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Comune di Greve in Chianti

le vie d’arte del Chianti


Pubblicazione: Comune di Greve in Chianti Progetto grafico: La Macina di San Cresci Marzo 2019

Comune di Greve in Chianti

slow road è un progetto di: La Macina di San Cresci Pieve di San Cresci 1 - 50022 Greve in Chianti (FI) tel. 055 8544793 www.chianticom.com info@chianticom.com Direzione Artistica Duccio Trassinelli

in collaborazione con:

partner operativi: Fornaci Storiche : MITAL FORNACE MASINI ARTENOVA RICCERI SERGIO ENZO ZAGO

sponsor:


SLOW ROAD è un progetto-pilota per un percorso artistico integrato su un territorio campione del Comune di Greve in Chianti. Un format che si pone come obiettivo valorizzare il territorio mediante interventi di arte contemporanea, formare e avvicinare i giovani al mondo del lavoro, potenziare le attività produttive locali e incrementare la fruibilità dei percorsi. E’ considerato una sfida in quanto mette insieme più soggetti, apparentemente distanti tra loro, ma nello stesso ecosistema territoriale. Slow Road è un percorso di circa otto chilometri che si sviluppa nell’anfiteatro naturale tra il Museo di San Francesco, Montefioralle, la Pieve di San Cresci, Greve in Chianti. Sul percorso sono state collocate opere di design – arte per essere usata – tese a valorizzare un materiale locale: la terracotta. Questo percorso può essere considerato nient’altro che un lungo percorso museale all’aperto ed aperto dove gli elementi d’arte si mescolano a quello che è il piacere di vivere l’ambiente naturale.

SLOW ROAD racchiude le eccellenze del Made In Italy: Creatività, Design, Artigianato, Arte


SLOW ROAD is a experimental project for an integrated artistic journey on a exsample area of Greve in Chianti. A format that aims to enhance the territory through installation of contemporary art, train and bring young people to the world of work, enhance local production activities and increase the use of the routes. It is considered a challenge because it brings together more subjects, apparently distant from each other, but in the same territorial ecosystem. Slow Road is a route of about eight kilometers that develops in the natural amphitheater between the Museum of San Francesco, Montefioralle, the Pieve di San Cresci, Greve in Chianti. Along the way, works of design - art to be used - have been placed to enhance a local material: terracotta. This road can be considered nothing more than a long museum tour outdoors and open where the elements of art will blend with what is the pleasure of living the natural environment.

SLOW ROAD contains the excellence of Made In Italy: Creativity, Design, Craft, Art


Comune di Greve in Chianti

i luoghi the places


Greve in Chianti Nel triangolo definito più o meno dai confini della Toscana, il territorio del Comune di Greve in Chianti occupa la parte che corrisponde indicativamente al centro geometrico. Una posizione interna, fortemente influenzata nei caratteri del territorio e nello svolgimento delle vicende storiche dalla vicinanza con due città “di terra” come Firenze e Siena. Ma, paradossalmente, o forse per spirito di contraddizione, due fra i più grandi navigatori italiani hanno radici grevigiane: Giovanni da Verrazzano (che scoprì la baia del fiume Hudson, dove adesso sorge New York) e Amerigo Vespucci (che diede il nome all’intero continente americano). Il Comune di Greve in Chianti è un territorio fortemente segnato dalla presenza umana, non solo nelle preziose opere di architettura, scultura e pittura che si trovano nei più importanti edifici riservati al culto, ma anche nelle numerose testimonianze che segnano il territorio, dalle cappelle viarie ai tabernacoli votivi, passando per quegli splendidi esempi di architettura organica che sono le case coloniche. Un paesaggio che ha incantato e incanta artisti e scrittori.

In the triangle defined more or less from the borders of Tuscany, the territory of the municipality of Greve in Chianti occupies the part that corresponds approximately to the geometric center. An internal position, strongly influenced in the character of the area and in the conduct of historical events by the proximity of two cities "ground" such as Florence and Siena. But, paradoxically, or perhaps out of a spirit of contradiction, two of the greatest Italian sailors have grevigiane roots: Giovanni da Verrazzano (who discovered the Hudson River bay, where now stands New York) and Amerigo Vespucci (which gave its name to ' whole American continent). The Municipality of Greve in Chianti is a territory strongly marked by human presence, not only in the precious works of architecture, sculpture and painting that are found in the most important buildings reserved for worship, but also in the many examples that mark the territory, from roads chapels the votive tabernacles, through those wonderful examples of organic architecture which are the farmhouses. A landscape that has enchanted and enchanting artists and writers.


