IMPRENDITORI 189 | DICEMBRE 2022

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ECONOMIA | AZIENDE | INNOVAZIONE | TERRITORIO | MARKETING | LIFESTYLE

CN/RE0371/2013/CT

189 | DICEMBRE

AUTO ELETTRICA: NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE? Opportunità e minacce di questa nuova tecnologia automotive.


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EDITORIALE

Qualche volta mi figuro l’automobile del futuro. Sarà una cosa straordinaria e andrà per terra, per mare e per aria. (Gianni Rodari)

Attaccate la spina, si parte! di Davide Caiti

te automobili con motore a combustione, con l’obiettivo di far giungere il settore dei trasporti a emissioni zero entro il 2050. Un percorso a breve e medio termine con obiettivi ben definiti, che vincolano il mercato e l’industria a muoversi, investire, produrre e prosperare nel quadro del raggiungimento di un obiettivo superiore. Probabilmente con la direttiva dell’Unione Europea siamo di fronte al primo grande scatto tecnologico di massa imposto a norma di legge, un’ingerenza della politica nel mercato e nelle dinamiche industriali che in passato si sarebbe bollato col termine novecentesco di dirigismo economico, ma che oggi possiamo definire come un coraggioso e doveroso passo in avanti della politica per indirizzare senza equivoci verso un futuro a emissioni zero il trasporto su gomma europeo. Il futuro è già qui e non nasconde misteri. Ora il testimone è nelle mani dell’impresa e della ricerca, per migliorare sempre di più le prestazioni, già ottime, delle auto elettriche, per ampliarne l’autonomia e il ciclo di vita delle batterie, per diminuire i tempi di ricarica e soprattutto perché queste tecnologie diventino sempre più economiche e alla portata di tutti.

Quando da piccoli immaginavamo le automobili del futuro pensavamo tutti a vetture volanti, più simili ad astronavi che alle quattroruote di oggi. E chi lo sa, magari ancor più nel futuro sarà anche così. Ma se guardiamo al futuro prossimo, quello che possiamo scrutare più in là negli anni con in mano le consapevolezze di oggi, l’automobile continuerà ad avere quattro ruote, a muoversi lungo strade asfaltate ma sarà alimentata a energia elettrica: silenziosa, ecologica, affidabile. Non vi pare un futuro così poi rivoluzionario? Allora forse non vi state soffermando su tutto ciò che gira intorno al concetto di automobile elettrica, che va dalla creazione da zero di un’intera ed efficiente rete di approvvigionamento stradale alla dismissione (o quantomeno il ridimensionamento e la riconversione) del settore industriale degli idrocarburi. Ovviamente ci vorrà del tempo, ma la strada è ormai tracciata senza possibilità di ritorno. Le stime di vendita del mercato automobilistico elettrico, che nel 2021 sono state al 10% circa, dovrebbero arrivare al 40% entro il 2030. Inoltre - ed è un evento fondamentale - l’Unione Europea ha stabilito che nel 2035 sul suo territorio non potranno più essere vendu-

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IM PERFETTI HANNO CONTRIBUITO A QUESTO NUMERO DI IMPRENDITORI

ALESSANDRA ALEOTTI Nata e cresciuta nelle agenzie di comunicazione. Di giorno impagina la rivista, di notte legge e vive vite parallele attraverso i personaggi dei libri. Hobby principale: spiegare ai figli, della generazione Z, che il mondo reale è decisamente meglio di TikTok.

GIULIA PELLEGRINI Appassionata di comunicazione e musica, si definisce reggiana d’importazione. Ama creare in cucina ma non sempre trova il tempo per fare tutto.

AE GE 6

EDOARDO VANDELLI Dall’entertainment ai social, passando per i live club: non tutti sanno che è il frontman di una band e che, nel weekend, lo si può trovare anche dietro la console di qualche locale.

ENRICO FINOCCHIARO Tuttologo per necessità, lo è ormai anche di indole. Vive di troppe passioni per condurre un’esistenza tranquilla.


RISTOR ANTE


IM PEGNI

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DOSSIER

AUTO ELETTRICA: UNA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE? Cerchiamo di fare un riassunto delle opportunità ed eventuali minacce di questa nuova tecnologia automotive.

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INTERVISTE

IL TRIDENTE DIVENTA ELETTRICO L’elettrificazione della mobilità ha preso piede anche nella Motor Valley emiliana, dove anche i marchi storici delle auto di lusso preparano i loro motori all’obiettivo emissioni zero, ma senza rinunciare a potenza, eleganza, competizione e affidabilità, come sta facendo la Maserati con la sua rivoluzione green.

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IMBARAZZI

TOP TEN


33 IMPULSI Ogni mese i nostri professionisti di fiducia condividono con noi esperienze e competenze

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BUSYNEWS

45 IMPRESSIONS

62 OROSCOPO

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Antonio Ligabue, Autoritratto con torre, 1948

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Do you speak english? di Alessandra Aleotti

Devo ammetterlo, ci sono poche cose che nella vita mi mettono in imbarazzo, probabilmente sarà per il carattere o perchè alla mia età ormai non mi vergogno più di niente. Ma l’inglese? Vogliamo parlare dell’inglese? Bene. Partiamo con il dire che ricopro il ruolo di Art Director, che i miei colleghi sono il Copywriter, il Social Media Manager, il Project Manager, il Videomaker e che ogni mattina parliamo di Google Ads, account base marketing, tone of voice, above the fold. Voi capirete bene che per una persona che ha frequentato un Istituto d’Arte in cui, ai tempi (non dirò mai a che periodo mi riferisco), la lingua straniera non era contemplata nel programma di studi, parlare in inglese può essere tremendamente imbarazzante! E so già cosa starete dicendo adesso: ma guarda che ci sono tantissimi corsi che puoi fare per imparare. Sì, certo, e pensate che non ci abbia provato? Mi sono buttata su corsi in presenza, corsi online, ho seguito la mitica Norma di Norma’s Teaching su Instagram, ora sono passata a TikTok (non fatemene una colpa) e ai suoi milioni di influencer che ogni giorno cercano di insegnarti l’inglese con video di 15 secondi (vi assicuro che sono davvero tanti) ma niente. Io e la lingua anglosassone non riusciamo a consolidare il nostro rapporto di amicizia. Vorrei riuscire a pronunciare qualche frase senza dovermi sentire come un bambino in prima elementare che si cimenta con le prime lettere dell’alfabeto, la cui la mano trema e scrive una o al posto della a. Vorrei riuscire a parlare con i colleghi senza che dall’altra parte mi guardino con quella tipica espressione da ma cosa caspita hai detto? E vi assicuro che nel quotidiano mi succede spesso. Anche se a pensarci bene mi succede anche quando parlo in italiano. Ma questa è un’altra storia su cui rifletterò in un altro momento. Comunque non mi arrendo, sono sicura che prima o poi riuscirò a superare questo imbarazzo. Probabilmente il mio prossimo step sarà la facoltà di lingue all’Università della terza età. Dopo di che, io e l’inglese saremo buddy-buddy.

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DOSSIER

AUTO ELETTRICA: UNA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE? Cerchiamo di fare un riassunto delle opportunità ed eventuali minacce di questa nuova tecnologia automotive. Perché l’UE ha deciso di vietare la vendita di vetture con motore endotermico, dall’anno 2035? di Marcello Nizzoli

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DOSSIER

Marcello Nizzoli Marketing manager e blogger del settore automotive, sempre più specializzato nelle tecnologie per veicoli elettrici. Dal 1987 studia a livello universitario economia e politica della mobilità sostenibile.

Per la diffusione di veicoli elettrici l’Italia è ancora un paese arretrato, in netta controtendenza, rispetto agli altri paesi europei sviluppati: fino al 31/12/2022 le auto elettriche pure, circolanti, erano poco più di 171.000. Le immatricolazioni nazionali, nel mese di dicembre 2022, di auto completamente elettriche (escludendo cioè le ibride di tutti i tipi), risultavano in calo del 26,6%, rispetto a dicembre 2021, con sole 4.526 unità. Per le vendite totali di auto elettriche, in Italia, l’anno 2022 si chiude con un vistoso -27,1%, rispetto al 2021, con un totale di sole 49.058 unità, in 12 mesi. Nella sola Germania, il Paese con le maggiori immatricolazioni di Bev (Battery Electric Vehicle), la vendita di auto elettriche è quasi 10 volte maggiore rispetto all’Italia, con penetrazione per-

centuale in crescita sul resto del mercato. Paragonando l’Italia con i principali Paesi europei, si nota una tendenza inversa, vista la notevole crescita d’immatricolazioni di auto a batteria nel resto dell’Europa Occidentale. Si spera che questa situazione di crisi dell’auto elettrica, tutta italiana, cambi, per vari motivi: per l’ambiente, per la riduzione dello smog e del rumore, nocivi per la salute umana, per la qualità della vita, soprattutto nelle trafficatissime città italiane, per l’indipendenza energetica del Paese, dalla speculazione dei mercati e per un deciso segnale geopolitico internazionale di distacco da Paesi fornitori di carburanti fossili, governati da oligarchie che non garantiscono i diritti umani. I PERCHÉ DELLA MOBILITÀ ELETTRICA L’Agenda 2030 dell’Onu vuole garantire il benessere di tutte le persone, lo sviluppo economico, la protezione dell’ambiente, affrontando aspetti come la pace, lo stato di diritto ed il buongoverno, essenziali per la promozione dello sviluppo sostenibile. Nell’A-

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genda 2030 sono stati inclusi 17 obiettivi dove la sostenibilità della mobilità delle persone è una parte implicita ma sempre presente, in almeno 8 di essi. Le città del XXI secolo saranno sempre più popolose ed una delle basi fondamentali per renderle più inclusive, sicure, durature e sostenibili, come vorrebbe l’Agenda 2030, sarà la fondamentale cura per la completa sostenibilità della mobilità delle persone e delle cose. Si parla sempre più di sostenibilità ambientale, sociale, economica e la mobilità dovrà essere sempre più inclusiva, possibile per tutti i cittadini senza avere impatti rilevanti, insostenibili, per la civiltà attuale ma anche per quella futura. IDEE PER UNA MOBILITÀ PIÙ SOSTENIBILE È giusto che le valutazioni sulla sostenibilità della mobilità considerino tutti gli aspetti: dalla produzione dei mezzi alla generazione dell’energia o dei carburanti dall’uso corretto, meglio se condiviso, fino allo smaltimento, o meglio riutilizzo, anche dei singoli componenti, del veicolo. Le logiche a supporto della sostenibilità della mobilità


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prevedono la riduzione del numero di spostamenti, grazie a tecnologie come lo smart working, ma anche il ridimensionamento del trasporto attuale realizzato con auto private. Le alternative possibili sono i mezzi pubblici, la bicicletta e la piccola mobilità condivisa, ma anche il carsharing ed il carpooling. Per una migliore sostenibilità si cercherà di ridurre lo spazio pubblico occupato da veicoli privati che per il 95% del tempo rimangono fermi, inutili perché inutilizzati. Il miglioramento del traffico sarà importantissimo. Una mobilità più sostenibile avrà un impatto positivo sulla salute e sulla qualità della vita, grazie anche all’uso di nuove tecnologie come quella dei veicoli connessi ad Internet, al 5G, che permettono già la scelta ottimale dei mezzi da utilizzare e dei percorsi più fluidi, veloci e a minor impatto ambientale, evitando congestione e sprechi di carburante, d’energia, grazie alla navigazione attiva GPS.

