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Enrico IV bianchi - regni

Tratto dal dramma di Luigi

KLeINER

FLuG

Pirandello


Enrico IV bianchi - regni

Tratto dal dramma di Luigi

KLeINER

FLuG

Pirandello


Enrico IV Personaggi


Enrico IV

Dramma in tre atti di Luigi Pirandello, scritto nel 1921 e rappresentata per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. La vicenda narrata nell’ENRICO IV di Pirandello è una delle più famose al mondo, avendo ispirato numerose opere sia letterarie che cinematografiche. Quella che molti non conoscono (e che forse è bene conoscere per meglio interpretare la psicologia dei personaggi) è la storia del vero Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero. Nato nel palazzo imperiale di Goslar, Enrico divenne imperatore a soli sei anni, conseguentemente alla prematura morte del padre. Da sempre trattato come un bambino prodigio dalla corte (basti pensare che il suo battesimo fu fatto slittare di un anno per poter avere come padrino l’illustre figura dell’abate di Cluny), il giovane principe fu malvisto da alcuni nobili che arrivarono addirittura a rapirlo per usurpargli il trono. Diventato maggiorenne e assunto in piena autonomia il controllo del Sacro Romano Impero, Enrico IV incentrò il suo governo sul tentativo di rafforzare l’autorità imperiale, cercando di assicurarsi la fedeltà dei nobili senza perdere l’appoggio del pontefice. Questo equilibrio fu messo in pericolo nel 1072, quando l’imperatore decise di assegnare la diocesi di Milano, divenuta vacante, facendo scoppiare un conflitto con Papa Gregorio VII. La faida, passata alla storia come la “lotta per le investiture”, culminò con la scomunica di Enrico IV da parte del Papa, che lo dichiarò decaduto. Durante il burrascoso inverno del 1077, l’imperatore e sua moglie Berta di Susa si recarono in penitenza a Canossa, per incontrare Gregorio VII e giungere alla revoca della scomunica. Per tre giorni e tre notti, Enrico rimase in attesa di fronte all’ingresso del castello, inginocchiato a piedi completamente scalzi, vestito soltanto con un saio e con il capo cosparso di cenere. Grazie all’intercessione dell’abate di Cluny e delle marchese Matilde di Canossa (signora del castello) e Adelaide di Torino (madre di Berta), l’imperatore fu ricevuto dal pontefice, che revocò la scomunica a Enrico ma non la dichiarazione di decadenza dal trono. Qualche anno più tardi, Enrico IV assediò Roma, costringendo il papa alla ritirata e riacquistando dal successivo pontefice la carica di imperatore. Gregorio VII non fu però l’unico personaggio ostile che Enrico IV trovò all’interno della chiesa. Vi fu infatti anche la figura di Pietro Damiani, un vescovo che cercò in tutti i modi di ostacolare il divorzio tra l’imperatore e sua moglie Berta. Enrico IV morì a Liegi nel 1106 e fu sepolto nel Duomo di Spira, che fu ultimato proprio durante il suo regno.


ECCOMI, DENTRO UN INCUBO SENZA FINE.

MORTO... SONO PEGGIO CHE MORTO...

SONO VIVO PER LA MORTE... E MORTO PER LA VITA!

MA CHE VITA PUÒ ESSERE QUELLA DI UN UOMO CHE NON RICONOSCE PIÙ LA SUA IMMAGINE riflessa ALLO SPECCHIO?

DELIRO. NON C’È VIA DI FUGA.

UN TEATRANTE. UN BUGIARDO. UN PAZZO. CHI... COSA SONO DIVENTATO?

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ITALIA, PRIMA METÀ DEL NOVECENTO.

QUINDI È QUESTA LA VILLA DOVE VIVE VOSTRO ZIO.

VIVERE... QUESTA PAROLA DEVE ormai AVER PERSO OGNI SIGNIFICATO PER LUI. UN UOMO CHE HA TRASCORSO QUASI METÀ DELLA SUA ESISTENZA CREDENDO DI ESSERE QUALCUN ALTRO...

VI DICO LA VERITÀ... SE NON FOSSE STATO PER MIA MADRE, NON SO SE AVREI PIANIFICATO QUESTO INCONTRO.

