intervistati gli esercenti del centro

Per il turismo si fa troppo poco V

ocazione turistica? Un po’ Adria se la sente da sempre, ma un vero e proprio decollo, che porti anche risvolti economici, manca davvero. “Siamo tagliati fuori dal grande turismo - afferma Mario Bordin, ottico da una vita in città, con negozio sulla parte sud di strada grande - chi arriva in Veneto, generalmente, si dirige a Venezia, passando per Padova e Verona. Dovremo anche capire che turismo ci aspettiamo, probabilmente mirato e non di massa. Adria dovrebbe inserirsi all’interno delle grandi strutture turistiche ed è la Pro loco che su questo, proponendo gli itinerari di visitazione, dovrebbe puntare. Certamente - conclude Bordin - servirebbero collegamenti viari veloci e se arrivasse la tanto attesa autostrada, probabilmente diventerebbe comodo l’accesso in città”. “Per attirare gente ad Adria occorre l’impegno per valorizzarla - dice Raffaella Schettino, storica titolare di “Paciughino”, abbigliamento per bambini- ma qui manca l’unione, a differenza di quello che accade in paesi piu piccoli”. Anche per Rossella Franzoso, da vent’anni nel settore abbigliamento, titolare di “Immagine Moda”, il grande turismo si sposta altrove e qui, secondo lei, non arriva il turista che spende. “Servirebbe - spiega la signora Rossella - far traghettare in estate i turisti delle vicine spiagge con adeguati Il parco è poco mezzi di trasporto. Ovvio che servirebconosciuto. be un maggior senso di appartenenza Quando si parla alla città, ad Adria non manca nulla, del Delta si pensa però tanti residenti, per acquistare, si a Ferrara spostano altrove”. “Manca da sempre una tradizione turistica – dice Roberto Barbujani titolare di un negozio di pelletterie, nonché presidente della neo associazione di promozione “Adria.com”- chi arriva ad Adria, arriva per caso. Il museo non decolla come dovrebbe, nonostante gli sforzi, anche di grandi mostre come quella su i BalKani di qualche anno fa, che portò tantissimo pubblico al museo, ma non in centro città. Più volte si parla di Adria quale porta del Delta e ciò dovrebbe essere appunto collegato al parco - afferma Barbujani - ma anche il parco è poco conosciuto e fuori, quandi si parla di parco del Delta, si fa riferimento solo a Ferrara. E qui dobbiamo ammettere che in l’Emilia Romagna sanno ben vendere un parco che in fondo non hanno”. “Creando l’associazione “Adria.com”- conclude Barbujani- abbiamo pensato che ciò possa diventare un ulteriore supporto alle iniziative della città”. “Adria ha tutte le carte in regola - commenta infine Andrea Mazzucato, impiegato, laureato in giurisprudenza - sotto ogni punto di vista, sia culturale, sia estetico, ma per il turismo non si è mai fatto nulla di concreto. Un idea per lanciare la città potrebbe essere quella di puntare sull’enogastronomia, quindi la formazione di pacchetti turistici, magari lanciati in rete sul sito del comune, a seguito di accordo con albergatori e ristoratori. Un esempio potrebbe essere l’ingresso omaggio al museo per chi soggiorna tre giorni in città. Ed è ovvio che le visite culturali e della città inducono anche agli acquisti nei negozi”. Ro.Ma.


6 Adria Amministrazione Il Comune costretto a spostare l’antenna

Persi i 18.000 euro di Telecom. Simoni: “Non è così” Non verranno incassate le somme previste, rinunciando all’aspetto forse più vantaggioso dell’installazione. Per l’assessore la competenza è regionale di Martina Celegato

U

na spinosa questione si abbatte nuovamente sull’assessore Federico Simoni che deve ora chiarire le polemiche relative all’antenna Telecom. La prima autorizzazione data a Telecom collocava l’antenna per la telefonia mobile presso un terreno privato (di proprietà della Ditta Sarti) individuato dall’azienda stessa in via Guarnieri, successivamente spostata per intercessione dell’Amministrazione a pochi metri dal terreno privato all’interno della rotatoria fra via Leonardo da Vinci e via Pozzato, che a suo tempo era già stata individuata come area utilizzabile per l’installazione delle antenne. Tale spostamento ha portato delle spese aggiuntive all’azienda che per questo non verserà il canone per un periodo concordato. “Purtroppo devo sottolineare che la minoranza consiliare anche in questo caso si sta sbagliando - puntualizza Federico Simoni - la competenza relativa all’impianto Telecom è regionale e proprio la Regione attraverso l’Arpav ha effettuato i sopralluoghi per la valutazione dell’idoneità della collocazione. Il Comune non può entrare nel merito, si deve limitare alle norme urbanistiche e l’iter rimane uguale a quello di altri impianti.

Il ricevitore verrà collocato a pochi metri da via Leonardo da Vinci e via Pozzato Quando è stata resa nota la presentazione del progetto è nato un comitato di cittadini preoccupati per l’eccesso di onde elettromagnetiche che l’antenna porterebbe. In realtà avere un antenna vicino, colloca in un punto di minor esposizione che quindi preserverebbe da eventuali pericoli. Un antenna crea timore, è inevitabile, ma è una questione molto tecnica che si dovrebbe conoscere nel dettaglio”. Tornando alla questione legata al suo ambito di competenza Simoni dopo aver delineato i punti fondamentali della vicenda precisa

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Il commento di Tescaroli

“dA subito l’AntenA sArebbe dovutA sorgere su fondo pubblico”

L

a questione relativa all’antenna Telecom si è rivelata senza dubbio un’arma a doppio taglio per l’amministrazione che, pur non dovendo pagare di tasca propria, va a perdere una discreta somma di denaro che sarebbe dovuta servire a rimpolpare le casse comunali già colpite dalle forti riduzioni di contributi da parte dello Stato e comunque sempre bisognose di nuove entrate. Al riguardo Stefania Tescaroli del Nuovo Polo per Adria afferma “E’ opportuno eviden- Stefania Tescaroli ziare che tutta la questione poteva essere risolta subito dall’Amministrazione comunale attraverso un intervento chiaro e preciso con Telecom, (cosa che non è avvenuta) Il Sindaco e la sua giunta doveva indicare sin dall’inizio il luogo pubblico su cui doveva essere installata, invece di far impiantare l’antenna su una proprietà privata, consentendo al privato di depauperare l’amministrazione di una sua prerogativa. In tal modo si sarebbero evitate così tutte le reazioni di tanti cittadini (giustamente preoccupati ed arrabbiati) e delle forze politiche e le somme destinate per due anni al privato sarebbero invece confluite all’Amministrazione Comunale”.Ma.Ce.

“L’antenna doveva essere collocata in un terreno privato, poi il Comune è intervenuto per individuare un altro territorio. I 18.000 euro che non verranno percepiti sono una sorta di “rimborso” per le doppie spese (studi di fattibilità, realizzazione del progetto, affitto del terreno, oneri) che l’azienda ha dovuto affrontare due volte per cambiare il posizionamento dell’antenna stessa. L’intercessione del Comune ha quindi solo lati positivi: abbiamo spostato l’impianto come richiesto dai cittadini in più tra due anni andremo ad incassare somme che altrimenti sarebbero andate a privati. Non potevamo opporci alla realizzazione dell’impianto, opponendoci avremo ottenuto i risultati del Comune di Lendinara che dovrà risarcire un’azienda di telefonia in seguito al ricorso al Tar”.

PROFILO DONNA

Siamo presenti anche su

focus

Nella foto un ripetitore della Telecom e nella foto piccola l’assessore Simoni

BARZAN “L’AMMINISTRAZIONE OPERI CON PIÙ CONSAPEVOLEZZA” La consigliera dell’Idv sostiene che i soldi dovrebbero essere spesi con più parsimonia

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icuramente la più agguerrita superficiale del denaro pubblico, si sulla questione relativa all’introva poi a vivere i disagi conseguenti stallazione dell’antenna è stata a servizi non offerti dall’AmministraRosa Barzan, capogruppo Idv-Sel in zione in maniera adeguata per manconsiglio comunale che ha attaccato canza di fondi”. Ma per la consigliera l’operato dell’amministrazione a dell’Idv, quella dell’antenna, sembra riguardo di questo argomento che Rosa Barzan essere solo l’ultima dimostrazione di sommato a tutte le altre critiche e attività met- una cattiva amministrazione che mira solo a terebbe in luce delle carenze gestionali da parte mettersi in luce senza un reale beneficio per delle autorità. “Probabilmente la prima autoriz- la cittadinanza che si torva così ad affrontare zazione è stata data senza tenere conto delle delle mancanze inaccettabili in momenti di crisi proteste dei residenti in Via Guarnieri - afferma la come quello che stiamo vivendo. “Ora una doBarzan, a riguardo della collocazione dell’anten- manda sorge spontanea: indennizzo a Telecom, na - che sono puntualmente arrivate non appe- ponte cosiddetto Calatravino costato una cifra na è circolata la notizia della collocazione di una esorbitante, soprattutto se comparato alla sua nuova antenna vicinissima alle loro abitazioni. effettiva utilizzazione, gara del calore, per la L’avere poi cambiato idea, spostando di poche quale l’attuale amministrazione è stata portata decine di metri l’area destinata ad accogliere in Tribunale, restyling di Corso Vittorio Emanuela nuova sorgente di onde elettromagnetiche le, del quale in questo momento di crisi non si (come se non ce ne fossero già abbastanza sul sentiva il bisogno, necessitando la città, e le sue nostro territorio), costerà alle casse del comune frazioni, di ben altri interventi, ma per il quale si 18000 euro, perchè Telecom, dovendo essere spenderà una cifra più che ragguardevole, incaindennizzata per la mancata installazione sul richi esterni costosi, e sicuramente a volte non sito scelto in precedenza, recupererà tale som- indispensabili, assunzione di un nuovo dirigenma sospendendo per tre anni il pagamento del te, magari non indispensabile, ma che andrà a canone dovuto al Comune di Adria”. All’osserva- pesare sulle casse comunali per circa 90.000 zione relativa al fatto che il Comune non dovrà euro all’anno ecc. ecc. Quanto ancora dovremo comunque sborsare di tasca propria la somma sborsare noi cittadini adriesi prima che Barbujani Barzan precisa come “I 18.000 euro non incas- e la sua giunta capiscano che il denaro deve essati ricadono sempre sulla collettività, che pur sere amministrato con saggezza e buon senso, non avendo colpe per una gestione alquanto e non come finora fatto?” Ma.Ce.


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8 Adria L’Intervento

Ecologia Appuntamento il 24 maggio con le iniziative a favore dell’ambiente

Il lavoro è vita, anche per il Veneto

Adria aderisce a Green Week

di Franca Porto*

segue da pag.

L’iniziativa darà luogo ad un calendario di convegni e manifestazioni. Coinvolti anche gli alunni delle varie scuole con una raccolta rifiuti in via Artessura di Martina Celegato

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elle scorse settimane il sindaco Massimo Barbujani ha orgogliosamente annunciato che il 24 maggio Adria sarà uno dei primi comuni veneti ad aderire alla Green Week. L’annuncio è stato rivolto in anteprima agli alunni delle classi quinte della scuola primaria Pascoli. Di cosa si tratta? E perché annunciare questa iniziativa proprio ai ragazzi? La manifestazione, che come comunica chiaramente il nome fa riferimento a tutte le pratiche green e sostenibili, si inserisce all’interno di un ciclo di eventi e attività che si svolgeranno nell’arco del 2013 e che puntano dritte alla candidatura della città di Venezia a Capitale Europea della cultura 2019. La Green Week che andrà a coinvolgere anche la città di Adria si svolgerà in contemporanea in ben 10 città del Nordest e punta alla diffusione di una maggiore consapevolezza rispetto alle risorse aziendali sia per quanto riguarda l’impatto che ogni singola sabili. La Green Week si terrà nei Comuni di Adria, persona può avere sia per quanto riguarda le attività Rovereto, Conegliano, Manzano, Valdaglio e presso e atteggiamenti che si possono la Federazione dei Comuni del mettere in atto per preservare Venezia si candida Camposampierese. l’ambiente dal deterioramento ad essere L’annuncio fatto proprio ai dovuto alle attività umane. Si la capitale ragazzi è stato anche il modo cercherà di raggiungere questo europea della più semplice e immediato per obiettivo con iniziative molto cultura 2019 introdurre l’iniziativa che li vediverse fra loro ma legate da drà coinvolti in prima persona un filo conduttore, ci saranno infatti convegni, ma- nella raccolta di rifiuti abbandonati e quindi nella nifestazioni ludiche, incontri fra cittadinanza e am- cura delle aree verdi della città. Gli alunni delle varie ministrazione nonché momenti di riflessione sugli scuole cittadine il 24 maggio si riuniranno presso la spunti che la realtà da sempre fornisce. Un obiettivo scuola alberghiera per poi suddividersi in gruppi che ambizioso quindi che il Sindaco Barbujani ha fatto andranno a raccogliere rifiuti e cartacce disseminati proprio aderendo all’iniziativa e portando fra le vie in maniera incivile lungo via Artessura. Un’ottima della città dei principi sempre più attuali e indispen- occasione per trasmettere principi basilari in maniera

ludica e aggregativa. Il Sindaco ha inoltre richiamato i ragazzi alla condivisione e alla cura delle varie aree della città che sono di tutti. La manifestazione va ad inserirsi all’interno del fitto calendario di Nordesteuropa che prevede un susseguirsi di eventi da maggio a novembre 2013 spaziando fra le varie eccellenze del Nordest e mettendo in luce gli aspetti più innovativi e originali dell’imprenditoria, della formazione e delle attività a favore dell’ambiente. Il susseguirsi di eventi è partito con la 6° edizione del Festival CittaImpresa e la 1° edizione della Green Week, continuerà a giugno con UdineInnovA e si concluderà con le manifestazioni di settembre, TriesteNext, e novembre, Venezia#London.

...si stava prendendo atto della impossibilità che dalle elezioni politiche, anticipate, si potesse arrivare alla costituzione di un nuovo governo, dunque, elezioni inutili. Il buio della politica sul buio della crisi. A ridare vita alla politica è stata la rielezione di Giorgio Napolitano, l’uomo che oggi più rappresenta nel nostro Paese, per la sua storia personale, la dignità della politica e la imprescindibilità delle istituzioni democratiche. Ridare vita, darsi una direzione per uscire dalla crisi, anche quella economica, sono stati gli obiettivi di fondo anche del nostro congresso regionale che ha avuto il suo baricentro nel tema del lavoro, il valore che più rappresenta la dignità della nostra regione ed è imprescindibile dalla sua vita sociale e civile. Esplicito il suo titolo “Il lavoro è vita, lo sai”, una citazione di John Lennon, che prosegue richiamando anche il suo contrario “senza quello esiste solo paura ed insicurezza”. Una verità, drammaticamente confermata dalla serie di atti disperati, suicidio compreso, di imprenditori e lavoratori che stanno segnando questi anni di crisi. Per riportare occupazione in Veneto, arginare la disoccupazione e recuperare quei 100mila posti di lavoro bruciati da 5 anni ininterrotti di crisi, abbiamo messo sul piatto non solo le richieste, in qualche modo scontate, verso l’alto (il governo nazionale e regionale) e verso gli altri (i politici, gli amministratori e gli imprenditori) ma anche le nostre prerogative e responsabilità di sindacato. Abbiamo precisato che per riprendere a produrre ricchezza (e quindi a ripartirla nei termini di occupazione e reddito) il sistema produttivo Veneto deve mantenere il suo cuore nel settore manifatturiero, invertendone la corsa al declino ricreando (perché c’era e non c’è più) un contesto “amico delle imprese” che sono competitive, innovative, inclusive e sostenibili. A questi obiettivi vogliamo indirizzare la contrattazione sindacale nelle singole aziende come nel livello territoriale. Si tratta, ad esempio, di estendere gli strumenti della bilateralità (dove già eccelliamo: basti pensare alle esperienze di Solidarietà Veneto e di EBAV, tanto per citare) e di valorizzare il rapporto tra retribuzioni e competitività, una questione fondamentale questa anche per i lavoratori pubblici e la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. In parallelo intendiamo operare per rinnovare il sistema delle tutele sociali: quel welfare che nella nostra regione poggia su quattro mura perimetrali: il servizio pubblico (in primis il servizio Socio-Sanitario), l’azione del volontariato, la mutualità collettiva, il privato. Nel primo si deve intervenire per eliminarne distorsioni e ritardi che, ogni giorno di più, ne limitano l’efficacia, l’equità, la capacità di intervenire sui nuovi disagi e povertà. Servizi per l’infanzia e applicazione della legge regionale n.30 sulla non autosufficienza ne sono, per noi, le priorità. *segretaria Cisl Veneto

Attestati di benemerenza per 11 benefattori

il sindAco hA premiAto gli eroi

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ecentemente, presso il Municipio di Adria, il Sindaco Massimo Barbujani ha insignito di un attestato di benemerenza 11 benefattori che negli ultimi anni hanno contribuito a salvare tre vite umane con interventi rapidi ed estremamente altruistici. Una meritevole iniziativa quella del Comune di Adria che non ha molti simili in Veneto e che va a consegnare un attestato dal forte valore simbolico premiando quei cittadini che si sono dimostrati dei veri e propri eroi pronti a rischiare la propria vita per

salvarne altre, dando un esempio a dir poco encomiabile. Il riconoscimento è andato a Roberto Previato, che lo scorso febbraio ha saputo interpretare i gesti di una persona disperata in procinto di togliersi la vita, intervenendo in maniera rapida ed efficiente e prevedendo gli sviluppi che un tale stato confusionale avrebbe portato, e a Costantino Macagno, intervenuto in seguito ad un incidente avvenuto presso lo Scolo Crespino in via Marcanta dove una signora si era incagliata in auto nel fondale. Hanno ricevuto poi

l’attestato anche 7 operai dell’azienda di lama Polesine Montaggi Industriali Francesco Berto, Massimo Fabbri, Davide Martinelli , Bochis Marius, Cristiano Quaglio, Simzian Tentea, Ahmed Rguigue. Lo scorso gennaio grazie ad un intervento veloce ed organizzato sono riusciti a salvare la vita di una ragazza finita con l’auto all’interno del Canalbianco. Sono stati premiati anche due passanti, Rita Braghin e Andrea Roana che, sempre in tale occasione erano intervenuti a favore della ragazza. Ma.Ce.

