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Juggling Magazine # 102 - march 2024

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Gravity Circus ph Davide De Masi

IL CIRCO CLASSICO IN ITALIA Int. Circus Festival of Italy

Il panorama del circo classico italiano si regge su un tessuto di famiglie impegnate in questo settore da tre-cinque generazioni in possesso di competenze artistiche, ma per la natura dell’attività, anche di spiccate competenze nella logistica, nell’allestimento delle strutture, nella gestione di campagne pubblicitarie e nel reperimento delle aree su cui proporre le proprie attività di spettacolo. Questi elementi le rendono imprese autonome sia nel contesto circense che in quello più ampio dello spettacolo viaggiante, anche in base alla stagionalità. È interessante osservare infatti, come il numero dei complessi circensi può subire una oscillazione del 20% a seconda dei periodi dell’anno. Se confrontiamo due periodi estremi nel corso di un anno (giugno, come riferimento estivo e dicembre, per l’inverno) possiamo notare che nella stagione estiva si riduce il numero di complessi attivi (a giugno erano all’incirca una quarantina) e al loro interno si alleggeriscono le compagnie (con una contrazione delle scritture) per rendere le strutture più agili, in grado di visitare centri minori, località marine e montane, luoghi di villeggiatura. Mentre in inverno si superano le cinquanta unità, con spettacoli più corposi e compagnie più nutrite, per visitare le grandi città e presentarsi nella forma più completa all’appuntamento festivo, durante il quale i circhi registrano maggior affluenza. Questo modello “a fisarmonica” esemplifica la flessibilità degli impresari circensi che, a seconda dei momenti dell’anno, si adattano alle esigenze del mercato, dedicandosi nei periodi estivi ad altre forme di spettacoli e attività, aventi caratteristiche simili a quelle del circo (per l’itineranza, le forme di comunicazione, il rapporto col pubblico), ma che non necessitando di chapiteau, sono particolarmente adatti ai climi estivi e alla richiesta del pubblico di trascorrere serate all’aperto. Tra queste per esempio trovano una collocazione gli spet-

Festival di Latina ph Christophe Roullin

di Dario Duranti

tacoli di auto acrobatiche (con circa una decina di nuclei attivi nel nostro paese, tra marzo e ottobre); le arene estive, ossia piccole strutture che propongono spettacoli d’arte circense all’aperto molto difficili da censire; teatri viaggianti di burattini. Detto questo numerosi complessi circensi (circa l’80 %) sono attivi tutto l’anno, magari con una pausa di qualche settimana nei mesi più caldi. Fino a qualche anno, quando nel resto d’Europa era consentita la presenza di animali esotici negli spettacoli circensi, era consuetudine una sorta di “esodo” estivo di numerosi circhi italiani verso i paesi del bacino Mediterraneo (quali ex Jugoslavia, Grecia, Turchia, Cipro, Nord Africa), oltre che Benelux, Francia e Spagna. Da una quindicina d’anni a questa parte, anche a seguito delle restrizioni in materia di utilizzo di animali negli spettacoli, si è ridotto fortemente questo rito stagionale. Tuttavia una decina di ditte italiane (Togni, Zoppis, Bellucci, Alessandrini, Bizzarro,…) ha creato dei mercati alternativi semi-permanenti in Spagna, Romania, Russia e Bielorussia, Grecia, Tunisia e Algeria, trasferendo in questi paesi le loro attività per tournée che possono superare la durata di una stagione arrivando fino a un anno. Se fino a una decina di anni fa era possibile suddividere i complessi italiani in tre o cinque categorie in base alle dimensioni delle strutture, al numero di posti a sedere e di JUGGLINGMAGAZINE.IT

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Salieri Circus Awards

INCANTO La vita dei circensi

dipendenti, negli ultimi anni, soprattutto dopo la Pandemia, sono venuti meno i trequattro complessi di grandi dimensioni che attraverso una turnazione concordata, agivano quasi in esclusiva sui grandi capoluoghi di regione (prevalentemente Milano, Torino, Napoli, Firenze, Roma). Questo ha reso possibile l’accesso a piazze molto ambite a complessi di categoria inferiore ai precedenti che oggi dispongono di chapiteau del diametro di circa 38-40 metri e circa ottocento-mille posti a sedere, dimensioni comunque ragguardevoli per realtà in grado di proporre fino a 1012 spettacoli alla settimana nel periodo invernale. Anche la vasta platea dei piccoli circhi di famiglia si è ridotta o comunque si è dotata di strutture e mezzi più confortevoli e all’avanguardia. Anche complessi molto piccoli a conduzione familiare oggi risultano più strutturati, disponendo di ambienti curati e materiali moderni. La maggioranza dei complessi si colloca in una fascia mediana, sia per dimensioni che per livello dello spettacolo.

L’INDUSTRIA DEL CIRCO Il Circo Italiano è sempre stato leader a livello europeo non solo per quanto riguarda gli spettacoli e il livello artistico, ma anche per l’indotto che genera a livello produttivo. Nel Nord Italia (per ragioni storiche in parte legate alla presenza sul territorio dei quartieri invernali dei maggiori complessi italiani) si trovano almeno una decina di ditte specializzate nella produzione di chapiteau, tensostrutture, gradinate, carpenteria metallica per il circo che producono materiale per tutti i complessi italiani, esportando le proprie creazioni in tutto il mondo (compresi Oriente, Stati Uniti e America Latina).

L’INFORMAZIONE ON LINE Un panorama così ricco a composito trova una rappresentanza istituzionale e sindacale nell’Ente Nazionale Circhi, presieduta da Antonio Buccioni, che dal 1969 pubblica la rivista “Circo” organo ufficiale dell’associazione di categoria (attiva anche on line sul sito circo.it), oggi unica testata cartacea sul circo tradizionale. Più ricca e variegata l’offerta di informazione on line sul circo con il portale dell’Associazione Circusfans Italia (Circusfans.eu), di cui quest’anno ricorrono i 25 anni dalla messa PROGETTOQUINTAPARETE.IT


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