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rodo Trovo interessante che l’unica cosa che mi sia mai stata rispedita indietro per essere corretta, perché troppo pesante e sgradevole, fosse la trasposizione letterale di una storia biblica. (Neil Gaiman)



eil Gaiman, nella frase riportata da un’intervista sulla censura rilasciata al The Guardian nel 2015, si riferisce alla storia Viaggio a Betlemme, tratta dalla Sacra Bibbia. La stessa storia fece rischiare la galera all’editore svedese del volume, a causa di una legge che impediva la rappresentazione grafica di violenze nei confronti delle donne. L’editore riuscì a evitare l’incarcerazione grazie al suo avvocato, che dimostrò come le vignette incriminate fossero semplicemente la rappresentazione letterale dei versetti biblici. Ma OUTRAGEOUS TALES FROM THE OLD TESTAMENT, il volume che la raccoglieva insieme ad altri racconti biblici trasposti a fumetti seguendo il testo originale, nasceva già con l’intenzione di scandalizzare il pubblico. L’idea venne in un pub a Tony Bennet, proprietario della Knockabout Comics, e allo stesso Gaiman, per celebrare il ritiro delle accuse di oscenità riguardo alcuni precedenti volumi dello stesso editore. La Knockabout era infatti abituata a finire in tribunale per difendere le opere di Robert Crumb, Gilbert Shelton e altri autori dell’underground americano che pubblicava, e le dure battaglie legali contro la censura e per la libertà di parola che ha combattuto nel corso degli anni hanno portato almeno in un paio di casi a far modificare le leggi restrittive esistenti. Come volevasi dimostrare, il libro attirò un bel po’ di attenzione da parte della stampa, con titoli che recitavano “Censurata l’oscena Bibbia natalizia” (The Daily Mirror), “Condannato il libro con storie bibliche sessualmente esplicite” (The Daily Telegraph). Visto il successo la Knockabout decise di replicare con SEVEN DEADLY SINS, dedicato a rappresentare nei modi più vari i sette peccati capitali. E anche stavolta il gotha del fumetto inglese si sbizzarrì con storie ironiche e crudeli, che sottolineavano l’ipocrisia della natura umana e della società. Le due antologie uscirono a fine anni Ottanta, in piena era thatcheriana. Anni in cui in Gran Bretagna i lavoratori venivano schiacciati dalla politica economica conservatrice, la libertà di espressione era continuamente minacciata, e in parlamento passavano leggi omofobe e fasciste come la famigerata “Clause 28”, che impediva la promozione e la pubblicazione di materiale che promuovesse l’accettazione dell’omosessualità. In un periodo storico come questo, dove rigurgiti fascisti, sovranismo, razzismo, omofobia e atteggiamenti censori sono tornati a galla, ci è sembrato importante raccogliere OUTRAGEOUS e SEVEN SINS in questo volume e presentarle al pubblico italiano per dare il nostro contributo al dibattito e sensibilizzare i lettori. Oltre che per scandalizzare un po’ di gente che non vorremmo mai a pranzo con noi. Mal che vada, portateci le arance. O una torta con dentro una lima.

