Il Giro d’Italia di Circo El Grito di Carlo Bruni
che si tratti di un cultore della materia. “Devo mettere la testa proprio dentro a quello scatolone?” “Sì signore – gli risponde l’artista – ma non è uno scatolone, è un Veroscopio!” “E i giocolieri? I giocolieri?” Incalza il signore. “Li vedrà, li vedrà, non si preoccupi, vedrà che ci sarà di che divertirsi”. trebbe risultare riduttivo in questo Circo El Grito, dove il trapezio è un letto che vola, in scena può capitarti d’incontrare uno degli anonimi scrittori del collettivo Wu Ming e se chiudi gli occhi per un momento, ti trovi faccia a faccia con una luna gigante che, al posto del Titanic, illumina una stanzetta azzurra Divertirsi, certo, ma anche stupirsi di quanto in questa parola “circo” possano convivere felicemente tante cose diverse e soprattutto un’umanità così speciale, anacronistica, che cammina banana o s’inerpica in cima a una fune, per raccontarci la fragilità del mondo e mai come in questo momento, aiutarci a recuperare quello stupore indispensabiNo, non si tratta di solo intrattenimento. Milano, Venezia, San Severino Marche, Lecce, Roma, per dire il dicembre di questo stabile d’innovazione circense, è ed è stato impegnato in una specie di giro d’Italia in trenta giorni. Si corre e si è corso.
A condurlo su due strade distinguibili per direzione artistica e indole personale, sono l’uruguaiana Fabiana Ruiz Diaz e il romano Giacomo Costantini. Storie curiose le loro, che hanno abitato, formandosi, la grande tradizione circense e se ne sono distaccate senza snobbarla e nemmeno rinunciare a una ricerca che la rinnovasse, incrociando il teatro, la danza, la musica, ma anche la letteratura e le arti visive. Obiettivo? Tradurla, traghettarla questa tradizione, proprio per non tradirla, per farla riemergere dalle periferie cui colpevolmente era stata relegata, riportandola nel centro delle città, con un piccolo tendone magari e se necessario anche fuori dalla pista, nei teatri. Cosicché, per l’appunto, lui, solco di Houdini con L’Uomo Calamita, sul palcoscenico milanese del Teatro Fontana (a novembre e poi sullo stesso palco a dicembre con Cronache Circensi); mentre lei, acrobaticamente il carattere dei colori quando hanno a che fare con l’amore, sotto lo chapiteau piantato a Venezia, fra le casematte del Forte Marghera (a inizi dicembre). Intanto, nello splendido “Feronia”, ottocentesco teatro comunale di San Severino Marche, ormai casa del gruppo, erano approdati gli amici del MagdaClan, ospiti della rassegna curata dai due, perché appunto, l’obiettivo non è quello di crescere al singolare, ma di spingere avanti un mondo: una folla di artisti giovani e sorprendenti, che vanno conquistando il pubblico, quello vero, così raro
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nelle assonnate platee italiane. Si corre e si è corso, e dalla laguna ora si scenLecce, per inaugurare Kids, un festival dedicato alle nuove generazioni. In scena è ancora lei, Fabiana Ruiz Diaz e la fantasmagorica Luz de Luna (28 e 29 dicembre). Si corre e si è corso, intanto già il 27 con la complicità di Fondazione Musica per Roma, si rinnova OPS!, facendo diventare un appuntamento ricorrente, una grande festa del Circo Contemporaneo, che ha associato il palcoscenico del Teatro Vascello alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, per sviluppare un cartellone in cui convivono: il debutto nazionale di Flora, della compagnia Duo Kaos diretta in quest’occasione da Giacomo Costantini, al Teatro Vascello dal 27 al 29 dicembre; l’ospitalità dei clown del Teatro Necessario, all’Auditorium il 28 e il 29; l’acclamato ritorno di Luz De Luna, ancora al Vascello dal 2 al 6 gennaio; e contemporaneamente, all’Auditorium, un Galà Internazionale, impegnato nel comporre una piccola antologia circense, con artisti di calibro internazionale e sorprendente oggi rispondere alla domanda: se dico Circo a cosa pensi?
Online: https://www.sic-elgrito.com
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