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Il primo cittadino Massimo Barbujani

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Adria 9 Giustizia Dopo il tribunale un’altro ufficio giudiziario rischia la chiusura

Incerto il futuro del Giudice di pace ad Adria Il consigliere Tescaroli auspica l’intesa tra i comuni ma Porto Viro ha già deciso di non destinare la propria quota parte per il mantenimento del servizio di Martina Celegato

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empre più a rischio sembra essere la presenza del Giudice di pace ad Adria che dopo lo scossone dello scorso anno, in tema di giustizia, sembra perdere i tasselli fondamentali per garantire la presenza a livello territoriale della giustizia e dei servizi basilari ad essa correlati. “E’ doveroso darsi da fare a tutti i livelli politici da parte del Comune di Adria e di tutti i 10 Comuni del Delta affinché la Giustizia sia considerata una priorità. Non bisogna arrendersi e combattere fino all’ultimo per

Il no di Porto Viro

impedire che un servizio essenziale, come il Giudice di Pace di Adria, venga tolto alla cittadinanza”. Queste sono state le parole del consigliere Stefania Tescaroli a corredo del rischio che la città perda le proprie istituzioni preposte all’autorità giudiziaria. “Non dobbiamo dimenticare – ha proseguito - che tale istituzione copre un territorio molto vasto, comprendendo tutti i dieci comuni del Basso Polesine, e ne usufruiscono oltre agli avvocati, i cittadini, testimoni, i periti di parte e nominati dal Giudice e rappresenta un’im-

portante risorsa per il nostro territorio, che è molto esteso.” All’interno della nota in merito Tescaroli sottolinea come sia fondamentale il ruolo di Adria nella costituzione di un servizio consorziato fra i dieci comuni del Delta coinvolti e come il sindaco Barbujani sia chiamato a prendere le redini della situazione dettando tempi e modalità di azione anche assumendosi gli oneri finanziari per completare le operazioni relative alla convenzione con il Ministero della Giustizia.

risorse sempre piÙ limitAte il giudice di pAce non È prioritArio

L

a giunta comunale di Porto Viro ha dato parere negativo al mantenimento del Giudice di pace di Adria a fronte delle spese che i Comuni avrebbero dovuto sostenere per salvarlo. La Giunta Comunale, unanime, ha rilevato che una condizione necessaria per l’adesione all’iniziativa era che tutti i 10 Comuni interessati approvassero senza riserve il protocollo d’intesa e si

“Dispiace constatare che non tutte le forze politiche ed i Comuni del Basso Polesine (da ultimo la recente decisione del Comune di Porto Viro di non destinare la propria quota parte per il mantenimento del servizio, che auspico cambi la sua decisione) sono realmente convinti della necessità di attivarsi stanziando le modeste cifre necessarie per mantenere gli uffici del Giudice di Pace.” Ha precisato la Tescaroli, sottolineando come l’eliminazione di questo importante servizio porterebbe a delle conseguenze di peggiora-

impegnassero a sostenere la spesa di competenza. “Così non appare – spiega il sindaco Geremia Gennari - posto che un Comune ha negato l’assenso, un altro ha genericamente promesso il versamento di una somma a titolo di contributo, altri hanno condizionato la loro adesione alle effettive disponibilità dei loro bilanci, da verificare ad approvazione dei medesimi. La quota parte di spesa per abitante da assumere a carico dei Comuni non solo non è certa, ma addirittura viene indicata contraddittoriamente ora in 1.80 euro per abitante nella proposta della camera

mento progressivo per tutto il territorio. “Siamo convinti che certe battaglie debbano essere portate avanti con convinzione da parte degli amministratori e delle forze politiche e dai rappresentanti di categoria, e con altrettanto forte coinvolgimento di tutti i cittadini, altrimenti il rischio veramente grave è il totale depauperamento del nostro territorio, come purtroppo pare stia avvenendo, a partire dalla soppressione del Tribunale, poi magari dell’Ulss, delle scuole, del servizio postale”.

degli avvocati, ora in 1.20 euro dalle informazioni trasmesse dal Comune di Adria, e, comunque, tale quota sarà certamente superiore a quanto ipotizzato in origine, a causa delle defezioni di cui sopra”. Le attuali problematiche degli enti locali hanno inoltre contribuito a rafforzare il diniego e la giunta comunale, pur valutando l’utilità del mantenimento dell’ufficio giudiziario del giudice di pace in ambito locale, ha ritenuto che l’iniziativa non rientrasse tra le priorità dell’amministrazione comunale, tale da giustificare la destinazione delle risorse richieste. El.Ca

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10 Adria Sanità Una decisione della Regione per snellire le liste di attesa

Ospedali aperti anche di notte

Dal primo di settembre si potranno fare visite in fascia notturna: lunedì, mercoledì, sabato e domenica

Dalle 20 alle 24 si potranno fare visite. Soddisfatto Orsini: “Il nuovo orario agevolerà i lavoratori” di Francesca De Luca

È

la “rivoluzione culturale” veneta, come l’ha definita il governatore Luca Zaia. Si tratta della novità in ambito sanitario, presentata lo scorso aprile dallo stesso Zaia, congiuntamente all’assessore alla sanità Luca Coletto e al segretario regionale per la sanità Domenico Mantoan. Il progetto, illustrato alle direzioni strategiche delle Ullss e Aziende Ospedaliere, prevede l’apertura degli ospedali anche nella fascia oraria notturna, che inizia alle ore 20 e termina alle ore 24, per quattro giorni a settimana: lunedì, mercoledì, sabato e domenica, con l’aggiunta di festivi e prefe-

La replica di Azzalin

L’intera operazione verrà finanziata con circa 30 milioni di euro stivi. Si tratta di un sperimentazione avviata lo scorso febbraio presso l’ospedale All’Angelo di Mestre, durata due mesi, al fine di valutarne l’impatto. Alla luce del buon riscontro ottenuto, con gran convinzione da parte di Zaia, la sperimentazione verrà estesa, a partire da settembre 2013, a tutto il territorio regionale,

divenendo prassi. L’idea è quella di riuscire ad eliminare, o quanto meno “snellire” in maniera consistente, le lunghe liste d’attesa, almeno per quanto riguarda i servizi ambulatoriali e soprattutto radiologici. I grandi macchinari, come tac e risonanze magnetiche, infatti, vengono utilizzate in regime minimo, mediamente 3-4 ore al giorno, quando potrebbero essere utilizzate oltre 10 ore, consentendo un notevole ammortamento delle spese. “E’ una nuova filosofia, una vera rivoluzione, ha detto Zaia, che si rivolge prima di tutto ai 5 milioni di veneti, che sappiamo curare molto bene,

“i mAcchinAri sono fermi Anche di giorno”

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l presupposto di far funzionare di più i macchinari per gli esami è sacrosanto, la decisione di aprire gli ospedali di notte è invece un tentativo di guadagnarsi spazio sui giornali senza voler davvero risolvere i problemi”. A passare ai raggi X la proposta lanciata dal presidente della Regione è stato il consigliere del Pd Graziano Azzalin che bolla il tutto come l’ennesima operazione mediatica. “Innanzitutto – spiega il consigliere – i primi fruitori della diagnostica e dei servizi

ambulatoriali sono anziani ed è bene mettere in risalto che, forse, una nonnina ottantenne non ha tanta voglia di andarsi a fare una Tac a mezzanotte. Non solo, ma dire che gli ospedali vanno aperti di notte dimostra una scarsa conoscenza del funzionamento della realtà sanitaria territoriale, dove vi sono macchinari che giacciono inutilizzati anche durante il giorno. Per fare un esempio concreto, all’ospedale San Luca di Trecenta la Tac lavora solo mezza giornata. Forse, sarebbe più utile risolvere il problema di personale che impedisce un servizio giornaliero completo, invece di scimmiottare Maroni riempiendosi la bocca con la

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Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Istituto Superiore di Scienze Mediche dell’ Avana (Cuba) nell’ a.a. 19971998 e presso l’Università degli Studi di Ferrara nell’a.a. 2005-2006, ha frequentato numerosi corsi di approfondimento e congressi nazionali ed internazionali di Conservativa dentale ed Endodonzia. Si occupa quotidianamente di Conservativa estetica e funzionale, Endodonzia, Paradontologia e Chirurgia orale.

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L’intera operazione verrà finanziata con la messa a disposizione di circa 30 milioni di euro, da destinare alle spese di gestione del personale e a quelle organizzative. Arturo Orsini, direttore dell’Ulss 18, si è detto assolutamente favorevole all’iniziativa in quanto questa consentirà di “ampliare le possibilità diagnostiche nei giorni prefestivi e festivi, con snellimento delle liste d’attesa e maggior soddisfazione del cittadino” con particolare attenzione al cittadino lavoratore che non può permettersi di chiedere dei permessi per effettuare le visite.

parola ‘h24’. Anche a Rovigo diversi macchinari sono sottoutilizzati per mancanza di personale. Piuttosto che impiegare risorse per gli straordinari del lavoro notturno, sarebbe più utile risolvere i problemi di organico esistenti. Inoltre chiedo: gli esami che vengono prescritti sono davvero tutti necessari? E’ stata fatta una ricognizione, valutando seriamente l’aspetto dell’appropriatezza del ricorso agli esami medici e responsabilizzando ulteriormente i medici di base, facendoli interagire maggiormente con le Ulss? Le liste di attesa, infatti, si allungano anche perché vengono prescritti più esami”.

BRUSCO: “LE LISTE D’ATTESA SONO LUNGHE PERCHÉ GLI OSPEDALI SONO IN SOTT’ORGANICO”

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ma che ci chiedono tempi più veloci per gli esami e le visite. Avviciniamo la sanità alla gente, rendiamo più efficiente l’intero sistema, creiamo una vera e propria rete di presa in carico del paziente che, attraverso i Centri Unici di Prenotazione, troverà non solo assistenza per la prenotazione singola, ma anche per la definizione del percorso di controlli ed esami dopo una fase acuta passata in ospedale”. Ai direttori generali delle Ulss spetterà il compito della gestione e dell’organizzazione, del rispetto dei contratti sindacali, e della valutazione in merito a possibili nuove assunzioni.

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’organizzazione dei nuovi orari ambulatoriali saranno di competenza dei direttori generali delle Ulss, ossia ogni ospedale deciderà come procedere e rendere attuativa la riorganizzazione all’interno della propria Usl, rispettando i contratti aziendali. A tal proposito la Regione avrebbe messo un plafond di circa una ventina di milioni di euro su base annua. Come si comporterà l’Ussl 19 di Adria? Per ora tutto tace, mantenendo il riserbo ai piani alti. L’assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco, ci tiene tuttavia a precisare: “Si tratta di un’indicazione per ora!” mentre alla domanda sull’efficacia del servizio, risponde: “se non c’è proprio altro di meglio…”. Secondo l’assessore il vero problema non risiede tanto nel numero delle ore giornaliere effettuate ma dal numero presente negli ospedali pubblici dei dipendenti e dei tecnici preposti al funzionamento di tali macchine specialistiche, in forte deficit. “Faccio solo un esempio; all’ospedale San Luca di Trecenta la macchina della densitometria ossea viene utilizzata mezza giornata alla settimana, davvero pochissimo”. Brusco dunque propone di incrementare il numero del personale specializzato preposto a questi specifici esami, piuttosto che aumentare le ore del servizio e punta l’indice sulla maniera in cui si distribuiscono le risorse economiche per la sanità privata, che a suo parere avviene “in modo molto discutibile”. “Anziché utilizzare 20 milioni di euro per questi incentivi che

Guglielmo Brusco

A Rovigo ci sono 286 dipendenti in meno rispetto alla pianta organica mettono l’accento sugli orari, si potrebbe puntare piuttosto sull’aumento del personale pubblico di tipo tecnico, infermieristico e medico, ad esempio assumendo 500 unità in più, ed elargendo meno finanze alla sanità privata”- le sue parole. “A Rovigo, solo per restare in casa, ci sono attualmente 286 dipendenti in meno rispetto alla pianta organica, da cui deriva il vero motivo delle lunghe liste d’attesa. Manca dunque personale, e quello presente si trova ad essere oberato, stressato, per colpa di un limite insostenibile. I dipendenti ospedalieri sono donne e uomini coraggiosi – conclude – a loro va il mio riconoscimento”. Me.Ru.


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12 Adria Diocesi “Visita ad Limina Apostolorum”, ricevuta la delegazione del Triveneto

Il vescovo Lucio ha incontrato Papa Francesco E’ stata presentata la situazione sociale, culturale e religiosa della diocesi e le iniziative pastorali promosse nella Chiesa locale Il vescovo Lucio Soravito De Franceschi

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Il Papa ha chiesto ai Vescovi di avere una cura per i giovani e per le vocazioni al sacerdozio

l Vescovo della Diocesi di Adria e Rovigo è stato recentemente a Roma per incontrare papa Francesco. Insieme ai Vescovi del Triveneto è stato invitato alla “Visita ad Limina Apostolorum”, cioè a un incontro straordinario con il Papa e con le Congregazioni o Dicasteri della Santa Sede, nella settimana dal 15 al 19 aprile 2013: una visita programmata già alla fine di novembre dal papa Benedetto XVI e confermata dal papa Francesco quest’anno. “Con questa visita – ha spiegato il vescovo Lucio Soravito De Franceschi - abbiamo vissuto in modo intenso il rapporto che lega le nostre Chiese particolari o diocesi con la Chiesa universale e abbiamo contemplato con attenzione particolare il ruolo della Chiesa di Roma nei confronti delle Chiese particolari: in una parola, noi vescovi del Triveneto, a nome delle nostre diocesi, abbiamo vissuto una forte esperienza di comunione con la Chiesa universale, guidata dal Successore di Pietro: il Papa. Per noi vescovi, è stata una gioia grandissima, in questa Visita, incontrare il papa Francesco. L’abbiamo incontrato ogni giorno, per una settimana intera, nella Casa “S. Marta”, una casa vicina alla Basilica di S. Pietro,

dove eravamo ospiti assieme al Papa e a molti collaboratori della Santa Sede. Infatti il papa Francesco, dopo la sua elezione, anziché andare ad abitare nel terzo piano del Palazzo Apostolico (dove hanno vissuto i Papi in questi ultimi secoli), ha deciso di vivere (almeno per ora) nella Casa “S. Marta”. E noi Vescovi del Triveneto abbiamo pranzato e cenato vicino a lui. Il 15 aprile alcuni di noi, Vescovi del Triveneto, siamo andati a incontrarlo nel secondo piano del Palazzo Apostolico - dove il Papa tiene le udienze “ufficiali” - per partecipare all’udienza prevista dalla “Visita ad Limina” (cioè la Visita sulla “porta della casa” degli Apostoli). In questo incontro ci siamo trattenuti con il Papa per più di un’ora. Innanzitutto l’abbiamo salutato uno a uno, presentandoci e descrivendo la diocesi che è stata affidata alla nostra cura pastorale. Poi ci siamo seduti in cerchio attorno a lui e ogni

© Foto di Erika Crosara

“Ci ha invitati a guardare la società non con l’occhio del sociologo ma con quello di Gesù”

Vescovo ha presentato in modo sintetico la situazione sociale, culturale e religiosa della propria diocesi e le iniziative pastorali che sta promovendo nella sua Chiesa locale. Il Papa ci ha ascoltati uno a uno con grande attenzione, come un padre buono e un fratello accogliente, guardandoci negli occhi e mettendoci tutti a nostro agio. Ha dedicato a questo ascolto attento ben cinquanta minuti. Alla fine dei nostri interventi il papa Francesco ha espresso la sua stima e la sua gratitudine per il lavoro pastorale che stiamo facendo nelle nostre diocesi, assieme ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli laici. Ci ha invitati ad amare sempre di più le nostre Chiese e a ricordare ai fedeli che la Chiesa è nostra Madre, il “grembo che genera la nostra fede”. Ci ha invitati a guardare la nostra società non con l’occhio del sociologo o dello psicologo, ma con lo sguardo di Gesù, cioè con gli occhi della fede, per cogliere i segni positivi dell’azione dello Spirito che ci sono in essa e per collaborare con lo Spirito, che opera con amore nella nostra realtà umana, a far crescere i germi di bene che ci sono in essa. Ci ha invitati ad annunciare l’amore di Dio senza stancarci: Dio non si stanca mai di starci vicino e ci aiuta a vivere la nostra vita con fiducia e con speranza. Grazie al suo amore, la nostra vita è ricca di Dio ed è aperta verso un futuro migliore. Ci ha chiesto quanti sono nelle nostre diocesi i giovani che si stanno preparando a diventare sacerdoti e, dopo averli contati con la collaborazione di ciascun Vescovo, ci ha invitati ad avere una cura particolare per i giovani e per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Infine ci ha invitati a promuovere una partecipazione attiva dei cristiani alla vita della comunità civile, per salvaguardare e promuovere quei valori che rendono la vita degna di essere vissuta e favoriscono una corretta e costruttiva coesione sociale. È stato un incontro bello, sereno, gioioso, che ci ha caricati di entusiasmo e di speranza. E alla fine dell’incontro abbiamo pregato insieme, perché il Signore aiuti noi Vescovi a essere nelle nostre Chiese particolari portatori di gioia e di speranza”.