orocor


rao 

pesso nei film americani (ma, come ho avuto modo di verificare non senza una punta di sgomento, anche nella realtà) nei cassetti dei comodini degli hotel si trova una Bibbia, insieme a una gettoniera dove inserire delle monete per dare il via ad un meccanismo che fa vibrare il materasso. Sinceramente non ne ho mai compreso il motivo. Di entrambe le cose, ma restiamo per un attimo sulla Bibbia. Voglio dire: se uno è così devoto da aver bisogno di una Bibbia ovunque vada, se la porterà con sé, magari in formato kindle, oppure ancora meglio, ne conoscerà a memoria i passi salienti in modo da recitarseli mentalmente, steso sul letto, mentre cerca di capire se è possibile collegarsi con il canale a luci rosse, senza farsi scoprire dal tipo alla reception. I miei dubbi erano però generati dal fatto che vedevo la cosa nell’ottica sbagliata. Guardavo la Bibbia attraverso le lenti deformanti della lettura che ci è stata imposta dalla Chiesa Cattolica attraverso anni di revisioni, correzioni, interpretazioni per ottenere di volta in volta le chiavi di lettura che potevano tornare utili per consolidare il proprio potere. La Chiesa Cattolica ha fatto con la Bibbia quello che la cattiva scuola ha fatto con i grandi classici della letteratura: l’ha resa pallosa. Pallosa come doveva essere il Creato, prima che Dio vi aggiungesse l’uomo e quest’ultimo si dotasse del libero arbitrio, come è spiegato benissimo nella filastrocca iniziale che ci spiega che Dio si riflette più nella creazione delle bestie (alle quali, invero, viene più volte accostato) che non in quella dell’uomo. L’uomo, col suo libero arbitrio, rompe l’incanto, rompe la poesia, rompe la patina da fiction di Raiuno e trasforma le pagine della Bibbia in un romanzo popolare. Se proviamo ad analizzarne i passi salienti con la mente sgombra da preconcetti ci accorgiamo che la Bibbia è una saga appassionante e soprattutto violentissima, colma di divinità crudeli che impongono ai propri fedeli di uccidere i primogeniti, che sterminano migliaia di neonati per salvarne uno solo, che decimano popoli con pestilenze, inondazioni, carestie, guerre, ma anche piena di: IRA DI DIO, SACRIFICI UMANI, OMICIDI, PECCATI CAPITALI, EBREI, RE E PROFETI e BOLLE ENORMI, come è scritto negli strilli della copertina originale di questo volume, realizzati come se fossero i poster di un circo o di uno spettacolo di freaks. Perché in fondo stiamo sempre parlando di roba scritta (o tramandata oralmente) da pastori, sacerdoti, visionari di diversi millenni fa, usata per intrattenere, ammansire, spaventare, appassionare e condizionare le popolazioni dell’epoca, che, ricordiamocelo, erano altri pastori, contadini, allevatori, sacerdoti, visionari etc... Ecco, in quest’ottica, la Bibbia accanto al comodino diventa una piacevole lettura, una raccolta di avventure, un horror, un romanzo di formazione e chi più ne ha più ne metta, per passare una piacevole serata, al posto delle noiose e politicamente correttissime, fino alla nausea, serie di Netflix o Prime. Ed è con questo spirito che quelli che sarebbero diventati in seguito i più grandi maestri del fumetto mondiale si sono avvicinati a vari episodi del Vecchio Testamento, per adattarli con il linguaggio del fumetto, del fumetto di genere, per la precisione, e dare vita a un’opera dissacrante, nel vero senso del termine, cioè che toglie la patina polverosa del “sacro” per restituire il piacere di una lettura più pop(olare), divertente, grottesca, spaventosa, crudele etc...


