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Juggling Magazine # 100 - september 2023

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FABRIZIO ROSSELLI

ph Philippe De Ram

fabriziorosselli.com

ph Bracco

Nel 2000 la giocoleria mi spinse a credere che un altro di tipo di vita fosse possibile e... fu cosi. Lanciare clavette, palline, cappelli, ukulele ed ogni sorta di oggetto diventò il mio esercizio quotidiano. Quando lasciai il lavoro come postino per lavorare come giocoliere nessuno dei miei colleghi capì la mia scelta, e forse nemmeno io, ma la passione per quest' arte mi spinse a muovermi, a viaggiare e a fare del saltimbanco un vero e proprio mestiere.

A differenza dei primi anni ora giocolo molto meno ed il mio modo di rapportarmi a questa disciplina è cambiato, evolvendosi costantemente anche grazie alla simpatica intrusione del Clown. Con il tempo i lanci sono diventati appoggi, i drop momenti clou dello spettacolo ed il mio allenamento è basato ora più sul teatro fisico e sulla manipolazione che sulle figure tecniche del juggling. Nonostante ciò, durante le residenze artistiche, mi ritaglio sempre dei momenti dedicati a giocolare per eseguire pattern vecchi e nuovi; mi aiuta a staccare il cervello, a non pensare e a rilassarmi. Fra gli oggetti di giocoleria classica i cappelli sono quelli che uso più di frequente e che trovano spazio nei momenti liberi delle giornate tra lo skate, la musica ed il ping pong.

Durante i primi anni di giocoleria si è innescata in me una nuova personalità e si è aperta una porta che mi ha liberato dalla chiusura mentale che mi imprigionava in quel periodo. Ricordo ancora la prima volta che vidi girare fluidamente tre clavette tra le mani, la sensazione di leggerezza, il sorriso spontaneo e la gioia che sentii marcarono una nuova aurora e da allora mi dedicai pienamente a questa disciplina. Dopo i primi apprendimenti in Spagna e Portogallo seguirono degli anni importanti a Roma dove creai il mio primo spettacolo ed i miei primi numeri solo. Entrando nel circuito dei festival lavorai in tutta Italia e in varie città europee fino a trovare stabilità a Toulouse in Francia, dove misi le basi e dove la mia carriera ebbe una svolta interna-

zionale, dandomi l'opportunità di girare il mondo grazie al mio nuovo mestiere. Negli spettacoli che creo oggi, rispetto al passato, do più importanza al rapporto del personaggio con l'oggetto piuttosto che all'exploit tecnico, e cerco di utilizzare per le mie creazioni oggetti di uso comune. La giocoleria si è trasformata in manipolazione e tutti i siteswap, combinazioni e trick appresi in tanti anni di allenamento sono diventati gestualità e movimento che, attraverso l'oggetto entrano nel narrativo assumendo un ruolo importante nella drammaturgia dello spettacolo.

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Sperimentando vari oggetti e specializzandomi in manipolazione di ukulele, nel 2012 studio alla scuola di circo "Esacto LeLido" dove, con la compagnia BettiCombo, affermo questa direzione artistica grazie alla ricerca con un oggetto che attirò l'attenzione di tutti: Il secchio di plastica. Oggetto tuttora presente nel mio solo Bakéké dove ho cercato di dargli ancora di più, rispetto allo spettacolo precedente, un ruolo drammaturgico, riducendo ulteriormente l'uso di lanci e prese e affidandomi di più al gioco del clown e ad un tipo di manipolazione ancora più semplice. La giocoleria oggi nella mia vita ha cambiato ruolo ma rimane comunque una necessità. Seppur poco rispetto a prima, non c'è giorno che non la pratichi. Che siano momenti di juggling oppure trick con oggetti quotidiani, rimane un'attività che mi aiuta a tenere allenata la fantasia e la destrezza, per ricordarmi a sua volta il mio ruolo di saltimbanco in questa società. La giocoleria ha contribuito sicuramente, con il clown ed il circo, alla mia realizzazione artistica ed umana. Ancora adesso quando mi capita di vedere in azione dei giocolier� rimango meravigliato e sorpreso di quanto questa disciplina si sia evoluta. Concept e idee nuove affollano, senza limiti, il mondo della giocoleria contemporanea e il mio stupore nel vedere oggetti che girano, volteggiano, piroettano, ruotano, rimangono in equilibrio, si incastrano poi scivolano e magari cadono è sempre lo stesso... il viso si rilassa, la bocca si apre, gli occhi si spalancano ed il cuore inizia a palpitare più forte inviando al cervello un’informazione chiara e netta: quel trick un giorno lo farò anch'io. La giocoleria mi fa tutt'ora sognare a occhi aperti.


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