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Gennaio 2014 Anno VI - n. 52

Tra Mantova, Reggio Emilia, Modena e Rovigo

speciale

BUON 2014!

Iniziamo l'anno nuovo con ottimismo

PEGOGNAGA (MN) "Mettiamoci all'opera"

REGGIOLO (RE) Don Angelo, prete, padre, amico

La bassa su internet

La Bassa Shopping!

SUZZARA (MN) Storie di casa

Seguite su la nostra pagina dedicata agli sconti, alle offerte e occasioni nei negozi della Bassa! «Gazzetta della Bassa» Mensile gratuito di informazione, cultura, storia e tradizioni locali Segue a pag. 38 ►

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PrimoPiano Gennaio 2014 | anno VI - n 52

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BENESSERE DI lunga data

28

L'unione comuni modenesi area nord

31

VIVERE IL PO

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i musicanti d'la bása

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il calcio della bassa e non solo

44

LAMBRUSCO, PANE E SALAME

QUISTELLO. Salute. Di Edoardo Calciolari MIRANDOLA. Iniziative TURISMO. Sermide SAN BENEDETTO PO. Persone SPORT. Di Sergio Ballarini

SPECIALE ENOGASTRONOMIA. Seconda parte

Gazzetta della BASSA

Editore: Editrice La Clessidra Sede: via XXV aprile 33, 42046 Reggiolo (RE) Tel. 0522 210183 - redazione@clessidraeditrice.it Direttore responsabile: Davide Donadio Grafica: Paola Torelli Stampa: Tipografia E. Lui Reggiolo (RE) Pubblicità: BMG Immagine, commerciale Sig. Marco Barbieri, tel. 328 0050604 - info@bmgimmagine.it Alberto Predieri, tel. 348 3134825 prediericomunicazione@gmail.com Gazzetta della Bassa Registrazione n. 1243 del 25/01/2011, Tribunale di Reggio Emilia

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Per la vostra pubblicità

Per i tutti i comuni*: Sig. Marco Barbieri tel. 328 0050604 Per i comuni di Bagnolo in Piano, Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto, Poviglio, Reggio Emilia, Correggio e Campegine: Sig. Alberto Pre-

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dieri tel. 348 3134825

IL PROGETTO Gazzetta della Bassa, o meglio la Bassa. È una testata diffusa gratuitamente nel territorio d’incontro di tre province: Reggio Emilia, Mantova e Modena. Di cosa trattiamo? Di usanze e tradizioni del nostro territorio, di enogastronomia, dialetto, storia locale e ancora volontariato, solidarietà... Da ultimo, ma con un occhio di riguardo, la Bassa guarda all’Arte e alla creatività del territorio, ai tanti artisti più o meno noti, e

GAZZETTA DELLA BASSA

cerca di dar loro la visibilità e l’attenzione che meritano. In appendice è presente una parte di carattere più generale dedicata all’attualità e alle opinioni. La Bassa è un giornale plurale, non legato a partiti, organizzazioni religiose o altro. Dove siamo? Ci trovate nei luoghi di incontro: bar, locali, attività commerciali. La Bassa è distribuita nei seguenti comuni: Reggiolo, Rolo, Fabbrico, Campagnola, Rio Saliceto, Novellara, Guastalla, Gualtieri, Luzzara, Guastalla, Bagnolo in Piano, Ca-

delbosco Sopra, Castelnovo Sotto, Poviglio, Pomponesco, Viadana, Dosolo, Suzzara, Gonzaga, Pegognaga, Motteggiana, Borgoforte, Virgilio, Mantova città, Campitello di Marcaria, Castellucchio, San Benedetto Po, Quistello, Pieve di Coriano, Revere, Ostiglia, Borgofranco Po, Carbonara Po, Sermide, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Bergantino, Poggio Rusco, San Giacomo Segnate, Moglia, Novi di Modena, Rovereto S/S, Concordia e Mirandola.

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04 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

GAZZETTA DELLA BASSA


EDITORIALE

BUON 2014!

Un bilancio dell’anno appena trascorso e le aspettative per il futuro

L

’inizio dell’anno è da sempre occasione per fare bilanci dell’anno appena trascorso e porsi interrogativi o fare progetti per il nuovo che sta iniziando. Non si dovrà prendere come affermazione di maniera se diciamo che siamo in grado di dare un giudizio positivo sul 2013. La testata che avete in mano è cresciuta ulteriormente, nella partecipazione e nella diffusione. Gli ultimi mesi dell’anno hanno visto l’ampliamento della diffusione iniziale a Mantova, presenza che speriamo diventi sempre più cospicua. “La Bassa” tratta temi semplici e popolari, fornendo quell’utile funzione di “rubrica” per gli acquisti di beni

GAZZETTA DELLA BASSA

e servizi sul territorio, e qualche volta si lascia andare a qualche raffinatezza un po’ più culturale (si pensi alle rubriche di cultura in fondo ad ogni numero). Con questa formula abbiamo catturato l’attenzione di gusti diversi. L’obiezione “ma siete pieni di pubblicità!” è diventata un pregio, visto l’uso pratico e apprezzato di questa presenza. Ma l’anno appena iniziato segna anche un altro importante evento per noi: il nostro editore, La Clessidra Editrice, compie dieci anni di attività editoriale. Ci scuserete se per una volta cediamo all’autocelebrazione. Nel prossimo vi racconteremo un po’ della nostra storia, parlando di persone e idee. Siate comprensivi. Buon anno a tutti!■

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nche quest’anno gli Alpini di Dosolo (MN), iscritti alla Valgranda, hanno partecipato alla Festa di Natale in piazza del Municipio, offrendo castagne, vin brulè e ceci ai concittadini e ai bambini del paese. La festa è stata animata da tanta musica, cori alpini e dall’arrivo di 3 Babbi Natale che hanno offerto doni vari, giochi e caramelle a tutti

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i bambini. Verso sera è arrivato anche il Don, per la rituale benedizione delle www.centroletto.com - centroletto@libero.it statuine, che i bimbi hanno paese, che per finanziare la “Festa collocato nei loro presepi. Questa festa, organizzata da 5 Estiva” in piazza Vecchia.■ anni dal comune in collaborazione Anna Gozzi con la parrocchia e con gli Alpini Amica degli Alpini e Dosolesi, tra cui Falchi Vando, 92 Ass.re Comune Dosolo enne reduce dalla campagna di Russia, serve sia per animare il

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quello che il falegname e scultore novellarese Silvano De Pietri ha ricavato lavorando un ceppo con radici di 18 quintali. Il particolare presepe, accolto con ammirazione dai novellaresi, si può

ammirare all’ingresso della Piazzetta Borgonovo in centro a Novellara. Le tre figure, scolpite nella parte superiore del ceppo, raffigurano la torre della Rocca e le facciate delle chiese di Santo Stefano e della Bernolda.■

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Spirito di conservazione


Pagine della città di Mantova e dei comuni limitrofi Per la promozione del turismo e del commercio dal circondario

Città e dintorni:

Eventi e cultura a Mantova Gennaio a Mantova, date utili e dettagli di alcuni eventi culturali

M

artedì 7 gennaio ore 17 - Parco Giochi Happy Days, Via Parma 46, a cura di Happy Days Facciamo la pizza Laboratorio di cucina per bambini Tel. 366 4947541 | www.happydays-parcogiochi.it | info@happydays-parcogiochi.it | ingresso a pagamento Sabato 11 gennaio ore 21.15 - Teatro Minimo, Via Gradaro 7/a a cura della Compagnia Teatro Minimo L’amica delle mogli di Luigi Pirandello - regia di Walter Delcomune Tel. 0376 320407 - 339 6884328 | www. teatrominimodimantova.it | info@teatrominimodimantova.it | ingresso a pagamento Domenica 12 gennaio ore 16.15 - Il Cinema del Carbone, Via Oberdan 11 a cura de Il Cinema del Carbone

10 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

Il Carbone dei Piccoli: Una lettera per Momo di Hiroyuki Okiura - Giappone, 2011 | Tel. 0376 369860 | www.ilcinemadelcarbone.it | ingresso a pagamento ore 16.30 - Teatro Minimo, Via Gradaro 7/a a cura della Compagnia Teatro Minimo L’amica delle mogli di Luigi Pirandello - regia di Walter Delcomune Tel. 0376 320407 - 339 6884328 | www. teatrominimodimantova.it | info@teatrominimodimantova.it | ingresso a pagamento ore 17 - Teatro Bibiena, Via Accademia 49 a cura di Arti.Co. Concerti della Domenica Giuseppe Verdi: “Il Cigno di Busseto” La Traviata rappresentazione in forma semiscenica Violetta: Valery Sandra Foschiatto, soprano | Alfredo: Lee Sang Kyu, tenore | Germont: Pier Zordan, baritono | Annina: Sara Fanin, soprano | Dottore: Kiok Park, basso • Sem Cerritelli, pianista concertatore Tel. 0376 638085 |ingresso a pagamento.■

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A Mantova il portico Gabriele D'Annunzio

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a città di Mantova ha intitolato a Gabriele D'Annunzio il portico che congiunge piazza Sordello a piazza Castello. La cerimonia di intitolazione si è svolta lunedì 16 dicembre alla presenza delle autorità, tra le quali, il sindaco di Mantova Nicola Sodano, il prefetto Carla Cincarilli, il presidente della Società di Palazzo Ducale Giampiero Baldassari e il presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri. "Siamo orgogliosi di dedicare a D'Annunzio - ha commentato il sindaco Sodano una via d'accesso a quel Palazzo Ducale che tanto piacque al poeta e che tanto risulta emblematico nella sua opera Forse che sì forse che no". Prima di scoprire la targa all'ingresso del voltone, si è svolto un primo momento celebrativo nella Sala del Labirinto di Palazzo Ducale a cura della Soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi, con un intervento del professor

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Rodolfo Signorini per la Società Dante Alighieri che, assieme alla Società di Palazzo Ducale, ha sollecitato l'iniziativa. La targa è stata poi realizzata dal Comune di Mantova in collaborazione con la Soprintendenza. Il professor Guerri - che ha donato nelle mani del sindaco Sodano una copia d'epoca del Forse che sì, forse che no di D'Annunzio, come dono alla città di Mantova - ha ripercorso le tracce dannunziane nella "città forte" sui tre taccuini di appunti lasciati dal poeta sulla sua visita mantovana. La cerimonia di commemorazione è caduta nell'anno in cui si celebrano i 150 anni dalla nascita del poeta Gabriele D'Annunzio, e i 75 dalla morte. Presenti all'intitolazione anche il presidente del Consiglio comunale Giuliano Longfils e l'assessore Celestino Dall'Oglio.■ Dal sito del Comune