Museo di San Francesco Il convento di San Francesco ospita il Museo di Arte Sacra di Greve in Chianti, con annesso un centro di documentazione sull’arte sacra del Chianti, che informa i visitatori sulle principali opere contenute nelle chiese e nelle pievi del territorio, costituenti nel loro insieme il cosiddetto “museo diffuso”. Nel dicembre 2004 è stata inaugurata una sezione archeologica che raccoglie i reperti rinvenuti nel corso degli scavi di indagine archeologica condotti nella zona. L’attuale collezione riguarda per lo più reperti ceramici da mensa nonché oggetti di uso quotidiano che tracciano un percorso ideale che va dalla proto-storia fino ai primordi del rinascimento. Il percorso museale è scandito dalle tre sezioni tematiche principali: dipinti e sculture, oreficerie e arredi sacri dal XIV al XIX secolo, e paramenti di manifattura toscana dei secoli XVI – XVIII, di varia tipologia e provenienza. La terrazza panoramica del museo ospita numerosi eventi culturali nell’arco della stagione estiva.

The monastery of San Francesco is home to the Museum of Sacre Art of Greve in Chanti and documentation centre for sacred art in Chianti. It has information on the main works contained in the area’s churches and pievi, which together constitute the so called “museo diffuso” or multi site museum. In December 2004 an archaeological section was opened to house a collection of items found during excavations in the area. The collection consists mainly of ceramic tableware and objects of everyday from prehistory until the beginnings of the renaissance. The museum has three main sections; paintings and sculpture, gold, silver and holy ornaments from the 14th to the 19th centuries and Tuscan made vestments from the 16th to the 18th centuries of various types and provenance. The museum has a wonderful panoramic terrace which hosts numerous cultural events during the summer. Information Museum of San Francesco tel. 055/8544685 - e-mail: museosanfrancesco@alice.it


Montefioralle Montefioralle è uno borghi più belli d’Italia, un gioiello di rara bellezza, un luogo magico, dove regna il silenzio armonioso e dove gli unici rumori che si possono udire sono quelli preziosi della natura. Il nome originario “Monteficalle” sembra derivi dalle piante di fico che crescevano rigogliose nei campi intorno al castello. E proprio in cerchio al Cassero si è sviluppato tutto il borgo medievale, costruito sulla base di una pianta ellittica che trova naturale conclusione nella cerchia di mura ancora esistente che culmina con alcuni resti di torri. A Montefioralle nel mese di marzo, da non perdere una sosta alla Festa delle Frittelle. In occasione di San Giuseppe infatti, nella piazzetta antistante l’accesso al centro storico del borgo, potrete deliziare il palato con questi dolci che le massaie cucinavano nelle case di campagna. Fatte di ingredienti semplici – riso bollito nel latte, uova e zucchero – vengono fritte in occasione della Festa, in una padella gigante di due metri di diametro, anche queste da assaporare accompagnate dal Vinsanto o da un buon bicchiere di Chianti Classico. Così Montefioralle, uno dei borghi più belli d’Italia, diventa meta ambita non solo per la bellezza del luogo ma anche per il richiamo legato alle prelibatezze frutto della sua terra, per le tradizioni che la animano, la sua gente e la storia che la rendono un posto unico al mondo.

Montefioralle is one of the most beautiful towns in Italy, a rare jewel, a magical place where silence reigns and the only sounds that are heard are those of nature. The original name, "Monteficalle," likely refers to the fig trees that grow in the fields around the castle. And right around the Cassero the medieval village developed, built on an elliptical that is the natural conclusion of the circle of existing walls that culminates with the remains of some towers. In Montefioralle in March do not miss a stop at the Festa di Fritelle. For the feast day of St. Joseph, in the square opposite the access to the historical center of the village, you can sample these excellent fritters made by local housewives. Made from simple ingredients - rice boiled in milk, eggs and sugar – they are fried at the festival in a giant pan of two meters in diameter, and are eater accompanied by Vinsanto or a glass of Chianti Classico. Montefioralle is one of the most beautiful towns in Italy, and has become a popular destination not only for the beauty of the town but also for its traditions, people and history which make it unique in the world.


Pieve di San Cresci La Pieve di San Cresci, risalente al 10° secolo, è una delle più importanti strutture romanesche nella regione del Chianti. Intitolata al santo martire Acrisio, volgarmente detto Cresci, la pieve è una delle più antiche della diocesi di Fiesole, documentata per la prima volta nel 948. La costruzione originaria è stata modificata da numerosi rifacimenti e dell'impianto romanico la chiesa conserva solamente un piccolo nartece anteposto alla facciata, con un portale affiancato da due bifore con le colonnine sormontate da capitelli cubici. Il suo suggestivo esterno la rende una chiesa estremamente rara nell'ambito dell'architettura romanica in Toscana. Vivace è il gioco coloristico della facciata, con la combinazione delle pietre bianche d’ alberese e il cotto rosso dei mattoni che delimitano i portali e le finestre.

The parish church of San Cresci, dating back to the 10th century, is one of the most important Romanesque structures in the Chianti region. Named to the holy martyr Acrisio, commonly called Cresci, the pieve is one of the oldest in the Diocesi of Fiesole, documented for the first time in 948. The original construction has been modified by numerous renovations and of the Romanesque style the church only saves a small narthex placed on the facade, with a portal come up beside two mullioned windows with columns surmounted by cubic capitals. Its evocative exterior makes it an extremely rare church within the Romanesque architecture in Tuscany.