È stato questo spirito, tutt'altro che santo, a spingere gli autori di questo volume a pescare a piene mani nella cosiddetta “pozza dei miti” per adattare col linguaggio del fumetto i passi salienti del Vecchio Testamento. Stephen King in Danse Macabre parla di Dracula, Frankenstein e Mr. Hyde come di personaggi che, ormai da anni, sono andati a far parte (e a ingrandire) quella che lui, citando Burt Hatlen, chiama la “pozza dei miti”, ossia l’insieme della letteratura d’immaginazione (tenete ben presente questa parola) in cui tutti noi siamo collettivamente immersi. Su come questo sia stato possibile la risposta del Re è abbastanza chiara: grazie al cinema. È il cinema che ha fatto tutto, sono stati gli innumerevoli film realizzati su questi personaggi archetipici ad aver svolto la funzione di sala culturale degli echi. Ecco, il fumetto è nato prima e ha svolto, nel suo piccolo, senza la portata devastante del cinema, la stessa funzione, da sempre. Il fumetto è il linguaggio popolare per eccellenza (il che non vuole assolutamente dire che sia semplice o banale, anzi) ed è ben più libero e democratico del cinema. Per fare un film servono molti soldi e per avere molti soldi è necessario chinare molte volte il capo e chiedere molte volte il permesso, per fare un fumetto bastano dei fogli e delle matite e si fa il cazzo che ci pare. Senza contare che il fumetto ha (ma forse dovrei dire “aveva”) una capacità di diffusione maggiore, soprattutto tra i ragazzi, quindi nell’età della formazione – o meno – di una parvenza di spirito critico. E questa pozza dei miti contiene come è facile intuire da una rapida analisi del nome stesso, tutti i miti creati dagli uomini dall’inizio dell’umanità a oggi. Da questa pozza hanno pescato da sempre tutti i romanzieri, gli autori di fumetti, di cinema, di teatro e quant’altro. Pensate a cosa sarebbe stato il cinema di genere senza il diavolo, senza gli esorcismi, senza i demoni, senza i crocifissi, senza Gesù, Mosè, Noè e altri personaggi affascinanti dai nomi tronchi con l’accento tonico sull’ultima vocale, senza i romani cattivi, senza gli egiziani cattivi, senza i babilonesi cattivi, senza gli ebrei cattivi... (quando ancora i padroni degli studios erano fascisti antisemiti e non adesso che sono per lo più fascisti ebrei). In questo modo, la pozza dei miti ha fatto la fortuna di molti autori di fiction, i quali a loro volta hanno favorito la diffusione e la proliferazione dei miti, spesso offrendone una interpretazione e una chiave di lettura alternativa, diversa dalla tradizione, come succede in questo volume che vi state apprestando a leggere e che sfrutta tutte le infinite potenzialità del medium fumetto al suo meglio, e che dovete affrontare come se foste in procinto di assistere a uno spettacolo itinerante messo in piedi da dei cantastorie che cercano di divertirvi, spaventarvi, affascinarvi, mostrandovi gli aspetti più assurdi e crudeli di storie che conoscete già, che fanno parte ormai del vostro immaginario, della vostra pozza dei miti, perché è esattamente così che è nato tutto. In principio era il verbo, poi è diventato fumetto.

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Emiliano Pagani, nato a Livorno nel 1969, dopo essersi preparato alla professione di sceneggiatore di fumetti diplomandosi come perito elettronico, inizia a collaborare con la rivista Il Vernacoliere nel 1991, con le storie della Famiglia Quagliotti, di cui è autore completo. Nel 2003 inizia il suo lungo sodalizio con il disegnatore Daniele Caluri creando il loro personaggio più longevo e di maggior successo, il folle e violento esorcista DON ZAUKER. Dopo una lunga serie di storie brevi, Pagani e Caluri decidono di dedicare a Don Zauker storie a più largo respiro, con due volumi pubblicati in collaborazione con DOUbLe SHOt, seguiti da altri due autoprodotti, e dall’approdo nel 2019 a Feltrinelli Comics. Nel frattempo Emiliano Pagani realizza con Laca e Andrea Piccardo la serie X-NERD, il cui primo volume viene pubblicato da DOUbLe SHOT nel 2011, e sempre insieme a Daniele Caluri la maxi-serie Nirvana, pubblicata da Panini Comics dal 2011 al 2016. Nel 2015 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore alla serie regolare di Dylan Dog. Negli ultimi anni ha creato un nuovo sodalizio artistico con il disegnatore Bruno Cannucciari, che ha portato alla realizzazione di due graphic novel di grande successo: Kraken (2017) e Stagione di caccia (2019).


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Una delle eccellenti azioni divine, fu quella di crear le bestioline, Forgiando uno zoo privo di ogni steccato. E tutti gli animali ch’Egli ha plasmato, Non han bisogno alcuno di imparare, Perché san già quel ch’è da fare.

