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N. 01 - FEBBRAIO 2010

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SOMMARIO 3 4 8

Editoriale Club 1° Winter Landy Party

Prossimamente daremo spazio anche alla posta dei lettori, quindi non esitate a scriverci: Registro Storico Italiano Land Rover Via Renzi, 11- 47841 Cattolica (RN) Italy Tel. +39 331 5770456 E-mail: segreteria@registrostoricolandrover.eu

Tecnica Sostituzione dei freni su una Series

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My Landy Land Rover Discovery

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Minilandy Pink Panther

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La foto del mese

Seguici anche sul Forum “I Love My Landy”! www.landitalia.eu

Registro Storico Italiano Land Rover E-mail: info@registrostoricolandrover.eu Web: registrostoricolandrover.eu LANDITALIA Magazine è curato da Landitalia via Renzi,11 - 47841 Cattolica (RN) Italy Telefono: +39 3315770456 Web: landitalia.eu E-mail: landitalia@landitalia.eu

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Hanno collaborato a questo numero per i testi e per le foto: Pierluigi Ducci, Paolo Turinetti, Roby65to, Colin Buckley Progettazione e realizzazione grafica: Eleonora Felisatti - Udine

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FINALMENTE LA PRIMA WINTER

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ellissimo, è la sola parola che mi viene in mente al ritorno dalla Winter. Non è stato facile organizzare tutto in pochi giorni. Chi mi conosce sa come la penso in fatto di raduni, ti puoi sbattere un anno intero a preparare, organizzare e pubblicizzare e poi cade tutto in un fiasco, magari per qualche incomprensione con qualche partecipante. Devo dire che questa volta è riuscito bene, certo non c’erano molte macchine, ma era comprensibile. Di Series in giro non ce ne sono quante le Defender, la distanza, il freddo della stagione e perché no, anche il costo della sistemazione in albergo, Madonna di Campiglio è molto bella ma non è certo a buon mercato, hanno sconsigliato ad alcuni di partecipare. Come prima uscita stagionale è andata molto bene, gente simpatica e semplice, nutrita dalla stessa passione e dal proprio amore per la propria Landy: sono stati questi gli ingredienti insieme a un paesaggio mozzafiato

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ovattato dalla neve che hanno esaltato le giornate della Winter. A questo punto sarà da rimetterla subito nel programma del prossimo anno, sperando che possa diventare nel tempo un appuntamento fisso per noi giovani o vecchi, ma sempre amanti di queste old Landy. Permettetemi di spendere due parole di ringraziamento per la riuscita della manifestazione; prima di tutto vorrei ringraziare Maurizio, che si è sbattuto a Campiglio fra alberghi, amministrazioni e permessi e chi ha organizzato qualcosa sa quale può essere lo sbattimento; poi non possiamo certo dimenticare Franco della L.R. Team, che piaccia o non piaccia ad alcuni, si è preso la briga di supporter ufficiale 2010 del Registro Storico e questo è un dato di fatto, accollandosi in parte le molte spese necessarie per il sostentamento del Registro Storico Italiano Land Rover, voluto da molti, capito da alcuni e realizzato da pochi. Pierluigi Ducci

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1° WINTER LANDY PARTY

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i è appena conclusa la prima Winter Landy Party svoltasi nella meravigliosa Madonna di Campiglio. La manifestazione riservata alle Land Rover d’epoca, organizzata dal Registro Storico Land Rover e da Land Italia, con il prestigioso supporto della Land Rover Team, supporter ufficiale 2010 del Registro Storico Italiano.

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Alla manifestazione hanno partecipato una quindicina di Land Rover, da un bel Half Ton del 1969 ad una recente Land Rover 90 del 85, diverse Series III, alcune veramente ben restaurate. Due Series III passo 109 SW, una delle quali proveniente da Torino, uscita da Solihul il 28 giugno 1977, aveva solo 15000 Km all’attivo ed è stata esposta nello stand di Automotoretrò di Torino lo scorso anno.

