FAMIGLIE CIRCENSI
Una cartolina pubb licitaria dei The Tw o Nonis, i nonni di Alessandro
IN FAMIGLIA di Alessandro Serena
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ro fa la pipì Il piccolo Alessand
Un fenomeno molto affermato degli ultimi anni vede gruppi di artisti di strada o di circo contemporaneo dotarsi di un proprio tendone. Si chiude così un cerchio con il ritorno allo chapiteau. È quindi forse interessante vedere cosa accadeva in passato fra le famiglie circensi classiche. Io sono proprio un bambino del circo. Mia mamma Loredana Nones è nel mondo del viaggio da generazioni, come già sua mamma Adele Medini, e sua nonna Adalgisa Caroli. Queste due famiglie sono fra le più diffuse fra Italia e Francia. Mia nonna Adele aveva 21 fra fratelli e sorelle, di cui però solo 17 arrivati alla maggiore età. Vivevano tutti in un paio di carovane, termine usato dai circensi per intendere il “carrozzone”, mentre il più moderno “campino” sta per la molto diffusa roulotte. In alcuni casi dormivano su pagliericci di fortuna sotto le gradinate. Appena in età da marito aveva conosciuto un giovane palestrante di Trento, che aveva deciso di lasciare la propria città per lavorare in pista. Del resto, il flusso di adepti dello sport verso il mondo dello spettacolo era molto comune al-
l’epoca. I miei zii Guglielmo e Walter si erano ingegnati nell’apprendere qualche numero, ma loro papà Giuseppe aveva in un primo momento preferito tornare a casa e fermarsi, cercando di diventare mobiliere. Ben presto aveva però dovuto riprendere la strada, convinto proprio dai figli che non ne volevano sapere di restare fermi. Mia mamma e i suoi due fratelli, i tre Nones, come presero a farsi chiamare, arrivarono a presentare un elegante numero di adagio acrobatico con figure rare a vedersi ed ebbero modo di farsi strada nel mercato del circo, del teatro di varietà e persino della rivista, lavorando con personaggi come Wanda Osiris, Raimondo Vianello, Renato Carosone e il giovanissimo mago Silvan. Grazie all’apparizione in un programma tv di Vittorio Gassman furono notati da Orlando Orfei, che li volle nel suo circo. Una delle prime tappe fu il Kuwait per il quale serviva ingaggiare dei musicisti. Così venne scritturato anche mio babbo, Giorgio, un “fermo” di Livorno, poco prima della partenza della nave. In quelle terre lontane, inoltre, si fidanzarono mio zio Walter con Moira Orfei, che in seguito sarebbe stata conosciuta come la “Regina del Circo”.
o dalla porta del su
carrozzone
Io arrivo il 5 ottobre 1966, quando il Circo di Moira Orfei aveva già una buona notorietà, ma destinata ad aumentare negli anni successivi. Ebbi un’infanzia difficile, per il troppo amore per il tendone. Mi spiego. Ai tempi, i bambini del circo avevano un’alfabetizza-
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