Pieve di San Cresci - Exhibition: Ettore Sottsass


Pieve di San Cresci - Exhibition: Marcello Guasti


La Macina di San Cresci La Macina di San Cresci, fondata nel 2001 da Duccio Trassinelli e Demetria Verduci, è un’associazione culturale e residenza per artisti internazionali. E’ uno spazio multidisciplinare che propone mostre, incontri e dibattiti, performance, concerti, presentazioni e laboratori. La Macina di San Cresci collabora con l'Università di Firenze, Regione Toscana, Comune di Greve in Chianti e Toscana Film Commission per la realizzazione di progetti artistici e culturali. www.chianticom.com La Macina di San Cresci, founded in 2001 by Duccio Trassinelli and Demetria Verduci, is a cultural association and residence for international artists. It is a multidisciplinary space that offers exhibitions, meetings and debates, performances, concerts, and workshops. La Macina di San Cresci collaborates with the University of Florence, the Tuscany Region, the Municipality of Greve in Chianti and the Toscana Film Commission for the realization of artistic and cultural projects.


il cotto la storia le persone the terracotta the history the people


il cotto / the terracotta Le terrecotte dell' Impruneta si differenziano molto da altre produzioni e tipi di terrecotte. Questo è dovuto sia alla particolarità geologica del terreno, sia alla composizione chimica dell'argilla. Il Galestro, infatti, una volta lavorato e cotto, conferisce al prodotto finito un'elevata resistenza al gelo ed un bel colore caldo, ricco di sfumature. Qualità uniche, queste, che fanno delle terrecotte imprunetine un prodotto di alto pregio che ben si armonizza in ogni ambiente. La lavorazione della terracotta imprunetina risale già ai primi insediamenti etruschi della zona. Nel 1308 si costituisce una corporazione di orciaioli e mezzinai (maestri della terracotta) presso la Pieve di Santa Maria dell'Impruneta. Durante il Rinascimento molti artisti si avvalsero della terracotta imprunetina, fra questi il Brunelleschi che la utilizzò per realizzare le tegole per la copertura della cupola del Duomo di Firenze. Si ha notizia che Donatello, Andrea del Verrocchio ed altri artisti abbiano realizzato opere presso le fornaci dell' Impruneta. I Della Robbia in particolare possedevano una fornace propria da cui sono uscite opere d'arte irripetibili. Tutto questo ha fatto si che dal Rinascimento in poi, sia diventato sempre piu vasto l'utilizzo di elementi decorativi in terracotta quali: vasi, vasche, statue, sculture, colonnette, stemmi, ornamenti architettonici vari e laterizi, creando cosi all'Impruneta una vera e propria cultura della terracotta. The terracotta products of Impruneta differ quite a bit from other terracotta products. This has to do with the distinctiveness of the Tuscan territory and from the use of a special chemical composition the clay. The raw material, once processed and burned, gives the product ultimately its extraordinary high resistance against freezing and all weather conditions, as well as a warm and colorful tint. The unique quality of these products makes them harmonize with each and every environment. The Impruntan terracotta originates from the first Estruscan settlements. In the year of 1308, a cooperation was founded by those who used the clay and the “Mizzinai” ( Masters of terracotta production ) nearby the parish of “Pieve di Santa Maria”. During the renaissance many artists found the use of terracotta products with the origin Impruneta, among those "Il Brunelleschi“ who used them to finish the covering of the Dome cupola, which can still be seen today in Florence. Donatello, Andrea del Verrocchio and other famous artists created several pieces of art nearby the Imprunetan furnaces. In particular the "Della Robbia“ have owned a furnace, with which they created some unique pieces. All this took place during the renaissance, but later on the recognition of the use and the elementary and decorative qualities of terracotta was acknowledged. It was used as example for: vases, tubs, statues, sculptures, pillars, emblems, bricks and architectural ornaments. This way a unique terracotta culture of was founded in Impruneta.


Mital Una presenza centenaria per un lavoro antico inserito nella storia secolare di Impruneta e del suo "cotto pregiato". E' in questa tradizione che la fornace M.I.T.A.L. ( Manifattura Imprunetana Terrecotte Artistiche e Laterizi) si colloca con la propria produzione. La fornace M.I.T.A.L., nella continuità della vecchia fornace Mariani, è una delle aziende artigiane dove la conduzione familiare ha mantenuto viva la tradizione del manufatto in terracotta, trasmettendo di generazione in generazione, gusto fantasia e talento, ingredienti indispensabili per la creazione di un pezzo pregiato. La lavorazione manuale, che privilegia la qualità rispetto alla quantità e la cottura nell'antico forno a legna a 960° conferiscono ai prodotti M.I.T.A.L. una linea classica ed elegante, un colore ricco di sfumature, una notevole robustezza ed un' elevata resistenza al gelo, tutte caratteristiche che, come già detto, sono tipiche dell' antico cotto imprunetino.