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Nel pomeriggio del venerdi sono arrivati i partecipanti in ordine sparso, una colonna piemontese con 5 Landy, dalla Romagna è arrivato il presidente sul suo mitico 110 V8 Masai Red del 1983 ancora con soli 20000 Km, due equipaggi da Cremona su Series III 88, da Busto Arsizio un bel 109 SW Masai Red, e da Milano un super restaurato Range Rover 3 porte Masai Red del 1978 iscritto al Registro Storico al numero 103. Gli altri partecipanti, da Bologna e da Vicenza sono giunti sabato mattina. In breve tempo Campiglio ha iniziato a popolarsi di Series. La curiosità dei passanti al passaggio della carovana si è poi esaltata il sabato mattina quando è stata organizzata l’esposizione e la prova di abilità sul laghetto ghiacciato dello Sporting Club, lo stesso che aveva visto le prove speciali della Winter Maraton il sabato prima. In breve tempo, dopo i saluti di

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rito, la consegna dei gadget, fra cui un bellissimo plaid offerto dalla LR Team e un buon caffè caldo (la temperatura era intorno a -10!) i “piloti” non sono più riusciti a tenere a bada la loro passione e, nell’anarchia più totale, le Series hanno cominciato a piroettare sul lago ghiacciato. Oltre due ore di prove sul ghiaccio hanno affamato i nostri Landers che all’una si sono rifugiati all’interno dello chalet dello Sporting per il pranzo. Freddo, gulasch, e grappa non hanno fermato i nostri eroi che verso le 15, dopo un bel bombardino, hanno deciso di esplorare le montagne intorno Madonna di Campiglio, risalendo qualche mulattiera fra le cime innevate, forse fin troppo innevate. Qualcuno infatti, forse preso dalla foga dell’entusiasmo, invece che galleggiare sulla neve ci è affondato con tutte e quattro le ruote. Ma niente di preoccupante, con l’aiuto di tutti e qualche buona manovra, dopo qualche ora si è tutto risolto. Giusto in tempo per tornare in albergo, una sauna, una Jacuzzi e di nuovo pronti a risalire la pista innevata praticata solo dai gatti delle nevi con le storiche Land Rover fino al rifugio Zeledria

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dove, posteggiate le Landy sulle piste da sci all’ombra di un magnifico cielo stellato, i nostri Landers hanno assaporato, o meglio dire divorato, tutto ma proprio tutto il menù trentino preparato per loro, dove non potevano di certo mancare il grappino finale che per qualcuno sono diventati i grappini, dato il freddo polare che offriva la notte. Stanchi ma sazi, felici di esserci, non restava altro da fare a mezzanotte che risalire sulle Landy e scendere le piste ghiacciate fino a valle con le ridotte ben inserite, il piede di

piuma e l’occhio vigile. Qualcuno, indomabile, invece di prendere la strada dell’albergo è tornato di nuovo sulla pista ghiacciata del laghetto, ma dopo qualche giro notturno, tanto per provare di nuovo assi, ponti e differenziali sul ghiaccio, non ha più resistito al richiamo di Morfeo e ben presto ha raggiunto tutti gli altri in albergo giusto in tempo per augurare la buonanotte Dopo un sabato così ricco è parso ragionevole a tutti trascorrere la domenica in maniera più soft, dopo una ricca colazione in albergo, le Land Rover sono state esposte nella piazzetta centrale di Madonna di Campiglio e, dopo un

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aperitivo, non è rimasto altro che salutarsi e tornare a casa, stanchi ma felici di aver partecipato, di aver condiviso un’esperienza unica, fra persone simpatiche che seppur diverse nella vita sono tutte accomunate dalla stessa passione, quella passione di tutti noi enthusiast per queste storiche Land Rover. Un doveroso grazie va, oltre naturalmente a tutti i partecipanti che provenivano anche da oltre 500 Km, alla Land Rover Team, ma soprattutto al socio Maurizio che ha curato sul posto l’organizzazione logistica. Grazie a tutti ed arrivederci alla prossima edizione 2011.