MA È MORTA CON LA CONVINZIONE CHE IL SUO ADORATO FRATELLO FOSSE IN PROCINTO DI GUARIRE...

E COSA LA PORTÒ A QUESTA CONCLUSIONE?

SÌ, MA NON SO ESATTAMENTE COSA SI DISSERO QUEL GIORNO.

CREDO LO INTUÌ DA UNO STRANO DISCORSO CHE LE FECE POCO PRIMA CHE LEI MORISSE.

UN DISCORSO, DICE...

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RICORDO CHE TORNÒ VISIBILMENTE ANGOSCIATA DALLA SUA ULTIMA VISITA ALLA VILLA. PARE CHE MIO ZIO SIA STATO DI UNA TENEREZZA INSOLITA, COME SE AVESSE IL PRESAGIO DI QUELLO CHE STAVA PER ACCADERLE.

SUL LETTO DI MORTE LE PROMISI CHE LO AVREI SEGUITO, CHE LO AVREI FATTO VISITARE...

SCUSI, MA NON HO ANCORA CAPITO UNA COSA...

NO NO, VENNE A ME.

...L'IDEA DELLA CAVALCATA IN COSTUME VENNE A LUI?

MA SE BELASSI NON C'ERA NEMMENO QUANDO--

VENNE AL POVERO CONTE BELASSI, CHE SE NE ANDÒ DUE O TRE MESI DOPO, POVERINO.

DOTTORE, MA È PROPRIO NECESSARIO STABILIRE A CHI VENNE L'IDEA?

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EHM... SÌ, MI SERVIREBBE.

MACCHÈ, NON GLI DIA RETTA.


SI FIDI, VENNE A ME. SE NON FOSSE VERO NON AVREI MOTIVO DI FARMENE UN VANTO, VISTO A COSA HA PORTATO.

STAVO SFOGLIANDO UNA RIVISTA TEDESCA QUANDO RIMASI AFFASCIANTO DA UN RITRATTO DELL'IMPERATORE A CAVALLO.

RICORDO BENISSIMO CHE ERA UNA SERA DI NOVEMBRE, AL CIRCOLO.

INDOSSAVA UNO DI QUEI VESTITI TRADIZIONALI, QUELLI DELLE ANTICHISSIME SOCIETÀ STUDENTESCHE DELLA GERMANIA, ED ERA SEGUITO DA UN CORTEO DI ALTRI STUDENTI NOBILI, ANCH'ESSI A CAVALLO E IN COSTUME.

OGNUNO DI NOI SCELSE UN PERSONAGGIO STORICO DA RAPPRESENTARE, DI QUESTO O DI QUEL SECOLO, RE O CAVALIERE CHE FOSSE...

QUALCHE TEMPO DOPO LA PROPOSI AL CIRCOLO, DOVE DA TEMPO C'ERA LA VOGLIA DI FARE UNA GRANDE MASCHERATA PER IL CARNEVALE, E CI ACCORDAMMO PER FARLE PRENDERE VITA.

ECCO, L'IDEA NACQUE PROPRIO DA QUELLA VIGNETTA.

...E COME È ANDATA A FINIRE CREDO LO SAPPIATE.

FU QUINDI IN QUESTA OCCASIONE CHE AVVENNE LA DISGRAZIA.

BATTÈ LA NUCA, SE HO BEN CAPITO.

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CADDE DA CAVALLO...


“...E QUANDO SI RIALZÒ NON ERA PIÙ LO STESSO.”

...E QUESTA È LA NOSTRA "SALA DEL TRONO".

QUI POSSIAMO ESSERE IN QUALSIASI PARTE DEL MONDO, A SECONDA DELLA VICENDA CHE RAPPRESENTIAMO.

MA SCUSATE... QUESTA DECORAZIONI, QUESTO VESTIARIO... STIAMO PARLANDO DEL RE DI FRANCIA, GIUSTO?

QUELLO DI FRANCIA, DICE!

AH AH AH AH AH!

ENRICO IV DI GERMANIA, CARO MIO! IL GRANDE E TRAGICO IMPERATORE!

