ph Camilla Poli
PAGLIACCE FESTIVAL 2024 la risata non ha genere Dal ‘500 in Italia le donne hanno iniziato a prendersi lo spazio scenico in campo teatrale e collettivo. Dall’antica Grecia alla Commedia dell’ Arte infatti i personaggi femminili in teatro erano impersonati da uomini vestiti da donne. Attraverso la Commedia il cosiddetto “clown” moderno ha iniziato a prendere forma, esplorare linguaggi e non ultimo, ad appropriarsi di nuovi spazi, urbani e pubblici come le strade e le piazze. A quelle prime attrici donne dobbiamo molto. Esse sono la testimonianza di una forma di resistenza che ancora oggi opera, allora contro le leggi teologiche dell’epoca, oggi contro un retaggio culturale ancora intriso di stereotipi di genere. Anche il mondo del circo moderno, dalla sua nascita alla fine del ‘700, vede la presenza femminile come rilevante sebbene limitata a pochi esempi: Amelia Butler, M.lle Emille, M.lle Silvia Christof e Ada Isaacs furono il fiore all'occhiello d'Europa e oltreoceano per oltre un decennio. Una delle più discusse donne clown dell’epoca fu Evetta Matthews, “The lady clown”. Famosa e era della sua posizione di donna-lavoratrice, divenne icona di indipendenza femminile grazie a questa frase : “Credo che una donna possa fare per vivere tutto ciò che può fare un uomo, e farlo altrettanto bene. Tutta la mia gente ha riso di me quando ho detto loro che sarei salita sul ring come clown. Ma ora non ridono più, quando vedono che posso mantenere un impegno per tutto il tempo e guadagnare quanto o più di loro in altri rami del business”.
Parlare di clown e parità di genere ci sembra quindi doveroso, per proseguire la storia delle donne clown. Alla luce di queste rilessioni, abbiamo disegnato il Pagliacce Festival 2024. La terza edizione è stata caratterizzata da una serie di novità che l’hanno resa speciale e complessa. Abbiamo moltiplicato le attività collaterali che affiancano la programmazione, attivando: una bacheca di parità di genere per raccogliere idee, rilessioni ed esperienze da parte del pubblico; la traduzione in lingua Lis di uno spettacolo in programma; i laboratori di clown e parità di genere per bambin@; il coinvolgimento di programmatori/ici nazionali e internazionali (da Barcellona, Zagabria, Innsbruck); il babysitting gratuito durante gli spettacoli per artist@ e per il pubblico. Le artiste in programma e il folto team di volontari@ (53 quest’anno!), hanno dimostrato una generosità e un coinvolgimento al progetto che va ben oltre la performance sul palco o l’aiuto logistico. In scena: Gardi Hutter e Hilary Chaplain (vere e proprie madrine del festival presenti dalla prima edizione!), Pepa Plana, Colette Gomette, Las Bobas, Maite Guevara, Emanuela Belmonte, Valentina Musolino, Federica Buzzi, Lidia Ferrari, Selvaggia Mezzapesa, Montserrat Ventura, Le Radiose, Giorgia Goldini.
orizzonti della clownerie contemporanea; lo spazio Bunker, che ha accolto nuovamente il tendone; OFFTOPIC\Spazio Edisu, che ha ospitato la domenica le attività dedicate alle famiglie del quartiere. Fonte d’ ispirazione sono le collaborazioni con Maria Vittoria Vittori, autrice del libro “La rivoluzione in pista” ed Annalisa Bonvicini, che è stata in Italia una tra le prime a svolgere il ruolo di project manager di compagnia di circo contemporaneo (MagdaClan). Insomma la comunità delle donne clown in Italia, si sta evolvendo ed espandendo, in termini di quantità e di qualità di relazioni. In questo momento dell’anno, sfioriamo l’utopia con le dita per tracciare traiettorie possibili per il nostro orizzonte, con una domanda che funge da motore e da timone: come le donne clown possono essere strumento di cambiamento e ispirazione culturale? Presto nuovi aggiornamenti, le Pagliacce stanno progettando…
Grafica e contenuti di:
Preziose le collaborazioni con gli spazi partner del festival: la scuola Flic che, al secondo anno di collaborazione, si rivela un alleato per coinvolgere le nuove generazioni e implementare la rilessione sugli JUGGLINGMAGAZINE.IT
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