ZERO EMISSIONI? QUALCHE CONSIDERAZIONE La bicicletta tradizionale è l’unico mezzo che, fino ad oggi, è veramente a zero emissioni. Permette di muoversi velocemente in città, senza consumi, senza sprechi d’energia, quindi senza impatto ambientale; tuttavia, anche le moderne e-bikes e i monopattini elettrici rappresentano mezzi di trasporto individuale energeticamente molto efficienti e a basso impatto ambientale. Detto tutto ciò, l’unico tipo di veicolo che grazie all’altissima efficienza energetica e alle ridotte emissioni di rumore può essere considerato a zero emissioni è quello elettrico puro, a batterie, detto Bev. L’impatto ambientale dell’auto elettrica è fortemente dipendente dalle tecnologie per l’estrazione delle materie prime e dall’energia elettrica necessaria alla produzione delle celle che compongono i pacchi batteria installati sui

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veicoli. Semplificando, la batteria di un’auto elettrica è composta da tante celle, cilindretti metallici simili alle normali pile stilo, che offrono facilità di integrazione alla produzione e che sono facili da riutilizzare quando smontate dall’auto elettrica. I PROBLEMI PROVOCATI DAL PETROLIO Va precisato che, per quanto riguarda le auto tradizionali a gasolio o a benzina, l’impatto peggiore è provocato dall’estrazione, dalla raffinazione, dal trasporto e dalla combustione dei carburanti fossili, estratti dal petrolio. Il forte impatto ambientale dei carburanti per la trazione, il peggiore dal punto di vista delle

emissioni climalteranti provocate dalla combustione, ha anche emanazioni di gas fortemente inquinanti per l’aria, nocivi per la salute umana. Visto che il petrolio è per la maggior parte trasportato via mare, è da considerare anche l’inquinamento dell’acqua provocato dalle petroliere che solcano i mari di tutto il mondo e che oggi sono il tipo di nave più diffuso, quello che più frequentemente ha avuto incidenti e sversamenti molto impattanti di idrocarburi. L’impatto del petrolio è anche geopolitico, poiché molte guerre sono state intraprese e sono ancora in corso per la conquista di territori ricchi di oro nero e gas. La ricarica dei veicoli a batteria gene-

ra emissioni indirette, provocate dalle centrali termoelettriche, ancora ampiamente presenti, anche in Europa, che utilizzano idrocarburi e carbone per la produzione di elettricità. Tuttavia, la filiera completa di rifornimento d’energia per l’auto elettrica, cioè dalla produzione del veicolo al suo uso è decisamente più efficiente rispetto a quella similare dei veicoli diesel o benzina, fino a 3 volte. BASSI COSTI DI MANUTENZIONE I veicoli elettrici sono caratterizzati da un’alta affidabilità tecnica, dovuta anche alla loro semplicità costruttiva, hanno meno componenti che si possono rompere o che necessitano di

Le auto elettriche dell'UE sono in media 3 volte più pulite rispetto alle auto a benzina

Emissioni del ciclo di vita in gCO2eq/km

250

Emissioni CO2 nel 2030 200

-37%

-40%

Risparmio sul riciclo*

150

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-62% -69%

Guida

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Francia

Svezia

-83%

Produzione veicoli Produzione batterie

0 Petrolio

Peggior caso BEV

Polonia

Germania

Italia

Spagna

Miglior caso BEV

EU-27

*I risparmi sul riciclo si applicano alla fase di produzione Nota: Analisi T&E LCA di un'auto di medie dimensioni, con batteria che si ipotizza essere prodotta con il consumo medio di energia elettrica dell'UE27. Caso peggiore: batteria prodotta in Cina, ricarica in Polonia. Caso migliore: batteria prodotta in Svezia, ricarica in Svezia. Fonte: transenv.eu/lca

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controlli e tagliandi. I costi della manutenzione sia ordinaria che straordinaria sono molto bassi, rispetto ai veicoli concorrenti con complicato motore endotermico. Il motore elettrico può percorrere centinaia di migliaia di chilometri senza nessuna manutenzione. LA RICARICA: UN CAMBIO DI PARADIGMA Il rifornimento possibile di un mezzo elettrico rappresenta un netto cambio di modello rispetto a quello tradizionale, che può essere effettuato esclusivamente presso le stazioni di servizio di carburanti. Il vantaggio principale delle auto elettriche è che la ricarica della batteria può essere effettuata in una qualsiasi autorimessa, parcheggio o cortile equipaggiati anche solo di una normale presa elettrica di potenza standard. Il massimo della comodità è presso il ga-

rage dell’abitazione o nel parcheggio del luogo di lavoro, dove l’automobile, comunque, sosta per molte ore; quindi, non è necessaria un’alta potenza/ velocità di ricarica, visto che si possono stimare soste giornaliere dell’auto fino a 16 ore circa. In caso di ricariche veloci, la tecnologia di rifornimento ultra-fast, già ampiamente presente anche nel nostro Paese e con potenza di rifornimento fino a 350 kW, permette già oggi soste ridotte presso stazioni di rifornimento in aree pubbliche: in 5 minuti, in media, si possono ricaricare tra i 50 km ed i 100 km di autonomia, a seconda dall’efficienza del veicolo. In Italia è già prevista questa tipologia di colonnina ogni massimo 60 km sulla rete autostradale, presso stazioni di servizio esistenti e servite da bar e ristoranti. DALLA NATURA ALLE RUOTE, L’ENERGIA PIÙ CONVENIENTE Con la mobilità elettrica si realizza una tecnologia che potrebbe apparire davvero straordinaria: grazie a soluzioni già consolidate, si può far marciare un veicolo molto efficiente con il sole, con il vento oppure con l’acqua. Infatti, l’automobile elettrica è l’unico mezzo che non necessita di carburante ma utilizza direttamente l’energia fotovoltaica, eolica ed idroelettrica, eventualmente prodotte in loco, senza sprechi ed inefficienze per il trasporto. Grazie alle fonti energetiche rinnovabili è possibile ricaricare le batterie a costi molto bassi ed in mondo indipendente. UN CASO INDUSTRIALE DI GRANDE SUCCESSO Nel 2022, Tesla continua a registrare record con 1,31 milioni di auto vendute durante l’anno, in tutto il mondo, grazie alla produttività in continuo miglioramento delle sue quattro fabbriche in Germania, California, Texas e Cina. Tesla rimane il leader mondiale indiscusso del settore delle auto elet-

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triche, nonostante sia ancora privo, nella sua gamma, di un’auto di media categoria che potrebbe davvero rappresentare la soluzione industriale per raddoppiare rapidamente le sue vendite, riposizionandosi anche nel segmento C, dove c’è più domanda d’automobili al mondo. I due modelli Tesla di maggior successo, la Model 3 ed il Suv Model Y, ben posizionati nel segmento D delle auto medie-superiori, rappresentano, sommati, poco meno di 1,3 milioni d’unità vendute nel 2022. I concorrenti stentano a copiare l’originale modello di business, ideato dal multimiliardario Elon Musk: infatti, la giovane ed innovativa casa nord americana ha sin da subito saputo integrare il servizio di ricarica, garantita dall’efficace rete dei Super Charger rigorosamente con brand Tesla e pressochè presente ovunque, anche in Italia, con la produzione e vendita di efficienti vetture premium, che hanno saputo scalare rapidamente le classifiche delle vendite, occupate, in precedenza, soprattutto dalle auto tedesche tradizionali. Sono anni che Tesla, con i suoi due modelli top, Model S e Model X, vende di più delle Mercedes serie S, delle Audi A8 e delle Bmw serie 7 messe insieme. I dubbi che hanno ancora molti potenziali acquirenti di auto elettriche, la cosiddetta range anxiety, dovuta soprattutto alle presunte difficoltà di rifornimento, con l’offerta di Tesla, grazie alla sua innovativa ed affidabile infrastruttura di ricarica già sviluppata da anni, viene eliminata con una nuova soluzione di mobilità integrata, formata dal sistema veicolo più fornitura dell’energia elettrica ad alta potenza. L’energia di ricarica è garantita alle auto Tesla dalle numerose stazioni di servizio, posizionate strategicamente, che garantiscono soste cadenzate, gradevoli e sicure anche per lunghi viaggi, grazie ad alberghi, bar e ristoranti che si trovano vicini alle colonnine dei Super Chargers Tesla.



TOPTEN

TOP TEN

AUTOMOBILI ELETTRICHE Il mercato dell’automobile elettrica è un panorama innovativo e vasto, composto da marchi che rappresentano la storia dell’auto, ma anche da marchi nuovi ed innovativi creati proprio ed esclusivamente per competere nel mercato dell’elettrico. I modelli si moltiplicano ogni mese, le prestazioni migliorano continuamente e le implementazioni tecnologiche sono costanti, il tutto all’insegna delle zero emissioni. Il mercato delle auto elettriche ha visto nella prima parte del 2022 una crescita del 63% con la Cina e l’Europa come mercati trainanti, anche se si è osservato un certo rallentamento in alcuni Paesi europei, mentre la Cina viaggia a spron battuto. Ecco quindi la top ten dei produttori di auto elettriche del 2022, stilata secondo i fattori di valutazione della compagnia, la presenza sui mercati, l’influenza sull’industria e la capacità di innovazione tecnologica.

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L’INTERVISTA

IL TRIDENTE DIVENTA ELETTRICO L’elettrificazione della mobilità ha preso piede anche nella Motor Valley emiliana, dove anche i marchi storici delle auto di lusso preparano i loro motori all’obiettivo emissioni zero, ma senza rinunciare a potenza, eleganza, competizione e affidabilità, come sta facendo la Maserati con la sua rivoluzione green. di Enrico Finocchiaro

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L’INTERVISTA

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L’INTERVISTA

Davide Grasso CEO Maserati

La mobilità sostenibile è sempre più al centro del dibattito pubblico e delle politiche delle aziende del settore, con il futuro sempre più orientato alla produzione di veicoli a zero emissioni. All’interno di questo processo, che vede l’introduzione di norme sempre più restrittive nei confronti dei veicoli a combustione interna, le case automobilistiche e l’intero settore automotive stanno presentando sul mercato modelli sempre più performanti di auto elettriche. E le aziende dell’Emilia Romagna come si comportano? Sembrerebbe proprio che anche nella Motor Valley le aziende stiano seguendo questo trend. Ne è un esempio Maserati, la Casa di auto sportive di lusso nata a Bologna nel 1914, oggi con sede a Modena, che ha deciso di svoltare verso la mobilità elettrica, a cominciare dal motorsport. In parallelo con l’annuncio di ritornare alle corse con la Mc20 (dovrebbe debuttare probabilmente nel campionato Gt2 tra circa 6 mesi), la Casa del Tridente accelera

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sul suo programma green con la partecipazione, al campionato di Formula E con due monoposto spinte da motori al 100% elettrici. Una decisione che ha una grande valenza: da un lato Maserati rappresenta il primo marchio italiano a correre nella Formula E, dall’altro mostra la volontà di una Casa automobilistica di puntare su motori meno inquinanti. Già il 14 gennaio, vedremo in azione la Maserati presso l’Autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico in occasione del primo round dei 17 in programma della nona stagione del Campionato del Mondo Abb Fia Formula E. Saranno due le monoposto elettriche affidate ai piloti Edoardo Mortara e Maximilian Günther, ingaggiati dal team Ex Venturi e ora denominato Maserati MSG Racing con base a Monaco. «Con il ritorno della Maserati alle corse, abbiamo dato il benvenuto a Max ed Edo nella famiglia del Tridente per la


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L’INTERVISTA

Stagione 9, in quello che si preannuncia un’entusiasmante ed elettrizzante nuova era in Formula E» dichiara Giovanni Tommaso Sgro, Head of Maserati Corse. «Siamo orgogliosi di essere tornati in pista, il luogo a cui apparteniamo, spinti dalla passione ed innovativi per natura. Nella corsa alle massime prestazioni, condurremo Maserati percorrendo le strade di alcune delle città più iconiche del mondo. La Formula E rappresenta più di una semplice serie di gare: per noi si tratta di una piattaforma competitiva in grado di portare nuove tecnologie per accelerare lo sviluppo di propulsori elettrificati ad alta efficienza e di software intelligenti per le nostre performanti auto stradali. Come primo marchio italiano ad aderire, non vediamo l’ora di mettere in atto la nostra strategia Folgore completamente elettrica». Una decisione importante come ha sottolineato il Ceo Maserati, Davide Grasso: «Siamo spinti dalla nostra passione, sia in strada, sia in pista. Abbiamo una lunga storia di eccellenza a livello mondiale nelle competizioni motoristiche e siamo estremamente orgogliosi di gareggiare con Mc20. Le corse sono sempre state l’habitat naturale di Ma-

serati e ora, sia nel Campionato Fanatec Gt2, sia nel Campionato di Formula E, il nostro brand riparte dalle sue radici per costruire il suo futuro». Si è tenuta a dicembre la presentazione in piazza Grande a Modena, nel cuore della Motor Valley, della livrea delle vetture denominate Maserati Tipo Folgore. Il nome riprende la Tipo 26, la prima auto da corsa a sfoggiare il Tridente, auto che debuttò in occasione della Targa Florio, aggiudicandosi il primo posto di classe e l’ottavo posto assoluto nel 1926, con Alfieri Maserati al volante. Oggi Folgore identifica invece i nuovi modelli 100% elettrici della gamma Maserati. Quindi, 96 anni dopo la storica vittoria, passato e futuro si incontrano nella nuova Maserati Tipo Folgore, per tornare a competere sui circuiti di tutto il mondo. La particolare livrea è ispirata all’iconica tonalità blu tipica del Marchio, una vera piattaforma tecnologica di ultima generazione, ideale per sviluppare e trasferire gli elevati livelli di innovazione, caratteristici di questa vettura, dalla pista alla strada, dando ulteriore impulso all’impegno di Maserati nel mondo dell’elettrificazione. Maserati Tipo Folgore sarà la vettura di