Mostra al Te, un viaggio nell’architettura “

L

’ordine e la luce. Un viaggio virtuale nell’evoluzione degli spazi interni nella storia dell’architettura: dai greci al Rinascimento” è il titolo della mostra inaugurata al Te. L’evento è stato presentato sabato 14 dicembre ed è a cura del Centro Te. La tecnologia è stata impiegata a supporto della cultura permettendo di proporre un evento di alto profilo scientifico. Alla presentazione è intervenuta anche la presidente del comitato scientifico del Centro Te, Sylvia Ferino. In apertura il sindaco Nicola Sodano ha sottolineato la grande attività culturale realizzata in questo anno al palazzo Te. “Il Centro e l’assessorato alla cultura hanno fatto sì che non ci sia stato un solo mese senza mostre. - ha detto - Nel momento in cui il mare è in burrasca bisogna saper nuotare”. L’esposizione è curata da Stefano Borghini e Raffaele Carlani, con il progetto multimediale di KatatexiLux e la consulenza scientifica di Alessandro Viscogliosi. Le nuove tecnologie trasformano un’analisi storica tanto interessante quanto “distante” per il grande pubblico, uno spettacolo multimediale in grado di “immergere” il visitatore dentro monumenti che appartengono all’immaginario comune. “In tre anni siamo riusciti nell’arduo compito di sanare i debiti, chiudere in attivo e sostenere una programmazione di qualità. - ha chiuso Angelo Crespi, presidente del Centro Te Molte sono già le attività in calendario per il prossimo anno”.■

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Pagine dedicate a CAMPITELLO - Marcaria (MN)

EVENTI

Festa infinita... finita Si è conclusa anche quest'anno la rassegna di eventi per le feste natalizie

C

ampitello, per chi non lo sapesse, è la frazione del Comune di Marcaria, in provincia di Mantova. Realtà piccola, ma che attaverso l'associazionismo cerca di creare situazioni per ravvivare la vita in paese, il commercio, e promuovere la voglia di stare insieme. Tra le realtà che animano il centro rientra senz'altro l'Associazione Com-

mercianti Campitello di Marcaria. Tra le varie iniziative protate avanti, si ricorda “Festa infinita”, manifestazione tenutasi anche quest'anno che prevedeva la presenza di stand gastronomici che offrivano vin brulè, caldarroste, frittelle, crepeso e all'ora di pranzo risoto mantovano, agnoli in brodo e così via. Il mercato hobbista, poi,

Spazio concesso gratuitamente dalla «Gazzetta della Bassa» all’Associazione Commercianti per dare comunicazione delle attività del paese. L’Associazione Commercianti è indipendente dalle attività imprenditoriali della testata.

12 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

GAZZETTA DELLA BASSA


ha dato la possibilità di ammirare prodotti artigianali e tipici, collezionismo e oggetti di una volta. E poi ancora, artisti di strada, corse podistiche, musica... Ricordiamo che se volete rimanere in contatto con l'Associazione Comemrcianti, potete seguire la pagina Facebook e contribuire con le vostre idee e la vostra partecipazione attiva a rendere sempre più vivace la realtà del paese. Ricordiamoci che è dai piccoli centri

che si muove veramente l'economia e il lavoro del nostro paese! Da Campitello vi auguriamo un felice anno nuovo! Cercate su Facebook: Associazione Commercianti Campitello di Marcaria. Vi ricordiamo che queste pagine sono a disposizione di coloro che volessero parlare di eventi, persone, storie del paese. ■ In queste pagine alcune foto dell'edizione 2012.

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Pagina dedicata a QUISTELLO (MN)

salute

Benessere di lunga data

N

Compie venticinque anni lo storico corso di ginnastica quistellese

on sono state lezioni ordinarie quelle vissute nell’ultima settimana alla palestra Kinesis di Quistello; il corso di ginnastica posturale, tra i più longevi a livello provinciale, compie infatti in questi giorni il suo venticinquesimo anno d’età. Le foto di rito, immancabili per una ricorrenza sentita, denotano quanto il corso sia cresciuto col passare delle stagioni e conti ad oggi un considerevole numero di partecipanti. “Questa attività rappresenta un’abitudine decisamente salutare e vantaggiosa per soggetti tendenzialmente

di mezza età ed anziani - racconta il professor Alberto Malavasi, istruttore del corso inaugurato nel 1988 - partecipandovi regolarmente essi hanno migliorato la propria salute e il proprio stile di vita”. Quistello si dimostra, una volta di più, centro di riferimento ginnico e di benessere fisico, alle tante società sportive presenti sul territorio si affiancano da anni le attività proposte dal Comune e le iniziative di lungo corso come quella recentemente festeggiata. ■ Edoardo Calciolari

Spazio concesso gratuitamente dalla «Gazzetta della Bassa» per dare sostegno e comunicazione alle attività e agli eventi del paese.

14 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

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Pagine dedicate a SAN BENEDETTO PO (MN)

EVENTI

cena di beneficienza Uno straordinario successo per la serata benefica

S

traordinario successo della Cena di Beneficienza, avvenuta il 9 dicembre scorso presso la sala polivalente/civica di San Siro di San Benedetto Po. L’obiettivo della serata, ricordiamo, era quello di raccogliere fondi necessari per l’acquisto di un defibrillatore avanzato da poter donare alla Palestra delle scuole di San Benedetto Po. Obiettivo raggiunto e con molta soddisfazione! La sala gremita ha ospitato professionisti dello spet-

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tacolo, che grazie alle loro prestazioni hanno consentito di avvicinare centinaia di persone all’evento e di conseguenza raggiungere lo scopo prefissato. Un ringraziamento particolare va a tutti i volontari della cucina e ai camerieri, agli sponsor che hanno condiviso il progetto e che grazie al loro contributo hanno permesso la realizzazione della festa. A breve arriverà il defibrillatore e la Croce Bianca di Quistello, sempre attenta e attiva nel nostro territorio, si attiverà per promuovere i corsi di abilitazione all’utilizzo dello stesso. ■

RETTIFICA in rif. articolo “Amici di Vasco De Vincenzi”, pubblicato nelle pagine di San Benedetto Po, nel numero di Dicembre 2013. Nell’articolo pubblicato il mese scorso è stato scritto che l’Associazione "Amici di Vasco De Vincenzi" opera da 10 anni... mentre in realtà questa

associazione è attiva solamente dal 2009, ha operato e tuttora opera nel territorio locale attivamente con inizitive importanti rivolte alla cittadinanza. Ci scusiamo pertanto per questo refuso con i nostri lettori. ■

Spazio concesso gratuitamente dalla «Gazzetta della Bassa» per dare sostegno e comunicazione alle attività e agli eventi del paese. GAZZETTA DELLA BASSA

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Spazio concesso gratuitamente dalla «Gazzetta della Bassa» all’Associazione Commercianti per dare comunicazione delle attività del paese. L’Associazione Commercianti è indipendente dalle attività imprenditoriali della testata.

Pagine dedicate a POGGIO RUSCO (MN)

solidarietà

Poggio

per la sardegna La somma raccolta entro il 31 gennaio 2014, sarà direttamente consegnata al Sindaco di uno dei Comuni colpiti dall’alluvione

L

’amministrazione Comunale di Poggio Rusco in relazione all’alluvione dello scorso mese di novembre, che ha gravemente colpito numerosi Comuni della Sardegna, consapevole che la solidarietà oltre a fornire aiuti tangibili alle situazioni di disagio serve anche a far sentire la vicinanza fraterna a chi si trova nel bisogno, come abbiamo avuto modo di apprezzare nel recente passato, intende attivare una raccolta fondi a favore delle popolazioni

alluvionate della Sardegna. Per questo motivo è stato aperto un conto corrente presso un Istituto di Credito locale ove potranno confluire le somme che, attraverso il seguente codice IBAN, saranno versate con bonifico bancario: IT67Q0538757790000002175498. La somma, raccolta entro il 31 gennaio 2014, sarà direttamente consegnata al Sindaco di uno dei Comuni colpiti dall’alluvione (ancora da individuare) o personalmente da parte di un nostro Comitato o inviata a mezzo bonifico.■

PRESENZA DI ARSENICO NELL'ACQUA cqua potabile. Il sindaco, con ordinanza n. 114 del 12 dicembre, dispone che i proprietari di immobili ad uso abitativo o produttivo, situati in zone non servite dall'acquedotto, provvedano ad effettuare il controllo relativo alla concentrazione d'arsenico nell'acqua proveniente da pozzi utilizzati a scopo idropotabile. Il soggetto gestore del servizio idrico, Aimag Spa, si rende disponibile ad effettuare prelievo e controllo (del solo arsenico) al prezzo calmierato di € 37,00 + IVA.■

A

Le info di questa pagina sono tratte dal sito ufficiale del comune.

18 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

GAZZETTA DELLA BASSA


PILLOLE DI STORIA

Poggio rusco

dai gonzaga al regno d’italia

N

el 1332 il vescovo di Mantova, secondo quanto riferito in un documento notarile, cedeva la Corte del Poggio ai Gonzaga. Da quel momento Poggio Rusco ha intrecciato la propria storia con quella del capoluogo mantovano. A partire dal XV secolo, la proprietà dei terreni della Corte del Poggio venne suddivisa in due rami cadetti dei Gonzaga: i Nobili, signori della Corte Piccola, e i marchesi di Vescovato, padroni della Corte Grande; Poggio Rusco rimase in mano loro ben oltre l'estinzione della famiglia Gonzaga, signori di Mantova. Nel 1707, Poggio Rusco, seguendo il destino del Ducato di Mantova, entrò a far parte dei domini diretti della casa d'Asburgo. Alla fine del XVIII secolo il paese si trovò a condividere la sorte della Repubblica Cisalpina, con una violenta rivolta antifrancese nel 1799 e alla definitiva capitolazione sotto l'Impero Austriaco come parte

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integrante del Regno LombardoVeneto nel 1815. Solo nel 1866, dopo la partecipazione attiva alle guerre d'Indipendenza, avvenne l'annessione al Regno d'Italia sotto casa Savoia. Nel 1867 il Consiglio Comunale, su richiesta del Ministero degli Interni, decise all'unanimità di identificare in modo migliore il nome Poggio, assai diffuso su tutto il territorio italiano, postponendo l'appellativo toponomastico Rusco; il nome prese spunto dalla vasta presenza sul territorio di un arbusto, il Ruscus Aculeatus meglio noto come pungitopo, pianta che cresce rigogliosa lungo i canali di irrigazione delle campagne poggesi, in particolare lungo il Canale Rusco, costruito dal Consorzio Interprovinciale per la Bonifica di Burana, che divide il Mantovano dal Modenese dal lato di mezzodì. L'attributo Rusco, per altri, ha derivazione ben diversa da quella proposta dalla toponomastica corrente: spazzatura, pattume.■

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Pagine dedicate a SUZZARA (MN)

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20 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