The significance of this ancient workwas developed in the early days of Impruneta and with the technique of “high quality burning”. The furnace M.I.T.A.L. is a family business, which keeps it’s traditions of manufacture terracotta, which was passed down from generation to generation. Taste, imagination and talent, are the essential ingredients of creating a masterpiece. The handcraft is a privilege of quality and not for quantity. The process of burning in an ancient wood-furnace, with a temperature of 960° celsius gives the M.I.T.A.L. production its classical and elegant look. Colorful and of extraordinary durability as well as resistance against freezing. Moreover, it has a special character, which always reminds of the ancient Imprunetan productions. In the many years of use, M.I.T.A.L. produced a huge number of pieces in all kinds of forms and designs. www.terrecottemital.it info@terrecottemital.it tel. +39 055 2011414


Ricceri Sergio Questo ramo della famiglia Ricceri era già impegnato nella lavorazione della terracotta durante il XVIII secolo, ma è soprattutto nel Novecento che la fornace si sviluppa, grazie allo spirito imprenditoriale di Giuseppe Ricceri, il quale, scoperto un giacimento di argille refrattarie nella zona di Santa Fiora sull'Amiata, vi fonda una fornace, oltre ad altre che giunge ad impiantare addirittura in Libia. Con i due figli Giacinto e Raffaello, la fornace d'Impruneta si specializza nei grandi vasi per la coltivazione delle piante e diventa fornitrice ufficiale del Vaticano, che se ne serve per i propri giardini. Poi, negli anni 5o, Raffaello costruisce una propria fabbrica destinata alla produzione di piccoli oggetti decorativi, non solo in terracotta, ma anche in maiolica. Oggi il figlio di Raffaello, Sergio Ricceri, porta avanti, oltre alla normale produzione, una costante sperimentazione, sia sui materiali — come le terrecotte, ma anche i buccheri o le maioliche, appunto —, sia soprattutto sulle finiture, perfezionando gli smalti antigelivi, Il craquelé o gli effetti variamente anticati, che conferiscono una patina durevole ai diversi tipi di ceramica.

This branch of the Ricceri family was already engaged in the production of terracotta items during the 18th century, but it was especially in the 20th century that the factory expanded, thanks to the entrepreneurial spirit of Giuseppe Ricceri, who, upon discovering a deposit of firectays in the area of Santa Flora on Mount Amiata, established brickworks there, besides some others including the one he founded as far as Libya. Under his two sons Giacinto and Raffaello, the Impruneta plant specialized in flowerpots for large plants and became the official supplier of the Vatican which uses them in its own gardens. Then, in the 5o's, Raffaello built his own factory producing small decorative objects, not only in terracotta but in majolica as well. Today, Raffaello's son, Sergio Ricceri, carries out constant experimentation both on materials like earthenware, but also bucchero and majolica, - and on the finishing in particular, improving the frost-resistant glazes, the craquelé or the variously aging effects, which give a durable patina to the different types of ceramics. www.sergioricceri.com terrecottericceri@hotmail.com tel. + 39 055 2313790


Fornace Masini La famiglia Masini è una presenza storica nel panorama della terracotta ad Impruneta. Nel 1934 Ottavio e Livio Masini iniziarono la loro attività come fornacini prendendo in gestione la vecchia fornace Giuseppe Agresti di Impruneta. Fu così che da quel momento la famiglia Masini si tramanda le tecniche e i segreti dell’arte della terracotta di generazione in generazione, fino ai giorni nostri, dando vita a una vera e propria dinastia di fornaciai. Dal 2017 l'azienda è tutelata dal marchio CAT (Ceramiche Artistiche e Tradizionali) che garantisce l'altissimo livello di ogni singolo oggetto in cui sono chiaramente rintracciabili il tocco insostituibile dell'artigiano e la forza viva della tradizione che, come era nel passato, rimarrà nel futuro. Il marchio certifica inoltre l'uso esclusivo della terra di Impruneta, le modalità di lavorazione, secondo il disciplinare. Attualmente l’azienda conta oltre 1000 modelli di manufatti in terracotta di varie misure e tipologie che vanno dal classico al più moderno: orci, conche, cassette, statue, vasi e molti altri arredi da giardino, tutti realizzati secondo gli antichi dettami della tradizione e interamente a mano. Oggetti unici, di eccezionale bellezza e di grande resistenza agli agenti atmosferici avversi, soprattutto al gelo ed a temperature più estreme come -25°. In 1934, Ottavio and Livio Masini began working as kilnmen by taking over the old Giuseppe Agresti Kiln in Impruneta. The company currently produces about 1000 articles of various shapes and sizes that range from the classical to the most modern. The techniques and work cycles remain unchanged: in fact, larger vases and jars are entirely handmade using the old “coil” technique; hours and hours of work are required to complete a unique, highly ornamental object, carefully signed and dated. Special attention is paid to the firing process that gives the finished product roughness, compactness and the characteristic deep rustic red colour that is typical of the earth of Impruneta. They are unique products, of exceptional beauty and highly resistant to atmospheric agents, especially frost and temperatures as low as -25°C. The craftsmen of the Masini Kiln use not only their skill and creativity, but also the dedication and passion of their forefathers. The company is a member of the Consortium for the Terracotta of Impruneta under whose trademark, the famous rosette, all the craft and industrial companies are grouped together to maintain the specific properties of Impruneta's terracotta. The mark guarantees the integral and exclusive use of local clays worked on site, whose processes respects the environment and highlights the special nature of Impruneta's earth. www.fornacemasini.it info@fornacemasini.it tel. + 39 055 2011683