Giovanni Tommaso Sgro Head of Maserati Corse

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L’INTERVISTA

Formula E più veloce ed efficiente di sempre, grazie a propulsori anteriori e posteriori che erogano 600 kW di potenza rigenerativa e un’efficienza energetica del 95%, in grado di ottenere oltre il 40% dell’energia utilizzata in gara dalla sola frenata rigenerativa. Ma i piani di Maserati in tema elettrico si allargano anche alla produzione grazie al programma Folgore, progetto specifico della Casa di Modena che porta all’elettrificazione guidando una vera rivoluzione sul fronte software, con lo strumento di simulazione Vir-

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tual Car sviluppato nell’Innovation Lab dell’azienda. La prima Maserati full electric sarà la nuova GranTurismo, che già abbiamo visto – in versione prototipo – nello scorso aprile in occasione del Gran Premio di Roma del campionato Formula E, guidata sulle strade della capitale da Carlos Tavares, Ceo di Stellantis (gruppo al quale Maserati appartiene). Non è casuale che la prima vettura del Tridente ad essere totalmente elettrica sia una GranTurismo, icona della Casa, nata 76 anni fa con la presentazione della A6 1500, diventando uno stile di vita 100% made in Italy (una vettura ad alte prestazioni, adatta alle lunghe percorrenze e viaggi confortevoli). GranTurismo è il modello che proietta la Casa del Tridente nel futuro: sviluppata presso il Maserati Innovation Lab e prodotta nello stabilimento di Mirafiori (Torino). Il sistema di Folgore è basato su una tecnologia ad 800V ed è stato sviluppato con soluzioni tecniche d’avanguardia derivate dalla Formula E. Offre prestazioni di assoluto rilievo grazie ai tre potenti motori a magneti permanenti da 300 kW. La batteria ha una capacità nominale di 92,5 kWh e una capacità di scarico di 560 kW e permette di mandare verso le ruote con continuità circa 760 CV. La disposizione particolare e il layout innovativo della batteria permettono di contenere l’altezza della vettura in 1.353 mm, senza comprometterne il carattere sportivo. La forma del pacco batterie definita T-bone incarna un approccio zero compromessi di Maserati e permette di non avere moduli batteria sotto le sedute, posizionandoli principalmente attorno al tunnel centrale e consentendo, quindi, di abbassare notevolmente il punto “H” della vettura. La rivoluzione green Maserati è comunque già iniziata da qualche anno con lo sviluppo di Ghibli Hybrid e Levante Hybrid (con tecnologia mild hybrid), una trasformazione filosofica a 360° dell’auto: progettuale, tecnologica e industriale.


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L’anno di ricarica fornito da F2Me-solution presso le stazioni pubbliche corrisponde a circa 400 KW necessari a percorrere 2000 km in modalità elettrica, stimata quale percorrenza media

CON JEEP CON EXCELLENCE JEEP® ilEXCELLENCE RENEGADE 4xevettura TUA DA 4xe 249€ TUA ALDA MESE 249€- AL ANTICIPO MESE -9.740€ ANTICIPO - 489.740€ RATE --RATA 48 RATE FINALE - RATA RESIDUA FINALE21.949,19€ RESIDUA 21.949,19€ - TAN 6,95% - TAN - TAEG 6,95% 8,23%. - TAEG FINO 8,23%. AL 31/01 FINO AL 31/01 annuale, secondo ciclo WLTP, di RENEGADE una plug-in. ® CON JEEP EXCELLENCE RENEGADE 4xe TUA DA 249€ AL -Hybrid, ANTICIPO 9.740€ -aKW 48 RATE RATA FINALE 21.949,19€ -modalità TAN - TAEG 8,23%. FINOpercorrenza AL 31/01 media L’anno di ricarica L’anno di ricarica F2Me-solution fornito da Jeep F2Me-solution presso le stazioni presso pubbliche le stazioni corrisponde pubbliche corrisponde a circa circa 400-comprensivo KW a necessari percorrere a RESIDUA 2000 percorrere km in(IPT 2000 modalità km in elettrica, stimata elettrica, quale stimata percorrenza quale media Iniziativa valida finoda al 31.01.2023. Renegade Limited 1.3 4xeMESE Plug-in Prezzo di400 Listino € necessari 42.999 di Easy Wallbox e contributo PFU6,95% escl.). Prezzo Promo €35.600. Comprensivo ® fornito ® annuale, annuale, il ciclo secondo WLTP,ilda di ciclo unaWLTP, vettura plug-in. unapresso vettura L’anno di ricarica fornito F2Me-solution leplug-in. stazioni pubbliche in corrisponde a circa n.113 400 KW a percorrere in modalità stimata quale media delsecondo vantaggio economico derivante dal di DPCM del 6 Aprile 2022, pubblicato Gazzetta Ufficiale del necessari 16-05-2022, che prevede2000 per lekm persone fisicheelettrica, che acquistano, anche in percorrenza locazione finanziaria, Iniziativa valida Iniziativa fino alvalida 31.01.2023. fino al 31.01.2023. Jeep Jeep Renegade Renegade 4xe Limited Plug-in 1.3Hybrid, 4xe Plug-in Prezzo Hybrid, di Listino Prezzo 42.999 diclasse Listino comprensivo € 42.999 comprensivo di Easy Wallbox Easy (IPT eWallbox contributo (IPTPFU e contributo escl.). Prezzo PFUg/km, escl.). Promo Prezzo €35.600. Promo Comprensivo €35.600. Comprensivo annuale, secondo il ciclo WLTP, di una vettura plug-in. entro il 31 Dicembre 2023, e immatricolano inLimited Italia un1.3 veicolo nuovo di fabbrica omologato in€una non inferiore a Euro 6 edicon emissioni comprese tra 21-60 appartenente alla categoria M1, ® ® del vantaggio del economico vantaggio derivante economico derivante DPCM del dal 6 mesi, Aprile DPCM 2022, del 6 Aprile pubblicato 2022, pubblicato Gazzetta Ufficiale in Gazzetta Ufficiale del 16-05-2022, n.113 del 16-05-2022, che prevede che per le prevede persone per leclasse persone cheinferiore acquistano, fisiche chePrezzo anche acquistano, in locazione anche finanziaria, in locazione finanziaria, Iniziativa valida fino al 31.01.2023. Jeepdi Renegade Limited 1.3 4xe Plug-in Hybrid, Prezzo din.113 Listino € 42.999 comprensivo di Easy Wallbox (IPT efisiche contributo PFU escl.). €35.600. Comprensivo e con il vincolo di possesso didal almeno 12 un incentivo pari ain4.000€ a fronte della contestuale rottamazione di un veicolo omologato in ad Euro 5, Promo senza rottamazione l'incentivo ® entrodel ilè31 Dicembre entro ileconomico 31 2023, e immatricolano 2023, edal immatricolano in Italia un 6veicolo indelle Italia nuovo un veicolo di fabbrica nuovoin omologato diGazzetta fabbrica in omologato una classe innon una inferiore non a Euro inferiore 6 requisiti e con a emissioni Euro 6e con emissioni tra 21-60 g/km, traPromo 21-60 appartenente g/km, categoria alla M1,categoria vantaggio derivante DPCM del Aprile 2022, pubblicato Ufficiale n.113 del che prevede per lecomprese persone che acquistano, anche appartenente inalla locazione finanziaria, pari a 2.000€ . Dicembre Verificare sempre sui siti ufficiali autorità competenti la disponibilità dei fondi e classe il16-05-2022, possesso dei per accedervi. Es.fisiche dicomprese fin.: prezzo €35.600, anticipo €9.740 durata M1, e conentro il49 vincolo e con di ilrata vincolo di digiornialmeno possesso di 12almeno mesi, di incentivo 12€mesi, un pariincentivo anuovo 4.000€ pari a fronte a 4.000€ della a contestuale fronte contestuale rottamazione di un veicolo di omologato veicolo inFinale omologato classe inferiore in classe ad Euro inferiore 5, senza adappartenente Euro rottamazione 5, senza rottamazione l'incentivo l'incentivo il 31 Dicembre 2023, e immatricolano inun Italia un veicolo di fabbrica omologato una rottamazione classe inferiore a Euro 6 un ealla con emissioni comprese 21-60 g/km, alla categoria M1, mesi, 1°possesso a 30 48dirate mensili di 249, (incl. spese incasso SEPA € 3,50 aindella rata) Valore non Garantito Futuro pari Rata Residua €tra 21.949,19. Importo Tot. del Credito € 26.801,86 è parie acon 2.000€ è pari . Verificare a di 2.000€ sempre . Verificare suidisiti sempre ufficiali delle sitiun ufficiali autorità delle competenti autorità lacompetenti disponibilità la disponibilità deicontestuale il dei possesso fondi edei il possesso requisiti per dei requisiti accedervi. per Es. accedervi. fin.: prezzo Es. fin.: €35.600, Promo anticipo €35.600, €9.740 anticipo durata €9.740 il vincolo possesso di almeno di 12sui mesi, incentivo pari afacoltativo, 4.000€ a fronte della rottamazione diPlus un veicolo omologato indiclasse adprezzo senza rottamazione l'incentivo (inclusi servizi: 250€di 1 anno ricariche pubbliche Free2Move Identicode €fondi 235,ePolizza Pneumatici 115,86) Spese istruttoria €inferiore 325di+Promo bolli €Euro 16. 5, Interessi € 6.931,33, Importo Tot.durata 49 mesi, 1°arata 49 mesi, a 30. Verificare 1° giornirata 48 a 30 rate mensili 48siti rate di € mensili 249, (incl. di spese €autorità 249, incasso (incl. spese SEPA incasso €la3,50 aanno. rata)€Solo Valore 3,50 Garantito rata)di Futuro Garantito pari alla Futuro Rata pari Finale alla Residua Rata contrattualmente Finale Residua €Importo 21.949,19. Importo deladdebitato Credito Tot.€del 26.801,86 € 26.801,86 è pari 2.000€ sempre sui ufficiali delle competenti disponibilità dei fondi e Valore ilrestituzione possesso dei per accedervi. Es.€di21.949,19. fin.: prezzo Promo Tot. €35.600, anticipo €9.740 Dovuto (escluso anticipo) € giorni33.913,19, spese invio rendiconto cartaceo € 3,00 per SEPA ina caso delrequisiti veicolo alla scadenza prevista, verrà unCredito costodurata supero (inclusi servizi: (inclusi anno 250€di diabbia ricariche anno pubbliche di ricariche pubbliche facoltativo, Free2Move Identicode facoltativo, € Identicode 235, Polizza €6,95% 235, Pneumatici Polizza Pneumatici 115,86) Spese 115,86) istruttoria Spese € istruttoria 325 ad + bolli €€325 16. Interessi + bolli € 16. € 6.931,33, Interessi Importo € 6.931,33, Tot.Importo Tot. 490,10 mesi, 1°250€di rata ail1 30 giorni481rate mensili di €Free2Move 249, (incl. spese incasso SEPA € 3,50 a rata) Garantito Futuro pariPlus allaFCA Rata Finale Residua €approvazione. 21.949,19. Importo Tot. del Credito € 26.801,86 €/km oveservizi: veicolo superato il chilometraggio massimo di 60.000km. TAN fissoValore – TAEGPlus 8,23%. Offerta Bank soggetta Dovuto (escluso Dovuto anticipo) (escluso € 33.913,19, €spese 33.913,19, invio rendiconto spese cartaceo rendiconto € 3,00 cartaceo persito anno. €FCA 3,00 Solo per in€anno. caso Solo restituzione in caso di del restituzione veicolo alla delscadenza veicolo contrattualmente scadenza verrà prevista, addebitato verrà unaddebitato costo Importo supero un costo (inclusi servizi: 250€di 1anticipo) anno di ricariche pubbliche Free2Move facoltativo, Identicode 235,di Polizza Pneumatici Plus opera, 115,86) Spese istruttoria €contrattualmente 325 +Bank bolliquale € 16. Interessi € 6.931,33, Tot. supero Documentazione precontrattuale e assicurativa in invio Concessionaria e sul Bank (sez. Trasparenza). Il Dealer non inalla esclusiva per FCA prevista, 0,10 Dovuto €/km ove 0,10 il veicolo €/km ove abbia il veicolo abbia il chilometraggio superato chilometraggio massimo massimo 60.000km. di TAN 60.000km. fisso 6,95% TAN fisso –pubblicitario TAEG 6,95% 8,23%. – con TAEG Offerta 8,23%. FCA Bank Offerta soggetta FCAImmagini Bank ad soggetta approvazione. approvazione. (escluso anticipo) €superato 33.913,19, spese invio rendiconto cartaceo € 3,00finanziari. per anno. Solo in caso di restituzione del veicolo alla scadenza contrattualmente prevista, verrà addebitato un costo supero segnalatore di clienti interessati all’acquisto deiilsuoi prodotti condistrumenti Messaggio finalità promozionale. vetturead indicative. Documentazione Documentazione precontrattuale e assicurativa assicurativa in Concessionaria in Concessionaria e sul sito FCA e sul Bank sito (sez. FCAfisso Trasparenza). Bank6,95% (sez. Trasparenza). Dealer opera, IlOfferta Dealer non inFCA opera, esclusiva nonsoggetta in peresclusiva FCAad Bank per quale FCA Bank quale 0,10 €/km ove il veicolo precontrattuale abbia superato ile chilometraggio massimo di 60.000km. TAN – Il TAEG 8,23%. Bank approvazione. Consumo di carburante gamma Jeep 4xesuoi (l/100): kmsuoi 4,1strumenti – 1,8; consumo di energia elettrica (kWh/100km): 23,9 –promozionale. 15,5; emissioni CO (g/km): 94FCA –indicative. 41.Bank Valori omologati ®dei 2 segnalatore di segnalatore clienti interessati di clienti all’acquisto interessati all’acquisto prodotti dei con prodotti con Messaggio finanziari. pubblicitario Messaggio pubblicitario con finalità con finalità Immagini vetture Immagini vetture indicative.in base al ciclo ponderato WLTP, Documentazione precontrattuale e assicurativa in Concessionaria e finanziari. sulstrumenti sito FCA Bank (sez. Trasparenza). Il Dealer opera, nonpromozionale. in esclusiva per quale aggiornati di al clienti 31/12/2022, e indicati a fini comparativi. segnalatore interessati all’acquisto dei suoi prodotti con strumenti finanziari. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Immagini vetture indicative. Consumo di carburante Consumo di gamma carburante Jeep gamma 4xe (l/100): Jeep km 4xe 4,1 (l/100): – 1,8; km consumo 4,1 – 1,8; di energia consumo elettrica di energia (kWh/100km): elettrica (kWh/100km): 23,9 – 15,5; emissioni 23,9 – 15,5; CO emissioni (g/km): 94 CO – (g/km): 41. Valori 94 omologati – 41. Valori in omologati base al ciclo in base ponderato al cicloWLTP, ponderato WLTP, Jeep® è un marchio registrato® di FCA US LLC. ® 2 2