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SOSTITUZIONE DEI FRENI SU UNA SERIES a cura di Roby65to

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na delle operazioni più comuni da fare sui nostri veicoli, è la sostituzione delle ganasce dei freni, operazione di per sé semplice, ma se non si presta

Le operazioni preliminari da compiere sono: bloccaggio del veicolo inserendo le 4wd ed azionando il freno a mano; sollevamento delle ruote interessate; rimozione della ruota. A questo punto ci troviamo davanti al tamburo dei freni.

attenzione al alcuni accorgimenti ci potrebbero essere brutte sorprese una volta rimontato tutto, come un pedale con una corsa troppo lunga oppure la necessità di “pompare” più volte sul pedale per poter frenare.

percussione o, in mancanza, di un martello ed un piccolo scalpellino o punzone per svitarle con la forza. Le viti nu ove conviene poi spalmarle con un po’ di gra s s o all’ossido di zinco o altro tipo, per facilitare futuri smontaggi. Una volta rimosse le viti, conviene allentare completamente il registro del freno (o i registri nel caso dei freni da 11”) per poter smontare più facilmente il tambu r o. In caso di difficoltà si possono dare alcuni colpi lungo la circonferenza con una mazzetta in legno o in plastica oppure avvitare una vite come quelle rimosse dai tamburi in un foro filettato presente tra due colonnette per il fissaggio delle ruote e che serve per poter staccare il tamburo dal mozzo. Una volta rimosso il tamburo vediamo le ganasce dei freni.

Nella foto manca anche la flangia che trasmette il moto dal semiasse al mozzo ruota, smontata per altre ragioni, nel caso di intervento sui freni non è necessaria la rimozione. Per ri mu overe il tamburo è necessario per prima cosa svitare le viti che lo tengono bloccato sul mozzo, possono essere una o tre, lo scopo è quello di non far staccare il tamburo dal mozzo una volta che si è staccata la ruota. Molto spesso questi viti sono grippate o arrugginite per cui vanno sempre comprate nu ove e ci si deve preparare a lottare per svitarle nel caso siano molti anni che non ve n g o n o svitate. Per fare ciò conviene usare un cacciavite a

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A questo punto si può esaminare lo stato di usura delle ganasce, della superficie interna del tamburo, eventuali perdite dei cilindretti o di lubrificante dal paraolio del mozzo ruota e decidere gli eventuali interventi necessari . Nel caso della sola sostituzione delle ganasce si devono

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ri mu overe quelle vecchie sganciando le relative molle, prestando la massima attenzione a come sono montate, m a g a ri scattando qualche foto dura n t e le operazioni di smontaggio, al fine di non commettere errori durante il rimontaggio. Ci sono va rie tipologie di freni a seconda del modello e dell’anno di costruzione, quelli delle foto sono i freni da 10” anteriori e posteriori montati sulle 88” c o s t ruite fino a metà del 1980, successivamente sono stati montati freni da 11” con due cilindretti singoli invece di un solo cilindretto doppio, stessa soluzione utilizzata sulle 109”. Al momento del rimontaggio va prestata particolare attenzione sui veicoli dotati di un cilindretto doppio ed un unico registro freni in quanto le molle di richiamo sono montate in modo particolare ed in caso di errori i freni non funzionerebbero correttamente. In pratica la molla inferiore (corta) collega insieme le due ganasce in prossimità del fulcro, la ganascia senza registro è lasciata libera mentre quella comandata dal registro ha attaccata l’estremità della molla lunga la cui altra estremità è attaccata ad un perno fissato sul piatto porta ganasce; l’errore più ri c o r r e n t e, fatto anche da meccanici che non conoscono questo sistema, è quello di attaccare con la molla lunga le due ganasce insieme, errore facilitato dalla presenza di un foro sull’altra ganascia che sembra fatto apposta per attaccare la molla. In questo caso si av r e bbe un ritiro eccessivo della ganascia senza registro che farebbe sì che ad ogni frenata sia necessario pompare un paio di volte sul pedale per riportarla a contatto del tambu r o. Ovviamente per cambiare le ganasce non è necessari o smontare il mozzo ruota, la foto è stata fatta senza in quanto scattata in occasione di una revisione completa con smontaggio totale dei mozzi snodati delle ruote anteriori.