B

ella l’iniziativa di Gilberto Zacchè, già presidente dell’Ospedale Montecchi di Suzzara negli anni ’70, archivista paleografo, editorialista e attuale presidente “Ass.ne Amici del Premio”. Gilberto ha curato il catalogo della mostra e del libro “Lo stile su misura” dove presenta la mamma Bianca Piccinini, una sarta amata e conosciuta a Suzzara, che sapeva cucire “i sogni” e creò la Sartoria Piccinini che rap-

presentò uno splendido connubio di lavoro e stile nel paese padano di Suzzara, bassa mantovana, che crebbe e divenne città. Dunque un figlio, che fa tutto questo per una madre, merita il plauso perché deve essere di esempio di quanto si possa fare per far contenti i genitori, anche quando non sono più in attività. Complimenti al Dott. Gilberto Zacchè di Suzzara! ■ Attilio Pignata

GAZZETTA DELLA BASSA


PERSONE

un libro di ricordi

S

uzzara, storie di casa nostra. Dopo un archivista che scrive un libro e organizza una mostra per premiare e ricordare il lavoro della mamma sarta, una dottoressa dell’Ospedale vecchio Montecchi che ringrazia i suoi “maestri” della professione. Partiamo dalla dottoressa. Nel 1989 viene assunta a Suzzara e ci rimane fino al 1995. Ora lavora presso il Pronto Soccorso al Policlinico di Modena, città dove abita, dopo il trasferimento da Suzzara. Durante questi sei anni conosce i Medici di Suzzara con i quali nasce un rapporto di collaborazione ma anche di amicizia. Passano gli anni e dopo 24 anni che ha lasciato Suzzara e i colleghi, organizza una cena per festeggiare il pensionamento di uno di questi e ri-

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esce a far venire tutti gli altri colleghi suzzaresi compreso l’allora primario del reparto. Il risultato? una bella serata in serena amicizia ricordando gli anni trascorsi quando era agli inizi della carriera di medico. Cosa dire? Oggi gli ospedali non sono più come una volta quando erano un ambiente famigliare. Oggi non esiste che un medico dopo 25 anni ringrazia e ricordi i suoi “maestri” della professione. La dott.ssa Sandra Morselli lo ha fatto risvegliando valori umani e di amicizia che sono stati importanti allora ma che valgono ancor di più oggi. Dott.ssa, Buon Anno!■ (a.p.) Da sx la moglie del Prof. Vaccari, Prof. Vaccari, Dott. Affini, Dott.ssa Morselli. Dott. Giovannini, Dott.ssa Covi e Dott. Coppola.

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Ripartiamo dal territorio! Consigli per gli acquisti, sconti, offerte delle attività nella «Bassa» tra Mantova, Modena, Reggio Emilia, Rovigo “Post” dalle Aziende della Bassa

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Ma cos’è La BassaShopping? La BassaShopping è l’estensione 2.0 delle nostre testate cartacee e rientra nel progetto integrato tra pubblicità cartacea e web 2.0 che porterà internet nel mondo reale e viceversa. Il progetto “Dal territorio al Web” è pensato per le piccole attività del nostro territorio e si compone di pagine social dei nostri inserzionisti tra loro collegate, della rivista cartacea “Gazzetta della Bassa” ampiamente diffusa sul nostro territorio, e di un portale sempre di impostazione social (in fase di ideazione). Ma non è tutto qui... Come posso aderire? Chiamateci e vi spiegheremo il nostro progetto! Senza impegno verremo a trovarvi e illustreremo i dettagli.

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Finite le feste, ma non finite di regalare i pacchetti con i nostri trattamenti! Per info scriveteci, chiamateci, veniteci a trovare... Via Montessori 1, Gonzaga tel. 0376 58570 Segui Salone Roberta su

Avete voglia di gustare piatti tipici della cucina mantovana? L'Agriturismo Rossi propone sfiziosità ricche e gustose, dai sapori intensi, come tortelli di zucca, risotto con salciccia, tagliatelle all'anatra, stracotto d'asino... Segui Agriturismo Rossi su

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Alcune delle attività che hanno aderito al progetto

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ggi internet è un canale fondamentale per una comunicazione pubblicitaria aggiornata ed efficace: il web è un “luogo” frequentato da sempre più persone, e quindi da potenziali clienti. Ormai gran parte della popolazione attiva naviga regolarmente su internet. Ma come raggiungere quella parte di popolazione che frequenta poco il web? Il pregio di questo progetto di comunicazione che porgiamo alla vostra attenzione è l’integrazione tra la comunicazione cartacea tradizionale e quella attraverso internet. Per informazioni contattateci al numero 0522 210183 oppure a info@clessidraeditrice.it


Pagine dedicate a PEGOGNAGA (MN) TEATRO

“Mettiamoci all’Opera”

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Spettacolo con i bimbi della scuola dell’Infanzia. Sperimentazione di cultura musicale al teatro Tenda “Anselmi”

no spettacolo tanto insolito quanto interessante sul versante della sperimentazione educativa-musicale, è stato sicuramente “Mettiamoci all’opera”, portato sul palcoscenico del teatro Tenda “Anselmi” dall’Associazione “4Lirica” di Pegognaga in collaborazione con l’Istituto Comprensivo, Comune, Pro Loco e Fondazione Aida. L’originale evento è stato inserito nelle iniziative del “Magico Natale” pegognaghese ed ha coinvolto sotto l’abile regia del soprano Gloria Bellini un centinaio di bimbi della sezione dei 5 anni della scuola dell’Infanzia “Ma-

24 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

dre Noemi”, il Coro di voci bianche “Les Choristes” diretto dal maestro Matteo Cavicchini e tanti genitori, nonni, parenti e cittadini. L’ardita messa in scena ed esecuzione di alcuni duetti e brani dell’opera lirica “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, ha lasciato un segno positivo ed incoraggiante in considerazione della verde età dei protagonisti nel cimentarsi con il melodramma. Lo spettacolo è l’esito finale del progetto musico-teatrale “Dall’opera buffa al recitar cantando”, realizzato dell’Associazione “4Lirica” in collaborazione con le insegnanti della scuola

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dell’Infanzia. Partendo dalla conoscenza della trama dell’opera “L’Elisir d’amore”, i bambini hanno intrapreso un percorso alla scoperta della musica lirica italiana, sperimentando in prima persona la straordinaria esperienza del canto corale e della messa in scena. È stato un progetto impegnativo, ma al contempo estremamente divertente che ha coinvolto i bimbi a tutto tondo nella costruzione dello spettacolo con scene e costumi costruiti con l’aiuto delle insegnanti. Protagonisti della pomeridiana al teatro Tenda sono stati il

Coro di voci bianche “Les Choristes” di Pegognaga diretto dal maestro Matteo Cavicchini, le performance canore del soprano Gloria Bellini, del tenore Yasushi Watanabe, del baritono Diego Bellini e del pianista Matteo Cavicchini. Lusinghieri apprezzamenti per l’iniziativa promozionale della cultura musicale nella scuola, sono stati pronunciati dalla dirigente scolastica Francesca Lasaracina, dal vicepresidente della Provincia Francesca Zaltieri e dall’assessore all’istruzione Vanni Marchetti.■ Vittorio Negrelli

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iao siamo Bianca (nata nel 2011) e Bonnie (nata nel 2011) due tenere e dolci cagnoline, siamo vivaci e come ogni segugio siamo affettuose e curiose. Amiamo andare in passeggiata e annusare ovunque. In questa foto ci stiamo rilassando qualche minuto al sole in questo freddo inverno,vi prego dateci la possibilità di trascorre-

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Gennaio 2014 | anno VI - n 52

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Pagina dedicata a GONZAGA (MN)

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Si terrà dal 17 al 19 gennaio presso i padiglioni della Fiera Millenaria la mostra bovina e di macchine per l’Agricoltura e la Zootecnia

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i svolgerà dal 17 al 19 gennaio 2014 presso i padiglioni fieristici di Fiera Millenaria di Gonzaga (MN) la 21ª edizione di Bovimac, Mostra Bovina d’inverno, e la 18ª edizione della Rassegna padana delle Macchine ed Attrezzature per l’Agricoltura e la Zootecnia. Bovimac rappresenta la manifestazione fieristica di riferimento per quanto riguarda il settore dell’allevamento bovino e della meccanizzazione agricola. Come di consueto, la rassegna permetterà di ammirare i migliori bovini da latte della provincia di Mantova, area di primaria importanza a livello nazionale per la quan-

Piera

tità e la qualità della produzione lattiero casearia. Inoltre, nella nuova struttura sarà possibile visitare l’esposizione di Foragri Expo, dedicata alle aziende del settore della produzione di energia da fonti rinnovabili che guardano al mondo dell’agricoltura e dell’industria zootecnica. Bovimac, patrocinata dalla Provincia di Mantova e dalla Camera di Commercio di Mantova, è organizzata da Fiera Millenaria con la collaborazione degli organismi di settore AMA - Associazione Mantovana Allevatori, ACMA - Associazione Com-

mercianti Macchine Agricole e APIMA - Associazione Imprese di Meccanizzazione Agricola che proporranno un ricco programma di incontri, convegni ed eventi rivolti alle problematiche del mondo agro-zootecnico. Ingresso gratuito. Per info: Fiera Millenaria di Gonzaga Via Fiera Millenaria, 13 Gonzaga tel 0376.58098 fax 0376.528153 E-mail: info@fieramillenaria.it www.fieramillenaria.it.■

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Pagina dedicata a MANTOVA persone

CONSEGNATE LE BENEMERENZE 2013 A riceverle quattro cittadini che con il loro lavoro hanno contribuito a dare lustro a Mantova

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l Comune di Mantova ha consegnato l’Edicola di Virgilio d’oro a Luciano Ghelfi, Edgarda Ferri, Andrea Anastasi e Dante Micheli alla memoria. La cerimonia si è tenuta venerdì 13 dicembre nella sala Consiliare del Municipio. Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Nicola Sodano e il presidente del Consiglio comunale Giuliano Longfils, che hanno letto le motivazioni delle premiazioni. È stato ricordato Dante Micheli, calciatore che ha legato il suo nome alle vicende del Mantova, della Fiorentina, della Spal e del Foggia in serie A. Le altre tre benemerenze saranno consegnate direttamente nelle mani della giornalista del Corriere della Sera e scrittrice Edgarda Ferri, del giorna-

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lista del Tg2 Luciano Ghelfi e dell’ex campione di pallavolo, ed ex tecnico della Polonia dopo esserlo stato della Nazionale azzurra, Andrea Anastasi. I quattro, che con il loro lavoro hanno

contribuito a dare lustro a Mantova, sono stati selezionati nell’ambito di un elenco di dieci candidati.■ (da comunicato stampa)

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Pagine dedicate a MIRANDOLA (MO) e altri comuni della BASSA MOD

INIZIATIVE

l’unione comuni modenesi area nord Conoscere il territorio per aumentare il senso civico dei nostri comportamenti

L

’Unione Comuni Modenesi Area Nord si è costituita il 21 novembre 2003 con la sottoscrizione dell’Atto Costitutivo da parte dei Sindaci dei nove Comuni aderenti all’Unione: Camposanto, Finale Emilia, Concordia, Cavezzo, Mirandola, Medolla, San Prospero, San Felice e San Possidonio. La popolazione complessiva dell’Unione, al 1 gennaio 2009.

