ISABELLA ricardosmendes.com hsinghook.com
Tra le piacevoli sorprese della BIAC il film “Isabella”, diretto dal super molleggiato artista giocoliere portoghese Ricardo S. Mendes. Un film arguto, ironico, sentimentale sugli artisti e sugli oggetti di giocoleria con cui lavorano, che racconta la storia di Riccardo e della sua amata pallina "Isabella". “Vivono con noi, ci sostengono, ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi, eppure non siamo consapevoli della loro importanza. È tempo di una rivoluzione, loro hanno bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di loro".
intervista di A.R. a Yu-Lun Chiang e Ricardo S. Mendes
foto di Ricardo S. Mendes
YU-LUN
Mi piace da sempre il cinema e nel 2016 ho deciso di studiare per due anni tecniche di ripresa e di montaggio video. Avevo già realizzato un video di 8 minuti per un progetto a Toulouse e così quando Yu-Lun mi ha contattato nel 2020, decidemmo di realizzarne una versione lunga.
Da anni collaboravano in Hong Kong con il centro culturale Tai Kwun, che organizza anche una stagione di circo, per la quale fornivamo artisti. Durante la pandemia non era possibile far viaggiare o far esibire gli artisti e nella mia agenzia Hsingho Co abbiamo riflettuto su come mantenere viva la collaborazione con i programmatori. Fui allora ispirata da alcune produzioni video fatte da Archaos e proposi di realizzare un video con i nostri artisti, seguendo la produzione da remoto. Ho quindi chiesto a Riccardo nel 2020 se voleva essere coinvolto, insieme ad altri artisti che suggerivamo. In scena quindi insieme a Ricardo compaiono Patrick Pun (diabolo, Hong Kong), Chien Hung Shu (cigar box,Taiwan), con Juri Bisegna nelle vesti di un improbabile conduttore televisivo. Il video è stato girato così in diverse location sparse nel mondo, con tutte le difficoltà legate alle continue variazioni sulle restrizioni della libertà di movimento che la pandemia generava. È la prima volta che lavoro ad un progetto internazionale di questo genere, coprodotto da Tai Kwun, Centre for Heritage and Arts (Hong Kong), e Hsingho Co. (Taiwan). Ero molto nervosa, ma alla fine è andata bene e devo ringraziare tutti coloro che mi hanno dato questa opportunità.
RICARDO
Non so perché, ma mi è sempre piaciuto fin da bambino giocare animando oggetti strani, come una scarpa, un toaster, o altro che incontravo in casa. Così, quando ho cominciato a giocolare, l'idea di dialogare con gli attrezzi mi venne naturale. Tra i tanti attrezzi di giocoleria ho preferito le palline, probabilmente perché da ragazzo ho fatto tanti sport con palloni e mi ci sono trovato subito bene, senza grosse motivazioni per cambiare. Cominciai a pensare alle palline come persone, ad avere una relazione speciale con loro, e durante le esibizioni sul palco mi venivano tante idee su questa personalizzazione. Non mi piace essere sul palco da solo e mi piace pensare che gli oggetti dividano con me l'esibizione. È anche
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la ragione perchè giocolo con 1 o 3 palline, massimo con 5. Avere a che fare con un grande numero di oggetti non mi permetterebbe di creare una relazione speciale con ognuno di loro. Da giocoliere professionista trascorri più tempo con gli oggetti che con i tuoi cari, e le persone non capiscono perchè tu lo faccia. Sei solo con loro, ma pensi di non esserlo, e in qualche modo sembri un tipo strano agli occhi di tutti. Sono tutte considerazioni che mi hanno fornito spunti per il finale del video, del quale ho curato anche l’intero editing.
Il video ha delle caratteristiche ovviamente diverse dallo spettacolo dal vivo. È come uno show, dove puoi parlare al pubblico prima o dopo, ma nel quale non puoi cambiare niente quando è in onda. Puoi solo lasciare che scorra fino alla fine e vedere che effetto avrà sul pubblico. Invece quando sei in scena dal vivo puoi decidere di cambiare qualcosa last minute, anche in base alle reazioni del pubblico. Sono due feeling molto diversi tra di loro. Terminato l’editing del video, nel gennaio 2021, ho compreso che il tema della relazione con gli oggetti si potrebbe approfondire e sviluppare ancora di più. Questo mi fa desiderare di continuare questo genere di produzioni video, imparare ancora e raggiungere un livello di qualità più alto. E anche portare più video in scena, che è una delle tendenze attuali.
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