Nel caso di freni con doppio registro ogni ganascia ha la sua molla di richiamo per cui è più difficile commettere errori . Una volta rimontate le ganasce, si monta il tamburo e lo si a s s i c u ra al mozzo con le viti previste, quindi si può rimontare la ruota. Prima di abbassare la ruota si devono registrare i freni, facendo girare la ruota a mano (dopo aver sbloccato il freno a mano e la tra s m i s s i o n e, oppure usando i mozzi liberi sulle ruote anteriori se in dotazione) e serrando il registro fino al bloccaggio, dopodiché si torna indietro di due scatti e si verifica che la ruota giri libera m e n t e, si ripete sul secondo registro, se presente, e sull’ a l t ra ruota dello stesso asse. Una volta terminato si può rimettere a terra il veicolo e serrare definitivamente i dadi delle ruote alla coppia di serra g g i o prevista di circa 11 Kgm agendo sempre su dadi opposti. Se avete qualche argomento che volete approfondire scriveteci, lo approfondiremo insieme a Roberto. roby65to@landitalia.eu

ELENCO PARTI DI RICAMBIO PER LA REVISIONE DEI FRENI SULLE SERIES Ganasce anteriori e posteriori per 88” con freni da 10”: STC2796 Ganasce anteriori per 109” e 88” con freni da 11”: RT C 3 4 1 7 Ganasce posteriori per 109”: STC2797 Tamburo freni da 10” per SI-SII-IIA fino al 1969 (prigionieri ruote piccoli): 591661 Tamburo freni da 10” per ultime SIIA e SIII (prigionieri ruote gra n d i ): 591039 Tamburo freni da 11” fino al 1969: 516599 Tamburo freni da 11” dal 1970 in poi: 576973 Viti per fissaggio tamburo al mozzo: 1510 Molla superiore per freni da 10” delle 88”: 503981 Molla inferiore per freni da 10” delle 88”: 218983 Molle per freni anteriori da 11”: 234889 Molla superiore freni posteriori delle 109”: 548169 Molla inferiore freni posteriori delle 109”: 531893 Piastrina di sicurezza per bloccaggio bulloni della piastra di ancoraggio ganasce (solo freni da 10”): 236995

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LAND ROVER DISCOVERY testo di Colin Buckley

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Cosa significa esattamente Discovery? Per noi amanti del marchio inglese Land Rover, è un modello dal catalogo di 4x4 fabbricate a Solihull in Gran Bretagna. Ma c’è dell’altro nel nome Discovery? Credo di si!

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al 1989 ad oggi 2010: 20 anni di un modello della Land Rover, quasi quanto è dura t a l’intera produzione dell’icona del lusso che p r e c e d eva il Discove ry, sua maestà la regina Range Rover ormai denominata “Classic” 1970-1995. Quindi “ D I S C OVERY”, dall’inglese “to Discove r ” o meglio “ u n c over”, scopre, scopri r e, scoperta, non inve n t a r e, ma t r ovare ciò che esisteva già, un mondo, che è tutto da scopri r e, esplorare e come meglio fa r e, se nonché a bordo di un mezzo con il proprio nome DISCOVERY? A l l o ra cerchiamo di capire cos’è il Discove ry, sia come 4x4, sia come stile di vita, compagno di viaggio o semplicemente un auto comune di tutti giorni. Perché doveva esistere questo modello così acclamato nel mondo dei Fuori s t rada o meglio “SUV Sport Utility Vehicle”. Suv è un termine nato dall’americano, che identifica un m e z zo che fa di tutto, l’off-road, station wagon, MPV “ mu l t i purpose ve h i c l e ” .

Iscritta al Registro Storico Italiano L.R al numero 000164. è questa bella Discovery, una delle prime costruite e venduta in Italia nel 1989, telaio n. SALLJGBF8GA407824. Il proprietario è riuscita a mantenerla tutta originale, come è uscita da Solihull. Molte di queste prime Discovery purtroppo, sono state nel corso degli anni smontate o trasformate in vetture per l’off road , senza alcuna possibilità di riconvertirle in auto originali. Questa è una bella Discovery originale!