Artenova Artenova, è una delle pochissime aziende toscane che mantiene in vita l’antichissima tradizione di modellare a mano l’argilla per produrre oggetti di terracotta di uso quotidiano. La visita alla nostra fornace è un tuffo nella storia. Vedere i nostri artigiani che plasmano la terra per dar forma a orci, vasi, statue da un’idea di quello che era il lavoro nelle botteghe fiorentine dei maestri del Rinascimento come il Brunelleschi, il Ghiberti, Donatello. Artenova, negli ultimi anni, ha messo la propria maestria artigianale al servizio dell’innovazione iniziando a produrre grandi giare da vino, di varie forme e dimensioni, realizzate a mano con la pregiatissima terra di Impruneta.

Artenova is one of the few Tuscan companies that keeps alive the ancient tradition of hand-moulded clay to produce pottery for daily use. A visit to our kilns is to plunge into history. See our craftsmen shape the earth to give form to jars, vases, statues to have an idea of what it was like working in the Florentine workshops of Renaissance masters such as Brunelleschi, Ghiberti, Donatello. Artenova in recent years has put its craftsmanship at the service of innovation by starting to make large wine jars of various shapes and sizes, handmade from the clay of Impruneta.

www.terracotta-artenova.com cotto@terracotta-artenova.com tel. + 39 055 2012316


Enzo Zago Da decenni Enzo Zago Terrecotte produce terrecotte fatte a mano tipiche conosciute in tutto il mondo per le loro qualità. Per la produzione viene utilizzata esclusivamente la terra d’Impruneta che, per il colore particolare e per la sua composizione, è la più adatta per la creazione di oggetti che resistono in tutte le condizioni climatiche e che il trascorrere del tempo rende ancora più belli. Oggi le terrecotte di “Enzo Zago” sono sinonimo di qualità e prestigio, oltre che in Italia – ove adornano fra l’altro alcuni dei più esclusivi alberghi e agriturismi – anche in molti paesi europei, negli Stati Uniti e, addirittura, in Giappone. La progressiva affermazione del marchio è stata possibile grazie a due fattori fondamentali: l’amore per il proprio lavoro e la cura, quasi maniacale, che viene posta nella realizzazione di ogni singolo pezzo. Sono questi i fattori che qualificano i mestieri artigianali ed Enzo è tuttora orgoglioso di potersi definire “artigiano”.

In the town of Strada in Chianti, a few kilometers from Impruneta, home of the traditional “cotto fiorentino”, lies Enzo Zago Terrecotte, one of the most renowned companies specialising in the production of artistic terracotta. The company, which operates the Antica Fornace Ricceri dating back at least 150 years, was founded by Raffaele Zago in 1960. For decades now Enzo Zago Terrecotte has been producing prestigious one-of-a-kind items in handcrafted terracotta typical of Impruneta, known the world over for its distinctive colour and qualities, and for its nature of becoming even more beautiful as time passes. Over the years “Enzo Zago Terracotte” has become a synonym for quality, beauty, and prestige, and we’re extremely proud to decorate some of the most exclusive hotels and country inns in Italy, Europe, the United States, and even Japan. The Enzo Zago Terrecotte trademark builds on two fundamental factors: an inborn passion for the art of

