La settimana comincia: all’inizio un po’ in sordina e a rilento, crescendo fino al punto che tra il sabato e la domenica non ci sono più spazi fisici e temporali per inserire workshop. Oltre a giocoleria e flow art, tanto yoga e derivati, ma anche Danze Indiane, Fotografia o Parkour. La sera, invece, ci sono gli spettacoli. L’Open Stage è stato presentato dalla nostra Gaia Ma, al suo debutto all conduzione. Il Cabaret ha avuto un tocco molto francese e il Renegade...no, non ha niente a che vedere con quello che conosciamo! La Fire Night, gestita interamente dal gruppo Driada, ha lasciato a bocca aperta anche i fuochisti più navigati, mentre la serata di Gala, condotta da Mr. Banana, ha visto l’alternarsi di numeri comici o poetici, folli o concettuali. Da Karcocha, presentatosi nel tardo pomeriggio con mio incredulo stupore, a Beppe di Compagnia Autonoma Tenenti, con un pezzo di giocoleria dedicato a Giako. E ancora acrobatica, hula hoop, fuoco, clownerie: uno spettacolo entusiasmante e di livello, tenuto in piedi dalla maestria degli artisti che vi hanno partecipato.
Come sempre alla fine della convention si è tutti un po’ tristi, ma ci si porta a casa nuove amicizie, abilità, progetti, collaborazioni, amori... e ci si rivede il giorno dopo al sunset! Sì perché, anche se si torna a casa, si vive tutti nel raggio di 5/10 km massimo. Quindi la fine della convention è solo l’inizio di una nuova fase nella bolla. Finchè dura. Fino a fine stagione. Poi ci si rivede l’anno prossimo. E stiamo già preparando la seconda edizione di In_Flow Fest!
23 JUGGLINGMAGAZINE
NUMERO102MARZO20 24