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Al via il quinto raduno del Foto Club di Adria Ritrovo al Museo della bonifica di Ca’Vendramin, poi due giorni a contatto con la natura del Delta di Melania Ruggini

focus I lunedì della biblioteca

5 AppuntAmenti per pArlAre di economiA

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l Delta è un territorio ricco di possibilità turisti- per la visita guidata al complesso idrovoro dei priche e di opportunità ricreative, da assaporare innanzitutto con lo sguardo. E per mettere a mi del ‘900, nel quale sarà possibile visitare la fuoco i paesaggi e le immagini più caratteristiche mostra appena inaugurata Luoghi comuni storie di questi luoghi (quasi) incontaminati, il weekend di confine del festival DeltArte. Da qui si parte del 25 e 26 maggio si caratterizza anche per il V per Pila, il caratteristico porticciolo sul Po di Veraduno fotografico nel Delta del Po veneto e fer- nezia e successivamente si approda alla darsena rarese, organizzato dall’inarrestabile Foto Club di pescherecci denominata Barbamarco. Dalle ore Adria, che per l’occasione riunisce sotto la propria 18.30 si potrà immortalare il tramonto nel Delta ala gli amanti della fotografia provenienti da tutto con vista su Pila fino alla Sacca degli Scardovari: un panorama davvero mozzafiato. La domenica il Veneto e dall’Emilia. Anche quest’ anno, in occasione del raduno sarà dedicata soprattutto al delta ferrarese: dopo l’immancabile levataccia fotografico, è collegato un alle ore 5 per riprendere concorso: inviando 5 imma- Oltre al raduno gini scattate durante la due i fotografi potranno il sorgere del sole sulla Sacca del Canarin, alle giorni si ha la possibilità di partecipare anche ore 08.30 i fotografi in partecipare all’estrazione al concorso di di un weekend per due per- fotofrafia sul Delta erba partono alla volta di Bosco Mesola. Qui il sone proprio nel Delta. Le immagini in gara saranno utilizzate da parte del gruppo si divide in due sottogruppi per svolgere Foto Club di Adria esclusivamente per il concorso il programma della giornata in maniera alternafotografico e per la galleria sul sito ufficiale del ta. Il primo gruppo si avventura con un pulmino elettrico all’interno della Riserva del Bosco della Foto Club. E’ molto ricco il programma, carico di attrat- Mesola, nella parte normalmente chiusa al pubtive e di iniziative. Si parte il pomeriggio del 25 blico, fino a raggiungere l’Elciola e il Parco delle maggio, quando i fotoamatori si raduneranno al Duchesse, avendo così modo di fotografare i cervi Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin che vivono nella Riserva. Successivamente si fa

C Sono molti i fotografi che ogni anno raggiungono il Delta per immortalarne gli aspetti più suggestivi visita a Santa Giustina e si pranza nel complesso di Torre Abate Oasi Naturale. Il pomeriggio si trascorre a Gorino Ferrarese, dove a bordo di piccole imbarcazioni, è possibile navigare tra i fitti canneti e i bassi fondali della Sacca di Goro, con sosta alla Lanterna Vecchia, fino a raggiungere il Faro di Goro e l’isola dell’amore. Il secondo gruppo invece svolge il programma al contrario, prima l’escursione in barca al mattino e la visita al Bosco di pomeriggio. Alle ore 17.30 ci si ritrova infine nella sala del complesso Torre Abate Oasi Naturale per gli scatti a modelli e modelle.

inque incontri di economia per saperne di più: da martedì 30 aprile a lunedì 27 maggio al circolo Unione. Tutti i lunedì l’appuntamento è alle ore 17.30 con “I lunedì della biblioteca”. Gli approfondimenti sono di volta in volta condotti da esperti del settore, quali Edoardo Gaffeo, Giovanni Costa, Gilberto Muraro, Andrea Bologna e Mario Bertolissi. Durante Mario questi incontri, si affrontano gli aspetti più concreti e di attinenza Bertolissi sociale, in modo da avvicinarsi alle tematiche con una maggiore consapevolezza. Si andranno ad analizzare i linguaggi, gli strumenti, gli aspetti finanziari contrapposti all’economia reale, l’andamento del mercato, il credito cooperativo sul territorio, le relazioni con la carta costituzionale. Martedì 30 aprile ha esordito “le parole dell’economia” con Edoardo Gaffeo, professore di Economia politica dell’Università di Trento. Il 6 maggio si è affrontato il tema dell’ “Economia reale e economia finanziaria” con Giovanni Costa, professore dei corsi di Comportamento organizzativo e Strategia d’impresa all’Università di Padova, presidente della Cassa di risparmio del Veneto. Lunedì 13 maggio il tema è il “Mercato e politica nella globalizzazione” affrontato da Gilberto Muraro, professore di Scienza delle finanze nel corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza all’Università di Padova. Il 20 maggio Andrea Bologna, esperto in finanza e gestione bancaria, parlerà di “Economia e credito cooperativo nel territorio”. Dal 2000 al 2013 Bologna è stato direttore generale della Federazione veneta banche di credito cooperativo e dal 2001 al 2013 presidente di Nordest asset management. Lunedì 27 maggio chiude il ciclo Mario Bertolissi, professore di Diritto costituzionale e di Diritto pubblico comparato all’Università di Padova, vicepresidente del comitato di vigilanza di Banca Intesa Sanpaolo, che indagherà il tema “Economia e Costituzione”. Me.Ru.

in breve Calendario

AppuntAmenti in città

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ei prossimi giorni in città si terra un fitto calendario di appuntamenti a cominciare dal 16-18 maggio, giorni in cui il Conservatorio A. Buzzolla di Adria organizza Serenade, omaggio a Bruno Maderna a quarant’anni dalla sua morte. Musicista poliedrico e uomo effervescente, Maderna (1920 - 1973) rappresenta una delle Figure più affascinanti e ancora troppo poco conosciute del panorama musicale europeo del Novecento. In sala Cordella, invece, sempre giovedì 16 maggio alle ore 15 si terrà il seminario sulla mitologia greca, la poesia antica a cura del professore Mario Baroni. Venerdì 17 maggio alle ore 10 sempre in sala Cordella l’appuntamento è con le lezioni di Pierluigi Billone, mentre alle ore 15 al Circolo Unione il laboratorio con Pierluigi Billone e l’Ensemble Interface; alle ore 21 invece al circolo Unione il concerto di Ensemble Interface. Sabato 18 maggio si svolge il percorso di ascolto itinerante All World’s a stage. Si parte alle ore 16 al Museo Archeologico Nazionale con Adria Harp Ensemble; alle ore 17 ci si trasferisce al circolo Unione con le classi di chitarra del conservatorio, mentre alle ore 18 in piazzetta San Nicola l’Adria Percussion Ensemblesi esibirà con la giovane Orchestra dei Fiati della città di Adria. Per finire, alle ore 19, la galleria Braghin sarà il teatro dell’Ensemble delle classi di musica d’insieme jazz del Conservatorio. Me.Ru.

Basilica Tomba

Centro Studi “Agnese Baggio”

ApplAusi per “il sogno di unA cAsA”

“le donne nellA chiesA ieri e oggi”

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I

abato 11 maggio la Basilica di Santa Maria Assunta della Tomba è stata il palcoscenico di un importante concerto “Il sogno di una casa” con il gruppo Insieme per l’Angola. Il sogno di una casa è il titolo efficace nonché il sogno di tanti bambini e famiglie africane, che è stato lo slogan della manifestazione di beneficenza, nella quale si sono esibiti i cori Stella Polare diretto da Gianfranco e Silvia Cuberli, il Coro Parrocchiale di Carbonara diretto da Roberta Travaglia e la Schola cantorum Santa Cecilia diretta da Giovanni Gregnanin. La serata è stata presentata da Monica Stefani. Durante l’evento è stato molto significativo l’intervento di un testimonial d’eccezione come padre Roberto Donà, responsabile delle Missioni del Frati Cappuccini di Padova in Angola, che ha vissuto diverse esperienze in prima persona e che ha portato il suo vissuto e le sue memorie. In Angola, che si trova nell’Africa sud-occidentale, operano infatti ben12 missioni-parrocchie, precisamente a Camabatela, Cangola, Damba, Huambo, Luanda-Fátima, Luanda-S. Antonio, Lubango, Maquela do Zombo, Mbanza Congo, Negage, Samba Cajú, Uíge. Le attività dei missionari spaziano, dall’annuncio del Vangelo alla realizzazione di opere sociali come scuole, dispensari, pozzi, cooperative agricole e artigianali, all’animazione di comunità ecclesiali e formazione di educatori e catechisti alla promozione e cura delle vocazioni sacerdotali e religiose. Me.Ru.

l Centro Studi “Agnese Baggio” di Adria organizza, come ogni anno, un incontro pubblico su un tema di attualità, che continua, negli anni, il lavoro di approfondimento sui cambiamenti in atto nella società attuale. E’ stata evidenziata in questo recente periodo la tematica relativa alla persona-donna, argomento che riemerge periodicamente all’attenzione della società, legata ancora al perpetuarsi di luoghi comuni sulla donna-oggetto, la donna-madre, la donna - corruttrice. Come ripeteva spesso Agnese Baggio, profonda conoscitrice dell’animo delle donne, citando Abdul Baha:“La specie umana è provvista di due ali, una maschile e una femminile; non potrà prendere lo slancio se non quando le due ali si saranno sviluppate allo stesso modo”. Sulla scia di queste riflessioni, il Centro Studi incontra venerdì 7 giugno alle ore 17, presso la Sala Cordella di Adria, la pastora battista Lidia Maggi sul tema “Le donne nella Chiesa ieri e oggi”. La Maggi è una teologa che spesso partecipa alla trasmissione di Rai “Uomini e Profeti”, proprio per riflettere sulla spiritualità della donna, spesso poco considerata e valutata. L’argomento “Le donne nella chiesa, ieri e oggi”, intende offrire, con l’apporto anche di don Pierantonio Castello, teologo attento e sensibile, l’opportunità di una riflessione stringente sull’interiorità della personadonna, che può offrire all’intera società chiavi di lettura inattese per il miglioramento di tutti. Me.Ru.


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16 Adria Papozze Un consiglio straordinario al quale ha partecipato anche il sindaco di Nichelino

Una via e un vicolo in ricordo dell’emigrazione polesana Dopo l’alluvione del ’51 molti adriesi presero abbandonarono la città, molti di questi si trasferino nel comune della cintura torinese

scuola

di Roberto Marangoni

Alla Primaria “Pascoli” tutti...a pedibus

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na via ai “Polesani nel mondo” ed un vicolo a Nichelino sono stati dedicati nel corso di una recente giornata che ha visto a Papozze la presenza di una nutrita compagine di ex emigrati polesani che si trasferirono negli anni del post alluvione a Nichelino, città della cintura torinese, dove la “Fameja di Nichelino”, nucleo dell’associazione “Polesani nel mondo” è presente da molti anni con tante iniziative, interscambi culturali ed enograstonomici. Il comune di Papozze ha inteso dare un segno di fratellanza e avvicinamento con i propri concittadini emigrati intitolando e dedicando la nuova via ed un vicolo Un momento dell’inagurazione di vicolo Nichelino in un nuovo insediamento monsignor Valentino Tonin, ricette polesane, quindi l’intervento a sorpresa urbano del paese rivierasco Soddisfatto presidente dell’associazione con i canti interpretatti dalla “La compagnia d’là per suggellare un consolida- il presidente “Polesani nel Mondo” e del vecia del Cà melo” di Porto Tolle. La giornata è to rapporto di amicizia che della “Fameja presidente della “Fameja di stata “Splendida ed indimenticabile per tutta la dura da anni. Alla presenza di Nichelino” Nichelino” Roberto Bottin. comitiva di Nichelino” ha commentato al ritorno di autorità civili e religiose, Roberto Bottin Interessanti gli interventi il presidente Bottin che ha vivamente ringraziasi è svolto il consiglio comunale riunito in seduta straordinaria dal sindaco di che hanno sottolineato i grandi valori di amicizia to altresì il sindaco di Papozze che è riuscito ad Papozze Diego Guolo. Al tavolo del consiglio, il e fratellanza tra i due comuni. A seguire, corteo e emozionare gli ospiti e per “l’amicizia e la sensisindaco di Nichelino Giuseppe Catizone, che ha benedizione delle vie, la celebrazione della mes- bilità che ha sempre dimostrato”. condiviso valori e spirito di questo gemellaggio, sa ed il momento conviviale a base di antiche

a scuola “G. Pascoli” di Adria ha aderito a un’iniziativa già ampiamente utilizzata in molti comuni d’Italia: il pedibus.Il progetto consiste nell’organizzare dei percorsi che gli allievi seguono per raggiungere a piedi la scuola; funziona come un vero autobus, con itinerari, fermate, orari di partenza e arrivo, biglietti; lungo il tragitto si raccolgono i bambini, guidati da due adulti: un “autista” davanti e un “controllore” dietro che chiude la fila. Attualmente i percorsi da seguire sono tre. L’obiettivo finale, oltre all’aspetto motorio, è quello di insegnare ai bambini ad andare a scuola da soli; il percorso costituisce così un importante luogo d’apprendimento e socializzazione. Pedibus è un’iniziativa che coinvolge l’intera collettività: le insegnanti desiderano ringraziare l’Azienda Ulss n.19, l’Amministrazione Comunale, in particolare l’assessore Mara Bellettato, la Polizia Municipale, i “nonni-vigili”, il Club “Vecchie Glorie” di Adria che ha generosamente offerto il materiale necessario, ma soprattutto i genitori che tutte le mattine sono presenti alle fermate e accompagnano i piccoli pedoni lungo le vie della città.

LEGGE RIFIUTI ZERO GIÀ SUPERATE LE 50 MILA FIRME

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banchetti degli attivisti che promuovono la Legge Rifiuti Zero, hanno trovato posto anche al bar dei Cordari in largo Mazzini e in corso Vittorio Emanuele, ottenendo discreta attenzione tra gli adriesi. Nelle scorse settimane, infatti, sono stati molti coloro che si sono accostati ai punti di raccolta, mostrando disponibilità nel sottoscrivere la Legge di Iniziativa Popolare che prevede una progressiva riduzione dei rifiuti. Con la raccolta di 50 mila firme sarà possibile mandare in Parlamento un progetto di legge con obbiettivi stringenti su alcuni temi di tipo ambientalista, come il rispetto degli indirizzi della Carta di Ottawa del 1986, il recepimento e l’applicazione del risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, la riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000 e contestualmente lo spostamento di risorse dallo smaltimento, dall’incenerimento e dal conferimento in discarica verso la riduzione dei rifiuti e il loro riciclo. L’aspetto propriamente giuridico del progetto di legge, inoltre, riguarda la necessità di

sancire il principio del “chi inquina paga”, prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale. Un’iniziativa, come dicevamo, che ha trovato molte adesioni in tutta Italia, tanto che in meno di due settimane i volontari di Rifiuti Zero hanno già raggiunto l’obiettivo delle 50mila firme e adesso l’asticella si alza. “Vogliamo moltiplicare di tre quattro, cinque volte questa cifra – spiegano gli attivisti dell’iniziativa - per dimostrare ai nostri rappresentanti nelle istituzioni la portata della nostra rivoluzione culturale e la sensibilità della popolazione al problema dei rifiuti. Il messaggio dovrà essere chiaro: fate presto, il Paese ve lo chiede. Auspicare un futuro senza discariche e inceneritori significa anche dare un’opportunità per il rilancio del paese e dell’occupazione nel nostro Paese”. Fo.Ma.


18 Bottrighe Al plesso “Umberto Maddalena” Diversi interventi di manutenzione e messi a norma gli impianti

Ultimati i lavori alla scuola materna Dalla Cariparo 82mila euro in 15 anni. Interessante mostra fotografica sulla storia della scuola

Il taglio del nastro alla mostra e le autorità durante l’intervento

di Roberto Marangoni

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a scuola materna paritaria “Umberto Maddalena” di Bottrighe, in continua evoluzione ed ammodernamento, è oggi un fiore all’occhiello del paese. Sono infatti molti i lavori eseguiti in questi ultimi anni e tante sono le iniziative che si moltiplicano a sostegno dell’istituto scolastico. Tra gli aiuti che non sono mai mancati, figura la fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo che in quindici anni, dal 1997 al 2012, ha erogato una somma pari a ottantaduemila euro. Contributi che sono stati

Don Antonio Cappato, ha espresso sentite parole di gratitudine per il dono investiti in lavori di miglioria, restuaro ed in opere di messa in sicurezza. La cerimonia di ringraziamento si è svolta nella scuola, dopo la messa nella parrocchiale, dove il parroco, don Antonio Cappato, ha espresso sentite parole di gratitudine per il dono, ma

non solo, anche a quanti, ditte, associazioni e volontari, operano quotidianamente con impegno ed encomiabile disponibilità. Alle parole del parroco, dopo la benedizione della scuola, si è poi associato il dottor Angelo Stefani, presidente della stessa, nell’illustrare i lavori terminati in questi ultimi anni. Dal rinnovo della pavimentazione alle porte e tutto ciò che ha riguardato la messa a norma degli impianti, della cucina, dei nuovi bagni, infissi, attrezzature, sino alla servoscala per diversamente abili che porta al

primo piano. Il professor Livio Crepaldi, consigliere della fondazione cariparo si è detto ben felice di ciò, sottolineando che gli utili della fondazione vanno proprio indirizzati al sociale. Parole di ringraziamento sono poi state esternate dall’ingegnere Nicola Morini, presidente provinciale della Fism, dal dirigente scolastico Laura Cassetta, dal delegato del sindaco Nicola Gennari, presente con Chiara Crestani, sindaco dei ragazzi e con il delegato per Mazzorno Sinistro Claudio Albertin e dal commendator Gino Navi-

cella, già consigliere della fondazione. Dopo il taglio del nastro, preceduto dalle poesie dei piccoli scolari, è stata visitata l’interessante mostra fotografica sui lavori effettuati e sulla storia della scuola stessa, attiva in Bottrighe dall’agosto 1928. La mostra è stata curata dallo storico Nerino Albieri, insieme a Giuliana Fantinati e Walter Rizzati, ed ha ottenuto grande curiosità e successo, tanto che si ipotizza una replica durante le manifestazioni ferragostane.