aggiornati al aggiornati 31/12/2022, al 31/12/2022, e indicati a fiJeep ni e indicati comparativi. fini comparativi. Consumo di carburante gamma 4xe a(l/100): km 4,1 – 1,8; consumo di energia elettrica (kWh/100km): 23,9 – 15,5; emissioni CO2 (g/km): 94 – 41. Valori omologati in base al ciclo ponderato WLTP, ® al 31/12/2022, ediindicati fini Jeep aggiornati è un marchio Jeep èregistrato un marchio registrato FCA USa LLC. dicomparativi. FCA US LLC. ®

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AutoGepy Spa AutoGepy AutoGepy Spa Spa www.autogepy-fcagroup.it AutoGepy Spa ww.autogepy-fcagroup.it www.autogepy-fcagroup.it Jeep® è un marchio registrato di FCA US LLC.

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L AV O R O | M E R C AT I | I N N O VA Z I O N E | A M B I E N T E | E X P O R T | R I C E R C A | E V E N T I

AUTO ELETTRICA, L’OGGETTO DEL DESIDERIO Tra importanti distinzioni a livello nazionale e incognite geopolitiche, la mobilità globale si fa sempre più elettrica. E cresce l’interesse nei confronti della connettività a bordo di veicoli sempre più tecnologici e personalizzabili. Con le interruzioni delle catene di rifornimento globale e il conseguente rallentamento delle consegne, anche i consumatori cambiano approccio. Pur di avere veicoli ecologici e tecnologici come quelli elettrici, aumenta la pazienza e il tempo che l’acquirente è disposto ad attendere per la consegna. Questi sono alcuni dei più importanti temi che emergono dal Global Automotive Consumer Study 2023, lo studio globale che Deloitte conduce ogni anno su oltre 26.000 consumatori di 24 Paesi per catturare in anteprima le tendenze e le variabili più rilevanti nella trasformazione del settore automotive, in uno dei momenti più complessi della sua storia. A livello globale, infatti, la transizione verso la mobilità elettrica procede con decisione, spinta da nuove tecnologie e normative sempre più stringenti e vincolanti sul fronte ambientale. Se poi spostiamo il focus sul nostro Paese, notiamo che l’Italia fa registrare una delle percentuali più alte in assoluto per i veicoli alternativi a benzina o diesel come quelli ibridi o full electric, che messi insieme salgono dal 69% al 78% del mercato, superando di gran lunga la penetrazione rispetto a Paesi avanzati come Germania (49%), Cina (55%) e Corea del Sud (62%).

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Il factoring continua a crescere in Italia Il rallentamento della crescita economica non ferma la corsa del factoring, che dovrebbe chiudere il 2022 con una crescita intorno al 15% e si prepara a fare nuovi passi in avanti nell’anno a venire. Si conferma così la validità dello strumento che consente alle aziende di cedere a una società specializzata (denominata factor) i propri crediti esistenti o futuri, scegliendo tra due formule: pro soluto, con il rischio d’insolvenza del debitore che viene trasferito alla società di factoring; pro solvendo (cioè salvo buon fine), con il soggetto che cede il credito coinvolto in caso di mancato incasso da parte del factor. Secondo le rilevazioni dell’associazione di settore Assifact, nei primi dieci mesi del 2022 il volume d’affari si è attestato a 229 miliardi di euro, vale a dire il 17% in più sullo stesso periodo del 2021.

Macchine per ceramica, il fatturato cresce Nonostante un anno complicato per diversi fattori, il settore delle tecnologie e delle forniture per la ceramica chiude il 2022 con un dato in crescita: secondo le stime sui preconsuntivi elaborati dal Mecs - Centro Studi Acimac, il giro d’affari dell’intero comparto ammonterà a 2 miliardi e 164 milioni di euro, segnando un +5,2% rispetto al 2021. Crescono, rispetto all’anno passato, sia l’export sia la domanda interna. Le vendite all’estero, da sempre traino del settore, raggiungeranno un giro d’affari pari a 1 miliardo e 618 milioni di euro, con un +5% rispetto all’anno scorso. Il mercato italiano fa segnare un +6%, con un fatturato totale di 546 milioni di euro.

Tiene il settore delle macchine per packaging Resta in quota 8 miliardi il fatturato totale dei costruttori italiani di macchine per packaging: nel 2022, secondo i dati preconsuntivi di Mecs-Centro Studi di Ucima (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il confezionamento e l’imballaggio), il fatturato complessivo del settore si attesta a 7 miliardi e 986 milioni di euro, in calo del 3% rispetto al risultato registrato nel 2021. Un dato che si attesta di poco sopra il risultato del 2020 (anno della pandemia) e di poco sotto quello del 2019. Nel dettaglio, il mercato dei costruttori italiani di macchine per il packaging è aumentato dell’1,3% in Italia, per un valore assoluto di 1 miliardo e 800 milioni di euro (+ 1% rispetto al 2021). L’export, che, come al solito, rappresenta la linfa vitale del settore, ha contribuito complessivamente per 6 miliardi e 186 milioni di euro, perdendo il 4,3% rispetto all’esercizio precedente. I numeri vanno inquadrati nel contesto geopolitico degli ultimi 12 mesi, con i ritardi di consegna della componentistica che hanno gravato sulle aziende italiane per tutto l’anno.

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Outsourcing, un settore da 19 miliardi di euro

Denise De Pasquale Presidente del Gruppo De Pasquale

Le imprese che gestiscono processi di outsourcing oggi in Italia sono circa 30.000, con quasi 200.000 occupati, un fatturato che si attesta sui 19 miliardi di euro e un valore aggiunto di 9,4 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto «La seconda transizione dell’outsourcing» realizzato dal Censis in collaborazione con il Gruppo De Pasquale, a vent’anni di distanza dalla prima indagine sul settore. Il Censis ha elaborato una stima del valore del settore dell’outsourcing, inteso come l’insieme di attività e processi che le aziende o gli enti affidano a terze parti in base alle diverse strategie perseguite. Il report identifica le leve che possono portare l’esternalizzazione dei processi ad assumere anche il ruolo di motore della crescita e dell’innovazione nelle imprese. E evidenzia le traiettorie che si stanno consolidando. Un comparto in continua crescita. Il report conferma il percorso di crescita che sta interessando l’intero Business Process Outsourcing (Bpo) in Italia. Nel confronto con i dati al 2016, già nel 2019 si registrava un aumento del 15,8% del numero di imprese che gestiscono processi di outsourcing, una crescita dell’occupazione del 13,3% e un incremento del fatturato del settore del 15,5%. Più collaborazioni, più competenze. Si prospetta un cambiamento di paradigma: le aziende che esternalizzano processi e servizi hanno maturato una maggiore consapevolezza in merito ai vantaggi che derivano dai meccanismi di integrazione, scambio, collaborazione, sia in un’ottica di espansione (outward looking), sia secondo una logica di ottimizzazione (inward looking). La ricerca di nuovi mercati e nuovi clienti spinge la collaborazione tra le imprese (il 38,7% delle imprese italiane), cui fa seguito la necessità di contenere i costi (36,1%) e di sviluppare l’innovazione di processo o di prodotto (22,9%). Il 20% delle aziende si concentra sulle partnership per acquisire nuove competenze e tecnologie, accrescere la flessibilità organizzativa e implementare strategie di internazionalizzazione. Da un modello a scala ridotta a un ecosistema di imprese. Le relazioni fra le imprese, facilitate dalla digitalizzazione e da una competizione che si sposta dal livello di singola impresa e di singolo territorio al livello di ecosistema, riducono i condizionamenti della piccola dimensione d’impresa e favoriscono la creazione di valore aggiunto su una scala più ampia. A maggior ragione in Italia, questo elemento assume un’importanza decisiva, vista la persistenza di modelli imprenditoriali a scala ridotta e la difficoltà di innalzare la dimensione media delle aziende: fattori che rendono il sistema produttivo di beni e servizi estremamente frammentato, con oltre 4 milioni di imprese con meno di 10 addetti e poco più di 4.000 che superano la soglia dei 250 addetti. «La ricerca conferma l’attenzione verso l’ottimizzazione dell’attività d’impresa, nell’accezione di razionalizzazione dei costi che ha sempre spinto il ricorso all’outsourcing, ma anche una crescente attenzione all’innovazione di processo, oltre che di prodotto, con l’obiettivo di mirare a un incremento continuo dei livelli di flessibilità e di adattabilità imposti dal mercato», ha commentato Denise De Pasquale, Presidente del Gruppo De Pasquale. «È su questo terreno che si misura la capacità del settore dell’outsourcing di continuare a crescere, giocando un ruolo di partner delle imprese negli ecosistemi che sempre più si stanno configurando, con un’offerta di servizi allineati ai processi di innovazione portati avanti dalle aziende clienti». «Siamo entrati in una stagione nuova dell’outsourcing, in cui le aziende che esternalizzano e le aziende che acquisiscono la gestione dei processi stanno modificando i rapporti di collaborazione e integrazione, innalzando il potenziale di crescita per entrambe le parti, secondo una logica winwin», ha confermato Giorgio De Rita, Segretario Generale del Censis. «A questo punto, diventa essenziale osservare e analizzare l’evoluzione di questo settore che per vocazione riesce a trasferire e accelerare i processi di innovazione organizzativa sia nelle grandi che nelle piccole e medie imprese del sistema produttivo italiano».