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Quindi negli anni ottanta avevamo una scelta limitata tra l’ormai ben conosciuta Range Rove r, settore SUV e auto di lusso per l’epoca e la sorella minore Land Rove r 90’ e 110’ (Ninety & OneTen), modello nato dalla precedente Series III, poi Defender. Nel lontano 1986, la Land R over non nav i g ava in acque tra n q u i l l e, l’aziende aveva problemi di tipo finanziario, i costi dovevano essere ridotti, pero il “ g a p ” (Spazio/Distanza) tra la Range Rover e il Defender e ra cosi ampio, che il pubblico che cercava una via di mezzo doveva scegliere fra i modelli giapponesi per soddisfare le loro esigenze. Il Defender era troppo gr e z zo e spartano non offri va comfort sui lunghi viaggi, e la Range Rover era per alcuni troppo costosa o semplicemente troppo bella da immergere nel

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fango. Così il GAP tra un p u bblico e l’altro era vuoto e qualcosa doveva riempirlo. A Solihull d ovevano trovare una soluzione in breve tempo, e con budget limitato, pensarono di sfruttare la Range Rover come base per un nu ovo modello che non era ne’ troppo gr e z zo, o forse troppo di lusso e che poteva fare tutto ciò che le altre due ri u s c i va n o a fare, ma con una differenza, che portava 7 persone a bordo. Nacque allora il progetto “ JAY”, questo era il nome in codice, per qualunque idea che nasceva in quel momento. Perché la Range fu candidata come base? Perché una 90’ sarebbe stata troppo corta, un 110’ troppo lungo,e quindi i 100 pollici della Range sembravano perfetti ! Pensate a trova rvi con un progetto fatta al 60%, il telaio “LADDER FRAME” a longheroni fatto come una scala, le

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sospensioni a molle elicoidiali, che andarono poi sostituite perché troppe morbide. I ponti rigidi, il potente V8 e la t rasmissione con le ri d o t t e. Alla Land Rover hanni risparmiato molto tempo e denaro, con questo nu ovo modello, nessuno quando fu finalmente presentata nel 1989 poteva pensare che sotto la veste c’era l’anima della Regina. La Discove ry pesava anche qualche centinaia di chili in più rispetto alla Range Rove r, ed era più alta, e quindi

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n a s c o n d eva ogni legame con la sorella maggiore ! Al MOTOR SHOW di Francoforte il 12 Settembre 1989, ve n i va svelata la nu ova entry nel catalogo dei Prodotti Land R ove r, e non solo: il Discove ry si rivo l g eva ad un pubbl i c o diverso, più giova n e, dinamico, alla famiglia, meno formale da quello che erano gli acquirenti della sorella maggiore Range Rove r. La Discovery era considerata il giusto mezzo, comodo e

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veloce nei trasferimenti stradali, rude e invincibile nel fuori s t rada più estremo. A conferma di ciò la Land Rover partecipa al Camel Tr o p hy del 1990 con i suoi Discove ry Tdi200 3 porte, comportandosi e gregiamente tra il fango e le nevi della Siberia. Lo spazio all’interno della Discove ry era tanto, 7 posti, con le due file posteriori piu alte da quelle anteriori, dando un effetto da Stadio “Stadium Seating Arrangement”. I due posti della terza fila potevano essere ripiegati quando non servivano e la seconda fila frazionata 40/60 poteva essere ripiegata in avanti, cosi da permettere uno spazio di carico senza pari, e mai visto prima su una Land Rove r. L’impressione di essere a bordo di un mezzo più grande di quello che era era dovuta anche da grandi finestrini, due dei quali erano posizionati pure sul tetto “Alpine Lights”, in s u c c e s s i o n e. Alla Land Rover capirono presto che la 3 porte del modello iniziale non era sufficiente, e non erano molto ben viste, i nu ovi clienti Discove ry, cominciavano ben presto a chiedere degli optionals! Che al momento la Land Rover non aveva

