ph Floriano Bonfanti
ph Marcello Bonfanti
MATTEO GALBUSERA
In realtà volevo fare il musicista. Da ragazzino ho studiato pianoforte, chitarra e a 18 anni mi ero iscritto al Conservatorio per studiare contrabbasso. Cambio di scena: è il 1995 e mi trovo a Galway, in Irlanda, on the road, viaggio esistenzialista in autostop, prendendomi del tempo per capire chi fossi e cosa volessi fare della mia vita, avevo però ben chiaro cosa NON volessi fare. Per mantenermi lavoravo in un Ostello della Gioventù, e in giro per la città ero rimasto colpito dalla vivace scena dei busker, una novità assoluta per me. Nell'ostello risiedeva un certo Pit, ex soldato inglese rimasto vittima di un attentato dell'IRA. Per fare riabilitazione faceva anche giocoleria, a furia di allenarsi era diventato un bravo giocoliere e vestito da giullare scendeva dall'ostello, faceva cerchi grandi, grandi cappelli. Era il mio idolo totale, EUREKA! Ho cominciato a giocolare, sono andato alla mia prima EJC a Torino nel 1997 e per alcuni anni ho lavorato in strada. Rientrato in Italia ho frequentato per 3 anni il Conservatorio, ma avendo cominciato presto a fare teatro di strada e tardi ad andare al Conservatorio, le due cose insieme non si coniugavano. Il contrabbasso non è uno strumento pratico e leggero da portare in giro. Ad un certo punto ho dovuto fare una scelta e decisi di fare l’artista di strada. A quei tempi si lavorava benissimo in strada a cappello, da maggio a settembre nel sud Italia, e in inverno andavo la domenica a esibirmi a Bergamo Alta. Eravamo in pochi, ed era piacevole incontrare quei pochi che c'erano. Fondai con Gianca un duo di giocolieri comici, ci chiamavamo Gin&Tonic, e per diversi anni abbiamo lavorato insieme.
Presto ho capito di avere più talento come comico che come giocoliere, e soprattutto che la comicità mi interessava di più. L'effetto del ritmo, del timing e dello spiazzamento lo considero molto importante nei miei spettacoli. Mi piace inserire un pizzico di follia nei miei show, probabilmente è anche terapeutico. La mia è una comicità fisica e di situazione. I miei spettacoli sono surreali, demenziali e nonsense, amo l’assurdo. La mia ricerca è basata sulla fisicità, sulle gag e sulla ricerca che lega la musica al movimento, con il suono quale elemento principale drammaturgico. Alla Premiere dello spettacolo Maicol Gatto al Teatro Franco Parenti di Milano, durante la Rassegna “Tendenza Clown”, mi hanno definito Clown Elettrico, e questa forse è la definizione che più mi rappresenta. L'appellativo "poetico", soprattutto nella clownerie, è spesso usato come qualcosa di carino e sdolcinato, mentre per me “poetico” è un concetto che si può espandere molto oltre. Il tipo di energia e di estetica che porto in scena deriva più dalle band live degli anni 90 piuttosto che dagli artisti del circo o del teatro. Sono influenzato da musicisti/cantanti molto teatrali come Bowie, Lou Reed e Nick Cave, dei veri animali da palco. Gli artisti che più mi hanno influenzato sono i Kraftwerk: band tedesca, pionieri della musica elettronica, che ho omaggiato con lo spettacolo Maicol Gatto. Ho chiaramente dei riferimenti anche nell'ambito del comico, a partire dai grandi classici (Keaton, Chaplin, F.lli Marx, Karl Valentin) fino ai grandi clown contemporanei come Leo Bassi e Jango Edwards, passando da quei geniacci dei
23 JUGGLINGMAGAZINE
NUMERO100SETTEMBRE20 23
ph Loris Salussolia
matteogalbusera.it
Monty Python (gli inglesi nel comedy hanno una marcia in più) e da un vero poeta comico come Andy Kaufman. Negli anni ho lavorato soprattutto come solista ma ho collaborato anche con altri artisti che stimo molto, come Peter Weil, Nuzzo Di Biase, Sebastiano De Gennaro, Vito Garofalo, Adrian Schvarzstein, etc. Mi sono esibito in 30 nazioni, dal Canada all'India, dagli Emirati Arabi alla Colombia, nei Festival di Teatro di Strada più importanti in tutto il mondo. Mi piace molto lavorare nei festival di teatro di strada, ma amo anche il palco, lavorare in teatro e/o al circo. Nel 2014 ho lavorato in Canada col Cirque Du Soleil durante la creazione dello spettacolo KURIOS – Cabinet of Curiosities. Interpretavo la parte di un mentalista comico e visionario. Un’esperienza incredibile che non sto qui a descrivere, non c’è sufficiente spazio. Attualmente sono in tour con The Loser, il mio cavallo di battaglia e con Maicol Gatto, ma sto lavorando ad un nuovo progetto, dal titolo The White Lord, che debutterà nel 2024, una sfida molto interessante: sto fondando una nuova religione!