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Dubai detassa l’alcol per un anno

2022 da record per l’Aceto balsamico di Modena Per la Dop dell’Aceto balsamico tradizionale di Modena, il 2022 è un anno di record. La produzione delle bottiglie certificate ha registrato un aumento del 43%, ancora meglio rispetto al 2021, quando il consorzio festeggiò un aumento produttivo del 30%. In numeri assoluti, si parla di 145mila confezioni certificate. «I circa 250 produttori del territorio spiega il presidente del consorzio di tutela, Enrico Corsini - detengono nelle loro acetaie circa 3 milioni di litri di prodotto in invecchiamento. Una produzione quantitativamente limitata, che ne fa un prodotto esclusivo e di grande pregio». Il prezzo dell’Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop può infatti arrivare anche a mille euro al litro. Il 2022 è stato anche l’anno in cui il consorzio ha portato a termine la pratica per il riconoscimento dell’omonimo Distretto del cibo, per la promozione e lo sviluppo del prodotto di riferimento, la valorizzazione della filiera e della cultura e tradizione del territorio.

Stop alle tasse sulle bevande alcoliche. È la mossa messa in campo da Dubai per provare a guadagnare vantaggio sui rivali del Golfo nella “guerra” per conquistare turisti e nuovi residenti. La misura entrerà in vigore ad inizio 2023 e durerà in via sperimentale per un anno. Ad essere cancellata sarà l’imposta del 30% che grava sui prodotti, che diventeranno così assai più competitivi rispetto a quelli dei Paesi vicini. Un’altra mossa per convincere gli stranieri a recarsi nell’emirato, dove il rapporto tra espatriati e cittadini autoctoni è già di nove a uno. Si tratterà però anche di un’ulteriore e importante apertura di mercato per l’export italiano dei vini e dei liquori.

In Emilia-Romagna arriva il Distretto della pera Cresce la lista dei Distretti del cibo. L’ultimo nato è il Distretto della pera dell’EmiliaRomagna, riconosciuto come tale da un apposito atto della Regione, che avrà come sede legale Ferrara. «I Distretti del cibo - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi - sono realtà create per promuovere lo sviluppo del territorio, garantire la sicurezza alimentare, la coesione e l’inclusione sociale, ridurre l’impatto ambientale e lo spreco alimentare. L’aver creato un Distretto della pera offrirà sicuramente opportunità in più per valorizzare questo prezioso frutto». Per i Consorzi di tutela delle Dop e Igp, il riconoscimento di Distretto del cibo rappresenta un ulteriore strumento per promuovere le proprie produzioni di qualità lungo tutta la filiera produttiva, anche attraverso la partecipazione ai bandi emanati dal Ministero dell’agricoltura.

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Immergas Europe cresce green Intuizione vincente, nel 2006, quella che ha immaginato in un prato alla periferia di Poprad, in Slovacchia, un nuovo polo produttivo per sviluppare la dimensione internazionale di Immergas. Oggi, Immergas Europe, nella visione del gruppo Immerfin, per i prossimi anni gioca un ruolo importante confermato dal Presidente di Immergas Alfredo Amadei: «L’investimento totale ammonta a 15 milioni di euro, che hanno consentito di sviluppare il polo industriale su un’area che si è ampliata dai 6.800 mq del 2008 fino a oltre 15.000 mq attuali. Nella stessa area è in fase avanzata di valutazione una ulteriore estensione, con la costruzione di nuovi spazi produttivi; importanti interventi tesi a migliorare la sostenibilità energetica». A Poprad, il General Manager Pasquale Berardinetti ha incontrato Catherine Flumiani, ambasciatrice d’Italia a Bratislava, per annunciare la nuova linea di sviluppo che sarà ancora più orientata all’innovazione e alla sostenibilità delle caldaie a condensazione e dei sistemi per il clima domestico.

Zero emissioni, nel 2050 in Italia solo 1 azienda su 5 In Italia solo un’azienda su cinque riuscirà a raggiungere gli obiettivi climatici, con emissioni pari a zero, entro il 2050 se non accelererà su tecnologia e carbon intelligence. Un dato che riflette uno scenario in cui l’Europa sorpassa gli Stati Uniti in termini di consapevolezza e impegno sulle sfide della transizione ambientale affrontata dalle imprese. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni dello studio Accenture “Accelerating global companies toward net zero by 2050”. In termini di obiettivi fissati per il raggiungimento del net-zero, le aziende europee sono infatti in testa rispetto a quelle d’oltreoceano, il 51% a fronte del 28%, su un campione di 2.000 realtà analizzate da Accenture.

GREEN Investiti 24 miliardi grazie ai bonus energetici Sono 23,7 miliardi di euro gli investimenti attivati nel 2021 per effetto dei meccanismi di detrazione fiscale, di cui 7,5 con l’Ecobonus e 16,2 con il Superecobonus 110%. È quanto emerge dal rapporto annuale sull’efficienza energetica elaborato dall’Enea. «La volatilità del mercato energetico e gli eventi geopolitici degli ultimi due anni hanno evidenziato le vulnerabilità dell’attuale mix energetico e posto in discussione la sicurezza energetica», ha premesso il presidente Gilberto Dialuce sottolineando che «In questo contesto, l’efficienza energetica, assieme alle rinnovabili e ai gas rinnovabili (biometano e idrogeno), rappresenta un fattore chiave per accelerare la transizione energetica e centrare gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi sul clima e dalle politiche promosse dall’Ue». In particolare, «L’efficienza energetica – ha aggiunto Dialuce - svolge un ruolo decisivo per garantire la sicurezza energetica sia a lungo che a breve termine, riducendo la domanda complessiva di energia e la dipendenza dalle importazioni di petrolio, gas e carbone».

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IM PULSI

OGNI MESE I NOSTRI PROFESSIONISTI DI FIDUCIA CONDIVIDONO CON NOI ESPERIENZE E COMPETENZE

MARKETING

DIRITTO

L’intelligenza artificiale o AI sta trasformando (e ormai l’ha già fatto) profondamente il modo di fare marketing: un fenomeno che sta catturando molta attenzione nel marketing made in Italy, ma che è già quotidianità nei paesi anglosassoni.

Il 15 luglio 2022 è entrato in vigore il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, dopo uno slittamento di quasi due anni dalla data originariamente prevista. In realtà il cambiamento è avvenuto in sordina e tuttora si può sostenere sia poco chiara, per i tecnici, la concreta applicabilità del Codice. GIULIA DALL’AGLIO

DAVIDE CAITI

FORMAZIONE Abbiamo parlato in passato di upskilling (aggiornamento delle competenze) e reskilling (riqualificazione), una vera e propria assicurazione sul futuro per imprese e lavoratori che vogliono essere protagonisti del cambiamento che la società post-Covid19 sta vivendo. Concetti che trovano ampio spazio d’attenzione nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare nella Missione 5, quella dedicata alle politiche del lavoro, presentato dall’Italia alla Commissione europea come piano attuativo dell’uscita dalla crisi pandemica.

ACCOUNTING A due anni e mezzo dal più grande cambiamento avvenuto nel mondo del lavoro causato dalla pandemia, oggi le aziende sono alla ricerca di un giusto equilibrio tra il ritorno al lavoro in presenza e la crescente esigenza di flessibilità da parte dei propri dipendenti.

STEFANIA COCORULLO

FRANCESCO NOTARI

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MARKETING

IMPULSI

Un marketing più intelligente con l’AI

di Davide Caiti Presidente di Kaiti expansion, agenzia di marketing e comunicazione www.kaiti.it

L’intelligenza artificiale o AI sta trasformando (e ormai l’ha già fatto) profondamente il modo di fare marketing: un fenomeno che sta catturando molta attenzione nel marketing made in Italy, ma che è già quotidianità nei paesi anglosassoni. Con l’intelligenza artificiale cambia il modo in cui le persone interagiscono con tutto quello che gli sta attorno: brand, prodotti, servizi, ma anche informazioni e tecnologie. Di conseguenza cambiano anche le attività annesse di comunicazione e di interazione brand-cliente, che diventano data-driven, ovvero basate sui dati. È proprio questa la grande rivoluzione dell’intelligenza artificiale nel marketing: i dati aiutano e automatizzano i processi decisionali aziendali, risolvono problemi complessi e supportano le attività in modo più intelligente. Per chi si occupa di marketing significa avere strumenti a supporto di tutte le fasi, dall’analisi, alla strategia, all’azione. L’intelligenza artificiale infatti colleziona e analizza i dati e le informazioni degli utenti online per comprendere esigenze e gusti del pubblico, supportando così i marketer per esempio nelle analisi del sentiment e del customer journey. A livello strategico, poi, l’AI può supportare l’attività di segmentazione e profilazione del pubblico, combinando analisi basate su grandi quantità di dati, comprendendo meglio ciò che i consumatori desiderano e migliorando di conseguenza la customer experience. Come? Offrendo contenuti pubblicitari più pertinenti e personalizzati (programmatic marketing), suggerendo acquisti sulla base dei gusti personali (recommendation system) o ancora automatizzando il processo di acquisizione e gestione dei prospect (marketing automation). Infine, ci sono tutti gli strumenti e le applicazioni che stanno diventando di uso quotidiano come chatbot, ricerca vocale o assistenti virtuali per interagire con gli utenti e automatizzare attività ripetitive, o ancora programmi di creazione e cura dei contenuti per realizzare automaticamente articoli, news, mes-

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saggi da presentare al pubblico giusto nel momento giusto. Stiamo però anche assistendo a un sempre più acceso dibattito sulle conseguenze negative legate all’utilizzo di queste tecnologie: fake news, truffe, pregiudizi, ma anche revenge porn, cyberbullismo o altri crimini informatici sono tutti risvolti negativi dell’utilizzo dell’AI. Con l’intelligenza umana di cui siamo per fortuna dotati, facciamo in modo che queste tecnologie siano al nostro servizio, e non diventino l’arma a doppio taglio che rischiano di essere.


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DIRITTO

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Il nuovo codice della crisi d’impresa

di Giulia Dall’Aglio, Avvocato specializzato in diritto civile e della famiglia www.avvocatogiuliadallaglio.it

Il 15 luglio 2022 è entrato in vigore il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, dopo uno slittamento di quasi due anni dalla data originariamente prevista. Con le ultime modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 83/2022, il Governo italiano ha dato, inoltre, attuazione alla Direttiva Ue 2019/1023 e attratto all’interno del CCII le disposizioni del D.L. 118/2021 in materia di composizione negoziata della crisi. In realtà il cambiamento è avvenuto in sordina e tuttora si può sostenere sia poco chiara, per i tecnici, la concreta applicabilità del Codice: c’è chi sostiene si tratti addirittura di un fiasco dato che, al novembre 2022, a livello nazionale sono state presentate solo 485 istanze di composizione negoziata della crisi d’impresa. Mentre altri 545 ricorsi sono fermi al palo in attesa che gli enti pubblici, Agenzia delle entrate e Inps, provvedano a consegnare i certificati obbligatori per dare il via alle richieste di nominare il professionista esperto indipendente che aiuti le imprese in difficoltà a uscire dalla crisi. La procedura fallimentare dunque scompare e viene introdotta la liquidazione giudiziale in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola fallito. A voler riassumere lo spirito della riforma si deve rilevare che è stato posto l’accento sulla prevenzione, ovvero sul tentativo di intercettare tempestivamente la crisi d’impresa: in tale contesto, dunque, tutte le imprese dovranno dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, anche al fine di rilevare tempestivamente la crisi e l’eventuale perdita della continuità aziendale. Si tratta di misure dallo spirito cosiddetto protettivo, che possono essere adottate solo una volta che l’impresa abbia prodotto una corposa documentazione in Camera di commercio (centrale rischi, certificato dei debiti contributivi e per premi assicurativi...) di cui gran parte deve essere rilasciata da enti pubblici.

