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KLeINER

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SOMMArio I cavallucci marini, W. H. Hodgson

7

L’Odissea, estratto illustrato, Omero

23

La ciurma, P. Mac Orlan

27

Kernok il pirata, estratto illustrato, E. Sue

37

Il grande Sud, P. Mac Orlan

41

Malgorn il baleniere, estratto illustrato, E. Condroyer

47

I tre doganieri, M. Schwob

51

Il vascello dei morti, estratto illustrato, B. Traven

63

Un sorriso, J. Conrad

67

Un tifone al largo delle coste del Giappone, estratto illustrato, J. London

77

Il naufragio, R. L. Stevenson

81

I lavoratori del mare, estratto illustrato, V. Hugo

87

Una discesa nel MaelstrĂśm, E. A. Poe

91

La sfinge dei ghiacci, estratto illustrato, J. Verne

105

L'ultimo viaggio dello Shamraken, W. H. Hodgson

109

Discussione con l'autore

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È attribuita tanto a Platone quanto al suo discepolo Aristotele. È anche la più ripetuta tra le citazioni per un’opera sul mare. La più frequente. Ciononostante, per resistere tutti questi secoli, per essersi guadagnata una tale quota d’eternità, cosa assai rara, dev’essere necessariamente un perfetto equilibrio tra perentorietà e assurdo. In ogni caso, è la più adatta al libro che state per leggere.

“Vi sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare.”

Riff Reb’s

Dedico questo volume a “rockin’ Christian”, che ha scelto di passare da una condizione all’altra senza transitare per quella di marinaio.


I cavallucci marini WILLIAM HOPE HODGSON

CLOPPETECLOPPETECLOPPETECLÒ!!! GIDDAP, GIDDAP!!!

Come hai fatto a prendermene uno, nonno?

Oh, be’, doveva essere un po’ stanco. E io gli ho assestato un gran bel colpo d'ascia.

OOOO-LÀ!!! Così, adagio!

È così che è morto?

Uff, più o meno. Ma attento a non ributtarlo in acqua, piccolo mio, altrimenti tornerà in vita e lo perderai, garantito. 7


Sicuramente Zacchy-il-palombaro temeva che l’acqua non giovasse alla colla con cui aveva messo insieme quel buffo animaletto. Un “ vero” cavalluccio marino, pescato dall’oceano espressamente per il nipotino Nebby, in occasione di un’immersione, che era poi il suo mestiere.

In realtà, erano occorse lunghe ore di lavoro per produrre una creatura all’altezza dell’immaginazione delirante di Zacchy e della fiducia assoluta di Nebby.

Va detto che il vecchio palombaro era un narratore impareggiabile, in grado di improvvisare le storie più inverosimili su ciò che ogni giorno gli capitava di scorgere sul fondo del mare. Tra tutte quelle incredibili sciocchezze, nessuna commuoveva il nipotino quanto quella dei cavallucci marini.

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La trama, all’inizio approssimativa e frammentaria, aveva assunto col tempo un certo respiro. Una sola serata non bastava più per raccontare la prima volta che Zacchy aveva visto un cavalluccio brucare tranquillamente delle alghe, fino al giorno in cui la piccola Martha ne aveva cavalcato uno come una vera cow-girl.

Quando muoio posso cavalcare anch’io un cavalluccio come Martha, nonno?

Eh?! Cosa ti salta in testa? Io… te ne prenderò uno, Nebby. E… certo, ci salirai in groppa tutte le volte che vorrai.

Magari capita che muoio presto. Al villaggio è pieno di ragazzini che muoiono prima di diventare grandi.

E dal giorno in cui aveva regalato a Nebby un indomabile cavalluccio marino, opera delle proprie mani, il vecchio Zacchy era diventato un nonno felice. Il nipotino aveva così smesso di smaniare per conoscere la data della sua morte. CLOPPETECLOPPETECLOPPETECLÒ!!! GIDDAP, GIDDAP!!!

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Trascorsero così giornate meravigliose, senza che nulla di particolare accadesse. Per il vecchio, la felicità aveva il gusto insipido di una noia tranquilla che si protraeva nel tempo. Ma anche così, è pur sempre la fine il destino di tutte le cose.

Cos’hai fatto in faccia, Nebby?

Nonno! Nonno!

Uff, cosa c'è che non va con la figlia di Jane Melly?

Sai com’è, a fare le acrobazie col mio cavalluccio... Ma dimmi, nonno, hai per caso visto la figlia di Jane Melly cavalcare in fondo al mare?

Sangue del demonio, può darsi, può darsi, sì.

È morta. Il curato ha detto che nel villaggio è tornata la febbre. Vuol dire che adesso torniamo ad abitare sulla chiatta, vero?

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Sulla chiatta, il tempo scorreva lentamente e senza scosse, per Nebby, il nonno e i suoi due aiutanti.

Nebby! Il piede, maledizione!

A dire il vero, per Rob, il pompista, sarebbe stato meglio se il piccolo l’avesse piantata di schiacciare il condotto d’areazione giocando col cavalluccio. Ma Nebby se ne guardava bene.

Le notizie da terra erano pessime. Il morbo imbarcava spesso qualcuno per il viaggio da cui non vi è ritorno e Nebby, a ogni risalita del nonno dalle profondità, lo ossessionava con le sue domande.

Hai visto la figlia di Carry Andrew? Anche il piccolo Simon cavalca l’ippocampo?

Cosa vuoi dire?

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Ah! Cavolo...! Uh... certo, piccolo! Certo...


Passarono così i giorni, finché a un certo punto la pazienza di Rob si esaurì.

LO VUOI LEVARE QUEL PIEDe, SANTO IDDIO?!!

Non se ne può più! Hai la testa di legno come quel dannato gamberetto!!!

Te lo riduco in fiammiferi, il tuo…

AAAAHHHH!!! Rob... la pompa!!! Non puoi abbandonare la pompa!!!

nnnhhh...

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Naturalmente, una volta in superficie, il nonno - a cui sul fondale era mancata l’aria - ricevette le spiegazioni da un Rob sconsolato.

È tutto vero, Nebby?

È vero che mordi come un cane rabbioso?

NO, NON È VERO! NON È VERO!!!

NEANCHE IL MIO CAVALLUCCIO È VERO!!! È DI LEGNO, E IL LEGNO NON TORNA IN VITA! SEI UN BUGIARDO, NONNO!!! Sei solo un...

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Adesso chiedi scusa a Rob. No! Rob è uno schifoso!

Prego Gesù che lo riduca come lui ha ridotto il mio cavalluccio!!!

Molto bene. Sei stato fortunato ad avere la possibilità di trovarti qui, e non te ne rendi conto. Ti darò una lezione che non dimenticherai.

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Binny, dammi una mano a tornare sotto.


È di nuovo vivo?

Uff, stai certo che adesso l’hai perso per davvero. Non farà altro che nuotare.

Magari avrà voglia di tornare quando ti sarai scusato.

Basta così per oggi, Nebby! Ne ho piene le tasche. Un po’ di zuppa e poi a letto.

ALLORA NON TORNA PIÙ, PERCHÉ NON MI SCUSERÒ MAI!!!

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Nebby?

?

Mio dio!

NEB...

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ROB! BINNY! PREEESTO!!!

Maledizione! Glielo avrei rimesso a posto, il suo giocattolo, se solo fosse rimasto un po’ tranquillo!!!

Presto, ragazzi! PiĂš presto!!!

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