DI GUERRA DIFFUSA A DIVERSE LATITUDINI, CON L’ITALIA E L’EUROPA FORTEMENTE COINVOLTE, LE DIREZIONI ARTISTICHE DEI MAGGIORI FESTIVAL DEVONO OPERARE SCELTE DIFFICILI. CHIEDIAMO A DUE DIRETTORI ARTISTICI ITALIANI DI GRANDE ESPERIENZA IL LORO PUNTO DI VISTA.
ANTONIO GIAROLA Artem Sherstobitov - Russia ph Gaby Merz
FONDATORE E DIRETTORE ARTISTICO DELL’INTERNATIONAL SALIERI CIRCUS AWARD saliericircus.it foto di Gaby Merz
cune proposte davvero molto interessanti. L’anno successivo abbiamo invece ottenuto il nullaosta da parte del Ministero della Cultura ad ospitare anche cittadini di nazionalità russa e ci siamo attivati immediatamente per normalizzare la selezione degli artisti e gli inviti ai membri di giuria. Le nostre scelte sono dettate dalla convinzione che l’arte (e soprattutto l’arte circense), sia un linguaggio universale che unisce, permettendo a persone di diverse nazionalità di condividere in armonia lo stesso palco senza alcuna discriminazione. Troppo ingenui? Forse sì, dal momento che nell’edizione di quest’anno un’artista ucraina, arrivata sul palco per esibirsi, si è resa protagonista di un atto di protesta, ammantata da una bandiera ucraina e dichiarando di non volersi esibire davanti a un membro della giuria di nazionalità russa, Maxim Nikulin, direttore generale del circo stabile Nikulin a Mosca, colpevole secondo lei di appoggiare le politiche aggressive di Putin. Quando succedono cose di questo genere si è presi da un senso di impotenza, perché non si è in grado di giudicare persone coinvolte direttamente o indirettamente in un conflitto che sta causando morte e disperazione a migliaia di famiglie. Eppure, a seguito di questo episodio, che ha avuto una vasta eco sulla stampa nazionale ed internazionale, abbiamo scelto di diffondere comunicati con un messaggio di unità e di pace attraverso la bellezza dei numeri circensi di artisti provenienti da tutto il mondo, esibendosi assieme e alimentando il dialogo, vera arma di pace in rapporto ai conflitti.
11 JUGGLINGMAGAZINE
NUMERO105DICEMBRE20 24
Oggettivamente non possiamo sapere cosa accadrà in futuro ma certamente, in relazione al festival, siamo fermi nella nostra posizione di non voler discriminare nessuna persona e nessun artista in rapporto alla sua nazionalità. Ci piace pensare che il nostro festival, caratterizzato da musica d’Arte eseguita da un’orchestra sinfonica, possa diventare anche un laboratorio per molti creativi che si occupano di arte circense dal punto di vista coreografico e registico.
Duo ICE - Ukraina ph Gaby Merz
Mi occupo di arti circensi sin dal 1984, con la prima creazione in Italia di circo-teatro. Nei primi anni ’90 ho diretto il festival “Città di Verona”, due edizioni degli artisti di strada al Carnevale di Venezia, per poi curare la direzione artistica del “Festival Città di Latina” per oltre dieci anni. Da regista ho diretto spettacoli circensi ed equestri in Cina, Russia e vari paesi europei e sono stato consulente del Ringling Barnum & Bailey e di Holiday on Ice. Posso dire che la dimensione internazionale ha sempre caratterizzato il mio lavoro. Sin dalla sua nascita nel 2021, l’International Salieri Circus Award ha cercato di declinare le sue fattezze di festival circense competitivo in modo diverso, ponendosi come progetto artistico teso a dare nuova linfa vitale alle arti circensi in un contesto di crisi generalizzata. All’inizio confrontandosi con la crisi pandemica e successivamente con la guerra in corso nel territorio ucraino-russo, due Paesi che rivestono un’importanza fondamentale nelle arti circensi. Un contesto internazionale, per niente semplice, con un alto rischio di mettere in crisi consolidati rapporti trentennali di collaborazione. Ulteriori difficoltà sono sorte, specialmente negli ultimi due anni, nell’ottenere i visti per gli artisti, o anche nell’invitare membri di giuria di altissimo livello, le cui nazionalità risultavano coinvolte nei conflitti in atto. Nel dettaglio questo ha comportato l’assenza nell’edizione 2022 di artisti di nazionalità russa. L’inizio della guerra coincideva con l’avvio del casting e, in un momento così concitato, abbiamo preferito essere cauti, nonostante al-
Anzi, seppur lentamente questo è uno degli aspetti che ci sta più a cuore. Vogliamo poter offrire al pubblico sempre il miglior spettacolo possibile, completo in tutte le sue sfaccettature, che possa rimarcare la potenza dell’arte come strumento di dialogo. Il circo, con la sua “drammaturgia dell’immaginario” unica nel suo genere, è davvero un grande motore poetico, capace di aprire le porte di una città di 25.000 abitanti alla comunità internazionale e in segno di pace.