Il Formichiere formicola, la Scimmia scimmiotta, la Martora si martoria, il Tapiro si attapira, il Geco gioca, il Pidocchio spidocchia, la Mignatta smignotta, il Cavedano cavilla, il Mandrillo maneggia, la Focena fiocina, la Razza razzia, l’Ostrica ostracizza, l’Impala s’impala, la Lontra traligna, il Pavone pavoneggia, l’Ippopotamo pota,

lo Scarabeo rabbercia, la Gazzella sgazzosa, il Riccio si arriccia, la Gazza fa gazzarra, il Moscone si ammoscia, l’Ermellino migliora, il Porco sporca, il Piccione s’impiccia, il Pesce Sega si tocca, la Pastinaca si impasticca, il Mitilo mutila, il Passerotto passeggia, la Serpe serpeggia, la Puzzola puzza, la Vipera si inviperisce, lo Scinco si scianca,

la Civetta è civettuola, il Dodo dondola, la Ghiandaia guaisce, il Mimo mima, il Mastino mastica, la Cincia ci inciampa, le Farfalle falliscono, le Colombe colano. l’Acaro arieggia, il Nibbio annebbia, il Dingo ingoia, il Merlo smerla, la Sogliola sulla soglia, l’Orango nel fango, l’Avvoltoio sulla volta, le Api all’aperto,

Il Tricheco traccheggia, il Cervo cerca, l’Aragosta s’aggiusta, il Montone monta, la Talpa tappa, il Pesce Spatola spopola, il Primate primeggia, gli Opossum possono, la Cigogna agogna, il Pettirosso espettora, il Cavallo s’accavalla, gli Scampi la scampano, la Nutria nutre, il Barracuda si barrica, la Lince lincia, il Favollo favoleggia,


La Sterna storna, il Gatto sgattaiola, il Plankton plana, la Spugna spinge, la Forbicina sorbisce, il Lemure mura, il Pitone piatisce, la Gazza ladra, l’Emu emula, lo Scorfano fa scorta, la Cozza scazza, i Paguri pagano, la Balena balena, il Tonno torna, il Varano ravana, il Tuffetto truffa,

Il Tasso t’assilla, il Rospo spopola, il Gatto gattona, il Merluzzo puzza, l’Otaria t’arieggia, il Chiurlo ciurla, l’Antilope anticipa, la Mantide s’ammanta, il Ragno regna, la Renna accenna, la Mosca scamoscia, il Bisonte smonta, la Rondine ordina, il Polipo anticipa, il Canguro satura,

Il Fringuello duella, il Lompo zompa, lo Scampo scampa, il Grillo sgrilletta, la Locusta frusta, il Girino girella, il Panda sbanda, il Cardellino caldeggia, il Caracara caracolla, lo Scricciolo scricchiola, il Gabbiano s’ingabbia, la Leccia allaccia, la Folaga folleggia, la Lince lincia, il Pipistrello rastrella, l’Orsetto s’atteggia,

Il Bruco bruca, il Ratto s’adatta, il Bombo bombarda, il Fagiano spiana, la Volpe volpeggia, la Quaglia squadra, il Leopardo s’attarda, il Crostaceo concrea, il Gorilla zampilla, la Blatta si abbatte, la Foca si infuoca, lo Stambecco saltabecca, il Leprotto pretende, il Bianchetto schettina, la Seppia s’appiana, l’Albanella albeggia,

la Donnola rosola, il Giaguaro giacula, il Rinoceronte rincorre, la Cutrettola trottola, la Spigola sfrigola, la Rovella si arrovella, il Corvo curva, il Fuco buca, il Tritone trita, il Granchio sgranchisce, lo Scoiattolo scodinzola, il Tuffetto si affetta, l’Acciuga asciuga, la Falena favoleggia, l’Upupa puppa, la Tinca trinca,


L’Airone arieggia, l’Oca gioca, il Biacco sbianca, il Pinguino si rimpingua, il Visone visiona, il Camoscio si ammoscia, il Pollo palleggia, l’Ombrina ombreggia, il Bufalo sbuffa, la Marmotta smarmitta, la Cicogna ci cova, il Tacchino taccheggia, la Vespa s’espande, il Somaro s’amareggia, la Vongola gongola, la Nottola rantola,

Il Pappagallo galleggia, il Leone s’impone, il Cammello cammina, l’Afide affida, il Criceto critica, la Lepre preda, lo Gnu s’ignuda, l’Orso rosola, il Lama lamenta, il Maiale aleggia, l’Anguilla s’angoscia, il Molosso osserva, la Gallina galleggia, la Cimice s’impiccia, l’Asteria stira, l’Avanotto vaneggia,

Gli Insetti inseriscono, gli Invertebrati invertono, i Mastodonti masturbano, i Leviatani levitano, gli Elefanti fantasticano, le Formiche sformano, le Termiti terminano, i Germi germinano, i Rettili rettificano, i Mammiferi feriscono gli Anfibi infibulano, i Felini leniscono.