ASSOCIAZIONI GIOVANNI LOTESORIERE ELETTO NUOVO PRESIDENTE DELL’AVIS ADRIESE

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iovanni Lotesoriere di Bottrighe è il nuovo presidente della sezione comunale di Adria dell’Avis, l’associazione volontari italiani del sangue. Il nuovo consiglio direttivo in carica per il prossimo quadriennio 2013-2016, è formato dal vice presidente Laura Trevisan, dall’amministratore Elena Giribuola, dal segretario Gianmario Forza e dai consiglieri Sabrina Cappello, Massimo Mondin, Sara Morini, Roberto Tita e Graziano Tugnolo. Il neo presidente è figura non nuova dell’universo avisino, nel 2002 è stato infatti

presidente del Gruppo Avis di Bottrighe ed è sempre rimasto attivo consigliere nell’attività della sezione comunale. Il nuovo consiglio si impegnerà a sviluppare, in modo particolare, una maggiore e più dedicata attenzione ai giovani, anche in riferimento all’annuale festa del donatore. Tra le iniziative prossime, l’associazione Avis sta predisponendo una manifestazione all’interno della “Notte bianca 2013” che si svolgerà ad Adria il 2 agosto. In programma uno spettacolo di cabaret nel quale figura la presenza di un noto artista di Colorado, ciò

in collaborazione con il tour de “Il riso fa buon sangue” e l’associazione dei commercianti Adria Shopping. Nella stessa si svolgerà pure l’elezione di “Miss Avis” che diventerà protagonista del calendario Avis 2014. “In sede- comunica inoltre il presidente- sono disponibili le benemerenze degli anni precedenti che non sono state ancora ritirate dai donatori e che rimarranno alla sezione per delibera del direttivo, se non ritirate entro il 30 giugno prossimo. Si invita a pertanto a Ro.Ma. provvedere telefonando al 333.3011263”.

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Bottrighe 21 Eventi Tutto esaurito al teatro della polivalente “Loris Cominato”

Serata d’Onore”: canti, balli e solidarietà L’intervento del presidente della Provincia Tiziana Virgili alla 22^ “Serata d’Onore”

di Roberto Marangoni

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entidue anni di musica sulle tradizioni del ta la classica cerimonia, alternata da tanti momenti territorio, ma soprattutto di solidarietà per di commozione, con la consegna di 2.322,98 euro “Serata d’Onore”, annuale appuntamento di raccolti durante varie iniziative del gruppo all’Assoprimavera del gruppo folkloriciazione Italiana Sclerosi stico di Bottrighe “Bontemponi Durante l’iniziativa Multipla, alla Sclerosi Late& Simpatica Compagnia”. Il ricordati Loris rale Amiotrofica e alla scuola teatro della polivalente “Loris Cominato materna del luogo alla quale Cominato” ha registrato il tutto e “Mece” Ermes era pure dedicata questa ediesaurito ed il sodalizio, che ha Borella zione, con 830 euro raccolti presentato “cante e ballate” durante la stessa. Presenti tra raccolte anche di recente nel Delta, è stato assai gli altri, il parroco don Antonio Cappato, il delegato applaudito nelle sue performance. Cosi pure gli ospiti del sindaco Nicola Gennari, il presidente della provincon i canti delle risaie bene interpretati dal gruppo cia Tiziana Virgili, i sindaci Remo Randolo di Bosaro e folk “Le Mondine” di Scardovari, diretto da Dani Az- Franco Vitale di Rosolina, il maresciallo Rocco Cannazalin. Nel corso dello spettacolo, con madrina Mara bona con l’appuntato Nicola Barnabà dell’arma dei Bellettato, consigliere delegato alla cultura, si è svol- carabinieri, Lucia e Renzo Lovato del club Rodigino

CORO PLINIUS 620 EURO PER LE OPERE DI DON FANTINATI

Bolzano, che hanno invitato pubblicamente i Bontemponi a tornare il 22 giugno prossimo per uno spettacolo nel capoluogo altoatesino, delle gemellate pro loco di Correzzola “Vita d’Altri tempi” e banda di Porto Viro. Tutti hanno sottolineato l’encomiabile attenzione del gruppo nei confronti dei meno fortunati. L’emozionante brano “Oh Bottrighe!” è stato dedicato all’ex direttore Loris Cominato e a “Mece” Ermes Borella, scomparsi nel 2008. Applaudito tra il pubblico anche il 91enne Giovanni Bolzoni, co-fondatore nel 1965 dei Bontemponi. Al musicista Eros Bassora di Arquà, aggiustatore di fisarmoniche, unico nel nord d’Italia, molto legato al gruppo di Bottrighe, il presidente Gianni Spadon, gli ha infine conferito la nomina di “Bontempone Onorario”.

Associazione nazionale reduci e combattenti

in nuovo presidente È fincAto

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’associazione nazionale reduci e combattenti di Bottrighe ha un nuovo presidente. Trattasi di Renato Gianni Fincato, che ha preso le redini della sezione locale dopo essere stata per vent’anni anni presieduta da Nevio Furlani, artigliere La consegna della durante il secondo presidenza Furlani e Fincato conflitto mondiale e deportato nei lager nazisti. L’ormai ex presidente, 91 anni il 21 giugno prossimo, ha lasciato l’incarico per l’avanzata età che non gli consentiva più di proseguire con la massima efficacia, ringraziando quanti hanno collaborato in questi anni e coloro che si sono resi disponibili nelle varie iniziative e ricorrenze patriotiche. Fincato, che ha ricevuto, oltre la bandiera e le chiavi della sezione, anche la conferma dell’incarico dal presidente provinciale Ancr Ellero Boccato, ha ringraziato sentitamente, sottolineando quanto le esperienze, come quella di Furlani, non devono morire, ma ricordate e tramandate alle nuove generazioni. Il neo presidente, che durante il militare prestava servizio nel corpo degli Autieri, è iscritto nella sezione d’arma “Caduti di Nassiriya” di Porto Viro che sta attivando una sezione logistica della stessa anche a Bottrighe, al secondo piano del palazzo civico di piazza Libertà. Ro.Ma.

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ncora una volta il Plinius di Bottrighe protagonista corale a fianco delle opere in Brasile del concittadino don Gabriele Fantinati. Ammonta infatti a 620 euro la raccolta fondi effettuata durante la tradizionale rassegna, denominata “Concerto corale di primavera”, giunta alla sua decima edizione, svoltasi nella gremitissima chiesa di Bottrighe, dedicata ai santi Francesco d’Assisi e di Paola. Il coro femminile “Plinius” diretto da Antonella Pavan ha dato inizio, con note fresche e profonde, la serata presentata da Patrizia Pozzan. Poi i tre cori ospiti, tutti ad organico maschile, si sono avvicendati il “Cima Vezzena” di Levico Terme diretto da Mauro Martinelli, i vicentini “Valle Fiorita” di Cornedo, diretto da Nicola Soldà, ed il “San Daniele” di Sovizzo, diretto da Igor Nori. I complessi hanno ottimamente manifestato un’espressione corale di livello, alternando brani popolari italiani e di montagna, in particolare modo tratti dalle composizioni di Marco Maiero e Bepi De Marzi, ma anche di Pigarelli, Puggioni e Garbani. Tra il foltissimo pubblico, molti amici di cori giunti molto lontano, con una buona rappresentanza anche del celebre coro “I Crodaioli”. Un pubblico attento e soddiLE TRE S-CIOPTA’

I cori uniti nel gran finale della rassegna sfatto, ha espresso notevoli consensi per tutte le formazioni, con prolungati applausi. A cori uniti, diretti da Antonella Pavan, è stato eseguito il tradizionale “Signore delle Cime”. Il divertimento è quindi proseguito in sala polivalente per lo scambio dei doni ed il buffet con l’immancabile frittura di pesce e polenta, preparata, in particolare, da Giuliano Romanin e Marco Piva. Una rassegna importante, sia per l’aspetto della solidarietà, sia per l’aspetto culturale. E qui va sottolineata la mini gita ad Adria che il Plinius ha organizzato nel pomeriggio, prima della rassegna, per gli ospiti trentini che hanno potuto godersi, se pur brevemente, una visità nell’antica città. Qui l’incontro di saluto con il sindaco che aveva giustificato l’assenza per impegni precedentemente presi. Ro.Ma.

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22 Cultura Arte Un fitto programma di eventi trasformerà il territorio in un museo diffuso

Festival itinerante DeltArte - il delta della creatività Nove artisti, tutti i mezzi espressivi possibili: fotografia, pittura, scultura, installazioni street art, video, performance, concerti per riflettere sulla labilità dei confini del Delta del Po

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a creatività giovanile sta per invadere il Delta del Po: dal 24 al 26 maggio 2013 inaugura la prima edizione del Festival itinerante DeltArte - il delta della creatività, nato da un’idea di Melania Ruggini e per iniziativa del Centro Studi Agnese Baggio di Adria, vincitore del bando Culturalmente, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e rivolto a giovani di età inferiore ai 35 anni. Il programma prevede un fitto calendario di appuntamenti, che da maggio a settembre 2013, trasformerà il Delta del Po della provincia di Rovigo in un museo diffuso contemporaneo, dove mostre di fotografia, pittura, scultura, installazioni site specific, opere di street art, video, performance, concerti, daranno vita ad un articolato percorso tra il centro del paese di Santa Maria in Punta, il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, lo spazio espositivo del Centro Convegni e l’Orto Botanico di Rosolina Mare, il Museo

Una delle foto di Paolo Celeghin Archeologico di Adria, la valle da pesca di Ca’ Pisani. Luoghi comuni, storie di confine è il tema prescelto per la prima edizione del Festival, sul quale si confrontano 9 giovani artisti, Pablo Chiereghin, Disan Danilov, Hannah Gauntlett, Sandra Miranda Pattin, Luca Lumaca, Emmanuele Panzarini, Hitness, Giorgia Severi, Michele Tommasini e un maestro di consolidata fama internazionale quale Alberto Biasi. Secondo l’immaginario collettivo

il Delta del Po è un luogo in cui, dalla notte dei tempi, l’uomo ha cercato di contrastare il processo naturale di costruzione del territorio, agendo sui limiti spazio-temporali della vita stessa. I 9 artisti partecipanti a DeltArte sono stati invitati a riflettere sulla labilità dei confini territoriali, di oggi e di ieri, collegandola alle varie storie ed azioni di cambiamento dei limiti messe in atto dall’uomo nel corso della storia e nell’attualità del presente.

Poesia e territorio

frAnco cAllegAro hA presentAto “foglie di cArtA”

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ranco Callegaro ha recentemente dato alle stampe le sue ultime fatiche poetiche. Si tratta di una raccolta che porta il titolo di “Foglie di carta” la cui prefazione è stata scritta da Marina Bovolenta. “Franco Callegaro – scrive la professoressa come introduzione al libro - affida a rime semplici e orecchiabili le sue riflessioni di uomo di…città, di campagna, di fiume, di adriese, mi viene da dire, poiché in tutto ciò che scrive mi pare di ritrovare l’eco delle massime, dei pensieri, della sapienza semplice che non disdegna affatto la cultura, dell’aria “adriota“ piena di immagini e detti andati componendosi lungo le rive dei canali, sul ponte di castello, tra i palchi del Teatro comunale, lungo la “strada grande“. L’ho sempre sentita, frequentando Adria fin da bambina, questa simpatica sapienza “adriota“, capace anche di mettere in rima le note della natura, suggestioni e strette al cuore, le note della vita, ebbrezze di sentimenti e dolori profondi, in un filosofeggiare ritmato e di piacevole ascolto. Lo fa Franco Callegaro, collocando in ordine per titoli le sue rime, come persona che ha rispetto per un prodotto intellettuale non venale, qual è la Poesia”.


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Arbitri

mAttiA boscolo debuttA in promozione

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oscolo ‘Chio’Mattia , arbitro effettivo in forza alla Sezione Adriese dal 2011 e a disposizione dell’ Organo Tecnico Regionale Veneto dell’ Associazione Italiana Boscolo Arbitri da Luglio 2012 ha ‘Chio’ debuttato in Promozione Mattia domenica 28 Aprile. Mattia, studia alle superiori di Adria, ha un passato da provetto calciatore nelle fila del Rosolina dove attualmente abita ed ha da poco compiuto i diciotto anni. Un giovane di grande talento che nel 2011 ha ricevuto il Premio quale ‘ Miglior Arbitro’ , è attualmente Segretario e Dirigente della Sezione AIA-FIGC di Adria. La Sua maturazione è stata molto veloce in quanto dalla data di nomina ad Arbitro Effettivo, ha diretto per soli cinque mesi nel settore Giovanile e scolastico per essere promosso con merito in Seconda Categoria dove è rimasto altri quattro mesi prima di transitare con successo in prima categoria Regionale nel Settembre 2012.

Calcio I ragazzi di Zuccarin in Lega Pro con una giornata d’anticipo

Festa nel Delta per la promozione di Cristiano Aggio

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ettantacinque punti finali, promozione in Lega Pro (la vecchia serie C2) con una giornata d’anticipo, una festa con quasi due mila persone che hanno vestito di biancoceleste il comunale di Porto Tolle, e ancora, una finale di Coppa Italia da disputare (il 19 maggio) allo stadio Renato Curi di Perugia contro la Turris Neapolis. E la ciliegina che è arrivata dalla juniores regionale che ha vinto il proprio girone. Un’annata a dir poco strepitosa per la formazione presieduta da Mario Visentin, allenata da Fabrizio Zuccarin e da uno staff collaudato con un gruppo di giocatori affiatato e soprattutto forte, tanto. E poco importa che l’ultima partita del campionato sia andata male (4-2 in quel di Belluno). C’era ancora, forse, negli occhi e nelle menti dei boys di Zuccarin la partita di sette giorni prima che, contro il Pordenone di mister Fabio Rossitto (ex giocatore di Udinese), aveva regalato la storica promozione in serie C2, ci piace ancora chiamarla così: 3-0 con doppietta di Gherardi e gol di Conti. A Belluno hanno segnato Zanardo e Djodjevic. L’ultima giornata ha

Arti marziali

successo per il kArAte di cAsA

Alcuni atleti del club karate di Bottrighe partecipanti al campionato regionale

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uove affermazioni del club Kanku Dai Karate di Bottrighe che ha partecipato ai campionati regionali aics karate che si sono svolti ad Albignasego, nel padovano. Trecentocinquanta gli atleti partecipanti alla manifestazione, tredici erano del club polesano di Bottrighe diretto come sempre dal maestro Gerry Franchin, riuscito anche in questa occasione a portare a casa un buon numero di premi. Medaglia di bronzo per Giuglia Greguoldo e la squadra katà bimbi al secondo posto sono giun-

ti, nelle rispettive categorie Claudio Astolfi, Ilaria Marangoni, Giulia Bellini e Giacomo Biolcati, tutti nella prova di katà. Sonoi tronati poi alla vittoria Jana Cendali, esordienti femminile e Davide Boscolo in kumitè. Buona anche la prova degli altri atleti Marco Canato e Diego Mischiatti. Eliminati in finale Cristian Rossi, Enrico Albertin e Beatrice Marangon. Con i punteggi conseguiti il club si è classificato settimo con coppa su ventidue club presenti. Ro.Ma.

La formazione che con settantacinque punti finali è riuscita nell’impresa del salto di categoria anche emesso i verdetti play off e play out. Per i play off, sarà un derby veronese fra Sambonifacese e Virtus Vecomp mentre il Real Vicenza, con la vittoria per 4-1 contro la già retrocessa Union Quinto farà gli spareggi per i play off. Ai play-out vanno Montebelluna e Giorgione, mentre salutano la serie D, Sanvitese, Kras e Union Quinto. Contro il Pordenone il Delta non voleva sbagliare la partita. La trama di questo film, in tanti l’avevano pensata e tanti hanno voluto vederla. Così il comunale presentava un

colpo d’occhio impressionante, con i tifosi del Pordenone (bella l’amicizia tra le due tifoserie) presenti in 250 unità e, ovviamente, sovrastati dal tifo assordante dei supporter deltini che hanno sempre, durante il campionato, incitato la squadra di Zuccarin. Il Pordenone è apparso a tratti intimorito e la supremazia del Delta è apparsa evidente da subito, come ammesso a fine partita anche da mister Rossitto. “Ci sono stati superiori in tutti i reparti. Una vittoria meritata dal Delta, senza ombra di dubbio”.