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previsto per questo modello. Non pensando al grande successo da parte del pubbl i c o, non avevano pensato a come allestirla meglio. Nel 1992, finalmente sono arri vate le due porte mancanti, assieme ai “Sun Roofs” tetto apri b i l e, e le protezioni sulle porte in gomma, cerchi in lega, ora si che piaceva ai clienti. La nu ova Land Rover Discove ry (4 cilindri a gasolio. 2.5 lt, 113 CV) era disponibile nelle versioni SW (a 3 e 5 porte) poteva essere anche equipaggiata con cambio automatico. Con l’apparizione della Discovery inoltre, la Land Rove r introduce anche una ra d i c a l e t ra s formazione nella denominazione del più classico e glorioso modello della gamma. Le tradizionali Land Rover 90 e 110 divennero infatti da questo momento Defender 90 e 110 e, per sottolineare ulteriormente l ’ evoluzione del nu ovo ve i c o l o, il Defender eredita direttamente dal Discove ry anche il nu ovo propulsore Tdi ad iniezione diretta, con un sensibile incremento di potenza (108 CV contro 86) il quale migliorava sia le prestazioni stradali sia il comportamento in fuoristrada. E ra disponibile anche con il mitico 3500 V8.

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FACCIAMO

UN PO’ DI CRONOLOGIA.

1989 Motor Show di Frankfurt: viene presentata al mondo il nuovo modello Land Rover Discovery. (correva l’anno pure,Guarda caso,del Lancio dello Space Shuttle Discovery) 1994 Motor Show di Genevra: viene presentata il “FACE LIFTING” Re-Styling. Interni migliori, sopratutto i colori e i tessuti, la maschera anteriore, i fari anteriori, quelli posteriori divise e abbassate nel paraurti. Discovery era pronta per l’America. Nasceva La Land Rover North America. Gli Americani davano il benvenuto ai motori benzina V8 di 3947 cc, ma non tanto al 300 Tdi. Come in tutti casi della Land Rover ogni progetto aveva un nome, il nuovo nome per il Discovery 300 si chiamava “ROMULUS” Nel 1995: comincia un periodo di crisi per la Casa Di Solihull. Qualcosa non va nella casa madre, arrivano i Tedeschi a farci scuola, BMW prendono i comandi dal British Aero Space Group alla fine del 1994. Grazie a BMW trova nuova vita il

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modello Discovery nel futuro, a 6 anni dalla nascità, la Discovery aveva bisogno di una rinfrescata, e serviva un idea per una seconda generazione. Escono i nuovi modelli ES, XS, GS motorizzati con il 300 Tdi e il 3947 V8 ormai marcato V8i, che offrivano interni più rifiniti e lussuosi. Sempre nel 1995 ha fatto il suo arrivo la nuova Range Rover P38A, con motori 2.5 Diesel 6 Cilindri, 4.0 Benzina V8 e per gli USA 4.6 V8 Benzina. Tutto sotto l’occhio della casa Bavarese. 1998: la Discovery è con noi da quasi un decennio. Con quasi 400.000 esemplari costruiti e venduti. Novembre 1998, è il 50° compleanno del Marchio e quale modo migliore per festeggiarlo se non con il lancio della nuova DISCOVERY serie II, con nuovi propulsori Benzina e Diesel 4.0 V8, e il progetto “THOR” o meglio conosciuto come “STORM” Td5. Td5 è il nuovo motore diesel con 5 cilindri in linea ad iniezione diretta. Un grande passo avanti nelle tecnologie dei motori diesel, firmato BMW.