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Rimane il forte dubbio valutativo alla radice della procedura: se da un lato la stessa garantisce, una volta avviata, una forma di ombrello protettivo per effetto del quale si ottiene la sospensione delle aggressioni esecutive da parte dei creditori, tutelando altresì la continuità aziendale, dall’altro permane un dato non trascurabile. Proclamare lo stato di crisi potrebbe mettere in allarme tutti i soggetti terzi con i quali l’azienda quotidianamente si relaziona (banche, dipendenti, fornitori) con il rischio concreto che costoro possano ritirare la loro fiducia aggravando la posizione sociale. A tal proposito si segnala la notizia dello scorso ottobre che riferisce della programmazione, da parte del Governo, di bloccare il sistema di alert da crisi di impresa da parte dell’Agenzia delle entrate e che dovrebbe operare ogni volta in cui l’impresa manifesti incongruenze fiscali anche lievi, quali ad esempio ritardi nei pagamenti, presupposti di una eventuale crisi d’impresa.


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Camillo Prampolini non è un santino

Camillo Prampolini, l’uomo che dà il nome alla più bella piazza di Reggio Emilia, non è stato solo uno dei padri del sistema cooperativo italiano. È stato uno dei più grandi leader della sinistra in Italia dal 1848 a oggi e si può anche considerare uno dei padri della Repubblica Italiana. Non l’ha vista nascere, ma le sue idee hanno ispirato la Costituzione che rappresenta il nerbo del nostro Paese. Domanda: perché Prampolini è stato un grande leader supportato nelle nostre terre da un enorme consenso popolare? Risposta: perché, a differenza dei politici che cercano di conquistare i voti degli elettori con proclami e ideali spesso astratti (e magari a volte, celandosi dietro il paravento dei diritti umani, nascondono in casa pacchi di euro qatarioti, a milionate), Prampolini seppe essere utile al popolo, soggetto indefinito e non meglio specificato, sempre tirato per la giacca di qua e di là dagli agitatori di destra e di sinistra. Ad esempio migliorò le condizioni di vita di migliaia di reggiani creando le cooperative di consumo, di credito e di produzione, ovvero realtà che diedero alle persone solitamente poverissime di quegli anni la possibilità di avere un lavoro e di disporre di beni e servizi di prima necessità a condizioni più convenienti di quelle offerte dal mercato, altra creatura mitologica dagli incerti confini. Purtroppo Prampolini è stato spesso ridotto a una specie di santino, a innocuo utopista permeato di idealismo socialista e religiosità cristiana. In realtà fu un combattente, un uomo che non ebbe paura di affrontare i marosi dell’epoca, vale a dire i fascisti, che alla fine lo costrinsero al silenzio, e gli stessi comunisti, che lo attaccarono a lungo e duramente (il complimento più carino che rivolgevano ai riformisti dell’epoca era “guardie bianche dello zar”), per altro pienamente contraccambiati dal suo spirito pugnace. Prampolini fu uno dei più convinti oppositori non solo della scissione di Livorno, che nel 1921 portò alla nascita del Partito Comunista d’Italia, ma contrastò anche

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di Stefano Campani Direttore di Boorea. Svolge ricerche e analisi di carattere economico per la Cgil di Reggio Emilia e altri enti stecampani@gmail.com

la deriva estremistica dei Socialisti dei primi anni ‘20, che erano un’organizzazione politica massimalista. Memorabile fu un suo editoriale del 1924, intitolato “Fascismo rosso”, in cui accusò i Comunisti italiani di settarismo e subalternità a Mosca, oltre che di avere lasciato solo Giacomo Matteotti. Grazie a Prampolini e ai dirigenti dell’allora Camera del Lavoro e della Federacoop, Reggio Emilia, fino all’avvento violento del fascismo, restò una provincia socialista e riformista. Nel dopoguerra, e fino a non tanto tempo fa, la diffidenza dei comunisti italiani ha sostanzialmente regalato il suo straordinario lascito di scritti e ideali al Partito Socialdemocratico e al Partito Socialista, che invece gli hanno spesso meritoriamente tributato i dovuti riconoscimenti. Ecco perché Prampolini, insieme ad altri giganti del calibro di Fenoglio, Carlo Rosselli, Lussu, Gobetti e pochi altri, conserva un posticino nel mio piccolo, personale Pantheon.


FORMAZIONE

IMPULSI

Riqualificazione, una preziosa opportunità

Abbiamo parlato in passato di upskilling (aggiornamento delle competenze) e reskilling (riqualificazione), una vera e propria assicurazione sul futuro per imprese e lavoratori che vogliono essere protagonisti del cambiamento che la società post-Covid19 sta vivendo. Concetti che trovano ampio spazio d’attenzione nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare nella Missione 5 quella dedicata alle politiche del lavoro, presentato dall’Italia alla Commissione europea come piano attuativo dell’uscita dalla crisi pandemica. Missione 5, che sarà concretizzata nel nostro Paese anche attraverso il programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori, una riforma specifica con cui il Governo e Anpal mirano a migliorare la competitività economica nazionale, la tenuta sociale e sostenere lavoratori e produttività. La Missione 5 dettaglia un piano per le nuove competenze, il potenziamento dei Centri per l’impiego e il rafforzamento del sistema duale. Ed ecco che upskilling e reskilling tornano quindi in modo autorevole in cinque percorsi specifici pensati in funzione dell’occupabilità, per realizzare reinserimento lavorativo, aggiornamento, riqualificazione, lavoro e ricollocazione collettiva in caso di crisi aziendali. Non dobbiamo però guardare a questa riqualificazione come a una spada di Damocle sulla testa di imprenditori e lavoratori, ma piuttosto come a una via di fuga dalla minaccia della stagnazione, o peggio della regressione, a cui andrà incontro chi non reagirà ai cambiamenti, irreversibili, portati dal Covid-19. La pandemia ha solo accelerato un processo che era già in atto. L’automazione dei processi robotici, l’intelligenza artificiale stavano già cambiando il modo in cui pensiamo ai ruoli dei lavoratori. Secondo il rapporto del World economic forum pubblicato nell’ottobre 2020, la rapida accelerazione dell’automazione e l’incertezza economica causate dalla pandemia sposteranno la divisione del lavoro tra esseri umani e macchine, portando a 85 milioni di posti di lavoro

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di Stefania Cocorullo Vice direttrice di Ifoa

spostati e a 97 milioni di nuovi creati entro il 2025. Per ricapitolare, ecco i reali vantaggi della riqualificazione per un’organizzazione. Innanzitutto ridurre i costi di formazione e assunzione, alti soprattutto quando si cercano talenti in ruoli specializzati. Quindi la riduzione dei danni dell’uscita dei dipendenti esperti. Inoltre è un incentivo alla conservazione dei dipendenti migliori, perché riqualificare significa non licenziare dipendenti magari eccellenti. Si incoraggia poi la mobilità interna. Ed infine si migliorerà il morale dei dipendenti: i dipendenti sentono che la loro azienda li valorizza quando hanno la possibilità di accrescere le proprie competenze e magari migliorare le proprie posizioni all’interno dell’organizzazione.


ACCOUNTING

IMPULSI

Tra smart working e lavoro flessibile

A due anni e mezzo dal più grande cambiamento avvenuto nel mondo del lavoro causato dalla pandemia, oggi le aziende sono alla ricerca di un giusto equilibrio tra il ritorno al lavoro in presenza e la crescente esigenza di flessibilità da parte dei propri dipendenti. Questo è quanto emerge da indagini e studi a livello internazionale: un adeguato livello di equilibrio tra vita privata e lavoro si conferma uno dei fattori maggiormente ricercati dai lavoratori italiani nella scelta di un’azienda. In questo contesto moltissime aziende italiane sono alle prese con la necessità di trattenere professionalità e attirare talenti garantendo loro una modalità di lavoro flessibile. Se durante e subito dopo la pandemia lo smart working sembrava essere la soluzione migliore per molte imprese che, in alcuni casi, hanno ottimizzato gli spazi lavorativi rinunciando ad affittare uffici che non venivano più impiegati, oggi si assiste ad un trend crescente di aziende e datori di lavoro che richiedono un numero di ore in presenza sempre maggiore. Uno dei motivi principali alla base di questo ritorno al lavoro in presenza è il mantenimento della cultura aziendale e del coinvolgimento dei dipendenti nella vita lavorativa. Inevitabilmente questo atteggiamento si contrappone ad una resistenza crescente, da parte dei dipendenti, a rinunciare alla flessibilità acquisita. Il mondo delle imprese deve quindi trovare soluzioni in grado di bilanciare le varie modalità di lavoro finora sperimentate, stabilendo criteri organizzativi che tengano in considerazione la flessibilità, lavorativa e il lavoro a distanza. La nuova e complessa sfida nella gestione aziendale è dunque quella di considerare la flessibilità come ulteriore componente per acquisire e trattenere professionalità e talenti. Il rischio è che l’assenza di motivazioni valide che escludano tale flessibilità in aziende che preferiscono la sola modalità di lavoro in presenza, potrebbe spingere alcuni dipendenti strategici e molto appetibili sul mercato del lavoro a cercare opportunità professionali in altre realtà disposte a concedere la flessibilità ricercata.

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di Francesco Notari Partner in Analisi S.p.A. notari@analisi.it


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Il patto di non concorrenza, seconda parte

di Stefano Angione AGSZ Studio di Avvocati sangione@agszavvocati.it www.agszavvocati.it

Nello scorso numero, parlando del patto di non concorrenza si è detto che può interessare qualsiasi attività. Il concetto molto ampio di qualsiasi attività, però, deve essere analizzato anche con i vincoli posti dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, secondo la quale, affinché il patto non sia nullo, è necessario che il suo oggetto non sia talmente ampio da comprimere l’esplicazione della professionalità del lavoratore in limiti che ne compromettano ogni potenzialità reddituale, ovvero residui un margine di attività, non coperta dal vincolo, idonea ad assicurargli un guadagno adeguato alle sue esigenze personali e familiari. Sull’estensione territoriale del vincolo, sono ammesse limitazioni anche molto ampie, riferite, ad esempio, all’intero territorio nazionale, purché ciò non impedisca di fatto al lavoratore una qualsiasi attività lavorativa che gli consenta di utilizzare il proprio bagaglio professionale. Quanto alla specifica remunerazione, nel silenzio della legge che non la quantifica, essa deve essere parametrata all’impegno del lavoratore a non svolgere attività in concorrenza al termine del rapporto di lavoro, dovendo pertanto essere congrua e proporzionata rispetto al sacrificio imposto. L’importante è che il compenso dovuto sia determinabile in base a parametri oggettivi ed evidenziato a parte, in quanto viene considerato illegittimo quel patto che ricomprende genericamente il corrispettivo nella retribuzione spettante al lavoratore, senza ulteriori specificazioni. Il corrispettivo può essere erogato in corso di rapporto, una tantum ovvero in rate periodiche, oppure (soluzione preferibile, non solo per la maggiore convenienza economica di cui infra) dopo la cessazione del rapporto di lavoro, sempre una tantum ovvero in rate. Se si decide di anticipare il compenso

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in costanza di rapporto, questo inciderà sulla gestione operativa del cedolino paga e, soprattutto, sul costo del lavoro. Infatti, l’importo erogato mensilmente in costanza di rapporto comporta il suo inserimento tra gli imponibili, con conseguente versamento della contribuzione previdenziale Inps lavoratore e datore di lavoro (e Inail per il datore di lavoro) e assoggettamento per il lavoratore a tassazione ordinaria. Inoltre, il riconoscimento dell’importo con continuità e costanza comporta l’incidenza sulla retribuzione indiretta e differita del lavoratore. Per quanto riguarda il Tfr, l’ammontare del corrispettivo - sempre qualora erogato mensilmente - sarebbe da considerare ai fini della retribuzione utile per il calcolo del Tfr ai sensi dell’art. 2120 del codice civile. Viceversa, l’erogazione dal momento della cessazione del rapporto in avanti comporta che sia dovuta la sola contribuzione previdenziale Inps (lavoratore e datore di lavoro) e l’assoggettamento a tassazione separata per il lavoratore, senza alcuna altra incidenza a titolo di retribuzione indiretta, differita e Tfr.