Una squadra, quella del Delta Porto Tolle, che centra la promozione tra i professionisti, allenandosi, come i dilettanti di un tempo, vale a dire al pomeriggio, per consentire ai giocatori che lavorano e allo stesso mister di esser al campo dopo aver timbrato il cartellino. Proprio come una volta, quando il calcio era sicuramente più bello, più vero, senza tante star. E qui a Porto Tolle sono riusciti a ricreare quell’ambiente bello e sano, dove, per carità non è che siano state sempre rose e fiori, però alla fine il risultato è sotto gli occhi di tutti. Intanto, guardando all’immediato futuro, vale a dire la prossima stagione, saranno 2 i gironi di Seconda Divisione a 18 squadre: le prime otto in classifica di ciascuno dei due gironi restano in Lega Pro mentre le ultime sei di ciascun girone retrocedono in serie D. La nona, decima, undicesima e dodicesima classificata di ciascuno dei due gironi si affronteranno per gli spareggi che servono a decretare altre due retrocessioni in serie D.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA ROVIGO

Iniziative A Palazzo Celio lo scorso 22-23 aprile

Due giorni di Forum del sociale Coinvolgendo il mondo delle associazioni e degli enti è stato fatto il punto sui servizi e la loro erogazione di Fortunato Marinata

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ociale a 360 gradi. Il forum dedicato al settore ha impegnato per due giorni Palazzo Celio. L’iniziativa voluta per fare il punto sullo stato dell’arte in Polesine, per quanto riguarda i servizi e la loro erogazione, ha toccato anche la difficile situazione economica e problemi legati al lavoro. La presidente della Provincia Tiziana Virgili, ha iniziato proprio da qui, presentando una serie di dati che hanno fotografato la provincia rodigina a cominciare dalla sua popolazione registrata in calo. Secondo il censimento del 2011, infatti, il numero degli abitanti è sceso a 242.349. Cresce invece l’età media della popolazione, nel rapporto percentuale tra chi ha più di 65 anni e chi ne ha meno di 14, Rovigo occupa il primo posto in Veneto con l’indice più elevato 203,2%; ciò significa che per ogni persona con meno di 14 anni ce ne sono 2 con più di 65 anni. Un primato non certo incoraggiante ma c’è di peggio: la disoccupazione, il 9,3% dei rodigini è senza lavoro. Nel 2012 erano ben 1.933 gli iscritti nelle liste di mobilità divisi in 859 donne e 1.074 uomini. Le conclusioni della presidente, Tiziana Virgili, sono sta-

Il numero degli abitanti è sceso a 242.349, aumenta l’età media te chiare: “Il perseguimento del benessere dei cittadini polesani, in un contesto come quello attuale di crisi, deve costituire un preciso impegno”. Sottointeso, ma neanche tanto, che l’impegno deve essere recepito come un obbligo al quale associazioni ed enti del sociale devono sentirsi vincolati, trovando sinergie e collaborazioni non sempre raggiunte in passato. Nel contesto è stato fatto l’esempio delle due Ulss, chiamate a superare la logica dell’appartenenza e ad erogare le loro prestazioni sociali in una dimensione territoriale. Tra gli obbiettivi della due giorni, inoltre, vi è stato il tentativo di far incontrare la scuola, i comuni, il terzo settore, i sindacati, il mondo del volontariato, i centri per l’impiego, il “pubblico” e il “privato” con l’intento e lo scopo di avviare un fattivo confronto sulle modalità di erogazione dei servizi. In poche parole l’a-

nalisi che ne è uscita ha toccato, nelle sue linee generali, l’attuale stato sociale della provincia, che in parte andrà riorganizzato ma anche difeso nello specifico degli aspetti che riguardano i servizi e i ruoli, con una Provincia consapevole del suo compito di coordinamento vista presenza di diversi soggetti istituzionali. Quattro, inoltre, le aree tematiche di cui si sono occupati altrettanti gruppi di lavoro, a partire dalla famiglia, l’handicap, il disagio sociale e l’immigrazione. Per quanto riguarda la famiglia è stata espressa la speranza che rientri nel 2015 il termine per la realizzazione di un centro diurno per non autosufficienti, il quale permetterebbe agli anziani di superare lo scoglio del ricovero nelle strutture e di restare in famiglia anche in presenza di patologie difficili legate all’età senile. Durante il dibattito inoltre è stata espressa la necessità di condividere progetti comuni tra le associazioni, in quanto questo garantirebbe un più facile accesso ai fondi europei per finanziare il sociale, dato che sul volontariato si appoggia anche il servizio pubblico. La parola poi è passata al gruppo dell’immigrazione

Palazzo Celio sede della Provincia che non ha mancato di sottolineare anche in questo caso la presenza di fondi europei “per il rimpatrio assistito” oltre a tutte le trasversalità che si collegano dalla famiglia, ai giovani, all’infanzia alle dipendenze. Dal gruppo sul lavoro sono usciti i dati del disagio provocato dalla crisi, gli accessi ai centri per l’impiego, per esempio, passati da 14 mila nel 2006 agli oltre 24 mila dello scorso anno e sull’attivazione dell’anticipo

UNIONE PROVINCE ITALIANE VIRGILI MEMBRO DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA

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a presidente della Provincia Tiziana Virgili è stata nominata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri quale componente in rappresentanza dell’Upi nell’assemblea dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. Nomina e decreto sono arrivati nel pomeriggio di martedì 24 aprile a Palazzo Celio con una nota dell’Unione Province d’Italia, che aveva girato analoga comunicazione all’altro rappresentante dell’Upi Francesco Scitulli. L’organismo che rientra nelle funzioni del ministero per la cooperazione internazionale, l’in-

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tegrazione e Politiche per la famiglia risulta composto da una quarantina di persone in rappresentanza dei ministeri, delle regioni, dei comuni, delle province, dei sindacati, confindustria, coldiretti, forum delle associazioni familiari e terzo settore e dura in carica 3 anni. L’assemblea stabilisce gli orientamenti generali del Piano delle attività dell’Osservatorio, la cui attuazione è demandata al Comitato tecnico-scientifico, assicura lo sviluppo delle funzioni di analisi e studio della condizione e delle problematiche familiari, anche attraverso la

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realizzazione di un rapporto biennale sulla condizione familiare in Italia finalizzato ad aggiornare le conoscenze sulle principali dinamiche demografiche, sociologiche, economiche e di politica familiare, promuove iniziative ed incontri seminariali, coordina le proprie attività di ricerca e documentazione con quelle dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, con quelle degli Osservatori regionali e locali. Risale poi al 10 marzo del 2009 il decreto sull’istituzione e funzionamento del nuovo osservatorio.

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cassa integrazione che ha interessato 440 lavoratori per oltre 2 milioni di euro. Infine la disabilità con la progettazione sul territorio, le esperienze specifiche d’integrazione scolastica, ricordando l’Essagi di Badia, gli inserimenti lavorativi, il sostegno alle famiglie e la “grande molteplicità dei gruppi di volontariato, tantissimi, che coprono spazi importanti.


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Mondo scuola 31 25 Iscrizioni In provincia di Rovigo dati in controtendenza rispetto al resto del Veneto

Calano le matricole nei licei, boom degli istituti tecnici L’Agraria “Munerati” di Sant’Apollinare ha quasi raddoppiato le matricole: da 35 nel 2012 a 67 nel 2013 di Mattia De Poli

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l Polesine è in controtendenza rispetto al resto del Veneto e del Paese: nelle iscrizioni alla prima classe delle scuole secondarie di secondo grado del prossimo anno calano le preferenze per i licei, aumentano quelle per gli istituti tecnici e rimangono sostanzialmente stabili quelle per gli istituti professionali. Si prevede che a settembre di quest’anno in Italia le matricole iscritte ai percorsi liceali saranno leggermente superiori rispetto a quelle del 2012 (+1,4%): se in Veneto l’aumento dovrebbe aggirarsi addirittura intorno a +3%, nella provincia di

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Sono in lieve flessione tutti i licei scientifici, tengono i licei linguistici e classici Rovigo il calo si dovrebbe attestare a -2,8%. Sono in lieve flessione tutti i licei scientifici, dove gli iscritti all’indirizzo di scienze applicate aumentano rispetto a quelli dell’indirizzo tradizionale in linea con la tendenza nazionale, mentre tengono i licei linguistici e classici. Nel 2012 l’istruzione professiona-

le in Veneto aveva attirato molti più giovani (27,9%) che nel resto d’Italia (21,6%): in ambito regionale le iscrizioni per il prossimo settembre sono crollate al 19,8%, azzerando il divario rispetto al resto del Paese. Se nella media nazionale si è registrato comunque un calo contenuto (-1,6%), in Polesine al contrario l’istruzione professionale sale dal 27,2% al 29%. L’istituto alberghiero di Adria si conferma in vetta alle preferenze con 280 neo-iscritti, confermando il dato dell’anno scorso, mentre il balzo in avanti di questo percorso scolastico (+1,8%) è

legato soprattutto al successo dell’indirizzo odontotecnico del “Colombo” di Adria, che passa da 12 matricole nel 2012 a 35 nel 2013. L’aumento delle iscrizioni è maggiore negli istituti tecnici, sia in Polesine che in Veneto. Su scala nazionale l’incremento è quasi impercettibile (+ 0,2%), mentre nella provincia di Rovigo si attesta su una percentuale più elevata (+1,0%), per quanto lontana dal dato regionale (+4,3%).

La variazione più sensibile nelle iscrizioni è stata registrata dall’istituto tecnico per l’agricoltura “Munerati” di Sant’Apollinare, che ha quasi raddoppiato le matricole da 35 nel 2012 a 67 nel 2013, mentre l’istituto “Einaudi” di Badia passa da 66 neo-iscritti del 2012 a 89 nel 2013 con un incremento equamente distribuito nei due indirizzi di amministrazione, finanza e marketing e di chimica, materiali e biotecnologie.

Progetto “Adotta uno scolaro”

impegnAti cinQuAntA docenti, seguiti oltre trecento Allievi

rosegue anche quest’anno il progetto “Adotta uno scolaro”, promosso dalla Caritas diocesana di Adria e Rovigo in collaborazione con l’assessorato alle Pari opportunità della Provincia. L’iniziativa, avviata nel 2005, ha lo scopo di supportare studenti stranieri o in grave difficoltà grazie alla disponibilità e all’impegno di maestri e insegnanti che operano come volontari. All’inizio dell’anno scolastico l’ex preside Antonio Zordan ne raccoglie le disponibilità e li coordina: ciascun volontario, su indicazione degli insegnanti della scuola, adotta uno o più bambini che verranno seguiti per alcune ore alla settimana durante tutto

l’anno scolastico. Dal 2005 ad oggi gli insegnanti in pensione hanno offerto un servizio prezioso, soprattutto in attività di prima accoglienza e scolarizzazione dei bambini extracomunitari, e il loro numero è più che raddoppiato. I risultati migliori sono stati raggiunti in quelle scuole che hanno saputo creare rapporti e ambienti accoglienti e favorevoli o in quelle parrocchie in cui la Caritas è particolarmente attiva. L’iniziativa ha ottenuto maggiori riscontri nell’alto e nel medio Polesine: nel 2013 sono stati impegnati cinquanta M.D.P. docenti volontari e sono stati seguiti oltre trecento allievi.

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32 Personaggio 26 Letteratura “Gli spiriti di Ca’ Dario” il romanzo che parla della Venezia del ‘500

L’ultima fatica di Peratello Di professione è imprenditore agricolo ma non ha mai abbandonato la passione per la scrittura. E’ al suo terzo libro di Cristiano Aggio

F

rancesco Peratello ha 51 anni, è polesano di Salara, ed è un imprenditore agricolo: nella sua azienda di famiglia vengono coltivati cereali e ortaggi. Peratello, ha la passione della scrittura e, edito da Albatros nella prestigiosa sala degli Arazzi all’Accademia dei Concordi di Rovigo, ha presentato la sua terza fatica letteraria, “Gli spiriti di Ca’ Dario”. Libro che si trova in tutte le librerie e al quale Peratello tiene molto. “Sì – dice l’autore- perché ho impiegato 15 anni di lavoro per ultimare questo giallo ambientato nella Venezia del 1500. Un libro nato da una curiosità risalente al suicidio del finanziere Raul Gardini, in circostanze mai del tutto chiarite: la stampa dell’epoca richiamava ad una maledizione di Ca’ Dario, di cui Gardini era allora il proprietario: si diceva che, fin dalla costruzione di questo celebre palazzo veneziano, tutti i proprietari o erano finiti in rovina economica o erano morti di morte non naturale. Il palazzo fu

“Da ragazzo volevo fare il giornalista. Poi optai per Ragioneria” commissionato nel 1479 da Giovanni Dario e la costruzione terminò nel 1487. Ho frequentato molte biblioteche di Venezia e man mano che trovavo notizie interessanti, scrivevo il libro studiando la lingua dell’epoca e recuperando degli arcaismi dialettici che ho poi inserito. Per abituarmi alla cadenza della lingua che poteva essere parlata nel 1487, mi sono rifatto ai grandi classici, leggendo e rileggendo Dante, Boccaccio, Macchiavelli”. Qual è il complimento più bello che le fanno dopo aver letto il libro? “Che si immedesimano in quella Venezia del 1500. Alcuni mi hanno detto che gli vien voglia di vedere la Venezia descritta

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nel romanzo”. Da dove nasce la passione per la scrittura? “L’ho sempre avuta. Da ragazzo volevo fare il giornalista. Poi, seguendo il consiglio dei genitori, che pensavano che era meglio ottenere un diploma prima di decidere, sono diventato ragioniere. Volevo proseguire gli studi all’università, ma ho dovuto seguire l’azienda agricola di famiglia, però non ho abbandonato la mia passione e ho cominciato a scrivere. Nel 1993 pubblicai “Pianto e rimpianto”, edito da Turismo&cultura e poi “Innuendo”, quattro anni più tardi “L’autore libri” di Firenze.” Peratello, però, è anche altro. Dal 2006 è presidente del Gal Delta Po, acronimo che sta per gruppo di azione locale, che gestisce fondi comunitari per lo sviluppo del territorio, da non confondere, ora, con un altro Gal, costituito al Senato poco dopo le recenti politiche: si tratta di 10 senatori di

Nella foto lo scrittore polesano di Salara

Lega, Pdl e Mpa che hanno dato vita al Gal, Grandi Autonomie e Libertà. “Vorrei dire che il Gal che presiedo è un qualcosa di più serio, visto che concretamente, ad esempio, nell’ultimo piano di sviluppo locale siamo riusciti a mettere a disposizione tutti i 4,5 milioni di euro, sotto forma di bandi, per imprese e aziende polesane.” Parlando di euro, il collegamento viene da sè, visto che Peratello, dal 2011 (fino al 2016), è anche consigliere della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo. “Sono stato nominato secondo le modalità

previste dallo statuto della Fondazione, su una terna di nomi presentata dal presidente della Camera di Commercio di Rovigo, nell’anno in cui, tra l’altro, ero presidente regionale dei Gal. Gal e Fondazione, in un momento di crisi sistemica come quella attuale, sono enti snelli ed efficaci che concretamente riescono ad aiutare, ognuno per le proprie competenze, il territorio”. Prossimo libro? “Mi piacerebbe scrivere un romanzo su Michelangelo. Intrigante…”

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34 Cultura provinciale

Cultura provinciale 29

Museo dei Grandi Fiumi Prossimo il completamento del percorso espositivo

Presto un’ala dedicata al Rinascimento

Arte, sculturA Operazione memoria per Virgilio Milani

Il nuovo allestimento verrà incentrato sulla produzione di ceramiche e sulle carte geografiche di Mattia De Poli

G

razie all’Europa il museo dei Grandi Fiumi si avvia a completare il proprio percorso espositivo: il lungo viaggio attraverso le epoche della storia polesana, dalla preistoria al medioevo attraverso l’età romana, sarà completato dalla sezione dedicata al Rinascimento. Come partner del progetto “Openmuseums” finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma per la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia, la Provincia di Rovigo ha colto l’occasione per realizzare quest’opera tanto attesa. Il progetto internazionale, che si concluderà a maggio del prossimo anno, promuove interventi per migliorare, riqualificare e valorizzare attraverso tecniche innovative il patrimonio storico e culturale conservato dai musei: l’allestimento della intende aprire il museo al pubblico, rendendolo uno sezione rinascimentale del museo dei Grandi fiumi è spazio sempre più vivo e partecipato. L’allestimento uno degli undici progetti pilota previsti in altrettanti della nuova sezione è stato ideato dall’architetto musei coinvolti, da Ravenna a Gorizia, da Ferrara a Sofia Nicoli. Raccogliere un ricco patrimonio in due Udine, da Torcello ad Aquileia stanze e in mezzo corridoio non fino a Caporetto, Pirano, Ca- Il piatto di Ero e è stata un’impresa semplice. Gli podistria e Lubiana. Ethel Gui- Leandro di Xanto oggetti saranno collocati in vedi, funzionario della Provincia sarà esposto in trine e spazi evocativi: il piatto di Ferrara che è capofila del una teca di forma di Ero e Leandro di Xanto Avelli progetto “Openmuseums”, ha di forno sarà esposto in una teca di forsottolineato il comune obiettima particolare, che richiamerà vo di riscoprire la storia locale e di migliorare la frui- il forno in cui venivano cotte le ceramiche, mentre zione delle collezioni, adottando standard qualitativi sulle pareti della stanza verranno collocati dei pancomuni e incentivando l’abbinamento cultura e turi- nelli serigrafati con elementi che caratterizzavano gli smo. Gli assessori alla cultura della Provincia e del studioli rinascimentali. Come nel resto del museo, Comune di Rovigo, Laura Negri e Anna Paola Nezzo, non mancheranno gli apparecchi multimediali ma hanno espresso soddisfazione per un’iniziativa che saranno limitati per evitare il rischio di una rapida

Il Chiostro del Monastero degli olivetani, sede del museo

obsolescenza: due schermi racconteranno la tecnica di realizzazione delle ceramiche e presenteranno le immagini di altri piatti di Xanto Avelli. La seconda stanza sarà dedicata alle carte geografiche: Raffaele Peretto, responsabile tecnico-scientifico del nuovo allestimento, ha ricordato che Venezia, dopo la scoperta dell’America, inizia a perdere il primato commerciale e a spostare il proprio baricentro verso la terraferma. Nascono così i conflitti tra Veneziani ed Estensi e il Polesine si trova in una posizione strategica. Il rinascimento è il periodo di fioritura delle corti e dei palazzi: nel corridoio il cono visivo sarà interrotto da un pannello che richiamerà la struttura di palazzo Roverella, ma la struttura dello stesso convento olivetano, costruito in quell’epoca storica, contribuirà a proiettare il visitatore nel rinascimento.

