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Juggling Magazine # 99 - june 2023

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DIEGO DRAGHI ph Giada Calamida

E diego oscar draghi

"Buonasera e benvenuti al Gran Gala della Giocoleria. Sono Diego Draghi e sono italo argentino: italiano da parte di mamma e argentino da parte di...un amico di mio padre..." Con questa introduzione mi presento, prima di presentare gli altri. È fondamentale creare un’empatia con il pubblico sin da subito. Come in uno spettacolo di teatro di strada, devi creare le condizioni ottimali per far 'godere' gli spettatori, creare "il cerchio" anche se ti trovi sotto chapiteau o in un teatro... Ma andiamo per parti, come diceva Jack lo Squartatore... Mi definisco un 'presentattore' perché solitamente faccio spettacoli anch'io. Quindi conosco alla perfezione quali sono i bisogni di chi sale su un palco, e cerco di accompagnarlo. Come artista ho iniziato con il Teatro di Figura, nel 1994 con il Teatro del Buratto di Milano e parallelamente ho scoperto il teatro di strada e la giocoleria. Lunghissimi pomeriggi trascorsi al Parco Sempione ad allenarmi, incontrando altri artisti con cui ho collaborato e condiviso palchi e Convention. Dai "Saltimbanchi doc" alla “Rassegna del Saltimbanco” in Cascina Torchiera, mi muovevo già allora sia come artista sia come presentatore. Credo di essermi avvicinato al ruolo di presentatore un po’ per caso. Mi è sempre piaciuto parlare in pubblico, raccontare brevi storie, o semplicemente raccontare una barzelletta. Ho cominciato semplicemente "presentando" ad un saggio. Leggevo i nomi degli allievi e

ph Pierre Feniello

PRESENTATORI SERVI DI SCENA

poco altro. Poi iniziai a interagire col pubblico, e dopo ancora a presentare qualche numero, in modo da "coprire il buco". Devi sempre ricordarti che non è "il tuo spettacolo" bensì un Cabaret di artisti e bisogna tener il ritmo della serata. Il presentatore deve essere uno showman a tutto tondo: recitare, ballare, cantare e, perché no... giocolare! Ma gli interventi devono rimanere brevi ed essere fatti con stile. Ho affinato la mia 'tecnica di presentazione' negli anni, con l'esperienza. Dagli Open Stage alle convention, vera palestra per chi vuole intraprendere l'attività come presentatore, ai vari 'saggi delle scuole di Circo', passando per la presentazione del coro dello Zecchino d'Oro a la Sagra della Zucca di Casatenovo. Tutto grano che va in cascina, tutte buone occasioni per provare battute, entrate e uscite, musiche e ritmi. Il mio grande maestro è stato il Mago Barnaba. Ha sempre una battuta pronta per ogni occasione e sa, con semplicità, come condurre una serata, perché anche lui stesso è un artista! Poi nel 2004, la grande occasione: presentare a Porano il Gran Gala della mitica Convention Italiana. Da lì in poi ho presentato ovunque! Devo molto anche a Davide Cattaneo, che ha creduto in me dall’inizio. Presentare i Galà la alla Convention di Giocoleria della Brianza, con una selezione dei migliori artisti/giocolieri in-

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ternazionali, davanti ad una platea infinita, è stata un’esperienza importante. Il "capitano-presentatore" deve conoscere in profondità l’equipaggio, e sono molto costruttive le riunioni prima degli spettacoli di tutto lo staff: artisti, tecnici e servi di scena. È importante per esempio partecipare alla costruzione della “scaletta”, sapere dagli artisti se vogliono essere presentati, o entrare 'a schiaffo'. Sapere come inizia il numero, e soprattutto, come finisce, per poter entrare al momento giusto e catalizzare gli applausi a chi è in scena. Durante la performance il presentatore, come un allenatore, deve poter stare 'a bordo campo', vedere bene l'esecuzione del numero, pur senza essere visto dal pubblico, ed intervenire prontamente, soprattutto in caso di intoppo tecnico. Per gestire il termometro della serata devi essere attento anche ai commenti del pubblico, ed essere pronto come un fulmine con una battuta. Non sempre il pubblico è "caldo" o "accogliente". Delle volte ci vuole molto tempo per far capire che l'unico modo di divertirsi è lasciar andare le emozioni che provocano i numeri. Con il pubblico del Gala della Brianzola (2 repliche in rapida successione, da 1200 spettatori ciascuna) si sentiva forte la differenza tra la prima, dove il pubblico formato prevalentemente da famiglie si divertiva, e la seconda, dove mi divertivo io con una platea per metà di giocolieri, che conoscevo quasi tutti! Quando infine l'imbarcazione approda al porto, il capitano è grato all'equipaggio: tutti insieme per l'inchino finale, musica, coriandoli e applausi; il giusto tesoro per una serata indimenticabile. Buio. Birretta. Chiacchiere tra amici. E si ricomincia!


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