SALES E MARKETING: NEMICI PER LA PELLE?

IL PRIMO TALK IN CUI SALES E MARKETING SI VOGLIONO BENE 9 FEBBRAIO, ORE 16.30 WEBINAR ISCRIVITI >

DA CHE MONDO È MONDO, TRA SALES E MARKETING È AMORE E ODIO. IN AZIENDA I DUE TEAM NON POSSONO FARE A MENO L’UNO DELL’ALTRO MA, A VOLTE, NON RIESCONO PROPRIO A COMUNICARE TRA LORO. LE VENDITE TENGONO IN PIEDI LA BARACCA, EPPURE RAGGIUNGONO RISULTATI DA PAURA SOLO QUANDO COLLABORANO COL MARKETING. COME FARE, ALLORA, PER OTTENERE L’ALCHIMIA PERFETTA? LA RISPOSTA È L’ABM: L’ACCOUNT BASED MARKETING. TE LO SPIEGHIAMO IN QUESTO WEBINAR. PARTNERS

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IM PRESSIONS W E B | S O C I A L M E D I A | T R E N D | T I P S &T R I C K S | V I R T UA L E | AT T UA L I TÀ

Lezione numero 1: facciamo marketing per le persone Vi sembra strano puntualizzare innanzitutto che si faccia marketing per le persone? Ok, questo è il vostro primo errore. Tutte le società, comprese le aziende, sono formate da persone in carne ed ossa, ciascuna con i propri interessi e i propri bisogni. Una strategia fondamentale del marketing è quindi proprio quella che si orienta verso le persone, anzi, la singola persona. Parliamo quindi di Account based marketing, che è il complesso di tecniche e strategie usate nel settore del business to business per conquistare l’attenzione e quindi far breccia in un elemento chiave di una realtà imprenditoriale. Si tratta quindi di una strategia altamente specializzata per intercettare una grossa realtà facendo leva su una persona chiave. Si punta quindi a creare relazioni dirette e reali tra persone in carne ed ossa, un contatto personalizzato, umano e lontano da quello freddo, istituzionale e impersonale che avviene nello scambio tra aziende. La personalizzazione diventa quindi un valore aggiunto, che deve essere curato e ottimizzato con molto tempo perché il rapporto non appaia come occasionale, ma affidabile, solido e duraturo. In sostanza si tratta di umanizzare profondamente il rapporto corporate, che solitamente viene trattato in modo distaccato e intercambiabile. Una strategia quindi a lungo termine, impegnativa ma che può portare a grandi risultati facilmente misurabili per ogni account in cui si investe tempo e risorse. Nulla di paragonabile all’apertura di un account business sui social network, all’impostazione di un percorso di vendita online o di lead generation. Tutto rimane su un piano personale e personalizzato, umano. E se ci pensate bene, un piano davvero rivoluzionario.

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IMPRESSIONS

COMUNICAZIONE Lo smarketing, prevedendo la condivisione di obiettivi comuni ma anche di spazi lavorativi fisici, favorisce l’efficienza comunicativa. Questo, a cascata, porta il marketing ad una maggiore comprensione della buyer persona, cosa che di norma è appannaggio solo del reparto commerciale. Questa maggiore conoscenza porterà a una maggiore visione d’insieme del processo e quindi alla generazione di lead qualitativamente validi.

SMARKETING, LA COLLABORAZIONE CHE NON C’ERA

RIDURRE I COSTI

Nelle aziende, i reparti di marketing e di vendite erano in passato separati, se non rivali. Oggi la condivisione di obiettivi e risultati da raggiungere è diventata essenziale, ed ecco l’importanza di uno smarketing efficiente, che allinea le forze del marketing e delle sales, la forza vendita appunto, nel comune obiettivo del fatturato dell’azienda, stimolando la collaborazione e condivisione delle informazioni su clienti e prospect. Secondo alcuni analisti, i conflitti che sorgono tra marketing e sales nascono per un linguaggio diverso adottato. Ad esempio, mentre il marketing osserva i dati di engagement, si interessa di Seo e impressions social, il settore vendite è interessato solo ai target mensili. Quali i punti di contatto per arrivare alla creazione di un armonico team smarketing allora? Innanzitutto trovare punti d’incontro, come una condivisa ed efficace piattaforma di gestione dei contatti clienti, quindi una efficiente gestione della trasformazione digitale in seno alle diverse attività aziendali per rispondere alle richieste di un mercato in costante trasformazione. Investire nello smarketing porta alle aziende svariati vantaggi, eccone quindi qualcuno in modo da poter pesare concretamente l’apporto di questa sinergia tra reparto vendite e marketing.

Con lo smarketing si vanno anche a ridurre alcuni costi, grazie a un modo di lavorare più efficace che porta all’esecuzione di processi più definiti e soluzioni di automation realizzati dai due dipartimenti. Anche il monitoraggio dei risultati diventa più efficiente e semplice: grazie a meeting più frequenti, infatti, i Kpi vengono comunicati e condivisi spesso, mentre prima invece non uscivano dai rispettivi settori.

MIGLIORE PERFORMANCE Il settore vendite godrà inoltre di migliore performance grazie ad una maggiore conoscenza del cliente e di ciò che le altre aree dell’azienda fanno per lui. In questo modo ci si potrà confrontare con il cliente in modo più informato e consapevole, prevedendone e anticipandone i bisogni e favorendo la customer retention. Infine lo smarketing migliora anche l’ambiente lavorativo, quindi l’efficacia e la produttività di ogni lavoratore, perché grazie all’allineamento di marketing e sales si riducono gli attriti tra colleghi, si guadagna una migliore comprensione reciproca che influisce positivamente sulle relazioni interpersonali.

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IMPRESSIONS

SALES

MARKETING

LA SECONDA VITA DELL’EMAIL NELL’ABM

ALLINEARSI PER PERSONALIZZARE Tenere a mente il cliente e personalizzare argomenti e iniziative è un ottimo inizio, ma non crediate che sia tutto qui, perché il viaggio del cliente nell’esperienza di acquisto è ancora lungo. Ricerche recenti dicono che nel B2B un cliente medio effettua circa 13 step di verifica prima di effettuare acquisti, ed il 70% di questi li fa direttamente col venditore. Ecco perché in questa fase non ci si può permettere alcun passo falso, e un’azienda non può rischiare di promuovere il proprio prodotto in maniera sbagliata semplicemente perché i suoi reparti vendite e marketing non lavorano sullo stesso piano. Ma facciamo un esempio di errore grossolano causato da una mancata collaborazione. Il marketing produce un annuncio digitale incentrato sull’economicità della tua soluzione. Il cliente ti contatta e l’addetto vendite lo aggancia spiegando le caratteristiche del prodotto, ma senza dare seguito al messaggio di convenienza con cui il cliente era stato agganciato. Questa disconnessione potrebbe sembrare stridente agli occhi del cliente ed allungare ulteriormente il processo di acquisto, se non mandarlo a monte.

Diciamocelo, ormai siamo tutti diventati esperti nel capire se un messaggio a noi indirizzato è stato veramente scritto per noi, oppure no. Un’email attentamente personalizzata secondo i canoni dell’Account based marketing verrà letta con interesse, a differenza di un’impersonale email di marketing che normalmente passa dalla posta in arrivo al cestino in tempi record, ammesso che superi il filtro anti spam. Quindi innanzitutto concentrati sulla verifica degli indirizzi, facendo attenzione a quelli non più attivi e tenendo sempre aggiornato l’indirizzario. Poi crea un titolo in oggetto convincente ed accattivante sin dalla prima lettura: che sia breve e si leghi all’idea della soluzione di un problema del cliente, non a una vendita. Personalizza il corpo dell’email con un incipit personalizzato, utilizzando il nome del cliente e aprendo le primissime righe con cose che conosci di lui, sui suoi problemi. Se hai già lavorato col cliente, questo è il momento di far riferimento a una transazione precedente o a un incontro del passato. Assicurati che graficamente sia piacevole per tutti i dispositivi, infine dai al cliente un motivo per contattarti, fornisci indicazioni chiare e semplici per completare la tua call to action.

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EASY NEWS

M U S I CA | T E AT R O | C I N E M A | C U C I N A | L I B R I | A R C H I T E T T U RA | V I AG G I | S O C I A L E

Roger Waters approda in Italia Lo storico leader e genio creativo dei Pink Floyd torna in Italia con il suo nuovo tour, This is not a drill. Sono sei le date tricolori, quattro a Milano tra il 27 marzo e il primo aprile, e due a Bologna il 28 e 29 aprile. La scaletta dello spettacolo presenterà 20 brani classici dei Pink Floyd e Roger Waters, tra cui: Us & Them, Comfortably numb, Wish you were here e Is this the life we really want?. Inoltre, Waters debutterà con alcune nuove canzoni tra cui The Bar.

Il ritorno dei Baustelle Nel 2023 ci sarà un grande ritorno, quello dei Baustelle. Il gruppo di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini ha annunciato una serie di concerti che rappresentano il ritorno sulle scene del gruppo dopo quattro anni di silenzio, e che dovrebbero preludere anche all’uscita di un nuovo disco. Tra le varie tappe del tour si segnalano ben tre concerti all’Estragon di Bologna il 5, 11 e 12 maggio.

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EASYNEWS

APP

BeReal Disponibilità: Apple Store, Google Play Tipologia: Social network Quanto siamo autentici sui social network, ve lo siete mai chiesto? Non completamente, come minimo, dobbiamo ammetterlo. Questo perché, com’è normale che sia, cerchiamo di dare l’immagine migliore di noi, mettendo in mostra brillantezza, bellezza, sagacia, esperienze… il tutto rigorosamente selezionato per suscitare ammirazione e un pizzico di invidia nei nostri contatti. Ma non ci siamo un po’ scocciati di queste dinamiche? Chi a questa domanda risponderà sì probabilmente troverà interessante BeReal, un’app che spariglia le carte dei social network. Sarà infatti l’applicazione a chiederti quando postare una foto, una volta al giorno e a un’ora sempre diversa. Se ne dovranno scattare due, una dalla fotocamera frontale e l’altra dalla posteriore, e si avrà due minuti di tempo per farlo. Ci sono tutti i presupposti per mostrarsi reali, più buffi magari, monotoni, meno solenni e artefatti, e chissà, magari proprio per questo più interessanti. Fine dei giochi per gli influencer, sta per tornare di moda l’autenticità. Forse.

PODCAST

Made It Piattaforma: Spotify, Apple Podcast, Podtail Durata media: 30 minuti Creato da Inès Makula e Camilla Scassellati Sforzolini, Made It è il racconto delle storie di quegli italiani che sono riusciti a portare e a far conoscere il made in Italy nel resto del mondo, creando qualcosa che ora è considerato all’estero una vera e propria eccellenza. Ma questo podcast non è solo narrazione, perché il valore aggiunto sta nelle tante interviste che arricchiscono ogni puntata, con Ceo e founders di startup che parlano della loro avventura imprenditoriale in prima persona. Gli argomenti trattati sono sempre legati al mondo dell’imprenditoria e delle startup, per discutere concretamente le strategie per ottenere finanziamenti, quelle di lancio, di crescita e di marketing dei vari business. Made It celebra il talento italiano nell’imprenditorialità, con un tono positivo e competente, per ispirare una nuova generazione di imprenditori e incuriosire quelli più navigati.