ECCO PERCHÈ NON MI RACCAPEZZAVO CONCIATO IN QUESTO MODO!

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DIO MIO, ALLORA È UNA ROVINA! QUINDICI GIORNI DI PREPARAZIONE STORICA BUTTATI...

QUINDI... QUESTO NON È IL VESTIARIO DEL MILLE E CINQUECENTO, GIUSTO?

MA QUA SIAMO TRA IL MILLE E IL MILLE CENTO!

CALMATI, CALMATI! GUARDA CHE NEANCHE NOI SAPPIAMO CHI SIAMO.

ORDULFO, ARIALDO, LANDOLFO. CI CHIAMA COSÌ, ORMAI CI SIAMO ABITUATI.

SIAMO NOMI DEL TEMPO, COME LO È ANCHE IL TUO...

...BERTOLDO.

PENSA CHE COMANDAVA ANCHE A SUA MAESTÀ. S'IMPONEVA, LO GUIDAVA... COME UN TUTORE E CONSIGLIERE.

SOLO IL POVERO TITO AVEVA UNA BELLA PARTE ASSEGNATA, DI QUELLe chE SI LEGGONO NELLA STORIA. IL VESCOVO DI BREMA. MAGNIFICO, PAREVA UN VESCOVO DAVVERO.

SIAMO "CONSIGLIERI SEGRETI" ANCHE NOI, CERTO. MA COSÌ, DI NUMERO.

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"NELLA STORIA È SCRITTO CHE ENRICO IV ERA ODIATO DALL'ALTA ARISTOCRAZIA PER ESSERSI CIRCONDATO A CORTE DA GIOVANI DELLA BASSA... CHE SAREMMO NOI.

"PICCOLI VASSALLI REGALI, DEVOTI, UN PO' DISSOLUTI, ALLEGRI..."

DEVO ANCHE ESSERE ALLEGRO?

ALTROCHÈ! E NON PENSARE CHE SIA FACILE.

IL NOSTRO VESTIARIO SI PRESTEREBBE A FARE UNA BELLISSIMA COMPARSA IN UNA RAPPRESENTAZIONE STORICA, DI QUELLE CHE VANNO TANTO DI MODA OGGI.

E INVECE STIAMO QUA, TUTTI E QUATTRO, SENZA NESSUNO CHE CI DIA QUALCHE SCENA DA RAPPRESENTARE.

È UN VERO PECCATO ESSERE COSTRETTI A QUESTA FARSA.

COME DIRE... C'È LA FORMA, MA CI MANCA IL CONTENUTO.

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TU NON PUOI METTERE PIEDE QUA DENTRO! FUORI! FUORI!

EHM... SCUSATE!

UN UOMO DEL MILLENOVECENTO?! QUI?! COME HA FATTO A ENTRARE?!

FINISCILA TU, NON FARE IL MATTO CON ME!

VENGONO A DARCI IL CONTENUTO, CAPISCI?

PIUTTOSTO, STATEMI A SENTIRE... ALLA VILLA È ARRIVATO IL SIGNOR MARCHESE CON ALCUNI OSPITI E PARE CHE TRA DI LORO CI SIA ANCHE UN MEDICO.

IO CAPISCO CHE MI RITROVERÒ IN UN BEL PASTICCIO.

SCHERZI? E COME?

MI HA DETTO che VOGLIONO ENTRARE QUA, NELLA SALA. QUINDI BISOGNA CHE VOI, SE SI SVEGLIA, LO TRATTENIATE NELLA SUA STANZA.

PERDIO, ANCHE CON LA FORZA! DOVRESTE ESSERCI ABITUATI ORMAI!

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ORA SU, AVANTI... ANDATE, ANDATE!


VE LO DICEVO CHE LA SOMIGLIANZA ERA IMPRESSIONANTE.

ECCOLO FRIDA, GUARDA!

MA NON AVREI MAI CREDUTO TANTO!

AH, IL TUO RITRATTO...

MA NO, GUARDA MEGLIO. NON SONO IO, SEI TU! FRIDA, NON TI VEDI IN ME IN QUESTO DIPINTO? TITO, DIGLIELO ANCHE TU!