Ogni creatura viveva bene, nel suo stato naturale, così come si conviene.

È difficile capire il motivo, per cui un progetto così bello e vivo, Dio sia riuscito a mandare a puttane guastandolo creando un coso sì inane, Schizzato, sbagliato, di crucci mai domo, Fuso e confuso come può esser l’Uomo. Così è giusto urlare fino a diventar roco, Il comportamento dell’uomo di umano ha ben poco.


LA CLASSICA STORIA DEL

GIARDINO DI GANDALF RACCONTATA DA DONALD ROOUM Un, due, tre, quattrocinquesei. Serpe di carta, VIVO TU SEI!

Che senso ha dare vita a un serpente di carta???! Per vedere se l’incantesimo funziona. Mi serve un guardiano per il giardino, mentre vado via a salvare la Terra di Mezzo.

GRAZIE CH IAMA QUANDO VUOI

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Un, due, tre, quattrocinquesei. Gnomo da giardino in terracotta, VIVO TU SEI!

Oof!

Un, due, tre, quattrocinquesei. Copia in plastica di un manico di in bronzo a forma di ragazza ginnasta, VIVA TU SEI!

Oof!

Ehi! Son venuti proprio bene!

Fate come a casa a vostra, ragazzi. Un paio d’alberi hanno sopra dei cartelli di divieto, ma prendete qualsiasi altra cosa vogliate. È tutto commestibile.

Parleremo al mio ritorno. Ora non ho tempo. Ci vediamooo!

Che gentile!

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Proprio un brav’uomo!


TO PRIVA RI

SE

RV AT O

ALLA LARGA

DIV

IET O D ACC I ESS O

Eilaaà!!! Sono tornatoo! Dove siete?

Eheheheh! Non fate caso a me, ragazzi. Anche io sono stato giovane.

E chi vi ha detto che eravate nudi?

È stata colpa della donna, Signore. È stata lei a dirmi di mangiare il frutto, Signore.

Le chiediamo scusa, Signore, non è come pensa, Signore. Ancora non ci hanno dato dei vestiti, Signore, e non sarebbe stato decoroso accoglierLa nudi.

In realtà è colpa del serpente, Signore. Mi ha ingannata.

Piagnucoloso stronzetto di argilla, hai mangiato il frutto dell’albero che ti avevo detto essere proibito!!!

Piagnucoloso stronzetto di argilla.

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Tu, vieni qua! Ti si stacchino le zampe! E chi sssse ne frega! Ssssono troppo ssssecche per ssssorreggermi lo sssstomaco, vecchio sssstupido incapace.

E tu, donna, sarai attratta irresistibilmente da quello stronzetto piagnucoloso!

Vediamo se di questo te ne frega, bastardo strisciante: Farai ribrezzo alle donne! Un fato peggiore della morte.

Glielo insegno io a disobbedire... mumble

Piccoli delinquenti ingrati di terracotta mumble mumble

Meno male che hanno colto da un solo albero proibito. Se avessero provato l’altro...

Un fato peggiore della morte.

Sono ancora in tempo.

E tu, stronzetto piagnucoloso: qualsiasi cosa pianterai nel giardino, ne germoglieranno spine e cardi!

Be’, almeno ho beccato la tipa.

Sono ancora in tempo!!!

PENSIERO TREMENDO QUESTO ALBERO NO

E un’altra cosa...

NEANCHE QUESTO

Siete espulsi dal giardino, con effetto immediato.

Fuori dai coglioni! Com’è che pensavamo fosse un brav’uomo?

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la mia prima trasferta di lavoro? ah, è stata tanto tempo fa... ma la ricordo benissimo. non vedevo l’ora...

gli abitanti del luogo lo chiamavano mamre...

mmm...