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EASYNEWS

SERIE TV

Mercoledì Netflix (1 stagione, 2022)

Tim, era la Mercoledì che ci meritavamo? Stavolta protesto. Se la famiglia Addams dovrà essere ricordata nel terzo millennio attraverso la serie tv Mercoledì di Tim Burton, faremo un grande torto al suo creatore Charles Addams. Premettiamo che la serie, prodotta da Netflix e pur cui si intravede già – ma non ancora ufficialmente – una seconda stagione, è stata un successo di pubblico fragoroso. La prima serie ha infatti scalzato il record di ore di visione registrato dalla quarta stagione di Strangers Things e si deve annoverare tra le serie tv più di successo degli ultimi anni. Ma è un successo meritato o è stato montato un po’ dalle aspettative, dal prestigioso nome di Tim Burton, dai trending topic sui social? Chi scrive pensa più alla seconda chiave di interpretazione, che alla prima. Purtroppo il Tim Burton gotico, sarcastico e imprevedibile – quello di Dark shadows, per esempio – qui cede il passo a quello che nella sostanza è un teen drama, con ambientazioni un po’ alla Harry Potter. Del resto, quello di Tim Burton è più uno specchietto per le allodole che un vero contributo alla realizzazione della serie, che è stata portata avanti dagli showrunner Alfred Gough e Miles Millar. Il personaggio di Mercoledì, iconicamente reso dalla pur brava e carismatica Jenna Ortega, rimane piatto e senza evoluzione, mentre i restanti elementi della famiglia rimangono sullo sfondo, a parte l’irresistibile Mano, unica vera perla della serie. Insomma, se avete voglia di vedere Mercoledì Addams in veste di giovane e infallibile indagatrice dell’occulto, accomodatevi pure. Chi fosse rimasto invece affezionato al vecchio sarcasmo macabro, inventivo e nonsense dell’originaria famiglia Addams (e del vero Tim Burton) potrebbe sentire il sapore di un’amara delusione, di un’occasione perduta, o il fastidio di un rimaneggiamento di troppo di un classico dell’umorismo americano che - Hai voglia di una botta di socialità? negli anni è già stato troppo - Mi piacciono le botte. La socialità non molto. rivisitato. Forse molto meglio ripassarsi per l’ennesima volta l’inarrivabile serie originale Wednesday Addams degli anni ‘60.

Leggiadria e misantropia

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MARIAELENA, 49 anni di cui 30 da volontaria. Turno preferito: lunedì notte, con gli amici di sempre. Se le chiedi di Croce Verde ti risponderà che è come una seconda famiglia

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Artista: Maneskin

I Maestri TDavid Bowie, The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, 1972 Il duca bianco ha ridefinito i confini e l’estetica del rock’n’roll tramite l’ambiguità, l’androginismo e tutto ciò che era provocazione e sperimentazione. Immenso, eterno, unico.

Titolo: Rush! Etichetta: Epic Records Sony Anno: 2023 Il fenomeno planetario Maneskin sta per aggiornare la propria discografia con la nuova fatica “Rush!”, un album audace e casinista, trionfo dell’estetica del rock ammiccante e maledetto anni ’80 con cui si identifica la band italiana. In uscita il 20 gennaio 2023, sarà un album di 17 tracce, la maggior parte delle quali in lingua inglese, a conferma della ormai consolidata dimensione internazionale che il gruppo romano si è conquistato a suon di hit radiofoniche e outfit provocanti. Liriche caustiche e riff irresistibili come nel singolo “MAMMAMIA”, ma anche ballate struggenti alla “The Loneliest”: un mix esplosivo che non deluderà i fan di tutto il mondo.

Sfacciati, eccessivi, inarrestabili

di Eddi

Cosa: Machine Gun Kelly e Blanco Dove: RCF Arena, Reggio Emilia

One More Fest, questo il nome dell’evento, si preannuncia uno degli appuntamenti più caldi dell’estate 2023. Gli headliner annunciati sono due pesi massimi: Machine Gun Kelly, eclettico artista americano sempre in cima alle classifiche, e Blanco, teen idol di tutta Italia. Il festival sarà il 23 giugno e l’RCF Arena è pronta ad esplodere grazie a un evento che sarà memorabile.

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LIVE

Quando: 23 Giugno 2023

Sulla Mappa Verdena, Endkadenz Vol.II, 2015 Se il rock italiano ha ragion d’essere, una parte del merito è da attribuire sicuramente alla band bergamasca. Il simbolo di una generazione che dall’undeground si è fatta strada sgomitando con chitarre distorte e parole che ti si piantano in testa. Sul Palco The Four Season, Beggin’, 1967 Non tutti sanno che Beggin’, uno dei brani più conosciuti e cantati dei Maneskin, è in realtà una fortunata cover dell’omonimo singolo dei Four Season, band poprock americana che dominava le classifiche tra gli anni ’60 e ’70.


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Insalata di finocchi e carciofi INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

• 6 carciofi • 3 finocchi • 80 g Parmigiano Reggiano • 2 limoni • semi di finocchio q.b. • olio extravergine d’oliva q.b. • sale q.b. • pepe q.b.

PANNA COTTA AL CIOCCOLATO BIANCO Fate sciogliere il cioccolato bianco con latte, panna e zucchero. Unite quindi i fogli di gelatina ammollati e ben strizzati e continuate a mescolare a fiamma dolce. Versate il composto nelle coppette e riponete in frigo per almeno 3/4 ore. Decorate con cioccolato fuso.

PREPARAZIONE Lavate i carciofi eliminando le punte e le foglie esterne più legnose; tagliateli in 4 spicchi ed eliminate la peluria interna, sfregateli con uno spicchio di limone e immergeteli in acqua fredda, acidulata con succo di limone. Pulite i finocchi, tagliateli a spicchi e raccoglieteli nell’acqua insieme ai carciofi. Scolateli e asciugateli bene, quindi tagliateli a fettine sottili. Trasferite le verdure in una ciotola e aggiungete il Parmigiano a scaglie. Preparate un’emulsione spremendo il succo di mezzo limone e qualche cucchiaio di olio, aggiungete un pizzico di sale e una macinata di pepe. Condite l’insalata di carciofi e finocchi con l’emulsione, aggiungete i semi di finocchio e mescolate per bene. Coprite e lasciate riposare per almeno una decina di minuti, quindi impiattate e servite.

CENA IN

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Involtini di sogliola al prosciutto crudo INGREDIENTI PER 16 INVOLTINI:

• 700 g sogliola • 100 g prosciutto crudo • 6 g aneto • 1 porro • scorza di limone q.b. • olio extravergine d’oliva 40 g • pepe rosa in grani q.b. • aglio 1 spicchio

BIANCO

PREPARAZIONE Per realizzare gli involtini tagliate a metà i filetti di sogliola e adagiateli su un tagliere (se avete acquistato una sogliola intera dovrete pulirla e sfilettarla). Salate e insaporite i filetti con la scorza di limone grattugiata e ciuffetti di aneto. Tagliate il prosciutto a fette sottili della misura dei filetti di sogliola e adagiateli sopra ciascun filetto. Avvolgete il filetto per creare un rotolino. Quindi lavate il porro eliminando le estremità e le foglie più esterne, eliminate il primo strato di foglie, prendetene una e utilizzatela per ricavare delle striscioline che utilizzerete per legare i rotolini tagliando il porro nel senso della lunghezza. Scaldate l’olio in una padella e fate rosolare l’aglio per pochi minuti, eliminate l’aglio con una pinza e adagiate nella pentola gli involtini. Coprite con il coperchio e cuocete per 10 minuti, poi aromatizzate con pepe rosa in grani e aneto tritato. Gli involtini di sogliola ora sono pronti per essere portati in tavola, ben caldi!

di Giulia Pellegrini

I CONSIGLI DEL SOMMELIER

Romagna Albana secco DOCG Dal colore giallo paglierino e con un profumo leggero. Al palato si sentono chiaramente le sue note floreali. Si percepiscono anche sentori di susine, frutta gialla, buccia di agrumi, acacia, miele, nocciole, fiori di pesco, fichi e fiori di ginestra. Il sapore è fresco e asciutto, caldo e armonioso. Il retrogusto è un po’ amarognolo ed emana note di minerali. I tannini sono vivaci e gli conferiscono una struttura e un sapore intenso. Proprio per questo si distingue bene dagli altri vini bianchi. La temperatura di servizio ideale è di 10°C e dovrebbe essere servito in calici a tulipano.

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ANTEPRIME OROSCOPO DI DICEMBRE

ARIETE

TORO

GEMELLI

Sappiate cogliere i segnali positivi che vi arriveranno, sarà un ottimo periodo per la crescita professionale, non fatevi trovare impreparati. Non tralasciate il divertimento e non abbandonate quegli hobbies che tanto amate: il tempo, se si vuole, si trova.

Andate incontro ad un periodo pieno di cambiamenti, in cui dovrete attingere a piene mani al vostro spirito di flessibilità. Molte decisioni vi arriveranno dall’alto: fate buon viso a cattivo gioco perché il pallino dell’iniziativa tornerà presto nelle vostre mani.

Siete in un momento in cui il vostro lato egocentrico domina in lungo e in largo. Non siete disposti alla collaborazione. Tenderete a mantenere un atteggiamento di chiusura agli altri per primeggiare. Attenti non è detto che da questo atteggiamento arrivino situazioni positive.

CANCRO

LEONE

VERGINE

La fatica si fa sentire. Il peso delle responsabilità vi accompagnerà in questo periodo complesso, in cui si sta accumulando molta stanchezza arretrata. Anche le conseguenze di una scelta sbagliata peseranno su di voi. Non arroccatevi e chiedete consigli.

Siete nervosi e suscettibili, è inutile negarlo. In questo momento sarà meglio per voi contare fino a cento prima di parlare o sbilanciarvi in giudizi. Potrebbero arrivare piacevoli sorprese, come influenti aiuti per la carriera: sarà un ottimo tonico anche per il vostro umore.

Fate che sia la pazienza la vostra migliore virtù in questo periodo. Avvertirete infatti forti invidie nel vostro ambiente di lavoro; qualcuno forse punta a mettervi in cattiva luce: dovrete far finta di nulla pur guardandovi attorno. Non esagerate negli sforzi fisici.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

Molto del vostro tempo dovrà essere impiegato a sbrogliare un’intricata matassa sul lavoro. Le vostre competenze e la vostra pazienza faranno andare tutto a buon fine, ottenendo lodi e anche qualche gratificazione più concreta. In questo periodo attenti alle allergie alimentari.

Andate incontro a un periodo di pressioni e situazioni stressanti, ma non sarà giusto scaricare il nervosismo su chi vi circonda, siano i colleghi o i vostri familiari. Cercate di non imporvi a tutti i costi e fate che le vostre azioni siano coerenti con quello che sostenete.

Desiderate raggiungere obiettivi ambiziosi e gratificanti, ma nulla casca dal cielo. Mantenete alta la concentrazione sugli obiettivi ed eliminate dalla vostra mente tutte quelle piccole e insignificanti cose che vi distraggono. Altrimenti dovrete accontentarvi.

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

Siete immersi in una specie di torpore che non vi fa vedere quanti stimoli da cogliere al volo aleggiano intorno a voi. Vi sentirete protagonisti di situazioni instabili e per questo vi sentirete continuamente sotto stress. Rilassatevi di più, o potrebbe risentirne il vostro corpo.

Desiderate da tempo un grosso cambiamento, ma forse proprio adesso scatterà il momento propizio perché si cominci a costruirlo mattone su mattone. L’ambiente professionale esigerà la presa di petto di alcune difficoltà che vi sbarrano il passo. Siate decisi.

Il vostro umore sarà ai minimi a causa di una decisione sbagliata sul lavoro che porterà con sé una serie di ripercussioni deludenti. L’unico modo per rimediare sarà di buttarsi a capofitto, impiegando completamente l’ingegno di cui siete generosamente dotati.

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Iscritta al ROC n. 9369 dal 18/02/02 autoriz. Tribunale di RE n. 944 del 10/03/1997, autorizz. P.I. RE n. 1402 Rivista associata all’Unione Stamp. Periodici Italiani

Imprenditori è pubblicata da Kaiti expansion Anno XXIII - Rivista trimestrale Chiuso in redazione: novembre 2022

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