L’Unione dei Comuni è un Ente Locale con autonomia statutaria

28 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione, dalle norme comunitarie, statali e regionali. Il suo ambito territoriale coincide con quello dei Comuni che la costituiscono. Lo Statuto determina le norme fondamentali dell’organizzazione e dell’attività dell’Unione che svolge una pluralità di funzioni e servizi dei Comuni aderenti. Suo compito è quello di promuovere l’integrazione dell’azione amministrativa tra i Comuni e garantire un coordinamento del-

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DENESE

le politiche di programma e sviluppo del territorio, migliorando la qualità dei servizi erogati ai cittadini, e sviluppando nello stesso tempo economie di scala. L’Unione è costituita a tempo indeterminato. Gli organi. Presidente dell’Unione è Carlo Marchini, Sindaco di Concordia.

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E-mail: presidenteunione@comunimodenesiareanord.it

Spazio concesso gratuitamente dalla redazione della «Gazzetta della Bassa» per dare comunicazione delle attività e degli eventi del paese.

Consiglio dell’Unione. Composto dal Presidente dell’Unione e da 30 membri eletti tra i propri componenti dai Consigli Comunali dei nove Comuni del territorio. Presidente del Consiglio è Poletti Claudio.■

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Pagine dedicate a MIRANDOLA (MO) e altri comuni della BASSA MODENESE

INIZIATIVE

Collettivo sisma emilia

Progetto collettivo composto da registi, tecnici, attori e attrici

S

isma Emilia è un progetto collettivo composto da registi, tecnici, attori e attrici provenienti dalla Regione, che opereranno a zero budget e senza alcun finanziamento pubblico. L’obiettivo è arrivare ad un massimo di 10 cortometraggi per raccontare il terremoto che ha investito l’Emilia nel Maggio 2012. Sisma Emilia raccoglie lo sguardo di registi emiliani che si riuniscono per descrivere “da dentro” l’esperienza del terremoto. L’idea è che il film sia il più possibile eterogeneo: cortometraggi completamente autonomi gli uni dagli altri. Nella realizzazione, le opere potranno avere in comune location, attori e gruppi di lavoro ma regia e soggetto devono essere distinti per ogni progetto Il completamento del film Sisma Emilia - originariamente stabilito entro il 31 dicembre 2013 - è stato posticipato ai primi mesi del 2014, in considerazione delle adesioni al Collettivo pervenute nell’autunno 2013 e assecondando così il libero work in progress creativo che è sempre stato nello spirito del progetto, aperto a nuove idee atte a finalizzare al meglio ogni singola opera. Novità e aggiornamenti saranno comunicati tempestivamente sul sito ufficiale. Un eventuale ricavato di visione, di vendita dvd, di diritti, etc. sarà devoluto a favore delle zone terremotate. Sito ufficiale: http://sismaemilia.tumblr.com/ Ufficio stampa Collettivo Sisma Emilia:

30 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

Arkadin Pictures di Matteo Merli Via Cristoforo Colombo n. 26/c 41037 Mirandola (Mo), Italy cell. 340 6409391 E-mail Arkadin Pictures: info@arkadinpictures.com ■ (Comunicato stampa ricevuto e pubblicato)

IL DUCA DI SABBIONETA GUERRE ED AMORI DI UN EUROPEO ERRANTE Di Luca Sarzi Amadè

Luca Sarzi Amadè riporta alle stampe dopo oltre vent’anni un’opera che ricompone la figura di Vespasiano. Il volume è arricchito di immagini e di nuovi volti di questo personaggio poliedrico che l’autore illustra con grandi capacità storica: urbanista, generale, architetto, collezionista d’arte... ma soprattutto artefice ...della città ideale di Sabbioneta.

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Pagina dedicata a BASSA MANTOVANA ORIENTALE e POLESINE OCCIDENTALE

VIVERE IL PO

Consigli di turismo “fluviale”, dal materiale di promozione turistica

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autica a Sermide. Situato direttamente a ridosso del Po, il circolo Nautica Sermide offre possibilità di parcheggio per camper e servizi igienici (docce incluse) liberamente fruibili ai ciclisti di passaggio sull’Eurovelo. Alla Nautica è possibile fermarsi per un attimo di relax o una chiacchierata tra amici, per sentire storie d’altri tempi dagli amanti del Po o per una gita sul grande fiume in kayak (previa prenotazione presso la Nautica Sermide). Visita il sito: www.nauticasermide.it

Pescare a Sermide. Il Fiume Po è famoso per la pesca di grossi esemplari di siluri. Turisti da tutta Europa si sfidano nella pesca di questo leggendario pesce durante tutto l’arco dell’anno. Presso il circolo Nautica Sermide è possibile accedere con la propria imbarcazione al fiume tramite uno scivolo di alaggio (previa prenotazione presso la Nautica Sermide – www.nauticasermide.it ). Per poter pescare nel territorio mantovano è necessario acquisire la licenza di pesca.

Inoltre è possibile pescare nei numerosi canali di bonifica sparsi per il territorio caratterizzati da acque calme che forniscono il sostentamento idrico nei periodi dell’anno maggiormente torridi ai terreni agricoli di questa porzione di pianura padana. Per ulteriori informazioni sui regolamenti è possibile visitare il sito della Federazione italiana Pesca Sportiva e attività subacquea – Sezione di Mantova al seguente indirizzo: www.fipsasmantova.it ■ Tratto dal sito del comune

Pagina dedicata a GUASTALLA (RE) e VIADANA (MN) eventi

IL ROTARY CLUB GUASTALLA DONA FARETTI LED Consentiranno una migliore fruizione di ambienti frequentati dalla comunità

I

l Sindaco di Guastalla Giorgio Benaglia, a nome suo e della Giunta Municipale, ringrazia il dott. Paolo Magotti, Presidente del Rotary Club Guastalla, per aver donato all’Assessorato alle Culture e Identità della città una serie di faretti Led al fine di potenziare l’illuminazione, ad ora carente, delle sale espositive di Palazzo Fracassi

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(corso Garibaldi 33). La tecnologia fornita, di ultima generazione, nel rispetto del risparmio energetico, consentirà una migliore fruizione di ambienti frequentati dalla comunità. Con l’occasione ha inviato i più cordiali auguri di un felice Natale a tutti i soci del Club.■

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Pagine dedicate al centro storico di REGGIOLO (RE)

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Ospitiamo con piacere l’articolo di Franceso Fava in memoria di Don Angelo, compianto parroco reggiolese

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a legato subito a Cristo sposo l’intera giornata della sua esistenza» Il 22 novembre scorso, memoria di S. Cecilia, presso il Centro di comunità a Reggiolo, sono state queste le parole del Vescovo Emerito Adriano per la messa in suffragio di don Angelo Melegoni, nel Trigesimo della scomparsa. A introdurre la celebrazione è stato il parroco, don Gino Bolognesi che ha dato lettura di uno scritto di don Oreste Benzi, conservato da don Angelo tra i suoi effetti personali. Dopo alcuni cenni storici, la sua vita spesa tra Boretto, S. Vittoria e Reggiolo, appunto, dove rimase per oltre mezzo secolo, il vescovo ha riassunto l’operato del defunto prete collegandosi alla parabola delle Dieci vergini poco prima proclamata. Data, quella della patrona dei cantanti e della musica, di certo significativa e cara al parroco emerito di Reggiolo, in virtù di una tra le sue più grandi passioni: il canto. È, infatti, alla Santa martire romana che dedicò la sua “Schola Cantorum” seguendola appassionatamente e incentivandola affinché rendesse le celebrazioni più solenni e decorose, aiutando i fedeli ad innalzarsi verso Dio.

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32 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

di Bertolini Claudia

Non va dimenticato, inoltre il gruppo dei “Pueri Cantores” formato da una cinquantina di bambini/e e ragazzi/e. A chi si accordava con lui circa alcune parti della Messa in una particolare Solennità, don Angelo rispondeva con un categorico: «Canto tutto». Come dimenticare la sua voce tenorile che rimbombava per la «bella basilica» - così come è stata definita - percorrendone gli archi e le volte, ora in stato sempre più precario? Nella sua omelia, Mons. Caprioli, ha posto l’accento sulla figura del “Samaritano” citando il titolo del libro (1938) di don Primo Mazzolari, che il giovane don Angelo ebbe in dono dallo stesso parroco di Bozzolo e alludendo alle “imprese” del “prete atomico” specialmente durane l’alluvione del ’51, quando era parroco a S. Vittoria. «Ha visto la comunità come la Chiesa del Concilio, sapendo di essere dono ma che la parrocchia era un dono per lui» ha detto l’“ex Pastore” di Reggio e Guastalla. Come padre, poi, ha esortato i presbiteri presenti ad essere «preti come Samaritani senza paura di sbagliare cercando di aiutare», sull’esempio di colui che, anche se per pochi mesi fu loro decano.

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In ultimo si è rivolto ai fedeli, la “grande famiglia” di don Angelo: «C’è bisogno di non fermarsi, una comunità che vive e partecipa è una buona parabola. È - ha poi concluso - il modo più bello di dire a tutti che quello che don Angelo ha fatto può continuare». Amante dunque del canto, del “bel canto”, estimatore del Bello, non va tralasciata la preoccupazione del “don” per l’accompagnamento musicale: l’organo Lingiardi della parrocchiale. Lo strumento, giusto nel 2008, ha subìto l’ultimo intervento di manutenzione straordinaria che gli ha permesso così di ritornare a “duettare” con lui per la sua “Messa di Ferro”. Il primo restauro di questo “gioiello”, costrui-

to nel 1895 dalla ditta pavese, è da farsi risalire proprio allo spirito di iniziativa di d. Angelo, grazie al contributo di una parrocchiana. Considerato il migliore di tutta la Diocesi a due tastiere, ha eleganti pomoli per inserire i registri e una pedaliera estesa a 27 pedali, caratteristiche che lo fanno un organo “ceciliano” e costituì un vero e proprio vanto per la nostra chiesa e anche per Monsignore. Ora, mentre il Lingiardi, “imprigionato” nella cantoria di S. Maria Assunta, è costretto al silenzio, la voce del “prete volante” echeggia tra le arcate azzurre del cielo.■ Francesco Fava

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C’è stato il terremoto niente sarà più come prima, speriamo sia meglio

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oglio iniziare questo articolo prendendo spunto da questa frase che ho riproposto all’interno della mia tesi di laurea in architettura che ho presentato proprio un anno fa, il 21 dicembre 2012, al Politecnico di Milano insieme a Federica Filipazzi architetto anch’essa di Reggiolo. La tesi riguardava infatti una serie di suggestioni per la ricostruzione di Reggiolo dopo gli eventi sismici del maggio 2012. Questa frase è ricca di significato ed è diventata per me la frase chiave per ricostruire il nostro paese. Il terremoto infatti ha provocato paura, disagio, ha reso inagibile più di parrucchieri

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800 edifici e sfollate più di 1000 persone; ma il terremoto oggi può essere anche una grossa opportunità di rilancio del territorio, di riqualificazione urbana e di miglioramento sismico per molti edifici e di gran parte del paese. Proprio partendo da questi obiettivi che, come amministrazione ci siamo proposti, oggi Reggiolo è uno dei primi comuni del cratere ad aver il maggior numero di strutture - in proporzione agli edifici danneggiati - ad essere già riparati e di imprese e cittadini a cui sono stati già liquidati i contributi per i lavori eseguiti.

