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Juggling Magazine # 105 - december 2024

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Art'n'Money PRODUZIONE ARTISTICA E SPERIMENTAZIONE COOPERATIVA di Federico Toso La cooperazione è una moneta ad alta probabilità. Puoi tirare a sorte e cascare nel territorio del noto o puoi liberare l’immaginazione e orientare l’azzardo verso opportunità sempre nuove. Nella prima faccia è stampato il profilo del fatturificio. In tutte le altre, che sono tante quante ne puoi immaginare, c’è il territorio del vero cooperativismo possibile. Il nuovo spettacolo di Tarinii Ferrari, Rêverie, presentato a novembre allo Spazio Polaresco di Bergamo, nasce anche dalla scommessa di reinventare (o più precisamente concretizzare) l’esplorazione di un nuovo territorio di applicazione del modello cooperativo all'ambito professionale atipico dei suoi artisti. La produzione artistica Affrontare la questione della produzione e coproduzione di opere performative, nel contesto contemporaneo italiano, è un viaggio complesso, affascinante e disseminato di sfide. E a maggior ragione lo è per le arti del circo e dello spettacolo di strada, due settori che si trovano a dialogare con dinamiche di mercato e contesti di allestimento che richiedono competenze differenti, stratificate e a forte adattabilità, mentre gli strumenti legislativi, a cui la riforma del codice dello spettacolo doveva mettere mano, restano impantanati nelle more del gossip e delle proroghe consecutive. Resta così, almeno per i prossimi tre anni, lo status quo di un fondo nazionale ancorato a logiche sorpassate e inadatto a rilanciare pienamente la sfida, anche competitiva, di cui i settori delle outdoor art e del circo hanno bisogno. La produzione di nuove opere in questo ambito è ancora legata, in larga misura, alla passione e alle possibilità offerte dalla trincea creativa degli artisti, che si fanno carico di colmare queste lacune

con una buona e determinante dose di cazzimma. Resistere e reinventarsi Ci sono realtà virtuose di compagnie, festival, residenze artistiche e operatori capaci che riescono a sostenere progetti di grande valore, dando vita a coproduzioni solide e a reti internazionali di collaborazione. Queste esperienze tuttavia rimangono legate a soggetti spesso già fortemente strutturati. Per tutti gli altri, piccole compagnie e singoli artisti, uscire dalla mentalità garagista della produzione è impresa quasi impossibile. Manca per questo un anello della catena, quello degli operatori espressamente formati alla produzione, distribuzione e promozione di opere artistiche. È fondamentale continuare a sostenere l’evoluzione di un sistema in cui il circo e lo spettacolo di strada non vengano marginalizzati come mera espressione di tradizione popolare, ma come linguaggi fondamentali per la cultura contemporanea. Le politiche e gli investimenti dovrebbero occuparsi di questa vulnerabilità, garantendo le risorse necessarie per sostenere un sistema produttivo in cui tutta la filiera, compresi i corpi organizzativi intermedi, possano esprimere appieno il proprio ruolo. Questo obiettivo sarà raggiungibile solo promuovendo un’infrastruttura organica che accompagni le opere artistiche dalla genesi dell'idea fino all’affermazione nei circuiti nazionali e internazionali.

budget individuale con una proposta artistica più ambiziosa, risolvendo il quesito dentro un sistema cooperativo che “non nasce per” e “non potrebbe” produrre spettacoli? La risposta sta nelle maglie della rete ed è la rete. Una vera cooperativa deve essere questa rete palpabile dentro cui condividere competenze e reciproche follie. Quasi un trampolino elastico capace di raccogliere il rimbalzo dell’idea e darle slancio per farne realtà. Lo spettacolo di Tarinii, che incontra finalmente il suo pubblico e che è nato da un azzardo di proposte e rilanci reciproci, visto da questo lato rappresenta dunque una piccola porta aperta e un innovativo spunto di metodo per lo sviluppo di un’esigenza produttiva. Esigenza per la quale diviene possibile compilare il budget di produzione (alfabeto e pratica che permangono ancora ostici per gli artisti) con voci che non siano più solo fatte di moneta sonante, ma che sono valore di strategie, scambi, opportunità, tempo, appuntamenti, contatti, spazi e apertura di nuove reti. Da questa prospettiva Rêverie diventa un trampolino per rilanciare la puntata sul tavolo da gioco. Per l’artista sarà un nuovo spettacolo in repertorio. Per la cooperativa un metodo per coltivare i valori e le pratiche che del cooperativismo dovrebbero essere sempre espressione. Nell'immagine: Revèrie, di Tarinii Ferrari

L'economia di scala delle competenze Revèrie, oltre a volersi fare spettacolo, ha rappresentato dunque un tentativo di offrire una risposta alla solitudine dell'artista, instradando il processo produttivo dentro il territorio cooperativo. La scommessa è stata questa: come possiamo rendere compatibile il low

27 JUGGLINGMAGAZINE

NUMERO105DICEMBRE20 24

Photo credits: Giampietro Lava Coproduzione: Doc Live & OCA Doc

DOC Servizi - Cooperativa di spettacolo


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