focus

Mostre

L’EGITTO IN VENETO

Arte Figula. Xanto nel mondo

D

in un cAtAlogo virtuAle censite circA 400 opere dell’ArtistA rinAscimentAle nAto A rovigo

“X

anto nel mondo”. E’ la nuova importante tappa del processo di valorizzazione del prestigioso artista rinascimentale - attivo in particolare ad Urbino al tempo della signoria di Francesco Maria della Rovere - che nei suoi dipinti, su piatti e formelle in maiolica, volle evidenziare la sua origine polesana firmandosi “Xanto da Rovigo”. Dopo l’importante acquisto - perfezionato quattro anni fa dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo col concorso del Comune e della Provincia - del piatto istoriato “Ero e Leandro” datato 1540, è giunta a conclusione la nuova iniziativa consistente nella attivazione di un catalogo virtuale delle opere dell’artista rinascimentale, rintracciate presso vari musei e collezionisti privati in Italia e all’estero. Una realizzazione questa, voluta con determinazione ancora una volta dalla Fondazione Banca del Monte presieduta da Adriano Buoso il quale, a pochi giorni dalla conclusione del suo mandato, nel presentare il lavoro di ricerca e catalogazione presso il Museo dei Grandi Fiumi (dove è conservato il prestigioso piatto)

L

a fondazione “Banca del monte” di Rovigo continua a scommettere sull’opera dell’artista rodigino Virgilio Milani. Lo scorso aprile il presidente uscente Adriano Buoso ha annunciato che la Fondazione ha acquisito da un collezionista fiorentino per 1.500 euro una pregevole formella in terracotta, realizzata dallo scultore nel 1947: si tratta del bozzetto presentato nell’ambito di un concorso per la costruzione di un monumento pubblico. Il pezzo è particolarmente raro perché lo stesso scultore negli ultimi anni della sua vita, preso dallo sconforto, distrusse molte delle suo opere e dei lavori preparatori. Dieci anni fa la Fondazione aveva promosso la realizzazione di una mostra dedicata a Virgilio Milani, allestita presso il museo dei Grandi fiumi in collaborazione con il Comune di Rovigo: erano state riunite le sculture concesse in comodato d’uso gratuito da privati e doveva trattarsi di una mostra permanente. Ma oggi di quella iniziativa sotto i portici del chiostro degli Olivetani rimane solo una targa tirata a lucido, monumento all’incoerenza e alla miopia degli amministratori locali. Il professor Marco Lazzarato, docente presso l’Accademia delle belle arti di Bologna e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione, ha ricordato che lungo le vie e le piazze della città di Rovigo sono disseminate numerose sculture di Virgilio Milani: da questa semplice constatazione è nato il progetto “Percorso Milani”. Da piazza della Riconoscenza, davanti alla stazione ferroviaria, fino al cimitero apposite targhe segnaleranno le opere dello scultore polesano e saranno realizzate alcune cartoline dedicate ai siti di interesse. Il percorso sarà disponibile sul sito internet della Fondazione che ha in programma di realizzare anche una ricognizione completa delle sculture di Milani presenti in città. M.D.P.

ha manifestato la sua grande soddisfazione per il raggiungimento dell’obiettivo, fondamentale tappa di conoscenza dell’importante operato dell’artista rodigino. Un lavoro svolto con perizia dalla dott.ssa Chiara Gallian, che ha censito circa 400 opere (consultabili nel catalogo virtuale della Fondazione) la maggior parte corredate la foto, ed in ogni caso descritte in schede analitiche. E la ricercatrice, nel presentare il risultato della propria attività, ha indicato alcuni aspetti cronologici fondamentali della vita di Xanto, del quale non è stata però ancora rintracciata la documentazione né della nascita né della morte. Ma l’interruzione improvvisa e definitiva del suo operato nel 1542 fa pensare che l’apprezzato maliolicaro sia deceduto proprio in quell’anno, mentre è ormai ampiamente condivisa dagli studiosi l’ipotesi che sia venuto alla luce nel 1487, a Rovigo come egli sempre indicò apponendo alla sua firma il nome della città di provenienza. Un personaggio poliedrico Xanto, non solo pittore, ma anche poeta ed erudito, in grado di rifarsi nelle sue rappresentazioni alle narrazioni

Il piatto acquistato quattro anni fa dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo col concorso del Comune e della Provincia decorato con il mito di “Ero e Leandro” datato 1540 contenute nelle Metamorfosi di Ovidio e talvolta di indicare il soggetto effigiato con versi del Petrarca. Piena soddisfazione per la realizzazione è stata espressa dall’assessore alla cultura Paola Nezzo, che ha sottolineato come ancora una volta sia da sfatare il pregiudizio del Polesine terra di scarse risorse culturali, dato che in ogni epoca storica sono rintracciabili personalità di rilievo che hanno lasciato una importante traccia nella storia d’Italia. Li.Se.

a diversi anni ormai la collezione egizia dell’Accademia dei Concordi di Rovigo non è più accessibile al pubblico. Essa è costituita in gran parte dai reperti donati dal rodigino Giuseppe Valsé Pantellini tra il 1878 e il 1879: intorno alla metà dell’Ottocento l’imprenditore si trasferì in Egitto, dove gestì diverse strutture alberghiere, ma continuò a mantenere i contatti con la sua città natale e dalla terra d’Africa inviò cinque casse contenenti circa cinquecento reperti. Ad essi si aggiunsero altri oggetti, frutto di varie donazioni difficilmente ricostruibili: anche la città di Rovigo costituì così la propria collezione archeologica. Trentacinque pezzi, alcuni particolarmente pregevoli per la conservazione dei colori, sono stati appena restaurati e sono di nuovo visibili al pubblico in alcune sale attigue al museo dei Grandi fiumi, dove rimarranno esposti fino al 16 giugno nell’ambito dell’iniziativa “L’Egitto in Veneto”. Il progetto, finanziato dalla fondazione Cariparo, travalica i confini polesani: un unico biglietto, infatti, dà accesso alle esposizioni allestite nell’ambito della stessa iniziativa anche a Padova, presso tre diverse sedi: l’Orto botanico, il museo degli Eremitani e il palazzo Liviano. A Rovigo il Cedi organizza su prenotazione laboratori didattici per le scuole dedicati ai geroglifici e tutte le domeniche realizza laboratori per le famiglie. I visitatori della mostra potranno beneficiare inoltre di una riduzione sul biglietto del museo dei Grandi fiumi e della mostra di palazzo Roverella. M.D.P.


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10 36

IL VENETO

in PRIMO PIANO

Sfide al colosso liberal-produttivista

Decrescita per virtù e per necessità

Stop al cemento, avanti la riconversione con la tutela del verde e delle campagne. A parlare non è Legambiente ma la Regione Veneto di Germana Urbani

E

’ possibile in un momento storico in cui Già lo scorso anno, infatti, Confcomin Italia non si fa che invocare la cresci- mercio, Confartigianato, Confindustria e ta perchè l’economia possa riprendere, Confcooperative Veneto hanno lanciato una il Pil a salire e i disoccupati trovare lavoro campagna il cui slogan è “basta sprecare considerare seriamente l’utilità delle teorie territorio!”. L’obiettivo era proprio impee pratiche della Decrescita felice? gnare la Regione ad affermare un modello Soprattutto in un territorio come il Ve- di sviluppo basato non più sul consumo di neto che, solo pochi anni fa, ha realizzato suolo, ma sulla valorizzazione e rivitalizzala propria fortuna con una rete di piccole zione delle città e dei territori. e medie imprese famigliari, la questione “Come denunciato da Cia-Confederazioè ancora più difficile. Sull’altare del pro- ne italiana agricoltori – spiega la senatrice gresso, della produzione e della ricchezza del Pd Laura Puppato – nel nostro Paese i veneti, laboriosi e creativi, hanno sacrifi- il settore primario ha dovuto rinunciare solo cato tutto: dal territorio all’agricoltura. Poi, negli ultimi dieci anni a quasi 2 milioni di in pochissimo tempo, hanno visto franare ettari, una superficie pari all’intera regione il miracolo economico che avevano costru- del Veneto. Terra che assorbiva acqua piovaito: la famosa locomotiva del Nord-Est si è na che oggi scivola invece veloce su km di bloccata sul binario e asfalto e cemento, per non riparte nonostante Negli ultimi poi fermarsi da qualtutto. Difficile accetta- 10 anni che parte con un urto re che probabilmente cementati tremendo e produce non ripartirà mai più, tanti ettari quanto disastri. In Veneto, poi, almeno così come l’a- l’intero Veneto si è costruito ovunque vevano conosciuta. e oggi il vero obiettivo In molti stanno ragionando su quale po- è, prima di tutto fermare lo scempio e poi trà essere il modello di sviluppo del futuro e riconvertendo ciò che c’è. Se si continua a in questo modello sono tante le parole in cui costruire ai ritmi odierni tra vent’anni farela Decrescita può essere intesa e coniugata. mo i conti con un consumo di suolo superioPer esempio la tutela del territorio è re ai 70 ettari al giorno, mettendo a rischio una di queste e addirittura le associazioni di un patrimonio paesaggistico di inestimabile categoria la invocano, proprio loro che solo valore e rischiando la non autosufficienza pochi anni fa chiedevano più terra per i loro alimentare”. capannoni. E’ talmente grave la situazione che

esattamente un anno fa li Parlamento Europeo ha approvato la relazione “Stop Cemento 2050”, con cui ha previsto di azzerare la cementificazione dei terreni agricoli entro il 2050. In linea con quanto detto, la giunta regionale ha adottato un Piano del Territorio denso di vincoli che prevede che in campagna venga dato il via libera solo a ristrutturazioni mentre la città avrà la possibilità di svilupparsi in altezza. Un piano all’insegna della decrescita tanto che Marino Zorzato, assessore regionale all’Urbanistica riconosce che se avesse “presentato un piano di sviluppo come questo prima della crisi economica mi venivano a prendere a casa”! Il nuovo piano di sviluppo guarda in prospettiva tenendo condo della futura e sperata ripresa economica. “Allora – assicura Zorzato - sarà molto più semplice riutilizzare le vecchie strutture industriali dismesse e più difficile consumare nuovo territorio”. Il Movimento per la Decrescita Felice del Veneto ha accolto con favore le iniziative delle associazioni di categoria che hanno spinto per questo risultato. “La interpretiamo come un segno dei tempi – hanno spiegato in una nota - La Campagna lanciata dalle associazioni degli industriali, commercianti, artigiani e cooperative del Veneto, regione disseminata di capannoni industriali e in cui molte zone sono state rovinate e stravolte dalla speculazione edilizia, è il

Da sinistra: Laura Pieppato e Marino Zorzato segno che una nuova consapevolezza sta maturando e forse siamo di fronte a quel cambio di paradigma culturale cui come MDF stiamo lavorando da anni”. Il movimento per la decrescita pensa anche al lavoro e propone al mondo imprenditoriale e politico di spostare la priorità della crescita del Pil alla crescita di occupazione in lavori utili. “E’ una proposta concreta – dicono dal MDF - Bisogna solo cambiare le priorità partendo dalla consapevolezza che è convenienza di tutti investire subito le poche risorse disponibili in molte migliaia

di piccoli e micro cantieri e solo successivamente, eventualmente, in grandi opere infrastrutturali. I micro cantieri dovrebbero riguardare in primo luogo l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, le bonifiche ambientali e la messa in sicurezza del territorio rispetto agli eventi catastrofici. In progetti come questi potrebbero venire impiegati migliaia di lavoratori che aumenterebbero il loro reddito. Con una grande opera, invece, magari finanziata con il debito, guadagnerebbero molto le solite grandi imprese di costruzione”.


Il Veneto in primo piano 37 11 Decrescita non significa recessione

Saremo felici con l’equilibrio uomo-natura di Germana Urbani

“I

l progetto di decrescita non propone una semplice riduzione dei consumi, ma un nuovo modo di intendere i rapporti tra gli esseri umani e tra questi e il loro ambiente, con particolare attenzione alla gestione delle risorse naturali, esauribili o comunque alterabili. Quando queste risorse sono indispensabili per la vita di ogni essere umano, vanno considerate “beni comuni” non privatizzabili, per garantirne l’accesso a tutti, come applicazione del diritto alla vita”. A dirlo è Gianni Tamino, biologo padovano e presidente dell’Associazione per la decrescita del triveneto che spiega così alcuni dei principi cardine del movimento per la Decrescita. Secondo gli studiosi e gli economisti che credono nella necessità di rallentare e cambiare stile di vita questa crisi ha come origine proprio l’economia del consumismo, che porta inevitabilmente all’esaurimento delle risorse. Occorre svoltare e scegliere la via della sostenibilità per creare nuovi

esperienze

posti di lavoro e nuova economia. E in Veneto sono già tanti coloro che l’hanno capito. Un dato su tutti deve far pensare. La facoltà universitaria che cresce di più in numeri di iscrizione è agraria. Perché il mondo dell’agricoltura è oggi in grande fermento, soprattutto in Veneto. Sono moltissime, infatti, le aziende agricole che stanno puntando su qualità dei prodotti, spesso abbracciando il biologico, e vendita al dettaglio di frutta e verdura. Alcune vanno talmente bene, anche in questi tempi di crisi, che cercano disperatamente della terra in cui espandere la propria attività e non la trovano facilmente! Anche l’esperienza dei gruppi d’acquisto solidali cresce sempre di più nella nostra regione: la gente ordina al contadino gli ortaggi che gli servono risparmiando. Allo stesso tempo il contadino guadagna molto di più che vendere la verdura all’ingrosso. Sono scelte virtuose che, guidate da associazioni come le Acli o la Coldiretti, stanno prendendo piede ad un ritmo impensa-

bile fino a qualche anno fa. Altri fenomeni molto interessanti, sempre legati all’agricoltura, sono ad esempio le associazioni che cercano, piantano, scambiano i semi antichi e si battono per la tutela della biodiversità. In Veneto è molto attiva Rete semi rurali ( semirurali.net) e la bellunese Coltivarcondividendo (coltivarcondividendo.blogspot.it) che organizzano fiere di sementi antiche, mostre-scambio e seminari di studio. Certo l’agricoltura di qualità va tutelata, soprattutto dalle multinazionali a cui la Decrescita non va proprio a genio. Qualche mese fa una sentenza della Corte Europea, unitamente a una fortissima pressione svolta dalle multinazionali sementiere sugli organi comunitari, ha di fatto dato “via libera” alla coltivazione di alcune varietà di Organismi Geneticamente Modificati (le famigerate sementi Frankenstein) anche in quelle Nazioni in cui erano banditi. “Abbiamo esposto alla regione Veneto – riferisce il portavoce del Gruppo Coltivare Condividendo – le

Alexander Langer, il padre del pensiero ecologista diceva che “La conversione ecologica potrà affermarsi solo se apparirà socialmente desiderabile” forti preoccupazioni legate al rischio che fra poche settimane anche la nostra Terra venga stuprata da semine di mais OGM Monsanto. Cio’ metterebbe a serio rischio il nostro patrimonio di biodiversità. Infatti è acclarato che gli OGM contaminano le altre varietà di mais, e quindi le varietà tipiche di mais Sponcio, Storo, Cinquantino, Fiorentin, Marano, Bianco Perla e molte altre sono in serio pericolo. Ci ha molto rincuorato sentire che la Regione e l’assessore sono decisamente contrari agli ogm e si sono già attivati, nella conferenza Stato Regioni per chiedere l’adozione della clausola di salvaguardia”.

dAl rifiuto Al lAvoro: l’ideA giustA contro lA crisi

C’

è già chi, con grande ingegno, ha trovato tra i principi della decrescita l’idea giusta per un’impresa economicamente vantaggiosa e allo stesso tempo green. A Padova, l’intuizione ecologica di un gruppetto di giovani universitari ha dato vita ad una avviata officina ciclomeccanica dove riparano biciclette, insegnando anche a cambiarsi da sé un pedale, un freno, una ruota. Qui le biciclette arrivano in tre modi: “Abbiamo una convenzione con l’Esu – spiega Matteo Lenzi dell’associazione che gestisce l’impresa – che, a fine anno accademico, ci permette di fare pulizia nelle rastrelliere delle residenze universitarie recuperando le carcasse abbandonate dagli studenti che, altrimenti, andrebbero al macero. Inoltre, chi co-

nosce la ciclofficina sa che ogni tipo di rottame è bene accetto e, al momento di svuotare garage e cantine, si ricorda di noi. Infine, la cooperativa Mani tese, con le sue periodiche raccolte del ferro, ci tiene da parte i materiali più utili senza smaltirli”. Nel tempo il gruppetto è cresciuto e ha pure diversificato e ampliato la propria attività offrendo anche corsi: dalla sartoria all’artigianato creativo. Alla base di tutto sta l’idea del riutilizzo intelligente. “Con il nostro lavoro pensavamo di contribuire a ridurre i rifiuti – racconta Lenzi – ma poi le cose sono maturate da sole e, in questo momento di difficoltà economiche, molti partecipano alle iniziative della Mente comune per imparare a risparmiare attraverso il riutilizzo e le riparazioni fai da te”. Esiste da anni

ormai, sempre a Padova, un progetto che mette insieme informatica e disabilità e che si basa sul recupero e riutilizzo di vecchi computer definiti “obsoleti” dall’utenza consumer e l’utilizzo degli stessi con software liberi tipo Linux. Le macchine recuperate sono messe a disposizione di persone disabili che ne abbiano la necessità. Il progetto coniuga solidarietà e decrescita ma non solo. Gli obiettivi sono molteplici e oltre al recupero e al riutilizzo è meritoria l’attività di formazione di persone con disabilità all’uso autonomo della tecnologia informatica, spaziando su più sistemi operativi e su diversi software applicativi di editoria elettronica e la creazione di un punto d’incontro accessibile (Compupoint Disabili) dove trovare alcuni computer per le proprie attività.