...e arrivammo che era giorno pieno.

malgrado l’ora, trovammo il nostro agente, abramo, che dormiva all’ingresso della tenda.

ma, anche se vecchio e stanco, era sano. mio signore!

lontano dall’essere cieco...

m? mio...

dialoghi: genesi, capitoli 18 e 19

didascalie e disegni:

mio signore, se ho trovato grazia ai vostri occhi, non oltrepassate, vi prego, il vostro servo. farò portare un po’ d’acqua, vi prego, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero.

...per niente sciocco...

...e tutt’altro che debole.

...andrò a prendere un boccone di pane, e riposatevi; dopo potrete proseguire, perché è per questo che siete venuto dal vostro servo.

fa’ pure come hai detto.

presto, prepara tre isure di fior di arina impastale e fanne delle focacce.

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fummo pazienti, mentre soddisfaceva ogni nostra possibile necessità...

era compiaciuto di mostrarci la sua accoglienza, e gli demmo soddisfazione.

dov’è sara, tua moglie?

prendemmo il cibo, e l’enorme gioia di abramo sembrava sproporzionata rispetto ai nostri assaggi di cortesia...

finito il pasto, era il momento di parlare.

è là, nella tenda...

tornerò sicuramente da te, tra un anno da oggi, e sappi che allora tua moglie avrà un figlio.

la donna non disse niente...

...ma conoscevamo i suoi pensieri.

perché sara ha riso, pensando “potrò davvero avere un figlio, visto che sono anziana?”

c’è forse qualcosa di impossibile per il signore? al tempo stabilito, tornerò da te, un anno da oggi, e sara avrà un figlio.

non è possibile nasconderci risate e menzogne...

non ho riso.

avvizzita come sono, dovrei provare piacere, con mio marito altrettanto vecchio?

sì...

...hai proprio riso.

devo forse tenere nascosto ad abramo quello che sto per fare? visto che abramo diventerà sicuramente una grande e potente nazione e che in lui saranno benedetti tutti i popoli della terra?

...o vergogna.

quando ce ne andammo, abramo dette un goffo spettacolo aiutandoci sul percorso, insistendo per accompagnarci lungo un tratto...

perché l’ho scelto così che insegni ai suoi figli e ai familiari dopo di lui a osservare la parola del signore, ad agire con giustizia e diritto, così che il signore mantenga ad abramo quanto gli ha promesso.

anche se non avevamo bisogno di conversare, il principale parlò del nostro incarico nella lingua locale.

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l’accusa di sodoma e gomorra è grande e molto grave. voglio andare a vedere se il loro comportamento è quello del grido che è giunto fino a me; e se non lo è, lo saprò.

...poiché abramo aveva un nipote che viveva nella città di sodoma... e l’età non aveva diminuito l’udito dell’anziano.

davvero sterminerai il colpevole con l’innocente?

se in città vi fossero cinquanta innocenti, la distruggeresti comunque e non la risparmieresti per quei cinquanta giusti che vi si trovano?

allontana da te questa idea, di uccidere il giusto con l’empio; così che l’innocente sia pari al colpevole; allontanala da te...

compresi la strategia del superiore...

...il giudice di tutta la terra sarà ingiusto?

né aveva indebolito il suo coraggio...

...né la sua eloquenza...

e se ve ne fossero solamente quaranta?

ecco, io ardisco parlare al signore, anche se sono soltanto polvere e cenere. forse ai cinquanta innocenti ne mancheranno cinque; per cinque in meno distruggerai la città?

se a sodoma troverò cinquanta innocenti nell’ambito della città, per amor loro perdonerò tutta la città.

non lo farò per amore di quei quaranta.

se ne troverò quarantacinque, non la distruggerò.

oh, non si offenda il mio signore se parlo ancora; e se ve ne fossero solamente trenta?

non adirarti signore, se parlo solo un’ultima volta; e se ve ne fossero solamente dieci?

vedi come ardisco parlare al mio signore; e se ve ne fossero solamente venti?

non la distruggerò per amore di quei venti.

non lo farò per quei trenta.

abramo sapeva da tempo fin dove spingersi: lui aveva mostrato coraggio, noi compassione. l’onore era soddisfatto.

