IN_FLOW FESTIVAL METAMORFOSI DELLA CONVENTION INDIANA Nella realtà edulcorata dell’Aram29/1 – 4/2 2024 ARAMBOL, GOA, INDIA E InFlow Festival di Meri Inthehoop In principio era InJuCo. Acronimo di Indian Juggling Convention, fu il primo tentativo di creare un raduno di giocolieri in quel di Arambol, Goa: fucina artistica ed immancabile tappa dell’hippie trail sin dagli anni ’60/’70. Da allora il flusso migratorio non si è mai interrotto e il fermento creativo ha continuato a crescere: dalla musica, alla danza, alle arti figurative e performative. Nel 2008 quindi, per iniziativa di Tom, un expat tedesco, venne organizzata la prima edizione di InJuCo, nello slargo di fronte a casa sua, sotto alle palme da cocco. Io sono arrivata nel 2015, alla ricerca di una community tra la giungla e
l’oceano, che potesse aiutarmi a crescere artisticamente e dove potessi dare in maniera concreta il mio contributo. Per la prima volta sentii parlare di Arambol e comprai un biglietto di sola andata, con l’intenzione di inserirmi nell’organizzativo della convention. È stato più facile di quanto pensassi: un messaggio su FB, un incontro davanti ad un chai, ed ero responsabile dei workshop. Tutto, infatti, era gestito e finanziato da una sola persona, che cercava volontari disposti ad aiutarlo nell’impresa, ovviamente retribuiti a pacche sulla spalla. Amici ed artisti, indiani e non, uniti dalla voglia di fare e di condividere. Ma anche con tutta la buona volontà del mondo, realizzare una convention in un paesino dell’India comporta i suoi problemi! Oltre a questioni logistiche, come trovare un posto, di dimensioni decenti, con un pavimento decente, con servizi, un palco, service audio e luci, con della buona ombra, etc… si aggiungono tutte le complicanze e stranezze di default dell’India, dove niente funziona, ma alla fine tutto
foto di Rajvi Vaja @vayamedia_photography funziona; dove a molte domande la risposta è uno scuotimento di testa, che nessuno sa se vuol dire sì o no. Il tutto ad un ritmo estremamente lento e dilatato. Shanti Shanti. Nonostante le difficoltà, negli anni InJuCo è diventato un appuntamento fisso, che riunisce artisti e performer da varie parti del globo, dando vita ad una piccola, ma creativa e soprattutto coesa community. Goa è sempre più un centro nevralgico per vari tipi di arti, in una continua contaminazione tra circo, acrobatica, musica, teatro e danza. Da anni Bliss Circus a Palolem si è affermata come importante scuola per discipline aeree, mentre il Jungle Dance Theatre, proprio ad Arambol, è un punto di riferimento a livello internazionale per la danza. Più di recente anche La Gota, scuola di circo nata in Colombia, ha spostato la sua sede da queste parti, contribuendo ad alzare il livello e l’affluenza di performer e circensi. A causa dell’intrinseca natura folle e magica dell’India, e della sua parte più anomala che è Goa, qui la bolla è reale e le cose succedono davvero, in un incessante scambio e travaso di culture, saperi e colori che esulano da molte delle problematiche del mondo reale.
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bubble la convivenza pacifica tra diverse culture è fuori discussione. Europei, asiatici, sudamericani e indiani convivono in un melting pot difficile da trovare da altre parti. La community israeliana è grande quasi quanto quella russa, che collabora tranquillamente con quella ucraina e la maggioranza è contro la guerra. E in questo scenario
la convention è sempre stata un modo per riaffermare questa unità, questa voglia di realizzare insieme del bello, al di là dei conflitti. Ecco perchè quando quest’anno è stato annunciato, con un post, che la convention sarebbe saltata in protesta al conflitto israelo-palestinese, siamo tutti cascati dal pero, anche se eravamo al corrente delle grosse problematiche gestionali dell’edizione precedente, ovviamente a causa di quei (pochi) soldi da spartire, culminate in accuse e minacce. Così, dopo un paio di giorni di spaesamento, si è presto cominciato a sentire un brusio di voci dal basso, tutte che dicevano la stessa cosa: “la convention la facciamo da soli!”. È nata così una prima riunione, per capire come muoverci e come suddividere i compiti. In cima alla lista trovare un nuovo nome, così da tracciare una linea netta rispetto al passato. Nasce così InFlow Festival, coordinato da un team di 6 donne, da tempo coinvolte come volontarie, a cui poi si sono aggiunti altri. Avevamo 10 giorni per fare logo, grafiche, promozione, reclutamento volontari, accordi con locali e realizzazione spettacoli. Gli anni di esperienza alle spalle hanno fatto sì che ognuno sapesse esattamente cosa fare. Il tutto in maniera spontanea, con uno spirito di collaborazione e supporto che è andato avanti senza intoppi per tutta la settimana. La formula, il posto e lo svolgimento delle giornate era la stessa, ma lo spirito di collaborazione e realizzazione dal basso era completamente rinnovato! PROGETTOQUINTAPARETE.IT