SARA MICOL IL CIRCO DELLE API ph Lorenzo Sbrenna
E Sara Micol Natoli
“Dobbiamo andare alle incontro al futuro, insieme api!”
di Sara Micol Natoli
Fin da piccola mi dilettavo sui palchi, la ginnastica artistica agonistica ha scolpito il mio corpo e mi ha fatto odiare la disciplina; durante l’adolescenza ho imparato la giocoleria per le strade d’Italia e poi studiato all’estero: CarpaCarrampa (Madrid), l’Ecole Supèrieur des Arts du Cirque (Bruxelles), trascorrendo anni a testa in giù specializzandomi in verticali e acrobatica. Dopo l’esordio all’Espace Catastrophe di “Les Motasses”, duo di clown e acrobazie in motocicletta, sono seguiti anni di follie e nomadismo tra un festival e l’altro in tutta Europa. Il bisogno di stabilità e di tornare alla natura mi hanno infine condotto in Liguria, dove ho trovato tutto: famiglia, terra, sole, mare e api! Qualche corso, le prime arnie con delle amiche e ora, nonostante le avversità, sono un’apicoltrice, a conferma che in questo campo, come nel circo della vita, non si smette mai di imparare e reinventare! Insegno anche circo ai bambini e da diversi anni seguo corsi di Apididattica organizzati da Ambasciatori dei Mieli per diffondere la cultura apistica, la conoscenza dei mieli e dei prodotti dell’alveare. Da questa vicinanza all’infanzia, ho trovato il modo di conciliare le mie due passioni: il Circo e le Api. Esiste
M.K.Thun
una somiglianza tra questi due mondi: nomadismo e viaggi estremi in furgone, belle e semplici persone che dedicano la vita ad un lavoro fisico faticoso, sregolato, ai limiti della follia! Apicoltori come giocolieri che si destreggiano tra sgabbi e trattamenti, in equilibrio tra arnie e telaini, acrobati di famiglie orfane e fuchi liberi. Ognuno con la sua tecnica, il suo consiglio, la sua passione.
Nei corsi di apididattica che ho svolto nelle scuole inventavo storie e giochi per coinvolgere e far comprendere un mondo così complesso come quello delle api e dell’apicoltura; ma quale miglior mezzo, se non lo spettacolo, per incuriosire e avvicinare il pubblico a questo tema, per rendere consapevoli e svegliare le menti? Dopo ben 12 anni che non calcavo più la scena, ripartendo dalle esigenze di resilienza post-pandemia e grazie allo sguardo esterno di Susanna Groppello della Compagnia Teatro Velato e alla Trilogie du Rire di Micheline Vandepoel, nasce il Circo delle Api. Uno spettacolo di “teatro da prato” onirico e divertente, adatto a qualsiasi pubblico curioso di scoprire il mondo delle api e i suoi pericoli, seguendo gli scompigli circensi e la narrazione di un'ape irriverente. Un apicoltore entra in scena trasportando un’arnia da cui escono magici attrezzi che prendono vita. Attraverso diverse tecniche circensi, il pubblico viene a conoscenza di come nasce un’ape, cosa crea il gruppo-alveare e perché è fondamentale nell’equilibrio della natura. Musiche classiche da Tchaikovsky a Satie accompagnano le acrobazie, intervallate da testi e dialoghi che descrivono questo cu-
rioso mondo. La danza delle api trasporta la fantasia in volo. E per finire, la sciamatura ci riporta al ciclo della vita, al legame che ci lega con la nostra Terra. Durante lo spettacolo vedo le persone attraversare diversi stati d’animo che sono anche i miei: gioia, stupore, meraviglia, ma quando vedo arrivare la commozione nei loro occhi, capisco di aver raggiunto il cuore, di aver passato il mio messaggio. È uno spettacolo ideale per spazi aperti: cortili, giardini, orti, aie, parchi, scenari naturali. Ma anche al chiuso di teatri, tendoni di circo, aule scolastiche, palestre. Inoltre, fa parte de “La Scuola Fuori”, un progetto di teatro itinerante per far scoprire il territorio attraverso spettacoli sulla natura. Ultimamente ho anche creato un nuovo spettacolo di danza-equilibrio su pietra, dalle donne portatrici d’ardesia ai nostri sogni. E ora chi si ferma più?
“Quando capiremo la nostra profonda relazione della terra, quando capiremo che la terra è parte di noi e noi di essa, allora il nostro mondo tornerà a fiorire.”
25 JUGGLINGMAGAZINE
NUMERO100SETTEMBRE20 23
Thich Nhat Hanh