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MINILANDY a cura di Paolo Turinetti

PINK PANTHER

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partire da questo numero prende vita una nu ova rubrica, dedicata a quanti di noi sono stati colpiti dalla sindrome di Peter Pan anche in forma ridotta… In fondo giocare con le nostre macchine è bello, siano esse grandi o piccole. Penso che l’argomento modellismo possa toccare tanti appassionati della Land Rove r, ed è dimostrato dal fatto che praticamente tutte le maggiori marche produttrici a bbiano o abbiano avuto in catalogo piccole Landy, e dalla c o nvinzione che i potenziali acquirenti di tali modelli siano s i c u ramente se non landroveristi sicuramente fans del green oval. Cominciamo la rassegna con un esempio di come la “malattia” possa essere grave, e tale da produrre risultati fantasiosi e particolari. Ecco qui di seguito due foto di espositori ri c avati l’uno da una porta laterale di un seconda serie ed adibito all’esposizione di modelli della AA (automobil association), e l’altro come facilmente intuibile dalla porta posteriore ed usato come vetrina per auto dei pompieri.

Ho voluto cominciare la presentazione dei vari modelli parlando di un tipo di Land Rover davvero particolare: la PINK PANTHER.

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Alla fine degli anni 60, con il nome tecnico Truck General Service SAS 3/4 ton ed il codice FV 18064, il ministero della difesa britannico fece tra s fo rmare 72 Series IIA 109 in veicoli di intervento rapido per le SAS (Special Air Service). La società incaricata fu la Marshall of Cambridge. L’ o b i e t t i vo della commessa era di fornire ai corpi speciali britannici un veicolo fuori s t rada, capace di trasportare un commando di tre uomini, equipaggiato ed armato per permettere raid dietro le linee nemiche con la tattica del colpire e f u g g i r e, disimpeg÷nandosi ve l o c e m e n t e. Vennero inizialmente ve rniciate di verde ma poi quasi tutte furono ridipinte in rosa, perche secondo gli esperti si mimetizzava perfettamente con i colori delle prime luci dell’alba d u rante l’impiego nel deserto; da qui ovviamente derva il nome pink panther. I modellini qui ritratti sono esempi di quattro allestimenti derivati dalla base Ta m i ya in scala 1:35 ed ambientati con dei semplici diora m i , cercando di riprodurre quello che poteva essere il terreno su cui furono impiegati.

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LA FOTO DEL MESE

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già da tempo che sul sito del Registro mettiamo la foto del mese, una foto che viene scelta, di solito la più significativa , fra quelle che ci inviano gli appassionati. Da questo mese la riproduciamo anche qui. Questo mese iniziamo con una foto inviataci da Paolo Greppi durante uno dei suoi viaggi in Africa. La foto è stata scattata nel 1974 nel deserto del Ténéré lungo la Balise della Mission Berliet in Niger. Paolo ha un buon reportage di foto del suo viaggio, nei prossimi mesi cercheremo di pubblicarle tutte, magari con un articolo apposito. Per partecipare a “La Foto del Mese” inviare la foto a segreteria@registrostoricolandrover.eu Le foto inviate dovranno essere di vostra proprietà, contenere almeno un fuoristrada Land Rover di interesse storico (oltre vent’anni) anche non in primo piano e nell’e-mail dovranno essere indicati: 1) breve descrizione e/o luogo dello scatto 2) nome e cognome del fotografo.

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Le immagini dovranno essere in formato JPG con una risoluzione minimo di 1024x768 pixel. Il Registro Storico Italiano Land Rover, si riserva il diritto di non ammettere le fotografie che ritiene non opportuno accettare per qualsivoglia motivo. - Ogni partecipante dichiara di essere autore delle fotografie, di essere titolare dei diritti sulle stesse e responsabile del contenuto. - Ogni partecipante ne autorizza la pubblicazione, sia in Internet sia su mezzi stampa e mezzi radiotelevisivi o in occasione di particolari eventi, sollevando il Registro Storico Italiano Land Rover da ogni responsabilità e solleva il Registro Storico Italiano stesso da eventuali diritti di utilizzazione commerciale delle fotografie. Il Registro Storico Italiano Land Rover ricerca costantemente foto e documentazione di viaggi, raid e spedizioni realizzate negli anni passati con veicoli Land Rover. Se hai partecipato a qualche viaggio avventuroso con una Land Rover e/o hai foto di qualche viaggio fatto prima dell’89, inviacele, le pubblicheremo.

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