www.enzozago.it info@enzozago.it tel. + 39 055 8587106


gli ateliers d’artista the artist’s studio

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Alessandro Nutini

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Alfredo Correani

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Duccio Trassinelli

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Alfredo Futuro


Alfredo Futuro Alfredo Futuro preferisce definirsi un artista nel senso classico del termine e non necessariamente artista contemporaneo. Questa distinzione è una conseguenza naturale dei suoi anni di studio all'Accademia d'arte di Firenze, in un periodo in cui trascorreva la maggior parte del suo tempo lavorativo copiando e imitando gli stili artistici del passato. Il suo percorso di artista e la sua storia personale iniziano a Firenze. Il suo stile poi si sviluppa nei lunghi viaggi all'estero . Particolarmente fertile e prolifico è stato il soggiorno di dieci anni a Parigi, dove la sua produzione creativa si è concentrata su commissioni per famiglie importanti come Peugeot, Citroen e Arigoni. In questo vibrante ambiente sociale è stato circondato da artisti del calibro di Juliet, Man Ray e Olga Picabia e ha stretto contatti e amicizie con i principali artisti della sua generazione. Attualmente lavora in Chianti, che Alfredo sostiene essere l'angolo più bello del mondo. In parte, questa fortunata circostanza è dovuta alla gentilezza dei suoi benefattori Ambrogio e Giovanna Folonari e ad un rapporto fecondo e reciprocamente produttivo con la Macina di San Cresci. Nel suo nuovo e luminoso studio nei rigogliosi terreni della Fattoria di Zano, continua a contemplare e produrre nuove sculture e dipinti. Alfredo Futuro prefers defining himself an artist in the classical sense of the term and not necessarily as a contemporary artist. This distinction is a natural consequence of his years studying at the Florence Academy of Art, a time when as student spent most of his working hours copying and imitating the artistic styles of the past. His journey as an artist as well as his personal history starts in Florence. His style then develops on long sojourns abroad in the most important cities of the world . Particularly fertile and prolific was his 10 year stay in Paris where his creative output concentrated on commissions for important families such as Peugeot, Citroen, and Arigoni. In this vibrant social milieu he was surrounded by artists like Juliet , Man Ray and Olga Picabia and made friendships with the leading artists of his generation. Actually he works in Chianti , which he claims is the most beautiful corner of the world. In part, this fortunate circumstance is due to the graciousness of his benefactors Ambrogio e Giovanna Folonari as well as a fruitful and reciprocally productive relationship with La Macina of San Cresci. In his new and luminous studio on the luxurient grounds of the Fattoria di Zano, he continues to contemplate and produce new sculptures and paintings. Alfredo Futuro + 39 338 5447137 alfredo2011@hotmail.it


La luce è la fonte che determina la forma. Quando diciamo “che bella giornata!” quello che definisce il bello è che in quel giorno una particolare luce determina l’apprezzamento dell’ambiente intorno. Light is the source that determines the form. When we say "What a beautiful day!" what defines beauty is because in that day a specific light determines the appreciation of the environment around.


Duccio Trassinelli Duccio Trassinelli, nato a Firenze, ha studiato all’Istituto Superiore di Disegno Industriale della sua città, scuola In cui poi si è fermato come docente di Metologia della Progettazione per un decennio. Nel 1970 ha fondato lo studio A.R.D.I.T.I., il punto di partenza per un’esplorazione collettiva di una nuova concezione dell’uso e delle forme nel mondo dell’arredamento. In quel periodo sono nati progetti storici come la lampada B.T., prodotta da Sormani nel 1972; la poltrona Memoria, premiata nel 1973 da Bolaffi Casa come Design del mese e oggi nella collezione permanente del Museo Cassina; la lampada Ponte,che ha raggiunto quotazioni elevate nelle aste internazionali e la lampada Prismar .Alcuni dei suoi oggetti sono nelle collezioni permanenti del MoMA, NY, Centro Pompidou , Parigi e Vitra Design Museum , Germania. Il design autoprodotto e la creazione di pezzi unici e edizioni limitate è la via intrapresa da Duccio negli anni '90 con la collezione di "oggetti illuminanti", tra arte e design. Alcuni pezzi provengono da schizzi, studi e prototipi degli anni '70, quando fu tra i primi a sperimentare con la bassa tensione, offrendo lampade che non solo si accendono ma giocano con le superfici e lo spazio. Parole chiave del suo lavoro: metodo, pioniere, tecnologia come risorsa poetica, zero compromessi, sapere tecnico, tradizione moderna, gioco, libertà nello spazio.

Duccio Trassinelli was born in Florence and then studied at Istituto Superiore di Disegno Industriale, where he then remained as a teacher of Planning Methodology for ten years. In 1970 he founded the STUDIO A.R.D.I.T.I., a real starting point for a group analysis of a new idea of exploitation and shapes in the world of furniture. In that period he brought about some historical projects, such as the B.T. lamp, produced by Sormani in 1972 ; the Memoria armchair, awarded by Bolaffi Casa in 1973 as “month’s design” and now in Cassina Museum permanent collection; the Ponte lamp, reaching high quotations in international auctions, and the Prismar lamp. Some Duccio’s lamps are in the permanent collection of MoMA, New York, Centre Pompidou, Paris and Vitra Design Museum, Germany. The self-made design and creation of unique pieces or limited editions is the way taken in the ‘90s by Duccio Trassinelli with the collection of “illuminating objects”, between art and design. Some pieces come from sketches,studies and prototypes of the 70s, when he was among the first to experiment with the lowvoltage, offering lamps that will not only light up but play with surfaces and space. The keywords of his work are method, pioneering, technology as poetic resource, no compromises, technical know-how, modern tradition, play, freedom in space.