AH NO, IO NON GUARDO. PER ME È NO A PRIOPRI.

CHE SCIOCCO. COSÌ FACENDO CREDE DI FARMI UN COMPLIMENTO.

LA RASSOMIGLIANZA, CARO BARONE, NASCE SPESSO DA COSE IMPENSABILI. È COSÌ CHE SI SPIEGA CHE...

COSA, PROFESSORE? CHE QUALCUNO POTREBBE TROVARE UNA SOMIGLIANZA TRA ME E LEI? ah ah!

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VA BENE, VA BENE, LASCIAMO STARE. VEDIAMO PIUTTOSTO DI PRECISARE ALCUNI PUNTI.

IL SUO DIPINTO... GLIELO REGALÒ LEI?

A CHE TITOLO AVREI POTUTO FARLO? GLIELO CEDETTI, ECCO, DUE O TRE ANNI DOPO LA DISGRAZIA, PER LE INSISTENZE DI SUA SORELLA.

E FU LUI A PROPORLE DI FARSELI ESEGUIRE?

COSÌ, TANTO PER CONSERVARNE UN RICORDO...

NO NO, CE LI FACEMMO ESEGUIRE IN TANTI DI QUELLI CHE PRESERO PARTE ALLA CAVALCATA.

UN RICORDO, CERTO. SOLO CHE IO SONO QUI, CON I CAPELLI QUASI GRIGI. MENTRE LUI...

TAC! UNA BOTTA ALLA NUCA E NON SI È PIÙ MOSSO DI QUA.

ENRICO IV.

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ECCO, QUESTO PERSONAGGIO... PERCHÈ LO SCELSE?

EHM... NON VEDO LA RELAZIONE. BE', NEANCHE IO IN PRINCIPIO. MA POI LUI MI DISSE CHE SAREBBE STATO AI MIEI PIEDI “COME A CANOSSA ENRICO IV”.

PERCHÈ IO, COSÌ SENZA PENSARCI, DISSI CHE VOLEVO FARE LA MARCHESA DI CANOSSA.

SU, DOTTORE, NON HA ANCORA CAPITO CHE LUI LE FACEVA UNA CORTE SPIETATA? E CHE LEI, NATURALMENTE, NON POTEVA SOFFRIRLO? NON È VERO, NON MI ERA MICA ANTIPATICO.

È SOLO CHE A NOI DONNE, OGNI TANTO, CAPITA DI TROVARCI DAVANTI DUE OCCHI CHE CI GUARDANO, CHE CI PROMETTONO CHISSÀ CHE.

CERTO, QUANDO CADDE, IO RISI DI LUI. MA LO FECI ANCHE PER PAURA.

ALLA PROMESSA DI QUEGLI OCCHI SI POTEVA ANCHE CREDERE, MA SAREBBE STATO PERICOLOSISSIMO. LUI NON ERA COME GLI ALTRI.

MA ALLORA ERO TROPPO GIOVANE...

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COSA HO FATTO DI MALE PER MERITARMI QUESTO?!

BEH, DUNQUE-NO NO, IO ME NE VADO! ME NE VADO!

NO, STATE TRANQUILLE. È SOLTANTO UNO DEI QUATTRO GIOVANI CHE TENIAMO QUI PER ASSECONDARE LA SUA FOLLIA.

DIO MIO! ECCOLO!

MA È LUI? È LUI?

COSA DIAVOLO TI È SALTATO IN MENTE?! AVEVO DATO L'ORDINE CHE NESSUNO CI DISTURBASSE!

MA ALLORA NON È COSÌ TRANQUILLO COME DICEVI.

NO NO, SIGNORA, NON È LUI. SONO I MIEI COMPAGNI, CHE INVECE DI FARMI AMBIENTARE--

CHIEDO SCUSA SIGNOR MARCHESE, MA IO QUI NON CI RESISTO!

BERTOLDO!

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Profile for Alessio D'Uva

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Enrico IV è un dramma in 3 atti di Luigi Pirandello. Fu scritto nel 1921 e rappresentato il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano. Co...

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