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38 Il Veneto in primo piano 12 Tempo di vacanze

Turismo allo stremo: prenotazioni in forte calo Stesso copione dalla montagna al mare, dal lago alle terme. La villeggiatura quando c’è dura poco e i pernottamenti sono in strutture a basso costo di Germana Urbani

S

econdo gli ultimi dati diffusi dall’Istat circa un milione di famiglie in Italia sono completamente prive di reddito. Molte altre, invece, vivono l’incertezza del momento, vittime dell’instabilità economica generale che impedisce loro di fare progetti a lunga scadenza. Per tutti questi motivi, probabilmente, sono molti coloro che a tutt’oggi non hanno ancora prenotato le vacanze. Mancano all’appello anche gli stranieri che se non prenoteranno nei prossimi giorni, per il turismo veneto potrebbe essere davvero un anno orribile. Gli albergatori della costa veneziana, infatti, lanciano un grido d’allarme molto serio. Secondo una stima prudenziale, infatti, se il trend delle prenotazioni alberghiere resterà simile a quello dei primi tre mesi dell’anno, a fine stagione si potrebbe registrare un -15% sull’anno scorso in tema di prenotazioni alberghiere complessive. Un dato preoccupante riguarda le prenotazioni dei turisti italiani che fino a metà aprile erano quasi pari allo zero.

Tra le nuove tendenze c’è il ritorno a far visita ai parenti lontani con buona pace della privacy La situazione rispecchia un andamento generale che investe tutta l’Italia: l’andamento dei pernottamenti del primo trimestre 2013 segna -4,4%, per gli stranieri +3,7% con una flessione complessiva dell’1%. A fronte di tale scenario Marco Michielli, presidente di Federalberghi Veneto, ha lanciato un appello ai primi cittadini delle località turistiche e ha chiesto di “riconsiderare la tassa di soggiorno in questo ‘annus horribilis’ del turismo italiano”. “Si registra una situazione ampiamente prevista, dove l’assenza degli italiani si fa sentire - commenta Michielli - Dobbiamo considerare che non esiste azienda al mondo che possa riposizionare sul mercato il 50% della propria clientela in 2 anni. Un plauso va ai colleghi delle spiagge che

stanno lavorando sul fronte della promozione e della fidelizzazione dei propri clienti, ma i miracoli purtroppo non li fa nessuno. L’altro dato assolutamente preoccupante e’ che le strutture partiranno con almeno 2-3 unita’ di lavoratori in meno ciascuna in attesa di vedere gli sviluppi della stagione. Quindi, dati i circa 1000 alberghi della costa, si possono considerare fra le 2 e le 3mila le unita’ lavorative che non troveranno occupazione almeno a inizio stagione, con le conseguenze che si possono immaginare”. Una tendenza che si registra in tutta Italia dove nei primi tre mesi del 2013 l’occupazione negli alberghi e’ calata del 4,7%. Nel 2012 il dato finale e’ stato pari al -3% ma quest’anno andrà peggio. Già nel primo trimestre del 2013 i lavoratori a tempo indeterminato sono diminuiti del 3,8% e quelli a tempo determinato del 6,1%. Eppure gli imprenditori fanno la loro parte abbattendo i prezzi e mantenendo i servizi di sempre, creando indotto e mettendosi in gioco ogni giorno sul piano organizzativo con idee

nuove che possano attrarre nuova clientela. A Bibione, per esempio, quest’anno apriranno i «Pet hotel», dedicati agli animali da compagnia che avranno accesso all’albergo, spazi verdi dedicati, tappetino e ciotola in spiaggia. La politica dei prezzi, poi, iniziata già con le vacanze di Pasqua, sta dando qualche risultato solo nei centri storici maggiori e città d’arte come Venezia e Verona, mentre Treviso e Padova, dove gli alberghi risultano, in base a uno studio di Hotel Price Index, i meno cari d’Italia, le prenotazioni sono state pochissime. Pasqua e ponti primaverili non sono stati all’altezza delle aspettative neanche per il lago di Garda, dove si è perso circa il 50-60% di presenze rispetto alla Pasqua degli anni scorsi e così negli hotel delle località termali di Abano e Montegrotto. Se l’estate rispecchierà queste tendenze anche uno dei pochissimi settori che finora aveva retto almeno in parte alla grande depressione. E’ vero però che non bisogna disperare perchè, se dall’estero occorre prenotare vacanze con largo anticipo, gli italiani spesso si decidono all’ultimo momento, specie di questi tempi. Inoltre, spiace dirlo per il settore alberghiero, sempre più spesso scelgono di pernottare in B&B, appartamento o campeggio dove i soggiorni risultano in genere molto più lunghi. Secondo i dati dell’osservatorio regionale, negli alberghi al mare si permane

in media quattro notti che diventano nove per l’extralberghiero; anche in montagna il periodo si raddoppia da circa quattro a otto notti, ma si notano notevoli differenze anche nelle località affacciate sul lago di Garda (da 3,6 a 6,4) e nelle città d’arte (da 2 a 3,5). Alle terme la situazione si presenta invece ribaltata con una notte in più per la permanenza media negli alberghi, complici le rilassanti Spa. Torna poi di gran moda la vacanza “in famiglia”, molto in voga negli anni del dopoguerra e abbandonata man mano che il benessere riempiva i portafogli. Sono moltissime le persone che, non volendo rinunciare alla villeggiatura, scelgono di visitare qualche parente che abita in altre regioni e che, magari, ha una bella camera per gli ospiti. Un favore che poi si ricambia volentieri rinunciando ad un po’ di libertà e di privacy per godersi per un po’ un orizzonte diverso da quello di casa. E val la pena di approfittare di amici e conoscenti con case vacanza che fino ad oggi rimanevano chiuse per la maggior parte dell’anno. Oggi – a fronte di un piccolo un contributo per pagare l’Imu sulla seconda casa - potrebbero volentieri darvi le chiavi per godere dei loro beni.

UN TURISTA SU SEI SCEGLIE IL VENETO

I

l turismo è uno dei settori economici più importanti sia a livello regionale che a livello nazionale. Operatori e politici veneti sono concordi sul fatto che attuare strategie di crescita sia necessario non solo per il settore in sé ma anche per dare una mano al Paese. Secondo un’indagine del Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica (Ciset) di Ca’ Foscari relativa al 2011, il turismo ha generato in Veneto un fatturato di 11 miliardi di euro e rappresenta l’8,2% del Pil regionale, il 13% dei consumi interni e mezzo milione di unità di lavoro. Si tratta di un fatturato che vale tre volte e mezzo quello dell’agricoltura, tre volte e mezzo quello dell’alimentare, tre volte il fatturato del tessile e abbigliamento, il 54% dell’intero fatturato regionale del commercio. Ma non è tutto. In termini di occupazione, il turismo dà lavoro in Veneto al 15% sul totale degli occupati e copre il 10,5% di tutti gli addetti al turismo d’Italia. Va anche sottolineata la trasversalità del turismo rispetto all’economia veneta, dove il Pil turistico è dato da una molteplicità di settori, non dai soli alberghi e ristoranti. Questi ultimi, infatti, rappresentano il 30% del Pil turistico, dove il commercio incide per il 17,1%, la locazione di fabbricati il 15,3% l’agroalimentare il 9,5%, l’artigianato il 7,7% le attività culturali e ricreative il 6,7%, i trasporti il 6,5%. “Il Veneto conserva il suo appeal mondiale come regione ospitale e terra del bello, del buono e dell’accoglienza - sottolinea Marino Finozzi, assessore regionale al turismo che, nel corso della Borsa Italiana del Turismo, ha salutato con orgoglio il primato del Veneto tra le regioni italiane proprio in questo settore. Nel 2012, nonostante la crisi generale, la regione si è confermata prima Regione turistica d’Italia con 62.351.657 presenze, delle quali il 64,8% di ospiti stranieri, e 15.818.525 arrivi, dei quali il 64,7% stranieri. “Anche se, in questo quadro sostanzialmente luminoso per un’annata critica come quella trascorsa, i numeri confermano la pesante crisi economica che morde sempre più gli italiani, che si riflette sulla capacità di spesa delle famiglie. Perciò, per far ripartire il settore occorre che gli operatori diminuiscano i prezzi”.


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40 Voci da palazzo

Voci da palazzo 15

Politica Ha fatto molto discutere il recente incontro del neo ministro con il governatore

Zaia e Zanonato vedono lo sviluppo nella centrale Tre le priorità concordate, la riconversione a carbone dell’impianto di Polesine Camerini, l’ospedale di Padova e la defiscalizzazione delle opere pubbliche immediatamente “cantierabili” di Mauro Gambin

I

l nuovo governo Letta parte dal veneto per il rilancio dello nomi spiccano quello dell’amministratore delegato, Fulvio Conti e sviluppo economico. Un’origine inevitabile visto che il ministro quelli degli ex Franco Tato’ e Paolo Scaroni assieme ad altre sette competente è Flavio Zanonato. Appena ottenuto l’incarico, persone tra funzionari Enel ed ex direttori della centrale polesana. infatti, l’ex sindaco di Padova, esponente del Partito Democrati- Insomma la centrale negli anni ha fatto parecchio discutere nel co, ha deciso di cominciare proprio dalla sua regione per prendere Polesine che tra le altre ambizioni coltiva anche quella turistica, i primi appunti e segnarsi le priorità da inserire nell’agenda per i visto che qui lo sbocco a mare dei due più grandi fiumi italiani ha prossimi mesi. “Il veneto – ha spiegato il neo ministro – è anco- creato un paesaggio da fotografare e un Ente Parco che finalmenra la locomotiva d’Italia e se continuerà a trainare, sicuramente te sembrerebbe in animo di farsi tutore del territorio. A proposito: contribuirà a portare fuori dalla crisi il Paese. Quindi, fare gli inte- è ancora sotto giudizio l’approvazione del Piano ambientale, ressi dei veneti non significa fare gli interessi di una parte degli arrivata dopo 15 anni dall’istituzione del Parco. Il tempo, del italiani, è invece un modo per prendere in mano il destino dell’I- resto, in spazi così aperti come quelli del Delta sembra scorrere talia”. Dal canto suo il presidente Luca Zaia durante l’incontro più lentamente ma tutto questo tempo il neo ministro non ce ci ha messo un attimo a tradurre in veneto ciò che significa fare l’ha, il governo Letta è appeso ad un filo e molti di coloro che ne gli interessi dei veneti, ossia tornare a produrre. “La locomotiva fanno parte non hanno fatto mistero di essere disposti ad usare d’Italia – ha spiegato – deve avere il carburante per funzionare. le forbici con disinvoltura. L’esecutivo in carica non è stato fatto Chiamatelo gas, chiamatelo carbone ma per durare e il navigato Zanonato sa serve energia alle aziende”. Energia che Greenpeace: che in questi casi è opportuno centrare secondo il governatore potrebbe arriva- “Investendo 2,5 obbiettivi significativi per rendere visire direttamente da Porto Tolle e da qui miliardi sulle rinnovabili bile il proprio operato. L’ex sindaco di l’appello rivolto al neoministro, affinché l’occupazione Padova, dunque, non ha battuto ciglio interceda presso l’Enel per sbloccare la sarebbe tripla” all’invito di Zaia di adoperarsi per la situazione. Che avrebbero fatto desistere riconversione a carbone e si è detto Enel dall’investire in Polesine. In proposito, infatti, va ricordato ben disponibile ad intercedere presso l’Enel. Tra le altre priorità che per l’impianto polesano esiste da qualche anno un progetto concordate con Zaia c’è anche l’ospedale di Padova e la defiscadi riconversione a carbone, un investimento di circa 2,5 miliardi lizzazione delle opere pubbliche immediatamente “cantierabili”, che secondo i vertici del colosso dell’energia creerebbe diverse tuttavia è sulla centrale che sono arrivate le maggiori critiche ai migliaia di posti di lavoro, almeno per tre anni. La specificazione due politici veneti, soprattutto, era facile prevederlo, dagli amtemporale è riferita al fatto che nel novero dei lavori da svolgere bientalisti. c’è anche lo smantellamento dell’attuale impianto a oli vegetali Secondo Greenpeace, infatti, la volontà di rilanciare il progete la costruzione del nuovo, con il funzionamento a regime inve- to della conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle ce, per il quale in via ipotetica sono previsti tre anni, i posti di ‘’e’ sbagliata e regressiva e dimostrerebbe la perfetta continuità, lavoro scenderanno. Il progetto tuttavia ha incontrato non poche in materia d’energia, dell’attuale governo con gli esecutivi Berdifficoltà, soprattutto lungaggini legate alle autorizzazioni che lusconi e Monti. E’ la spia - spiega l’associazione - di una strainevitabilmente sono legate all’impatto ambientale. Certo è che tegia industriale vecchia, che non modernizzerà il Paese e che, alla causa non ha sicuramente giovato il rinvio a giudizio dal Gup semmai, ne consoliderà la dipendenza energetica. Una centrale di Rovigo, Manuela Fasolato, di alcuni esponenti di primo piano a carbone a Porto Tolle vorrebbe solo dire un ulteriore peggioradi Enel per “omissione dolosa di cautele contro disastri e infortuni mento della qualità dell’aria nella Pianura Padana, già oggi l’area sul lavoro, in concorso”. Il rinvio a giudizio ha investito in pieno più insalubre in Europa, con gravi costi sanitari, enormi emissioni i vertici della centrale in servizio tra il 1998 ed il 2009. Tra i di gas serra e, non ultimo, benefici occupazionali largamente

Nella foto il presidente della Regione Luca Zaia e il neo ministro Flavio Zanonato inferiori a quelli che si otterrebbero con uguali investimenti in energie pulite’’. Greenpeace stima che investendo i 2,5 miliardi di euro previsti da Enel per il carbone a Porto Tolle su un mix di fotovoltaico ed eolico si avrebbero ricadute occupazionali almeno 3 volte superiori. Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace ha ricordato che il progetto di riconversione è stato già bocciato dal Consiglio di Stato. “Se ancora se ne parla – ha precisato – è perché è stato recuperato grazie a ben due leggi ad “aziendam”, una di Berlusconi e una di Zaia, frutto delle opache attività di lobby dell’Enel’’. Greenpeace ha affermato di essere pronta a dimostrare, ‘’dati dell’Universita’ di Stoccarda alla mano, come quel progetto causerebbe, su base annua, danni economici fino a 240 milioni di euro e una mortalità prematura stimata in 85 casi’’. Come sempre più spesso accade, se su uno dei due piatti della bilancia c’è la salute, oppure l’ambiente sull’altro c’è il lavoro. ‘’Siamo 220 lavoratori e almeno 2.000 famiglie che aspettano il progetto Enel a carbone: queste sarebbero senza la riconversione le reali ‘morti premature’, non l’algoritmo di Greenpeace che non ha nessuna prova sanitaria’’. E’ stato il commento provenuto dal comitato dei lavoratori. ‘’Greenpeace dimostra di non sapere niente sulla formazione del prezzo dell’energia elettrica e sulla necessita’ per l’Italia di ridurre i prezzi per imprese e famiglie, che sono superiori rispetto a quelli degli altri Paesi europei che usano quote di carbone doppie rispetto all’Italia e che in più hanno anche il nucleare’’. Quale futuro, dunque, per la centrale? Finora sono state prese decisioni come si prendono gli schiaffi.

Cristiano Corazzari, Lega Nord

Pietrangelo Pettenò, Partito della Rifondazione Comunista

“L

“N

“ottimA convergenzA zAiA-zAnonAto”

a convergenza tra Zaia e Zanonato riguardo Porto Tolle è la miglior notizia per il Polesine e il Veneto, dando ragione a chi fin dall’inizio si è speso per l’attivazione di questa centrale pur con tutte le tutele del caso per il nostro fragile ambiente deltizio”. In questa partita la gente polesana ancora una volta Cristiano dimostra grande senso di responsabilità, accollandosi Corazzari il peso di un impianto impattante in un’area delicata quale il Delta del Po. Ci tengo a sottolineare in modo particolare che l’accordo di intenti tra Zaia e Zanonato zittisce chi per anni ha attaccato il governatore, che da parte sua ha operato in ogni sede per ottenere un risultato fondamentale per l’intero territorio regionale, anche modificando la legge istitutiva del Parco del Delta per superare tutti gli ostacoli di ordine legale e giuridico alla realizzazione dell’impianto. Che oggi anche il ministro, rappresentante autorevole del Pd veneto, definisca il progetto di Porto Tolle ‘un traguardo interessante ed affascinante che vogliamo centrare”.

“zA&zA, moderne befAne che vogliono regAlArci cArbone”

egli anni si sono aggirate leggi, cambiate normative nazionali e regionali e sempre e tutto a favore dell’Enel, che tutto ha dimostrato fuorché di essere un’azienda che ha a cuore occupazione e salute. L’approvazione in Consiglio regionale della modifica dell’art. 30 della legge regionale n. 36 del 1997, che istituiva il Parco del Delta del Po e che sembrava essere la causa del blocco dell’avvio della Pietrangelo centrale a carbone, risale al luglio del 2011, ma finora non c’è stato nulla Pettenò di nuovo, anzi, a due anni di distanza permane la bocciatura del progetto da parte del Consiglio di Stato e pare che Enel, nel frattempo, abbia abbandonato definitivamente il progetto. Ora si riparla del rilancio della “locomotiva nord est” ma, se questa dovrà essere alimentata a carbone, come succedeva un secolo fa, nutriamo seri dubbi che possa assicurare sviluppo sostenibile e duraturo alla nostra Regione. Forse - conclude Pettenò - il ministro Zanonato e il presidente Zaia sembrano più dei “moderni befani” ansiosi di regalarci tanto carbone più che degli innovatori in campo produttivo economico in grado di rilanciare economia, lavoro e occupazione in sintonia con la tutela dell’ambiente e la salute. È passato il tempo in cui credevamo alla befana e soprattutto non vogliamo più regali di questo genere”.