...e neanche il fiuto per gli affari.

non la distruggerò per amore di quei dieci.

il superiore, svanendo con la sua usuale rapidità, ci congedò tutti, lasciando tornare abramo alla tenda solo con una tenue speranza...

...e noi, maestro e allievo, procedere verso le città con il nostro fardello di giustizia.

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sul far della sera, mentre entravamo a sodoma, solo uno si accorse di noi.

lot era di un’ospitalità asfissiante, come suo zio...

miei signori...

d-domani di buon mattino vi alzerete e andrete per la vostra strada.

...entrate, vi prego, in casa del vostro servo. vi passerete la notte e vi laverete i...

...piedi.

eccoli...

no.

passeremo la notte sulla strada.

obbedientemente, percorsi gli irrequieti bassifondi che erano i vicoli di sodoma, per farmi un’idea più completa.

avevo cercato di evitare il contatto fisico. il mio maestro mi punì.

il fetore della corruzione ci assalì... ...le urla della città risuonavano oscene attorno a noi.

avevamo visto abbastanza.

non c’era errore.

a casa di lot accettammo il cibo e il giaciglio che ci aveva offerto con rispetto, anche se in realtà non ne avevamo bisogno.

più tardi, nella notte gelida, sentimmo all’esterno un fitto raduno di paura, sospetto, rabbia...

dove sono quegli uomini che sono venuti da te questa notte?

falli uscire da noi, che vorremmo conoscerli!

lot!

...e lussuria.

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lot cercò, inutilmente, di sedare la folla...

f-fratelli miei, vi prego, non fate del male!

ascoltate, ho due f-figlie che ancora non hanno conosciuto uomo.

...solo, non fate niente a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto. quest’individuo è venuto qua come straniero e ora vuole giudicarci!

ora faremo a te peggio che a loro!

tirati via!

vi prego, lasciate che ve le porti fuori e potrete farne quello che vorrete...

il mio maestro intervenne con efficace naturalezza...

poi mi invitò a porre rimedio con la stessa efficacia alla situazione a cui avevo contribuito con la mia sola comparsa.

non lo delusi nel compito.

improvvisamente ciechi, gli agitatori si allontanarono dalla porta di lot, pensando solo a loro stessi...

molto era successo a lot quella sera...

chi hai ancora qui? il genero, i tuoi figli e figlie, e quanti hai in città, portali via da questo luogo...

era stato inesplicabilmente costretto a incontrare gli stranieri alle porte della città. stranieri che in qualche modo aveva riconosciuto. stranieri che, dopo miglia di deserto, non erano assetati o stanchi.

il nostro patto con abramo richiedeva che dessimo a lot perlomeno la possibilità di riunire dieci anime rette, così da permetterci di risparmiare sodoma e gomorra.

si impaurirono, ma solo per un attimo stupefatto.

andatevene da quì, perché il signore distruggerà questa città.

stranieri che avevano accecato una folla con un solo pensiero. ora, la mente in subbuglio, apparentemente reso invisibile, correva per le strade condannate verso la casa del genero.

...perché cos’altro potevano perdere, vagando privi di vista per le strade di sodoma?

sodoma era dentro di loro. non l’avrebbero mai lasciata.

...stiamo per distruggere questo luogo, poiché il grido contro di loro si è innalzato forte davanti al signore ed egli ci ha mandato a distruggerli.

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il sole del mattino risplendette sulle città per l’ultima volta.

dopo il riposo, era il momento di agire.

lot arretrò incerto, confuso.

sbrigati.

percependo l’impazienza del mio maestro presi l’iniziativa, presi con fermezza la famiglia per mano...

...e la guidai fuori città.

prendi tua moglie e le tue due figlie che sono qui, oppure sarete arsi nel peccato della città.

poi parlai, come avrebbe fatto il mio maestro...

no, mio signore! vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e hai avuto verso di me grande bontà salvandomi la vita, ma io non riesco a salvarmi in montagna, senza che il disastro mi raggiunga e io muoia!

fuggi per la tua vita. non voltarti indietro e non fermarti nella pianura: fuggi sulle montagne, per non essere travolto.

ecco, questa città è vicina da poterla raggiungere, ed è piccola. oh, lascia che fugga laggiù... e la mia vita sarà salva!