Duccio Trassinelli tel. + 39 055 8544793 duccio@ducciotrassinelli.com www.ducciotrassinelli.com


Davanti a qualsiasi bellezza: artistica, panoramica, naturalistica, solo gli occhi possono procurare emozioni e sensazioni che nessun altro strumento mediatico può darci. In front of any beauty: artistic, panoramic, naturalistic, only the eyes can provide emotions and sensations that no other media can give us.


Alfredo Correani Alfredo Correani vive e lavora a Greve in Chianti. Ha studiato all’Istituto d’Arte di Porta Romana dove è stato allievo del prof. Renzo Grazzini dal quale ha acquisito, oltre alla magia dei colori (viola, verde ed ocra), anche la tecnica dell’affresco. Ha frequentato, inoltre, la Piccola Accademia Lo Sprone con il prof. Francesco Messina e la Scuola Libera del Nudo all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. La sua prima personale risale al 2000 in occasione della rievocazione storica del venerdì Santo a Grassina. E’ inserito nell’antologia Pittori e scultori toscani del terzo millennio (Bastogi editore). Molti i riconoscimenti e premi ricevuti. Fa parte del Consiglio Direttivo del Centro d’Arte Modigliani.

Alfredo Correani lives and works in Greve in Chianti. He studied at the Art Institute of Porta Romana where he was a student of prof. Renzo Grazzini from whom he acquired, in addition to the magic of colors (purple, green and ocher), also the technique of fresco. He also attended the Piccola Accademia Lo Sprone with prof. Francesco Messina and the Scuola Libera del Nudo at the Academy of Fine Arts in Florence. His first solo exhibition dates back to 2000 on the occasion of the historical re-enactment of Venerdì Santo in Grassina. He is included in the anthology of Tuscan painters and sculptors of the third millennium (Bastogi editore). Alfredo Correani received many awards and prizes. He is part of the Board of Directors of the Modigliani Art Center. Alfredo Correani tel. + 39 348 9110584 info@poderesomigli.it


La mitologia etrusca: fonte di ispirazione Etruscan mythology: source of inspiration


Alessandro Nutini Nato a Firenze il 29.7.1958. Frequenta come apprendista alcuni studi di pittori e restauratori fiorentini, apprende i segreti della pittura antica. Dal 1985, si dedica totalmente alla pittura. La miitologia Etrusca è la sua principale fonte di ispirazione durante questo periodo. Viaggia e studia arte. Nel 1986 è a New York e nei Caraibi dove apprende le colorate tecniche della pittura indigena. Nel 1992 frequenta il corso di nudo all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Nel 1995 compie il primo viaggio in Giappone dove ritorna spesso. Da questo momento i suoi lavori subiscono una notevole trasformazione grazie alla sempre maggiore conoscenza di questo paese.

Born in Florence, 29 July 1958.Frequents some Florentine painter’s and restorer’s workshops as an apprentice to learn secrets of antique painting methods. In 1985 he decides to dedicate himself totally to painting. The Etruscan mythology is his main source of inspiration during this period. In 1986 he stays for a while in New York, travelling to the Caribbean countries to learn indigenous multi-coloured painting. In 1992 he takes a course of nude study at the Fine Art Academy of Florence. In 1995 he travels for the first time in Japan and successively every year. A deeper knowledge of this country leads him to a notable transformation in his artistic language. Alessandro Nutini tel. + 39 055 8544915 http://alessandro-nutini.com info@alessandro-nutini.com


Università degli Studi di Firenze Scuola di Architettura Disegno Industriale Corso: Design per la sostenibilità Prof. Giuseppe Lotti

Il corso opera per la valorizzazione dei territori attraverso progetti di design strategico – inteso come design del prodotto, comunicazione e servizio. Il tutto muovendo da principi di sostenibilità – conoscenze tradizionali, centralità del capitale sociale, patrimonio materiale e immateriale come matrice di innovazione. Principi e metodi vengono sperimentati in progetti per il settore culturale, turistico e del manifatturiero. The course works to enhance the territories through strategic design projects - intended as product design, communication and service. All this is based on principles of sustainability - traditional knowledge, the centrality of social capital, material and immaterial heritage as a matrix of innovation. Principles and methods are tested in projects for the cultural, tourism and manufacturing sectors.


i progetti selezionati the selected designs ingegnerizzazione/engineering: Valentina Frosini, designer


Design: Cristina De Alfieri Area relax 3

Design: Leticia Prado Area relax 5

Design: Debora Mirabelli Segnaletica sul percorso


Design: Jessica Stagnitta Area relax 1

Design: Leticia Prado Area relax 2

Design: Roberta Andries Area relax 4


Le installazioni d’arte Installations Amor vincit omnia di Franco Bozzi scultura realizzata con materiali riciclati (A)

Unicorno di Alfredo Futuro scultura realizzata in ferro e allumnio (D)

Volpe di Arturo Badii scultura realizzata in ferro (B)


La via giusta di Alfredo Correani bassorilievo (C)

L’uomo dell’Arte di Alfredo Futuro scultura realizzata in ferro e alluminio (D)