L’opinione Stella Bianchi, responsabile ambiente del Pd

“le centrAli non AumentAno l’occupAzione”

“A

uspico che il ministro comprenda appieno come, per ogni potenziale posto Stella Bianchi di lavoro in una centrale così inquinante, se ne perdano decine di altri in settori altrettanto importanti per l’economia. Certamente ci vuole uno sviluppo forte per dare maggiore autonomia energetica, ma la strada da prendere è quella dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, che proprio nella Regione Veneto avevano e mantengono una consistente base produttiva. Non si comprende neppure bene – ha aggiunto - l’utilità di una centrale di quelle dimensioni quando la potenza gia’ installata nel nostro paese è pari al doppio della domanda registrata nel momento di picco massimo. L’Italia ha bisogno di politiche industriali, ma queste devono essere orientate alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente, alla valorizzazione del nostro maggiore patrimonio’’.

Antonio Pipitone, Italia dei Valori

“lA centrAle non È unA priorità per veneto”

“N

on è

un’emergenza per il Veneto. Non è questo di cui hanno bisogno Antonio Pipitone le nostre aziende e il nostro terziario. Ha fatto bene Zanonato a dire che vuole esaminare la questione e parlarne con i vertici dell’Enel. L’azienda che, lo ricordiamo, forse anche per il surplus energetico attuale (l’Italia dispone di energia in eccesso, vista la crisi economica, ed aumenta le sue riserve) ha congelato gli investimenti per Porto Tolle: non c’è una domanda di energia tale da giustificare l’urgenza dell’operazione. Noi siamo per lo sviluppo e per l’innovazione, dobbiamo guardare al futuro, sostenibile e responsabile. Chiediamo al ministro Zanonato di dare immediate risposte alle emergenze di adesso, non certo di perseguire un progetto trito e ritrito, che darà qualche limitato e temporaneo frutto, fra anni. Sulla questione - conclude Pipitone - abbiamo sempre ritenuto che la riconversione a carbone della centrale fosse una scelta sbagliata, che darà un colpo mortale al territorio. Sarà inutile per rilanciare l’economia veneta e tantomeno quella del basso Polesine, che avrebbe invece bisogno di investire su pesca, turismo, agricoltura tipica. Quelle sì scelte giuste per creare sviluppo duraturo e nuovi posti di lavoro, non quelli effimeri per i cantieri del carbone”.


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42 Cultura veneta

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16 Cultura veneta

Cultura veneta 43

Grandi mostre A Palazzo Ducale fino al 18 agosto

Manet e il richiamo artistico rinascimentale italiano Nel suo soggiorno a Firenze, l’artista francese vide e effettuò una copia dell’opera di Tiziano, da quella copia derivò l’Olimpia

Nelle due foto l’Olimpia di Manet a confronto con “Venere di Urbino” che Tiziano dipinse trecento anni prima. A destra il Palazzo Ducale

di Alain Chivilò

I

l percorso espositivo di “Manet. Ritorno a Venezia”, allestito a Palazzo Ducale fino al 18 agosto, ha lo scopo di proporre attraverso riscontri diretti l’importanza dell’influsso dell’arte italica nel pittore francese, svincolandolo dall’influenza spagnola alla quale è stato maggiormente accreditato. Un’anima italiana che si evince dal confronto e dall’accostamento a opere di artisti rinascimentali, dalle quali si presume in modo più o meno certo un dialogo. Una mostra che partendo dai tre viaggi, divisi tra Venezia, Firenze e Roma del 1853, 1857 e 1874 traccia, tra le varie sale, un iter di ricerca nell’arte di Manet allontanandosi dai canonici cliché, che stanno vedendo in questi anni rassegne di quadri impressionisti, o percorsi curatoriali che uniscono diversi secoli di storia dell’arte. Di conseguenza, il ritmo espositivo cresce nel corso della visita perché è inframmezzato, vive e fa riflettere il raffronto con l’arte italiana, a dimostrazione che spunti importanti dell’una hanno trovato interpretazione nella maturazione pittorica di Manet. Già

dalla III sezione, il visitatore è coinvolto nell’e- di Olympia. Una donna fredda, imperscrutabile e vento principe che mette a fianco gli oli su tela priva di sensualità dove il bianco tende a racchiudella “Venere di Urbino” di Tiziano eseguita nel dere il rosa pallido del carnato della modella e il 1538 con “Olympia” del 1863. Quest’ultima, vestito della donna di colore, ambedue in primo per la prima volta in esposizione fuori dal terri- piano rispetto allo sfondo scuro. Elementi distintivi sono: un viso comune torio francese, permette ritratto in modo reale un dialogo che mette Velázquez, Goya con la mano che blocca insieme la visione inter- ed El Greco con decisione la visione pretativa di Manet che, tra i riferimenti del pube, la presenza di a tre secoli di distanza, del padre inserisce una figura fem- degli impressinisti gioielli con pantofole e minile contemporanea a un gatto nero di rimanlui in un contesto di cambiamento di costumi. do per il nascente Chat noir di Montmartre a Nel suo soggiorno a Firenze, l’artista francese Parigi. Invece, Tiziano nel Rinascimento riesce a vede e effettua una copia dell’opera di Tiziano trasmettere nella Venere di Urbino una sorta di che a distanza di sei anni permette l’ideazione eroticità dallo sguardo languido, con una mano

delicatamente posta sull’intimo, la luce calda e un cagnolino simbolo di fedeltà per la donna ritratta, che l’artista cadorino dipinge come quadro nuziale. Continuando nell’esposizione, la sezione V indaga l’influenza di Velázquez, Goya e El Greco con un ispanismo espresso per esempio nel ritratto “Lola Melea” (di Valenza) restaurato per l’occasione e “Le fifre”. La sala successiva si sofferma nella tematica tra musica e teatro, vertendo sull’ipotesi di un’influenza in Manet, determinata dalla visione dell’opera di Vittore Carpaccio “Due dame veneziane” del 1495 circa, per la realizzazione dell’opera “Le balcon” tra il 1868/69. Uno spaccato di vita borghese in cui i tre soggetti in primo piano sono ritratti in piani dimensionali a se stanti senza

dialogare. Una situazione sospesa che i curatori hanno avvertito nelle dame veneziane assorte nei loro pensieri. Un accostamento discutibile che però deve essere apprezzato, per la presunzione didattica e culturale appurata e proposta lungo questa mostra. Le ultime sale, passando per un azzeccato accostamento tra il “Ritratto di giovane gentiluomo nello studio” di Lorenzo Lotto con il “Ritratto di Émile Zola”, individuano come Manet dipinga la società con opere quali “Sur la plage” e “Berthe Morisot à l’eventail”. Un percorso espositivo che, grazie alla sinergia del Musée d’Orsay, permette al visitatore di capire come il Rinascimento italiano in primis e l’arte spagnola poi siano fondamenti nel cammino per l’impressionismo di Édouard Manet.

Palazzo Grassi

Querini Stampalia di Venezia

L’ARZANÀ DELLA SERENISSIMA

Rudolf Stingel: il sottile filo tra figurativo e informale

E

L

a Fondazione Querini Stampalia di Venezia dedica la sala museale, sopra la storica biblioteca, alle celebrazioni del cinquantenario di vita del Centro Internazionale della Grafica, sito nella città lagunare, attraverso una mostra che prende spunto dal volume, redatto da Guglielmo Zanelli, “Navi, squeri, traghetti da Jacopo dé Barbari” che per l’occasione diventa anche il titolo della stessa esposizione. Un libro, tipicamente artigianale nell’impaginazione, che evidenzia i particolari della celebre pianta prospettica di Venezia che Jacopo dé Barbari ideò nel Cinquecento, della quale due esemplari sono custoditi rispettivamente nel Museo Navale e nella Querini stessa. La mappa della Fondazione diventa così il fulcro del percorso che il visitatore si trova di fronte. Dal punto di vista tecnico, si tratta di una straordinaria xilografia, composta di 6 tavole, che complessivamente raggiunge i 3 metri di lunghezza creando una delle più efficaci, minuziose e verosimili rappresentazioni di una cinquecentesca Venezia. E’ possibile scorgere nei dettagli le genti, gli orti, il campanile di San Marco privo di cuspide con un tavolato

che chiude la cella campanaria, le barche nel Canal Grande, i mercantili nei pressi della Dogana e l’Arsenale. Proprio in quest’ultimo, che i veneziani chiamavano Arzanà, si scorgono le mura perimetrali, i velieri, i bacini, le tese e le torri. Una veduta a volo d’uccello che il visitatore può godere in diretta trovando il personale particolare d’effetto. Alla mappa, nella stessa e unica sala si sviluppano, tra libri e stampe, la sezione dedicata all’Arsenale e al rapporto della famiglia Querini con il mare. Si inizia con una delle prime raffigurazioni di una buzonavis di forma circolare dal Capitulare Nauticum del XIV secolo e con il canto XXI dell’Inferno di Dante Alighieri che cita proprio l’Arzanà. Proseguendo immagini di navigli, un settecentesco rilievo a colori dell’Arsenale di Filippo Rossi con tutti i settori di attività del cantiere, fino alla documentazione cartacea del rapporto tra i Querini e la marineria. Al.Ch.

ntrando in Palazzo Grassi la prima situazione che colpisce, già dall’ingresso, è la presenza di un tappeto contemporaneo che dai disegni antichi avvolge il visitatore. Un’installazione che, dall’inizio alla fine della mostra, accompagna le opere dell’artista altoatesino Rudolf Stingel (Merano 1956) poste in un continuum lungo i due piani espositivi, prima volta nella gestione François Pinault. Lavori provenienti non solo dalla collezione del magnate francese, ma anche da collezioni private e dall’artista stesso. Un allestimento sitespecific di 7500 metri quadri che si dipana in un tappeto che sembra non avere fine. Una ricerca dell’artista, utilizzata in altre mostre, che fonda il suo fulcro nella percezione attraverso una vera e propria sensazione tattile data dal calpestio e dal tocco sulla superficie stessa, unita a un costante dialogo con l’architettura ospitante, che si arricchisce di colore, accoglienza e umanità. Il richiamo all’antico e quindi a un vissuto, che segna l’incedere e lo scorrere del tempo, traccia da un lato il legame tra la storia di Venezia e la cultura orientale, dall’altro l’ambiente unico dello studio viennese di Sigmund Freud in cui i tappeti erano predominanti. Un viaggio introspettivo, al quale ogni visitatore è invitato ricercando una personale riflessione e dimensione spazio temporale, convalidato dalle ultime sale del primo piano che portano al successivo senza la presenza di opere dell’artista, attraverso la sola presenza della moquette. Un equilibrio espositivo che rimane in bilico tra informale e figurazione, dove i due

piani della mostra dialogano e si rimandano vicendevolmente. Interessante notare che nella seconda mostra personale in un museo italiano, dopo quella del 2001 al Mart di Rovereto, Stingel pone il suo ritratto nell’ingresso, in posizione semi-nascosta dalle colonne poggiando sul muro che delimita il negozio interno, per dare spazio nella sala centrale del primo piano al ritratto dedicato all’amico scomparso Franz West. Questa è l’unica opera figurativa di questa sezione in cui regna l’informale. Le opere presenti, create tra Merano e New York, sono dipinte attraverso la stesura di un colore alluminio, argenteo che irregolarmente ricopre il medium con lampi di luce di colore bianca in un sottile gioco d’irraggiamento naturale e artificiale. L’astrazione non è presente perché siamo nell’area della non forma. Salendo al

piano successivo la visione diventa intima con la presenza di opere figurative dal piccolo formato. I dipinti rappresentano sculture lignee dal chiaro riferimento alla tradizione scultorea del Trentino Alto Adige, caratterizzate da fotografie e illustrazioni in bianco e nero personalizzate ed elaborate su tela con colori ad olio da Stingel. Ritratti di sculture che, uscendo dalla parete, vogliono parlare all’osservatore. Una personale che permette al pubblico italiano e internazionale di approfondire l’arte di un’artista nazionale conosciuto anche come mercato maggiormente all’estero. Un percorso visitabile fino al 31 dicembre che, eccetto qualche eccezione, contiene una sola opera per sala, arrivando a quell’optimum curatoriale che spesso è inseguito ma non così facilmente Al.Ch. raggiunto.


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I nostri esperti 45 AFFARI DI FAMIGLIA

A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Il patto di famiglia: come gestire responsabilmente il passaggio generazionale di un’azienda

Cari lettrici e lettori, in questo edizione affronterò una questione che si pone sempre più di frequente in una realtà economica, quale è quella del Nord – Est, caratterizzata dalla presenza di numerose imprese di dimensioni più o meno piccole, generalmente a gestione familiare, ovvero tratterò del passaggio generazionale dell’impresa. Questa fase rappresenta un momento particolarmente importante e delicato della vita di un’azienda che, se mal gestito, potrebbe addirittura pregiudicarne la prosecuzione. Per far fronte a tali difficoltà, il legislatore, con Legge del 14.02.2006 n. 55 ha introdotto nel Codice Civile l’istituto del Patto di Famiglia disciplinato dagli artt. 768 bis e seguenti.

che cos’è il patto di famiglia? Ai sensi dell’art. 768 bis c.c., il patto di famiglia è “il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti”. Il patto di famiglia costituisce una deroga espressa al divieto di patti successori, così come previsto dall’art. 458 c.c. A questo contratto plurilaterale inter vivos ad effetti reali, a titolo gratuito, prendono parte, necessariamente, il titolare dell’impresa o delle partecipazioni societarie, in qualità di disponente, il beneficiario scelto tra i suoi discendenti, nonché il coniuge e coloro che sarebbero considerati legittimari all’apertura della successione. Dunque, i predetti soggetti devono essere tutti presenti ed esprimere unanimemente il loro consenso al patto di famiglia, considerato che questo loro consenso determina in via anticipata l’attribuzione a favore del beneficiario della quota di legittima. A cosa serve? La finalità del patto di famiglia

è pertanto quella di assicurare, dunque, la continuità nella gestione dell’impresa, preservando l’integrità della stessa senza dover ricorrere a strumenti quali la donazione o consimili che rendono più difficile ed oneroso il trasferimento della ricchezza. In tal modo si vanno ad escludere, inoltre, in via anticipata, possibili liti ereditarie che si

verificherebbero all’apertura della successione con il rischio evidente di disgregare il patrimonio aziendale. Questo perché i futuri legittimari espressamente rinunciano, con la sottoscrizione del patto di famiglia, a partecipare alla successione ed alla divisione ereditaria sui beni formanti oggetto dell’azienda o sulle quote sociali.

come si attua? Tramite contratto che ai sensi dell’art. 768-ter deve essere concluso per atto pubblico a pena di nullità. Si attua in concreto con l’individuazione di uno o più discendenti (figli, nipoti) dell’imprenditore ritenuti idonei alla gestione dell’impresa ai quali viene disposto il trasferimento

della stessa, o di partecipazioni societarie, realizzando così una specie di “anticipata successione” a titolo particolare. Data la delicatezza ed importanza degli interessi oggetto del patto di famiglia è opportuna, in sede di stipula notarile, la presenza dei testimoni e ciò per scongiurare le conseguenze derivanti da un’eventuale conversione del contratto in esame come donazione. Quali gli obblighi/oneri del beneficiario? Ai sensi dell’art. 768 quater, comma 2 c.c., gli “assegnatari dell’azienda o delle partecipazioni societarie sono tenuti a liquidare, in denaro od in natura, gli altri partecipanti al contratto, a meno che questi ultimi non vi rinunzino in tutto od in parte, con il pagamento di una somma”. Il patto di famiglia può essere modificato o sciolto? Ai sensi dell’art. 768-septies c.c. il patto di famiglia può essere sciolto o modificato, fino alla data di apertura della successione del disponente, ad opera delle medesime persone che lo hanno concluso e ciò può avvenire mediante un nuovo e diverso contratto oppure con il recesso, solo se espressamente previsto nel patto di famiglia. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.


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capelli!” • Un carabiniere entra in una casa per una perquisizione. “C’è permesso?” E il maresciallo gli risponde: “Stupido! Non vedi che non c’è!?”

il CRITTOGRAFICO

A gioco risolto sulle caselle grigie apparirà il nome di un animale

• Al bar, un carabiniere dice al collega: “Cosa prendi?” E l’altro risponde: “Quello che prendi tu.” “Allora due caffè.” “Ah, due caffè anche per me, grazie!” • Un carabiniere: “Mi sono comprato un gommone” “Perché hai tanto da cancellare?”

Aforismi divertenti • Non dite mai ad un uomo che è intelligente. Finirebbe col crederci. • Ad una festa ho portato la mia dolce metà: 60 chili di profiteroles. • Il mondo e’ diviso in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio la notte, i cattivi se

la spassano meglio il giorno. • E’ meglio vivere una vita di rimorsi piuttosto che di rimpianti. • Gli obesi vivono di meno: però mangiano di più. • La vita è vissuta in avanti ma capita all’indietro. • Un piacere senza rischi piace meno.

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Diritto di recesso. (d.lgs. 206/5, art. 50 e seg.) Se i prodotti non saranno di suo gradimento potrà esercitare il diritto di recesso - senza dovere nulla - inviando entro 30 giorni dalla consegna una comunicazione a mezzo lettera raccomandata A/R a Giordano Vini - Servizio Clienti, Valle Talloria, 12055 Diano d’Alba (CN). Giordano provvederà gratuitamente al ritiro della merce. Per maggiori informazioni può contattare il Servizio Clienti al numero 199 11 22 33 oppure inviare una e-mail a: dirittorecesso@giordanovini.it

La vendita di vini e alcolici è riservata ai maggiori di 18 anni

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