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Con le ultime ordinanze regionali, la procedura MUDE (unica procedura per la richiesta di contributi per gli edifici residenziali danneggiati dal sisma) è più chiara e permette di dare risposta anche ai casi particolari, inoltre con l’ordinanza n°131 del 18 ottobre 2013 sono stati fissati i nuovi termini per la presentazione delle richieste di contributo per il recupero degli edifici residenziali e produttivi danneggiati dal sisma. I contributi per la ricostruzione concessi ed erogati finora a Reggiolo sono: - Pratiche depositate: 102 - Prenotazioni depositate: 13 - Pratiche accettate con cambiale emessa: 58 per un importo di € 14.022.626,34 - Pratiche liquidate al 100%: 21 per un importo di € 1.190.459,71 - Pratiche in corso di liquidazione (Sal intermedi): 9 per un importo di € 1.029.120,60 (elenco aggiornato al 10 dicembre 2013) Le nuove scadenze riguardano le abitazioni con danni B o C, il cui termine per la presentazione delle domande era il 31 dicembre 2013, la scadenza per il deposito viene spostata al 28 febbraio 2014. Per le abitazioni con danni classificati E la prenotazione dovrà essere compilata entro il 31 gennaio 2014 e il deposito della domanda dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2014. Sul versante delle imprese prevista la prenotazione entro il 31 gennaio 2014 e il deposito entro il 31 dicembre 2014. La prenotazione è sempre telematica e realizzata con il sistema informatico Mude, per le abitazioni, e con il sistema Sfinge per le imprese. Per gli interventi iniziati, la cui presentazione delle domande scadeva il 30 settembre 2013, l’istanza di prenotazione doveva essere presentata entro il 30 novembre 2013 e il deposito definitivo della domanda entro il 31 gennaio 2014.

Un’altra priorità importante che come amministrazione stiamo portando avanti da quasi un anno è la riapertura al traffico di via Matteotti, il lavoro è stato lungo, e grazie alla collaborazione dei tecnici privati che hanno effettuato le operazioni di messa in sicurezza siamo riusciti ad avere tutte le certificazioni richieste e nelle prime settimane del nuovo anno saremo in grado di riaprirla totalmente, garantendo quindi la possibilità di utilizzare anche i parcheggi disponibili lungo la via. Proprio consapevoli delle difficoltà dei commercianti che risiedono in queste vie del centro storico il lavoro di organizzazione insieme ai tecnici privati è stato e sarà costante per cercare di diminuire al massimo i disagi cercando di pianificare al meglio sia gli spazi che i tempi per le aree di cantiere. Tutto questo è reso facile grazie all’impegno e alla partecipazione dei cittadini, dei tecnici privati che seguono i lavori, delle associazioni di categoria e di volontariato; non si può ricostruire un paese senza la condivisione di questi interlocutori e senza la fiducia che in questo momento è necessario dare alle istituzioni, noi amministratori siamo praticamente sempre presenti con la voglia e la determinazione di provare a risolvere o almeno di essere a conoscenza dei problemi e dei dubbi dei cittadini.■ Roberto Angeli Assessore alle politiche territoriali di Reggiolo

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Con queste scadenze infatti si prevede che il 2014 sarà l’anno della ricostruzione per Reggiolo, infatti dalla prossima primavera sono previsti in tutto il paese una serie di cantieri importanti che porteranno in molti casi ad un miglioramento sismico e urbanistico del paese.

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BUON 2014! Iniziamo l'anno nuovo con ritrovato ottimismo!

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inziato da poco il nuovo anno, come sempre ricco di buoni propositi e di aspettative. Ogni volta che si entra nell'anno nuovo, infatti, il pensiero di tutti va a ciò che ci si aspetta che porti il nuovo anno con sé: gioia, serenità, prosperità... È per questo che vogliamo anche noi guardare al 2014 con ottimismo e po-

36 Gennaio 2014 | anno VI - n 52

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sitività, due fattori essenziali se si vuole progredire a livello nazionale e internazionale e rilanciare la nostra economia. La voglia di intraprendere e di andare avanti, nonostante il periodo difficile affrontato in questi ultimi anni, è infatti essenziale per riuscire a superare il periodo di crisi. Solo con una rinnovata vitalità e con slancio è possibile lasciarsi alle spalle il difficile periodo economico che stiamo trascorrendo. La nostra speranza per il 2014 è quindi quella di un anno in ripresa economica e dominato dall'ottimismo, che possa portare a tutti momenti di gioia e di serenità. Buon anno nuovo!■

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Pagina dedicata a BORETTO (RE) BORETTO

storia locale: Il P.C.I. di BORETTO difendeva Nelson Mandela!

Foto: particolare della litografia numerata e firmata da Marco Cagnolati, riservata ai compagni e ai collaboratori della Festa de L’Unità di Boretto RE -1988 dedicata a Nelson Mandela.

«

U

nitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid!» Nelson Mandela. E’ morto Nelson Mandela 95 anni, premio Nobel per la pace nel 1993. Insieme al suo

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predecessore Frederik Willem de Klerk, fu primo presidente a essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo paese (1994 - 1999). Ha passato in carcere gran parte degli anni dell’ attivismo anti-segregazionista. Il bimestrale borettese “31TRENTUNO”, diretto da Roberto Mosconi, del 15 ottobre 1988, sensibilizzava sul piano politico e culturale alla lotta contro l’Apartheid. Di Mandela circolava solo una foto, quella usata da Marco Cagnolati per ritrarlo e per realizzare i pannelli della festa organizzata dal P.C.I. (Partito Comunista Italiano) sezione di Boretto (RE), essa sollecitava la liberazione di Mandela ancora detenuto. I pannelli dipinti furono poi richiesti da Lino Zanichelli per la “Festa Provinciale de l’Unità” di Reggio Emilia. La festa era organizzata dai compagni borettesi Mario Pavanelli, Odema Savini, Francesco Scarati, Liliana Avosani, Luciano Longhi, Adriana Zoboletti, Maurizio Barigazzi, Vittorio Cesarotti, Paolo Camurri, Mauro Besegai, Urbano Chezzi, Ettore Benassi.■

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PERSONE DELLA BASSA SAN BENEDETTO PO

I Musicanti d’la Bása

Un gruppo di giovani artisti esperti in musica popolare

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Musicanti d’la Bása è un gruppo di giovani artisti, esperti in musica della cultura popolare come ghironda, organetto e cornamusa, che amano suonare insieme, trasmettendo quello che rimane delle nostre tradizioni musicali. Nati nel 2010 per iniziativa di Nicholas Marturini e Lodi Luca, si definiscono gruppo folkloristico-popolare del basso mantovano. Hanno sede a San Benedetto Po e si esibiscono in qualsiasi tipo di manifestazione. Il loro repertorio si snoda dai brani medioevali e rinascimentali francesi alla vera e propria musica popolare occitana; dalle valli piemontesi alla

nostra Pianura Padana. Attualmente è in atto, assieme alla Scuola di musica di San Benedetto Po, un laboratorio di musica popolare aperto a tutti. Il gruppo è composto da: Lodi Luca (Cornamusa francese e Ocarine di Budrio), Nicholas Marturini (Fisarmonica cromatica e Organetto diatonico), Riccardo Gatti (Ghironda e Batteria), Giovanni Varelli (Fisarmonica cromatica e Chitarra ritmica), Diego Devincenzi (Contrabbasso).■ Info e contatti: cell. 347-0811335 e-mail: lodi.luca@live.it www.musicantidlabasa.altervista.org.

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OPINIONI

Via Matteotti come la Rambla? Perché no Ovvero: cogliamo l’occasione per rinnovare veramente Reggiolo!

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olgo la palla al balzo: il mio amico dottor Giorgio Sgarbi mi porge un valido pretesto per continuare a provocare la discussione intorno al recupero di Via Matteotti e, più in generale, per il recupero dell’intero centro storico del nostro Paese; poi, chissà, questa discussione su carta stampata potrebbe anche diventare un confronto aperto, a viva voce, e magari anche conviviale. Per me, questo, è un invito a nozze! Come si usa dire. Io ho posto la questione anche in Consiglio Comunale durante uno dei miei ultimi interventi: sarebbe stra-ora di togliere il freno a mano fatto di tanti cavilli

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burocratici, di “lacci e laccioli” formali e di falsi problemi esteticoarchitettonici, per consentire un sereno dibattito sullo sviluppo di Reggiolo nei prossimi decenni. Ha ragione il mio amico dott. Sgarbi, e gli do merito di grande sensibilità, nel rimarcare che il nostro paese, da sempre, ha problemi mai risolti come quelli che lui cita: organizzazione della Piazza Martiri, area Pradelle, Municipio (vecchio e nuovo), teatro “G. Rinaldi”, case popolari, mobilità (e viabilità) verso il capoluogo e, aggiungo io, collegamenti ciclo-pedonali, comodi e sicuri, con le frazioni perché il tessuto socio-politico del territo-

rio comunale sia più omogeneo, limitando il più possibile le sacche di ghettizzazione, specie nelle Frazioni; tutti problemi, questi, che ancor più marginalizzano il nostro Paese, rispetto ad un capoluogo territoriale (Reggio Emilia) che ha saputo porsi all’attenzione, nazionale e internazionale, con opere importanti come i ponti di Calatrava, la stazione TAV medio padana e il nuovo casello autostradale. Reggiolo deve risorgere! L’ho già detto e insisto con grande fermezza, deve risorgere nel senso più pieno della parola, e per farlo deve sforzarsi di guardare avanti, molto

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avanti, non ad un palmo dal naso come normalmente succede, guardando solo se “il recupero è filologicamente corretto, se è stato usato tutto il materiale recuperabile, e se i nuovi interventi sono realizzati con tecniche e materiali della tradizione locale”. Bisogna avere, a volte, il coraggio di abbattere certe barriere ideologiche, e, più in generale, il coraggio di osare sempre; così come hanno molto osato, per esempio, tanti giovani laureati, in architettura e in ingegneria, che nelle proprie tesi di laurea hanno proposto soluzioni, spesso ardite (progetti ambi-

ziosi!) ma tutte sicuramente degne di apprezzamento, per risolvere i problemi nodali (Piazza-PradelleRocca-Municipio-Via Matteotti) di Reggiolo. Peccato che tanto patrimonio intellettuale del nostro paese non sia valorizzato e finisca nei cassetti polverosi di una memoria inclemente; peccato che progetti interessanti abbiano solo una mera finalità accademica; peccato che i nostri giovani laureati non vedano riconosciuto il loro impegno, per trovare magari successo in chissà quale altra realtà lontana dalla nostra. Qualche anno fa c’era

stata l’idea di organizzare una mostra delle tesi di laurea specifiche su Reggiolo, e su quella aprire una discussione costruttiva. Anche di quell’idea non si è più fatto nulla. Anch’io, caro Giorgio, non vorrei proprio che tutto finisse “con due auditori, tre palestre, un poliambulatorio poco funzionale…”, il tutto, facilmente, senza un amalgama urbanistico ben progettato. Anch’io, come te, vorrei proprio che il nostro Paese risorgesse in maniera intelligente, non più prigioniero di quel provincialismo in cui spesso siamo chiusi.■ Roberto Rinaldi

