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Juggling Magazine # 105 - december 2024

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OMBRE CINESI

L’arte di creare ombre con le mani, detta “ombromanie” o “cinema in silhouette”, o ancora nel mondo anglosassone “shadowgraphy”, è profondamente connessa con la storia dell’illusionismo. Fu infatti resa popolare nel XIX secolo dall'intrattenitore francese Félicien Trewey che realizzava sagome di personaggi famosi dell’epoca, di personaggi della letteratura come Robinson Crusoe, e inventava le figure classiche degli animali come l’uccello, l’elefante e il gatto. Trewey era mimo, prestigiatore, attore comico, artista circense e poliedrico che lavorò in teatro con George Méliès e recitò in molti film dei fratelli Lumière. Dopo la sua morte nel 1920 venne pubblicato il testo “The Art of Shadowgraphy: How it is Done”. Era molto interessato alle ombre cinesi, un’arte teatrale antica nata in estremo oriente, più simile però al teatro di marionette, in cui gli attori manovrano delle figure le cui ombre vengono proiettate su uno schermo bianco. Ancora oggi con l’espressione “ombre cinesi” si indicano, in generale, tutte le ombre che vengono proiettate attraverso l'uso di ritagli di carta o cartoncini o anche delle mani. Per un periodo Trewey si unisce all’illusionista Alexander Herrmann, che da lui apprende questa forma d’arte, tramandandola successivamente ad altri illusionisti che la inseriscono nei loro spettacoli. Uno tra tutti, David Tobias Bamberg, la trasmette al figlio Okito (Tobias Leendert Bamberg), che a sua volta la trasmette a suo figlio Fu Manchu (David Theodore Bamberg) che a sua volta la trasferisce a un suo assistente, Marcelo Contento, diventato poi famoso in tutto il mondo. Altri maghi famosi che hanno utilizzato le ombre delle mani sono David Devant, Edward Victor e il duo Holden e Graham.

MATTEO FRAZIANO

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Matteo Fraziano, giovanissimo illusionista e shadow artist, con il suo numero di shadowgraphy, dopo essere arrivato in semifinale a Britain’s Got Talent, esibendosi nel celebre Teatro Palladium di Londra, ha vinto l’XI edizione del talent Tú sí que vales e conquistato un Argento e il Premio della Critica alla III edizione dell’Italian Circus Talent Festival a Latina. I miei genitori e la mia famiglia mi hanno sempre nutrito di stimoli artistici e la primissima arte a cui mi sono avvicinato è stata la musica. Non ho conseguito il diploma di pianoforte, però quell'imprinting, quel metodo di studio è stato fondamentale per studiare e progredire nella mia passione parallela, l’illusionismo. Fin da piccolo un mio zio eseguiva ogni estate per noi lo stesso gioco, un matrix per la precisione, un effetto in cui delle palline, nascoste da 4 carte da gioco, viaggiano magicamente da una parte all’altra. Intorno ai dodici anni inizio da autodidatta a studiare questo gioco e, grazie ai tutorial su youtube prima e ai libri dopo, inizia il mio percorso di formazione magica. Negli anni del liceo inizio a fare i primi spettacoli, ma il momento di svolta arriva nel 2020, quando mi viene chiesto di presentare Supermagic, uno degli spettacoli di illusionismo più importanti a livello europeo. JUGGLINGMAGAZINE.IT

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Dopo la tragica parentesi dovuta alla pandemia sono andato a vedere per la prima volta dal vivo Arturo Brachetti. Nel suo spettacolo Solo, nonostante il trasformismo la faccia da padrone, Brachetti inserisce sempre un numero di ombre cinesi, un’arte che ha studiato e padroneggia da anni. È stato infatti uno dei primi in Italia a portarla sui palcoscenici e sul grande schermo, oltre a scrivere un libro dedicato a questa arte. Nelle settimane successive, ripensato al numero e alle potenzialità delle ombre, ritrovo il suo libro proprio nella mia libreria. Me lo avevano regalato i miei genitori molti anni prima, un vero e proprio segno del destino! Da lì inizia il mio percorso nel mondo delle ombre, sempre da autodidatta, ma forte del metodo e delle conoscenze acquisite attraverso la musica e la magia. Provo e riprovo le prime figure e scopro un panorama vastissimo di artisti d’ombre a cui ispirarmi. Tra questi, oltre a Brachetti, devo citare gli italiani Carlo Truzzi e Antonio Versini, insieme a Bob Stromberg, Raymond Crowe, Drew Colby, Shadow Ace, Sonny Fontana, Prasanna Rao. Affascinato dalla storia di questa arte scopro che le ombre cinesi esistono da quando esiste il sole, da quando esiste l'uomo e da quando esiste una superficie bianca su PROGETTOQUINTAPARETE.IT


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