Ogni angolo in cui volgi lo sguardo sul percorso è una cartolina d’inestimabile valore, un’ubriacatura d’immagini del paesaggio toscano, ossigeno per la tua memoria. Questo paesaggio da secoli ispira gli artisti; ascoltate i suoni, guardate il muovere delle foglie, fatevi coinvolgere dai colori nel viaggio digitale lungo un mese, giorno per giorno attraverso brevissimi video gli artisti newyorkesi Rachel Sherk e Aaron Rourk hanno colto la magia di questo percorso. Una curiosità: la mappa “evening concert series “ è stata disegnata dagli artisti sull’Hudson River a NY, quella baia scoperta nel 1524 da Giovanni da Verrazzano nato a Greve in Chianti. Every corner where you look on the road is a postcard of inestimable value, a drunkenness of images of the Tuscan landscape, oxygen for your memory. This landscape has inspired artists for centuries, listen to the sounds, watch the leaves moving, get involved in the colors in the digital journey long a month, day by day through short videos the newyorker artists Rachel Sherk and Aaron Rourk have grasped the magic of the road . A curiosity: the "Evening Concert Series" map was designed by artists on the Hudson River in NY, the bay discovered in 1524 by Giovanni da Verrazzano born in Greve in Chianti.


gli artisti per Slow Road the artists for Slow Road


Jairo Alvarez - Argentina ( fotografie/photos)

Marte Kiessling - Germany (video d’animazione/animated video)

Rachel Sherk & Aaron Rourk - USA (diario digitale/digital diary)

Nicole Nigro - Canada (performance)

Jana Perez & Angilee Wilkinson - USA (fotografie/photos)

David Hollander - USA (sculture/sculptures)

Donal O’Sullivan - Ireland (fotografie/photos)

Jillian Bonahoom Macedonia - USA (dipinti/paintings)

Rebecca Rath - Australia (dipinti/paintings)

su www.slowroad.it potrai vedere i lavori degli artisti ispirati dal percorso take a look at www.slowroad.it you will see the artist’s works inspired by the road


il vivere lento the slow life

le 99 tartarughe di Firenze di Silvano Porcinai

the 99 turtles of Florence by Silvano Porcinai


Da un fatto realmente accaduto a Firenze: ovvero il salvataggio ed il trasferimento nel Centro Ittiogenico del Trasimeno delle 99 tartarughe che, trovate nelle fontane di Firenze erano poi state riunite in due vasche presso il parco delle Cascine in attesa di una loro collocazione in un contesto più idoneo. Le tartarughe, in questo caso acquatiche, avevano rappresentato una vicenda piuttosto singolare, discussa e dibattuta dal punto di vista degli equilibri naturali, della sicurezza, dell’educazione contro l’abbandono degli animali da parte delle persone che dovrebbero prendersene cura e anche della grande resistenza e della capacità di adattamento di questi animali all’ambiente. Da qui il numero 99, la scelta di realizzarne 99. Potremmo dunque dire che le 99 tartarughe acquatiche di Firenze diventano le 99 tartarughe di terra di Silvano Porcinai. Le 99 tartarughe sono una serie limitata, realizzate a mano dall’artista, diverse una dall’altra per forma e dimensione. L’installazione è stata presentata a La Macina di San Cresci in occasione dello Slow Art Day 2016 Silvano Porcinai è nato a Grassina nel 1950. Si è laureato presso l'Istituto d'Arte di Firenze e poi è stato professore di scultura in varie scuole d'arte e istituti della Toscana. Numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. La sua più recente opera d'arte, il bronzo “Pinocchio” è stato posto a Kyoto in Giappone.


The Installation is inspired by a true story in Florence: the rescue and transfer in the Centro Ittiogenico del Trasimeno of 99 turtles, found in the fountains of Florence, joined in two tanks at the Cascine Park, pending their place in an appropriate environment. The turtles, in this case marine, had been a unique story, discussed and debated from the point of view of the natural balance, security, education against the abandonment of animals by people who should take care of and also the great strength and adaptability to the environment by these animals. Hence the number 99, the choice to realize 99 pieces. We may therefore say that the 99 marine turtles of Florence become the 99 land turtles by Silvano Porcinai. The 99 turtles are a limited edition, handmade in terracotta by the artist, different from each other in shape and size. The installation was exhibited at La Macina di San Cresci on the occasion of Slow Art Day 2016.

Silvano Porcinai born in 1950 in Grassina. He is graduated from the Art Institute of Florence and then a professor of sculpture at various art schools and institutes of Tuscany. Numerous solo and group exhibitions in Italy and abroad. His most recent artwork, a Pinocchio bronze was placed in Kyoto in Japan.


slowroad.it

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Slow Road  

Art and Design. SLOW ROAD is a experimental project for an integrated artistic journey on a exsample area of Greve in Chianti. Slow Road is...

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Art and Design. SLOW ROAD is a experimental project for an integrated artistic journey on a exsample area of Greve in Chianti. Slow Road is...

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