...e anche lot parlò, come avrebbe fatto suo zio.

non è forse piccola?

...ma lot era convincente.

ecco, ti concedo anche questo, di non distruggere la città di cui hai parlato.

il mio maestro avrebbe rifiutato questa impertinenza...

presto, fuggi là... perché non potrò fare nulla finché non vi sarai arrivato.

sicuramente non sarei stato punito per questa piccola deroga, quando anche il superiore in persona era appena riuscito a resistere all’astuzia di questa famiglia.

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sicuramente no.

pregando che le nubi oscure che il mio maestro stava accumulando fossero per la punizione di sodoma e non la mia, tornai al suo fianco.


di coloro che osservarono la distruzione delle città...

...solo noi che non eravamo mortali sopravvivemmo allo spettacolo.

fu sufficiente una lieve interruzione del continuum... un numero relativamente piccolo di atomi privati della loro energia.

la semplicità di certe cose ribadisce la fede nel superiore.

quel giorno il grido di sodoma e gomorra fu altissimo.

la terra gemette, sputando lava e vapore bollente.

il cielo pianse, la punizione del fuoco eterno si riversò dal volto del paradiso sull’affollata vallata sottostante...

...e il vento si disperò ai quattro angoli del mondo.

mura un tempo possenti si sbriciolarono in macerie carbonizzate...

...e la polvere, in un vortice purificante, divenne tutt’uno con l’acre fumo torbido.

le macerie divennero polvere...

le morbide carni vennero strappate dalle ossa in quel crogiolo urlante di legittima furia...

le fragili ossa si ridussero in cenere...

e la fonte della vita evaporò da dove si trovava.

quando il nostro lavoro si concluse, si era fatta sera. si era fatta sera quando, tra le braci tremolanti nella coltre del fumo acre, non rimase più vita.

nessun uomo, o donna, o bambino, o cane, o mosca.

niente.

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la mia prima trasferta di lavoro fu un successo.


all’alba, le mie piccole trasgressioni erano trascurabili.

e, mentre lottava per comprendere, abramo ebbe un’illuminazione.

la visione di una grande oscurità che gli avevamo concesso, era diventata vera.

al di là della punizione, del dare esempio, abramo vide cosa significava...

quindi sua moglie gli avrebbe dato un figlio.

significava che poteva fare affari con noi.

noi mantenevamo le promesse.

ciò nonostante, a suo tempo, sara dette alla luce isacco, e poco dopo i figli di quest’ultimo erano ovunque.

anche se, come dimostrò la mia seconda trasferta, organizzare la fecondazione di una donna di novant’anni da parte di un uomo di novantanove è molto più duro che non aprire una semplice breccia nel tessuto dello spazio.

furono una famiglia retta, e fornirono notevoli profeti.

lot non fu altrettanto fortunato.

nonostante i miei sforzi, sua moglie morì, e lui sviluppò una fobia per le città.

chiudemmo un occhio... in fin dei conti avevamo giudicato come rette le ragazze, e avevano sicuramente pensato solo al futuro e ai figli che l’avrebbero popolato.

...e oggi, imparate le lezioni, io stesso sono un maestro.

ma nessun bambino vivrà mai nelle lande desolate dove un tempo svettavano sodoma e gomorra.

ma... ora basta con la mia prima trasferta, discepolo, perché la tua iniziazione è in arrivo.

come diceva il mio maestro, impassibile, ogni volta che il mio sguardo si offuscava per gli eventi passati...

“rivolgiti al futuro, perché la vita è là. il passato è morto...

alla fine si trasferì sulle montagne con le sue due figlie.

in assenza di altri uomini, lo fecero ubriacare ed ebbero entrambe rapporti incestuosi con lui.

ah, quanto tempo è passato...

e non dovrei indugiare in futili ricordi.

24

“non guardare indietro.”

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In principio  

Dal panorama del fumetto underground inglese di inizio anni ’80 brillano i talenti di Neil Gaiman, Alan Moore, Dave McKean e molti altri aut...

In principio  

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