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SPORT DELLA BASSA calcio, pallavolo e ciclismo

IL CALCIO DELLA BASSA

E NON SOLO

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iamo arrivati alla sosta, la tanta attesa sosta per dare un po’ di respiro alle formazioni e nel frattempo guardarsi ancora attorno in cerca di qualche pezzo da novanta, ma da quanto si evince non è che la piazza offra molto. Si chiude quindi il girone di andata tra sorrisi per molte formazioni inserite nel nostro mensile, ma anche con qualche delusione. Si sa, a settembre si fanno grandi proclami, ma poi non sempre si riesce ad ottenere quello che si è programmato. Proviamo ad analizzare ogni singola formazione e vediamo cosa hanno combinato in queste 15 gare. Promozione. Il Reggiolo non sta certo incantando, si sapeva fin dall’inizio che sarebbe stato un campionato difficile dove l’obiettivo principale era la salvezza. La società comunque si sta muovendo sul mercato, fallito l’obiettivo di portare i due fratelli Olivetti, ci proveranno con altri. 1° Cat. Gonzaga. E qui troviamo un po’ di delusione. Le ambizioni della società erano ben altre, non certo di vincere il campionato, ma quanto meno di navigare nella zona nobile del girone. I 17 punti conquistati non sono molti, ma c’è pur sempre un girone di ritorno e si sa che le formazioni allenate da Andrea Osti danno sempre il meglio nella seconda parte del campionato. A Gonzaga ci sperano. Viadana. La bella sorpresa arriva proprio dalla squadra canarina allenata da Angelo Boni. Una formazione fatta senza spendere molto, tanti ragazzi in quota e tanta voglia di fare bene. Dopo un inizio da brividi, la squadra si è riscattata chiudendo a quota 23 punti che vale un ottimo settimo posto in classifica.

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di Sergio Ballarini Luzzara. Anche la formazione allenata da Dall’Asta sta ottenendo buoni risultati. Il terzo posto in classifica, ne è la prova, in un girone però dove il Campagnola sembra farla da padrone, pertanto rimane solo da puntare al secondo posto, attualmente a tre lunghezze. 2° Cat. Il Suzzara non incanta, troppi pareggi, otto su 15 gare e così la zona play off si sta allontanando sempre più, anche perché la concorrenza è molto agguerrita, se non si cambia marcia, addio sogni di gloria. Dosolo. Anche la formazione di patron Barilli fatica a tenere il passo delle prime, non male però se si vuole entrare tra le prime cinque. C’è da cambiare passo, in fondo ci sono ancora 15 gare per cercare di dare una svolta in positivo alla classifica. Poggese e Magna arrivano dalla terza, qualche difficoltà la stanno trovando, ma la Pog-

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gese con Donnoli lì davanti, può sicuramente scalare qualche posizione. Faticherà maggiormente invece a nostro giudizio la formazione di Modenesi. 3° Cat. La corsa solitaria in vetta dell’Iveco Suzzara non sembra trovare ostacoli. Ottima formazione, un mister come Zanichelli attento e preparato, tutto lascia pensare ad un cammino spedito verso il salto di categoria. Qualche cosa in più ce lo aspettavamo dalla Dinamo Gonzaga, il terzo posto attuale non è male, ma dietro si stanno muovendo formazioni come il Moglia, unico a battere il Boca Junior, ma attenti anche all’Ostiglia, potrebbe nel girone di ritorno fare quello scatto decisivo per entrare nel giro delle favorite. Pegognaga e S. Benedetto non decollano, sarà ancora un anno di transizione per la prima e un arrivederci in fretta al prossimo anno per la seconda. ■

VOLLEY

li interessi maggiori sono rivolti a Viadana, qui troviamo ben tre formazioni che vanno dalla A1 Femminile, la Pomi, alla B2 Maschile Viadana e alla D Femminile Viadana. La prima sta pian piano risalendo la china dopo una partenza ricca di difficoltà, ora con gli ultimi due successi ha scalato qualche posizione, ma rimane sempre nei bassifondi. Mantiene la terza piazza il Viadana maschile a sole tre lunghezze dalla vetta. La squadra sembra comunque matura per puntare alla vetta. Nulla da fare invece per la D femminile, dopo sette gare, la squadra è ferma ancora al palo. Nel girone C Femminile, il Moglia ATM, incomincia a smuovere la classifica. Partita decisamente male, ha raccimolato sei punti nelle ultime due gare, e così l’ultimo posto è stato lasciato ad altre. Va meglio il Pego S.Marco, ma qualche volta stecca, come ad esempio nell’ultima gara contro la Fun Food, si poteva fare meglio. La classifica comunque rimane ancora buona, terzo posto in compagnia di altre formazioni.

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Storia del salame “

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ei un salame!”, appellativo affettuoso che spesso sta ad indicare un sempliciotto. Non un complimento, quindi. Eppure il salame è alimento gustoso. Ecco cosa abbiamo trovato a proposito del nome salame. Il termine pare non sia contemporaneo alla nascita del salume che ne porta il nome. La storiografia gastronomica indica il 1581 quale anno in cui la parola salame compare per la prima volta in un manuale di cucina, indicando un insaccato di carne suina. Questa dicitura compare nel compendio che fu redatto da Vincenzo Cervio, trinciante di Casa Farnese, che utilizzò questo termine per designare un insaccato costituito da carne e grasso di maiale, condito con sale e pepe in grani, insaccato in un budello e conservato per un periodo che poteva variare, secondo il grado di stagionatura che si desiderava ottenere. Ma il primo documento che nomina il salame potrebbe essere anche anteriore. Esiste un ordine del 1436, effettuato da Niccolò Piccinino - un condottiero al soldo del duca di Milano - che, a Parma, dove aveva una base operativa, richiese “…porchos viginti a carnibus pro sallamine…”, ovvero venti maiali per farne salami. Prima di allora, i salumi erano denominati solo botulus o insicia

(che potrebbe essere legato al termine insaccato). Ma qual è l'etimologia di “salame”? La parola salame deriva da sale. E se questa sembra una deduzione fin troppo semplice e generica, le ragioni del termine sono più ovvie di quello che sarebbe dato pensare. Anticamente, con il termine salamen, si era soliti indicare, ancor prima che la carne sotto sale, il pesce salato, ovvero lo stoccafisso o baccalà. Non solo, ma il pesce salato, fino al Quattrocento, era venduto nelle botteghe dei Lardaroli, insieme alla carne e ai salumi. Sicché, per estensione, il termine salamen finirà per costituire la radice etimologica disalume e specificatamente di alcuni insaccati, tra cui il salame e la bresaola, il cui suffisso “saola”, sta ad indicare proprio il sale e la salagione cui è sottoposto questo pregiato prodotto. Dovrebbe, ora, essere chiaro come, a livello gergale, si sia giunti ad avere una perfetta corrispondenza semantica tra la parola baccalà e il termine salame. Infatti, in questo contesto traslato i due termini sono sinonimi e stanno ad indicare una persona insulsa e ottusa. Sarebbe la consistenza dura (data dalla salagione) che accomuna i due prodotti, che rimanda alla cocciutaggine tipica dello sciocco e per questo soprannominato, indifferentemente, sia salame che baccalà. ■

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Lambrusco, pane e salame 2013. Seconda parte Ingredienti semplici della nostra tradizione

STORIA DEL PANE

Diffusione e preparazione del pane nei popoli antichi

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A PREISTORIA. Nelle caverne degli uomini primitivi gli archeologi hanno ritrovato chicchi di cereali che venivano utilizzati come alimento integrante della carne. I chicchi venivano frantumati fra due pietre e poi mescolati con acqua per preparare una pappa cruda molto nutriente. NELL’ANTICO EGITTO. Nell’antico Egitto crescevano numerose piante fra le quali vari tipi di cerali. Nelle famiglie più ricche erano le serve che avevano il compito di frantumare nel mortaio i chicchi e di separare con il setaccio la parte nutritiva del chicco dall’involucro che lo racchiude per poi macinarli tra due pietre. La farina così ottenuta veniva mescolata con l’acqua, impastata a lungo e cotta su pietre. IN GRECIA. In Grecia a causa del clima e del tipo di terreno, la coltivazione del grano era molto scarsa. Per questo motivo i greci cominciarono ad importare frumento dall’Egitto, dalla Sicilia e dalle terre bagnate dal Mar Nero. I greci raggiunsero una grande

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abilità nella preparazione di pane e focacce che condivano con olio, ammorbidivano con latte, aromatizzavano con pepe e altre erbe, impastavano con il vino e il miele. I fornai greci furono i primi a lavorare il pane di notte, in modo che la gente al mattino, lo trovasse cotto, fresco e croccante. I ROMANI. Gli antichi popoli Italici vivevano in un territorio fertile che coltivavano a cereali, tra cui il farro, allora molto diffuso e da cui deriva la parola farina. I Romani utilizzavano il farro anche sotto forma di focacce salate. Solo dopo aver conquistato i greci scoprirono il pane di frumento lievitato. In breve si diffusero i primi forni pubblici, dove lavoravano molti fornai greci portati a Roma come schiavi.■

Il Viadanese è la varietà di Lambrusco storicamente coltivata nella pianura Mantovana vicina al Po fra Viadana e Sabbioneta. Dalla selezione di queste uve vino frizzante dedicato agli antichi signori di queste terre. Il suo carattere sanguigno e verace è frutto di una lenta presa di spuma e della prolungata sosta in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.

