DIANA SALLES
@ATOLL
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DELUSIONAL - I KILLED A MAN dianasalles.com
IL CIRCO Nello spettacolo, recito, canto, ma alla fine sono un'artista circense. E quindi il modo in cui creo il mio linguaggio, o il modo in cui riesco a comprendere e tradurre i miei pensieri, energie, è un modo circense. Il che significa che è molto crudo a volte. E sento che l'anima, anche se lo spettacolo abbraccia molte forme d'arte diverse, è molto quella del circo contemporaneo. Ma il circo, il modo in cui il circo è creato, va oltre l’abilità stessa, va oltre i momenti di aerea o le acrobazie. È diverso creare uno spettacolo di circo multidisciplinare che non creare un teatro fisico con un tocco di circo. Per questo Delusional è decisamente uno spettacolo di circo che assume forme diverse, multiforme e multidisciplinare.
in conversazione con Firenza Guidi al Berlin Circus Festival L’INCONTRO
Diana Salles, nasce a San Paolo, Brasile nel 1996 e intraprende il suo viaggio unendosi alla Escola de Circo e Artes Culturais, dove scopre un profondo amore per il circo contemporaneo. Nel 2015 è alla Scuola Superiore delle Arti Circensi (ESAC) dove si specializza nei tessuti. Terminata la formazione vince premi prestigiosi con la performance "Genèse", come al Festival Mondial du Cirque de Demain di Parigi e al Festival del Circo Iberoamericano (FIRCO). La filosofia di Diana è radicata nel potere della connessione e nella natura trasformativa del palco. Crede che il circo possa unire le persone e creare momenti indimenticabili, ma anche fungere da conduttore di questioni sociali. Nel 2023, Diana ha prodotto ed è stata coautrice del suo spettacolo personale d'esordio “DELUSIONAL - I killed a Man'', con la regia di Firenza Guidi. Nel 2024 è in tournée con la Welsh National Opera nel ruolo della Madre di Tadzio in “Morte a Venezia”, opera di Britten reinventata e diretta da Olivia Fuchs e Firenza Guidi.
ph Ana Grancho
Io e Firenza ci siamo incontrate per la prima volta in Italia ad un'audizione per conoscere NoFit State Circus. Sono rimasta impressionata dalla sua presenza e da come fosse diretta nelle sue domande o negli impulsi creativi che dava a noi artisti. La fluidità del lavoro con lei è stata affascinante per me e da quel momento sapevo che volevo lavorare con lei. All’interno di NoFit State siamo diventate molto vicine. Questo accadeva nello stesso momento in cui ho compreso me stessa e ho fatto il passo per vivere come donna, la donna che sono. Firenza è stata la prima persona che ha sentito la parola transgender dalla mia bocca. È stata la prima volta che ho articolato il mio pensiero e che ho detto “io sono una donna trans”. Da allora è stato molto naturale e organico lavorare insieme su questo concept, poiché lei ha vissuto il mio viaggio dal primissimo momento.
Personalmente Delusional l’ho vissuto come un grande meccanismo di sopravvivenza. Come artista avverti la necessità di esprimerti, quasi di dirigere la società e il mondo in cui vivi in quel momento. Così nel momento in cui la transizione stava per avvenire e mi accingevo a documentare questo viaggio, l'idea di creare Delusional ha preso vita. Firenza ha creduto subito in questo concept, a volte anche più di me; ho sentito una grande empatia e curiosità da parte sua nel fare questo viaggio con me, in modo artistico, ed è stato interessante rappresentare da subito un viaggio incompiuto in una fase così precoce.
Lo definirei un percorso parallelo tra ciò che stava accadendo e ciò che veniva creato. Ci sono testi nello spettacolo, per esempio, che ho registrato da sola e altri che Firenza ha co-scritto con me. E questo dimostra quanto eravamo vicine in questo viaggio condiviso e nella creazione di questo spettacolo. Si, penso che il processo fosse molto allo-stesso-tempo: stava accadendo e noi lo portavamo sul palco. Stava accadendo. Lo stavo vivendo e portando in scena. Era qualcosa di molto intenso a cui aggrapparsi, mi dava qualcosa su cui concentrarmi oltre alla transizione stessa. Mi ha aiutato a guardare dall'esterno. Più che imparare, la creazione mi ha fatto ricordare che, come artista, non è solo importante esprimersi. È necessario. È ciò che libera il mio cuore e calma la mia anima. Mi sono ricordata che qualsiasi cosa succeda, possiamo creare un grande spettacolo dal materiale anche più difficile o doloroso. Resilienza. E sento sicuramente che con l'approccio e la comprensione che ho con Firenza nel processo creativo, lavoreremo insieme per molti anni e riscopriremo come prosperare in questa vita molto insolita in cui, in qualche modo, sono nata. Grazie, Firenza.
5 JUGGLINGMAGAZINE
ph Bernadette Fink
ph Bernadette Fink
LA CREAZIONE
NUMERO104SETTEMBRE20 24