ph Regash / Alaa Abdallah
PALESTINIAN CIRCUS SCHOOL palcircus.ps/en/ palcircus.ps/en/sarab-2024/ altrocirco.it intervista di Ilaria Bessone
COME VORRESTI PRESENTARTI? Sono Marah Natsheh, originaria di Hebron in Palestina, vivo a Ramallah. Ho conseguito una laurea in marketing presso l'Università di Birzeit. Il mio viaggio con PCS è iniziato nel 2007, come allieva. Il circo era diverso da qualsiasi altra cosa avessi sperimentato, e particolarmente eccitante perché era una novità per la Palestina a quel tempo. Mi sono specializzata in acrobatica, acroportè e trapezio e ho fatto parte di uno dei primi spettacoli di PCS, Circus Behind the Wall, che è stato in tournée in diversi paesi europei per alcuni anni. Partecipando a quella tournée ho sentito un profondo senso di responsabilità e di orgoglio, ho potuto condividere la storia della Palestina e fare luce sulla vita dei palestinesi. Dopo anni di formazione, nel 2017 sono diventata formatrice e artista a tempo pieno, per poi assumere ruoli nella parte amministrativa. Oggi sono coordinatrice dei programmi sociali e lavoro a stretto contatto con bambinə disabili e giovani donne provenienti da aree svantaggiate, utilizzando l'arte circense come strumento di empowerment, creatività e connessione. Questo viaggio mi ha cambiato la vita e mi sento incredibilmente privilegiata nel condividere la magia del circo con altre persone, soprattutto con coloro che hanno meno opportunità. È un ruolo che mi sta molto a cuore, sia come artista che come persona appassionata al “fare la differenza”.
QUAL È LA SITUAZIONE ATTUALE ALLA PCS? PCS ritiene il circo un modo potente per liberare le emozioni e creare momenti di sollievo e sicurezza, offrendo la possibilità di mettere da parte la negatività, anche se solo per un momento. Qui in Palestina viviamo una situazione di incertezza e instabilità, ma siamo determinatə ad andare avanti per le comunità che contano su di noi. Conduciamo lezioni settimanali per bambinə dai 5 anni, per giovani artistə e programmi sociali per bambinə disabili e giovani donne provenienti da aree svantaggiate. Stiamo anche investendo nei nostri insegnanti attraverso sessioni di formazione. Quasi tutte le attività si svolgono presso la sede del PCS a Birzeit. Abbiamo anche un programma di sensibilizzazione che porta il circo in luoghi come Gerusalemme, Tulkarem e Jenin. È molto impegnativo, soprattutto quando dobbiamo fermarci a causa delle continue invasioni israeliane nel campo di Ein Shams a Tulkarem e nel campo di Jenin. Nonostante queste interruzioni, torniamo appena possibile, ancora e ancora, per continuare a creare uno spazio sicuro e di sostegno per l'espressione e la crescita. Abbiamo anche lo spettacolo “Sarab”, una delle ultime produzioni di PCS, in tournée in Italia, Francia e Belgio. Uno spettacolo di circo teatrale che fa luce JUGGLINGMAGAZINE.IT
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sulla situazione globale delle persone rifugiate e sfollate, esplorando la loro sofferenza e la loro resilienza attraverso il linguaggio del circo.
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Marah Natshe lavora per la Palestinian Circus School (PCS) e frequenta il programma di formazione CTF8 di Caravan Circus Network. La sua storia e le sue riflessioni arrivano alle orecchie della comunità di circo in Italia in un momento storico in cui anche nella West Bank vengono continuamente distrutti quartieri e comunità*.
COME OPERA LA PCS E CON QUALE IMPATTO? L'obiettivo principale di PCS è portare la gioia delle arti circensi alla gente in Palestina, per dare a bambinə e giovani la possibilità di sperimentare, imparare, scoprire se stessə e la comunità, e diventare artistə circensi. L'impatto è potente. Praticando il circo, lə giovani acquisiscono sicurezza, fiducia, resilienza e lavoro di squadra. Trovano un luogo sicuro, divertente, creativo per entrare in contatto con le altre persoPROGETTOQUINTAPARETE.IT