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DiVino Enogastronomia e tendenze di Sabrina Baracchi*

WINE BLOGGER Insieme a Twitter e Facebook, il modo più rapido di comunicare il vino

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egli ultimi cinque anni, si è affermato nel mondo e di conseguenza in quello del vino una figura nuova: quella del "blogger". Ma chi è il blogger? Il termine, assai recente, non ha un preciso significato, deriva dalla contrazione della parola WEB-LOG tradotto: diario in rete. Perciò, in un particolare tipo di sito web, indica i contenuti che si visualizzano in forma cronologica gestiti da blogger che pubblicano testi o post (opinioni o commenti) pronti per essere pubblicati e diffusi rapidamente nel web, come articoli di giornale, e che hanno sempre più importanza. L'industria del vino si è accorta dell'importanza di questi wine writer digitali, che inizialmente nel 2004 erano appassionati dall'avanguardia tecnologica, ma con il diffondersi di piattaforme publishing sempre più semplici da usare, il fenomeno blogger si è enormemente diffuso! Oggi sono molte decine i wine blog aggiornati frequentemente e seguiti

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da molti lettori. La qualità delle informazioni è cresciuta tanto da essere paragonata alle pubblicazioni a pagamento. Questo ha portato molte cantine a prestare attenzione rispetto l'online, e ad investire tempo e risorse in un'etichetta quanto un territorio. Bisogna fare attenzione, però, alla pubblicità occulta. Vi sono blogger famosi che vivono della pubblicità proposta dai loro blog. In Italia non vi è un comitato che tuteli il consumatore, imponendo a blogger di dichiarare l'eventuale pagamento del contenuto dall'azienda oggetto del post, a differenza degli Stati Uniti d'America regolamentati dalla Federal Trade Commission a tutela degli utenti. Giusto un blogger, tale Paul Mabray di Vintank, ha lanciato una provocazione ai produttori chiarendo tramite un post "Hey Wine Industry, You're Looking at Wine Bloggers all Wrong" e rivolgendosi all'industria del vino: che i blogger sono il canale a cui rivolgersi, in questa saturazione di informazioni che hanno reso la stampa difficile da accedere.

Anche se vi fossero solo pochi utenti, possono risultare affidabili nel raccontare la vostra storia. Le cantine possono interagire con gli utenti, esprimendo il proprio punto di vista e facendosi conoscere. I blogger possono seriamente influenzare le vendite, sono anche loro consumatori, comprano vino e sono parte di una comunità che vale la pena curare. Ma i blogger italiani cosa pensano? Perché un bel giorno una persona decide di entrare nel mondo dei wine blog? La partenza è tutta passione, è una favola, ma ogni persona che inizia un progetto ha anche un obiettivo che, per chi scrive di vino o altro, è quello di diventare un giorno influente, autorevole, stimato e, magari, anche pagato per il proprio impegno. Il viaggiare nell'Italia del vino alla ricerca di produttori e vini da raccontare, davanti al PC di casa, sottraendo tempo ad amici, prima o poi porterà a qualcosa a questi bloggers? Fare il wine blogger in Italia non of-

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fre ancora grandi vantaggi se non a pacche sulle spalle e a rarissimi momenti di celebrità condivisi tra te e i pochi "eletti" che leggono di vino sul web. Celebrità modesta, soldi zero, ansia per cercare di capire cosa scrivere nel prossimo post, alte possibilità di entrare in polemica col primo di turno che travisa le tue parole... perché allora continuare a scrivere? Perché il vino rappresenta una passione da condividere e non uno scopo della vita. Se siete curiosi, ecco alcuni interessanti wine blog internazionali, molto famosi: - Snooth - Wine Spectator, Diner’s Journal, il blog di enogastronomia del New York Times - Cellar Tracker, il blog di colui che ha cambiato il mondo della

comunicazione del vino - Robert Parker e Wine Lovers Page non necessitano di introduzione. - Altri blog decisamente da mettere in lista sono: Vinography, fra i più letti, che ha base a San Francisco - Dr. Vino, ovvero Tyler Colman, scrive e insegna di vini con ironia ed efficacia, toccando spesso anche altre tematiche come l’ambiente, l’economia e curiosità. - Jamie Goode è un altro solido nome su cui contare: con il suo blog dà consigli su vini con buon rapporto qualità-prezzo e racconta anche un po’ della sua vita. - Vino al Vino di Franco Ziliani. - Carlo Pignataro Wine Blog. Buona lettura! ■

RISTORANTE

Le Franchine *Sommelier professionsita, è inviata enogastronomica per Telereggio. Nel 2001 è stata valutata miglior somelier dell’Emilia Romagna.

Disponiamo di una vasta carta di vini pregiati provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia

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La cucina di Wilson di Wilson Blasi*

Gennaio in cucina... Gennaio, uno dei mesi più freddi dell'anno, che porta con sè ricordi di feste e atmosfere lontane nel tempo...

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ennaio, uno dei mesi più freddi dell'anno, fa affiorare ricordi lontani di feste appena finite, di nevicate abbondanti, di campagne ferme, di buoi nelle stalle dove la sera si ritrovavano gli uomini per giocare a carte o discutere di lavoro nei campi e di conoscenti del paese mentre le donne in cucina fini-

vano le faccende, oppure erano sedute attorno al camino o alla stufa a legna a cuocere caldarroste o a far bollire del vin brulè da bere poi a piccoli sorsi per concludere la serata. Sono ricordi sereni, il tempo scorreva lento, la gente era più socievole e aveva voglia di stare assieme, di parlare, cosa che in

primavera e d'estate era meno sentita perchè il lavoro dei campi diventava molto impegnativo. Se penso ad un piatto per gennaio vedo del cinghiale brasato al Barolo con della polenta fumante e questa è la ricetta che voglio darvi.■

Cinghiale brasato al Barolo Ingredienti per 4 persone 1 kg di cinghiale disossato, tagliato a dadi e sgrassato 1 lt di vino Barolo 50 gr grasso prosciutto o pancetta 200 gr sedano, carote e cipolla 1 spicchio d'aglio 2 foglie di alloro 1 mazzetto guarnito con gambi di prezzemolo, rosmarino, salvia e timo 50 gr grappa 2 chiodi di garofano ½ cannella sale e pepe 100 gr burro

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olio extravergine di oliva 30 gr aceto di vino rosso Il giorno prima della cottura mettere a marinare il cinghiale con vino rosso e aceto. Il giorno dopo togliere la carne, farla sgocciolare bene, quindi farla rosolare in una padella larga con metà burro e olio molto vivacemente. In un tegame largo, meglio se di terracotta, fare soffriggere la pancetta, poi le verdure e il mazzetto. Unire la carne rosolata, sale e pepe per fare insaporire, quindi unire il liquido di marinata,

fare riprendere bollore, coprire con coperchio o con un foglio di carta forno. Infornare a 160° C per due ore circa. Togliere il tegame dal forno, togliere la carne dal sugo, fare bollire la salsa, unire la grappa, regolare di sale e pepe la salsa, controllando che sia densa e lucida. Servire con polenta calda.■ * Presidente Associazione Cuochi di Reggio Emilia. Consigliere Nazionale FIC (Federazione Nazionale Cuochi) e Team manager squadra SARC (Squadra Associazione Reggiana Cuochi)

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IL LOTTO, QUESTO SCONOSCIUTO Metodi di gioco e curiosità sul popolare gioco del lotto

di Marco Barbieri

gennaio 2+0+1+4 = 7 numero fortunato per eccellenza.... 2014 Metodo del Mese

sara’ un anno straordinario per il lotto!!

Attraverso una continua osservazione del quadro estrazionale e di alcuni periodi storici, possiamo stabilire quelle che sono state formazioni interessanti, su talune ruote, che inevitabilmente saranno protagoniste anche nei prossimi tempi circoscritti. Da queste possibili situazioni porto a conoscenza, con apposite ricerche, elementi che con cadenze temporali particolari tendono ad una “costante” e si proiettano con interesse per i prossimi periodi di gioco… PERIODO DI GIOCO Nessun altra regola deve essere applicata, da martedi 14 gennaio 2014 inizia il gioco.

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MILANO-NAPOLI AMBATA 16

Combinazione in lunghetta per tutte le sorti....

17.29.34.42.54

Combinazione in lunghetta per tutte le Anche in questa circostanza le combinazioni citate, sicuramente forniranno esiti multipli.. sorti....

16.31.37.60.79.85

queste combinazioni segnalate sopra, possono essere giocate in modo distinto e separato, poichè ognuna di loro darà sicuramente un buon risultato...

CAGLIARI-VENEZIA AMBATA 42

Nel corso dei mesi/anni passati, si sono avute diverse situazioni più che positive, attendiamo quindi la conferma del ciclo. Dobbiamo altresi ricordare che il gioco del Lotto è un gioco aleatorio, nessuno può garantire nulla, è d’ obbligo un meritato distacco critico... Se volete comunicare con l’autore e/o inviare copie degli scontrini vincenti, potete farlo inviando una mail al seguente: bmgmarco@virgilio.it

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Luoghi non comuni Attualità e altro

di Maddalena Letari

Streghe e Madonne

Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con uomini. (Joseph Conrad)

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i conformiamo agli stereotipi di genere della pubblicità e dei media, perché siamo troppo stanchi e distratti per accorgerci che l’evoluzione dei costumi sta facendo un giro su se stessa. Nonostante le aperture verso il terzo sesso operato da diversi brand (soprattutto perché le leggi economiche, più che quelle etiche lo impongono), nonostante le immagini pubblicitarie di uomini che si intendono di detersivi e pannolini e donne manager sempre troppo di fretta, in cuor nostro non ci siamo spostati più di tanto dall’immagine della famiglia felice anni ’50: il marito è quello che porta a casa lo stipendio e la donna è quella che cucina e rassetta casa; la cosa più triste è che il marketing pubblicitario sembra essere più avanti dell’effettiva realtà delle cose. Ne sa qualcosa il Ministro Cécile Kyenge, la quale ammette su Vanity Fair che quando la donna si trova con il timone in mano qualcosa nella coppia cambia e sembra far capire non certamente in senso positivo. Al di là dei problemi famigliari del Ministro, in Italia il tempo dell’emancipazione femminile sembra essersi fermato. La graduatoria del World Economic Forum 2013, che valuta la disparità di genere in base a partecipazione eco-

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nomica e opportunità, risultati formativi, salute e sopravvivenza e potere di rappresentanza politica, vede il nostro Paese al 71° posto su 135, addirittura dopo la Cina. Essere a metà strada tra i Paesi del Nord e lo Yemen delle spose bambine è come essere in mezzo alla dimensione spazio temporale del “vorrei, ma non posso”, un guado melmoso di promesse non mantenute. Non si può certo imputare alla pubblicità la creazione di modelli di comportamento, ma la si può comunque ritenere responsabile del rinforzo di quelli esistenti; l’esaltazione del corpo femminile, o la sua reificazione, dagli anni 50 in poi, ha subito una parabola discendente che non ha rispettato né il corpo, né le idee delle donne. Gli anni del boom economico ci restituiscono l’immagine di una donna che guarda speranzosa verso il miglioramento della propria posizione sociale, fuori dalla cucina e dentro, almeno, ad un ufficio. Negli anni ’70 non si era già più streghe, né madonne e le femministe rivendicavano una posizione che fosse quella di persona pensante ed indipendente. Poi gli anni ’80, gli anni ’90 e ancora il nuovo millennio, hanno tappezzato i muri delle città ed il nostro immagina-

rio collettivo, di corpi senza anima, uno stereotipo ripetuto all’infinito, verosimile, quindi reale, mentre la mamma di famiglia rimane sempre uguale a se stessa e continua a preparare la colazione sulla tovaglia quadrettata, nonostante gli equilibri sociali siano cambiati, pensiamo all’immigrazione, alle famiglie allargate, alle mamme single ecc.ecc. Trent’anni di macelleria sessuale che ben poco ha lasciato all’immaginazione, ci ha portato a credere che le donne devono portare la 38, avere la 5° di reggiseno e le labbra a canotto, tutto sommato delle bambole di carne e silicone, ancora santificate in cucina e dannate in tutte le altre stanze, come se il tempo non scorresse più ed il “se non ora quando” si fosse trasformato crudelmente in un: “per adesso non ci sperate” ■

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L'osservatorio

Burocrazia o cretinocrazia?

di Raffaele Giglietti

Il suffisso crazia indica il potere detenuto dal prefisso (es: bureau significa ufficio). Per Marx era “lo Stato immaginario accanto allo Stato reale”, per Weber “un’istituzione dotata di interessi propri e di logiche specifiche di autoconservazione” e per Crozier “un insieme di circoli viziosi”.

I

l famoso comma 22 recitava: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”. La burocrazia si basa su regole, rituali e procedure impersonali, astratte e immodificabili. Essa fu originata dalla necessità di permettere il funzionamento degli apparati centralizzati e, nel contempo, di garantire trattamenti imparziali e prevedibili ai cittadini. Col tempo si è appoggiata sempre più a metodi quantitativi, statistiche e valutazioni standard da applicare sempre e ovunque. La rigidità delle regole, e la conseguente deresponsabilizzazione dei funzionari, hanno trasformato questi ultimi in burocretini! Essi spendono ore per risparmiare minuti e riescono a trasformare ogni soluzione in problema. In Italia chiunque voglia dar vita a un’impresa è scoraggiato dalla pletora di burocretini che esercitano il “potere del timbro”. Per colpa loro i tempi diventano lunghissimi e l’esito incerto. Si calcola che una burocrazia più snella (dire più intelligente sarebbe una contraddizione in termini) varrebbe almeno 5 punti di PIL… e noi, oggi, ci arrabattiamo per un misero zero virgola percento. Le procedure burocratiche son divenute essenziali in tutti gli ambiti, dal fun-

zionamento della macchina statale a quella militare nonché nei regolamenti interni di sanità, scuola, giustizia e tra le forze dell’ordine. Assistiamo spesso all’affermarsi della superiorità tecnica della burocrazia sull’amministrazione politica della società. Quando si è tentato di integrare i codici, con eccezioni e casi particolari, questi sono degenerati in una cosa mostruosa e complicatissima dai risvolti kafkiani. Ecco allora il prosperare di iperspecialisti, commercialisti, giuristi e avvocati, che riescono ad argomentare interpretazioni anche contrarie allo spirito della legge originale. Giovanni Giolitti: “Per i nemici, e i poveracci, le leggi si applicano, per gli amici, e i potenti, si interpretano”. Questo modo di concepire le relazioni sociali non è solo delle istituzioni, anche gli individui si attengono a severi schemi comportamentali, una sorte di personale burocrazia. Dalla rigidità di questa dipende la flessibilità nel trattare le diversità che si incontrano. Ne deriva che in ognuno di noi si annida un piccolo (o grande) burocretino. Il paziente è morto ma, se la procedura è stata rispettata, non ci sono problemi (sic!). Difronte ad una critica per comportamento inadeguato, è consueta la giustificazione puerile, “ho fatto quanto mi era stato detto” oppure la più assolutoria “la procedura vigente non è

stata violata!”. Di burocretini è zeppa la nostra amministrazione con in testa tanti pappamentari e molti razzistucoli ignoranti e, mentre l’Italia rischia il crollo, cresce la loro lotta in difesa della cretinocrazia (una forma di potere molto simile). Certe disgrazie avvengono perché chi doveva scongiurarle si è attardato a capire come comportarsi per evitare fastidi o a decidere chi dovesse intervenire per primo. I tragici naufragi nel canale di Sicilia ne sono un esempio. D’altro canto si deve proprio alla incapacità di comprendere tutte le casistiche, che ogni procedura burocratica concede, a chi le sa sfruttare, nicchie insospettate di indipendenza privata. Dalai Lama: “Dobbiamo imparare bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto”. Ne sanno qualcosa anche tutti quelli che hanno a che fare con la rendicontazione delle spese: “puoi spendere quanto vuoi purché nel rispetto delle procedure ma guai a prendere anche un solo caffè al di fuori di esse”. Nell’ambito fiscale questa pratica è molto seguita per omettere parte dei contributi dovuti che, in questi casi, si chiamano elusioni e non sono perseguibili. Chi ne approfitta e, nel contempo, si lamenta dell’imperfezione della burocrazia è un … ingrato!■

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qfwfq BAROCCO 2.0

C

hi ha avuto la pazienza di leggere le riflessioni proposte in questa rubrica, ormai avrà certamente capito che qui non si propongono teorie o visioni coerenti, ma più modesti spunti di riflessione, e talvolta inconsuete contaminazioni tra discipline che si dovrebbero incontrare nella più vasta e mai finita riflessione sull’uomo, centro di riflessione ultima anche delle neuroscienze, in questo certamente scienze atipiche rispetto alla posizione di desiderata e disincarnata oggettività delle scienze naturali.

Vista da dentro la contemporaneità pare un fermento caotico che contiene e mescola incessantemente i contrari. Si tratta del vecchio vizio del “presente”, una debolezza che spinge le società a pensarsi come momento di cesura e di eccezionalità nel fluire della storia. Oggi non facciamo eccezione, e probabilmente la percezione del caos straordinario è dovuta alla ovvia mancanza di prospettiva da cui la guarderanno gli storici del futuro. Se ci

Enunciata la consueta premessa a mo’ di giustificazione, l’ennesimo improprio accostamento qui proposto riguarda la storia dell’arte (ma più in generale la storia della cultura) e la rete internet, in particolare quello che viene definito il web 2.0. Alla mente classica pre-internet (sequenziale, più lenta, ma per certi aspetti più ordinata e efficiente) è seguita una mente barocca, parallela, disordinata, mutevole e forse potenzialmente più creativa. Per comprendere fino in fondo questa metafora, occorrerà delimitare i concetti, che appartengono alla storia della cultura, di classicismo e barocco. Quest’ultimo termine nasce in chiave polemica per indicare le forme delle arti e delle letterature del secolo XVII, e per estensione ricomprende una più ampia visione del mondo propria del Seicento e del primo Settecento. Ora, come veniva intesa la temperie culturale barocca in antitesi al precedente classicismo (che quindi in negativo si esplica nella definizione di barocco)? Barocco è bizzarria senza scopo, per puro gioco, è rottura di equilibrio e di leggi di armonia, in luogo delle quali si sviluppa la fantasia e il gusto dell’eccesso decorativo, retorico, espressivo. Questa era la posizione dei critici del XVIII e XIX secolo che ovviamente auspicavano un ritorno alla più congeniale attitudine classicista. Strana bizzarria è questo quasi ciclico alternarsi di classicismo e del suo contrario nella storia culturale dell’Occidente, quasi a compensare quell’andamento ciclico che avrebbe dovuto concretizzarsi nella visione classica dell’economia e ancora paradigma dominante e della vita materiale (ma che pare si stia rilevando errata) e che invece ben si adatta a quel settore della “vita dello spirito” che così a lungo abbiamo considerato il regno della libertà imprevedibile.

poniamo nella posizione di ipotetici storici, filosofi sociali, critici, del futuro potremmo guardare la cesura (oggi percepita debolmente) tra il periodo precedente agli anni Ottanta del XX secolo e il periodo ad esso seguito. L’Occidente e la sua ormai globalizzata estensione è transitata, piuttosto velocemente, dal suo classicismo ad un nuovo barocco. E non parliamo qui di particolari visioni o scuole di pensiero (anzi, fino a ieri nella filosofia ha dominato una vasta famiglia costruttivista che di “classico” nel senso che intendiamo qui ha ben poco), ci riferiamo piuttosto ad una “mente” sociale, uno stile di vivere il sé in connessione con il sociale, persino ad uno stile di apprendimento, acquisizione della realtà che caratterizza oggi il nostro punto di vista In luogo della lineare direzione “classica” di rapportarsi al mondo, fatta di ricerca di equilibri, di ottimismi di crescita continua, di benessere materiale infinito, subentra l’idea di crisi e mutamento inarrestabile dei nostri giorni. Un nuovo brivido di esaltazione verso il non-finito, un attrazione-repulsione verso il contaminato sembra ritornare come nei pensatori seicenteschi (si pensi a Bruno e ai suoi universi). Certamente il fenomeno del cosiddetto web 2.0, ovvero quell’incredibile connessione sociale dell’individuo in questa rete infinita di rimandi, informazioni, commenti, interazioni, non può essere sottovalutata, ma è probabile che que-

discussione culturale e altre inutilità di Davide Donadio sto aspetto che riguarda più da vicino la tecnologia delle comunicazioni e lo sviluppo materiale della società umana sia contemporaneamente causa ed effetto di questo spostamento “barocco”. Nessuno si azzarderebbe ad accostare il patetismo esasperato delle emozioni della meravigliosa pittura sacra barocca e delle teatrali rappresentazioni del dolore di tante pale conservate in tutti i musei e i luoghi di culto europei, alla nostra rappresentazione del sentimento che – con pari esasperato patetismo e teatralità – si affaccia dai talk show dei nostri tempi, alla morbosa ricerca del macabro nell’informazione televisiva, così importante fino a tempi recentissimi e ora messa sempre più ai margini dai nuovi media. Eppure, se questa chiave di lettura semiseria viene applicata con ironica disinvoltura, le liti in televisione, i pianti di madri disperate, i penosi sfoghi di uomini abbandonati, di amanti tradite, è il corrispettivo di quell’arte così sublime nel Seicento, è la reazione barocca al composto e classico teatro sociale che ha dominato (anche in politica!) fino a qualche decennio fa. Il rovescio della medaglia è, anche per il nostro neo-barocco, il maggior spazio potenziale della creatività (meno libera in regime di classicismo), una liberazione da alcuni dogmi, un più sano edonismo che in luogo di fastose cerimonie religiose dei secoli passati si materializza nel lussuoso ed effimero mondo della moda e del culto della bellezza del corpo, come innocua, quando non dannosa in profondità, e momentanea fuga dall’eterna crisi. Il neo-Barocco, come il suo più illustra antenato, ha prodotto e produce inquietanti aberrazioni sociali, politiche, economiche. La libertà dai dogmi diventa licenza in cui tutto e lecito, il moltiplicarsi degli stimoli emotivi e sensoriali diviene solo distrazione e rende impossibile qualsiasi meditazione profonda su noi stessi e sul mondo che ci circonda. Presto occorrerà un nuovo classicismo che stemperi queste contraddizioni. In filosofia già si medita un ritorno al classicismo, che per l’occasione diverrà – a quanto pare – il “nuovo realismo”. ♦ Pubblicato anche su “Neuroscienze Anemos” n. 8 – gen-mar 2013

Il blog in rete contiene anche gli interventi di Adriano Amati, Raffaele Giglietti, Franco Insalaco, Maddalena Letari e Marco Ruini pubblicati su questa testata e su altri mezzi di informazione

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